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Thomas Bernhard

Teatro V
Il Presidente
Il teatrante
Elisabetta II

Traduzioni di Eugenio Bernardi e Umberto Gandini


Introduzione di Eugenio Bernardi

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Thomas Bernhard e «l’arte dell’esagerazione»
di Eugenio Bernardi

Se oggi, a quindici anni dalla morte del suo autore, si riconsidera l’opera di
Thomas Bernhard, essa appare complessivamente come un tracciato in cui
ogni singolo elemento s’inserisce in un progetto preciso. Per un lettore
italiano sarà difficile prenderne atto concretamente: il modo con cui nel corso
degli anni questo scrittore è stato presentato nel nostro paese non ne ha certo
seguito tappa per tappa il percorso. Altrove, in Spagna o in Francia ad
esempio, le esitazioni sono state minori e l’attenzione piú intensa. Almeno
due momenti del percorso avranno comunque colpito anche i lettori italiani:
uno sul versante narrativo, con la pubblicazione di Auslöschung (Estinzione,
1986), l’altro su quello teatrale, con la messinscena di Heldenplatz (Piazza
degli Eroi, 1988). Nel secondo caso il clamore suscitato a Vienna dallo
spettacolo ebbe un’immediata eco nella stampa internazionale e contribuí a
riconfermare l’immagine di uno scrittore furiosamente critico che s’inseriva
in un modo piú che mai polemico nelle manifestazioni indette per ricordare a
cinquant’anni di distanza il cosiddetto Anschluss ossia la nazificazione
dell’Austria. Con quel testo e con le discussioni che aveva suscitato ancora
prima di essere messo in scena, Bernhard raggiungeva il massimo di quella
provocazione cui mirava da sempre il suo teatro. Neanche un anno dopo (il 12
febbraio 1989) egli moriva lasciando un testamento che ebbe una risonanza
straordinaria: non si era mai letto di un autore che vietasse la pubblicazione
dei suoi testi e la loro messinscena nel proprio paese 1.

Tre fortissime provocazioni dunque, e non solo a livello letterario. Delle


tre, quella di Estinzione è la piú difficile da intendere: se in Italia, ma anche
altrove, questo testo non ha avuto il successo toccato ad altre opere di
Bernhard (ad Alte Meister, per esempio, che ottenne il Prix Médicis) è perché

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il lettore non aveva presente in quale momento della parabola narrativa di
Bernhard si collocasse e in che senso dunque ricapitolasse tutta quella
parabola, e quindi tutta l’opera, con l’intento di «cancellarla», di estinguerla,
cosí come con un gesto imprevedibile il protagonista liquida un’eredità
opprimente. Che questa storia finale si configuri come il punto di arrivo di un
tracciato lo dimostra chiaramente il fatto che la sua stesura fosse già
completata in precedenza (1981–82) e che l’autore l’abbia consegnata alle
stampe soltanto dopo aver pubblicato un’opera piú recente, ossia Alte Meister
(Antichi maestri, 1985). Ben piú di quest’ultimo racconto, Estinzione si
prestava a indicare un percorso che coinvolgeva nello stesso tempo uno
sviluppo tematico e una riflessione stilistica, alludendo, pur con la
consapevolezza di un inevitabile fallimento, alla possibilità di un effettivo
distacco da un «complesso» di temi abbozzati fin dai primi racconti 2.
Estinzione si ricollega in tutta evidenza a uno dei primissimi racconti,
intitolato Der Italiener (L’italiano, 1964), in cui già si affacciavano i motivi
principali di quello che sarà il racconto finale: la morte del proprietario di una
dimora aristocratica, le cerimonie del funerale a cui partecipa una vasta
parentela, la figura del giovane erede oppresso, come il padre suicida, dai
ricordi della guerra, i discorsi di costui con un giovane amico italiano. Anche
Franz Josef Murau, la figura centrale di Estinzione, ha un interlocutore
italiano di cui evidentemente apprezza la leggerezza e il senso dell’umorismo,
in sostanza quindi, come nel primo caso, il modo con cui costui affronta la
vita. Se l’italiano del racconto del 1964 era un abile uomo d’affari che aveva
saputo trarre il massimo profitto dal dopoguerra, l’italiano che compare
nell’ultimo romanzo è uno studente romano di nome Gambetti al quale
Murau impartisce lezioni di letteratura tedesca ma a cui soprattutto espone le
proprie idee sull’Austria lanciandosi in furibonde invettive contro il proprio
paese e contro la propria famiglia, invettive che provocano grandi risate da
parte dell’allievo ma anche di Murau stesso. Su queste risate di Gambetti e di
Murau si è concentrata subito l’attenzione della critica e ancora di piú su un
discorso in cui, verso la fine del racconto, Murau riflette sul suo particolare
modo di narrare e di porsi di fronte al mondo. Questo personaggio che si
definisce «non propriamente uno scrittore [...] ma solo un mediatore di
letteratura, per la precisione di quella tedesca» 3, confida all’allievo le sue

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idee catastrofiche sul futuro della letteratura e dell’umanità («tutti i sintomi
dicono che il mondo in brevissimo tempo cambierà al punto da non essere piú
riconoscibile, sarà un mondo cambiato dalle fondamenta ed effettivamente
distrutto dalle fondamenta») e nello stesso tempo riflette su questa sua
tendenza al catastrofismo e in genere all’esagerazione:
«In questo fanatismo dell’esagerazione ho sempre trovato appagamento,
ho detto a Gambetti. Talvolta questo fanatismo dell’esagerazione, quando
riesco a farne un’arte dell’esagerazione, è la sola possibilità che ho di
salvarmi dalla miseria della mia disposizione d’animo, dal mio tedio
spirituale, ho detto a Gambetti. Ho educato a tal punto la mia arte
dell’esagerazione che a buon diritto posso definirmi il piú grande artista
dell’esagerazione che io conosca. Non ne conosco un altro. Nessuno mai ha
esasperato a tal punto la sua arte dell’esagerazione, ho detto a Gambetti, e ho
aggiunto che se un giorno mi si volesse chiedere a bruciapelo cosa io sia
veramente e segretamente, non potrei che rispondere: il piú grande artista
dell’esagerazione che io conosca».
Una definizione del genere si presentava immediatamente come
un’etichetta da applicare a un autore cosí difficile da inserire nelle rubriche
della storia del romanzo moderno 4. Essa riscattava e giustificava stile
letterario e atteggiamenti pubblici, catastrofismo e furore, insulti e ossessioni.
Un autore maniacale, tenebroso ed eccessivo, ecco che in uno scritto inteso
come un punto d’arrivo scopriva le carte e riconosceva un difetto che la
critica aveva da sempre rilevato. Come era capitato spesso, anche in questo
caso si prescindeva dal contesto e dal personaggio che pronunciava quelle
parole e lo si identificava con l’autore. Si credeva di coglierlo finalmente in
un momento di sincerità e resipiscenza e si cadeva cosí nel tranello che
Bernhard tende ogni volta a chi lo legge prendendolo troppo sul serio. A
guardar bene, chi parla è in realtà il protagonista di uno spettacolo messo in
scena davanti a un ascoltatore (Gambetti) non in modo diretto, come potrebbe
avvenire su un palcoscenico, ma attraverso il racconto che ne fa un io
narrante che ci trasmette un lungo scritto, intitolato appunto Estinzione,
affidatogli da Franz Josef Murau nel frattempo defunto. Analogamente a
quanto era avvenuto in tanti altri casi della narrativa di Bernhard, il racconto
si sviluppa in una prospettiva post mortem, il testo è riferito da altri (e quindi

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potrebbe essere stato manomesso), anche se qui l’anonimo presentatore si
limita a inserirsi in modo estremamente discreto con formule del tipo «scrive
Murau, Franz Josef» o a segnalarne alla fine la data di morte, «morto nel
1983, a Roma». Questa discrezione, che in sostanza elimina dall’orizzonte
narrativo l’io-narrante per far spazio quasi esclusivamente al monologo del
protagonista, è una variante cospicua rispetto alla struttura di tutte le opere
narrative di Bernhard, in cui tale mediazione era invece molto piú presente, e
modificando la struttura narrativa, aveva ogni volta a che fare con la tematica
del racconto in questione.
Franz Josef Murau insomma non è Thomas Bernhard, come non lo sono
mai interamente i suoi personaggi, e quelle dichiarazioni vanno lette dunque
con diffidenza. Una diffidenza che può divertire ma anche inquietare e
assomiglia alla sensazione che si prova entrando in una stanza coperta di
specchi. Neanche quando Bernhard affronta la storia della propria infanzia e
giovinezza, gli si può credere del tutto. Proprio il gioco tra autenticità e
finzione, tra autore e personaggio, e quindi anche tra realtà ed esagerazione,
costituisce, al di là delle storie narrate, il nucleo della poetica di Bernhard, un
autore diretto e artificioso nello stesso tempo.
L’inquietudine o, volendo usare un termine bernhardiano, il
«perturbamento» che ne deriva è anche l’obiettivo a cui mira
complessivamente la strategia narrativa e drammaturgica di questo autore che
la pone in atto fin dalla prima opera narrativa, Frost (Gelo, 1963),
sperimentandola poi in modi sempre diversi fino appunto a Estinzione, dove
l’argomento piú pressante (direttamente collegato cioè alla storia dell’Austria
moderna) la fa passare in secondo piano, spingendo sempre piú alla ribalta,
proprio come un personaggio teatrale, il protagonista monologante che nel
nome (Franz Josef) porta una precisa allusione all’argomento di cui si tratta e
nel cognome (insolita indicazione per un personaggio bernhardiano, se si
prescinde da Gould e da Wittgenstein) ricorda quel principe Saurau che in
Verstörung (Perturbamento, 1967) dall’alto del suo castello pretendeva
ancora di rappresentare un mondo di cui pure avvertiva lo sfacelo.
Con queste premesse, senza confondere cioè Murau e Bernhard, ma
ricavando il «contenuto di verità» 5 che vi è in queste dichiarazioni
«eccessive» nella loro stessa formulazione («anche questa frase,

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naturalmente, è a sua volta una esagerazione, penso ora, mentre la scrivo, e
segno della mia arte dell’esagerazione»), occorre tener presente che sostenere
nell’arte il primato dell’esagerazione non significa proclamare il primato della
fantasia: l’esagerazione contiene in sé, dialetticamente, la realtà che essa
porta appunto all’eccesso e può rendere quella realtà insopportabile
suscitando quindi il bisogno di distruggerla, cancellarla, estinguerla. Farne
«un’arte» significa perfezionare via via i mezzi capaci di «gonfiare» quella
realtà fino all’esasperazione, fin quasi a «considerare quell’esagerazione il
solo fatto coerente» e a non percepire piú «il fatto reale, ma solo
l’esagerazione smisuratamente spinta all’estremo». Di questo possibile
sconfinamento, che sottrae all’impulso istintivo per l’esagerazione la sua
occasione di partenza, privandolo quindi di un punto di paragone e di
riferimento e della sua carica propulsiva, il protagonista di Estinzione è ben
consapevole. Consapevolezza che tuttavia non porta a rinnegare quell’arte,
visto che per Murau coincide con l’arte di «venire a capo dell’esistenza, di
sopportarla e renderla possibile mediante l’esagerazione». Intendendo l’arte
come consapevole artificio ma anche come unica possibilità di dare senso
all’esistenza (che è il tema centrale di tutta l’opera di Bernhard),
l’esagerazione diventa per Murau il «segreto della grande opera d’arte, come
pure il segreto del grande pensiero filosofico, anzi in assoluto il segreto dello
spirito». Affermazione perentoria e paradossale, che nasce sull’onda di quella
mania dell’esagerazione che si vuole chiarire, di cui si dà
contemporaneamente un esempio, e che subito dopo viene ridimensionata
(«ma poi abbandonai quel pensiero senza dubbio assurdo»), ma non persa di
vista («pensiero che a un esame ancora piú attento doveva per forza rivelarsi
l’unico giusto»). L’alternanza tra affermazioni perentorie e la loro spesso
immediata ritrattazione, tipico stilema ben noto al lettore di Bernhard, non ha
nulla a che fare con la psicologia del singolo personaggio e rinvia a una
premessa fondamentale per intendere tutto il «sistema Bernhard».
Su un «sistema Bernhard» sono apparsi negli ultimi anni studi assai
notevoli 6, che ribadiscono in modo sempre piú chiaro i fondamenti su cui
poggia tutta l’opera bernhardiana fin nei minimi particolari. Si possono
riassumere in questo modo: un’idea alta e assoluta dell’arte intesa come luogo
della verità e quindi massima aspirazione dell’esistenza (arte che è nello

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stesso tempo filosofia e scienza e intende realizzarsi perlopiú in un
«trattato»), arte come trionfo dell’individuo rispetto alla tradizione e
all’ottusità della vita reale, affinità di tali concetti con le teorie romantiche e
soprattutto preromantiche, scontro di simili concezioni con teorie filosofico-
linguistiche soprattutto di area austriaca imperniate su un radicale scetticismo
rispetto al linguaggio e alla sua «adeguatezza» al reale, radicalità e
spietatezza di ogni sforzo inteso a realizzare l’opera perfetta, inevitabile
fallimento di tale impresa di per sé eroica e affascinante, ma in definitiva
grottesca. Nello stesso tempo si è ribadito come questa tematica, in verità non
originale, mutuata dal binomio genio-follia con una propensione per il
grottesco, venga rivissuta direttamente dall’autore. Essa invade infatti e
coinvolge il linguaggio con cui viene narrata e quindi l’autore che, come un
abilissimo burattinaio, la porta alla ribalta, attraverso diversificate strutture
narrative, identificandosi non con le vicende delle sue figure, ma con il loro
linguaggio che è quello con cui lui stesso, l’autore, rappresenta quello sforzo.
Poiché in un caso e nell’altro (nell’impresa dell’autore come in quella dei
suoi protagonisti), si tratta di scontrarsi con la scrittura, identificazione e
immedesimazione avvengono a questo livello, su corsie per cosí dire
parallele, in cui per l’analogo rigore che anima le due direttive, quella
dell’osservatore e quella dell’osservato, i riflessi sono inevitabili.
D’altro canto, le storie di tutti i personaggi (forse) geniali e (forse) folli
che popolano racconti e commedie di Bernhard si delineano (e si giustificano)
in opposizione a un ambiente immobile, ottuso, spietato, che sempre piú
chiaramente si identifica con l’Austria contemporanea, recitata in termini
«esagerati» ma appunto per questo provocatori in quanto stimolano a un
confronto con la realtà o perlomeno, come è avvenuto clamorosamente con
Piazza degli Eroi, smascherano i pregiudizi e le idiosincrasie di chi ne è
provocato. Si tratta in fondo di «storie di storie», un genere tutt’altro che
estraneo alla letteratura contemporanea che vi riflette la consapevolezza del
proprio epigonismo, ma che in Bernhard riacquista vigore e verità. Un
progetto che potrebbe risolversi in sublimi esercizi di stile, ha in questo caso
infatti un forte radicamento nella biografia personale: un’infanzia difficile,
una malattia precoce che gli condizionerà l’esistenza, le mortificazioni
imposte da una scuola autoritaria (sia nell’Austria nazista, sia in quella

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clericale del dopoguerra), la vulnerabilità di un carattere sempre piú portato
all’isolamento e alla difesa della propria indipendenza, la scoperta fin
dall’adolescenza della poesia e della filosofia come occasioni di affermazione
della propria individualità, sono aspetti che determinano anche la «volontà di
verità» e di autoaffermazione dei protagonisti immaginari, o quasi
immaginari, come il Glenn Gould di Der Untergeher (Il soccombente, 1983),
dei suoi racconti. La fantasia di Bernhard non è una fantasia sconfinata, si
muove entro un orizzonte limitato, riconoscibile a ogni incontro, e può
risultare meramente ripetitiva solo a chi non colga a ogni ripresa il suo valore
di variazione entro un modo di procedere non orizzontale, ma circolare, come
accerchiamento sempre piú preciso di una serie di temi fortemente
interconnessi da racconto a racconto e riproposti, come oggi risulta sempre
piú chiaro, in vista di un loro superamento.
In questa prospettiva che salda invenzione e biografia, realtà e
stilizzazione, sempre piú evidente appare la centralità della figura del nonno
materno, lo scrittore Johannes Freumbichler 7. Era stato il nonno a fargli
conoscere il paradiso del sapere ma anche l’orrore della realtà, era stato lui a
educarlo alla scuola di Montaigne, Pascal e soprattutto di Schopenhauer.
Quest’uomo che per tutta la vita aveva accanitamente inseguito il sogno di un
grande epos e pur ottenendo un risultato degno di un premio nazionale, non
raggiunse mai un livello straordinario, costituisce il fulcro di quella tematica
dell’artista geniale e spietato, eroico e maniaco, misantropo e misogino che è
alla base di tutti i personaggi dell’opera di Bernhard, al punto che essa può
apparire complessivamente come il riscatto di questa figura, la sua rivincita
strenuamente operata dal nipote. E questo non solo a livello tematico, se è
stato dimostrato che molte delle espressioni e soprattutto delle invettive di
Bernhard, sono una puntuale ripetizione di quelle del nonno.
Sta proprio in questo, dicevo, il grande talento di Bernhard: nella capacità
di disegnare via via un orizzonte narrativo e drammaturgico in cui verità e
finzione, autenticità e simulazione, realtà ed esagerazione convivono e si
confondono creando progressivamente e quasi per accumulo l’identità
dell’autore, ossia quel momento in cui ne riconosciamo la voce senza peraltro
essere in grado di definirne una volta per tutte il volto. La presunta
immediatezza del suo discorso ha portato infatti a semplificazioni, soprattutto

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in passato e tanto piú all’estero, vale a dire al di fuori del contesto linguistico-
letterario in cui egli, nonostante tutto e con suo apparente fastidio, si muove.
La personalità di Bernhard rimane comunque enigmatica, e la sua opera,
sia narrativa che drammaturgica, basata costantemente (pur con molte
variazioni di struttura) sul monologo, può sembrare, anzi, dettata da una
«smania di innalzare delle barricate» 8 da parte di un personaggio
consapevole della propria vulnerabilità. Anche i suoi frequenti interventi
pubblici, famosi pure per l’aggressività dello stile, riprendono il piú delle
volte espressioni tipiche dei suoi personaggi immaginari o citazioni degli
autori prediletti, spesso ritoccate o metabolizzate secondo quelle che sono le
tipiche modalità del discorso bernhardiano (ripetizioni, ridondanze,
affermazioni apodittiche, giochi di parole) manifestando una evidente affinità
con i modi della retorica e ubbidendo spesso piú alle imposizioni del ritmo
che a un procedimento logico. Neanche dalla prospettiva delle «barricate»
risulta proficua una spiegazione di tipo psicanalitico o sociologico, in quanto
questo atteggiamento si salda perfettamente con una fondamentale
concezione poetologico-filosofica imperniata sull’impossibilità di attingere
all’autentico, e quindi sul relativismo prospettico di ogni definizione di realtà.
Ciò non significa che, analogamente ai suoi personaggi, l’autore si chiuda in
se stesso costruendo, come il Roithamer di Korrektur (Correzione, 1975), un
edificio poetico perfetto inteso come la massima espressione di un individuo
capace di dominare con la forza della propria soggettività il caos del mondo.
Tutt’altro: l’obiettivo dell’autore è il coinvolgimento, la partecipazione, e
quindi il superamento del confine tra chi parla e chi ascolta. L’obiettivo è la
provocazione, la persuasione, l’applauso.
È evidente allora quanto profondo sia il nesso che collega in Bernhard
narrativa e teatro. A indicarlo (se ve ne fosse il bisogno, se non bastasse cioè
il continuo riferimento al teatro come metafora dell’esistenza umana e
dell’artificiosità/artificialità di tutte le rappresentazioni simboliche), c’è
un’esplicita dichiarazione di Bernhard stesso, che vale la pena di citare ancora
una volta. In una famosa e illuminante intervista aveva dichiarato che i suoi
libri vanno letti come se si fosse a teatro: «Quando si apre uno dei miei testi si
deve immaginare di essere a teatro, alla prima pagina si apre il sipario, appare
il titolo, buio completo [...] lentamente dal fondo, dal buio, escono le parole

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che lentamente diventano degli eventi di natura esteriore e interiore e lo
diventano in modo particolarmente chiaro grazie alla loro artificiosità» 9. Ma
come far sí che il lettore/spettatore sia coinvolto in questo spettacolo?
In verità la questione del rapporto tra il Bernhard narratore e il Bernhard
drammaturgo è una questione aperta. Anche Alfred Pfabigan, che ha offerto
qualche anno fa una delle letture piú stimolanti dell’opera complessiva di
questo autore, ammette che «il rapporto tra i testi teatrali e i romanzi è un
tema pressoché inesauribile» 10 e si limita a prendere in considerazione
Piazza degli Eroi e alcune farse. Da parte mia ho accennato altrove a una
profonda, irrefrenabile aspirazione insita nelle prose a trasformarsi in
narrazione orale, in testo da pronunciare, da leggere ad alta voce (un impulso
istintivo noto a ogni buon lettore di Bernhard), per cui la parola scritta, di per
sé sempre menzognera, riacquista vitalità e verità sulle labbra di chi leggendo
si identifica istintivamente con la voce di un autore 11 il quale piú che
solidarietà chiede identificazione e, come i personaggi piú dispotici delle
commedie, mira a una presa di possesso del suo interlocutore.
Ci sono tuttavia elementi concreti che possono spiegare l’attività di
Bernhard scrittore di commedie e la grande importanza del fenomeno teatro
nella sua opera. È il caso di ricordare ancora una volta l’enorme importanza
culturale, ma anche sociale, riservata al teatro in Germania e in Austria (dove
il cambiamento di un direttore artistico può diventare un affare di stato e uno
spettacolo uno scandalo nazionale), e la presenza di numerosi teatri stabili
con compagnia fissa e repertori di lunghissima durata con conseguente
enorme popolarità degli attori che solo eccezionalmente lavorano anche per il
cinema. Per quanto riguarda Bernhard occorre tenere presente la regione da
cui proviene, ossia il Salisburghese, e il grande fascino di Salisburgo e del
suo festival, fondato negli anni ’20 da Max Reinhardt e Hugo von
Hofmannsthal per preservare in quella città-gioiello la memoria della grande
tradizione musicale e teatrale dell’Impero asburgico. Pur avendo iniziato la
sua attività di autore di teatro con alcuni brevi testi rapportabili
all’avanguardia viennese (testi interessanti in quanto segnalano, come le sue
poesie giovanili, i primi suoi modelli letterari, ma anche la rapidità con cui li
abbandona), Bernhard non ha mai puntato a un teatro alternativo, ha sempre
guardato ai grandi palcoscenici, a quello di Salisburgo e poi al Burgtheater, ai

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luoghi cioè della tradizione teatrale.
Le prove non mancano. Anche se l’azione si svolge a Vienna (come indica
la scena conclusiva che si svolge in un famoso ristorante viennese), la sua
seconda pièce, che è intitolata Der Ignorant und der Wahnsinnige
(L’ignorante e il folle, 1972) e si richiama esplicitamente a una
rappresentazione del Flauto magico, era pensata per la città di Mozart e il suo
festival, perché solo lí la provocazione poteva essere pienamente intesa,
mentre il banchetto offerto dalla Buona di Ein Fest für Boris (Una festa per
Boris, 1970) e quello durante il quale il generale di Die Jagdgesellschaft (La
brigata dei cacciatori, 1974) ha avuto il preannuncio della sua prossima fine,
si ricollegano in tutta evidenza allo spettacolo tradizionale del festival
salisburghese, quello Jedermann (Ognuno, 1920) di Hugo von Hofmannsthal
in cui la Morte appare durante il banchetto di un ricco signore e gli
rimprovera la sua vita insensata. Per quanto riguarda il Burgtheater (di cui per
qualche tempo qualcuno pensò di offrire la direzione a Bernhard) 12, basterà
ricordare come esso domini la scena di Piazza degli Eroi.
Proprio L’ignorante e il folle offre un ottimo esempio per comprendere
quale sia la finalità del teatro di Bernhard e quindi il senso della sua
provocazione. La messinscena è rimasta famosa per un episodio che fece
scalpore. Poco prima della fine, scena e platea dovevano oscurarsi totalmente,
per qualche secondo non dovevano rimanere accese nemmeno le luci di
emergenza, ma poiché l’organizzazione del festival e la polizia non lo
permisero, autore e regista ritirarono lo spettacolo dal cartellone. L’episodio
sembrò una bizzarria di un autore che con quell’unica serata assicurava
un’enorme pubblicità al suo testo, in verità era in totale coerenza con quanto
veniva detto sulla scena. Proprio quell’oscurarsi della scena e la battuta che lo
commenta («La luce | è una sventura») richiamava il modello a cui la
commedia si ispira, ossia il Flauto magico che, come si sa, ha un percorso dal
buio verso la luce. Volere il buio completo non solo sulla scena, ma anche in
sala, significava far sí che almeno per qualche attimo (il tempo della finzione)
il pubblico facesse propria l’esperienza dei personaggi, allo stesso modo con
cui nel finale dell’opera mozartiana il pubblico esulta con i personaggi per lo
scampato pericolo e per il trionfo della luce e della ragione. Il testo di
Bernhard non intendeva essere una parodia del testo classico, quanto piuttosto

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una riflessione su cosa significhino oggi quei termini, luce e ragione, e che
senso abbia il perfezionismo cui è costretta la cantante. Ridotta a puro
meccanismo, questa Regina della Notte vive tra il timore continuo e assillante
di non essere piú in grado di interpretare l’impervia partitura, e il desiderio
irrefrenabile di smettere, di dire definitivamente di no a tutto, di troncare
all’improvviso i suoi gorgheggi e di mostrare la lingua al pubblico, un gesto
frequente dei personaggi di Bernhard.
A rileggerla oggi, vale a dire dopo Estinzione, anche questa commedia si
presenta come una delle tappe di quel percorso cui accennavo sopra, in
quanto riprende temi appena accennati altrove e ne anticipa altri che avranno
pieno sviluppo in futuro. Il lettore del tutto-Bernhard riconnette
immediatamente questa specie di confutazione del messaggio mozartiano al
primo volume della cosiddetta autobiografia (un’esplicita mescolanza di
poesia e verità), ossia a Die Ursache (L’origine, 1975), con cui Bernhard già
dal titolo intendeva chiarire al pubblico l’origine ma anche la causa di tutto:
della sua rabbia, delle sue ossessioni, della sua vulnerabilità, del suo stile.
All’inizio, non solo per priorità cronologica rispetto all’esperienza personale
della malattia, c’è l’orrore di Salisburgo governata dai nazionalsocialisti, della
bellezza sconfitta dalla bestialità.
La tendenza farsesca e popolare del teatro di Bernhard (che in effetti ha
scritto anche vere e proprie, efficacissime farse in dialetto) 13 non deve far
dimenticare che, fin dagli esordi, il suo è un teatro di grandi ambizioni, in cui
la provocazione è diretta sempre a un pubblico ben individuato e suscettibile.
Il suo obiettivo è l’Austria contemporanea, considerata non solo come misero
rimasuglio di un grande Impero finito a pezzi dopo il 1918 (un tema che può
ispirare una letteratura nostalgica e reazionaria), ma come un paese estraneo
ai conflitti politici e sociali tipici dell’Europa del dopoguerra, un paese che
poggia su una rimozione e su una menzogna: l’Austria in quanto prima
vittima del nazionalsocialismo, violentemente «annessa» al Terzo Reich e
quindi moralmente indenne, una menzogna favorita dagli stessi Alleati nel
momento in cui si trattava di dividere nettamente l’Europa in due grandi
blocchi e di fare dell’Austria un paese-cuscinetto impegnato alla neutralità,
ma fortemente occidentalizzato. A sua volta, all’interno, l’Austria aveva
sviluppato un sistema politico e sociale basato sulla Partnerschaft

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(concertazione) ossia su un accordo tra governo e forze sociali, per cui i
conflitti emergenti trovavano una soluzione di compromesso preliminare, al
di fuori e precedente alla discussione politica in Parlamento, il cui potere
veniva quindi ridotto a una funzione quasi esclusivamente rappresentativa 14.
Per anni e anni l’Austria significò quindi per gli europei estenuati dai conflitti
politici e sociali un paese dove non c’erano scioperi, né gazzarre
studentesche. Nel ricordo persistente dell’Impero e delle sue squisitezze, vi si
poteva tranquillamente vivere come cinquanta o cento anni prima, al riparo
sia dalle turbolenze dell’Occidente sia dalle minacce dell’Europa orientale, di
cui comunque l’Austria della Seconda Repubblica ebbe a risentire
direttamente dopo i fatti di Budapest e di Praga e l’affluenza massiccia dei
profughi. La nuova letteratura (ma anche l’arte figurativa, con il suo gusto per
l’eccesso, si pensi a Hermann Nitsch, a Arnulf Rainer) si può capire solo su
questo sfondo, anche se evidentemente i modi di rispondervi e di rifletterlo
erano molto diversi, spesso modellati o perlomeno ispirati ai grandi modelli
del passato, alla figura e all’opera di quei precursori del moderno che, per un
impulso analogo di rinnovamento e trasformazione, proprio in Austria e in
particolare a Vienna avevano tracciato le linee di un’arte moderna radicata in
un profondo impulso etico. Lo smascheramento di quella menzogna posta a
fondamento della Seconda Repubblica avvenne via via come frutto di sempre
piú accurate ricognizioni storiche e di clamorosi fatti politici (l’elezione di
Kurt Waldheim a Presidente della Repubblica), ma di grande importanza fu
l’opera e la fama internazionale di alcuni scrittori, soprattutto Ingeborg
Bachmann, Peter Handke e appunto Thomas Bernhard. Se parlando
dell’opera di Bernhard occorre tenere presente la sua finalità provocatoria
(evidentissima nel teatro), occorre distinguere dunque la sua provocazione da
quella astratta delle avanguardie. Se si tratta di smascheramento (quante
maschere nelle sue commedie, quanta voglia di truccarsi ma anche di togliersi
il trucco, di nascondere e nello stesso tempo di rivelare un volto che può
anche ridursi a una smorfia, a uno sberleffo!), esso rinvia sempre a uno
scenario storico preciso.
Questo sfondo ovviamente è meglio riconoscibile nelle commedie
«politiche», quelle cioè dove lo spunto sia un fatto di attualità come avviene
per Der Präsident (Il Presidente, 1975), o Vor dem Ruhestand (Prima della

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pensione, 1979). Soprattutto in quest’ultimo caso è evidente quanto il teatro
di Bernhard si discosti dal teatro «politico» piú specificamente tedesco, in
particolare quello di Rolf Hochhuth che trattava dello stesso argomento, ossia
l’integrazione nella magistratura della Bundesrepublik di ex magistrati
nazisti. Per Bernhard non si tratta di indicare soluzioni (la fiducia nelle nuove
generazioni, ad esempio, come avveniva nel testo di Hochhuth), ma di portare
lo spettatore in quella stessa sensazione di incertezza in cui via via sprofonda
il personaggio sulla scena, spesso per effetto del cibo e del vino. È quello che
avviene per gli storpi di Una festa per Boris, per il padre della cantante in
L’ignorante e il folle, per il Presidente nella commedia omonima, per il
Generale nella Brigata dei cacciatori, per Rudolf e Vera in Prima della
pensione, per la madre in Am Ziel (Alla meta, 1981). Se il vino, come è noto,
fa dire la verità, qui la verità è la consapevolezza della propria
contraddizione, della disparità tra essere e dire, è un groviglio di affermazioni
false e vere di fronte a cui viene messo lo spettatore non perché risolva
l’indovinello ma perché ne rimanga «perturbato». È proprio un personaggio
che si chiama Vera a definire cosa siano questi personaggi e in che modo
cerchino un’identificazione con gli spettatori: «Quanto siamo tutti
contraddittori», dice a un certo punto di Prima della pensione, la pièce piú
politica di Bernhard, per di piú di ambiente non specificatamente austriaco.
Dopo la pubblicazione di Estinzione e il conseguente definirsi della
parabola creativa di Thomas Bernhard, alcuni studi di notevole rilievo hanno
riportato l’attenzione sul suo teatro, spesso considerato un’attività secondaria,
lontana da quell’«arte che fa tendere i nervi» che l’autore intendeva produrre
e per cui esigeva una lettura «matematica». Quasi a confutare quest’opinione,
nelle due opere narrative che precedono la pubblicazione di Estinzione,
l’autore ha provveduto a intrecciare mirabilmente queste due direzioni della
sua intelligenza poetica: in Holzfällen (A colpi d’ascia, 1984) l’io narrante,
invitato a una festa da vecchi amici, assiste in realtà a uno spettacolo al cui
centro c’è un attore con il quale finisce per identificarsi, in Antichi maestri
(che il sottotitolo definisce «commedia») la lunga conversazione di Reger con
Atzbacher si conclude con un invito al Burgtheater per la rappresentazione
della Brocca rotta, quella commedia di Kleist che anche Bernhard
considerava la migliore della letteratura tedesca.

16
Proseguendo gli studi pionieristici di Herbert Gamper 15, Dirk Jürgens in
un volume dal titolo Das Theater Thomas Bernhards 16 sottolinea il contenuto
«politico» del teatro di Bernhard in generale, la sua acuta segnalazione della
permanenza di strutture politico-sociali autoritarie e fasciste nell’Austria del
dopoguerra, (da cui la costante presenza nelle commedie del motivo padrone-
servo), in definitiva la mancanza di una autentica cesura con il passato.
Inserendo l’opera teatrale di Bernhard nel panorama del teatro di lingua
tedesca dal 1945 in poi con i suoi vari tentativi di rappresentare gli orrori del
nazionalsocialismo (da Wolfgang Borchert, Rolf Hochhuth, Martin Walser
fino a Peter Weiss), Jürgens distingue nettamente il teatro di Bernhard sia dal
cosiddetto «teatro dell’assurdo» sia da una sua cooptazione nell’ambito del
postmoderno e del gioco intertestuale fine a se stesso; ed esclude nello stesso
tempo ogni interpretazione di tipo psicologico collegata, come spesso è
accaduto, alla bizzarria e misantropia del suo autore, o di tipo storico-
letterario, come riproposizione di un certo personaggio di eterno «criticone»
presente nella tradizione teatrale tipicamente austriaca, nella quale del resto
Bernhard si inserisce ma trasformandola profondamente.
Si tratta di uno studio di grande interesse, non solo per le illuminanti tesi di
fondo (la figura dell’artista geniale come espressione dell’individuo borghese
dopo Auschwitz, la spietatezza dei suoi principî come omologa ai sistemi
autoritari del passato, le commedie come ininterrotta messinscena della
decadenza della società borghese, l’affinità con le tesi della Dialettica
dell’Illuminismo), ma soprattutto per l’acribia e la puntualità con cui viene
rilevata e spiegata ogni scelta lessicale, onomastica e toponomastica
contenuta nel testo. Una festa per Boris, per esempio, con quella protagonista
senza gambe bloccata su una sedia a rotelle, ricorda indubbiamente Fin de
partie di Beckett, ma l’autore si distacca nettamente dalle analogie spesso
rilevate dalla critica, in quanto la pièce contiene fin troppi riferimenti precisi
anche se minimi alla storia, in questo primo caso non solo austriaca.
Un’analisi attenta a ogni particolare porta Jürgens a concludere che il
personaggio centrale, la Buona ossia la benefattrice, è in fondo un’allegoria
dello stato assistenziale sostituitosi alle utopie fallite in seguito a un «evento»
cui non sarà difficile dare un nome piú preciso. La spietata «benevolenza»
della padrona è quindi una parodia della misericordia cristiana e il pranzo per

17
il compleanno di Boris una blasfema caricatura dell’Ultima Cena, mentre i
nomi degli altri sciancati invitati alla mensa della Signora sono quelli dei
principi e re delle monarchie tedesche, scelti sempre per un loro preciso
significato storico, come pure i nomi delle città in quanto luoghi di eventi che
hanno impedito l’affermarsi di una società piú giusta e umana (Padeborn,
Norimberga, eccetera). Boris rinvia alla storia di Godunov, i romanzi russi
letti alla protagonista alludono a una affinità con la situazione della società
russa prima della rivoluzione, la serva Johanna richiama, in negativo, la
Giovanna d’Arco di Schiller e di Brecht che qui ha perduto la sua eloquenza
ed è condannata alla sottomissione (e a portare la maschera di maiale), i sogni
degli sventurati invitati al tavolo della Signora sono utopie volte al negativo,
le lesioni subite da ogni personaggio sono lesioni provocate dalla storia, il
linguaggio non è strumento di comunicazione e comprensione, ma di tortura e
di menzogna. Il gesto finale di Boris che rulla freneticamente sul tamburo da
bambino che gli è stato appena regalato, è un gesto sorprendente, un gesto
anarchico, simile a quello dell’Oskar Matzerath di Günter Grass: vorrebbe
essere l’estrema manifestazione di un’individualità sopraffatta, ma rende
ancora piú grottesco lo sforzo sproporzionato del personaggio e lo uccide.
A un’analisi dello stesso tipo Jürgens sottopone molte altre commedie,
ricavando ogni volta spunti illuminanti da particolari che Bernhard semina
per cosí dire nelle pieghe dei testi, soprattutto in quelli «politici», come La
brigata dei cacciatori, Il Presidente, Prima della pensione, e naturalmente
Piazza degli Eroi in cui si ritroverebbero tutti i principali Leitmotiv del teatro
di Bernhard. Anche qui, al di là delle affermazioni piú clamorose
(l’antisemitismo austriaco del 1988 sarebbe peggiore di quello del 1938,
sicché nella pièce un ebreo ritornato in patria si suicida), il testo appare ricco
di allusioni e contraddizioni, a cominciare dalla famiglia Schuster,
paradigmatico esempio dell’alta borghesia viennese, il cui nome, non ebraico,
alluderebbe alla figura di Ahasvero eterno viandante, ma anche a Hans Sachs
e quindi al borghese tedesco degli esordi, eccetera, mentre ancora piú
interessanti sono i collegamenti che il critico stabilisce tra il linguaggio del
fratello del suicida e i discorsi di Hitler, con riferimenti precisi a Mein Kampf.
A rinsaldare il rapporto delle commedie con la prosa e le strutture narrative di
cui ho detto in precedenza, e quindi a stabilire un reciproco rapporto pur nella

18
varietà dei generi, anche in questa pièce clamorosa (piú per lo scandalo
mediatico che suscitò che per la qualità intrinseca) le opinioni dei personaggi
non sono evidentemente quelle dell’autore che gode, come nella narrativa, a
confondere i due piani della realtà e della finzione, per cui anche qui il
racconto della morte del protagonista viene fatto da un personaggio non
affidabile come la governante, non solo perché la verità è comunque e sempre
solo una presunta verità, ma perché questa signora Zittel sembra aver fatto
proprio il linguaggio del padrone e quindi parlando dice soprattutto la propria
sottomissione. Come credere a quanto dice?

Di fronte a queste esplicazioni (nel senso letterale, ossia rivelazioni di


quello che si nasconde tra le pieghe di un testo) ci si può chiedere quanto di
tutto ciò possa essere percepito dallo spettatore, tanto piú che Bernhard, quasi
a dissimulare il lato esistenzialmente tragico che ogni sua commedia
contiene, non disdegna di offrire spunti di tipo farsesco. Una risposta la si può
trovare ricorrendo a quel concetto di «sistema» di cui ho detto all’inizio e che
presuppone appunto una profonda affinità di strategie tra le due ramificazioni
dell’attività creativa dell’autore. Se al di là di quella veemenza stilistica che
caratterizza tutta l’opera di Bernhard si intuisce un affollarsi di pensieri e un
proliferare di associazioni mentali che si accavallano disordinatamente
minacciando di continuo la loro provvisoria ricomposizione nelle costrizioni
della sintassi (si pensi a Gelo o al monologo del principe in Perturbamento, e
in genere all’assillo di ogni «uomo di ingegno» che tenta in ogni sua impresa
di afferrare l’inafferrabile), si può dire che il filtro capace di dominare quel
materiale di per sé anarchico nella narrativa è rappresentato dall’io narrante,
mentre nel teatro è dato dall’attore. Nella narrativa l’io narrante tenta (anche
se ci riesce sempre meno) di essere solo spettatore e registratore-protocollante
di quello spettacolo, mentre nel teatro è l’attore con la sua fisicità e
riconoscibilità a filtrare e quindi a trasmettere il disordine che sta dietro ogni
personaggio. A questo punto però l’autore, che aborre per principio un’idea
conciliativa dell’arte, vale a dire la convergenza tra realtà e finzione, gode a
offuscare questa figura intermedia e la sua funzione per cosí dire
organizzatrice. Non è il caso di ripercorrere tutte le varianti della figura del
narratore che alla fine, come si è visto parlando di Estinzione, scompare. Nel

19
teatro l’operazione trova una maggiore resistenza, scontrandosi con la figura
non immaginaria dell’attore e con il suo particolare aspetto fisico per lo piú
ben noto al pubblico. Per poter raggiungere lo stesso effetto, ovverosia fare in
modo che l’attore-filtro sia e non sia se stesso e che quindi le sue parole non
sembrino mimare una realtà esistente al di fuori del palcoscenico (si ricordino
le parole dell’intervista in cui si insisteva sull’artificiosità), Bernhard arriva a
soluzioni geniali. Nella pièce intitolata Minetti (1976) l’attore Bernhard
Minetti interpreta un Minetti che è un personaggio in cui convergono alcuni
fatti della sua biografia e altri di un altro attore che un pubblico teatralmente
colto può anche indovinare, ma rimanendone certamente disorientato. Ancora
piú straordinaria, in questa direzione, è l’invenzione di Ritter, Dene, Voss
(1984), dove la preminenza dell’attore è sottolineata fin dall’inizio
capovolgendo le indicazioni tradizionali tra personaggio e interprete e
facendo di tre attori notissimi al pubblico austriaco (Ilse Ritter, Kirsten Dene
e Gert Voss) gli interpreti, per cosí dire, di un canovaccio su cui aleggia,
improbabile ma suggerita da molti particolari precisi, la biografia di Ludwig
Wittgenstein. Un effetto concreto di tale operazione lo si ritrova nella
versione francese del testo che viene intitolato Déjeuner chez Wittgenstein,
mentre in realtà l’azione si svolge in casa Worringer e il Ludwig della
commedia è solo un folle che imita Wittgenstein (che non era folle). Che sia
questa la strategia su cui è impostata la pièce, lo dimostra, per contrasto, una
battuta di Dene, la sorella maggiore, il cui piú grande desiderio, dopo il
turbamento suscitato dal ritorno a casa di Ludwig, è quello di ritornare a
leggere tranquillamente una biografia di Mozart. Proprio qui, in quella che è
forse la commedia piú geniale di Thomas Bernhard (ma analoghe
osservazioni si potrebbero fare anche per Die Macht der Gewohnheit) è
evidente quanto importanti siano tutti quei frammenti e riflessi di realtà di cui
parla Jürgens. Essi infatti provocano un continuo sospetto verso l’attore e il
suo discorso, evitando, qui come nella narrativa, la ricaduta in una «storia»
riassumibile in una trama da repertorio.
Fare appello a un concetto di «sistema» o di percorso rintracciabile entro
l’opera complessiva di questo autore apparentemente cosí imprevedibile,
permette anche di scoprire affinità e richiami entro testi diversi come i tre qui
presentati per la prima volta in italiano. Se nel Presidente lo spunto di

20
attualità (il processo Baader-Meinhof celebrato a Stoccarda nel 1975) e il
vocabolario politico vengono utilizzati per veicolare una riflessione sui
procedimenti mentali e cognitivi («In ogni individuo | c’è un anarchico | se la
testa è lucida | è una testa anarchica» si dice a un certo punto), Der
Theatermacher (Il teatrante, 1984) revoca con una deformazione grottesca
(come avviene contemporaneamente nella narrativa) quella figura dello
«scrittore di teatro» che altrove (nella Brigata dei cacciatori e in Alla meta)
aveva ancora la capacità di provocare una crisi di coscienza in chi lo
ascoltava. Che sotto l’aspetto grottesco permanga il rammarico, che a
prevalere cioè non sia la caricatura, lo indicano anche particolari minimi,
come il gioco di parole con cui il testo inizia. Il luogo dove Bruscon tenta di
rappresentare il suo spettacolo non esiste sulla carta geografica, come accade
invece per altri luoghi del suo percorso: l’autore trasforma Atzbach (esistente)
in Utzbach (inesistente) per rimarlo con Butzbach, per un banale gioco di
parole, si direbbe; ma quel toponimo richiama Georg Büchner che proprio in
un paese con quel nome vide stampato il suo libello rivoluzionario intitolato
Il messaggero dell’Assia, non destinato a maggior successo dello spettacolo
messo in scena dal teatro vagante di Bruscon (nome che, da parte sua, ha
indotto a varie congetture). Elisabetta II (1987) a sua volta acquista maggiore
spessore se rapportata alla prima commedia di Bernhard, ossia a Una festa
per Boris, di cui ripete la struttura padrone-servo, ma con uno spostamento a
favore del servo ormai inaffidabile, mentre alla festa, destinata a concludersi
in modo altrettanto macabro, ora partecipano personalità come Herrenstein
che fabbrica cannoni, appartenenti a quell’alta borghesia industriale ebraico-
viennese cui appartengono i fratelli Schuster di Piazza degli Eroi. Inseguire
queste tracce può portare lontano, qualche volta su sentieri immaginari, ma
non si possono certo ignorare indicazioni cosí precise e suggestive
«seminate» nel testo. È l’autore stesso che invita continuamente a «tendere
l’orecchio», a valutare ogni percezione, a non credere a quella preponderante,
a udire bene ciò che il personaggio dice tra le righe dove si nasconde forse la
sua verità.

A questo proposito, in un volume dedicato anch’esso al teatro di Bernhard,


Christian Klug 17 cita quell’«esercito di intromissioni» da cui il pittore

21
Strauch di Gelo sente aggredito il suo pensiero. A differenza di Jürgens,
Klug, nel suo amplissimo commento, esteso alla poetica complessiva
dell’autore, mette in grande rilievo il suo rapporto, spesso direttamente
verificabile, con il pensiero di Kierkegaard, e offre un’ulteriore conferma
della sbalorditiva precisione con cui Bernhard sa cogliere e fare propri gli
enunciati di un testo che gli sembri affine ai suoi intendimenti. Secondo Klug,
l’unico vero tema di Bernhard è l’esistenza, e il problema fondamentale dei
personaggi quello di «comunicare l’interiorità» per via indiretta, ossia tramite
un gioco di riferimenti e associazioni senza apparente connessione (quelli che
Bernhard chiamava «i pensieri asiatici»). A Klug interessa soprattutto
segnalare come Bernhard nelle pièce teatrali non rappresenti esclusivamente
la dissociazione del soggetto, la sua crisi, la contraddittorietà delle sue
affermazioni, la sua incapacità di ricostruirsi in unità 18 – il conflitto psichico
insomma che sta dietro il meccanismo e la meccanicità dei discorsi dei
personaggi – ma anche la loro volontà di uscire dallo stato di confusione in
cui piú si affannano a cercare una spiegazione, piú precipitano. Anche per
Klug la «malattia mortale» da cui i personaggi sono afflitti non ha uno sfondo
metafisico, ma è frutto di una crisi storica e si manifesta nel loro affanno di
rimuovere ogni segno di rinnovamento, ossessionati come sono tutti dal
passato. Nelle commedie è ancora piú evidente che nelle prose il fatto che
Bernhard non ha un progetto alternativo da proporre e si limita a presentare
personaggi, generalmente colti in momenti di crisi e di terrore, contraddittori
nelle loro affermazioni, traditi dal loro linguaggio, connessi tra di loro al di là
del testo in cui agiscono per una loro sconnessa eloquenza, per il gusto
dell’esagerazione e dell’invettiva, mai ricomponibili in personalità
psicologicamente unitarie e quindi sempre imprevedibili. Le commedie
diventano cosí soprattutto «la messinscena della lingua che si parla», in cui
«il non detto non è mai l’indicibile», ma solo un segno di impotenza del
soggetto a formulare un discorso logico, mentre i singoli enunciati assumono
un’autorità imprevista, si presentano come «groppi di significato» anche
quando proclamano delle pure banalità. Jürgens aveva dimostrato quanto
sapere vi fosse nelle scheletriche partiture delle commedie, Klug insiste
invece soprattutto sul «principio stilistico», sul «meccanismo di attrazione»
che vi agisce, per cui lo spettatore «non ascolta un messaggio, non ode

22
nessuna confessione, ma tende l’orecchio a se stesso [...] mantenendo viva la
consapevolezza della propria insicurezza ontologica».
In questi termini andrebbe dunque intesa la provocazione di Bernhard
anche a teatro dove, rispetto alle prose, è piú esplicita per motivi connessi al
genere che, dovendo comprimere una storia in un tempo determinato, tende di
per sé all’esagerazione e mira all’efficacia immediata, segnalata dalla risposta
del pubblico. D’altro canto, entro il complessivo sviluppo della tematica del
genio (forse folle) o perlomeno del Geistesmensch (l’uomo di ingegno), ossia
di colui che si sforza di arrivare a una perfetta (impossibile e se possibile,
mortale) coincidenza tra pensiero e scrittura, dopo Correzione (che già nel
titolo indica questa tendenza) e in contemporanea con la pubblicazione
dell’autobiografia, l’autore va sottolineando sempre piú il tono grottesco di
quelle imprese, già rintracciabile del resto nelle primissime prose soprattutto a
livello dell’impasto linguistico. Il teatro riprende quei temi, ma, come dice
Klug, li ridicolizza ancora di piú: solo nel Caribaldi di Die Macht der
Gewohnheit (La forza dell’abitudine, 1974) c’è ancora una traccia di quella
smania.
Identico rimane l’obiettivo: se il principe Saurau di Perturbamento diceva
che la sua massima aspirazione era quella di prendere qualcuno che gli
andasse a genio e «condurlo attraverso il suo cervello fino a farlo star male,
perché quel meccanismo cerebrale attraverso il quale lo conduco è comunque
un meccanismo micidiale» 19, il riformatore del mondo della pièce omonima
dichiara: «Ho sempre desiderato | di smontare una testa | e di sottoporre le sue
singole parti | a un’indagine integrale». L’alternativa è quella di «disgregare»
i pensieri dei personaggi, abbandonarli alle loro dissociazioni e stare a
guardare quali conseguenze ne traggano, senza pronunciare un giudizio. Il
Presidente ne è un chiaro esempio, spartito com’è tra la dissociazione della
Presidentessa e la «decisionalità» del Presidente stesso. Che per Bernhard la
letteratura abbia essenzialmente questo scopo lo dimostrano sia le continue
citazioni di testi del passato recuperati con questa funzione (il Tasso di
Goethe è la lettura preferita della cantante nell’Ignorante e il pazzo, Un eroe
del nostro tempo di Lermontov ossessiona la mente dello scrittore della
Brigata dei cacciatori, eccetera), sia il fatto che l’autore stesso, riflettendosi
in un personaggio immaginario di scrittore, rivela come questa operazione

23
possa avere successo e provocare quella insicurezza cui egli mira (Alla meta,
La brigata dei cacciatori), ma possa anche fallire (Il teatrante, Minetti). In
effetti queste pièce condite di spunti farseschi hanno sempre anche un riflesso
tragico (si pensi a Prima della pensione, a Elisabetta II), indispensabile
componente di una provocazione in cui il divertimento è sempre
kierkegaardianamente concepito come una distrazione dal pensiero della
«malattia mortale». È una provocazione che ha quasi sempre avuto effetto,
nel caso di Piazza degli Eroi lo si può verificare consultando un volume
pubblicato dal Burgtheater al proposito 20. E non è mancata, in qualche caso,
neanche in Italia, se penso ai dibattiti con il pubblico in occasione della
messinscena di Prima della pensione.
Oggi, dopo Estinzione, placatesi le polemiche, superati gli ostacoli posti
dal testamento considerato un atto eminentemente letterario (analogo a quello
con cui Murau dona i suoi possedimenti alla Comunità Israelitica di Vienna),
la provocazione non viene piú dal personaggio Bernhard e dalle sue
imprevedibilità, ma da quello sguardo complessivo sulla sua opera cui ho
accennato all’inizio. Una strategia fatta di provocazioni assume oggi un altro
volto, si presenta come un programma concepito a lunga scadenza. È
soprattutto Alfred Pfabigan a sostenere questa tesi in un ampio studio dal
titolo eloquente, Thomas Bernhard. Ein österreichisches Weltexperiment.
Partendo da alcuni studi panoramici sull’opera di Bernhard, ma in polemica
con un vasto conformismo critico verso un autore che è anche un «brillante
manipolatore della ricezione delle proprie opere», Pfabigan riconosce nel
tracciato complessivo di Bernhard un «esperimento pedagogico» con cui
l’autore, «uomo dalle molte maschere», persegue con straordinaria tenacia un
itinerario di Bildung personale, in stretto collegamento con lo Zeitgeist, ossia
con le idee trainanti del proprio tempo, per cui alla fine il suo itinerario
creativo e la storia della Seconda Repubblica dagli anni ’60 in poi risultano
coincidere. Contro l’idea di un Bernhard psicopatico e autore di un unico
libro, Pfabigan, che è docente di filosofia e ricorre a strumenti critici di
diversa provenienza (psicanalitici, storici, filosofici) ne esalta la capacità di
articolare il trauma infantile in un’opera che si costruisce modificandosi nel
tempo e avendo come costante prospettiva la ricerca di una Lebenskunst e
un’utopia di felicità che spiegherebbe la misteriosa «energia» di questa

24
scrittura. L’affermazione, molto intrigante, che l’autore sia «sempre piú in là
delle sue figure», trova una conferma, come dicevo all’inizio, nella ritardata
pubblicazione di Estinzione e fa supporre che da un certo momento in poi, ma
già molto presto, Bernhard abbia previsto chiaramente la conclusione del
proprio itinerario creativo, e per non arrivare troppo presto alle conclusioni,
ne abbia, per cosí dire, rallentato l’avanzata con opere che porterebbero
concreti segni di questo calcolo, come nel caso di Correzione di cui Pfabigan
dà un giudizio severo. Lo fa anche per altre opere che non rientrano nel suo
concetto interpretativo, ma aldilà di alcune indicazioni non condivisibili e di
altre che richiederebbero un approfondimento («dai tempi di Amras il tema
dell’omosessualità è sotterraneamente presente in tutta l’opera»), il rapporto
che Pfabigan istituisce tra le tappe della narrativa di Bernhard (di teatro, come
ho già detto, si parla poco) e gli avvenimenti politici è illuminante e offre
indicazioni critiche che riscattano definitivamente la figura dell’autore da
ogni semplificazione, ma anche da ogni addomesticamento. Lo stile
frammentario degli inizi (e la complessità sintattica degli incipit dei racconti)
segnalerebbero, in questa prospettiva, la difficoltà del ricordare e la
persistenza della rimozione; Ungenach (1968) rifletterebbe concretamente e
polemicamente la problematica del Sessantotto; nell’Italiano l’odore di morte
sarebbe provocato anche dal ricordo di quelle utopie sociali fallite che
tormentano i pensieri del figlio del suicida, mentre il continuo confronto con
autori di studi psicologico-sociali in gran voga all’epoca (David Cooper, R.
D. Laing, oltre a Adorno e Marcuse, come aveva già rilevato Herbert
Gamper), inserisce Bernhard e la sua tanto spiccata austriacità nel contesto di
un dibattito internazionale.
In questa prospettiva tutti i testi in prosa sarebbero dei «protocolli di una
educazione di sé» affidati a personaggi che ne sanno meno del loro autore, in
quanto rappresentano fasi da lui già superate all’interno di un progetto che
Murau «risolverà brillantemente» raccontando la propria liberazione
personale e nello stesso tempo saldando personalmente le colpe dell’Austria
con la donazione di Wolfsegg alla Comunità Israelitica di Vienna. Se in
questa sorprendente conclusione si ripresenta ingigantito (e su uno sfondo
tragico) l’interrogativo sul senso della finzione (e di quella «esagerazione» di
cui tante volte si parla nel lungo racconto di Murau) e quindi dell’invenzione

25
letteraria in genere, piú sorprendente ancora (e provocatoria) è l’immagine
che sorge complessivamente dal testo di Pfabigan: un Bernhard protagonista e
insieme interprete di un tratto di storia in cui il suo paese di origine rifà i conti
con il proprio passato anche per effetto delle provocazioni (ed esagerazioni)
di una letteratura che mettendo continuamente in questione se stessa, si
presenta alla fine come l’abile messinscena personale di una precisa
situazione storica e culturale.

(Quanto a Gambetti, il giovane e bell’allievo che consola e diverte Franz


Josef Murau a Roma, c’è chi ne ha proposto una plausibile genealogia.
Operando una lieve variazione fonetica (analoga a quella di un Garibaldi
diventato Caribaldi nella pièce La forza dell’abitudine), il Gambetti
bernhardiano può ricordare il Campetti citato da Ricarda Huch in un suo
famoso libro sul romanticismo, dove parla di Joachim Ritter. Questo
scienziato, fondatore dei principî della scienza romantica, nel 1806 era stato
in Italia per controllare la veridicità di quanto si diceva delle spettacolari
capacità rabdomantiche di un giovane chiamato appunto Campetti che di fatto
si esibirà davanti a lui nella villa dei conti Bettoni a Bogliaco sul Lago di
Garda. Considerando che Bernhard in molte occasioni dimostra di avere una
buona conoscenza dei testi e delle teorie del romanticismo (Novalis è un
autore citato piú volte), l’ipotesi sostenuta da Andreas Gössling in Die
Eisenbergrichtung: Versuch über Thomas Bernhard 21, è ammissibile e
suggestiva, tanto piú che tra il racconto della Huch e quello di Bernhard
esistono altre analogie: portato da Ritter in Germania, Campetti perde i suoi
poteri magici e Murau teme che lo stesso possa accadere al suo straordinario
allievo. Associazioni sorprendenti che indicano ancora una volta quanto
denso sia il tessuto narrativo e drammaturgico di Bernhard e stimolano ad
altre indagini su vicende e personaggi, a cominciare da quell’arcivescovo di
nome Spadolini amante della madre di Murau e che Murau disprezza e
ammira nello stesso tempo...)
[2004].

26
1. Vedi Hans Höller, Thomas Bernhard, Rowohlt, Hamburg 1993; e Manfred
Mittermayer, Thomas Bernhard, Metzler, Stuttgart 1995.
2. Vedi Mittermayer, Thomas Bernhard cit., pp. 110 sgg.; e Hans Höller e
Irene Heidelberger-Leonard (a cura di), Antiautobiographie. Thomas
Bernhards «Auslöschung», Suhrkamp, Frankfurt am Main 1995.
3. Cito Estinzione dalla traduzione italiana di Andreina Lavagetto (Adelphi,
Milano 1996, pp. 463 sgg.).
4. Sull’argomento vedi soprattutto gli studi di Wendelin Schmidt-Dengler,
Der Übertreibungskünstler. Studien zu Thomas Bernhard, Sonderzahl,
Wien 1997 (2a ed. ampliata).
5. Nel racconto autobiografico intitolato Der Keller (La cantina, 1976),
parlando di autobiografia e verità si dice: «Poiché non è possibile
comunicare e dunque mostrare la verità, ci siamo accontentati di voler
scrivere e descrivere la verità [...] Alla fine quello che conta è soltanto il
contenuto di verità della menzogna» (trad. it. di Eugenio Bernardi,
Adelphi, Milano 1984).
6. Vedi soprattutto Willi Huntemann, Artistik und Rollenspiel. Das System
Thomas Bernhards, Königshausen und Neumann, Würzburg 1990; inoltre
Manfred Mittermayer, Ich werden. Versuch einer Thomas Bernhard-
Lektüre, Hans-Dieter Heinz, Akademischer Verlag, Stuttgart 1988; Oliver
Jahraus, Das monomanische Werk. Eine strukturale Analyse des Oevreus
von Thomas Bernhard, Peter Lang, Frankfurt am Main 1992; Franz
Eyckeler, Reflexionspoesie. Sprachskepsis, Rhetorik und Poetik in der
Prosa Thomas Bernhards, Erich Schmidt, Berlin 1995; Burghard Damerau,
Selbstbehauptungen und Grenzen, Zu Thomas Bernhard, Königshausen
und Neumann, Würzburg 1996; Alfred Pfabigan, Thomas Bernhard. Ein
österreichisches Weltexperiment, Zsolnay, Wien 1999.
7. Su Johannes Freumbichler, vedi le biografie di Höller e Mittermayer citate
supra, alla nota 1. A lui è dedicato il volume, curato da Franz Gebesmair,
Bernhard-Tage Ohlsdorf 1996, Verlag der Provinz, Weitra s. d. [ma:
1998].
8. Mittermayer, Ich werden cit., p. 310.
9. Ora in Der Italiener (L’italiano), Frankfurt am Main 1989, pp. 80 sgg.
10. Pfabigan, Thomas Bernhard. Ein österreichisches Weltexperiment cit. p.

27
33.
11. Eugenio Bernardi, Bernhards Stimme, in Bernhard-Tage Ohlsdorf 1994, a
cura di Franz Gebesmair e Alfred Pitterschatscher, Bibliothek der Provinz,
Weitra s. d. [ma: 1995].
12. Vedi Maria Fialik, Der konservative Anarchist. Thomas Bernhard und das
Staats-Theater, Löcker, Wien 1991.
13. Thomas Bernhard, Der deutsche Mittagstisch, Dramolette, Suhrkamp,
Frankfurt am Main 1988.
14. Vedi al proposito gli scritti di Robert Menasse, in particolare Das Land
ohne Eigenschaften. Essay zur österreichischen Identität, Sonderzahl,
Wien 1992.
15. Herbert Gamper, Thomas Bernhard, Deutscher Taschenbuch, München
1977.
16. Peter Lang, Frankfurt am Main 1990.
17. Thomas Bernhards Theaterstücke, Metzler, Stuttgart 1991.
18. Su questo tema vedi il bel saggio di Hartmut Reinhardt, Das kranke
Subjekt. Überlegungen zur monologischen Reduktion bei Thomas
Bernhard, in «Germanisch-Romanische Monatsschrift», n. s., 26 (1976),
pp. 334 56.
19. Thomas Bernhard, Perturbamento, trad. it. di Eugenio Bernardi, Adelphi,
Milano 1981, p. 168.
20. Burgtheater Wien (a cura di), Heldenplatz. Eine Dokumentation,
Burgtheater, Wien 1989.
21. Kleinheinrich, Münster 1988.

28
TEATRO V

29
Il Presidente

30
Traduzione di Eugenio Bernardi.

Titolo originale: Der Präsident.

Prima rappresentazione assoluta:


Akademietheater, Vienna, 17 maggio 1975.
Regia di Ernst Wendt. Scene di Rolf Glittenberg. Costumi di Silvia
Strahammer.
Interpreti: Ida Krottendorff, Paola Loew, Kurt Beck, Johanna Matz.

31
Personaggi

Il Presidente
La moglie del Presidente
Il colonnello
L’attrice
La signora Frölich
Il massaggiatore
La domestica
Il cameriere
L’ambasciatore
Gli addetti alle pompe funebri
Ufficiali
Membri del Governo
Diplomatici
Popolo

La prima, la seconda e la quinta scena si svolgono nel palazzo


presidenziale, la terza e la quarta a Estoril.

32
A questo periodo di mortificazioni seguirono secoli di crudeltà e di
anarchia... tutti i cittadini diventarono assassini o furono assassinati, si
trasformarono in carnefici o impiccati, in ricattatori o schiavi nel nome di Dio
o alla ricerca di un Salvatore...

VOLTAIRE

33
Scena prima

Camera da letto, nove di mattina


Due tavolini da toeletta
Accanto al tavolino di destra il cesto ora vuoto che serviva
da cuccia per il cane
Due appendiabiti, sedie, poltrone
La porta della stanza da bagno è aperta
Sciabordio dell’acqua del bagno
La moglie del Presidente in vestaglia è seduta davanti al
tavolino di destra
La signora Frölich vestita di nero entra con una pila di
vestiti neri per il Presidente che è in bagno, posa i vestiti
sulla sedia che sta accanto all’appendiabiti di sinistra, vi
appende il cilindro, esce

MOGLIE DEL PRESIDENTE (seguendola con lo sguardo)


Ambizione
odio
nient’altro
(La signora Frölich entra con una pila di vestiti neri per la
moglie del Presidente, li posa sulla sedia che sta accanto
all’appendiabiti di destra, vi appende un velo nero
La moglie del Presidente si alza di scatto, afferra un vestito
nero e se lo stringe addosso)
Questo è accollatissimo
accollatissimo

34
(appoggia il vestito su di sé, si guarda allo specchio)
È passato di moda
è passato di moda signora Frölich
(getta il vestito per terra, comanda)
Lo raccolga
Raccogliere
(La signora Frölich raccoglie il vestito
La moglie del Presidente osserva il velo)
È passato di moda
niente vestiti accollati
(guarda verso la cuccia vuota)
Niente vestiti accollati signora Frölich
(Sciabordio dell’acqua del bagno
Il Presidente tossisce
La signora Frölich e la moglie del Presidente guardano
verso la porta del bagno)
SIGNORA FRÖLICH Ma è il suo vestito preferito signora
MOGLIE DEL PRESIDENTE Potevano colpirlo alla testa
(strappa il vestito dalle mani della Frölich)
Potevano colpirlo alla testa
alla testa signora Frölich
in un agguato
colpirlo mortalmente
sparargli alla testa signora Frölich
(stringendosi addosso il vestito)
È il mio vestito preferito
ma è passato di moda
Un colpo alla testa
alla testa signora Frölich
L’ho comperato a Parigi
con mio figlio
(stringe ancora di piú il vestito su di sé )
Da Printemps
signora Frölich

35
Al funerale di mio fratello
di suo zio
tre anni fa
In quei giorni davano la Carmen
L’opera preferita da mio marito
(Guarda verso la porta del bagno)
Gli anarchici
sono dappertutto
signora Frölich
non c’è nulla che riesca a fermarli
nulla signora Frölich
(Getta il vestito per terra)
Adesso procedono
sistematicamente
dice il cappellano
e che si tratta di gente impazzita
Odiano mio marito signora Fröhlich
non ha letto
Il Presidente deve andarsene
hanno scritto
il Presidente deve andarsene
(sciabordio dell’acqua del bagno)
Questo paese
non ha mai avuto un Presidente cosí
un bravo Presidente come mio marito
non c’è mai stato
in questo paese
(La signora Frölich raccoglie il vestito)
È completamente passato di moda
Mi porti quello con i quattro bottoni
(La signora Frölich esita)
Vada a prenderlo
Cosa aspetta
vada a prenderlo

36
(La signora Frölich esce con il vestito accollato
La moglie del Presidente le grida dietro)
Quello con i quattro bottoni
ha sentito
(sciabordio dell’acqua del bagno)
Il vestito con quattro bottoni
signora Frölich
Se suonano
è il nuovo colonnello
(a se stessa)
Una disgrazia
una disgrazia terribile
(grida)
E non dimentichi gli asciugamani
E faccia salire il massaggiatore
Ma solo con il lasciapassare
solo con il lasciapassare signora Frölich
(sciabordio dell’acqua del bagno
La moglie del presidente si siede, si guarda allo specchio)
Un colpo alla testa
potevano colpirlo alla testa
Non saremmo dovuti andare al monumento al Milite Ignoto
mai piú al monumento al Milite Ignoto
(grida verso il bagno)
Mai piú al monumento al Milite Ignoto hai sentito
(Sciabordio dell’acqua del bagno)
Una volta o l’altra colpiscono il bersaglio
(si guarda allo specchio)
non è stato lui
Non è stato nostro figlio
(Grida verso la stanza da bagno)
Sanguina ancora la ferita
Ho chiesto se la ferita sanguina ancora
(sciabordio dell’acqua del bagno)

37
È perfettamente naturale
che suo figlio signora Frölich
si sia messo
con gli anarchici
(grida verso la porta del bagno)
Il nuovo colonnello ti ha preparato
quello che devi dire in cimitero
hai capito
poche righe per il colonnello defunto
(rivolta a se stessa)
Non bisognava andare al monumento al Milite Ignoto
Che un bel giorno
da un momento all’altro
si sarebbe messo con gli anarchici
il cappellano lo ha detto già parecchi anni fa
(tira fuori la lingua, rivolta a se stessa guardandosi allo
specchio)
Dopo il funerale
ti chiudi in casa
e impari la tua parte
hai capito
reciti
come hai sempre recitato
(grida verso la stanza da bagno)
I biglietti per lo spettacolo di Natale
sono stati spediti
quattrocentocinquanta biglietti
Il ricavo
andrà ai mongoloidi
(si guarda allo specchio)
Non è stato lui
Se la prendono con chi ha testa
dice il cappellano
con quelli

38
che hanno il potere
Tu sei uno che ha potere
hai sentito
potere
(si guarda allo specchio)
Potere
(prende un pettine dal cassetto del tavolino e si pettina)
Ma se è all’estero
(Sciabordio dell’acqua del bagno)
La mia creatura
è a Roma
(grida verso la stanza da bagno)
All’estero
hai sentito
studia archeologia
(si guarda allo specchio e tira fuori la lingua, poi)
Grandi scavi
Oggetti con migliaia di anni
Opere d’arte
Scheletri
(tira fuori la lingua, poi)
Andarsene via
andarsene via cosí di notte
senza dire una parola
senza niente
Si è messo con gli anarchici
(grida verso la stanza da bagno)
Non ci sono prove
che si è messo con gli anarchici
(guardandosi allo specchio)
Archeologo
Scienziato
e archeologo
(Sciabordio dell’acqua del bagno)

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Sparire nel cuore della notte
senza dire una parola
sparire
Ha piantato tutto
abbandonato tutto
(getta via il pettine
grida verso la stanza da bagno)
come può spararci addosso
se è a Roma
ricordi
quella volta a Roma
quando gli abbiamo comperato Tacito
(si guarda allo specchio)
Schliemann
(riprende a pettinarsi)
Un bravo ragazzo
(grida verso il bagno)
Quando ha conosciuto
quello scrittore
e di punto in bianco
è diventato succube di lui
Ho sempre diffidato
di quel tipo
(si guarda allo specchio)
Qui
da dietro un cespuglio
davanti al monumento al Milite Ignoto
ma se è a Roma
(getta via il pettine, si guarda allo specchio)
Gli intellettuali
sfruttano le persone di talento ma senza esperienza
dice il cappellano
li aizzano
perfino contro i loro stessi genitori

40
(La signora Frölich entra portando un vestito nero con
quattro grandi bottoni)
Non c’è giorno senza cerimonie funebri
Otto funerali in due settimane
signora Frölich
(Il massaggiatore è entrato e si è fermato dietro la signora
Frölich
La moglie del Presidente al massaggiatore)
Mio marito la sta aspettando
entri pure
(Facendo un piccolo inchino davanti alla moglie del
Presidente, il massaggiatore entra nella stanza da bagno
La moglie del Presidente alla signora Frölich)
Faccia vedere
Dia a me
(controlla il vestito con i quattro bottoni)
Ha cucito
le pince
Lo metta lí
sulla sedia
su quella sedia lí

(La signora Frölich posa il vestito sulla sedia)
ha cucito
le pince
due pince
(La signora Frölich le porge il vestito
La moglie del Presidente controlla il vestito)
due pince
(Tende l’orlo)
Bisogna tendere bene l’orlo
tendere l’orlo signora Frölich
tirare
tirare delicatamente

41
tirare
tirare
(improvvisamente)
Suo figlio
è un anarchico anche lui
ha sentito signora Frölich
ho chiesto se è un anarchico
Su mi dica
se suo figlio
è un anarchico
su me lo dica
(le porge il vestito
la signora Frölich depone accuratamente il vestito sulla
sedia)
Sono persone immature
in testa non hanno che distruzione e morte
bisogna averne paura signora Frölich
paura
capisce
(dopo una pausa)
Un giorno la raggiungerò
allora la mia faccia
sarà grigia e vecchia
come la sua
Ma lei questa vecchia faccia grigia
ce l’ha da vent’anni
in tutto questo tempo
lei non è cambiata affatto
Se si ha sempre una faccia cosí vecchia e grigia
il tempo passa
senza lasciar traccia
su una faccia cosí il tempo non lascia traccia
Allora l’avrò raggiunta
Adesso le cose procedono molto velocemente signora Frölich

42
Adesso sferrano l’attacco
adesso ci distruggono
Allora le nostre due facce
saranno grigie uguali
Il colonnello è dovuto morire
Perché non hanno colpito mio marito
E se avessero colpito mio marito
e il colonnello l’avesse scampata
ma il colonnello è morto
Il colonnello avrà funerali di stato
tutti gli edifici pubblici sono imbandierati
signora Frölich
Con colpi di cannone signora Frölich
(La signora Frölich esce
La moglie del Presidente le grida dietro)
Suo figlio è sempre stato
molto intelligente
signora Frölich
(si guarda allo specchio
sciabordio dell’acqua del bagno
si trucca la palpebra sinistra)
Ecco
(si trucca la palpebra destra)
Ecco
Svegliarsi
alzarsi
diventare la moglie del Presidente
la consorte del Presidente
(si pettina)
la consorte del Presidente
Allora le nostre facce
saranno grigie allo stesso modo
(si trucca)
Assumere il ruolo

43
di consorte del Presidente
(Si sentono gemiti e sospiri del Presidente nella stanza da
bagno
La moglie del Presidente si rivolge verso la stanza da bagno)
Mio marito
ha subito uno choc
uno choc
È il terzo attentato fallito
in quattro settimane
Ma a lui piace
andare al monumento al Milite Ignoto
(si guarda allo specchio)
La consorte del Presidente
(si appoggia allo schienale e scoppia in una risata)
La consorte del Presidente
(All’improvviso ammutolisce e guarda verso la cuccia vuota
del cane
Parlando con il cane)
Vedi
(si trucca)
Un po’ di rosso
Un po’ di grigio
Un po’ di nero
Ancora un po’ di rosso
Un po’ di grigio
Facciamo ogni giorno le stesse cose
mio caro
Ci alziamo
Ci laviamo
Ci vestiamo
Poi facciamo colazione
(Guarda verso la cuccia vuota)
Ancora un po’ di rosso
ancora un po’ di nero

44
(guarda verso la cuccia vuota)
Abbiamo fatto un errore
Non dovevamo andare
al monumento al Milite Ignoto
È gente terribile
E allora hai
quello che desideri
non è vero
(Si trucca, si pettina)
Quello che desideri
PRESIDENTE (dalla stanza da bagno)
Ma con chi stai parlando
MOGLIE DEL PRESIDENTE (come se cercasse qualcosa sotto il
tavolino)
Con lui
con lui
(rivolta verso la cuccia del cane)
Con te
PRESIDENTE (al massaggiatore)
Sta parlando con il cane
ha sentito
mia moglie
sta parlando con il suo cane
che non esiste piú
Ed è bene cosí
Ahhh
(scoppia a ridere)
MOGLIE DEL PRESIDENTE (guardando nella cuccia vuota)
Una pazzia
Ancora un po’ di rosso
Un po’ di nero
(guardando verso la cuccia vuota)
Ammazzare

45
una creatura innocente
ammazzarla
(avvicinando del tutto il viso allo specchio)
Ammazzare
una creatura innocente
(guardando verso la cuccia vuota)
Te
(si guarda allo specchio, improvvisamente)
Se è stato lui
(Guarda verso la porta del bagno)
nostro figlio
(La signora Frölich entra con vari asciugamani per il
Presidente)
Novità
ci sono delle novità
nei giornali
sull’attentato
(La signora Frölich entra nel bagno con gli asciugamani
La moglie del Presidente guardandosi allo specchio)
Non sono stati catturati
non li hanno presi
non li hanno ancora presi
Una polizia
incapace
di proteggere il Presidente
(Il Presidente tossisce
La moglie del Presidente gridando improvvisamente verso il
bagno)
Devi andar via
via di qui
andartene per un paio di settimane
(La signora Frölich esce dal bagno)
Come sono le previsioni del tempo
signora Frölich

46
(La signora Frölich vuole dire qualcosa)
No
non importa
Rimarrà cosí
grigio
cupo
(si guarda nello specchio)
Cerimonie funebri
In ogni individuo c’è un anarchico
signora Frölich
(Il Presidente tossisce)
I sospetti
ricadono
su suo figlio
signora Frölich
(La signora Frölich esce
La moglie del Presidente seguendola con lo sguardo)
I sospetti ricadono su di lui
(si guarda allo specchio)
È come
se non avessimo altro che nemici
(Il Presidente tossisce)
Ogni testa
è una testa anarchica
dice il cappellano
chi ha testa è un anarchico
(Il Presidente tossisce)
Se è stato lui
Non è stato lui
(si pettina
La signora Frölich entra con un paio di scarpe nere, che
depone davanti al tavolino da toeletta)
Non c’è
nessuna prova

47
Nessunissima prova signora Frölich
(La signora Frölich esce
La moglie del Presidente parlando a se stessa)
L’ho visto
con questi occhi
la sua faccia
in un cespuglio
in sogno
(si incipria il viso
grida verso la stanza da bagno)
Nostro figlio un anarchico
è ridicolo
(La signora Frölich entra portando delle calze nere
La moglie del Presidente si fa mettere la calza sinistra)
Sorvegliato speciale
Perché lo abbiamo viziato troppo
signora Frölich
perché ha avuto tutto
Perché ci siamo lasciati metter sotto
Ma il cappellano dice
che non è un depravato
(Stende la gamba sinistra in modo che la signora Frölich
possa infilarle la calza sinistra con piú facilità)
Ho visto benissimo
la sua faccia signora Frölich
continuo a vederla
la sua faccia
e il monumento al Milite Ignoto
E poi lo sparo
Pensi un po’
se mio marito fosse morto
signora Frölich
(La signora Frölich le infila la calza destra
La moglie del Presidente stende la gamba destra in modo

48
che la Frölich le possa infilare la calza destra con piú
facilità)
Nostro figlio un anarchico
è ridicolo
Perché in casa nostra per decenni
c’è stato un viavai
di persone equivoche
di teste caotiche signora Frölich
dice il cappellano
Qua dentro si sono viste sempre e solo teste estremamente
pericolose
(guarda verso la cuccia vuota)
Se è stato lui
ma non è stato lui
(Il Presidente tossisce)
Mi pettini
(La signora Frölich la pettina
La moglie del Presidente guarda verso la cuccia vuota)
Povera bestiola
che colpa ne ha
una povera bestia
Gli anarchici sono dei pazzi
dice il cappellano
(grida verso la stanza da bagno)
Cosa ci sta a fare la guardia del corpo
cosa ci sta a fare la guardia del corpo
(ritira la gamba destra
La signora Frölich si alza
La moglie del Presidente guardando verso la cuccia vuota)
E colpiscono te
povera bestiola
proprio quando mi ero abituata a te
Per diciassette anni
quella povera bestiola

49
è stata dentro questa cesta signora Frölich
il mio tesorino
la mia creaturina
Gli anarchici ci portano via
tutto
tutto
Uccidere
improvvisamente
in un agguato signora Frölich
(Il Presidente tossisce
La moglie del Presidente guardando dentro la cuccia vuota)
Uccidere
te
(guardandosi allo specchio)
Che razza di polizia
non sanno tener testa a elementi del genere
(Improvvisamente si sente lo scroscio della doccia nel
bagno)
Assassini
(Alla Frölich, urlandole in faccia)
Assassini
assassini
(La signora Frölich esce
La moglie del Presidente guardando verso la cuccia vuota)
Perché avevi il cuore tanto debole
è per questo
un cuore tanto debole
(Il Presidente tossisce
La moglie del Presidente rivolta allo specchio)
In che condizioni siamo ridotti
(Avvicinandosi allo specchio fin quasi a sfiorarlo)
In che condizioni
In che condizioni
(La signora Frölich entra con un grande ritratto di un cane)

50
Lo metta lí
(Indica il tavolino da toeletta)

(La signora Frölich poggia il ritratto del cane sul tavolino
La moglie del Presidente guarda verso la cuccia vuota,
prende in mano il ritratto del cane)
Che bella bestia
Questi occhi
signora Frölich
Che vigliacchi
gli hanno sparato
in un agguato
(si volta verso la Frölich)
La pallottola
la seconda pallottola signora Frölich
era destinata a me
Cosa c’entra il cane
(scopre che la Frölich è vestita di nero)
Un vestito nero
Lei è vestita di nero
signora Frölich
Si tolga subito questo vestito nero
Lei no
lei no signora Frölich
lei non può vestirsi di nero
lei non ha alcun diritto
di vestirsi di nero
si tolga subito questo vestito nero
(Il Presidente tossisce)
Non ne ha il diritto
(La signora Frölich esce
La moglie del Presidente le grida dietro)
Lei no signora Frölich
(si guarda allo specchio)

51
Io mi vesto di nero
Noi ci vestiamo di nero
lei no
PRESIDENTE No no
il colonnello non ha sofferto
il primo sparo
lo ha colpito mortalmente
MASSAGGIATORE E adesso l’altro fianco
signor Presidente
Ecco
cosí va bene signor Presidente
MOGLIE DEL PRESIDENTE Il colonnello non ha sofferto
Me ne andrò
via di qui
me ne vado
in montagna
in alta montagna
PRESIDENTE (al massaggiatore)
Mia moglie
se ne va in montagna
Io stesso me ne vado per qualche giorno
in Portogallo
a Estoril
MOGLIE DEL PRESIDENTE (guardando verso la cuccia vuota)
Chissà
cosa hanno in testa gli anarchici
Uccidere
un essere innocente
(con profondo disgusto)
Ucciderlo
(Il Presidente tossisce
La moglie del Presidente si pettina, si guarda allo specchio)
Subito dopo i funerali

52
mi metto a studiare
insieme al cappellano
il testo del dramma
PRESIDENTE (al massaggiatore)
Mia moglie
si è dichiarata disposta
a recitare la parte principale
nel testo scritto dal cappellano per Natale
Ha un autentico interesse
per l’arte drammatica
Questo dramma
la distrae
dal pensare sempre all’attentato
È un dramma molto adatto
a distrarla
in questo tetro periodo dell’anno
MOGLIE DEL PRESIDENTE (con lo sguardo fisso allo specchio)
È che ho paura
paura
(Tira fuori la lingua)
Salvarsi
salvarsi
(Guarda verso la cuccia vuota)
Il terzo giorno
Quello che amiamo
ce lo tolgono
gli sparano
lo ammazzano
PRESIDENTE (al massaggiatore)
Pazzi
sono dei pazzi
Mia moglie ha visto in sogno
mio figlio

53
che ci sparava addosso
pensi un po’
il nostro stesso figlio
che spara su di noi
in un agguato
Un essere incredibilmente sensibile
MOGLIE DEL PRESIDENTE (udendo quello che dice suo marito)
Un essere incredibilmente sensibile
PRESIDENTE Una persona coltissima
MOGLIE DEL PRESIDENTE Coltissima
(Improvvisamente, gridando verso il bagno)
Questa cesta deve sparire
(guarda verso la cuccia del cane)
La cuccia del cane deve sparire
Non voglio piú vedere la cuccia del cane
via di qui questa cesta
(La signora Frölich entra con un vestito rosso
La moglie del Presidente rivolgendosi a lei)
Questa cesta deve sparire
deve sparire la cuccia del cane
porti via la cesta
la porti via
fuori di qui
via
via
(La signora Frölich fa per portar via la cuccia del cane)
No non importa
no
non la porti via
Sono pazza
pazza
Lasci qui la cesta
la lasci lí

54

non la porti via
(La signora Frölich lascia stare la cuccia del cane)
Finché è qui
(improvvisamente alla signora Frölich)
Gli prepari il lettino
gli faccia il lettino
il letto
ha sentito
il letto
il letto
(La signora Frölich prepara il letto nella cuccia vuota
La moglie del Presidente fissando la scena)
Rifargli il letto
rifargli il letto
(Il Presidente tossisce
La moglie del Presidente alla Frölich)
Deve fargli il letto ogni giorno
preparargli la cuccia
ogni giorno
ogni giorno il letto ha sentito
morbido
i cuscini belli morbidi
signora Frölich
i cuscini devono essere morbidi
(La signora Frölich sprimaccia i cuscini)
I cuscini devono essere belli morbidi
cosí
Adesso va bene
(La signora Frölich fa un passo all’indietro
Il Presidente tossisce)
Soffice
il lettino deve essere soffice
Gli piaceva cosí

55
soffice
morbido
soffice signora Frölich
(Fa capire alla Frölich che può andarsene
La signora Frölich fa per andarsene)
No
rimanga qui
Qui c’è ancora una piega
(Le indica la cuccia)
c’è una piega
una piega signora Frölich
(La signora Frölich spiana la piega nella cuccia)
Liscio
bello liscio deve essere
Gli piace bello liscio
(La signora Frölich fa per andarsene
La moglie del Presidente le dice in faccia)
Non parli mai piú
di lui
mai piú
non dica niente
neanche una parola
(Il Presidente tossisce
La moglie del Presidente guarda verso la porta del bagno,
poi)
Neanche una parola
fargli il letto questo sí
ma neanche una parola
niente
capisce
La cuccia la lasciamo lí
capito
facciamo il letto
e la lasciamo lí

56
(si accorge improvvisamente che la Frölich ha un vestito
rosso)
Rosso
Un vestito rosso
(Scoppia in una risata)
Un vestito rosso
(Alla Frölich, gridandole in faccia)
Questa è perfidia
(torna a truccarsi, la signora Frölich esce
Il Presidente tossisce)
Nessuno capisce
non capiscono
(Parlando della Frölich)
Questa gente
non conosce
che la perfidia
Ambizione
odio
nient’altro
(Guarda verso la cuccia vuota)
Io riesco a vederti
(Si china verso la cuccia vuota)
riesco a vederti
tesoro mio
(improvvisamente a voce bassa)
Noi resteremo insieme
per sempre
capisci
per sempre
(Si alza e sistema il piumino nella cuccia)
Ecco
cosí va bene
(Torna a sedersi al tavolino da toeletta ma subito dopo
riprende a guardare verso la cuccia vuota)

57
Tu e il colonnello
Adesso con gli anarchici
occorre procedere senza tanti riguardi
(Il Presidente tossisce)
senza tanti riguardi
(Il Presidente e il massaggiatore scoppiano a ridere
La moglie del Presidente guarda verso la stanza da bagno)
Senza tanti riguardi
(Il Presidente e il massaggiatore scoppiano in una risata)
La pagheranno cara
(La signora Frölich entra con un mucchio di posta e la
deposita sul tavolino)
Sono state controllate
tutte queste lettere
tutte aperte
signora Frölich
aperte e controllate
da lei
Gli anarchici spediscono lettere
con dentro l’esplosivo signora Frölich
Se uno apre una lettera cosí
si ritrova senza mani
o viene completamente dilaniato
signora Frölich
(Fissando le lettere, chiede)
Tutte le lettere
SIGNORA FRÖLICH Tutte le lettere
MOGLIE DEL PRESIDENTE Tutta la posta
SIGNORA FRÖLICH Tutta la posta
(Il Presidente e il massaggiatore scoppiano a ridere
La moglie del Presidente e la signora Frölich guardano
verso la porta del bagno)
MOGLIE DEL PRESIDENTE Nessuno lo sa

58
ma quando massaggia mio marito
il massaggiatore gli racconta
delle barzellette
delle barzellette
(Il Presidente e il massaggiatore scoppiano a ridere
La moglie del Presidente prende in mano una lettera)
Un uomo come mio marito
è consapevole
che in ogni momento
può essere vittima di un attentato
(Il Presidente e il massaggiatore scoppiano a ridere)
Questo massaggiatore
massaggia mio marito
da ventun’anni
Il massaggiatore c’era già
quando lei ancora non c’era
(getta via la lettera)
Ipocrisia
nient’altro che ipocrisia
(prende in mano una seconda lettera e la butta via)
Il ministro delle finanze
si è ingraziato mio marito
e ne ha approfittato
(prende in mano una terza lettera, legge)
La gente scrive parlando di miseria
ma non sa
cosa sia la miseria
io so cosa sia la miseria
anche mio marito lo sa
Anche il Presidente sa
cos’è la miseria
(Il Presidente e il massaggiatore scoppiano a ridere
La moglie del Presidente butta via la lettera)
Noi sappiamo

59
cos’è la miseria
Mio marito viene dal basso
è partito da zero signora Frölich
tutte queste suppliche
queste petizioni
roba da buttare nella spazzatura
(prende in mano una quarta lettera, legge
Il Presidente scoppia a ridere)
La moglie del colonnello
chiede un aiuto
per i suoi figli
Vuole mandarli tutti e cinque
all’Accademia Militare
(Posa la lettera sul tavolino da toeletta, improvvisamente si
rivolge alla Frölich)
Dove ha messo la fascia nera
Ha stirato la fascia nera
(La signora Frölich esce e rientra con una fascia nera)
Ai funerali
mio marito può andarci
solo con una fascia nera al braccio
(La signora Frölich posa la fascia nera sulla spalliera della
sedia a sinistra e rimane immobile)
Un centimetro piú in là
e il Presidente sarebbe
sicuramente
morto
Su mi pettini
(La signora Frölich pettina la moglie del Presidente)
Quando siamo lí immobili
con lo sguardo rivolto verso il basso
e non proviamo nessuna emozione
perché siamo spesso lí
con lo sguardo rivolto verso il basso

60
all’improvviso
quando si tratta
di una persona che ci sta a cuore
La morte
completa la vita
dice il cappellano
(guarda verso la cuccia vuota)
Farlo seppellire
o bruciare
Seppellire
o bruciare
(grida improvvisamente verso il bagno)
Il sangue non deve salirgli alla testa
signor massaggiatore
(A se stessa)
signor massaggiatore
MASSAGGIATORE Sto massaggiando
il signor Presidente
con molta cautela
La testa
del signor Presidente
non sanguina piú
MOGLIE DEL PRESIDENTE Non sanguina piú
MASSAGGIATORE Solo un massaggio molto prudente
MOGLIE DEL PRESIDENTE (con la testa china fin quasi a
toccare il tavolino, alla Frölich)
Vede
in questa posizione
quando ho la testa
quasi sopra il tavolino
mi fa male
(si raddrizza)
Perché sto ore e ore

61
con la testa china
davanti a qualche tomba
(La signora Frölich le massaggia il collo e le spalle)
Con grande leggerezza
partendo dal collo
verso le spalle signora Frölich
mio figlio
odia suo padre
Se non la teniamo allenata
la testa si intorpidisce
dice il cappellano
È un apostata
Ci manca poco
e lo scomunicano
signora Frölich
Il primo è stato
il Ministro degli Interni
poi il Ministro degli Esteri
poi il Cancelliere
poi il presidente dell’associazione
della stampa nazionale
poi il corrispondente del Corriere della Sera
Mi faccia pensare
il sovrintendente dell’opera
alla fine hanno sparato al direttore di banca Merz
e dopo Merz a Honsig
e dopo Honsig a Taus
e dopo Taus a Müllner
e dopo Müllner a Helmreich
e dopo Helmreich a Friedrich
e dopo Friedrich a Wallner
e dopo Wallner a Peter
Hanno ammazzato diciannove persone signora Frölich
e prima del colonnello

62
chi hanno ucciso prima del colonnello
mi dica
prima del colonnello
(Il Presidente tossisce
Il Presidente e il massaggiatore scoppiano a ridere)
Chi hanno ammazzato prima del colonnello
Due giorni prima del colonnello
hanno ammazzato il direttore generale delle ferrovie
il direttore generale delle ferrovie
(Guarda verso la cuccia vuota)
E te
mio caro
Tutto questo
sono molti anni che stava maturando
dice il cappellano
è partito dalle università
il focolaio sono le università signora Frölich
Improvvisamente sono stati arrestati
qualche centinaio di studenti
poi qualche altro centinaio
si sono ribellati
ribellati signora Frölich
si sono diretti verso il palazzo presidenziale
Lei mi fa male
stia un po’ attenta
diretti
verso il palazzo
(Indica la finestra)
da quella finestra li ho visti
avanzare in corteo
prima centinaia
poi migliaia
decine di migliaia signora Frölich
Poi si è ricorso alla violenza

63
alla violenza
E fra gli arrestati
c’era nostro figlio
Il cappellano ha parlato con lui
è partito per l’America
lo abbiamo messo su un aereo
per l’America
dall’America è tornato in Europa
appena sei settimane dopo
Lo hanno visto a Parigi
(Il Presidente e il massaggiatore scoppiano a ridere)
Poi è andato a Roma
Perché in fondo studia archeologia signora Frölich
Sta scrivendo un libro
è piú bravo del suo maestro
oggi in fatto di archeologia
è arrivato piú in là
di quanto sia mai andato il suo maestro
(Guarda verso la cuccia vuota, poi verso la finestra)
In massa
Sono arrivati in massa fin qui
fino al nostro palazzo
Da dietro le tende li ho visti
arrivare in massa
Tirando sassi hanno rotto tutti i vetri delle finestre
Molti sono stati giustiziati signora Frölich
giustiziati
Allora è tornata la calma
Per un bel po’ siamo stati tranquilli
ma da un anno
hanno ricominciato
non marciano in corteo signora Frölich
ma fanno saltare in aria gli edifici
e ammazzano persone importanti

64
ammazzano le persone piú importanti per lo Stato
gli esperti i piú bravi nel loro campo
signora Frölich
brutalmente
Durerà ancora per un po’ di tempo dice il cappellano
poi il Presidente passerà un’altra volta al contrattacco
(guarda verso la porta del bagno)
Mio marito passerà al contrattacco
(La signora Frölich pettina la moglie del Presidente)
Allora non avrà pietà per nessuno
signora Frölich
Allora ci saranno ogni giorno centinaia di esecuzioni
signora Frölich
Sono esseri disumani signora Frölich
che devastano questo paese cosí bello e tranquillo
e lo distruggono
di proposito
(guarda verso la cuccia vuota)
E uccidono esseri innocenti
li uccidono
li ammazzano
Ma forse
i terroristi si calmeranno
ma i terroristi non si calmano
Il cappellano dice
che in futuro sarà molto peggio
La brutalità dei terroristi aumenta
aumenta signora Frölich
aumenta lo strazio
la paura
Non ha paura dei terroristi
che un anarchico le tenda un agguato
lei crede di aprire un libro per leggerlo
e viene fatta a pezzi

65
non ha paura di una cosa del genere
Tutti hanno paura
tutti
tutti
in questo Stato a dominare ormai è solo la paura
La Chiesa cerca di placare gli animi
placare gli animi
ma non ne è capace
la Chiesa non ha piú alcun contatto
con nessuno
né con gli uni
né con gli altri
la Chiesa è parassitaria
parassitaria signora Frölich
So tutto della Chiesa
Il cappellano non mi nasconde nulla
Nella Chiesa stessa regna il caos signora Frölich
La corruzione
Ambizione
odio signora Frölich
nient’altro
(guarda i vestiti neri)
Ormai quanto tempo è che ci vestiamo
tutti soltanto di nero
Ma personalmente lei non ha perduto ancora nessun parente
neanche uno
Non ha motivo di portare il lutto signora Frölich
da un lato è un’infamia
dall’altro il vestito che indossa le sta bene
molto bene
Il rosso le sta molto bene
rosso e lungo
(le guarda le caviglie)
Fino alle caviglie

66
rosso
Se non sapessi
che questo vestito una volta era mio
mio signora Frölich
pensi un po’
era mio questo vestito lungo color rosso
l’ho portato spesso
se non lo sapessi
dovrei pensare che lei si è permessa una cosa inaudita
mettendosi un vestito del genere
rosso dalla testa ai piedi signora Frölich
una cosa inaudita
una vera e propria sfacciataggine
ma questo vestito sono stata io a regalarglielo
sono stata io a imporglielo
dica pure che glielo ho imposto io
imposto
le ho ordinato di metterlo
E lei se l’è messo
Con grande fastidio certo
con enorme fastidio
A quell’epoca lei era ancora giovane
non aveva ancora questa faccia color grigio
La faccia color grigio ce l’ha da vent’anni
quindi il vestito glielo ho regalato vent’anni fa
Ricorda ancora
glielo ho imposto
l’ho tolto dall’armadio
e l’ho gettato per terra
(indica il pavimento)
Lí signora Frölich
Vede
E lei lo ha raccolto
e indossato

67
senza discutere
(Il Presidente e il massaggiatore scoppiano in una sonora
risata)
In realtà mio marito ha paura
una paura enorme signora Frölich
ma non lo fa vedere
mentre noi mostriamo la nostra paura
anche lei ha paura
e la fa vedere
anche se come sa
lei non ha motivo di avere paura
lui non la fa vedere
cerca comunque di distrarsi
per esempio rispettando rigorosamente gli appuntamenti con
il massaggiatore
camminando su e giú per il palazzo
perché cosí gli vengono delle idee
oppure legge il suo amato Metternich
nient’altro che Metternich
Metternich
Metternich signora Frölich
oppure si siede a un tavolo con il colonnello e gioca a
scacchi
(scoppia a ridere)
Con il colonnello
Al colonnello non c’è piú niente che gli faccia male
(alla Frölich in tono confidenziale)
Mi creda
la morte del colonnello lo turba moltissimo
quei due erano legati strettamente uno all’altro
non solo quando giocavano a scacchi
non solo quando giocavano a scacchi
Il tempo ci toglie quello che amiamo signora Frölich
ci strappa dal cuore

68
quello che abbiamo di piú caro
(guarda verso la cuccia vuota)
Brutalmente
spietatamente
Dopo i funerali
immediatamente dopo i funerali
prima di occuparmi della parte da recitare
di imparare il testo signora Frölich
mi faccio portare
all’Istituto di Medicina Legale
(guarda verso la cuccia vuota)
Lo voglio vedere ancora una volta
Poi devo decidere
se farlo bruciare o no
se farlo seppellire o no
(Guarda la Frölich in faccia
Il Presidente e il massaggiatore scoppiano in una sonora
risata)
Cosa dice
dica qualcosa
su dica qualcosa
(La signora Frölich fa un passo all’indietro)
Lei mi tormenta
Lei è qui
solo per tormentarmi
l’unico compito che ha la gente come lei
è tormentare gli altri
Una persona di quelle come lei ha sempre qualcuno
da tormentare
Lei mi tormenta
Su dica qualcosa
lo dica
lo dica
signora Frölich

69
glielo ordino
(guarda verso la cuccia vuota)
Farlo bruciare
lo farò bruciare
(alla Frölich in faccia)
Lo devo vedere ancora una volta
Lei odiava quella povera bestia
l’ha sempre odiata
profondamente signora Frölich
molto profondamente
nel modo piú profondo
e sa anche perché
Lei era gelosa
e adesso
che è morta
che quella povera bestia non ce piú è morta
continua a odiarla
Il suo odio
Ambizione
odio
nient’altro
Quando gli dava da mangiare
lo odiava
Quando lo portava fuori
lo odiava
Quando gli metteva il collare
lo odiava
quando gli doveva fare la cuccia
lo odiava
Ambizione
odio
nient’altro
(Il Presidente e il massaggiatore scoppiano in una sonora
risata)

70
Anche mio marito
odiava questa bestiola
ma era un odio diverso
un odio diverso
dal suo
E adesso che è morto
non si occupa piú di lui
Si stupisce
che io continui a parlare con lui
(guarda verso la cuccia vuota)
mentre lui non c’è piú
è sparito
è morto
si stupisce mio marito
(Il Presidente scoppia in una sonora risata)
Parlare da sola
è un’abitudine che ho preso
l’ho presa da lui
ma i miei non sono monologhi signora Frölich
io parlo con lui
discuto di tutto con lui
Non abbiamo forse discusso insieme di tutto
Per primo ho chiesto sempre a lui
Quando c’era qualcosa da fare
ho chiesto a lui
per primo
la mia istanza suprema
(guarda verso la cuccia vuota)
Non ho fatto nulla
senza chiedere a lui
se non chiedevo a lui
era un disastro signora Frölich
Mio marito ha sempre interpellato il colonnello
io interpellavo lui

71
mio marito aveva il colonnello
io avevo lui
per mio marito la prima istanza era il colonnello
(guarda verso la cuccia vuota)
la mia prima e suprema istanza
era il mio cane
(guarda verso la porta del bagno)
E adesso ce li hanno tolti tutti e due
Fulminati con un colpo di pistola
(Alla Frölich in faccia)
Improvvisamente ho visto dai suoi occhi
che era morto
Un colpo al cuore signora Frölich
un colpo al cuore
Quando hanno sparato al colonnello
la bestiola ha avuto un colpo al cuore
Quegli occhi fissi che chiedevano perché signora Frölich
allora io l’ho buttato via
buttato via
l’ho lasciato cadere
per terra signora Frölich
è finito per terra
(si guarda allo specchio)
io non riuscivo a capire
Mio marito era andato via da un bel po’
C’erano i terroristi
Gli anarchici erano spariti signora Frölich
ero rimasta sola
mi ero chinata su di lui
Ma mio marito voleva andare al monumento al Milite Ignoto
era la sua passeggiata quotidiana
con me
con noi
mai fare due volte la stessa strada

72
dice il cappellano
mai due volte
ogni giorno
sempre alla stessa ora
non avevamo intuito il pericolo
E quando lui
mio marito
ha visto la rondine sul monumento al Milite Ignoto
mi indicò la rondine
alzando il bastone
alzando il bastone signora Frölich
questo gli ha salvato la vita
se non avesse alzato il bastone verso il monumento al Milite
Ignoto
la vittima sarebbe stato lui
la vittima fu invece il colonnello
Questione di un attimo signora Frölich
di un attimo
E poi il secondo sparo in aria
probabilmente gli anarchici avevano preso paura
perché con il primo colpo non avevano colpito il Presidente
(Guarda verso la cuccia vuota)
I sospetti
ricadono su suo figlio
signora Frölich
(alla Frölich in faccia)
Suo figlio è iscritto all’università
vero
vero signora Frölich
(Il Presidente e il massaggiatore scoppiano in una sonora
risata)
Uno Stato
pieno di paura signora Frölich
(guarda verso la porta del bagno)

73
Ambizione
odio
nient’altro

(Sipario)

74
Scena seconda

La moglie del Presidente con il velo in testa è seduta al


tavolino da toeletta, dietro di lei la signora Frölich

MOGLIE DEL PRESIDENTE Io vedo


ma non mi si vede
Riesco a vedere tutto
vedo me stessa
me stessa signora Frölich
nello specchio
me stessa
Vedo anche lei
Lei con la sua faccia grigia sempre uguale
sta dietro di me
Fra poco l’avrò raggiunto
Allora saremo uguali signora Frölich
(si volta in direzione del bagno
Il Presidente e il massaggiatore scoppiano in una sonora
risata)
Questo modo di ridere
mi ha sempre disgustato
(parlando a se stessa)
come mi ha sempre disgustato tutto
di quest’uomo
tutto
Capisce signora Frölich

75
tutto
Perché lo odiavo
perché mi ripugnava
Ambizione
odio
nient’altro
Gli anarchici lo hanno preso di mira
ma non hanno mai colpito il bersaglio
ancora no
ha sentito signora Frölich
(Il Presidente e il massaggiatore scoppiano in una sonora
risata)
ancora no
Poi cosa faccio
Poi sarò la vedova del Presidente
Mi sto appunto chiedendo
chi sarà il prossimo
sarà il Presidente della Corte Costituzionale
sarà il Ministro degli Esteri
forse il nuovo Ministro degli Esteri
o il nuovo Ministro degli Interni
Questo Stato fra poco
non avrà piú una mente lucida
nessuna mente lucida e nessuna testa eccezionale
dice il cappellano
ha sentito signora Frölich
l’arcivescovo è protetto da una guardia armata personale
L’arcivescovo ha smesso le sue passeggiate
nel palazzo arcivescovile
non esce piú dalla sua stanza
anche lui ha paura
Hanno tutti paura
tutti hanno paura capito
dapprincipio non avevano paura

76
ma adesso anche le autorità ecclesiastiche hanno paura
Forse la prossima volta tocca all’arcivescovo
Gli anarchici agiscono secondo un piano preciso
e se alcuni vengono liquidati signora Frölich
gli altri tornano all’attacco
finché raggiungono il loro scopo
(alla Frölich in faccia)
I sospetti ricadono su suo figlio
I piú pericolosi
sono gli studenti di filosofia
dice il cappellano
e i teologi
la filosofia e la teologia
sono il veleno
avvelenano lo Stato
lo ammazzano
ammazzando noi
(Il Presidente e il massaggiatore scoppiano in una sonora
risata)
La libertà
è stata eccessiva
dice il cappellano
allentare i freni
vuol dire anarchia signora Frölich
(Si guarda allo specchio, avvicinandosi quasi a sfiorarlo)
Io vedo
ma gli altri non mi vedono signora Frölich
Gli artisti
che ho sempre aiutato
i pittori gli scultori
gli scrittori signora Frölich
i concertisti
non hanno alcuna riconoscenza
Il mecenatismo è un’assurdità

77
una sciocchezza
aiutare un artista
Gli artisti vanno presi a calci
dice il cappellano
presi a calci
gli artisti le arti
a calci vanno presi signora Frölich
(dopo una pausa)
cosí
avrebbe dovuto dipingermi il professore
cosí
cosí signora Frölich
(si strappa il velo dalla testa)
non cosí
(alla Frölich in faccia)
non cosí
(getta il velo per terra
Il Presidente scoppia in una sonora risata
La moglie del Presidente comanda alla Frölich)
Lo raccolga
raccolga il velo
su
(La signora Frölich raccoglie il velo)
Si metta il velo
Si metta il velo
(La signora Frölich si getta il velo in testa
La moglie del Presidente scoppia in una sonora risata,
all’improvviso grida)
Lei non ha alcun diritto
di portare il velo
Non ne ha alcun diritto
nessun diritto
Si tolga il velo
se lo levi

78
se lo tolga
via
(La signora Frölich si toglie il velo)
Lei deve portare la sua vera faccia signora Frölich
(indica l’appendiabiti)

appenda lí il velo
(La signora Frölich appende il velo all’appendiabiti
La moglie del Presidente comanda)
Mi pettini
(Il Presidente e il massaggiatore scoppiano in una sonora
risata
La moglie del Presidente guarda verso la porta del bagno)
Queste risate
Che un uomo cosí
abbia sempre voglia di ridere
Ha sempre voglia di ridere
(guarda verso la cuccia vuota)
noi lo odiavamo
lui ci odiava
noi lo odiavamo
Ambizione
e odio
nient’altro
(La signora Frölich la pettina)
Il suo odore signora Frölich
è un odore
che mi ricorda la miseria
ma il suo respiro è rassicurante signora Frölich
regolare
e rassicurante
poi torna a essere del tutto irregolare
affannato
e io non capisco

79
cosa si agita dentro di lei
Dominare il corpo e la mente
dice il cappellano
disciplina del corpo
disciplina della mente
farne una filosofia
capisce
(con tono patetico)
Sono affascinata dalla disciplina mentale
del cappellano
Nella Chiesa le teste pensanti
sono teste anarchiche
ha detto il cappellano
Mio marito diffida
della Chiesa
Avere sulle spalle una testa
che pensa tutto continuamente
dice il cappellano
una testa
che sviscera tutto
È un apostata
Ci manca poco
e lo scomunicano
In un primo momento il cappellano
mi suscitava solo antipatia
Ammiravo soltanto
la sua conoscenza della lingua francese
Come mi leggeva Zola Flaubert
(guarda verso la cuccia vuota)
perfino lui ne era incantato
questo essere cosí attento
accanto a me
e poi Goethe capisce
e Marcel Proust

80
e infine Voltaire
Sempre Voltaire
Voltaire
Voltaire
Quando costui
Voltaire
incontrava il suo asino all’entrata del giardino
nel suo podere di Ferney signora Frölich
diceva
La prego lei ha la precedenza signor Presidente
(La signora Frölich scoppia in una sonora risata
La moglie del Presidente apostrofandola)
Stia calma
lei non ha diritto
di ridere di una cosa del genere
lei no
La prego
diceva Voltaire al suo asino
quando lo incontrava al cancello del suo giardino
lei ha la precedenza caro signor Presidente
La pronuncia del cappellano
in particolare quando leggeva Voltaire
era eccellente
eccellente
Ha rifiutato una cattedra alla Sorbona
per me
(La signora Frölich le massaggia il collo)
Il calore sta salendo
molto dolcemente
seguendo i dettami della medicina
sale molto dolcemente
alla testa
(Improvvisamente parlando del cappellano)
Pensi un po’

81
sua madre
quando lui aveva tre anni
lo ha ripudiato
ripudiato
A Rotterdam su un battello da pesca
i genitori adottivi
lo adagiavano su un’amaca
abbandonato dalla madre
in condizioni miserrime
ma solo cosí
partendo dalla situazione piú infima
solo cosí si diventa qualcuno
È dalla miseria che nascono poi queste personalità
le teste piú eccezionali
Avere un’infanzia orrenda
e di colpo diventare un genio signora Frölich
Come dice Marcel Proust il cappellano
è geniale
L’infanzia piú terribile
è il piú grande capitale che uno ha signora Frölich
Anche questa frase è sua
ogni giorno dice almeno
una frase significativa
Ma se non mette per iscritto
tutte queste frasi
che sono frasi estremamente significative
vanno perdute
Che perdita per la storia
signora Frölich
se il cappellano non mette nulla per iscritto
In un secondo momento dice
metterà per iscritto
tutto quello che gli sembrerà tanto significativo
da essere messo per iscritto

82
in un secondo momento
Il momento non è ancora arrivato
e io mi sforzo
e prendo degli appunti
su quello che dice
ma poi perdo i miei appunti
Il genio dice il cappellano
viene dalle situazioni piú infime
E Pascal dice
è sufficiente esistere
(Improvvisamente in tono di comando)
Adesso le gambe
mi massaggi le gambe
(Distende la gamba destra
La signora Frölich le massaggia la gamba destra)
Bisogna aver fatto molta strada
come il cappellano
che conosce tutti i continenti
tutti i continenti signora Frölich
per arrivare a pensare
in un modo cosí significativo
I continenti esteriori
e i continenti interiori
Quello che è fuori di noi
e quello che è dentro di noi
conoscere tutta la geografia del mondo esterno
e tutta quella del mondo interno
E pensare come pensa un chirurgo
capisce
Rinunciare a essere professore alla Sorbona
per leggermi Zola
e Flaubert
e Marcel Proust
Mio marito lo odia

83
Anche di storia
se ne intende moltissimo
Non è buttar via il denaro
assumere una mente cosí significativa
(guarda verso la cuccia vuota)
E amava lui
lo amava piú di tutto
Gli portava sempre qualcosa
Perfino prosciutto
perfino prosciutto signora Frölich
noccioline americane
banane
tramezzini signora Frölich
tramezzini
una volta ha preso dodici tramezzini
(Distende la gamba sinistra per farsela massaggiare
La signora Frölich le massaggia la gamba sinistra)
i piú costosi tramezzini
che io abbia mai preparato
e un po’ alla volta
glieli ha messi in bocca
in bocca a lui
(guarda verso la cuccia vuota)
a lui
un po’ alla volta
in modo assolutamente musicale
seguendo i dettami della musica
tanto da lasciarmi sbalordita
Quello che il cappellano dice di Pascal
vale per lui stesso
I suoi pensieri
hanno la stessa qualità dei Pensées
Ma che sciocchezze le sto mai dicendo
Io parlo con lei

84
e lei non capisce
quello che le sto dicendo
(Il Presidente e il massaggiatore ridono)
C’è tanta sicurezza
e d’altra parte tanta insicurezza
a stare vicini
a un genio
Una testa pensante come quella del cappellano
da un lato ci tranquillizza
dall’altro ci mette in agitazione
La creatività è cosí
(ripiega la gamba sinistra
La signora Frölich si raddrizza)
E per di piú un uomo del genere è anche una persona distinta
Quando le persone
o meglio come dice lui le teste pensanti signora Frölich
basta che sfiorino un tema
e già capiscono tutto
(Il Presidente e il massaggiatore scoppiano in una sonora
risata)
Mi sono chiesta
se cancellare
le sovvenzioni agli artisti
visto che anche gli artisti sono un focolaio di anarchia
come dice mio marito
e il cappellano non lo smentisce
ma io non abolisco le sovvenzioni
Le sovvenzioni agli artisti
non saranno abolite
Dove ha messo il discorso
preparato dal nuovo colonnello per mio marito
(La signora Frölich esce e torna con il discorso
La moglie del Presidente prende in mano il discorso, legge)
E che questo crimine debba avere la sua giusta espiazione

85
lo diciamo qui
davanti a questa fossa
Era un buon amico
un leale cittadino
(Alla Frölich)
Non è grottesco
che il nuovo colonnello
debba scrivere l’orazione funebre per il suo predecessore
non ha in sé qualcosa di tragico
signora Frölich
(legge ad alta voce)
davanti alla fossa destinata ad accogliere
quest’uomo disinteressato
questo valoroso ufficiale
che per la sua patria
patria
patria
patria
(posa il discorso sul tavolino da toeletta, tira fuori la lingua)
patria
(Alla Frölich)
Quando dà a mio marito lo sciroppo per la tosse
dia anche a me un po’ di sciroppo per la tosse
se lo ricordi
due cucchiai per mio marito
due cucchiai per me
forse mi fa bene
quando imparo a memoria la mia parte
per lo spettacolo per i bambini
Lei lo sa che da vent’anni
recito la parte principale
malvolentieri negli ultimi anni
malvolentieri
ma mi scongiurano in modo tale

86
che io torno a recitare
Mi chiedo
se stia bene
che proprio adesso
in questi tempi terribili
in cui c’è tanta sofferenza in giro
io partecipi alla recita
Lei cosa dice
Che io partecipi alla recita
in tempi cosí spaventosi
Che io reciti in uno spettacolo
mentre mi tocca andare ogni giorno in cimitero
sulla tomba di una persona cara che è stata assassinata
Mi pesa
stare lí davanti a una fossa signora Frölich
e quando sono lí davanti a una fossa
non mi vedo lí davanti a quella fossa
ma sul palcoscenico
e recito il testo che devo recitare
un testo allegro per i bambini signora Frölich
E mi chiedo
se un giorno o l’altro non perderò il controllo
Ed è estremamente facile
che di punto in bianco di fronte a una fossa aperta
anziché essere immersa nel dolore
io reciti la mia parte
un testo allegro signora Frölich
un testo allegro
(Il Presidente e il massaggiatore scoppiano in una sonora
risata)
Mi chiedo
perché mai io l’ho iniziata
all’arte del massaggio
(La signora Frölich torna a massaggiarle il collo)

87
Dall’interno verso l’esterno
signora Frölich
Pensare sempre al drenaggio
E in modo nello stesso tempo esitante e risoluto
Un massaggio
che scacci gli agenti patogeni
da un corpo
come il mio
Le immagini
le idee che mi vengono
quando lei mi massaggia
Mi chiedo
cosa vedrebbe lei
cosa penserebbe lei
se fossi io a massaggiarla
Quante cose sepolte vengono improvvisamente alla luce
(Il Presidente e il massaggiatore ridono)
Naturalmente
lei non deve avere assolutamente paura
A lei gli anarchici
non fanno niente
Ma potrebbe anche capitare
per sbaglio
per sbaglio
se lei per sbaglio
(guarda verso la cuccia vuota)
Il modo come è stato ucciso
come è morto
Quando penso come posava la testa
sul bordo della cuccia
Quella bestiola cosí fedele
mi stava a guardare per ore e ore
quando leggevo Flaubert
o Zola

88
o Albert Camus capisce
i grandi francesi
che hanno sempre esercitato
un grandissimo fascino su di me
Cosa passa
per la testa
di una creatura innocente come lui
noi non lo sappiamo
Il suo segreto lo ha portato con sé
nella tomba
(guarda verso la porta del bagno)
Avrebbero voluto uccidere lui
Il loro bersaglio
era lui
(guarda verso la cuccia vuota)
Hanno ucciso
questa povera bestia
Il cappellano dice
che si tratta
di pazzi
di giovani
che non trovano una via d’uscita
dentro la loro testa
signora Frölich
Non è il proletariato
signora Frölich
sono gli intellettuali
(Il Presidente scoppia in una sonora risata)
Anche mio marito
ha paura
ma non lo fa vedere
non può mostrare di avere paura
Io posso mostrare di avere paura
Noi sí

89
eccome
(alla Frölich, in faccia)
E come mostra di avere paura lei
lei che non ha motivo di averla
Lei non deve aver paura
Io devo aver paura
lei no
Tutto fa sí
che io debba aver paura
dice il cappellano
e in lei
tutto
fa sí che lei non debba avere
nessunissima paura
(in faccia)
Solo per sbaglio
signora Frölich
Le calze non sono tese bene
(Distende la gamba destra e la Frölich le tira la calza
destra, distende la gamba sinistra e la Frölich le tira la calza
sinistra)
Ma che gli anarchici
mi abbiano tolto quello che avevo di piú caro
Però il mondo non capisce
non vuole capire
non può capire
(La moglie del Presidente ripiega le gambe e la signora
Frölich si raddrizza)
Quanti discorsi funebri
ha scritto il colonnello defunto
negli ultimi tempi
non senza qualche errore signora Frölich
non senza qualche luogo comune
solo il suo non l’ha scritto

90
Avrebbe potuto scrivere anche il suo
quello per lui stesso signora Frölich
(Prende in mano il discorso posato sul tavolino, legge)
E ora consegniamo alla terra natale
questo uomo fedele
e stretti intorno a lui
piangendo la sua scomparsa ci chiediamo
per quale motivo questo fedele servitore dello Stato
si sia sacrificato
ma noi sappiamo
perché si è sacrificato
(getta il discorso sul tavolino
Alla Frölich)
Sa
perché il colonnello ha sacrificato la sua vita
Lo sa
Le chiedo
se lo sa
il colonnello ha sacrificato la sua vita
la sua vita
(guarda verso la porta del bagno
Il Presidente ride)
Da parecchi anni
non pensano
che a eliminarlo
(Improvvisamente alzando la voce)
Nessuna pietà per gli anarchici
nessuna pietà
procedere senza tanti riguardi
senza nessun riguardo
dice il cappellano
d’altro canto
(cerca qualcosa)
Dove ho messo la forcina

91
quella lunga signora Frölich
(Il Presidente apre la doccia)
La forcina
signora Frölich
(La signora Frölich si china a cercare la forcina)
Il cappellano è a favore di un procedimento rapido
da un lato
dall’altro
Ma il cappellano non è la Chiesa
(Il Presidente tossisce
La signora Frölich ha trovato la forcina, si raddrizza
La moglie del Presidente stringe la forcina tra le labbra
La signora Frölich le toglie la forcina di bocca)
Ha ragione
me lo faccia pure notare ogni volta
è una pessima abitudine
mettere le forcine in bocca
(Alla Frölich direttamente in faccia)
È una pessima abitudine
un’orrenda abitudine tanto diffusa
mettere le forcine in bocca
(alla Frölich in faccia)
Poi
subito dopo i funerali
devo andare in ditta signora Frölich
me lo ricordi
(La signora Frölich fa per dire qualcosa)
Non dica niente
Devo andare
contemporaneamente
in ditta
e all’Istituto di Medicina Legale
(guarda verso la cuccia vuota)
e imparare la mia parte

92
le mie battute
per lo spettacolo dei bambini
(Improvvisamente)
Dove è esposta la bara del colonnello
SIGNORA FRÖLICH Al Museo Militare
MOGLIE DEL PRESIDENTE Al Museo Militare
di lí
il corteo
partirà verso il Cimitero Centrale
SIGNORA FRÖLICH Verso il Cimitero Centrale
MOGLIE DEL PRESIDENTE Sarà una manifestazione imponente
contro l’anarchismo signora Frölich
dice il cappellano
PRESIDENTE (al massaggiatore)
Una bella frizione
frizionare bene
molto bene
cosí
(ride)
MOGLIE DEL PRESIDENTE Quando una ditta è grande
come quella
che io cosí com’è signora Frölich
ho portato in dote sposandomi
a volte signora Frölich
è difficile avere un’idea della situazione
Oscillazioni di borsa
pensionamenti
onorificenze
E i casi di furto signora Frölich
(La signora Frölich si china
La moglie del Presidente guarda per terra)
Deve essere lí

93

(La signora Frölich si alza con una forcina in mano)
E non la metta in bocca
non la metta in bocca
Una ditta come la nostra
induce la gente a rubare è naturale
Sapesse quanti impiegati
sono già stati sorpresi a rubare
Spesso ce ne accorgiamo solo dopo anni e anni
ma i furti vengono scoperti
Quanto poi a prendere i ladri
(guarda verso la cuccia vuota)
Cosa hai a che fare tu con tutte queste assurdità della politica
internazionale
(si china verso la cuccia vuota)
Tu
amor mio
cosa hai a che fare con tutto questo
(alla Frölich)
Attenta a non bruciarmi
il collare
Mi deve riportare il collare
Il collare
il suo bel collare
quello con le due borchie d’oro
(rivolgendosi alla cuccia vuota)
A me hanno portato via te
portato via
a me
gli anarchici hanno portato via te
(alla Frölich)
Ha sentito
il collare
e glielo tolga con delicatezza

94
(a testa china)
Mi fa orrore
quello che ho visto
negli Istituti di Medicina Legale
(alla Frölich in faccia)
Pensi un po’
il colonnello lo hanno portato
(guarda verso la cuccia vuota)
insieme
a lui
all’Istituto di Medicina Legale
(Il Presidente esce dal bagno, dietro di lui il massaggiatore.
Improvvisamente, ma in modo che tutti vedano chiaramente,
la moglie del Presidente afferra la Frölich per il polso
stringendoglielo fortemente, poi rivolta al marito dice)
Se non avessi lei
(Molla il polso della signora Frölich
Il Presidente ha solo un asciugamano avvolto intorno ai
fianchi. La signora Frölich va verso il Presidente con un
paio di mutande lunghe)
MASSAGGIATORE (s’inchina davanti al Presidente e dice)
La ringrazio signor Presidente
Arrivederci signor Presidente
(S’inchina davanti alla moglie del Presidente)
Arrivederci signora
PRESIDENTE (mentre la Fröhlich lo aiuta a infilare le
mutande lunghe, grida dietro al massaggiatore)
Domani non dimentichi
di portare lo spirito di melissa
lo spirito di melissa
(Il Presidente siede al tavolino da toeletta)
MOGLIE DEL PRESIDENTE (alla Frölich)
Faccia vedere il discorso

95
a mio marito
(prende dal tavolino il discorso funebre scritto dal nuovo
colonnello, lo dà alla Frölich che lo consegna al Presidente)
Scrive in bello stile
mi sembra
il nuovo colonnello
il tuo nuovo protettore
aiutante di campo
solo i vecchi
quelli a un passo dalla pensione
vengono destinati al tuo servizio
a servire il Presidente
(Il Presidente legge da cima a fondo il discorso)
Speriamo che il lavoro
del nuovo colonnello non consista solo
nella stesura di discorsi funebri
(Mentre sta leggendo, la signora Frölich infila al Presidente
prima la calza sinistra, poi la destra)
La Frölich ti ha stirato la fascia nera
Sanguina ancora la ferita
(Il Presidente si tocca la testa
La moglie del Presidente si alza e va verso di lui)
La ferita non sanguina piú
Un colpo di striscio
Appena appena di striscio
(lo bacia sulla fronte
indicando il testo del discorso)
Hai visto
la giusta espiazione
ci vuole la giusta espiazione
(Scoppia in una sonora risata e ritorna al suo tavolino da
toeletta, si siede)
La giusta espiazione
dice il cappellano

96
è una formula
assolutamente sciocca
PRESIDENTE (dopo che la Frölich gli ha messo tutte e due le
calze)
Le circostanze non hanno permesso
che io mi dedicassi alla mia occupazione prediletta
alle scienze naturali
mio figlio vi si dedica
no
no no
MOGLIE DEL PRESIDENTE Su diglielo alla Frölich
che nel trentaquattro
potevi scegliere tra due posti di ambasciatore
non le interessa
non le interessa piú
come non interessa piú a me
Perché nel momento decisivo
tu sei venuto nella capitale
e hai preso in mano tutto
(La signora Frölich pettina i capelli bagnati del Presidente)
Una conoscenza casuale
una personalità influente
dopo l’infelice esito della guerra
(imitando il marito)
Allora ho cominciato
a occuparmi ormai soltanto di Metternich
a leggere solo e soltanto Metternich
Sul carattere dinastico
Sulla federazione slava eccetera
Sulle potenze duplici
Su esseri a due teste
di cui uno è sempre
la parte piú attiva eccetera
Sulla svolta storica

97
L’identità eccetera
Secondo me
bisogna lasciare che la gente dica tranquillamente
quello che vuole
finché a noi lasciano fare
quello che vogliamo eccetera
con prudenza
e con pessimismo
(alla Frölich)
Ascolti mio marito
dice sempre le stesse cose
io ascolto quello che dice
ascolto sempre quello che dice
da trent’anni ripete
sempre le stesse cose
Popoli dominatori
Le due metà dell’Impero
Concessioni
e poi
L’azione piú sciagurata eccetera
e poi
verso le quattro del pomeriggio
mentre finge
di conversare con me
di intrattenermi
parlando del cancelliere Kaunitz
(La signora Frölich aiuta il Presidente a indossare la
maglietta, poi la camicia e gli spazzola la giacca del tight,
mentre il Presidente si abbottona la camicia
La moglie del Presidente truccandosi e guardandosi allo
specchio)
Tra poco
avranno sterminato
tutte le teste piú fini e piú lucide

98
PRESIDENTE Il nuovo colonnello
è un ufficiale eccellente
MOGLIE DEL PRESIDENTE Come il colonnello precedente
che non è stato in grado
di proteggerti
Avrebbe dovuto metterti in guardia
Avrebbe dovuto dirti
di non andare piú al monumento al Milite Ignoto
doveva prevedere
che gli anarchici
sarebbero passati all’attacco
(guardando verso la cuccia vuota)
Presto avranno sterminato
tutte le teste piú fini e piú lucide
dice il cappellano
(Guarda verso la finestra)
Guardare giú
e avere paura
(guardandosi allo specchio)
È l’ultima volta
che recito nello spettacolo per i bambini
All’improvviso ho la testa vuota
Non ricordo neanche una parola
Sono lí
e non ricordo neanche una parola
niente
e gli attori mi fissano con uno sguardo interrogativo
PRESIDENTE A me è sempre piaciuto
vederti recitare per i bambini
Non hai sviluppato
il tuo talento
Potevi arrivare a essere una grande attrice
Ricordatelo

99
(La signora Frölich aiuta il Presidente a indossare i
pantaloni del tight)
A me le donne
con talento di attrici
mi hanno sempre affascinato
quelle entusiaste di Shakespeare
di Molière
Personalmente a me interessa solo l’opera
(Esclama)
Gli spettacoli
MOGLIE DEL PRESIDENTE Dov’è che vi incontrate?
PRESIDENTE A Madrid
MOGLIE DEL PRESIDENTE A Madrid
non è complicato
incontrarla a Madrid
Potresti già partire con lei
PRESIDENTE Non bisogna dare nell’occhio tesoro
mai dare nell’occhio
(stende la gamba destra e si fa mettere la scarpa destra dalla
Frölich)
Mai dare nell’occhio
(stende la gamba sinistra
La signora Frölich gli mette la scarpa sinistra)
Lei è già a Madrid
Se non dovessi andare ai funerali
sarei già lí anch’io
una città molto elegante
(Alla Frölich)
Dovrebbe andarci una volta
e comperarsi un paio di scarpe
signora Frölich
le scarpe piú eleganti
le trova a Madrid

100
e a Lisbona
(La signora Frölich sistema la camicia al Presidente
Il Presidente alla Frölich)
Lei continua a portare
le scarpe
della sua defunta madre
signora Frölich
(le guarda le scarpe)
Sono scarpe del tutto fuori moda
Faccia un bel viaggio
a Madrid
MOGLIE DEL PRESIDENTE (guardandosi allo specchio)
Ancora una volta
e poi basta
mai piú
è l’ultima volta
che partecipo allo spettacolo
allo spettacolo
l’ultima volta
(guardando verso la cuccia vuota)
Ma quando uno comincia
a imbarcarsi in imprese del genere
non è piú capace di uscirne
PRESIDENTE Sapevi
che il dramma
si basa su un’idea dell’arcivescovo
Il primo abbozzo
era dell’arcivescovo
MOGLIE DEL PRESIDENTE (guardando verso la cuccia vuota)
Il mio piccolo critico teatrale
il mio povero piccolino
Stavi sempre a guardarmi
quando

101
studiavo la mia parte
davanti allo specchio
tu stavi a guardare
e ad ascoltare
aveva un orecchio finissimo
(al Presidente)
allora io vedevo subito
qui c’è qualcosa che non va
Il tono della voce
o l’espressione
In una parte del genere
è tutta questione di psicologia
dice il cappellano
(guarda verso la cuccia vuota)
Perché avevi un cuore tanto debole
Gli anarchici
ti hanno ucciso
I nemici dello Stato
Se avessero colpito lui
è te che hanno colpito
il colonnello
e perché avevi un cuore cosí debole
te
in un agguato
Ambizione
odio
nient’altro
(Alla Frölich)
Avvolga delicatamente la benda
intorno alla testa di mio marito
delicatamente
PRESIDENTE Molto delicatamente
signora Frölich
MOGLIE DEL PRESIDENTE Morto sul colpo

102
Uno sparo
e lui era morto
Povera bestia
non avevo neppure visto
che avevano colpito il colonnello
credevo
che avessero sparato a quella povera bestia
un colpo al cuore
(Guarda verso la cuccia vuota)
amor mio
fra le mie braccia
(si volta e mostra come)
cosí
l’ho lasciato cadere
cosí
per terra
la bestiola era morta
mi sono detta
e l’ho lasciato cadere per terra
(alla Frölich)
Capisce
buttato per terra
era morto
senza vita
(mostra ancora una volta come è avvenuto)
Cosí
cosí
(si guarda di nuovo allo specchio)
Era ancora caldo
Noi ce la siamo cavata con un grande spavento
DOMESTICA (entra)
Il signor colonnello
MOGLIE DEL PRESIDENTE Il signor colonnello entri pure
(dà un’occhiata all’orologio)

103
Quasi le dieci
(La domestica esce)
Quando sono i funerali signora Frölich
SIGNORA FRÖLICH Alle undici
signora
PRESIDENTE Tutti i funerali
sono alle undici
tutti i funerali di Stato
(Il colonnello entra con una cartella portadocumenti, si
inchina davanti alla moglie del Presidente, poi davanti al
Presidente)
Venga colonnello
venga
MOGLIE DEL PRESIDENTE (al colonnello)
Ha preso gli autori dell’attentato
COLONNELLO No signora
MOGLIE DEL PRESIDENTE No
non li ha presi
PRESIDENTE Non ancora
(Il Presidente con un cenno chiede al colonnello di
mostrargli i documenti)
COLONNELLO Proposte di grazia
signor Presidente
Tre proposte di grazia
Il cancelliere ha già firmato
le proposte di grazia
MOGLIE DEL PRESIDENTE (truccandosi)
Il cancelliere ha firmato
Il cancelliere ha firmato
ma il Presidente non firma
mio marito non firma
(al Presidente con veemenza)
Nessuna grazia

104
Nessuna grazia
(La signora Frölich con il vestito nero si ferma davanti alla
moglie del Presidente)
Niente grazia
Che razza di gente è
COLONNELLO (mentre il Presidente scorre gli atti)
Gente condannata all’ergastolo
signora
ergastolani
MOGLIE DEL PRESIDENTE Quindi casi gravi
COLONNELLO Casi molto gravi
MOGLIE DEL PRESIDENTE Queste amnistie di Natale
non le ho mai potute sopportare
Appena viene novembre
arrivano anche le proposte di grazia
(al Presidente)
Guai a te
se firmi
Niente grazia a nessuno
Nessuna grazia
(Il colonnello chiude la cartella)
Non è il momento adatto
per concedere la grazia
niente grazia
niente grazia
(alla Frölich)
Cosa sta lí a fare
su mi metta il vestito
(La signora Frölich infila il vestito alla moglie del
Presidente che nel frattempo dice)
Queste amnistie le ho sempre odiate
Adesso no
non adesso

105
(rivolta allo specchio)
Mai
(Indossato il vestito si volta verso il Presidente)
Niente grazia
È incredibile
(Si volta verso la cuccia vuota e vi guarda dentro)
Proprio quando
mi hanno portato via il mio tesoro
(al colonnello)
Lei può andare
Vada pure
A proposito
il suo discorso è un capolavoro
il discorso per il suo predecessore
un capolavoro
(Il colonnello esce, continuando a inchinarsi
La moglie del Presidente gli grida dietro)
Un capolavoro
un capolavoro
(rivolta alla cuccia vuota)
un capolavoro
(al Presidente)
Queste concessioni di grazia sono anacronistiche
anacronistiche
anacronistiche
(stende la gamba destra
La signora Frölich le infila la scarpa destra)
Anacronistiche
(stende la gamba sinistra
La signora Frölich le infila la scarpa sinistra)
Non saremmo dovuti andare
al monumento al Milite Ignoto
(al Presidente direttamente)
Chiederti

106
di graziare gente condannata all’ergastolo
in questo momento
(guarda verso la cuccia vuota)
è di pessimo gusto
(Il Presidente si passa le bretelle sopra le spalle)
Perché a me
era venuta l’idea
di andare al monumento al Milite Ignoto
laggiú
(guarda verso la finestra)
mentre a dire la verità
avevo intenzione
di comperarmi un cappello nuovo
(alla Frölich)
Non un cappello nero signora Frölich
non creda
non un cappello nero
niente di nero
Andare in città
dalla modista
ma invece che dalla modista
sono andata negli uffici della Presidenza
(al Presidente)
E ti ho fatto venire al parco con me
al monumento al Milite Ignoto
(guarda verso la cuccia vuota)
Com’era contento quel poverino
è partito di corsa
è scappato via subito di corsa
girando attorno al monumento
Improvvisamente uno sparo
Io ho buttato via quella bestiola
(mostra come)
l’ho buttato via cosí

107
cosí
PRESIDENTE Il colonnello
è morto
sul colpo
a soli venti passi dal punto
dove venti anni fa
hanno assassinato il cancelliere
MOGLIE DEL PRESIDENTE È arrivato il momento
in cui tutto verrà ribaltato
dice il cappellano
In ogni individuo
c’è un anarchico
Se una testa è lucida
è una testa anarchica
Forse
dice il cappellano
questa è già la rivoluzione
(alla Frölich)
Cambi le lenzuola al letto di mio marito
deve avere ogni giorno lenzuola fresche
sporca tutto di sangue
Di notte
senza la benda
(al Presidente)
È solo un leggero graffio
alla testa
cosí lieve
che non si vede nemmeno piú
però
(Il Presidente si lima le unghie e poi si passa sul viso una
crema per la pelle
La signora Frölich pettina la moglie del Presidente)
Lei è stata a guardare
mentre io con il macellaio

108
Lei lo ha visto
un giorno o l’altro lei parla
al momento giusto lei parlerà
finora
ma poi
mio marito sa di questa storia
e se devo essere sincera
è stata un’idea del cappellano
Se mio marito
se la spassa con attrici di terz’ordine
di notte
Lui sa cosa faccio io
non abbiamo segreti
badi bene però
non deve nemmeno accennarne a mio marito
Come le sta bene questo vestito
Sembra una figlia della rivoluzione
I vestiti che io smetto di portare
Le stanno magnificamente
Lei porta talmente bene i vestiti che io non porto piú
(al Presidente)
Non trovi
che i vestiti che non porto piú
le stanno magnificamente
(alla Frölich)
È il suo destino signora Frölich
rifiorire
vestita di quello che la sua padrona ha smesso di portare
Che enorme differenza tra noi due
(Guarda verso la cuccia vuota, poi)
Il cane non c’è piú
non c’è piú il cane
Ha mani cosí delicate signora Frölich
(afferra improvvisamente la Frölich per una mano fino a

109
farle male
Il Presidente si volta a osservare la scena
La moglie del Presidente lascia andare la Frölich)
Una faccia cosí dura
e mani cosí delicate
Come una padrona
Ma c’è qualcosa di ripugnante
nel suo modo di pettinarmi
nel modo con cui mi aiuta a vestirmi
Nel modo con cui entra dalla porta
Quando lei entra
penso ogni volta
perché mai entra proprio adesso
Lei però non dà nessuna spiegazione
in vent’anni
non ha mai spiegato niente
(Continua a prendere in mano dei gioielli e a rimetterli sul
tavolino)
Lei mi tormenta
come io tormento lei
(si volta a guardare il Presidente)
e tutte e due tormentiamo lui
Lei lo fa inconsapevolmente
io lo faccio consapevolmente
seguendo un piano ben preciso
E lui tormenta tutti
(Prende in mano il ritratto del cane e lo rimette sul tavolino
da toeletta)
tutti capisce
lui ha il potere
di tormentare tutti
Tutto è tormento
ambizione
odio

110
nient’altro
A detta del cappellano
non c’è che assurdità
fra gli uomini
PRESIDENTE Il colonnello
avrà una tomba con monumento
MOGLIE DEL PRESIDENTE Come l’hanno solo gli artisti
i poeti i compositori
gli artisti di fama internazionale
(tira fuori la lingua
Il Presidente tossisce)
Le strade
dove passa il corteo funebre
sono bloccate
e su tutti gli edifici pubblici
sono esposte bandiere nere
E le scuole sono chiuse
signora Frölich
PRESIDENTE C’è mancato un pelo
MOGLIE DEL PRESIDENTE C’è mancato un pelo
e il Presidente sarebbe morto
una morte teatrale
patetica
politica
(alla Frölich)
Sono sfinita
sfinita
Il protocollo è spietato
Non è facile
essere la moglie del Presidente
per non dire il Presidente stesso
(Il Presidente raccoglie il suo colletto da terra e lo fissa alla
camicia)

111
Da metà ottobre
non portiamo altro che vestiti neri
e ogni secondo giorno le strade principali
sono chiuse perché c’è un corteo di Stato
E presto moriranno a centinaia
dice il cappellano
le alte personalità civili
ed ecclesiastiche
Perché la natura reclama i suoi diritti
È l’ora della mietitura
dice il cappellano
È l’ora della mietitura
(si mette dritta davanti allo specchio)
Ma il nero mi sta bene
bene
molto bene
SIGNORA FRÖLICH Il nero le dona
signora
MOGLIE DEL PRESIDENTE Lei sa esattamente
quello che voglio sentir dire
Ecco com’è lei
mi dice sempre
quello che voglio sentir dire
e mi tormenta
(afferra una mano della signora Frölich e la tiene stretta)
ma non si può
(Lascia andare la mano della Frölich)
andare sempre in giro
vestiti a lutto
PRESIDENTE Il colonnello era un uomo d’oro
tutti i suoi cinque figli
mi ha detto
voleva mandarli all’Accademia Militare

112
MOGLIE DEL PRESIDENTE (prende un biglietto d’ingresso dal
tavolino)
La Società degli Amici della musica
continua a mandarmi i biglietti
per i concerti alla Filarmonica
L’arte della fuga signora Frölich
Johann Sebastian Bach
(dà il biglietto alla Frölich)
Una proletaria
seduta al posto del Presidente
Ma non perda il biglietto
Una delle sue colleghe
una volta ha perduto il biglietto
(La signora Frölich infila il biglietto nel vestito)
La gente
lascia la campagna
e viene in città
sperando di trovare un po’ di sollievo
ma la città non dà sollievo
nessun sollievo
(Al Presidente)
non dà sollievo la città
(alla Frölich)
Lo vede anche lei
che tristezza c’è adesso
nelle città
E presto a dominare sarà effettivamente
l’anarchia
dice il cappellano
Ricorda
c’è stato un periodo
in cui lei pettinava a turno
me
e il cane

113
su mio ordine
PRESIDENTE È un gigantesco complotto di carta
ordito contro di noi
tutti i giornali
proprio tutti
un enorme complotto fatto di carta
(La signora Frölich spazzola il cilindro del Presidente)
MOGLIE DEL PRESIDENTE (guarda verso la cuccia vuota)
Adesso mi manchi
ma c’è ancora il tuo odore
riesco a sentire il tuo odore
(alla Frölich)
Il suo mortale nemico
è morto
morto
(si guarda allo specchio)
la mia voce è di nuovo
completamente secca
Sciroppo per la tosse
sciroppo per la tosse
(alla Frölich)
Quando dà lo sciroppo per la tosse a mio marito
dia anche a me un po’ di sciroppo per la tosse
(al Presidente)
A forza di tenere discorsi funebri
hai la voce rauca
(guardandosi allo specchio e parlando a se stessa)
E poi
improvvisamente
scordare il testo
Perché tutti questi spettacoli per i bambini
è che stiamo diventando tutti
vecchi
e rammolliti

114
(al Presidente)
Il ricavo servirà per acquistare
quattro sedie a rotelle
(A partire da questo momento la signora Frölich avvolge
lentamente la benda nera intorno alla testa del Presidente)
di produzione tedesca
In Germania la produzione di sedie a rotelle
è all’avanguardia
Sta tornando
la paralisi infantile
e la tubercolosi
improvvisamente
(prende il ritratto del cane e lo rimette sul tavolino da
toeletta)
tutti prendono di nuovo
la tubercolosi
e la paralisi infantile
I sanatori sono strapieni
Alla tua attrice
la signorina Gerstner
hanno offerto una parte ho sentito
in un dramma classico
una parte secondaria comunque
(tira fuori la lingua, si mette una collana di perle)
Torna la stagione delle commedie
Appena le giornate diventano piú cupe
a teatro si recitano commedie
Ma gli si dovrebbe vietare di allestire commedie
in un periodo come questo
Non era meglio seppellire il colonnello in forma strettamente
privata
Funerali di Stato
Perché allo Stato fa comodo cosí
Il cappellano dice

115
che non c’è nulla di piú penoso dei funerali di Stato
o comunque di tutti i funerali pomposi
organizzati per le personalità di primo piano
In forma strettamente privata
(si toglie la collana e torna a posarla sul tavolino da
toeletta)
Ormai conosco quasi
tutti i cimiteri
E tutti i discorsi
Il discorso del nuovo colonnello
è uguale ai discorsi del colonnello precedente
Non credi
che gli anarchici
non dovrebbero far altro che aspettare
stare a guardare senza muovere un dito
perché quelli che loro vogliono sopprimere
si estinguono da sé
si estinguono
si estinguono
(riprende in mano la collana e la accosta al collo)
Le personalità politiche
muoiono a frotte
non è necessario ricorrere alla violenza
muoiono da sé
(Depone definitivamente la collana sul tavolino da toeletta
La signora Frölich ha aiutato il Presidente a indossare il
gilet e la giacca, il Presidente si alza, la Frölich gli spazzola
l’abito da capo a piedi, gli mette il cilindro in testa)
PRESIDENTE Dov’è il discorso
signora Frölich
(La signora Frölich gli consegna il discorso che il
Presidente infila in tasca)
MOGLIE DEL PRESIDENTE (si alza, dopo aver dato uno
sguardo alla cuccia vuota)

116
Le personalità piú importanti
muoiono a frotte
muoiono da sé
(Il Presidente e sua moglie vanno verso il centro della scena
La signora Frölich toglie il velo dall’appendiabiti e lo posa
sopra il capo della moglie del Presidente
Il Presidente e sua moglie si abbracciano
Un sasso lanciato dall’esterno manda in frantumi una
finestra
Tutti rimangono immobili dallo spavento
Si spalanca la porta)
COLONNELLO (entra e dice)
Il corteo sta aspettando
signor Presidente

(Sipario)

117
Scena terza

Hotel Inglaterra
Il Presidente e l’attrice seduti a un tavolo, ridono
Entra in scena il cameriere e sparecchia
Il Presidente e l’attrice scoppiano a ridere

PRESIDENTE (si pulisce la bocca con il tovagliolo)


Quando a piedi nudi
ti sei messa a correre
a rompicollo
Giú nella valle il colonnello
ci stava aspettando
ha pensato a una disgrazia
Ti ricordi
quando su quella panca accanto ai nanetti di pietra
hai declamato la tua parte
declamato
ATTRICE (batte con la mano sul piano del tavolo)
Declamato
PRESIDENTE (fumando il sigaro)
A memoria
I miei piedi
non puoi immaginare
i miei piedi
ma non mi sono tolto le scarpe
non me le sono tolte

118
ATTRICE A uno che porta sempre gli stivali
e non è abituato alle scarpe
le scarpe gli fanno male
quando corre a rompicollo
PRESIDENTE Quando è costretto a farlo
costretto
costretto bambina mia
costretto a farlo
(Il Presidente e l’attrice scoppiano a ridere
Il cameriere apre una bottiglia di champagne dopo averne
messe parecchie sotto il tavolo)
Il tempo bambina mia
non lo si può far tornare indietro
(cita Voltaire)
Niente è piú lungo
del tempo
perché esso è la misura
dell’eternità
Niente vi è di piú breve
infatti ci viene a mancare
in ogni nostra impresa
nulla trascorre piú lentamente
per chi sta aspettando
e piú velocemente
per chi sta godendo
(Il cameriere versa lo champagne prima all’attrice, poi al
Presidente)
il tempo può dilatarsi fino ad avere una grandezza infinita
e si può suddividere in parti di una piccolezza infinita
tutti gli uomini lo considerano
poco importante
ma tutti rimpiangono
di averlo perduto
nulla può accadere aldifuori del tempo

119
esso fa sprofondare nell’oblio
tutto ciò che non è degno di arrivare ai posteri
(alzando la testa)
ma a tutto ciò che è grande
concede l’immortalità
(al cameriere)
Lei può andare
Ci lasci soli
soli
(Il cameriere esce con le stoviglie tolte dal tavolo
Il Presidente bacia l’attrice sulla guancia)
Ti ricordi
poi siamo andati a Estoril
a piedi
Il colonnello
aveva subito pensato a una disgrazia
Questa gente pensa subito a una disgrazia
se non sono puntuale
pensano
è successa una disgrazia
li addestrano per questo
il colonnello precedente
era innamorato di Oporto
il colonnello precedente
quello nuovo non era mai stato sull’Atlantico
Questa gente che vede l’Atlantico
per la prima volta
qui dalla costa sudoccidentale del Portogallo
rimane immediatamente sconvolta
dallo spettacolo
(improvvisamente solleva la tovaglia)
È lo stesso tavolo
ecco qui
vedi

120
è lo stesso tavolo
(indica all’attrice un punto sul piano del tavolo)
Qui
ho inciso qualcosa
Le nostre iniziali
la volta scorsa
Tu eri ubriaca bambina mia
allora io
vedendo
che ti eri addormentata
guardandoti dormire
ti eri addormentata
dalla stanchezza
quando siamo tornati da Sintra
ho inciso le nostre iniziali
è effettivamente
lo stesso tavolo
(lascia ricadere la tovaglia)
Ho detto
voglio che sia lo stesso tavolo
Avrebbero potuto sostenere
che era lo stesso tavolo
ma non lo è
invece è lo stesso tavolo
Questi sono gli alberghi piú straordinari
di tutta Europa
diretti in modo rigoroso e severo
Tutto questo lusso bambina mia
Perché vivere
se non possiamo
godere di questo lusso
di tanto in tanto bambina mia
godere di un lusso del genere
in santa pace

121
(bevono tutti e due)
Desideravo stare con te
nella stessa suite
(ride)
e pranzare con te
allo stesso tavolo
Le lettere incise qua sopra lo dimostrano
è lo stesso tavolo
(grida verso la porta)
Colonnello
COLONNELLO (compare sulla porta)
Signor Presidente
PRESIDENTE Vada a dormire
colonnello
Non ho piú bisogno di lei
non abbiamo piú bisogno di lei
(all’attrice)
Non è vero bambina mia
non abbiamo piú bisogno del colonnello
Buona notte colonnello
Domani mattina alle nove dal Presidente
senta
bussi alla porta alle sette e mezzo
Vedrà cos’è il cerimoniale portoghese
rimarrà di stucco colonnello
buona notte colonnello
COLONNELLO (si inchina)
Buona notte signor Presidente
(esce)
PRESIDENTE E un tipo del genere
sarebbe la mia guardia del corpo
guardia del corpo
(L’attrice ride)

122
E quando siamo andati alla corrida
non nell’arena in città
in un villaggio
In Portogallo
il toro non lo uccidono
e combattono a cavallo
non a piedi come in Spagna
Ho giocato uno scherzetto
al cerimoniale
il Presidente s’è fatto una bella risata bambina mia
quando gli ho raccontato della mia scappatella
della scappatella di noi due
il Presidente del Portogallo bambina mia
s’è fatto una gran bella risata
(la bacia sulla guancia)
La ragazza di campagna
che viene in città
e rende felice il Presidente
la ragazzina di campagna
una ragazza giovane giovane
che viene da un freddo e tetro villaggio di montagna
Perché ha talento
ed energia
Come me
anch’io avevo talento ed energia
la cosa piú importante
è che uno nel momento decisivo
prima o dopo
ma mai troppo tardi
abbia talento
e che costui
questa è la cosa piú importante bambina mia
non oltre i ventun’anni scopra
di avere talento

123
e che si riconosca
che ha talento
anche il mondo esterno deve vedere questo talento
bambina mia
vedere che questa persona di talento
ha un particolare talento
perché costui da parte sua
deve concentrarsi
su un particolare talento
L’essenziale è che una persona di questo genere
impegni tutte le sue energie
affinché questo suo talento appena scoperto e riconosciuto
si traduca in realtà
Quello che conta è tradurlo in realtà
Niente tappe intermedie
solo se è costantemente tesa
a realizzare il suo talento
una persona del genere va avanti
Soprattutto non perdere mai la pazienza
deve dire a se stesso
uno che ha scoperto il proprio talento
tanto piú una creatura come te
che per prima cosa ha da dire a se stessa devo andarmene via
andarmene via dai genitori
via dalle montagne
andarmene in città
e se possibile salire immediatamente sul palcoscenico
dove un talento del genere può svilupparsi
L’arte drammatica
è un’arte
che non si sviluppa lentamente bambina mia
è un’arte senza tanti preamboli
Uno riconosce il proprio talento e lo traduce in realtà
tutto il resto sono stupidaggini bambina mia

124
Io stesso
come tutti sanno
vengo dal basso
anche se non dalla campagna
ma da molto in basso
Come te anch’io vengo dal basso
e già molto prima dei vent’anni ho scoperto
in cosa consisteva il mio talento
e non solo talento bambina mia
talento politico bambina mia
non avevo ancora dieci anni
quando scoprii
di essere fatto per la politica
di avere un talento decisamente politico
In te invece c’era già la natura di artista
e tu hai scoperto tempestivamente
questa natura di artista dentro di te
Hai trovato l’energia per togliere di mezzo
ogni ostacolo
usando un metodo a te congeniale
Prima di tutto bisogna avere idee chiare in testa
chiarezza in testa capisci
e quella intransigenza che è necessaria
per avere chiarezza in testa capisci
soprattutto intransigenza verso se stessi
Staccarsi dalle abitudini
dai modi tradizionali
non è un gioco da bambini
staccarsi da tutto ciò che impedisce a un talento
di svilupparsi
di diventare un’arte
diventare arte bambina mia
Perché dal momento in cui un talento
viene scoperto

125
non deve perder tempo a sviluppare questo talento
E il coraggio
di indispettire la gente
di indispettire tutti
è assolutamente indispensabile
Di punto in bianco devi fare cose
che prima non eri in grado di fare
passar sul cadavere della gente
per il tuo talento
per dar vita alla tua arte
E niente sentimentalismi bambina mia
E nessuna tregua bambina mia
E nessun trucco
Niente trucchi
(vuota il bicchiere e si versa da bere)
Per un individuo del genere deve essere indifferente
tutto quello che succede intorno a lui
tutto
capisci
tutto
E la forza di volontà
Tutto a un tratto ho avuto l’idea
di agire politicamente
di diventare un uomo politico
e con questa idea mi sono intrufolato tra la gente
con nient’altro in mezzo alla gente se non con questa idea
E tu ti sei detta
io voglio diventar un’attrice
naturalmente una grande attrice un’attrice famosa famosa in
tutto il mondo
le vie della politica sono le stesse vie
di quelle dell’arte
sono lastricate di intransigenza
e di brutalità

126
e cosí sei arrivata al teatro piú grande e piú famoso
al teatro piú prestigioso bambina mia
(la bacia sulla guancia)
La meta non è mai troppo alta
la meta deve essere sempre la piú alta possibile
mai una meta al di sotto di quella piú alta bambina mia
sempre la piú alta possibile
Se uno fa politica
deve diventare Presidente
capo dello Stato
dittatore
Se una fa l’attrice
deve diventare la piú brava di tutte
la piú brava
la piú brava di tutte
un’attrattiva
che può essere un’attrattiva mortale
un’impresa enorme a favore degli altri
un’impresa incredibile a favore degli altri
ma chi è la gente
chi sono gli altri
deve chiedersi un individuo del genere
cos’è tutto questo rispetto al mio talento
e rispetto alla mia forza di volontà
cos’è tutto ciò che mi sta d’intorno
fosse anche il mondo intero
rispetto alla meta che mi sono prefisso
(vuota il bicchiere, si alza e stappa una bottiglia)
Capo dello Stato
bambina mia
(Versa da bere a tutti e due)
Constatare le proprie capacità
e impiegarle contro le proprie incapacità
con le proprie capacità distruggere e annientare le proprie

127
incapacità
e utilizzare sempre le capacità contro le incapacità
Passare attraverso il lerciume politico come attraverso quello
artistico
passare sempre attraverso il lerciume
Il mondo è lerciume
nient’altro
E camminare attraverso questo lerciume come attraverso uno
stato
di totale incoscienza
camminare e continuare a camminare bambina mia
Che io da giovanissimo
sia diventato ministro
ufficiale
ministro
e abbia sposato una donna di famiglia benestante
l’abbia trovata e sposata
e insieme a lei abbia sposato anche il suo ambiente sociale
Questo è stato solo un primo passo
un primo passo è stato
E poi la vita assume un grado di difficoltà sempre piú
difficile bambina mia
Io stesso ho cominciato incassando le quote sociali
degli iscritti al nostro partito
come tu hai cominciato dall’operetta
in un teatro di provincia
in cui il genio
si riconosce tale
E poi Metternich
Metternich
Metternich
E tu Shakespeare
sempre e continuamente Shakespeare
e Goethe

128
In una stanza senza riscaldamento
la meta sempre davanti agli occhi
e lottando contro il mondo intero bambina mia
Una persona di talento
e tanto piú un genio
sia politico che artistico
ha sempre il mondo intero contro di sé
e agisce sempre contro il buonsenso
ascolta quello che si dice
ma fa qualcosa di diverso
ascolta
e vede
e va sempre
nella direzione opposta
Come te che in effetti hai agito sempre contro ogni
buonsenso
(la bacia sulla guancia)
Tutti ti hanno messo in guardia
come hanno continuamente messo in guardia me
(vuota il bicchiere)
Anche se le tue qualità non sono riconosciute al cento per
cento
per me sei la piú grande di tutte
Sei la Duse del nostro tempo
Facciamo un brindisi
brindiamo a colei che è la Duse del nostro tempo
(versa da bere a tutti e due
alza il bicchiere)
Fino all’ultimo sorso
fino all’ultimo sorso
fino all’ultimo sorso bambina mia
(vuotano ambedue il bicchiere
versa da bere a tutti e due)
Alla Duse del nostro tempo

129
E anch’io posso ben dire
di non essere un uomo insignificante
Ho avuto tutte o quasi tutte le onorificenze che esistono
Ho l’ordine pontificio di San Silvestro
Ho tutti gli ordini pontifici
ATTRICE Sei il piú grande
di tutti gli uomini di Stato
di tutti i politici
PRESIDENTE Degli uomini di Stato
dei politici
ATTRICE Il piú grande di tutti
PRESIDENTE E tu sei la piú grande attrice
del nostro tempo
Se questo paese
fosse piú grande di quello che è
allora questo paese
allora questo Stato
sarebbe adeguato alle mie capacità
(alza il bicchiere e beve)
ATTRICE Sei arrivato ad avere
tutto quello che si può avere nel tuo campo
PRESIDENTE La politica
è l’arte suprema bambina mia
È piú grande di tutte le altre arti messe insieme
non la si vede
ma essa modifica il mondo ininterrottamente
Subito dopo viene l’arte drammatica
ATTRICE E poi
PRESIDENTE Poi viene la pittura
Rembrandt
Rubens
Delacroix
ATTRICE E poi

130
PRESIDENTE La poesia bambina mia
la poesia
E la musica
la musica bambina mia
Ma io
nelle arti
non ho alcuna competenza
Per quanto mi riguarda
l’arte somma e suprema
è l’arte politica
Cesare
Napoleone
Metternich bambina mia
(alza il bicchiere)
Metternich
brindiamo a Metternich
(l’attrice alza il bicchiere)
A Metternich
(bevono)
Ed è necessario bambina mia
coltivare sempre e nello stesso tempo
la teoria e la pratica
Per quanto mi riguarda
avrei dovuto indubbiamente vivere
in un’epoca del tutto diversa
in un’epoca
in cui avrei potuto realizzare
quello che sono destinato a essere
in quest’epoca io non posso realizzare
quello che ho in testa
ATTRICE Tu sei un dittatore
PRESIDENTE Un dittatore
un dittatore

131
Questo paese è troppo piccolo per me
lo Stato è troppo piccolo per me
per me tutto è troppo piccolo e troppo stretto
un uomo della mia capacità non fa un passo avanti
Tutto quello che ho in testa
non può che intristire
ATTRICE Dittatore
PRESIDENTE Questo paese non merita di avere mio marito
ha detto mia moglie
all’ambasciatore messicano
Vorrei essere nato
in un paese del tutto diverso
ed essere diventato Presidente in un paese del tutto diverso
(beve)
Ma adesso
all’improvviso
Gli anarchici bambina mia
Bisogna stare in guardia
Io vivo rischiando la vita
tutti vivono rischiando la vita
ATTRICE Rischiando la vita
PRESIDENTE Perché ho allentato troppo
i freni
La Chiesa
I preti
La plebaglia
La plebaglia popolare bambina mia
Il colonnello poteva senz’altro cavarsela
e essere io la vittima
Ci sono stati tanti tentativi
di eliminarmi
Ma prima che io sia eliminato
saranno eliminati molti anarchici

132
eliminati
eliminati
(vuota il bicchiere, torna a versarsi da bere)
La società reclama letteralmente a gran voce
l’uomo forte
che metta ordine
ordine bambina mia ordine
è questo
ordine e nient’altro bambina mia
mettere ordine in questo enorme disordine
che sta espandendosi ovunque
e avvelena tutto
avvelena tutto
Metter ordine
D’altro canto
noi siamo fortunati
(la bacia sulla guancia)
ce ne stiamo qui tranquilli
Qui stiamo tranquilli
La costa atlantica
e l’aria della costa atlantica
(improvvisamente)
Non hanno ancora preso i responsabili dell’attentato
Cosa sta a fare la polizia
ATTRICE Sempre piú atti di terrorismo
PRESIDENTE Capisci bambina mia
Questa è una sciagura
Cosa ci sta a fare il ministro degli Interni
Se entro domani mattina i responsabili dell’attentato non
sono in arresto
in arresto bambina mia in arresto
faccio sostituire
il ministro degli Interni e il capo della polizia
li faccio sostituire

133
ATTRICE Sostituire
PRESIDENTE Sostituire
faccio sostituire tutti i ministri
Formo un nuovo governo
un nuovo governo
(alza il bicchiere
invita l’attrice ad alzare anche lei il bicchiere
Tutti e due alzano il bicchiere)
C’è mancato un pelo mia cara
e io adesso non sarei a Estoril
L’attentato è il motivo
per cui sono qui
Tu hai subito uno choc
ha detto mia moglie
parti per Estoril
ha detto
E lo ha detto soltanto
perché io me ne andassi
perché lei stessa potesse andarsene in montagna
con il suo macellaio
O se ne va in montagna con il cappellano
Con il macellaio
o con il cappellano
a me non importa con chi va in montagna
l’essenziale è che io sia a Estoril con te bambina mia
(beve)
Duemila poliziotti soltanto per fare da guardia
alla mia persona
E tu bambina mia
mia piccola attrice
con il passaporto diplomatico
e sotto l’esplicita protezione del Presidente
Dopodomani andiamo a Sintra
in via ufficiale

134
ce la godremo
Ricordi quando l’anno scorso a Sintra
ho dato una lavata di capo al cameriere
una lavata di capo
dapprima in francese
ma lui non ha capito
poi in inglese
neanche cosí capiva
alla fine in portoghese
Di notte
io e mia moglie
non dormiamo insieme
da vent’anni ormai
quando è a letto
lei pensa al suo macellaio
da un lato al macellaio
dall’altro al cappellano
tutti e due le passano di notte per la testa
e lei non riesce a congiungerli nella sua testa
ma non arriva nemmeno a impazzire
in una situazione del genere
E se una volta tanto sta con me
in realtà sta con il macellaio
o con il cappellano
Questo spiega il suo crescente nervosismo
Da questo dipendono anche le torture
inflitte alla servitú
Ambizione
odio
paura
nient’altro
Negli ultimi tempi anche il cane
era stravolto
perché quando nella sua testa

135
non riusciva piú a sopportare il cappellano e il macellaio
lei si rifugiava dal suo cane
e allora dei suoi due amanti
dell’amante spirituale e dell’amante carnale
diceva che il cane per lei era tutto
A quell’età bambina mia
questa è una pericolosa tendenza a giocherellare con la
perversità
estremamente spiccata in una persona come mia moglie
Adesso le hanno tolto il cane
Ho sempre odiato
quella bestia inutile
io odio le esistenze inutili
Non sono un amante degli animali
non amo né gli uomini né gli animali
Questi corpi di animale
che non sanno ormai neanche piú abbaiare
e sono solo sparpagliati qua e là come oggetti decorativi
a cui bisogna dare da mangiare
per niente
(esclama)
Gli ha preso un colpo
Un colpo al cuore
quando il primo sparo diretto contro di me
ha colpito il colonnello
che è morto subito
al cane è venuto un colpo al cuore
Due vittime innocenti
il colonnello e il cane
(Esclama)
È corsa all’Istituto di Medicina Legale
dal suo cane
Il colonnello
steso sul tavolo anatomico vicino al cane

136
lei non lo ha neanche guardato
L’odore schifoso
che aveva sempre quella bestia
La nostra camera da letto era appestata dall’odore del cane
il palazzo intero
era appestato dall’odore di quel cane
Un odore disgustoso
Piccolo e inutile
e senza pedigree
una razza schifosa
Preso al canile
e portato al palazzo con l’auto presidenziale
e per giorni settimane e mesi non ci fu che il cane
Tutto il personale comandato a bacchetta
per preparare il cibo al cane
Un trovatello bambina mia
un trovatello che per qualche tempo
l’ha fatta da padrone nel palazzo presidenziale
A suo marito faceva provare le pene dell’inferno
ma al cane faceva le coccole
La morte del colonnello non l’ha affatto colpita
non l’ha sconvolta per niente
Tutti in fondo dobbiamo morire
ma il cane
È andata di malavoglia ai funerali del colonnello
in testa aveva solo le cerimonie
per la sepoltura del cane
farlo bruciare
o seppellire
questo era il suo problema
Consapevole
di essere in ogni caso abbandonata a se stessa
con l’andare del tempo
aveva consacrato la sua vita al cane

137
e al denaro
E il cappellano l’ha sostenuta in tutto questo
con la sua filosofia insensata
Quello crede sempre di dover parlare
di creature innocenti
di tragedia e di grandezza morale
e lei ripete come un pappagallo quello che lui dice
Non capisce quello che lui dice
ma lo ripete tutto come un pappagallo
se il cappellano dice un cane è una creatura innocente
lei lo ripete come un pappagallo
se il cappellano dice tutti gli uomini sono uguali
lei lo ripete come un pappagallo
se il cappellano pronuncia la parola grandezza morale
lei lo ripete come un pappagallo
tutto quello che lui dice sul socialismo
lei lo ripete come un pappagallo
quello che lui dice della religione
della filosofia
della scienza
E se lui si arrampica sulle montagne e arriva in cima e da
lassú guarda in giú
lei si arrampica con lui e da lassú guarda in giú
Ma è troppo stupido per essere una spia
è uno stupido uomo di Chiesa
che fa impazzire le donne
Il macellaio l’attrae per la sua totale grossolanità
una volta l’ho visto
uscire dalla porta di servizio
scendendo dalla scala dei diplomatici
mentre io tornavo a casa
dopo uno spettacolo di balletto
alle due e mezzo di notte
ATTRICE Dopo uno spettacolo di balletto

138
PRESIDENTE Il lago dei cigni
Il lago dei cigni
era Il lago dei cigni
Aveva addosso la giacchetta da macellaio
era entrato nel palazzo presidenziale
con addosso la giacchetta da macellaio
è incredibile
entrare nel palazzo presidenziale con la giacchetta da
macellaio
Quando mangia con tanta lentezza
E sempre con lo sguardo diretto aldilà della mia testa verso il
Cranach
appeso alle mie spalle
sta sempre pensando unicamente al macellaio
con la sua giacchetta da macellaio
In società ha lo sguardo assente
perché in testa ha sempre e soltanto il macellaio
ATTRICE O il cappellano
PRESIDENTE O il cappellano
Lei lo sa io odio il cappellano
e perciò il cappellano me lo ritrovo ogni momento a pranzo
da noi
Quando arrivo per il pranzo
il cappellano è già seduto a tavola
sempre con un libro davanti al petto
di cui poi legge qualche pagina
e sono sempre delle cattiverie
delle frivolezze ecclesiastiche
Poi arrivano i cibi piú squisiti i migliori
Fa un bell’effetto
quando in fondo alla tavola
c’è quella chiazza nera di ecclesiastico
Di tanto in tanto è molto divertente

139
quello che dice
sulle missioni per esempio
sulla strage di monache in Etiopia per esempio
È un’ottima risorsa
quando la conversazione langue
Non se ne va mai
senza che mia moglie di nascosto
non gli abbia passato un assegno
Quando gli porgo la mano
se gli do la mano
si sente frusciare la carta dell’assegno nella giacca
Una somma di quattro o cinque cifre
verso Natale anche di sei
Un tipo molto scaltro
che continua ad andare in giro parlando della povertà della
Chiesa
D’inverno va a Saint Moritz e si intrufola
naturalmente in borghese
in mezzo alla mondanità
e anche mia moglie è lí
e si fa sciolinare gli sci da lui
lei sta in parte con il cappellano
in parte con il macellaio
Da molto tempo tra me e mia moglie
non c’è che la piú totale freddezza
(con aria patetica)
Il gelo degli esseri umani
il gelo che regna nei rapporti umani bambina mia
Ormai tutto è soltanto facciata
E il cappellano e il macellaio
non fanno altro che arrampicarsi
su questa facciata
(L’attrice scoppia in una sonora risata
Ridono ambedue e ripetono)

140
Arrampicatori
(Il Presidente si alza, stappa una bottiglia di champagne e
versa da bere)
A Estoril
tutto diventa sopportabile
bambina mia
Il cappellano lei lo adora
con il macellaio ci va a letto
Al cappellano
ha già messo in mano milioni
milioni
Per se stessa non spende
quasi nulla
ma per il cappellano milioni
(con tono patetico)
La moglie del Presidente della Repubblica
è una puttana
una puttana
(dopo una pausa)
Una puttana che adesso
non fa altro che fissare una cuccia vuota
fissarla capisci
con gli occhi fissi
fissa
una cuccia vuota
(tutti e due vuotano il loro bicchiere)
È un gioco bambina mia
in cui di volta in volta
vengono alla ribalta le persone e le combinazioni piú
impensabili
e probabilmente
questa è già la rivoluzione
come dice il cappellano
dopo quarant’anni

141
deve esserci la rivoluzione
deve esserci bambina mia
la rivoluzione
abbattere tutto
annientare tutto
(pronunciando lentamente)
annientare
capisci
Un gioco
in cui verso sera
compare ogni volta la feccia la cosiddetta feccia dell’umanità
la feccia
(rovescia il bicchiere, lo rimette in piedi)
dell’umanità
(torna a versarsi da bere, improvvisamente)
Intervenire
Eliminare
Il nostro destino
è un destino molto simile
Sappiamo tutti e due come è fatta una vita cosí
perché ce la siamo costruita con le nostre mani
da noi stessi
da un lato genitori perfidi e ottusi
dall’altro un ambiente perfido e ottuso
E un’assoluta mancanza di affetto
un’assoluta mancanza d’affetto bambina mia
Un unico paio di calze in due anni
e per anni e anni neanche i soldi
per poter scrivere a Gesú Bambino capisci
E come tu stessa hai detto una volta
(alza il bicchiere
anche lei alza il bicchiere)
come tu stessa hai detto una volta
nei giorni festivi

142
la domenica e nelle altre feste
l’odore di arrosto
solo dalle finestre delle case dei ricchi
Il mondo è un porcaio
bambina mia
un porcaio
nient’altro che un porcaio
una porcata
nient’altro che una porcata
Si diventa insensibili
e chi ha percorso
una strada come abbiamo percorso noi due
acquista un carattere insensibile
E il direttore del teatro cosa ti offre
una parte principale o una secondaria
A quella principale puoi rinunciare bambina mia
quella la reciti accanto a me
a teatro recita pure solo parti secondarie
(la bacia sulla guancia)
accanto a me tu reciti la parte principale
(Con tono improvvisamente patetico, alzando il bicchiere)
Sei la piú grande attrice
che io conosca
e per questo reciti la parte principale accanto a me
reciti la parte piú importante che un’attrice
abbia mai recitato in uno dei nostri teatri
Duse
tu Duse
Duse
(le rovescia in faccia il bicchiere)
Tu Duse
(l’attrice leva ancora piú in alto il bicchiere e glielo versa in
faccia)
La mia Duse

143
tu mia Duse

(Sipario)

144
Scena quarta

Saletta del Casinò attigua alla sala da gioco


Presidente, ufficiali portoghesi, ambasciatore, tutti seduti
attorno al tavolo, il colonnello sulla porta da cui si sente il
chiasso nella sala da gioco

PRESIDENTE (bevendo con gli altri, fumando)


Provate un po’ a immaginare
all’improvviso accanto a me
il colonnello è sparito
sparito
sparito
non c’è piú
(rumore dalla sala da gioco)
Solo perché ho alzato il bastone
verso il monumento al Milite Ignoto
Per indicare a mia moglie una rondine
posata sul monumento al Milite Ignoto
Una rarità in questa stagione signori miei
Allora la pallottola
va a finire in un punto imprevedibile
capite
C’era un vento da sud
un forte vento da sud
tutti con il respiro affannoso
E in quell’istante il colonnello stramazza al suolo

145
il mio aiutante di campo
che voi conoscete è venuto qui molte volte
Una giornata grigia signori miei
vento da sud
un forte vento da sud
Un altro sparo in aria
Gli anarchici sono spariti
(dà una boccata al sigaro)
Spariti
Lo sparo veniva da dietro un cespuglio
E la prima pallottola
che ha colpito il colonnello
ed era destinata a me
uccide il cane di mia moglie
gli ha preso un colpo
fra le braccia di lei
Immediatamente lo lascia cadere per terra
è morto
avere una bestia morta in braccio
(rumore dalla sala da gioco)
Mi giro immediatamente
degli autori dell’attentato nessuna traccia
La nostra vita è a rischio
viviamo rischiando la vita signori
Allora mia moglie si mette a correre
e attraversando di corsa il cespuglio
si strappa il vestito
Poi arrivano le guardie
A soli cento passi dal palazzo presidenziale signori miei
Il colonnello è morto sul colpo
colpito al cuore
Al cane è venuto un colpo al cuore
il colonnello è stramazzato al suolo colpito al cuore
Devono aver sparato dal cespuglio

146
UFFICIALI Qui da noi non ci sono anarchici signor Presidente
PRESIDENTE Quando hanno trascinato il colonnello dentro il
palazzo
la sua salma sanguinante
bisogna immaginarsi la scena sangue dappertutto
ho visto
la pallottola gli aveva perforato il torace
(all’ambasciatore)
Il torace gli aveva perforato
a quell’uomo che una volta è stato suo attaché
ad Ankara
AMBASCIATORE Ad Ankara signor Presidente
PRESIDENTE Se lo ricorda
una personalità integerrima
Parente dell’arcivescovo di Trier
AMBASCIATORE E dell’arcivescovo di Gurk
PRESIDENTE E dell’arcivescovo di Gurk
La pallottola signori miei
gli è entrata nel corpo
ha attraversato il cuore
ed è uscita dall’altra parte
(dà una boccata al sigaro)
Ho visto morire molta gente
eppure
Poi hanno portato anche il cane
nel palazzo presidenziale
e il cane morto
è stato messo accanto al colonnello morto
finché non sono arrivati i medici dell’Istituto di Medicina
Legale
Mia moglie ha subito uno choc
Il medico legale ha esaminato prima il colonnello
e poi il cane

147
(rumore dalla sala da gioco)
Mia moglie si è chiusa per parecchie ore
nella sua stanza
Neanche mezz’ora dopo l’attentato
stavo discutendo con il cancelliere
Quando ho lasciato il cancelliere
erano state già issate le bandiere nere
Ho ordinato funerali di Stato per il colonnello
Ma fino a questo momento gli autori dell’attentato non sono
stati catturati
UFFICIALE Qui in Portogallo non ci sono attentati
ALTRO UFFICIALE Qui non ci sono
né anarchici né attentati
PRESIDENTE Per mia moglie l’attentato
fu naturalmente uno choc
È stata sua l’idea
che io venissi a Estoril
una buona idea non è vero signori miei
AMBASCIATORE Un’ottima idea signor Presidente
PRESIDENTE Te ne vai a Estoril
mi sono detto
un paio di giorni all’Hotel Inglaterra
date retta a me signori miei
voi potete andare dove volete
l’Inglaterra è il migliore hotel
del mondo intero
Adesso da noi
abbiamo ogni secondo giorno
non sto esagerando
un funerale
e ogni settimana
un funerale di Stato
C’è mancato un pelo

148
potevo lasciarci la pelle
E portami una bottiglia di Porto
ha detto mia moglie
(all’ambasciatore)
E il nostro ambasciatore
ha organizzato tutto con mia perfetta soddisfazione
(agli ufficiali)
L’ambasciatore è
uno dei nostri uomini migliori
molte volte penso
che un uomo cosí
non lo si può lasciar abbrutire
sulla costa atlantica
(L’attrice esce dalla sala da gioco)
Non dirmi che hai perduto
bambina mia
(agli altri)
Vince sempre
È una grande attrice
Un’eroina signori miei
(L’attrice bacia il Presidente sulla fronte)
e una grande attrice
(tutti ridono)
Solo il direttore del teatro dove lavora
un uomo piuttosto ignorante
uno spirito piuttosto limitato
non si è accorto
che questa donna ha un grande talento
Recita sempre delle parti
che non sono fatte per lei
le assegnano continuamente parti sbagliate
quando il direttore le assegna una parte
è garantito che è una parte sbagliata
Colpa del direttore artistico dice lei

149
Le regine deve interpretare
regine di grande splendore e raffinatezza
oppure una puttana estremamente perversa
una puttana estremamente perversa
(ride
tutti ridono)
Un’attrice tragica
signori miei
in una tragedia classica
o una puttana estremamente perversa
in una commedia moderna
(toglie il portafogli dalla giacca, ne cava parecchie
banconote per i gettoni e gliele porge)
Ecco qua bambina mia
prendi bambina mia
forse adesso avrai fortuna
(agli altri)
Una ragazza fortunata signori miei
è una ragazza fortunata
una trovatella che viene dalle Alpi
(L’attrice bacia il Presidente sulla fronte
Il Presidente rimette in tasca il portafogli)
Una trovatella alpina
brava signori miei
brava
brava da ogni punto di vista
(all’attrice)
Come sei bella
piú passa il tempo
piú bella diventi
mentre le altre diventano piú brutte
sempre piú brutte
col trascorrere delle ore sempre piú brutte
tu diventi sempre piú bella

150
un bel viso
non è vero signori miei
un bel viso
davvero una bella creatura
(L’attrice stringe al seno le banconote)
Autodidatta
signori miei
Autodidatta
Non ha studiato arte drammatica
ma chi dei grandi attori
chi delle grandi interpreti
ha mai studiato arte drammatica
(all’attrice)
Sei un’autodidatta
Un’autodidatta sei
(agli altri)
in lei tutto è ritmo
musica
danza
Le accademie di arte drammatica soffocano i talenti sul
nascere
nelle accademie di arte drammatica un grande talento
muore soffocato in pochissimo tempo
soffocato signori miei
soffocato
(L’attrice rientra nella sala da gioco
Il Presidente seguendola con lo sguardo)
Un’opera d’arte
davvero un’opera d’arte
uno strumento vocale costruito a regola d’arte signori miei
con una tecnica assolutamente raffinata
L’anno scorso ha fatto una tournée in Inghilterra
e quelle città fredde e insensibili e micidiali
in tutta la Gran Bretagna sono rimaste incantate

151
incantate è la parola giusta
Un’autodidatta dovete sapere
che viene da una famiglia di modestissime condizioni
suo nonno è stato operaio in una fabbrica di mattoni
e suo padre ancora caposquadra in una fabbrica di mattoni
E sua madre veniva
da una famiglia di intagliatori di mestoli
(ride)
Una famiglia di intagliatori di mestoli d’alta montagna
signori miei
Oggi
è una vera e propria primadonna
Poiché lei non ha accettato le sue avances
il direttore le ha tarpato le ali
tarpato le ali signori miei
tarpato le ali
Il direttore del nostro maggiore teatro
del piú prestigioso teatro d’Europa le ha tarpato le ali
tarpato le ali
È costretta all’inattività
perché il direttore le ha tarpato le ali
Solo perché il direttore si era fatto delle illusioni
su quel suo corpo incantevole
come vedete
un corpo da teatro
un corpo da teatro signori miei
Per me la mancanza di fiuto del direttore
è un vantaggio
Se non recita a teatro signori miei
viaggia per il mondo con il Capo dello Stato
viaggia per il mondo signori miei
per il mondo intero
(rumori dalla sala da gioco)
Adesso

152
partecipa alle mie ore di svago
Non siamo venuti qui
per discutere di politica
d’altro canto fra i nostri due paesi
non ci sono questioni in sospeso
È per l’aria fresca dell’Atlantico
Posso solo sperare
che nel frattempo la polizia si sia data da fare
Mia moglie cari signori
ama l’alta montagna
io vado pazzo per l’Atlantico
lei ama la commedia classica
io preferisco l’opera
la Carmen
e figuratevi un po’
mia moglie
conserva il suo denaro
dentro calze di lana fatte con le sue stesse mani
(dà una boccata al sigaro)
Si è sempre fatto cosí
nella sua famiglia
una famiglia immigrata
dalla Svizzera
Adesso vive
con una insistente
e come credo
persistente paura degli anarchici
Si contorna
di medici e di preti
e crede in questo modo
di sfuggire al pericolo
di diventare pazza o malata
o malata e pazza
(rumori dalla sala da gioco)

153
Come se giovasse a qualcosa
frequentare assiduamente
medici e preti
in loro compagnia la strada che porta all’inferno
è ancora piú rapida
si va verso la catastrofe
in modo ancora piú ridicolo e radicale
La mia diffidenza verso i medici
e verso i preti
questi grandi guastafeste della vita
che è poi il fondamento di tutto cari signori
è sempre stata una diffidenza totale
E verso la scienza in generale
per non parlare della filosofia
se pur esiste qualcosa del genere
ho avuto da sempre una profonda avversione
tanto piú quando
come capita spesso o quasi sempre
si tratta di un prete che si sente medico
o meglio di un medico che fa la parte del prete
o di un prete che fa la parte del medico
(dà una boccata al sigaro)
in effetti i medici
sostengono di essere loro i veri preti
cosí come i preti sostengono
di essere loro i veri medici
il mondo poggia su questa aberrazione
signori miei
In realtà queste due categorie
si propongono soltanto di distruggere
il fisico e la mente
(rumori dalla sala da gioco)
guardarsi quanto piú possibile
dai medici e dai preti

154
signori miei
e anche la diffidenza la massima diffidenza nell’affrontare
questi signori
è una stupidaggine
Le donne
cadono in trappola
e ogni giorno si piazzano
in camera un cappellano
e almeno una volta alla settimana
consultano un medico
e non è dal medico che lasciano trasformare
la propria personalità in un manicomio
e non è dal prete che si lasciano inculcare la religione
no
prendono le medicine
propinate dai preti
e si fanno descrivere dai medici
cosa sia il paradiso e l’inferno
e quello che ricavano dagli uni e dagli altri
è soltanto una continua paura della morte
Non c’è nulla di piú insopportabile di una donna che
invecchia
ma non sa che farsene della propria vecchiaia
e cerca conforto
ricorrendo continuamente ai medici e ai preti
con la testa imbottita di erbe medicinali
e traboccante di litanie terapeutiche
e di elisir spirituali
e che per tutta la settimana corre dai preti e dai medici
nella speranza
di fermare contro la sua stessa natura
il processo di consunzione
cui per natura è soggetta
e di cui tutto d’un tratto ha preso coscienza

155
(indica la porta della sala da gioco)
In questi casi una ragazzina giovane
una creatura come questa
che dal basso da una condizione infima
ho fatto salire fino a me
è una boccata d’aria fresca signori miei
una boccata d’aria fresca
una boccata d’aria fresca
(rumori dalla sala da gioco)
Se sento qualcosa di incredibile
penso
ho udito male
ma è la verità
Uno come me a volte pensa
quanto gli piacerebbe essere una persona del tutto
insignificante
non avere nulla a che fare
con quello con cui ha a che fare
con quello che è
non c’è nulla che gli importi davvero
essere la persona di cui tutti parlano
è la cosa che piú lo terrorizza
ma rientrare dalla testa
da cui una volta è uscito
uno come me può farlo ormai
solo per brevissimo tempo
immediatamente torna a scappare via
dalla propria testa
(dà una boccata al sigaro)
O pensate a un grande artista
oppure a un eminente scienziato
su cui sono puntati gli occhi di tutti
ma noi ci siamo trasformati
in un essere

156
che cammina in bilico sopra la diffidenza
e gli scherni della moltitudine signori miei
Poiché non posso eclissarmi a lungo
dentro la mia testa
comunque non piú a lungo che per un tempo brevissimo
di tanto in tanto me ne vado via
via
via signori miei
me ne vado per esempio in Portogallo
che amo
lo avverto parecchie settimane prima
È solo un’idea un pensiero
andar via
andar via
poi di colpo con la massima veemenza
andare sulla costa atlantica
in un ambiente gradevole
quando tutto è quanto mai sgradevole
dove senza alcun pericolo
senza dover continuamente
aspettarsi che ti sparino addosso
si può camminare e mangiare
mangiare bene e bere bene
(beve)
e in certi casi ricavare dalla vita d’ogni giorno
anche una commedia di gusto molto personale
Che paese è il vostro signori miei
contrade ancora immuni
dalla follia politica delle masse
interi quartieri senza traccia di luridume
mentre tutta la Mitteleuropa
in senso filosofico-politico è a testa in giú
voi qui vi divertite allo stesso modo
come cinquant’anni fa ci si divertiva ancora

157
nella Mitteleuropa
signori miei
(rumori dalla sala da gioco)
ci si divertiva signori miei
ci si divertiva
vengo da un mondo signori miei
dove si è dimenticato
che la vita in fondo ha a che fare
con il Grande Opéra
il mondo non è filosofico signori miei
io sento voci che vengono dalla ribalta
vedo delle strepitose entrate in scena
dei cori signori miei
e pochi solo pochi solisti di rilievo
e penso
il mondo ha un retroscena
con fondali assolutamente resistenti
Chi vive ormai solo in questa disposizione d’animo
non si cura assolutamente piú di nulla
solo di se stesso signori miei
un uomo politico è come un artista
si cura solo di se stesso
è andato soltanto per la propria strada
per dove sia passato
non lo sa piú
(rumori dalla sala da gioco)
Se la strada che ha percorso lo inorridisce
per lui non c’è piú nulla da fare
Ha trascinato con sé tanta gente
che non riesce nemmeno a dire
quanta ne ha trascinata con sé signori miei
trascinata con sé
trascinata con sé
Perché in questo paese

158
non c’è mai stata una guerra signori miei
assolutamente mai un’eruzione
mai un’eruzione
E perché voi qui
avete tutto cosí saldamente in pugno
Non potete permettervi di avere degli anarchici signori miei
(Dalla sala da gioco entra l’attrice e con un gesto delle mani
indica che ha perduto tutto
Il Presidente tira fuori immediatamente il portafogli, ne cava
un fascio di banconote e lo tiene sollevato in aria
Esclama)
È tutto quello che ho signori miei
(L’attrice gli si avvicina, si fa dare le banconote, lo bacia
sulla fronte, torna nella sala da gioco)
Non potete permettervi di avere degli anarchici
signori miei
Le vostre numerose prigioni
vi garantiscono
l’ordine e la tranquillità
(rumori dalla sala da gioco)
Quando il popolo sta troppo bene
diventa megalomane
e i pazzi
danno fuoco allo Stato
Il popolo diventa megalomane
e perde il lume della ragione
Allora non c’è piú modo di arginarlo signori miei
e tutto favorisce l’espandersi del caos
La storia lo dimostra dimostra tutto
signori miei
anche il piú stupido degli stupidi è costretto a rendersene
conto
che la storia dimostra tutto
Ma cosa dimostra mai la storia

159
Il popolo signori miei
bisogna distoglierlo dalla storia
perché la storia non gli metta in mano delle prove
(rumori dalla sala da gioco)
Chi non lo capisce
è un dilettante
signori miei
un dilettante
E poi lei
mia moglie
ha costantemente paura
che suo figlio
mi spari e mi uccida
o che spari a sua madre
Sí nostro figlio
si è messo con gli anarchici
ed è uno dei piú pericolosi
effettivamente devo temere
che un giorno
proprio mio figlio
in un preciso momento signori miei
mi possa sparare addosso
o massacrarmi signori miei
Di notte mia moglie parla di questo
che nostro figlio
sarà il nostro assassino
tutta la sua vita
non è stata altro che questa continua minaccia
I genitori fanno un figlio
lo allevano
e scoprono
di aver allevato il loro assassino
Un individuo che s’è fatto un’idea cosí precisa
dei suoi genitori

160
e che com’è naturale signori miei
odia chi lo ha generato
Nostro figlio
è predestinato
a ucciderci
(dà una boccata al sigaro)
Cosa c’è in un individuo del genere
mi chiedo
cosa lo spinge improvvisamente a distruggersi
non a evolversi
ma a distruggersi
andandosene via
non gli importa dove
e di punto in bianco si ammazza
per paura
oppure ammazza i suoi genitori
per paura
oppure si dà alla latitanza
per farsi distruggere
perché in tutti i casi una persona per cui non c’è nulla da fare
viene distrutta
Se da parte nostra abbiamo la forza
nostro figlio non ce l’ha
se da parte nostra abbiamo fatto ordine
nostro figlio non l’ha fatto
se da parte nostra siamo stati felici
con il passare del tempo
penso
nostro figlio non lo è diventato
Se noi un po’ alla volta abbiamo accolto tutto
dentro la nostra testa dolorante
nostro figlio non lo ha fatto
Se noi ci siamo risvegliati
nostro figlio non ha fatto nulla per esserlo

161
come uno cosí possa andarsene
e scomparire
penso di notte
e non sappiamo dove
improvvisamente ricompare
e ci distrugge
e distrugge se stesso
di notte penso
che lo farà
lo farà
lo farà signori miei
(si alza e dice)
Voglio la rivincita
Andiamo a giocare signori
(Alzando la voce)
voglio la rivincita
voglio riavere quello che ho perduto
(Getta il suo bicchiere pieno contro la parete ed entra nella
sala da gioco, tutti lo seguono con lo sguardo)

(Sipario)

162
Scena quinta

Grande padiglione
Marcia funebre di Beethoven
La salma del Presidente è composta su un catafalco
Attraverso una grande apertura della bara si può vedere il
suo volto
Sotto il controllo di un ufficiale due addetti alla pompe
funebri depongono due candelabri accanto al catafalco

UNO DEI DUE (assesta ancora un po’ il panno nero)


Ecco
ecco
L’ALTRO Ecco
ecco
(Escono ambedue)
UFFICIALE (ad alta voce, con tono patetico)
I signori possono entrare
(La porta viene spalancata
La moglie del Presidente, con il volto velato e dando il
braccio al cappellano, entra, si ferma davanti alla bara del
Presidente, alza lo sguardo e poi esce da sinistra
Dopo la moglie del Presidente i membri del Governo
Dopo i membri del Governo i diplomatici
Dopo i diplomatici il popolo)

(Fine)

163
Il teatrante

164
Traduzione di Umberto Gandini.

Titolo originale: Der Theatermacher.

Prima rappresentazione assoluta:


Salzburger Festspiele, Salisburgo, 17 agosto 1985.
Regia di Claus Peymann. Scene di Karl-Ernst Herrmann. Costumi di Jorge
Jara.
Interpreti: Traugott Buhre, Kirsten Dene, Martin Schwab, Josefin Platt,
Hugo Lindinger, Bibiana Zeller, Crescentia Dünber.

Prima rappresentazione italiana:


Pergine Valsugana, Teatro all’aperto, 12 luglio 1986.
Regia di Marco Bernardi. Scene di Gisbert Jaekel. Costumi di Barbara
Kemper.
Teatro Stabile di Bolzano. Interpreti: Tino Schirinzi, Desy Lumini, Libero
Sansavini, Andrea Emeri, Alessandra Mida, Irene Losch, Barbara Fingerle.

165
Personaggi

Bruscon, teatrante
La signora Bruscon, teatrante
Ferruccio, loro figlio
Sarah, loro figlia
Il locandiere
La locandiera
Erna, loro figlia

166
Scena prima

Sala da ballo della locanda «Al cervo nero» di Utzbach


Ore 15. Entrano il teatrante Bruscon e il locandiere

BRUSCON (cappello a larga tesa in testa, soprabito che gli


scende fino alle caviglie, bastone in mano)
Cosa
Qui
in quest’atmosfera che sa di muffa
Come se l’avessi presagito
(Esclama)
Un attore accademico
Mio dio
non ho messo piede in simili osterie
neppure per orinare
E qui dovrei rappresentare
la mia Ruota della Storia
(Fa alcuni passi verso destra)
«Al Cervo nero»
Già
Come se il tempo si fosse fermato
(Fa alcuni passi verso sinistra. Poi, direttamente al
locandiere)
Come se non l’avesse saputo
che saremmo arrivati oggi
(Si guarda attorno)

167
Desolazione
(Si guarda attorno)
Deserto culturale assoluto
e desolato
(Vorrebbe sedersi, ma non ci sono sedie sulla pedana.
Direttamente al locandiere)
Utzbach
Utzbach o Butzbach
L’accademico Bruscon
a Utzbach
La mia commedia in questa Utzbach
(Si guarda attorno)
«Al Cervo nero»
Già
Quest’afa
afa pretemporalesca
Uno spirito cosí sensibile
in un corpo cosí sensibile
(Improvvisamente irritato)
Ma non c’è una sedia in questo posto
(L’oste va a prendere una sedia. Bruscon si siede)
LOCANDIERE Stracciatella diceva
BRUSCON Ovviamente
L’unica cosa
che si possa mangiare in questi posti
è la stracciatella
E che non sia troppo grassa
Sempre quelle enormi chiazze di grasso nella minestra
La provincia celebra i suoi trionfi
perfino nella stracciatella
(Allunga le gambe)
A Gaspoltshofen
abbiamo avuto un successo strepitoso
grandioso

168
un ambiente ideale
(Si guarda attorno)
Mia figlia Sarah le ha detto
che mi necessita un secondo cuscino
e piú precisamente
un cuscino di crine di cavallo
Non avrà difficoltà spero
a procurarmi un siffatto cuscino di crine
LOCANDIERE Il cuscino di crine
è già disposto sul suo letto
BRUSCON Già disposto sul letto
dice
già disposto sul letto
(Si guarda attorno)
Le teorie
non concordano con la prassi
Quanti abitanti diceva
LOCANDIERE Duecento e ottanta
BRUSCON Duecento e ottanta
Una comunità nana
Da non credere
A Gaspoltshofen
abbiamo avuto ottocento e trenta spettatori
paganti
e applaudenti addirittura con entusiasmo
Se avessi saputo
che questa
questa
LOCANDIERE Utzbach
BRUSCON che questa Utzbach
ha soltanto duecento e ottanta abitanti
Vecchi
che non ci sentono

169
e non ci vedono
(Direttamente al locandiere)
La Ruota della Storia
è una commedia sull’umanità
(Allarga le braccia il piú possibile)
Vi compaiono
Cesare Napoleone Churchill
ma questo non significa
che l’elemento femminile
non abbia la sua parte
In sostanza
nel corso di tutta la tournée
non faccio che nutrirmi di stracciatella
A Gaspoltshofen
aveva un sapore assolutamente straordinario
Chiazze di grasso quasi inesistenti
(Si guarda attorno)
E Metternich naturalmente
ha un ruolo decisivo
nella mia commedia
che in realtà
è una tragedia
come vedrà
(Il locandiere comincia a spostare i tavoli a ridosso delle
pareti)
La natura delle cose
è sempre l’opposta signor mio
Noi andiamo in tournée
e finiamo in trappola
in una trappola teatrale per cosí dire
(Improvvisamente in tono autoritario, al locandiere)
È già stato
dal comandante dei pompieri
a proposito della luce d’emergenza

170
Come ho detto
alla fine
della mia commedia
occorre il buio totale
Deve essere spenta anche la luce d’emergenza
Buio totale
buio assoluto
Se alla fine della mia commedia
non c’è buio assoluto
la mia Ruota della Storia ne è distrutta
Se non si spegne la luce d’emergenza
la mia commedia si volge
nel suo esatto contrario
A Gaspoltshofen
hanno spento la luce d’emergenza
Anche a Frankenmarkt
perfino a Ried dalle parti di Innsbruck
che pure ha fama
d’essere una località ottusa
Dica al comandante dei pompieri
che io sono Bruscon
l’attore accademico Bruscon
quello che ha fatto il Faust a Berlino
e il Mefistofele a Zurigo
I pompieri sono ottusi
La statistica dimostra
che combinano piú guai loro in un anno
di tutti gli altri
Se un edificio brucia
i pompieri lo radono al suolo
completamente
Quest’afa
(Si sbottona il soprabito a metà)
D’altra parte mi raffreddo

171
se mi tolgo il soprabito
Continuamente torturato dalla tosse
tormentato dal mal di gola
in un bagno di sudore
(Il locandiere fa per aprire la finestra
Bruscon gli intima, sollevando di scatto il bastone)
Se ne guardi bene
Poi mi ritrovo in mezzo alla corrente
(Si rannicchia)
Questo lezzo repellente
Ma rende almeno ancora l’ingrasso dei maiali
(Il locandiere richiude la finestra)
BRUSCON O è solo una perversione dei locandieri
Ovunque questo lezzo di maiale
Da una porcilaia all’altra
In effetti da queste parti non ci sono
che porcilaie
e chiese
(Un lamento)
e nazisti
(Si appoggia all’indietro e chiude gli occhi)
Se non ci permettono
di spegnere la luce d’emergenza
non recitiamo
(Insorge)
Questo posto è una punizione di dio
È per questo che ho frequentato l’Accademia
È per questo che sono stato insignito
della croce d’oro di cavaliere
(Si stringe la testa)
Agathe mi aveva avvertito
(Si alza, si guarda attorno)
Prima o poi la catastrofe
doveva avvenire

172
Se riflettiamo lucidamente
l’unica soluzione è il suicidio
(Si piazza al centro della pedana, solleva il bastone il piú
possibile, fissando il soffitto della sala)
Utzbach
(Abbassa il braccio, fa cinque passi a destra, poi dieci passi
a sinistra per misurare la pedana. Si ferma)
A Gaspoltshofen il palcoscenico
non era piú grande
A Ried dalle parti di Innsbruck
due metri piú largo
ed era solo uno svantaggio
(Direttamente al locandiere)
Una catastrofe
E non lo dico per me
ma per mia moglie
che è allergica al puzzo di maiale
Poiché soffre di petto
stenta a respirare
anche dove l’aria è la migliore
E alla fine deve rivolgere
un’allocuzione di mezz’ora
al popolo di Roma
e non c’è santo che tenga
(Tossicchia)
Qui ogni parola solleva polvere
e poi quel testo diabolico
la mia commedia
(Declama verso la sala)
Mi dispiace eccellenza
(Direttamente al locandiere)
Piú o meno
una commedia innovativa
per non dire

173
un’opera secolare
(Esclama verso la sala)
La Calabria
non mi si faccia ridere
(Direttamente al locandiere)
Un’opera senile indubbiamente
Ne ha letto
Solo sciocchezze
come tutto sui giornali
Scribacchini incompetenti
(Si china e saggia con la destra il pavimento della pedana)
Ma non una sola stroncatura
immotivata
neanche una stroncatura
(Si raddrizza)
Mia moglie
soffre ininterrottamente d’emicrania
e io ho un problema ai reni
(Si china di nuovo e saggia un’altra volta il pavimento della
pedana)
Purché non ceda
A Gaspoltshofen
c’era un pavimento nuovo
Questo è tutto marcio e ammuffito
Ma non si balla piú su questa pedana
Non mi ha l’aria
che su questa pedana si sia ballato
recentemente
Del resto qui vivono soltanto vecchi ormai
e quelli non ballano
Decenni
senza teatro
(Al locandiere)
Metta uno di quei tavoli

174
qui sulla pedana
La nostra scenografia
è niente in tutto
La piú semplice
Tre paraventi
e basta
E un portale
(Il locandiere sposta un tavolo sulla pedana)
Come ha visto
viaggiamo con un solo baule
e un cesto di biancheria
Tutto qui

metta il tavolo lí
Le condizioni di luce
sono essenziali
(Il locandiere colloca il tavolo accanto a Bruscon
Bruscon, con il bastone, lo sollecita a spostare il tavolo
davanti a lui.
Il locandiere segue le indicazioni di Bruscon)
Dobbiamo rettificare sempre
la nostra fantasia
e anche il nostro spirito
ma alla fine nulla corrisponde
Metta il tavolo lí
(Indica dove vuole che sia collocato il tavolo
Il locandiere poggia il tavolo nel punto indicato)

è il posto giusto per il tavolo
per il momento almeno
per il momento
(Si appoggia all’indietro)
Fantasia
magia

175
(Torna a sedersi in modo eretto mentre il locandiere
riprende a spostare tavoli a ridosso delle pareti della sala
Bruscon direttamente al locandiere)
Conosce Santa Radegonda
Sa dov’è
LOCANDIERE A dieci chilometri da qui
BRUSCON Dieci chilometri
Ma davvero
Lo supponevo
Dieci chilometri dice
LOCANDIERE Dieci chilometri
BRUSCON Ci sono stato malmenato
nel millenovecentoquarantaquattro
da un garzone di macellaio
che mi aveva scambiato per un candelaio
originario
pareva
di Mattighofen
Ecco la ragione per cui ho oggi ancora
questi dolori alle spalle
che mi rovinano un’esistenza
già di per se stessa difficile anche senza quell’incidente
Un delitto di quarant’anni fa
Ero ancora studente allora
studiavo storia del teatro
ma non come crede lei
all’università
No
da autodidatta
sempre
Sono capitato da non so dove
in questi paraggi
e sono stato malmenato a Santa Radegonda

176
Sarebbe potuta essere la fine
(Fissa il pavimento)
Indossavo calzoni lunghissimi
allora
e portavo un berretto di lino sul capo
Il mio berretto profittevole lo chiamavo
perché mi ero accorto subito
che pensare sotto quel berretto
era profittevole
Quando volevo pensare lucidamente
indossavo quel berretto
un berretto di lino
ereditato da mio nonno
materno
Si figuri che nemmeno in città
riuscivo a pensare senza il berretto di lino
di mio nonno
e comunque non con quella indispensabile lucidità
che mi sono imposta per principio
Ho indossato quel berretto di lino
per tutto il tempo che ho lavorato
alla mia commedia
Se mi tolgo il berretto
addio commedia
ho sempre pensato
e per tutti i nove anni in cui
ho scritto la mia commedia
la nostra Ruota della Storia appunto
non l’ho mai smesso
E glielo ripeto
se non sarà spenta la luce d’emergenza
niente recita
Che individui
i comandanti dei pompieri

177
È addirittura ridicolo
che qui a
a
a
LOCANDIERE Utzbach
BRUSCON Utzbach
ci sia un comandante dei pompieri
In questo buco
e lei mi scuserà
se definisco questa da lei sicuramente
apprezzata località
un buco
in cui c’è un comandante dei pompieri
che non permette
che si spenga la luce d’emergenza
per cinque minuti
Dico davvero
mi bastano solo cinque minuti senza luce d’emergenza
alla fine della mia commedia
Perfino a Ried dalle parti di Innsbruck
non hanno trovato nulla da ridire
Le luci si attenuano
alla fine sono debolissime
infine si spengono del tutto
e naturalmente anche la luce d’emergenza
Il culmine della mia commedia
è l’oscurità totale
È la condizione necessaria
perché non si volga nel suo contrario
(Accosta la sedia al tavolo)
Churchill si sveglia la notte
che precede la sua morte
e non dice che una sola parola
Elba

178
Dopo di che subentra l’oscurità totale
Del resto mio figlio Ferruccio
è un Churchill fenomenale
Ferruccio capisce
perché sono un ammiratore di Busoni
(Si alza e pesta il pavimento)
Nella scena con Stalin
Churchill pesta il pavimento
e sarebbe fatale
se il pavimento non reggesse
Inevitabilmente gli spettatori
si metterebbero a ridere
e sarebbe la fine della mia commedia
(Pesta ancora una volta il pavimento)
A Gaspoltshofen mio figlio
ha pestato il pavimento con un’enfasi tale
da sconciarsi la gamba fino al ginocchio
ma la rappresentazione non è stata interrotta
C’è stata solo una breve pausa
durante la quale io
Stalin
ho semplicemente detto una battuta
che avevamo inizialmente tagliato
poi ho sollevato mio figlio
ho sollevato Churchill
e l’ho portato fuori
Piú trascinato che portato
e il risultato è stato
un applauso fragoroso
(Va fino alla parete sinistra e poi si gira)
Shakespeare
Voltaire
e io
(Tre passi per raggiungere il centro della pedana e poi

179
guarda verso il centro della sala)
Sto per tradurre
la mia commedia
in italiano
e non è una bazzecola signor mio
Subito dopo forse anche in quel francese
di cui sono tuttavia innamorato
La Ruota della Storia è adatta
all’Italia esattamente come alla Francia
È scritta soprattutto per i francesi
Qui la proviamo soltanto
la elaboriamo
e ci perfezioniamo
Temo però che la mia Ruota della Storia
avrà in Italia un successo maggiore
che in Francia
(Raggiunge la parete destra e vi appoggia i palmi di
entrambe le mani)
L’idea del dramma
mi è venuta a Le Havre
dove ho conosciuto mia moglie
Una conoscenza costiera per cosí dire
una conoscenza costiera atlantica
(Solleva il bastone di scatto ed esclama rivolto alla sala)
Bertrand
Non dica eresie
(Abbassa il bastone)
Qui l’umidità
fagocita tutto
Qui tutto è avverso
allo strumento
della voce umana
(Si avvicina a una finestra e toglie con una manica la
polvere dal davanzale)

180
Ho cominciato a buttar giú la commedia
quando avevo solo quattordici anni
Una tematica che mi perseguita
da una vita per cosí dire
(Toglie di nuovo la polvere dal davanzale)
Una specie di teatro universale
Una mente assolutamente disinteressata capisce
(Sale sulla pedana e si piazza al centro, guardando verso la
sala)
Un certo talento per il teatro
fin da bambino
Nato per il teatro capisce
Un teatrante
Un precoce tenditor d’insidie
di trappole
(Si china, tasta il pavimento della pedana, si risolleva)
Fuga da casa
sberle botte
schiaffi da parte di mio padre
Totale reciproco disprezzo
(Si china di nuovo, tasta il pavimento)
In un certo senso infamia
infamia ricercata
venuto su dal niente
(Si risolleva e declama verso la sala)
Il veleno è a Lörrach
è a Lörrach che è depositato il veleno
che cancellerà l’umanità
(Direttamente al locandiere)
Questo signor mio
è l’effetto Lörrach
nella mia Ruota della Storia
(Si siede)
I comandanti dei pompieri

181
sono dei prepotenti
Però a Gaspoltshofen non ho incontrato
la benché minima difficoltà
(Direttamente al locandiere)
Dica al comandante dei pompieri
che si tratta di cinque minuti soltanto
ma di cinque minuti decisivi
Se alla fine del mio dramma
glielo dica pure
non ci sono cinque minuti di oscurità totale
il mio dramma ne uscirebbe distrutto
Questa sarebbe semmai
l’unica eccezione
(Si asciuga il sudore sulla fronte con un fazzoletto)
Non ho voglia
di perdermi in discussioni
con il comandante dei pompieri
Si tratta solo di accondiscendere
a cinque minuti di buio assoluto
a cinque minuti senza luce d’emergenza
una cosa ridicola
(Si appoggia all’indietro)
Leggi assurde stravolgono
il mondo intero
fino all’angolo piú remoto
Quest’orrendo buco
dove non brucia mai niente
dove non c’è mai stato un incendio
lo ha detto lei
È ridicolo
incaponirsi su cinque minuti di luce d’emergenza
In quest’umidità
in tutto questo marciume
non può neppure scoppiare un incendio

182
Lo dica al comandante dei pompieri
Come si chiama quell’individuo
LOCANDIERE Attwenger
BRUSCON Attwenger
Il signor pompiere Attwenger
Il signor comandante dei pompieri Attwenger
Che cosa fa di mestiere
questo signor comandante dei pompieri Attwenger
LOCANDIERE Il bottaio
BRUSCON Bottaio bottaio
che genere di botti
LOCANDIERE Botti da vino
BRUSCON Botti da vino
Da non credere
Bottaio
Bottaio e comandante dei pompieri
Vada da lui
e gli dica chi sono
e gli dica anche
che lui e la sua famiglia
potranno entrare gratis
LOCANDIERE Il bottaio non ha piú famiglia
BRUSCON Non piú
E allora gli dica
che avrà una copia autografa
del mio dramma
Una copia con l’autografo di quel Bruscon
che non concede mai autografi
che si è sempre rifiutato
di dare autografi
Verrà il giorno
in cui un mio autografo varrà un patrimonio
quando mi si conoscerà come il grande Bruscon

183
non solo in quanto attore
ma anche in quanto drammaturgo
E gli dica
di venire a cena da noi
con noi al nostro tavolo
glielo dica
Di che cosa gli è morta
la famiglia
LOCANDIERE Di un colpo di fulmine signore
Erano in gita all’Aja
si sono messi sotto un faggio
e sono morti tutti
meno il bottaio
BRUSCON E poi continuano a dire
se hai coraggio cerca un faggio
(Si appoggia all’indietro a occhi chiusi)
Ascolti locandiere
prima di andare dal pompiere
dica in cucina di preparare
la stracciatella
Quattro stracciatelle
Sempre che sia possibile averle
a quest’ora
Ma ho visto
sua moglie in cucina
È inconsueto naturalmente
ordinare stracciatella
alle tre e mezza del pomeriggio
lo so
però mangeremo la stracciatella
qui sulla pedana
a questo tavolo
mio figlio mia figlia e io
A mia moglie porti la stracciatella

184
in camera
La poverina è ancora sotto shock
Utzbach
sarà sicuramente un luogo piacevole
aveva detto durante il viaggio
ma quando ha visto Utzbach
è svenuta
Una teatrante naturalmente
D’altra parte è un bene
che si ritiri prima dello spettacolo
altrimenti non ricorda le battute
Dimentica ogni momento le battute
Sono anni che recitiamo
sempre lo stesso testo
ma lei continua a dimenticare le battute
e sempre nei momenti salienti
C’è da impazzire signor mio
Non immagina
quanto sia difficile
memorizzare le battute d’un dramma siffatto
per tacere del fare di battute siffatte
quell’opera d’arte
che il testo indubitabilmente è
Le donne creano i problemi maggiori
a teatro
Non capiscono niente
non sanno calarsi fino in fondo
non sanno calarsi nell’inferno
nell’inferno del teatro
Tutto ciò che fanno è superficiale
Superficiale capisce
Ma la superficialità
è la morte del teatro
D’altra parte che cosa sarebbe una commedia come la mia

185
senza interpreti femminili
Ne abbiamo bisogno
Se vogliamo che la nostra commedia prosperi
abbiamo bisogno di donne in compagnia
Questa è la verità
per amara che sia
Se sapesse quanto mi è costato
insegnare a mia moglie le regole fondamentali
i rudimenti
dell’arte interpretativa
Ogni banalità un martirio
di anni e anni
Da un lato abbiamo bisogno di interpreti femminili
dall’altro le donne sono esiziali al teatro
Mai esagerare con lo charme
con le donne
Finirebbero coll’intuire
la nostra ipocrisia
Le ho fatto pronunciare ottomila volte
la sola parola Odense
prima di dirmi soddisfatto
(Dice pianissimo)
Odense
Eppure è semplicissimo
dire Odense pianissimo
Mia moglie invece ci ha messo degli anni
prima di dirla in modo soddisfacente
D’altra parte non dobbiamo strapazzare
le interpreti femminili fino all’estremo
altrimenti ci saltano addosso a tradimento
Sopportano molto
ma non tutto signor mio
Quando pronunciamo la parola mare
dobbiamo pur sapere

186
che cos’è il mare
mi sembra ovvio
Oppure la parola topicida
qualunque cosa significhi
A me sembra ovvio
ma alle donne no
Occorre ammaestrarle per decenni
a capire le cose piú semplici
ed è tanto piú difficile
quando si tratta della propria moglie
di colei cui dopotutto ci siamo legati per sempre
Far teatro con le donne
è una catastrofe
Quando scritturiamo un’attrice
scritturiamo per cosí dire
una teatrale palla al piede
e infatti sono sempre le attrici
a uccidere il teatro
anche se non lo diciamo mai apertamente
perché siamo troppo galanti
Un’attrice tragica
una tragedia
è di per sé un concetto assurdo
da sempre
tanto piú se consideriamo che la tragedia è in sé
nient’altro che follia
Guardiamoci in faccia
il teatro è in sé un’assurdità
Se fossimo onesti
rinunceremmo a far teatro
Se fossimo onesti
rinunceremmo a scrivere testi teatrali
e a interpretare testi teatrali
Se fossimo onesti

187
non potremmo far altro
che suicidarci
Ma poiché non ci suicidiamo
perché non vogliamo suicidarci
non oggi almeno
non ora
e poiché fino a oggi e almeno per ora non ci siamo suicidati
ritentiamo sempre con il teatro
scriviamo per il teatro
rappresentiamo teatro
anche se è la cosa piú assurda
e bugiarda
Come può un attore
interpretare un re
se non sa neppure che cos’è un re
Come può un’attrice
interpretare una sguattera
se non sa neppure che cos’è una sguattera
Quando un attore di formazione accademica
interpreta un re
fa schifo
e quando un’attrice di formazione accademica
interpreta una sguattera
fa ancora piú schifo
eppure tutti gli attori continuano a interpretare
ciò che non possono essere
e fanno soltanto schifo
e quindi tutto a teatro è uno schifo signor mio
Poiché gli attori sono stupidi come i sassi
è uno schifo
che interpretino Schopenhauer o Kant per esempio
Un attore di formazione accademica
che interpreti Federico il Grande
o Voltaire interpretato da un attore qualsiasi

188
fanno schifo
e naturalmente io sono sempre stato consapevole
di questo dato di fatto
Ciò che gli attori rappresentano
è sempre rappresentato in modo falso
e bugiardo signor mio
ma è appunto per questo che è teatro
Ciò che è rappresentato è menzognero
però noi amiamo la menzogna rappresentata
Cosí ho scritto una commedia
bugiarda
e noi cosí la rappresentiamo
bugiarda
e cosí è accolta
bugiarda
Chi scrive è bugiardo
gli interpreti sono bugiardi
e anche gli spettatori sono bugiardi
e tutti insieme sono un’unica assurdità
per non dire che ci troviamo dinnanzi a una perversione
vecchia di millenni
Il teatro è una perversione millenaria
di cui l’umanità va pazza
e ne va cosí profondamente pazza
perché è profondamente pazza
della propria ipocrisia
e non vi è momento in cui nell’umanità
l’ipocrisia sia piú grande e affascinante
che a teatro
(Si infila l’indice sinistro in bocca e poi lo solleva. Dopo un
po’)
In questa sala
il dito non si asciuga
e una simile umidità

189
è veleno per il teatro
A Gaspoltshofen le mie parole avevano peso
Qui tutto si disfa
immiserisce
qui la prestazione piú straordinaria
si riduce a dilettantismo
Austria
depravata
è la parola giusta
Stracciona
è l’espressione giusta
(Direttamente al locandiere)
Voglio che lei sappia
che la mia bisnonna
era austriaca
La bisnonna Irrsiegler
Le dice niente
(Pensieroso, come se stesse disegnando qualcosa sul
pavimento)
Anche ciò che in me vi è
di tirolese
è perverso
Austria
grottesca
subnormale
è la parola giusta
Irresponsabile
è l’espressione giusta
Mozart Schubert
e la repellente prepotenza
degli austriaci
Mi creda
non vi è piú nulla di amabile
in questo popolo

190
Ovunque ci volgiamo
bassezze
mentalità spregevole
xenofobia
avversione per l’arte
Non c’è paese al mondo in cui l’arte
sia accolta con tanta stupidità
(Esclama)
Arte arte arte
qui non sanno neanche
che cos’è
L’artista vero
è coperto di merda
e tutti corrono dietro
al falso all’inutile
e s’inchinano
ai ciarlatani
(Direttamente al locandiere)
Locandiere a Utzbach
Ma è vita questa
Lei è cresciuto qui
o ha acquisito Utzbach col matrimonio
LOCANDIERE L’ho acquisita col matrimonio signor Bruscon
BRUSCON Acquisita col matrimonio
Acquisita col matrimonio venendo da dove
LOCANDIERE Da Gaspoltshofen
BRUSCON Da Gaspoltshofen
Per essere sincero
Gaspoltshofen mi è piaciuta
Tutt’altra gente
tutt’altre condizioni
che qui a Utzbach
Niente lezzo di maiale

191
niente effluvi pestilenziali
Perché non è rimasto
a Gaspoltshofen
povero disgraziato
(Dopo una pausa)
Ritrovarsi a Utzbach
a causa d’una donna
(Dopo una pausa)
Probabilmente a Gaspoltshofen
sarebbe venuto su meglio
Chissà
forse non ha avuto altra scelta
La femmina attira l’uomo
dalla piú bella delle località
nel piú orrendo buco
Qui tutto è morboso
tutto disgustoso
tutto deforme
Anche i bambini hanno voci rachitiche
Deprimente
snervante
devastante
Quand’è venuto qui
LOCANDIERE Nel quarantasei
BRUSCON Nel quarantasei
Che sciagura
che sciagura
LOCANDIERE A Gaspoltshofen
non avevo piú di che vivere
dopo la morte di mio padre
BRUSCON Nulla di che vivere
Precoce morte del padre
(Domanda)

192
E la mamma
(Il locandiere scuote la testa)
BRUSCON Di che cos’è morta
LOCANDIERE Di gastronomia
BRUSCON Di gastronomia
LOCANDIERE Senza colpa alcuna da parte sua
Avevamo in affitto
un posto di ristoro
BRUSCON (esclama)
Ah
il destino dell’affittanza
Non vi è nulla di piú tragico
del destino dell’affittanza
specialmente se gastronomica
L’affittanza gastronomica
è una sciagura
Sempre
LOCANDIERE Eravamo otto fratelli
e tre sorelle
Tre letti in tutto
in una fredda e umida cantina
BRUSCON E cosí non le è rimasta altra scelta
che acquisire col matrimonio
un’altra gastronomia
(Si alza, fa un paio di passi e si rivolge direttamente al
locandiere puntandogli il bastone sul petto)
Dunque è possibile che Utzbach
sia stata la sua salvezza
LOCANDIERE Già
BRUSCON Quest’Utzbach orrenda
in cui io morirei dopo due giorni
di depressione cattolica
è stata la sua salvezza

193
(Si guarda attorno)
Questo sconcio architettonico
queste pareti orribili
questo soffitto orrendo
queste porte e finestre repellenti
quest’assoluta mancanza di gusto
le hanno consentito di sopravvivere
(Si siede di nuovo)
Ci chiediamo spesso
siamo pazzi noi
o è pazzo il mondo
(Pensieroso)
Locandiere a Utzbach
Se non è pazzia questa
pazzia totale
(Esclama verso la sala)
La piú assoluta pazzia
di tutti i tempi
Chi esiste
si è arreso all’esistenza
chi vive
si è arreso alla vita
Non c’è ruolo fra quelli che recitiamo
che sia tanto ridicolo
da non poterlo recitare
(Osserva le finestre)
Abbiamo tende con noi
per schermare completamente le finestre
tende speciali
fatte confezionare
dai laboratori di tendaggi di Rosenheim
Ci sono costate ottantamila scellini
ma senza queste tende speciali
la nostra commedia sarebbe irrealizzabile

194
Abbiamo anche ganci speciali
nel nostro bagaglio teatrale
e questi ganci speciali
si possono piantare in tutte le pareti
Non importa di che pareti si tratta
noi li piantiamo lo stesso
Il nostro impianto di illuminazione
proviene da un’industria specializzata
di Recklingshausen
La nostra fortuna
è che viaggiamo su un’unica vettura
e questa vettura non è delle piú scomode
(Scruta il pavimento)
Inizialmente mi ero proposto
di andare a passeggio qui con Agathe
con mia moglie Agathe
per un’ora o due
di sgranchirci le gambe per cosí dire
Ma qui non si può passeggiare
qui tutto è in salita
e dove giri l’occhio
solo brutture
E cosí abbiamo deciso
molto semplicemente di ordinare un po’ di stracciatella
e di rimanere qui nella locanda
Ma la sua locanda era chiusa
e in giardino il lezzo di maiale era insopportabile
Come se non avesse saputo
che saremmo arrivati oggi
Lei lo sapeva benissimo
E che ci abbiano aperto
solo dopo un ostinato martellare alla porta
è una perversa singolarità
E quando c’è quest’afa

195
qui c’è anche tanfo di macelleria
D’altra parte è conveniente
alloggiare in una locanda
che sia anche e contemporaneamente una macelleria
(Direttamente al locandiere)
Non credo che qui
nelle circostanze date
si possa arieggiare l’ambiente
perché se apriamo le finestre
siamo perduti
A che ora date il pasto ai maiali
LOCANDIERE Alle cinque e mezza
BRUSCON Alle cinque e mezza come dappertutto
e allora non è un problema
A Mattighofen
a causa di un lutto ci è stato riferito
hanno dato il pasto ai maiali alle otto e mezza
e i grugniti ci hanno rovinato lo spettacolo
L’intera rappresentazione guastata
dai grugniti dei maiali
Prima volevamo interrompere la rappresentazione
poi abbiamo deciso di continuare
a recitare
ma nel momento culminante
i grugniti dei maiali ci hanno rovinato tutto
Per essere sincero non me ne è importato niente
perché a Mattighofen non riuscivo a comunicare
Credo che la gente fosse venuta a teatro
solo per stare al fresco
perché fuori c’era la stessa afa di qui
E cosí
versione ridotta a Mattighofen
Tagliata la scena di Einstein
e tutto quel che nel mio testo allude

196
alla bomba atomica
Battute essenziali è vero
però a Mattighofen è andata anche senza questa scena
Del resto ho omesso pure la scena
in cui Napoleone
si burla del re di Sassonia
benché mia moglie si sia poi trovata
in gravi difficoltà
Le donne non sono cosí duttili come noi
Creature tarde di riflessi
Naturalmente c’è stata una vistosa frattura nel mio dramma
però l’applauso è stato enorme
A Mattighofen ci hanno anche regalato
una forma di formaggio
Senonché mia moglie non mangia formaggio
a me il formaggio non piace
e i miei figli odiano il formaggio
e cosí ci trasciniamo dietro
quell’enorme forma di formaggio
in attesa di un acquirente
Pesa quarantatre chili quella forma di formaggio
e rischia di schiantarci l’asse posteriore
È Sarah che guida il furgone
perché Ferruccio si è rotto una mano
a Zwicklett
dove mio figlio è precipitato dal primo piano
mentre andava alla toilette
Un passo falso fatale
che sarebbe potuto risultar mortale
se i miei figli non fossero cosí agili
Anche qui il cesso è
fuori dell’edificio
Non posso pretendere che mia moglie
vada al cesso fuori casa

197
La prego
ci metta due pitali in camera
Minestrone
o stracciatella
Questo è stato sempre il problema
fino a quando ho optato una volta per tutte
per la stracciatella
Se mangiamo minestrone di pomeriggio
la sera non riusciamo a recitare
perché il ventre assorbe tutte le energie
e svuota la mente
Sua moglie aveva un’aria stranamente corrucciata
quando ci ha aperto
Neppure un cenno di saluto o quasi
So che questi sono paraggi inospitali
ma almeno un breve cenno di saluto
fa bene a chi arriva
Piú scendiamo lungo il Danubio
meno ospitali i paraggi
Afosi e scostanti
se non vogliamo definirli misantropici
A Gallspach
attratti dall’acqua di una fontanella
in un ombroso giardino di trattoria
volevamo mangiare un affettato misto
per cosí dire
ma la cameriera
venuta al nostro tavolo
ha continuato a tagliarsi le unghie
mentre parlava con noi
e quando una di quelle unghie
è schizzata in faccia a mia moglie
abbiamo lasciato precipitosamente il locale
Quando si viaggia di paese in paese

198
da queste parti
ne capitano di tutti i colori signor mio
e aggiunga poi tutti gli orrori
dell’austriaca gastronomia
Quel che mi ha tanto affascinato a Gaspoltshofen
per essere sincero
non è stato il pubblico
e nemmeno la perfezione della nostra rappresentazione
ma solo e unicamente il fatto
che ci hanno imbandito la tavola
su una tovaglia bianca
mentre altrove
abitualmente
servono da mangiare
solo su fogli di plastica
lurida e appiccicosa
Un viaggio in questi paraggi
è tutt’altro che appetitoso
Del resto il piú delle volte sorbisco la stracciatella
a occhi chiusi
ma in effetti quasi sempre con piacere
La prego
non mi tenga sulle spine
e vada a chiedere
se è possibile
servirci la stracciatella
qui e ora
La nostra zuppa esistenziale
per cosí dire
(Il locandiere esce)
Bottaio e comandante dei pompieri
Che strana gente
impugna le leve del potere
Quanto vi è di piú ridicolo

199
fa precipitar l’eccelso
(Si guarda in giro)
Repellente
Chissà cosa dirà Agathe
quando vedrà
Solo tanfo e sporcizia
(Passa in rassegna le pareti)
E queste orribili riproduzioni
devono sparire tutte
Io non recito fra siffatte riproduzioni
Questa sala è letale per lo spirito
E pretendono pure che si paghi l’affitto
Non mi facciano ridere
Bruscon non paga l’affitto
per un simile porcile
(Si volta, guarda verso il fondo)
Cesare potrebbe entrare da laggiú
però Napoleone non davanti a sinistra
Qui è impossibile
D’altra parte non posso tagliare
la scena di Cesare e Napoleone
Forse potremmo fare a meno
di Hitler
No
qui no
qui senza Hitler non va
(Guarda a destra)
Poi entra Sarah
e dice
Luigi ma che cosa stai facendo
Al che Ferruccio replica
Non mi offendere
Non gli sparo mica
Però questo possiamo anche tralasciarlo

200
Piú in generale tutte le scene d’amore
Tagliamo l’amore
ma non completamente
In fondo
nella mia Ruota della Storia
tutto è importante
tutto è ugualmente importante
A Gaspoltshofen non si sono impegnati troppo
perché avevo detto loro
che a Gaspoltshofen erano tutti scemi
Umanità degradata e scimunita
E invece non avrei dovuto dirlo
perché hanno recitato male
come non mai
E a Utzbach reciterebbero anche peggio
se dicessi loro
quel che penso di Utzbach
Ma lo vedono anche loro
che cos’è questa Utzbach
Povera Agathe
D’altra parte non mi fa affatto pena
Le donne fanno teatro
gli uomini sono il teatro
Le donne fanno commedie
questo è il problema
Gratta gratta
sono creature senza talento
ecco cos’è
Non interiorizzano nulla
però proclamano tutto
non sentono nulla
però mostrano tutto
Non capiscono niente
Il padre può dire ciò che vuole

201
ma non serve a niente
La madre rovina
l’opera del padre
(Osserva il pavimento della pedana)
Un figlio deficiente
una figlia
piú o meno scema
(Guarda verso la finestra)
Una moglie che si sente sempre
accantonata
e che mi fa impazzire
Io non volevo
fare la tournée
io sono sempre stato contrario a questa tournée
ma poiché continuava a tormentarmi
accampando l’aria buona di campagna
ho ceduto
Le persone deboli di petto e difficili di carattere
sono quasi insopportabili
Tiranniche per cosí dire
fanatiche dell’abiezione
L’aria buona di campagna
che respireremo durante la tournée
ha continuato a dire
E invece è soltanto puzzo
e le sue condizioni
non sono mai state peggiori di adesso
Anche il medico diceva
vada con sua moglie in tournée
I medici sono tutti idioti
Ci dominiamo
tariamo
quando siamo nelle loro grinfie
però sono tutti idioti

202
Ho ceduto
e siamo andati in tournée
Spregevole debolezza di carattere da parte mia
La Ruota della Storia
gettata piú o meno
in pasto ai porci
Se l’avessi rappresentata a Colonia
o anche solo a Bochum
sul Reno o nella Rühr
tutto sarebbe andato meglio
E cosí invece l’ho distrutta
Ho ceduto alle chiacchiere
Utzbach o Butzbach che sia
lenzuola mezze marce
lacere tende di plastica
e per panorama una porcilaia
Se almeno non avessi visto sulle pareti
a migliaia
le macchie di sangue
delle zanzare schiacciate
che qui chiamano moscerini
L’ho vista scossa dalla febbre in effetti
Agathe le ho detto
bada di non ammalarti
non qui
non in questa
in questa Utzbach
Un bacio in fronte
e
vedi di farcela le ho detto
(Si raddrizza nel veder rientrare il locandiere)
Allora
È possibile avere
questa stracciatella

203
LOCANDIERE Mia moglie la sta già preparando
benché abbiano bisogno del suo aiuto per gli insaccati
BRUSCON Per gli insaccati
LOCANDIERE Oggi è il giorno dei sanguinacci
BRUSCON Il giorno dei sanguinacci
il giorno dei sanguinacci
Che cosa significa
LOCANDIERE Questo è il giorno in cui insacchiamo i
sanguinacci
BRUSCON Il giorno dei sanguinacci
Proprio oggi doveva esserci
il giorno dei sanguinacci
LOCANDIERE Non ci vuol molto
per fare una stracciatella
BRUSCON Già
LOCANDIERE E poi verrà Erna
a sparecchiare
BRUSCON Verrà Erna
Erna
E chi è Erna
LOCANDIERE Mia figlia
BRUSCON Ah
LOCANDIERE (ha portato un paio di sedie e le ha allineate in
fondo alla sala)
Il giorno dei sanguinacci
dobbiamo dare tutti una mano
BRUSCON Aha
Dunque una giornata sfavorevole
per noi
LOCANDIERE Per tutti
Di solito il giorno dei sanguinacci
non abbiamo tempo per nessuno
BRUSCON Tempo

204
per nessuno
il giorno dei sanguinacci
LOCANDIERE Ma non fa niente
BRUSCON Niente
Non fa niente
C’è ogni settimana
un giorno dei sanguinacci
LOCANDIERE Tutti i martedí
(scosta una tenda, poi la strappa già del tutto e l’abbandona
per terra)
BRUSCON Queste tende sono tutte rotte
(Guarda il soffitto)
E il soffitto è pieno di crepe
LOCANDIERE Sono quarant’anni
che non lo ritinteggiamo
BRUSCON Ah
(Guarda le riproduzioni)
E questi quadri
questi paesaggi
sono soltanto brutte macchie
conservate sotto vetro
Bisogna togliere questi quadri
non posso recitare fra questi orrori
(Fissa una delle riproduzioni)
Non è un ritratto di Hitler questo
LOCANDIERE Ma certo
BRUSCON (domanda)
Ed è appeso qui da sempre
LOCANDIERE Ma certo
BRUSCON (domanda)
Da decenni
LOCANDIERE Ma certo
BRUSCON È cosí sporco

205
che bisogna guardare attentamente
per capire che è Hitler
LOCANDIERE Finora nessuno
ha trovato da ridire
BRUSCON Trovato da ridire
Quando parla con gente di città
lei si sforza di esprimersi correttamente
Ci prova almeno
il che è lodevole per un verso
ma non per l’altro
Hitler compare anche nel mio dramma
incontra Napoleone
e brinda con Roosevelt
sull’Obersalzberg
il nido dell’aquila
Sempre che oggi non decida di tagliare questa scena
il ritratto di Hitler potrà restare appeso al muro
Non è una cattiva idea
Goethe è colto da un attacco di tosse
e Kierkegaard lo accompagna fuori del salone
dopo l’ingresso di Hitler e Napoleone
Kierkegaard
il grande danese
che ha scritto Aut aut
ma lei ovviamente
non sa di chi parlo
(Si siede, esausto)
Arriviamo in un luogo
ed è un luogo ottuso
incontriamo un essere umano
ed è un essere ottuso
(Direttamente al locandiere, bisbigliando)
Questo è uno Stato totalmente ottuso
popolato

206
da individui totalmente ottusi
Non importa con chi parliamo
perché si constata subito
che è un cretino
Non importa chi ascoltiamo
perché si constata subito
che è un analfabeta
Dicono
di essere socialisti
e invece sono nazionalsocialisti
Dicono
di essere cattolici
e invece sono nazionalsocialisti
Dicono di essere esseri umani
e invece sono idioti
Austria
Österreich
L’Autriche
Mi sembra
di dar spettacolo in una fogna
nell’infetto foruncolo d’Europa
(Fa un cenno al locandiere perché gli si avvicini e gli
sussurra all’orecchio)
Qui tutto puzza
ed è un terribile déjà-vu
signor mio
(Di nuovo a voce alta)
Si rovescia lo stomaco
ovunque
si guardi
Dove c’era un bosco
una cava
dove c’era un prato
un cementificio

207
dove c’era un uomo
un nazista
E inoltre sempre
dappertutto
quest’atmosfera elettrica prealpina
in cui un uomo sensibile
deve anche continuamente temere
che gli venga un colpo
Questa tournée lo prova
Questo paese
non vale la carta
su cui sono stampati i suoi depliant
(Esausto)
Utzbach
Una congiura
contro di me
contro tutto ciò
che vale qualcosa
(Esclama)
Una trappola per l’arte signor mio
una trappola per l’arte
(Direttamente al locandiere)
Dica un po’
ma il giorno dei sanguinacci
c’è tutte le settimane
LOCANDIERE Ogni martedí è giorno di sanguinacci
BRUSCON Ogni martedí
LOCANDIERE (è salito sul davanzale di una finestra per
togliere dal vetro una grande ragnatela)
Ogni martedí
BRUSCON E insaccate tutti i giorni
LOCANDIERE Insacchiamo un giorno sí e un giorno no
BRUSCON Però il martedí

208
è il giorno degli insaccati di sangue
LOCANDIERE Appunto
(Salta giú dal davanzale e scuote la ragnatela sul pavimento)
BRUSCON Ogni martedí è giorno di sanguinacci
Dovevo immaginarlo
Se almeno non odiassi
tutti gli insaccati
meno l’affettato misto
(Tenta di alzarsi ma torna subito a sedersi)
Poi mi abbandonano improvvisamente
tutte le membra
Maledetta Zwicklett
Mio figlio cadendo
avrebbe potuto rimetterci la pelle
Braccio destro ingessato
Lí per lí ho pensato
che tragica fatalità
poi però ho fatto caso
che tutti i personaggi interpretati da mio figlio
avevano il braccio destro storpio
Hitler aveva il braccio destro storpio
Anche Nerone
come certamente sa
e Cesare
Anche Churchill aveva il braccio destro storpio
Tutti i cosiddetti grandi tiranni
avevano il braccio destro storpio
E quindi col braccio ingessato
interpreta i cosiddetti grandi tiranni
anche meglio
di prima
Sono parti che ho scritto addosso
a mio figlio
a quell’antitalento

209
esattamente come le parti di mia figlia
per tacere delle parti
che interpreta mia moglie
Dilagante antitalentismo signor mio
Quando scriviamo una commedia
e fosse pure una commedia universale
dobbiamo sempre rammentare
che sarà rappresentata da dilettanti
da antitalenti
È la nostra sorte
Il drammaturgo
non dimentichi mai
che la sua commedia è portata sulle scene
dagli antitalenti
Per grandi e famosi che siano gli attori
sono altrettanti antitalenti
Tutti quelli che calcano le scene
sono antitalenti
e piú appaiono grandiosi
piú sono famosi
piú è schifoso il loro antitalento
Un attore di talento
è raro quanto un buco di culo in fronte
È una constatazione fatta da Pirandello
ma può darsi che l’abbia fatta io
Pirandello faceva di queste constatazioni
però anch’io faccio ininterrottamente constatazioni simili
La maggior parte del tempo non so
se sono constatazioni mie
o di Pirandello
Non lo so
Dunque lo devo considerare un onore particolare
che lei trovi del tempo da dedicarmi
proprio il giorno dei sanguinacci

210
in cui c’è bisogno di lei in macelleria
per insaccar sanguinacci suppongo
(Entrano Sarah e Ferruccio con il braccio destro ingessato.
Portano il baule delle maschere)
Il baule delle maschere
Mettetelo lí

(I due portano il baule delle maschere nel punto indicato da
Bruscon)
Ho detto lí
(Indica col bastone)

non lí
(I due sollevano il baule e lo spostano)
Lí lo voglio
Voglio il baule lí
Il baule delle maschere lí
proprio lí
dove ho detto io
(Il locandiere sale sulla pedana e aiuta gli altri due a
spostare il baule
Bruscon palpeggia il baule delle maschere)
Questo baule è tutto umido
Nuoce anche alle maschere
questo tempo afoso
umido e afoso
Certo che nuoce alle maschere
(Ferruccio tenta di aprire il baule ma, a causa del braccio
ingessato, non ci riesce)
Locandiere
lo apra lei il baule
Mio figlio è uno storpio
incapace
di aprir bauli

211
Adesso questo scimunito
è anche storpio
(Il locandiere apre il baule
Bruscon a Sarah)
Non vedi
che sono in un bagno di sudore
Non lo vedi bambina mia
(Sarah, con un grande fazzoletto, asciuga il sudore sulla
fronte del padre
Il locandiere spalanca il baule delle maschere)
Perché mi avete lasciato qui da solo
per tutto questo tempo
Solo
in quest’orrenda sala
in cui rischio di contrarre una malattia mortale
Seduto qui da solo
abbandonato da tutti
su una sedia dura
in compagnia di un oste
(Al locandiere)
Ecco il risultato
ecco che cosa si ricava
dal mettere al mondo figli
dal tirarli su col fiato per decenni
Abbandonati
Soli
(A Ferruccio)
Quella ridicola frattura
non è un buon motivo
per battere la fiacca
(Al locandiere)
Nelle mie vene
scorre ancora un po’ di sangue italiano
la passione dell’arte

212
(Guarda nel baule aperto)
la genialità signor mio
ma nei figli del sangue italiano
non c’è piú traccia
Sappia
che mio nonno materno
era un emigrante
partito da Bergamo
Superate le Alpi
è arrivato fino a Kiel
sul Baltico
Faceva il posatore di traversine
sulla linea Amburgo-Copenhagen signor mio
Il grande Bruscon
non ha mai rinnegato le sue origini
(A Sarah)
Tòglimele
(Distende le gambe)
Toglimi le scarpe
Tutto mi duole
tutto
Sono tutto un dolore
(Sarah gli sfila le scarpe e lui distende le gambe il piú
possibile, muove le dita dei piedi)
Fallo come a Gaspoltshofen
dall’alto in basso
e dal basso in alto
Come a Gaspoltshofen bambina mia
(Sarah massaggia le piante dei piedi paterni)
Cosí va bene
(Ferruccio estrae improvvisamente dal baule la maschera di
Cesare e l’appoggia sul volto del locandiere
Bruscon, indignato)
Ma che cosa fai

213
Rimetti subito la maschera nel baule
Nel baule
immediatamente
(Con i piedi colpisce Sarah in faccia)
Rimetti subito la maschera nel baule
Che cosa ti viene in mente
È mostruoso
dare la maschera di Cesare a certa gente
a un indegno
a un oste
a un nemico dell’arte
a un odiatore del teatro
Una vergogna
Una mostruosità
(Ferruccio ripone la maschera di Cesare nel baule)
Chiudi il baule
Chiudilo
Voglio che il baule sia chiuso
(Ferruccio abbassa il coperchio del baule
Bruscon al locandiere)
Che cosa fa ancora qui in giro
Perché mi fissa in quel modo
Ma chi crede
di essere
Ah
(Allunga le gambe, il locandiere accenna a uscire)
No no
Rimanga pure
Qui tutto mi dà ai nervi
in questa
in questa
(Sarah gli massaggia di nuovo le piante dei piedi)
in questa
LOCANDIERE Utzbach

214
BRUSCON in questa Utzbach
o Butzbach che sia
Tutto qui
(Al locandiere)
Mi scusi
Non è mia abitudine
non è mai stata mia abitudine
però quest’afa
(A Sarah)
Ti dispiace togliermi finalmente
il soprabito
(Si alza, Sarah lo aiuta a sbarazzarsi del soprabito)
Siamo tutti
vittime della nostra passione
Non importa quello che facciamo
siamo tutti vittime della nostra passione
(Sarah prende il soprabito e lo dà a Ferruccio; Ferruccio lo
consegna al locandiere che se lo appoggia sul braccio)
Siamo moribondi
e ci comportiamo
come se dovessimo vivere in eterno
Siamo agli sgoccioli
e ci atteggiamo
come se potessimo continuare a vivere per sempre
(Si abbandona sulla sedia)
Sarah bambina mia
aiutami almeno tu
e specialmente quando
si scatena l’inferno
Vieni qui
(L’attira a sé, la bacia sulla fronte)
Sei rimasta scema
però voglio bene a te
come a nessun altro

215
(Improvvisamente, curioso)
La mamma
ha memorizzato le sue battute
(Sarah annuisce)
Tua madre
è un antitalento
ma è proprio per questo
che l’ho raccattata
Ricordi dove
SARAH Sulla costa atlantica
BRUSCON Appunto
Sulla costa atlantica
È successo a Le Havre
È strano come tutte le località costiere
abbiamo sempre avuto per me
tanta importanza
Le Havre Ostenda
Kiel bambina mia
e anche Palermo
(A Ferruccio)
Oggi mi farai un Cesare
piú contenuto capisci
piú contenuto
e un Hitler piú allegro del solito
non cosí malinconico come a Gaspoltshofen
Hitler non era malinconico
E ci vuole un po’ piú di carnalità nel mio Churchill
capisci
un po’ piú di carnalità
(A Sarah)
Le ha memorizzate dici
La mamma ha memorizzato le battute
e tu hai controllato
(Sarah annuisce)

216
Una frana
verosimilmente
Non è mai stata brava
Non ha mai capito niente
Per quanto glielo abbia spiegato e rispiegato
non ha mai capito niente
In compenso ha messo al mondo una bella figliola
Te
(Attira Sarah a sé e la bacia di nuovo sulla fronte. A
Ferruccio)
Il nostro borghesuccio
In fondo tu non sei fatto per il teatro
Che disdetta
mi dico spesso
È nostro figlio
eppure non capisce la poesia
non sa che cos’è
la fantasia
non sa che cos’è lo spirito
non sa che cos’è la creatività
(Lo convoca con un cenno)
Vieni qui
Non te la prendere
(Ferruccio si avvicina al padre)
Tu sei la mia piú grande delusione
capisci
però non mi hai mai deluso
Almeno ti rendi utile
(Il locandiere esce di soppiatto
Bruscon gli grida dietro)
La stracciatella
La vogliamo servire questa stracciatella
sí o no
E che sia calda per piacere

217
non tiepida come al solito
(Si guarda attorno)
Eccoci serviti
Abbiamo dato retta a vostra madre
siamo andati in tournée
per riguardarle i polmoni
e questo è il risultato
Che orrore dico bene
Utzbach si chiama questo posto
Utzbach oppure Butzbach
(Abbraccia Sarah)
Il mondo è crudele bambina mia
e non risparmia niente
e nessuno
Il mondo distrugge ogni cosa
Chi crede di potergli sfuggire
è subito raggiunto
e il traguardo d’ognuno
sono la sventura
e la fine
Ma guardate quest’orribile sala
Mi ci mancava solo questa
E quell’oste miserabile
che emana un lezzo orrendo
pretende anche che gli paghi l’affitto della sala
Il comandante dei pompieri
non autorizza
che si spenga la luce di emergenza
Io però non recito
gli ho detto
se non si spegne la luce di emergenza
Buio assoluto ho detto
Non sono disposto a far rovinare
la mia commedia

218
da quest’orrenda Utzbach
Questa gente non merita
che si metta piede nel loro paese
per tacere dell’esibizione d’una compagnia teatrale
tanto piú quella del grande Bruscon
(Direttamente a Sarah)
Hai sistemato la parrucca
SARAH Sí
BRUSCON (a Ferruccio)
E tu
hai riparato le scarpe
FERRUCCIO Sí
BRUSCON Non dobbiamo transigere mai
né venir meno ai nostri impegni
solo perché siamo in viaggio
Ovviamente oggi rappresenteremo
l’intera commedia
Oggi non taglio niente
e proprio perché siamo qui
(A Sarah)
Tua madre ha ancora la tosse
SARAH Tossisce ancora
Ha tossito anche nel dire le battute
BRUSCON Lo supponevo
che avrebbe finito col tossirmi le battute
Ha preso le pillole contro la tosse
SARAH Sí
BRUSCON E allora perché tossisce
Una parte cosí bella
un magnifico passaggio
e lei me lo stronca a colpi di tosse
Però non dobbiamo assecondarne
la volgarità

219
È la proletaria in lei
che l’induce a distruggere ogni cosa grande
sia pure soltanto a colpi di tosse
Vostra madre è una proletaria
però io l’amo
questa è la verità
Mi arrabbio in continuazione con lei
però l’amo
Ha pronunciato piano la battuta
come le avevo chiesto
(Sarah annuisce)
Intendi forse dire
che non l’ha
che non l’ha pronunciata piano
come ho ordinato
Che non mi pronunci la battuta
come ha fatto a Gaspoltshofen
È inammissibile
Lo so benissimo
che voi due siete in combutta
Tu stai dalla mia parte
però consenti a tua madre
queste sbandate
questi deragliamenti artistici
queste bassezze artistiche
In ogni frase che pronuncia
si sente che suo padre era un muratore
Essere muratori non è una vergogna
ma cogliere il muratore suo padre
ancora oggi in ogni frase che dice
è un’infamia
Il fatto è
che cogliamo sempre in ogni attore
e non importa chi sia

220
il padre
e questo è deprimente bambina mia
Solo in voi due purtroppo non ci si accorge
che vostro padre è Bruscon
il grande attore accademico
il piú grande attore accademico
che sia mai esistito
(Stende le gambe, Sarah gli massaggia le piante dei piedi.
Ferruccio si sposta dietro il padre e comincia a
massaggiargli le spalle)
Siete entrambi
artisti nati del massaggio
Sareste dovuti diventare massaggiatori
e avreste fatto molta strada
(Allunga maggiormente le gambe)
Massaggio sí
teatro no
L’umanità ignora
che cosa sia
un massaggio eseguito alla perfezione
Naturalmente sono stato io a insegnarvi il massaggio
Vostra madre è incapace perfino di massaggiare
Lentamente e molto delicatamente
(Chiude gli occhi)
Nulla è piú indispensabile
prima d’una recita
d’un buon massaggio
perché stimola la fantasia
sveglia lo spirito
e rende possibile l’arte
l’arte massima
(Entrano il locandiere e la locandiera con la stracciatella)
Che profumo
(A Sarah)

221
Aiutami a raddrizzarmi
(Sarah lo aiuta. Il locandiere e la locandiera dispongono i
piatti sul tavolo e servono la stracciatella)
Siamo sicuri che sia calda
LOCANDIERE La minestra è bollente
BRUSCON Stracciatella figli miei
E ora aiutate il vostro povero padre disfatto
ad accostarsi al desco
(Ferruccio e Sarah aiutano il padre a sedersi a tavola. Entra
Erna con una scopa di saggina)
Nessuno conosce
l’origine della stracciatella
Forse l’hanno inventata in Boemia
(Sarah accosta una sedia al padre)
Del resto è indifferente
chi abbia inventato
la stracciatella
(La signora Bruscon entra avvolta in una pesante vestaglia)
SARAH (a Bruscon)
Ecco la mamma
BRUSCON Come hai detto
SARAH Ecco la mamma
È venuta la mamma
BRUSCON Dove
SARAH Eccola
BRUSCON Eccola eccola
(Sorbisce un cucchiaio di minestra)
Non la vedo
SARAH La mamma è qui
Qui
BRUSCON (alza lo sguardo)
Ah
Eccoti

222
(Sorbisce un cucchiaio di minestra)
Ottima minestra
Davvero ottima questa stracciatella
Sedetevi
Su sedetevi
(Tutti si siedono meno la signora Bruscon
Bruscon, sgarbato, alla moglie)
Siediti
Che cosa fai lí in piedi
Cosa aspetti
(La signora Bruscon si siede davanti al marito
Bruscon, dopo una pausa)
Hai tossito nel dire la battuta
È vero
Non dirmi che è vero
che hai tossito nel dire la battuta
come sostiene Sarah
Sai che divertimento stasera
proprio stasera
che ho deciso di dare
piú o meno
una rappresentazione di gala
(Sorbisce la minestra)
Piú o meno
Hai capito benissimo
Una rappresentazione di gala
(Il locandiere e la locandiera escono)
in questo posto meraviglioso
I ragazzi volevano andare allo stagno
seguendo il cartello con la scritta
Allo stagno
e sono finiti in una discarica
(Dopo una pausa)
Utzbach

223
Utzbach oppure Butzbach
(Intima alla signora Bruscon)
Mangia
È da tempo che non ci servivano piú
una minestra cosí buona
una cosí buona stracciatella
(Erna comincia a scopare vigorosamente sollevando nugoli
di polvere. Tutti cominciano a tossire)

(Sipario)

224
Scena seconda

Mezz’ora dopo. Mentre Ferruccio, in piedi su una scala, sta


montando il sipario

BRUSCON (seduto su una sedia, a Sarah inginocchiata


davanti a lui)
Piano bambina mia
Lo sai
che non amo
sentirti pronunciare questa battuta
a voce troppo alta
Oggi nelle commedie sbraitano
Ovunque andiamo
non sentiamo che sbraitare
E non solo in provincia
anche nei grandi teatri non fanno altro che sbraitare
Pianissimo questo passaggio
hai capito
Tu credi che non ti sentano
e invece devono sentirti
Parli cosí piano da credere
che non ti sentano
e invece basta pronunciare bene le parole
(Esemplifica)
Se non possediamo la bellezza
e abbiamo uno spirito profondamente malato

225
sprovveduti anche nell’animo
Ecco
cosí
parla cosí piano da credere
che non ti sentano affatto
e invece t’inganni
Chi pronuncia bene le parole è sentito
anche se parla tanto piano
da convincersi egli stesso di non essere sentito
SARAH Se non possediamo la bellezza
e abbiamo uno spirito profondamente malato
sprovveduti
BRUSCON Non ci siamo
Da capo
Disinvoltura da un lato
massimo acume artistico dall’altro
Sai bene
che cosa intendo dire
Be’
SARAH Se non possediamo la
BRUSCON No no no
Ma non capisci
Piano
Disinvoltura da un lato
massimo acume artistico dall’altro
SARAH Se non possediamo la bellezza
e abbiamo uno
BRUSCON (l’interrompe con un gesto)
Quella che ti manca
è la concentrazione
con cui devi parlare
Ti manca la concentrazione
Devi parlare

226
profondamente concentrata
Cosí
Se non possediamo la bellezza
e abbiamo uno
Concentrati bambina mia
Be’
SARAH Se non possediamo la bellezza
BRUSCON (l’interrompe)
Sei impossibile
È come se tu non avessi mai imparato nulla
Cosí non ti distingui minimamente
dal dilettantismo
che oggi domina ovunque
La gente non sa piú parlare
Perfino nei maggiori teatri
non c’è un cane che sappia piú parlare
Nei piú famosi teatri della Germania
oggi parlano
da far rizzar le setole a una scrofa
Ma forse ti chiedo troppo
A volte penso
che hai proprio preso da tua madre
(Sarah si alza)
Dopo la rappresentazione vieni da me
e proveremo insieme questo passo
a costo di far le due
Senza pietà
Ho sempre pensato
di essere un maestro eccellente
ma era un’illusione
Da Ferruccio non mi aspetto alzate d’ingegno
ma da te bambina mia
Vieni qui
Dammi la mano

227
(Sarah gli porge la mano)
Chi è tuo padre
Chi è tuo padre
SARAH Il signor Bruscon
BRUSCON (la respinge)
Svergognata
Come ti permetti
Pagherai care un giorno
queste impertinenze
Vieni qui
Ti ho detto di venire qui
(Sarah gli si avvicina)
Non tollero obiezioni
e rifiuti d’ubbidienza
(Le afferra una mano e gliela stringe fino a farle male)
Allora
Chi è tuo padre
Dimmi chi è tuo padre
FERRUCCIO (che ha seguito la scena)
E diglielo no
BRUSCON (a Ferruccio)
Taci tu
buonanulla
antitalento
Ferruccio soltanto
perché sono un ammiratore di Busoni
ma tu non fai onore
al genio di Busoni
(Stringe ancora piú forte la mano di Sarah)
E allora
Chi è tuo padre
SARAH (riluttante)
Il piú grande attore

228
di tutti i tempi
BRUSCON (la respinge facendola barcollare)
Va bene
Questo volevo sentirti dire
Oggi dopo tutto
non me lo aveva ancora detto nessuno
Quando si ha bisogno di voi
non sapete far altro che defilarvi
Vieni qui
Ti ho detto di venire qui
Tuo padre ti ordina
di venire qui
(Sarah gli si avvicina)
Visto che a voi
non viene in mente
spontaneamente
di dirmi
chi sono
ve lo si deve estorcere
Non ho altra scelta bambina mia
La nostra è una vita disperata
un’esistenza spaventosa
E come se non bastasse abbiamo anche
una mamma stupida e malata
che si è rifugiata nell’ipocondria
che tossisce le sue battute
Sarà una catastrofe
se il comandante dei pompieri
insisterà nel voler applicare la legge
e non acconsentirà
al buio assoluto nella mia commedia
È stato semplicissimo ovunque
Qui è tutto complicatissimo
È come se qui a Utzbach

229
fossimo caduti in una trappola
(A Ferruccio)
Hai rammendato quel buco
FERRUCCIO Sí
BRUSCON Che bisogno c’era che fosse di velluto
Tutti noi lo stiamo ancora scontando
Bastava il lino
Il lino sarebbe stato anche meglio
Il lino si apre meglio
si chiude meglio
No
Macché
Velluto
per la megalomania proletaria
di vostra madre
Ha sempre sofferto
di mania di dissipazione
Se fosse dipeso da me
avremmo pagato i costumi
un terzo di ciò che ci sono costati
E invece no
Li ha voluti di seta
Seta artificiale dicevo io
Seta diceva lei
Lino dicevo io
Velluto diceva lei
I proletari pretendono il lusso
Ecco che cos’è
ecco che cosa
ci porta sull’orlo della rovina
Quando i proletari alzano la testa
allora la alzano davvero
Quelli come noi si accontentano di un pasto semplice
però loro mangiano à la carte

230
noi ordiniamo pollo
loro si fanno servire un cordon bleu
noi viaggiamo in seconda
loro in prima
noi andiamo in vacanza
ammesso e non concesso di poterci concedere una vacanza
a Merano o in montagna
loro volano alle Seychelles
Meno male che vostra madre
la tengo sotto controllo io
Vi avrebbe allevati fin da bambini
nelle sete e nei velluti
e invece il cotone è bastato
Lo dovete a me
se siete cresciuti nel cotone
perché se fosse dipeso da vostra madre
da quella figlia d’un muratore
vi avrebbe viziati a morte
fin dalla prima infanzia
Da quando i proletari dettano legge
il mondo va a rotoli
Andrà meglio avevano promesso
e invece va sempre peggio
e non c’è bisogno di provarlo
basta usare il cervello
aprire gli occhi per cosí dire
Adesso il cosiddetto socialismo
ci presenta il conto
e le casse sono vuote
e l’Europa è in ginocchio
Ci vorranno cent’anni
per rimediare ai danni
causati dai proletari
e quel che maggiormente m’addolora

231
è che i proletari
abbiamo distrutto anche il teatro
Ecco la verità
Ma perché perdo tempo a discutere con voi
che non capite mai
quel che vi dico
(A Ferruccio)
Alle sei prova delle luci
Lentamente
luce verde dall’alto
sul volto di Churchill
non come a Gaspoltshofen
dove nemmeno un raggio di luce
ha illuminato il volto di Churchill
E tu
quando farai Lady Churchill
mettiti le scarpe rosse
Mi credi orbo forse
A Gaspoltshofen avevi quelle nere
La Lady Churchill della mia commedia
indossa scarpe rosse non nere
È della massima importanza
che indossi scarpe rosse
e non nere
Lady Churchill ha le scarpe rosse
Quelle nere le indossa l’amante di Metternich
Anche se tu non capisci perché
io lo so
e tanto basti
Che ne diresti di portarmi
qualcosa da bere
Io qui muoio di sete
mentre vostra madre
(Alza lo sguardo)

232
se la piglia comoda lassú
fingendo un raffreddore
mentre io muoio di sete
Avranno pure dell’acqua minerale
almeno una bottiglia di Römerquelle
(Guarda di nuovo il soffitto della sala)
È una perfida bassezza
fingere continuamente malattie
che non ha
Non mi serve un medico
per capire
che è perfettamente sana
Isterica
ecco che cos’è
Tosse finta
asma recitata
vostra madre ha una riserva enorme
di sintomi morbosi
(Improvvisamente a Sarah)
Che cosa fai ancora qui
Ho detto Römerquelle
o Apollinaris
ma immaginarsi se ne avranno
qui
a Utzbach
(Sarah esce
Bruscon a Ferruccio)
Vostra madre
investe tutto il suo talento
nelle malattie immaginarie
anziché nell’arte teatrale
So benissimo
che odia la mia commedia
Odia tutto di me

233
o quanto meno tutto ciò che di me
è spirituale
Siate contenti di avere me
e di non soffocare anche voi
nella vita coniugale
Nessuno o quasi si accorge
che siete artisti
o quanto meno presunti
artisti
artisti del palcoscenico
un’espressione che se non fosse
tanto repellente
userei piú spesso
e che invece mi ripugna
(Ferruccio ha finito di montare il sipario e salta giú dalla
scala)
Agile
lo sei sempre stato
ma da dove ti viene l’agilità non so
Tua madre è un bastone
io sono goffo
e tu sei sempre stato agile
Però io
non mi sono mai
fratturato
Tua madre sí
tua madre è sempre stata
fragile
(Il locandiere e la locandiera portano un cesto di biancheria
e lo depongono sulla pedana)
Per favore
mettete quel cesto lí
(Indica col bastone, il locandiere e la locandiera eseguono)

234
sí lí
no lí

cosí sí
proprio lí

(Il locandiere e la locandiera depongono il cesto)
Quest’afa
Quest’afa da un lato
e questa sensazione di gelo
dall’altro
(Al locandiere)
È già stato dal comandante dei pompieri
LOCANDIERE No non ancora
BRUSCON Che cosa aspetta
Le ho pur detto
che la questione della luce d’emergenza
è fondamentale
La mia commedia non sopporta luci d’emergenza
Capisce
Buio assoluto signor mio
Lo dica al comandante dei pompieri
al suo bottaio
Sia ben chiaro
e non lo consideri una minaccia soltanto
che noi non reciteremo
se la luce d’emergenza non sarà spenta
(Esclama)
È ridicolo
insistere sulla luce di emergenza
assolutamente ridicolo
Su su
vada
e gli dica che l’ho mandata io

235
e che si tratta
d’una questione essenziale
la piú essenziale
in assoluto
(A Sarah che è entrata con un bicchier d’acqua)
Dico bene Sarah
(A Ferruccio)
Dico bene figlio mio
(Al locandiere)
Noi non reciteremo
con la luce d’emergenza accesa
E ora vada
Stiamo perdendo troppo tempo
(Alla locandiera)
Come la mettiamo con la cena
Cena calda naturalmente
Un’opulenta cena d’attori
Che cosa ci suggerisce di buono
LOCANDIERA Bistecche di manzo con cavoli
oppure gnocchetti e spezzatino
BRUSCON Gnocchetti e spezzatino
o bistecche di manzo con cavoli
Cavoli
cavoli cappucci vorrà dire
Ma forse
sceglierò soltanto dopo
È vero
che sua figlia è orba di un occhio
LOCANDIERA Ha il glaucoma
BRUSCON Soffre di glaucoma la piccina
E allora la si dovrà operare
LOCANDIERA Anche il dottore dice
che la si dovrà operare

236
BRUSCON Il glaucoma non si può che operare
Però ho visto che sua figlia
le dà una bella mano in cucina
dico bene
LOCANDIERA Sisí
BRUSCON Bella bambina
Peccato che abbia il glaucoma
(A Ferruccio)
Cala il sipario
(Il locandiere e la locandiera escono. Ferruccio abbassa il
sipario)
Su il sipario
(Ferruccio alza il sipario)
(Bruscon a Sarah)
Mettiti dietro il sipario
Voglio vedere l’effetto
quando sei dietro il sipario
e si alza il sipario
A Gaspoltshofen non abbiamo fatto
neanche una prova di sipario
(Sarah si colloca dietro il sipario con il bicchiere d’acqua e
Ferruccio alza il sipario)

Può andare
Non a strappi come a Mattighofen
Lentamente
ma non troppo lentamente
(A Ferruccio)
Abbassalo
e poi rialzalo
(Ferruccio abbassa il sipario e poi lo rialza, mentre Sarah
non si è mossa e scava con un dito nel naso)
Bene cosí

237
Giú il sipario
(Ferruccio abbassa il sipario)
Su il sipario
(Ferruccio alza il sipario
Bruscon pensieroso)
Penso all’effetto
d’una Lady Churchill che si scava nel naso
quando si alza il sipario
No
non sto scherzando
Ti eri infilata un dito nel naso bambina mia
e a me è venuta un’idea
un’idea ridicola lo so
lo so che è un’idea ridicola
però
Ci vengono idee d’ogni genere
ma per lo piú sono ridicole
(A Ferruccio)
Giú il sipario
(Ferruccio cala il sipario)
Su il sipario
piú rapidamente di prima
ma non troppo rapidamente
(Ferruccio alza il sipario
Sarah fa la lingua a Bruscon
Bruscon a Sarah)
Tu credi
che io non veda
che mi fai la lingua
Uno squallido espediente
per irritare il genitore
ma io non raccolgo
(A Ferruccio)
E va bene

238
riabbassa il sipario
ch’io non debba piú vedere
quella brutta bambina
(Si abbandona esausto su una sedia. Ferruccio abbassa il
sipario
Bruscon dopo un po’, grida irritato)
Römerquelle
(Sarah si avvicina a Bruscon con il bicchier d’acqua
Bruscon beve un sorso, si accorge che l’acqua che Sarah gli
ha portato è acqua comune, la sputa)
Acqua comune
acqua di rubinetto
acqua di Utzbach
dove tutto è appestato
che è tutta una cloaca
(Dà uno spintone a Sarah, il bicchiere cade a terra)
Römerquelle ho detto
acqua minerale
acqua minerale sigillata
e tu osi portare a tuo padre
comunissima
e per di piú inquinata
acqua di Utzbach
È una vergogna
(Sarah raccoglie i pezzi del bicchiere)
E allora birra piuttosto
Anzi no
Ucciderei la mia commedia
Se bevo un sorso di birra
non riesco piú a pronunciare una frase
(A Ferruccio)
Ferruccio
ascoltami bene
Vai in paese

239
a prendere tre o quattro bottiglie d’acqua minerale
in un negozio di generi misti
Suppongo che avranno
una riserva d’acqua minerale
altrimenti
fai un salto a Gaspoltshofen
e vammi a prendere un paio di bottiglie di Römerquelle
A Gaspoltshofen avevano la Römerquelle
Su vai
Io nel frattempo ripasserò con Sarah
l’incontro fra Metternich e Napoleone
a Zanzibar
(Intima bruscamente a Ferruccio)
Fila
(Ferruccio esce
Bruscon attira Sarah accanto a sé)
È bello bambina mia
poter star solo con te
quando quelle sciagure
non ci sono
(Estrae un fazzoletto di tasca. Sarah gli asciuga il sudore
sulla fronte)
Il mio cuore mi preoccupa
bambina mia
mi preoccupa da parecchio tempo
Tua madre asserisce
di soffrire di cuore
ma io soffro di cuore davvero
(Accarezza la mano di Sarah)
Quando saremo a Rouen
avrai l’abito da ballo
che desideri
Rouen
sarà il massimo

240
Detto fra di noi
io sono un classico
e fra non molto
questo che è per ora soltanto un segreto fra di noi
sarà noto al mondo intero
Mio dio
Goethe
chi sarà mai
Ma lo sai
che ho lavorato otto mesi
alla sola scena di Metternich
Agathe non ha mai capito
perché mi sono rinchiuso piú o meno
per otto mesi nella mia stanza
perché mi sono negato a lei per tutto quel tempo bambina
mia
Otto mesi solo per la scena di Metternich
La grande arte
è un processo terribile bambina mia
(Entra Ferruccio con due bottiglie di Römerquelle
Bruscon scosta bruscamente Sarah)
Che significa
(Ferruccio stappa una bottiglia e riempie un bicchiere)
Chi ti ha dato
quelle bottiglie
FERRUCCIO La locandiera
BRUSCON La locandiera
Sciocchezze
FERRUCCIO La locandiera
BRUSCON (investe Sarah)
È una vergogna
portarmi acqua comune
quando c’è della Römerquelle perfino qui

241
(Prende il bicchiere colmo che Ferruccio gli porge e lo beve)
Un balsamo
(Si fa versare altra acqua da Ferruccio)
Credo
che ci sia un temporale nell’aria
Römerquelle
La verità è
che io odio l’acqua minerale
È un balsamo
però io odio l’acqua minerale
Ho sacrificato alla grande arte
la mia passione per l’alcol
questa è la verità
Da trent’anni non un solo sorso di vino
Qualche birra sí e no
Una follia
se non addirittura una pazzia
una rinuncia assolutamente insensata
L’arte
o l’alcolismo
e io ho scelto l’arte
(A Sarah)
Me la pagherai bambina mia
Portarmi acqua tiepida
attinta alla cloaca di Utzbach
quando è possibile avere la Römerquelle
anche qui
(Si fa riempire per la terza volta il bicchiere da Ferruccio)
Potrei anche dirmi
che è champagne
(A Sarah)
Tu sei in combutta
con tua madre
Non sopporto

242
certi scherzi
che in determinate circostanze
potrebbero anche essere mortali
Vai e prova il tuo monologo
Tu sei il maggior punto debole
della mia commedia
Fila sparisci
(La scaccia con il bastone. A Ferruccio)
È bello
poter star solo con te
dopo aver mandato al diavolo
tutti quegli altri che ci fanno disperare
imbestialire
Mia figlia
diventa sempre di piú
come sua madre
Lo vedo benissimo
Le assomiglia sempre di piú
e io ho sempre temuto
che divenisse come la sua genitrice
Dico davvero Ferruccio
Non c’è niente da ridere
Mettiti lí
(Indica col bastone dove vuole che Ferruccio si metta
Ferruccio ubbidisce)


Mi disturba ogni volta
quando ti inchini eccessivamente
all’ingresso di Napoleone
Dopo tutto tu sei il re di Sassonia
non lo dimenticare
Dunque
l’inchino per favore

243
(Ferruccio si inchina)

Cosí
Inchinarsi sí
ma senza sottomissione
piú o meno regalmente
(Sporge il busto per osservare meglio Ferruccio. Ferruccio
si inchina)
Benissimo
perfetto
E oggi
fra un atto e l’altro
suoneremo Verdi
non Mozart
Hai controllato l’apparecchio
(Ferruccio va a prendere un registratore e lo depone sul
tavolo)
Verdi
non Mozart
Mozart sarebbe fuori luogo
a Utzbach
(Ferruccio fa sentire un brano)
(Bruscon ascolta attentamente)
Basta cosí
(Ferruccio spegne l’apparecchio)
Odio questa musica
Odio in genere la musica a teatro
quando non si rappresenti un’opera lirica
Però la gente pretende
musica fra un atto e l’altro
e c’è ben poco da fare
Da capo
(Ferruccio fa suonare un brano)
Pessima musica

244
Verdi
si sa
Ma non sopporto piú neanche Mozart
Spegni
(Ferruccio interrompe la musica)
La gente non sa neppure
che cosa ascolta
L’importante è che sia musica
quale musica non conta
L’ottusità della gente
è progredita al punto
che ormai non sa stare un minuto
senza musica
Un tempo la musica mi interessava
oggi non piú
Mi interessa di piú
il silenzio
e l’arte della parola naturalmente
le parole
e il silenzio fra le parole
ecco
(Si alza faticosamente e si fa condurre da Ferruccio alla
ribalta della pedana. Con il bastone proteso)
Quelle corna
quei quadri
Fa’ sparire tutto
Voglio pareti nude
voglio pareti nude
io ho sempre recitato fra pareti nude
La mancanza di gusto in campagna
è senza pari
A Gaspoltshofen non ho pagato affitto per la sala
Qui vogliono che paghi l’affitto della sala
quell’oste schifoso

245
quella laida ostessa
All’oste puzza il fiato
(Fa un paio di passi verso destra)
Un incubo
(Avanza e parla rivolto alla sala)
Lörrach cadrà
(Fa un paio di passi verso sinistra e parla rivolto alla sala)
E lei viene a parlarmi del carbone della Rühr
signor presidente
(Torna verso il centro della pedana)
Ai porci
In campagna
ogni prodotto dello spirito
è gettato ai porci
Neppure sepolto
vorrei essere in campagna
e invece la gente
quest’ipocrita società
ne è attratta
(Torna a sedersi)
Un certo talento teatrale
fin da bambino
(Ferruccio comincia a staccare i palchi di corna dalle pareti
e, ogni tanto, anche un quadro)
Poi a diciassette anni
ho cominciato a occuparmi concretamente
della letteratura classica
avido di spiritualità
e di creatività
(Solleva il bicchiere perché Ferruccio glielo riempia. Beve)
Giú tutte le corna
e anche quei volgari paesaggi
e i ritratti
meno quell’ultimo

246
laggiú
Vedi
Quello
FERRUCCIO Questo no
BRUSCON Quello no
Ritrae Hitler
Non lo vedi
È Hitler
FERRUCCIO Credi
che sia Hitler
BRUSCON Tu no
FERRUCCIO Non saprei
BRUSCON È Hitler
Qui tutti i ritratti maschili
raffigurano Hitler
Qui tutti gli uomini sono Hitler
Secondo me
dobbiamo lasciare appeso quel quadro
a titolo dimostrativo per cosí dire
capisci
Qui tutti sono Hitler
(Ferruccio scuote il capo)
Si può dire che io abbia fatto fin da allora
a diciassette anni
i primi passi nel mondo dello spirito
nel mondo dello spirito drammatico
Non bisogna essere conigli
Tutto ma non conigli
(Guarda verso la sala e declama)
Vostra è la vendetta principe
(Fra sé )
Molto male
Una guitteria

247
una guitteria
molto male
Una deprimente guitteria
(Esclama)
Le relazioni fra voi e la schiatta dei Rohan
sono catastrofiche
(Fra sé, come vergognandosi davanti a Ferruccio)
Questa me la potevo risparmiare
Una figuraccia
Peggio di cosí
D’improvviso
in età avanzata
scadiamo di nuovo nel dilettantismo
(Rivolto alla sala)
Maestà
è una crudeltà
ma il popolo è per sua natura
sempre il piú sciocco
(Fra sé )
Non un briciolo d’energia
A Gaspoltshofen
mi è riuscito tutto facile
qui è gravoso
Ogni parola è granito
che schiaccia tutto al suolo
Impossibile pensare
(Improvvisamente a Ferruccio)
Sei sicuro di aver messo in valigia
il mio berretto di lino
Non l’ho trovato
FERRUCCIO (è di nuovo salito sulla scala per tendere il
sipario)
L’hai nella tasca nella giacca
BRUSCON Nella tasca della giacca

248
(Infila una mano in tasca)
Effettivamente
(Indossa il berretto di lino
A Ferruccio)
In fatto d’arte
non abbiamo mai avuto bisogno
del sesso femminile
anzi
ci ha sempre impedito
di manifestarci
Dove saremmo oggi
senza di loro
Mi sono illuso per tutto il tempo
che questa tournée servisse a qualcosa
e invece è soltanto deprimente
(Fra sé )
Annientante
(A Ferruccio)
Le donne non hanno il senso dell’arte
alle donne difetta
tutto ciò che sa di filosofia
Ecco che cos’è
Mancano di cervello filosofico
Sforzi in quella direzione sí
però vani
da non prendere sul serio
Oggi dicono che le donne
avanzano

verso la catastrofe
Ci manca solo che le donne
prendano il sopravvento
dico io
La loro cosiddetta sensibilità

249
non è che menzogna
(Improvvisamente)
Riesci a figurarti
che noi si possa parlare con tua madre
di Schopenhauer
Quando mai
Teste vuote
piatte
O di Montaigne
E quando non capiscono niente
la buttano in ridere
Il berretto di lino mi sta incollato
sul cranio
come se ce lo avessi appiccicato
però non agisce
non produce effetti
è del tutto inefficace
Se fosse cosí semplice
La sua è tracotanza
Beve tè alla menta
si fa massaggiare i piedi con la camomilla
e poi osa
contraddirmi sul caso Metternich
A Gaspoltshofen si è rifiutata
di pulirmi le scarpe
(Grida a Ferruccio)
Vieni qui
(Ferruccio salta già dalla scala e si mette sull’attenti davanti
a Bruscon)
Solo un uomo colto
è un vero uomo
ai miei occhi ovviamente
non agli occhi di tutti
Perché non leggi

250
quello che ti do da leggere
Perché non pensi
quello che ti do da pensare
Giurami
che d’ora in poi leggerai
quello che ti darò
e che penserai
quello che ti dirò
Giura
Ho intenzioni serie con te
serie e positive
Quest’orrendo buco
sembra fatto apposta per giurare
Giuralo
giura
Schopenhauer
Spinoza
(Improvvisamente seccato)
Levati dai piedi
Che senso ha
Ti ho già fatto giurare a Osnabrück
e non è servito a niente
(Ferruccio fa per risalire sulla scala)
Arrampicarti sulle scale sí
salire sulle finestre sí
guidare la macchina sí
(Esclama)
Un artigiano idiota
ecco che cosa sei
Spicciati
sali pure
(Ferruccio sale sulla scala)
Volevo un genio
e ho un brav’uomo

251
Non c’è niente di piú pericoloso
d’un brav’uomo
(Ferruccio sistema il sipario)
Calare e tirar su sipari
ecco che cosa sai fare
burattinaio della stupidità
(Ferruccio salta giú dalla scala e riprende a staccare palchi
di corna e quadri dalle pareti
Bruscon fra sé)
In quell’individuo
non c’è quasi nulla
di mio
(Fissa il pavimento)
Pagare l’affitto della sala
non sono mica matto
Duecentotrenta abitanti
non bastano nemmeno
a coprire le spese
Ma ne ho viste anche di peggio
A Merano
ne sono venuti
meno di tre
Solo uno storpio
che si è fatto sospingere in prima fila
dalla guardarobiera
È stata l’unica volta
che abbiamo disdetto la rappresentazione
Affitto della sala
Avremmo potuto dare una replica
a Gaspoltshofen
Inchiodati a Utzbach
una follia
E se ci andassi di persona
(Grida a Ferruccio)

252
Che ne diresti
se andassi di persona
a interpellare il comandante dei pompieri
sulla luce di emergenza
Non c’è da scherzare con le autorità
Ogni ridicolaggine
s’ingigantisce
in un affare di Stato
Sono troppo vecchio
e troppo malandato
per sfidare lo Stato
Capacissimo di distruggermi
il comandante dei pompieri
Quegli individui hanno tutti i poteri
Dici che
sia il caso che ci vada
(Ferruccio alza la spalle)
Mai sfidare lo Stato
diceva tuo nonno
(Il locandiere si affaccia sulla porta
Bruscon fra sé)
Quell’individuo repellente
(Al locandiere)
E allora
come la mettiamo
con la luce di emergenza
che cosa dice il comandante dei pompieri
(Il locandiere si avvicina alla pedana)
Che cosa dice
il comandante dei pompieri
LOCANDIERE Non è in casa
BRUSCON Immaginarsi
Si sarà fatto negare
Ed è possibilissimo che lei

253
sia in combutta
col comandante dei pompieri
Non è in casa
E dove vuole che sia
dove vuole che si sia cacciato
in un posto
come questo
LOCANDIERE È andato a Gallspach
BRUSCON Perché
non me lo dice subito
Perché non mi dice subito
che è andato a Gallspach
E quando torna
LOCANDIERE Verso le sei
BRUSCON Se torna verso le sei
ci vada verso le sei
e gli dica
che insisto
perché la luce di emergenza sia spenta
nell’ultima scena
(Esclama verso la sala)
Eccovi
l’umanità distrutta
(Al locandiere)
È la battuta chiave
prima del buio completo
Lady Churchill abbandona il marito Winston
e Stalin ritira la firma
poi occorre il buio assoluto
capisce
Un’altra cosa
Sua figlia ha soltanto sollevato un polverone
ma non ha pulito niente

254
Sui davanzali delle finestre
giacciono anni di sporcizia
Se ci porta un secchio d’acqua calda
puliremo noi
Non siamo cosí suscettibili
ma dove c’è polvere
non si può parlare
(Col bastone gli intima di andarsene)
Se ne vada
Siamo alle prese
con problemi drammaturgici
(Il locandiere esce
Bruscon a Ferruccio)
Noi sottovalutiamo la stupidità
di questa gente
Riteniamo che loro capiscano
perché capiamo noi
Errore
Non capiscono niente
A Utzbach non ci rifaremo
neppure dei pasti
Incassiamo di meno
proprio lí dove ci sono le maggiori difficoltà
Dove tutto è semplice
abbiamo la cassa piena
ed è sempre la stessa storia
Ma in fondo recitiamo
per noi stessi
per perfezionarci
non per questa gentaglia
di campagna
(Fra sé, pensieroso)
A Gaspoltshofen
niente affitto per la sala

255
A Gallspach
niente affitto per la sala
A Ried dalle parti di Innsbruck
niente affitto per la sala
Solo qui in questa
in questa Utzbach
(Ferruccio ha tolto i palchi di corna e i quadri dalle pareti e
ora è fermo davanti al mucchio)
Fuori di qui
quel ciarpame
fuori di qui
(Ferruccio si carica di piú roba che può ed esce)
Un concerto di violino
sarebbe meglio
Un piccolo violino
sotto il braccio
e nient’altro
I musicisti
hanno capito tutto
Recitare è scomodo
Tutto ciò che ha a che fare con la recitazione
ripugna
Un violino
e basta
Non c’è bisogno
nemmeno di una donna
bastano un po’ d’orecchio
e una certa destrezza digitale
(Rientra Ferruccio, si carica di altre corna e quadri ed esce
di nuovo
Bruscon fra sé)
Però ciò che è semplice
non mi ha mai attirato
Io esisto in quanto supero ostacoli

256
è il meccanismo dello sforzo che mi dà vita
(Fissa il pavimento)
Soltanto un violino
(Ferruccio entra con un secchio d’acqua calda e uno
straccio, e pulisce uno dopo l’altro i davanzali delle finestre)
Quello sarebbe
un compito da donne
un lavoro da donne assolutamente
Ma quelle se la svignano
(Alza gli occhi al soffitto)
Stare a letto sanno
a coltivare il dolce far niente
a meditare sulle fissazioni
i piedi immersi nella camomilla
a guardar fuori dalla finestra
(A Ferruccio)
Oggi tua madre ha la tosse
domani il mal di gola
posdomani di nuovo la tosse
e cosí via
(Fissa il pavimento)
Morbofeticismo
(A Ferruccio, in tono di comando)
Vieni qui
Qui
(Ferruccio si avvicina immediatamente a Bruscon con
straccio e secchio
Bruscon solleva i piedi da terra)
Pulisci qui
qui qui qui
(Ferruccio lava il pavimento sotto i piedi di Bruscon)

(Sipario)

257
Scena terza

Mezz’ora dopo. Manichini con i costumi di Nerone, Cesare,


Churchill, Hitler, Einstein e Madame de Staël. Bruscon è
seduto su una sedia in fondo alla sala. Ferruccio dispone
sulla pedana un paravento barocco

BRUSCON È la provocazione
che conta
Noi non siamo qui
per compiacere
la gente
Il teatro non è
un istituto di compiacenza
(Indicando col bastone il paravento)
Quando entra Metternich
Lady Churchill può senz’altro indossare ancora
il cappellino
Le cade di testa soltanto
quando si siede
Sarah l’ha già fatto molto bene
Però deve rimetterselo subito
Metternich è imbarazzato
perché pensa naturalmente allo zar Nicola
però Metternich l’aiuta
Tu invece sei sempre un po’ troppo lento
troppo lento per un verso

258
e troppo precipitoso per l’altro
Nel momento in cui lui pensa allo zar Nicola
e contemporaneamente
vuol fare un piacere a quella Lady Churchill
di cui in sostanza se ne sbatte
non deve chinarsi repentinamente
capisci
Dopo tutto lui è già il principe Metternich
benché gli sia rimasto naturalmente
qualcosa di Coblenza
Lo spillone del cappello è davanti al paravento
all’incirca lí
(indica col bastone)
FERRUCCIO (sposta il paravento e domanda)
Qui
BRUSCON All’incirca lí
(agita il bastone)


Non dobbiamo ovviamente
abbandonare nulla al caso
Abbiamo pensato a tutto
eppure siamo sempre ancora agli inizi

FERRUCCIO (domanda)
Qui
BRUSCON Sí lí
(Ferruccio sposta il paravento)
Metternich finge
di non sapere
dov’è lo spillone del cappello
Il mondo intero vede
dov’è lo spillone

259
però lui non lo vede
fa credere a Lady Churchill
di non vederlo
E questo ovviamente perché
Metternich pensa già
all’entrata di Einstein
Lo so
è il punto in cui avrei anche potuto rovinare la commedia
col fare entrare Einstein
proprio in questo momento
A Gaspoltshofen ho tagliato Einstein
deliberatamente
e puntato tutto su Madame Curie
(Indica col bastone un punto sulla pedana)
Metternich non sa
dov’è lo spillone del cappello
perché è in un certo senso intimorito da Einstein
Lo zar gli ha riferito del complotto
di un certo Dordajev
però lui finge astutamente
di non saperne niente
Nell’attimo in cui
Lady Churchill si china
io arretro la luce
Luce verde su Metternich
mentre io già mi accingo
a trasformarmi in Napoleone
Laggiú
FERRUCCIO (domanda)
Dove
BRUSCON Laggiú
Metti il paravento laggiú
(Ferruccio sposta il paravento dove Bruscon gli ha indicato)
L’avremmo dovuto segnare

260
col gesso
però non abbiamo piú gesso
e in questi buchi
non hanno neppure il gesso
Dunque io arretro con la luce
mentre voi due siete entrambi a terra
(Ferruccio sposta il paravento a destra)
Cosí è troppo
Perdiamo l’effetto
e l’espressione di Lady Churchill
risulta troppo smorta
(Indica col bastone)
Rimetti il paravento
dov’era
(Ferruccio esegue l’ordine di Bruscon)
Alt alt alt
(Ferruccio prende un martello e inchioda il paravento sulla
pedana)
Bene cosí
Cosí Metternich ha maggior libertà d’azione
(Improvviso, crescente grugnire di maiali dalle stalle
circostanti. Bruscon si porta un fazzoletto davanti al naso e
tenta contemporaneamente di tapparsi le orecchie)
Il modo di esprimersi di Metternich
non è mai sovreccitato
semmai sotteccitato
e naturalmente
in considerazione del fatto
che Lady Churchill sa
del dispaccio spedito dallo zar a Napoleone
nelle condizioni di spirito pressoché ideali
(Dopo una pausa)
Inizialmente pensavo
di far fare Madame Curie a tua madre

261
ma non è stato possibile
D’altra parte Sarah non è l’interprete ideale
In un certo senso
tutto è un compromesso
Anche quando miriamo
alla perfezione massima
è tutto un compromesso
Intrighi capisci
nient’altro che intrighi
L’umanità in trappola
Mi faresti il favore
di pronunciare questa frase
in cui meglio si esprime
il carattere di Napoleone
Credo che sia assolutamente necessario Ferruccio
(Ferruccio avanza alla ribalta della pedana)
BRUSCON Per te è niente in tutto
Però io mi sento sollevato
quando sento pronunciare questa battuta
(Grugniti di maiali)
Allora
Alla fin fine tutto è un compromesso
FERRUCCIO (domanda)
In piedi
BRUSCON No no seduto
seduto naturalmente
(Ferruccio va a prendere una sedia e si siede)
«Ciò che è stato
ciò che è continuamente stato»
Da questo punto
per favore
FERRUCCIO Non avremmo intavolato trattative
senza quei documenti

262
BRUSCON (seccato con Ferruccio)
Ma no
Ho detto da «Ciò che è stato
ciò che è continuamente stato»
FERRUCCIO Ciò che è stato continuamente
BRUSCON Hai scambiato le parole Ferruccio
Le hai invertite
(Grugniti di maiali)
FERRUCCIO Ciò che è stato ciò che continuamente è stato
BRUSCON Idiota
Ti avevo detto di cominciare da qui
E poi
FERRUCCIO Da qui
BRUSCON Da qui
FERRUCCIO Dunque da qui
BRUSCON A capo eretto naturalmente
FERRUCCIO A capo eretto naturalmente
BRUSCON Per amor del cielo
non è una battuta della mia commedia
L’ho detto
a te
Ed è autunno Ferruccio
non lo dimenticare
stagione del raccolto
(I grugniti dei maiali sono cessati)
però d’altra parte non deve risaltare
Non a Madrid comunque
dove la scena si svolge
L’apertura del Prado capisci
sullo sfondo squarci del parco del Buen Retiro
(Intasca il fazzoletto)
Per un verso devi esserne ben consapevole
per l’altro ignorarlo del tutto

263
capisci
che cosa intendo dire
L’Inghilterra è ancora ignara
della catastrofe
che pure incombe
Le tue esperienze per cosí dire
le hai fatte in Germania
(Estrae di nuovo il fazzoletto di tasca)
Pensa ai Parerga di Schopenhauer
e all’effetto Nietzsche
(Si soffia il naso)
cui miro
quando Lady Churchill perde il cappellino
proprio nel momento
in cui entra Metternich
(Intasca di nuovo il fazzoletto)
È tutto chiaro
Allora
FERRUCCIO Ciò che è stato
ciò che è continuamente stato
BRUSCON Lo devi dire con maggiore intensità
come se tu dicessi
Il Papa verrà alle quattro per il tè
capisci
come se il Papa t’avesse improvvisamente
annunciato il suo arrivo
Allora
FERRUCCIO Ciò che è stato
BRUSCON (glielo esemplifica)
Ciò che è stato
ciò che è continuamente stato
FERRUCCIO Ciò che è stato
ciò che è continuamente stato

264
BRUSCON Ma no
Lo spillone è già caduto
quando lo dici
Non lo spillone
ma che cosa dico
il cappellino
il cappellino è già caduto
Metternich si è seduto
si è già seduto
ed ecco che dice
Ciò che è stato
ciò che è continuamente stato
FERRUCCIO Ciò che è stato
ciò che è continuamente stato
BRUSCON Appunto per questo avresti dovuto leggere
Spinoza
È una lettura che ti manca
assolutamente
ed è penoso per me
doverlo constatare ogni volta
Avresti risparmiato molte arrabbiature
a te e a me
se tu avessi letto Spinoza
perché ora non avrei bisogno
di abbandonarmi a queste dispute squallide
Allora
Ciò che è stato
FERRUCCIO Ciò che è stato
BRUSCON No no no
Lasciamo perdere
Non se ne fa nulla
anzi semmai peggiora
Forse l’abbiamo provato troppo

265
D’altra parte non possiamo permetterci
di abbandonarci
al pressapochismo
Stanotte ho ripassato ancora una volta
con tua madre
la scena del saluto
e non è migliorata molto
Questo tempo afoso
non è fatto per il teatro
(Dopo che si è sentito un tuono in lontananza)
Tuona già
Hai sentito
(Si alza e si avvicina a Ferruccio)
La scena del saluto
si riconnette al pensiero di Spinoza
Un escamotage à la Schopenhauer
ma potrei anche definirlo
un escamotage à la Bruscon
A volte credo
di essere Schopenhauer
Bruscon è Schopenhauer
Schopenhauer è Bruscon
Il concetto della reincarnazione
O forse è omosessualità spirituale
(In piedi sul podio)
Ovviamente prima si stacca lo spillone
e poi cade il cappellino
prima il distacco dello spillone
poi la caduta del cappellino
per ovvia conseguenza naturale
Ti prego
il tutto da capo
FERRUCCIO (che si era alzato, torna a sedersi)
Ciò che è stato

266
ciò che è continuamente stato
BRUSCON (lo ferma con un gesto)
Tutto questo passaggio
non mi piace
Che ne diresti
se tralasciassimo completamente queste due frasi
Di’ semplicemente
«Ascolti Metternich
il pericolo è scongiurato»
Cosí va meglio
molto meglio Ferruccio
Allora
FERRUCCIO Ciò che è stato
BRUSCON (un colpo di bastone in aria)
Per amor del cielo
ti ho detto di tagliare
FERRUCCIO Tagliare
BRUSCON Taglia «Ciò che è stato»
FERRUCCIO Ascolti Metternich
il pericolo è scongiurato
BRUSCON (sollevato)
Perfetto
Facciamo a meno di «Ciò che è stato» eccetera
e tu dici subito «Ascolti»
Da capo
FERRUCCIO Ascolti Metternich
BRUSCON (lo ferma con un gesto)
Cosí va bene
(fa cenno a Ferruccio di fargli posto e si siede sulla sedia)
L’idea era
di scrivere una commedia
che contenesse tutte le commedie
che sono mai state scritte

267
Un’idea assurda indubbiamente
però sicuramente realizzabile da Bruscon
(Fra sé )
La peggiore acustica che si possa immaginare
Qui uccido
ciò che ho scritto
premeditatamente
però la mia commedia regge
anche nelle condizioni piú avverse
(A Ferruccio)
La gente deve sentire
le battute
ma non troppo
La gente deve vedere
la rappresentazione
ma non troppo
Come tutta la grande letteratura drammatica
la mia commedia esiste
in quanto scaturisce dalla parola
(Si tocca una spalla, tuono in lontananza)
Dopo questa serata
non potrò piú muovermi
Ho lasciato Gaspoltshofen sano
a Utzbach rischio di crepare
Utzbach o Butzbach
Se siamo pessimi allievi
diverremo grandi maestri
diceva tuo nonno mio padre
per parte di madre naturalmente
Ciò che conta nella mia Ruota della Storia
è la parola
(Tuono)
I critici si limitano
a guardare ottusamente

268
e non sentono piú niente
(Ferruccio porta sulla pedana un paravento stile Impero e lo
apre)
Noi diamo il massimo
ma loro non lo capiscono
Quanto piú ci scopriamo
quanto maggiore è il nostro impegno spirituale
meno la critica capisce
Recitiamo per tutta una vita
e nessuno che ci capisca
(Entrano la signora Bruscon vestita da Madame Curie e
Sarah vestita da Lady Churchill. Si siedono sulle sedie che
hanno portato in scena
Ferruccio si siede accanto a loro
Bruscon che non ha neppure alzato lo sguardo)
Carcere teatrale a vita
senza la benché minima speranza di grazia
Eppure non arrendersi mai
Il teatro è una prigione
con decine di migliaia di detenuti
che non hanno nessuna speranza
di essere graziati
Certa è solo la pena di morte
per tutti
(Tuona. Guarda improvvisamente gli altri)
Se solo sapessi spillare la birra
ho pensato spesso
tenere le maniche arrotolate come un oste
servire birra
ed essere felice
Effettivamente un tempo volevo fare l’oste
(Si china e tasta il pavimento della pedana)
E invece sono diventato attore
e sono andato volontariamente

269
all’ergastolo
(Tuono. Bruscon si alza con l’aria di essere molto
indolenzito)
Attore accademico
Tournée teatrali
Mio dio
(Volge lo sguardo verso la sala)
In un certo senso
ho sempre odiato
i teatri con i palchi
e il pubblico dei teatri con i palchi
(Si rivolge ai suoi, esclama)
Che cosa state seduti lí a fare
Non ho bisogno di voi
Non ora
Voglio star solo
e quindi sparite
(Tutti si alzano e spariscono)
Genia senza talento
(Tuono. Fissa pensieroso il pavimento)
Affitto per la sala
Non se ne parla nemmeno
Ho pagato centonovantotto scellini
la cena di Ried dalle parti di Innsbruck
(Si china, saggia il pavimento della pedana premendovi le
mani. Tuono)
Tutto marcio e disfatto
Purché non si sfondi
A ben considerare
dovrei chiedere i danni
per essere costretto a recitare qui
(Si raddrizza. Tuono)
Se andiamo in tournée
avevo pensato

270
sarà per cosí dire
un processo di rigenerazione
del teatro
(Si china, soffia via la polvere dal pavimento, si rialza)
Ho sempre fatto un teatro
completamente contraddittorio
(Guarda la sala sbirciando sotto la sedia)
Di fatto paghiamo per tutta la vita
l’insensatezza
di essere nati
Fatale costrutto universale
(Tuona)
Un’esistenza di errori
(Si guarda attorno)
cacofonica
e idiotica
(Si siede e si guarda attorno)
Forse la mia commedia
non vale poi un granché
Un mondo di dubbi
(Il locandiere entra dal fondo senza che Bruscon se ne
accorga
Bruscon, pensieroso)
Decenni buttati via
forse
Tracollo uditivo ho pensato stamattina
a causa delle pastiglie al cortisone
Nel bel mezzo della commedia
mi è mancato l’udito
ma lo spettacolo non è stato interrotto
(Il locandiere si avvicina lentamente a Bruscon
Bruscon, meditabondo)
Niente affitto per la sala
spazi gratuiti a Gaspoltshofen

271
e inoltre un medico che mi ha curato l’orecchio
con gocce di estratto cinese
(Guarda sotto il paravento in stile Impero)
Nonostante la totale sordità
sono riuscito a recitare la mia commedia
fino alla fine
(Tuona)
La cecità
sarebbe un guaio
la sordità è un mezzo guaio
Gocce cinesi nell’orecchio
(Il locandiere è in piedi accanto a una finestra
Bruscon, meditabondo)
Nerone Metternich Hitler
Costellazioni storiche
raccordate da Churchill
Calze fatte a mano dalla moglie del locandiere
a Gaspoltshofen
Amabili persone
amabili
Un caso fortunato
(Il locandiere si schiarisce la voce
Bruscon, come svegliandosi, si mette seduto piú eretto: al
locandiere)
È lei
Un oste strisciante per cosí dire
(Tuono. Il locandiere avanza di alcuni passi verso Bruscon)
Un breve attimo di debolezza
indubbiamente
Nulla di straordinario
alla mia età
Un breve testo mandato a memoria eccetera
Allora
LOCANDIERE Il comandante dei pompieri manda a dire

272
che si potrà spegnere la luce di emergenza
BRUSCON Si potrà spegnere
Ma naturalmente
Sarebbe anche ridicolo
se si insistesse qui a Utzbach
su un divieto
su cui nessuno ha insistito altrove
sul piú ridicolo dei divieti del resto
(Tuona)
Lo sapevo naturalmente
che la luce d’emergenza sarebbe stata spenta
(Il locandiere prende le bottiglie vuote di acqua minerale dal
tavolo)
Io bevo solo acqua minerale
Un intellettuale
non può fare a meno
dell’acqua minerale
(Il locandiere fa per uscire
Bruscon lo trattiene)
In ogni località mi informo
se il cimitero è umido
Il cimitero di qui è asciutto
LOCANDIERE Il cimitero è fradicio
BRUSCON Chissà poi perché
un cimitero asciutto
Uno fradicio sarebbe piú o meno
ideale
(Il locandiere esce scuotendo il capo)
Agevolerebbe la decomposizione
(Si guarda attorno)
Non è stata un’idea mia
venire in questa Utzbach
Mai meno di quattrocento abitanti

273
(Tuona)
avevo detto
ma l’avidità di Agathe
Dovevo presagirlo
(Entrano la signora Bruscon, Sarah e Ferruccio,
quest’ultimo vestito da Metternich
Indossano i costumi ma non le maschere
Si siedono sulle loro sedie
Bruscon non reagisce al loro ingresso. Guarda il pavimento.
Tuono)
Eventualmente taglio
il terzo atto
la scena di Churchill
la scena diciassette
la scena diciannove
Chi dice che a Utzbach si debba rappresentare
tutta la commedia
Ai porci
Ma è questione d’istinto di conservazione
Gocce cinesi nell’orecchio
e niente parcella
(Tuona)
Solo una copia firmata
della mia commedia
Esiste ancora gente a modo in campagna
A Gaspoltshofen è stato un successone
(Tuona)
Nelle Prealpi l’umanità è ancora integra
nelle Alpi è guasta e marcia
distrutta dal turismo
(Guarda l’orologio)
Le sette
La suspense è finita
Revocato il divieto di spegnere la luce d’emergenza

274
(Si volta e guarda i suoi)
Interpreti
Protagonisti
(Si alza e avanza al centro della pedana)
Ho riflettuto su di voi
senza fare un passo avanti
Colpa mia
Mia megalomania
Delitto mio
(Convoca Ferruccio con un cenno. Ferruccio si avvicina al
padre)
Facciamo come a Gaspoltshofen
Tagliamo la scena diciannove
la scena diciassette
la scena di Churchill
tutto il terzo atto
È ora
che tu monti le tende
(Ferruccio va ad appendere le tende davanti alle finestre
Bruscon alla signora Bruscon, che ha continuato a tossire
per tutto il tempo)
L’unico stimolo che ancora provi
è lo stimolo della tosse
(Tuona e comincia a piovere)

(Sipario)

275
Scena quarta

Sera, dietro il sipario. La signora Bruscon vestita da


Madame Curie, Sarah da Lady Churchill, Ferruccio da
Metternich, tutti con le maschere, seduti

BRUSCON (in costume di Napoleone, sbircia in sala


attraverso una fessura nel sipario. A voce bassissima)
La sala si riempie
(Tuoni e pioggia con intensità crescenti)
Strana gente piccola
stranamente piccola
e grassa
(Guarda gli attori)
In un certo senso
non ho nulla
contro buchi come questa Utzbach
o Butzbach che sia
Quando c’è la volontà
si trova anche la strada
(Si guarda le scarpe e convoca Sarah con un cenno)
Vieni vieni
(Sarah si avvicina a Bruscon)
Non mi hai pulito le scarpe
Lucidale
presto
(Tuono. Bruscon guarda attraverso la fessura del sipario

276
mentre Sarah gli lucida le scarpe
La signora Bruscon si alza, solleva le braccia il piú
possibile, si china il piú possibile, tanto da toccare il
pavimento con le dita, tossicchia un paio di volte e poi torna
a sedersi Bruscon, fra sé )
Non essere conigli
(guarda il soffitto della sala)
Conigli assolutamente no
(Tuona. Ritira il piede destro. A Sarah)
Mi fai male
Ti ho detto di lucidare
non di schiacciare
(Fra sé )
Che desolazione
(Tuona)
Io personalmente
non sono avverso
a simili desolati paraggi
Anzi mi dico spesso
(Guarda gli attori)
piú desolati sono meglio è
Ovunque si volga l’occhio
nessuna prospettiva
(Sarah smette di lucidare le scarpe e torna a sedersi
Bruscon, dopo aver guardato attraverso la fessura del
sipario)
Solo perché crediamo in noi stessi
resistiamo
e sopportiamo
(Tuona)
ciò che non possiamo cambiare
perché crediamo nella nostra arte
(Si piazza davanti ai suoi attori)
Se non avessimo questa fede

277
saremmo già da tempo sottoterra
(Tuona)
Non ci importa di niente
solo della nostra arte
e basta
(Si avvicina al sipario, sbircia la sala, guarda gli attori)
Invasati
in un certo senso spudorati
disposti a camminare sui cadaveri
ovviamente
(Tuona)
Buoni a nulla in un certo senso
incorreggibili
(Guarda attraverso il sipario e poi gli attori)
Ma in questo modo ci sottraiamo
alla degenerazione
del teatro di Stato
(Fra sé )
Mai piú in un teatro di Stato
Come odio la parola palco
(Tuona. Sbircia attraverso il sipario)
In fondo laggiú c’è posto
per almeno duecento persone in piedi
Ottocento e trenta spettatori
a Gaspoltshofen
Però Utzbach ha appena
poco piú di duecento abitanti
La mia commedia è siffatta
che anche l’ultimo in fondo alla sala
capisce tutto
La mia commedia è arte sublime
non un groviglio di allusioni
In un certo senso
sono un fanatico della verità

278
(Si avvicina agli attori, si ferma davanti alla signora
Bruscon che ha continuato a tossicchiare per tutto il tempo)
Madame Curie era polacca
non lo dimenticare
Non mi piace il popolo polacco
(Tuona)
non mi piace affatto
Esibizionisti
bigotti
squallidi
cattolici
però ho sempre amato
Madame Curie
Senonché tu non l’interpreti
in modo che io la possa amare
Tuttavia non riuscirai
a guastarmela
Madame Curie
è di statura storica
è di statura storica eccelsa
(Direttamente alla signora Bruscon)
Trucco sciatto
Proprio Madame Curie
richiede molto nero attorno agli occhi
(Con un cenno sollecita Sarah a portargli la scatola del
trucco)
Spicciati
Portami
la scatola del trucco
(Tuona. Sarah va a prendere la scatola del trucco e Bruscon
tinge di nero la faccia della signora Bruscon)
Piú nero attorno agli occhi
So che non sopporti il nero
e a me fa schifo

279
ripassarti ogni volta la faccia
di nero
(La signora Bruscon tossisce)
Tosse
psicosomatica
ipocondriaca
(Le trucca il viso sino a renderglielo quasi tutto nero. Tuona)
L’era atomica cara mia
si deve poterti leggere in faccia
tutta l’era atomica
(Tuono fortissimo)
Devi avere piú o meno
la fine del mondo
scritta in faccia
(Le annerisce completamente il volto)
Ho sempre detto che
Madame Curie
deve avere la faccia tutta nera
Non capisco
perché non esegui il mio ordine
(La signora Bruscon tossisce)
Passi troppo tempo a letto
Non facciamo in tempo ad arrivare
che già ti rifugi nel letto
e tutto il lavoro
ricade su di me
Moglie
di natura
disgraziata
I capelli
sono troppo mossi
(Si fa dare un pettine da Sarah)
Lisci e piatti
ti ho sempre detto

280
e tu li lasci troppo in disordine
Molto lisci e molto piatti
alla maniera polacca
Tutte le polacche portano i capelli
lisci e piatti all’indietro
Tutte le polacche sono pettinate severamente
(La pettina lisciandole i capelli all’indietro)
Madame Curie
era una donna orrenda
(Tuona)
So che vorresti avere un bell’aspetto
a teatro
ma allora non devi interpretare
Madame Curie
Non ho una Pompadour
nella mia commedia
Non ci sono cortigiane nel mio testo
Non è una storia di puttane
ma un classico
(Le strattona l’abito, le sistema le maniche, arretra di un
passo)
Se solo potessi
renderti viva
e invece purtroppo sei rimasta il bastone
di quando ti ho conosciuta
(Tuona)
Riuscirò a scioglierti
ho pensato
a renderti viva
Che errore
(Arretra di nuovo di un passo)
Però anche Madame Curie era
una persona rigida
una stravagante polacca

281
rigida e impettita
senz’anima alla fin fine come te
Questa è la verità
Di una noia mortale
come dimostra la storia
Senza fascino in un certo senso
e polacca da capo a piedi
Però lei ha scisso l’atomo
mentre tu ci infastidisci soltanto
con la tua tosse
(Si avvicina al sipario, sbircia. Tuono)
Il signor sindaco è già arrivato
Anche un gruppo scolastico
stranamente
(Si volta verso gli attori)
Una comitiva scolastica
(Sbircia attraverso il sipario)
a metà prezzo
ma se non altro segno d’interesse
segno d’interesse se non altro
A Gaspoltshofen avevano fatto stampare
cento manifesti
qui neppure trenta e per di piú scritti a mano
Scrittura sgraziata
e un testo da far rizzare i capelli
(Agli attori)
Io mi chiamo Bruscon
ho detto al locandiere
non Buscon
e la R di La Ruota della Storia
va scritta maiuscola
non minuscola
(Sbircia attraverso il sipario)
Però mentirei

282
(Tuono)
se sostenessi
che a Gaspoltshofen
hanno capito la mia commedia
Tuttavia la gente non ha lesinato
gli applausi
Ancora questo penetrante
lezzo di porcilaia
Individui curiosamente deformi
storpi interessantissimi
(Agli attori)
Un paralitico
in carrozzella da paralitico
che strano
(Sbircia attraverso il sipario. Tuono)
Non possiamo girare all’indietro
La Ruota della Storia
ho detto al sindaco
(Tuono)
Io sono un rivoluzionario
in un certo senso
un artista dei giochi di parole
che non rifugge tuttavia
dalle battute piú banali
(Agli attori)
La sala si riempie
Probabilmente spettatori
venuti anche dai dintorni
Ne hanno tutta l’aria
Sete di cultura
Il popolo che anela alla cultura
(Si avvicina agli attori, si ferma davanti a Ferruccio)
Tu sei piú che altro una caricatura
di Metternich

283
Sei truccato male
i tuoi gesti sono trasandati
Sembri proprio un Metternich
potrei dire
Una certa somiglianza con Metternich
c’è
(Con un cenno sollecita Sarah a portargli la scatola del
trucco. Sarah si avvicina)
Però non questa faccia smorta
Contraddice lo spirito di Metternich
Metternich è un gigante
Sottovalutato
(Tuono)
e sputtanato come pochi
Portamento elegante
L’eleganza non nuoce
allo spirito
Sarebbe ben assurdo
Anzi l’eleganza
eleva lo spirito
lo esalta
In effetti
lo spirito è eleganza
(Strattona il costume di Ferruccio)
Una cena semplice direi
dopo lo spettacolo
qualcosa di leggero
considerato il tempo afoso
(Tuono)
Sarebbe stata una follia
suonare qui a a a
FERRUCCIO a Utzbach
BRUSCON a Utzbach
Mozart

284
fra un atto e l’altro
Va bene Verdi
Verdi va bene
Italianità
italianità
(Si abbassa a stringere maggiormente le stringhe delle
scarpe di Ferruccio e poi si risolleva)
Mi sento morire qui
(Si avvicina al sipario, sbircia. Tuono)
I macellai hanno un ottimo rapporto
con l’arte drammatica
(Si volta verso gli attori)
Visto che a Gaspoltshofen
ho mangiato anatra
qui mi andrebbe
una bella costata
Gli attori migliori
devono mangiar carne tutti i giorni
La pratica vegetariana
non si accorda
con l’istrionismo
(Direttamente alla signora Bruscon)
Tu soltanto credi
di poter sopravvivere
alla lunga
a base di verdure
e di quelle orrende insalate
Il tuo aspetto
è un’onta per il teatro
un’onta per il sesso femminile
(La signora Bruscon, senza parlare, lo respinge con un
gesto)
Figlia d’un muratore
La mia proletaria

285
La mia proletaria prediletta
(La signora Bruscon erompe improvvisamente in una risata
squillante
Bruscon l’investe, agitatissimo)
Come ti permetti
(A Sarah)
Sarah bambina mia
la nostra mammina è impazzita
(Tuono fortissimo. Sbircia attraverso il sipario)
La sala si riempie
(Guarda l’orologio)
Le sette e venti
Cento persone circa
Se ci penso è una vita
che soffro
a dover fare l’attore
ma se non siamo inflessibili con noi stessi
non otteniamo nulla
verosimilmente
(Tuono)
Io sono megalomane
(si volta verso gli attori)
come la mia commedia
(sbircia attraverso il sipario)
o forse no
Però se la gente
capisce la mia commedia
mi passa la voglia
di recitarla
(Tuono)
Il nostro vantaggio
è di non accusare nessuno
solo noi stessi
Questo bisogno di accusare se stessi

286
vita natural durante
(Si volta verso gli attori)
Shakespeare
Goethe
questa è la verità
(Come scosso da un brivido di freddo)
Paura di congelare
(Sbircia attraverso il sipario)
Abbiamo sempre odiato le comodità
(Tuono prolungato)
Noi predichiamo
e loro non comprendono
(Chiama Sarah con un cenno Sarah si avvicina a Bruscon
Sbirciano attraverso il sipario)
La filosofia
la filosofia fino in fondo
bambina mia
(Tuono tremendo che sembra non voler finire
Bruscon e Sarah guardano la signora Bruscon e Ferruccio
che, spaventati, sono balzati in piedi
Bruscon fissa il soffitto dal quale gocciola già un po’ di
pioggia)
GRIDA IN SALA La canonica brucia
La canonica brucia
Al fuoco
La canonica brucia
(Gli spettatori fuggono. Bruscon e Sarah sbirciano
attraverso il sipario finché la sala è vuota)
BRUSCON (dopo un po’)
La sala è vuota
Vuota la sala
Completamente vuota
(Piove in scena)

287
SARAH (abbraccia il padre, lo bacia in fronte. Con molta
tenerezza)
Mio caro papà
BRUSCON (dopo una pausa, durante la quale il rombo dei
tuoni e lo scrosciare della pioggia si sono intensificati al
massimo)
Come se l’avessi presagito

(Fine)

288
Elisabetta II
Non è una commedia

289
Traduzione di Umberto Gandini.

Titolo originale: Elisabeth II. Keine Komödie.

Prima rappresentazione assoluta:


Berliner Schiller-Theater, Berlino, 5 novembre 1989.
Regia di Niels-Peter Rudolph. Scene di Paul Lerchbaumer. Costumi di
Dorothée Uhrmacher.
Interpreti: Heize Balzer, Christian Berkel, Holger Kepich, Eva Manhardt,
Kurt Meisel, Andrea S. Nürnberger, Lieselotte Rau, Erich Schellow,
Sabine Sinjen, Walter Schmidinger, Maximilian Vilinger.

290
Personaggi

Herrenstein, grande industriale


Richard, suo domestico
Dottor Guggenheim, suo vicino
Signorina Zallinger, governante
Viktor, nipote di Herrenstein
Il conte Neutz
La contessa Gudenus
La signora col cappello rosso
Una signora
Altra signora
Il direttore Holzinger, un impiegato
Diverse domestiche
Almeno venti fra signore e signori, tutti – meno il dottor
Guggenheim e la contessa Gudenus – vestiti di nero

291
God Save the Queen

292
Scena prima

Signorile salone di fine secolo, arredato con severa


semplicità
Al centro, un’alta porta a vetri a due battenti che conduce su
un balcone; finestre a sinistra e a destra
Due porte nella parete laterale sinistra
Una finestra nella parete laterale destra
Un orologio a pendolo
Un grammofono
Sull’Openring, terzo piano
Rumori smorzati dalla strada
Le sette e mezza del mattino
Richard sospinge Herrenstein – seduto in abito nero sulla
sedia a rotelle – accanto alla finestra di destra

HERRENSTEIN (che ha protesi al posto delle gambe, dopo una


pausa)
Ho dimenticato i denti
(Richard esce per andare a prendergli la dentiera)
Non vedo niente
(Dopo aver tentato di voltarsi)
Quella gente tremenda
Solo questa mi mancava
(Richard entra con un vassoio sul quale c’è la dentiera di
Herrenstein. Herrenstein afferra la dentiera e se la ficca in
bocca

293
Richard gli porge un bastone nero col pomello d’argento)
Ci vedo ogni giorno di meno
(Richard sospinge Herrenstein piú vicino alla finestra.
Herrenstein si protende ma poi si ritrae, esausto)
Riesco appena a respirare
Tutto mi fa male
e tutto mi fa schifo
Dica al dottor Friedländer
di venire oggi
Domani non ci saremo piú
Quanta gente verrà
per quest’orribile buffonata
RICHARD Venti o trenta dice suo nipote
HERRENSTEIN Quell’individuo repellente
In fondo ho sempre odiato Viktor
Ci svegliamo
e non vediamo che orrori
Infermità e orrori
RICHARD La signorina Zallinger è già rientrata dalla città
HERRENSTEIN Lei legge sempre a voce troppo alta Richard
Piú alta dico sempre
ma questo non vuol dire troppo alta
Anche a Badgastein mi ha letto a voce troppo alta
Questo clima terribile è mortale
Badgastein per lei
è mortale
lo ha detto lei
Ha detto testualmente mortale
ed è appunto questo che mi ha affascinato
che lei abbia detto mortale
Anche il dottor Friedländer me l’aveva sconsigliata
ma proprio perché lei e il dottor Friedländer
me l’avevate sconsigliata

294
sono stato ossessionato dall’idea di andarci
e mi è quasi costata la pelle
Chi soffre di cuore
ci lascia la pelle a Badgastein
ma anche a Bad Hall
che è anche peggio per quelli come me
(Fa cenno a Richard perché lo accosti maggiormente alla
finestra. Richard sospinge Herrenstein ancora piú vicino
alla finestra)
Appena nati
già fuggiamo la morte
tutta l’umanità non fa che fuggire la morte
(Si protende per guardare fuori dalla finestra)
Fugge la morte l’umanità
schifosa
La massa è schifosa
ma guai a cercare di sottrarsi
Ci calpesta
Crede davvero
che Altaussee mi faccia bene
Ho sempre odiato Altaussee
quelle vecchie case quella vecchia gente
tutto ammuffito e marcio
tutto umido
e quando ci corichiamo ci corichiamo in un letto umido
Altaussee mi ha sempre serrato la gola
Non capisco come ci sia stata gente
che si sia stabilita ad Altaussee spontaneamente
Scrittori compositori commedianti
e simile gentaglia vi ha comperato case
prima e dopo la fine del secolo
Appena hanno un po’ di soldi
comperano quelle vecchie orrende case
si aggirano in costume e in braghe di pelle

295
e fanno comunella con macellai e spaccalegna
Fra i monti mi manca l’aria
Che ci andiamo a fare ad Altaussee
non c’è alcuna distrazione
No
non ci vado ad Altaussee
soltanto perché ci vive sua zia
(Tenta di guardare fuori dalla finestra)
Che foschia
C’è foschia quest’oggi
RICHARD È una giornata limpida
HERRENSTEIN Non vedo quasi niente
Non vedo quasi niente e non sento quasi niente
ma mi sono abituato alla mia condizione
Non vedo mai quella gente
(Richard esce)
e d’un tratto mi vengono qui
tutti
È un pensiero spaventoso
ma non posso rifiutarmi
di riceverli
e d’altra parte è un’occasione
per stringere loro la mano
e poi per anni non piú
Mirano solo ai frutti della mia esistenza
anche i piú vecchi continuano a contarci
ma non lascerò niente a quella gente come lei sa
L’ho detto anche a lei
che a quella gente non lascerò niente in eredità
(Richard rientra con i giornali, che depone accanto al signor
Herrenstein)
La parentela mi ha sempre disgustato
e con gli anni sempre di piú
(Con un cenno fa capire di volersi allontanare dalla finestra)

296
È emerso
che tutta quella gente non vale niente
La seguiamo l’osserviamo
e scopriamo la loro indegnità
(Richard spinge Herrenstein al centro del salone)
Non posso dire
d’aver mai amato
uno solo dei miei parenti
Neanche un po’ di simpatia questa è la verità
sono mai riuscito a provare
per uno solo dei miei parenti
Se togliamo loro l’ipocrisia
di tutta quella gente non rimane niente
altro che la loro odiosità
A me non importa niente
di essere odiato
l’odio della gente
mi è diventato un’abitudine
A Badgastein non ho dormito una sola notte
da quando siamo stati a Badgastein ci sento peggio
e ci vedo peggio
ma è tutta colpa mia
(Entra la signorina Zallinger e preparare il tavolo per la
colazione del signor Herrenstein e di Richard)
Cacciamo in corpo a quella gente
tutto il possibile
e il risultato è avvilente
Lei certo dormirà bene
lei è sano
lei ha ancora la vita davanti a sé
Non c’è nulla che l’opprima
Ma quando ne avrà sessanta
e non una notte senza sofferenze
(Fissa il pavimento, traccia cerchi col bastone)

297
La sua è una vita alquanto equilibrata
il suo avvenire non è oscuro
Io non vedo che sporcizia
tutto è sporco
Ma il pavimento non è stato lucidato ieri
(Alza il tono della voce)
Dico bene signorina Zallinger
Il pavimento non è stato lucidato appena ieri
SIGNORINA ZALLINGER Sí naturalmente signor Herrenstein
HERRENSTEIN Non vedo che sporcizia
(Osserva le pareti)
Ovunque io guardi
nient’altro che sporcizia
Mi è insopportabile l’idea
che tutta quella gente
venga proprio ora
I viennesi sono d’una curiosità vergognosa
Quanti saranno signorina Zallinger
SIGNORINA ZALLINGER Trenta o quaranta
HERRENSTEIN Un pensiero orribile
e questo un giorno prima della partenza
Trenta o quaranta
Per aver detto a due o tre persone
che potevano venire a vedere
Elisabetta Seconda
ora ne vengono trenta o quaranta
E il pretesto
è ridicolo
Tuttavia non posso guastarmi con quella gente
completamente
Devo convincermi
che mi farà piacere
Ho sempre pensato che quella gente

298
non avrebbe piú rimesso piede in casa mia
(Si guarda attorno)
Tutto
insudiceranno tutto
ed è uno schifo
proprio oggi
che dobbiamo andare al funerale di Heldwein
per partire poi domani per il Semmering
Non sono ancora certo
che andrò sul Semmering
Anche se le valigie sono già fatte
non ne sono ancora certo
Forse andrò da tutt’altra parte
forse nei Carpazi
da mia nipote
Che ne dice Richard
Non sarebbe una buona idea
RICHARD Forse signor Herrenstein forse
HERRENSTEIN Dicono che nei Carpazi ci sia calma
e quindi dovrei riuscire a calmarmi
Ma ci sono troppe montagne
nei Carpazi
Lei non può continuare a spingermi su e giú
Per questo avevo approvato il Semmering
perché c’è almeno quella strada pianeggiante
Come odio quella strada
Sempre lo stesso panorama
Però dicono che l’aria sul Semmering
faccia bene per le malattie di cuore
Lei non ha pensato ai Carpazi
RICHARD Certo che ho pensato ai Carpazi signor Herrenstein
Io stesso le ho anzi raccomandato i Carpazi
HERRENSTEIN Raccomandato i Carpazi

299
Ma quando mai mi ha raccomandato i Carpazi
Davvero mi ha raccomandato i Carpazi
La smemoratezza aumenta
(Richard vorrebbe leggergli i giornali, Herrenstein non
glielo consente)
Quando abbiamo dimenticato tutto
non ci rimane piú niente
e siamo morti
Noi esistiamo solo
perché non abbiamo ancora dimenticato tutto
Lo sa che mi hanno invitato a Toronto
Non mi era mai capitato
di essere invitato a Toronto
Quella gente non sa
che non posso camminare
altrimenti non m’avrebbero invitato a Toronto
oppure mi hanno invitato a Toronto
appunto perché sanno
che non posso camminare
Herrenstein il grande industriale con le gambe artificiali
Probabilmente dietro quest’invito si nasconde
una di quelle meschinità
delle grandi società
Non ho ancora preso il mio Lopyrin
(Richard esce per andare a prendere la pillola)
Ero una bambola di cera
condannata alla solitudine
e infine sono saltato
sulla stufa
Che sogni orribili facciamo
I piú li dimentichiamo
Una bambola di cera
che è saltata su una stufa
una stufa di povera gente

300
(Richard rientra con pillola e bicchier d’acqua su un vassoio
Herrenstein prende la pillola e l’inghiottisce con un sorso
d’acqua
Richard consegna il vassoio col bicchiere alla signorina
Zallinger)
Ho sognato
di essere una bambola di cera
che è saltata improvvisamente
su una stufa rovente
una stufa di povera gente
Ciò con cui ci confrontiamo
è ridicolo
Fa anche lei sogni cosí spaventosi
RICHARD Non direi signor Herrenstein
HERRENSTEIN Dunque i suoi sono sogni belli
RICHARD Né brutti
né belli
e comunque non spaventosi
HERRENSTEIN (vuole essere di nuovo risospinto accanto alla
finestra. Richard lo spinge a ridosso della finestra)
La soluzione è molto semplicemente
quella di voltarsi ogni volta
repentinamente
e di proseguire
Senti chi parla
A Roma ho pensato
di potermi alzare da solo
Ho pensato
di non aver bisogno di lei
Ho tentato
e sono prontamente caduto dal letto
e non è stata una disgrazia
è stata la punizione per quella mia decisione

301
(Richard vorrebbe leggergli i giornali, Herrenstein glielo
impedisce)
Per una volta ho voluto rendermi indipendente da lei
ma ho fallito
E poi per giorni lo sa anche lei
sono rimasto a letto con quei terribili mal di schiena
È un errore che uno storpio
completamente immobilizzato
scenda sempre all’Hassler
soltanto perché ci è abituato
In fondo l’Hassler è anche un brutto albergo
Non so neppure perché continuo a dire
che l’Hassler è bello
Non c’è nulla che odi tanto
quanto la vista della scalinata di Piazza di Spagna
Roma no
È esclusa
definitivamente
Com’era Roma trent’anni fa
oggi è Lisbona
e ci andremo il piú presto possibile
Amo quella città
Ha fatto caso che non c’è luogo al mondo
in cui s’aggirano tanti storpi
come a Lisbona
A ogni angolo una faccia devastata dalla lebbra
nasi smorti orecchie smangiate
A Lisbona le malattie regnano sovrane
e questo mi affascina veramente
La chiami pure perversione Richard
ma io sono attratto dalle deformità dei corpi
Nello stesso tempo dalla bellezza di quella città
e dalla massa delle sue deformità fisiche
Anche se a Lisbona c’è molta bella gente

302
percentualmente
piú che in altre grandi città europee
Giovanissimo già
quindici anni circa prima della disgrazia
avevo preso due stanze nell’Avenida Palace
per stare in pace
Tenevo una stanza vuota
per cosí dire come ammortizzatore
contro le volgarità del resto del mondo
Non sopporto di stare
muro a muro con altra gente
e piú invecchio tanto meno
SIGNORINA ZALLINGER (che ha nel frattempo preparato il
tavolo per la colazione)
Posso servire il tè
HERRENSTEIN Serva il tè naturalmente
(La signorina Zallinger esce)
Non è vero
che non sento piú bisogno del mondo
Ieri l’ho detto piú o meno sconsideratamente
ma io ne sento massimo bisogno Richard
(Traccia cerchi col bastone sul pavimento)
Ci sono due paesi in cui voglio ancora andare
Voglio andare in Inghilterra
e voglio andare in Portogallo
E in Polonia naturalmente
il mio paese prediletto
assolutamente
Mai sono stato piú felice che in Polonia
e nessuno lo capisce
La gente scuote la testa continuamente
anche quando non la scuote
quando parlo in tono sognante della Polonia
benché sia passato tanto tempo naturalmente

303
da quando sono stato in Polonia
Quando siamo stati l’ultima volta in Polonia
RICHARD Due anni fa
HERRENSTEIN Due anni fa
e mi pare un’eternità
(La signorina Zallinger porta il tè, Herrenstein è accostato
da Richard al tavolo della colazione)
Progredire sempre
verso un piú elevato grado dell’esistenza
diceva sempre mio padre
Chissà che cosa intendeva dire
Probabilmente l’intendeva come l’intendo io
La vera disgrazia dell’uomo
è quella d’essere stato messo al mondo
Facciamo sempre le domande piú sceme
e del resto siamo scemi
completamente scemi
storpi e scemi
tutti sono storpi e scemi
fisicamente spiritualmente storpi e scemi
senza eccezione
(Richard si siede di fronte a Herrenstein e i due fanno
colazione. La signorina Zallinger rimane in piedi accanto
alla porta)
Si esprimono solo pensieri scemi
si dicono solo cose storpie
Per quanto ci si pensi bene
ciò che si pensa è storpio
per quanto lo si dica bene
ciò che si dice è storpio
(Si lega il tovagliolo attorno al collo)
Tutto il mondo è pervaso dalla scemenza
tutto il mondo è storpio
anche se esistono naturalmente

304
cose artisticamente storpie
artisticamente storpie
(Fa colazione con Richard)
Ha mai pensato a una vita d’artista
L’attore
ecco che cosa volevo fare una volta
ma sono miseramente fallito
Non so tenere a mente due parole
e inoltre mio padre non avrebbe mai permesso
che suo figlio diventasse un mimo
Mimo era l’espressione del massimo disprezzo
Pronunciava sempre questa parola
quando disprezzava qualcuno profondamente
È stato mai tentato dall’idea
di essere un artista
Eppure alla gente piace
Tutti si accalcano sulla scena
tutti vogliono la ribalta
e non importa quale ribalta
Teatro musica scienza
ecco dove si accalcano tutti
Posso anche figurarmi
che lei sia un buon attore
Lei sarebbe una miniera per un regista
Un regista potrebbe fare tutto di lei
Potrebbe interpretare le parti di un re o di un minatore
Lei ha tutto
per essere un grande attore
ma naturalmente adesso è troppo tardi
Occorre darsi al teatro molto presto
non a quattro o cinque anni come per il balletto
ma comunque a sedici o diciassette
Eppure il teatro mi ha sempre respinto
Un mucchio di scemi

305
che si rincorrono sulla scena
Perfino la sua voce è una voce d’attore
Ha mai pensato di darsi al circo
RICHARD Mai
HERRENSTEIN Da piccolissimo
avevo la fissazione di darmi al circo
come mia madre
che all’età di quattro anni
era fuggita da Vienna con un circo di zingari
nella lontana Ungheria
Un avvocato di Budapest
l’ha ricondotta a Vienna
quando la si dava ormai per morta già da tre mesi
Tutta la gente ha voglia di teatro
e di depravazione
RICHARD Non ho mai avuto questa voglia
HERRENSTEIN Lei è un uomo assennato Richard
controllato disciplinato
È questo che la distingue
Lei è l’affidabilità personificata
Non c’è niente di austriaco in lei
e d’altra parte non c’è niente di germanico in lei
altrimenti non sarebbe qui
Lei è un uomo singolare
Il suo grande vantaggio
è di non essere minimamente animato
da spirito di contraddizione
Venticinque anni in casa Herrenstein
Personalmente il solo pensiero mi risulta
raccapricciante
e però non deprime lei
Lei è fatto bene
equilibratamente

306
a prescindere da certe ridicole inclinazioni
Del resto io sono come un padre per lei
e lei è l’unica persona che sopporto
Non so dire il perché
ma è un dato di fatto caro Richard
(Alla signorina Zallinger)
Sia sincera signorina Zallinger
Dove preferirebbe andare
sul Semmering o ad Altaussee
SIGNORINA ZALLINGER Ad Altaussee signor Herrenstein
HERRENSTEIN Ma è possibile che tutti vogliano
sempre andare in quel perverso covo d’artisti
dove è in agguato la morte
o quanto meno la noia mortale
Non ho ancora deciso
ma in fondo è indifferente
dove andare
L’importante è allontanarsi da Vienna
Questa città è sempre piú insopportabile
Odio Vienna e odio i viennesi
Che cosa danno oggi all’Opera
RICHARD L’Andrea Chénier
HERRENSTEIN Quel Giordano ributtante
con cui sono d’altra parte imparentato
alla lontana
Certo è che una nipote di Giordano
è anche nipote mia
ma è una storia troppo complicata
Non ci tornerò tanto presto all’Opera
Piuttosto al Burgtheater
in quel permanente gabinetto degli orrori
Dicono che ci sia un nuovo direttore
ma sarà il solito ciarlatano

307
Vengono tutti dalla Germania
a portare una ventata d’aria fresca
ma ben presto si ristabilisce
quella noia sbadigliante
che mi devasta
Quanti direttori ho già visto passare
per il Burgtheater
ma in sostanza non è cambiato niente
in quel perverso meccanismo di distruzione dei copioni
Facce nuove che in brevissimo tempo
sono già vecchie
e lo spirito nuovo è lo spirito dell’altro ieri
Quello è sempre stato un teatro polveroso
(Esclama)
Ecco il grande fascino del Burgtheater
d’esser stato sempre polveroso
e sarà sempre polveroso
Ogni rivolgimento al Burgtheater
non fa che produrre
orge di polvere
Gli attori mi fanno schifo
e quindi preferisco ascoltare cantanti scemi
in un’opera di Mozart
Quando ridaranno Cosí fan tutte
SIGNORINA ZALLINGER Vuole che guardi
HERRENSTEIN Sí guardi signorina Zallinger
L’unica cosa che mi è sempre piaciuta all’Opera
(La signorina Zallinger esce)
è in effetti Cosí fan tutte
e non importa chi la dirige
Quella è musica che non si può guastare
Tutto il resto fa rizzare i capelli
La comodità
è che da qui all’Opera sono solo pochi passi

308
Sarebbe davvero troppo per me
se dovessi fare chissà che strada per la rappresentazione
di un’opera
Non ne varrebbe davvero la pena
Cosí invece Richard mi spinge semplicemente
piú o meno dall’altra parte della strada
da Mozart e da Wagner
ma non posso andare tutte le settimane
a Cosí fan tutte
(La signorina Zallinger rientra con la Presse)
Quando danno Cosí fan tutte
SIGNORINA ZALLINGER Oggi c’è Il ballo in maschera
HERRENSTEIN Orrendo
Verdi non mi piace
Quell’italianità spremuta
dalle ghiandole lacrimali
penetra nelle orecchie solo per insudiciare
i condotti auricolari
Io vado solo alle opere di Mozart
Mi annoiano anch’esse
ma ad altissimo livello
E a quelle di Wagner
Quando ridaranno Cosí fan tutte
SIGNORINA ZALLINGER Non figura nel programma
HERRENSTEIN Tipico di quegli scimuniti
non mettere in cartellone
Cosí fan tutte
l’unica opera che valga qualcosa
Però l’Andrea Chénier sí
quell’eroico sentimental-kitsch
(A Richard)
Neanche lei è un ammiratore
di Giordano e consorti

309
grondanti d’ipocrisia
Le piace Giordano oppure no
RICHARD Naturalmente no signor Herrenstein
naturalmente no
HERRENSTEIN È insopportabile
che lei dica sempre naturalmente no
Ci sono giorni in cui non dice altro
(Alla signorina Zallinger)
Signorina Zallinger
pensa che Altaussee possa farmi bene
Lei non sa
quanto sto male
Di per sé il clima di Vienna è buono
d’altra parte il mio stato peggiora di giorno in giorno
Sul Semmering c’è l’aria migliore
Ad Altaussee vedo sempre la stessa gente
vecchie contesse che mi danno ai nervi
con i loro rimbambiti consorti e tirapiedi
Sul Semmering non sono in contatto
con quella gentaglia
e d’altra parte anche l’isolamento è un inferno
Sa dirmi chi poi verrà quest’oggi di fatto
Mi mancava solo la regina d’Inghilterra
Per aver detto a mio nipote
che poteva venire
ora vengono in quaranta
e qui non c’è neanche posto per loro
(Si guarda attorno)
Il tanfo emanato da quella gente
mi uccide
Proprio oggi che di primissimo mattino
ho avvertito un enorme bisogno di letteratura
che adesso si è ridotto di nuovo a zero
Dove abbiamo lasciato Le affinità elettive

310
SIGNORINA ZALLINGER In sala da pranzo
HERRENSTEIN (a Richard)
In sala da pranzo
È assurdo
Ormai siamo al punto
che lei mi legge Le affinità elettive in sala da pranzo
e poi le lascia lí
le lascia in sala da pranzo
Assurdo assurdo
È lei che le ha lasciate lí Richard
Fino alle due e mezza stanotte
mi ha letto Tolstoj
Un tentativo di distrazione del tutto fallito
Oggi sarebbe proprio il giorno adatto alle Affinità elettive
Credo di averla ascoltata leggere Le affinità elettive
dozzine di volte ormai
È da deficienti
ma è una lettura ideale
per scacciare la noia
né troppo impegnativa
né decisamente scema
assolutamente adatta a ogni orecchio
Un linguaggio soporifero
ho sempre pensato fino a oggi
(A Richard)
Lei non legge
uomo fortunato
A lei Goethe non ha ancora guastato il mondo
A me l’ha reso via via sempre piú repellente
Anche piú in generale
la letteratura
mi ha incupito il mondo
eppure non passa settimana
senza che lei mi legga almeno un libro

311
Lei legge legge legge
e io intanto mi annoio a morte
ma con quella noia mortale sono almeno piú soddisfatto
che senza
(La signorina Zallinger esce)
RICHARD Mi permetta di ricordarle
che oggi verrà il direttore Holzinger
HERRENSTEIN Che cosa
Quello
Oggi
RICHARD È lei che l’ha convocato per le undici
HERRENSTEIN Questa solo mi mancava
RICHARD Le ho pur detto che sabato sarebbe venuta
la regina d’Inghilterra
Sabato
ho detto
verrà la regina d’Inghilterra
e quindi non potrà ricevere il direttore Holzinger
HERRENSTEIN Ha detto lei
Lei l’ha detto
Lei
RICHARD Ho detto sabato verrà la regina d’Inghilterra
e quindi non potrà venire il direttore Holzinger
HERRENSTEIN E io non le ho dato retta
in effetti non le ho dato retta
e questa è una catastrofe
(A cenni sollecita Richard a scostarlo dal tavolo della
colazione verso la finestra di destra. Getta il tovagliolo sul
tavolo)
Non le ho dato retta
lei l’ha detto
e io non le ho dato retta
(Richard sospinge Herrenstein accanto alla finestra di destra

312
e Herrenstein guarda fuori dalla finestra)
Limpidissima dice
RICHARD Una giornata limpida
HERRENSTEIN Vedo tutto avvolto nella nebbia
Non vedrò mai piú una giornata limpida
e dopo le tre del pomeriggio ci sento anche molto male
Quando verrà la regina
RICHARD Verso le dodici dice la signorina Zallinger
HERRENSTEIN Verso le dodici
E alle undici verrà il direttore Holzinger
Quanto mi ripugna quell’individuo
Il modo in cui parla
quello che dice
quello che indossa
come si muove
il suo dire di continuo repentino
Dice continuamente repentino
senza ch’io ne colga la ragione
Repentina chiusura dice
repentino calo degli interessi
La gente si abitua a parole cosí orrende
e non se ne sbarazza piú
vita natural durante
Anch’io ho detto per anni la parola meraviglioso
Un’assurdità dico bene
ma il fatto è che proiettiamo ovviamente verso l’esterno
il nostro essere interiore
Ecco che cos’è Richard
La colazione mi si pianta sullo stomaco
Anni decenni sempre la stessa cosa
ma cambiare non avrebbe senso
E con le cene è lo stesso
Alla fin fine tutto dà ai nervi

313
e i nervi si ammalano
La regina d’Inghilterra non ha un briciolo di fascino
Tutta quella razza non ne ha
hanno tutti quell’aria scema
ma la gente ne è affascinata
Ho detto a mio nipote
e va bene
vieni pure
a guardartela
A me la regina d’Inghilterra non interessa
a me quella gente non ha mai interessato
Se la regina d’Inghilterra verrà verso le dodici
non ci rimane piú molto tempo
e dire che avrei voluto ancora scrivere a Lucius
a proposito del carico per le Filippine
Ma a Lucius posso scrivere anche dal Semmering
o da Altaussee
Sessantottomila canne di cannone Richard
Ma è assurdo
Non consentirò al pensiero del Semmering o di Altaussee
di affliggermi
Non importa la direzione che prenderemo
Come sta sua zia
Ha ancora quei crampi alle gambe
RICHARD È in cura da un medico di Bad Ischl
HERRENSTEIN Da un medico di Bad Ischl
Ma se i medici di Bad Ischl passano
per i peggiori
Quelli t’accoppano
per ogni sciocchezza
Quanti anni ha sua zia
RICHARD Ottantasei
HERRENSTEIN La stessa mia età

314
Ma se è ancora in gamba
RICHARD Anche l’anno scorso ha scalato il Katrin
HERRENSTEIN Ma no
Io già a venti non ce l’avrei piú fatta
Bad Ischl è una località repellente
con quella gente
sempre seduta in casa a tremar di freddo
E quelle volte che escono di casa
vanno alla pasticceria Zauner
una delle pasticcerie piú insulse in assoluto
Nel Salisburghese piú qualcosa è insulso
piú è gradito
Il pubblico del Salisburghese
è quanto di piú insulso si possa immaginare
Di che cosa vive sua zia
RICHARD Ha una pensione
HERRENSTEIN Una pensione
A che titolo
RICHARD Suo marito
era un conciatore
HERRENSTEIN Conciatore conciatore
Ma non è un mestiere in fase di estinzione
Niente che puzzi piú orrendamente di una conceria
Ma senza concerie niente braghe di cuoio
RICHARD Le danno duemila e cinquecento scellini
HERRENSTEIN Già cosí va il mondo
Cosí è il mondo
e sempre cosí sarà
Ha scostato le tende
RICHARD Naturalmente signor Herrenstein
HERRENSTEIN (si protende)
Vedo solo nebbia
Ed è perfettamente limpido

315
dice
RICHARD Una giornata perfettamente limpida
signor Herrenstein
HERRENSTEIN La giornata giusta per la regina d’Inghilterra
Non mi va quella gente
Manichini in Burberry e Greenfell
con quel sorriso stupido
Che si mostrino accanto a capi di Stato
o ai loro cani
il sorriso è sempre lo stesso
Tutta quella razza è orribile
Lei è stato piú volte in Inghilterra
vero Richard
RICHARD Sette volte
HERRENSTEIN In fondo ha viaggiato molto
forse anche piú di me
Io non sono stato sette volte in Inghilterra
io sono stato solo tre volte in Inghilterra
e due delle tre anche in Scozia
Le Ebridi sono davvero affascinanti
rocce frastagliate affascinanti
RICHARD Sono stato anche in Irlanda
HERRENSTEIN Irlanda del Nord
RICHARD Irlanda del Nord Irlanda del Sud e Galles
HERRENSTEIN In un certo senso si nota
che è stato spesso
in Inghilterra e in Irlanda
Che cosa l’attirava tanto
RICHARD Amici
HERRENSTEIN Amici
Io non ho amici neppure in Inghilterra
(Sullo sfondo la signorina Zallinger porta in scena un
tavolo)

316
Prima vogliamo vedere tutto
poi d’un tratto piú niente
Però io ho sempre ancora voglia di viaggiare Richard
nonostante l’impaccio in cui mi trovo
Inchiodato su una sedia Richard
Destino tipicamente austriaco
(Guarda fuori dalla finestra)
Al direttore Holzinger però la prego
non offra niente
neanche un goccio
Quel tipo di gente crede
di avere il diritto di scolarsi un bicchiere
altrimenti non se ne vanno
Io invece voglio che quell’individuo sparisca subito
Cattivi soggetti
ipocriti
tutti
Però abbiamo bisogno di loro
Senza di loro da tempo
tutto sarebbe a catafascio
Questo è il sistema
Un uomo che governa tutto
e una serie di quei soggetti
diretti da quest’uomo
piú o meno
senza scrupoli
Ma chi oggi non è senza scrupoli
Non pensiamo piú ai soldi alle proprietà
Da decenni
non è piú questo il problema
Agiamo per abitudine
Ma dobbiamo tenere quella gente a stecchetto
venir loro incontro con la massima cortesia
dir loro che sono indispensabili

317
e minacciarli contemporaneamente di licenziamento
(Ha visto specchiata nella finestra la signorina Zallinger che
porta il tavolo in scena ed esclama)
Signorina Zallinger
che cosa sta facendo
Perché porta qui quel tavolo
(Richard gira d’un poco la sedia a rotelle con Herrenstein)
Che cosa sta succedendo
SIGNORINA ZALLINGER È per il buffet signor Herrenstein
HERRENSTEIN Quale buffet
SIGNORINA ZALLINGER Per gli ospiti
HERRENSTEIN Ma è spaventoso
dover allestire anche un buffet
per quella gente
Spero che non sia di Demel
SIGNORINA ZALLINGER Fatto in casa signor Herrenstein
HERRENSTEIN Vengono qui
e mangiano tutto a quattro palmenti
È una follia
aver invitato tutta quella gente
Io non l’ho invitata
Sono loro che si sono invitati
Solo mio nipote pensavo solo mio nipote
e ora mi vengono in quaranta
e alla fine saranno anche piú di quaranta
(La signorina Zallinger esce)
RICHARD Ma c’è posto qui per quaranta persone
HERRENSTEIN Me lo domando anch’io
Un uomo che vive per anni completamente solo
soltanto con lei Richard
piú o meno soltanto con lei
la signorina Zallinger non conta
tutti gli altri non contano

318
e all’improvviso arrivano quaranta persone
I viennesi sono d’una curiosità ributtante
capaci di accorrere a centinaia di migliaia
e foss’anche una scimmia
quella che percorre la Mariahilferstrasse
non fa differenza
(La signorina Zallinger entra con un secondo tavolo e lo
colloca accanto al primo)
E tutto questo quando nel pomeriggio
dovremo anche andare al funerale di Heldwein
il defunto gioielliere
Perfino a queste ridicolaggini cediamo
Köchert Heldwein Fischmeister
ora sono tutti morti
I gioiellieri di Vienna si sono estinti
I figli non contano
i figli non valgono niente
Già questo degradarci ai gioiellieri
è mostruoso Richard
In fondo di questa stagione muore ogni giorno qualcuno
che conosciamo
e quindi dovremmo correre di continuo nei cimiteri
D’altra parte ho constatato
che il vestito dei funerali è quello che mi sta meglio
Lo sa Richard
io sono entusiasta del mio vestito dei funerali
Non crede che sia troppo per me
nello stesso giorno
la regina d’Inghilterra
tutta quella gente
e poi anche il gioielliere Heldwein
e poi anche il direttore Holzinger
Holzinger potrei ancora disdirlo
ma allora lo dovrò ricevere domattina

319
(Osserva la signorina Zallinger)
Perché trascina quei tavoli da sola
Ha pure chi l’aiuta
Dove sono le domestiche
SIGNORINA ZALLINGER Le ragazze disturberebbero soltanto
Io lo faccio in silenzio
HERRENSTEIN La smetta di rompersi la schiena
Faccia lavorare le domestiche
Sono qui per questo
SIGNORINA ZALLINGER Sí naturalmente signor Herrenstein
HERRENSTEIN Quanti tavoli intende portare qui ancora
SIGNORINA ZALLINGER Occorrono cinque tavoli per il buffet
HERRENSTEIN (a Richard) Non disgustano anche lei gli
assembramenti
Non la disturba
tutta quella gente in un sol posto
RICHARD Naturalmente signor Herrenstein
HERRENSTEIN Però non è normale
essere disgustati dalla massa
La gente ama gli affollamenti
tutti tendono sempre a stare insieme
Io no
io ho sempre voluto tenermi lontano da tutti
alla larga da tutto
e questa è probabilmente la mia disgrazia
(Alla signorina Zallinger)
Lei si sta rovinando la colonna vertebrale signorina Zallinger
Vedrà si rovinerà la colonna vertebrale
Non potremmo ascoltare un po’ di musica
qualcosa di classico Richard
Signorina Zallinger non le pare il momento
di ascoltare un po’ di musica
(La signorina Zallinger avvia il grammofono

320
Alcune battute di Mozart
Herrenstein insorge gridando)
No no
non musica artificiale
Voglio che suoni lei
Ci suoni qualcosa signorina Zallinger
un breve brano classico
Lei suona cosí bene Chopin
(La signorina Zallinger spegne il grammofono)
È passato almeno un anno
da quando ci ha suonato qualcosa
Non so perché non suona piú il pianoforte
D’un tratto
da almeno un anno
ci ha rinunciato
Uno Studio una Sonata quel che vuole
Sul Semmering non abbiamo il pianoforte
Non faccia tante storie signorina Zallinger
lei è pure una pianista provetta
e suo padre era perfino direttore d’orchestra
Un talento coltivato con tanta cura
non si abbandona da un giorno all’altro
Su suoni
(La signorina Zallinger raggiunge la stanza della musica e
lascia la porta aperta)
Eppure ci suonava qualcosa tutti i giorni
Perché non suona piú
quell’impossibile persona
Era cosí gradevole quando suonava
dico bene Richard
Chopin Schumann
(La signorina Zallinger comincia a suonare una Sonata di
Chopin)
Non mi piace il pianoforte

321
È fatto soltanto per i gusti perversi
Lo stesso Horowitz è insopportabile
ma da stimolante può servire
da stimolante
La colazione mi ha guastato lo stomaco
Ovviamente è completamente
fuori esercizio
Quel che non esercitiamo continuamente
si guasta
Ai tempi dei miei genitori di pomeriggio
si suonava sempre il pianoforte
Per anni e anni ci è venuto in casa
un pianista appositamente ingaggiato
Io non suonavo mai
Suonava mio fratello
Io mai
La Zallinger ha suonato per vent’anni
Ed è da almeno un anno
che non suonava piú
(bisbiglia)
Suona davvero in modo goffo
non trova Richard
RICHARD Senza ispirazione signor Herrenstein
HERRENSTEIN Abuso di un’arte superiore
Tuttavia non credo
che suonare il pianoforte sia un’arte superiore
Un passatempo per l’orecchio sí
ma un’arte superiore no
Il pianoforte ha un che di pavoneggiante
(Grida verso la stanza della musica)
Basta cosí signorina Zallinger
basta cosí
(La signorina Zallinger chiude il Bösendorfer e torna nel
salone)

322
Non va piú bene come prima sa
Suo padre era un uomo tanto stimato
Non è sepolto nel cimitero comunale di Salisburgo
SIGNORINA ZALLINGER Sissignor Herrenstein
HERRENSTEIN Non teneva un corso per direttori d’orchestra
al Mozarteum
SIGNORINA ZALLINGER Sí signor Herrenstein
HERRENSTEIN Ottima persona suo padre
Come stanno le sue sorelle
SIGNORINA ZALLINGER Le mie sorelle stanno bene
HERRENSTEIN Mio dio non tutte saranno felicemente sposate
(Due domestiche portano un terzo tavolo e la signorina
Zallinger le aiuta
Herrenstein alla signorina Zallinger)
Ci sarà solo minutaglia vero
SIGNORINA ZALLINGER Solo minutaglia signor Herrenstein
HERRENSTEIN Sarà proprio necessaria la mia presenza
quando verrà quella gente
In fondo non è necessario che io ci sia
Io sono del tutto superfluo
Non trova anche lei Richard
che la mia presenza sia del tutto superflua
in questa circostanza
Eppure ho voglia di vederli tutti
Verrà sicuramente anche Guggenheim
il mio filosofico vicino
Fin da quando avevo tre anni
giocavo già con Guggenheim sulla Ringstrasse
e al parco cittadino naturalmente
Non sarebbe dovuto tornare dall’Inghilterra
La delusione è stata inevitabile
Gli austriaci
sono un popolo degenere

323
gli austriaci odiano gli ebrei
e quelli rientrati dall’esilio
anche piú degli altri
Gli austriaci non hanno imparato niente
non sono cambiati
Tutto un popolo dal carattere meschino
Dirò a Guggenheim di venire a trovarci
sul Semmering
RICHARD O ad Altaussee
HERRENSTEIN Non credo che andrò
in quel covo di nazisti
Lo so lo so perché ad Altaussee
mi manca il respiro
Non per l’altitudine
ma per tutti quei nazisti
che vi si sono stabiliti
Le piú belle località dell’Austria
hanno sempre attratto il maggior numero di nazisti
Salisburgo Gmunden Altaussee
non sono che covi di nazisti
Preferisco annoiarmi sul Semmering
Col dottor Guggenheim sarà sopportabile
Heldwein era cattolico
RICHARD Sí
HERRENSTEIN E allora dovremo sorbirci
tutto quel rituale cattolico
Nulla mi ripugna maggiormente
d’un funerale cattolico
Posso avere un bicchier d’acqua
(Richard va a prendere un bicchier d’acqua e glielo porge
Herrenstein beve)
Ma se pensassimo continuamente
a tutti questi orrori

324
non riusciremmo piú a vivere in questo paese
Ovunque ci volgiamo
volgarità nazionalsocialista e cattolica demenza
Se la regina verrà verso le dodici
alle tre potremo già essere
al cimitero di Döbling
RICHARD Il funerale è alle tre e mezza
HERRENSTEIN Ai funerali dei gioiellieri partecipa
proprio quel tipo di gente che non riesco a sopportare
tutta la cosiddetta buona società
uno stuolo di contesse
(Alla signorina Zallinger)
Ha spazzolato il mio cappotto pesante
signorina Zallinger
il cappotto nero
SIGNORINA ZALLINGER Naturalmente signor Herrenstein
HERRENSTEIN Naturalmente signor Herrenstein
(A Richard)
Al funerale andremo in Renault
RICHARD Naturalmente signor Herrenstein
HERRENSTEIN Naturalmente signor Herrenstein
naturalmente signor Herrenstein
(Si stringe la testa)
naturalmente signor Herrenstein
(Alla signorina Zallinger)
Solo roba fredda mi raccomando
solo fredda
SIGNORINA ZALLINGER Naturalmente signor Herrenstein
HERRENSTEIN Non mangio quasi piú
Mi stupisco d’esser cosí magro
ma il fatto è che non mangio quasi piú
Soffro d’inappetenza
Non ho mai mangiato volentieri

325
Non ci ho mai tenuto al cibo
ho sempre lasciato che mangiassero gli altri
(A Richard)
La sua voracità
è stupefacente
L’ho vista sempre mangiare
con soddisfazione
Ho sempre pensato che avrebbe
stimolato anche il mio appetito
e invece nel veder mangiare lei
mi è passato sempre di piú
Non è un’accusa Richard
Mi faccia dare un’occhiata alla strada
(Richard sospinge Herrenstein davanti al battente di sinistra
della porta che dà sul balcone
Herrenstein si protende e guarda fuori)
Non capisco affatto
come la Ringstrasse possa essere cosí famosa
È una delle piú brutte strade del mondo
nient’altro che kitsch pomposo
il Parlamento la Burg l’Opera
tutti esempi di orribile aberrazione architettonica
di costruzioni raffazzonate senza gusto
di mostruosa pasticceria
un edificio piú brutto dell’altro
eppure stranamente
l’amiamo nell’insieme
Dice che è una giornata limpida
Per me è tutto fosco
Da quando è morto il dottor Funder
la mia facoltà visiva peggiora
Suona orribile lo so
Spesso chi soffre diventa poetico
e si abbandona senza ritegno al kitsch

326
come se fosse un giardino raffinato
La catastrofe verrà
quando non ci vedrò piú per niente
quando non vedrò piú niente
e non sentirò piú niente
quando sarò in tutto e per tutto
Richard
alla sua mercé
(Due domestiche e la signorina Zallinger portano un quarto
tavolo, lo collocano e si fermano
Herrenstein si raddrizza improvvisamente)
Vorrei avere la mia banana
(Richard fa cenno alla signorina Zallinger di uscire e di
andare a prendere una banana
La signorina Zallinger esce)
Penso che sul Semmering
finiremo Le affinità elettive
E poi che cosa
Schopenhauer forse
o Flaubert
Nietzsche
Kleist
(Le domestiche escono)
In sostanza è indifferente
ciò che leggiamo
Credo che Schopenhauer non lo leggerò piú
Non è detto che si debba sempre rileggere tutto
Lei legge molto bene Richard
per quel che riesco ancora a sentire
in tono piatto e uniforme naturalmente
Un giorno non ci sentirò piú per niente
ma forse non ci arriveremo probabilmente
(La signorina Zallinger rientra con una banana su un piatto
Herrenstein prende la banana e ne morde via un pezzo)

327
Sarebbe ridicolo
farsi leggere Schopenhauer
e poi morire
con una frase di Schopenhauer nell’orecchio
O di Nietzsche
(Addenta un gran pezzo di banana)
O una frase di Voltaire
Ho sempre prediletto i francesi
gli inglesi no
i russi forse
(Mastica)
Stanotte Richard
un breve racconto di Tolstoj
o di Turgenev
(Mastica)
Turgenev
Turgenev
(Morde un pezzo ancor piú grosso di banana e mastica
rumorosamente)
di Turgenev
di Turgenev Richard

(Sipario)

328
Scena seconda

Le nove e mezza. La signorina Zallinger e le domestiche


dispongono il buffet su cinque tavoli accostati e coperti da
tovaglie bianche. Richard porge varie pillole a Herrenstein
che le inghiottisce con riluttanza

RICHARD Cinque pillole il martedí


quattro il mercoledí
cinque il giovedí
dice la prescrizione
HERRENSTEIN (dopo aver bevuto mezzo bicchiere d’acqua)
Si sostiene
che la regina d’Inghilterra
sia la donna piú ricca del mondo
ma si dice anche
che la piú ricca sia la regina d’Olanda
Probabilmente sono solo pettegolezzi dei giornali
Non mi sono mai fidato di mio nipote
Perché diffidiamo sempre dei nipoti
e dobbiamo guardarci dalle nipoti
Vita natural durante
abbiamo paura dei nipoti e delle nipoti
per tutta la vita sono stato afflitto
da questa paura dei nipoti e delle nipoti
I genitori rimpinzano i figli di tutto
e cosí li rovinano

329
Quest’epoca è tremenda
per ciò che concerne
l’alimentazione dei nipoti e delle nipoti
(Alla signorina Zallinger)
Dia loro il Veltliner della Wachau
non l’altro
E niente Porto
(Piú che altro a se stesso)
Mi rimangono pur sempre i Carpazi
(Consegna il bicchiere a Richard)
Ora anche l’acqua è repellente
eppure l’acqua di Vienna
era eccellente
per quanto io ricordi
I proletari hanno inquinato tutto
anche l’acqua delle fonti di Vienna
(Direttamente a Richard)
Dovrà sospingermi direttamente dietro la famiglia Heldwein
accanto alla fossa aperta
Cosí ci sbrigheremo in fretta
e quel che ne penserà la gente
mi è indifferente
I gioiellieri aderiscono a una grande quantità
di associazioni e organizzazioni
Terranno certo tanti discorsi
ed è già una fortuna
poterli sorbire
seduti
Anche se mi sbottonerò il colletto
non mi buscherò un raffreddore
Probabilmente verrà la stessa gente
che c’era al funerale di Köchert
e al funerale di Fischmeister
Ho speso milioni da quella gente

330
Tutta roba decisamente superflua
Oggi ancora l’aristocrazia fa impazzire la gente
In Austria è stata abolita
eppure fa ancora impazzire tutti
Popolo scemo incorreggibile
L’aristocrazia e i comici
sono le categorie che maggiormente affascinano gli austriaci
Quando muore un cabarettista
accorrono a decine di migliaia al suo funerale
Umanità insulsa
Un tempo lei scriveva poesie
Non lo fa piú
Lei ha sempre avuto quella che si suol dire
una vena poetica
però non ha mai avuto il coraggio
di leggermi una sua poesia
ed è meglio cosí
Chi legge cose sue si rende ridicolo
e lei è troppo intelligente
per esporsi a una figura simile
Non tutti sono cosí accorti
Sul Semmering c’è quell’osteria
e lí potrà spassarsela
Non avrò sempre bisogno di lei
ma dovrò ovviamente sapere
d’averla almeno di notte a portata di mano
Io non ho bisogno di lei ma devo sapere
che c’è
Non ha mai pensato
nei venticinque anni ormai
che sta con me
di uccidermi
di ammazzarmi
alle spalle

331
cosí
(Glielo esemplifica)
Eppure sarebbe semplice e logico
Ho spesso pensato
ora forse mi accoppa
però lei non l’ha fatto
mai
benché ne avesse spesso la voglia
No non era voglia
era bisogno
di uccidermi
Una persona come me se ne accorge chiaramente
Io so quel che lei pensa
quando mi sta alle spalle
silenzioso la maggior parte del tempo
muto
e sono sicuro
che non mi ucciderà
È un punto su cui sono da tempo sicuro
(Alla signorina Zallinger)
Si è mai rammaricata
di stare qui da me signorina Zallinger
SIGNORINA ZALLINGER Naturalmente no, signor Herrenstein
HERRENSTEIN Sono quarantadue anni
che lei sta qui da me signorina Zallinger
(A Richard)
Ha interrotto per amor mio la sua carriera
(Alla signorina Zallinger)
D’ora in poi faremo di nuovo musica
tutti i giorni
Suonerà ogni giorno un brano diverso
per tornare in esercizio
Questa è sempre stata una casa musicale
ai massimi livelli del mecenatismo

332
Gli Herrenstein hanno reso grande Hugo Wolf
e disprezzato Brahms
Da bambini prima di colazione
dovevamo uscire sul balcone
e dire in coro
«Wolf è il piú grande compositore
e Brahms non vale niente»
(A Richard)
Ogni giorno Richard
tutti i santi giorni
La Ringstrasse si aspettava già
che pronunciassimo quel verdetto sul balcone
Era la nostra orazione mattutina
«Wolf è il piú grande compositore
e Brahms non vale niente»
(Tenta di guardare verso il balcone)
La casa Herrenstein ha passato a Wolf
fino alla fine della sua esistenza
una pensione
dell’ammontare circa
d’uno stipendio di consigliere ministeriale
Quando alla Filarmonica suonavano Brahms
noi qui sul balcone
esponevamo la bandiera nera
Anche quando era solo un brevissimo brano di Brahms
noi issavamo qui la bandiera nera
Una famiglia fanatica della musica
per cosí dire
Personalmente non ho voluto essere un mecenate
e la musica non mi ha interessato
quanto i miei genitori
Probabilmente è un peccato che oggi
i musicisti piú famosi non entrino e non escano piú di qui
come allora

333
Non ho niente contro l’arte e contro gli artisti
ma non li sopporto
Sono vecchio e malato
Quando torneremo dal Semmering signorina Zallinger
lei suonerà di nuovo sul Bösendorfer
e sarà un bene per tutti noi
(A se stesso)
Che sciocchezza
dire una cosa simile
(A Richard)
Ad Altaussee puzza sempre di cucina
Il lezzo di cucina non ha modo
di defluire dalla valle
e proprio dove stiamo noi
si concentrano gli odori di cucina di tutta la valle
La gente cucina con strutto rancido
e anche il pesce non lo serve che puzzolente
(Fissa il pavimento)
Ho bisogno estremo d’aria buona
ma dove trovare l’aria buona
Né qui
né ad Altaussee
Sul Semmering abbiamo la piaga dei topi
come è ovvio che sia
visto che la casa è sempre vuota
e cosí puzza per giorni e giorni di sterco di topo
E se l’arieggiamo ci raffreddiamo
(A Richard)
Non sarà meglio dire
che non ci sono
quando verrà quella gente
Mi ritirerò nella mia camera da letto
Elisabetta Seconda non m’interessa affatto
D’altra parte potrei anche darle un’occhiata

334
Che cosa ne dice lei Richard
Esserci o non esserci
quando verrà quella gente
Che ore sono
RICHARD Le dieci e dieci
HERRENSTEIN Le dieci e dieci
Quando verrà il direttore Holzinger
gli dica che non ci sono
non lo faccia neppure entrare
No
non va
Dovrò riceverlo
(Ascolta)
L’orologio si è fermato
RICHARD (guarda l’orologio a pendolo)
Ha ragione signor Herrenstein
L’orologio si è fermato
HERRENSTEIN E allora carichiamolo
Ultimamente dimentichiamo spesso
di caricare l’orologio
(Richard sospinge Herrenstein davanti all’orologio a
pendolo e gli consegna la chiave per caricare l’orologio)
È una vecchia abitudine
che sia io a caricare l’orologio
L’ho caricato fin da bambino
(Vorrebbe caricare l’orologio ma non ci arriva. Richard lo
solleva)
Non dovremmo dimenticarci
di caricarlo
(La signorina Zallinger e le domestiche si fermano per
osservare come Richard solleva Herrenstein e come
Herrenstein carica faticosamente l’orologio dicendo fra
gemiti e sospiri)

335
Ogni volta è come
se caricassi me stesso
(Tossisce, si guarda attorno, sorride)
Che strana foschia quest’oggi
(Richard ricolloca Herrenstein sulla sedia a rotelle e lo
spinge al centro del salone)
Mi stupisce
che lei continui a sopportarmi
Carico me stesso ogni giorno
cosí come carico l’orologio
(La signorina Zallinger tossisce, le domestiche portano in
scena una grande poltrona e la sistemano accanto a
Herrenstein)
Alcuni si siedono in poltrona
altri sulle sedie
Potrei dirle fin d’ora
dove si siederanno gli uni
e dove gli altri
(Tossisce)
Cinque anni fa il dottor Friedländer
mi aveva dato tre anni di vita
e invece sono ancora qui
sopravvissuto già due anni a me stesso
in un certo senso
Non voglio morire
ecco che cos’è

dico sempre che muoio
però non voglio morire
(A Richard)
Le dispiacerebbe
mettermi in poltrona
(Allunga braccia e gambe, si fa sollevare e sistemare nella
poltrona, dove si abbandona)

336
È gelida
(Alla signorina Zallinger)
È andata a prendere questa poltrona in soffitta
SIGNORINA ZALLINGER No signor Herrenstein
nella sua camera da letto
HERRENSTEIN Nella mia camera da letto
(Si guarda attorno)
La mia camera da letto
è anche la camera in cui morirò
È ovvio che sia freddo
tutto ciò che viene dalla mia camera da letto
(Alla signorina Zallinger)
Perché ha preso la poltrona
nella mia camera da letto
È una pazzia
(Vuole che Richard lo sollevi dalla poltrona e lo ricollochi
sulla sedia a rotelle)
Mi aiuti a uscire da questa poltrona
da quest’orribile poltrona
dove morirò
Mi sollevi si spicci
(Tossisce, Richard lo solleva)
È una pazzia
(tossisce)
portar qui
per quella gente
la poltrona della mia camera da letto
(Tossisce)
Che si siedano dove vogliono
ma non sulla poltrona dove morirò
(Richard depone Herrenstein sulla sedia a rotelle
La signorina Zallinger e le domestiche portano di nuovo via
la poltrona)
Inaudito

337
(Si accascia)
La mia poltrona
la mia amata poltrona per quella gente
Odio ognuno di loro singolarmente
e si profana la mia poltrona
per quella gente
(Si guarda attorno)
Nessuno che pensi mai
a quello che fa
Ho preso le pillole Richard
RICHARD Ovviamente
HERRENSTEIN Quelle di prima della colazione
e quelle di dopo la colazione
e quelle di prima di pranzo
e quelle di dopo il pranzo
e le pillole della cena
Ma è vita questa
RICHARD È una necessità
HERRENSTEIN Una necessità
Ma se ormai è tutto inutile
Mi accosti alla finestra
Voglio guardare fuori
Voglio vedere qualcosa
Qui soffoco
(Richard sospinge Herrenstein accanto alla finestra di
destra)
È da tempo che non mi sentivo
cosí male come oggi
Il tempo mi dà stranamente alla testa
Il sabato è sempre la giornata peggiore
a parte le domeniche
Le domeniche mi sono sempre state odiose
Il mondo appare piú falso di domenica

338
che negli altri giorni
Gli uomini sono falsi
la natura è falsa
e tutto è falso di domenica
Le domeniche sono la falsità in sé
(Guarda fuori dalla finestra)
Perfettamente limpido
dice Richard
RICHARD Una giornata perfettamente limpida
HERRENSTEIN La regina d’Inghilterra
Che orrore
Però non la compatisco
Potrebbe abdicare
andarsene
ritirarsi
Sotto la corona quella gente è ridicola
i regnanti hanno sempre indossato corone ridicole
Quando è venuto a Vienna
il cosiddetto Negus
almeno un milione di viennesi
sono accorsi sulla Mariahilferstrasse
La curiosità dei viennesi
è la piú repellente del mondo
Sul Semmering
se troverò la forza
mi infilerò le scarpe da solo
e lei non dovrà aiutarmi Richard
Dovrà lasciarmi fare da solo
Si domanderà
che bisogno ha Herrenstein di avere scarpe ai piedi
visto che i suoi sono piedi posticci
Se lo domandi pure Richard
La soddisfazione è appunto
quella di indossare scarpe su piedi posticci

339
Nessuno indossa scarpe piú volentieri
di chi ha i piedi posticci
(Direttamente a Richard)
Un ubriaco
un ridicolo individuo di venticinque anni
mi ha ridotto a un manichino
Un incidente come ne accadono tutti i giorni
nient’altro che un banale incidente
di quelli che accadono tutti i giorni Richard
Non è il caso che ci si rompa la testa
perché mi ci son già rotta la mia
Se ad Altaussee
mi mettessi a contare per addormentarmi
arriverei ogni notte ai milioni
Ho deciso
Andremo sul Semmering
(Guarda fuori dalla finestra)
Non cinguetta
RICHARD Come dice signor Herrenstein
HERRENSTEIN L’uccello non cinguetta
Eppure ha sempre cinguettato
a quest’ora
anche di sabato
RICHARD Naturalmente signor Herrenstein
HERRENSTEIN La gente mi perseguita col suo odio
per quanto io risalga con la memoria nel tempo
Tutta gente rispettata
gente sana
benestante ricca
Mi invitano
e io non ci vado
Mi mandano inviti continuamente
ma io non reagisco

340
Voglio che il giorno del mio compleanno
le tende rimangano accostate tutto il giorno
Non reagire
non reagire mai
Gli auguri sono prese in giro
Neppure una nuvola dice
non una
RICHARD Il cielo è sereno signor Herrenstein
HERRENSTEIN Siamo costretti
a rifugiarci in noi stessi
completamente
È molto interessante molto interessante
(Grida)
Signorina Zallinger
(La signorina Zallinger accorre)
Ricorda
che fuori da questa finestra
già trent’anni fa
cinguettava un uccello
Cinguettava quell’uccello oppure no
Cinguettava o no
SIGNORINA ZALLINGER Naturalmente signor Herrenstein
HERRENSTEIN Quell’uccello cinguettava
anche di sabato
Lo ha sentito anche lei
come lo ho sentito io
Lei è la prova
che anche di sabato
quell’uccello cinguettava fuori da questa finestra
e ora non cinguetta piú
Ma nessun uccello cinguetta per trent’anni
(La signorina Zallinger arretra ed esce senza volgergli le
spalle mentre le domestiche portano e dispongono nel salone

341
diverse sedie)
Era da prevedere
che tutti volessero vedere
la regina d’Inghilterra
Gentaglia
(Tossisce)
Che cosa succederà
quando le pillole diuretiche non sortiranno piú
l’effetto voluto
SIGNORINA ZALLINGER (entra per annunciare il direttore
Holzinger)
Il direttore Holzinger
HERRENSTEIN Sí naturalmente
Lo sto aspettando
(La signorina Zallinger esce e rientra con il direttore
Holzinger che rimane fermo sulla porta con una cartella in
mano
Herrenstein continua a guardare fuori dalla finestra)
Venga venga
ci sbrigheremo subito
Mi dia la cartella
io firmo
e cosí lei se ne potrà di nuovo andare
(Holzinger prima esita, poi si avvicina a Herrenstein)
Dia qui
(Toglie la cartella a Holzinger e poi, a Richard,
consegnandogli la cartella)
Legga
RICHARD (apre la cartella e legge)
Chiedo la sua autorizzazione a convocare
al piú tardi entro il ventitre di ottobre
il consiglio di amministrazione
Firmato Kreiseleder

342
HERRENSTEIN La consueta solita banalità
(Richard riconsegna la cartella a Herrenstein)
Ha una penna signor Holzinger
Quello schifoso Kreiseleder
(Holzinger estrae una penna dal taschino della giacca e la
consegna a Herrenstein, il quale firma un foglio nella
cartella e poi chiude la cartella)
Quello schifoso Kreiseleder
Pensavo che fosse
qualcosa di straordinario signor Holzinger
Oggi non ho tempo da dedicarle
Oggi verrà un mucchio di gente
Tutti vogliono vedere la regina d’Inghilterra
capirà
tutti vogliono vedere la regina d’Inghilterra
(Fissa Holzinger)
Elisabetta Seconda
sa che cosa significa signor Holzinger
HOLZINGER È ovvio signor Herrenstein
L’ho capito repentinamente
HERRENSTEIN La regina d’Inghilterra
non viene a Vienna tutti i giorni
Forse sarà la sola volta in vita sua
che verrà a Vienna
HOLZINGER È ovvio signor Herrenstein
l’ho capito repentinamente
HERRENSTEIN Ci rivedremo quando tornerò dal Semmering
HOLZINGER Ovviamente signor Herrenstein
HERRENSTEIN Sua moglie sta di nuovo bene
HOLZINGER Ovviamente signor Herrenstein
Repentinamente
HERRENSTEIN Una persona malata è una sciagura
Una persona malata è capace di rovinare intere famiglie

343
se gli gira
(Holzinger si inchina, si volta ed esce seguito dalla signorina
Zallinger)
Pensavo che fosse qualcosa d’importante
e invece è solo Kreiseleder
quello schifoso Kreiseleder
Ma naturalmente tutto è importante
tutto è importante
Noi dimentichiamo sempre
che tutto è importante Richard
Non c’è niente che non sia importante
Non crede anche lei Richard
che non c’è niente che non sia importante
che tutto è importante
Su questo si basa tutto
che tutto sia ugualmente importante
Tutto qui
(La signorina Zallinger entra con caraffe piene di vino che
colloca sul buffet
Dietro di lei entra – con una bandiera inglese, l’Union Jack
– Guggenheim, il quale si avvicina di soppiatto a
Herrenstein)
Tutti sarebbero molto piú felici
se sapessero
che tutto è ugualmente importante
E invece soffocano continuamente
nei loro dispiaceri
(Richard arretra di due passi quando scorge Guggenheim il
quale, standogli alle spalle, tappa gli occhi a Herrenstein)
So benissimo che è lei
Guggenheim
Si sieda
e non faccia il buffone
Lo sapevo che sarebbe stato il primo

344
È lei soprattutto che vuol vedere la regina d’Inghilterra
Lei e il suo Union Jack
(Guggenheim si siede davanti a Herrenstein, leggermente di
sbieco, mentre Richard toglie un po’ di polvere dalla giacca
di Herrenstein)
Su Richard ci lasci soli
per qualche attimo
Sbrighi la posta
Cerchi un Baedeker
con una descrizione del Semmering
(Richard esce)
Lei non immagina
in che tremenda situazione
mi sono cacciato
per aver detto a mio nipote
che poteva venire qui
a dare un’occhiata a Elisabetta Seconda
Verranno in quaranta
e questo il giorno prima
della nostra partenza per il Semmering
GUGGENHEIM Non voleva andare ad Altaussee
HERRENSTEIN No
in quel covo di nazisti non ci vado piú
GUGGENHEIM Però ha quella bella casa
HERRENSTEIN Non m’importa
Ho una bella casa anche sul Semmering
Chi dice che quelle case
sono tutte belle
La maggior parte del tempo penso
che quelle case sono brutte
GUGGENHEIM La sua casa ad Altaussee è davvero bella
HERRENSTEIN Mio caro Guggenheim
io ho sempre odiato

345
le case di fine secolo
Verande balconi di legno
vista sui monti
Che cosa c’è di piú orribile
In fondo mi trovo meglio qui
nella mia casa di Vienna
ma di tanto in tanto devo uscirne
I viennesi sono ancora quelli che sopporto meglio
la gente di campagna mi ripugna
Non c’è nulla di cui si possa discorrere con loro
non capiscono quel che gli si dice
ti sbarrano gli occhi addosso
e pensano solo ai soldi
che ti possono estorcere
(Le domestiche portano in scena il maggior numero possibile
di sedie e poltrone)
Ogni volta che arrivo in campagna penso
questa non mi ci voleva
È lei soprattutto che mi manca Guggenheim
Si parla tanto del vicendevole aiuto fra vicini
ma noi lo pratichiamo
Una volta è lei che viene da me
una volta sono io che vado da lei
e non ci sono mai mancati gli argomenti di conversazione
Si figuri
quaranta individui se non di piú
di quelli poi che maggiormente disprezzo e odio
coi quali da decenni ormai
non voglio piú aver nulla a che fare
Tutta gente che non vale niente Guggenheim
che aspetta solo che io crepi
Ma come lei ben sa
a questa gente non lascerò nulla in eredità
Ho già provveduto in questo senso

346
(Si china verso Guggenheim)
Lei ancora non lo sa
ma Richard ha minacciato
di abbandonarmi
Un tentativo di ricatto probabilmente
verosimilmente un tentativo di ricatto
Vaneggia non so che cosa di Stati Uniti California
Sono settimane che vivo sotto questa minaccia
ed era da prevedere che prima o poi
questo rapporto naufragasse
Gli ho offerto uno spropositato aumento di stipendio
ma non ne è stato
particolarmente impressionato
Tuttavia senza Richard sono finito
(La signorina Zallinger esce dopo aver spolverato un po’ le
sedie)
Credo anche che abbia
una nuova relazione
Non ne sono sicurissimo anzi
e so chi è
Lo conosce anche lei
il dottor Schuppich
GUGGENHEIM Schuppich
HERRENSTEIN Appunto
Proprio quel dottor Schuppich
GUGGENHEIM Quello che è stato tre anni in Australia
HERRENSTEIN Quattro
Un tempo l’avevo sotto contratto
Un tipo non antipatico ma pericoloso
Richard sfrutta ogni occasione
per stare insieme a Schuppich
Si figuri ora che Richard se ne vada
e mi pianti in asso

347
Gli ho promesso piú o meno
un mezzo patrimonio
ma non ha neppure reagito
ha fatto finta di non sentire ciò che gli dicevo
a questo proposito
Un furbo di tre cotte Guggenheim
GUGGENHEIM Non riesco a figurarmi
che Richard l’abbandoni
Sono piú di venticinque anni che è con lei
HERRENSTEIN Non significa niente
Proprio quando abbiamo maggiormente bisogno d’una
persona
quella ci abbandona
Mi è intollerabile l’idea
di avere un estraneo a fianco
L’affidabilità di Richard
non è delle migliori
Lo sorprendo ogni momento
a commettere errori
ma non dico niente
assolutamente niente
Non deve sapere che so
GUGGENHEIM Schuppich è quello che ha scritto quel libro
HERRENSTEIN Appunto
quello in cui io appaio nelle vesti piú volgari
sotto mentite spoglie
Però vi appaio
e sono tutti dettagli
che solo Richard può avergli confidato
Lí per lí ho avuto una gran voglia
di querelare quell’individuo
ma poi mi sono reso conto del ridicolo d’un simile processo
Tacere a morte è l’unica risorsa

348
Avrei danneggiato solo me stesso
piú di quanto mi potesse danneggiare il libro di Schuppich
La regina d’Inghilterra non mi interessa
È piú roba per i giovani
che vanno a braccetto con la scemenza
e per la vecchia gentaglia aristocratica qui in città
GUGGENHEIM Io ovviamente sono commosso
che Elisabetta Seconda venga qui
e che la possa vedere
Sono stato dodici anni a Oxford come sa
e debbo all’Inghilterra niente di meno che
l’esistenza
HERRENSTEIN Non ci avevo pensato
(Bisbiglia all’orecchio di Guggenheim)
Richard vuole andare ad Altaussee
perché Schuppich lí ha una casa
Questi Schuppich sono una vecchia famiglia di nazisti
il padre colonnello delle SS
E invece io vado sul Semmering
Odio Semmering eppure ci vado
Già da bambino odiavo Semmering
Certo Altaussee è una bella località
però io non vado ad Altaussee
per tutte le ragioni che le ho esposto Guggenheim
Io vado sul Semmering
benché mi faccia orrore
Al giorno d’oggi il Semmering
è invaso da proletari spocchiosi
in braghe corte tenute su dalle bretelle
Ogni albergo ricettacolo di sindacalisti
Gli piacerebbe
a Richard
abbandonarmi ad Altaussee sulla terrazza panoramica

349
e spassarsela con Schuppich
Ma che cosa accadrà
se Richard mi lascerà
davvero
Credo che sia solo una minaccia un’estorsione
Quella storia degli Stati Uniti di cui vaneggia
è inventata di sana pianta Guggenheim
(La signorina Zallinger colloca un gran mazzo di fiori sul
buffet
Herrenstein a Guggenheim)
La signorina Zallinger vuole andare a Lourdes
(A voce alta)
Quando parte per Lourdes signorina Zallinger
SIGNORINA ZALLINGER Il ventuno
HERRENSTEIN Di novembre
non di ottobre
perché il ventuno ottobre sarà sul Semmering
Quando è stata a Fatima
SIGNORINA ZALLINGER Tre anni fa
HERRENSTEIN (a Guggenheim)
Certa gente fa pellegrinaggi
ed è convinta
che serva a qualcosa
(Alla signorina Zallinger)
Anche sua nonna è stata a Lourdes vero
SIGNORINA ZALLINGER Sí signor Herrenstein
HERRENSTEIN Il vecchio Zallinger
come forse sa
era uno dei piú eminenti direttori d’orchestra
Purtroppo continuamente malato
Non di primissima categoria
però tutto sommato eminente
Non ha mai diretto all’Opera

350
molto spesso alla Filarmonica
e all’Opera di Stato bavarese
a Monaco
Per anni e anni
un valente pedagogo
Guggenheim
Le figlie ne hanno ereditato il talento
Oggi per la prima volta dopo tanti anni
la signorina Zallinger ci ha offerto di nuovo un saggio
della sua arte
un breve brano di Chopin
(Entra il nipote, si ferma dopo due passi
La signorina Zallinger gli fa cenno di avvicinarsi a
Herrenstein
Quello si avvicina ma Herrenstein non gli stringe la mano)
Questa solo mi mancava
che venissero qui quaranta persone
per vedere Elisabetta Seconda
Ho detto che tu potevi vederla
e non ho aggiunto altro
e ora me ne vengono quaranta
Mi metti in una situazione spaventosa
Lo sai quanto sono malato
e invece di riguardarmi
mi esponi a quella gente
Io odio tutta quella gente come sai
Oggi specialmente che devo andare al funerale di Heldwein
Ci verrai anche tu ovviamente
IL NIPOTE Ovviamente
HERRENSTEIN È una settimana
che non ti occupi di me
Sarei anche potuto crepare
Sono inchiodato qui
ho un nipote sano

351
e intanto crepo
Ah se non avessi Guggenheim
(A Guggenheim)
Non posso piú quasi far conto su Richard
(Al nipote)
Prima venivi ogni due giorni
ed era decisamente troppo
ma almeno una volta alla settimana
potresti venire a trovare il vecchio zio
(Alla signorina Zallinger)
Dico bene signorina Zallinger
(La signorina Zallinger annuisce)
Non si può soltanto prendere
bisogna anche dare
ma la gioventú d’oggi non dà niente
prende soltanto
arraffa tutto
e non dà niente
Beato lei Guggenheim
che non ha nipoti maschi né nipoti femmine
e cosí le sono risparmiati il problema dei nipoti
e il problema delle nipoti
(Toglie una pillola dalla tasca della giacca e l’ingoia)
Diamo di tutto a questi giovani
e loro ci liquidano col disprezzo
(Al nipote)
Siediti pure
Se Richard mi lascia
ho pensato
mi rimani almeno tu
anche se è un pensiero assurdo
mai sentito bene
(A voce molto bassa ma chiara)
Richard medita

352
di andare negli Stati Uniti
con quel dottor Schuppich
con cui ha una relazione
e io mi ritroverò in braghe di tela
(Guggenheim si è alzato all’ingresso di quattro signore
Herrenstein continua a rivolgersi al nipote)
Ogni fine di settimana Richard
incontra quello Schuppich ad Altaussee
Ne ho le prove
E piú precisamente a casa mia
E io andrò sul Semmering
odio il Semmering
ma andrò sul Semmering
a costo di lasciarci la pelle
(Richard è entrato con un Baedeker della Bassa Austria e
saluta le signore
Herrenstein continua a parlare col nipote)
Pensa a ciò che mi aspetta
Dopo tutto sei l’unico
di cui possa ancora fidarmi
La signorina Zallinger e Richard sono
culo e camicia
Quei due hanno fatto causa comune
Ho passato una notte tremenda
senza riuscire a dormire
tutta crampi e autocommiserazioni
Ma perché tua madre è morta cosí presto
Tutti muoiono
e a chi rimane non è risparmiato nulla
(Saluta le signore)
Si seggano pure
si seggano
c’è posto a sufficienza
(Affranto)

353
Non sono nella condizione
di far conversazione
ma c’è mio nipote
(Al nipote)
Su va’
occupati delle signore
(Il nipote versa da bere alle signore e tutti si siedono sullo
sfondo
Herrenstein a Richard)
Chi è quella stangona
RICHARD La contessa Ergens
HERRENSTEIN Non la Gudenus
Sembrava la Gudenus
RICHARD La contessa Ergens
e le sorelle Weisweiler
HERRENSTEIN Questa solo mi mancava
La Ergens è addirittura
repellente
e non ce n’è quasi di piú sceme
delle sorelle Weisweiler
(Entrano quattro signore accolte dal nipote)
È già cosí tardi
RICHARD Le undici e mezza piú o meno
HERRENSTEIN È tutto il tempo
che ho qui
(lo indica)
un dolore al petto
Vede Richard qui
(Richard si avvicina)
Qui Richard qui
proprio qui
esattamente qui
qui proprio qui

354
(Richard non può fare a meno di toccare il punto)
Un punto sospetto
Speriamo che Friedländer sia raggiungibile
Non dimentichi
di dirgli di passare
prima che noi si parta per il Semmering
Non che abbia ancora deciso
ma Altaussee decisamente non mi va
Odio il Semmering
però credo che andrò sul Semmering
Finiamo coll’andare sempre
dove odiamo andare
Mai che andiamo
dove vorremmo essere
Notizie dagli Stati Uniti
RICHARD Nessuna novità
HERRENSTEIN Sarebbe terribile per me
se mi piantasse in asso
Non camperò piú a lungo dopotutto
Resista ancora per questo po’ di tempo
Che cosa possono offrirle mai gli Stati Uniti
Ci pensi
Alla sua età
passata la cinquantina
non si può andare in America
per cominciare una nuova vita
Un’impresa destinata a priori al fallimento
(Tenta di guardare alle sue spalle e di vedere chi è venuto)
Vedo solo ombre
(In confidenza)
La contessa Ergens dice
quella divorziata
Da quando ha pubblicato quel libro di ricette
è diventata ancora piú insopportabile

355
Non ho mai mangiato peggio che dagli Ergens
(Sono entrati due signori e due signore che si siedono dopo
che la signorina Zallinger ha bisbigliato loro qualcosa
all’orecchio
Herrenstein, sempre rivolto a Richard)
Mi dica lei che fine faccio
se stringo la mano a tutta questa gente
Sono mezzo morto
Non c’è bisogno che finga di essere mezzo morto
Lo sono
(Con un cenno sollecita Richard ad avvicinarsi
maggiormente)
Tutti m’invidiano questo po’ di vita
questa misera esistenza
Che cosa indossa la contessa Ergens
RICHARD Un abito giallo a fiori neri
HERRENSTEIN Giallo a fiori neri
Seta
RICHARD Seta naturalmente signor Herrenstein
HERRENSTEIN Seta
Seta a fiori neri
RICHARD E un cappello nero
HERRENSTEIN Un cappello nero
Probabilmente perché anche lei
andrà al funerale di Heldwein
Credo che ci andranno tutti
Credo che rivedrò tutta questa gente
al funerale di Heldwein
Che si siedano pure dove vogliono
in attesa della regina inglese
Speriamo che venga presto
La puntualità dei regnanti è proverbiale Richard
I viennesi sono un popolo curioso

356
d’una curiosità repellente
Se la prendono comoda
Vengono da me
per vedere Elisabetta Seconda
e poi vanno direttamente al funerale del gioielliere
I gioiellieri sono sempre stati ricchi
ma non ricchi come noi
e questo amareggia gli individui di quella sorta
Sul Semmering potrà fare quello che vorrà
ma non lasciarmi solo
E non è solo un’abitudine pluridecennale
(Tenta di afferrare la giacca di Richard
Entrano tre signori e la signorina Zallinger indica loro tre
sedie)
D’un tratto arrivano tutti
Quanti sono già
RICHARD Dieci undici dodici venti
HERRENSTEIN Non dovevano essere quaranta
(Strattona la giacca di Richard)
Io la pagherò di piú
di quanto gli altri potranno mai darle Richard
Se fossi in salute
verrei subito con lei negli Stati Uniti
Ma gli Stati Uniti sono probabilmente solo un pretesto
che lei mi accampa
Un pretesto astutamente escogitato
Lei mi ha sempre ingannato Richard
In fondo è cresciuto alla mia scuola
(Grida improvvisamente)
Viktor
Viktor
(Il nipote gli si avvicina)
Apri un momento quella finestra
(Il nipote si avvicina alla finestra di destra)

357
Non quella finestra
Quella quella
La finestra a sinistra
(Il nipote apre la finestra e non si sente altro che il solito
rumore di traffico)
Richiudi la finestra
Non entra che puzzo
(Il nipote chiude la finestra. Herrenstein guarda l’orologio)
Non vedo che ore sono
RICHARD Le undici e venti
HERRENSTEIN Le undici e venti
(Richard gli consegna il Baedeker)
A quest’ora di solito sonnecchio
e lei mi legge qualcosa
(Al nipote)
Non stare lí impalato
Occupati degli ospiti
In fondo sono ospiti tuoi
ospiti tuoi
(fra sé )
non miei
(Il nipote si ritira)
Dovrei prendermela con lui
ma a che serve
(Tosse forzata)
A Badgastein sono stato sul punto di morire
per non aver dato retta a lei
Né a Friedländer
né a lei
(Entrano tre signore. Una che indossa un cappello rosso non
si fa trattenere, si dirige verso Herrenstein e si ferma davanti
a lui)
SIGNORA COL CAPPELLO ROSSO Caro Rudolf

358
ma che bell’aspetto mai
Ho sentito che sei stato a Badgastein
uomo fortunato
mai sentito
Frundberg ha comperato l’Altura delle Ceneri
e cosí ci siamo sbarazzati
dell’Altura delle Ceneri
HERRENSTEIN Non sono mai stato sull’Altura delle Ceneri
SIGNORA COL CAPPELLO ROSSO Ma certo che ci sei stato
il Capodanno del trentasei
e poi sei fuggito alle quattro del mattino
perché mio marito ti minacciava col fucile
È sempre stato geloso di te
Ma che bell’aspetto hai Rudolf
Vero Richard
Rudolf ha un aspetto magnifico
Sei l’immagine della salute Rudolf
E per il resto tutto bene
HERRENSTEIN Non sono mai stato sull’Altura delle Ceneri
Non sono mai stato minacciato da tuo marito
e non conosco l’Altura delle Ceneri
SIGNORA COL CAPPELLO ROSSO Mio dio Rudolf
ti va sempre di scherzare
Quando verrà la regina
Lo si sa di preciso
RICHARD Verso le dodici
SIGNORA COL CAPPELLO ROSSO Verso le dodici
Ma allora ci siamo
Mio dio che fame
Meno male che c’è il buffet
Rudolf sono contenta di averti visto
(Va verso il buffet)
HERRENSTEIN Era la Gudenus

359
RICHARD La contessa Winterhalter
HERRENSTEIN La Winterhalter
Pensavo che fosse la Gudenus
quella con le dita piene di anelli disgustosi
Crede che poi
se ne andranno subito
quando sarà finita la pagliacciata
RICHARD Ma naturalmente signor Herrenstein
HERRENSTEIN Ma naturalmente signor Herrenstein
Quella è gente che a volte mette radici
(Apre il Baedeker, tenta di leggere, lo richiude)
Li invitiamo di mattina
e alle quattro del pomeriggio sono ancora qui
a bighellonare
Non è la prima volta che mi capita
Non immagina quanto mi duole la cassa toracica
Ho preso tutte le pillole
Ecco
come le dicevo
l’uccello cinguetta
Mio nipote
è vestito correttamente
come si conviene al mio erede
RICHARD Ma naturalmente signor Herrenstein
HERRENSTEIN Vorrei tanto non lasciargli niente
o meglio solo un ammasso di macerie
Non importa a chi e che cosa lasciamo
È comunque sempre un errore una sciocchezza
orribile
E ho sempre odiato
la Caritas
(La signorina Zallinger incespica e fa cadere dei bicchieri
pieni di vino

360
Generale grido di spavento)
Che cosa è stato
RICHARD Niente proprio niente
La signorina Zallinger è incespicata
HERRENSTEIN Oca stupida oca
Ci vede anche meno di me
Comincia a cadermi un po’ troppo spesso
(La signorina Zallinger si è rialzata, le domestiche
raccolgono i bicchieri rotti)
La Zallinger è un factotum
dal bassissimo fattore di affidabilità
Stupida oca
Di me non si occupa
Lo sa che potrei aver voglia anch’io
di un sorso di vino
RICHARD Però il dottor Friedländer
HERRENSTEIN La pianti col dottor Friedländer
Un rompiscatole
Un sorso di vino non nuoce
Su vada vada
e che sia bianco
bianco
(Richard va a prendere un bicchiere di vino bianco e
Herrenstein lo beve a metà)
In fondo non possiamo
rinunciare a tutto
(Sono entrati due signori e si sono fermati accanto al buffet)
RICHARD (sussurra all’orecchio di Herrenstein)
I fratelli Bartenstein
HERRENSTEIN Che faccia tosta
Questa Viktor me la paga
I Bartenstein a casa mia
La considerano evidentemente un’ottima occasione

361
per spiare me e casa mia
Gente orrenda i Bartenstein
(piú che altro a se stesso)
quei porci
(A Richard)
Che cosa indossano
Sono vestiti anche loro di nero
RICHARD Naturalmente signor Herrenstein
HERRENSTEIN E questo significa naturalmente
che poi andranno al funerale di Heldwein
Prima vanno da Herrenstein
il vecchio porco come mi chiamano loro
poi tocca alla regina d’Inghilterra
e infine trottano dietro il vecchio Heldwein
Quello del gioielliere a Vienna
è sempre stato un mestiere remunerativo
E con la repubblica
non è cambiato niente
Sono i proletari che comperano
la maggior parte dei gioielli
Ultimamente anche gli uomini
si appendono rotoli di catene d’oro al collo
Vada a fare il bagno al Krapfenwaldl
e vedrà ministri socialisti
gettarsi in acqua
con grappoli di catene d’oro al collo
Verosimilmente verrà anche la Gudenus
ne sono certo
non vorrà perdere l’occasione
Quando ci saranno tutti
potrei dire due parole
o anche no
Che cosa ne dice Richard
È opportuno

362
Niente che mi infastidisca di piú
ma probabilmente è opportuno
Sul Semmering staremo in pace
Da quando sono tornato da Badgastein
non sopporto piú la gente
non sopporto il loro odore
Anche Cosí fan tutte dovrebbero darla piú o meno
solo per me
perché non sopporto piú le esalazioni della gente
Però non danno Cosí fan tutte
Anche il nuovo direttore dell’Opera non vale niente
Prima annuncia La donna senz’ombra
e poi rinvia la prima
e poi la rinvia di nuovo
e poi un’altra volta ancora
e poi revoca del tutto La donna senz’ombra
Il canto sí la parola no
Non sopporto piú il teatro parlato
Lei invece va volentieri a teatro vero
RICHARD Naturalmente signor Herrenstein
HERRENSTEIN L’opera mi affatica di meno
Io stesso ho scritto un dramma
a tredici anni
La battaglia di Luigi
Mio dio son cose che si scrivono
nella fase della pubertà
(Con un cenno invita Richard ad avvicinarsi)
Crede dunque
che debba dire qualcosa a questa gente
qualcosa in relazione a Elisabetta Seconda
o sarebbe una sciocchezza
RICHARD Forse è il caso
che dica due parole

363
HERRENSTEIN Sí due parole
Ma quali parole
RICHARD Un paio di parole di saluto
HERRENSTEIN Parole di generico saluto
(Sono entrati quattro signori e tre signore)
RICHARD Basta una frase
una frase qualunque
HERRENSTEIN Ha ragione
Dirò una frase
una frase qualunque
Ho sempre odiato le allocuzioni
Ovunque non si dicono che sciocchezze
(È entrato il conte Neutz, si dirige subito verso Herrenstein e
lo saluta, ma Herrenstein non gli stringe la mano)
Non le do la mano
Non è escluso
che io sia affetto da malattie contagiose
Lei è il conte Croy
(Richard gli bisbiglia qualcosa all’orecchio)
Ah il conte Neutz
lo supponevo
Mio nipote sostiene
che lei ha venduto Kurring
È vero
NEUTZ Sí, ho venduto Kurring
HERRENSTEIN Un cattivo affare probabilmente
Il lago di Trauten è ancora suo
Ci ho pescato molte volte
Non sono acque pescose
ma almeno i paraggi
sono gradevoli
NEUTZ Il lago di Trauten è ancora in famiglia
HERRENSTEIN Che vuol dire ancora

364
Ha intenzione di venderlo
NEUTZ No no
Finché vivrà zia Elvire no
HERRENSTEIN Elvire
Credevo che fosse morta da tempo
(Richard gli bisbiglia qualcosa all’orecchio)
Ah Elvire è la piú vecchia
È la piú giovane delle sorelle Neutz quella che è morta
NEUTZ Elvire è piena di acciacchi
HERRENSTEIN Come me
ma questo non significa
che debba morire presto
Una volta era molto bella
ma non era il mio tipo
(Sporge la mano verso Neutz ma senza offrirgliela)
Si cerchi un buon posticino
prima che venga la regina
C’è del Veltliner di Joching
quello che ha sempre bevuto cosí volentieri
E mi saluti Berta
(Richard gli bisbiglia qualcosa all’orecchio)
Elvire
Mi saluti Elvire caro Neutz
(Neutz raggiunge gli altri)
Quelli sono cosí scemi
Hanno perduto tutto
anche il lago di Trauten
(Entrano tre signore)
Non è vero
che lo possiede ancora
Perché mente questa gente
Non capisco che cosa induce la gente
a mentire ininterrottamente

365
Neutz ha l’alito pesante
Ci ha fatto caso anche lei
Le sorelle Neutz sono sempre state brutte
una piú brutta dell’altra
una coppia ridicola
Indossavano sempre costumi azzurri
(Con un cenno intima a Richard di avvicinarsi anche di piú)
Lei sa sicuramente
che cosa occorre dire in queste circostanze
RICHARD Dica una frase qualunque
non importa quale
(Si guarda attorno come per contare i presenti)
HERRENSTEIN Perché no
Mi giri improvvisamente verso di loro
cosí che io possa vederli tutti
e poi dirò la mia frase
Facciamo cosí
Perché complicare tutto
(Fa cenno a Richard di avvicinarsi)
Crede che potrò fare a meno del dentista
Mi balla la dentiera
ma sul Semmering non ho bisogno dei denti
Mio nipote ci condurrà su
e poi ci riporterà giú
E di Altaussee non se ne parla
se lo cacci dalla testa
Il dottor Schuppich non è quell’individuo
che ha pubblicato quel libro schifoso
in cui appaio anch’io
Quel che il dottor Schuppich ha scritto di me nel libro
non è affatto vero
eppure
Da quanto tempo conosce il dottor Schuppich
Lo conosce da tempo vero

366
È il dottor Schuppich che le ha suggerito
quell’idea degli Stati Uniti
Non voglio sapere i fatti suoi
ma alla fine mi interessa ciò che riguarda
la persona
che mi è piú vicina
E questa persona è lei Richard
soltanto lei
(Tira la giacca di Richard)
Lo sa bene Richard
lo sa benissimo
ciò che provo per lei
(Tenta di vedere chi c’è nel salone; poi, distogliendo di
nuovo l’attenzione)
Vedo solo una massa grigia e nera che borbotta
cose incomprensibili scemenze
Non c’è bisogno che le dica
(Entrano due signori e tre signore)
quanta è la simpatia che provo per lei
Non è una novità
ma forse è venuto il momento
di dirlo apertamente
Se lei mi lascia lei mi uccide
Senza di lei sarei perduto lo sa
Non sarei piú soltanto uno storpio
sarei uno storpio morto
Che ne direbbe se le lasciassi in eredità
la casa di Altaussee
Sarebbe una prova del mio affetto
Lei non è cosí malvagio come sembra
Sul Semmering cambierò testamento
nel senso che vorrà lei Richard
nel senso che vorrà lei
(Tutti si sono seduti; Herrenstein continua a parlare

367
bisbigliando)
Potrà avere tutto da me
se rimarrà con me
ma proprio tutto
DUE VECCHIE SIGNORE (entrano, si avvicinano a Herrenstein
ed esclamano insieme)
Che bell’aspetto hai Rudolf
È incredibile
(Porgono le mani a Herrenstein che però non le stringe)
L’UNA SIGNORA A quest’ora dovrei essere a Salisburgo
da mia sorella
però non posso farmi sfuggire
la regina inglese
No proprio no
L’ALTRA SIGNORA Un’occasione
che non si ripresenterà mai piú
L’UNA SIGNORA Il tuo bell’aspetto
mi lascia senza fiato Rudolf
Badgastein ti ha fatto bene
lo si vede
La cara vecchia Badgastein
E la signorina Zallinger
come sempre
Che cosa sarebbe casa Herrenstein
senza la Zallinger
LE DUE SIGNORE (insieme)
Ma che bell’aspetto hai Rudolf
Fantastico davvero
(Si uniscono gli altri)
HERRENSTEIN Ecco la punizione
Per anni non ho avuto contatti
con questa gente
e adesso sono tutti qui

368
So bene perché
mi sono allontanato da tutti
da questa canaglia
perché mi sono isolato
isolato dalla società
È stata una necessità
(Tutti gli ospiti sullo sfondo ridono)
Stupida gentaglia

(Sipario)

369
Scena terza

Le dodici passate. Quando si alza il sipario, tutti gli ospiti


ridono. Herrenstein guarda la finestra ma non vede
palesemente niente

RICHARD È una cosí bella giornata signor Herrenstein


HERRENSTEIN A me non piace piú niente
NEUTZ (è l’unico degli ospiti che è in piedi e parla a voce
alta perché tutti lo sentano)
Al che il Kaiser disse
Ma la pianti
Non mi scocci
(Risata protratta di tutti gli ospiti)
HERRENSTEIN Bellimbusto
Cretino
Ha dilapidato tutto il patrimonio
Il lago di Trauten appartiene ormai da anni
al principe Schwarzenberg
E la Neutz non ha piú neppure il coraggio di farsi vedere
in pubblico
Orrendo pagliaccio
(Con un cenno sollecita Richard ad avvicinarsi mentre Neutz
racconta un’altra barzelletta)
Sul Semmering discuteremo tutto il resto
RICHARD Naturalmente signor Herrenstein
HERRENSTEIN Sto parlando del testamento

370
Posso cambiarlo quando voglio
Chi dice che debba andare tutto a mio nipote
RICHARD Ma non aveva detto che
HERRENSTEIN Cambio idea tutti i giorni
lo sa bene Richard
ed è tremendo
Decido qualcosa
e poi cambio idea
e cosí da anni
(Si guarda in giro)
È ora che la regina si spicci
Non crede che verrà
la stagione delle piogge
dopo un cosí lungo periodo di bel tempo
A metà ottobre comincia a piovere
e non la finisce piú
Dopo la pioggia neve
e a Natale tocchiamo il fondo
(Tutti gli ospiti ridono)
Tutto questo mi ripugna
e tanto piú a casa mia
E chi ci pensava a Neutz
Se avessi saputo che sarebbe venuto
avrei evitato tutto questo
C’è la Gudenus
RICHARD No
HERRENSTEIN Certe donne rimangono belle
a qualsiasi età
La Gudenus è una fanatica dei gioielli
e questo è sicuramente irritante
ma è l’unica donna
con cui riesco a parlare
perfino di Nietzsche

371
vero dottor Guggenheim
GUGGENHEIM Ah la Gudenus
HERRENSTEIN (a Guggenheim)
Quella sí che sarebbe una donna per lei
la Gudenus
Un’intelligenza acuta
che si accoppia coll’alta aristocrazia
Che idea assurda
La Gudenus ha sempre mirato a lei
Vedovi entrambi
la Gudenus e lei
L’unica che non parli a vanvera
(La contessa Gudenus entra mentre tutti gli ospiti esplodono
nuovamente in una risata)
Ridono davvero di tutto
quello che dice Neutz
RICHARD È arrivata
HERRENSTEIN La Gudenus
CONTESSA GUDENUS (va direttamente verso Herrenstein che
le bacia la mano)
Non ho saputo resistere
non potevo mancare
(Guggenheim le bacia la mano)
Caro Guggenheim
ho già letto tutto il suo libro
Eccellente seconda parte Guggenheim
Un’apocalisse semplicemente grandiosa
Si desume da ogni riga
che lei aveva cattedra a Oxford
Un libro grandioso
Probabilmente ci avrà lavorato su
per anni
Ogni dettaglio uno spasso

372
Morto lei
i Guggenheim si estingueranno
Filosofia pura filosofia
tutta permeata di spirito inglese
Che ne dice Herrenstein
Questo nostro esule
è una mente straordinaria
Menti che si estinguono
Morto Guggenheim
non ce ne saranno piú
(Sullo sfondo tutti gli ospiti ridono)
È la giornata di Neutz
(A Guggenheim)
Ma perché non è rimasto in Inghilterra
GUGGENHEIM No no questa è casa mia
CONTESSA GUDENUS Lo dice solo per dire
Quest’Austria è un paese spaventoso
Non può piacere a chi come lei
è vissuto tanto a lungo in Inghilterra
e per di piú a Oxford
GUGGENHEIM E invece sí
cara contessa
Qui rimango e qui morirò
CONTESSA GUDENUS Austriaco fino al midollo il nostro
Guggenheim
Non ho ragione Herrenstein
(Sullo sfondo tutti scoppiano in una risata)
GUGGENHEIM È uscita la seconda ristampa
CONTESSA GUDENUS È stupefacente
trattandosi di un’opera filosofica
Per lo piú e al massimo
se ne vendono poche centinaia di copie
Pensi solo al Tractatus logico-philosophicus

373
GUGGENHEIM Oggi la gioventú si occupa
piú che mai di filosofia
HERRENSTEIN Non mi parli della gioventú d’oggi
È sentimentale da capo a piedi
e antispirituale
Rifugge quando può dal pensare
CONTESSA GUDENUS Qui devo darle ragione Herrenstein
Mio dio se penso ai miei nipoti
Non leggono una frase decente tutto l’anno
Tutt’al piú la Presse
HERRENSTEIN Quel giornale ripugnante
GUGGENHEIM Di cui è però abbonato
HERRENSTEIN Perché è da quasi cent’anni
un’abitudine di famiglia
GUGGENHEIM Ma se legge la Presse tutti i giorni
HERRENSTEIN È questo appunto
che mi indispettisce
Un giornale spaventoso
e io lo leggo tutti i giorni
Succede a tutti
con tutti i giornali
Sono un orrore
e li leggono lo stesso
CONTESSA GUDENUS Mi pare che la regina ritardi
caro Herrenstein
(Raggiunge gli altri)
HERRENSTEIN C’è un qualcosa che mi affascina in quella
donna
ma non so che cos’è
Odio tutto il suo ambiente
eppure mi affascina
Soltanto lei però
Tutto il resto di quel perverso calderone

374
mi ripugna
(Tutti gli altri ridono di nuovo)
NEUTZ (a voce molto alta)
Al che l’arciduca Ferdinando si è limitato a dire
Mi dispiace maestà
ma ho addosso soltanto le mutande
(Tutti ridono)
HERRENSTEIN (a Guggenheim, che si è di nuovo seduto
accanto a lui)
Ah dottor Guggenheim
se non avessi lei
Tutta la vecchia guardia
ormai si è estinta
Vorrei tanto averla con me sul Semmering
(Gli afferra una mano)
L’invito Guggenheim
l’invito
Metta due cose in valigia
e venga con me sul Semmering
Che cosa la trattiene
in questa diabolica città
Ci proporremo un tema
e ci rumineremo su
al calduccio
Che ne pensa
GUGGENHEIM Se proprio lo desidera
HERRENSTEIN Certo che lo desidero
GUGGENHEIM Se è proprio necessario
HERRENSTEIN Si dia una scossa
prenda lo stretto indispensabile
e venga su domani con noi sul Semmering
Ci metteremo comodi lassú
(Tutti gli ospiti ridono di nuovo)

375
Viktor guida la macchina
Richard ci accompagna
(A Richard)
Che ore sono
RICHARD Quasi le dodici e mezza
HERRENSTEIN Quasi le dodici e mezza
Allora la pagliacciata sta quasi per finire
(A Guggenheim)
Forse è il caso che porti con sé quell’edizione di Hegel
che mi ha tanto raccomandato
Il Semmering è l’ideale per Hegel
o per Montaigne
Non importa chi
purché sia un grande
(La contessa Gudenus ride da sola)
La gioventú non vale niente
assolutamente
eppure diventa adulta
senza che il mondo sprofondi
Che stranezza vero
(A Richard)
Ascolti bene Richard
Non appena questa gente se ne sarà andata
mi accompagnerà al cimitero di Döbling
(A Guggenheim)
È morto il gioielliere Heldwein
come sa
Mi vien da ridere
Quell’uomo si era fatto allestire proprio quest’anno
una vetrina
che assomigliava a un obitorio
proprio a un obitorio
L’ho detto anche a Richard
Sembra un obitorio

376
E ora è morto
La Gudenus conversava volentieri con lui
A me i gioiellieri non piacciono
Fortunato lei
che non deve andare al funerale di Heldwein
Quelli come lei
non hanno bisogno di andare al cimitero
perché hanno evitato
di far comunella con tutta questa gente orribile
Invece il proprietario della ditta Herrenstein
deve andare a tutti quei funerali
e mi creda che è davvero spaventoso
(Attraverso le finestre giungono dalla Ringstrasse crescenti
grida d’esultanza)
Credo che ci siamo
(Gli ospiti sono balzati in piedi e si affollano sul balcone che
la signorina Zallinger, senza uscire a sua volta, ha aperto
spalancando le porte
Tutti si ammassano sul balcone
Il giubilo che sale dalla Ringstrasse si accentua. Herrenstein
si rivolge a Richard)
Quanti saranno
Sono piú di quaranta
A sentirli
si direbbero cento
piú di cento
(Si gira verso la gente)
RICHARD Ottanta o novanta
HERRENSTEIN Incredibile
(Anche la signorina Zallinger esce sul balcone)
GUGGENHEIM È la prima volta credo
che Elisabetta Seconda
viene a Vienna

377
HERRENSTEIN Sicuramente
Non è mai stata qui
RICHARD Vuole che la spinga sul balcone signor Herrenstein
HERRENSTEIN Che cosa le viene in mente Richard
Tutto questo non m’interessa
È solo per la feccia
(Fissa il pavimento)
Gentaglia repellente
Ma cosí me ne sbarazzo definitivamente
È l’ultima volta
che quella gente
mi viene in casa
Sono i piú ripugnanti
proprio quelli che odio
piú profondamente
Gentaglia che scoppia di salute
Non appena se ne saranno andati
subito al cimitero di Döbling
(A Guggenheim)
Mio caro Guggenheim
si faccia una bella dormita
e domani su con noi sul Semmering
Le farà bene
Il filosofo ha bisogno d’aria buona
Nulla è piú importante per un filosofo
d’una boccata d’aria buona
L’aria buona è il miglior alimento del pensatore
caro Guggenheim
Lei è il mio filosofo prediletto Guggenheim
il filosofo della mia esistenza
Il Semmering è un ambiente filosofico
non come il Salisburghese
dove allignano soltanto gli idioti

378
la seconda la terza classe
non la prima come sul Semmering
Lei conosce il Semmering quanto me
Oggi non è piú di moda
andare sul Semmering
Piú che altro una meta per decrepiti
ed è per questo che ci vado
GUGGENHEIM Da bambini andavamo
ogni anno sul Semmering
al Panhans
Esiste ancora
HERRENSTEIN C’è ancora tutto Guggenheim
ma non riconoscerà piú nulla
Il socialismo ha permesso
la devastazione del Semmering
Però preferisco mille volte il socialismo sul Semmering
E i socialisti sul Semmering
al nazionalsocialismo
e ai nazionalsocialisti di Altaussee
Su su vada sul balcone anche lei Guggenheim
a rendere omaggio alla sua regina
GUGGENHEIM (raggiunge gli altri sul balcone sventolando
l’Union Jack e, nell’uscire, dice)
God save the Queen
(Il giubilo sulla Ringstrasse si mescola al giubilo di quelli
che sono sul balcone)
RICHARD (gira la sedia a rotelle in modo che Herrenstein
possa guardare la porta del balcone)
Vuole vederla anche lei
Elisabetta Seconda
HERRENSTEIN (risoluto)
No
(Il giubilo è al massimo)

379
Spettacolo ripugnante
(Uno schianto improvviso e grida di tutti quelli che sono sul
balcone; il balcone crolla e precipita. Herrenstein si
aggrappa alla giacca di Richard. Richard sospinge
lentamente Herrenstein fino a ridosso della porta del
balcone. Herrenstein tenta di guardare giú. La polvere si
disperde. Richard spinge Herrenstein ancora piú avanti.
Dopo una pausa)
Sono morti tutti probabilmente
RICHARD (dopo una pausa altrettanto lunga, mentre
risuonano già le sirene delle ambulanze e dei vigili del
fuoco)
Sicuramente

(Fine)

380
Il libro

F ONDATA DA FRANCO QUADRI NEL 1977, UBULIBRI È DA PIÚ DI


quarant’anni un punto di riferimento per il mondo teatrale.
Nelle sue collane sono stati pubblicati i piú grandi autori
contemporanei ma anche giovani alle prime armi che sono poi
diventati maestri riconosciuti. In questa collana vengono
riproposti al pubblico di oggi alcuni di quei libri che hanno fatto
la storia dell’editoria teatrale raccogliendo in un’ideale antologia
gli autori e i testi piú importanti del nostro tempo.

Le pièce di questo quinto volume sono centrate su tre


personaggi che piú bernhardiani non potrebbero essere: l’uomo
politico amorale in vacanza con la sua amante-attrice nel
Portogallo della dittatura (Il Presidente, 1975); il drammaturgo
fallito e megalomane, che schiavizza la sua famiglia
costringendola a recitare un’assurda commedia nei piú sperduti
paesi di campagna (Il teatrante, 1984); il grande industriale delle
armi, incattivito dalla vecchiaia e dalla sedia a rotelle a cui è
costretto, circondato da una folla di adulatori che disprezza
(Elisabetta II, 1987). Tre personaggi ridicoli e grotteschi, forse
anche un po’ ripugnanti, che attraversano ognuno a suo modo i
temi che hanno da sempre ossessionato Bernhard: il potere, l’arte
(in particolare quella legata al teatro) e l’odio come grande
motore del mondo.
Elisabetta II è il penultimo testo di Bernhard rappresentato a
teatro (allo Schiller Theater di Berlino) vivo l’autore. Tra le
recenti messe in scena italiane, ricordiamo un Teatrante con

381
Franco Branciaroli e una Elisabetta II con Roberto Herlitzka.

382
L’autore

THOMAS BERNHARD (1931-1989) ha esordito come narratore


con il romanzo Gelo. A partire dagli anni Settanta si è dedicato
intensamente al teatro scrivendo numerosi testi che il regista
Claus Peymann metteva in scena a Vienna e a Salisburgo quasi
sempre con l’attore Bernhard Minetti. Tra gli altri libri piú
significativi di Bernhard: Correzione, Perturbamento, Il nipote di
Wittgenstein, Il soccombente, Estinzione. I quattro precedenti
volumi del suo teatro sono usciti da Ubulibri fra il 1982 e il 1999,
e da Einaudi fra il 2015 e il 2018.

383
Dello stesso autore

Gelo
Correzione
Teatro I
Teatro II
Teatro III
Teatro IV

384
Der Präsident
© 1975 Suhrkamp Verlag, Frankfurt am Main
Der Theatermacher
© 1984 Suhrkamp Verlag, Frankfurt am Main
Elisabeth II
© 1987 Suhrkamp Verlag, Frankfurt am Main
All rights reserved and controlled by Suhrkamp Verlag, Berlin
© 2019 Giulio Einaudi editore s.p.a., Torino
La prima edizione della presente raccolta è stata pubblicata da Ubulibri,
Milano
In copertina: Franco Branciaroli, in Il Teatrante, regia Franco Branciaroli, 11
febbraio 2014, Roma Teatro Quirino, compagnia CTB - Teatro De Gli
Incamminati. (Foto © Tommaso Le Pera).

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Ebook ISBN 9788858430866

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