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Liceo Scientifico Linguistico Coreutico

“LEONARDO DA VINCI”
BISCEGLIE (BT)

PIANO ANNUALE PER L’INCLUSIONE


a. s. 2020/2021

«La bellezza non risiede nell’uguaglianza, bensì nella diversità»


(Paulo Coelho)
PREMESSA
Introdotto dalla Direttiva sui Bisogni Educativi Speciali del 27 Dicembre 2012 e dalla CM n. 8 del 06/03/13, il
Piano annuale per l’inclusività è un documento utile per la rilevazione, il monitoraggio e la valutazione del
grado di inclusività di una scuola. Questa operazione è definibile come autoanalisi d’istituto, necessaria per
conoscere il contesto in cui si opera e per individuare le azioni mirate ad attuare e migliorare il livello di
inclusività dell’istituzione scolastica.
In questa ottica di sviluppo e monitoraggio delle capacità inclusive della scuola – nel rispetto delle
prerogative dell’autonomia scolastica - il PAI non deve essere interpretato come un “piano formativo per gli
alunni con bisogni educativi speciali” ma come uno “strumento di progettazione” dell’offerta formativa della
scuola in senso inclusivo, esso è lo sfondo ed il fondamento sul quale sviluppare una didattica attenta ai
bisogni di tutti e di ciascuno. Questo strumento ha, dunque, lo scopo di orientare l’azione educativa e
didattica sulla centralità dell’alunno, con il fine ultimo di garantire al massimo il diritto all’istruzione e il
successo formativo secondo la logica di rimozione di qualsiasi ostacolo al pieno sviluppo delle potenzialità di
ciascuno.
Il PAI è considerato un momento di riflessione che, al termine dell’anno scolastico, analizza gli elementi di
positività e di criticità delle azioni messe in atto e identifica le azioni che l’istituto si proporrà per il successivo
anno scolastico puntando al miglioramento. Il PAI rappresenta un concreto impegno programmatico che
deve essere deliberato dal Collegio a giugno e inviato all’U.S.R. per la richiesta di organico di sostegno. Esso
costituisce, inoltre, un piano di lavoro dinamico, soggetto ad eventuali modifiche ed integrazioni; per tale
ragione, potrà essere adeguato a settembre rispetto ai dati dell’organico di fatto.
Vanno tenute in considerazione le note prot. 1551 del 27 giugno 2013, con le quali il Miur ha diffuso un
modello di PAI e la nota di chiarimento del 22 novembre 2013, secondo cui il PAI è una integrazione
del Piano Triennale dell’Offerta Formativa, di cui è parte sostanziale. Nel PAI rientra l’attività del GLI (Gruppo
di Lavoro per l’Inclusione) che il Liceo da Vinci ha già attivato e che ha il compito di rilevare tutti i bisogni
educativi speciali presenti nella scuola.
Il GLI deve essere costituito da figure con ruoli differenti all’interno della scuola, che assicurino quella
capillare corresponsabilizzazione rispetto al tema dell’inclusione.

NORMATIVA DI RIFERIMENTO:
Direttiva ministeriale 27 dicembre 2012 e CM n. 8 del 06/03/13 Strumenti d’intervento per alunni con
Bisogni Educativi Speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica. Indicazioni
operative e Nota MIUR del 22/12/2013 Strumenti d’intervento per gli alunni con Bisogni Educativi
Speciali anno scolastico 2013-14 – Chiarimenti;
Legge n. 104 del 05/02/92, Legge quadro per l’assistenza e l’integrazione sociale dei diritti delle
persone handicappate, e successive modificazioni e integrazioni;
Legge n. 170/2010, Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in
ambito scolastico;
D.M. 12 luglio 2011, Linee guida per il diritto degli alunni con disturbi specifici di apprendimento;
L.R. n. 4 del 2.02.2010 Disposizioni in favore dei soggetti con disturbi specifici di apprendimento;
Decreto Ministeriale attuativo n. 5669 del 12 luglio 2011 con allegate Linee Guida per il diritto allo
studio degli alunni e degli studenti con disturbi specifici dell’apprendimento
I Bisogni Educativi Speciali
L’attenzione verso i Bisogni Educativi Speciali (BES) si è sviluppata all’indomani della Direttiva ministeriale del
27 dicembre 2012 Strumenti di intervento per alunni con Bisogni Educativi Speciali e organizzazione
territoriale per l’inclusione scolastica. Nel testo della Direttiva si legge: «in ogni classe ci sono alunni che
presentano una richiesta di speciale attenzione per una varietà di ragioni: svantaggio sociale e culturale,
disturbi specifici di apprendimento e/o disturbi evolutivi specifici, difficoltà derivanti dalla non conoscenza
della cultura e della lingua italiana perché appartenenti a culture diverse. Nel variegato panorama delle
nostre scuole la complessità delle classi diviene sempre più evidente. Quest’area dello svantaggio scolastico,
che ricomprende problematiche diverse, viene indicata come area dei Bisogni Educativi Speciali. Vi sono
comprese tre grandi sotto-categorie: quella della disabilità, quella dei disturbi evolutivi specifici e quella dello
svantaggio socioeconomico, linguistico e culturale». I Bisogni Educativi Speciali non sono, dunque,
necessariamente relativi a condizioni permanenti più o meno invalidanti, ma spesso sono conseguenza di
stati che un alunno attraversa, con continuità o per determinati periodi, per ragioni fisiche, fisiologiche o
anche di natura psico-sociale, e che richiedono adeguata e personalizzata risposta.
Parte I – Analisi dei punti di forza e di criticità

A. Rilevazione dei BES presenti: n°


1. disabilità certificate (Legge 104/92 art. 3, commi 1 e 3) 3
Minorati vista
Minorati udito
Psicofisici 3
Altro
2. disturbi evolutivi specifici (D.M. 27/12/2012, C.M. 6marzo 2013) 10
DSA (Legge 170/2010) 9
ADHD/DOP 1
Borderline cognitivo
Altro
3. svantaggio 1
Socio-economico
Linguistico-culturale 1
Disagio comportamentale/relazionale
Altro
Totali 14
N° PEI redatti dai GLHO 3
N° di PDP redatti dai Consigli di classe in presenza di certificazione sanitaria 10
N° di PDP redatti dai Consigli di classe in assenza di certificazione sanitaria 1

B. Risorse professionali specifiche Prevalentemente utilizzate in… Sì / No


Insegnanti di sostegno Attività individualizzate e di piccolo Sì
gruppo
Attività laboratoriali integrate Sì
(classi aperte, laboratori protetti,
ecc.)
AEC (assistenti educativi culturali) Attività individualizzate e di piccolo No
gruppo
Attività laboratoriali integrate No
(classi aperte, laboratori protetti,
ecc.)
Assistenti alla comunicazione Attività individualizzate e di piccolo No
gruppo
Attività laboratoriali integrate No
(classi aperte, laboratori protetti,
ecc.)
Funzioni strumentali / coordinamento Rilevazione alunni con BES, No
Disamina documentazione;
Accoglienza e incarichi di
coordinamento alunni con BES
Referenti di Istituto (disabilità, DSA, BES) Sì
Psicopedagogisti e affini esterni/interni Incontri con alunni, genitori e Sì
docenti
Docenti tutor/mentor Tutor d’aula Si
C. Coinvolgimento docenti curricolari Attraverso… Sì / No
Partecipazione a GLI Sì
Rapporti con famiglie Sì
Partecipazione al GLHO Sì
Coordinatori di classe e simili Tutoraggio alunni No
Progetti didattico-educativi a

prevalente tematica inclusiva
Altro:
Partecipazione a GLI Sì
Rapporti con famiglie Sì
Tutoraggio alunni Sì
Docenti con specifica formazione (sostegno)
Progetti didattico-educativi a

prevalente tematica inclusiva
Altro:
Partecipazione a GLI Sì
Rapporti con famiglie Sì
Tutoraggio alunni No
Altri docenti
Progetti didattico-educativi a

prevalente tematica inclusiva
Altro:

D. Coinvolgimento personale Assistenza alunni disabili Sì


Progetti di inclusione / laboratori integrati No
ATA Altro:
Informazione /formazione su genitorialità e
No
psicopedagogia dell’età evolutiva
Coinvolgimento in progetti di inclusione No
E. Coinvolgimento famiglie Coinvolgimento in attività di promozione
No
della comunità educante
Altro:
Accordi di programma / protocolli di intesa
No
formalizzati sulla disabilità
Accordi di programma / protocolli di intesa
No
F. Rapporti con servizi formalizzati su disagio e simili
sociosanitari territoriali e Procedure condivise di intervento sulla
No
disabilità
istituzioni deputate alla Procedure condivise di intervento su
sicurezza. Rapporti con No
disagio e simili
CTS / CTI Progetti territoriali integrati No
Progetti integrati a livello di singola scuola No
Rapporti con CTS / CTI No
Altro:
Progetti territoriali integrati No
G. Rapporti con privato
Progetti integrati a livello di singola scuola No
sociale e volontariato Progetti a livello di reti di scuole No
Strategie e metodologie educativo-

didattiche / gestione della classe
Didattica speciale e progetti educativo-
No
didattici a prevalente tematica inclusiva
Didattica interculturale / italiano L2 No
H. Formazione docenti
Psicologia e psicopatologia dell’età
Si
evolutiva (compresi DSA, ADHD, ecc.)
Progetti di formazione su specifiche
disabilità (autismo, ADHD, Dis. Intellettive, Si
sensoriali…)
Sintesi dei punti di forza e di Criticità Forza
criticità rilevati: 0 per niente, 1
poco, 2 abbastanza, 3 molto, 4 0 1 2 3 4
moltissimo
Aspetti organizzativi e gestionali coinvolti
X
nel cambiamento inclusivo
Possibilità di strutturare percorsi specifici di
formazione e aggiornamento degli X
insegnanti
Adozione di strategie di valutazione
X
coerenti con prassi inclusive
Organizzazione dei diversi tipi di sostegno
X
presenti all’interno della scuola
Ruolo delle famiglie e della comunità nel
dare supporto e nel partecipare alle
X
decisioni che riguardano l’organizzazione
delle attività educative
Sviluppo di un curricolo attento alle
diversità e alla promozione di percorsi X
formativi inclusivi
Valorizzazione delle risorse esistenti X
Acquisizione e distribuzione di risorse
aggiuntive utilizzabili per la realizzazione dei X
progetti di inclusione
Attenzione dedicata alle fasi di transizione
che scandiscono l’ingresso nel sistema
X
scolastico, la continuità tra i diversi ordini di
scuola e il successivo inserimento lavorativo
Aspetti organizzativi e gestionali coinvolti
X
nel cambiamento inclusivo durante la DAD
Adattato dagli indicatori UNESCO per la valutazione del grado di inclusività dei sistemi
scolastici
Parte II – Obiettivi di incremento dell’inclusività proposti per il
prossimo anno
Aspetti organizzativi e gestionali coinvolti nel cambiamento inclusivo (chi fa cosa, livelli di
responsabilità nelle pratiche di intervento, ecc.)
ORGANISMI ED ENTI
Gli organismi e gli Enti principalmente coinvolti nel processo inclusivo sono: la Scuola, la ASL e il Servizio
sociale. Possono essere, altresì, attivate, in relazione a bisogni specifici, altre tipologie di risorse territoriali
(es. associazioni sportive, associazioni di volontariato, psicopedagogisti accreditati o privati, ecc.).
La Scuola:
• elabora, inserendola nel PTOF, una politica dell’integrazione e dell’inclusione il più possibile
condivisa tra il personale;
• definisce al suo interno una struttura di organizzazione e coordinamento (il GLI), definendo ruoli di
referenza interna ed esterna;
• implementa una procedura interna di segnalazione del disagio, basata su una prima osservazione
da parte dei docenti di classe e sull’intervento successivo delle figure interne di riferimento (DS,
Referenti di istituto per gli alunni con BES);
• nella gestione dei singoli casi, sensibilizza la famiglia a farsi carico del problema, elaborando un
progetto educativo condiviso e invitandola a farsi supportare, mediante l’accesso ai servizi ASL e/o
sociali o il ricorso ad altra struttura privata accreditata;
• assicura la collaborazione del proprio personale con i servizi per l’attuazione degli interventi
integrati.
La ASL:
• si occupa, su richiesta dei genitori, degli alunni che hanno evidenziato forme di disagio o problemi
di sviluppo (globali e specifici, comportamentali, emozionali, ecc.) e dei ragazzi diversamente abili,
attraverso funzioni di valutazione e di presa in carico;
• redige, sulla base della valutazione, certificazioni cliniche ed elabora profili di funzionamento entro i
tempi previsti;
• risponde agli adempimenti contemplati dalla legislazione vigente in merito alla disabilità e
all’inclusione scolastica;
• fornisce, nei limiti consentiti e sulla base dei risultati della valutazione, supporto e consulenza ai
docenti sul percorso da intraprendere.
Il Servizio sociale:
• riceve la segnalazione da parte della scuola e si rende disponibile ad incontrare la famiglia;
• su richiesta della famiglia, valuta la possibilità di attivazione degli strumenti a sostegno della
genitorialità disponibili, coordinandosi con la scuola;
• in presenza di una nuova diagnosi di disabilità, su richiesta della famiglia, attiva la procedura per
l’eventuale assegnazione di assistenti (alla persona, domiciliari);
• in presenza di una particolare resistenza da parte della famiglia o nel caso emergano elementi che
possano far supporre l’esistenza di fatti di rilevanza giudiziaria, attiva, autonomamente o su
segnalazione della scuola, le procedure previste.
ORGANIZZAZIONE INTERNA DELLA SCUOLA
All’interno dell’organizzazione scolastica, si possono individuare i seguenti organi/responsabili:
Il Dirigente Scolastico, coadiuvato dallo STAFF e dal GLI:
• dà esecuzione alle delibere degli OO.CC. e supervisiona le varie attività;
• garantisce l’applicazione della normativa e della legislazione vigente;
• utilizza in modo efficace ed efficiente le risorse di cui dispone;
• cura i contatti con i vari soggetti coinvolti nell’azione didattico-educativa, interni o esterni all’istituto;
Lo STAFF, costituito dai Collaboratori del DS, dai Docenti capo plesso, dal DSGA:
• predispone, coordina e supervisiona le varie attività e/o la documentazione legate all’inclusività e ai
BES, nel rispetto dei ruoli/compiti di ciascuno;
• verifica l’applicazione di dettaglio delle delibere degli OO.CC. e delle indicazioni del GLI;
• cura i rapporti con le famiglie degli alunni con BES e con i vari organismi/Enti coinvolti.
Il Gruppo di Lavoro per l’Inclusione - GLI:
• predispone la rilevazione degli alunni con BES, utilizzando l’apposito modello;
• offre supporto e confronto ai colleghi sulle strategie/metodologie di gestione dei casi e delle classi;
• esegue un’attenta disamina della documentazione necessaria e ne cura la diffusione nella scuola;
• raccoglie e coordina le proposte formulate, in ordine alle effettive esigenze riscontrate;
• procede alla distribuzione delle risorse assegnate;
• effettua l’analisi, il monitoraggio e la valutazione dei progetti sull’inclusione;
• costituisce l’interfaccia per l’implementazione di azioni di sistema;
• elabora la proposta di PAI, riferito a tutti gli alunni con BES (entro il mese di giugno).
Il Consiglio di classe:
• riconoscendo la situazione di svantaggio dello studente con BES, rileva i bisogni educativi della
situazione e progetta le azioni educativo/didattiche mirate a supportarlo, a favorirne il processo di
crescita e a garantire una reale integrazione nella classe.
• relativamente ai percorsi personalizzati: definisce le attività che lo studente svolge in modo
differenziato rispetto alla classe, le modalità di raccordo con le discipline in termini di contenuti e
competenze; individua modalità di verifica dei risultati raggiunti, che prevedano anche prove
assimilabili a quelle del percorso comune; stabilisce livelli essenziali di competenza che consentano
di valutare la possibilità del passaggio alla classe successiva;
• monitorare insieme agli operatori socio-sanitari il processo di apprendimento degli studenti con
disabilità.
DIPARTIMENTO INCLUSIONE
Il Docente di sostegno:
• è contitolare della classe della quale lo studente fa parte;
• garantisce un ruolo di supporto nell’adozione di strategie e metodologie didattiche inclusive;
• concorda con ciascun docente curricolare i contenuti per la relativa disciplina;
• conduce direttamente interventi sullo studente e sulla classe;
• assiste l’alunno con disabilità in sede di esame e in sede di prove INVALSI, secondo le modalità
previste dal PEI;
• facilita l’integrazione tra pari attraverso il proprio contributo nella gestione del gruppo classe.

L’obiettivo di miglioramento per il prossimo anno scolastico è:


consolidare il lavoro di ricerca-azione di una didattica inclusiva che vede il coinvolgimento e la
partecipazione di tutti i docenti. L’obiettivo della didattica inclusiva è far raggiungere a tutti gli studenti il
massimo grado possibile di apprendimento e partecipazione sociale, valorizzando le differenze presenti nel
gruppo classe comprese le eccellenze. Solo la condivisione e la sistematizzazione di buone prassi, possono
arricchire la scuola. A tal fine, si agevoleranno momenti di incontro e scambio tra docenti curricolari e
docenti specializzati, analisi del contesto scuola-classe e riflessioni condivise.
Possibilità di strutturare percorsi specifici di formazione e aggiornamento degli insegnanti
Una scuola inclusiva richiede necessariamente una evoluzione del docente. Il docente inclusivo è un docente
preparato sul tema inclusione e bisogni educativi speciali e sui relativi aspetti psico-socio-pedagogici. Il
docente inclusivo è aperto a nuovi orizzonti metodologici e didattici, ed è disponibile a utilizzare le nuove
tecnologie. Una didattica orientata all’inclusione si serve di strategie e metodologie attive quali:
apprendimento cooperativo, lavoro di gruppo, peer tutoring, flipped classroom ed utilizzo delle TIC.

L’ obiettivo di miglioramento per il prossimo anno scolastico è:


• potenziare la conoscenza e l’uso delle nuove tecnologie didattiche, in particolar modo di software
specifici funzionali al processo di inclusione;
• corso di formazione per docenti curricolari sui Bisogni Educativi Speciali e multimedialità;
• proposta di tutoraggio tra pari per favorire l’inclusione e l’acquisizione di crediti scolastici.
Adozione di strategie di valutazione coerenti con prassi inclusive
Per quanto concerne la valutazione del raggiungimento degli obiettivi didattici, si tiene conto della
situazione di partenza, dei progressi compiuti dallo studente, delle difficoltà incontrate, dell’impegno, del
livello di autonomia raggiunto e dei risulti delle prove di verifica.
La valutazione, intesa come strumento educativo, deve essere condivisa dai docenti, dagli studenti e dalle
famiglie; queste ultime, devono avere ben chiaro che essere in possesso di una certificazione non significa
necessariamente avere accesso alla promozione. Se per gli operatori della scuola la presenza della
certificazione significa adottare tutte le buone prassi per una idonea personalizzazione, per lo studente e per
la sua famiglia significa impegno e costante dialogo con i docenti attraverso luoghi e tempi formali messi a
disposizione dalla scuola.
Studenti con disabilità certificata (Legge 104/92)
La valutazione degli studenti con disabilità avverrà sempre in base al loro Piano Educativo Individualizzato
(OM 90/2001).
Studenti DSA (Legge 170/2010)
Nell’art. 6 del D.M. del 12 luglio 2011, prot. 5669, cui sono allegate le Linee Guida per il diritto allo studio
degli studenti con DSA, è ribadito che “la valutazione scolastica, periodica e finale degli studenti e di quelli
con DSA, deve essere coerente con gli interventi pedagogici-didattici. Le istituzioni scolastiche adottano
modalità valutative che consentono loro di dimostrare effettivamente il livello di apprendimento raggiunto
mediante l’applicazione di misure che determinino le condizioni ottimali per l’espletamento della prestazione
da valutare, relativamente ai tempi di effettuazione e alle modalità di strutturazione delle prove, riservando
particolare attenzione alla padronanza dei contenuti disciplinari, a prescindere dagli aspetti legati all’abilità
deficitaria.”

L’ obiettivo di miglioramento per il prossimo anno scolastico è:


approfondire il tema della valutazione degli studenti con BES
Organizzazione dei diversi tipi di sostegno presenti all’interno della scuola
La scuola è una comunità educante e in quanto tale tutti (DS, docenti, personale ATA) hanno il compito di
supportare l’alunno con un bisogno educativo speciale. La funzione di sostegno di un alunno con BES
coincide con l’intero orario scolastico per cui è necessaria una sinergia di ruolo tra docente specializzato e
docente curricolare. Una cooperazione e un interscambio dei ruoli tra curricolari e specializzati è una
condizione essenziale affinché il processo inclusivo si attui.
Gli interventi di sostegno devono avvalersi di:
• strumenti didattici chiari e concreti: mappe concettuali, schematizzazioni, libri digitali, immagini,
riassunti, semplificazione del testo scritto;
• metodologie inclusive: apprendimento cooperativo, lavori di gruppo, interventi individualizzati fuori
dalla classe per consolidare, chiarire e simulare verifiche.
Organizzazione dei diversi tipi di sostegno presenti all’esterno della scuola, in rapporto ai
diversi servizi esistenti
L’istituto collabora con la Asl per l’elaborazione e la revisione dei PEI. Altre forme di collaborazione sono
episodiche.

L’ obiettivo di miglioramento per il prossimo anno scolastico è:


creare una rete stabile di collaborazioni, in modo che la scuola possa ampliare la propria area di intervento,
favorendo una maggiore integrazione di questi studenti nella realtà locale.

Ruolo delle famiglie e della comunità nel dare supporto e nel partecipare alle decisioni che
riguardano l’organizzazione delle attività educative
Per quanto riguarda il coinvolgimento della famiglia, si sottolinea non solo la necessità che essa sia
informata dei bisogni rilevati dai docenti, ma che sia consapevole anche del proprio ruolo di
corresponsabilità educativa e di collaborazione con la scuola. La modalità di contatto e di presentazione
della situazione alla famiglia è determinante ai fini della realizzazione di un percorso condiviso. In accordo
con la famiglia, dovranno essere individuate le modalità di intervento e le strategie specifiche, adeguate alle
reali capacità dell’alunno, nel rispetto della normativa vigente.
Le famiglie contribuiranno al processo decisionale:
• partecipando ai GLHO per la stesura del PEI;
• partecipando agli incontri con la Asl per monitorare la situazione dell’alunno in relazione al percorso
didattico pianificato.
Sviluppo di un curricolo attento alle diversità e alla promozione di percorsi formativi inclusivi
I curricoli vengono redatti sulla base delle caratteristiche individuali del singolo alunno con la condivisione
delle famiglie e, in caso siano presenti diagnosi o certificazioni, nel rispetto delle indicazioni dell’Azienda
Sanitaria Locale. L’obiettivo del processo di insegnamento/apprendimento è quello di adattarsi ai vari stili di
apprendimento al fine di soddisfare i bisogni di tutti e di ciascuno, in modo che ogni alunno consegua il
successo formativo.
In tale ottica, sono preferibili percorsi laboratoriali e/o interdisciplinari per favorire il learning by doing,
sollecitare la motivazione, il pensiero critico, la creatività, per sviluppare le competenze socio-relazionali e
l’apprendimento significativo. Tutto ciò è valido per tutti gli studenti ed in particolare per quelli con BES.
Valorizzazione delle risorse esistenti
L’eterogeneità dei soggetti con BES e la molteplicità delle risposte possibili, richiedono un progetto che
valorizzi le risorse (umane e strumentali) della comunità scolastica e definisca la richiesta di risorse
aggiuntive per realizzare interventi precisi.
Per quanto concerne le risorse umane, l’intera comunità educante (docenti curricolari, docenti specializzati,
personale ATA e DS) deve impegnarsi ed essere coinvolta nel piano dell’inclusione.
Per quanto concerne le risorse strumentali: la scuola dispone di cinque laboratori e 34 LIM e smart TV
presenti nelle aule (di supporto a una didattica inclusiva).

Acquisizione e distribuzione di risorse aggiuntive utilizzabili per la realizzazione dei progetti di


inclusione
L’istituto si avvale di risorse aggiuntive per realizzare interventi mirati, quali:
• sportello di ascolto psicologico per studenti e docenti.

Attenzione dedicata alle fasi di transizione che scandiscono l’ingresso nel sistema scolastico, la
continuità tra i diversi ordini di scuola e il successivo inserimento lavorativo
L’istituto “da Vinci” mette in atto azioni di orientamento in entrata per le classi prime e accompagna gli
studenti delle classi quinte nella delicata fase dell’uscita dalla scuola, favorendo esperienze di alternanza
scuola-lavoro a partire dalle classi terze.

L’ obiettivo di miglioramento per il prossimo anno scolastico è:


• partecipare alla verifica finale dei GLHO della scuola media inferiore come “passaggio di consegne”
affinché si possa creare una collaborazione educativo-didattica al fine di garantire la continuità tra i
diversi ordini. In questa fase si potranno condividere i documenti prodotti;
• incontri con i genitori delle nuove classi prime;
• fissare consigli di classe per accogliere i neoiscritti ragazzi con disabilità.

Deliberato dal Collegio dei Docenti in data 26/06/2020