Sei sulla pagina 1di 16

Settimanale di Preghiera Domenica 18 ottobre 2020 29^ settimana tempo ordinario anno XXII n.

960

Non di solo Pane

29^ Rendimi strumento del Tuo Amore


di tenerezza e di perdono
Tempo che guarisce ogni ferita
ed abbraccia tutto l'uomo.
Ordinario
Apostolato
della preghiera

“La misericordia è
dono di Dio, forza
che tutto vince, che
riempie il cuore di
Ottobre amore e che conso-
Primo venerdì 02/10 la con il perdono”.
Papa Francesco

E il deserto...ridiventerà giardino
Spirito di Dio, che agli inizi della creazione ti mito delle foreste divelte,
libravi sugli abissi dell'universo nell'urlo dei mari inquinati, nel pianto dei
e trasformavi in sorriso di bellezza il grande torrenti inariditi,
sbadiglio delle cose, nella viscida desolazione delle spiagge di
scendi ancora sulla terra e donale il brivido dei bitume.
cominciamenti. Restituiscici al gaudio dei primordi.
Questo mondo che invecchia, sfioralo con l'ala Riversati senza misura su tutte le nostre
della tua gloria. Dissipa le sue rughe. afflizioni.
Fascia le ferite che l'egoismo sfrenato degli uo- Librati ancora sul nostro vecchio mondo
mini ha tracciato sulla sua pelle. in pericolo.
Mitiga con l'olio della tenerezza le arsure della E il deserto, finalmente, ridiventerà giar-
sua crosta. dino,
Restituiscigli il manto dell'antico splendore, che e nel giardino fiorirà l'albero della giusti-
le nostre violenze gli hanno strappato, zia,
e riversa sulle sue carni inaridite anfore di pro- e frutto della giustizia sarà la pace.
fumi. (Don Tonino Bello)
Permea tutte le cose, e possiedine il cuore.
Facci percepire la tua dolente presenza nel ge-

Non di solo pane Ventinovesima settimana Tempo Ordinario - Numero 960 pagina 2
I santi del giorno: Sant'Asclepiade, vescovo;
santi Procolo, Eutiche e Acuzio, martiri.
“Chevalore ha il tempo se non ne resta più per
commuoversi, emozionarsi, amare?”
Domenica
Ottobre
29^ tempo ordinario
18
(L. Harvey)
TO

Parola di Dio Il Santo del giorno: San Luca evangelista


in briciole San Luca è l'evangelista della gioia, la voce che narra la meraviglia
di una famiglia, quella ecclesiale, in continua espansione sotto la
guida dello Spirito Santo. Il suo Vangelo si caratterizza per la ric-
chezza della narrazione, che facilita la comprensione dei fatti relati-
Il destino degli uomini è vi alla vita e al messaggio di Gesù. Ne emerge il ritratto – quello di
nelle mani di Dio
Pagina curata da Don Luciano Cristo – di un "uomo tra gli uomini", capace di vivere a pieno tutte
le situazioni della quotidiana esistenza ma anche di indicare un o-
“...io ti ho chiamato per nome, ti rizzonte alto, in grado di rompere gli schemi precostituiti di una
ho dato un titolo, sebbene tu non
mi conosca….” (Is 45,1.4-6) visione giuridica della fede. Cristiano di seconda generazione, Luca
era pagano originario di Antiochia, sarebbe stato un medico. Con-
Il destino delle nazioni e degli vertito al cristianesimo fu compagno di san Paolo - che lo definisce
uomini è in mano di Dio an- appunto "il caro medico" - e per la tradizione è martire, ma non è
che quando essi non lo sanno certo.
e non hanno mai sentito il suo
nome. Come nel caso di Ciro.
E’ importante per noi ricorda-
re questa verità perché la storia
umana si svolge sempre sotto Vangelo Mt 22,15-21
lo sguardo amorevole di Dio. In quel tempo, i farisei se ne andarono e tennero consiglio per ve-
Questo avviene anche quando dere come cogliere in fallo Gesù nei suoi discorsi.
ci troviamo di fronte a ingiu-
Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiàni, a
stizie o a sconvolgimenti socia-
li. Egli come Padre buono ve- dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio
glia affinchè tutti i popoli pos- secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non
sono giungere alla pienezza guardi in faccia a nessuno. Dunque, di' a noi il tuo parere: è lecito,
della salvezza. A noi cristiani il o no, pagare il tributo a Cesare?». Ma Gesù, conoscendo la loro
compito di aiutare tutti gli uo- malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete mettermi alla prova? Mo-
mini a vedere nella vita e nella stratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un dena-
storia le tracce della sua prov-
ro. Egli domandò loro: «Questa immagine e l'iscrizione, di chi so-
videnza; proprio quando sem-
bra che la disperazione e il so- no?». Gli risposero: «Di Cesare». Allora disse loro: «Rendete dun-
pruso abbiano il sopravvento que a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio».
la testimonianza dei cristiani
ha grande valore per aiutare gli
uomini a leggere la presenza di
Dio nella vita di ognuno.

Non di solo pane Ventinovesima settimana del tempo Ordinario - Numero 960 pagina 3
“Il nostro sostegno….…” meditazione curata da don Luciano Vitton Mea - Parroco di Bovegno

sempre amati. gioisce.


Anche quando non capia- Rendici capaci di leggere sul
mo, non vediamo, anche volto di ogni creatura
quando manca il coraggio di l’impronta che ci rende par-
proseguire, quando siamo te di un’unica famiglia.
stanchi, quando l’animo è Rendi salda la nostra fede
abbattuto. ed ispira le nostre parole
Vieni Santo Spirito, nostro perché divengano voce della
solo sostegno, sii tu a gui- tua voce.
darci; sollevaci con il tuo
soffio gentile, ma potente,
Vieni, Spirito Santo, riempi i cura le nostre ferite perché
nostri gesti, le parole. possiamo offrirti le nostre
Vieni, o sconosciuto e inaf- mani a sostegno dei fratelli.
ferrabile, ricolma i nostri Ispira i nostri cuori, togli il
cuori e le nostre menti, riac- velo che offusca gli occhi
cendi in noi la fede, la cer- perché sappiamo patire con
tezza d’essere comunque chi soffre e danzare con chi

Contemplo: Gli angeli


Preghiamo la
Parola Se ogni giorno cercherò di conso- Se donerò la mia vita per prolun-
lare chi mi piange accanto e di gare il lucignolo fumigante del mio
“Io sono venuto per- portare un po’ di croce del mio fratello, gli angeli porteranno olio
ché abbiano la vita e fratello, sentirò la carezza degli alla mia lampada..
l’abbiano in abbon- angeli che mi aiuta. Se donerò la mia casa al fratello
danza” (Gv 10,10): Se continuerò a tender l’orecchio senza ricovero, gli angeli mi copri-
chiedo al Signore la ad ogni lamento del mio fratello, ranno con le loro ali.
grazia di condividere aprendo tutto il cuore in suo aiuto, Se donerò i miei occhi per guidare
la sua passione per la le ali degli angeli verranno in mio il mio fratello, gli angeli mi pren-
vita dell’uomo. soccorso. deranno per mano.
Se donerò ogni palpito del cuore Se donerò i miei meriti per il mio
per accompagnare i passi difficili fratello, gli angeli giustificheranno
del mio fratello, gli angeli mi fa- la mia povertà.
ranno luce. (Don Giovanni Antonioli)

Non di solo pane Ventinovesima settimana Tempo Ordinario - Numero 960 pagina 4
Santi del giorno: Santa Laura di Cordova, marti-
re (IX sec.); santi Martiri canadesi.

“L’ottimismo è una forma di coraggio che dà


fiducia agli altri e conduce al successo.” (Robert
Lunedì
Ottobre
29^ settimana tempo ordinario
19
Baden-Powell)
TO
Il Santo del giorno: san Paolo della Croce
Parola di Dio
in briciole Nel volto dei poveri e dei malati è possibile contemplare la
luce di un Dio che si piega sulle ferite dell'umanità e condivi-
de, nella Croce di suo Figlio, il nostro dolore. È in quest'o-
rizzonte che visse san Paolo della Croce, fondatore dei Pas-
Ciò che ci rende santi da- sionisti. Si chiamava Francesco Danei ed era nato a Ovada
vanti a Dio nel 1694. Fin da giovane sentì il richiamo della vita spirituale,
rinunciando anche a un matrimonio "vantaggioso". A 19 an-
Pagina curata da Don Luciano V. M.
ni visse l'esperienza mistica più intensa che lo portò a sogna-
“Con Cristo ci ha risuscitato e con lui ci re una nuova congregazione religiosa. Tra il 1720 e il 1721
ha fatto sedere nei cieli.” durante un ritiro stese la Regola dei "Chierici scalzi della san-
(Ef 2,1-10) ta Croce e della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo".
Non c’è atto d’amore o di do- Nel 1725 il Papa di concesse di raccogliere compagni: il pri-
nazione che, per quanto sia mo, nel 1737 sul Monte Argentario fu il fratello Giovanni
grande, possa meritarci la sal- Battista. Divenuto prete nel 1727, preso il nome di Paolo
vezza. Paolo ci tiene a specifi- della Croce, vide la Congregazione approvata nel 1741. Morì
care questa verità ai cristiani di nel 1775.
Efeso, proprio perché essi non
si illudano che siano le opere a
darci la grazia di Dio. Questo
vale anche per noi: è il dono di
Dio che ci è stato fatto in Cri- Vangelo Lc 12,13-21
sto, per un puro atto della sua In quel tempo, uno della folla disse a Gesù: «Maestro, di' a mio
misericordia, che ci rende giu- fratello che divida con me l'eredità». Ma egli rispose: «O uomo,
sti e santi davanti a lui. Questa chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?».
verità è davvero consolante: E disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia
grazie al Battesimo noi parteci- perché, anche se uno è nell'abbondanza, la sua vita non dipende
piamo della santità di Dio e da ciò che egli possiede». Poi disse loro una parabola: «La campa-
siamo veri figli della luce. Il gna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli
nostro comportamento contri-
ragionava tra sé: “Che farò, poiché non ho dove mettere i miei
buisce a rendere ragione di
questo dono che abbiamo rice- raccolti? Farò così – disse –: demolirò i miei magazzini e ne co-
vuto da Dio senza nessun me- struirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni.
rito da parte nostra. E’ davve- Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni,
ro bello vivere e testimoniare per molti anni; ripòsati, mangia, bevi e divèrtiti!”. Ma Dio gli dis-
l’amore di Dio nella consape- se: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quel-
volezza che siamo già santi in lo che hai preparato, di chi sarà?”. Così è di chi accumula tesori
lui e che la nostra vita può ma- per sé e non si arricchisce presso Dio».
nifestare agli altri la gioia del
suo amore.

Non di solo pane Ventinovesima settimana Tempo Ordinario - Numero 960 pagina 5
Il nostro cuore è grande…….. meditazione curata da don Luciano

le opere buone, che Dio trovare, ricentrare.


ha predisposto perché Ciò che occorre è ac-
noi le praticassimo e fos- corgersi dell’altro e an-
simo felici. dargli incontro, ascoltar-
Il nostro cuore è gran- lo, accoglierlo, pensare a
de e possiamo riempirlo lui come pensassi a me,
di molte cose, ma quello perché sia ricomposta
che davvero lo sazia e lo l’immagine di Dio
“Stolto, questa notte stessa
ti sarà richiesta la tua vita. pacifica è solo Dio, un nell’unione dei cuori e la
E quello che hai preparato, Dio che si fa trovare nel- nostra vita acquisti pie-
di chi sarà?”. Così è di chi le opere buone. nezza di significato e di
accumula tesori per sé e Ecco il segreto della gioia.
non si arricchisce presso felicità, per la quale sol- Fa, che da oggi, mio
Dio». tanto siamo fatti. Signore, da ora, io scelga
Il male frammenta, la felicità per la mia vita,
spezza, divide e disper- per il mio cuore.
Siamo opera di Dio,
de; il bene tende a riuni-
creati in Cristo Gesù per
ficare, riabbracciare, ri-

Contemplo: Da vecchio
Preghiamo la
Parola
Sento che la storia della mia vita è o luce, ma qualcosa che scaldi e
molto simile a quel pesco che fio- che illumini un po?. Però vedo che
“Meravigliosi sono i
risce, dà frutti e muore. Quand’ero fan fatica ad accogliermi e che ri-
tuoi insegnamenti:
ragazzo rappresentavo il pesco fio- schio di marcire inutilmente. Rim-
per questo li custodi-
rito. Non era nulla di straordina- piango di non essere stato una spi-
sco” (Sal 119,129): rio, ma davo il mio piccolo spetta- ga di grano perché sarei stato rac-
con le parole del Sal- colo al vento e al sole del mattino. colto più facilmente dal contadino.
mo, chiedo al Signo- Poi venne l’età matura e riuscii a L’umile è più utile anche dopo
re la grazia di acco- dare alcuni poveri frutti, che mi morto. Ma forse nei disegni della
gliere e custodire la parvero ricercati. Ora sono un provvidenza c’era anche questo
sua parola. tronco secco che va in rovina e sacrificio.
cerca qualcuno che utilizzi i miei (Don Giovanni Antonioli)
rami secchi per farne un focherel-
lo.
Non mi illudo di dare tanto calore

Non di solo pane Ventinovesima settimana Tempo Ordinario - Numero 960 pagina 6
Santi del giorno: San
Vitale di Salisburgo, vescovo;
beato Jakob Kern, sacerdote.

“Sii occupato, mai preoccupato”. (Massimiliano


Kolbe)
Martedì
Ottobre
29^ settimana tempo ordinario
20
TO
Il Santo del giorno: santa Maria Bertilla Boscardin
Parola di Dio
in briciole Se sapremo sanare le ferite di chi ci sta attorno avremo
fatto un passo verso la santità, perché avremo mostrato
al mondo il volto di Dio, un padre amorevole che si fa
compagno nelle nostre sofferenze. In questo orizzonte
Gesù è morto per tutti
visse e operò santa Maria Bertilla Boscardin, religiosa vi-
nessuno escluso centina, testimone della fede in mezzo ai malati. Era nata
Pagina curata da Don Luciano V. M.
in una famiglia contadina nel 1888 a Brendola (Vicenza),
“Cristo è la nostra pace, colui che di due
ha fatto una cosa sola.” nel 1905 entrò nelle suore Maestre di Santa Dorotea Fi-
(Ef 2,12-22) glie dei Santissimi Cuori. Si trovò quindi a prestare servi-
Nel tempio di Gerusalemme vi zio da infermiera nell'ospedale di Treviso, ma a 22 anni
era un muro che divideva lo fu colpita da un tumore, che però non la fermò. Mandata
spazio di accesso per i pagani e a Como a causa delle difficoltà legate alla Grande Guerra,
per i giudei. Non era possibile dovette affrontare numerose incomprensioni. Tornò poi
per nessun pagano oltrepassa- a Treviso, riprendendo il servizio nell'ospedale. Morì a 34
anni nel 1922.
re quel muro, a costo della vita
stessa. San Paolo fa
un’interessante lettura simboli-
ca di quel muro, quando dice
che esso è stato abbattuto dal
sacrificio di Gesù, il quale ha
Vangelo: Lc 12,35-38
fatto con la sua morte un po-
polo solo. Cristo è venuto a In quel tempo, Gesù disse ai
suoi discepoli: «Siate pronti,
pagare con il suo sangue il
con le vesti strette ai fianchi
prezzo per fondare un popolo
e le lampade accese; siate
nuovo, che abbia come unica simili a quelli che aspettano
legge quella dell’amore, predi- il loro padrone quando torna
cata da Gesù e vissuta da lui dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli apra-
fino in fondo con la sua mor- no subito. Beati quei servi che il padrone al suo ritorno
te. Non ci può essere più nes- troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le
suna divisione plausibile tra vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli.
cristiano e cristiano tra creden- E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell'alba, li
te e non credente: Gesù è troverà così, beati loro!».
morto per tutti, nessuno esclu-
so. Nessuno ha il diritto di e-
scludere nessuno.

Non di solo pane Ventinovesima settimana Tempo Ordinario - Numero 960 pagina 7
“La preparazione di un poema d’amore” a cura di don Luciano

In questa nostra epoca, to. Quando però i conti saremo vigilanti, cioè ben
urge più che mai scoprire non tornano e siamo feriti desti e pronti. Si tratta di
Gesù come “la nostra pace”, o delusi a cosa serve ricor- essere al lavoro quando il
colui che “ha distrutto in rere ad altre soluzioni Signore viene, cioè di vive-
se stesso l’inimicizia per “palliative”? E’ qui che si re un atteggiamento piena-
mezzo della croce”. Trop- rivela l’attualità di vivere mente umano e degno del
pe sono le proposte di fal- Cristo come “nostra pace”. seguace di Cristo: un atteg-
se paci offerte Bisogna chiedergli che di- giamento di disponibilità,
dall’ipermercato della so- strugga dentro il nostro slancio, attesa e totale fidu-
cietà in cui viviamo. Inve- cuore, l’inimicizia: quella cia. Se ci troverà così il Si-
ce di vivere la consapevo- che ci impedisce di accet- gnore non si lascerà vince-
lezza che questa esistenza tare a fondo noi stessi e la re in generosità: si farà no-
è solo “la preparazione” di nostra storia personale, stro servo, introducendoci
quel poema d’amore e di quella che ci rende diffi- al banchetto dove la vita
felicità piena che Dio in denti degli altri, competiti- sarà per sempre festa nu-
Cristo ci ha preparato, si vi e ostili. Allora si, che ziale.
assolutizza la vita presente, tenendo ben accesa la lam-
come se il benessere odier- pada di una fede che di-
no, di ogni tipo, fosse tut- venta sempre più fiducia,

Contemplo: I compagni di lavoro


Essere figli di Dio (H.J.M. Nouwen, Vivere nello Spirito)
Preghiamo la
Parola
Ne ho tanti: son più o meno sim- merò a conversare con quello che
patici, ma con tutti devo fare la di solito mi toglie il fiato. Propon-
Donaci o Signore, la gra-
stessa strada. Con parecchi parlo go di giocare la morra con quello
zia di dedicarci con tutte
le nostre forze a onorare
volentieri e trattiamo cose interes- che ruba di più, perché è probabile
e riconoscere la tua divi- santi, con altri parlo a stento e de- che Dio si nasconda meglio in lui.
na Persona ovunque, vo faticare a continuare. Con tutti Cercherò anche i più litigiosi; è
soprattutto nel volto di abbiamo la stessa meta: tirar su la forse il mezzo migliore per render-
chi soffre e di chi pro- nostra famiglia nel migliore dei li innocui. E’ inutile che cerchi Di-
muove ogni forma di modi. Sento che devo essere più o nelle Chiese se non lo trovo nei
bene. Aiutaci a colmare paziente con tutti: ognuno di loro miei compagni di lavoro. Il Dio
di consapevole amore i ha diritto di essere aiutato e com- che vediamo in un crocifisso è
nostri gesti verso coloro patito come ho diritto io. Non so- morto, mentre il Dio nel mio
che hanno fame e sete di no più stupidi né più cattivi di me. compagno è vivo. Il Dio chiuso
te. In ognuno di loro si fa sempre nel tabernacolo è facilmente ac-
presente Cristo per vedere come contentabile, mentre il Dio del mi-
lo tratto. Oggi non farò lo schifil- o compagno è un Dio difficile.
toso quando l’antipatico mi offrirà (Don Giovanni Antonioli)
un bicchiere di vino. Così mi fer-

Non di solo pane Ventinovesima settimana Tempo Ordinario - Numero 960 pagina 8
Santi del giorno: Sant'Ilarione di Gaza, abate; bea-
to Piero Capucci, religioso.

“E’ credendo alle rose che le si fa sbocciare.


Mercoledì
Ottobre
29^ settimana tempo ordinario
21
(Anatole France)

TO
Il Santo del giorno: sant’Orsola
Parola di Dio Le vergini cristiane sono l'immagine della purezza del-
in briciole la fede: ogni atto di violenza nei loro confronti è stato
letto dalla tradizione come un aperto attacco a tutto il
messaggio evangelico. Così è anche per Orsola (IV o
V secolo), la cui vicenda ci giunge solo in una versio-
Annunciare il Vangelo: u- ne leggendaria, ma non priva di valore storico e teolo-
na grande gioia gico. Il dato certo è legato a un'iscrizione rinvenuta a
Pagina curata da Don Luciano V. M. Colonia proprio nella chiesa dedicata a questa vergine
“...annunciare alle genti le impenetrabili e martire. Il racconto agiografico, invece, la vuole fi-
ricchezze di Cristo..” ( Ef 3,2-12) glia di un re bretone, partita da casa assieme ad altre
Tanti cristiani hanno paura di undici vergini per andare incontro al re pagano cui era
annunciare il Vangelo: temono promessa. Il futuro marito avrebbe dovuto convertirsi
di non essere capaci di parlare al cristianesimo per poterla sposare e così avvenne a
con Gesù o di non aver le ca- Roma, ma sulla strada del ritorno le vergini furono
pacità di rispondere qualora martirizzate proprio a Colonia.
essi vengano contrastati. Quel-
lo che tanti di noi non hanno
Vangelo Lc 12,39-48
capito è che annunciare Cristo
e le sue insondabili ricchezze è In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Cercate di capire
una grazia. Il punto di parten- questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro,
za è annunciare che in Gesù non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti
Signore vi sono insondabili perché, nell'ora che non immaginate, viene il Figlio dell'uomo».
Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o
ricchezze: questo vuol dire che anche per tutti?». Il Signore rispose: «Chi è dunque l'amministra-
in lui e nella sua grazia, nella tore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua
sua parola e nella frequentazio- servitù per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel
ne amorosa con lui vi è la mas- servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. Davvero io
sima gioia a cui possiamo aspi- vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi. Ma se quel ser-
vo dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda a venire”, e comin-
rare. Annunciare il Vangelo è
ciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubria-
una necessità e una grande gio- carsi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se
ia, propria di chi vuole condi- l'aspetta e a un'ora che non sa, lo punirà severamente e gli inflig-
videre con gli altri ciò che di gerà la sorte che meritano gli infedeli. Il servo che, conoscendo
bello ha nella propria vita. Nel- la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua
la semplicità e nella trasparen- volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non cono-
scendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà po-
za della vita di ciascuno di noi che. A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affi-
vi è la più convincente predica dato molto, sarà richiesto molto di più».
e l’annuncio più efficace della
salvezza donataci da Gesù.

Non di solo pane Ventinovesima settimana Tempo Ordinario - Numero 960 pagina 9
“Nulla di noi tenere per noi.” a cura di don Luciano Vitton Mea

poter elencare con sinceri- mente per me ciò che mi


tà, con gioia e gratitudine è dato: devo saper ammi-
tutto ciò che di bello ho nistrare i miei beni che,
ricevuto, senza falsa mo- nel linguaggio di Dio, si-
destia ma con vera umiltà, gnifica condividere per la
perché ciò che ho non gioia di tutti.
viene da me. I doni sono E’ più difficile di quanto
Fedeltà e responsabilità, tanti ma il contenitore è si creda questo “nulla di
ecco le due parole chiave fatto d’argilla, perciò devo noi tenere per noi”, ma è
di oggi. distribuirli, regalarli, con- l’unico modo per essere
Quanta luce abbiamo ri- dividerli perché non si trovati dal Signore re-
cevuto dal Signore? spacchi e sprechi il conte- sponsabilmente fedeli.
Quanti doni? nuto.

Voglio rientrare in me Questo mi è richiesto:


stessa, nel mio cuore, per non posso tenere avida-

Contemplo: I miei nemici


Preghiamo la
Parola
Sono convinto che la mia salvezza delle mie piaghe.
“E questa vita, che io spesso viene dai miei nemici. Io ho visto in loro l’unghia diabo-
vivo nel corpo, la Spesso hanno ragione di odiarmi lica, invece era la mano della prov-
vivo nella fede del
Figlio di Dio, che mi perché io li ho offesi, ma anche videnza che voleva guarirmi.
ha amato e ha conse- quando mi odiano senza che io I chicchi di grandine che entrava-
gnato se stesso per abbia fatto loro del male, diventa no attraverso gli insulti, diventano
me” (Gal 2,20): con
le parole di Paolo uno strumento di redenzione per grani d’oro che arricchiscono la
esprimo il mio desi- me. casa.
derio di mettere al Molti dei miei difetti li ho cono- Sotto le sembianze di questa gente
centro la relazione
sciuti per mezzo loro: gli amici che mi odia e mi offende devo es-
con il Crocifisso ri-
sorto. non avrebbero mai osato rivelarli. sere in grado di scoprire ciò che vi
Mi hanno scarnificato, fatto san- è di più prezioso per me.
guinare, ma così hanno tolto il pus (Don Giovanni Antonioli)

Non di solo pane Ventinovesima settimana Tempo Ordinario - Numero 960 pagina 10
Santi del giorno: San Marco di Gerusalem-
me, vescovo; san Donato di Fiesole, vescovo.

“Ecco, come questa piccola candela diffonde in


Giovedì
Ottobre
29^ settimana tempo ordinario
22
lontananza la sua luce, così una buona azione splende
in mondo ostile.” (W. Shakespeare) TO

Il santo del giorno: san Giovanni Paolo II


Parola di Dio Uno dei mandati fondamentali affidati a ogni cristiano è
in briciole quello di far toccare con mano all'umanità la grazia divina.
San Giovanni Paolo II offrì al mondo proprio questo: ogni
incontro con lui era, infatti, un vero e proprio momento di
Conoscere l’amore di Cristo grazia, un'occasione speciale per esperienza dell'amore infi-
Pagina curata da Don Luciano V. M. nito di Dio. Alle spalle di Karol Wojtyla c'era una vita se-
gnata da tutti i grandi eventi del XX secolo e il suo pontifi-
“Radicati e fondati nella carità, siate ricol-
mi di tutta la pienezza di Dio”.
cato è stato un autentico ponte di speranza verso il futuro
(Ef 3,14-21) per l'intero pianeta. Karol Wojtyla era nato a Wadowice il
18 maggio 1920 ed era stato operaio, poeta, attore. Prete nel
Non c’è esperienza più impor-
1946, vescovo nel 1958 e arcivescovo di Cracovia nel 1964,
tante nella vita che conoscere
cardinale nel 1967, infine eletto Papa il 16 ottobre 1978, ini-
l’amore di Cristo. Esso è dav-
vero quella realtà che, una vol- ziando il suo ministero il 22 ottobre. È morto il 2 aprile
ta conosciuta cambia radical- 2005 ed è stato canonizzato il 27 aprile 2014.
mente la nostra vita. Per que-
sto Paolo prega con tutto se
stesso perché i cristiani possa-
no fare la stessa esperienza che
lui ha fatto: quando si ama Vangelo Lc 12,49-53
davvero, Gesù viene ad abitare
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Sono venuto
per mezzo della fede nel no-
a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già
stro cuore. Esso diventa così
un centro di irradiazione da cui acceso! Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come
tutto il nostro essere viene illu- sono angosciato finché non sia compiuto!
minato. Abbiamo già fatto Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io
questa esperienza? Perché non vi dico, ma divisione. D'ora innanzi, se in una famiglia vi
disponiamo il nostro cuore sono cinque persone, saranno divisi tre contro due e due
attraverso la preghiera ed i contro tre; si divideranno padre contro figlio e figlio con-
sacramenti, affinchè esso di-
tro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suoce-
venga degna dimora del Cristo
Signore? Sarebbe certamente ra contro nuora e nuora contro suocera».
l’esperienza cruciale della no-
stra vita, che trasformerebbe
radicalmente il nostro modo di
vivere.

Non di solo pane Ventinovesima settimana Tempo Ordinario - Numero 960 pagina 11
“Quanta strada ancora da percorrere…..” pagina curata da Don Luciano

mina ogni scoria inutile, esorta a non rinunciare


che brucia le carni la- mai alla verità, ma senza
sciando il segno del suo usarla come fosse una
passaggio. frusta; un balsamo, piut-
Ma noi, Chiesa, corpo tosto, un soffio d’aria di
di Cristo, sua immagine montagna, un profumo
nel mondo, siamo davve- di libertà.
ro così? Quanta strada ancora da
Quanto incidono nel percorrere….coraggio
Vivendo secondo la verità quotidiano i nostri com- fratelli, in cammino,
nella carità cerchiamo di cre- portamenti? Sappiamo chiedendo senza sosta il
scere verso di lui, Cristo, il ancora lasciare il segno? dono dello Spirito.
capo di questo corpo Di quale verità nella cari-
formato da noi, portato- tà siamo portatori?
re di fuoco. Fuoco dello Espressione bellissima
Spirito che lo anima per questa di Paolo, che ci
il Regno, fuoco che eli-

Contemplo: Il pane
Preghiamo la
Parola E’, il cibo più comune tra noi, è il poter realizzare l’unione tra noi e
cibo che non fa insuperbire e che con Dio.
“Il Signore rende
neppure umilia. Lasciarci tagliare in tutte le forme
giustizia agli op- Lo si trova sulla tavola del ricco e per adattarci ai vari gusti.
pressi, dà il pane nella bisaccia del povero, durante Non aver mai paura di essere trop-
agli affamati” (Sal il banchetto degli sposi e sul tavo- po buoni perché il pane non è mai
146,7): lasciandomi laccio del carcerato. troppo buono.
toccare dalle parole Nel pane eucaristico c’è la vera Temiamo solo di essere troppo
del Salmo, chiedo al presenza di Cristo, nel pane comu- zuccherati perché potremmo nuo-
Signore la grazia di ne noi dovremmo vedere cere a qualcuno.
l’immagine della sua bontà. (Don Giovanni Antonioli)
non passare oltre a
chi è nel bisogno. Comunemente si dice di una per-
sona che è buona come il pane.
Il pane ci dà l’idea della sua bontà
nel sopportare tutto: lasciarci stri-
tolare come chicchi di grano per

Non di solo pane Ventinovesima settimana Tempo Ordinario - Numero 960 pagina 12
Santi del Giorno: San Severino Manlio Boezio,
martire; beato Giovannangelo Porro, religioso.

“La propensione alla speranza e alla gioia è la vera


ricchezza; la propensione al timore e al dolore è la vera
Venerdì
Ottobre
29^ settimana tempo ordinario
23
povertà.” (David Hume)
TO

Il Santo del giorno: san Giovanni da Capestrano


Parola di Dio Là dove gli uomini combattono e portano divisione, la Parola di Dio
in briciole e la Croce di Cristo possono riportare la vera pace e la giustizia. Con
questa convinzione san Giovanni da Capestrano visse il proprio mi-
nistero di sacerdote sui fronti più delicati dell'Europa del XIV seco-
lo. Era nato a Capestrano, nell'Aquilano, nel 1386 e a Perugia aveva
Vivere la propria fede in studiato diritto, diventando poi governatore della città. Un'esperien-
profondità za di prigionia, però, lo spinse a cambiare vita e a seguire la strada
Pagina curata da don Luciano della consacrazione religiosa tra i Frati Minori. Conobbe san Bernar-
dino da Siena e decise di imitarne l'esempio scegliendo il mono-
“….comportatevi in maniera degna della
chiamata che avete ricevuto…. gramma di Cristo come stemma. Fu inviato come legato dal Papa in
(Ef 4,1-6)
Austria, in Baviera, in Polonia, dove dilagavano gli Ussiti. In Terra
Santa, inoltre, promosse l'unione degli Armeni con Roma. Morì nel
Comportarsi in maniera degna 1456 a Ilok in Croazia.
significa, secondo l’Apostolo
vivere la propria fede con at-
tenzione e profondità, poiché
è proprio nella vita di tutti i
giorni che si vede se e quanto
la parola di Gesù è penetrata Vangelo : Lc 12,54-59
dentro di noi e ci ha effettiva-
In quel tempo, Gesù diceva alle folle: «Quando vedete una
mente trasformato. Essere cri-
stiani, dunque, non può ridursi nuvola salire da ponente, subito dite: “Arriva la pioggia”, e
semplicemente ad così accade. E quando soffia lo scirocco, dite: “Farà cal-
un’esperienza che abbraccia do”, e così accade. Ipocriti! Sapete valutare l'aspetto della
soltanto qualche ora della no-
terra e del cielo; come mai questo tempo non sapete valu-
stra giornata o della nostra set-
timana. Piuttosto esso è un tarlo? E perché non giudicate voi stessi ciò che è giusto?
modo di vivere che si evince Quando vai con il tuo avversario davanti al magistrato,
da ogni nostro gesto e com- lungo la strada cerca di trovare un accordo con lui, per
portamento per quanto esso evitare che ti trascini davanti al giudice e il giudice ti con-
possa essere quotidiano e sem-
segni all'esattore dei debiti e costui ti getti in prigione. Io ti
brare banale. Allora la stessa
raccomandazione viene fatta dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all'ulti-
anche a noi: prendiamo sul mo spicciolo».
serio la nostra vocazione cri-
stiana perché il Padre celeste
sia fiero di noi e del nostro
comportamento coerente.

Non di solo pane Ventinovesima settimana Tempo Ordinario - Numero 960 pagina 13
“Il tempo è giunto, è compiuto, è adesso….” Meditazione curata da don Luciano

Le sue parole sono volte per questo sa cogliere


nel vento, il silenzio ha con chiarezza l’immensa,
ascoltato il battito del strabiliante presenza del
suo cuore. Dio piccolino, povero e
inerme che sa schierarsi
Tra di noi. Come noi.
per il bene con la dolce
Insieme a noi.
fermezza.
Il tempo è venuto, è que-
Non c’è un tempo spe-
Il tempo è giunto, è sto, non ce n’è un altro.
ciale con la storia specia-
compiuto, è adesso.
Ora, qui, siamo invitati a le, ma il nostro tempo e
Gesù, Figlio di Dio, è vedere, ascoltare, inter- la nostra storia: proprio
divenuto carne e sangue, pretare, capire e sceglie- qui Cristo è presente per
dolore e gioia. re. noi.

Ha lasciato le sue im- Occorre un cuore since-


pronte nella polvere, nel- ro, limpido; un cuore co-
la polvere ha disegnato. raggioso e generoso, che

Preghiamo
Contemplo: Il povero che mi chiede l’elemosina
la Parola
Può darsi che non sia più l’umile Non guardare la sua faccia e nem-
“O Dio, tu sei il mi- povero d’un tempo che domanda- meno i suoi modi, pensa che è Ge-
o Dio, dall’aurora io va pregando. sù che ti chiede.
ti cerco, ha sete di te Quello di oggi potrebbe essere co- Quanto più Dio vien deformato
sì arrogante da pretendere. nel volto e nei modi del povero,
l’anima mia, deside-
Non meravigliarti perché è lo stes- tanto maggiore sarà il merito della
ra te la mia carne in so povero che ha dovuto inghiotti- tua carità.
terra arida, assetata, re tanti insulti e adesso non ne Il povero può essere avvinazzato,
senz’acqua” (Sal può più. nauseante, indegno perfino di
63,2): con le parole E’ lui quello che ha trangugiato compassione, ma quanto più è po-
del Salmo, alimento tante ingiustizie e adesso le ricam- vero tanto più rappresenta Gesù.
il mio desiderio del bia. Guai a chi non lo riconosce.
Signore. Appartiene a una catena di genera- (Don Giovanni Antonioli)
zioni che hanno patito la fame,
persecuzioni e non può avere la
bocca buona.

Non di solo pane Ventinovesima settimana Tempo Ordinario - Numero 960 pagina 14
I santi del giorno: San Luigi Guanella, sa-
cerdote; beato Giuseppe Baldo, sacerdote

“Essere uomo è una cosa positiva ma c’è qualcosa


di meglio: essere umani.” (Jules Romains)
Sabato
Ottobre
29^ settimana tempo ordinario
24
TO

I santi del giorno: sant’Antonio Maria Claret


Parola di Dio
in briciole Portare Cristo al mondo spesso implica incomprensioni e
isolamento, talvolta anche persecuzioni. Eppure la Parola di
Dio è rimasta nei secoli un potente motore di giustizia a
difesa della dignità umana, avvicinando popoli e nazioni,
unendo le sponde degli oceani. Apostolo tra i due mondi fu
Vangelo: Lc 13,1-9 sant'Antonio Maria Claret, vescovo e fondatore nel 1849
In quel tempo, si presentarono dei Missionari del Cuore Immacolato di Maria, detti Claret-
alcuni a riferire a Gesù il fatto di tiani. Era nato in Catalogna nel 1807 e a 28 anni era sacer-
quei Galilei, il cui sangue Pilato dote, dedicandosi alla predicazione tra la Catalogna e le Ca-
aveva fatto scorrere insieme a narie. Nel 1849 venne nominato arcivescovo di Santiago di
quello dei loro sacrifici. Prenden- Cuba, dove arrivò nel 1851. Fino al 1857 fu al fianco della
do la parola, Gesù disse loro: popolazione nella promozione dei valori evangelici anche
«Credete che quei Galilei fossero attraverso opere concrete. Fu poi richiamato a Madrid co-
più peccatori di tutti i Galilei, per me confessore dalla regina, che egli seguì anche in esilio a
aver subìto tale sorte? No, io vi Parigi. Partecipò al Concilio Vaticano I e morì nel 1870 a
dico, ma se non vi convertite, peri- Narbona.
rete tutti allo stesso modo. O quel-
le diciotto persone, sulle quali
crollò la torre di Sìloe e le uccise, Medita:
credete che fossero più colpevoli
di tutti gli abitanti di Gerusalem- La tua Parola mi mette allegria, Signore. Ti prendi cura, ostina-
me? No, io vi dico, ma se non vi to e paziente, ed attendi mentre io, sciocca rigiro su me stessa.
convertite, perirete tutti allo stesso Mi zappetti intorno: la mia giornata, la mia vita, è piena delle
modo». Diceva anche questa para-
bola: «Un tale aveva piantato un occasioni che mi dai per fermarmi ed ascoltarti veramente, ma
albero di fichi nella sua vigna e non forzi la mano, aspetti. Oggi parli di conversione e subito
venne a cercarvi frutti, ma non ne penso a Maria Maddalena in quel giardino, quando si svolta al
trovò. Allora disse al vignaiolo:
“Ecco, sono tre anni che vengo a suono inaspettato della tua voce e tutto cambia, il pianto si fa
cercare frutti su quest'albero, ma festa. Ecco: fermarsi ed ascoltare. Ora non c’è un momento
non ne trovo. Tàglialo dunque! migliore di questo. Convertirsi è cambiare l’oggetto dello
Perché deve sfruttare il terreno?”.
sguardo, dell’attenzione, cambiare senso di marcia, voltare le
Ma quello gli rispose: “Padrone,
lascialo ancora quest'anno, finché spalle attratti dalla tua voce, liberi nella risposta d’amore
gli avrò zappato attorno e avrò all’amore. Ed il fico darà frutti profumati e dolcissimi per la
messo il concime. Vedremo se
gioia del contadino paziente e di ogni uomo.
porterà frutti per l'avvenire; se no,
lo taglierai”».

Non di solo pane Ventinovesima settimana Tempo Ordinario - Numero 960 pagina 15
Scheda del n°923
di Non di solo Pa-
ne

Sussidio di preghiera per la famiglia

Coordinatrice
Fiorella Elmetti
Anno XXII - n. 960
Redazione
Domenica 18 ottobre 2020 don Luciano Vitton Mea,
Chiuso il 11/10/2020 don Carlo Moro, don Fabio Marini,
don Diego Facchetti, Fiorella Elmetti,
Numero copie 950
Tiziana Guerini, Cristina Sabatti e Marina Tanfoglio
Stampato in proprio
Grafica e stampa
don Luciano Vitton Mea
333/3390059
don Luciano Ideato da
don Luciano Vitton Mea

Per la tua vita spirituale visita

Vi troverai:
Ogni giorno una meditazione dei più grandi maestri di spiritualità

 Il settimanale di preghiera Non di Solo pane (da scaricare)


 I Santi del Giorno
 Tutte le opere di San Agostino
 I racconti di un pellegrino russo
 L’Imitazione di Cristo
Ti aspetto ogni giorno su:
www.nondisolopane.it