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L’ETÀ ELLENISTICA

L’Età Ellenistica è quel periodo storico e culturale che va dal 322 a.C. (morte di
Alessandro Magno) al 31 a.C. (battaglia di Azio, combattuta tra Ottaviano e Antonio,
e morte di Cleopatra). In quest’ultima data, Roma conquista l’Egitto, ultimo regno
ellenistico autonomo rispetto a Roma. Roma diventa, così, caput mundi. Alessandro
Magno, con il progetto di creare un impero universale, unificò tutto il mondo
conosciuto, portando la cultura greca dappertutto, fondando nuove città (Alessandria
d’Egitto è un esempio), sul modello architettonico e culturale greco. L’uomo diventa
suddito di uno dei quattro regni ellenistici che si formano dalla dissoluzione
dell’impero di Alessandro (Siria, Egitto, Macedonia e Pergamo) e non è più cittadino
della polis. Pertanto, l’uomo non è più impegnato politicamente, non possiede più gli
stessi diritti e le stesse responsabilità dei cittadini della polis, ma è un semplice
suddito che non agisce, ma forgia il concetto di “individuo”. L’individuo si rifugia in
una dimensione privata, che si riflette nella filosofia, ricerca della felicità (come
avviene nell’Epicureismo e nello Stoicismo, filosofie principali nell’Età Ellenistica.
Questo cambiamento nell’uomo si riflette nella religione, da questo momento mezzo
attraverso il quale l’uomo salva la propria anima, e nella scienza, attraverso la quale
l’uomo cerca spiegazioni razionali della realtà.
Dal momento che la figura del re viene divinizzata, assume aspetti orientaleggianti e
si occupa della protezione e del controllo della cultura. In Egitto, i Tolomei edificano
nella città di Alessandria un’importantissima biblioteca contenente migliaia di libri e
un museo dove venivano svolte attività di ricerca letteraria e scientifica da parte gli
studiosi. Assume un ruolo importante il libro, strumento fondamentale per la
diffusione della cultura, che, da essere aurale e legata a manifestazioni o eventi,
diventa letteraria. La cultura, di conseguenza, non è più fissata alla parola volatile e
mutevole, ma alla scrittura. Avviene un passaggio da una cultura diretta a una cultura
indiretta, nella quale il mezzo di comunicazione diventa il libro. La lettura diventa
autonoma e personale e la cultura diventa un fenomeno elitario circoscritto alle corti.
È questo il motivo per cui la letteratura acquisisce nuove regole: dai generi fissi,
legati ad eventi collettivi, si passa ai generi misti; il rispetto per la tradizione non è
più rigido e ci sono innovazioni legate alla creazione di nuovi generi; i contenuti
diventano argomenti individuali e privati, quali l’amore e le emozioni, al posto degli
argomenti collettivi, come la politica e la guerra.

Nome: Giorgio Cognome: Zucaro Classe: I B Scuola: Liceo Classico “A. Oriani” Pagina 1