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13/10/2020 Beauchamps, Pierre | BiblioLMC

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Beauchamps, Pierre

(http://bibliolmc.ntv31.com/sites/default/ les/images/Pierre_Beauchamp_-
_Guest_2006_plate2_0.jpg)

1. Ritratto di Pierre Beauchamps, autore ignoto


(https://it.wikipedia.org/wiki/Pierre_Beauchamp#/media/File:Pierre_Beauchamp_-
_Guest_2006_plate2.jpg).

Data di nascita
ottobre 1631

Data di morte
1705

Paese
Francia (/taxonomy/term/9147)

Epoca
1600 - 1750 (/taxonomy/term/646)

Stile
Barocco (/taxonomy/term/696)

Categoria
Coreografo (/taxonomy/term/4)

Biogra a
Pierre Beauchamps nacque a Parigi in una famiglia di musicisti e maestri di ballo che lavoravano al
servizio della casa reale. La musica, dunque, fu un elemento basilare della formazione di Pierre che
ben presto divenne, come gli altri componenti della sua famiglia, un bravo violinista. Nulla si sa,
invece, riguardo la sua formazione coreica.
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Nel 1648 apparve in qualità di danzatore nel ballet de cour il cui titolo era Ballet du dérèglement
des passions, de l'intérêt, de l'amour et de la gloire. In seguito, sempre da interprete, Beauchamps
prese parte agli spettacoli di corte e fu tra i danzatori della compagnia dell’Académie royale de
musique di Parigi. La sua carriera d’interprete fu lunga: nel 1701, all’età di settant’anni, danzava
ancora.

Quando Luigi XIV giunse al potere, nel 1661, Beauchamps fu nominato intendente dei balletti del
re, anche se già dal 1660 realizzava le entrées dei ballets de cour. Inoltre, per le sue capacità di
compositore e coreografo dal 1669 gli fu af data la produzione dei balletti realizzati all’interno
degli spettacoli dei collegi gesuiti.

Due furono le personalità che segnarono il percorso artistico di Beauchamps: il compositore


Giovanni Battista Lulli (http://bibliolmc.ntv31.com/node/1381) e il drammaturgo Molière. Con il
primo, Beauchamps incominciò la sua carriera di coreografo assistendo il compositore nella
creazione della mascherata Ballet de la Galanterie du temps (1656). Lulli gli af dò, poi, la
responsabilità della compagnia dei danzatori dell’Académie royale de musique (che Beauchamps
lasciò solo alla morte dell’amico compositore nel 1687), oltre alla creazione delle coreogra e per le
sue opere, come ad esempio Phaëton (1683), tragédie lyrique su testo di Philippe Quinault
(http://bibliolmc.ntv31.com/node/1457). Tra le altre coreogra e realizzate per Lulli: Ballet royal de
l'Impatience (1661), Ballet royal de la naissance de Vénus (1665), Alceste (1674), Atys (1676), Isis
(1677), Le Triomphe de l'amour, con Guillaume-Louis Pécour (http://bibliolmc.ntv31.com/node/898)
(1681) e Ballet de la jeunesse (1686).

Per quanto riguarda Molière, invece, Beauchamps collaborò con lui, prima, presso la corte, poi,
come coreografo e direttore d’orchestra della Troupe du roi, al Palais-Royal. I tre artisti,
Beauchamps, Molière e Lulli, inventarono un nuovo tipo di spettacolo, la comédie ballet, in cui gli
inserti cantati e danzati erano parte integrante dell’azione drammatica e di cui il primo esempio fu
Les Fâcheaux (1661), per il quale Beauchamps creò la coreogra a e compose la musica per il ballo.
Beauchamps creò anche le danze per altre comédies ballets di Molière, tra cui Le Bourgeois
gentilhomme (1669) e Le Malade imaginaire (1673).

Tra le altre importanti coreogra e realizzate da Beauchamps: per Pomone (1671), pastorale su
musica di Robert Cambert e libretto di Pierre Perrin, e per Les peines et les plaisirs de l'amour
(1672), pastorale su musica di Robert Cambert e libretto di Gabriel Gilbert.

Beauchamps fu un apprezzato maestro di ballo che, oltre ad avere avuto come allievo lo stesso
Luigi XIV, ebbe tra i suoi studenti anche Jean Favier, Anne-Louis Lestang, Claude Marc Magny e
Michel Blondy.

Nel 1680 Beauchamps fu nominato cancelliere dell’Académie Royale de Danse e intorno a quegli
anni mise a punto, su invito del re, il suo sistema di notazione della danza in modo che anch’essa
avesse un metodo di trascrizione simile a quello musicale. Ne 1700 uno dei suoi allievi, Raoul Auger
Feuillet (http://bibliolmc.ntv31.com/node/958), pubblicò Chorégraphie, ou l’art de décrire la danse
par caractères, gures et signes démonstratifes (Chorégraphie o l’arte di descrivere la danza con
caratteri gra ci, gure e segni dimostrativi), basato sul sistema concepito da Beauchamps che
causò un contenzioso tra i due maestri sulla paternità del metodo di scrittura. Il sistema, in cui sono
riportate le traiettorie delle gure coreogra che suddivise in segmenti corrispondenti alle battute
musicali e i passi sono indicati con dei segni convenzionali, il tutto corredato da una linea melodica,
propone, dunque, all’interno di un’unica pagina, una visualizzazione complessiva della coreogra a.
Il metodo, innovativo e complesso, non prevedeva però la possibilità di rappresentare l’ampiezza
del movimento o del salto o le differenti variazioni ritmiche. La pubblicazione fu stampata e tradotta
dagli altri maestri di ballo per tutta la prima parte del Settecento (John Weaver

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(http://bibliolmc.ntv31.com/node/355), 1706; Gottfried Taubert, 1717; Giambattista Dufort


(http://bibliolmc.ntv31.com/node/780)e Jean-Claude de La Fond, 1728; Kellom Tomlinson
(http://bibliolmc.ntv31.com/node/791), 1735), ma con la nascita e la diffusione della ‘pantomima
nobile’ nella seconda metà del Settecento e, poi, con le innovazioni tecniche a cavallo tra il
Diciottesimo e il Diciannovesimo secolo, molti maestri di ballo tentarono di sostituire il sistema
Beauchamps-Feuillet.

Beauchamps, oltre ad essere stato un eccellente danzatore virtuoso, che poteva spaziare tra gli
stili, dal grave e noble a quello vivo e buffonesco, interpretando con la stessa maestria sia gli eroi
mitologici sia i ruoli di carattere, fu un esponente della scuola coreogra ca francese del regno di
Luigi XIV e grazie al suo sistema di notazione sistematizzò il balletto, sviluppandone la tecnica e lo
stile.

Bibliogra a
Régine Astier, Beauchamps, Pierre, in edited by Selma Jeanne Cohen and Dance Perspectives
Foundation, The International Encyclopedia of Dance, Oxford University Press, Online Version,
2005.

Nathalie Lecomte, Beauchamps Pierre ou Beauchamp P., in sous la dir. de Philippe Le Moal,
Dictionnaire de la danse, Paris, Larousse, 1999, p. 41.

Flavia Pappacena, La danza classica. Le origini, Bari, Laterza, 2009.

Flavia Pappacena, Il Settecento e l'Ottocento, II vol., in Ornella Di Tondo, Flavia Pappacena e


Alessandro Pontremoli, Storia della danza in Occidente, 3 voll., Roma, Gremese, 2015.
Libretti

Opere

Interpretazioni e altri documenti

Opere danza
Le Triomphe de l'Amour (/node/779)

Autore scheda: NTO


Licenza
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(http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/3.0/)
 

Modi cato: 05/01/2019

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