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PRINCIPI E PERIODIZZAZIONE DELL’ALLENAMENTO DELLA VELOCITA’:

LA FASCIA D’ETA’ 8-10 ANNI

IMPORTANZA E PRINCIPI GENERALI DELL’ ALLENAMENTO DELLA VELOCITÀ


La velocità rappresenta la qualità fisica più importante per un calciatore di elevato livello.
La selezione di un giovane calciatore, per quanto riguarda le sue caratteristiche fisiche, dovrebbe basarsi
unicamente sul possesso di una elevata velocità di base. Spesso, al contrario, si privilegiano la struttura
fisica e la precocità dello sviluppo.
La velocità del calciatore rappresenta una qualità complessa che coinvolge processi energetici, coordinativi
e psicofisici. Il giocatore di elevato talento si distingue soprattutto per la notevole velocità motoria e la ancora
più evidente velocità d’azione con la palla.
Le considerazioni che seguono riguardano unicamente l’allenamento della velocità motoria, lasciando a
voi allenatori la responsabilità di individuare i mezzi e i metodi più efficaci per migliorare gli aspetti più tecnici
e specifici di questa capacità. E’ comunque auspicabile, se non necessario, che i vari elementi che
caratterizzano la velocità del giovane calciatore siano sviluppati sinergicamente e non separatamente, per
cui lo staff tecnico deve collaborare e confrontarsi continuamente redigendo programmi di lavoro in cui
ciascuna figura contribuisca in base alle proprie competenze.

Il processo di formazione di base, che riguarda prevalentemente gli aspetti tecnici, dovrebbe cominciare
molto presto: prima si comincia e meglio è!
L’allenamento dei movimenti base e dello sviluppo degli schemi motori dovrebbe iniziare verso gli 8 anni e
continuare nel corso della vita agonistica dell’atleta.

La velocità nel calcio è un’abilità e gli allenatori la dovrebbero insegnare come tale.

L’allenamento dei giovani calciatori e dei bambini in particolare richiede un approccio molto diverso rispetto a
quello degli atleti adulti.
Il principio fondamentale che deve guidare un allenatore del settore giovanile è riassumibile in queste parole:

“coaching vs training”,
cioè
“insegnare, non allenare”
(Mike Antoniades)

Lo stesso Antoniades individua i principi guida cui attenersi per l’insegnamento nelle fasce giovanili:
-insegnare per migliorare;

-qualità, non quantità;

-correggere i movimenti scorretti;

-essere positivi con i ragazzi;

-sapere come i ragazzi apprendono e a che stadio dello sviluppo sono;

-evitare di trattare i bambini come dei mini-adulti.

Possiamo elencare almeno quattro punti fondamentali per l’allenamento della velocità:
1) l’apprendimento e il perfezionamento tecnico della biomeccanica (tecnica) di corsa;

2) l’aumento della capacità di forza rapida della muscolatura implicata biomeccanicamente nello sprint;

3) l’aumento della capacità di resistenza specifica, cioè della RSA;

4) l’ottimizzazione dell’accumulo e della restituzione d’energia elastica da parte della muscolatura


direttamente coinvolta nella dinamica del gesto.

Per comodità descrizionale ho suddiviso gli aspetti tecnico-coordinativi da quelli più spiccatamente
condizionali, sebbene sia quasi impossibile, e direi anche metodologicamente errato, separare sul campo i
due aspetti.
FASCIA D’ETÀ 8-10 ANNI
In questa fascia d’età si pongono le basi per tutto il lavoro futuro.

L’obiettivo da tenere presente in questa fase iniziale è il numero 1, cioè l’apprendimento tecnico della tecnica
della corsa veloce.
Un allenamento efficace deve creare degli engrammi motori, o schemi di movimento, corretti e permanenti.

Aspetti tecnico-coordinativi
Occorre prestare particolare attenzione agli errori più comuni che riguardano la corsa (andatura saltellante
con eccessiva componente verticale, appoggio frenante, oscillazione delle spalle etc.) e correggerli con
esercitazioni adeguate: “movimenti scorretti creano engrammi (mappe) scorretti che, se filtrano a livello
inconscio, poi è molto difficile correggere”.

Per cui l’obiettivo fondamentale per il bambino è:

apprendere la corretta tecnica della corsa veloce

Le esercitazioni proposte in questa fase hanno un carattere prevalentemente generale, ma occorre tener
presente fin dall’inizio che la velocità nel calcio richiede una tecnica specifica che è molto diversa, ad
esempio, dalla corsa veloce del velocista.
Elenchiamo, a puro titolo esemplificativo, alcuni aspetti tecnici su cui lavorare in questa fascia d’età:
-partire, fermarsi e ripartire;
-tecnica degli appoggi;
-uso del piede perno, imparando a girarsi con la medesima efficacia da entrambe le parti;
-correre avanti, indietro e lateralmente;
-cambiare senso, imparando a girarsi da entrambe le parti
-cambiare direzione;
-correre con ampiezze e frequenze diverse;
-correre a ritmi diversi;
-dribbling.

N.B.: occorre ricordare che la biomeccanica della corsa lenta e quella della corsa veloce sono
estremamente diverse: per rendersene conto è sufficiente osservare due atleti professionisti che praticano
l’uno la corsa di velocità e l’altro il mezzofondo, e ci si renderà conto della profonda differenza tra le due
tecniche di corsa. La corsa del calcio è un’abilità molto specifica ed è un’espressione della corsa veloce.

E’ possibile apprendere la tecnica della corsa veloce solo correndo velocemente! Non è possibile
rallentare l’azione di corsa veloce per farla apprendere al bambino con maggiore facilità.
E’ dunque necessario che il bambino si eserciti a correre a velocità massimale se vogliamo ottenere un
miglioramento della componente condizionale della corsa (correre più velocemente), ma è altrettanto
indispensabile esercitarsi ad una velocità elevata (almeno l’80-90% della velocità massima) per curare gli
aspetti tecnico-coordinativi.
Dall’osservazione attenta della corsa del bambino si rilevano i principali errori tecnici, i quali devono essere
corretti attraverso opportune esercitazioni coordinative: queste sì devono essere eseguite ad una velocità
limitata per curare la massima precisione del gesto, con l’accortezza di trasferire il prima possibile questo
“frammento di schema” all’interno di quello globale della corsa veloce. Con il tempo ed un numero più o
meno elevato di ripetizioni dobbiamo riuscire ad ottenere un engramma della corsa veloce privo di difetti
rilevanti.

Aspetti condizionali
Le esercitazioni per il miglioramento della rapidità e della frequenza dei passi possono essere proposte
anche a partire dagli 8 anni. La velocità esecutiva deve essere massimale, per cui la proposta motoria
deve essere semplice per mantenere una ottimale esecuzione tecnica del gesto, che a questa età
rappresenta sempre l’obiettivo principale. Queste esercitazioni producono un elevato affaticamento del SN,
per cui devono essere brevi e prevedere un recupero completo tra una ripetizione e l’altra. Ovviamente la
loro collocazione è nelle fasi iniziali della seduta, subito dopo un buon avviamento motorio (gioco).
Le esercitazioni di sprint in questa fascia d’età sono proposte sulla distanza massima di 10 metri,
alternando corse in linea e cambi di direzione (cdd) e di senso (cds).
Sempre a partire dai 7-8 anni si propongono semplici esercitazioni pliometriche per migliorare il ciclo
stiramento/accorciamento e il riuso dell’energia elastica. Alcuni esempi di esercizi proponibili in questa fascia
d’età sono:
-saltelli con la funicella alla max. rapidità possibile per max. 10”, poi recupero completo;
-saltelli rapidi sul posto a piedi alternativamente divaricati sul piano sagittale (avanti e indietro) per max. 10”,
poi recupero completo;
-saltelli come sopra, ma alternando i piedi pari uniti e divaricati lateralmente.

N° sedute: durante la stagione, se sono previsti 3 allenamenti settimanali, la scelta più opportuna è dedicare
uno spazio all’allenamento della velocità in ogni seduta (3 sedute di 10-20’). In alternativa, una sola seduta
di circa 30’. Se sono previste due sedute in due giorni consecutivi, il primo giorno si propongono
esercitazioni di carattere prevalentemente tecnico-coordinativo e il secondo giorno quelle riferite al
miglioramento condizionale. Se vi sono periodi in cui ci si allena 4 o più volte a settimana (preparazione,
campus estivi etc...), prevedere 2 sedute di 30’ o 3 sedute di 15-25’ (gioco iniziale escluso).
La tabella successiva riassume il mio punto di vista sulla metodologia di lavoro in questa fascia d’età.

AUTORE: Davide Fantini


mail: eddy.fan@libero.it
cell.: 340 23 84 964
N° sedute settimanali -1 di circa 30’ durante la stagione; oppure 3 sedute di circa 10’-20’ La prima opzione è la più
semplice da realizzare,
-2 di circa 30’ o 3 di 15’-25’ nei periodi in cui ci si allena tutti i giorni perchè è più facile avere a
disposizione il preparatore
N.B.: le esercitazioni per il miglioramento della velocità vanno una volta la settimana.
inserite all’inizio della seduta, immediatamente dopo il Stimoli di velocità e
condizionamento fisico o, in questa fascia d’età, il gioco iniziale. rapidità, con e senza palla,
devono essere comunque
inseriti in ogni seduta di
allenamento.

Abilità da apprendere Fermarsi e ripartire, curare gli appoggi, usare correttamente il piede perno,
(unicamente in relazione correre in avanti, indietro e lateralmente, cambiare senso e direzione,
alla corsa veloce) correre con ampiezze e frequenze diverse, correre a ritmi diversi etc.
Mezzi Giochi, esercitazioni analitiche in forma individuale e di gruppo, percorsi
con/senza attrezzi, staffette
Quantità 4-8 rip. x 3-5 serie
Distanza massima Indicativamente: E’ necessario proporre
-10 metri per sprint in linea e per un cdd o un cds saltuariamente corse su
-20 metri per più cdd o cds distanze più lunghe, per
evidenziare meglio gli errori
più gravi nella corsa
Intensità A seconda dell’obiettivo primario dell’esercitazione.
-Miglioramento condizionale: velocità/rapidità massima; proposta semplice

-Miglioramento coordinativo: effettuare un lavoro ricercando in alternanza


qualità senza velocità (massima qualità del gesto) e qualità e velocità
(la velocità più elevata che garantisca una corretta esecuzione del gesto)

-Correzione degli errori nella tecnica di corsa: ricerca della massima


precisione del gesto, per cui lavoro di qualità senza velocità. Una volta
corretto l’errore, cercare di inserire il gesto corretto nell’engramma “corsa
veloce” proponendo corse a velocità via via più elevate fino allo sprint
massimale (nella stessa seduta!)
Volume totale di lavoro Fino ad un max. di 300 metri di sprint Tenere conto anche degli
altri lavori con/senza palla
proposti nella seduta!
I bambini in questa età,
almeno nell’elevato livello di
qualificazione, mostrano
comunque una buona
capacità di carico.
Recupero Almeno 10:1 per uno sprint in linea; almeno 15:1 se sono previsti cdd o L’obiettivo è sollecitare il SN
cds senza interessare il
meccanismo lattacido, per
cui il recupero deve essere
completo.
Tipo di recupero Passivo (in cammino) I bambini, al contrario degli
adulti, dimostrano di non
recuperare sufficientemente
se il ritorno viene effettuato
in corsa lenta (recupero
attivo)
Esercitazioni di piccola Per migliorare la reattività: Richiedere:
pliometria Funicella e saltelli: Tl=max. 10” x 2-4 serie; TRS=40”; Rapidità esecutiva: -precisione del gesto:
massima occorre saper utilizzare
perfettamente la funicella e
Per migliorare la coordinazione: l’obiettivo, in questo caso, è il saltare in modo coordinato;
miglioramento degli schemi motori di base (saltare) e di alcune capacità -rapidità esecutiva:
coordinative (ritmizzazione, equilibrio dinamico e bilanciamento in volo, migliorare la coordinazione
coordinazione segmentaria braccia/gambe etc). Privilegiare brevi percorsi inter- e intra-muscolare, i
con attrezzi (conetti, cerchi, aste etc...) con 6-8 saltelli, anche in tempi di appoggio (reattività)
combinazione con diversi tipi di appoggi e andature. E’ bene che il e sollecitare il SN.
percorso preveda anche l’utilizzo della palla (ad es. un tiro in porta al Non richiedere:
termine del percorso stesso) per rendere l’esercitazione più stimolante -elevato impegno di forza:
non è un esercitazione per la
forza esplosiva!