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Fondazione Istituto Gramsci

Un giorno proibito del calendario ateniese


Author(s): Nicole Loraux
Source: Studi Storici, Anno 29, No. 4, A cinquant'anni dalle leggi razziali in Italia (Oct. - Dec.,
1988), pp. 925-939
Published by: Fondazione Istituto Gramsci
Stable URL: http://www.jstor.org/stable/20565857
Accessed: 20-11-2015 07:58 UTC

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Ricerceb

UN GIORNO PROIBITODEL CALENDARIO ATENIESE

Nicole Loraxx

Che fare di un avvenimento che non deve essere commemorato? La


soluzione non consiste necessariamente nel perderne di fatto ogni
memoria, come potrebbe suggerire un maneggio rapido della negazione.
Piu' complesso, ma tanto piu' interessante, 6 il trattamento del ((noni)sul
versante della commemorazione negativa; alla versione neutra della
negazione, quella che si applica al contenuto della memoria, si sostituisce
allora una versione so#olineatadove l'accento e posto sull'interdetto. Nel
primo caso ci si accontentera di non commemorare: Ici si astiene
semplicemente dall'evocare l'episodio che deve essere cancellato e si pu6
ben scommettere che in genere l'astensione conduce di fatto all'oblio. Pu6
anche esistere tuttavia la volonta di sottolineare la negazione in quanto
tale. Questo corrisponde a decretare ufficialmente l'oblio; e essenziale
allora che si installi una procedura per non commemorare. Poiche si tratta
di gestione collettiva della memoria, sara appunto il secondo caso a
trattenere piuiparticolarmente la nostra attenzione: in effetti, e nell'ambi
valenza di una simile procedura che si decifra nel migliore dei modi il
gioco che si svolge in un rifiuto di memoria quando il rifiuto e di se stesso
l'oggetto di un'orchestrazione.
L'esempio sara ateniese. Se l'avvenimento litigioso - nel caso specifico un
litigio tradiviniti - ci proviene dalmito (inteso nel senso che ilmito ha ad
Atene), esso comunque deve essere integrato alla storia o, almeno, a quella
che si pu6 definire la ((storiaateniese di Atene> 1.Plutarco sottolinea a due
riprese che gli ateniesi, per non commemorare ci6 che si svolse il secondo
giorno di un lontanomese di Boedromione, hanno tolto questo giorno dal
loro calendario.
La notizia sorprende. La data sarebbe scomparsa dal calendario ateniese
appunto poiche si riteneva che un 2 di Boedromione2 Poseidone ed Atena
si fossero disputati il primo posto nell'Attica? Non ci affretteremo,
1
L'invention d'Ath?nes. Histoire de Foraison fun?bre dans la ?cit? classique?, Paris-La 1981, pp.
Haye,
133-173. Se la storia ateniese di Atene ha il suo posto negli epitapbioi, ? importante ehe Platone
nel Menesseno ricordi Pepisodio subito dopo Pevocazione d'obbligo dell'autoctonia (273 c 8-d 1:
amphisbetesanten p?ri autes tbeon eris te kai krisis).
2
II mese di Boedromione, terzo delPanno al
religioso, corrispondeva approssimativamente
nostro mese di settembre.

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comunque, a screditare questa notizia per il fatto che essa non puo essere
verificata se non in Plutarco. Per una volta il lettore di testi ha tutte le
ragioni per non cedere ad una cattiva coscienza in forma di nostalgia del
documento <<reale,>(che, egli pensa, sono le iscrizioni e le iscrizioni
soltanto): poiche di fatto gli storici dell'antichita, che spesso diffidano
volentieri, sembrano d'accordo a non mettere in dubbio su questo punto la
parola di Plutarco3.Da parte mia avendo deciso di non complicare nulla
inutilmente, amia volta dunque prendero sul serio questa notizia, preziosa
per chi lavora sulle modalita del funzionamento della memoria ate
niese.

Due testi su un giorno in meno. Plutarco evoca due volte il caso del 2 di
Boedromione. Una delle sue Questioni convivialie consacrata al senso
nascosto - si tratta di un enigma (ainitteta:)- della legge che vuole che
Poseidone sia stato respinto in ogni luogo dalla sua candidatura al rango di
divinita poliade. Poiche il testo e mutilo nel punto che sarebbe quello
buono, non conosceremo mai la soluzione dell'enigma; apprenderemo
tuttavia che il dio in ogni luogo ha tollerato la sua sconfitta con dolcezza e
senza risentimento (amenitononta).E l'occasione per Plutarco di citare
l'esempio di Atene dove l'avvenimento e commemorato due volte: con la
dedica di un altare aLethe (l'Oblio) e sottraendo dal calendario il secondo
giorno di Boedromione. Del resto, un passo del trattatoSulta'morefraterno e
dedicato da Plutarco appunto a trarre lezione da quest'ultima pratica:
Gli Ateniesi, che hanno forgiato il mito stravagante del litigio (eris) tra gli dei,
hanno apportato un correttivo importante (epanortbona)alla loro stravaganza; essi in
effetti sopprimono sempre il secondo giorno del mese di Boedromione (tengar
deweran cxairousinaei touBoedroaeionos),poiche in quel giorno ebbe luogo la disputa (tes
diaphoras) che oppose Poseidone ad Atena.

Plutarco quindi esorta il lettore a seguirne l'esempio: nel caso di una


disputa con un genitore o con un parente bisogna <(installarequesto giorno
nella perdita di memoria (enamnestiaitenbemeran...titbesthai)e metterlo nel
novero dei giorni nefasti (nian tonapopbradon nomizin)>'4.
In talmodo Plutarco non si accontenta solo di dare un'informazione ma
offre anche tutti gli elementi di un processo interpretativo.Cancellare dal
calendario il 2 di Boedromione corrisponde ad apportare un (<correttivo))al
mito dell'eris divina, che fonda tuttavia l'eponimia della citta: come dire
che, per Atene, si trattadella gestione della propria memoria e che questa
memoria, pur inaugurandosi nel tempo del mito, e memoria politica. Cio
che in ogni caso bisogna ignorare e la discordia; il paragone - che
3 a proposito le fonti
? vero che nella grande discussione agitata del calendario ateniese
letterarie, quando esse esistono, appaiono incomparabilmente pi? degne di fede di iscrizioni
mutile, la cui ricostruzione d? luogo ad ogni tipo di speculazioni; cos? scrivono W.K. Pritchert
e B.L. Van der Waerden (Thu?ydidean Time-Reckoning and Euctemon's Seasonal Calendar, in
?Bullettin de Correspondance Hell?nique?, 85,1961, pp. 17-52): ?The evidence (cio? i testi di
Plutarco) is fortunately literary and not epigraphical? (p. 21).
4 18 (Moral?a 489 b).
Questioni conviviali IX 6 (Moralia 741 a); SulPamore fraterno

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ateniese

sfortunatamente e interrotto nelle Questioni conviviali da una lacuna e che


confrontava l'atteggiamento di Poseidone con quello di Trasibulo - doveva
volgersi a vantaggio del dio; al dio infatti si ascriveva ilmerito di essere
del capo democratico, poiche Poseidone -
stato piui politico (politikoteros)
pur senza aver attenuto il kratos come Trasibulo - aveva rinunciato al
risentimento. E esplicito qui il riferimento alla guerra civile, seguita al
colpo di Stato dei Trenta ed all'amnistia del 403: quella che comunque non
si chiamava ancora amnestia- il nome e raro alla fine del V secolo - ,ma si
riassumeva nella prescrizione negativa me xnesikakein (proibizione di
ricordare imali)>)S.Se la contesa tra gli dei si fa paradigma di ogni guerra
civile, ben lungi dal rappresentare una <<puraanomalia>6, sottrarre il 2 di
Boedromione acquista per gli ateniesi il proprio senso: di essere qualcosa
come un atto politico di oblio.
Torneremo su questa dimensione, che e quella piu evidentemente
percettibile nei due testi di Plutarco. Ora in primo luogo bisogna piuttosto
costituire, in tutta la sua complessita, il dossiersul 2 di Boedromione, a
cominciare dalla traccia - questa volta piu religiosa che politica - indicata
da Plutarco, quando assimila il giorno di una lite tra fratelli ad un giorno
onefasto)) (apophras).
Tuttavia, a dare lamisura delle complicazioni del percorso, si impongono
ancora alcune precisazioni. Riteniamo come acquisito il fatto che Kgli
Ateniesi sopprimono sempre il 2 di Boedromioneo. Cio significa che essi
passerebbero dall'1 al 3 di quel mese come se nulla fosse (come se nulla
fosse?vedremo di che si tratta,ma per ora pazienza). Sempre, aei:e cosi che
i greci designano le periodicita istituzionali; ne dedurremo dunque che gli
ateniesi procedevano ogni anno a questa sottrazione. Ma da quale
momento della loro storia bisogna datare una simile pratica? Certo,
<sempre)) (aei) indubbiamente vuole anche significare: a partire dalle
origini, nell'aion sempre rinnovato del tempo della citta. Tuttavia qui, a
proposito dell'antichita di questo osempre)>, si insinua un dubbio: non
tanto perche nessun'altra testimonianza puo corroborare quella di Plu
tarco quanto piuttosto poiche ne esiste almeno una - e indiscutibile - che
per l'epoca classica la invalida.A giudicare dai conti dei tesorieri di Atena
(iscritti su pietra e dunque al di sopra di ogni sospetto), negli ultimi anni
del V secolo a.C. un atto pubblico poteva ancora essere compiuto un 2 di
Boedromione: cio suggerisce almeno che, in questo periodo, gli ateniesi
non avevano ancora deciso di cancellare la data dal loro calendario.
Si aggiunga che - scolpita sul frontone del Partenone ed esaltata
probabilmente nell'eloquenza ufficiale degli epitapbioi- nell'Atene classica
ladisputa traPoseidone edAtena sembra essere stataun titolo di gloria piu
che un momento da dimenticare'.
5
Cfr. N. Loraux, L'oubli dans la cit?, in ?Le temps de la r?flexion?, 1,1980, pp. 213-242 e, sulla
guerra tra fratelli corne modello della stasis, ?Oikeios potemos?: la guerra nella famiglia, in ?Studi
Storici?, 28, 1987, pp. 5-35.
6
A. Mommsen, Feste der Stadt Athen im Altertum, Leipzig, 1898, pp. 132-133.
7
Frontone del Partenone: Pausania, I 24,5 (a oriente la nascita di Atena, a occidente ?Teris di

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Evidentemente, non era ancora l'oradi cancellare un episodio che Platone


presenta nel Menessenocome un elogio della citta da parte degli dei. In tal
modo, probabilmente coscienti di questa difficolta, alcuni lettori di
Plutarco hanno cercato di aggirarla facendo della commemorazione
negativa una celebrazione positiva: senza piu' esitare, essi conservano per
tutto il tempo il 2 di Boedromione nel calendario ateniese e assegnano a
questo giorno la festa dei Niketeria, una festa di cui Proclo segnala che
((ancoraai suoi tempi>)(eti toinun)gli ateniesi commemoravano lavittoria di
Atena su Poseidone8. Nulla tuttavia autorizza a forzare i testi in talmodo,
per strappare a questi testi il contrario di quanto essi dicono senza alcuna
perifrasi. Plutarco parla proprio di un giorno nefasto e non di un giorno di
gloria: egli colloca una pratica, da lui designata chiaramente come un gesto
di sottrazione, non sotto il segno della vittoria di Atena ma sotto quello
della sconfitta di Poseidone o almeno, nella sua formulazione piu' neutra,
sotto il segno della <<disputa>> tra gli dei. Se si accoglie Plutarco come
informatore, bisogna dunque accettare che le cose siano andate come egli
racconta: in altri termini, datare la soppressione del 2 di Boedromione a
partire da (<secoliposteriori>>agli anni 4009;molto probabilmente a partire
dall'epoca ellenistica quando, com'e noto, la citta di Atene non ha esitato a
sopprimere certi anniversari di lugubrememoria.
Se dunque si e dovuto dimenticare il 2 di Boedromione al punto da
cancellarlo dal calendario ateniese, e opportuno restituire tutto il suo
valore all'assimilazione che Plutarco stabilisce indirettamente, per il
tramite della lite tra fratelli, traquesta data ed un giorno apophras.Non che
si tratti di considerare effettivamente come tale il 2 di Boedromione.
Tuttavia, per il fatto di procedere . un'assimilazione di questo tipo Plutarco
suggerisce almeno un elemento: che esiste qualcosa come una affinita tra il
giorno da dimenticare e quelli che sono detti onefasti>>,i giorni che con
maggiore esattezza (spiegheremo ulteriormente questa traduzione) si
potrebbero definire proibiti (come glossano i lessicografi, apopbhras: apago
reuomwene).

I giorniproibiti. Se il 2 di Boedromione inclina verso i giorni proibiti, la

Poseidone contro Atena per PAttica?). Epitaphioi: Platone, Menesseno 237 c. L'ostilit? di Piatone
contro il tema delle liti tra gli dei, il carattere fortemente parod?stico ?tWepitaphios, fanno
certo dubitare che gli altri discorsi abbiano effettivamente presentato questo topos-, tuttavia, la
testimonianza del Partenone, nella sua dimensione di programma ? irrefu
ideol?gico,
tabile.
8
J.D. Mikalson, The Sacred and Civil Calendar of theAthenian Year, Princeton, 1975, p. 47, che cita
Proclo, in Timaeum 53 d. Pi? saggiamente, per conciliare tutto, A. Mommsen {Feste, cit., p. 171)
cercava di datare iNiketeria a partir? dal 3 o dal 4 di Boedromione.
9 e B.L. Van der Waerden,
Formula prudente di W.K. Pritchett Thu?ydidean Time-Reckoning,
cit., p. 22. ?poca ellenistica: cfr. W.K. Pritchett, Ancient Athenian Calendars on Stone, Berkeley
and Los Angeles, 1963, p. 343 (soppressione del giorno anniversario della morte della figlia di
Erode Attico); la soppressione da parte di Archino, nel 403-402, dei giorni che rimanevano
per l'iscrizione dei candidati all'esilio (Aristotele, Costituzione degli Ateniesi 40, 1), mi sembra
suscettibile di un'altra essa ad una tattica immediata, e non ad
spiegazione: poich? risponde
una della memoria.
strategia complessiva

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929 Un giornoproibitodel calendario
ateniese

sconfitta di Poseidone e caratterizzatacome una sventura o, piu precisa


mente, come un <<cattivogiorno)> (dusemeria): un giorno sinistro come e
sinistra inAristofane la vita dei tebani sotto il regno della Sfinge10.E cosi
che Plutarco, nelle Questioniconviviali, pensa fin dall'inizio la disavventura
del dio: sotto la categoria dei giorni lugubri.
Non e sicuro tuttavia che rendere giorno apophrasl'anniversario di una
sconfitta sia stato effettivamente un gesto greco (e, nel caso specifico, una
pratica ateniese)". Certo a Roma gli esempi abbondano, a cominciare da
quel simbolo di umiliazione che e il giorno della sconfitta dell'Allia, il
giorno che nel 390 a.C. apri ai galli la stradadi Roma"2.Giorno dell'Allia:
giorno maledetto, che Plutarco traduce con hemeraapophras. Occasione che
permette di osservare come i romani - collocando questa data sotto la
categoria dei giorni <<da temere poiche sono di cattivo augurio e sbarratida
interdetto>>- presumevano di parlare a questo proposito di dies relgiosuse
non di giorno ((nefasto))"3.
Si pone qui un problema di traduzione tanto cruciale quanto inestricabile.
Come constataAulo Gellio, l'uso degli stessi romani tendeva a confondere
un giorno <<religioso>>, in cui nessuno si azzarderebbe ad offrire un sacrificio
o addirittura a intraprendere ilminimo affare, con un giorno nefasto, in
cui e proibito introdurre un'azione in giustizia'4. Se dunque, all'interno
della lingua latina, si era gia infiltratauna qualche approssimazione, come
dare per scontato che - quando Plutarco esprime in greco realta romane -
l'approssimazione non sia irrimediabilmente amplificata, dal momento
che esiste un solo termine - il termine apophras- per esprimere due, anzi
tre realta?'5Ed anche quando - come a proposito del 2 di Boedromione -
Plutarco si attiene a fatti puramente greci, come sperare che l'uso del
termine apophrassia puro da ogni contaminazione romana?Questo e il
problema sollevato con tristezzadagli specialisti del calendario ateniese"6.
Da partemia, rifiutero di attenermi a una malinconia di questo tipo, e per
molte ragioni. Probabilmente nessuno puo essere sempre sicuro della
10
conviviatt IX 6; Aristofane, Kane 1287: Spbigga, dusamerian prutanin kuna.
11Questioni
Luciano, Pseudologistes 13, presenta questa pratica come il costume di ?certi popoli? che a
colpo sicuro non comprendono gli ateniesi; cfr. le osservazioni di J.D. Mikalson, ?Hemera
apopbras?, in ?American Journal of Philology?, 96, 1975, pp. 19-27, n. 20.
"
Cfr. Plutarco, Gamillo 19, 2-3 e 12 (mia ton malista pophradon) e Questioni romane 269 e-f. In
effetti, il giorno apopbras sembra aver commemorato non la disfatta stessa, ma i sacrifici offerti
dal tribuno militare prima della battaglia (Aulo Gellio, Notti attiche V 17). SulPAllia come
sconfitta simb?lica, cfr. Cicerone, Lettere a Attico IX 5,2. Secondo Aulo Gellio (ivi, V 17), la
battaglia di Canne sarebbe ugualmente all'origine di un cattivo giorno.
13
Secondo Aulo Gellio, Notti Attiche IV 9 (che cito), il ?volgare tuttavia
ignorante?
confondeva a torto nefasto e
14 giorno giorno rettgiosus.
Sui diesfasti e nefasti, cfr. A.K. Michels, The Calendar of theRoman Republic, Princeton, 1967, pp.
48-52 e pp. 61-67. Naturalmente, giorni impropri al giudizio esistono anche nelle citt? greche:
- come vedremo - il
cos? per Thasos (fine del IV sec?lo a.C.) cfr. SEG 17, 1960, n? 415; ma
? assegnato al contrario a certi processi.
giorno
" proibito
Aggiungendo ai dies nefasti e religiosi il dies ater, giorno ??ero?, su cui si consulti A.K. Michels,
The Calendar, cit., pp.65-66.
16
Cfr. J.D. Mikalson, ?Hemera?, cit., p. 20 (a proposito di Luciano) e p. 22 (a di Plu
proposito
tarco).

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purezza tutta greca della lingua e del pensiero di Plutarco; tuttavia capita
che a proposito del 2 di Boedromione noi non disponiamo di alcun altro
informatore: bisogna lavorare dunque con la lingua e con il pensiero di
Plutarco. Se Plutarco non designa il 2 di Boedromione come appartenente
effettivamente ai giorni che sono chiamati apophrades, per chi desidera
penetrare quali fossero le intenzioni degli ateniesi quando soppressero
questa data, almeno il suo ragionamento suggerisce che c'e molto da
imparare dalla definizione ateniese dei giorni ((proibiti)>. Plutarco, autore
di un trattato perduto sui giorni"7, anche se utilizza nella sua opera il
termine apophras con una certa imprecisione"8,resta comunque la fonte piu'
degna di fede su un argomento che aveva trattenuto in ogni caso la sua
attenzione, mentre a questo stesso proposito esistono tre soli richiami da
parte degli autori di epoca classica'9. Decisamente, e meglio prendere
partito per Plutarco: chi si interessa al 2 di Boedromione non sfuggira ne a
Plutarco ne alle hemeraiapophrades.
A proposito di questa data da dimenticare e per chiarirne la tonalita,
poniamo la nozione di <giorni proibitio. Ci si riassicuri almeno su un
punto: il termine apophras - a parte la realtamolto genericamente greca che
esso designa - e puramente ateniese20, ed e appunto ad Atene che si
possono delineare nel modo piui agevole (in accordo con la recentemessa a
punto di J.D. Mikalson) le caratteristiche dell'apophrashemera:con o senza
Luciano che ha consacrato uno scritto a definirne il contenuto ma che
sembra, anch'egli, seriamente contaminato dal modello romano21.Di un
giorno di questo tipo si dice che e apraktos22: modo di suggerire che non c'e
nulla da farvi o che non se ne puo fare nulla. 0 almeno: nulla d'altro che
non siano le attivita civiche - religiose e giuridiche - connesse a un giorno
come questo. Attivita molto determinate e molto scarse di numero: in
effetti, se si accoglie la detrazione di Mikalson, a questi giorni - che si
dicono ancora <<impuri>> e che alcuni storicimoderni della religione greca
designano come <<tabou> 23 - dovrebbero essere associate istituzionalmente
17
Plutarco, Camitto 19,6.
18
Cfr., per esempio, il testo citato da A. Mommsen, Feste, cit., p. 83. La ricorrenza della
formula apophras kai skuthropos (Moralia 518c; Scomparsa degli oracoli 417c) permette di classificare
nel novero dei giorni proibiti il giorno di digiuno delle Tesmoforie, che Plutarco dichiara
skuthropotate {Demostene 30,5)? Nulla ? meno sicuro.
19
I richiami son? dati da ?Hemera?, cit., p. 21.
20 J.D. Mikalson,
11-12 oikeian kai autokhthona) e 14
Luciano, Pseudologistes (Athenaiois epikhorion... moma;
(permanenza del senso della parola).
"
Cfr. la critica rivolta da J.D. Mikalson {?Hemera?, cit., pp. 19-20) alla definizione data da
Luciano, Pseudologistes 12: affermando che non c'era n? processo n? cerimonia religiosa in quei
(mentre PAreopago giudica le cause di assassinio e si celebrano le Plinterie), Luciano
giorni
definisce in effetti un dies nefastus o un dies ater. Si notera che i moderni (i quali, per di pi?,
confondono volentieri bernerai apophrades e hemerai aphetai, quando la Bul? non si riuniva) non
son? affarto pi? chiari di Luciano: cfr., per esempio, la definizione data da P. Chantraine,
Dictionnaire ?tymologique de la langue grecque, s.v. (o, ancora, quella di M. P. Nilson, Oxford Classical
Dictionary, s.v.).
22
Plutarco, Alcibiade 34,2 (a proposito delle Plinterie), che riprende un'idea espressa da
Senofonte, Etteniche I 4,12 {oudenos spoudaiou ergou tolmesai an hapsasthai).
23
Un passo di Platone {Leggi VII 800 d 8) oppone, termine a termine, katbarai e apophrades. Un

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931 ateniese
Un giornoproibitodel calendario

solo la festa delle Plinterie e le sessioni straordinarie durante le quali


l'Areopago giudicava i processi di assassinio24.
Delle Plinterie e delle riunioni dell'Areopago ricorder6 solo cio che
permette di assegnare, ai giorni proibiti, una tonalita comune. Le Plinterie
sono una cerimonia religiosa di primavera25,giorno improprio a ogni altra
attivita26 che non siano quei riti segreti (aporrheta),di lavaggio e di
purificazione, che circondano la statua di Atena27. E il momento della
liberazione provvisoria di un'impurita che per un giorno si libra sulla
citta28Si tratta in breve di una festa lugubre, il cui aitionparla di lutto e di
morte sanguinosa: nel caso specifico, quella di Aglauro, figlia di Cecrope e
serva infelice di Atena29. E poi ogni mese ci sono questi tre giorni, gli
ultimi: i soli in cui l'Areopago possa giudicare le cause di assassinio;
appunto per questo essi sono giorni oproibiti>30,poiche toccati da impurita:
e solo grazie alle sue riunioni a cielo aperto che il prestigioso tribunale
sfugge all'impurita che promana dall'assassinio premeditato31.
Sono ben noti gli stretti legami che uniscono l'Areopago con- la
rappresentazione di un ricordo che non si cancella. Senza dubbio, nei
giorni proibiti della fine del mese, c'era come la presenza di questa
memoria-vendetta, incarnata nelle Erinni che con il titolo di Semnai
vegliano sul piu venerato dei tribunali del sangue; oppure incarnata nei
demoni alastores o aliterioi,il cui nome secondo Plutarco ricorda il carattere
indimenticabile (aleston)dell'assassinio compiuto o la necessita di evitarne
(aleuastbai)i vendicatori 32.Le Erinni di fatto - e uno scolio a Eschine che
lo dice - hanno a che vedere con i giorni apophrades33. Partendo da qui, era
equivalente, spesso proposto dai lessicografi, ? miarai bernerai. Sull'impurit? di questi giorni, cfr.
soprattutto R. Parker, Miasma: Pollution and Purification in Early Greek Religion, Oxford, 1983, pp.
158-159. ?Tabou?: K.W. Pritchett, The Greek State at War, III, Religion, Berkeley-Los
Angeles-London, 1979, pp. 221-222 (che riprende un'espressione di Farnell).
24
Mikalson, ?Hemera?, cit., p. 26.
25 J.D.
Sulla data delle Plinterie cfr. J.D. Mikalson, ?Hemera?, cit., pp. 23-24 e Calendar, cit., p. 160
(25 Targelione); contra: W. Burkert, Greek Religion, Cambridge, Mass., 1985, p. 439, n. 5,
secondo il quale il problema non ? risolto.
26 a
Ci sarebbe molto da dire sull'eufemismo anepitedeion usato da Senofonte proposito d?lia
coincidenza tra il ritorno di Alcibiade e la cerimonia (Elleniche 14,12). Sulle altre connotazioni
di questo eufemismo cfr. N. Loraux, Thucydide et la s?dition dans lesmots, in ?Quaderni di storia?,
23, 1986, pp. 95-134, in particolare pp. 121-122.
27
Sia che si purifichi la statua stessa o i suoi ornamenti, sia che la statua in questa occasione
lasci o no la citt? per raggiungere il Falero (cfr. E. Simon, Festivals ofAttica, Madison, 1983, pp.
46-48, come anche H.W. Parke, Festivals of the Athenians, London, 1977, pp. 152-153;
diversamente W. Burkert, Greek Religion, cit., p. 79).
28
Cfr. L. Deubner, Attische Feste, Berlin, 1932, p. 22 (che cita Polluce, VIII141) eW. Burkert,
Greek Religion, cit., p. 79.
29
Cfr. Esichio, s.v. Plunteria; R. Parker, Miasma, cit., p. 28.
30
Cfr. Et. Magnum 131, 13, s.v. apophradar, la fine del mese non ? apopbras in s?; deriva questa
caratteristica dai processi che vi si svolgono (cfr. Mikalson, ?Hemera?, cit., pp. 24-26).
31 con le osservazioni
Cfr. Polluce, VIII117 di W.K. Pritchett, The Greek State atWar III, cit., p.
224, sui processi all'aria aperta (di cui Luciano dice addirittura ehe essi efano giudicati di
notte).
32
Plutarco, Questioni romane 297 a. Si notera che Esiodo usa il verbo aleasthai per caratterizzare i
da evitarsi o di cui si deve diffidare.
giorni
53
Scolio a Eschine, Contro Timarco 188; cfr. B.C. Dietrich, Death, Fate and the Gods, London,

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932 NicoleLoraux

grande la tentazione di aggiungere ancora qualche giorno alla lista, tutto


sommato limitata, delle hemeraiapophrades. Esiodo consiglia di ((evitare i
quinti giorni del meseo, i soli ad essere interamente neri nella sua lista dei
giorni:
Essi sono penosi e temibili. E un quinto giorho, si dice, che le Erinni circondarono
la nascita di Giuramento, partorito da Lotta (Eris) per essere il flagello degli sper
gluri.

In talmodo, alcuni storici hanno voluto decretare apophrades tutti i cinque


del mese34, senza apportare alcuna prova piu convincente che non fosse la
celebrazione, al 5 di Boedromione, di una festa dei morti, i Genesia3s.
Tuttavia, sul terreno dei riti funerari esiste il rischio che tutto sembri
comunicare troppo agevolmente; scivolosa e la china che dalle Erinni
conduce ai demoni vendicatori e dai demoni aimorti. Si cita allora una
glossa di Esichio che designa come (<proibiti>) i giorni in cui si sacrifica ai
defunti36 e, mentre nella breccia aperta in talmodo, si riversa l'immensa
folla dei morti anonimi, ecco allungarsi la listadelle cerimonie candidate a
figurare nel novero delle bemeraiapophrades37.
Da parte mia, non mi abbandonero ad un gioco simile in cui la pratica
delle catene di equivalenze esige margini di approssimazione sempre piu
alti. A questo livello, tutto fondato cosi - ne piu ne meno - si situa
l'affermazione che il 2 di Boedromione deve la sua tonalita lugubre al
numero due38.Le speculazioni sui numeri non sono pero piu degne di fede

1965, pp. 110-111, e le Erinni.


34 sulPAreopago
Esiodo, Le opere e i giorni 802-804; ipotesi di A. Mommsen, Feste, cit., p. 88 (ma la
consultazione del calendario ateniese, come esso ? stabilito da Mikalson, mostra almeno
Pesistenza di una riunione dcWekkksia il 5 Poseidone e il 5 Elafebolione, di una d?lia boule il 5
Maimatterione, e di un atto ufficiale il 5 Munichione). Del resto, nel testo di Esiodo bisogna
intendere ?tutti i cinque del mese? come ?tutti i
giorni terminanti per cinque?, come sembra
ritenere M.L. West nel suo commento {Hesiod, Works and Days, Oxford, 1978, ad loe.)? La cosa ?
almeno dubbia.
35
Cfr. S. Gourgpudi, Comm?moration et C?l?bration des morts dans les cit?s grecques: les rites annuels, in
Ph. Gignoux, ed., La comm?moration, Louvain et Paris, 1988, pp. 73-89.
36
Esichio, s.v.
apophrades; cfr. anche lo scolio a Platone, Leggi VII 88 d. Si tratterebbe di una
costruzione a sicuro secondo il modello romano, attraverso il trasferimento d?lie
colpo
caratteristiche dei dies religiosi (nel novero dei quali si trovano i tre giorni in cui il mundus era
aperto)?
37 tra s.v.
Al primo posto questi gli ultimi due giorni d?lie Antesterie (in base ad Esichio,
miarai bernerai) e soprattutto quello d?lie Choes, eminentemente temibile per il superstizioso
(XVI 2): cfr., per esempio, M. P. Nilsson, s.v.
Teofrasto apophrades, Oxford Classical Dictionary; L.
Deubner, Attische Feste, cit., p. 111; B.C. Dietrich, A Rite of Swinging during the Antbesteria, in
?Hermes?, 89, 1961, pp. 36-50, soprattutto pp. 42-43; e diversamente F. Jacoby, FGrHist,
commento al frammento 84 di Filocoro.
38
Basterebbe richiamare il valore ctonio del 2 (da Platone, Leggi IV, 717 a-b, a Giovanni
Lido, de mensibus II2; quest'ultimo cita del resto il 2 di Boedromione in appoggio al carattere ou
katbaros della cifra due); vi si aggiungerebbe che il 2 di ciascun mese era considerato ad Atene
come il giorno dclVagathos daimon (cfr. Mikalson, Calendar, cit., p. 15, che si basa su Plutarco,
Quest?oni
romane 270 a-b); si ricorderebbe infine che - in una d?lie rare occorrenze classiche di
- Lisia evoca Cinesia che faceva baldoria con alcuni ?avendo scelto per
apophras compari
se stessi non "i compagni della luna nuova" ma "la
questo uno dei giorni nefasti e designando

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933 Un giornoproibitodel calendario
ateniese

Pertanto, mi atterro
della moltiplicazione arbitrariadei giorni apopbrades.
fermamente alla breve listada cui ho preso lemosse: giorno delle Plinterie
e giorno dei processi di assassinio all'Areopago; e una lista che parla di
impurita e, inmodo piui o meno diretto, di sangue versato e di memoria
terribile.

Ungiornosottoilsegnodel/anegazione. Che rapporti intrattiene con tutto questo


il 2 di Boedromione? II 2 di Boedromione non e decisamente un giorno
proibito, poiche le hemeraiapopbrades per definizione figurano sul calendario
(il solo problema e quello di saperle gestire bene: trascorrerequesti giorni
senza alcun inciampo se si e un semplice privato, compiere i riti segreti o
giudicare secondo coscienza se si e un servitore di Atena o un areopagita).
I12 di Boedromione, dunque, assomiglia ai giorni proibiti ma e scomparso
dal calendario ateniese.
E vero che un giorno simile non e affatto al suo posto nel mese di
Boedromione (mese delle celebrazioni gloriose)39, se questo giorno
commemora - come vuole Plutarco - la sconfitta di Poseidone e non la
vittoria di Atena. II lettore se ne sorprende: quando gli ateniesi hanno
potuto schierarsi cosi, senza riserva, dalla parte di Poseidone? Quale
cattiva coscienza li ha dunque spinti a circondare di oblio la sconfitta di
quest'ultimo? Esistono certo racconti per evocare le conseguenze della
scelta fattaun tempo dagli antenati degli ateniesi: la scelta della dea contro
il dio; tuttavia gli ateniesi non hanno mai presentato auesta scelta come
una scelta che alla fine sia stata perniciosa per la citta
Come spiegare allora una tale pratica?
Per conferire senso alla cancellazione di questo episodio, forse e preferibile
attenersi alla versione che mette semplicemente l'accento sulla disputa
(diaphora). Da un simile punto di vista non si trattapiu di dimenticare la
vittoria di Atena o la sconfitta del suo rivale,ma l'episodio stesso della lite
che suppone di per se un vincitore e un vinto. Dimenticare che c'e stata
sconfitta,ma anche: dimenticare che c'e statavittoria. Poiche Atena, nella
citta di Atene come in altre citta, non e solo Nike; e anche la divinita
poliade che per la prosperita di Atene domanda alle Erinni di richiedere
dai loro voti ((unavittoria che non sia cattiva>>(nikeme kake): e sarebbe
cattiva quella vittoria che cittadini riportano su cittadini41.
Poiche l'erisdivina mette alle prese divinita che in seguito saranno

societ? del cattivo genio" (kakodaimonistas)? (centro Cinesia, fr. 2). Che kakos daimon sia una
de-eufemizza2?one del ?buon genio?; di qui nasce la tentazione di fare di tutti i 2 del mese un
apophrasr. ci? che, in fin dei conti, non chiarisce veramente il 2 di Boedromione!
gomo
^
II nome del mese ricorda Paiuto apportato da lone agli ateniesi nel combattimento
(victorioso) contro Eumolpo. Oltre il 3 che, come ogni mese, ? giorno anniversario d?lia
nascita di Atena (e dunque poteva accogliere iNiketeria), si citera Panniversario di Platea e di
Micale (ugualmente il 3), quello di Maratona il 6, e quello di Salamina intorno al 20 (Plutarco,
Gamillo 19, 5-6); ed ? il 12 di Boedromione che gli ateniesi celebravano la festa d?lia liberta, in
memoria del ritorno da Phyle.
40
Soltanto per le donne (cfr. Les enfants d'Atb?na, Paris, 1981, pp. 121 sgg.).
41
Eschilo, Eumenidi 903; cfr. Democrito, fr. 249 Diels-Kranz (statis empbulos corne maie, kakon:

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934 NicoleLoraux
strettamente associate tradi loro e con la citt"astessa, questa enspuo passare
come una prefigurazione di ogni discordia interna ad Atene. Un giorno
allora si sarebbe deciso di cancellarne il ricordo: come per proteggere
meglio la citta contro l'idea stessa di stasis.
Se questo e il senso della sottrazione del giorno anniversario dell'etis,
bisogna supporre che gli ateniesi allora hanno ragionato sulla lite tragli dei
come il Platone della Repubblicae del Cnizia, sia definitivamente invaghiti di
pace civica, sia impegnati sulla via di una religiosita piui accigliata42.In ogni
caso, e appunto in termini ispirati apertamente allaRepubblicache Plutarco,
nel trattatoSul/amorefraterno, evoca un episodio che egli considera come il
prodotto di una stravaganza tuttamitica43. E ragionare come Platone nel
secondo libro della Repubblicavuol dire maneggiare la negazione come
l'operatore piut efficace dell'interdetto:
non bisogna dire ( ou lekteoi [logoi]... oude lekteon ), non sono cose buone da dire ( oude...
epitedeia einai legein)44, assolutamente; che gli dei muovono guerra agli dei, che si
tendono insidie e si battono tra di loro ( oudege... toparapan hos theoi theoispokmousi te
kai epibouleuousikai makbontai).

Dei racconti suUrano, Cronos e Zeus, Platone diceva ancora che bisogna
(<tacerlioppure, se e necessario parlarne, che cio avvenga di fronte al
numero piu piccolo possibile di ascoltatori, in segreto ( di 'aporrbeton
))45.
Vale la pena di soffermarsi su questa prescrizione, dove la formula del
segreto e la stessa - il sostantivo neutro (ta) aporrbeta- che in altre
circostanze serve a indicare ogni interdetto: le parole proibite il cui
semplice enunciato e un crimine in se e, senza altra determinazione,
l'interdetto stesso. Vedo in questa circostanza l'occasione per tornare, da
un altro verso, su cio che apparenta il giorno soppresso del mese di
Boedromione alla nozione di hemzera apopbras,dedicandomi questa volta
all'appellativo di apopbras ed alla traduzione che ne e stata sistematicamente
proposta.
Poniamo dunque il termine apopbras. E sicuramente fantasiosa l'etimologia
proposta implicitamente da Polluce che fa derivare questo a4ppellativodal
verbopbrassopoiche, in quei giorni, si ((sbarravano))i templi .La maggior
parte dei filologi si allinea dunque ad una soluzione che allo stesso tempo e
proclamata evidente emalgrado tutto giudicata <<oscura>47: essa consiste nel
la rovina ? la stessa, per vincitori e vinti). Cfr. anche Plutarco, SulFamore fraterno 488a,
poich?
sulla vittoria ?cadmea? dei figli di Edipo, kakis ten.
42
trama sar? citata pi? avanti, nota 45);
Platone, Repubblica II 378 b-c (testo la cui negativa
Crida 109 b (ou kat'?rin). Ma, prima di Platone, cfr. gi? Pindaro, Ol?mpica IX, 40-41 (polemon
makban tepasan / kboris atbanaton).
43 a
Si confrontera mutbon... plasantes mutbous plasthentas {Repubblica II, 377 b) e diapborai... pros
oikeious kai suggenesis e ekhtbras... pros suggeneis te kai oikeious (Repubblica II, 378 c).
44
Ci si ricorder? di Senofonte, Ellenicbe I 4,12 (anepitedeion a proposito del ritorno di Alcibiade
ad Atene il giorno d?lie Plinterie).
45
II, 378 c.
46 Repubblica
Polluce VIII 141 (s.v. pariskboinisai): Paccostamento nella frase diparaphraxai c non
apopbrasi
? dovuto al caso.
47
P. Chantraine: ?clairement apparent? kpbrazo? (Dictionnaire?tymologique, cit., s.v. apopbras); ma

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935 Un giornoproibitodel calendario
ateniese

derivare apophrasda phrazo, con il prefisso apo- che da al termine valore


privativo. Inteso cosf, apopbrassignificherebbe (<cioche non si deve dire),
come.gia proponeva Eustazio48.
Hererai apopbrades giorni da non dire49,come esistono termini aporrbeta, da
non pronunciare50.Tuttavia, con maggiore precisione, vedrei in hemerai
apopbrades giorni da non segnare. Poiche, prima di assumere tutte le
connotazioni del dire (cio che in verita e cosa gia fatta in epoca classica),
phrazo,molto piu vicino a semainoche a lego,significa <rendere chiaro>>e
addirittura ((darea vedere>>,((mostrare>>, Derivato da phrazo, il
osegnare>51.
termine apophrasdesignerebbe dunque una categoria di giorni da non
mettere in evidenza. Ora, quanto all'uso del verbophrazo nella presa in
considerazione dei giorni, un passo di Esiodo apporta a questa ipotesi una
conferma insigne. Nelle Operee igiorniEsiodo ha fatto ricorso all'infinito
aoristopepbrademen quando consiglia al suo lettore di vegliare sul buon uso
dei giorni poiche essi vengono da Zeus: ((che egli li segni e dica ai suoi
servitori...)) 2.Segue la lista dei giorni debitamente ((segnalati))come buoni
o temibili, e di cio che conviene farvi o evitare di farvi, oggetto in ogni caso
di una prescrizione. Le bemeraiapopbrades sarebbero giorni di cui non c'e
niente da far sapere, giorni senza segno poiche non c'e nulla da farvi e
tutto va evitato, poiche conviene lasciarli semplicemente trascorrere?
Inciterebbe a pensarlo questo accostamento, di cui in genere non si e
compresa la pertinenza. Tuttavia, e anche vero che l'uso classico del
termine, insistendo sulla sua dimensione negativa, invita piuttosto a
vedervi giorni segnati in senso negativo e dunque proibiti alle attivita
normali5. Ad un tratto, il qualificativo apopbrasbasta a caratterizzare un
giorno come oabominevole)s, efficace di per se ma nella maniera piu
negativa54.Vicissitudini della negazione tra il ((senzasegno>>ed il <<segnato
lo stesso Chantraine parlava di ??tymologie obscure? in La formation des noms engrec anden, Paris,
1933, p. 351, seguito in questo scetticismo da W.K. Pritchett, The Greek State at War, cit., Ill, p.
210. Sui derivati in -ad-, generalmente femminili, cfr. Chantraine, La formation, cit., p.
349.
48
Eustazio, ad Od. V 294 (p. 1538,19): [hemeran] he kai apopbras erretbe, bos me boia te ousa
phrazestbai; cfr. anche ad Od. XIX 572. Cfr. Chantraine, La formation, cit., p. 351: ?maudit, que
Pon ne doit pas dire?.
49
II Thesaurus di Estienne, aver citato Eustazio, con il latino
dopo confronta nefas (?quasi a non
fando?)-, ma il dire nei due casi non occupa la stessa posizione: da un lato, Pinterdetto verte sulla
stessa qualit? del giorno, ?da non menzionare? (LSJ); d'altro lato, Pinterdizione al pretorc di
pronunciare le parole ehe aprono un'azione legale (cfr. A.K. Michels, The Calendar, cit., p. 48
con le citazioni da Varrone) serve metonimicamente a nominare il giorno.
50
? forse un puro caso se Plutarco (Alcibiade 34, 1-2) usa a qualche linea di distanza, a
d?lie Plinterie, aporrbeta e
proposito
51 apophrades?
Debbo molto all? studio del vttbopbrazo di Ana Iriarte nella sua tesi in?dita sulla parola
enigm?tica nella Grecia antica. Cfr. anche A. Battegazzore, Lafunzione del gesto e la concordia chica.
Una nuova interpretazione delfr. 1 di Eraclito alia luce di unpassoplutarcbeo, in ?Sandalion?, 1,1978, pp.
7-44, soprattutto
52 pp. 12-13.
Esiodo, Le opere e i giorni 766-767, nell'interpretazione di MX. West. Con una punteggiaura
diff?rente del verso P. Mazon giunge a una traduzione an?loga (pepbrademen: ?fais savoir?).
53
Si notera in epoca tarda Puso di apopbrazomai con il senso di ?proibire? (Giovanni Lido, de
mensibus III 10).
54
Sposto sui giorni ci? che L. Gernet {Recherches sur le d?veloppement de lapens?e juridique etmorale en

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936 NicoleLoraux

negativamenteo ... Siamo cosi lontani dal <noncommemorare)>?


Ora si puo avanzare di un passo per quanto riguarda cio che bisogna fare
dell'analogia, suggerita da Plutarco, tra il 2 di Boedromione e un giorno
proibito. Potrebbe darsi in effetti che la cancellazione del giorno
anniversario dell'eris divina sia - in rapporto a cio che fosse stata la sua
designazione come hemnera apophras- l'equivalente di un passaggio all'atto.
Cio che il termine apophrassuggerisce nella lingua, gli ateniesi lo
compiono, in una sorta di radicalismo del senso, in cui il giorno da non
segnare e contaminato da un segno cosi negativo che non c'e altra
soluzione se non sopprimerlo.
E questo gesto si dice exairein.

Capita ora che il verbo exaireinapra la via anche su altre


L'attodi sottrarre.
prospettive. Poiche il gesto eccezionale e espresso con lo stesso termine
usato per alcune manipolazioni molto piu' comuni del calendario. Cio
invita a guardare in questo verbo piu da vicino.
A proposito del calendario ateniese infuria tra gli storici una discussione
accanita. Nessuno giungerebbe amettere in discussione la testimonianza
degli antichi sul fatto che inGrecia e, piu in particolare, adAtene siano
esistiti giorni <<soppressi>>
(exairesimo)55.Tuttavia la disputa comincia, e si
formano due schieramenti, quando si cerca di chiarire attraverso questa
pratica lo scarto tra due calendari: quello che governa il dio (kata theon)e
quello regolato invece dai magistrati della citta (kat'arkhonta);in altri
termini, tra il calendario lunare e il calendario politico-religioso della vita
civica56.E unanimamente riconosciuta la necessita di giocare con i giorni
(di aggiungerne o di toglierne) per regolare un calendario sull'altro: il
calendario civico sul calendario lunare; se si ammette che la decisione di
aggiungere o di sopprimere giorni spetta all'arconte, restada intendersi su
cio che vuol dire sopprimere (poiche, dei due gesti, solo questo pone
problemi): e solo un modo di (<sopprimere>> per mettere meccanicamente
riparo allo scarto con l'ordine cosmico? Oppure esiste piu di una modalita
relativa alla soppressione? E qui che la testimonianza di Plutarco acquista
tutto il suo peso; nelle Questioni conviviali,egli stesso infatti ha tenuto a
sottolineare che, se gli ateniesi sopprimono il 2 di Boedromione, <<none
per conformarsi alla luna,ma poiche sembra che in questo giorno gli dei
hanno avuto contese a proposito dell'Attica>>(oupros tenselenenalfhoti tautei
dokousinerisaiperi teskhorashoi theot).
Si fronteggiano dunque due partiti. Ci sono coloro per cui tutto il

Gr?ce, Paris, 1917, p. 238) scrive dell'espressione onomata aporrbetar. essa ?non significa
esattamente le parole che la legge proibisce di pronunciare [...] ma in senso stretto le parole
sono di per s? stesse un attentato - che hanno di per s? stesse effi
abominevoli, parole che
cacia?.
55
Cfr. Cicerone, controVerre II52 (che parla di mese lunare), corne anche Diodoro, 150,2, che
usa il verbo bupbairein, esattamente corne fa Aristotele (Costitutione degli Ateniesi 40) a proposito
di manipolazioni puramente politiche.
56 e B.L. Van
Su questi due calendad cfr., per esempio, W.K. Pritchett der Waeden,
Thu?ydidean Time-Reckoning, cit., pp. 19-20.

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937 Un giornoproibitodel calendario
ateniese

problema e di ordine tecnico, relativo all'articolazione della vita civica e


dei movimenti della luna: per essi tutto si riassume nella distinzione tra
mesi ocavio, da cui si sottrae un giorno, e mesi pieni57.Strada facendo, si
cerca di normalizzare per quanto e possibile la pratica delle soppressioni
dei giorni; questo corrisponde a limitarne l'estensione, in altri termini a
ridurne il significato. Basta affermare che cio che si sopprime e una data e
non un giorno58; si situa allora questa data nel punto preciso dove, nel
mese, il conteggio dei giorni si rovesciava per operarsi all'indietro59,e si
conclude con sollievo che, dunque, nella coscienza civica del tempo, non
c'era alcuna soluzione di continuita. Alla fine del ragionamento si ottiene
una temporalita senza buchi, certo diversa dalla nostra ma non perturbata
da alcuna anomalia. Poiche lo scopo cui si mira e appunto questo:
sostituire all'idea di sottrazione di un giorno, operazione eminentemente
visibile per non dire vistosa, quella dell'estrazione60di una data, indolore e
senza conseguenze. Certo i partigiani di questa teoria ragionevole ed
economica - verosimile, nella sua coerenza, per la quotidianita del tempo
civico - segnalano di passaggio qualche intervento piu notevole sul
calendario, che parlerebbe a favore di un uso piu circostanziato (o piu
politico) della pratica dell'exairesis61.E chiaro tuttavia che ne farebbero
volentieri a meno e in queste esposizioni non si parla affatto del 2 di
Boedromione. Per un buon motivo: sopprimere anche un secondo giorno
non corrisponde ad estrarre discretamente una data la cui presenza,
all'inizio del calcolo alla rovescia, e solo facoltativa,ma vuol dire inmodo
molto esplicito sottrarre da un mese completamente nuovo un giorno la
cui assenza non passa inosservata. I1mese e appena cominciato e gia lo si
amputa; c'e un inizio ma manca il seguito: il vuoto e flagrante e deli
berato.
Se si vuole dar senso alla notizia di Plutarco, bisogna rinunciare dunque
alle soluzioni economiche ed alle temporalita coerenti per parlare, con lo
schieramento opposto, della o(manipolazione))del calendario civico. Cio
presuppone che, pur ammettendo l'esistenza di un'altra categoria, piu
regolata, di giorni <<soppressi)> ( exairesimoi)62,simette l'accento piu sulla
ricorrenzadegli interventi volti amodificare drasticamente laprogramma
zione del calendario che sulle operazioni invisibili63.D'un tratto, il 2 di
Boedromione - lungi dal passare per l'eccezione - diviene la regola o,
57
Su questa distinzione, che rimonterebbe a Solone, cfr. B.D. Meritt, The Hollow Month at
Athens, in ?Mnemosyne?, 30, 1977, pp. 217-242.
58
Cfr. J.A. Walsh, The Omitted Date in theAthenian Hollow Month, in ?Zeitschrift fur Papyrologie
und Epigraphik?,
59
41, 1981, pp. 107-124, in particolare p. 107, n. 2.
Walsh, The Omitted Date, cit., p. 115.
60 J.A.
? cos? che Walsh {The Omitted Date, cit., p. 119) d? conto della parola exairesis.
61
B.D. Meritt, The Athenian Year, Berkeley and Los Angeles, 1961, pp. 206-207, n.l.
62
W.K. Ancient Athenian Calendars on Stone, cit., pp. 343 sgg.,
Pritchett, parla solo dei giorni
exairesimoi degli astronomi {kata theon). Sarebbe troppo irenico riconciliare i due schieramenti
ammettendo due tipi di intervento kat'arcbonta sul calendario: Pintervento normale (di cui
parlano Meritt e Walsh) e i casi eccezionali da Pritchett)?
?3 (privilegiati
W.K. Pritchett, Ancient Athenian Calendars on Stone, cit., pp. 342-345; a del 2 di
proposito
Boedromione Pautore nota: ?un pop?lo che poteva cancellare il 2 settembre aveva certamente

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938 NicoleLoraux

almeno, il modello che permette di pensare il rapporto ateniese alla


temporalita.Ad essere espressa nel verbo exaireine appunto la soppressione
di un giorno; e questa soppressione, orchestrata in quanto tale, e un atto.
Un atto politico: sia che la sua portata sia circostanziata, sia che essa
secondo una modalita piui intemporale attinga a una <politica del mito>64,
quando gli ateniesi sopprimono il 2 del mese di Boedromione <non per
conformarsi alla luna))ma per non celebrare l'anniversario della lite tragli
dei. Di fatto, amanipolare il calendario e ilmito di origine, un mito che
viene corretto (che si vorrebbe espurgare) riconciliando, tra di loro e con
la citta, divinita che ormai non potranno piui essere dette rivali.
Cosi, confrontato con la grande disputa sul calendario, il testo di Plutarco
esige senza ambiguita che il verbo exairein vi assuma il senso di
((sopprimere))in tutta la sua pienezza. Non ce ne stupiremo troppo, poiche
questo senso appare ugualmente egemone nelle altre sfere cui il verbo si
applica: di nuovo la temporalita, con gli slanci oratori di Pericle che
nell'epitaphiosdei morti di Samo paragona la gioventui scomparsa alla
primavera sottratta all'anno65;ma anche la riflessione sui generi letterari
(dove si apprende che la tragedia sopprime, dall'epopea, le parole del poeta
per conservarne solo i dialoghi), sullamaterialita delle parole (togliere una
lettera a un nome si dice exairein),oppure sulla censura che esercita la
critica guando Aristarco espunge dall'Iliadeun verso dove si parlava di par
ricidio6 .
Torniamo ai giorni ed all'uso che se ne fa. Che con l'impiego del verbo
exaireinPlutarco designi una sottrazione in atto, potrebbe indicarlo ancora
l'uso in Esiodo di un composto in ex-, exaleasthai,per caratterizzare il
radicale atteggiamento che bisogna avere nei confronti del quinto giorno,
il solo di tutta la lista esiodea ad essere francamente cattivo .Per gli altri
giorni basta il verbo aleasthaicon - per ordinamento - l'azione da evitare68:
l'importante allora e guardarsi dal farvi un passo falso e a questo scopo e
sufficiente evitare ogni azione fuori posto. Invece, il 5 del mese e oggetto
dell'evitare, di per se e tutto intero.Come l'exaleasthai
di Esiodo, sebbene su
un altro registro69, il verbo exaireindovrebbe dunque al suo preverbio il
fatto di esprimere un atto pensato nella sua radicalita: il linguista allora

nei confronti del calendario un'attitudine molto diversa dalla nostra?. Cos? dalPeccezione si
deduce una norma eccezionale.
64
Ho usato questa espressione a del mito nella citt?: ?Cit?grecque? in Y. Bonnefoy,
proposito
ed., Dictionnaire des mithologies, I, Paris, 1981, pp. 203-209.
65
Erodoto VII 162; Aristotele, Retorica I, 1965 a 33.
66
e 9 e Teeteto 143 c 5); Platone,
Platone, Repubblica III, 394 b 5 (cfr. anche 387 d 1, 4 Cratilo,
passim (per esempio, 414 d 7; sette altre occorrenze); Plutarco, Come ascoltare lapoes?a 8 (Moralia
26 f), a proposito di Iliade IX 456-461.
67
Come osserva anche M.L. West a del verso 822, il calendario di Esiodo
proposito passa in
rassegna in realt? giorni propizi: se essi sono cattivi per una attivit?, sono buoni per un'altra.
Unica eccezione a questa i quinti giorni (verso 802).
68 regola:
Aleastbai (o aleuastbat): Le opere e i giorni 780 e 798.
69
II sistema esiodeo aleastbai/ exaleastbai pu? essere confrontato all'opposizione che su un altro
in Plutarco tra i giorni
registro esiste apophrades, da cui ci si guarda (cfr. Puso del verbo
paraphulattein in Camillo 19,9), ed il 2 di Boedromione, oggetto di un exairein.

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939 ateniese
Un giornoproibitodel calendario
ricordera, a proposito, che dal confronto dei due preverbi apo- e ek-,
entrambi con valore privativo, risulta che <ilsenso di apo-e non marcato in
rapporto a quello di ek->'?.
Confronto un'ultima volta, per distinguerli meglio, l'bemera apophras,che si
ha il dovere di vivere adottando condotte appropriate alla sua dimensione
negativa, e un giorno come il 2 di Boedromione che ogni anno viene
eliminato dal calendario. II giorno proibito non esclude un intervento
efficace nella sfera negativa dell'impurita: si lava Atena, si giudica
l'assassino e, dopo aver trattato debitamente il miasma, la vita potra
riprendere il suo corso. Tutt'altra cosa e la sottrazione di un giorno: allo
stesso tempo definitiva (o concepita come tale) e per sempre da ripetersi
poiche - per quel soggetto collettivo che e lacitta - cio che conta e l'attodi
togliere (rileggiamo Plutarco: ((ogni anno, gli ateniesisopprimono,
noi soppri
miamo il 2 di Boedromione>)). Come data, certo, il secondo giorno di
Boedromione non esiste piu', e tuttavia non ha nulla in comune con quei
giorni exairesimoi che permettono di attestare il tempo della citta su quello
della luna, poiche solo di questi ultimi si puo dire che essi non esistono
affatto. Invece, la reiterazione del gesto che sopprime sottolinea al
contrario tutto lo scarto esistente tra l'amnestia,volonta tesa a perdere la
memoria, e l'oblio per caso, quello che sopprimerebbe veramente, senza
pensarci71.
Come data il 2 di Boedromione non esiste piui, ma non si sopprime
impunemente il secondo giorno di un mese: quando passano ogni anno dal
primo al terzo giorno di questo mese, proprio all'inizio della numerazione
gli ateniesi scavano un buco che, come una cicatrice visibilissima, e la
traccia dell'operazione chirurgica di non-memoria. Si supporra dunque
che, nel momento in cui ogni traccia richiede un aition,al posto e al luogo
del giorno censurato bisognava raccontareperche il 2 di Boedromione non
esiste piu': cio che corrispondeva a poter parlare malgrado tutto dell'epi
sodio litigioso dell'erisdivina.
II progetto di non commemorare e un progetto eminentemente astuto,
ben degno delle complessita che caratterizzano- lungo tutta la storia della
citta - la politica ateniese della memoria. Questa sottrazione ripetuta vi
trova posto come il piu' paradossale dei richiami72.

70
B. Moreux, Sens non marqu? et sensmarqu?: ?apo?e ?ek? enprose at tique, in ?Bullettin de la Soci?t?
de Linguistique?, 76, 1979, pp. 267-279.
71
Si notera che nelle Questioni conviviali il peripat?tico Menefilo, che vanta la dolcezza di
Poseidone e la potenza di Leth?, ha semplicemente ?dimenticato? di citare questo giorno in
appoggio alla propria tesi: ci? che il suo interlocutore gli far?
osservare {ekeino se lelethen,
hoti...).
?un contenuto di rappresentazione o di rimosso
Ugualmente, pensiero [...] pu? aprirsi la
strada fino alla coscienza, alla condizione di farsi negare? (S. Freud, ?La n?gation?, in R?sult?tes,
id?es, probl?mes, II, Paris, 1985, p. 136).
Una prima versione di questo testo ? stata presentata nel 1987 in occasione del centenario
d?lia V Sezione dell'Ecole Pratique des Hautes Etudes. Debbo questa versione italiana
all'amicizia di Andrea Giardina e di Fraschetti, che ancora una volta con generosa
Augusto
acribia si ? sobbarcato il peso di assicurarne la traduzione.

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