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DIRETTIVA DEL CONSIGLIO

del 3 maggio 1989

per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alla compatibilità
elettromagnetica

(89/336/CEE)

IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 100 A,

vista la proposta della Commissione (1),

in cooperazione con il Parlamento europeo (2),

visto il parere del Comitato economico e sociale (3),

considerando che è necessario definire le misure destinate all'instaurazione progressiva del mercato
interno nel corso di un periodo che scade il 31 dicembre 1992; che il mercato interno comporta uno
spazio senza frontiere interne, nel quale è assicurata la libera circolazione delle merci, delle
persone, dei servizi e dei capitali;

considerando che gli Stati membri hanno il compito di garantire alle radiocomunicazioni, nonché ai
dispositivi, apparecchi o sistemi il cui funzionamento è soggetto alle perturbazioni
elettromagnetiche provocate da apparecchi elettrici ed elettronici una sufficiente protezione dai
disturbi provocati da tali perturbazioni;

considerando che gli Stati membri hanno altresì il compito di provvedere alla protezione delle reti
di erogazione dell'energia elettrica da eventuali perturbazioni elettromagnetiche e pertanto anche
alla protezione delle apparecchiature che esse alimentano;

considerando che la direttiva 86/361/CEE del Consiglio, del 24 luglio 1986, concernente la prima
fase del reciproco riconoscimento dell'omologazione delle apparecchiature terminali di
telecomunicazione (4), riguarda in particolare i segnali emessi da tali apparecchiature durante il
funzionamento normale nonché la protezione contro qualsiasi danno delle reti pubbliche di
telecomunicazione; che resta conseguentemente da assicurare una protezione sufficiente di tali reti,
ivi compresi gli apparecchi ad esse connessi, contro i disturbi momentanei provocati da segnali di
natura accidentale suscettibili di essere emessi dagli apparecchi stessi;

considerando che, in taluni Stati membri, alcune disposizioni imperative fissano in particolare i
livelli di disturbo ammissibili delle perturbazioni elettromagnetiche che tali apparecchi possono
provocare e il loro grado di immunità da questi stessi segnali; che non necessariamente tali
disposizioni imperative comportano livelli di protezione diversi da uno Stato membro all'altro,
anche se, a causa della loro diversità, ostacolano gli scambi all'interno della Comunità;

considerando che le disposizioni nazionali che garantiscono tale protezione devono essere
armonizzate per consentire la libera circolazione degli apparecchi elettrici ed elettronici, senza che
vengano abbassati gli attuali livelli giustificati di protezione negli Stati membri;

considerando che il diritto comunitario allo stato attuale prevede che, in deroga ad una delle regole
fondamentali della Comunità che è la libera circolazione delle merci, si ammettano ostacoli alla
circolazione comunitaria risultanti dalle disparità delle legislazioni nazionali relative alla
commercializzazione dei prodotti, qualora tali disposizioni

possono essere riconosciute come necessarie al fine di soddisfare esigenze imperative; che pertanto
l'armonizzazione legislativa nel caso in questione deve limitarsi unicamente alle disposizioni
necessarie per soddisfare gli obiettivi di protezione in materia di compatibilità elettromagnetica; che
tali obiettivi devono sostituire le disposizioni nazionali in materia;

considerando pertanto che la presente direttiva definisce soltanto gli obiettivi di protezione relativi
alla compatibilità elettromagnetica; che, per facilitare la prova di conformità rispetto a tali obiettivi,
è importante disporre di norme armonizzate a livello europeo sulla compatibilità elettromagnetica, il
rispetto delle quali garantisca ai prodotti una presunzione di conformità agli obiettivi di protezione;
che tali norme armonizzate a livello europeo sono elaborate da organismi privati e devono
conservare la natura di testi non obbligatori; che a tal fine il Comitato europeo di normalizzazione
elettrotecnica (CENELEC) è riconosciuto come organismo competente ad adottare, nell'ambito
della presente direttiva, le norme armonizzate conformemente agli orientamenti generali per la
cooperazione tra la Commissione e il Comitato europeo di normalizzazione (CEN) e il CENELEC,
sottoscritti il 13 novembre 1984; che ai sensi della presente direttiva una norma armonizzata è una
specifica tecnica (norma europea o documento di armonizzazione) adottata dal CENELEC su
mandato della Commissione conformemente alla direttiva 83/189/CEE del Consiglio, del 28 marzo
1983, che prevede una procedura di informazione nel campo delle norme di regolamentazioni
tecniche (1), modificata da ultimo dalla direttiva 88/182/CEE (2), ed in virtù degli orientamenti
generali di cui sopra;

considerando che, in attesa che vengano adottate norme armonizzate ai sensi della presente
direttiva, è opportuno facilitare la libera circolazione delle merci, accettando, a titolo provvisorio, a
livello comunitario, apparecchi conformi alle norme nazionali prescelte conformemente ad una
procedura di controllo comunitario, la quale garantisca che tali norme nazionali siano conformi agli
obiettivi di protezione della presente direttiva;

considerando che la dichiarazione CE di conformità relativa all'apparecchio costituisce una


presunzione della conformità dello stesso alla presente direttiva; che questa dichiarazione deve
presentarsi nella forma più semplice possibile;

considerando che, per gli apparecchi disciplinati dalla direttiva 86/361/CEE, per ottenere una
protezione efficace in materia di compatibilità elettromagnetiche, il rispetto della presente direttiva
deve tuttavia essere attestato da marchi o certificati di conformità rilasciati da organismi notificati
dagli Stati membri; che, per agevolare il riconoscimento reciproco dei marchi e dei certificati
rilasciati da tali organismi, è opportuno armonizzare i criteri da prendere in considerazione per
designarli;

considerando che nonostante ciò potrebbe verificarsi che taluni apparecchi disturbino le
radiocomunicazioni e le reti di telecomunicazioni; che è quindi opportuno prevedere una procedura
atta ad eliminare tale pericolo;

considerando che la presente direttiva riguarda gli apparecchi ed i materiali di cui alle direttive
76/889/CEE (3) e 76/890/CEE (4) concernenti rispettivamente il ravvicinamento delle legislazioni
degli Stati membri relative rispettivamente ai radiodisturbi provocati da apparecchi
elettrodomestici, utensili portatili ed apparecchi analoghi ed alla soppressione dei radiodisturbi
provocati dagli apparecchi di illuminazione per lampade fluorescenti muniti di starter; che è
pertanto opportuno abrogare tali direttive,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:

Articolo 1

Ai fini della presente direttiva si intende per:

1) « apparecchi »: tutti gli apparecchi elettrici ed elettronici nonché gli impianti e le installazioni
che contengono componenti elettriche e/o elettroniche;

2) « perturbazioni elettromagnetiche »: i fenomeni elettromagnetici che possono disturbare il


funzionamento di un dispositivo, di un apparecchio o di un sistema. Una perturbazione
elettromagnetica può essere costituita da un rumore elettromagnetico, da un segnale non desiderato
o da una alterazione del mezzo stesso di propagazione;

3) « immunità »: l'idoneità di un dispositivo, di un apparecchio o di un sistema a funzionare in


presenza di una perturbazione elettromagnetica senza alterazioni della qualità;

4) « compatibilità elettromagnetica »: l'idoneità di un dispositivo, di un apparecchio o di un sistema


a funzionare nel proprio campo elettromagnetico in modo soddisfacente e senza produrre a sua volta
perturbazioni elettromagnetiche inaccettabili per tutto ciò che viene interessato da tale campo;

5) « organismo competente »: l'organismo rispondente ai criteri di cui all'allegato II e riconosciuto


come tale;

6) « attestato di certificazione CE »: il documento con cui un organismo notificato conformemente


all'articolo 10, paragrafo 5 certifica che il tipo di apparecchio esaminato è conforme alle
disposizioni della presente direttiva riguardanti detto tipo di apparecchio.

Articolo 2

1. La presente direttiva riguarda gli apparecchi che possono creare perturbazioni elettromagnetiche
o il cui funzionamento può essere interessato da tali perturbazioni.

Essa fissa i requisiti di protezione in tali materie nonché le relative modalità di controllo.

2. Nella misura in cui delle direttive specifiche armonizzino taluni requisiti di protezione specificati
nella presente direttiva, per taluni apparecchi, gli apparecchi in questione ed i requisiti di protezione
in questione non sono o cessano di essere compresi nel settore di applicazione della presente
direttiva, non appena dette direttive specifiche siano entrate in vigore.

3. Gli apparecchi radio utilizzati dai radioamatori ai sensi della definizione n. 53, articolo 1 del
regolamento radio che fa parte della convenzione internazionale delle telecomunicazioni, sono
esclusi dal settore di applicazione della presente direttiva, a meno che tali apparecchi siano
disponibili in commercio.

Articolo 3

Gli Stati membri prendono tutte le disposizioni atte a far sì che gli apparecchi di cui all'articolo 2
possono essere immessi sul mercato o in servizio soltanto se essi soddisfano i requisiti fissati dalla
presente direttiva, quando sono installati e opportunamente mantenuti nonché utilizzati
conformemente alla loro destinazione.
Articolo 4

Gli apparecchi di cui all'articolo 2 devono essere costruiti in modo tale che:

a) le perturbazioni elettromagnetiche generate siano limitate ad un livello che permetta agli


apparecchi radio e di telecomunicazione ed agli altri apparecchi di funzionare in modo conforme
alla loro destinazione;

b) gli apparecchi abbiano un adeguato livello di immunità intrinseca contro le perturbazioni


elettromagnetiche, la quale permetta loro di funzionare in modo conforme alla loro destinazione.

I principali requisiti in materia di protezione sono riportati nell'allegato III.

Articolo 5

Gli Stati membri non ostacolano, per motivi concernenti la compatibilità elettromagnetica, né
l'immissione sul mercato né l'entrata in servizio sul proprio territorio degli apparecchi che sono
contemplati nella presente direttiva e che soddisfano le disposizioni della presente direttiva.

Articolo 6

1. Le disposizioni della presente direttiva non ostano all'applicazione in uno Stato membro delle
misure speciali seguenti:

a) le misure concernenti l'entrata in servizio e l'utilizzazione dell'apparecchio, prese per un luogo


particolare, per rimediare ad un problema di compatibilità elettromagnetica già esistente o
prevedibile;

b) le misure concernenti l'installazione dell'apparecchio, prese per proteggere le reti pubbliche di


telecomunicazione o le stazioni riceventi o emittenti utilizzate per motivi di sicurezza.

2. Fatto salvo quanto disposto dalla direttiva 83/189/CEE, gli Stati membri informano la
Commissione e gli altri Stati membri delle speciali misure prese in virtù del paragrafo 1.

3. Le misure speciali ritenute giustificate formano oggetto di informazioni appropriate nella


Gazzetta ufficiale delle Comunità europee a cura della Commissione.

Articolo 7

1. Gli Stati membri presumono conformi ai requisiti in materia di protezione previsti all'articolo 4
gli apparecchi che soddisfano:

a) le norme nazionali che li riguardano e che recepiscono le norme armonizzate, i cui riferimenti
sono oggetto di pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee. Gli Stati membri
pubblicano i riferimenti di tali norme nazionali;

b) oppure le norme nazionali che li riguardano e che sono previste al paragrafo 2, nella misura in
cui non esistano norme armonizzate nei settori disciplinati da tali norme.

2. Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle norme nazionali di cui al paragrafo
1, lettera b), che ritengono conformi ai requisiti in materia di protezione previsti all'articolo 4. La
Commissione comunica senza indugio tale testo agli altri Stati membri. Conformemente alla
procedura prevista all'articolo 8, paragrafo 2 essa notifica agli Stati membri quali di tali norme
beneficiano della presunzione di conformità ai requisiti in materia di protezione previsti all'articolo
4.

Gli Stati membri pubblicano i riferimenti di tali norme. La Commissione provvede a sua volta alla
loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.

3. Gli Stati membri accettano che gli apparecchi per cui il fabbricante non ha applicato o ha
applicato solo parzialmente le norme di cui al paragrafo 1, o in assenza di norme, siano considerati
conformi ai requisiti in materia di protezione previsti all'articolo 4, se la loro conformità a tali
requisiti è documentata con uno degli attestati di cui all'articolo 10, paragrafo 2.

Articolo 8

1. Se uno Stato membro o la Commissione ritiene che le norme armonizzate di cui all'articolo 7,
paragrafo 1, lettera a) non soddisfano pienamente i requisiti di cui all'articolo 4, lo Stato membro
interessato o la Commissione adiscono il comitato permanente istituito dalla direttiva 83/189/CEE,
in seguito denominato « comitato », ed espongono i propri motivi. Il comitato esprime un parere
con urgenza.

Sentito il parere del comitato la Commissione notifica al più presto agli Stati membri se le norme in
questione devono essere ritirate o meno, in tutto o in parte, dalle pubblicazioni di cui all'articolo 7,
paragrafo 1, lettera a). 2. Dopo aver ricevuto la comunicazione di cui all'articolo 7, paragrafo 2, la
Commissione consulta il comitato. Sentito il parere di quest'ultimo, essa notifica al più presto agli
Stati membri se la norma nazionale in questione debba o meno beneficiare della presunzione di
conformità e, in caso affermativo, formare oggetto di una pubblicazione nazionale di riferimento.

Se la Commissione o uno Stato membro ritengono che una norma nazionale non soddisfi più le
condizioni necessarie per essere presunta conforme ai requisiti in materia di protezione previsti
all'articolo 4, la Commissione consulta il comitato che formula un parere senza indugio. Sentito il
parere del comitato, la Commissione notifica al più presto agli Stati membri se la norma in
questione debba ancora o non debba più beneficiare della presunzione di conformità e, in questo
ultimo caso, essere ritirata, in tutto o in parte, dalle pubblicazioni di cui all'articolo 7, paragrafo 2.

Articolo 9

1. Se uno Stato membro constata che un apparecchio corredato di uno degli attestati previsti
all'articolo 10 non è conforme ai requisiti in materia di protezione previsti all'articolo 4, esso prende
tutte le misure necessarie per ritirare l'apparecchio in questione dal mercato, proibirne l'immissione
sul mercato o limitarne la libera circolazione.

Lo Stato membro interessato notifica senza indugio questa misura alla Commissione e spiega i
motivi della propria decisione e, in particolare, se la non conformità è dovuta:

a) al mancato rispetto dei requisiti previsti all'articolo 4, qualora l'apparecchio non corrisponda alle
norme di cui all'articolo 7, paragrafo 1;

b) ad una imperfetta applicazione delle norme di cui all'articolo 7, paragrafo 1;

c) ad una lacuna delle norme stesse di cui all'articolo 7, paragrafo 1.

2. La Commissione consulta nel più breve tempo possibile le parti interessate. Se, dopo tale
consultazione, la Commissione constata che l'azione è giustificata, essa ne informa immediatamente
lo Stato membro che ha preso l'iniziativa nonché gli altri Stati membri.

Se la decisione di cui al paragrafo 1 è giustificata da una lacuna delle norme, la Commissione,


previa consultazione delle parti interessate, adisce il comitato entro un termine di due mesi se lo
Stato membro che ha preso tali misure intende mantenerle ed avvia le procedure previste all'articolo
8.

3. Se l'apparecchio non conforme è corredato di uno degli attestati previsti all'articolo 10, lo Stato
membro competente prende le misure del caso nei confronti dell'autore dell'attestato e ne informa la
Commissione e gli altri Stati membri.

4. La Commissione si accerta che gli Stati membri siano tenuti informati dello svolgimento e dei
risultati di detta procedura.

Articolo 10

1. Nel caso di apparecchi per cui il fabbricante ha applicato le norme di cui all'articolo 7, paragrafo
1, la conformità degli apparecchi alle disposizioni della presente direttiva è attestata da una
dichiarazione CE di conformità rilasciata dal fabbricante o dal suo mandatario stabilito nella
Comunità. Questa dichiarazione deve essere tenuta a disposizione della competente autorità durante
i dieci anni successivi all'immissione sul mercato degli apparecchi.

Inoltre il fabbricante, o il suo mandatario stabilito nella Comunità, appongono sull'apparecchio


ovvero sull'imballaggio, sulle istruzioni per l'uso o sul tagliando di garanzia il marchio CE di
conformità.

Nel caso in cui né il fabbricante né il suo mandatario siano stabiliti nella Comunità, l'obbligo di
tenere a disposizione la dichiarazione CE di conformità ricade su chiunque introduca l'apparecchio
sul mercato comunitario.

Nell'allegato I sono riportate le disposizioni relative alla dichiarazione CE ed al marchio CE.

2. Nel caso di apparecchi per cui il fabbricante non ha applicato, o ha applicato solo parzialmente le
norme di cui all'articolo 7, paragrafo 1 o in assenza di norme, al momento dell'introduzione sul
mercato, il fabbricante o il suo mandatario stabilito nella Comunità, mette a disposizione delle
autorità competenti interessate una documentazione tecnica di costruzione. Essa descrive
l'apparecchio, illustra le modalità attuate per garantire la conformità dell'apparecchio ai requisiti in
materia di protezione previsti all'articolo 4 e include una relazione tecnica o un certificato ottenuti
da un organismo competente.

Il fascicolo deve essere tenuto a disposizione delle autorità competenti durante i dieci anni
successivi all'immissione sul mercato degli apparecchi.

Quando né il fabbricante né il suo mandatario sono stabiliti nella Comunità, l'obbligo di tenere a
disposizione il fascicolo tecnico ricade su chiunque introduca l'apparecchio sul mercato
comunitario.

La conformità degli apparecchi a quanto descritto nella documentazione tecnica è attestata secondo
la procedura prevista nel paragrafo 1.

Gli Stati membri presumono che questi apparecchi corrispondano ai requisiti in materia di
protezione previsti all'articolo 4, ferme restando le disposizioni del presente paragrafo. 3. Qualora
ancora non esistano le norme di cui all'articolo 7, paragrafo 1 e fermo restando il paragrafo 2 del
presente articolo, gli apparecchi in questione possono continuare ad essere soggetti, a titolo
transitorio fino al 31 dicembre 1992 al massimo, ai regimi nazionali in vigore alla data di adozione
della presente direttiva, fatta salva la compatibilità di tali regimi con le disposizioni del trattato.

4. La conformità degli apparecchi di cui all'articolo 2, paragrafo 2 della direttiva 86/361/CEE alle
disposizioni della presente direttiva, è attestata conformemente alla procedura di cui al paragrafo 1,
quando il fabbricante o il suo mandatario stabilito nella Comunità abbia ottenuto un attestato di
certificazione CE per tali apparecchi, rilasciato da uno degli organismi notificati di cui al paragrafo
6 del presente articolo.

5. La conformità alla presente direttiva degli apparecchi concepiti per le radiotrasmissioni definite
dalla convenzione dell'unione internazionale delle telecomunicazioni è attestata conformemente alla
procedura di cui al paragrafo 1, quando il fabbricante o il suo mandatario stabilito nella Comunità
abbia ottenuto un attestato di certificazione CE per tali apparecchi, rilasciato da uno degli organismi
notificati di cui al paragrafo 6.

Questa disposizione non si applica agli apparecchi summenzionati allorché essi sono progettati e
destinati esclusivamente ai radioamatori menzionati all'articolo 2, paragrafo 3.

6. Ciascuno Stato membro notifica alla Commissione ed agli altri Stati membri le autorità
competenti previste al presente articolo e gli organismi abilitati a rilasciare gli attestati di
certificazione CE di cui ai paragrafi 4 e 5. La Commissione pubblica, per informazione, nella
Gazzetta ufficiale delle Comunità europee, l'elenco di tali autorità ed organismi e garantisce
l'aggiornamento di detta informazione.

La notifica precisa se questi organismi sono competenti per tutti gli apparecchi disciplinati dalla
presente direttiva o se la loro responsabilità si limita a determinati settori specifici.

Gli Stati membri applicano i criteri indicati nell'allegato II per valutare gli organismi da notificare.

Si suppone che gli organismi che rispondono ai criteri di valutazione previsti nelle norme
armonizzate soddisfino i criteri summenzionati.

Uno Stato membro che ha notificato un organismo deve ritirare la propria autorizzazione se constata
che l'organismo in questione non soddisfa più i criteri elencati nell'allegato II. Esso ne informa
immediatamente la Commissione e gli altri Stati membri.

Articolo 11

La direttiva 76/889/CEE e la direttiva 76/890/CEE sono abrogate a decorrere dal 1o gennaio 1992.

Articolo 12

1. Gli Stati membri adottano e pubblicano le disposizioni legislative, regolamentari ed


amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva anteriormente al 1o luglio 1991.
Essi ne informano la Commissione.

Essi applicano queste disposizioni a decorrere dal 1o gennaio 1992.

2. Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni di diritto interno che
essi adottano nel settore disciplinato dalla presente direttiva.

Articolo 13

Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.

Fatto a Bruxelles, addì 3 maggio 1989.

Per il Consiglio

Il Presidente

P. SOLBES

(1) GU n. C 322 del 2. 12. 1987, pag. 4.

(2) GU n. C 262 del 10. 10. 1988, pag. 82.

GU n. C 69 del 20. 3. 1989, pag. 72.

(3) GU n. C 134 del 24. 5. 1988, pag. 2.

(4) GU n. L 217 del 5. 8. 1986, pag. 21.

(1) GU n. L 109 del 26. 4. 1983, pag. 8.

(2) GU n. L 81 del 26. 3. 1988, pag. 75.

(3) GU n. L 336 del 4. 12. 1976, pag. 1.

(4) GU n. L 336 del 4. 12. 1976, pag. 22.

ALLEGATO I

1. Dichiarazione CE di conformità

La dichiarazione CE di conformità deve contenere gli elementi seguenti:

- descrizione dell'apparecchio o degli apparecchi presi in considerazione;

- riferimento delle specificazioni rispetto a cui è dichiarata la conformità e, se del caso, quali
disposizioni nazionali siano state adottate per garantire che gli apparecchi siano conformi alle
disposizioni della direttiva;

- identificazione del firmatario che ha ricevuto competenza per impegnare il fabbricante o il suo
mandatario;

- se del caso, riferimento dell'attestato di certificazione CE rilasciato da un organismo notificato.

2. Marchio CE di conformità

- Il marchio CE di conformità è composto dalla sigla CE che figura in basso e dal millesimo
dell'anno durante cui è stato apposto il marchio.

- Se necessario questo marchio deve essere completato con la sigla corrispondente all'organismo
notificato che ha rilasciato l'attestato di certificazione CE.

- Qualora gli apparecchi siano oggetto di altre direttive che prevedono il marchio CE di conformità,
l'apposizione del marchio CE indica anche la conformità ai requisiti richiesti da queste altre
direttive.

ALLEGATO II

Criteri per valutare gli organismi da notificare

Gli organismi designati dagli Stati membri devono soddisfare le condizioni minime seguenti:

1) disponibilità di personale nonché di mezzi e attrezzature necessari;

2) competenza tecnica ed integrità professionale del personale;

3) indipendenza, per quanto riguarda l'esecuzione delle prove, la redazione dei rapporti tecnici, il
rilascio degli attestati e la sorveglianza previste dalla presente direttiva, dei quadri e del personale
tecnico rispetto a tutte le categorie professionali, a gruppi o persone aventi un interesse diretto o
indiretto nel settore del prodotto interessato;

4) rispetto del segreto professionale da parte del personale;

5) sottoscrizione di un'assicurazione di responsabilità civile, a meno che tale responsabilità non sia
coperta dallo Stato in base al diritto nazionale.

Le condizioni di cui ai punti 1 e 2 vengono verificate periodicamente dalle competenti autorità degli
Stati membri.

ALLEGATO III

Elenco illustrativo dei principali requisiti in materia di protezione

Il livello massimo delle perturbazioni elettromagnetiche generate dagli apparecchi deve essere tale
da non disturbare l'utilizzazione in particolare degli apparecchi seguenti:

a) radioriceventi e telericeventi private,

b) apparecchiature industriali,

c) apparecchiature radio mobili,

d) apparecchiature radio mobili e radiotelefoniche commerciali,

e) apparecchiature mediche e scientifiche,

f) apparecchiature di tecnologia dell'informazione,

g) elettrodomestici ed apparecchiature elettroniche per uso domestico,


h) apparecchi radio per l'aeronautica e la marina,

i) apparecchi didattici elettronici,

j) reti ed apparecchi di telecomunicazione,

k) emittenti di radio e filodiffusione,

l) illuminazione e lampade fluorescenti.

Gli apparecchi, in particolare quelli citati alle lettere da a) a l), dovrebbero essere costruiti in modo
tale da disporre di un adeguato livello di immunità elettromagnetica in un ambiente normale di
compatibilità elettromagnetica, laddove tali apparecchi sono destinati a funzionare, in modo da
poter essere utilizzati senza difficoltà, tenuto conto dei livelli di perturbazione causata dagli
apparecchi che soddisfano le norme definite all'articolo 7.

Le informazioni necessarie per permettere un'utilizzazione conforme alla destinazione


dell'apparecchio debbono figurare in un'avvertenza di cui ogni apparecchio deve essere munito.