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Autore: Jesse Ball

Titolo: How To Set a Fire and Why

Sintesi: L’adolescente Lucia, traumatizzata dalla morte del padre e dalla perdita della
ragione della madre, vive in povertà con la zia in un garage. Solitaria ed emarginata,
entra in un gruppo di piromani per realizzare il suo ideale violentemente anarchico, e
dopo la morte della zia dà fuoco allo stabile del padrone di casa prima di fuggire con
l’unica amica verso una nuova vita.

Trama: Il romanzo prende le mosse dalla cacciata della voce narrante, dalla scuola
che frequenta. Lucia ha infatti ferito al collo con la matita un compagno, tra l’altro un
talentuoso e amatissimo giocatore di basket, colpevole di averle momentaneamente
sottratto il suo accendino, uno Zippo, intoccabile feticcio del padre morto. La madre è
invece ricoverata in un ospedale psichiatrico, in condizioni tanto gravi da non dar
segno di riconoscere la figlia quando va a trovarla. Lucia vive con la strampalata zia,
una vedova, in un garage convertito, con un unico letto da spartirsi e un unico svago,
i giochi di carte. Lucia si dedica anche alla scrittura tenendo il diario che stiamo
leggendo, in cui si alternano capitoli di previsioni di quanto accadrà seguite da
descrizioni di ciò che è effettivamente avvenuto. Lucia vive in uno stato di povertà
assoluta: la zia ha venduto clarinetto e pianoforte per acquistare un’auto con cui
portarla in giro, ma non avendo pagato le rate anche questa le viene ripresa. La zia ha
anche una pistola, perché è stata la prima ad arrivare a casa di Lucia la terribile sera
in cui suo padre è morto e sua madre impazzita, lasciando intuire una scena di
violenza.

Appena arrivata nella nuova scuola si mostra subito aggressivamente misantropa per
fare preventivamente terra bruciata intorno a sé, mettendo in chiaro il suo desiderio di
restare sola ed essere lasciata in pace, respingendo anche le attenzioni romantiche dei
compagni (a un certo punto soddisfa i suoi bisogni sessuali in una cruda scena con
l’infermiere della clinica dove è ricoverata la madre che, seppur nella sua catatonia, la
vede). Se nell’intimo è fragile e spaurita (dopo la tragedia della morte del padre e
della perdita della ragione della madre ha avuto un esaurimento di due mesi in cui
non ha praticamente smesso di piangere), esteriormente è temeraria, e sfida
costantemente compagni e insegnanti, finendo regolarmente dal preside e in detention
al pomeriggio.. In realtà Lucia possiede un’intelligenza e una cultura superiori (legge
Jarry e Artaud, oltre a libri sulla piromania) ma intende usarli come strumenti
rivoluzionari, non di conformismo sociale, anche se gli insegnanti non tardano a
notare le sue capacità. Circondata dallo scherno e dal disprezzo (ricambiato) dei
compagni, lega solo con l’amica Lana e con Stephan, che la invita a una riunione di
piromani, dove il capo del club, l’esperto ventiquattrenne Jan, spiega loro che devono
appiccare un incendio nel giro di un mese per essere ammessi. Lucia sembra però più
interessata al lato politico-teorico della piromania (i genitori erano anarchici), tanto
da scrivere un pamphlet che porta lo stesso titolo del libro - Come appiccare un
incendio e perché – in cui il fuoco viene descritto come lo strumento di una feroce
eguaglianza, memento di quanto sia effimera la vita e della necessità di aiutarci, non
separarci con le differenze di ceto etc...

Quando la zia muore, Lucia viene cacciata dopo una lite furibonda con il padrone di
casa (ossia del garage), che si è preso i pochi oggetti di un qualche valore o interesse
della zia (il vestito di nozze, le fotografie) come pagamento per gli arretrati
dell’affitto. Lucia tenta di riprenderseli, ma il padrone chiama la polizia, e lei finisce
per doversi trasferire da Lana. Nonostante sia arrivata la lettera di ammissione a un
college, Lucia rompe definitivamente anche a scuola, mandando a quel paese il
preside. Nel finale, aiutata da Lana che fa uscire con una scusa l’ex padrone di casa,
Lucia dà fuoco alla casa e al garage dove ha abitato, spargendo il contenuto di una
bombola del gas e appiccando l’incendio con l’abito da sposa della zia che il padrone
di casa si è preso, per poi fuggire con Lana per cominciare una nuova vita in un’altra
città...