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Patrologia to lo stretto legame tra la patristica e la sto-

e letteratura cristiana antica ria del dogma, distinguendola dalla patrolo-


gia: «da una parte la patristica, che si occu-
di Emanuela Valeriani pa del pensiero teologico dei Padri, e dall’al-
tra la patrologia, che ha per oggetto la vita e
1. Concetto di patrologia e letteratura cristiana antica -
1.1. Origine e significato dei termini - 2. Filologia e testi
gli scritti dei medesimi. Mentre la prima è di
cristiani - 2.1. L’eredità di Jacques-Paul Migne - 2.2. carattere propriamente dottrinale e ha molti
Storia dell’esegesi patristica - 2.3. Le lingue dei Padri e rapporti con la dogmatica (ma anche con la
le traduzioni patristiche - 3. Le scritture cristiane - 3.1. Il teologia morale, e la teologia spirituale, la sa-
Nuovo Testamento - 3.2. Gli apocrifi cristiani antichi cra Scrittura e la liturgia), la seconda si muo-
Bibliografia p. 1228
ve piuttosto al livello dell’indagine storica
e dell’informazione biografica e letteraria,
e ha una naturale connessione con la storia
1.  Concetto di patrologia e letteratura cristia- della Chiesa antica. Per il loro carattere teo-
na antica logico, la patristica e la patrologia si distin-
guono dalla letteratura cristiana antica, di-
Lo studio della vita, delle opere e del pen- sciplina non teologica e, si può dire, lettera-
siero degli autori cristiani e l’attenzione filo- ria, che studia gli aspetti stilistici e filologi-
logico-critica per i loro testi rappresentano i ci degli scrittori cristiani antichi». L’intro-
punti fondamentali di quest’ambito discipli- duzione dell’espressione patrologia, distin-
nare che dall’inizio del Novecento conquista ta dalla patristica per l’approccio storico-let-
una propria autonomia rispetto alle lettera- terario ai testi dei Padri si deve sempre a un
ture classiche, divenendo una fonte privile- teologo luterano, Johann Gerhard, che l’ha
giata del complesso di studi che si occupano utilizzata nel 1653 nel titolo della sua ope-
dell’età tardo-antica. ra, Patrologia, sive de primitivae Ecclesiae
christianae Doctorum vita ac lucubrationibus
1.1.  Origine e significato dei termini opusculum posthumum.
La questione terminologica assume una
Patrologia e patristica sono vocaboli co- certa rilevanza tra la fine dell’Ottocento
niati in ambiente protestante nel XVII se- e gli inizi del Novecento, proprio in corri-
colo e derivano da Pater che, nel significa- spondenza delle numerose edizioni scienti-
to di maestro, è un titolo attribuito fino al fiche di molte opere inedite. Ed è proprio in
IV secolo esclusivamente ai vescovi, ma che un contesto di rinnovamento degli studi pa-
in seguito verrà esteso agli esponenti più au- tristici che a metà del XIX secolo vengono
torevoli della tradizione ecclesiale. Più preci- pubblicati numerosi manuali di patrologia,
samente, l’espressione «teologia patristica» utili per comprendere la personalità degli
risale al luteranesimo seicentesco, mentre il autori e il loro pensiero. In particolare, del
sostantivo patristica, intesa come l’insieme 1840 è il primo volume della Patrologie oder
delle dottrine dei Padri della Chiesa, compa- christliche Literärgeschichte di Johann Adam
re per la prima volta in un trattato del 1730 Möhler, che già nel titolo introduce il termi-
di Johann Franz Buddeus, Isagoge historico- ne «storia letteraria cristiana» spostando
theologica ad theologiam universam. Nono- l’attenzione sulle esigenze storiche della di-
stante l’origine protestante di tale termine, sciplina e sul suo valore letterario. Alla fine
l’utilizzo di patristica circoscritto alle que- del secolo compare la monumentale opera di
stioni dogmatiche e dottrinali non è limita- Adolf von Harnack, Geschichte der altchrist-
to a questo ambiente, ma è presto condivi- lichen Literatur bis Eusebius, 1: Die Überlie-
so anche dai cattolici che pure in un recen- ferung und der Bestand [1893], 2: Die Chro-
te documento, dedicato allo studio dei Padri nologie [1897-1904] e qualche anno dopo
nella formazione sacerdotale, hanno ribadi- vede la luce un’altra importante pubblica-
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zione, la Geschichte der altkirchlichen Litera- che comprende i vangeli, gli atti, le apocalissi
tur di Otto Bardenhewer in cinque volumi, e le lettere in quanto forme letterarie elabo-
pubblicata a Friburgo tra il 1902 e il 1932. I rate all’interno delle comunità cristiane per
titoli di queste opere evidenziano come, già diffondere il messaggio di Cristo, estende
a partire dalla metà del XIX secolo sia il ver- la letteratura protocristiana anche ai Padri
sante protestante, sia quello cattolico abbia- apostolici e ai vari vangeli, atti degli apostoli
no spostato il dibattito dai termini patristi- e apocalissi cosiddetti apocrifi, ampliando-
ca e patrologia, i cui ambiti di competenza ne di conseguenza i limiti cronologici. Il sor-
gradatamente sono andati sovrapponendosi gere di un’idea di letteratura cristiana diver-
seppure con esiti diversi, a quelli di letteratu- sa dalla patrologia, scarsamente interessata
ra cristiana e letteratura ecclesiastica, ponen- all’aspetto letterario dei testi dei Padri, è sta-
do in risalto la necessità di allargare la disci- to a lungo accompagnato dall’applicazione
plina anche a quegli autori dell’antichità cri- di parametri di tipo rigidamente classicista
stiana non includibili nella categoria di Pa- che ha prodotto due effetti diametralmente
dri. Il titolo dell’opera di Bardenhewer, che opposti: in molti casi i critici hanno esclu-
significativamente aveva già pubblicato una so i testi cristiani dai maggiori trattati di let-
patrologia, rimane quindi un caso isolato e teratura antica, in altri li hanno assorbiti in
gli studiosi preferiscono titolare i loro trat- quest’ultima privandoli completamente del-
tati con il termine Patrologia o Storia della la loro particolare identità.
letteratura cristiana, valorizzando rispetti- Il dibattito sul significato da attribuire ai
vamente l’aspetto contenutistico o lettera- termini patristica, patrologia e letteratura
rio. D’altra parte, nel Novecento il rinato in- cristiana antica è tutt’altro che concluso, ma
teresse per gli studi sul cristianesimo antico al di là delle singole posizioni, ciò che mag-
ha privilegiato l’ambito della storia rispetto giormente importa rilevare è il mutamento
a quello delle forme letterarie, probabilmen- di prospettive che ha interessato l’ambito de-
te anche per la difficoltà di delimitare e defi- gli studi del tardo antico nel corso del No-
nire la specificità della letteratura cristiana. vecento, mutamento che ha coinvolto diret-
A questo proposito, assume una notevole ri- tamente anche le fonti letterarie cristiane. In
levanza il dibattito, sviluppatosi soprattutto modo particolare, lo sviluppo della teologia
in ambiente tedesco agli inizi del XX seco- storica, in grado di interrogare i testi anti-
lo, sulla storia delle forme letterarie del cri- chi tenendo conto dell’ambito culturale, ge-
stianesimo delle origini. Tale dibattito, sin- ografico e storico che li ha generati e in cui si
tetizzato da Georg Strecker in Literaturge- sono diffusi, ha legittimato l’utilizzo dei do-
schichte des Neuen Testaments, prese le mosse cumenti letterari cristiani per l’interpreta-
dalla distinzione operata da Franz Overbeck zione storiografica dell’epoca tardo-antica.
tra Urliteratur e Literatur, ossia tra le forme Un quadro completo di queste novità meto-
pre-letterarie e la letteratura patristica, iden- dologiche si trova nel contributo di Jean Le-
tificando solo nella seconda una letteratura clercq, Un demi-siècle de synthèse entre histoi-
in grado di esprimersi mediante forme lette- re et théologie [1977].
rarie di alto livello, pari a quelle delle lettera- Negli stessi anni diviene sempre più for-
tura classica. Sulla medesima linea di pensie- te tra gli studiosi la convinzione che le opere
ro, nel 1926 Martin Dibelius afferma, nel- degli autori cristiani siano innanzitutto ope-
la sua Geschichte der urchristlichen Literatur, re letterarie, secondo l’affermazione di Jac-
che chiunque voglia comprendere le origi- ques Fontaine che, nell’introduzione al suo
ni del cristianesimo deve analizzare in quali lavoro dedicato alla letteratura cristiana in
forme esso abbia diffuso il proprio messag- lingua latina pubblicato a Parigi nel 1970, af-
gio. Ancora, nel 1975 Philipp Vielhauer, pur ferma la necessità di un’analisi dei testi di or-
facendo propria la distinzione di Overbeck dine propriamente letterario. In questa dire-
e la sua definizione di christliche Urliteratur zione, nel XX secolo si sviluppa un approccio
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ai testi cristiani di tipo interdisciplinare che, 2.  Filologia e testi cristiani


mettendo in campo le diverse competenze
linguistiche, archeologiche, epigrafiche e ico- 2.1.  L’eredità di Jacques-Paul Migne
nografiche, consente di allargare e arricchire
la ricerca relativa ai primi secoli del cristia- La rivoluzionaria impresa di Jacques-Paul
nesimo. In definitiva, la graduale affermazio- Migne, che in poco più di un ventennio rese
ne della letteratura cristiana antica quale di- disponibili un numero imponente di opere
sciplina autonoma ha spostato la distinzione patristiche in lingua greca e latina, ha inau-
degli ambiti di interesse dal piano terminolo- gurato una stagione nuova per lo studio e le
gico a quello delle prospettive, consentendo, edizioni dei testi cristiani. Nel 1866, infat-
tra l’altro, una visione più completa dell’an- ti, inizia la pubblicazione del Corpus Scripto-
tichità cristiana. rum Ecclesiasticorum Latinorum (CSEL), a
Gli studiosi non sono stati concordi cura dell’Accademia delle scienze di Vienna
nell’individuare l’inizio della produzione che, secondo il progetto originario, avrebbe
letteraria cristiana. L’idea di dover conside- dovuto sostituire le edizioni della Patrologia
rare distintamente gli scritti neotestamen- Latina con altre rispondenti alle nuove esi-
tari, stabilizzati attraverso il canone, e i suc- genze della critica testuale.
cessivi testi patristici è prevalsa a lungo, ma Per quanto riguarda gli autori di lingua
da un punto di vista storico non vi è ragio- greca, nel 1897 è stato pubblicato, sotto la di-
ne di sostenere tale differenziazione. Inol- rezione dell’Accademia delle scienze di Berli-
tre, sebbene gli esiti del dibattito relativo alla no, il primo volume della collana Die griechi-
Urliteratur siano stati in buona parte supe- schen christlichen Schriftsteller (GCS), fonda-
rati, la grande rilevanza che esso ha attribui- ta da Harnack e inizialmente limitata ai pri-
to all’aspetto letterario ha consentito di ol- mi tre secoli cristiani, ma che successivamente
trepassare la linea di confine tracciata tra i ha allargato le sue pubblicazioni anche a scrit-
testi canonici e quelli non canonici ed è or- tori successivi, privilegiando gli storici. Già
mai opinione comune che la letteratura cri- qualche anno prima, sempre Harnack ave-
stiana inizi con i più antichi scritti conserva- va dato inizio a un’importante collezione di
ti: le lettere dell’apostolo Paolo. Si tratta di testi e studi dedicati ai risultati della ricerca,
un corpus raccolto probabilmente già intor- Texte und Untersuchungen zur Geschichte der
no agli anni 80 e, se si considera che la lettera altchristlichen Literatur (TU), che sarebbe di-
più antica è del 50 o 51, si comprende come venuta di supporto ai GCS e di cui, in partico-
da subito esso sia stato considerato in modo lare, va ricordata la serie Studia patristica, dove
unitario. A ben vedere, già Girolamo nel De sono raccolti i contributi presentati ai con-
viris inlustribus aveva incluso gli autori neo- gressi patristici quadriennali che si tengono
testamentari, fatto questo che non deve es- a Oxford dal 1951. Da un punto di vista del-
sere sfuggito ad alcuni dei fautori di una la ricerca, l’applicazione ai testi cristiani del-
storia della letteratura cristiana, quali Krü- le norme della filologia moderna ha dato un
ger, Harnack, Jordan che pure hanno com- forte impulso sia al reperimento di testi nuo-
preso la letteratura neotestamentaria nelle vi in numerose biblioteche non soltanto euro-
loro trattazioni. La fine del periodo patristi- pee, sia allo studio delle letterature orientali
co è convenzionalmente fatta coincidere con che hanno trovato, in tal modo, un loro par-
Giovanni Damasceno per l’Oriente greco ticolare ambito di pubblicazione. Dal 1897 al
(m. 749) e con Beda per l’Occidente latino 1926, infatti, viene edita a Parigi la Patrologia
(m. 735), secondo una periodizzazione frut- Syriaca (PS) e nel 1903 hanno preso avvio la
to degli studi del Novecento, che ha ristretto Patrologia Orientalis (PO) e il Corpus Scrip-
notevolmente i limiti temporali che fino ad torum Christianorum Orientalium (CSCO)
allora includevano nell’epoca patristica tutti che forniscono, oltre ai testi originali, la tra-
gli autori cristiani antichi e medievali. duzione in latino o in lingue moderne.
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Tra gli studiosi, la componente tedesca è all’aspetto agiografico, e che fu autore di ol-
certamente predominante fino ai primi de- tre settecento pubblicazioni a dispetto delle
cenni del Novecento, proprio per la maggio- pressioni che tentarono di restringere e sof-
re competenza in ambito filologico, ma non focare la sua opera di storico. In questo cli-
sono certo mancati studiosi di altre naziona- ma di sospetti e provvedimenti disciplinari,
lità. Si tratta per lo più di ecclesiastici catto- Giovanni Mercati rappresenta una fortunata
lici la cui produzione scientifica ha indubbia- eccezione dal momento che egli poté lavora-
mente risentito degli effetti della reazione an- re per oltre un sessantennio nella Biblioteca
timodernista che con poca obiettività ha col- Apostolica Vaticana spaziando in numerosi
pito anche figure assolutamente lontane dal- campi di ricerca e raggiungendo esiti impor-
le posizioni più radicali. L’Enciclica Pascendi tanti per la storia dei testi cristiani nell’ambi-
Dominici gregis, promulgata da Pio X l’8 set- to della filologia biblica e patristica. Nel cor-
tembre 1907, contribuì non poco a far consi- so del secolo l’interesse per gli scritti agio-
derare una minaccia per la dottrina della fede grafici si è allargato sempre di più, proprio in
ogni tentativo di applicare il metodo storico- concomitanza allo sviluppo di tutto un set-
critico nell’interpretazione della sacra Scrit- tore della ricerca relativo alla vita religiosa e
tura e a far condannare persone e pubblica- sociale delle prime comunità cristiane, fon-
zioni. Si pensi, ad esempio, all’Histoire an- dato principalmente su un approccio socio-
cienne de l’Église di Louis Duchesne pub- logico alle espressioni letterarie e storiche del
blicata a Parigi, in tre volumi, tra il 1906 e tardo antico. Le narrazioni agiografiche, in-
il 1910. L’azione del pontefice, da una parte, fatti, essendo finalizzate all’edificazione dei
cercava di fornire strumenti nuovi che per- credenti mediante la promozione del culto
mettessero di confrontarsi con le varie novità di un santo e la conservazione della memoria
scientifiche, dall’altra toglieva dalla circola- della sua vita, hanno dato origine a un gene-
zione quei testi che venivano giudicati parti- re letterario popolare in grado di aprire uno
colarmente pericolosi. La stagione di repres- spaccato sulla società del tempo dell’agiogra-
sione che si era aperta con la condanna nel fo. La loro composizione, estesa in un arco di
1903 di alcune opere di un eminente esege- tempo che va dal IV all’VIII secolo, ha gene-
ta e storico francese, Alfred Loisy, si inasprì rato testi che oscillano tra scrittura e orali-
tra il 1910 e il 1914 colpendo soprattutto gli tà essendo oggetto di continue rielaborazioni
studi incentrati sulla storia della Chiesa. In che li rendono espressione viva e diretta della
misura minore furono colpiti quanti si con- religiosità popolare.
centrarono sulla ricerca filologica che trovò il La tendenza a porre l’accento sui diver-
suo terreno privilegiato nei testi agiografici, si aspetti della mentalità religiosa dà segui-
in parte pubblicati già dalla fine dell’Otto- to alla proposta avanzata nel 1931 da Gabriel
cento nella rivista «Analecta Bollandiana» Le Bras di provare a comprendere la religione
e nella collana Hagiographica. In questo am- cristiana a partire dal popolo dei fedeli, met-
bito va ricordato Hippolyte Delehaye, un ge- tendo in secondo piano la storia delle dottri-
suita belga entrato tra i bollandisti nel 1891, ne e degli eventi istituzionali. In tale dire-
la cui attività di editore di testi e di autore di zione si colloca Jean Delumeau che nel 1979
studi relativi alla letteratura sul culto e sul- pubblica l’Histoire vécue du peuple chrétien il
la memoria dei martiri fu intensa e proficua, cui primo volume è dedicato quasi per intero
nonostante le vicende della crisi modernista alla vita quotidiana dei cristiani dei primi se-
che lo videro coinvolto. coli. Tra le diverse tematiche che si inserisco-
Anche in Italia, in quegli anni, alcuni stu- no in questo filone, un’importanza partico-
diosi cattolici si distinsero nelle ricerche agio- lare lo studio delle fonti «al femminile» teso
grafiche, fra questi il prete Francesco Lanzo- a porre in risalto il ruolo della donna all’in-
ni che dedicò due volumi alle origini delle terno delle antiche comunità cristiane, aspet-
diocesi cristiane, con particolare riferimento to della ricerca storica che però più degli altri
Patrologia e letteratura cristiana antica 1221

soffre della mancanza di documentazione, siede una vasta raccolta di riproduzioni foto-
soprattutto se si tiene conto che le fonti lette- grafiche di manoscritti greci, latini e orien-
rarie cosiddette alte non forniscono elementi tali. Ancora in pieno conflitto mondiale,
in questo senso. Infatti, la maggior parte del un gruppo di gesuiti avvia a Lione la collana
materiale utile allo studioso proviene quasi Sources Chrétiennes (SCh), inizialmente solo
esclusivamente dalla letteratura agiografica e in traduzione francese, ma presto corredata
da una serie di fonti non propriamente lette- dei testi in lingua originale. I suoi iniziato-
rarie, quali iscrizioni, canoni sinodali o mo- ri, nel 1942, furono Henri de Lubac e Jean
numenti funerari. Daniélou insieme con Victor Fontoynont e
Durante il ventennio che separa le due Claude Mondésert. Sebbene la traduzione
guerre, gli studi patristici procedono con del testo critico in una lingua moderna non
maggiore difficoltà, pur continuando sul- sia stata subito accolta positivamente perché
la linea metodologica tracciata fino ad allo- considerata espressione di un decadimento
ra. L’edizione critica di testi subisce un cer- della conoscenza delle lingue classiche, essa
to rallentamento, ma non mancano pubbli- invece ha risposto all’esigenza di proporre i
cazioni di notevole valore scientifico. testi cristiani a un pubblico più ampio e que-
Pur continuando una prevalente presenza sto spiega come mai, nei decenni successivi,
tedesca, cominciano ad affacciarsi sulla sce- siano nate altre collezioni di testi con tradu-
na anche studiosi di nazionalità francese e zioni a fronte in italiano, inglese, spagnolo e
inglese, segno questo di un primo passo ver- tedesco.
so l’internazionalizzazione dello studio della Tra le grandi iniziative editoriali del se-
letteratura cristiana antica. In questo senso, condo dopoguerra non si può non menzio-
un forte impulso arriva anche dalla graduale nare l’inizio nel 1954, nell’abbazia belga di
ricomposizione delle divisioni tra gli studiosi Steenbrugge, del Corpus Christianorum con
cattolici e protestanti che per anni hanno ca- una Series Latina (CCL), ben presto affian-
ratterizzato l’approccio ai testi in modo stret- cata da una continuazione medievale, poi da
tamente apologetico, a discapito dell’am- una Series Graeca (CCG) e infine da una ri-
bito dottrinale. Nel 1921 Harnack pubbli- servata ai testi apocrifi. Lo studio sistemati-
ca una monografia su Marcionen (la 2a edi- co della tradizione manoscritta è stato sup-
zione, riveduta e ampliata, è del 1924), ope- portato dalla pubblicazione della Clavis Pa-
ra che rimane insostituibile per la ricostru- trum Latinorum a cura di Eligius Dekkers
zione del testo biblico utilizzato dall’eretico nel 1951 e della Clavis Patrum Graecorum
e che costituisce anche l’ultima fatica scien- a cura di Maurice Geerard in cinque volumi
tifica di questo critico. Sempre in Germa- dal 1947 al 1987 con un supplemento edito
nia si distingue l’attività di Eduard Schwartz nel 1998. Tra questi nuovi strumenti di lavo-
che, dopo aver pubblicato nei GCS l’Historia ro Adalbert-Gauthier Hamman, dal 1958 al
ecclesiastica di Eusebio di Cesarea, dal 1914 al 1974, cura quattro volumi, più uno di indi-
1938, cura l’edizione degli Acta Conciliorum ci, del Patrologiae Latinae Supplemementum
oecumenicorum e negli anni Quaranta quella (PLS).
della Collectio Sabbaitica. Gli anni Quaranta segnano anche una
A cavallo tra le due guerre e soprattut- nuova stagione di scoperte di testi davve-
to nei decenni immediatamente successivi ro importanti. Nel 1941 viene rinvenuto a
la fine dell’ultima, in Francia lo studio del- Tura, nell’alto Egitto, un gruppo di papiri
la letteratura cristiana antica riceve un for- del VI o VII secolo che ha permesso di com-
te slancio grazie alla pubblicazione di testi. pletare l’edizione dei commentari esegetici
Nel 1937 Germain Morin cura l’edizione di Didimo il Cieco, oltre a restituire il tratta-
dei sermoni di Cesario di Arles e nello stes- to Sulla Pasqua di Origene. Nel 1945 a Nag
so anno viene fondato a Parigi l’Institut de Hammadi, nell’Egitto meridionale, è la vol-
Recherche et d’Histoire des Textes che pos- ta di un cospicuo numero di testi gnostici in
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copto, trascritti tra IV e V secolo, che han- curato da Hans Lietzmann e Georg Karo,
no confermato la struttura fondamentale del che classifica tutte le catene conosciute rela-
pensiero gnostico, conosciuto fino a quel mo- tive all’antico e al nuovo testamento. Qual-
mento soltanto grazie a fonti indirette per lo che anno prima, Michael von Faulhaber ave-
più riferibili alla polemica portata avanti da va analizzato quelle relative ai libri profetici,
coloro che lo avversavano come Ireneo, Cle- pubblicando nel 1899 il volume Die Prophe-
mente e Origene. Infine, tra il 1947 e il 1960 ten-Catenen nach römischen Handschriften.
vengono rinvenuti numerosi manoscrit- Si ritiene che l’inventore del genere cate-
ti sulle rive del Mar Morto, in particolare a nario sia Procopio di Gaza, un letterato di
Qumran, contenenti documenti in ebraico, spicco dell’ambiente palestinese che, intor-
aramaico e greco trascritti in un arco di tem- no alla metà del VI secolo, compose nume-
po compreso tra il III secolo prima di Cristo rosi commentari in forma di catene sull’Ot-
e il I secolo dopo Cristo. Molti di questi te- tateuco, sui libri dei Re, sui Proverbi, sull’Ec-
sti sono biblici e le ripercussioni sugli studi clesiaste e sul Cantico dei Cantici. Non è un
del cristianesimo antico e della tradizione te- caso, dunque, che a mettere in evidenza l’im-
stuale biblica sono state notevoli. In partico- portanza di queste opere compilative per la
lare, queste nuove acquisizioni hanno forni- trasmissione dei testi cristiani e per lo svi-
to ulteriori elementi per comprendere lo svi- luppo della filologia sia stato Paul Wendland
luppo dottrinale e l’evoluzione culturale del durante i suoi studi proprio su Procopio di
cristianesimo delle origini, tenendo conto Gaza, per la preparazione dell’edizione del-
non solo dell’influsso ellenistico e orientale, le opere di Filone di Alessandria, curata in-
ma anche delle correnti eretiche e giudeocri- sieme con Leopold Cohn e Siegfried Rei-
stiane, favorendo una visione unitaria della ter e pubblicata a Berlino in sei volumi tra
cultura cristiana dei primi secoli. il 1896 e il 1915. Per quanto riguarda le ca-
L’ambito in lingua latina non ha potuto tene esegetiche neotestamentarie si deve at-
usufruire di scoperte di così ampia portata, tendere il 1933, anno della pubblicazione del
ma grazie alle accurate ricerche condotte sui Pauluskommentare aus der griechischen Kir-
materiali posseduti dalle biblioteche, ha co- che aus Katenenhandschriften gesammelt di
munque potuto acquisire nuovi testi, come Karl Staab.
nel caso delle 31 lettere di Agostino inedi- Si tratta, dunque, di materiale frammen-
te fino al 1981, o ricostruire con maggiore tario che ha permesso di conoscere, seppure
esattezza l’eredità letteraria di alcuni autori, in maniera incompleta, opere altrimenti sco-
come ad esempio Pelagio e i suoi seguaci. nosciute di autori noti e apprezzati nel loro
tempo, aggiungendo tasselli importanti alla
2.2.  Storia dell’esegesi patristica storia dell’esegesi patristica che, senza dub-
bio, ha svolto un ruolo centrale per lo svilup-
Tra le scoperte di testi occupano un posto po teologico e per la diffusione della religio-
particolare le edizioni delle catene esegeti- ne cristiana nei primi secoli.
che greche, commentari biblici di origine bi- La storia dell’esegesi è un ambito di ricer-
zantina che riportano, in successione, estrat- ca che risale all’età della Riforma, ma che ha
ti di opere esegetiche anteriori relative a uno avuto poco spazio nell’indagine sulle origini
stesso libro della Bibbia. Sebbene alcune ca- cristiane almeno fino alla metà del Novecen-
tene siano state stampate già nel Cinquecen- to, soprattutto a causa del contrasto tra cat-
to, solo tra la fine dell’Ottocento e l’inizio tolici e protestanti che ha fatto concentrare
del Novecento, in Germania, si comincia a l’interesse di buona parte degli studiosi sul-
studiare questo immenso materiale con cri- le questioni dottrinali e politiche della Chie-
terio scientifico, così come dimostra la pub- sa degli inizi.
blicazione nel 1902 di uno strumento fonda- I primi a dare risultati di grande interes-
mentale, il Catenarum Graecarum catalogus, se nell’ambito della storia dell’esegesi sono
Patrologia e letteratura cristiana antica 1223

stati alcuni studiosi francesi la cui sede pri- nerale di storia dell’interpretazione biblica.
vilegiata di pubblicazione è stata la collana Esegesi, ermeneutica, usi della Bibbia.
di Sources Chrétiennes e non è certo un caso Nel 1985 un grande filologo e storico ita-
che i primi testi pubblicati siano stati alcu- liano, Manlio Simonetti, pubblica il volume
ne raccolte di omelie esegetiche di Orige- Lettera e/o Allegoria. Un contributo alla sto-
ne, con l’intenzione evidente di porre l’ac- ria dell’esegesi patristica, uno studio fonda-
cento sull’importanza dell’interpretazione mentale incentrato sulla dialettica tra alle-
della sacra Scrittura nel pensiero teologico gorismo alessandrino e letteralismo antio-
dell’alessandrino. Tra il 1948 e il 1950 ven- cheno all’interno della produzione lette-
gono pubblicati due importanti studi dedi- raria cristiana tra I e V secolo. Si tratta di
cati all’esegesi origeniana a cura di Daniélou un’opera d’insieme, la prima nel suo gene-
e de Lubac, che hanno il merito non solo di re rispetto ai numerosi contributi pubblicati
aver determinato il recupero della figura di dagli anni Sessanta in poi da diversi autori,
Origene, ma anche di inaugurare una nuova non solo italiani, dedicati alle tecniche ese-
stagione per gli studi esegetici che da questo getiche di singoli scrittori. Un aspetto pe-
momento ricevono la giusta attenzione an- culiare della ricerca di Simonetti riguarda
che in relazione al ruolo fondamentale che la terminologia esegetica, in relazione ai di-
proprio l’esegesi ha svolto nella formazione versi filoni interpretativi. Ciò ha contribui-
della cultura patristica. Già nel 1931 Wal- to da un lato a liberare il campo da pregiudi-
ther Völker si era occupato di Origene, sot- zi di tipo apologetico nei confronti dell’al-
tolineando l’importanza della sua esegesi per legoria, dall’altro ad aprire la strada a una
la spiritualità cristiana, senza però riuscire a ricomprensione della letteratura esegetica,
rompere il fronte di studiosi che continua- in stretto legame con la riflessione dottrina-
va a considerare la sua produzione letteraria le, conferendole lo statuto di disciplina sto-
marginale a causa delle posizioni dottrinali riografica. La produzione scientifica di Si-
da lui sostenute. In questo quadro si inseri- monetti, dedicata alla storia dell’esegesi pa-
sce il grande interesse per l’ambiente alessan- tristica e non solo, è stata decisiva, sia per
drino, come dimostra il volume su Clemen- quanto riguarda l’ermeneutica di singoli au-
te curato da Claude Mondésert [1944] in cui tori, sia per quanto riguarda gli studi di ca-
viene ben evidenziato il legame tra riflessio- rattere generale, portando l’Italia ad occu-
ne teologica e commento della sacra Scrittu- pare un posto di primo piano nel panorama
ra. Non potendo citare qui l’estesa bibliogra- internazionale degli studi.
fia in lingua francese dedicata all’esegesi, si L’estendersi dell’analisi esegetica alla pre-
deve almeno ricordare l’elaborazione di uno dicazione, genere peculiare della produzione
strumento che raccoglie le citazioni bibliche cristiana, ha influito in modo decisivo sullo
nella letteratura patristica pubblicato a Pari- studio della dottrina consentendo in molti
gi dal 1975, Biblia patristica. Index des cita- casi di rivalutare l’importanza e l’originali-
tions et allusions bibliques dans la littératu- tà di alcuni scrittori. Le pubblicazioni cura-
re patristique. A margine di questa iniziati- te da Völker, Daniélou, de Lubac, Crouzel e
va è nata nel 1987 la collana Cahiers de Bi- von Balthasar su Origene hanno infatti avu-
blia patristica, interamente dedicata alla sto- to indubbie ripercussioni sulla storia dell’ese-
ria dell’esegesi patristica. gesi in generale, rinnovando problematiche
In Italia, un apporto significativo alla let- e metodologie di ricerca. Su questa linea si
teratura esegetica è dato da un gruppo di ri- pongono alcuni studiosi italiani che da vari
cerca costituitosi nel 1983 e al quale afferi- anni si occupano di questo esegeta median-
scono studiosi di diverse università, per lo più te l’organizzazione di convegni e la pubbli-
statali, che cura la pubblicazione della rivista cazione di un periodico completamente de-
«Annali di storia dell’esegesi», dal 1990 con dicato all’alessandrino, «Adamantius. Noti-
cadenza semestrale e con una Bibliografia ge- ziario del Gruppo Italiano di ricerca su Ori-
1224 E. Valeriani

gene e la tradizione alessandrina». Nel con- 2.3.  Le lingue dei Padri e le traduzioni pa-
testo della ricca attività di ciascuno dei mem- tristiche
bri di questo gruppo, è stato pubblicato nel
2000 un dizionario origeniano. Un notevole contributo alla qualità della
La rinnovata fioritura degli studi esegetici pubblicazione dei testi arriva anche da alcu-
in Italia è tanto più rilevante se si considera- ni studi sulla lingua utilizzata dai primi cri-
no gli effetti che ebbe su di essi il dibattito re- stiani. Nel 1932 il linguista olandese Joseph
lativo all’esegesi biblica nella prima metà del Schrijnen imposta lo studio del latino cristia-
Novecento quando, nel clima della crisi mo- no antico su basi moderne e scrive un saggio,
dernista, fu di fatto vietato il ricorso ai Padri. Charakteristik des altchristlichen Latein che
In una pubblicazione del 1908, La Genesi con può essere considerato il manifesto della co-
discussioni e critiche, Salvatore Minocchi te- siddetta scuola di Nimega, rappresentata in
stimonia infatti come in quel periodo l’ese- particolar modo dalla sua allieva Christine
gesi patristica fosse considerata un ambito di Mohrmann, che ha dato un impulso notevo-
ricerca ormai praticamente concluso. lissimo allo studio della disciplina. Tra le at-
In Spagna, l’Introducción a la teología de tività della scuola di Nimega va ricordata la
los siglos II y III di Antonio Orbe [1988] se- pubblicazione della rivista «Vigiliae Christia-
gna un notevole passo in avanti nell’analisi nae» e della collana Latinitas Christianorum
della riflessione teologica dei diversi autori, Primaeva seguita solo negli anni Sessanta dal-
compresi gnostici e marcioniti, fondando- la serie analoga Graecitas Christianorum Pri-
la sull’esame della loro linea ermeneutica, maeva. L’idea che la lingua parlata dai primi
proprio partendo dal presupposto che le ar- cristiani avesse dei caratteri propri fu intuita
gomentazioni dottrinali sono state alla base da Frédéric Ozanam che ne tracciò gli aspet-
di un certo tipo di interpretazione del testo ti peculiari nel suo Comment la langue latine
biblico. La vastissima e fondamentale biblio- devint chrétienne alla fine dell’Ottocento con
grafia di Orbe è stata pubblicata dal suo al- il limite, però, di rimanere all’ambito dello
lievo Eugenio Romero Pose, di cui bisogna stile. Nell’analisi dell’origine e delle caratteri-
ricordare gli studi sulla figura e sull’esegesi stiche della latinità cristiana ha conseguito ri-
di Ticonio e l’innovativa edizione del Com- sultati di rilievo la scuola svedese il cui capofi-
mento all’Apocalisse di Beato di Liébana. la, Einar Löfstedt, ha prodotto lavori davvero
Nei paesi di lingua inglese e tedesca lo stu- significativi sul latino tardo.
dio dell’esegesi patristica ha mantenuto una Il greco non ha certo ricevuto le stesse at-
posizione secondaria rispetto a quello stori- tenzioni, nonostante sia stata senza dubbio la
co-dottrinale, ma non sono mancati lavori lingua dominante dell’antica letteratura cri-
apprezzabili di singoli studiosi su temi parti- stiana. La maggior parte degli studi che ha
colari, come dimostrano alcuni volumi pub- avuto per oggetto le questioni legate alla lin-
blicati nella seconda metà del Novecento. gua greca ha preferito infatti approfondire
Una recente opera dedicata all’esegesi bibli- l’aspetto stilistico, tralasciando le caratteri-
ca in età patristica è l’Handbook of Patristic stiche linguistiche, probabilmente partendo
Exegesis [2004] di Charles Kannengiesser, dal presupposto che il greco letterario, dal II
completo di una ricchissima bibliografia. secolo dopo Cristo, non abbia subito trasfor-
L’importanza dell’esegesi patristica si mazioni di rilievo rispetto a quello classico.
estende, inoltre, all’ambito della recezione L’Oriente cristiano antico, però, non si
dei Padri nei secoli a loro successivi. Si tratta esprimeva solo in greco o in latino, ma an-
di un filone di grande attualità soprattutto che in siriaco, in copto, in armeno, in geor-
per il suo carattere interdisciplinare che con- giano, in arabo, in etiopico e in nubiano, ge-
sente di comprendere quanto e come il pen- nerando altrettante letterature che si svilup-
siero dei Padri abbia influito nella cultura pano fra i secoli IV e X, caratterizzatesi come
umanistica attraverso i secoli. letterature di traduzione, innanzitutto del-
Patrologia e letteratura cristiana antica 1225

le sacre Scritture. L’importanza delle tradu- Karl Lachmann manda in stampa un’edizio-
zioni patristiche da un punto di vista filolo- ne del nuovo testamento basata principal-
gico è indiscutibile, dal momento che esse mente su antichi codici in maiuscola, con
restituiscono opere altrimenti perdute, op- l’intenzione di ricostruire il testo in uso alla
pure forniscono recensioni migliori rispetto fine del IV secolo. Tra il 1841 e il 1872, Con-
alla tradizione diretta. Interessante è anche il stantin von Tischendorf, in seguito alla sco-
caso della letteratura in lingua irlandese che, perta di diciotto manoscritti maiuscoli (tra
malgrado la mancanza di una traduzione cui il Sinaitico) e di sei minuscoli, pubblica
della scrittura, dal VII secolo in poi riscrive otto edizioni del nuovo testamento, l’ulti-
molti apocrifi neotestamentari. Non meno ma delle quali contiene in apparato tutte le
importante è il ruolo culturale dei processi varianti conosciute.
di traduzione che, in alcuni casi, coincidono Sempre alla fine dell’Ottocento un gran-
con l’inizio della produzione letteraria scrit- de passo in avanti nella critica testuale neo-
ta propria di una lingua. Si pensi, ad esem- testamentaria è rappresentato dal testo edi-
pio, alla versione gotica che risale alla metà to da Brooke Foss Westcott e Fenton J.A.
del IV secolo, e a quella in paleoslavo, inizia- Hort [1881] e dalla prima edizione, nel 1898,
ta nel IX secolo, per le quali sono stati creati del Novum Testamentum Graece a cura di
i relativi alfabeti. Nel complesso, dunque, si Eberhard Nestle. Tra il 1902 e 1913 vengo-
tratta di una produzione letteraria che testi- no pubblicati a Berlino e Göttingen i quattro
monia la pluralità culturale del cristianesimo volumi dell’edizione di Hermann Freiherr
e la progressiva crescita delle Chiese cristia- von Soden il quale, nonostante la collazione
ne e che evidenzia il ruolo fondamentale del- di un gran numero di manoscritti per la pre-
la letteratura nella costruzione dell’identità parazione di un imponente apparato critico,
cristiana nei primi secoli e nella sua ricostru- non ha eguagliato il rigore scientifico di Ne-
zione da un punto di vista storico. stle, il cui testo critico ha continuato a essere
revisionato, prima dal figlio Erwin e poi an-
che da Kurt Aland, fino a raggiungere la ven-
3.  Le scritture cristiane tisettesima edizione nel 1993.
Un’altra importante iniziativa è l’edizio-
3.1.  Il Nuovo Testamento ne bilingue, curata dal gesuita Augustinus
Merk, in greco con il testo latino della Vul-
Tra la metà del I secolo e i primi decenni gata a fronte. A lui si devono le prime quat-
del II vengono composti tutti i testi del Nuo- tro edizioni, dal 1933 al 1945, anno della sua
vo Testamento poi dichiarati canonici, ma se morte, ma il suo lavoro è stato continuato da
si prendono in considerazione anche i cosid- altri gesuiti fino alla nona edizione del 1964
detti apocrifi il periodo di composizione si a cura di Carlo Maria Martini. A questa sono
estende fino al Medioevo. seguite alcune ristampe e nel 1990 un’edizio-
L’indagine scientifica sul problema neo- ne con testo italiano a fronte (si tratta della
testamentario e sulla genesi della scrittu- versione italiana della CEI) a cura di Giusep-
ra cristiana ha avuto largo spazio nel cor- pe Barbaglio. L’undicesima e ultima edizio-
so del Novecento secolo, ma ha visto i suoi ne è del 1992, Novum Testamentum graece et
inizi già nella seconda metà dell’Ottocen- latine, apparatu critico instructum, con la ver-
to, grazie alla scoperta di un cospicuo nume- sione Sisto-Clementina (1592) a fronte.
ro di manoscritti biblici. Il primo a compila- Per quanto riguarda altre edizioni bilin-
re un elenco di codici greci neotestamentari gui, vanno menzionate quella greco-ingle-
è stato Johannes M. A. Scholz che, tra l’al- se del 1981, quella greco-tedesco del 1986 e
tro, ha distinto due grandi famiglie di testi- quella greco-latino (con la Neovulgata) del
moni, l’alessandrina e la costantinopolitana. 1983; il testo greco in questo caso è quel-
In quegli stessi anni, precisamente nel 1831, lo della ventiseiesima edizione del Nestle -
1226 E. Valeriani

Aland curata, oltre che da Kurt Aland, an- delle fonti (Quellengeschichte), si è incentrato
che da un gruppo di studiosi di grosso cali- sul problema sinottico. Un ventennio più tar-
bro come Matthew Black, Carlo M. Martini, di compaiono gli studi di Karl Ludwig Sch-
Bruce M. Metzger e Allen Wikgren e pubbli- midt, Martin Dibelius e Rudolf Bultmann,
cata a Stoccarda nel 1979. Il medesimo grup- rappresentanti della cosiddetta scuola stori-
po di lavoro provvederà in seguito all’edizio- co-morfologica (Formgeschichte Schule), re-
ne del The Greek New Testament, per la Uni- lativi ai diversi materiali confluiti nei van-
ted Bible Societies, provvista di un apparato geli sinottici. Il metodo della storia delle for-
critico appositamente strutturato per veni- me mette in discussione l’unità del raccon-
re incontro alle esigenze dei traduttori e de- to evangelico, separando il materiale tradi-
gli studenti; questo testo è giunto alla quarta zionale da quello redazionale. Al contrario,
edizione nel 1993. il metodo della storia della redazione (re-
Nell’ambito della ricerca attuale sul testo daktionsgeschichtliche Schule), esamina gli in-
neotestamentario, va segnalato il lavoro por- terventi redazionali dell’evangelista, focaliz-
tato avanti a Münster dall’Institut für neu- zando l’attenzione sulla redazione finale dei
testamentliche Textforschung sorto intorno testi. Uno studio fondamentale su questo in-
agli anni Quaranta e impegnato in un pro- dirizzo metodologico rimane quello di Willy
getto che intende pubblicare il testo del Nuo- Marxsen che per primo ha utilizzato l’espres-
vo testamento restituito dai papiri. Un’altra sione «critica della redazione» per indicare
iniziativa vede coinvolti studiosi americani e l’opera del redattore definitivo, in particola-
inglesi (American and British Committees re degli autori dei sinottici.
of the International Greek New Testament
Project) la cui attività prevede l’edizione dei 3.2.  Gli apocrifi cristiani antichi
singoli libri neotestamentari corredati di ap-
parato critico. Esiste anche un progetto, an- La crescente attenzione della ricerca per la
cora in fase di avvio, finalizzato alla produ- critica neotestamentaria ha dato un notevo-
zione di un’edizione online del nuovo testa- le impulso anche allo studio della letteratura
mento corredata di riproduzioni fotografiche apocrifa cristiana.
dei manoscritti. L’ideatore di questo «para- Negli ultimi trent’anni l’approccio inter-
diso dei filologi neotestamentari» è uno stu- disciplinare, applicato a questi scritti da im-
dioso australiano, David Harley. portanti équipes internazionali, ha finalmen-
Una delle prime questioni oggetto dell’in- te restituito loro la giusta collocazione all’in-
dagine storico-critica dei testi neotestamen- terno della letteratura cristiana antica di cui
tari è quella relativa alla composizione lette- vanno considerati parte integrante e non pro-
raria dei vangeli e delle loro fonti. Nel 1838 dotti letterari di second’ordine. Un segna-
Christian H. Weisse e Christian G. Wilke le indicativo di questo cambiamento di pro-
hanno proposto separatamente la teoria delle spettive è il fatto che si parli di apocrifi cri-
due fonti secondo la quale Matteo e Luca tra stiani antichi e non più di apocrifi del nuovo
loro indipendenti avrebbero utilizzato come testamento. Quest’ultima definizione risale
fonti sia il Vangelo di Marco, sia la cosiddet- all’edizione del 1703 di una raccolta di testi
ta fonte Q (da Quelle che in tedesco significa a cura di Johann A. Fabricius, Codex Apocry-
fonte), una raccolta di detti del Signore sco- phus Novi Testamenti collectus, ripubblicata
nosciuta a Marco. Nel 1901 William Wrede, con lo stesso titolo nel 1719. La pubblicazio-
partendo dalla lettura del vangelo di Marco, ne del Codex apocryphus Novi Testamenti a
ha posto l’accento sulla prospettiva teologi- cura di Johann-Karl Thilo nel 1832 ripropo-
ca di ciascun evangelista, evidenziando come ne la medesima organizzazione della materia.
la presentazione della persona di Gesù non si Continuano su questa linea metodologica le
possa far risalire direttamente a Gesù stesso. successive edizioni eseguite da critici come
Questo approccio al testo, noto come critica Tischendorf, Lipsius, Bonnet fino ad arrivare
Patrologia e letteratura cristiana antica 1227

alle traduzioni nelle lingue moderne. La pri- In tal senso, la ricostruzione storico-filo-
ma di queste è stata la raccolta Neutestamen- logica dei testi è stata fondamentale e in que-
tliche Apokryphen di cui sono state pubblica- sto campo si distingue il lavoro scientifico
te ben cinque edizioni, due dirette da Edgar dell’Association pour l’Étude de la Littératu-
Hennecke nel 1904 e nel 1924, e le ultime tre re Apocryphe Chrétienne (AELAC), fonda-
da Wilhelm Schneemelcher nell’arco di un ta nel 1981 con l’obiettivo di pubblicare edi-
trentennio [1959-1989]. Mantengono il tito- zioni critiche degli apocrifi cristiani antichi,
lo dato dal Fabricius anche la traduzione in- corredate di traduzione e commento. I testi
glese curata da Montague Rhodes James nel critici sono pubblicati nel Corpus Christia-
1924, The Apocryphal New Testament, e le norum. Series apocryphorum, di cui sono ap-
raccolte in italiano a cura di Luigi Moraldi parsi quindici volumi dal 1983 al 2003. Nel
[1971] e di Mario Erbetta [1966-1981] che, 1992 Maurice Geerard pubblica anche la
tra l’altro, accolgono la definizione di «apo- Clavis Apocryphorum Novi Testamenti, uno
crifi» fornita da Schneemelcher nell’intro- strumento di lavoro analogo ai repertori de-
duzione al volume del 1959. Tale definizio- dicati ai testi dei Padri greci e latini.
ne, criticata da Éric Junod in un dettagliato L’edizione degli scritti apocrifi presen-
articolo del 1983 e poi in un altro del 1992, ta parecchie difficoltà perché il fatto stesso
parte dal presupposto che questi testi siano che non siano stati cristallizzati in un cano-
da considerare solo in relazione agli scritti, ne li ha resi oggetto di frequenti operazio-
più o meno coevi, del nuovo testamento. ni di riscrittura e di attualizzazione. Questo
Gli studi più recenti hanno però comple- fenomeno non permette di fissare una vera
tamente ribaltato questo punto di vista, dan- e propria forma testuale, anche in conside-
do agli scritti apocrifi lo statuto di tradizio- razione della grande varietà di lingue in cui
ni memoriali che si riferiscono a eventi con- tali testi sono stati diffusi; proprio per que-
tenuti nella Bibbia, ovvero a figure apparte- sto i volumi della Series apocryphorum rac-
nenti al cristianesimo o alla tradizione giu- colgono e presentano anche tutte quelle fon-
daica. La peculiarità di questi testi non deri- ti che contribuiscono, direttamente o indi-
va, dunque, dal fatto che non siano stati in- rettamente, alla conoscenza di uno scritto
clusi nel canone neotestamentario, ma dal apocrifo. Di particolare interesse è dunque
contesto che li ha generati e dall’aver accolto la collezione degli Instrumenta, indirizzata a
al proprio interno tradizioni locali e antiche un pubblico di specialisti, che raccoglie tut-
tradizioni orali. Proprio per questo, sebbene ti i materiali analizzati nella fase prelimina-
siano stati suddivisi in vangeli, atti, lettere e re dei lavori di preparazione dei volumi del-
apocalissi, gli studiosi non ritengono legitti- la Series apocryphorum e che abbraccia cam-
mo far rientrare tutti gli apocrifi in queste pi differenti come la filologia, la linguistica,
categorie così da creare un corpus apocrifo da la teologia e la storia. Un’altra collana curata
contrapporre a quello del nuovo testamento. dall’AELAC è quella degli Apocryphes che
Si tratta, infatti, di un’operazione moderna propone la traduzione francese dei testi del-
che prescinde completamente dal contesto la Series apocryphorum accompagnata da in-
storico e geografico in cui sono stati prodot- troduzioni e annotazioni pensate per agevo-
ti i singoli testi non comprendendone la pe- lare la lettura e la compresione da parte di
culiarità. Inoltre, se si tiene conto dell’utiliz- un pubblico più vasto. Nel 1990 viene pub-
zo di queste opere da parte di scrittori eccle- blicato il primo volume della rivista «Apo-
siastici come Giustino, Clemente, Origene crypha» che ospita contributi di studiosi di
appare evidente come sin dall’origine non ci diverse nazionalità e di diverse competen-
siano differenze reali tra canonici e apocrifi, ze, pubblicata, con cadenza annuale, con il
dal momento che entrambi sono ugualmen- concorso scientifico dell’AELAC e della So-
te espressione e veicolo della fede delle diver- ciété pour l’Étude de la Littérature Apocry-
se comunità cristiane. phe Chrétienne (SELAC). Un’altra raccol-
1228 E. Valeriani

ta in traduzione francese è quella ospitata in 3. Studi e strumenti: R. Aigrain, L’hagiographie. Ses


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