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SANT’IRENE

 Storia
Fu edificata in un luogo della ‘La Frasca’ per volere dei
Padri Teatini ed a spese della cittadinanza. La prima
pietra fu posta nel 1591 e l’ultima nel 1639 per opera di
Francesco e Giuseppe Zimbalo. Si presume che anche
l’archtetto Grimaldi partecipò alla elaborazione del
disegno dell’edificio.

Facciata
La facciata si compone di un impianto a doppio
ordine, scandito da paraste sovrapposte collegate
da festoni. Le colonne risultano intervallate
nell'ordine inferiore da nicchie vuote e da cartigli e

nell'ordine superiore da una grande finestra. Ai lati è


visibile la scritta ‘lupiens patronae’,in quanto
Sant’Irene era la patrona della città di Lecce nel
1600.

Lo spazio
centrale
dell'ordine inferiore accoglie il portale, sormontato dalla
statua lapidea di santa Irene, opera di Mauro Manieri del
1717.
Al di sopra della cornice marcapiano
campeggia lo stemma civico della città
di Lecce. La facciata è coronata da un
timpano triangolare recante al centro
le insegne dell'ordine dei teatini. Sulla
trabeazione è incisa la dedica latina alla
santa patrona Irene virgini et martiri
(Irene vergine e martire).

Interno
L'interno è a pianta a croce
latina, con un'unica navata
aperta ai lati da tre profonde
cappelle comunicanti tra loro e
caratterizzate da cupole
ellittiche.

Sul lato sinistro si susseguono


gli altari di santo Stefano, che
ospita la tela con Lapidazione di
Santo Stefano, opera di
Antonio Verrio, del Crocifisso e
della Vergine del Buon Consiglio.
Nel braccio sinistro del transetto sono collocati tre altari: l'altare di sant'Oronzo,
realizzato verso la metà del Seicento da Francesco Antonio Zimbalo, zio di Giuseppe
Zimbalo; l'altare di sant'Irene (1639) che
custodisce nove busti di santi che
racchiudono ognuno le reliquie del religioso
raffigurato, mentre in alto domina la statua
di sant'Irene sormontata dallo stemma
civico di Lecce; l'altare della Sacra Famiglia
realizzato nel 1672.

L'abside ospita l'altare maggiore


rimaneggiato nel 1753. Sulla parete è affisso
il dipinto raffigurante Il Trasporto
dell'Arca Santa, capolavoro di Oronzo Tiso.Nel braccio destro del transetto sono collocati
altri tre altari: l'altare dell'Angelo Custode risalente al 1700; l'altare dedicato nel 1651 a
san Gaetano di Thiene dall'arcivescovo di Otranto Gaetano Cassa, che ospita la tela a olio
raffigurante il fondatore
dell'ordine dei Teatini,
realizzata da Filippo Maria
Galletti; l'altare di sant'Andrea
Avellino, in stile rococò.

Nelle cappelle del lato destro si


susseguono gli altari di san Carlo
Borromeo, dell'arcangelo
Michele, costruito da Cesare
Penna nel 1642, e l'altare delle
Anime del Purgatorio con una
recente tela di Luigi Scorrano.
La sagrestia della chiesa ospita altre tele, tra cui quella della Madonna della Libera.
Importantissimo è il reliquario presente al di sotto dell’altare dedicato ai Teatini sul lato
sinistro del transetto.

 Confronti
L'edificio rimanda al modello della
basilica di Sant'Andrea della Valle a
Roma, ove lo stesso Grimaldi
lavorò. La facciata, di gusto tardo-
barocco, fu realizzata dal 1655 al
1665 da Carlo Rainaldi che ampliò il
progetto originario di Carlo
Maderno. In travertino, alta,
sontuosa, presenta due ordini di
colonne appaiate e lesene corinzie.
Al centro un finestrone sovrasta il
portale, mentre ai lati si hanno
nicchie con statue e finte
finestre. La facciata è
caratterizzata da marcati
chiaroscuri, dovuti alla
abbondante presenza di colonne e
cornicioni con forte aggetto. La
pianta della chiesa è a croce latina
con una vasta navata e un transetto poco pronunciato, fiancheggiata da otto cappelle
laterali. Tutte caratteristiche che vengono riprese,con picccole modifiche, nella chiesa
leccese.