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La polifonia vocale sacra a Roma: il mottetto

Sviluppatosi in un lunghissimo arco di tempo che va dal XII secolo fino ad oggi,
il mottetto costituisce una forma musicale polifonica prevalentemente vocale che
conosce il periodo di massimo splendore nel Cinquecento, soprattutto nell’ambito di
quella che è chiamata la scuola romana, per distinguerla da quella veneziana, più incline
al madrigale profano. Divenuto composizione autonoma durante il periodo dell’ars
nova, nel Quattrocento il mottetto diviene, insieme alla messa, la principale
composizione polifonica, un genere che permetteva notevole libertà ritmica, sfoggio di
capacità contrappuntistiche del compositore, forma che, nel Cinquecento assisterà ad
una semplificazione del contrappunto e ad una maggiore aderenza al significato del
testo. È il secolo in cui il genere conosce la sua diffusione in ambito liturgico se è vero
che nei secoli precedenti rischiò di essere bandito dalla pratica liturgica a causa della
troppa indipendenza delle parti, ognuna delle quali risultava compiuta in se stessa, e
all’utilizzo molto spesso di un testo poetico diverso dal contesto liturgico per cui veniva
utilizzato: poca era l’attenzione destinata al testo sacro da musicare, il quale restava
sommerso e non comprensibile nell’intreccio vocale polifonico.