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Laboratorio di progettazione circuitale

Gruppo 6: Flavio Bobba, Tommaso Galliena, Gaia Vezzolo, Matteo Villani

Consegna:
Si considerino due onde quadre v1, v2 isofrequenziali (min. 1kHz) caratterizzate dai medesimi valori di
ampiezza picco-picco, valore medio e duty-cycle percentuale rispettivamente 2.5v, 1.25v, 50%.

Si realizzi un circuito che misuri lo sfasamento tra due segnali di tensione v1, v2 e lo esprima in termini di
tensione compresa tra 0 e 5v. Quando i segnali risultano in fase allora si avrà in uscita 0 v, viceversa quando
i segnali sono in controfase, ossia con 180° di sfasamento, l’uscita avrà valore 5v.

Spiegazione della realizzazione:


Sia Δ t φ la conversione su scala temporale di uno sfasamento φ applicato a v2 di periodo T , calcolabile
φ 90°
come T (su un periodo T =4 uno sfasamento φ di 90° corrisponde ad un ritardo Δ t φ di 4 ).
360° 360°

Due segnali v1,v2 con le stesse caratteristiche, sfasati l’uno rispetto all’altro, presentano la medesima area
nel caso in cui questa venga calcolata sul loro intero periodo (su un periodo T=4 la superficie di v1 e v2 è
T T
calcolabile come: SV 1=S V 2=∫ v 1 dt=¿∫ v 2 dt=¿ 5 ¿¿ ).
0 0

L’area dei due segnali, calcolata su mezzo periodo, non rimane più invariata; calcolando la differenza di
superficie tra il segnale di riferimento v1 e quello sfasato v2, si nota una variazione d’area proporzionale
allo sfasamento.

Siccome Sv 1=a∗b e Sv 2=Sv 1−aΔt φ, dove a rappresenta l’ampiezza dei segnali e b la base, ossia il lasso
di tempo in cui il segnale permane ad un livello alto, allora esiste un coefficiente K che mette in relazione le
superfici dei due segnali:

Sv 2 b−Δ t φ φ
KSv 1=Sv 2=¿ K= = =1−
Sv 1 b 180 °
(su un periodo T/2 = 2 la superficie Sv1 resta invariata, ossia pari a 5, mentre Sv 2=KSv 1=2.5 ¿
Applicando i due segnali v1, v2 ad un amplificatore delle differenze si ottiene un segnale che ne rappresenta
la differenza; tale segnale mantiene il periodo originale, ma presenta un’ampiezza modificata di un fattore
“G” (gain) (Il segnale Va raffigurato è periodico di periodo 4, presenta valori di picco V p+ = 10v e Vp-= -10v).

V a rimane a valore “alto” e valore “basso” per Δt alto =Δ t basso=¿ Δt φ e assume valore 0v per
Δ t zero=T −2 Δt φ. Si nota che di conseguenza l’area dei lobi del segnale sarà direttamente proporzionale al
ritardo, quindi allo sfasamento dei due segnali, allora:

¿ SVa∨¿ A∗2 Δt φ

Dove A rappresenta l’ampiezza del segnale Va in modulo

A=G∗¿ v 1 ( Δt2 )∨¿


φ

Nello specifico il segnale in uscita dall’amplificatore delle differenze mantiene lo stesso andamento del
segnale di riferimento v1 per un periodo pari a Δ t φ; dopodiché assume un valore 0v, mantenuto per
Δt zero
, poi assume lo stesso comportamento di v2 per Δ t φe infine si mantiene a 0v fino a T.
2
Il passaggio successivo consiste nell’applicare Va ad un raddrizzatore di precisione allo scopo di eliminare i
lobi negativi e mantenere soltanto quelli positivi nel segnale in uscita V*:

L’obiettivo finale consiste nell’estrapolare un segnale in continua che rispetti la dinamica del problema,
ossia i valori che può assumere il segnale in uscita, e rappresenti lo sfasamento dei due segnali in ingresso.

Tale valore di tensione, proporzionale allo sfasamento, corrisponde al valore medio Vm del segnale e può
dunque essere estratto tramite un filtro passa basso.
+∞
1
Vm= ∫ Va ( t ) dt
T −∞

Va ( t ) =G∗(v 1 ( t )−v 2(t))


Osservazione: nella spiegazione riportata è stato considerato il segnale v1 che si sviluppa dall’origine, ciò
nonostante questo ragionamento può essere esteso anche ai casi in cui il segnale non parta da 0 poiché
viene misurato lo sfasamento relativo ai due segnali.

Realizzazione ideale:
Per realizzare il circuito vengono impiegati i seguenti componenti circuitali:

1. Un amplificatore operazionale delle differenze per ottenere il segnale Va


2. Un raddrizzatore di precisione a singola semionda per ottenere il segnale contenente
l’informazione sullo sfasamento V*
3. Un filtro passa basso per ottenere la Vo attesa

1_ AMPLIFICATORE OPERAZIONALE
Modello dell’amplificatore delle differenze utilizzato:

Siccome è necessario ottenere un segnale Vo in uscita dal filtro che rispetti le specifiche di
progetto, ossia abbia un valore di tensione compreso tra 0v (sfasamento 0°) e 5v (sfasamento
180°), risulta indispensabile provvedere ad una adeguata amplificazione della differenza tra i
segnali in ingresso v1 e v2.
Vomax
L’amplificazione G da introdurre è calcolabile come G = , dove Vomax rappresenta il valore di
V mv
tensione in uscita corrispondente allo sfasamento massimo e V m v il valore medio di uno dei due
segnali in ingresso; conoscendo tale valore, in questo caso pari a 4, e in base alla relazione che lega
R3
il guadagno alle resistenze G= si ricava R 3=4 R 1 , quindi si sceglie arbitrariamente
R1
R1=R2 = 10kΩ e di conseguenza R3=R4 = 40kΩ.
In uscita dall’amplificatore di ottiene dunque il segnale Va caratterizzato da un’ampiezza pari a
10v, valore medio nullo e medesima frequenza rispetto v1 e v2.
2_ RADDRIZZATORE DI PRECISIONE
Il raddrizzatore di precisione è costituito da un diodo, una resistenza e un amplificatore operazionale, il
quale riceve in ingresso, tramite il proprio terminale non invertente, il segnale Va, in uscita
dall'amplificatore delle differenze.

Tale componente circuitale consente di ottenere in uscita un’onda quadra V* in cui vengono riprodotti, in
maniera esattamente coincidente, soltanto i lobi positivi del segnale in ingresso Va.

Il segnale ad onda quadra V* presenta V alto = 10v, Vbasso = 0v e valore medio Vm=DC∗V alto, dove DC è il
duty-cycle.

(Questo risultato si ottiene sia nel caso in cui si consideri la caratteristica del diodo con soglia V λ sia nel caso
di diodo a semiconduttore con caratteristica corrente-tensione esponenziale).

Nel caso di amplificatore ideale, con guadagno infinito, si ha che per Va<0 il diodo risulta spento e può
dunque essere sostituito con un circuito aperto; in tale condizione non è permesso il passaggio di corrente
attraverso la resistenza R5 e dunque l'uscita V* risulta essere nulla.

La commutazione di Va ad un valore positivo (Va>0) comporta l'accensione del diodo, convertibile in una
batteria; risulta a questo punto evidente la retroazione negativa dell'amplificatore operazionale ideale, la
quale implica la validità del cortocircuito virtuale tra gli ingressi.

In base a tale proprietà si può affermare che V*= Va, ossia che per Va>0 la tensione ottenuta in uscita
coincida con la tensione in ingresso.

Inoltre siccome Va è positiva è presente una corrente I, proveniente dall'uscita dell'amplificatore


operazionale, che attraversa il diodo da anodo a catodo, passa attraverso R5 e giunge a massa.

(Tale corrente non può provenire dall'ingresso non invertente dell'amplificatore poiché questo, essendo
ideale, non può né erogare né assorbire corrente).
Se nell'analisi si prende in considerazione un amplificatore operazionale non ideale, con guadagno finito,
non risulta più verificata l'asserzione secondo cui il diodo entra in conduzione per ogni valore positivo di Va.

Esistono infatti Va sufficientemente piccoli, seppur positivi, per cui l'anodo risulta a potenziale più basso
rispetto al catodo e dunque il diodo non può che essere spento e l'uscita V* nulla.

Infatti la tensione all'anodo può essere calcolate come:

V*’¿ A ¿ siccome si assume Va->∞; tale valore risulterebbe negativo poiché V


−¿ ¿
= V* è un valore positivo
nell'assunzione in cui il diodo fosse acceso (si avrebbe infatti una corrente positiva, che scorre da anodo a
catodo).

Affinché il diodo si accenda occorre che la differenza di potenziale all'anodo sia almeno pari alla tensione di
soglia, dunque V*’ = Vλ.


Siccome V*’¿ A ¿ e in base alla precedente relazione (V*’ = V λ) si ottiene Va= (ricavato
A
dall'uguaglianza V λ= A∗Va ).

Di conseguenza il raddrizzatore di precisione può essere considerato come un super diodo, ossia un diodo

che ha una tensione di soglia Vλ' molto inferiore rispetto Vλ, ossia Vλ' ¿ .
A
Infine si può affermare che il raddrizzatore di precisione permetta di ottenere lo stesso risultato di un
raddrizzatore a singola semionda, realizzato però con un diodo ideale.

Se venisse invece impiegato un diodo con soglia, il raddrizzatore a singola semionda permetterebbe
anch'esso di ottenere un'uscita nulla in corrispondenza dei lobi negativi del segnale di ingresso Va, ma
produrrebbe un “errore” pari al valore di Vλ nella riproduzione dei lobi positivi.

Tale differenza può essere compensata attraverso una modifica dell'amplificazione dell'amplificatore delle
differenze.

3_ FILTRO PASSA BASSO


Grazie a quest’ultima parte è stato possibile estrarre il valore medio del segnale che è proporzionale allo
sfasamento. Ricordando che tale valore si trova alla frequenza 0 (continua), si pone in uscita al
raddrizzatore un filtro passa basso e, dopo avere impostato un’adeguata pulsazione critica, quest’ultimo
sarà in grado di estrarre soltanto l’informazione di interesse.

Partendo dal presupposto che il segnale sia posto ad una frequenza fondamentale minima di 1Khz ¿)
si può stabilire che la pulsazione critica(ω*) debba assumere un valore che sia compreso tra 0 rad/sec e ω,
dunque ω*∈(0,ω).
La scelta di tale valore dipende essenzialmente da due fattori:
-La velocità massima di variazione dello sfasamento
-La precisione del sistema
Per ottenere un valore di sfasamento molto preciso la scelta dovrebbe ricadere su valori piccoli di ω *;
ciò comporterebbe la presenza di un sistema “lento”, che non rileva quindi variazioni di fase per istanti
di tempo abbastanza piccoli. È altresì vero che considerando un valore di ω* più vicino a ω m si
aumenterebbe la capacità da parte del processo di rilevare le variazioni di segnale, ma tutto ciò
andrebbe a discapito della precisione del valore medio, il quale sarà “sporcato” dalla sovrapposizione
del segnale originale non più trascurabile.
Dopo aver deciso quanto sopra discusso si passa alla descrizione dei componenti del progetto:
-Sia ∆φ il periodo di variazione della fase più piccolo
-Sia ∆v due volte il massimo valore di picco della tensione sovrapposta al valore medio
-Sia V* il segnale in ingresso
-Sia Vo l’uscita del filtro (calcolata con riferimento a massa)
-Siano R6 e C1 resistenza e condensatore del filtro

Schema Circuitale Filtro Passa Basso (LP)


Nota’:
l’operazionale U3
è stato inserito
per disaccoppiare
il filtro dal
raddrizzatore di
precisione.

1
Calcolo della risposta in frequenza: H ( jω )= dove τ =R6 C 1(costante di tempo)
1+ jωτ
1
H ( jω ) presenta un polo in che corrisponde alla pulsazione ω* (Pulsazione critica).
τ
Grafico di Bode:
Nella soluzione del progetto è stato introdotto un ∆ v =100 mV ; ricordando che il polo introduce una
attenuazione del segnale di 20db/dec (in lineare di un fattore 10 per decade) e che in ingresso si ha un
segnale ad onda quadra con Valto = 10v, Vbasso = 0v e f0 = 1khz allora è necessario porre ω* due decadi
prima di ω0 = 2πf0.

¿ 1 1 1
Stabilito ω* e scelto arbitrariamente il valore di R6 si ricava dalla formula ω = = =¿ C1=
τ R6C1 R6 ω¿

Siccome il filtro si assesta in un tempo pari a 3 τ non si riesce a percepire una variazione ∆φ inferiore a
tale periodo.
Periodo aV alto
Ora in base al duty cycle ( DC= ) dell’onda quadra in ingresso varierà il valore medio in
Periodo totale
uscita in quanto:

Vm=V ¿∗DC

4_Circuito completo
Si presenta ora il circuito completo di tutte le sue componenti:

Amplificatore delle differenze(1), Raddrizzatore di precisione(2) e filtro passa basso(3)

Elenco componenti impiegati:

R1 = R2 = 10kΩ, R3 = R4 = 40kΩ, R5 = R6 = 10 kΩ
C1 = 1.59μF

D1 diodo reale con soglia

U1, U2, U3 op_amp_ideali