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Economia e Organizzazione Aziendale

Introduzione al corso

Prof. Mariano Corso


Dipartimento di Ingegneria Gestionale
mariano.corso@polimi.it – 02 2399 2772 / 7757

POLITECNICO DI MILANO
I DOCENTI

n Prof. Mariano Corso


n Dipartimento di Ingegneria Gestionale e Polo Cremona
n Tel. 02 2399 2772, e-mail: mariano.corso@polimi.it

n Ing. Luca Gastaldi


n Dipartimento di Ingegneria Gestionale
n Tel. 02 2399 3959 (Crem. 7757), e-mail: luca.gastaldi@polimi.it

n Ing. Antonio Ghezzi


n Dipartimento di Ingegneria Gestionale
n Tel. 02 2399 3959 (Crem. 7757), e-mail: antonio1.ghezzi@polimi.it

n Ing. Filippo Renga


n Dipartimento di Ingegneria Gestionale
n Tel. 02 2399 3959 (Crem. 7757), e-mail: filippo.renga@polimi.it

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MATERIALE DIDATTICO
n Testi consigliati
n Azzone G., Bertelè U., L'impresa: sistemi di governo, valutazione e
controllo, Etas Libri, 2007 (o successive versioni)
n Azzone G., Valutare l'innovazione, Etaslibri, Milano, 1998
n Daft R.L., Organizzazione Aziendale, Apogeo, 2003 (o successive versioni)

n Testi di approfondimentoi
n Brunetti G., Contabilità e bilancio di esercizio, Etaslibri, 1991.
n Grant R. M., L'analisi strategica nella gestione aziendale, Il Mulino, 1994
(o successive versioni)
n Brealey R.A. e Myers S.C., Principi di finanza aziendale, Mc Graw-Hill,
1993

n Trasparenze
n Lucidi scaricabili via web

n Sito del Corso (in cui c’è una lista dettagliata dei capitoli da studiare) 3
MODALITA’ DI ESAME

n Prove intermedie
n Due prove durante l’anno (coprono tutti gli argomenti del
corso)
n Laboratori
n Esame finale
n Verifica e integrazione di quanto fatto durante le prove

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L’OGGETTO DEL CORSO

Economia
Studio del modo in cui i singoli e le società giungono a
compiere scelte circa l’uso di risorse scarse in attività di
produzione, scambio e consumo di beni e servizi atti a
soddisfare i bisogni delle persone e delle società

n Obiettivo delle discipline economiche:


fornire agli attori del sistema economico strumenti decisionali
e modelli di interpretativi riguardo a problemi del tipo:
nquali beni produrre/consumare

ncome produrli (metodi, ripartizione delle risorse)

nper chi produrre (mercati)

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Le diverse discipline dell’economia
n Economia Politica
n MACRO ECONOMIA (fenomeni a livello di sistema come sviluppo,
occupazione, inflazione, cambi, ...)
n MICRO ECONOMIA (modelli di comportamento di produttori e
consumatori, forme di mercato ...)
n Economia Industriale
n Analisi dei settori industriali e delle condizioni di concorrenza
n Economia Aziendale / Management
n Contabilità e controllo di gestione
n Strategia e marketing aziendale
n Organizzazione aziendale

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Il programma del corso
1. Concetti introduttivi: L'economia aziendale e l'impresa
n L'economia aziendale e l’evoluzione delle teorie nel management. Il processo decisionale e i
modelli di impresa per le decisioni. Principali tipologie d'impresa, forme giuridiche, azioni e titoli
di credito.
2. Ambiente, mercato e strategia
n Il mercato e le principali forme di mercato. Ambiente e strategia. Le strategie di impresa e il
processo di pianificazione strategica. La strategia a livello business. Le strategie a livello
corporate, i modelli basati sulle competenze. Tecnologie ICT e nuovi modelli di impresa.
3. La contabilità esterna e il bilancio di esercizio
n Il modello contabile. Contabilità esterna. Il bilancio. Il sistema contabile e la Partita doppia.
L’analisi del bilancio.
4. L'utilizzo dei costi a fini decisionali
n La nozione di costo. Classificazioni, configurazioni e allocazioni dei costi. Determinazione dei
costi di prodotto. Le decisioni di breve periodo. La dinamica dei costi nel lungo periodo.
5. L’organizzazione d’impresa
n L'impresa come sistema organizativo, le prestazioni. Le variabili organizzative. La progettazione
organizzativa: macrostruttura e microstruttura. Le configurazioni organizzative di base. I nuovi
modelli organizzativi.
6. La valutazione degli investimenti
n Il principio dell'attualizzazione e le tecniche Discounted Cash Flows (DCF). La determinazione
dei flussi di cassa. I problemi delle tecniche DCF. La valutazione degli investimenti innovativi.

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L’oggetto dell’Economia
Aziendale: l’Impresa

n Oggetto Materiale: L’azienda o impresa, ma più in generale


l’organizzazione economica (OSA):
n Istituto (società umana a carattere stabile) economico e sociale che
realizza attività di produzione di beni e/o servizi attraverso lo
scambio con il mercato e l’impiego di fattori che vengono remunerati
attraverso i risultati dell’attività economica stessa
n Tutte quelle istituzioni che fanno uso di risorse economiche con
l’obiettivo di:
n rispondere alle finalità istituzionali creando valore;
n durare nel tempo garantendo un equilibrio con l’ambiente

n Oggetto formale: modalità in base alle quale le imprese


prendono decisioni

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L’obiettivo del corso

n Fornire strumenti e modelli decisionali per


prendere (o comprendere) le decisioni
tipiche della gestione di impresa
n Enfasi su capacità di modellizzare i problemi
(problem setting) più che su aspetti algoritmici e
contabili
n Frequente ricorso ad esempi di situazioni reali
n Punto di vista del management dell’impresa
n Attenzione alle decisioni tipiche della
progettazione e della gestione della tecnologia

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IL RUOLO DELL’ECONOMIA AZIENDALE
NELLA FORMAZIONE DELL’INGEGNERE

n Accanto ai tradizionali ruoli tecnici, all’ingegnere è


richiesto oggi di:
n essere in grado di comprendere la complessità dei processi
(produttivi, logistici e amministrativi) e saperli progettare,
organizzare e gestire in chiave continuamente innovativa
n saper cogliere gli elementi essenziali per la competizione,
spaziando dall’innovazione tecnologico - organizzativa alla
strumentazione finanziaria
n essere preparato ad operare nelle imprese industriali, nel
terziario, e nella pubblica amministrazione rivestendo
responsabilità manageriali

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L’ingegnere di fronte allo studio
del management

n Nell’affrontare lo studio del management un ingegnere deve


sfruttare alcune competenze di base:
n comprendere le tecnologie
n modellizzare i sistemi complessi
n guardare al progetto e all’innovazione
n utilizzare strumenti di analisi di tipo quantitativo
n capire sistemi dove l’elemento umano e le problematiche
economiche, organizzative e finanziare interagiscono intimamente
con quelle tecnologiche

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Il metodo: l’economia aziendale
come scienza empirica

AMBIENTE Modelli decisionali


(normativi)

osservazione Generalizzione
comportamenti di modelli interpretativi
successo/insuccesso

Astrazione cause

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Esempi di evoluzione e sviluppo di
strumenti e modelli gestionali

n Un esempio storico: l’evoluzione del settore automobilistico


n Ford ‘30: la nascita dell’organizzazione scientifica del

lavoro
n GM ‘50: il marketing di massa e la nascita del controllo

sui risultati economici-finanziari


n Volvo ‘60: l’approccio sociotecnico e la nascita dei

“GRUPPI DI LAVORO”
n Toyota ‘80: la qualità totale e e la lotta agli sprechi

n Fiat ’80: il Computer Integrated Manufacturing e la

fabbrica automatica
n Chrysler ‘90: Innovazione Continua e centralità delle

risorse umane
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Concetti fondamentali: decisioni e
modelli

n Le decisioni secondo l’economia classica: processi


razionali simultanei e ottimizzanti basati su una
conoscenza perfetta della realtà
n Gli studi di Simon: gli attori compiono scelte in
condizioni di razionalità limitata seguendo un
processo sequenziale/iterativo e soddisfattivo,
basandosi in modo piu’ o meno consapevole su:
Modelli
rappresentazioni semplificate e selettive della realtà
E = F (D, A)
con E=effetti, D=decisioni, A=var. ambientali

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Il processo decisionale in condizioni di
razionalita’ limitata
DEFINIZIONE OBIETTIVI E
VINCOLI

MODELLIZZAZIONE

GENERAZIONE
ALTERNATIVE

VALUTAZIONE
ALTERNATIVE

SCELTA

REALIZZAZIONE

MISURA RISULTATI E
APPRENDIMENTO

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Esempi di decisioni e relativi modelli
decisionali che vedremo

DECISIONI TIPICHE MODELLI/STRUMENTI


n Che tipo di impresa costituire n Forme societarie e giuridiche
d’impresa

n Come valutare la gestione e n L’impresa come modello contabile -


prendere decisioni circa l’uso di contabilità esterna e interna
risorse nel breve periodo
n L’impresa come valore economico
n Come prendere decisioni di lungo n L’impresa come insieme di business
periodo / risorse (Strategia)

n Come dividere il lavoro e coordinare n L’impesa come sistema


le attività sociotecnico-l’organizzazione di
Impresa

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La capacita’ di modellizzazione come qualita’
dell’ingegnere

Il processo di modellizzazione:

1. analisi realtà/esperienza
2. selezione variabili rilevanti rispetto a obiettivi
3. qualificazione delle variabili (E, D o A)
4. test/applicazione del modello
5. analisi dei risultati e apprendimento

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Possibili classificazioni delle
imprese

n Per dimensioni: Grandi, PMI, artigiane


n Per proprietà: Private, pubbliche a partecipazione statale
n Per localizzazione delle attività: Nazionali, Multinazionali
n Per attività (es. ISTAT)
n Agricoltura (1), Energia (2), Estrazione (3), Manifattura (3 e 4),
Costruzioni (5), Commercio (6), Trasporti e Comunicazioni (7),
Credito e Assicurazioni (8), P.A. (9)
n Imprese singole, gruppi di imprese (holding, società
operative), accordi e reti tra imprese (Joint ventures,
consorzi, ecc..)

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L’impresa come entita’ giuridica

n Società (art. 2247 c.c.):


contratto con cui “due o più persone conferiscono beni o
servizi per l’esercizio in comune di un’attività economica allo
scopo di dividerne gli utili”
n Capitale Sociale:

somma dei valori dei conferimenti monetari e dei controvalori


monetari dei beni non monetari, permette di conoscere le
quote di possesso dei soci
n Esempio
A ⇒ 60 K Euro
B ⇒ capannone (stima 20 K Euro) CS = 100 K Euro
C ⇒ brevetto (stima 20 K Euro)
QUOTE DI POSSESSO: A: 60%, B: 20%, C: 20%
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PRINCIPALI FORME SOCIETARIE

• la società semplice (s.s.): artt. 2251-2290

• la società in nome collettivo (s.n.c.): artt. 2291-2312 Società di


persone
• la società in accomandita semplice (s.a.s.): artt. 2313-2324

• la società per azioni (s.p.a.): artt. 2325-2461

• la società in accomandita per azioni (s.a.p.a.): artt.2462-2471 Società di


capitali
• la società a responsabilità limitata (s.r.l.): artt. 2472-2497 bis

• la società cooperativa: artt. 2511-2545

• le mutue assicuratrici: artt. 2546-2548

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PRINCIPALI FORME SOCIETARIE:
SOCIETA’ DI PERSONE
Le diverse forme societarie si distinguono per:
• tipi di responsabilità dei soci nei confronto di debiti con terzi
• obblighi fiscali e civili
• modalità di finanziamento consentite

n Società di persone
• gli individui soci sono responsabili illimitatamente (con tutto
il proprio patrimonio personale) e solidarmente (anche per le
quote dei soci insolventi) dei debiti
• Esempi:
• Società semplice
• Società in Nome Collettivo (SNC),
• Società in Accomandita Semplice (SAS)

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PRINCIPALI FORME SOCIETARIE:
SOCIETA’ DI CAPITALI

n Le Società di capitali: responsabilità dei soci limitata ai


conferimenti
• Le società per Azioni: la partecipazione all’utile e il controllo
sono ripartiti in base al possesso di azioni
• ordinarie
• privilegiate
• risparmio
• Possono finanziarsi anche attraverso l’emissione di obbligazioni
• Ripartizione potere tra organi sociali:
• Esecutivo --> Consiglio di Amministrazione
• Deliberativo --> Assemblea degli azionisti
• Controllo --> Collegio sindacale
• Società a Responsabilità limitata: la partecipazione all’utile e il
controllo sono ripartiti in base a quote di possesso.

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Le azioni
n Valore delle azioni e capitale sociale
n La somma dei loro valori nominali delle azioni è uguale al capitale sociale
n Le imprese possono emettere azioni per somme superiori al valore nominale
(emissione con sovrapprezzo)
n La partecipazione azionaria e potere decisionale
n “Le azioni ordinarie conferiscono ai loro possessori uguali diritti”.
E’ consentito però “creare categorie di azioni fornite di diritti diversi”
n Le categorie speciali di azioni
n Azioni di risparmio: possono essere al portatore, sono prive del diritto di
voto.
n Azioni privilegiate: attribuiscono un diritto di preferenza nella distribuzione
degli utili e/o nel rimborso del capitale al momento dello scioglimento della
società. Attribuiscono il diritto di voto solo nelle assemblee straordinarie.
Non possono superare (insieme alle azioni di risparmio) la metà del capitale
sociale.

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Titoli di credito

n Documenti contenenti la promessa unilaterale di effettuare una data


prestazione a favore di chi lo presenterà al debitore. Caratteri comuni:
n l’incorporazione: il diritto è trasfuso, incorporato nel documento,
n la letteralità: il contenuto e la portata della promessa sono quelli che
risultano dal documento nel suo contesto
n l’autonomia: chi acquista la proprietà del titolo diventa titolare del diritto
in esso menzionato
n I titoli di credito possono classificarsi in:
n titoli nominativi: intestati ad una determinata persona (es. obbligazioni);
n titoli all’ordine: intestati anch’essi ad un nome; l’intestazione, però, risulta
unicamente dal titolo, Il trasferimento avviene mediante consegna del titolo
accompagnato da girata. (es., assegni bancari, cambiali, …);
n titoli al portatore: non intestati ad alcun nome; per il trasferimento è
sufficiente la semplice consegna del titolo (assegno circolare).

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Altri strumenti di finanziamento
(capitale di debito)

n Depositi e conti bancari


n Aperture di credito (Fidi) bancarie
n Leasing (finanziario, operativo, lease back)
n Sconto
n Factoring
n Project Financing

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