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Conservatorio della Svizzera Italiana

Anno Accademico 2019-2020


elettronica Alberto Barberis

corso di

musica elettronica e
programmazione con Max/MSP

anno accademico 2019-2020


Conservatorio della Svizzera Italiana

Alberto Barberis
alberto.barberis@conservatorio.ch
www.albertobarberis.it

suono e waveform 1
Conservatorio della Svizzera Italiana
Anno Accademico 2019-20
elettronica Alberto Barberis

1. il logaritmo
Il logaritmo è un operatore matematico; detta b la base e x l’argomento, y, il
logaritmo in base b di x, è definito come l’esponente a cui elevare la base per
ottenere l’argomento;
y
y = logb (x) b =x

base del argomento


logaritmo base esponente potenza
logaritmo del logaritmo

La curva esponenziale e quella


logaritmica sono perfettamente
simmetriche rispetto ad una
retta a 45° (y = x)

logaritmo 2
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1. il logaritmo

Qual è il suo significato e perché è così


importante per la musica (e non solo!)?

«Il nostro pensiero è ‘logaritmico’ per economicità cognitiva.

Focalizzare l’attenzione sul fatto che abbiamo vissuto migliaia di giorni, che le
azioni che compiamo quotidianamente […] le abbiamo fatte migliaia di volte
un giorno dopo l’altro, con la consapevolezza che dovrebbe esistere in noi un
ricordo lineare di un ‘noi’ replicato tante volte quanti sono i giorni della nostra
vita, dà quasi un senso di smarrimento, di vertigine e di angoscia che svanisce
in un catartico e rasserenante ‘ricordo logaritmico’.

Il logaritmo perciò, prima ancora di essere uno strumento matematico, è un


espediente psicologico per ‘ridimensionare’ quantità numeriche (come
quelle relative allo spazio e al tempo) che crescono vertiginosamente in
maniera esponenziale».

Informatica musicale, L. Tarabella

logaritmo 3
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1. il logaritmo
Il logaritmo e l’esponenziale sono gli strumenti matematici che si usano per la
comprensione e la misura analitica della frequenza e dell’intensità del suono.

Queste due funzioni mettono in relazione precisa il fenomeno fisico del suono
(acustica, fisica della musica) e quello percettivo dell’apparato uditivo (psico-
acustica). Molti aspetti della percezione umana (e non solo!) seguono un andamento
logaritmico (la psicofisica è la scienza che studia queste relazioni).

«Suonando tutte le note che stanno tra due LA successivi si ha una sensazione di una
graduale e uniforme variazione dell’altezza del suono.

Tuttavia, se si misurano le frequenza delle note ci si accorge che la distanza in frequenza


tra le due note successive cresce progressivamente con andamento esponenziale. Ma la
sensazione psico-acustica è quella di una progressione graduale e uniformemente lineare,
perché così risponde il nostro apparato uditivo, secondo meccanismi psico-fisiologici di
interpretazione rigorosamente logaritmici predisposti dalla natura.

[…] Il nostro apparato uditivo risponde in maniera logaritmica anche per quello che
riguarda l’intensità sonora (a fronte della sensazione psico-acustica del raddoppio di
volume, è necessaria una quantità quadrupla di energia)».

Informatica musicale, L. Tarabella

logaritmo 4
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1. il logaritmo
PROPRIETA’

logaritmo 5
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2. logaritmo e frequenze
© Alberto
Barberis
ottava 0 ottava 1 ottava 2 ottava 3 ottava 4 ottava 5 ottava 6 ottava 7 ottava 8

C 16.35 32.70 65.41 130.81 261.63 523.25 1046.50 2093.00 4186.01

C# 17.32 34.65 69.30 138.59 277.18 554.37 1108.73 2217.46 4434.92

D 18.35 36.71 73.42 146.83 293.66 587.33 1174.66 2349.32 4698.64

D# 19.45 38.89 77.78


differenza
155.56 311.13 622.25 1244.51 2489.02 4978.03
34.65-32.70 =
E 20.60 41.20 82.41 1.95 Hz329.63
164.81 659.26 1318.51 2637.02 5274.04

F 21.83 43.65 87.31 174.61 349.23 698.46 1396.91 2793.83 5587.65

F# 23.12 46.25 92.50 185.00


differenza
369.99
739.99 1479.98 2959.96 5919.91
2217.46/2093.00 =
G 24.50 49.00 98.00 196.00
124.46 783.99
392.00
Hz 1567.98 3135.96 6271.93

G# 25.96 51.91 103.83 207.65 415.30 830.61 1661.22 3322.44 6644.88

A 27.50 55.00 110.00 220.00 440.00 880.00 1760.00 3520.00 7040.00


rapporto rapporto
A# 29.14 58.27 116.5434.65/32.70
233.08 =
466.16 2217.46/2093.00
932.33 1864.66 3729.31= 7458.62
1.059463 1.059463
B 30.87 61.74 123.47 246.94 493.88 987.77 1975.53 3951.07 7902.12

logaritmo 6
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2. logaritmo e frequenze
La grande svolta nel processo evolutivo delle scale musicali (iniziato con Pitagora)
del temperamento equabile (ad opera di Andreas Werckmeister sul finire del 1600),
è dovuta in buona parte all’apporto conoscitivo scientifico del secolo XVII, tra cui la
scoperta del logaritmo (inizio del 1600).

Grazie al temperamento equabile, l’ottava risulta essere suddivisa in 12 intervalli


uguali, detti semitoni temperati, dove il rapporto tra le frequenze di due semitoni
successivi è un valore costante. Dato r tale valore costante, fn la frequenza relativa a
una nota qualsiasi e fn+1 la frequenza della nota temperata successiva:

da questa relazione si vede come la relazione tra le


frequenze non sia lineare ma esponenziale (r > 1)

moltiplicando per se stessa 12 volte la


radice dodicesima di 2 si ottiene 2 (r12 = 2)

Benché il temperamento equabile sia stato teorizzato prima dell'introduzione del


logaritmo, l’operazione di suddivisione dell'ottava risulta semplificata se, invece di
associare a ciascun intervallo musicale il rapporto fra le frequenze fondamentali, si
associa all'intervallo il logaritmo di tale rapporto.

logaritmo 7
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2. logaritmo e frequenze
Grazie agli studi sul funzionamento del nostro apparato uditivo, è stato dimostrato che
l'ampiezza percepita di un intervallo musicale non si basa sulle differenze delle frequenze
fra i due suoni che lo compongono, ma sul loro rapporto.

Se calcoliamo il logaritmo di questo rapporto, possiamo affermare che noi non percepiamo
la differenza tra due frequenze, ma la differenza tra i loro logaritmi, vale infatti la seguente
proprietà:

logaritmo 8
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2. logaritmo e frequenze

L’andamento esponenziale/logaritmico è riscontrabile grossolanamente nella sagoma


del pianoforte a coda, nel profilo della sequenza delle canne d’organo e del flauto di
pan, e nella tastiera del manico di una chitarra.

logaritmo 9
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3. logaritmo e intensità
INTENSITA’ ACUSTICA

Intensità acustica = è il flusso di energia di un’onda sonora che attraversa una


superficie di area stabilita in un intervallo di tempo stabilito; essa è data dal rapporto
tra potenza e superficie; nel caso semplice di onde sinusoidali, essa è proporzionale
al quadrato dell’ampiezza dell’oscillazione.

INTENSITA’ ACUSTICA

L’intensità è responsabile della sensazione psico-acustica del volume (loudness).


• L’intensità acustica minima percepibile dal sistema uditivo è di 10-12 W/m2 (il volume
di una zanzara vicino all’orecchio) ed è chiamata soglia dell’udibilità.
• L’intensità acustica massima è di 1 W/m2 (esplosione di una bomba) ed è chiamata
soglia del dolore.

• L’intensità percepita (loudness) non è in relazione lineare con l’intensità fisica


misurata (ad un raddoppio di intensità acustica non corrisponde un raddoppio
dell’intensità percepita).
• L’intensità inoltre dipende dalle frequenze e dalla soggettività degli ascoltatori.
logaritmo 10
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3. logaritmo e intensità
INTENSITA’ ACUSTICA

audiogrammi di Fletcher-Munson

standard ISO 226:2003

CURVE ISOFONICHE = curve che


indicano l’andamento
dell’intensità, al variare delle
frequenze, per mantenere una
sensazione costante di volume

PHON = il phon definisce il livello


di pressione sonora (legata
all’intensità) che un suono puro
di una determinata frequenza f,
deve avere, al fine di provocare la
medesima sensazione uditiva del
suono di riferimento alla
frequenza di 1 kHz
logaritmo 11
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3. logaritmo e intensità
INTENSITA’ ACUSTICA

audiogrammi di Fletcher-Munson

standard ISO 226:2003

La sensibilità dell’orecchio
diminuisce alle frequenze più
alte, aumenta alle frequenze
medie e diminuisce di molto alle
frequenze basse. Per ottenere
una stessa impressione di
intensità sarà necessaria una
pressione diversa a seconda
della frequenza.

logaritmo 12
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3. logaritmo e intensità
IL DECIBEL

Nonostante il phon sia l’unità di misura della sensazione sonora (intensità soggettiva o
loudness) per la misurazione dell’intensità sonora, della potenza sonora e della pressione
sonora viene usato il deciBel (dB) che è una unità di misura relativa e logaritmica.

E’ necessario sempre ricordare che il livello di sensazione sonora percepita (o livello di


intensità soggettiva - loudness) non coincide dunque con il livello di intensità oggettiva
misurata dal dB (che serve a misurare quest’ultimo rispetto ad un valore costante di
riferimento).

Perché il DECIBEL?

Il range di intensità che il nostro sistema uditivo è in grado di percepire varia da


1*10-12 W/m2 a 1*100 W/m2 (cioè siamo sensibili a un milione di milioni di unità di
variazione! 10^6 * 10^6).

logaritmo 13
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3. logaritmo e intensità
IL DECIBEL

Le ragioni che inducono a rappresentare le variazioni di intensità su una scala


logaritmica e relativa, come il deciBel, sono:

- la prima è per evitare la difficoltà di trattare numeri eccessivamente piccoli dispersi


in un range eccessivamente esteso;

- la seconda è che l’enorme capacità dinamica dell’apparato uditivo suggerisce una


risposta organizzata in termini logaritmici (anche per il sistema percettivo l’intensità
non è percepita in modo lineare).

- l’uso
della scala logaritmica consente di confrontare i valori della grandezza in
esame con valori convenzionali della stessa grandezza assunti come riferimento.
Per descrivere i suoni è dunque conveniente usare il logaritmo delle intensità piuttosto che il
valore di intensità stessa, perché ciò che conta è l’ordine di grandezza dell’intensità e inoltre
conviene misurare gli scostamenti rispetto a una intensità di riferimento piuttosto che valutare
l’intensità assoluta.

Gli ordini di grandezza in matematica corrispondono ai valori all’esponente del 10:

- ordine di grandezza 0 (1*100 = 1);


- ordine di grandezza 1 (1*101 = 10);
- l’ordine di grandezza 2 (1*102 = 100), ecc..
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3. logaritmo e intensità
IL DECIBEL

L’esponente che si dà alla base è per definizione il logaritmo. L’espediente di usare il


logaritmo in base 10 del valore al posto del valore stesso è applicabile a tutte quelle
grandezze fisiche che presentano una grande escursione di valori.

Per quanto riguarda la misurazione dell’intensità sonora si applica dunque il logaritmo


decimale al rapporto tra il valore in questione e un valore di intensità di riferimento.

In questo modo il valore ottenuto è un numero puro e perciò non riferito ad alcuna
grandezza fisica. Il risultato di questa operazione, sebbene definisca una quantità
adimensionale, viene trattato nella pratica come se fosse una unità di misura vera e propria.

Il logaritmo decimale (che prende il nome di bel) viene poi moltiplicato per 10 (per evitare
una eccessiva compressione della scala), nasce così il deciBel.

DEFINIZIONE DECIBEL: il logaritmo in base 10 del rapporto tra la potenza in questione e


una potenza di riferimento moltiplicato per 10.

In acustica il deciBel viene usato per misurare: la potenza sonora, l’intensità sonora e la
pressione sonora.

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3. logaritmo e intensità
IL DECIBEL

LIVELLO DI POTENZA SONORA

Il livello di riferimento della pressione sonora p r è


convenzionalmente assunto uguale a 20x10-6 Pa, che corrisponde
alla soglia uditiva umana media alla frequenza di 1kHz

LIVELLO DI INTENSITA’ SONORA

L’intensità sonora di riferimento I r è


assunta convenzionalmente a 10-12 W/m2.

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3. logaritmo e intensità
IL DECIBEL

Una sorgente sonora produce potenza sonora e questa genera una variazione della
pressione locale dell’aria. La potenza sonora è la causa del suono ed è indipendente
dalla distanza, mentre il livello di pressione sonora è l’effetto fisico ed è dipendente
dalla distanza.
Il livello di pressione sonora - SPL - è dunque diverso dal livello di potenza sonora -
SWL - (o Intensità sonora). La potenza è indipendente dalla distanza mentre la
pressione sonora è dipendente dalla distanza.

Esiste una relazione che lega intensità (o potenza) e pressione sonora.

Da cui, ricordando che:


DECIBEL per indicare il LIVELLO
DI PRESSIONE SONORA - SPL

La pressione sonora di riferimento pr è


assunta convenzionalmente a 10-12 W.
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3. logaritmo e intensità
DECIBEL SORGENTI MULTIPLE SCORRELATE

Frequentemente occorre di dover determinare l’effetto combinato di più sorgenti che


agiscono contemporaneamente.

Se le sorgenti sono correlate tra loro, cioè tra i suoni generati non ci sono particolari
relazioni di fase, i contributi delle varie sorgenti si sommano linearmente.

Nel caso di due sorgenti la formula per il calcolo dei dB SPL è la seguente:

Se le due sorgenti generano la stessa pressione sonora, la formula porta al seguente


risultato (dd ogni raddoppio dell’intensità acustica corrisponde un aumento di 3 dB
(SWL)):

Immaginando il caso ideale di sorgenti scorrelate, se alla voce di una persona, pari
a 60 dB, sommiamo la voce di un’altra persona, avremo 60 dB + 60 dB = 63 dB. 
logaritmo 18
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3. logaritmo e intensità
DECIBEL SORGENTI MULTIPLE CORRELATE

Se si deve calcolare l’effetto cumulativo di suoni della stessa frequenza, ciascuno con
una propria fase, è necessario ricorrere alla seguente relazione, in cui, nel caso
semplificato di due sole sorgenti, appare la differenza di fase costante tra i due suoni
da sommare:

Da tale relazione risulta che se i suoni hanno la stessa intensità, si possono in linea di
principio verificare i due casi estremi per cui:

- essi sono perfettamente in fase (la differenza di fase è = 0) e allora pt2=4p12


- oppure sono esattamente in opposizione di fase (la differenza è 180°) e allora pt2=0

logaritmo 19
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3. logaritmo e intensità
Nei sistemi digitali e nei software di trattamento audio solitamente si usa l’ampiezza
normalizzata (i segnali sonori discreti vengono rappresentati come una serie di numeri
compresi tra -1 e 1). La misurazione dell’ampiezza si riferisce alla variazione della pressione
rispetto al valore di pressione normale.

La compressione corrisponde a numeri positivi, mentre l’espansione a numeri negativi; il valore


zero indica una pressione non perturbata (l’assenza di segnale è una sequenza di zeri alla
velocità della frequenza di campionamento).

I valori di ampiezza sono convenzionalmente espressi in numeri con la virgola e variano tra 0 e 1.

- Se indichiamo 1 come valore d’ampiezza di picco, avremo oscillazioni tra -1 e 1;


- se impostiamo 0.5 avremo oscillazioni tra 0.5 e -0.5.
Oltre all’ampiezza normalizzata è possibile indicare il livello di pressione sonora come dBFS (dB
fondo scale o full scale). A differenza dell’ampiezza il livello di pressione sonora è il rapporto
fra la pressione sonora in un dato istante e un livello di pressione di riferimento. Nell’audio
digitale in genere questo livello di riferimento è 0 dBFS (e indica il massimo livello di pressione
riproducibile dal sistema stesso, mentre i valori inferiori sono indicati con un numero negativo).

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3. logaritmo e intensità
La formula per il passaggio dall’ampiezza normalizzata al livello di pressione sonora
in dBFS è la seguente:

A dBFS
1 0
0,5 -6
0,25 -12
0,125 -18
0,1 -20
0,01 -40
0,001 -60

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4. logaritmo e pressione sonora

logaritmo 22
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5. decibel unità di misura relativa


La misurazione dei suoni di ambiente di solito viene effettuata usando come riferimento
la soglia dell’udibilità, mentre nell’ambito dell’ingegneria del suono, della registrazione
audio, del mixaggio e della produzione elettronica, si preferisce avere come soglia il
suono con l’ampiezza maggiore che può essere registrato senza ottenere una
distorsione del segnale, corrispondente dunque a 0dB. Nell’audio digitale questo valore
di riferimento a 0dB è detto dBFS (dB Full Scale - fondo scala in italiano).

Tutti i suoni che hanno un’intensità inferiore alla soglia di


registrazione avranno quindi un’intensità in dB negativa.

Per questo motivo i misuratori di livello (level meter) nei mixer o nei
software di trattamento audio hanno valori negativi.

Un segnale che ha valori molto vicino allo 0dB significa che è


prossimo alla saturazione (cioè alla distorsione).

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5. decibel unità di misura relativa


È prassi comune tra i progettisti di impianti di registrazione analogici e dei progettisti
di software per il trattamento dell’audio, quella di lasciare una zona di sicurezza (o
margine operativo) detta: headroom.

Con il termine headroom si intende la differenza in dB tra il massimo livello sonoro


che il sistema può sostenere senza distorcere il segnale (clipping level) rispetto al
livello di riferimento standard (reference level) del sistema stesso.

I sistemi analogici differiscono molto da quelli digitali. In questi


ultimi, per avere un headroom assimilabile al sistema analogico
(che è 22 dB o 26 dB) il livello di riferimento si deve posizionare
attorno ai -18 dB se si lavora a 24 bit o -12 dB se si lavora a 16 bit.

La pratica analogica di registrare al limite del valore massimo


non deve essere applicata nel mondo digitale.

Solo usando un riferimento a -18 o -12 dB è possibile ottenere


una headroom sufficiente per registrare in sicurezza.

Solo nella fase di mastering si dovrà eliminare il margine


superfluo di headroom (per esempio normalizzando).

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references

- MUSICA INFORMATICA - filosofia, storia e tecnologia della Computer


Music, L. Tarabella APOGEO, 2014;

- AUDIO E MULTIMEDIA, V. Lombardo, A. Valle, Maggioli Editore, 2014;


- FISICA NELLA MUSICA, A. Frova, Zanichelli, 2015;
- MUSIMATHICS, G. Loy, The MIT Press;
- MANUALE DI ACUSTICA APPLICATA, Renato Spagnolo;
- http://www.dreamvideo.it/articoli.aspx?ida=326
- https://en.wikipedia.org/wiki/Sound_pressure

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