Sei sulla pagina 1di 14

ARISTOTELE:

I PREDICABILI e LE CATEGORIE
LOGICA = sapere FORMALE → studia la forma, la struttura del
corretto pensare e ragionare

REALTÀ PENSIERO LINGUAGGIO

MELA

PENSARE = ATTRIBUIRE UN PREDICATO AD UN SOGGETTO


IN QUALI MODI un predicato può essere attribuito a un soggetto?

A) Può dirmi COME è il soggetto

Il gatto è nero

Il mare è mosso

La camicia è sporca
I predicati degli esempi sono ACCIDENTI → appartengono in modo
accidentale, cioè non necessario , al soggetto

(Un gatto non necessariamente è nero, questo gatto è nero; il


mare non è necessariamente mosso, oggi il mare è mosso ecc )

Distinto dall'accidente è il PROPRIO → qualità non necessaria, ma


predicabile solo di quell'ente

“Questo numero è dispari”

(Un numero non è necessariamente dispari... ma solo di un numero si può dire


che è dispari!)
B) Il predicato può dirmi CHE COSA è il soggetto

“L'oculista è un medico che


cura le malattie degli occhi”

“Il coccodrillo è un rettile “

IN CHE COSA DIFFERISCONO QUESTI DUE ESEMPI….?


La prima frase è una DEFINIZIONE

il predicato esplicita il significato


della parola che fa da soggetto
“Oculista” = SPECIE,
“Medico” = GENERE,
“che cura le malattie degli occhi” = DIFFERENZA SPECIFICA S-P

Nella seconda frase abbiamo invece l'inclusione in un GENERE

il predicato designa una categoria più


ampia in cui il soggetto può essere incluso

S P

Definizione, genere, accidente e proprio costituiscono i


cosiddetti PREDICABILI
Ma Aristotele si pone anche
un altro problema…..
I termini che usiamo quando attribuiamo uno o più predicati a un soggetto
(cioè quando parliamo) sono dello stesso tipo oppure no?

Aristotele afferma : L'ESSERE SI DICE IN MOLTI MODI

NON è un termine ...ma è un termine pluriivoco, o


equivoco... più esattamente ANALOGO
ESEMPIO:

In questa frase:

“2 anni” indica una QUANTITÀ,


“Allegro” una QUALITÀ,
“Saltellava” un' AZIONE;
“Era accarezzato” è un'azione subita, cioè una PASSIONE;
“Ieri” è un'informazione di TEMPO;
“In giardino” è un'informazione di LUOGO….
..ma questi dati sarebbero inutili se non dicessi DI CHI sto parlando,
ovvero il cane FIDO

SOSTANZA, ossia
SOGGETTO
SUBSTRATO di tutte le altre proprietà

“Il cane Fido”: questa espressione racchiude DUE informazioni:

La prima è per Aristotele la più importante, perché esprime l'individualità


dell'ente di cui sto parlando: è Fido, e non un altro cane!

Perciò “ Fido” = SOSTANZA PRIMA; “Cane” = SOSTANZA SECONDA


La distinzione
è semplice...

N.B. In un discorso, la SOSTANZA PRIMA può fungere solo da soggetto.


La SOSTANZA SECONDA, invece, può fungere sia da soggetto che da predicato.
Io infatti posso dire: “Fido è un cane (P) ” ma anche “Il cane (S) è un animale”
SOSTANZA (1^ E 2^), QUALITÀ, QUANTITÀ, AZIONE,
PASSIONE,TEMPO, LUOGO – cui si aggiungono anche STATO e
RELAZIONE - sono chiamate da Aristotele CATEGORIE.

Esse sono i “GENERI SOMMI” della predicazione

ESEMPIO:
- Il fucsia è un tipo di rosa
- Il rosa è un colore
- Il colore è una qualità
E poiché, come abbiamo visto, per Aristotele il pensiero riflette
fedelmente la realtà, le categorie sono anche i GENERI SOMMI
dell'Essere, le “regioni predicative” in cui è suddiviso.

E si comprende anche perché l'ESSERE E' ANALOGO:

Fido : sostanza = allegro : qualità = saltellare : azione


“Incrociamo” la dottrina delle categorie con quella dei
predicabili:

- la SOSTANZA [SECONDA] , in quanto ci dice “che cos'è” l'individuo,


è predicata sempre nella forma del genere o della specie

Anna è una pediatra Anna è un medico


(SPECIE) (GENERE)

- le altre categorie invece sono predicate nella forma dell'accidente