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Rassegna stampa

Napoli, febbraio 2010/


gennaio 2011

A cura del
Coordinamento giornalisti
precari campani
www.cronisti.info
Comunicato stampa 22 febbraio 2010

LIBERTÀ DI STAMPA TRA PRECARIATO E (DIS)INFORMAZIONE


INIZIATIVA PUBBLICA
PROMOSSA DAL COORDINAMENTO GIORNALISTI PRECARI CAMPANI

VENERDÌ 26 FEBBRAIO 2010 ORE 11:00


NAPOLI - LIBRERIA UBIK (VIA B. CROCE 28)

Lo scorso 8 gennaio 2010 è nato a Napoli il Coordinamento giornalisti precari cam-


pani. Tra i gli oltre 30 fondatori e i circa 200 aderenti al gruppo, ci sono giornalisti di
fatto e giornalisti professionisti, freelance, pubblicisti, disoccupati, precari con con-
tratti co.co.co o ritenuta d'acconto, iscritti e non iscritti all'Ordine, che lavorano in
tutte le province delle regione. Ciò che ci accomuna è la mancanza di una voce
nelle sedi dove si decide del nostro futuro, della nostra possibilità di avere un con-
tratto normale, delle nostre tutele. Ci siamo riuniti per dare vita a un coordinamento
che si faccia portavoce delle problematiche dei giornalisti precari campani, chie-
dendo un confronto e un dialogo a Ordine e Assostampa. Chiarezza sui contratti,
retribuzioni dignitose, garanzie previdenziali e assicurative: queste sono solo alcune
delle richieste che avanzeremo. Ma la nostra non è solo una battaglia in difesa dei
nostri interessi di categoria. E' una battaglia in difesa della libertà di stampa e del
diritto dei cittadini ad essere informati. Quali garanzie di indipendenza può dare un
collaboratore precario, sottopagato e privo di garanzie, soggetto spesso a condi-
zioni di lavoro difficili?

Venerdì 26 febbraio alle ore 11,00, presso la libreria Ubik di via B. Croce 28, si terrà
la prima iniziativa pubblica del Coordinamento e discuterà della libertà di stampa
partendo dal punto di vista della precarietà che oggi caratterizza fortemente la
nostra professione. Inoltre, saranno presentati i risultati di un questionario anonimo
promosso e redatto dal Coordinamento per capire le attuali condizioni dei giornali-
sti campani atipici. Saranno inoltre anticipate alcune delle testimonianze che sa-
ranno raccolte in un Libro bianco sull’informazione dei senza diritti in Campania. Infi-
ne, sarà annunciata la nascita dell’Associazione dei giornalisti precari campani,
che si modulerà sull’esempio di altre regioni italiane come il Veneto e il Friuli Vene-
zia Giulia.
Saranno presenti all’evento il presidente dell’Ordine dei giornalisti Campania Otta-
vio Lucarelli, il presidente di Assostampa Campania Enzo Colimoro e il presidente
regionale dell’Unione cronisti Renato Rocco. Infine, sono stati invitati i rappresentanti
di sindacati e associazioni. L’incontro è aperto a tutta la cittadinanza.

Coordinamento giornalisti precari campani


338 82 65 928
giornalistiprecaricampania@gmail.com
www.cronisti.info
22 febbraio 2010

Napoli: libreria Ubik giornalisti precari campani “Libertà di stampa”


22 Febbraio 2010 – 01:19

Lo scorso 8 gennaio 2010 è nato a Napoli il Coordinamento giornalisti precari cam-


pani. Tra i gli oltre 30 fondatori e i circa 200 aderenti al gruppo, ci sono giornalisti di fatto e giornalisti profes-
sionisti, freelance, pubblicisti, disoccupati, precari con contratti co.co.co o ritenuta d’acconto, iscritti e non i-
scritti all’Ordine, che lavorano in tutte le province delle regione. Ciò che ci accomuna è la mancanza di una
voce nelle sedi dove si decide del nostro futuro, della nostra possibilità di avere un contratto normale, delle
nostre tutele. Ci siamo riuniti per dare vita a un coordinamento che si faccia portavoce delle problematiche dei
giornalisti precari campani, chiedendo un confronto e un dialogo a Ordine e Assostampa. Chiarezza sui contrat-
ti, retribuzioni dignitose, garanzie previdenziali e assicurative: queste sono solo alcune delle richieste che avan-
zeremo. Ma la nostra non è solo una battaglia in difesa dei nostri interessi di categoria. E’ una battaglia in dife-
sa della libertà di stampa e del diritto dei cittadini ad essere informati. Quali garanzie di indipendenza può dare
un collaboratore precario, sottopagato e privo di garanzie, soggetto spesso a condizioni di lavoro difficili? Ve-
nerdì 26 febbraio alle ore 11,00, presso la libreria Ubik di via B. Croce 28, si terrà la prima iniziativa pub-
blica del Coordinamento e discuterà della libertà di stampa partendo dal punto di vista della precarietà che oggi
caratterizza fortemente la nostra professione. Inoltre, saranno presentati i risultati di un questionario anonimo
promosso e redatto dal Coordinamento per capire le attuali condizioni dei giornalisti campani atipici. Saranno
inoltre anticipate alcune delle testimonianze che saranno raccolte in un Libro bianco sull’informazione dei
senza diritti in Campania. Infine, sarà annunciata la nascita dell’Associazione dei giornalisti precari campani,
che si modulerà sull’esempio di altre regioni italiane come il Veneto e il Friuli Venezia Giulia. Saranno presen-
ti all’evento il presidente dell’Ordine dei giornalisti Campania Ottavio Lucarelli, il presidente di Assostampa
Campania Enzo Colimoro e il presidente regionale dell’Unione cronisti Renato Rocco. Infine, sono stati invi-
tati i rappresentanti di sindacati e associazioni. L’incontro è aperto a tutta la cittadinanza.
Coordinamento giornalisti precari campani
22 febbraio 2010

Lo scorso 8 gennaio 2010 è nato a Napoli il Coordinamento giornalisti precari campani. Tra i gli oltre 30 fon-
datori e i circa 200 aderenti al gruppo, ci sono giornalisti di fatto e giornalisti professionisti, freelance, pubblici-
sti, disoccupati, precari con contratti co.co.co o ritenuta d’acconto, iscritti e non iscritti all’Ordine, che lavorano
in tutte le province delle regione. Ciò che ci accomuna è la mancanza di una voce nelle sedi dove si decide del
nostro futuro, della nostra possibilità di avere un contratto normale, delle nostre tutele. Ci siamo riuniti per dare
vita a un coordinamento che si faccia portavoce delle problematiche dei giornalisti precari campani, chiedendo
un confronto e un dialogo a Ordine e Assostampa. Chiarezza sui contratti, retribuzioni dignitose, garanzie pre-
videnziali e assicurative: queste sono solo alcune delle richieste che avanzeremo. Ma la nostra non è solo una
battaglia in difesa dei nostri interessi di categoria. E’ una battaglia in difesa della libertà di stampa e del diritto
dei cittadini ad essere informati. Quali garanzie di indipendenza può dare un collaboratore precario, sottopagato
e privo di garanzie, soggetto spesso a condizioni di lavoro difficili?

Venerdì 26 febbraio alle ore 11,00, presso la libreria Ubik di via B. Croce 28, si terrà la prima iniziativa pubbli-
ca del Coordinamento e discuterà della libertà di stampa partendo dal punto di vista della precarietà che oggi
caratterizza fortemente la nostra professione. Inoltre, saranno presentati i risultati di un questionario anonimo
promosso e redatto dal Coordinamento per capire le attuali condizioni dei giornalisti campani atipici. Saranno
inoltre anticipate alcune delle testimonianze che saranno raccolte in un Libro bianco sull’informazione dei sen-
za diritti in Campania. Infine, sarà annunciata la nascita dell’Associazione dei giornalisti precari campani, che
si modulerà sull’esempio di altre regioni italiane come il Veneto e il Friuli Venezia Giulia.

Saranno presenti all’evento il presidente dell’Ordine dei giornalisti Campania Ottavio Lucarelli, il presidente di
Assostampa Campania Enzo Colimoro e il presidente regionale dell’Unione cronisti Renato Rocco. Infine, so-
no stati invitati i rappresentanti di sindacati e associazioni. L’incontro è aperto a tutta la cittadinanza.

Coordinamento giornalisti precari campani


338 82 65 928
giornalistiprecaricampania@gmail.com
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23 febbraio 2010

Giornalisti precari napoletani, il dibattito


Libertà di stampa tra precariato e (dis)
informazione

NAPOLI (23 febbraio) - Lo scorso 8 gennaio 2010 è nato a Napoli il Coordinamento giornalisti precari
campani. Tra i gli oltre 30 fondatori e i circa 200 aderenti al gruppo, ci sono giornalisti di fatto e giornali-
sti professionisti, freelance, pubblicisti, disoccupati, precari con contratti co.co.co o ritenuta d'acconto,
iscritti e non iscritti all'Ordine, che lavorano in tutte le province delle regione. Il coordinamento darà luo-
go a un'iniziativa pubblica venerdì (26 febbraio) alle 11 nella libreria Ubik in via Benedetto Croce 28.

«Ciò che ci accomuna - è detto in una nota - è la mancanza di una voce nelle sedi dove si decide del no-
stro futuro, della nostra possibilità di avere un contratto normale, delle nostre tutele.

«Ci siamo riuniti per dare vita a un coordinamento che si faccia portavoce delle problematiche dei giorna-
listi precari campani, chiedendo un confronto e un dialogo a Ordine e Assostampa - prosegue il comunica-
to -. Chiarezza sui contratti, retribuzioni dignitose, garanzie previdenziali e assicurative: queste sono solo
alcune delle richieste che avanzeremo. Ma la nostra non è solo una battaglia in difesa dei nostri interessi
di categoria. È una battaglia in difesa della libertà di stampa e del diritto dei cittadini ad essere informati.
Quali garanzie di indipendenza può dare un collaboratore precario, sottopagato e privo di garanzie, sog-
getto spesso a condizioni di lavoro difficili?».

Venerdì 26 febbraio alle ore 11,00, presso la libreria Ubik di via B. Croce 28, si terrà la prima iniziativa
pubblica del Coordinamento e discuterà della libertà di stampa partendo dal punto di vista della precarietà
che oggi caratterizza fortemente la nostra professione. Inoltre, saranno presentati i risultati di un questio-
nario anonimo promosso e redatto dal Coordinamento per capire le attuali condizioni dei giornalisti cam-
pani atipici. Saranno inoltre anticipate alcune delle testimonianze che saranno raccolte in un Libro bianco
sull’informazione dei senza diritti in Campania. Infine, sarà annunciata la nascita dell’Associazione dei
giornalisti precari campani, che si modulerà sull’esempio di altre regioni italiane come il Veneto e il Friuli
Venezia Giulia.

Saranno presenti all’evento il presidente dell’Ordine dei giornalisti Campania Ottavio Lucarelli, il presi-
dente di Assostampa Campania Enzo Colimoro e il presidente regionale dell’Unione cronisti Renato Roc-
co. Infine, sono stati invitati i rappresentanti di sindacati e associazioni. L’incontro è aperto a tutta la citta-
dinanza.
23 febbraio 2010

Libertà di stampa tra precariato e (dis)informazione

NAPOLI - Lo scorso 8 gennaio 2010 è nato a Napoli il Coordinamento giornalisti precari campani. Tra i gli oltre 30
fondatori e i circa 200 aderenti al gruppo, ci sono giornalisti di fatto e giornalisti professionisti, freelance, pubblicisti,
disoccupati, precari con contratti co.co.co o ritenuta d'acconto, iscritti e non iscritti all'Ordine, che lavorano in tutte le
province delle regione. Ciò che ci accomuna è la mancanza di una voce nelle sedi dove si decide del nostro futuro, della
nostra possibilità di avere un contratto normale, delle nostre tutele.

Ci siamo riuniti per dare vita a un coordinamento che si faccia portavoce delle problematiche dei giornalisti precari
campani, chiedendo un confronto e un dialogo a Ordine e Assostampa. Chiarezza sui contratti, retribuzioni dignitose,
garanzie previdenziali e assicurative: queste sono solo alcune delle richieste che avanzeremo. Ma la nostra non è solo
una battaglia in difesa dei nostri interessi di categoria. E' una battaglia in difesa della libertà di stampa e del diritto dei
cittadini ad essere informati. Quali garanzie di indipendenza può dare un collaboratore precario, sottopagato e privo di
garanzie, soggetto spesso a condizioni di lavoro difficili?

Venerdì 26 febbraio alle ore 11,00, presso la libreria Ubik di via B. Croce 28, si terrà la prima iniziativa pubblica del
Coordinamento e discuterà della libertà di stampa partendo dal punto di vista della precarietà che oggi caratterizza for-
temente la nostra professione. Inoltre, saranno presentati i risultati di un questionario anonimo promosso e redatto dal
Coordinamento per capire le attuali condizioni dei giornalisti campani atipici. Saranno inoltre anticipate alcune delle
testimonianze che saranno raccolte in un Libro bianco sull’informazione dei senza diritti in Campania.

Infine, sarà annunciata la nascita dell’Associazione dei giornalisti precari campani, che si modulerà sull’esempio di
altre regioni italiane come il Veneto e il Friuli Venezia Giulia. Saranno presenti all’evento il presidente dell’Ordine dei
giornalisti Campania Ottavio Lucarelli, il presidente di Assostampa Campania Enzo Colimoro e il presidente regionale
dell’Unione cronisti Renato Rocco. Infine, sono stati invitati i rappresentanti di sindacati e associazioni. L’incontro è
aperto a tutta la cittadinanza.

Coordinamento giornalisti precari campani


23 febbraio 2010

INIZIATIVA PUBBLICA VENERDI’ 26 FEBBRAIO ORE 11,00 LIBRERIA UBIK NAPOLI “LIBERTA’ DI STAMPA
TRA PRECARIATO E (DIS)INFORMAZIONE”
Autore: Tilde Maisto
Articolo in: Giornalismo/Informazione, Napoli e Provincia
martedì
feb 23,2010
COMUNICATO STAMPA
LIBERTÀ DI STAMPA TRA PRECARIATO E (DIS)INFORMAZIONE
INIZIATIVA PUBBLICA
PROMOSSA DAL COORDINAMENTO GIORNALISTI PRECARI CAMPANI
VENERDÌ 26 FEBBRAIO 2010 ORE 11:00
NAPOLI – LIBRERIA UBIK (VIA B. CROCE 28)
Lo scorso 8 gennaio 2010 è nato a Napoli il Coordinamento giornalisti precari campani. Tra i gli oltre 30 fondato-
ri e i circa 200 aderenti al gruppo, ci sono giornalisti di fatto e giornalisti professionisti, freelance, pubblicisti, disoccu-
pati, precari con contratti co.co.co o ritenuta d’acconto, iscritti e non iscritti all’Ordine, che lavorano in tutte le provin-
ce delle regione. Ciò che ci accomuna è la mancanza di una voce nelle sedi dove si decide del nostro futuro, della
nostra possibilità di avere un contratto normale, delle nostre tutele. Ci siamo riuniti per dare vita a un coordinamento
che si faccia portavoce delle problematiche dei giornalisti precari campani, chiedendo un confronto e un dialogo a
Ordine e Assostampa. Chiarezza sui contratti, retribuzioni dignitose, garanzie previdenziali e assicurative: queste
sono solo alcune delle richieste che avanzeremo. Ma la nostra non è solo una battaglia in difesa dei nostri interessi di
categoria. E’ una battaglia in difesa della libertà di stampa e del diritto dei cittadini ad essere informati. Quali garanzie
di indipendenza può dare un collaboratore precario, sottopagato e privo di garanzie, soggetto spesso a condizioni di
lavoro difficili?
Venerdì 26 febbraio alle ore 11,00, presso la libreria Ubik di via B. Croce 28, si terrà la prima iniziativa pub-
blica del Coordinamento e discuterà della libertà di stampa partendo dal punto di vista della precarietà che oggi carat-
terizza fortemente la nostra professione. Inoltre, saranno presentati i risultati di un questionario anonimo promos-
so e redatto dal Coordinamento per capire le attuali condizioni dei giornalisti campani atipici. Saranno inoltre anticipa-
te alcune delle testimonianze che saranno raccolte in un Libro bianco sull’informazione dei senza diritti in Campania.
Infine, sarà annunciata la nascita dell’Associazione dei giornalisti precari campani, che si modulerà sull’esempio di
altre regioni italiane come il Veneto e il Friuli Venezia Giulia.
Saranno presenti all’evento il presidente dell’Ordine dei giornalisti Campania Ottavio Lucarelli, il presidente di Asso-
stampa Campania Enzo Colimoro e il presidente regionale dell’Unione cronisti Renato Rocco. Infine, sono stati
invitati i rappresentanti di sindacati e associazioni. L’incontro è aperto a tutta la cittadinanza.
Coordinamento giornalisti precari campani
338 82 65 928
giornalistiprecaricampania@gmail.com
www.cronisti.info
23 febbraio 2010

Libertà di stampa tra precariato e (dis)informazione

Napoli: INIZIATIVA PUBBLICA

PROMOSSA DAL COORDINAMENTO GIORNALISTI PRECARI CAMPANI

VENERDÌ 26 FEBBRAIO 2010 ORE 11:00

NAPOLI - LIBRERIA UBIK (VIA B. CROCE 28)

Lo scorso 8 gennaio 2010 è nato a Napoli il Coordinamento giornalisti precari campani.

Tra i gli oltre 30 fondatori e i circa 200 aderenti al gruppo, ci sono giornalisti di fatto e giornalisti professionisti, free-
lance, pubblicisti, disoccupati, precari con contratti co.co.co o ritenuta d'acconto, iscritti e non iscritti all'Ordine, che
lavorano in tutte le province delle regione. Ciò che ci accomuna è la mancanza di una voce nelle sedi dove si decide del
nostro futuro, della nostra possibilità di avere un contratto normale, delle nostre tutele. Ci siamo riuniti per dare vita a
un coordinamento che si faccia portavoce delle problematiche dei giornalisti precari campani, chiedendo un confronto e
un dialogo a Ordine e Assostampa. Chiarezza sui contratti, retribuzioni dignitose, garanzie previdenziali e assicurative:
queste sono solo alcune delle richieste che avanzeremo. Ma la nostra non è solo una battaglia in difesa dei nostri inte-
ressi di categoria. E' una battaglia in difesa della libertà di stampa e del diritto dei cittadini ad essere informati. Quali
garanzie di indipendenza può dare un collaboratore precario, sottopagato e privo di garanzie, soggetto spesso a condi-
zioni di lavoro difficili?

Venerdì 26 febbraio alle ore 11,00, presso la libreria Ubik di via B. Croce 28, si terrà la prima iniziativa pubblica del
Coordinamento e discuterà della libertà di stampa partendo dal punto di vista della precarietà che oggi caratterizza
fortemente la nostra professione. Inoltre, saranno presentati i risultati di un questionario anonimo promosso e redatto
dal Coordinamento per capire le attuali condizioni dei giornalisti campani atipici. Saranno inoltre anticipate alcune delle
testimonianze che saranno raccolte in un Libro bianco sull'informazione dei senza diritti in Campania. Infine, sarà an-
nunciata la nascita dell'Associazione dei giornalisti precari campani, che si modulerà sull'esempio di altre regioni italia-
ne come il Veneto e il Friuli Venezia Giulia.

Saranno presenti all'evento il presidente dell'Ordine dei giornalisti Campania Ottavio Lucarelli, il presidente di Asso-
stampa Campania Enzo Colimoro e il presidente regionale dell'Unione cronisti Renato Rocco. Infine, sono stati invitati i
rappresentanti di sindacati e associazioni. L'incontro è aperto a tutta la cittadinanza.

Coordinamento giornalisti precari campani


338 82 65 928
giornalistiprecaricampania@gmail.com
www.cronisti.info
23 febbraio 2010

Giornalisti precari
nato coordinamento

Lo scorso 8 gennaio 2010 è nato a Napoli il Coordinamento giornalisti precari campani. Tra i gli oltre 30 fonda-
tori e i circa 200 aderenti al gruppo, ci sono giornalisti di fatto e giornalisti professionisti, freelance, pubblicisti,
disoccupati, precari con contratti co.co.co o ritenuta d’acconto, iscritti e non iscritti all’Ordine, che lavorano in
tutte le province delle regione. Ciò che ci accomuna è la mancanza di una voce nelle sedi dove si decide del no-
stro futuro, della nostra possibilità di avere un contratto normale, delle nostre tutele. Ci siamo riuniti per dare
vita a un coordinamento che si faccia portavoce delle problematiche dei giornalisti precari campani, chiedendo
un confronto e un dialogo a Ordine e Assostampa. Chiarezza sui contratti, retribuzioni dignitose, garanzie previ-
denziali e assicurative: queste sono solo alcune delle richieste che avanzeremo. Ma la nostra non è solo una bat-
taglia in difesa dei nostri interessi di categoria. E’ una battaglia in difesa della libertà di stampa e del diritto dei
cittadini ad essere informati. Quali garanzie di indipendenza può dare un collaboratore precario, sottopagato e
privo di garanzie, soggetto spesso a condizioni di lavoro difficili?
Venerdì 26 febbraio alle ore 11,00, presso la libreria Ubik di via B. Croce 28 a Napoli, si terrà la prima iniziativa
pubblica del Coordinamento e discuterà della libertà di stampa partendo dal punto di vista della precarietà che
oggi caratterizza fortemente la nostra professione. Inoltre, saranno presentati i risultati di un questionario anoni-
mo promosso e redatto dal Coordinamento per capire le attuali condizioni dei giornalisti campani atipici. Saran-
no inoltre anticipate alcune delle testimonianze che saranno raccolte in un Libro bianco sull’informazione dei
senza diritti in Campania. Infine, sarà annunciata la nascita dell’Associazione dei giornalisti precari campani, che
si modulerà sull’esempio di altre regioni italiane come il Veneto e il Friuli Venezia Giulia.
Saranno presenti all’evento il presidente dell’Ordine dei giornalisti Campania Ottavio Lucarelli, il presidente di
Assostampa Campania Enzo Colimoro e il presidente regionale dell’Unione cronisti Renato Rocco. Infine, sono
stati invitati i rappresentanti di sindacati e associazioni. L’incontro è aperto a tutta la cittadinanza.
23 febbraio 2010

23/02/2010, ore 19:07 - L'iniziativa del coordinamento giornalisti precari campani


"Libertà di stampa tra precariato e (dis)
informazione"
di: Redazione
Riceviamo e con piacere pubblichiamo il comunicato del Coordinamento giornalisti
precari campani, inerente l'iniziativa prevista per il 26 febbraio 2010.

Lo scorso 8 gennaio 2010 è nato a Napoli il Coordinamento giornalisti precari cam-


pani. Tra i gli oltre 30 fondatori e i circa 200 aderenti al gruppo, ci sono giornalisti di
fatto e giornalisti professionisti, freelance, pubblicisti, disoccupati, precari con con-
tratti co.co.co o ritenuta d'acconto, iscritti e non iscritti all'Ordine, che lavorano in tut-
te le province delle regione. Ciò che ci accomuna è la mancanza di una voce nelle
sedi dove si decide del nostro futuro, della nostra possibilità di avere un contratto
normale, delle nostre tutele. Ci siamo riuniti per dare vita a un coordinamento che si
faccia portavoce delle problematiche dei giornalisti precari campani, chiedendo un
confronto e un dialogo a Ordine e Assostampa. Chiarezza sui contratti, retribuzioni
dignitose, garanzie previdenziali e assicurative: queste sono solo alcune delle ri-
chieste che avanzeremo. Ma la nostra non è solo una battaglia in difesa dei nostri
interessi di categoria. E' una battaglia in difesa della libertà di stampa e del diritto
dei cittadini ad essere informati. Quali garanzie di indipendenza può dare un colla-
boratore precario, sottopagato e privo di garanzie, soggetto spesso a condizioni di
lavoro difficili?

Venerdì 26 febbraio alle ore 11,00, presso la libreria Ubik di via B. Croce 28, si terrà
la prima iniziativa pubblica del Coordinamento e discuterà della libertà di stampa
partendo dal punto di vista della precarietà che oggi caratterizza fortemente la no-
stra professione. Inoltre, saranno presentati i risultati di un questionario anonimo
promosso e redatto dal Coordinamento per capire le attuali condizioni dei giornalisti
campani atipici. Saranno inoltre anticipate alcune delle testimonianze che saranno
raccolte in un Libro bianco sull’informazione dei senza diritti in Campania. Infine, sa-
rà annunciata la nascita dell’Associazione dei giornalisti precari campani, che si mo-
dulerà sull’esempio di altre regioni italiane come il Veneto e il Friuli Venezia Giulia.

Saranno presenti all’evento il presidente dell’Ordine dei giornalisti Campania Ottavio


Lucarelli, il presidente di Assostampa Campania Enzo Colimoro e il presidente re-
gionale dell’Unione cronisti Renato Rocco. Infine, sono stati invitati i rappresentanti
di sindacati e associazioni. L’incontro è aperto a tutta la cittadinanza.
23 febbraio 2010

La richiesta dei precari dell’informazione:


Rispetto e Garanzie sul posto di lavoro
di Francesca Ferrara

NAPOLI - Parola d’ordine: Disagio. Tra le parole che si respirano nell’aria ogni giorno e che ruotano attorno
alla nostra vita di cittadini italiani, oggi ancora di più di un tempo, causa crisi economica, Disoccupazione. Il
male del “non-lavoro” non coglie solo gli operai delle grandi fabbriche ma anche gli “operai” dell’informa-
zione. Le penne scrivono ma non guadagnano. Le penne giovani investono ma senza ritorno. Le penne vor-
rebbero essere libere ma non lo sono, almeno non sempre. Le penne, stufe di maltrattamenti sotto il profilo
etico, sociale, culturale e remunerativo, si sono raccolte attorno ad un tavolo per dire: Basta!

Il 26 Febbraio alle ore 11 presso la libreria Ubik di Via Benedetto Croce n.28 si terrà la prima iniziativa pub-
blica del Coordinamento Giornalisti Precari Campani nato a Napoli l’8 Gennaio 2010 da oltre 30 fondato-
ri e più di 200 aderenti al gruppo, numeri che sin dall’inizio si dimostrano grossi e portatori di un malessere
oramai, non più di nicchia, ma diffuso a macchia d’olio. Saranno presenti all’evento il presidente dell’Ordine
dei giornalisti Campania Ottavio Lucarelli, il presidente di Assostampa Campania Enzo Colimoro e il presi-
dente regionale dell’Unione cronisti Renato Rocco. L’invito è aperto a tutti i rappresentanti di sindacati e
associazioni. L’incontro è aperto a tutta la cittadinanza.

Il programma dell’incontro pubblico prevede la presentazione dei risultati di un questionario anonimo pro-
mosso e redatto dal Coordinamento per capire le attuali condizioni dei giornalisti campani atipici. Saranno
inoltre anticipate alcune delle testimonianze che saranno raccolte in un Libro bianco sull’informazione dei
senza diritti in Campania e non in ultimo, sarà annunciata la nascita dell’Associazione dei giornalisti precari
campani, che si modulerà sull’esempio di altre regioni italiane come il Veneto e il Friuli Venezia Giulia.

Il coordinamento è nato per dar voce ai Precari come i giornalisti di fatto e giornalisti professionisti, freelan-
ce, pubblicisti, disoccupati, precari con contratti co.co.co o ritenuta d’acconto, iscritti e non iscritti all’Ordine,
che lavorano in tutte le province delle regione.

Le richieste sono più che legittime, giusto per citarne qualcuna: chiarezza sui contratti, retribuzioni dignitose,
garanzie previdenziali e assicurative. Si tratta di una battaglia in difesa della libertà di stampa e del diritto dei
cittadini ad essere informati. Perché la liberta di stampa e di libera informazione si basa anche sulle garanzie
lavorative che il collaboratore, che rappresenta la risorsa umana che va on the road, ottiene dal suo datore di
lavoro. Quali garanzie di indipendenza può dare un collaboratore precario, sottopagato e privo di garanzie,
soggetto spesso a condizioni di lavoro difficili?

Per chiunque fosse interessato a partecipare e ad intervenire può contattare il Coordinamento giornalisti
precari campani al 338. 82 65 928 oppure scrivergli una mail a: giornalistiprecaricampania@gmail.com

www.cronisti.info
23 febbraio 2010

Libertà di stampa tra precariato e (dis)informazione


Feb 23rd, 2010 | Di cc | Categoria: Cronaca di Napoli
E’ nato a Napoli il Coordinamento giornalisti precari campani. Tra i gli oltre 30 fon-
datori e i circa 200 aderenti al gruppo, ci sono giornalisti di fatto e giornalisti profes-
sionisti, freelance, pubblicisti, disoccupati, precari con contratti co.co.co o ritenuta
d’acconto, iscritti e non iscritti all’Ordine, che lavorano in tutte le province delle re-
gione. Ciò che ci accomuna è la mancanza di una voce nelle sedi dove si decide
del nostro futuro, della nostra possibilità di avere un contratto normale, delle nostre
tutele. Ci siamo riuniti per dare vita a un coordinamento che si faccia portavoce
delle problematiche dei giornalisti precari campani, chiedendo un confronto e un
dialogo a Ordine e Assostampa. Chiarezza sui contratti, retribuzioni dignitose, ga-
ranzie previdenziali e assicurative: queste sono solo alcune delle richieste che avan-
zeremo. Ma la nostra non è solo una battaglia in difesa dei nostri interessi di catego-
ria. E’ una battaglia in difesa della libertà di stampa e del diritto dei cittadini ad es-
sere informati. Quali garanzie di indipendenza può dare un collaboratore precario,
sottopagato e privo di garanzie, soggetto spesso a condizioni di lavoro difficili?
Venerdì 26 febbraio alle ore 11,00, presso la libreria Ubik di via B. Croce 28, si terrà
la prima iniziativa pubblica del Coordinamento e discuterà della libertà di stampa
partendo dal punto di vista della precarietà che oggi caratterizza fortemente la
nostra professione. Inoltre, saranno presentati i risultati di un questionario anonimo
promosso e redatto dal Coordinamento per capire le attuali condizioni dei giornali-
sti campani atipici. Saranno inoltre anticipate alcune delle testimonianze che sa-
ranno raccolte in un Libro bianco sull informazione dei senza diritti in Campania.
Infine, sarà annunciata la nascita dell Associazione dei giornalisti precari campani,
che si modulerà sull esempio di altre regioni italiane come il Veneto e il Friuli Vene-
zia Giulia.
Saranno presenti all evento il presidente dell Ordine dei giornalisti Campania Ot-
tavio Lucarelli, il presidente di Assostampa Campania Enzo Colimoro e il presidente
regionale dell Unione cronisti Renato Rocco. Infine, sono stati invitati i rappresen-
tanti di sindacati e associazioni. L incontro è aperto a tutta la cittadinanza.
24 febbraio 2010

CRO - Stampa, forum del Coordinamento giornalisti precari


campani
Napoli, 24 feb (Velino/Velino Campania) - Venerdì 26 febbraio alle 11, alla libreria Ubik di via Benedetto Croce
28 a Napoli, forum sulla libertà di stampa promosso dal Coordinamento giornalisti precari campani, nato lo scor-
so 8 gennaio. Tra i gli oltre 30 fondatori e i circa 200 aderenti al gruppo, ci sono giornalisti professionisti, freelan-
ce, pubblicisti, disoccupati, precari con contratti co.co.co o ritenuta d'acconto, iscritti e non iscritti all'Ordine, che
lavorano in tutte le province delle regione. "Ciò che ci accomuna è la mancanza di una voce nelle sedi dove si
decide del nostro futuro, della nostra possibilità di avere un contratto normale, delle nostre tutele - è scritto in
una nota del Coordinamento -. Ci siamo riuniti per dare vita a un coordinamento che si faccia portavoce delle
problematiche dei giornalisti precari campani, chiedendo un confronto e un dialogo a Ordine e Assostampa.
Chiarezza sui contratti, retribuzioni dignitose, garanzie previdenziali e assicurative: queste sono solo alcune
delle richieste che avanzeremo. Ma la nostra non è solo una battaglia in difesa dei nostri interessi di categoria, è
una battaglia in difesa della libertà di stampa e del diritto dei cittadini ad essere informati". Venerdi quindi si terrà
la prima iniziativa pubblica del Coordinamento e discuterà della libertà di stampa partendo dal punto di vista
della precarietà che oggi caratterizza fortemente la nostra professione. Inoltre, saranno presentati i risultati di un
questionario anonimo promosso e redatto dal Coordinamento per capire le attuali condizioni dei giornalisti cam-
pani atipici. Saranno inoltre anticipate alcune delle testimonianze che saranno raccolte in un Libro bianco sull’in-
formazione dei senza diritti in Campania. Infine, sarà annunciata la nascita dell’Associazione dei giornalisti pre-
cari campani, che si modulerà sull’esempio di altre regioni italiane come il Veneto e il Friuli Venezia Giulia. Sa-
ranno presenti all’evento il presidente dell’Ordine dei giornalisti Campania Ottavio Lucarelli, il presidente di As-
sostampa Campania Enzo Colimoro e il presidente regionale dell’Unione cronisti Renato Rocco.
(red) 24 feb 2010 11:05
24 febbraio 2010

Libertà di stampa tra precariato e (dis)informazione


Lo scorso 8 gennaio 2010 è nato a Napoli il Coordinamento giornalisti precari campani. Tra i gli oltre 30

fondatori e i circa 200 aderenti al gruppo, ci sonogiornalisti di fatto e giornalisti professionisti, freelance, pub-

blicisti, disoccupati, precari con contratti co.co.co o ritenuta d'acconto, iscritti e non iscritti all'Ordine, che lavo-

rano in tutte le province delle regione. Ciò che ci accomuna è la mancanza di una voce nelle sedi dove si de-

cide del nostro futuro, della nostra possibilità di avere un contratto normale, delle nostre tutele. Ci siamo riuniti

per dare vita a un coordinamento che si faccia portavoce delle problematiche dei giornalisti precari campani,

chiedendo un confronto e un dialogo a Ordine e Assostampa. Chiarezza sui contratti, retribuzioni dignitose,

garanzie previdenziali e assicurative: queste sono solo alcune delle richieste che avanzeremo. Ma la nostra

non è solo una battaglia in difesa dei nostri interessi di categoria. E' una battaglia in difesa della libertà di

stampa e del diritto dei cittadini ad essere informati. Quali garanzie di indipendenza può dare un collaboratore

precario, sottopagato e privo di garanzie, soggetto spesso a condizioni di lavoro difficili?

Venerdì 26 febbraio alle ore 11,00, presso la libreria Ubik di via B. Croce 28, si terrà la prima iniziativa

pubblica del Coordinamento e discuterà della libertà di stampa partendo dal punto di vista della precarietà che
oggi caratterizza fortemente la nostra professione. Inoltre, saranno presentati i risultati di un questionario

anonimo promosso e redatto dal Coordinamento per capire le attuali condizioni dei giornalisti campani atipici.

Saranno inoltre anticipate alcune delle testimonianze che saranno raccolte in un Libro bianco sull’informazio-

ne dei senza diritti in Campania. Infine, sarà annunciata la nascita dell’Associazione dei giornalisti precari

campani, che si modulerà sull’esempio di altre regioni italiane come il Veneto e il Friuli Venezia Giulia.

Saranno presenti all’evento il presidente dell’Ordine dei giornalisti Campania Ottavio Lucarelli, il presidente

di Assostampa Campania Enzo Colimoro e il presidente regionale dell’Unione cronisti Renato Rocco. Infine,

sono stati invitati i rappresentanti di sindacati e associazioni. L’incontro è aperto a tutta la cittadinanza.
24 febbraio 2010

Giornalisti campani in rivolta: troppi diritti negati

“Parole d'ordine: disagio " e ancora, "le penne scrivono ma non guadagnano. Le penne giovani
investono ma senza ritorno. Le penne vorrebbero essere libere ma non lo sono, almeno non sem-
pre. Le penne, stufe di maltrattamenti sotto il profilo etico, sociale, culturale e remunerativo, si
sono raccolte attorno ad un tavolo per dire: Basta!”, con queste parole il neonato Coordina-
mento dei Giornalisti Precari Campani annuncia l’incontro che si terrà a Napoli il 26 feb-
braio alle ore 11 presso la Libreria Ubik di Via Benedetto Croce 28.
Sarà la prima iniziativa pubblica del Coordinamento Giornalisti Precari Campani nato a Napo-
li il giorno 8 gennaio 2010 e che oggi conta oltre trenta fondatori e più di duecento aderenti al
gruppo, numeri che sin dall’inizio si dimostrano grossi e portatori di un malessere oramai, non
più di nicchia, ma diffuso a macchia d’olio.
Saranno presenti all’evento il presidente dell’Ordine dei giornalisti Campania Ottavio Lucarelli,
il presidente di Assostampa Campania Enzo Colimoro e il Presidente regionale dell’Unione cro-
nisti Renato Rocco. L’invito è aperto a tutti i rappresentanti di sindacati e associazioni. L’incon-
tro è aperto a tutta la cittadinanza.
“Disoccupazione. Il male del “non-lavoro” non coglie solo gli operai delle grandi fabbriche ma
anche gli “operai” dell’informazione”, si legge nella nota del coordinamento.
Il programma dell’incontro pubblico prevede la presentazione dei risultati di un questionario a-
nonimo promosso e redatto dal Coordinamento per capire le attuali condizioni dei giornalisti
campani atipici. Saranno inoltre anticipate alcune delle testimonianze che saranno raccolte in un
Libro bianco sull’informazione dei senza diritti in Campania e non in ultimo, sarà annunciata la
nascita dell’ Associazione dei giornalisti precari campani, che si modulerà sull’esempio di
altre regioni italiane come il Veneto e il Friuli.
26 febbraio 2010
26 febbraio 2010
26 febbraio 2010

26/02/2010, ore 18:09 - Incontro dei giornalisti precari alla libreria Ubik di Napol
Libertà di stampa, la prima iniziativa del co-
ordinamento
di: Redazione
Parole d'ordine: disagio " e ancora, "le penne scrivono ma non guadagnano. Le
penne giovani investono ma senza ritorno. Le penne vorrebbero essere libere ma
non lo sono, almeno non sempre. Le penne, stufe di maltrattamenti sotto il profilo
etico, sociale, culturale e remunerativo, si sono raccolte attorno ad un tavolo per di-
re: Basta!”, con queste parole il neonato Coordinamento dei Giornalisti Precari
Campani ha annunciato l’incontro che si è tenuto questa mattina a Napoli, presso la
libreria Ubik di via Benedetto Croce.
Si tratta della prima iniziativa pubblica del Coordinamento Giornalisti Precari Cam-
pani, nato l’8 gennaio 2010 a Napoli. In poco più di un mese ai 30 fondatori si sono
uniti oltre 200 aderenti. Hanno presenziato all’evento il presidente dell’Ordine dei
giornalisti Campania Ottavio Lucarelli, il presidente di Assostampa Campania Enzo
Colimoro e il Presidente regionale dell’Unione cronisti Renato Rocco.
“Disoccupazione. Il male del “non-lavoro” non coglie solo gli operai delle grandi fab-
briche ma anche gli “operai” dell’informazione”, si legge nella nota del coordinamen-
to.
Comunicato stampa 26 febbraio 2010

COORDINAMENTO GIORNALISTI PRECARI DELLA CAMPANIA, AL


VIA L'ASSOCIAZIONE
NAPOLI - Un questionario per fotografare la realtà del precariato in Cam-
pania, un mini-documentario interpretato da giornalisti, testimonianze e
storie di cronisti senza contratto: Un centinaio i partecipanti alla prima
assemblea pubblica del Coordinamento giornalisti precari della Campania.
All'evento, promosso negli spazi della libreria "Ubik", hanno preso parte il
presidente dell'Ordine dei giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli; il
presidente dell'Assostampa Campania, Vincenzo Colimoro; il presidente
dell'Unione Cronisti campani, Renato Rocco e il consigliere del Corecom
Campania, Gianni Russo.
L'indagine condotta dal Coordinamento, su un campione di oltre cento
giornalisti, ha portato alla luce una realtà drammatica: il 36% degli inter-
vistati non percepisce nemmeno un rimborso spese, il 37% non guada-
gna più di 500 euro al mese. Soltanto l'11% degli intervistati risulta con-
trattualizzato, il 66% risulta "abusivo" o con collaborazione "a progetto",
mentre il 23% del campione risulta disoccupato.
Dall'articolato dibattito è emersa la volontà di costituire un'associazione
che raccolga le istanze e formalizzi proposte operative per aiutare i colle-
ghi che si affacciano a questa professione e supporti i professionisti con
sportelli informativi, seminari e approfondimenti sul giornalismo. Ordine e
sindacato hanno dato piena disponibilità ad instaurare un dialogo e una
collaborazione con la nascente associazione.
Il coordinamento si è dotato di un sito internet, www.cronisti.info. Nei
prossimi giorni saranno comunicate le modalità di adesione all'associazio-
ne.
27 febbraio 2010
27 febbraio 2010
27 febbraio 2010

La triste e amara fotografia dei cronisti campani


di Francesca Ferrara
Napoli - Su un campione costituito da 110 giornalisti, l’83% si divide tra pubblicisti (47) e professionisti (44),
in attesa di tesserino 17 e praticanti 2. Il 73% lavora nel napoletano, il 9% operano nelle provincie campane. Di
queste, 94 su 100 non sono iscritte al Sindacato ovvero l’85,5% contro una minoranza iscritta pari al 14,5%. Il
66% si divide tra abusivi, freelance, collaboratori a progetto e stagisti convergendo tutti nel variegato mondo
del precariato o del lavoro atipico mentre il 23% dei giornalisti intervistati ha dichiarato di essere “disoccupato”
con un 6% che lavora a tempo determinato.
Sono questi i tristi dati emersi dal questionario promosso dal Coordinamento Giornalisti Precari Campania
in forma anonima. L’iniziativa è stata condotta grazie al tam tam della rete e alla promozione di un sito ad hoc
www.cronisti.info nonché, come oramai da tradizione da social network, anche tramite il rispettivo gruppo fon-
dato su Facebook.
Non più incoraggianti sono i dati emersi riguardo alle retribuzioni. La media è tra i 300 e i 500 euro con un
37% che si colloca nel range di remunerazione tra i 0 e i 550 euro mentre il 36% non ha remunerazione alcuna.
Il 17% sostiene di guadagnare tra i 500 e i 1000 euro mentre solo il 10% percepisce uno stipendio che supera i
1000 euro.
Il 53% degli intervistati dice di collaborare con una sola testata (tra cui società di comunicazione e uffici stam-
pa), il 38% hanno più di una collaborazione con le testate giornalistiche e il 9% dichiara di non collaborare
attualmente con alcuna testata e solo il 5% ha un contratto a tempo indeterminato.
Tra questi, chi ha una collaborazione in corso è il 53% con un sola testata, il 38% si divide tra testate on line,
televisive, agenzie e uffici stampa (mentre il 9% dice di non avere in corso alcuna attività). Il 65% dei collabo-
ratori ha rapporti limitati con la redazione nella misura in cui lavora in maniera autonoma e solo in minima
parte il 10% ha a disposizione gli strumenti redazionali (computer, telefono, collegamento alle agenzie) e sol-
tanto il 17% dei casi si tratta di redattori, in due casi di direttori.
Il questionario stilato dal Coordinamento dei Giornalisti Precari della Campania ha cercato di capire la cono-
scenza in materia legislativa e regolamentare di quello che concerne i diritti e i doveri sindacali e fiscali della
professione. Anche il risultato è negativo: il 37% ne ha scarsa conoscenza e il 33% è sufficiente. Nel 27% dei
casi è buono, mentre solo tre persone dichiarano di conoscere perfettamente le questioni fiscali e sindacali rela-
tive alla propria professione.
E a tal proposito in merito alle aspettative: il 39% vorrebbe conoscere meglio le questioni fiscali e previdenzia-
li, il 19% i diritti sindacali e il 5% le modalità di iscrizione all’Ordine dei Giornalisti il 4%. Interessante è il
dato del 34% che vorrebbe conoscere tutti gli aspetti relativi al proprio lavoro.
Dall’articolato dibattito è emersa la volontà di costituire un’associazione che raccolga le istanze e formalizzi
proposte operative per aiutare i colleghi che si affacciano a questa professione e supporti i professionisti con
sportelli informativi, seminari e approfondimenti sul giornalismo. Ordine e sindacato hanno dato piena disponi-
bilità ad instaurare un dialogo e una collaborazione con la nascente associazione.
Dall’articolato dibattito - tenutosi presso la Libreria UBIK Napoli alla presenza del presidente dell’Ordine dei
giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli; il presidente dell’Assostampa Campania, Vincenzo Colimoro; il
presidente dell’Unione Cronisti campani, Renato Rocco e il consigliere del Corecom Campania, Gianni Russo -
è emersa la volontà di costituire un’associazione che raccolga le istanze e formalizzi proposte operative per
aiutare i colleghi che si affacciano a questa professione e supporti i professionisti con sportelli informativi, se-
minari e approfondimenti sul giornalismo.
La risposta dell’Ordine e del Sindacato è stata positiva dichiarandosi aperti al dialogo e dando piena disponibi-
lità ad instaurare un dialogo e una collaborazione con la nascente Associazione.
Potrà questa fotografia dai colori grigi e dal sapore ancora più amaro essere lo spunto per l’apertura di tavoli di
lavoro a livello regionale per la risoluzione delle problematiche che affliggono la corretta esercitazione della
professione giornalistica mettendo non più a rischio la libertà di stampa?
Lo sforzo del Coordinamento dei Giornalisti Precari della Campania, in occasione del primo incontro pubblico
aperto anche alla cittadinanza, ha fatto emergere le risposte di un campione rappresentativo di una categoria di
lavoratori che sono coloro, che nonostante nella catena dell’informazione costituiscano un grosso anello portan-
te, siano quelli di cui meno parlano i media riguardo alla crisi economica, alle difficoltà di occupazione e alle
problematiche sindacali e fiscali che ne derivano. Le cause abbracciano un ampio ventaglio: dalla distrazione
sulla qualità delle condizioni di lavoro a sottrazione voluta di informazioni sugli stessi operatori che l’informa-
zione la fanno e la vivono, molte volte in condizioni di disagio e su fronti pericolosi, in prima persona, pur di
servire la cittadinanza e lo Stato.
Durante l’incontro con i rappresentanti degli organi di categoria è emerso non solo la volontà di portare avanti
la causa della Legge150/2000 che prevede l’assunzione di giornalisti pubblicisti e professionisti nella Pubblica
Amministrazione ma anche nuovi modelli di business, forme di cooperazione e denuncia delle irregolarità con-
trattuali o delle proposte lavorative sospette e poco trasparenti.
27 febbraio 2010

Precariato nell'informazione
Napoli - Un questionario per fotografare la realtà del precariato in Campania, un mini-documentario interpretato
da giornalisti, testimonianze e storie di cronisti senza contratto: Un centinaio i partecipanti alla prima assemblea
pubblica del Coordinamento giornalisti precari della Campania. All'evento, promosso negli spazi della libreria
"Ubik", hanno preso parte il presidente dell'Ordine dei giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli; il presidente
dell'Assostampa Campania, Vincenzo Colimoro; il presidente dell'Unione Cronisti campani, Renato Rocco e il
consigliere del Corecom Campania, Gianni Russo.

L'indagine condotta dal Coordinamento, su un campione di oltre cento giornalisti, ha portato alla luce una realtà
drammatica: il 36% degli intervistati non percepisce nemmeno un rimborso spese, il 37% non guadagna più di
500 euro al mese. Soltanto l'11% degli intervistati risulta contrattualizzato, il 66% risulta "abusivo" o con collabo-
razione "a progetto", mentre il 23% del campione risulta disoccupato.

Dall'articolato dibattito è emersa la volontà di costituire un'associazione che raccolga le istanze e formalizzi pro-
poste operative per aiutare i colleghi che si affacciano a questa professione e supporti i professionisti con spor-
telli informativi, seminari e approfondimenti sul giornalismo. Ordine e sindacato hanno dato piena disponibilità
ad instaurare un dialogo e una collaborazione con la nascente associazione.

Il coordinamento si è dotato di un sito internet, www.cronisti.info. Nei prossimi giorni saranno comunicate le mo-
dalità di adesione all'associazione.
9 maggio 2010
11 maggio 2010

LAVORO, 11.32

Arriva a Napoli la mostra internazionale sugli stagisti


sfruttati
I protagonisti sono 11 giovani, soprattutto giornalisti. Oggi l'inaugura-
zione, alla presenza di Raffaella R. Ferré, autrice del libro "Santa Preca-
ria". Nell'occasione sarà presentato un dossier sui corsi di giornalismo
truffaldini della Campania
NAPOLI - Undici istantanee sul precariato con protagonisti giovani stagisti europei. Sono gli
scatti della mostra "Structurally recyclable, basically disposable". Il lavoro in Europa ai tempi
dello stage" che sarà inaugurata oggi alle 18 a Napoli nella libreria Archeologiattiva, via Duomo
228, dove resterà fino alla fine di maggio (visitabile dal lunedì al sabato, dalle 10 alle 20). In
esposizione le foto di sette donne e quattro uomini rigorosamente senza nome: stagisti ed ex
stagisti provenienti da diversi paesi europei (Italia, Francia, Germania, Svizzera e Gran Breta-
gna), "lavoratori" non pagati o sottopagati, sostituibili in qualsiasi momento eppure sempre più
necessari alle attività quotidiane di un’azienda o di una redazione. L’originale lavoro porta la
firma di Elisabetta Lombardo, 26 anni, reduce a sua volta da tre stage non retribuiti svolti tra
Svizzera e Germania. È proprio dall’incontro personale con il variegato mondo dello stage che
prende le mosse il progetto della fotografa italiana, molto giovane ma con già all’attivo premi e
partecipazioni a concorsi fotografici in cui ha affrontato il tema dei diritti.

Finanziata e sostenuta dalla fondazione tedesca Stiftung Menschenwürde, l’esposizione arriva a


Napoli dopo aver fatto tappa a Berlino ed Amburgo (l’ultima data è il 12 giugno all’università di
Ginevra), quasi a rimarcare il carattere sempre più internazionale della precarietà o flessibilità
del lavoro. Passaggio obbligato per tutti i giovani che vogliono farsi strada e per questo sono
disposti a lavorare gratis per un certo periodo, lo stage è ormai diventato un simbolo del nostro
mondo del lavoro, in cui ogni nuovo stagista è "facilmente sostituibile, ma ormai indispensabi-
le". In questa lunga serie di lavori precari, però, non si corre un po’ il rischio di una frammenta-
zione sociale e identitaria? Si chiede la Lombardo, che sceglie di rappresentare i suoi soggetti
attraverso uno sdoppiamento: la figura dello stagista si compone di due profili differenti, come
a sottolinearne la natura intercambiabile. Tra i precari immortalati ci sono soprattutto giornali-
sti.

E sarà proprio una giornalista, Raffaella R. Ferré, autrice del libro "Santa Precaria", a portare la
sua testimonianza nel corso del vernissage, insieme ad alcuni rappresentanti del Coordinamen-
to giornalisti precari campani. Nato a Napoli qualche mese fa, il gruppo di giovani pubblicisti,
professionisti, free lance, uniti dalla stessa sorte, nel corso della mostra fotografica dedicata al
precariato annuncerà oggi l’iniziativa "Dalla formazione-truffa al silenzio sui diritti negati", pre-
vista per venerdì 14 maggio alle 10.30 nella libreria Ubik di via Croce. L’incontro napoletano si
svolgerà in contemporanea a quello promosso dall’analogo coordinamento veneto "Refusi" e
sarà l’occasione per illustrare un ricco dossier sui corsi di giornalismo truffaldini che vengono
proposti agli aspiranti giornalisti della Campania. (Maria Nocerino)
11 maggio 2010
11 maggio 2010

14 Maggio 2010 - 2° Iniziativa pubblica

Giornalisti Precari Campania


“Dalla formazione-truffa al silenzio sui diritti negati”

Iniziativa pubblica a cura del

Coordinamento Giornalisti Precari della Campania

Venerdì 14 maggio - 10.30

Libreria Ubik (via Benedetto Croce - 28)

Napoli – «Diventerai giornalista in un giorno». Incredibile? Eppure è solo una delle assurde inserzioni che si leggono sul web e sugli annunci
affissi in città. Il Coordinamento Giornalisti Precari della Campania ne discuterà in un’assemblea pubblica dal titolo “Dalla formazione-truffa al
silenzio sui diritti negati”, venerdì 14 maggio, alle 10.30, alla libreria Ubik. Durante l’incontro sarà illustrato un dossier, il risultato di un’inchiesta
sulle tante trappole nascoste dietro i corsi di giornalismo fasulli.

Un’occasione per presentare ufficialmente il logo dell’associazione e lanciare le prime attività di sostegno e di assistenza per i giornalisti precari
e freelance.

Al dibattito sono invitati i giornalisti, le istituzioni locali, le associazioni, i sindacati e i movimenti.

L’appuntamento si svolgerà in contemporanea con l’iniziativa pubblica promossa da Re:fusi, il Coordinamento Freelance del Veneto. Previsto
un collegamento con i colleghi veneti.

Coordinamento giornalisti precari della Campania

Info:

www.cronisti.info

giornalistiprecaricampania@gmail.com

Facebook: coordinamento giornalisti precari campani

e giornalisti precari della Campania

Contatti:

338 82 66 928 – 346 35 88 302 – 334 28 69 811


11 maggio 2010

Dalla “formazione-truffa” al silenzio sui diritti


negati
La presentazione del logo e il risultato di una inchiesta svolta nel sottobosco degli annunci di
formazione giornalistica al centro dell’incontro pubblico del Coordinamento Giornalisti Precari Campa-
nia.
di Francesca Ferrara

Napoli - “Dalla formazione-truffa al silenzio sui diritti negati” è il tema che titola la seconda iniziativa pub-
blica aperta alla cittadinanza e agli organi di categoria del Coordinamento dei Giornalisti Precari della Campa-
nia che si terrà il 14 Maggio alle 10,30 alla Libreria Ubik Napoli di Via Benedetto Croce n.28.
Durante l’incontro sarà illustrato un dossier, il risultato di un’inchiesta sulle tante trappole nascoste dietro i
corsi di giornalismo fasulli.
Un’occasione per presentare ufficialmente il logo dell’associazione e lanciare le prime attività di sostegno e di
assistenza per i giornalisti precari e freelance.
Al dibattito sono invitati i giornalisti, le istituzioni locali, le associazioni, i sindacati e i movimenti.
L’appuntamento si svolgerà in contemporanea con l’iniziativa pubblica promossa da Re:fusi, il Coordinamento
Freelance del Veneto. Previsto un collegamento con i colleghi veneti.
Info:
www.cronisti.info
giornalistiprecaricampania@gmail.com
Facebook: coordinamento giornalisti precari campani
e giornalisti precari della Campania
Contatti:
338 82 66 928 – 346 35 88 302 – 334 28 69 811
Comunicato stampa 11 maggio 2010

COMUNICATO STAMPA

Dalla formazione-truffa al silenzio sui diritti negati


Venerdì 14 maggio ore 10:30 Libreria Ubik, via B. Croce

iniziativa pubblica del Coordinamento giornalisti precari della Campania

Napoli – «Ti faremo diventare giornalista in un solo giorno». Ci credereste


mai? Eppure questa è solo una delle incredibili inserzioni che si leggono sul
web o sugli annunci affissi in città. Venerdì 14 maggio, alle ore 10:30, nella
libreria Ubik, il Coordinamento Giornalisti Precari della Campania ne discute-
rà in un’assemblea pubblica dal titolo: “Dalla formazione-truffa al silenzio sui
diritti negati”. Durante l’iniziativa sarà illustrato un dossier su tanti corsi-truffa
in giornalismo.
Inoltre, sarà presentato ufficialmente il logo dell’associazione e saranno lan-
ciate le prime iniziative di sostegno e di assistenza per i giornalisti precari e
free lance.
Al dibattito sono invitati i giornalisti, le istituzioni locali, le associazioni, i sinda-
cati e i movimenti.
L’iniziativa si svolgerà in contemporanea con quella di Re:fusi, il Coordina-
mento free-lance del Veneto. Per l’occasione sarà effettuato un collega-
mento con i colleghi veneti.

Coordinamento giornalisti precari della Campania


Info e contatti:
giornalistiprecaricampania@gmail.com
www.cronisti.info
Facebook: coordinamento giornalisti precari campani
e giornalisti precari della Campania
Tel: 338 82 66 928 – 346 35 88 302 – 334 28 69 811
12 maggio 2010
12 maggio 2010

La dignità negata alle giovani leve


del giornalismo
di Francesca Ferrara

Napoli - Non c’è campo del mercato del lavoro che non sia stato intaccato dalla crisi economica mondiale ma il
settore dell’editoria e del giornalismo è uno di quei settori che ne esce ferito e sanguinante.
La crisi e il calo della pubblicità ha accentuato i già presenti vizi di forma nella formazione all’interno delle
redazioni delle nuove leve dell’informazione e ha scatenato una serie di vuoti, manchevolezze e assenze in
molte aree giornalistiche a causa del taglio del personale.
La denuncia parte dal basso e dai vari Coordinamenti e movimenti che stanno nascendo sul territorio nazionale
a difesa della dignità del lavoro giornalistico e di quei diritti “nero su bianco” sugli atti ufficiali, ma che spesso
e volentieri non trovano respiro all’interno del quotidiano esercizio della professione giornalistica.
Venerdì 14, in un’iniziativa aperta alla cittadinanza, il Coordinamento Giornalisti Precari Campania mo-
strerà in un dossier i risultati dell’inchiesta sugli annunci di natura “ingannevole” sulla formazione e l’avvio
alla professione giornalistica.
L’appuntamento per gli operatori del settore è alle 10,30 alla Libreria Ubik Napoli di Via Benedetto Croce
n.28. L’ingresso è libero.
12 maggio 2010
13 maggio 2010
13 maggio 2010 (1)
13 maggio 2010 (2)
13 maggio 2010

Giornalisti precari,
il record della Campania
13 maggio 2010
Illegalità, sfruttamento, corsi fantasma raccomandazioni: un mestiere senza regole

Serena ha 35 anni, una laurea, due specializzazioni e un master. In dieci anni ha firmato migliaia di
articoli e dice: "Mai ricevuta retribuzione da una delle tante testate napoletane per le quali ho collabora-
to. Quando chiedevo un minimo di rispetto, mi rispondevano: 'Tu sei piccerella ancora (a 30 an-
ni?)...ringrazia a Dio che stai in pagina, se non ti sta bene c’è la fila di chi si accontenta di nulla". Mena
invece di anni ne ha 37: "Il mio guaio è quello di essere giornalista professionista. Me lo spiegò il mio ex
direttore. Quella mattina m’ero stancata di elemosinare la cospicua somma di 300 euro che il giornale
sborsava, se andava bene, ogni tre mesi. Così decisi di spedire il mio curriculum a un grande quotidiano
locale, col quale ora collaboro da cinque mesi a queste condizioni: apertura della partita Iva, 25 euro lor-
di ad articolo, retribuzione ogni due mesi ma per un massimo di 15 articoli al mese (perché c’è sempre il
guaio che sono professionista). Finora ho guadagnato duecento euro al mese, con la speranza che le cose
cambino. Difficile, però, se in questo mestiere si andrà avanti sempre per cooptazione".

Pasquale invece è più giovane, ha iniziato a fare il cronista quattro anni fa. "Ho imparato tutto sul cam-
po, nessuno mi ha insegnato o consigliato nulla. Ho seguito tutta la faida di camorra della periferia Nord
di Napoli, pagandomi da solo telefono e benzina. Poi il mio giornale è fallito e addio tesserino e ricono-
scimento del lavoro svolto". Risultato? "Non ho mai avuto un euro né un contratto, e nemmeno un pezzo
di carta che attesti chi sono, che lavoro faccio e per chi. Quando vado su una notizia di nera, i poliziotti
mi chiedono il tesserino e siccome non ce l’ho mi allontanano". Olimpia, 28 anni, ha investito i rispar-
mi familiari in una scuola di giornalismo: "La ritenevo l’unica chance per il mio futuro. Due anni di sve-
glie alle 6 e ritorno a casa alle 19. Oggi continuo a collaborare gratis con lo stesso free press che mi ha
fatto diventare pubblicista. L’unica mia entrata è un progetto in una scuola di confine, nel frattempo cer-
co concorsi per uffici stampa e invio raccomandate ovunque. Se guardo indietro i miei occhi si riempiono
di lacrime perché penso di aver sbagliato tutto".

Serena, Mena, Pasquale e Olimpia sono nomi di fantasia. Ma le loro storie, purtroppo, sono vere. Le ha
raccolte un gruppo di giovani e intraprendenti cronisti più o meno contrattualizzati, riuniti nella sigla
Coordinamento dei giornalisti precari della Campania, e le ha allegate a un dossier sul precariato dell’in-
formazione campana e sulle truffe dei corsi-fantasma che ti promettono di diventare "giornalista in un
giorno" che sarà presentato domani alle 10.30 presso la libreria Ubik. Il Coordinamento ha un logo: la
Mehari di Giancarlo Siani, il precario che tutti i giornalisti dovrebbero tenere a mente.

Gli autori dell’indagine non sono organici al sindacato e in questi mesi si sono riuniti dove capitava, per-
sino nelle catacombe del rione Sanità. Hanno elaborato le statistiche attraverso questionari inviati per
email e trattati con la garanzia dell’anonimato. Ne è venuto fuori un dossier che dipinge un quadro coe-
rente a una Napoli capitale indiscussa della disoccupazione e della finta formazione, in cui dominano
sfruttamento, illegalità e raccomandazioni, anche all’interno di aziende editoriali e televisive che godono
di milioni di euro di contributi pubblici. Secondo l’inchiesta, il 13% dei giornalisti precari locali – abusi-
vi, freelance, collaboratori, stagisti, tutti comunque impegnati sul campo dalle 8 alle 12 ore al giorno -
non guadagna neanche un euro e lavora gratis perché spera un giorno di essere assunto, o per conquista-
re il mitico 'tesserino', in barba a una legge che imporrebbe di essere retribuiti per potersi iscrivere all’-
Ordine.

Un altro 23% è privo di redditi, ma perché completamente disoccupato. Il 37% si colloca nel range da 0 a
500 euro mensili. Il 17% dice di guadagnare tra i 500 e i 1000 euro. Solo un 10% di fortunati supera la
soglia dei 1000 euro. E il 94% non è iscritto al sindacato. "Circostanza – afferma Ciro Pellegrino, ani-
matore del Coordinamento - che ci ha fatto porre una domanda scomoda: ma forse il sindacato non fa
abbastanza per questi precari? Ora stiamo concludendo uno studio-inchiesta sulla formazione-truffa:
per mesi abbiamo contattato corsi di giornalismo che "vendono" letteralmente (con costi che vanno dai
300 ai 3mila euro) il percorso per diventare giornalista pubblicista. Finisce che devi comprarti il tesseri-
no. E’ il mondo capovolto: bisogna pagare per trovare notizie. Siamo l'unica categoria che si vede rinne-
gati due articoli della Costituzione: il 1 sul diritto al lavoro, il 21 sul diritto ad una libera stampa: in que-
sto contesto, non possono nascere dei giornalisti con la schiena diritta".

Da il Fatto Quotidiano del 13 maggio


13 maggio 2010
14 maggio 2010 (1)
14 maggio 2010 (2)
14 maggio 2010

14/05/10
Internet, Politica, Informazione, Giornalismo e Precariato
Nasce a Napoli Il Coordinamento Giornalisti Precari Campania
Il CGPC mostra il dossier sui Corsi-Truffa. Presenti ai lavori Ottavio Lucarelli, Presidente OdgCampa-
nia, Mimmo Falco, vicepresidente dell’OdgCampania; Mario Raffa, assessore al Lavoro del Comune di Napoli, e
Lucia Licciardi, del direttivo di Assostampa Campania.
di Francesca Ferrara

A Napoli, un'inchiesta sulla formazione giornalistica al di fuori della classica gavetta regolare di un tempo,
segna la seconda uscita pubblica alla libreria Ubik del Coordinamento Giornalisti Precari Campania che questa
volta si presenta alla cittadinanza con il suo logo ufficiale: una Mehari stilizzata che fa riferimento all'auto di
Giancarlo Siani, ucciso dalla Camorra quando era ancora un "abusivo".
Dopo il dossier sullo status della professione presentato sempre nella libreria il 26 febbraio scorso, oggi il
CGPC ha reso pubblico il risultato di un'indagine dal titolo: "Dalla formazione-truffa al silenzio sui diritti
negati" che ha portato alla luce "l'inganno" che si nasconde dietro i più svariati ed articolati annunci che ri-
guardano i corsi di formazione per diventare giornalista.
Tra questi, ciliegina sulla torta, è stata il testo che proclamava: “giornalista in un giorno”, con un seminario di
quattro ore. E coloro che si iscrivono arrivano a pagare fino a 3.000.000 euro per un corso di sei mesi. Altro
dato emerso, a parte la mancata realizzazione della promessa di collaborazione ed assunzione presso la testata
creata ad hoc, per giustificare la somma di denaro versata e il periodo di inizio attività giornalistica, detto im-
propriamente "praticantato", è che alcuni di questi corsi concorrono alla formazione dei crediti universitari.
Cinque le indagini scelte tra quelle più eclatanti per realizzare un video-denuncia di quasi 18 minuti in cui
l'assurdità, l'ambiguità e l'odor di truffa fanno da padrone, a tratti, con toni melodrammatici e con sfumature
cabarettistiche; del resto, a Napoli, tanto per citarne una, il tesserino è più comunemente detto: " 'o patentino".
Ottavio Lucarelli, presidente dell'Odg Campania a seguito delle prove documentate presentate, ha annunciato
il suo prossimo intervento, dopo le elezioni del 23 Maggio, con un esposto alla Procura della Repubblica.
«Aggiungeremo - afferma Lucarelli - questo materiale prodotto dal Coordinamento Giornalisti Precari Campa-
nia a quello che in questi mesi abbiamo già raccolto e nei prossimi giorni ci recheremo in Procura per denun-
ciare questa situazione».
E le iniziative dei Precari Campani non si fermano qua. Prossimo step l'attivazione di uno sportello di supporto
e di assistenza legale rivolto ai giornalisti e a chi si affaccia alla professione onde evitare ulteriore confusione e
creare una forma di tutoraggio verso i più giovani e inesperti che sognano il mestiere ma non hanno ancora
bene le idee chiare su quale sia la strada giusta da intraprendere per iscriversi all'Albo Nazionale dei Giornalisti
come pubblicista, come praticante e come professionista.
Si tratta di aiutare il prossimo "aspirante giornalista" nel fare un pò di chiarezza sulla legge e anche sul signifi-
cato delle parole come "praticantato", sempre più spesso abusata nella sua definizione e status, dagli ideatori di
questi fantomatici corsi professionalizzanti soprattutto quando sono tenuti a dare spiegazioni a chi li contatta
mosso dalla curiosità di capirne un poco di più rispetto a quanto riportato e lasciato intendere, o sottintendere,
dall'annuncio pubblicitario.
Il Coordinamento Giornalisti Precari Campania è gemellato con Re:Fusi - Coordinamento Freelance del Ve-
neto che oggi, in contemporanea a quanto accadesse a Spaccanapoli, ha manifestato in mutande sul pon-
te di Rialto a Venezia. Il video qui.
I lavori dei precari napoletani continuano per la prossima inchiesta-dossier sulla vergognosa speculazione che
si è riversata sul settore formazione per l'accesso alla professione giornalistica.
Dal Nord al Sud, i collaboratori, negli anni '80 chiamati "abusivi", oggi "precari" vertono, a seconda delle re-
gioni, in uno status di fondo uguale ma con diverse sfumature che si calano nelle singole realtà locali.
A Perugia, in occasione del Festival Internazionale del Giornalismo il Segretario della FNSI, Franco Sid-
di, sulla nascita dei Coordinamenti Giornalisti Precari si è così espresso: «Credo sia un fatto positivo perché
c’è bisogno di prendere atto che la nostra professione oggi è dislocata ed esercitata in realtà differenti. I dati
ci dicono che più della metà dei giornalisti a lavoro svolgono questa attività da freelance o in condizioni, come
spesso capita, da precario o da abusivo, perché è questa la condizione del mercato del lavoro, regolato o non
regolato meglio da leggi che ignorano l’esistenza di questi problemi e che il contratto giornalistico, da solo,
non può risolvere se non sotto gli aspetti di natura previdenziale che abbiamo in qualche modo regolamentato
o dei principi di riferimento per la libertà professionale. Per cui, il fatto che nascano i coordinamenti è positi-
vo, perché consente a quest’area di avere più forza se riesce ad esprimere dei valori comuni però unificanti».
I Movimenti e i Coordinamenti sono già decine e decine per tutto lo Stivale. Non resta che sperare che ben pre-
sto tali coordinamenti possano cambiare la dicitura da "precari" a "felici" senza più essere costretti a mettersi in
mutande per sensibilizzare l'opinione pubblica, ed in primis, gli editori, sul tema del precariato giornalistico.
Comunicato stampa 14 maggio 2010
14 maggio 2010

GIORNALISTI: PRECARI PRESENTANO DOSSIER SU CORSI


'TAROCCATI'
NAPOLI, 14 MAG - Oltre cento persone, in gran parte giornalisti, hanno parte-
cipato alla seconda iniziativa pubblica del Coordinamento giornalisti precari
campani, tenutasi oggi nella libreria Ubik di Napoli. All’assemblea è stato pre-
sentato il dossier, composto da materiale audio e video, sui corsi di formazione-
truffa ai danni di giovani aspiranti giornalisti. Tra gli annunci più inverosimili
c'è quello che propone di diventare “giornalisti in un giorno”, con un seminario
di quattro ore. E coloro che si iscrivono arrivano a pagare fino a 3mila euro per
un corso di sei mesi. Durante il dibattito è intervenuto il presidente dell’Ordi-
ne dei Giornalisti della Campania Ottavio Lucarelli, che ha annunciato un espo-
sto alla Procura della Repubblica: “Aggiungeremo questo materiale prodotto
dal coordinamento giornalisti precari a quello che in questi mesi abbiamo già
raccolto - ha affermato - e nei prossimi giorni ci recheremo in Procura per de-
nunciare questa situazione”. Il coordinamento ha anche presentato ufficial-
mente il suo logo: una Mehari stilizzata che fa riferimento all’auto di Giancarlo
Siani, ucciso dalla camorra quando era ancora un “abusivo”. In chiusura di
giornata, il coordinamento ha anche annunciato l'attivazione a breve di uno
sportello di supporto e di assistenza legale rivolto ai giornalisti e a chi si affac-
cia alla professione. Ai lavori hanno partecipato, tra gli altri: Mimmo Fal-
co,vicepresidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania; Mario Raffa, as-
sessore al Lavoro del Comune di Napoli, e Lucia Licciardi, del direttivo di As-
sostampa Campania.
14 maggio 2010

FORMAZIONE-TRUFFA: IL COORDINAMENTO GIORNALISTI PRECARI CAMPANI PRESENTA


DOSSIER SU CORSI TAROCCATI
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Formazione-truffa: il Coordinamento giornalisti


precari campani presenta dossier su corsi taroc-
cati
Venerdì 14 Maggio 2010 15:52 Comunicato Stampa

Oltre cento persone (in gran parte giornalisti) hanno partecipato alla seconda iniziativa pubblica del
Coordinamento giornalisti precari campani, tenutasi stamattina alla libreria Ubik di Napoli. All’as-
semblea è stato presentato il dossier, composto da materiale audio e video, sui corsi di formazione-
truffa ai danni di giovani aspiranti giornalisti.

Tra gli annunci più inverosimili c’è quello che propone di diventare “giornalista in un giorno”, con un
seminario di quattro ore. E coloro che si iscrivono arrivano a pagare fino a 3mila euro per un corso di
sei mesi. Durante il dibattito è intervenuto il presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania
Ottavio Lucarelli, che ha annunciato un esposto alla Procura della Repubblica: «Aggiungeremo
questo materiale prodotto dal Coordinamento giornalisti precari a quello che in questi mesi abbia-
mo già raccolto – ha affermato – e nei prossimi giorni ci recheremo in Procura per denunciare que-
sta situazione».

Il Coordinamento ha anche presentato ufficialmente il suo logo: una Mehari stilizzata che fa riferi-
mento all’auto di Giancarlo Siani, ucciso dalla camorra quando era ancora un “abusivo”. In chiusura
di giornata, il Coordinamento ha anche annunciato l’attivazione a breve di uno sportello di supporto e
di assistenza legale rivolto ai giornalisti e a chi si affaccia alla professione.

Ai lavori hanno partecipato, tra gli altri: Mimmo Falco, vicepresidente dell’Ordine dei Giornalisti
della Campania; Mario Raffa, assessore al Lavoro del Comune di Napoli, e Lucia Licciardi, del
direttivo di Assostampa Campania.
14 maggio 2010

Freelance e precari, due manifestazioni a Napoli e Venezia


Scritto Venerdì 14 Maggio 2010 da Andrea Tirone

Giornalisti al lavoro

Andrà in scena oggi a Venezia e Napoli la

giornata degli “S-pennati”, ovvero dei gior-

nalisti freelance e precari. Due manifesta-

zioni che si svolgeranno in contemporanea

per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla con-

dizione insostenibile di tanti giornalisti chiamati

a svolgere il delicato ruolo di informare senza

tuttavia essere riconosciuti dal punto di vista lavorativo e retributivo.

La prima protesta andrà in scena a Venezia, organizzata da “Re:fusi”, l’associazione dei freelance

veneti nata lo scorso anno, insieme all’Assostampa veneta. Alla manifestazione parteciperanno anche

delegazioni provenienti da altre regioni e alcuni dirigenti nazionali della Fnsi. La mobilitazione, si legge

nella nota di presentazione, segue il D-Day del 4 maggio 2009, ovvero la giornata della dignità pro-

fessionale. “Ora si arriva al giorno degli S-pennati, – continua la nota – sì perché i giornalisti che non

sono dipendenti è così che si sentono per la stragrande maggioranza: reperibilità 24 su 24, strumenti e

spese (auto compresa) a proprio carico, niente ferie, niente malattia, niente maternità, articoli pagati 5

euro lordi, servizi a 10 euro lordi, foto a 7 euro lordi. E la situazione diventa ancor più tragica se il cal-

colo del compenso viene fatto su base oraria: allora ci si accorge che se si va a pareggio è quasi un mi-

racolo”.

Per cercare di venire a capo di questa condizione l’appuntamento è alle 14.30 nella sede del Sindacato

giornalisti del Veneto in calle Pezzana, dove esponenti degli organismi di categoria, rappresentati della

Regione, delle province e dei comuni, nonché con i parlamentari veneti, si confronteranno “per gettare

le basi per una collaborazione fattiva attorno al progetto di un tariffario regionale”.

Prima, intorno a mezzogiorno ci sarà un momento pubblico in Campo S. Giacometo (ai piedi del ponte

di Rialto) per coinvolgere la cittadinanza con una performance e un volantinaggio a cura di Re:fusi.

L’altra manifestazione andrà in scena a Napoli, dove il Coordinamento Giornalisti Precari della

Campania ha organizzato un’assemblea pubblica dal titolo “Dalla formazione-truffa al silenzio sui

diritti negati”. Nel corso dell’incontro, che si terrà alle 10.30 alla libreria Ubik, sarà illustrato un dos-

sier sulle tante trappole nascoste dietro i corsi di giornalismo fasulli. La manifestazione sarà an-

che l’occasione per presentare ufficialmente il logo dell’associazione e lanciare le prime attività di soste-

gno e di assistenza per i giornalisti precari e freelance. Previsto anche un collegamento con i giornalisti

veneti.
14 maggio 2010

“Dalla formazione-truffa al silenzio sui diritti negati”

Iniziativa pubblica a cura del

Coordinamento Giornalisti Precari della Campania

Venerdì 14 maggio - 10.30

Libreria Ubik (via Benedetto Croce - 28, Napoli)

Napoli – «Diventerai giornalista in un giorno». Incredibile? Eppure è solo una delle assurde inserzioni che si
leggono sul web e sugli annunci affissi in città. Il Coordinamento Giornalisti Precari della Campania ne discuterà
in un’assemblea pubblica dal titolo “Dalla formazione-truffa al silenzio sui diritti negati”, venerdì 14 maggio, alle
10.30, alla libreria Ubik. Durante l’incontro sarà illustrato un dossier, il risultato di un’inchiesta sulle tante trappo-
le nascoste dietro i corsi di giornalismo fasulli.
Un’occasione per presentare ufficialmente il logo dell’associazione e lanciare le prime attività di sostegno e di
assistenza per i giornalisti precari e freelance.
Al dibattito sono invitati i giornalisti, le istituzioni locali, le associazioni, i sindacati e i movimenti.
L’appuntamento si svolgerà in contemporanea con l’iniziativa pubblica promossa da Re:fusi, il Coordinamento
Freelance del Veneto. Previsto un collegamento con i colleghi veneti.

Coordinamento giornalisti precari della Campania

Info:
www.cronisti.info
giornalistiprecaricampania@gmail.com
Facebook: coordinamento giornalisti precari campani
e giornalisti precari della Campania
Contatti:
338 82 66 928 – 346 35 88 302 – 334 28 69 811
15 maggio 2010
15 maggio 2010
15 maggio 2010

15 maggio 2010 | IGV News

Giornalisti precari presentano dossier su


corsi di formazione taroccati

Vuoi diventare giornalista in un giorno?


Vuoi raggiungere in breve tempo il grado di professionista dell’informazione? Prego, firma
qui che si può anche rateizzare, perché si, essere giornalista ha un costo, ma alla fine col no-
stro attestato avrai le porte aperte ovunque. Dubbi? C’è qualcosa di surreale o quantomeno di
anormale in tutto questo? A chiederselo moltissimi giovani colleghi ai primi step nel mondo
dell’informazione. Ma a chiederselo, soprattutto, è stato nelle ultime settimane il
“coordinamento giornalisti precari campani”, che nel pomeriggio di ieri hanno presentato un
dossier, composto da materiale audio e video, sui corsi di formazione – truffa ai danni di gio-
vani aspiranti giornalisti. Oltre cento persone, in gran parte giornalisti, hanno partecipato alla
seconda iniziativa pubblica del coordinamento, tenutasi nella libreria “Ubik” di Napoli. Co-
me hanno spiegato i responsabili del coordinamento, e come già anticipato sopra, tra gli an-
nunci più inverosimili c’è quello che promette di diventare “giornalista in un giorno”, attra-
verso un seminario di quattro ore. E coloro che si iscrivono arrivano a pagare fino a 3mila
euro per un corso di sei mesi. Durante il dibattito è anche intervenuto il presidente dell’Ordi-
ne dei Giornalisti della Campania Ottavio Lucarelli, che ha annunciato la preparazione di un
esposto alla Procura della Repubblica. «Aggiungeremo questo materiale prodotto dal coordi-
namento giornalisti precari – ha detto Lucarelli – a quello che in questi mesi abbiamo già
raccolto e nei prossimi giorni ci recheremo in procura per denunciare questa situazione». Il
coordinamento ha anche presentato ufficialmente il suo logo: una Mehari stilizzata che fa
riferimento all’auto di Giancarlo Siani, ucciso dalla camorra quando era ancora un
“abusivo”. In chiusura di giornata, il coordinamento ha annunciato l’attivazione a breve di
uno sportello di supporto e di assistenza legale rivolto ai giornalisti e a chi si affaccia alla
professione. Ai lavori hanno partecipato, tra gli altri: Mimmo Falco, vicepresidente dell’Or-
dine dei Giornalisti della Campania; Mario Raffa, assessore al Lavoro del Comune di Napo-
li, e Lucia Licciardi, del direttivo di Assostampa Campania.
Francesco Ferrigno
15 maggio 2010
sabato, 15 maggio 2010

Una Mehari per il Coordinamento


Giornalisti Precari Campania
Presentato ieri il logo del Coordinamento Giornalisti Precari Campania e un dossier sui Corsi-
Truffa che proliferano sul territorio speculando sulla vendita (abusiva) del tesserino di pubblicista.
di Francesca Ferrara

NAPOLI - “questo è il logo del Coordinamento Giornalisti Precari Campani. E’ la Mehari, la stessa auto
sulla quale Giancarlo Siani, giornalista napoletano, girava per cercare notizie. E’ la stessa auto sulla quale è
morto da abusivo del giornalismo napoletano. Per non dimenticare, per andare avanti nel solco da lui traccia-
to” è lo status apparso ieri alle 16:59 nella pagina fan del Coordinamento su Facebook dopo averlo presentato
ieri mattina alla libreria UBIK Napoli.
Il 14 Maggio data della seconda iniziativa pubblica del Coordinamento dedicata alla “Formazione-truffa. Dos-
sier sui corsi taroccati”.
L’intervista di Matteo Ponzano su Reset Radio al Presidente del CGPC, Luca Romano titola: “Giornalisti si
nasce. Retribuiti si spera” perché è proprio questo il punto: i giornalisti pubblicisti, professionisti e freelance
lavorano, prestano il loro servizio professionale agli editori che non pagano o, come accade nel miglior dei casi,
per paradosso, retribuiscono un euro ad articolo.
La bassa o mancata/negata retribuzione comporta anche l’impossibilità, nei casi più drammatici, del corretto
svolgimento dell’attività d’inchiesta oltre che il riconoscimento di una tutela legale. Spesso i più fortunati rie-
scono a sopravvivere grazie alla sommatoria delle collaborazioni ma esiste anche il giornalista professionista
che non ne ha nemmeno una. Uno status di crisi del quale si parla poco ma che sta alla base del sostentamento
della libertà di informazione perché essa si basa sull’indipendenza del giornalista e non sul calpestamento dei
suoi diritti.
E così come è riportato nell’articolo di Vincenzo Iurillo, Ciro Pellegrino, animatore del Coordinamento sotto-
linea: «Siamo l’unica categoria che si vede rinnegati due articoli della Costituzione: il 1 sul diritto al lavoro, il
21 sul diritto ad una libera stampa: in questo contesto, non possono nascere dei giornalisti con la schiena di-
ritta». E ancora, nella dichiarazione rilasciata ad Alessandro Di Rienzo dell’ Ami: «Napoli è la culla della cro-
naca, ma questa non viene pagata».
E questo non è solo che una parte della denuncia emersa dall’inchiesta “Corsi Truffa” che il Coordinamento ha
svolto in questi mesi raccogliendo dati sconcertanti riguardo alla speculazione che vi è in corso causa il prolife-
rare di corsi di formazione (non riconosciuti dall’Odg) per la formazione e l’accesso alla pratica giornalistica e
all’albo nazionale, drogando così il mercato del mestiere.
Come da comunicato il presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania Ottavio Lucarelli, ha annunciato
un esposto alla Procura della Repubblica: «Aggiungeremo questo materiale prodotto dal Coordinamento gior-
nalisti precari a quello che in questi mesi abbiamo già raccolto – ha affermato – e nei prossimi giorni ci reche-
remo in Procura per denunciare questa situazione».
18 maggio 2010 (1)
18 maggio 2010 (2)
21/27 maggio 2010 (1)
21/27 maggio 2010 (2)
21/27 maggio 2010 (3)
21/27 maggio 2010 (4)
Comunicato stampa
21 settembre 2010

COMUNICATO STAMPA

23/09/ 1985 - 23/09/ 2010: 25 ANNI DALL'ASSASSINIO DI GIANCARLO SIANI

IL COORDINAMENTO GIORNALISTI PRECARI CAMPANI NON DIMENTICA

Il Coordinamento giornalisti precari campani, giovedì 23 settembre, in occasione dei 25 anni dall'assassinio di
Giancarlo Siani, giornalista de Il Mattino ucciso dalla camorra, si mobiliterà con un'iniziativa fuori al cinema
Filangieri in occasione della proiezione del film "E io ti seguo" prevista alle 18:30.

Alle 18:00 saremo lì con un volantino che prepareremo per l'occasione e soprattutto con una videocamera con
cui chiederemo alle persone presenti di leggere passaggi di un articolo di Giancarlo per creare un video da
far girare sui nostri canali. Vogliamo ricordare il sacrificio di Giancarlo a partire dalla sua condizione di
giornalista precario: dalla sua condizione è nata l'idea del nostro logo.

Appuntamento giovedì 23 settembre ore 18:00 davanti al cinema Filangieri.

Per tutte le attività della nostra associazione, per visionare la documentazione prodotta e le iniziative svolte nei
mesi scorsi è possibile farlo collegandosi al nostro sito o aggiungersi alle nostra pagine face book.

Coordinamento giornalisti precari campani


www.cronisti.info
giornalistiprecaricampania@gmail.com
facebook:
coordinamento giornalisti precari campania
giornalisti precari della campania
22 settembre 2010
22 settembre 2010

Eventi in memoria di Giancarlo Siani

23/09/ 1985 – 23/09/ 2010: 25 anni dall’assassinio di Giancarlo Siani. Il Coordi-


namento giornalisti precari campani non dimentica
Il Coordinamento giornalisti precari campani, giovedì 23 settembre, in occasione dei 25 anni dall’as-
sassinio di Giancarlo Siani, giornalista de “Il Mattino” ucciso dalla camorra, si mobiliterà con un’iniziativa
fuori al cinema Filangieri di Napoli in occasione della proiezione del film “E io ti seguo” prevista alle 18 e 30.
Alle 18 saremo lì con un volantino che prepareremo per l’occasione e soprattutto con una videocamera con cui
chiederemo alle persone presenti di leggere passaggi di un articolo di Giancarlo per creare un video da far gira-
re sui nostri canali. Vogliamo ricordare il sacrificio di Giancarlo a partire dalla sua condizione di giornalista
precario: dalla sua condizione è nata l’idea del nostro logo.
Appuntamento giovedì 23 settembre ore 18 davanti al cinema Filangieri.
Coordinamento giornalisti precari campani non dimentica
22 settembre 2010 (1)
22 settembre 2010 (2)
23 settembre 2010
23 settembre 2010
23 settembre 2010

Venticinque anni senza Giancarlo


La città rende omaggio a Siani
Il sindaco Rosa Iervolino deporrà una corona di fiori sul luogo dove venne assassinato il
giovane cronista
di OTTAVIO LUCARELLI

"Giancarlo non era un eroe, ma un giornalista". Lo ripete il fratello, Paolo Siani, ad ogni conve-
gno, ad ogni incontro nelle scuole. Un giornalista del Mattino, Giancarlo Siani, ucciso la sera di
venticinque anni fa da due killer di camorra che lo avevano atteso sotto casa. Lavorava da po-
che settimane in via Chiatamone dopo aver seguito per anni gli intrecci tra camorra e politica a
Torre Annunziata.

"Un cronista dalla eccezionale spinta etica - racconta Armando D'Alterio, che nel 1994 riaprì le
indagini sull'omicidio Siani riuscendo ad approdare alla condanna dei responsabili - che non fu
ucciso solo per l'articolo in cui svelava che il boss Valentino Gionta era stato tradito dai suoi al-
leati Nuvoletta, ma per tutti i fastidi che con il suo lavoro di corrispondente aveva dato al clan
Gionta. In realtà Siani riusciva a raccogliere informazioni che all'epoca spesso non erano a co-
noscenza di magistratura e forze di polizia".

L'indagine di D'Alterio portò alle condanne definitive, in Cassazione, per i mandanti Angelo Nu-
voletta e Luigi Baccante e per i sicari Ciro Cappuccio e Armando Del Core. E stamattina alle 9,
venticinque anni dopo l'assassinio, saranno posti fiori alle "rampe Siani" (via Suarez) dal sinda-
co Rosa Russo Iervolino assieme a don Luigi Ciotti, don Tonino Palmese e Geppino Fiorenza di
"Libera". Primo di una serie di appuntamenti. Un'ora dopo Consiglio straordinario della munici-
palità Vomero-Arenella nella sala "Silvia Ruotolo" in via Morghen.

Alle 10, nella sala "Siani" del Mattino, presentazione del rapporto annuale di "Ossigeno per l'in-
formazione" sui cronisti minacciati in Italia con Alberto Spampinato, direttore dell'Osservatorio, e
Roberto Natale, presidente della Federazione nazionale della stampa. A mezzogiorno nella
stessa sala cerimonia di consegna, alla presenza del regista Marco Risi, presidente di giuria,
della settima edizione del "Premio Giancarlo Siani" organizzato dall'Ordine dei giornalisti della
Campania con Associazione napoletana della stampa, Università Suor Orsola Benincasa, asso-
ciazione "Siani" e Mattino. Alle 17 l'associazione Siani sarà ricevuta dal sindaco a Palazzo San
Giacomo mentre alle 18.30 al cinema Filangieri sarà proiettato il film di Maurizio Fiume "E io ti
seguo". Davanti al cinema, prima della proiezione, iniziativa organizzata dal coordinamento dei
giornalisti precari. Precari, come era Giancarlo Siani.
23 settembre 2010 (1)
IL 23 SETTEMBRE DEL 1985 IL GIORNALISTA FU UCCISO A POCHI PASSI DA CASA

Siani, una ferita larga venticinque anni


D'Alterio: «Dava troppo fastidio ai clan»
Il magistrato che riaprì le indagini: «Aveva una gran-
de spinta etica». Spunta un murale che lo ritrae sorri-
dente
NAPOLI - Il murale che il writer Graffo ha dipinto su un muro del quartiere Gianturco lo ritrae
sorridente, come in una delle sue immagini più note. Eternamente giovane, perché la sua vita è
stata spezzata prima che potesse diventare davvero adulto. Giancarlo Siani aveva 26 anni ed era
ancora un giornalista precario quando, il 23 settembre del 1985, esattamente un quarto di secolo
fa, venne trucidato di proiettili nella sua Mehari, mentre parcheggiava a pochi passi dalla sua
casa vomerese, di ritorno da una giornata tra notizie cercate in giro e pagine scritte in redazione.
Un omicidio per il quale un lunghissimo processo ha individuato cinque responsabili: Angelo
Nuvoletta e Luigi Baccante come mandanti, Ciro Cappuccio, Armando Del Core e Gaetano Vaio-
lare come esecutori materiali del delitto. Il boss Valentino Gionta, condannato in primo grado,
verrà invece scagionato definitivamente dalla Cassazione.

IL MOVENTE - Siani sarebbe stato ucciso perché in un articolo aveva svelato scomodi retro-
scena dell'arresto del boss di Torre Annunziata Valentino Gionta, ipotizzando che lo stesso fosse
stato «venduto» agli investigatori dal clan alleato dei Nuvoletta. Uccidere Giancarlo, per i Nuvo-
letta, sarebbe servito a lavare l'onta di quella «offesa» e a riacquistare credibilità presso i Gionta.
Ma la verità processuale, alla quale si è giunti con difficoltà e non senza aver imboccato, all'ini-
zio, strade sbagliate, non ha del tutto cancellato la convinzione, diffusa tra chi l'ha conosciuto,
che dietro quell'omicidio ci fosse anche altro, magari il timore che preziose e scottanti carte in
suo possesso potessero presto diventare articoli. La pensa così anche Armando D’Alterio, il ma-
gistrato che nel 1994, quando rivestiva l’incarico di sostituto alla Direzione distrettuale antimafia
di Napoli, riaprì le indagini sul caso: «Quell’articolo fu solo la causa scatenante dell’omicidio.
Del resto quando decisero di uccidere Siani, dicevano chiaramente che ciò andava fatto anche
per tutti i fastidi che con il suo lavoro di corrispondente da Torre Annunziata aveva dato al clan.
E di questo i capi ne parlavano tranquillamente ai gregari, una circostanza insolita perchè non
capita mai che i boss, ovvero i generali, quando ordinano un omicidio ne spieghino le ragioni più
delicate ai "soldati"».

IL MAGISTRATO - Fu grazie all'intuito e alla tenacia di D’Alterio, oggi procuratore della Re-
pubblica di Campobasso, che l’inchiesta approdò finalmente alla identificazione e alla condanna
dei responsabili. Lui Siani l'ha «conosciuto» attraverso l'inchiesta, dalle quali, dice, emerse la
figura «di un giovane cronista, ricco di entusiasmo e dalla eccezionale spinta etica, che era alla
base non solo del suo lavoro di giornalista», ma anche, sebbene di sfuggita, di persona, come ha
raccontato in un'intervista ad Enzo La Penna dell'Ansa: «Era il 1984, il periodo immediatamente
successivo alla strage di Torre Annunziata, e lo incrociavo nei corridoi della procura a Castel Ca-
puano. Non mi sembrava il ragazzo timido che descrivono. Tutt’altro: lo vedevo convinto, sicuro
di sè, tanto che in un primo momento per come lo vedevo muoversi immaginai addirittura che
fosse un poliziotto».

FORTÁPASC - E timido, Giancarlo Siani, non appare neanche nella pellicola che nel 2009
Marco Risi ha girato per ricordare la sua storia, Fortapàsc, il soprannome che il giornalista stes-
so, in un articolo, aveva dato alla Torre Annunziata dilaniata dalla lotta tra clan. Nel film, piutto-
sto, ed è questo l'aspetto che qualcuno ha trovato poco corrispondente alla realtà, Siani appare
fin troppo giocoso, allegro, scanzonato, mentre, invece, «lui non era uno sbarbatello ingenuo col
taccuino, aveva ottimi rapporti, discuteva, si informava». Lo ricorda così il sociologo Amato
Lamberti, con il cui Osservatorio sulla camorra il giornalista collaborava, in un'intervista pub-
blicata nell'ampio speciale dedicato ai 25 anni dell'omicidio Siani da Progetto Campania, il pe-
riodico diretto da Antonio Emanuele Piedimonte. Ma Fortapàsc, che segue al libro di Antonio
Franchini L'abusivo e al lungometraggio di Maurizio Fiume E io ti seguo già dedicati a Siani nel
2001 e 2003, è un buon film, che ha raccontato la storia del cronista ucciso dai clan ad una pla-
tea nazionale.
23 settembre 2010 (2)

IL PREMIO - Giancarlo Siani nel corso di questi 25 anni è diventato simbolo del giornalismo
libero, nonché una delle figure più note tra le tante, troppe, vittime innocenti della camorra. Il
suo nome, oggi, è lo stesso di decine di scuole campane, di aule universitarie, di premi giornali-
stici, come quello che il quotidiano per il quale lavorava e che presto l'avrebbe assunto, Il Matti-
no, consegna da sette anni proprio il 23 settembre: oggi alle 12, nella sede di via Chiatamone, ci
sarà la cerimonia dell'edizione 2010. Nel 2006 tra i vincitori del Premio Siani c'era anche Rober-
to Saviano, che nel maggio di quell'anno aveva pubblicato il suo Gomorra, che sarebbe in seguito
diventato bestseller mondiale. E solo poche ore prima di ritirare la targa, lo scrittore aveva lan-
ciato il suo famoso j'accuse alla camorra dal palco di una manifestazione organizzata a Casal di
Principe. In questi anni non sono mancati molti paralleli, e qualche paragone, tra Siani e Savia-
no, l'uno ucciso dai clan, l'altro minacciato dalla stessa, entrambi con la passione per la parola e
l'ambizione della verità. E porta la data di ieri, ed è stato pubblicato da Il Mattino, il primo arti-
colo che lo scrittore sotto scorta ha dedicato a Siani, che, dice, fu «ammazzato perché aveva ta-
lento». Tutti gli articoli scritti da Giancarlo Siani, «Le Parole di una Vita», nel 2006 sono stati
raccolti e pubblicati in due volumi da Phoebus Edizioni.

PRECARI PER SIANI - E oggi pomeriggio, nel giorno dell'anniversario dell'assassinio di Sia-
ni, i giovani (e meno giovani) cronisti che vivono la condizione di precari colgono l'occasione per
ricordare le loro difficoltà: il Coordinamento giornalisti precari campani si mobiliterà con un'ini-
ziativa all'esterno del cinema Filangieri in occasione della proiezione del film E io ti seguo previ-
sta alle 18:30. Alle persone presenti sarà chiesto, videocamera alla mano, di leggere passaggi di
un articolo di Siani per creare un corto da far girare sul web. Il sacrificio di Giancarlo sarà dun-
que ricordato a partire dalla sua condizione di giornalista precario.

Ch. Ma.
22 settembre 2010(ultima modifica: 23 settembre 2010)
23 settembre 2010 (1)
23 settembre 2010 (2)
26 ottobre 2010
Comunicato stampa 14 dicembre 2010

LA FABBRICA DI GIORNALISTI
Come i master creano professionisti destinati alla precarietà
ASSEMBLEA PUBBLICA
VENERDÌ 17 DICEMBRE ORE 10 LIBRERIA EVALUNA-PIAZZA BELLINI

Napoli – In Campania ci sono due Master in giornalismo, uno a Napoli e uno a Salerno. Ogni corso biennale
costa ad ogni studente fino a 15mila euro. In otto anni le scuole campane hanno sfornato circa 150 giornalisti
professionisti. Dove lavorano? Quali contratti hanno? A quanto ammonta il loro stipendio? Lo abbiamo
chiesto agli ex studenti attraverso un questionario on line a cui ha risposto il 25 per cento di loro. Dalla ricerca
è emerso che il settanta per cento degli intervistati, dopo il master, è disoccupato o lavora con collabora-
zioni occasionali che solo raramente superano i 500 euro di retribuzione mensile. Venerdì 17 dicembre
alle ore 10:00 a piazza Bellini – libreria Evaluna vi racconteremo che cosa ha risposto il campione intervista-
to e le storie e le considerazioni sulle scuole di giornalismo che ci sono state inviate. Un incontro che chiude il
nostro impegno per indagare e informare sulla formazione e l’accesso alla nostra professione.
Inoltre, annunceremo alcune importanti iniziative che il Coordinamento sta intraprendendo per ottenere spazi e
luoghi. Faremo il punto sugli impegni assunti da Assostampa e Ordine dei giornalisti Campania dopo gli incon-
tri avvenuti la scorsa estate. E, soprattutto, vi racconteremo il primo anno di Coordinamento: i corsi-truffa sma-
scherati, lo stop al Master “magna e bevi” per giornalista enogastronomico e la battaglia per un’informazione
libera dal precariato.

Sono invitati tutti i colleghi giornalisti, l’Ordine dei Giornalisti della Campania, Assostampa, Ordine naziona-
le, la Fnsi, i Comitati di Redazione, le associazioni, i movimenti e i cittadini tutti.

Coordinamento giornalisti precari campani


www.cronisti.info
15 dicembre 2010

GIORNALI | Napoli
- In Campania ci sono due Master in giornalismo, uno a Napoli e uno a Salerno. Ogni
corso biennale costa ad ogni studente fino a 15mila euro. In otto anni le scuole campane
hanno sfornato circa 150 giornalisti professionisti. Dove lavorano? Quali contratti han-
no? A quanto ammonta il loro stipendio? Lo abbiamo chiesto agli ex studenti attraverso
un questionario on line a cui ha risposto il 25 per cento di loro. Dalla ricerca è emerso
che il settanta per cento degli intervistati, dopo il master, è disoccupato o lavora con col-
laborazioni occasionali che solo raramente superano i 500 euro di retribuzione mensile.
Venerdì 17 dicembre alle ore 10:00 a piazza Bellini – libreria Evaluna vi racconteremo
che cosa ha risposto il campione intervistato e le storie e le considerazioni sulle scuole di
giornalismo che ci sono state inviate. Un incontro che chiude il nostro impegno per in-
dagare e informare sulla formazione e l'accesso alla nostra professione.
Inoltre, annunceremo alcune importanti iniziative che il Coordinamento sta intrapren-
dendo per ottenere spazi e luoghi. Faremo il punto sugli impegni assunti da Assostampa
e Ordine dei giornalisti Campania dopo gli incontri avvenuti la scorsa estate. E, soprat-
tutto, vi racconteremo il primo anno di Coordinamento: i corsi-truffa smascherati, lo
stop al Master "magna e bevi" per giornalista enogastronomico e la battaglia per un'in-
formazione libera dal precariato.
Comunicato stampa 17 dicembre 2010

PRESENTATO DOSSIER SUI MASTER IN GIORNALISMO DELLA CAMPANIA


IL PROFILO DEGLI EX STUDENTI:
30 anni, precario e insoddisfatto. La scuola? Una fabbrica di illusioni

LUCARELLI: UN ERRORE APRIRE DUE SCUOLE DI GIORNALISMO NELLA NOSTRA REGIONE

IL COORDINAMENTO ANNUNCIA: A BREVE UNA CONVENZIONE CON IL COMUNE DI NAPOLI


PER LA GESTIONE DI UN BENE CONFISCATO NEL CENTRO STORICO. SARA’ LA CASA DEI
GIORNALISTI

Napoli 17 dicembre – Questa mattina il Coordinamento giornalisti precari della Campania ha presentato,
durante un’assemblea pubblica alla libreria Evaluna di piazza Bellini, l’indagine sugli ex studenti dei due
Master in giornalismo della Campania. In meno di un mese hanno risposto al questionario 36 giornalisti
(ovvero il 24% del totale degli studenti che escono dalle scuole di giornalismo di Napoli e Salerno, stimati
complessivamente in 150). Gli intervistati hanno in media 30 anni e, nella maggior parte dei casi, lavorano in
condizioni contrattuali precarie (contratto a progetto o collaborazione occasionale). Alcuni non hanno un’oc-
cupazione allo stato attuale (il 25%). Ne deriva una situazione economica che colloca il 52,7% degli intervistati
in una fascia di reddito che arriva, quando va bene, a 500 euro (in 8 casi non viene percepito alcun compen-
so). Spinti a preferire la scuola alla gavetta “tradizionale” soprattutto dall’impossibilità di ottenere il prati-
cantato in un’altra forma o attratti dalle presunte maggiori possibilità di accesso al mondo del lavoro del
master, più della metà delle persone dichiara di esserne rimasto sostanzialmente delusa. 20 su 36 non consiglie-
rebbero a un amico di iscriversi a una scuola di giornalismo, ritenendolo troppo dispendioso e soprattutto inuti-
le ai fini dell’accesso diretto al mondo del lavoro. Il presidente di OdG Campania, Ottavio Lucarelli, è interve-
nuto al dibatito ed ha affermato: «E’ stato un errore aprire due scuole di giornalismo in Campania, la Re-
gione non le regge. I partecipanti sono in calo per gli stessi motivi riportati nel dossier del Coordinamento. Pur-
troppo la convenzione con le scuole la firma l’Ordine nazionale. Siamo in attesa di conoscere l’esito dell’ispe-
zione fatta al Suor Orsola Benincasa che, a quanto mi dicono, non è stata tranquilla». Ad interevenire è stato
anche Renato Rocco, Unione cronisti: «E’ finito il tempo dei bilanci, ora è il momento di dare risposte ai preca-
ri. Chi partecipa alle scuole di giornalismo “compra” un titolo che il mercato non richiede». Per la prima volta,
a un incontro publico del CGPC, non erano presenti membri di Assostampa Campania.

I portavoce del Coordinamento hanno tracciato un bilancio di questo primo anno dell’Associazione: il dossier
per l’esposto contro i corsi-truffa e la denuncia del Master “magna e bevi” per giornalista enogastronomico poi
ritirato dal Suor Orsola Benincasa. Inoltre è stato annunciato l’iter per una convenzione con il Comune di Na-
poli sulla gestione di un bene confiscato nel centro storico, grazie anche all'impegno dell'assessore comunale
al Patrimonio Marcello D'Aponte, che diventerà la “casa dei giornalisti”. Su questo punto Lucarelli ha aggiun-
to: «L’Ordine darà un contributo per gli allestimenti della sede».

Questa mattina erano presenti e hanno dato la loro adesione al Coordinamento anche i colleghi Romolo Sticchi
e Luigi Roano.
17 dicembre 2010 (1)

GIORNALISTI:PRECARI PRESENTANO DOSSIER SU MASTER IN CAMPANIA


(ANSA) - NAPOLI, 17 DIC - Trent'anni, precario e insoddisfatto: è il profilo degli ex studenti dei corsi di
giornalismo della Campania, tracciato dal Coordinamento giornalisti precari della regione e presentato oggi
durante un'assemblea pubblica indetta alla libreria Evaluna di piazza Bellini, a NAPOLI. All'incontro, fa sapere
una nota del Coordinamento, ha preso parte anche il presidente d'Ordine dei Giornalisti della Campania, Otta-
vio Lucarelli che, nel corso del suo intervento ha definito «un errore aprire due scuole di giornalismo in Cam-
pania, la regione non le regge. I partecipanti sono in calo per gli stessi motivi riportati nel dossier del Coordina-
mento. Purtroppo la convenzione con le scuole la firma l'Ordine nazionale. Siamo in attesa di conoscere l'esito
dell'ispezione fatta al Suor Orsola Benincasa». Secondo Renato Rocco, presidente dell'Unione cronisti, «è fini-
to il tempo dei bilanci, ora è il momento di dare risposte ai precari. Chi partecipa alle scuole di giornalismo
'comprà un titolo che il mercato non richiede». Nel corso dell'incontro è stato anche annunciato l'avvio di un
iter per la stipula di una convenzione con il Comune di NAPOLI sulla gestione di un bene confiscato nel centro
storico che, grazie anche all'impegno dell'assessore al Patrimonio del Comune di NAPOLI Marcello D'Aponte,
potrebbe presto diventare la «casa dei giornalisti». Un punto, quest'ultimo, che vedrà il contributo dell'Ordine
dei Giornalisti della Campania: «L' Ordine darà un contributo per gli allestimenti della sede», ha detto Lucarel-
li. L'indagine del Coordinamento sugli ex studenti dei due master in giornalismo della Campania si è svolta
attraverso un questionario: «in meno di un mese hanno risposto 36 giornalisti (ovvero il 24% del totale degli
studenti che escono dalle scuole di giornalismo di NAPOLI e Salerno, stimati complessivamente in 150)», è
stato detto durante l'assemblea. Gli intervistati hanno in media 30 anni e, nella maggior parte dei casi, lavorano
in condizioni contrattuali precarie (contratto a progetto o collaborazione occasionale). Alcuni non hanno un'oc-
cupazione allo stato attuale (il 25%). Ne deriva una situazione economica che colloca il 52,7% degli intervistati
in una fascia di reddito che, nella migliore delle situazioni riscontrare, arriva a 500 euro mentre in 8 casi è stato
rilevato che non viene percepito alcun compenso. Spinti a preferire la scuola alla gavetta «tradizionale» - so-
prattutto a causa dell'impossibilità di ottenere il praticantato in un'altra forma o attratti dalle presunte maggiori
possibilità di accesso al mondo del lavoro del master - più della metà delle persone ha dichiarato di esserne
rimasto sostanzialmente delusa. Venti su 36 non consiglierebbero a un amico di iscriversi a una scuola di gior-
nalismo, ritenendolo troppo dispendioso e soprattutto inutile ai fini dell'accesso diretto al mondo del lavoro.
Perplessità e critiche sono state espresse anche nei confronti di alcuni corsi e il master per giornalista enoga-
stronomico presentato e poi ritirato dal Suor Orsola Benincasa. Nel corso dell'incontro, hanno dato la loro ade-
sione al Coordinamento anche i colleghi Romolo Sticchi e Luigi Roano. Per la prima volta a un incontro pub-
blico del Coordinamento - sottolineano infine i promotori dell'iniziativa - non erano presenti membri di Asso-
stampa Campania. (ANSA).
17 dicembre 2010 (1)

(ANSA) - NAPOLI, 17 DIC - «Due scuole di giornalismo, in una regione come la Campania, sono decisamente
troppe». È il parere espresso dal presidente dell'Associazione Napoletana della Stampa Vincenzo Colimoro
commentando la presentazione di un dossier sui master di giornalismo in Campania redatto dal Coordinamento
giornalisti precari campani. Secondo Colimoro, «quando le scuole sono nate avevano l'intento di liberalizzare
l'accesso alla professione ma oggi, con quello che costa frequentarle, l'accesso è diventato per reddito». «Come
sindacato - ha aggiunto Colimoro - siamo contenti che anche l'Ordine, finalmente, faccia un passo indietro e
venga sulle posizioni che il sindacato da anni denuncia. A questo punto il riscatto della professione giornalisti-
ca non può che non passare per il riacquistare spazi di qualità, di professionalità e di legalità». «L'editoria della
nostra regione - ha detto ancora il presidente di Assostampa Campania - molto spesso manca di tutto questo,
catapultando sul sindacato responsabilità di cui non ha alcuna colpa». «La nostra assenza alla presentazione di
oggi - ha precisato il presidente di Assostampa - è stata determinata dalla concomitanza dell'Assemblea genera-
le dei iscritti, del Consiglio direttivo, della riunione dei delegati al congresso FNSI e della conferenza dei comi-
tati di redazione, previste da tempo». «È ora di mettere da parte ogni strumentalizzazione polemica, sterile e
inutile - ha concluso Colimoro - l'attenzione al mondo del precariato è al primo posto nelle azioni del Sindacato
nazionale e regionale». (ANSA)..
Comunicato stampa 17 dicembre 2010

In riferimento al lancio ANSA GIORNALISTI: ASSOSTAMPA, TROPPE DUE SCUOLE IN CAMPANIA


delle 17.42

Il Coordinamento giornalisti precari Campania replica alle parole del presidente di Assostampa Vincenzo Coli-
moro che, giustificando l'assenza del sindacato regionale all'assemblea dei precari ha addotto motivi organizza-
tivi determinati dalla concomitante assemblea di Assostampa.
A parte la singolare decisione del sindacato regionale che ha convocato nello stesso giorno e alla stessa ora la
propria assemblea degli iscritti, nonostante l'assemblea del Coordinamento fosse stata resa nota un mese prima,
ci colpiscono le parole del presidente Colimoro che creano una profonda frattura tra il mondo del precariato e
quello dei giornalisti cosiddetti "garantiti". Non solo Assostampa non ha ritenuto di dover mandare un proprio
delegato del suo numeroso direttivo ad ascoltare i precari, ma non ha nemmeno invitato il Coordinamento al
proprio direttivo. Una scelta politica che evidentemente fa il paio con la scelta di non candidare fra i delegati al
congresso Fnsi di gennaio nessun professionista precario della Campania.

Siamo curiosi di sapere cosa pensano di quest'esclusione il presidente Roberto Natale, il segretario nazionale
Fnsi, Franco Siddi e la Commissione autonoma del giornalismo costituita in seno alla Federazione.

Dunque nessuna strumentalizzazione polemica, sterile e inutile: i giornalisti precari ringraziano il presidente
Odg Campania Ottavio Lucarelli che ha espresso pubblicamente la propria autorevole opinione e chiedono
piuttosto al sindacato napoletano una posizione netta e non cerchiobottista sui tanti problemi che affliggono la
professione in questa regione. I giovani del Coordinamento ci mettono la faccia, sfidando anche la camorra
nell'acquisizione di un bene confiscato ai clan. Il sindacato torni a scendere fra i colleghi e sia il presidio di
tutti, non solo di pochi garantiti
17 dicembre 2010
17 dicembre 2010

Cronaca | di Vincenzo Iurillo


17 dicembre 2010

Disoccupati, precari e sottopagati


Vita dura per i cronisti in Campania
Sono queste le conclusioni di uno studio promosso dal “Coordinamento giornalisti precari della Cam-
pania”, presentato nella mattinata del 17 dicembre presso la libreria Evaluna di piazza Bellini, a Na-
poli
NAPOLI – Cronisti sottopagati o disoccupati, e delusi di aver compiuto un grosso investimento di
tempo e di denaro in un master che non offre uno sbocco professionale vero. Sono queste le amare
conclusioni di uno studio promosso dal “Coordinamento giornalisti precari della Campania”, presen-
tato nella mattinata del 17 dicembre presso la libreria Evaluna di piazza Bellini, a Napoli.

Il Coordinamento raggruppa una schiera di giornalisti locali che si arrangiano tra contrattini e collabo-
razioni. In questi mesi ha prodotto dei dossier sullo sfruttamento dei cronisti napoletani, sui meccani-
smi distorti dell’accesso alla professione e sulle truffe dei corsi-fantasma, istituti privati più o meno
riconosciuti che propagandano lezioni a pagamento in cambio del tesserino di pubblicista.

Nelle ultime settimane il Coordinamento ha acceso un faro sui master di giornalismo, le scuole uni-
versitarie che consentono, a termine del corso, di accedere all’esame di stato per l’iscrizione all’albo
dei giornalisti professionisti. Ne è nata l’idea di rivolgere agli studenti della scuola del Suor Orsola
Benincasa, Napoli, nata nel 2003, e dell’Università di Fisciano, Salerno, nata nel 2008, un questiona-
rio a risposte aperte. Hanno aderito in 36, il 24% del totale degli studenti usciti tra le due scuole, sti-
mato in 150 circa. Gli intervistati hanno in media 30 anni. Nella maggior parte dei casi lavorano in
condizioni contrattuali precarie, tra cococo, contratti a progetto o retribuzioni a singolo articolo. Solo il
16% ha un contratto a tempo determinato con una testata, appena il 6% ha ottenuto l’assunzione a
tempo indeterminato. Il 25% degli interpellati hanno dichiarato di essere disoccupati. E comunque le
retribuzioni dei giornalisti sfornati dai master sono imbarazzanti. Il 30% di loro percepiscono meno di
500 euro al mese. Un altro 30% si colloca tra i 500 e i 1000 euro. Il 22% non guadagna nulla. L’11%
arriva a guadagnare tra i 1000 e i 1600 euro. Solo il 3% riesce a strappare retribuzioni tra i 1600 e i
2000 euro al mese, infine c’è un fortunato 3% che guadagna oltre i 2000 euro al mese.

Lo studio registra anche la delusione dei ragazzi che hanno investito cifre consistenti (una retta di
12mila euro annui) in corsi giudicati poco utili e non perfettamente soddisfacenti per il livello di prepa-
razione raggiunto, soprattutto a causa dello scollamento tra teoria e pratica giornalistica.
“Sicuramente la scuola – scrive un ex alunno – è un’esperienza di vita, ma che, almeno a Salerno,
resta tale perché manca un mercato giornalistico tale da accogliere (in un iter a norma di legge) i
giornalisti professionisti. Se manca il mercato non ha senso produrre professionisti che poi avranno il
triplo delle difficoltà per essere assunti. Quindi occorre una razionalizzazione del numero di scuole di
giornalismo sul territorio. Si mantengano quelle strutture collegate già a determinati ambienti di lavo-
ro o comunque in città importanti. Tutte le altre possono dare anche la migliore istruzione del mondo,
ma non servono a niente”. Un’altra ex-alunna aggiunge: “Abbiamo giocato a fare i giornalisti, perché
la situazione lavorativa, dopo i due anni di master, è drammatica. C’è inoltre poco interessamento
per il post-corso (non ho ricevuto una telefonata dai miei tutor di supporto, per segnalarmi un concor-
so pubblico), diciamo che dopo aver intascato i 10 mila euro hanno simpaticamente detto arrivederci
e grazie, trincerandosi dietro alle parole “la situazione è difficile”. Trovo il percorso totalmente inutile
per l’inserimento nel mondo del lavoro”. Un terzo ex alunno aggiunge: “Il “tesserino” da professioni-
sta anche se retaggio di una cultura corporativa che dovrebbe essere rovesciata, è, al momento, un
“pezzo di carta” che consente di partecipare anche a concorsi nella pubblica amministrazione (in at-
tesa delle singole ratifiche della legge 150). Visto il periodo di crisi e considerata la riduzione degli
spazi nelle redazioni, è una alternativa da non sottovalutare per chi vuole vivere di giornalismo.

La scuola, con tutti i suoi limiti, dà la possibilità di ottenere i titoli utili per partecipare a diverse sele-
zioni. Sarebbe auspicabile un corso che prepari realmente alla professione e non un’accozzaglia di
gente e materie lanciate alla rinfusa. Ma magari la preparazione teorica la si affida alle proprie capa-
cità di essere “insegnanti di se stessi”, la pratica la si svolge nello stage (unica esperienza veramente
formativa) e, se si è meritevoli, si può accedere alle borse di studio regionali per chi frequenta
master. In attesa che qualcosa cambi, e premendo affinché cambi, mi pare un ragionamento realisti-
co”. La maggioranza degli studenti spiega di essersi iscritta al master “perché era impossibile acce-
dere al praticantato e diventare professionisti in un altro modo”. Ma c’è una risposta che colpisce per
schiettezza e dispiacere: “Mi hanno venduto una grande illusione, quella che appena sarei uscito
dalla scuola sarei stata assunta”. Purtroppo in Campania non è così.
venerdì 17 dicembre 2010 (1)
17 dicembre 2010 (2)
17 dicembre 2010
17 dicembre 2010 (1)
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17 dicembre 2010

Disoccupati, precari e sottopagati: vita dura per i cronisti in Campania

(Il Fatto Quotidiano) – Cronisti sottopagati o disoccupati, e delusi di


aver compiuto un grosso investimento di tempo e di denaro in un master che non offre uno sbocco
professionale vero. Sono queste le amare conclusioni di uno studio promosso dal “Coordinamento
giornalisti precari della Campania”, presentato nella mattinata del 17 dicembre presso la libreria Eva-
luna di piazza Bellini, a Napoli.
Il Coordinamento raggruppa una schiera di giornalisti locali che si arrangiano tra contrattini e collabo-
razioni. In questi mesi ha prodotto dei dossier sullo sfruttamento dei cronisti napoletani, sui meccani-
smi distorti dell’accesso alla professione e sulle truffe dei corsi-fantasma, istituti privati più o meno
riconosciuti che propagandano lezioni a pagamento in cambio del tesserino di pubblicista.
Nelle ultime settimane il Coordinamento ha acceso un faro sui master di giornalismo, le scuole uni-
versitarie che consentono, a termine del corso, di accedere all’esame di stato per l’iscrizione all’albo
dei giornalisti professionisti. Ne è nata l’idea di rivolgere agli studenti della scuola del Suor Orsola
Benincasa, Napoli, nata nel 2003, e dell’Università di Fisciano, Salerno, nata nel 2008, un questiona-
rio a risposte aperte. Hanno aderito in 36, il 24% del totale degli studenti usciti tra le due scuole, sti-
mato in 150 circa. Gli intervistati hanno in media 30 anni. Nella maggior parte dei casi lavorano in
condizioni contrattuali precarie, tra cococo, contratti a progetto o retribuzioni a singolo articolo. Solo il
16% ha un contratto a tempo determinato con una testata, appena il 6% ha ottenuto l’assunzione a
tempo indeterminato. Il 25% degli interpellati hanno dichiarato di essere disoccupati. E comunque le
retribuzioni dei giornalisti sfornati dai master sono imbarazzanti. Il 30% di loro percepiscono meno di
500 euro al mese. Un altro 30% si colloca tra i 500 e i 1000 euro. Il 22% non guadagna nulla. L’11%
arriva a guadagnare tra i 1000 e i 1600 euro. Solo il 3% riesce a strappare retribuzioni tra i 1600 e i
2000 euro al mese, infine c’è un fortunato 3% che guadagna oltre i 2000 euro al mese.
Lo studio registra anche la delusione dei ragazzi che hanno investito cifre consistenti (una retta di
12mila euro annui) in corsi giudicati poco utili e non perfettamente soddisfacenti per il livello di prepa-
razione raggiunto, soprattutto a causa dello scollamento tra teoria e pratica giornalistica.
“Sicuramente la scuola – scrive un ex alunno – è un’esperienza di vita, ma che, almeno a Salerno,
resta tale perché manca un mercato giornalistico tale da accogliere (in un iter a norma di legge) i
giornalisti professionisti. Se manca il mercato non ha senso produrre professionisti che poi avranno il
triplo delle difficoltà per essere assunti. Quindi occorre una razionalizzazione del numero di scuole di
giornalismo sul territorio. Si mantengano quelle strutture collegate già a determinati ambienti di lavo-
ro o comunque in città importanti. Tutte le altre possono dare anche la migliore istruzione del mondo,
ma non servono a niente”. Un’altra ex-alunna aggiunge: “Abbiamo giocato a fare i giornalisti, perché
la situazione lavorativa, dopo i due anni di master, è drammatica. C’è inoltre poco interessamento
per il post-corso (non ho ricevuto una telefonata dai miei tutor di supporto, per segnalarmi un concor-
so pubblico), diciamo che dopo aver intascato i 10 mila euro hanno simpaticamente detto arrivederci
e grazie, trincerandosi dietro alle parole “la situazione è difficile”. Trovo il percorso totalmente inutile
per l’inserimento nel mondo del lavoro”. Un terzo ex alunno aggiunge: “Il “tesserino” da professioni-
sta anche se retaggio di una cultura corporativa che dovrebbe essere rovesciata, è, al momento, un
“pezzo di carta” che consente di partecipare anche a concorsi nella pubblica amministrazione (in at-
tesa delle singole ratifiche della legge 150). Visto il periodo di crisi e considerata la riduzione degli
spazi nelle redazioni, è una alternativa da non sottovalutare per chi vuole vivere di giornalismo.
La scuola, con tutti i suoi limiti, dà la possibilità di ottenere i titoli utili per partecipare a diverse sele-
zioni. Sarebbe auspicabile un corso che prepari realmente alla professione e non un’accozzaglia di
gente e materie lanciate alla rinfusa. Ma magari la preparazione teorica la si affida alle proprie capa-
cità di essere “insegnanti di se stessi”, la pratica la si svolge nello stage (unica esperienza veramente
formativa) e, se si è meritevoli, si può accedere alle borse di studio regionali per chi frequenta
master. In attesa che qualcosa cambi, e premendo affinché cambi, mi pare un ragionamento realisti-
co”. La maggioranza degli studenti spiega di essersi iscritta al master “perché era impossibile acce-
dere al praticantato e diventare professionisti in un altro modo”. Ma c’è una risposta che colpisce per
schiettezza e dispiacere: “Mi hanno venduto una grande illusione, quella che appena sarei uscito
dalla scuola sarei stata assunta”. Purtroppo in Campania non è così.
Vincenzo Iurillo
17 dicembre 2010

Disoccupati, precari e sottopagati Vita dura per i cronisti in Campania

Venerdì 17 Dicembre 2010 18:26


NAPOLI – Cronisti sottopagati o disoccupati, e delusi di aver compiuto un grosso investimento di tempo e di
denaro in un master che non offre uno sbocco professionale vero. Sono queste le amare conclusioni di uno stu-
dio promosso dal “Coordinamento giornalisti precari della Campania”, presentato nella mattinata del 17 dicem-
bre presso la libreria Evaluna di piazza Bellini, a Napoli.
Il Coordinamento raggruppa una schiera di giornalisti locali che si arrangiano tra contrattini e collaborazioni. In
questi mesi ha prodotto dei dossier sullo sfruttamento dei cronisti napoletani, sui meccanismi distorti dell’ac-
cesso alla professione e sulle truffe dei corsi-fantasma, istituti privati più o meno riconosciuti che propaganda-
no lezioni a pagamento in cambio del tesserino di pubblicista.
Nelle ultime settimane il Coordinamento ha acceso un faro sui master di giornalismo, le scuole universitarie
che consentono, a termine del corso, di accedere all’esame di stato per l’iscrizione all’albo dei giornalisti pro-
fessionisti. Ne è nata l’idea di rivolgere agli studenti della scuola del Suor Orsola Benincasa, Napoli, nata nel
2003, e dell’Università di Fisciano, Salerno, nata nel 2008, un questionario a risposte aperte. Hanno aderito in
36, il 24% del totale degli studenti usciti tra le due scuole, stimato in 150 circa. Gli intervistati hanno in media
30 anni. Nella maggior parte dei casi lavorano in condizioni contrattuali precarie, tra cococo, contratti a proget-
to o retribuzioni a singolo articolo. Solo il 16% ha un contratto a tempo determinato con una testata, appena il
6% ha ottenuto l’assunzione a tempo indeterminato. Il 25% degli interpellati hanno dichiarato di essere disoc-
cupati. E comunque le retribuzioni dei giornalisti sfornati dai master sono imbarazzanti. Il 30% di loro percepi-
scono meno di 500 euro al mese. Un altro 30% si colloca tra i 500 e i 1000 euro. Il 22% non guadagna nulla.
L’11% arriva a guadagnare tra i 1000 e i 1600 euro. Solo il 3% riesce a strappare retribuzioni tra i 1600 e i 200-
0 euro al mese, infine c’è un fortunato 3% che guadagna oltre i 2000 euro al mese.
Lo studio registra anche la delusione dei ragazzi che hanno investito cifre consistenti (una retta di 12mila euro
annui) in corsi giudicati poco utili e non perfettamente soddisfacenti per il livello di preparazione raggiunto,
soprattutto a causa dello scollamento tra teoria e pratica giornalistica. “Sicuramente la scuola – scrive un ex
alunno – è un’esperienza di vita, ma che, almeno a Salerno, resta tale perché manca un mercato giornalistico
tale da accogliere (in un iter a norma di legge) i giornalisti professionisti. Se manca il mercato non ha senso
produrre professionisti che poi avranno il triplo delle difficoltà per essere assunti. Quindi occorre una raziona-
lizzazione del numero di scuole di giornalismo sul territorio. Si mantengano quelle strutture collegate già a de-
terminati ambienti di lavoro o comunque in città importanti. Tutte le altre possono dare anche la migliore istru-
zione del mondo, ma non servono a niente”. Un’altra ex-alunna aggiunge: “Abbiamo giocato a fare i giornali-
sti, perché la situazione lavorativa, dopo i due anni di master, è drammatica. C’è inoltre poco interessamento
per il post-corso (non ho ricevuto una telefonata dai miei tutor di supporto, per segnalarmi un concorso pubbli-
co), diciamo che dopo aver intascato i 10 mila euro hanno simpaticamente detto arrivederci e grazie, trinceran-
dosi dietro alle parole “la situazione è difficile”. Trovo il percorso totalmente inutile per l’inserimento nel mon-
do del lavoro”. Un terzo ex alunno aggiunge: “Il “tesserino” da professionista anche se retaggio di una cultura
corporativa che dovrebbe essere rovesciata, è, al momento, un “pezzo di carta” che consente di partecipare an-
che a concorsi nella pubblica amministrazione (in attesa delle singole ratifiche della legge 150). Visto il perio-
do di crisi e considerata la riduzione degli spazi nelle redazioni, è una alternativa da non sottovalutare per chi
vuole vivere di giornalismo.
La scuola, con tutti i suoi limiti, dà la possibilità di ottenere i titoli utili per partecipare a diverse selezioni. Sa-
rebbe auspicabile un corso che prepari realmente alla professione e non un’accozzaglia di gente e materie lan-
ciate alla rinfusa. Ma magari la preparazione teorica la si affida alle proprie capacità di essere “insegnanti di se
stessi”, la pratica la si svolge nello stage (unica esperienza veramente formativa) e, se si è meritevoli, si può
accedere alle borse di studio regionali per chi frequenta master. In attesa che qualcosa cambi, e premendo affin-
ché cambi, mi pare un ragionamento realistico”. La maggioranza degli studenti spiega di essersi iscritta al
master “perché era impossibile accedere al praticantato e diventare professionisti in un altro modo”. Ma c’è una
risposta che colpisce per schiettezza e dispiacere: “Mi hanno venduto una grande illusione, quella che appena
sarei uscito dalla scuola sarei stata assunta”. Purtroppo in Campania non è così.
18 dicembre 2010

Scuole di giornalismo, una fabbrica di


illusioni?

Secondo un sondaggio compiuto dal Coordinamento Giornalisti Precari della Campania sugli iscritti
alle scuole di giornalismo della regione, oltre il 60% degli interpellati hanno spiegato di essersi iscritti a una
scuola per “l’impossibilità di ottenere il praticantato in un’altra forma” – Una percentuale ancora maggiore
non ha nemmeno il tesserino da pubblicista – Il 30% degli interpellati guadagnano meno di 500 euro mensili
—–
Oltre il 60% degli aspiranti giornalisti che hanno frequentato le scuole di giornalismo in Campania lo hanno
fatto per “l’impossibilità di ottenere il praticantato in un’altra forma”. E’ uno dei dati di un sondaggio sull’ ar-
gomento compiuto dal Coordinamento Giornalisti Precari della Campania nell’ ambito di un dos-
sier presentato ieri a Napoli.
Dal sondaggio – racconta Ciro Pelegrino su Cronisti.info – emerge il profilo di un giovane sui 30 anni, precario
e insoddisfatto, che ritiene le scuole di giornalismo ‘’ una fabbrica di illusioni’’.
‘’Una percentuale ancora maggiore degli intervistati – spiega il CGPC -, dichiara di non possedere neppure il
tesserino da pubblicista. Quando poi si passa alla situazione lavorativa ed economica, la depressione sfiora i
livelli di allarme: il 42% ha un contratto a progetto o occasionale, il 25% è disoccupato, poco più del 16% ha
un contratto a tempo determinato, e solo il 5,5% ha un contratto a tempo indeterminato.
In quanto al guadagno, ‘’anche qui – osserva il CGPC -, le cifre parlano chiaro: oltre il 30% guadagna sotto i
500 euro mensili, un altro 30% tra i 500 ed i 1.000; oltre il 22% non percepisce invece alcun compenso, mentre
appena l’11% guadagna tra i 1.000 ed i 1.600 euro mensili ed il 2,7% percento supera quota 1.600 euro’’.
I giudizi tra gli studenti – prosegue il Coordinamento – sono più negativi che positivi: quasi tutti non consiglie-
rebbero ad un amico di iscriversi, anche visto il costo tutt’altro che irrisorio delle scuole: tra i 10mila ed i 15mi-
la euro’’.
Nel corso della presentazione del Dossier, il Coordinamento ha annunciato la firma di una convenzione con il
Comune di Napoli per la gestione di un bene confiscato nel centro storico della città, che diventerà ‘’la Casa dei
giornalisti’’.
18 dicembre 2010
19 dicembre 2010
21 dicembre 2010

Indagine napoletana.
Scuole di giornalismo:
fabbriche di illusioni?
Secondo un sondaggio compiuto dal Coordinamento Giornalisti Precari della Campania sugli iscritti alle
scuole di giornalismo della regione, oltre il 60% degli interpellati hanno spiegato di essersi iscritti a una
scuola per “l’impossibilità di ottenere il praticantato in un’altra forma”. Una percentuale ancora maggiore
non hanno nemmeno il tesserino da pubblicista. Il 30% degli interpellati guadagnano meno di 500 euro
mensili

Napoli, 18 dicembre 2010. Oltre il 60% degli aspiranti giornalisti che hanno frequentato le scuole di
giornalismo in Campania lo hanno fatto per “l’impossibilità di ottenere il praticantato in un’altra for-
ma”. E’ uno dei dati di un sondaggio sull’argomento compiuto dal Coordinamento Giornalisti Precari
della Campania nell’ ambito di un dossier presentato ieri a Napoli. Dal sondaggio – racconta Ciro Pele-
grino su Cronisti.info – emerge il profilo di un giovane sui 30 anni, precario e insoddisfatto, che ritiene le
scuole di giornalismo ‘’ una fabbrica di illusioni’’.

‘’Una percentuale ancora maggiore degli intervistati – spiega il CGPC -, dichiara di non possedere nep-
pure il tesserino da pubblicista. Quando poi si passa alla situazione lavorativa ed economica, la depres-
sione sfiora i livelli di allarme: il 42% ha un contratto a progetto o occasionale, il 25% è disoccupato,
poco più del 16% ha un contratto a tempo determinato, e solo il 5,5% ha un contratto a tempo indeter-
minato.

In quanto al guadagno, ‘’anche qui – osserva il CGPC -, le cifre parlano chiaro: oltre il 30% guadagna
sotto i 500 euro mensili, un altro 30% tra i 500 ed i 1.000; oltre il 22% non percepisce invece alcun com-
penso, mentre appena l’11% guadagna tra i 1.000 ed i 1.600 euro mensili ed il 2,7% percento supera
quota 1.600 euro’’.

I giudizi tra gli studenti – prosegue il Coordinamento – sono più negativi che positivi: quasi tutti non
consiglierebbero ad un amico di iscriversi, anche visto il costo tutt’altro che irrisorio delle scuole: tra i
10mila ed i 15mila euro’’.

Nel corso della presentazione del Dossier, il Coordinamento ha annunciato la firma di una convenzione
con il Comune di Napoli per la gestione di un bene confiscato nel centro storico della città, che diventerà
‘’la Casa dei giornalisti’’.

testo in http://www.lsdi.it/2010/12/18/scuole-di-giornalismo/
23 dicembre 2010
24 dicembre 2010
Comunicato stampa 1 gennaio 2011

WEB-TV DEL COMUNE DI NAPOLI, UNA "TELEPENSIONATO" DA


CANCELLARE!

"TelePensionato": così il Coordinamento giornalisti precari della Campania defini-


sce la web-tv del Comune di Napoli le cui trasmissioni sono state singolarmente
avviate nell'ultimo giorno del 2010.

Non si capisce quale sia l'obiettivo di quest'iniziativa editoriale: finanziata con


fondi pubblici della Società dell'Informazione, la web-tv di Palazzo San Giacomo
sfodera una redazione interna costituita da dirigenti dell'Amministrazione e poi
una folta pattuglia di pensionati - fra i quali il direttore della testata - per lo più ex
giornalisti Rai.

Il Coordinamento giornalisti precari della Campania "suona la sveglia" all'Asso-


stampa e all'Ordine regionale: è possibile che una iniziativa istituzionale venga
portata avanti nel silenzio di una categoria che vede centinaia di validissimi giova-
ni cronisti disoccupati o in attesa di primo impiego? Il Comune di Napoli avrebbe
dovuto avviare un regolare avviso pubblico per selezionare giovani giornalisti e
poi creare un laboratorio di idee e comunicazione istituzionale, non uno "zuppone"
con collaboratori a titolo volontario la cui età media supera i 60 anni, una scelta
che poco bada alle competenze reali che deve avere chi realizza una emittente via
internet.

A questo punto facciamo appello al sindaco Rosa Russo Iervolino, all'Ordine dei
Giornalisti e alla Fnsi affinché questa esperienza, iniziata col piede sbagliato, non
dia il segnale di un Comune lontano dalle esigenze dei suoi giovani cittadini non-
chè di istituzioni e sindacato dei giornalisti sordi al grido di dolore dei tanti senza-
lavoro del settore.

Coordinamento giornalisti precari campani


www.cronisti.info
2 gennaio 2011