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La gestione sostenibile e la

biodiversità delle foreste:


focus sulla situazione
piemontese

A cura di Pier Giorgio Terzuolo, Alessandro Canavesio


I.P.L.A. S.p.A.
Cosa sono la foresta
ed il bosco?
Premessa fondamentale: cos’è il bosco/la foresta?
(bosco e foresta sono sinonimi ai fini normativi)
FONTE DELLE DEFINIZIONI
• FAO-FRA 2005 (Global Forest Resources Assessment 2005)
http://www.fao.org/forestry/fra/en/

Parametri
• Superficie minima - 5.000 metri quadrati
• Larghezza minima - 20 metri
• Copertura minima - 10 per cento (chiome)
• Altezza minima - 5 metri
• Contiguità - aree boscate di dimensione minore ma distanti meno di 20 metri
dal bosco;
• Età - non indicata
• Casi particolari - aree attualmente non boscate per cause naturali o per l’uomo
- arboricoltura da legno

Altre terre boscate:


• Superficie minima - 5.000 metri quadrati
• Larghezza minima - 20 metri
• Copertura minima - 5-10% oltre 10%
• Altezza minima - 5 metri inferiore a 5 m (cespugli/arbusti)

• Altri parametri uguali


Premessa fondamentale: cos’è il bosco?
(definizione vincolistica)

SECONDO ITALIA E REGIONE PIEMONTE


• D.lgs. 227/01 "Orientamento e modernizzazione del settore forestale"Art. 2. Definizione di bosco e di
arboricoltura da legno
• L.r. 10 febbraio 2009, n. 4 Art. 3 (Bosco e foresta)
• D.lgs 42/2004 “Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell'articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n.
137”

Parametri
• Superficie minima - 2.000 metri quadrati
• Larghezza minima - 20 metri (misurati alla base dei fusti)
• Copertura minima - 20 per cento (chiome)
• Contiguità - aree boscate di dimensione minore ma distanti meno di 20 metri dal bosco;
aree senza copertura di superficie inferiore a 2000 metri quadrati inclusi nel bosco
• Età (per neoformazioni) - ambienti invasi da specie forestali con età media superiore a 10 anni
• Casi particolari - aree attualmente non boscate per passaggio del fuoco

NON sono bosco:


• tartufaie coltivate di origine artificiale
• arboricoltura da legno (pioppeti, impianti di noci ecc.) in attualità di coltura
• castagneti da frutto in attualità di coltura
Dati mondiali sulle foreste
Report FAO-FRA 2010
Nel mondo le foreste coprono poco più di 4 miliardi di ettari, pari al 31% della superficie
terrestre e di queste il 36% è considerata “foresta primaria”, dal 2000 ad oggi diminuita
di oltre 40 milioni di ettari (2,7%).

L'area forestale protetta nella forma di parchi nazionali, aree naturali protette o altre forme
legali di salvaguardia, dal 1990 ad oggi è aumentata di oltre 94 milioni di ettari, ed
attualmente è pari al 13 per cento della superficie forestale totale (in Piemonte è il 16%).

Le foreste sono tra i principali serbatoi di carbonio del pianeta. Immagazzinano circa 289
gigatonnellate (Gt) di carbonio (dato maggiore di tutto il carbonio presente
nell'atmosfera); si stima che tra il 2000 ed il 2010 sia diminuito di circa 0.5 GT all'anno,
principalmente a causa della riduzione del totale della superficie forestale.

Incendi, parassiti ed infestazioni stanno causando grossi danni alle foreste di alcuni paesi.
In media, l’1% di tutte le foreste ogni anno è compromesso a causa degli incendi
boschivi.

La nuova stima di deforestazione globale per il decennio 1990-2000, vicina a 16 milioni di


ettari per anno, è più alta di quanto non fosse stata precedentemente stimata - 13
milioni di ettari - perché ora include anche la deforestazione all'interno di paesi che
hanno nell'insieme registrato un aumento netto di superficie forestale.
I dati mondiali sulle foreste
Report FAO-FRA 2010
Europa e resto del mondo, diverse tendenze
I dati mondiali sulle foreste
Report FAO-FRA 2010

IN ITALIA

Variazione 1990 – 2010: + 20%


La sostenibilità

Lo sviluppo sostenibile (economico, delle città, delle comunità etc.) è un


approccio mirato a non compromettere la possibilità delle future generazioni di
perdurare nello sviluppo preservando la qualità e la quantità del patrimonio e
delle risorse naturali (che sono esauribili). L'obiettivo è di mantenere uno
sviluppo economico compatibile con l'equità sociale e gli ecosistemi, operante
quindi in regime di equilibrio ambientale (da Rapporto Brutland).
A tale concetto sono improntati tutti i documenti ufficiali dell’UE in materia
forestale ed anche i recenti provvedimenti normativi a livello nazionale italiano.

La gestione sostenibile delle foreste, incluse o meno in siti o aree protette,


deve essere fondata sull’attenzione agli aspetti ecologici ed ecosistemici,
senza che sia tralasciata la parte riguardante la sostenibilità economica e
sociale, che spazia dagli interventi selvicolturali a macchiatico positivo fino ad
arrivare ad attività turistiche integrate.
Bosco, più che un insieme di alberi

CLIMA (radiazione, temperatura, precipitazioni)


TERRE (tipo di suolo)
ECOSISTEMA
COMPLESSO PIANTE (alberi, arbusti, erbe, felci, muschi)
FUNGHI (simbionti, saprofiti, parassiti)
FAUNA (vertebrati, invertebrati)
MICRORGANISMI (batteri, protozoi, virus)

RAPPORTO DINAMICO
RISORSA MULTIFUNZIONALE
UOMO/BOSCO
Evoluzione del rapporto tra uomo e bosco

BOSCO NATURALE

Prelievo di Richiesta di funzioni Disboscamento


legname sociali

Abbandono
BOSCO GESTITO agricolo

Non sostenibile Sostenibile Rimboschimento

Abbandono
Spontaneo Guidato

Mantenimento delle
Degrado
funzioni assegnate
Il bosco naturalmente…
La fustaia naturale

bosco formato da piante nate da


seme, a diversi stadi di sviluppo
ripartiti nello spazio e nel tempo,
in grado di autorinnovarsi.

Secondo la legge
Poi venne l’uomo…
Disboscamento e selvicoltura

TOTALE O PARZIALE

GLI ALBERI A MISURA D’UOMO


ovvero dalla fustaia al ceduo
CARBONIFICAZIONE
Energia ante petrolio
Ceduo e dintorni

Secondo
la legge

I giovani alberi di latifoglie privati della parte aerea (il


fusto), possono, grazie a nuove gemme dalla base del
tronco e dalle radici, ricostituire nuovi fusti (polloni).
Questa capacità non è per sempre, e dipende dalle specie;
indicativamente per quasi tutte le latifoglie termina verso
i 40 anni, mentre per castagno e robinia non esiste un’età
massima; invece i i salici perdono prima, già verso i 15
anni, la capacità pollonifera.
Quindi venne l’abbondanza e la riforestazione
L’abbandono del mondo rurale-agricolo marginale (dei “vinti”) ha portato al
ritorno del bosco con un processo spontaneo, talora guidato

In Piemonte: raddoppio
dal dopoguerra, con circa
200.000 ha negli ultimi 25
anni

Imboschimenti
con specie
autoctone o
esotiche

Pino strobo

ciliegio noce Quercia rossa


Perché gestire oggi il bosco
Perchè gestire il bosco: le funzioni attese per
l’uomo
• PRODUZIONE DIRETTA di materia prima rinnovabile
Produzione

– combustibile (legna, fascine, carbone)


di beni

– legname (da costruzioni, mobili, palerie, attrezzi agricoli)


– pascolo e strame (erbe, arbusti, ghiande, frasca, fogliame)
– cibo (frutti, selvaggina ecc.)

• PROTEZIONE DEL TERRITORIO (vincolo idrogeologico e protezione


diretta)
– erosione del suolo
Produzione di servizi

– valanghe, cadute massi


ed esternalità

– scivolamenti superficiali, lave torrentizie


• CONSERVAZIONE DELLA BIODIVERSITA’
– Convenzioni internazionali e direttive europee
• PROTEZIONE DEL CLIMA
– produzione ossigeno
– Stoccaggio di carbonio
• PAESAGGISTICA (codice dei beni ambientali)
• TURISTICO-RICREATIVE E DIDATTICHE
– Accoglienza del pubblico

Il bosco è una risorsa rinnovabile e potenzialmente multifunzionale


La produzione diretta - i benefici economici

Prodotti energetici e beni che


sostituiscono fonti fossili o
immagazzinano carbonio
La protezione del territorio

Con lo sviluppo degli insediamenti e delle colture, si è evidenziata lʼinsostituibile


funzione protettiva diretta ed indiretta dellʼassetto del territorio svolta dalla
copertura forestale.
Cadute massi
Scivolamenti superficiali
Lave torrentizie
Valanghe

Erosione spondale
La protezione del territorio

Funzione di
Protezione diretta

Bandi campestri e foreste bandite

Approccio tecnico-operativo:

•Norme (vincolo idrogeologico)

•Sperimentazione di interventi
selvicolturali (buone pratiche)

•Finanziamenti del Piano di IERI


Sviluppo Rurale OGGI
Beni protetti dal bosco
- Vite umane
- Centri abitati
- Infrastrutture (strade, reti tecnologiche, impianti sportivi ecc.)

Infrastrutture - strade

Centri abitati
Cos’è la biodiversità – alcuni concetti chiave
 Variabilità tra organismi viventi ed ecosistemi
di cui fanno parte

Include la diversità all’interno delle singole


specie (variabilità genetica), tra le diverse specie
e degli ecosistemi

 La biodiversità è variabile sia tra ambienti, sia


all’interno dello stesso ambiente a seconda della
fase evolutiva

 Nelle regioni temperate gli ambienti naturali


più stabili ospitano normalmente una maggiore
biodiversità

 Anche ambienti rurali e forestali in mosaico


ben strutturato (alternanza di boschi, prati e
seminativi e la presenza di filari, boschetti, siepi,
zone umide, abbeveratoi, maceratoi, corsi
d’acqua, canali e bealere) sono nicchie
ecologiche, e di conseguenza aumentano il
numero di specie che possono viverci
La conservazione della biodiversità

Obiettivo:

rendere i boschi più naturali e capaci di ospitare


le altre forme di vita collegate

Strumenti gestionali per i siti della Rete Natura


2000:
• sono in fase di emanazione le misure generali di
conservazione
• sono previsti Piani di gestione per la
conservazione degli habitat e delle specie
• il Piano di Sviluppo Rurale Regionale individua
incentivi ed indennizzi per la gestione forestale
orientata a servizi non produttivi
Il ruolo degli alberi cavi o con difetti:
poco valore economico e altissimo valore ambientale

I grandi alberi vivi con cavità o con parti cariate sono i più
importanti da conservare

Rifugio per pipistrelli ed altre specie nidificanti


(uccelli, micromammiferi) in cavità all’interno di
nodo marcio cicatrizzato su albero vivo

Vecchia capitozza morta conservata


(Bosco delle Sorti di Trino – VC)
La conservazione della biodiversità in Piemonte
Aree Protette, SIC e ZPS, attuazione delle direttive europee “Habitat” e
“Uccelli”, per la creazione della RETE NATURA 2000
Aree ZPS SIC
Protette

• Dal 1975 sono state istituite con legge regionale 99 Aree protette (Parchi, riserve e zone di salvaguardia)
per una superficie complessiva di 247.000 ettari gestiti da 35 Enti, ridotti a 18 (13 Enti Parco) dalla Legge
n° 19/09 “Testo unico sulla tutela delle aree naturali e della biodiversità”

• Individuati 142 siti (123 SIC, 51 ZPS, di cui 32 SIC coincidenti con ZPS), quasi 400.000 ha (16 % del
territorio regionale); includono buona parte delle Aree Protette regionali del Piemonte e quelle nazionali
• Comprendono 58 Habitat di interesse comunitario, di cui 11 prioritari e 23 forestali
• Al loro interno sono presenti 112 Specie di Interesse Comunitario di cui agli all. II e IV della Direttiva
Habitat e circa 100 specie di avifauna di cui all’allegato I della Direttiva Uccelli
Habitat forestali di interesse comunitario in Piemonte
Gruppo di habitat CODICE Natura 2000 Denominazione Natura 2000

Foreste dell’Europa temperata - 91 9110 Faggete acidofile

9130 Faggete eutrofiche

9140 Faggete altimontane ad acero di monte e alte erbe (megaforbie)

9150 Faggete basifile mesoxerofile

9160 Querco-carpineti di pianura e dei rilievi collinari interni

9180* Boschi di tiglio, frassino e acero di monte di ghiaioni e d’impluvio

91E0* Boschi alluvionali di Ontano nero, Ontano bianco e Salice bianco (eventualmente
con pioppi)
91F0 Boschi misti della pianura alluvionale

Foreste di caducifoglie mediterranee - 92 9210* Faggete con Taxus e Ilex (inclusi i popolamenti delle alpi e le boscaglie di tasso
e/o agrifoglio)
9260 Boschi di castagno

92A0 Foreste a galleria di Salix alba e Populus alba

Foreste a sclerofille mediterranee - 93 9340 Boscaglie di leccio

Foreste montane di conifere della fascia 9410 Boschi montano-subalpini di abete rosso
temperata - 94
9420 Boschi di larice e/o pino cembro

9430* Boschi montano-subalpini di Pinus uncinata (*su substrati gessoso calcarei)

Foreste montane di conifere 9540 Pinete mediterranee di pini mesogeni endemici


mediterranee - 95
9560* Foreste mediterranee endemiche di Juniperus spp.

Torrenti Alpini - 32 3240 Fiumi alpini con vegetazione riparia legnosa a Salix eleagnos

3230 Fiumi alpini con vegetazione riparia legnosa a Myricaria germanica

Arbusti e cespugli della fascia 4070* Boscaglie di Pinus mugo ad Arctstaphylos uva-ursi
temperata - 40
Arbusteti submediterranei e temperati - 5130 Arbusteti di Juniperus communis
51
5110 Arbusteti pionieri xerofili di Buxus sempervirens

5210 Matorral arborescenti di Juniperus spp.


Il ruolo dell’uomo nella biodiversità

Da: Waldenspuhl (1991) in Schutz, Turckheim, 2010 – Sherwood, 168, pp 5-11


La protezione del clima e del ciclo dell’acqua

Strumento di mitigazione dei cambiamenti


climatici e degli inquinanti
• Oltre 7 Milioni di t CO2 equivalenti fissate annualmente dalle superfici
forestali piemontesi, pari a 2 t/ha di Carbonio
• Regolazione della temperatura dellʼaria
• Riserva temporanea di acqua e regolazione delle precipitazioni
• Tampone lungo le fasce riparie per la depurazione delle acque reflue

Bioindicatore
• Stress meteoclimatici
• Inquinanti atmosferici
La protezione del paesaggio
in Piemonte

Obiettivo:

valorizzazione del ruolo paesaggistico del bosco

Strumenti:
pianificazione (in itinere)
•Piani Territoriale e Paesaggistico regionali
•Rete di Valorizzazione Ambientale – Rete ecologica
regionale
•Piano Forestale Regionale
Politiche forestali
Obiettivo:
Coesistenza equilibrata di tutte le funzioni dei boschi

Strumenti:
• Promozione della gestione forestale attiva, pianificata, multifuzionale e
sostenibile (ogni albero utilizzato correttamente in Europa, contribuisce alla
salvaguardia delle risorse forestali primarie mondiali)

• Adozione selvicoltura prossima alla natura (Pro Silva Europa)

• Certificazione della gestione e dei prodotti del bosco (standard FSC, PEFC)

• Riconoscimento ai proprietari virtuosi il contributo per le funzioni sociali del


bosco

• Comunicare correttamente il sistema forestale al pubblico


(cʼè differenza tra disboscamento e selvicoltura: vedi
http://www.rivistasherwood.it/blog/479-tapiro-verde-a-striscia-la-notizia.html)
Conoscere per decidere:
dove e come sono i boschi
Quanti sono: estensione delle superfici forestali

I boschi rappresentano il
34% del territorio

L’arboricoltura da legno
rappresenta un ulteriore 0

2%

Sono la seconda categoria


di uso del suolo dopo le
aree agricole

Fonti dei dati: Sifor – Studi per i Piani Forestali Territoriali


Dove sono: Carta forestale del Piemonte

• Sono dislocati essenzialmente in


montagna e nelle colline centrali

• L’indice di boscosità nel nord del


Piemonte risulta particolarmente
rilevante

• Nelle colline del Monferrato, Roero e


Langhe i boschi sono in forte
espansione
Quanti sono: montagna, collina e pianura

Montagna: 627.259 ha – 72%

Collina: 157.025 ha – 18%

Pianura: 90.376 ha – 10%


Di chi sono: aspetti patrimoniali

• Il 70% dei boschi è privato

• I 2/3 delle proprietà pubbliche sono


ripartiti tra faggete, lariceti, boscaglie e
alneti di ontano verde

• I castagneti e i robinieti (oltre 310.000


ha) sono tipicamente privati
Come sono: categorie forestali

Rappresentano il
60% del totale
Arbusteti subalpini Peccete Pinete di Pino marittimo
Lariceti e cembrete 3,6% 1,0%
Ostrieti 0,1%
9,1% Pinete di pino uncinato
1,5% 0,3%
Faggete
15,5% Pinete di Pino silvestre
1,6%
Cerrete Querco-carpineti
0,5% 4,0%
Castagneti Querceti di roverella
23,4% 4,9%

Boscaglie pioniere di Querceti di rovere


invasione 4,4%
6,9% Robinieti
12,4%
Arbusteti planiziali,
collinari, montani
Rimboschimenti
0,3%
Abetine Formazioni legnose 2,2%
Alneti planiziali e montani 1,7% riparie
0,6%
Acero-tiglio-frassineti 1,4% Formazioni di
4,7%
invasione
Come sono: forme di governo

Montagna: Governo
misto

Collina:

Pianura:

Governo
misto

Governo
misto
Come sono: dati dendrometrici

Statisticamente in
Piemonte vegetano
oltre 800.000.000 di
alberi con diametro
> 7,5 cm

Le categorie a
prevalenza di latifoglie
coprono l’81% della
superficie boscata,
quelle di conifere il
13%, le miste il 6%
Numero alberi morti 100
Alberi fuori dal bosco
Le formazioni lineari, base della rete ecologica in pianura

Sono stati censiti circa 7.000 km di siepi o filari, in media 8,4 m/ha di superficie rurale

La funzionalità minima per la rete ecologica è stata quantificata in 25 m/ha

99 m/ha 30 m/ha 14 m/ha

Analisi intertemporale Area Frugarolo – Bosco Marengo (AL)


Attitudini e destinazioni dei boschi piemontesi

Produttiva
16% Protettivo-produttiva
46%

Protettiva
15%
Naturalistica
15%
Fruizione Evoluzione libera
1% 7%

Boschi che non presentano Boschi che sono da gestire


significativi ostacoli alla con cure particolari
gestione attiva
indirizzi gestionali dei boschi piemontesi

Circa il 60% dei boschi


piemontesi è potenzialmente
gestibile in maniera attiva
nell’arco dei prossimi 15 anni
Governo misto Governo misto

La possibilità di tagli di maturità


è ingente ma necessita anche
un miglioramento del
patrimonio boschivo
Gestione del
Governo misto
La gestione nei Siti Natura 2000
STRUMENTI
Soggetti gestori
Valutazione d’Incidenza (V.I.)
Misure di conservazione
Piani di Gestione

• Per i Siti Natura 2000 del Piemonte si ritiene generalmente necessario redigere un apposito piano di
gestione per la conservazione degli habitat e delle specie, che per le aree protette può essere
assimilato al piano naturalistico. Un piano forestale, se sottoposto a V.I. è considerato stralcio del
piano di gestione.

• Occorre valutare opportunamente, caso per caso, il tipo di equilibrio auspicabile tra i vari
ambienti, forestali e non, individuando quali sono gli habitat localmente più importanti e per i quali
il Sito è stato designato. Non sempre quindi il bosco è meglio.
Esempi di habitat coesistenti
– Brughiere e molinieti di pianura: sono habitat di interesse comunitario che senza gestione
diventano boschi, nel caso di querco-carpineti anch’essi di interesse comunitario
– Ginepreti e formazioni ad alte erbe (megaforbie): ordinariamente considerati fasi di
degradazione del bosco, sono habitat di interesse da conservare
– Radure, pascoli e prati: interclusi o meno al bosco sono habitat di interesse comunitario e
generalmente non devono essere rimboschiti
La gestione forestale nei Siti Natura 2000

Per gli habitat forestali di interesse comunitario le


misure di conservazione generali sono contenute
nell’art. 34 del Regolamento Forestale

Principali temi:
– governo e trattamento;
– estensione delle tagliate;
– epoche di intervento;
– tutela di grandi alberi e specie sporadiche;
– necromassa da rilasciare in bosco;
– conservazione di ecotoni, di habitat non forestali
associati e di microhabitat, con particolare
riferimento alle specie d’interesse comunitario;
– contenimento di specie alloctone invasive.
La gestione forestale nei Boschi di protezione
diretta
Una foresta che presenta
caratteristiche minime ben definite è
garanzia di un buon livello di
protezione

Effetto di protezione Condizioni della foresta


La gestione forestale nei Boschi di protezione
diretta

Risulta difficile dimostrare


un legame diretto:
• trascorre un grande intervallo
di tempo tra gli interventi ed i
risultati
• le forze naturali agiscono
Effetto di protezione irregolarmente.
Scenari di prelievi possibili con gestione
forestale sostenibile
Superficie forestale per
categoria Per tipo di
intervento
Dati PFT
Superficie
Superficie forestale
forestale per
per
intervento
intervento selvicolturale
selvicolturale

Ripresa potenziale
Provvigione per
categoria

Coefficienti per il calcolo del


prelievo unitario Per tipo di
Ripartizione della assortimento
massa legnosa
secondo il tipo di
intervento e la categoria
forestale
Prodotti ottenibili
L’87% della massa
retraibile con
interventi a presunto
macchiatico positivo
proviene da ¼ della
superficie boschiva

prelievo di 4,8 m3/ha/anno dai boschi a Questo valore


gestione attiva (62% del totale) equivale a circa 2,6
milioni di m3 all’anno

RIPARTIZIONE: 77% legna da ardere


23% legname da lavoro
Il consumo di legna da ardere per
riscaldamento in Piemonte
Circa 1 milione di consumatori di legna da ardere (1/4 della popolazione)

Consumi annui:
tra 2,6 e 3,2 milioni metri cubi (valore di mercato circa 300 milioni di euro)
Provenienze:
2/3 da proprietà – 1/3 da commercio (anche da fuori regione/Italia)
Origine (per Piemonte):
Dal bosco (Circa ¾), da filari, alberi isolati, potature, ecc
Conosciamo i boschi, c’è la pianificazione, si formano gli
operatori ma la gestione spesso non è SOSTENIBILE
3 tipi di non “SOSTENIBILITA’”

Solo economia Palliativo sociale Tutela ecologica presunta

Sospensione della
Inutili “pulizie” del
gestione forestale attiva,
sottobosco, talora
anche in contesti
Interventi di rapina con con finanziamenti
antropizzati per principio
ceduazioni in pubblici
di precauzione
popolamenti invecchiati
Le faggete, al bivio tra fustaia e gestione non sostenibile
Assetti evolutivo-colturali
dati medi ad ettaro per il Senza gestione
Invasione
Piemonte Fustaia
0% 6%

9%

Superfici: 135.000 ha
di cui:
50% cedui prevalentemente
Ceduo
invecchiati composto
ceduo
54%
31%

Piante/ha: 1200 Destinazioni funzionali prevalenti


Polloni: 63%
Evoluzione
Protezione libera Fruizione
7%
da seme 37% 10% 1% Naturalistica
15%

Ceppaie ad ettaro: 300


Produzione
Produzione-
5%
Area basimetrica: 30 m2 protezione
62%

Interventi selvicolturali
Provvigione: 200 m 3 Tagli di
rinnovazione
Monitoraggio in cedui Miglioramenti
30% 8% boschivi
44%
Indirizzi gestionali: tagli di
conversione/diradamento
45% Evoluzione
Tagli di
rinnovazione
naturale
in fustaie
14%
4%
Un esempio per capire…
Ogni 15 anni
taglio a scelta colturale con
prelievo del 30% della massa
Accelerazione processo di
successione a fustaia
(tagli di avviamento mediante
diradamento selettivo dei polloni)

Prelievo: fino a 150 m3 a


macchiatico positivo

faggeta
Ceduo invecchiato (oltre 40 anni) Prelievo: 250 m3 a
massa legnosa: 300 m3/ha macchiatico positivo

Dopo 15 anni
ceduazione Boscaglia infiltrata di specie poco
(intervento improprio diffuso, interessanti con nessun tipo di prelievo
esplicitamente vietato dalla
legge forestale regionale) Dopo 45 anni
Se ne può riparlare
Opportunità, problematiche ed indirizzi gestionali per le
faggete del Piemonte
Opportunità
• Superfici estese
• Buona stabilità, conversione spontanea di cedui invecchiati verso la fustaia
• Elevate biomasse disponibili
• Assortimenti richiesti per legna da ardere

Problematiche e vincoli gestionali


• Invecchiamento dei cedui ed esaurimento della facoltà pollonifera
• Utilizzazioni irrazionali “di rapina” con distruzione della faggeta
• Orientamenti gestionali di riferimento per le fustaie di faggio non sufficientemente divulgati
• Accessibilità talora difficile
• Habitat di interesse comunitario in Siti Natura 2000
• Numerosi popolamenti di protezione diretta da valanghe, cadute massi (anche bandite storiche)
• Proprietà 50% pubbliche accorpate, 50% private piuttosto frammentate

Indirizzi gestionali
• Verificare la capacità pollonifera con parcelle campione prima di reiterare le ceduazioni
• Avviare a fustaia, con strutturazione non uniforme, i cedui invecchiati e fertili
• Lasciare in libera evoluzione i popolamenti rupicoli, altimontani, al limite superiore del
bosco
• Conservare grandi riserve come portaseme
• Favorire, ove possibile, popolamenti misti con conifere, latifoglie mesofile e rovere
• Ipotizzare il mantenimento del ceduo a sterzo in zone con forte componente protettiva
Le nuove regole
La Regione Piemonte, con la L.R. 4/09 ed il Regolamento Forestale (DPGR
4R/2010), entrato in vigore il 1 settembre, definisce alcuni principi chiave:

• Le foreste sono riconosciute per la loro multifunzionalità


• Sono ritenute indispensabili la conoscenza e la pianificazione degli interventi
di gestione forestale
• Si riconosce il ruolo di interesse pubblico delle attività selvicolturali svolte
secondo i principi della gestione forestale sostenibile
• Gli obiettivi sono quindi quelli di:
• tutelare e valorizzare il patrimonio forestale pubblico e privato;
• sviluppare le filiere del legno derivato dalle foreste e dall'arboricoltura;
• promuovere l'impiego del legno come materia prima rinnovabile;
• incentivare la gestione associata delle foreste;
• migliorare le condizioni socio-economiche delle aree rurali;
• promuovere la crescita e la professionalità delle imprese e degli addetti forestali;
• accrescere le conoscenze scientifiche e tecniche in campo forestale;
• aumentare la sensibilità e la consapevolezza sociale del valore culturale, ambientale
ed economico delle foreste e degli alberi.
Per approfondimenti

Autori Vari Autori Vari


Ed. Regione Autori Vari
Ed. Regione Ed. Regione
Piemonte Piemonte
Piemonte

Autori Vari
Blu edizioni
G.P. Mondino et Al.
L’artistica edizioni

Alcuni di questi volumi sono disponibili anche online

http://gis.csi.it/parchi/recensioni.html#habitat

http://www.regione.piemonte.it/cgi-bin Regolamenti e manualistica


/montagna/pubblicazioni/ Ed. Regione Piemonte
Grazie per l’attenzione