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LuceLogica ®

IL RISPARMIO ENERGETICO SOTTO UNA NUOVA LUCE

Ing. Guerino Mangiamele

Premessa
Le Smart City
Il risparmio energetico delle città “Smart”
Un primo passo: Le luci a LED
I benefici delle luci connesse
Esempi di Applicazioni di Smart lighting
Una breve analisi costi
Gli investimenti, la normativa vigente
Studio e Analisi per il risparmio energetico in contesti cittadini
PREMESSA
In Italia ci sono circa 12 milioni di lampioni stradali, il più delle volte con
tecnologie risalenti a 20 -30 anni fa. E’ una rete capillare, distribuita su tutto il
territorio nazionale, che se sfruttata efficacemente potrebbe aiutare le citta’ a
trasformarsi in vere ‘Smart Cities’ garantendo alle amministrazioni risparmi in
bolletta e taglio dei consumi energetici anche superiori al 50%.

Come molti sanno, per “Smart City” si intende un Comune dove i servizi al
cittadino sono offerti utilizzando tecnologie innovative basate sull’IoT.

Prima di parlare di Smart Cities è quindi opportuno chiarire brevemente il ruolo


che potranno svolgere i dispositivi IoT nell’uso quotidiano in ambito urbano.

IoT è l’acronimo di “Internet of Things” che nella nostra lingua significa “l’
Internet delle cose “. In pratica consiste nel dotare un qualsiasi oggetto di uso
comune di opportuni circuiti elettronici tali da permetterne la gestione ed il
controllo, con lo scambio di dati e informazioni tramite la rete internet.

In un mondo sempre più connesso, risulta piuttosto semplice ed economico


dotare di collegamenti ad internet non solo i telefoni, ma praticamente qualsiasi
dispositivo elettronico. Le soluzioni Wi-fi, la “Cloud” e le connessioni 5G
permetteranno a ciascuno di questi dispositivi di “prendere decisioni” in base a
determinate condizioni, nell’ambito del contesto in cui vengono inseriti. Inoltre,
essendo sempre connessi e dotati di un codice univoco, (il famoso “indirizzo IP”)
saranno sempre raggiungibili e controllabili.

Forse non ce ne accorgiamo, ma siamo già da tempo circondati da tali dispositivi;

ad esempio, si va dai frigoriferi che controllano il proprio contenuto e, se


necessario ordinano direttamente al supermercato i prodotti mancanti o in
corso di esaurimento, agli orologi che
monitorano la nostra attività e ci
forniscono anche indicazioni mediche.

Questo nuovo filone della tecnologia è


individuato dal prefisso “Smart”, cioè
intelligente. Lungi dal voler
approfondire ora se questa è una vera e
propria intelligenza e, francamente mi
auguro che non lo sia, è comunque certo
che ormai siamo entrati nel mondo
“Smart”: usiamo gli Smartphone,
guardiamo le SmartTv, siamo sollecitati
dalla Smart Home, la casa domotica pienamente rappresentata da Google Home

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o da Alexa , nei prossimi anni, con l’avvento dell’ auto elettrica e di tutti i sistemi
ADAS di supporto alla guida probabilmente acquisteremo una Smart Car, mentre
le aziende tendono a rinnovarsi introducendo i principi della Smart Factory,
pilastro fondante dell’Industria 4.0 .

La tecnologia “Smart” è entrata anche in ambito urbano con il fine di migliorare


la nostra vita nelle città e nei paesi, con lo scipo di ridurre drasticamente i costi
energetici ed economici.

 Ulteriori approfondimenti sull’ IoT si possono leggere qui, mentre Informazioni su


IoT e Industria 4.0 sono disponibili qui .

LE “SMART CITY”
Si è già accennato in precedenza che per “Smart City” (Città intelligente) viene
inteso un Luogo in cui le reti e i servizi tradizionali sono resi più efficienti dall’uso
delle tecnologie digitali e di telecomunicazione, con l’obbiettivo di offrire
benefici i suoi abitanti e delle sue attività.

Ciò significa un migliore utilizzo delle risorse e minori emissioni. Significa reti di
trasporto urbano più intelligenti, approvvigionamento idrico aggiornato,
adeguate strutture per lo smaltimento dei rifiuti e modi più efficienti per
illuminare e riscaldare gli edifici. Significa anche un'amministrazione cittadina
più interattiva e reattiva, in grado di migliorare sia la qualità dei servizi pubblici
sia il benessere dei cittadini. Significa ottimizzare le funzioni e rendere gli spazi
pubblici più sicuri, adottando tecnologie in grado di soddisfare meglio le
esigenze di una popolazione che invecchia.

Le iniziative relative alle città intelligenti mirano anche a monitorare e affrontare


le preoccupazioni ambientali come i cambiamenti climatici e l'inquinamento
atmosferico. Gestione dei rifiuti e servizi igienico-sanitari possono anche essere
migliorati con la tecnologia intelligente, sia che si tratti di bidoni della spazzatura
collegati a Internet che di sistemi di gestione della flotta abilitati all'IoT per la
raccolta e la rimozione dei rifiuti, utilizzando sensori per misurare i parametri
dell'acqua, garantendone la qualità e la potabilità.
La tecnologia della rete intelligente può essere utilizzata per migliorare le
operazioni, la manutenzione e la pianificazione delle forniture di energia e
controllare eventuali le interruzioni.

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Anche gli edifici intelligenti fanno spesso parte di un progetto di città
intelligente, con sensori integrati in grado, non solo di fornire indicazioni sulla
gestione dello spazio in tempo reale garantendone la sicurezza pubblica, ma
anche per monitorare la salute strutturale degli edifici, dei ponti, ecc...

I progetti di Smart City sfruttano l'IoT, soluzioni software e reti di comunicazione


per rendere la vita urbana più efficiente e conveniente, dai semafori intelligenti
e schemi di efficienza energetica basati sui dati, alle stazioni di ricarica per veicoli
elettrici (EV) e ai chioschi interattivi che offrono banda larga gratuita. Una rete
di dispositivi IoT interconnessi, come veicoli, sensori o elettrodomestici, in grado
di comunicare e scambiare in continuoi dati archiviati su Cloud o su Server.
L’analisi dei dati facilita la convergenza degli elementi fisici e digitali,
migliorando così l’efficienza e consentendo vantaggi economici per i cittadini.

In politica ad esempio, si utilizza questo concetto per illustrare nuove strategie


di sviluppo urbanistico, finalizzate a risparmiare risorse economiche e nel
contempo a migliorare i servizi, l’architettura, la mobilità e le infrastrutture delle
città. Naturalmente il concetto di “città intelligente” è molto più esteso della
“città digitale”. Una cittadina si considera “Smart”, se gestisce in modo innovativo
le sue risorse economiche e ambientali, le politiche abitative ed i trasporti,
nonché le relazioni tra le persone e i metodi di amministrazione, investendo in
misura notevole sul risparmio energetico.

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IL RISPARMIO ENERGETICO DELLE CITTÀ “SMART”

Abbattimento dei consumi e riduzione dei costi :

E’ proprio in questa direzione che va indirizzata la gestione “intelligente”


dell’illuminazione urbana.

Il consumo elettrico medio pro-capite annuo in Italia (100 KWh) per


l’illuminazione pubblica è molto più alto di quello di altri paesi europei. Per
esempio quello inglese è di soli 40 KWh. Qualche anno fa, nel pieno della crisi
del 2012 si propose, per combattere gli sprechi, la riduzione degli orari di
illuminazione pubblica notturna delle cittadine (la proposta Cieli bui) . Poi, per
tanti motivi non se ne fece più nulla, ma il dato resta: in Italia spendiamo ogni
anno, più di 1 miliardo e 700 milioni di euro per illuminare le nostre strade,
anche quando non ce ne sarebbe bisogno.

Con le attuali tecnologie invece e con l’avvento dell’IoT a basso costo potremmo
combattere di molto gli sprechi e le inefficienze delle nostre cittadine.

Utilizzando sensori intelligenti, i lampioni Smart possono attenuare la loro


luminosità quando non ci sono automobili o pedoni sulle strade anche a seconda
delle condizioni atmosferiche esistenti. Possono essere accessi o spenti seguendo
un orologio astronomico, oppure essere regolati in modo autonomo l’uno
dall’altro in funzione di uno scenario programmato.

L'utilizzo di un sistema a luci intelligenti può far risparmiare molti soldi, che
potranno essere impiegati per altri servizi o esigenze cittadine.

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UN PRIMO PASSO: LE LUCI A LED

Le città di tutto il mondo stanno sostituendo i vecchi lampioni a ioduri metallici


e al sodio ad alta pressione con apparati LED, non solo per incremento di
sicurezza, ma anche perché offrono notevoli risparmi di energia: una lampadina
a LED utilizza fino al 60 % di energia in meno rispetto alle lampade tradizionali,
mentre se unita a sistemi di controllo intelligente, l’illuminazione a LED
consente un risparmio anche superiore all’80%.

Negli spazi esterni, la luce bianca dei LED migliora la visibilità e offre ai cittadini
una maggiore sicurezza. Inoltre, grazie all’illuminazione dinamica a LED è
possibile valorizzare i monumenti, creando spazi urbani attraenti per i visitatori.
I vantaggi dunque sono più che evidenti: i LED durano più a lungo, consumano
di meno, sono perfetti per la luce digitale, riducendo anche i costi di
manutenzione.

Un lampione intelligente permette la regolazione in automatico del flusso


luminoso, in funzione delle esigenze. Per esempio, dopo un certo orario, la sera,
è possibile programmare l’accensione in modo tale da avere una bassa luminosità
in condizioni normali, con un aumento della quantità di luce solo quando
vengono rilevati passaggi di pedoni o di automobili; i vantaggi sarebbero
notevoli,si arriverebbe ad una riduzione dei consumi anche del 60% senza
apportare alcun disagio alla popolazione.

Naturalmente i vantaggi dei cosiddetti Smart Street Lighting (lampioni


intelligenti) vanno oltre la luce stessa. Infatti, essendo alimentati con cavi
sotterranei, danno luogo ad una vera e propria spina dorsale di una rete di città
intelligente, fornendo sia la potenza che la connettività di cui hanno bisogno le
applicazioni aggiuntive.

Un lampione Smart di ultima generazione è composto essenzialmente da quattro


componenti: L'apparecchiatura vera e propria, completa di organo illuminante a
LED; il controllo elettronico di illuminazione di rete (NLC- Network Light

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Controller), la rete di connessione ed il software per comando, controllo e
raccolta dati.

Si può ogni momento monitorare l'utilizzo, come il consumo di energia e la


tensione, nonché identificare immediatamente eventuali condizioni di guasto o
di allarme.

Di fatto i lampioni diventano NODI URBANI SENSORIALI in grado di fornire in


tempo reale informazioni sulle esigenze degli utenti consentendo quella che si
chiama “erogazione dinamica dei servizi”.

Sarà così possibile, a costi limitati utilizzare il singolo punto luce pubblico
anche come access point Internet, come punto informativo e di comunicazione,
come terminale per allarmi o chiamate , ecc..

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PERCHÉ LE LUCI A LED CONTROLLATE

I benefici delle luci connesse

Ovviamente ci si potrebbe chiedere perché un’amministrazione comunale


dovrebbe prendere in considerazione questo tipo di soluzione.
Una immediata risposta è dettata dai notevoli risultati dal punto di vista del
risparmio energetico. La pianificazione, la personalizzazione e l’ottimizzazione
delle accensioni delle luci porta, già dopo 3-4 anni di attività, grandi vantaggi
economici, anche in virtù di una maggiore facilità di manutenzione dei pali e di
una estrema flessibilità della rete interconnessa che si va a costituire, con
l’integrazione, anche negli anni a seguire di altri dispositivi e servizi (telecamere,
sistemi di controllo…. ) con impegni di spesa molto limitati.

ESEMPI DI APPLICAZIONI DI SMART LIGHTING


L’applicazione City Touch di Philips

Sempre più società stanno sviluppando piattaforme per la gestione intelligente


dell’illuminazione pubblica, una di queste è Philips, leader mondiale nel campo
dell’illuminazione, che propone City Touch, una soluzione per la gestione
dell’illuminazione nelle città. La piattaforma di gestione integrata è una
soluzione web-based in cloud computing che permette alle città il controllo degli
impianti di illuminazione con l’obbiettivo di minimizzare e monitorare tutti i
costi operativi e di gestione, in
modo da poter avere la conoscenza
puntuale dei consumi energetici e
la notifica di eventuali
malfunzionamenti dei corpi
illuminanti, consentendo una
manutenzione più efficiente e
meno onerosa.

Con questa piattaforma è possibile


gestire i livelli d’illuminazione di
ogni singolo punto luce,
consentendo la regolazione in
automatico in base alla programmazione impostata per fasce orarie,
massimizzando il risparmio energetico – fino al 30% – e rispettando le norme
sull’illuminazione. È possibile anche controllare i punti luce manualmente in

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caso di eventi eccezionali, come per esempio la manutenzione stradale notturna,
le manifestazioni culturali e gli eventi di emergenza.

Il progetto Lumiere di ENEA

L'ENEA, l'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo


economico sostenibile, ha promosso negli anni scorsi un progetto chiamato
“Lumiere” a cui tutti i Comuni possono aderire.

L’obbiettivo dichiarato è “di avviare una riorganizzazione del processo gestionale


del servizio di pubblica illuminazione al fine di renderlo efficiente in termini di
consumi, funzionalità ed infrastruttura ed efficace in termini di rispondenza alle
esigenze dei contesti illuminati e dei soggetti che li vivono”.

ENEA, ha infatti creato una rete di Comuni Italiani proprietari/gestori di un


impianto e fornitori del servizio ai cittadini che, in collaborazione con i principali
stakeholder del settore, ha avviato lo sviluppo e l’applicazione di un modello di
management dell’impianto e del servizio. Lo scopo è promuovere l’efficienza
energetica, tenendo conto del ruolo che la pubblica illuminazione ha nel
valorizzare il patrimonio pubblico, nel dispensare sicurezza, benessere e confort
visivo ai cittadini e nel supportare la progettazione delle smart city.

Si è così costituito il PELL (Public Energy Living Lab), rete territoriale e


infrastruttura di raccordo dei dati tecnici e consumi degli impianti volto ad
avviare un processo strutturato di conoscenza, controllo e monitoraggio degli
impianti e delle loro prestazioni. “Lumière opera oggi quale strumento di
supporto, incontro e confronto per gli operatori settoriali sia ai fini dello sviluppo
condiviso di processi e strumenti gestionali volti all’ottimizzazione della filiera ed
infrastruttura della pubblica illuminazione sia a quelli diffusivi delle conoscenze e
competenze settoriali”.

Ulteriori Informazioni su http://progettolumiere.enea.it/

UNA BREVE ANALISI COSTI


Tra gli ultimi studi effettuati sul tema Revisione della spesa sull’illuminazione
Pubblica Urbana in Italia, mi sembra interessante la pubblicazione di Carlo
Cottarelli, Fabio Falchi ed altri dal titolo: “Illuminazione Pubblica: spendiamo
troppo” a cura dell’Osservatorio sui conti pubblici Italiani.

Nella Pubblicazione del Maggio 2018, si afferma come sul territorio nazionale il
consumo annuo dovuto ai punti luce stradali è superiore ai 6000 GWh ed il

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consumo di energia elettrica pro capite per l'illuminazione pubblica nel 2017 è
stato il doppio di quello della media europea. La spesa complessiva per
illuminazione pubblica è di 1,7 miliardi di euro, pari a 28,7 euro pro capite
rispetto a una media di 16,8 euro dei principali paesi europei. Alcune misure di
efficientamento potrebbero generare un risparmio notevole senza creare disagi
alla collettività, rispettando le normative in materia, realizzando un importante
contenimento della spesa e una forte riduzione dell’inquinamento luminoso.

(per approfondimenti https://osservatoriocpi.unicatt.it/cpi-17_Illuminazione_pubblica_21.05.18.pdf)

Il consumo pro capite annuo è di 100KWh, contro i 51KWh della media europea.
L’Italia è uno dei paesi più luminosi del continente. L’eccessivo consumo per
illuminazione pubblica nel nostro paese è evidenziato dalla Figura seguente, che
riporta i flussi luminosi pro capite,cioè la “quantità di luce” utilizzata a livello
provinciale, di Italia e Germania. La differenza tra i due paesi è notevole: la media
di flusso luminoso per ciascun abitante Italiano è quasi il triplo di quella della
Germania.

Tra le regioni italiane il consumo pro capite più alto è registrato in Valle d’Aosta
(199 kWh), Calabria (151 kWh), Basilicata (143 kWh), Abruzzo (142 kWh) e
Molise (138 kWh).

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Per esempio, in Basilicata la quantità di luce utilizzata per ogni abitante per
illuminare le strade è quasi nove volte superiore a quella normalmente adottata
in un land tedesco….

Considerando che il solo costo dell’energia elettrica è di circa 0,23 €+ tasse per
ciascun chilowattora (rif. https://www.servizioelettriconazionale.it/it-
IT/tariffe/illuminazione-pubblica ), una cittadina di 50.000 abitanti spende
all’anno non meno di 2 milioni di euro, così come un piccolo paese di 5000
abitanti spende almeno 200.000 € l’anno . Ciò rappresenta, per le
amministrazioni comunali, senz’altro una delle maggiori voci di bilancio.

La spesa per l’illuminazione pubblica annua (consumi elettrici e manutenzione)


è mediamente di 15 milioni di euro a Torino, 33 milioni di euro a Milano e circa
53 milioni di euro a Roma. A Torino i punti luce installati sono 96.000; a Milano
140.000 e a Roma 190.000.

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Per ridurre gli sprechi ed ottimizzare i servizi locali, gli step adottabili dalle
amministrazioni comunali potrebbero essere:

 installazione di orologi astronomici o sensori di movimento;


 regolazione della luminosità di alcuni impianti;
 passaggio integrale a LED per gallerie ed eventuale illuminazione
semaforica;
 adeguamento dei servizi di manutenzione ai costi di mercato;
 impiego intensivo di sensori di movimento o di illuminazione adattiva, in
grado di variare automaticamente l’illuminazione in funzione di alcune
variabili come flusso di traffico, orario o condizioni meteo.

Attraverso queste misure si stima che i consumi pro capite italiani potrebbero
essere ridotti nel medio-lungo periodo del 50 per cento (arrivando, cioè, alla
media europea di 51 kWh), generando così considerevoli risparmi. Ciò è
dimostrato dall’esperienza maturata nel campo da Paesi come la Germania, che
tra il 2007 e il 2016 ha ridotto la spesa pro capite del 53 per cento. In Italia, le
esperienze di alcuni Comuni hanno evidenziato come i risparmi ottenibili
potrebbero portare a riduzioni di consumo tra il 60 e l’80%.

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Un esempio per tutti : la città di Catania, ha sviluppato un progetto di
telecontrollo a Radiofrequenza della Pubblica Illuminazione in cui sono stati
sostituiti più di 21000 lampioni con altrettante armature a LED . Il consumo
annuo degli impianti prima del rinnovo era di poco superiore a
30.000.000kWh/anno con costi pari a circa 7 milioni di EURO; con l’introduzione
della tecnologia, i consumi energetici si sono ridotti del 40% circa con un
abbattimento complessivo dei consumi di quasi 110.000.000 kWh, equivalenti a
58.000 tonnellate di CO2 non immesse in atmosfera, pari alle emissioni di 2.500
auto di media cilindrata all’anno.

GLI INVESTIMENTI, LA NORMATIVA VIGENTE E I FONDI


DISPONIBILI

Naturalmente le misure evidenziate richiedono investimenti. Nel 2014, un


gruppo di lavoro sull’illuminazione pubblica coordinato dal MISE aveva proposto
una soluzione: gli investimenti necessari potrebbero essere realizzati grazie a
delle linee di credito concesse dalla Cassa Depositi e Prestiti ai Comuni.
Giustificabili in quanto i risparmi di medio/lungo periodo ottenibili con
l’ammodernamento degli impianti esistenti, risultano molto elevati, arginando
nel contempo i danni causati dall’inquinamento luminoso.

Nonostante tali indicazioni non siano state accolte dal legislatore, alcuni
successivi interventi normativi vanno verso una riduzione dei consumi energetici
per illuminazione pubblica.

Gli interventi di riqualificazione dell’illuminazione pubblica rientrano inoltre


nella I tipologia di Titoli di Efficienza Energetica, in quanto portano ad una
riduzione dei consumi di energia elettrica per l’Ente Pubblico o
l’Amministrazione.

Per esempio:

-ecobonus 110%

-Next Generation EU , il cosidetto Recovery Fund previsto dall’Unione Europea


in termini di smart cities e green new deal

- il Decreto 27 settembre 2017 del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del


Territorio e del Mare (integrato dal Decreto 28 marzo 2018, “Criteri ambientali
minimi per l’affidamento del servizio di illuminazione pubblica”);

la Legge di Bilancio 2020 su rigenerazione urbana e sviluppo sostenibile.

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si prevede uno stanziamento per la rigenerazione urbana, di ben 8,5 miliardi
di euro tra 2021 e 2034, partendo dai 150 milioni assegnati dal 2021 fino a salire a
700 milioni previsti per ogni anno dal 2025 al 2034.

-Il Fondo Nazionale per l’efficienza energetica favorisce gli interventi


necessari per il raggiungimento degli obiettivi nazionali di efficienza energetica,
promuovendo il coinvolgimento di istituti finanziari, nazionali e comunitari, e
investitori privati sulla base di un’adeguata condivisione dei rischi. Il Fondo,
istituito presso il Ministero dello sviluppo economico è disciplinato dal decreto
interministeriale 22 dicembre 2017.
Sostiene gli interventi di efficienza energetica realizzati dalle imprese, comprese
le ESCO e dalla Pubblica Amministrazione, su immobili, impianti e processi
produttivi.

Nello specifico gli interventi sostenuti, tra l’altro riguardano specificatamente

 l’efficientamento di servizi ed infrastrutture pubbliche, inclusa


l’illuminazione pubblica
 la riqualificazione energetica degli edifici.

Per informazioni : https://www.mise.gov.it/index.php/it/normativa/decreti-


interministeriali/2039729-decreto-interministeriale-5-aprile-2019-fondo-nazionale-
per-l-efficienza-energetica-modalita-operative-per-la-presentazione-delle-domande-
di-agevolazione

Riferimenti per gli incentivi : https://www.invitalia.it/cosa-facciamo/rafforziamo-le-


imprese/fnee/cose
LUCELOGICA : UNA SOLUZIONE PER IL RISPARMIO ENERGETICO IN
CONTESTI CITTADINI

STUDIO E ANALISI DELLA SIMULAZIONE

Per quanto detto sopra in merito all’attuale stato degli impianti di


illuminazione cittadini, è evidente che i margini di ottimizzazione a seguito di
un progetto di riqualificazione sono ampi. Il primo passo da fare è senz’altro
quello di sostituire le vecchie lampade per l’illuminazione pubblica con
dispositivi a Led. Cosa che del resto già viene fatta, ma in modo ancora molto
parziale: si valuta che circa un 10-15% del totale dei pali di illuminazione siano
attualmente dotati di lampade led di recente costruzione.

Naturalmente per un maggior efficientamento energetico associato ad un


concreto incremento dei servizi ai cittadini, sarà poi necessario adottare
ulteriori soluzioni tecnologiche.

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Per meglio indagare sulle possibili strade da intraprendere, a tal fine è stata
sviluppata un’analisi tecnico-economica ed uno studio sull’ammodernamento e
la transizione di vecchi impianti di illuminazione pubblica verso le nuove e più
efficienti tecnologie “smart”.

Gli scenari raffigurati sono stati incentrati essenzialmente su tipologie cittadine


di medie e piccole dimensioni, rispettivamente di 60.000 e 8.000 abitanti,
evidenziandone con raffronti e comparazioni, i conseguenti risparmi
conseguibili a seguito di ciascun step di aggiornamento tecnologico.

Sono stati così confrontati, valutando le spese di gestione e manutenzione nelle


attuali condizioni di partenza, i costi derivanti da:

 una prima fase di semplice ottimizzazione nei tempi di


spegnimento e accensione delle luci;
 una parziale sostituzione delle lampade e dei corpi illuminanti a
tipologia tradizionale (a bassa efficienza e, spesso in via di esaurimento)
con quella a Led ;
 una successiva trasformazione (relamping) complessiva di tutti i corpi
illuminanti in Tecnologia Led;

Per ciascuna simulazione sono state valutate infine, le riduzioni di costo


ottenibili con l’introduzione di tecnologia smart, con l’apporto di dispositivi di
controllo e telecontrollo remoti di ultima generazione.

I risultati completi dell’analisi sono riportati nel file excel che è possibile
trovare qui.

LE SOLUZIONI DI RISPARMIO ENERGETICO IN UN COMUNE DI 60.000


ABITANTI

Nell’ analisi si è valutato un parco proiettori medio di 9000 punti luce, nello
scenario preso in esame dalla Tabella 1, si è ipotizzato che sia stata già
effettuata la sostituzione delle lampade (quelle a ioduri metallici, circa il 10%
del totale) con lampade a Led con equivalente flusso luminoso.

Si è presunto che la parte restante delle lampade siano di tecnologia a Vapori di


sodio ad alta pressione (SAP) e a vapori di sodio a bassa pressione (SON).

Nello scenario di partenza preso in considerazione si valuta che la spesa annua


della bolletta elettrica sia di circa 1 milione e 70.000 euro, con un costo per le
spese di manutenzione, pari a circa 153.000 € .

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Tabella 1 Spese, costi investimento per l'aggiornamento e risparmi energetici

Possiamo notare come, fermo restando la situazione di partenza, la sola


ottimizzazione degli orari di accensione e di spegnimento può portare a
risparmiare quasi 90.000 € all’anno.

Sostituendo il 60% delle lampade invece, si otterrebbe un ulteriore risparmio


annuo di almeno 300.000 €. Analogo il risparmio eseguendo le operazioni di
relamping, cioè la sostituzione dell’armatura completa di lampada con piena
predisposizione a successiva introduzione delle tecnologie “smart”.

Con l’aggiunta dei sistemi di controllo e telecontrollo in grado di regolare il


flusso luminoso, sempre sul 60% del parco proiettori, il risparmio in termini
economici salirebbe a 538.000 € .

Infine, con la sostituzione del 100% delle vecchie armature stradali, le spese
energetiche risulterebbero di sole 363.000 € l’anno, contro un milione e 70.000
iniziali. Il risparmio netto per le casse comunali arriverebbe a 4 milioni e
800.000 euro in 10 anni.

A ciò vanno aggiunti, oltre ai vantaggi tecnologici, gli altrettanto considerevoli


vantaggi ambientali derivanti da circa 17800 tonnellate di CO2 non immesse in
atmosfera, pari a circa 6000 automobili euro 6 circolanti in meno durante
l’anno.

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IL RISPARMIO PER UN PICCOLO COMUNE DI 8.000 ABITANTI

Analizziamo l’impatto introdotto dal revamping dell’impianto di illuminazione


pubblico in un comune di circa 8000 abitanti. Anche in questo caso si è ipotizzato
che sia già stata effettuata la sostituzione delle lampade con corpi illuminanti a
led con flusso luminoso equivalente sul 15% delle 1500 armature stradali e che il
restante 85% delle lampade con tecnologie tradizionali siano costituite da
tipologia SAP e SON.

In quest’ipotesi, si stima una spesa annua media per bolletta elettrica prima
dell’intervento di almeno 186.000 €, mentre le spese per manutenzione
ammontano a circa 25.000 € l’anno.

Tabella 2 Comune di 8.000 abitanti . Spese e risparmi per l'aggiornamento dei corpi
illuminanti

Anche in questo caso, si nota che a fronte di una spesa attuale annua di almeno
215.000 €, una corretta transizione a sistemi tecnologicamente più avanzati e più
efficienti, porterebbe ad risparmio superiore al 60 %, con un vantaggio
economico per la piccola collettività, pari a circa 900.000 € in 10 anni .

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