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FORMAZIONE

GENERALE PER I
LAVORATORI
AiFOS Certificazioni

CNAI - Coordinamento Nazionale Associazioni Imprenditori


AiFOS è un’associazione senza
scopo di lucro costituita da Agenzia Europea per la salute e la sicurezza sul lavoro (OSHA)
formatori, docenti, professionisti, Partner della campagna europea
consulenti, aziende e da quanti
operano nel campo della
formazione della sicurezza sul Regione Lombardia
lavoro. Albo Regionale operatori “Lombardia Eccellente” Decreto n.
L’associazione, basata su principi
10678/2009
solidaristici e di aggregazione
sociale, si propone di svolgere Albo operatori accreditati per la formazione n. 164
attività di studio, ricerca e
realizzazione di iniziative al fine ADAPT
di favorire gli scopi sociali,
ponendo i risultati ottenuti a
Associazione per gli Studi Internazionali e Comparati sul Diritto
disposizione dei soci, nonché di del lavoro e sulle Relazioni industriali
enti pubblici e privati che
operano nel settore. Ministero dell’Università e della Ricerca
Anagrafe Nazionale Ricerche, prot. n. 109/496 codice 57811NYF
• Ente Nazionale di
formazione per i CIIP Consulta Italiana Interassociativa per la Prevenzione
corsi sulla Sicurezza
sul Lavoro Certificato Sistema di Qualità RINA
• Operante ope legis Azienda Certificata ISO 9001:2008
art. 32 D. Lgs. n. Certificato n. 18025/08/S
81/2008
Socio UNI

2
L’aggiornamento professionale
LA FORMAZIONE CONTINUA

PRINCIPIO BASILARE
Tutti i soggetti della sicurezza previsti dal
D.Lgs. 81/08 sono tenuti a svolgere
periodicamente corsi di aggiornamento.
La formazione dei lavoratori prevista dal nuovo
accordo Stato-Regioni del 21/12/2011, si
articolerà in due momenti distinti:
- una “formazione generale” di 4 ore, dedicata
alla presentazione dei concetti generali in tema
di prevenzione e sicurezza sul lavoro (con
programmi e durata comuni per i diversi settori
di attività)
- una “formazione specifica” in relazione al
rischio effettivo in azienda (rilevato in funzione
del Settore ATECO di appartenenza
dell’azienda).
Questionario di gradimento
dell’intero corso di formazione

DA COMPILARE E RESTITUIRE

Alla fine del corso tutti gli utenti dovranno


compilare un questionario finale di
gradimento del corso

IL QUESTIONARIO
Redatto in forma anonima consentirà una
attenta valutazione del programma del
corso, dei docenti e della sua
organizzazione
Cultura della sicurezza
Oltre gli obblighi di legge

LA SICUREZZA NON E’ UN GIOCO


Lo svolgimento di questi corsi sono
previsti dalla legge.

I corsi vanno oltre gli aspetti formali di


assolvimento della legge.

La formazione quale consapevolezza


per la prevenzione degli infortuni sul
lavoro e per la crescita della cultura
della sicurezza.
Unità che verranno trattate

 I nuovi Accordi Stato-Regioni


I concetti della prevenzione
 Organizzazione della
prevenzione aziendale
 Diritti, doveri e sanzioni per i
vari soggetti aziendali
 Organi di vigilanza e
controllo

8
del 21/12/2011
LA FORMAZIONE DEI NUOVI
ACCORDI STATO REGIONI
FORMAZIONE COME DA AGGIORNAMENTO
TIPOLOGIA DI FORMAZIONE
NUOVO ACCORDO QUINQUENNALE
LAVORATORE PREGRESSA
STATO-REGIONI 6 ORE

4 ore di FORMAZIONE
DIPENDENTE GENERALE
+
entro 5 anni dalla
NEOASSUNTO nessuna 4/8/12 ore
data di
o lavoratore o non in funzione dei rischi del
conclusione del
proveniente documentata settore di
corso
da altra appartenenza;
Azienda da completare entro
60 giorni
FORMAZIONE COME
AGGIORNAMENTO
TIPOLOGIA DI FORMAZIONE DA
QUINQUENNALE
LAVORATORE PREGRESSA NUOVO ACCORDO
6 ORE
STATO-REGIONI

entro 5 anni dalla


data di conclusione
già eseguita e del corso
DIPENDENTE
documentata esonero (entro 12 mesi, se il
GIA’ ASSUNTO
correttamente corso è stato
concluso prima del
26/01/2007)
FORMAZIONE COME DA AGGIORNAMENTO
TIPOLOGIA DI FORMAZIONE
NUOVO ACCORDO QUINQUENNALE
LAVORATORE PREGRESSA
STATO-REGIONI 6 ORE

NEOASSUNTO
eseguita in altra
proveniente da
Azienda entro 5 anni dalla
altra Azienda con
e esonero data di conclusione
stesso settore
documentata del corso
merceologico e
correttamente
stessa mansione

esonero per le 4 ore di


NEOASSUNTO FORMAZIONE GENERALE;
eseguita in altra
proveniente da FORMAZIONE SPECIFICA da
Azienda entro 5 anni dalla
altra Azienda con fare a seconda del rischio
e data di conclusione
diverso settore del settore di appartenenza
documentata del corso
merceologico o e da esiti della valutazione
correttamente
diversa mansione del rischio aziendale (4, 8 o
12 ore)
FORMAZIONE COME DA AGGIORNAMENTO
TIPOLOGIA DI FORMAZIONE
NUOVO ACCORDO QUINQUENNALE
LAVORATORE PREGRESSA
STATO-REGIONI 6 ORE

esonero per le 4 ore di


FORMAZIONE GENERALE;
FORMAZIONE SPECIFICA da
cambio
già eseguita integrare con i rischi della
mansione entro 5 anni dalla
e nuova mansione, non
all’interno della data di conclusione
documentata trattati nella formazione
stessa Azienda del corso
correttamente precedente
“multiservizi”
(non viene specificata la
durata di tale modulo
integrativo)
esonero per le 4 ore di
FORMAZIONE GENERALE;
cambio processo,
FORMAZIONE SPECIFICA da
introduzione
già eseguita integrare con modifiche o
nuove entro 5 anni dalla
e contenuti di nuova
attrezzature, data di conclusione
documentata introduzione, non trattati
nuove sostanze o del corso
correttamente nella formazione precedente
preparati
(non viene specificata la
pericolosi
durata di tale modulo
integrativo)
FORMAZIONE
AGGIORNAMENTO
TIPOLOGIA DI FORMAZIONE COME DA
QUINQUENNALE
LAVORATORE PREGRESSA NUOVO ACCORDO
6 ORE
STATO-REGIONI

in corso o
programmata con
REGIME documento certo,
entro 5 anni dalla
TRANSITORIO entro il
data di
26/01/2012; esonero
conclusione del
prima da completare
corso
applicazione entro 12 mesi
(ovvero entro il
25/01/2013)
Ai lavoratori di Aziende, che per lo svolgimento delle loro
mansioni, NON si recano nei reparti produttivi,
è concesso frequentare corsi di formazione per rischio basso

4 ore FORMAZIONE GENERALE


+
4 ore FORMAZIONE SPECIFICA
(per un totale di 8 ore)

anche se rientranti in Aziende definite a rischio maggiore.


Nel caso quest’ultimi si recassero invece, anche saltuariamente,
nei reparti produttivi, sarà necessario far loro frequentare corsi in
funzione dei rischi del settore di appartenenza e da esiti della
valutazione del rischio aziendale
(4 ore FORMAZIONE GENERALE + 4/8/12 ore FORMAZIONE
SPECIFICA per un totale di 8/12/16 ore).
Prevenzione

Concetto di base

PREVENZIONE: è il complesso delle disposizioni o


misure necessarie, previste in tutte le fasi
dell’attività lavorativa, per ELIMINARE o, ove non
sia possibile, RIDURRE i rischi professionali nel
rispetto della salute della popolazione e
dell’integrità dell’ambiente esterno
Misura di prevenzione
Definizione

Provvedimento preso per un


certo fine e per impedire il
verificarsi di un evento indesiderato
▪ Misure tecniche
▪ Misure organizzative e gestionali
▪ Misure procedurali
MISURE PREVENTIVE E PROTETTIVE
Individuazione misure di controllo dei rischi

MISURE:

TECNICHE : Interventi su spazi impianti, arredi, macchine,


attrezzature,sostanze e preparati, adozione di DPI
ORGANIZZATIVE: Informazione/formazione e addestramento,
miglioramento servizio di prevenzione e protezione,
sorveglianza sanitaria
PROCEDURALI: Definizioni di procedure operative, loro
implementazione e controllo
Il rischio concetti base

Non esiste attività umana


priva di rischio in senso
assoluto

esempio : il fatto stesso di essere


esposti al sole è di per se una
potenziale fonte di rischio per la salute

La nostra attenzione va posta sulla


probabilità di accadimento di un
evento indesiderato che rientra nella
nostra sfera di controllo a breve, medio
e lungo termine

▪ 26
Il rischio
Analisi dei rischi
Il rischio Che cos’è?

CONFUSIONE
Molti pensano di sapere cosa
sia il rischio.
E’ sufficiente chiedere di darne
una definizione per scoprire che
il concetto non è così intuitivo
come sembra.

Spesso si fa una certa


confusione tra
RISCHIO e PERICOLO
Rischio e Pericolo
Definizioni - Art. 2 D.Lgs. 81/2008

PERICOLO
Proprietà o qualità intrinseca di
un determinato fattore avente il
potenziale di causare danni.

RISCHIO
Probabilità di raggiungimento del
livello potenziale di danno nelle
condizioni di impiego o di
esposizione ad un determinato
fattore o agente oppure alla loro
combinazione
Rischio, Pericolo, Danno
Definizioni

PERICOLO
▪ Condizione oggettiva, stato di
fatto dal quale potrebbe derivare
un danno per l’individuo.

▪ Proprietà che ha un oggetto, un


ambiente, una macchina DANNO
di causare potenzialmente un Il rischio ha origine nel pericolo
danno. che a sua volta può determinare un
danno.
Qualsiasi alterazione transitoria o
RISCHIO
permanente dell’organismo umano o
Stato soggettivo, scelta volontaria di sue parti o funzioni, è considerato
dell’individuo che affronta una un danno.
situazione con probabilità di subire Il danno può essere fisico o psichico.
un danno.
Rischio, Pericolo, Danno
Esempi

DANNO

PERICOLO 1) Danno trascurabile: evento traumatico


che comporta una prognosi inferiore a tre
Altezza della pensilina
giorni;
2) Danno lieve: con prognosi superiore a tre
RISCHIO giorni ma inferiore a quaranta giorni;
3) Danno grave:
Caduta da una pensilina
se il fatto produce un indebolimento
permanente di un organo o di un senso
se dal fatto deriva una malattia che mette
DANNO in pericolo la vita;
Frattura di una gamba 4) Danno gravissimo: Se dal fatto deriva:
▪ un infortunio mortale;
▪ una malattia insanabile
▪ la deformazione o lo sfregio permanente
Esempi di rischio
Due rischi a confronto

CENTRALE NUCLEARE
Le sostanze radioattive sono una fonte di
pericolo.
Il rischio è dato dalla probabilità di fuoriuscita
delle sostanze
(statisticamente bassissime)
Mentre invece l’entità del danno può essere
elevatissima
(catastrofica, es. Chernobyl)

LA CAROTA
Se taglio a fettine una carota, il coltello
rappresenta una fonte di pericolo.
Il rischio è dato dal prodotto della probabilità
di tagliarmi (statisticamente abbastanza
elevata) per l’entità del danno (lieve, nel
senso che basta un cerottino per medicarsi).
Probabilità e rischio
Due rischi a confronto

Questi due esempi dimostrano, al di là di ogni


dubbio, che:
la probabilità di incidente (da sola) non basta
a definire il rischio.
Qualsiasi attività comporta un'ipotesi di
rischio, che in parte possiamo definire
"generico", legato a qualsiasi cosa possa
capitare (scivolare mentre si passeggia,
scottarsi scolando la pasta, etc.), ma che nel
nostro contesto è bene inquadrare come
rischio professionale.
Esso dipende dall’interazione uomo-ambiente
così come delineata in un ambito lavorativo
Rischio, Pericolo, Probabilità
Un esempio

GIOCO CON I DADI


In una partita a dadi si “punta”
sull’uscita del numero 2 una somma
di € 100.
Quale è il “pericolo”?
Che il numero 2 non esca e “perdo”
€ 100

Questo pericolo è legato al fattore


“probabilità”.
Si conoscono le caratteristiche del
dado:
•6 facce con numeri da 1 a 6
Quali sono le mie probabilità?
a) di perdere: 5 su 6 (pari all’83,3%)
a) di vincere 1 su 6 (pari al 16, 7 %)
Rischio, Pericolo, Probabilità
Un esempio

GIOCO CON I DADI


Il Rischio è dunque una “probabilità”
POSITIVA: se vinco ai dadi
NEGATIVA: se perdo al gioco

▪ Nella sicurezza sul lavoro una


attrezzatura può essere definita
“rischiosa” a causa dell’incuria nella
manutenzione che aumenta la
probabilità di incidenti

▪ La parte negativa della probabilità


definisce il Rischio
Rischio e Probabilità
La formula del Rischio

SINTESI
R=PxD

Rischio = Probabilità x Danno (gravità)

Mentre il pericolo è la fonte stessa


dell’eventuale danno (ad esempio il
fuoco, il rumore, una sostanza chimica,
etc.), il rischio (nel suo significato più
tecnico) è la probabilità che il pericolo
diventi effettivamente dannoso.

Tale probabilità va commisurata anche


alla portata del danno.
Criteri di giudizio adottati per ogni rischio
La probabilità: alcune definizioni
Criteri di giudizio adottati per ogni rischio
Gravità (o danno)
Probabilità x Gravità
Tabella logaritmica
Entità del rischio - Giudizio di rilevanza del rischio
Un esempio di programmazione
Altri strumenti di analisi
Le informazioni del lavoratore
La percezione del Rischio
Definizioni

La percezione dei rischi ha


come obbiettivo quello di
eliminare i rischi
La percezione del Rischio
Definizioni

1. Modo con cui le persone percepiscono il pericolo


2. Un approccio equilibrato alla sicurezza è sviluppato soltanto se il
rischio reale coincide (o quasi) con quello percepito.
3. Processo mediante il quale l’individuo riceve attraverso gli organi
di senso ed elabora le informazioni provenienti dall’esterno e dal
proprio corpo.
La percezione del Rischio
Definizioni

La percezione del rischio è soggettiva e dipende dalla capacità di


autovalutazione delle proprie capacità fisiche e psichiche, nonché
dall’abilità dell’uso dei mezzi e strumenti di lavoro.

L’incidente è il risultato a volte dell’eccesso di sicurezza nelle proprie


capacità o in quella degli altri, della mancanza di informazione, delle
cose date per scontato, dell’uso improprio di attrezzature, della fretta,
del voler risparmiare tempo o risorse.
La percezione del Rischio
3 Entità

Il Rischio percepito deriva


dall’interazione tra 3 entità:
1. La situazione obbiettivamente
pericolosa
2. L’individuo esposto al rischio
3. Il contesto sociale
La percezione del Rischio
Fattori che agiscono sulla percezione

▪ Età
▪ Sesso
▪ Grado di cultura
▪ Contesto sociale, economico,
politico
▪ Interessi
▪ Capacità
▪ Abilità
▪ Conoscenze
▪ Gruppo
La percezione del Rischio
Come migliorarla

La prevenzione, la riduzione delle possibili cause accidentali, la


serenità, l’ informazione corretta, la conoscenza dei mezzi e delle
proprie capacità, l'uso corretto degli strumenti, delle risorse tecniche,
umane ed anche economiche da investire nella sicurezza, sono
indispensabili presupposti per la riduzione del rischio di incidente sul
lavoro.
La “squadra della sicurezza”
Il sistema organizzativo aziendale
La squadra della sicurezza

Complesso della
struttura organizzata
dal datore di lavoro
pubblico o privato al
cui interno sono
riconducibili i soggetti
con responsabilità
sulla salute e la
sicurezza dei
lavoratori.
Datore di lavoro
Definizione

Art. 2 D. Lgs 81/2008


Soggetto titolare del rapporto di lavoro con
il lavoratore o, comunque, il soggetto che,
secondo il tipo e l’assetto
dell’organizzazione nel cui ambito il
lavoratore presta la propria attività, ha la
responsabilità dell’organizzazione stessa
o dell’unità produttiva in quanto esercita i
poteri decisionali e di spesa.
Datore di lavoro nella pubblica amministrazione

Definizione

Art. 2 D. Lgs 81/2008


Per datore di lavoro si intende il dirigente al
quale spettano i poteri di gestione, ovvero il
funzionario non avente qualifica dirigenziale,
nei soli casi in cui quest’ultimo sia preposto ad
un ufficio avente autonomia gestionale,
individuato dall’organo di vertice delle singole
amministrazioni tenendo conto dell’ubicazione
e dell’ambito funzionale degli uffici nei quali
viene svolta l’attività, e dotato di autonomi
poteri decisionali e di spesa. In caso di omessa
individuazione, o di individuazione non
conforme ai criteri sopra indicati, il datore di
lavoro coincide con l’organo di vertice
medesimo;
Dirigente
Definizione

Persona che, in ragione delle


competenze professionali e di poteri
gerarchici e funzionali adeguati alla
natura dell’incarico conferitogli, attua
le direttive del datore di lavoro
organizzando l’attività lavorativa e
vigilando su di essa.
Datore di lavoro
Art. 17 D.Lgs. 81/08

OBBLIGHI NON DELEGABILI


Il datore di lavoro non può delegare le
seguenti attività:

a) La valutazione di tutti i rischi con la


conseguente elaborazione del
documento della Valutazione dei
Rischi

b) La designazione del Responsabile del


servizio di prevenzione e protezione
dai rischi
Datore di lavoro e Dirigente
Art. 18 D. Lgs. 81/08

OBBLIGHI DATORI LAVORO-DIRIGENTI


NON DELEGABILI
Gli obblighi in materia di salute e
sicurezza fanno capo congiuntamente al
Datore di lavoro o ai Dirigenti secondo la
massima:
Una medesima obbligazione, più
persone

E’ doveroso osservare come alcuni


compiti,se svolti dal Dirigente, devono
essere affidati con specifica Delega.
Altri compiti sono obbligatori senza
nessuna delega da parte del Datore di
lavoro.
La Delega
Delega di funzioni da parte del datore di lavoro

Articolo 16 D. Lgs. 81/08


La delega di funzioni, ove non espressamente esclusa, è ammessa con i
seguenti limiti e condizioni:
a) che essa risulti da atto scritto recante data certa;
b) che il delegato possegga tutti i requisiti di professionalità ed esperienza
richiesti dalla specifica natura delle funzioni delegate;
c) che essa attribuisca al delegato tutti i poteri di organizzazione, gestione
e controllo richiesti dalla specifica natura delle funzioni delegate;
d) che essa attribuisca al delegato l’autonomia di spesa necessaria allo
svolgimento delle funzioni delegate.
e) che la delega sia accettata dal delegato per iscritto
Alla delega di cui al comma 1 deve essere data adeguata e tempestiva
pubblicità.
Il Datore di lavoro
Articolo 16, comma 3 (modificato)

DELEGA DI FUNZIONI

La delega di funzioni non esclude l’obbligo di


vigilanza in capo al datore di lavoro in ordine al
corretto espletamento da parte del delegato delle
funzioni trasferite.

L’obbligo si intende assolto in caso di adozione ed


efficace attuazione del modello di organizzazione e di
gestione
(art.30, comma 4)
Il Datore di lavoro
Articolo 16, nuovo comma 3-bis)

TRASFERIMENTO DI DELEGA
Il soggetto delegato può, a sua volta, previa intesa con il
datore di lavoro delegare specifiche funzioni in materia di
salute e sicurezza sul lavoro.

Le condizioni della delega sono le medesime.

La delega di funzioni non esclude l’obbligo di vigilanza in


capo al delegante in ordine al corretto espletamento delle
funzioni trasferite.

Il soggetto al quale sia stata conferita la delega


non può, a sua volta, delegare le funzioni delegate.
Datore di lavoro e Dirigenti
Articolo 18

1 - OBBLIGHI DATORI LAVORO-DIRIGENTI


Il datore di lavoro, che esercita le attività e i dirigenti, che organizzano e dirigono
le stesse attività secondo le attribuzioni e competenze ad essi conferite, devono:
a)nominare il medico competente per l’effettuazione della sorveglianza sanitaria
nei casi previsti dal presente decreto legislativo.
b)designare preventivamente i lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure di
prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in
caso di pericolo grave e immediato, di salvataggio, di primo soccorso e,
comunque, di gestione dell’emergenza;
c)nell’affidare i compiti ai lavoratori, tenere conto delle capacità e delle condizioni
degli stessi in rapporto alla loro salute e alla sicurezza;fornire ai lavoratori i
necessari e idonei dispositivi di protezione individuale, sentito il responsabile del
servizio di prevenzione e protezione e il medico competente, ove presente;
Datore di lavoro e Dirigenti
Articolo 18

2 - OBBLIGHI DATORI LAVORO-DIRIGENTI


d) fornire ai lavoratori i necessari e idonei dispositivi di protezione
individuale, sentito il responsabile del servizio di prevenzione e
protezione e il medico competente, ove presente;
e) prendere le misure appropriate affinché soltanto i lavoratori che hanno
ricevuto adeguate istruzioni e specifico addestramento accedano alle
zone che li espongono ad un rischio grave e specifico;
f) richiedere l’osservanza da parte dei singoli lavoratori delle norme
vigenti, nonché delle disposizioni aziendali in materia di sicurezza e di
igiene del lavoro e di uso dei mezzi di protezione collettivi e dei
dispositivi di protezione individuali messi a loro disposizione;
Datore di lavoro e Dirigenti
Articolo 18 comma 1, nuovo g) e g-bis)

3 - OBBLIGHI DATORI LAVORO-DIRIGENTI


g) richiedere al medico competente l’osservanza degli obblighi previsti a
suo carico nel presente decreto; inviare i lavoratori alla visita medica
entro le scadenze previste dal programma di sorveglianza sanitaria e
richiedere al medico competente l’osservanza degli obblighi previsti a
suo carico;
g-bis) nei casi di sorveglianza sanitaria comunicare tempestivamente al
medico competente la cessazione del rapporto di lavoro;
h) adottare le misure per il controllo delle situazioni di rischio in caso di
emergenza e dare istruzioni affinché i lavoratori, in caso di pericolo
grave, immediato ed inevitabile, abbandonino il posto di lavoro o la
zona pericolosa;
i) informare il più presto possibile i lavoratori esposti al rischio di un
pericolo grave e immediato circa il rischio stesso e le disposizioni prese
o da prendere in materia di protezione;
Datore di lavoro e Dirigenti
Articolo 18

4 - OBBLIGHI DATORI LAVORO-DIRIGENTI


l) adempiere agli obblighi di informazione, formazione e addestramento;
m) astenersi, salvo eccezione debitamente motivata da esigenze di tutela
della salute e sicurezza, dal richiedere ai lavoratori di riprendere la loro
attività in una situazione di lavoro in cui persiste un pericolo grave e
immediato
n) consentire ai lavoratori di verificare, mediante il rappresentante dei
lavoratori per la sicurezza, l’applicazione delle misure di sicurezza e di
protezione della salute;
Datore di lavoro e Dirigenti
Articolo 18, comma 1, nuovo o)

5 - OBBLIGHI DATORI LAVORO-DIRIGENTI


o) consegnare tempestivamente al rappresentante dei lavoratori per la
sicurezza, su richiesta di questi e per l’espletamento della sua
funzione, copia del documento di valutazione dei rischi.
consegnare tempestivamente al rappresentante dei lavoratori per la
sicurezza, su richiesta di questi e per l'espletamento della sua
funzione, copia del documento della Valutazione dei Rischi, anche su
supporto informatico, nonché consentire al medesimo rappresentante
di accedere ai dati relativi agli infortuni.

Il documento è consultato esclusivamente in azienda;


Datore di lavoro e Dirigenti
Articolo 18, comma 1, nuovo r)

6 - OBBLIGHI DATORI LAVORO-DIRIGENTI


p) elaborare il D.U.V.R.I. , anche su supporto informatico e consegnarne
tempestivamente copia al RLS, il documento è consultato esclusivamente in
azienda;
q) prendere appropriati provvedimenti per evitare che le misure tecniche adottate
possano causare rischi per la salute della popolazione o deteriorare l'ambiente
esterno verificando periodicamente la perdurante assenza di rischio;
r) comunicare all’INAIL, o all’IPSEMA i dati relativi agli infortuni sul lavoro che
comportino assenza di almeno un giorno
comunicare in via telematica all’INAIL e all’IPSEMA, entro 48 ore dalla
ricezione del certificato medico, a fini statistici e informativi, i dati e le
informazioni relativi agli infortuni sul lavoro che comportino l’assenza dal lavoro
di almeno un giorno, escluso quello dell’evento e, a fini assicurativi, quelli
relativi agli infortuni sul lavoro che comportino un’assenza al lavoro superiore a
tre giorni.
Datore di lavoro e Dirigenti
Articolo 18

7 - OBBLIGHI DATORI LAVORO-DIRIGENTI


s) consultare il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza
t) adottare le misure necessarie ai fini della prevenzione incendi e
dell’evacuazione dei luoghi di lavoro;
u) nell’ambito dello svolgimento di attività in regime di appalto e di
subappalto, munire i lavoratori di apposita tessera di riconoscimento,
corredata di fotografia, contenente le generalità del lavoratore e
l’indicazione del datore di lavoro;
v) nelle unità produttive con più di 15 lavoratori, convocare la riunione
periodica, almeno una volta all’anno ;
z) aggiornare le misure di prevenzione in relazione ai mutamenti
organizzativi e produttivi che hanno rilevanza ai fini della salute e
sicurezza del lavoro, o in relazione al grado di evoluzione della tecnica
della prevenzione e della protezione;
Datore di lavoro e Dirigenti
Articolo 18, comma 1, nuovo aa)

8- OBBLIGHI DATORI LAVORO-DIRIGENTI


aa) comunicare annualmente all’INAIL i nominativi dei rappresentanti dei
lavoratori per la sicurezza;
comunicare in via telematica all’INAIL e all’IPSEMA, in caso di nuova
elezione o designazione, i nominativi dei rappresentanti dei lavoratori
per la sicurezza;
in fase di prima applicazione l’obbligo di cui alla presente lettera
riguarda i nominativi dei rappresentanti dei lavoratori già eletti o
designati;

bb) vigilare affinché i lavoratori per i quali vige l’obbligo di sorveglianza


sanitaria non siano adibiti alla mansione lavorativa specifica senza il
prescritto giudizio di idoneità.
Datore di lavoro e Dirigenti
Articolo 18, nuovo comma 3-bis

9 - OBBLIGHI DATORI LAVORO-DIRIGENTI


Il datore di lavoro e i dirigenti sono tenuti altresì a vigilare in ordine
all’adempimento degli obblighi relativi a:

Obblighi dei preposti


Obblighi dei lavoratori
Obblighi dei progettisti, fabbricanti, fornitori
Obblighi del medico competente

ferma restando l’esclusiva responsabilità dei soggetti obbligati qualora la


mancata attuazione dei predetti obblighi sia addebitabile unicamente agli
stessi e non sia riscontrabile un difetto di vigilanza del datore di lavoro e
dei dirigenti.
Dirigenti
Ruolo e compiti

La figura del “datore di lavoro” è sempre


obbligatoria, o meglio, necessaria.
La figura del “dirigente” viene definita
“eventuale” ovvero solo presente in aziende
di medie e grandi dimensioni laddove il
datore di lavoro non dirige e non sorveglia
da solo il processo produttivo.

Le attività che caratterizzano ed identificano


la figura del dirigente attengono alla sfera:
Organizzativa: che riguarda il luogo di
lavoro con le relative misure di prevenzione
e protezione
Vigilanza: sull’attività di tutto il personale
assegnato
Formazione per i Dirigenti
Ruolo e compiti

Art. 15 D. Lgs. 81/08


Anche per il Dirigente è prevista una
adeguata formazione che viene
prescritta dalle misure generali di
tutela che sono obbligatorie.

Una modifica all’art. 37 relativo alla


formazione obbliga che il Dirigente
riceva una formazione uguale a quella
del preposto.

Anche nelle norme che regolano la


“Riunione Periodica” è prevista la
formazione e l’informazione sulla
sicurezza per i dirigenti.
Servizio di Prevenzione
Responsabile e addetti

DEFINIZIONI
Servizio di prevenzione e protezione dai rischi:
insieme delle persone, sistemi e mezzi esterni o interni
all’azienda finalizzati all’attività di prevenzione e protezione
dai rischi professionali per i lavoratori;
Responsabile del servizio di prevenzione e protezione:
persona in possesso delle capacità e dei requisiti
professionali designata dal datore di lavoro, a cui risponde,
per coordinare il servizio di prevenzione e protezione dai
rischi;
Addetto al servizio di prevenzione e protezione:
persona in possesso delle capacità e dei requisiti
professionali, facente parte del servizio
R.S.P.P.
Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione

DESIGNAZIONE
Da parte del datore di lavoro
▪ Titolo di studio
▪ Requisiti professionali
▪ Frequenza corsi e aggiornamenti

CAPACITA’ E REQUISITI
▪ Collabora analisi dei Rischi
▪ Collabora alla stesura del Documento di
Valutazione dei Rischi
▪ Di fatto è il consulente aziendale in
materia di sicurezza
E’ il coordinatore del Servizio di
Prevenzione e Protezione
Servizio di Prevenzione
Coordinato dal r.s.p.p.

I componenti del servizio di Compiti


prevenzione e protezione a) individuazione dei fattori di rischio,
sono tenuti al segreto in alla valutazione dei rischi e delle
ordine ai processi lavorativi misure per la sicurezza
di cui vengono a conoscenza
b) elaborare le misure preventive e
nell’esercizio delle funzioni
protettive;
c) elaborare le procedure di sicurezza
d) proporre i programmi di informazione
e formazione dei lavoratori;
e) partecipare alle consultazioni ed alla
riunione periodica
f) Fornire ai lavoratori le informazioni
Servizio di Prevenzione
R.s.p.p. e’ il coordinatore del servizio

RESPONSABILI INTERNI O ESTERNI


Il Responsabile del Servizio è nominato
dal Datore di lavoro.

Può essere nominato una persona interna


all’Azienda che sia in possesso delle
capacità e dei requisiti previsti dall’art. 32.

Qualora all’interno dell’Azienda non vi


siano persone idonee il Datore di lavoro
ricorre a persone esterne che siano in
possesso dei requisiti di cui all’art. 32.
L’aggiornamento professionale
La formazione continua

I responsabili e gli addetti dei servizi


di prevenzione e protezione sono
tenuti a frequentare corsi di
aggiornamento secondo l’Accordo
Stato Regioni.
In base a questo principio sancito
dall’art. 32, comma 6, tutti i soggetti
della sicurezza previsti dal D. Lgs.
81/08 sono tenuti a svolgere
periodicamente corsi di
aggiornamento
Si tratta dell’applicazione concreta
della Formazione continua della
sicurezza.
Datore di lavoro e Dirigente
Art. 18, c. 2 D. Lgs. 81/08

Informazione da fornire al Servizio

▪ Natura dei rischi


▪ Organizzazione e programmazione del lavoro
▪ Attuazione misure preventive e protettive
▪ Descrizione di impianti e processi produttivi
▪ Dati relativi a malattie professionali
▪ Provvedimenti adottati dagli organi di vigilanza
Servizio di prevenzione e protezione
Obbligatorio all’interno dell’azienda

Art. 31 comma 6 D.Lgs. 81/2008


a) nelle aziende industriali di cui all’articolo 2 del decreto legislativo 17
agosto 1999, n. 334, e successive modificazioni,, soggette all’obbligo di
notifica o rapporto, ai sensi degli articoli 6 e 8 del medesimo decreto;
b) nelle centrali termoelettriche;
c) negli impianti ed installazioni in materia di radiazioni ionizzanti
d) nelle aziende per la fabbricazione ed il deposito separato di esplosivi,
polveri e munizioni;
e) nelle aziende industriali con oltre 200 lavoratori;
f) nelle industrie estrattive con oltre 50 lavoratori;
g) nelle strutture di ricovero e cura pubbliche e private con oltre 50
lavoratori.
Datore di lavoro
Articolo 34, nuovo comma 1-bis)

SVOLGIMENTO DIRETTO R.S.P.P.


Nelle imprese o unità produttive fino a
cinque lavoratori il datore di lavoro può
svolgere direttamente i compiti di primo
soccorso, nonché di prevenzione degli
incendi e di evacuazione, anche in caso di
affidamento dell’incarico di responsabile del
servizio di prevenzione e protezione a
persone interne all’azienda o all’unità
produttiva o a servizi esterni così come
previsto all’articolo 31, dandone preventiva
informazione al rappresentante dei
lavoratori per la sicurezza e frequentando
specifici corsi di formazione.
Datore di lavoro
Per lo svolgimento dei compiti di r.s.p.p.

Art. 34 D.Lgs. 81/2008


Il datore di lavoro che intende svolgere i
compiti di R.S.P.P. deve frequentare
corsi di formazione, di durata minima di
16 ore e massima di 48 ore, adeguati
alla natura dei rischi presenti sul luogo
di lavoro e relativi alle attività lavorative.
Uno specifico Accordo Stato Regioni ne
sviluppa contenuti ed articolazioni.
Il datore di lavoro che svolge i compiti di
R.S.P.P. è altresì tenuto a frequentare
corsi di aggiornamento nel rispetto di
quanto previsto nell’accordo Stato
Regioni.
Medico competente
Definizione

Art. 2 D.Lgs. 81/2008


Medico in possesso di uno dei titoli e dei
requisiti formativi e professionali che
collabora con il datore di lavoro ai fini della
valutazione dei rischi ed è nominato dallo
stesso per effettuare la sorveglianza
sanitaria e per tutti gli altri compiti di cui al
D. Lgs. 81/08.
Il medico competente deve partecipare al
programma E.C.M. Educazione continua
in medicina con programma triennale.

L’attività di medico competente è svolta secondo i principi della medicina


del lavoro e del codice etico della Commissione internazionale di salute
occupazionale (ICOH).
Medico competente
Requisiti

Art. 38 D.Lgs. 09/04/08, n° 81

▪ Medico specializzato in medicina del lavoro o in


medicina preventiva dei lavoratori e psicotecnica
▪ Docenza in medicina del lavoro o in medicina
preventiva dei lavoratori e in psicotecnica o in
tossicologia industriale o in igiene industriale o in
fisiologia ed igiene del lavoro o in clinica del
lavoro
▪ Autorizzazione di cui all’art. 55 del D.Lgs. 15
agosto 1991, n.277;
▪ Specializzazione in igiene e medicina preventiva
o in medicina legale.
Obblighi del medico competente
Art. 25 D. Lgs. 81/08 comma 1 lettera a)

COLLABORA CON IL DATORE DI LAVORO E RSPP


 Alla valutazione dei rischi, anche ai fini della programmazione,
ove necessario, della sorveglianza sanitaria.
 Alla predisposizione della attuazione delle misure per la
tutela della salute e della integrità psico-fisica dei lavoratori.
 All’attività di formazione e informazione nei confronti dei
lavoratori, per la parte di competenza
 All’ organizzazione del servizio di primo soccorso
considerando i particolari tipi di lavorazione ed esposizione e le
peculiari modalità organizzative del lavoro.

Collabora inoltre alla attuazione e valorizzazione di programmi


volontari di “promozione della salute”, secondo i principi della
responsabilità sociale.
Obblighi del medico competente
Art. 25 D. Lgs. 81/08

CONTROLLI SANITARI
b) Programma ed effettua la sorveglianza sanitaria
attraverso protocolli sanitari definiti in funzione dei rischi
specifici e tenendo in considerazione gli indirizzi scientifici
più avanzati.
Obblighi del medico competente
Articolo 25, comma 1, nuovo c)

IL MEDICO COMPETENTE
Abolita la lettera c) e così sostituita

Istituisce, aggiorna e custodisce, sotto la propria


responsabilità, una cartella sanitaria e di rischio per ogni
lavoratore sottoposto a sorveglianza sanitaria.

La cartella è conservata con salvaguardia del segreto


professionale e, salvo il tempo strettamente necessario
per l’esecuzione della sorveglianza sanitaria e la
trascrizione dei relativi risultati, presso il luogo di
custodia concordato al momento della nomina del
medico competente;
Obblighi del medico competente
Art. 25 D. Lgs. 81/08

CONTROLLI SANITARI

d) Consegna al datore di lavoro, alla cessazione


dell’incarico, la documentazione sanitaria in suo possesso,
con salvaguardia del segreto professionale;
Obblighi del medico competente
Articolo 25, comma 1, nuovo e)

IL MEDICO COMPETENTE
Abolita la lettera e) e così sostituita

Consegna al lavoratore, alla cessazione del


rapporto di lavoro, copia della cartella
sanitaria e di rischio, e gli fornisce le
informazioni necessarie relative alla
conservazione della medesima. L’originale
della cartella sanitaria e di rischio va
conservata, da parte del datore di lavoro,
per almeno dieci anni, salvo il diverso
termine previsto da altre disposizioni.
Abolita lettera f) in base alla quale il Medico
Competente doveva inviare all’ISPESL ogni
cartella sanitaria.
I compiti del medico competente
Art. 25 D. Lgs. 81/08

INFORMAZIONI E RELAZIONI
g) Fornisce informazioni ai lavoratori sul significato della
sorveglianza sanitaria cui sono sottoposti e, a richiesta,
informazioni analoghe ai rappresentanti dei lavoratori per
la sicurezza.
h) Informa ogni lavoratore interessato dei risultati della
sorveglianza sanitaria e, a richiesta dello stesso, gli
rilascia copia della documentazione sanitaria.
i) Comunica per iscritto, mediante la redazione di una
relazione sanitaria, in occasione delle riunioni
periodiche, i risultati anonimi collettivi della sorveglianza
sanitaria effettuata e fornisce indicazioni sul significato di
detti risultati ai fini della attuazione delle misure per la
tutela della salute e della integrità psico-fisica dei
lavoratori.
I compiti del medico competente
Art. 25 D. Lgs. 81/08

AMBIENTI DI LAVORO
l) Visita gli ambienti di lavoro almeno una volta all’anno o
a cadenza diversa che stabilisce in base alla valutazione
dei rischi; la indicazione di una periodicità diversa
dall’annuale deve essere comunicata al datore di lavoro ai
fini della sua annotazione nel documento di valutazione
dei rischi.
m) Partecipa alla programmazione del controllo
dell’esposizione dei lavoratori i cui risultati gli sono forniti
con tempestività ai fini della valutazione del rischio e della
sorveglianza sanitaria.
n) Comunica, mediante autocertificazione, il possesso dei
propri titoli abilitativi e requisiti, al Ministero della salute.
Il Rappresentante dei Lavoratori
RLS

INNOVAZIONE
Rappresenta una delle principali novità
della nuova disciplina della salute e della
sicurezza sul lavoro.
I lavoratori verificano, tramite il RLS
(Rappresentante dei Lavoratori per la
Sicurezza), le applicazioni e le misure di
sicurezza.

PARTECIPAZIONE
▪ Agevola la partecipazione attiva dei
lavoratori come protagonisti
▪ Vigila sull’attuazione delle misure di
sicurezza
▪ Partecipa al processo del miglioramento
Rappresentante dei Lavoratori
Riferimento per i lavoratori

ATTI E DOCUMENTI
▪ Informazioni su tutti i rischi aziendali
▪ Richiede copia del Documento della
Valutazione dei Rischi
▪ Richiede copia del Registro Infortuni
▪ Riceve le informazioni provenienti
dagli organismi di vigilanza

SENZA ALCUN PREGIUDIZIO


▪ Deve disporre del tempo necessario
allo svolgimento dell’incarico
▪ Non può subire pregiudizio alcuno a
causa dello svolgimento della propria
attività.
Rappresentante dei lavoratori (RLS)
Definizione e nomine

Art. 2-47 D.Lgs. 09/04/08, n°81


▪ Persona eletta per rappresentare i lavoratori per
quanto concerne gli aspetti della salute e della
sicurezza durante il lavoro
▪ Aziende fino 15 lavoratori : viene eletto dai
lavoratori o è individuato per più aziende
nell’ambito territoriale
▪ Aziende con più di 15 lavoratori: Eletto dai
lavoratori nell’ambito delle rappresentanze
sindacali in azienda
▪ 1 RLS ogni 200 lavoratori
▪ 3 RLS da 201 a 1000 lavoratori
▪ 6 oltre i 1000 lavoratori
Quanti R.L.S.
Elezioni e nomine

R.L.S. IN TUTTE LE AZIENDE


Il numero, le modalità di designazione o di
elezione del rappresentante dei lavoratori
per la sicurezza, nonché il tempo di lavoro
retribuito e gli strumenti per l’espletamento
delle funzioni sono stabiliti in sede di
contrattazione collettiva.
Corso di Formazione per R.L.S.
CORSO DI FORMAZIONE
Dopo l’elezione deve partecipare ad un apposito corso di
formazione di 32 ore
CONTENUTI MINIMI DEI CORSI
a) principi giuridici comunitari e nazionali;
b) legislazione generale e speciale in materia di salute e
sicurezza sul lavoro;
c) principali soggetti coinvolti e i relativi obblighi;
d) definizione e individuazione dei fattori di rischio;
e) valutazione dei rischi;
f) individuazione delle misure tecniche, organizzative e
procedurali di prevenzione e protezione;
g) aspetti normativi dell’attività di rappresentanza dei
lavoratori;
h) nozioni di tecnica della comunicazione.
Corso di Formazione per R.L.S.

DURATA ED AGGIORNAMENTO
La durata minima dei corsi è di 32 ore:
20 ore sugli argomenti minimi di cui alla figura precedente
12 ore sui rischi specifici che possono essere presenti in azienda e le
conseguenti misure di prevenzione e protezione adottate
Verifica finale di apprendimento.

L’aggiornamento periodico obbligatorio, disciplinato dalla contrattazione


collettiva nazionale, non può essere inferiore ai seguenti parametri:

▪ 4 ore annue per le imprese che occupano dai 15 ai 50 lavoratori


▪ 8 ore annue per le imprese che occupano più di 50 lavoratori.
Rappresentante dei lavoratori (RLS)
Attribuzioni

Art. 50 D.Lgs. 09/04/08, n°81


▪ Accede ai luoghi di lavoro in cui si svolgono le
lavorazioni
▪ E’ consultato riguardo alla valutazione dei rischi
▪ E’ consultato sulla designazione del responsabile
e degli addetti al servizio di prevenzione e
protezione, alla attività di prevenzione incendi …
▪ Riceve le informazioni e la documentazione
aziendale inerente la valutazione dei rischi
▪ Riceve una particolare formazione riguardo i rischi
specifici presenti (Art. 37 D.Lgs. 81/2008)
Formazione dei lavoratori e R.L.S.
Articolo 37, nuovo comma 12

COLLABORAZIONE NON SIGNIFICA COLLABORAZIONE


AUTORIZZAZIONE La formazione dei lavoratori
e quella dei loro
Solo ove presenti nel settore di rappresentanti deve
attività. La puntualizzazione chiarisce avvenire, in collaborazione
che ove non operi o esistano con gli organismi paritetici,
organismi paritetici di diversi (magari ove presenti nel settore e
eterogenei) settori e, come tali, nel territorio in cui si svolge
presumibilmente non in possesso l’attività del datore di lavoro,
delle relative competenze per durante l’orario di lavoro e
garantire il “supporto” alla non può comportare oneri
formazione di lavoratori e economici a carico dei
rappresentanti che la norma lavoratori.
presuppone.
Rappresentante dei lavoratori territoriale RLST

Art. 48 D.Lgs. 09/04/08, n°81

▪ RLS individuato per più aziende nell’ambito


territoriale o del comparto di competenza
▪ Esercita le competenze del RLS nelle unità
produttive di competenza dove non sia stato
nominato
▪ Ha diritto ad una formazione particolare in materia
di salute e sicurezza concernente i rischi specifici
esistenti negli ambiti in cui esercita la propria
rappresentanza
▪ Le modalità di elezione o designazione sono
individuate dagli accordi collettivi nazionali,
interconfederali o di categoria, o individuate con
decreto del Ministro del lavoro.
Rappresentante Territoriale

INCOMPATIBILITA’
L’esercizio delle funzioni di
rappresentante dei lavoratori per la
sicurezza territoriale è incompatibile con
l’esercizio di altre funzioni sindacali
operative.

COMUNICAZIONE
L’organismo paritetico o, in mancanza, il
Fondo di sostegno alla PMI (Inail)
comunica alle aziende e ai lavoratori
interessati il nominativo del rappresentante
della sicurezza territoriale.
Rappresentante di sito produttivo

R.L.S. S.P.
I Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza di sito produttivo sono
individuati nei seguenti specifici contesti produttivi caratterizzati dalla
compresenza di più aziende o cantieri:
a) i porti, sedi di autorità portuale nonché quelli sede di autorità
marittima
b) centri intermodali di trasporto;
c) impianti siderurgici;
d) cantieri con almeno 30.000 uomini-giorno;
e) contesti produttivi con complesse problematiche legate alla
interferenza delle lavorazioni e da un numero complessivo di addetti
mediamente operanti nell’area superiore a 500.
.
La gestione delle emergenze
Obblighi del datore di lavoro - dirigente

Art. 43 D. Lgs. 81/08


a) Organizza i necessari rapporti con i
servizi pubblici competenti in materia
di primo soccorso, salvataggio, lotta
antincendio e gestione
dell’emergenza.
b) Designa i lavoratori incaricati.
c) Informa i lavoratori che possono
essere esposti a un pericolo grave e
immediato circa le misure predisposte
d) Programma gli interventi, prende i
provvedimenti dà istruzioni operative.
e) Adotta i provvedimenti necessari
affinché qualsiasi lavoratore possa
operare in situazioni di emergenza
Gestione delle emergenze
Articolo 43, comma 1, nuovo e-bis)

PREVENZIONE INCENDI
Il datore di lavoro:
Garantisce la presenza di mezzi di
estinzione idonei alla classe di incendio
ed al livello di rischio presenti sul luogo di
lavoro, tenendo anche conto delle
particolari condizioni in cui possono
essere usati.

L’obbligo si applica anche agli impianti di


estinzione fissi, manuali o automatici,
individuati in relazione alla valutazione dei
rischi.
La gestione delle emergenze
Obblighi dei lavoratori

Art. 43 D. Lgs. 81/08

I lavoratori designati
quali Incaricati al Pronto Soccorso o alla
Prevenzione Incendi
NON POSSONO
se non per un giustificato motivo rifiutare
la designazione
La gestione delle emergenze
La formazione specifica

Art. 43 D. Lgs. 81/08


La designazione preventiva si
trasforma in incarico – vero e
proprio – solo dopo la
partecipazione ad un apposito
corso di formazione.
Il Primo soccorso
Obblighi del datore di lavoro - dirigente

Art. 45
Il datore di lavoro, tenendo conto della
natura della attività e delle dimensioni
dell’azienda o della unità produttiva,
sentito il medico competente ove
nominato, prende i provvedimenti
necessari in materia di primo soccorso e
di assistenza medica di emergenza,
tenendo conto delle altre eventuali
persone presenti sui luoghi di lavoro e
stabilendo i necessari rapporti con i servizi
esterni, anche per il trasporto dei
lavoratori infortunati.
Pronto Soccorso Aziendale
DM 15 Luglio 2003, n. 388

CARATTERISTICHE MINIME
Il D.M. 15 luglio 2003, n. 388 stabilisce le
disposizioni per l’organizzazione del
pronto soccorso aziendale. (G.U. 3
febbraio 2004)
Le aziende, in base alla tipologia del
lavoro svolto e dei fattori di rischio sono
classificate in tre categorie.
Il Primo soccorso
DM 15 Luglio 2003, n. 388

Gruppo A
I) Aziende o unità produttive con attività industriali, centrali
termoelettriche, impianti e laboratori nucleari,aziende estrattive ed
altre attività minerarie, lavori in sotterraneo,aziende per la
fabbricazione di esplosivi, polveri e munizioni;

II) Aziende o unità produttive con oltre cinque lavoratori


appartenenti o riconducibili a gruppi tariffari INAIL con indice
infortunistico di inabilità permanente superiori a quattro (desumibili
da statistiche INAIL)

III) Aziende o unità produttive con oltre cinque lavoratori a tempo


indeterminato del comparto dell’agricoltura
Il Primo soccorso
DM 15 Luglio 2003, n. 388

Gruppo B e C

B) Aziende o unità produttive con tre o più lavoratori che non rientrano
nel gruppo A

C) Aziende o unità produttive con meno di tre lavoratori che non


rientrano nel gruppo A
Il Primo soccorso
Organizzazione pronto soccorso

Art. 2
Aziende di GRUPPO A e B:
Il Datore di lavoro deve garantire le seguenti attrezzature:
▪ Cassetta pronto soccorso presso ciascun luogo di lavoro
contenente la dotazione minima (allegato I)
▪ Mezzo di comunicazione idoneo ad allertare rapidamente il sistema
sanitario Nazionale

Aziende di GRUPPO C:
Il Datore di lavoro deve garantire le seguenti attrezzature:
▪ Pacchetto di medicazione presso ciascun luogo di lavoro
contenente la dotazione minima (allegato II)
▪ Mezzo di comunicazione idoneo ad allertare rapidamente il sistema
sanitario Nazionale
Il Primo soccorso
Formazione informazione

INFORMAZIONE
Tutti i lavoratori

INCARICATI
▪ Designazione di uno o più lavoratori
▪ Frequenza corso teorico-pratico
▪ La designazione non può essere
rifiutata, se non per giustificato motivo

Formazione e contenuti
Aziende gruppo A: ore 16 contenuti
allegato III DM 15/07/03,n. 388
Aziende gruppo B e C: ore 12 contenuti
allegato IIII DM 15/07/03,n. 388
Squadra di primo soccorso
Definizione ed obblighi

Art. 45 D.Lgs. 81/08

▪ Lavoratori identificati dal datore di lavoro


previa consultazione del rappresentante dei
lavoratori
▪ Gli addetti al PS vengono istruiti per il rischio
specifico sia dal punto di vista teorico che
pratico
▪ Scopo: Assicurare, immediatamente, i
soccorsi d’urgenza ai lavoratori infortunati
Corso di formazione

classe A B C

ore 12 8 8
teoria
ore 4 4 4
pratica
ore 16 12 12
totali
Primo soccorso in azienda
Informazione e Formazione

INCARICATI / LAVORATORI
 Solo i lavoratori incaricati designati dal
Datore di lavoro assumendo il ruolo di
ADDETTI e devono frequentare un apposito
corso di Pronto soccorso
 Tutti gli altri lavoratori devono conoscere le
procedure che riguardano il pronto soccorso
attraverso una idonea informazione
Primo soccorso in azienda
Rapporto con il sistema sanitario

La designazione dei lavoratori e la


frequenza al corso non assolve a
tutti i compiti previsti.
Il Datore di lavoro deve garantire il
raccordo tra il sistema di pronto
soccorso interno ed il sistema di
emergenza sanitaria a livello
territoriale.
Emergenze in azienda
Prevenzione incendi

Art. 46 D. Lgs. 81/08


La prevenzione incendi è la funzione di
preminente interesse pubblico, di
esclusiva competenza statuale, diretta a
conseguire, secondo criteri applicativi
uniformi sul territorio nazionale, gli
obiettivi di sicurezza della vita umana, di
incolumità delle persone e di tutela dei
beni e dell’ambiente.

Nei luoghi di lavoro devono essere


adottate idonee misure per prevenire
gli incendi e per tutelare l’incolumità
dei lavoratori.
Prevenzione degli incendi
Obblighi del datore di lavoro - dirigente

LOTTA CONTRO GLI INCENDI


In ogni azienda si organizza la
prevenzione contro gli incendi che
consiste nelle misure intese ad
evitare l’insorgere di un incendio
nonchè i metodi di controllo, la
manutenzione degli impianti e delle
attrezzature.

Lo scopo della prevenzione è quello


della sicurezza primaria che riguarda
l’incolumità delle persone e poi la
riduzione delle perdite materiali e di
beni.
Prevenzione degli incendi
Obblighi del datore di lavoro - dirigente

Art. 46 D. Lgs. 81/08


1) misure intese ad evitare l’insorgere di
un incendio ed a limitarne le
conseguenze qualora esso si verifichi;
2) misure precauzionali di esercizio;
3) metodi di controllo e manutenzione
degli impianti e delle attrezzature
antincendio;
4) criteri per la gestione delle
emergenze;
b) le caratteristiche specifiche ed
i requisiti del personale addetto e la
sua formazione.
Squadra prevenzione incendi
Definizione ed obblighi

Art. 46 D.Lgs. 81/08


▪ Lavoratori identificati dal datore di lavoro
previa consultazione del rappresentante dei
lavoratori
▪ Gli addetti alla prevenzione incendi vengono
istruiti con un corso teorico pratico a
seconda del tipo di rischio presente
nell’azienda
▪ Scopo: Intervenire in caso di un principio
d’incendio con idonei dispositivi (Estintori)
Squadra prevenzione incendi
Corso di formazione

INCARICATI ANTINCENDIO
Il D.M. 10 marzo 1998 Determina le
modalità per lo svolgimento dei compiti e
dei corsi dei lavoratori incaricati la cui
durata varia in base al rischio presente in
azienda.

Rischio basso medio alto

ore 4 8 16
Le procedure in caso di incendio
Il piano delle emergenze

DECRETO 10 MARZO 1998


In tutti i luoghi di lavoro deve essere
predisposto e tenuto aggiornato un piano
di emergenza, che deve contenere nei
dettagli:
a)le azioni che i lavoratori devono mettere
in atto in caso di incendio;
b)le procedure per l'evacuazione del luogo
di lavoro da parte dei lavoratori e dalle
altre persone presenti;
c)le disposizioni per chiedere l'intervento
dei vigili dei fuoco;
d)specifiche misure per assistere le
persone disabili.
Le procedure in caso di incendio
Esercitazione antincendio

DECRETO 10 MARZO 1998

Nei luoghi di lavoro i lavoratori devono partecipare ad esercitazioni


antincendio, effettuate almeno una volta l'anno, per mettere in pratica
le procedure di esodo e di primo intervento.
Nei luoghi di lavoro di piccole dimensioni, tale esercitazione deve
semplicemente coinvolgere il personale nel:
- percorrere le vie di uscita
- identificare le porte resistenti al fuoco;
- identificare la posizione dei dispositivi di allarme e delle attrezzature
(presidi).
Squadra evacuazione lavoratori
Definizione ed obblighi

▪ Lavoratori identificati dal datore di lavoro


previa consultazione del rappresentante dei
lavoratori

▪ Gli addetti all’ evacuazione ed emergenza


vengono istruiti con un corso teorico pratico
a seconda del tipo di rischio presente
nell’azienda
Preposti
Definizione

Art. 2 D. Lgs. 09/04/08, n°81


Persona che, in ragione delle
competenze professionali e nei limiti
di poteri gerarchici e funzionali
adeguati alla natura dell’incarico
conferitogli, sovrintende alla attività
lavorativa e garantisce l’attuazione
delle direttive ricevute,
controllandone la corretta
esecuzione da parte dei lavoratori ed
esercitando un funzionale potere di
iniziativa.
Chi è il Preposto
Poteri e coordinamento

Al preposto per svolgere le proprie funzioni


vengono riconosciuti alcuni margini di
autonomia e di potere nell’impartire ordini
e nel dare istruzioni.
Il preposto è definito il “capo squadra” con
poteri di supremazia e supervisione
rispetto al gruppo di lavoratori da lui
coordinati.
Non ha però gli oneri e la responsabilità
del Datore di lavoro (o del Dirigente) che
riguardano l’organizzazione della
sicurezza.
Il Preposto “di fatto”

LE EFFETTIVE MANSIONI ESPLETATE


Gli obblighi e le responsabilità del Preposto non sono da collegarsi alla
qualifica “formalmente” posseduta o alla tipologia del contratto di lavoro
ma in base alle mansioni effettivamente espletate.
Per individuare un “preposto di fatto” devono essere tenuti in
considerazione alcuni indici:
➢ Specializzazione
➢ Competenza
➢ Ambito di discrezionalità
➢ Posizione gerarchica

Il “Preposto di fatto” è quel soggetto che, pur non avendo un ruolo


gerarchico di sovrintendenza di altri lavoratori, sia solito impartire
ordini non venendo sconfessato dai superiori gerarchici
Obblighi dei Preposti
Art. 19 D. Lgs. 81/08

IN BASE ALLE RISPETTIVE ATTRIBUZIONI


a) Sovrintendere e vigilare sulla osservanza da parte dei singoli lavoratori
dei loro obblighi di legge, nonché delle disposizioni aziendali in materia
di salute e sicurezza sul lavoro e di uso dei mezzi di protezione
collettivi e dei dispositivi di protezione individuale messi a loro
disposizione e, in caso di persistenza della inosservanza, informare i
loro superiori diretti;
b) verificare affinché soltanto i lavoratori che hanno ricevuto adeguate
istruzioni accedano alle zone che li espongono ad un rischio grave e
specifico;
c) richiedere l’osservanza delle misure per il controllo delle situazioni di
rischio in caso di emergenza e dare istruzioni affinché i lavoratori, in
caso di pericolo grave, immediato e inevitabile, abbandonino il posto
di lavoro o la zona pericolosa;
Obblighi dei Preposti
Art. 19 D. Lgs. 81/08

IN BASE ALLE RISPETTIVE ATTRIBUZIONI


d) informare il più presto possibile i lavoratori esposti al rischio di un
pericolo grave e immediato circa il rischio stesso e le disposizioni
prese o da prendere in materia di protezione;
e) astenersi, salvo eccezioni debitamente motivate, dal richiedere ai
lavoratori di riprendere la loro attività in una situazione di lavoro in cui
persiste un pericolo grave ed immediato;
f) segnalare tempestivamente al datore di lavoro o al dirigente sia le
deficienze dei mezzi e delle attrezzature di lavoro e dei dispositivi di
protezione individuale, sia ogni altra condizione di pericolo che si verifichi
durante il lavoro, delle quali venga a conoscenza sulla base della
formazione ricevuta;
g) frequentare appositi corsi di formazione
Formazione dei Preposti
Art. 37 comma 7 D. Lgs. 81/08

IN BASE ALLE RISPETTIVE


ATTRIBUZIONI
I preposti ricevono a cura del datore
di lavoro e in azienda, un’adeguata
e specifica formazione e un
aggiornamento periodico in
relazione ai propri compiti in materia
di salute e sicurezza del lavoro.
Cassazione
Sentenza “ chiunque abbia preminenza“
Esercizio di fatto
Disposizioni in materia penale

DIRIGENTI - PREPOSTI
Articolo 299 D. Lgs. 81/08
Esercizio di fatto di poteri direttivi

Le posizioni di garanzia relative a


Datori di Lavoro, Dirigenti e Preposti
gravano altresì su colui il quale, pur
sprovvisto di regolare investitura,
eserciti in concreto i poteri giuridici
riferiti a ciascuno dei soggetti sopra
definiti.
Formazione per Dirigenti e Preposti
Articolo 37, nuovo comma 7-bis

DOVE SI PUO’ SVOLGERE


La formazione per dirigenti e
preposti può essere effettuata
Aifos è una associazione anche presso gli organismi
sindacale di datori di lavoro paritetici o le scuole edili, ove
federata a Confindustria Servizi esistenti, o presso le associazioni
Innovativi. sindacali dei datori di lavoro o dei
lavoratori.
I C.F.A
Centri di Formazione Aifos
Sono strutture convenzionate di
diretta emanazione dell’Aifos
Vigilanza e controllo
Gli organismi di vigilanza e controllo

ASL
V.V.F.
MINISTERO DEL LAVORO
DIREZIONE PROVINCIALE DEL
LAVORO

INAIL
ISPESL

Coordinamento tra gli enti


Banca dati infortuni

▪ 138
La vigilanza nell’ASL

SPSAL

Presso ogni ASL (o USL) opera il


Servizio di Prevenzione e Sicurezza
degli Ambienti di Lavoro che svolge
le seguenti funzioni:
▪ Assistenza e servizi
▪ Attività amministrativa/autorizzativa
▪ Vigilanza e controlli
▪ Attività di Polizia Giudiziaria
Ufficiali di Polizia Giudiziaria

Gli operatori dei Servizi di Prevenzione delle ASL che svolgono


l’attività di vigilanza sono nominati Ufficiali di polizia giudiziaria
con decreto del Prefetto (art. 21 Legge 833/78)

La qualifica di Ufficiale di Polizia Giudiziaria è riferita


esclusivamente alla competenza specifica del Servizio Igiene e
Sicurezza del Lavoro dell’ASL.

Sono ufficiali di P.G. anche gli ispettori delle Direzioni


provinciali del lavoro

Tutti gli Ispettori sono dotati di un tesserino di riconoscimento


rilasciato dalla prefettura
I compiti della Polizia Giudiziaria

NEI CASI DI IPOTESI DI REATO

▪ Prendere notizia dei reati


▪ Impedire la prosecuzione del
reato (prescrizione, disposizione,
sequestro)
▪ Ricercare gli autori del reato
▪ Assicurare le prove (perquisizione
sequestro, individuazione di
testimoni)
▪ Svolgere indagini disposte o
delegate dall’Autorità Giudiziaria
▪ Dare comunicazione del reato al
Pubblico Ministero, senza ritardo.
I compiti della Polizia Giudiziaria

SVOLGIMENTO DEI COMPITI DI VIGILANZA E CONTROLLO

▪ Accedere ai luoghi di lavoro, senza alcuna limitazione


▪ Assumere le prime sommarie informazioni testimoniali
▪ Impartire le prescrizioni
▪ Precedere con perquisizioni
▪ Procedere con i sequestri

Perquisizioni e sequestri possono essere effettuati con delega


da parte dell’Autorità Giudiziaria.
In caso di sequestro probatorio, al fine di acquisire le prove di
reato, la convalida è effettuata dal Pubblico Ministero.
Il sequestro preventivo, attivato per prevenire ulteriori o maggiori
rischi, è convalidato dal GIP: Giudice delle Indagini
Preliminari
I compiti della Polizia Giudiziaria

SOSPENSIONE
DELL’ATTIVITA’
L’organo di vigilanza, con la’rt.
14 del D.Lgs. 81/08, ha a
disposizione un altro strumento
di natura interdittiva per la
sospensione dell’attività
imprenditoriale.
Tali misure sono definite nelle
disposizioni per il contrasto del
lavoro irregolare.
Gravi violazioni
Ai fini dell’adozione della sospensione dell’attività

Violazioni di carattere generale Violazioni che espongono al


▪ Mancata elaborazione del DVR rischio di Elettrocuzione
▪ Mancata elaborazione del Piano ▪ Lavori in prossimità di linee aeree
di Emergenza ▪ Presenza di conduttori nudi in
▪ Mancata formazione ed tensione
addestramento ▪ Mancanza di protezione contro i
contatti diretti ed indiretti (impianto di
Violazioni nei cantieri terra, interruttore differenziale)
▪ Mancata redazione del PSC
▪ Mancata redazione del POS Violazioni che espongono al
▪ Mancata nomina del Coordinatore rischio di amianto
▪ Mancata notifica all’organo di
Violazioni al rischio di vigilanza prima dell’inizio dei lavori che
seppellimento possono comportare il rischio di
▪ Mancata applicazione delle armature esposizione ad amianto.
di sostegno
Il sistema delle prescrizioni e delle sanzioni

LA PROCEDURA

Il D.Lgs. 81/08 prescrive che la violazione degli obblighi previsti costituisce


reato: illecito penale.
▪ Il reato esiste anche in assenza di conseguenze dannose in caso di
violazione di norme prevenzionali.
▪ L’azione penale è obbligatoria in caso di lesioni gravi (prognosi definitiva
superiore a 40 gg) o con danno permanente.
▪ Le violazioni delle norme penali sono sanzionate dalla Magistratura
▪ La sanzione penale prevista per la violazione delle norme previdenziali
è, di norma, un’ammenda ma, nei casi più gravi è previsto l’arresto.

Il D. Lgs. 758/94 prevede il sistema sanzionatorio relativo alle pene


alternative dell’arresto o del’ammenda.
Il sistema delle prescrizioni e delle sanzioni

L’ISTITUTO DELL’OBLAZIONE

Consente il pagamento della metà dell’ammenda prevista e l’estinzione


del reato.
Il reato viene trasformato in illecito amministrativo.
L’estinzione del reato, senza il coinvolgimento della Magistratura, si attua
con l’adempimento alla prescrizione dell’organo di vigilanza e,
successivamente, pagare una somma pari ad un quarto della somma
massima dell’ammenda stabilita.
La prescrizione viene impartita al fine di eliminare la violazione fissandone
il periodo per la regolarizzazione (massimo 6 mesi, prorogabili di altri 6),
L’Ufficiale di P.G. informa il Pubblico Ministero della notizia di reato
inerente alla contravvenzione e, successivamente, ne comunica
l’adempimento e l’avvenuto pagamento.
Il sistema delle prescrizioni e delle sanzioni

PROCEDIMENTO PENALE

Dal momento dell’iscrizione della notizia di reato il procedimento penale è


sospeso sino alla comunicazione dell’ufficiale di P.G. circa l’ottemperanza
o meno della prescrizione e dell’avvenuto pagamento della sanzione.

Nel caso di inadempimento della prescrizione l’ufficiale di P.G.


a)Comunica al P.M. le scadenze dei termini
b)Il P.M. avvia le procedure di legge
c)La sospensione del procedimento non preclude la richiesta di
archiviazione o l’assunzione di prove mediante incidente probatorio,
sequestro preventivo o altri atti urgenti di indagine preliminare
d)La contravvenzione si estingue al pagamento della somma prevista
e)Il P.M. richiede l’archiviazione
Reati di Pericolo e di Danno

REATI PERICOLO REATI DI DANNO

Contenuti nelle nome sulla Previsti dal codice penale cono


salute e sicurezza sul lavoro e tesi a punire gli autori di infortuni
sono tesi a prevenire infortuni e malattie professionali

I reati di pericolo sono previsti I reati di danno sono previsti dal


a carico del Datore di lavoro ; codice penale
Dirigente ; Preposti ( es: omicidio colposo e lesioni
es: artt. 89 – 90 Dlgs 626/94 colpose)
Artt. 589 e 590 e consistono in
veri e propri delitti
Responsabilità colposa
Di pericolo e di sanno

Colpa generica  è la colpa per negligenza,


imprudenza o imperizia

Colpa specifica  è la colpa per inosservanza delle


leggi, regolamenti, ordini o
discipline

Gli elementi costitutivi della colpa sono la mancanza di volontà del fatto,
l’inosservanza delle regole di condotta preventive ( scritte nella colpa
specifica o non scritte in quella generica)

Perché si possa parlare di reato colposo occorre sempre che vi sia un’azione
commessa con coscienza e volontà, ma anche, e qui è la differenza dal reato
doloso che la conseguenza dannosa non sia voluta.
Il processo penale

IN TRIBUNALE
Per i reati di lesioni colpose o di
omicidio colposo non è
applicabile la procedura prevista
dal D. Lgs. 758/94 ma il Codice
Penale ed il relativo processo che
di conclude con:
▪Sentenza di assoluzione
•Sentenza di proscioglimento
•Sentenza di condanna
Organismi paritetici
DEFINIZIONE
Organismi costituiti a iniziativa di una o più
associazioni dei datori e dei prestatori di
lavoro, quali sedi privilegiate per:
▪ la programmazione di attività formative e
l’elaborazione e la raccolta di buone prassi
a fini prevenzionistici;
▪ lo sviluppo di azioni inerenti alla salute e
alla sicurezza sul lavoro; la l’assistenza
alle imprese finalizzata all’attuazione degli
adempimenti in materia; ogni altra attività
o funzione assegnata loro dalla legge o
dai contratti collettivi di riferimento
Principi fondamentali
Gli organi di vigilanza

Riconfermato il ruolo
centrale dei servizi e delle
ASL

Ruolo fondamentale e di
Collaborazione dell’
▪ INAIL
▪ ISPESL
▪ IPSEMA
Organi di vigilanza
Compiti dell’INAIL

▪ Raccolta e registrazioni ai fini statistici dei dati relativi


agli infortuni

▪ Attività di studio e ricerca con formulazione e proposte


circa la normativa tecnica

▪ Erogazioni delle prestazioni di cui alla legge 296/06 alle


famiglie delle vittime di infortuni
Organi di vigilanza
Compiti dell’ISPESL

▪ Studio e ricerca scientifica;

▪ Interventi diretti, su richiesta di Stato o regioni,


nell’ambito di controlli che richiedono elevata competenza
scientifica;

▪ Supporto alle strutture operative del SSN con


formazione, consulenza e assistenza;

▪ Svolgimento, congiuntamente ai servizi delle ASL,


dell’attività di vigilanza sulle strutture del SSN
Organi di vigilanza
Compiti dell’ISPESL

▪ Raccordo e divulgazione dei risultati derivanti dalle attività


di prevenzione delle strutture del SSN;

▪ Elaborazione di norme e formulazione di pareri e


proposte

▪ Standardizzazione di metodiche e procedure per la


valutazione dei rischi
Gli organi di vigilanza
ASL

OBBIETTIVI
▪ Proseguire l’attività di vigilanza senza
soluzione di continuità,
applicando da subito la nuova normativa

▪ Perseguire, anche con lo strumento della


disciplina sanzionatoria, una concreta
riduzione dei rischi, in particolare
di quello infortunistico
Sanzioni amministrative
Alcuni esempi

CARRELLI ELEVATORI: mancanza di cabina, mancanza


sistemi di trattenuta dell’operatore a
bordo

TRATTORI: mancanza di dispositivo antiribaltamento,


mancanza di cinture

TRASPORTATORI A NASTRO, A COCLEA, A PIANI MOBILI …:


protezione delle aperture di carico e scarico …

SCALE AEREE, PONTI SOSPESI, PONTI SU RUOTE …

MAGLI, BERTE: mancanza schermi e dispositivi di blocco …

TORNI: mancanza protezione del mandrino..

SEGHE A NASTRO PER LEGNO: mancanza di protezione del


nastro …
Sospensione dell’attività
Allegato I

Mancata elaborazione DVR


Mancata elaborazione Piano di Emergenza ed evacuazione
Mancata Formazione ed addestramento
Mancata Costituzione SPP e nomina RSPP
Mancata Elaborazione piano di sicurezza e coordinamento
Mancata Elaborazione piano operativo di sicurezza
Mancata Nomina coordinatore per la progettazione
Mancata Nomina coordinatore per l’esecuzione dei lavori.
Sospensione dell’attività
Allegato I

Mancato utilizzo della cintura di sicurezza


Mancanza di protezioni verso il vuoto
Mancata applicazione delle armature di sostegno, fatte salve le
prescrizioni desumibili dalla relazione tecnica di consistenza del
terreno
Lavori in prossimità di linee elettriche
Presenza di conduttori nudi in tensione
Mancanza protezione contro i contatti diretti ed indiretti
(impianto di terra, interruttore magnetotermico,
interruttore differenziale).
Mancata notifica all’organo di vigilanza prima dell’inizio dei lavori
che possono comportare il rischio di esposizione ad amianto.
Sopralluogo organi di controllo
ASL

- Sopralluogo
- Accertamento violazione
- Verbale inviato al datore di lavoro e procura della repubblica (è
un atto penale)
- Prescrizione con tempi per ottemperare
- Scaduto il termine per ottemperare l’ASL ha 60 giorni di tempo
per verificare la regolarizzazione
- Se è regolarizzato invia richiesta di pagamento (1/4 del massimo)
- Dopo il pagamento l’ASL informa il magistrato per archiviare la
pratica
- In caso di mancata regolarizzazione o pagamento scatta il la
comunicazione al PM e quindi il procedimento penale
Sopralluogo organi di controllo
ASL

INFORTUNIO
Sopralluogo con accertamento dell’accaduto
(foto, interviste ecc.) quindi (eventuale sequestro dei locali o delle
macchine)

1- Come prima
OPPURE

2- Inizio del procedimento penale con la notifica dell’avviso di


garanzia (eventuale sequestro dei locali o delle macchine)
Apparato sanzionatorio
Principali sanzioni a carico del DdL/Dirigente

VIOLAZIONE SANZIONE
Mancato documento di valutazione rischi Ammenda da 1.000 a 4.000

Mancata nomina RSPP Arresto da 3 a 6 mesi o ammenda da


2.500 a 6.400
Forniture DPI Arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da
1.500 a 6.000
Designazione addetti antincendio, Arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da
evacuazione, Primo soccorso 1.200 a 5.200

Mancata informazione, formazione e Arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da


Addestramento (Dirigenti, Preposti , RLS, 1.200 a 5.200 (per ogni comma)
addetti squadre antincendio e primo
soccorso, lavoratori)
Apparato sanzionatorio
Principali sanzioni a carico del DdL/Dirigente

VIOLAZIONE SANZIONE
Mancata nomina Medico competente Arresto da 2 a 4 mesi o ammenda
da 1.500 a 6.000
Adibire i lavoratori per i quali vige l'obbligo di Sanzione amministrativa
sorveglianza sanitaria alla mansione lavorativa pecuniaria da 1.000 a 4.500
specifica senza il prescritto giudizio di idoneità

Contratti appalto d’opera e somministrazione. Arresto da 2 a 4 mesi o ammenda


Verifica idoneità appaltatori e lavoratori autonomi da 1.000 a 4.800

Informazioni sui rischi agli appaltatori Arresto da 2 a 4 mesi o ammenda


da 750 a 4.000
Permettere ai lavoratori di verificare, mediante il Arresto da 2 a 4 mesi o ammenda
rappresentante per la sicurezza, l'applicazione delle da 800 a 3.000
misure di sicurezza e di protezione della salute
Sanzioni per il preposto
Testo unico Art. 56 – Disposizioni penali-

I PREPOSTI SONO PUNITI:


▪ Con l’arresto fino a 2 mesi o
con l’ammenda da 400 a 1.200
euro per la violazione
dell’Art.19, comma 1, lett. a),
c), e), f);
▪ Con l’arresto sino a un mese
o con l’ammenda da 200 a 800
euro per la violazione dell’Art.
19 comma 1, lett. b), d), g);