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Il primo numero dell'anno arriva completo di tutte le rubriche, inclusi gli "Incontri" che, dopo trentacinque anni di presenza

costante, sono diventati saltuari.


Questa volta, grazie all'intervista condotta da Frédéric Zigante, facciamo ammenda a una mancanza che, ci siamo resi conto solo recentemente, si è dimostrata
grave. Dopo vent'anni di carriera, mai documentata sulla nostra rivista, è arrivato il momento di presentarvi la liutista Evangelina Mascardi: musicista
eccezionale, persona forte, piena di energia e positività. Grazie anche a queste sue caratteristiche si è resa spesso "colpevole" di convertire al liuto diversi
chitarristi. Era questa l'unica notizia che avevamo di lei fino a luglio scorso, quando abbiamo assistito a un suo concerto durante il "Guitar Master 2019" sul
Lago d'Orta, dopodiché non potevamo mancare al recital tenuto a settembre presso il Conservatorio di Alessandria. Il passo successivo era chiedere l'intervista e
procurarci i tre meravigliosi dischi che ha al suo attivo e che vi presentiamo, tutti insieme, nelle pagine delle recensioni. Dunque cari lettori, con colpevole ritardo,
ecco a voi Evangelina Mascardi. Eduardo Fernández procede nella sua ricerca sulla tecnica e la prassi esecutiva di alcuni tra i più importanti chitarristi
dell'Ottocento. Dopo Sor, Paganini, Legnani, passiamo ora a Dionisio Aguado, il più "scientifico" dei didatti ottocenteschi. Come nelle monografie precedenti,
Fernández parte dal contesto e da ciò che Aguado espone nel proprio Metodo per comprendere meglio le sue opere. Come i suoi colleghi, anche Aguado aveva
delle particolarità nella notazione e nella tecnica da lui impiegate e anche priorità diverse riguardo all'interpretazione. Ignorare questi elementi che lo
differenziano dagli altri suoi contemporanei può condurre a malintesi durante lo studio delle sue opere. La Sonata per chitarra di Alessandro Solbiati è un lavoro
importante e impegnativo che lo stesso autore considera il suo brano "con la maggiore esplorazione strumentale". Andrea Monarda la presenta
contestualizzandola all'interno della produzione del compositore e la analizza chiudendo così, con un'opera recente, un ciclo di articoli di ampio respiro che
hanno visto protagoniste le composizioni di importanti musicisti del Novecento che hanno dedicato alla chitarra parte della loro produzione. Segue un breve
articolo di Mario Carreira che ci fa conoscere un manoscritto da lui trovato e acquistato. Si tratta di una trascrizione, ad opera di Emilio Pujol, del brano Dolor
di Padre Donostia. Evidentemente questo brano ha esercitato un certo fascino su diversi chitarristi, primo fra tutti Segovia, e pare che Pujol sia stato uno di essi.
Il manoscritto non è redatto dallo stesso Pujol ma, al momento, è l'unica fonte nota di questa sua trascrizione. Infine, Stefan Hackl, grande conoscitore della
musica tradizionale austriaca, ci presenta una rassegna delle opere di Giuliani ispirate proprio a questo tipo di musica, spiegando la provenienza dei vari temi
utilizzati. Voltando pagina, desideriamo raccontarvi qualcosa di quanto abbiamo visto nei mesi passati, oltre a qualche novità. Come vi avevamo anticipato, il
Convegno Internazionale di Chitarra ha traslocato quest'anno da Alessandria al Conservatorio di Milano, possiamo dire con successo. Il maggior spazio a
disposizione ha giovato e, pur con qualche sbavatura, tutto si è svolto come di solito. E, come di solito, ci ha fatto piacere incontrare tanti vecchi amici e tanti di
voi. Questi incontri sono uno dei risvolti più positivi di questo tipo di manifestazioni. Comunque ci sono novità per il prossimo anno: la sede del XXV Convegno
rimane nel conservatorio milanese e la data sarà il 3 ottobre. Il nuovo direttore artistico, Frédéric Zigante, ha deciso di dare una svolta più… democratica
all'evento e invita tutti a inviare suggerimenti, proposte di eventuali interventi, candidature ai premi da assegnare. C'è tempo fino al 28 febbraio e le mail vanno
indirizzate a: direzione convegno@seicorde.it Qualche giorno dopo abbiamo assistito al Festival Corde d'Autunno. Per i chitarristi milanesi si è trattato di un
autunno abbastanza caldo, come vedete. I concerti sono stati belli e interessanti e lo stesso vale per le conferenze incentrate sul liutaio José Rubio e sui rapporti di
sintonia e collaborazione che possono nascere tra liutai e strumentisti. Ci sono poi rimaste impresse un paio di bellissime lezioni di Fabio Zanon, che si è
dimostrato un insegnante affascinante con grande comunicativa, buon gusto e buon senso. Con l'occasione di questi commenti, approfittiamo per formulare da
queste pagine la nostra proposta al nuovo Direttore del Convegno: data la vicinanza spazio-temporale fra Convegno e Corde d'Autunno, vedremmo bene una
collaborazione, in modo da poter "combinare" gli invitati delle due manifestazioni. Concludiamo commentando la nascita di un nuovo concorso di chitarra che
presenta alcune particolarità (per conoscere date, mail, informazioni varie, potete consultare le colonne dedicate ai concorsi). Il Baltimore International Guitar
Competition (www.bcgs.org) vanta come Direttore artistico Manuel Barrueco, il quale non era stato mai un fautore dei concorsi e neppure un grande
frequentatore. Il regolamento ideato per il concorso, secondo cui la giuria giudicherà senza poter vedere i candidati (blind auditions) fino all'ultima prova finale,
e il ricco (ricchissimo) premio – una parte del quale sarà dedicata alla promozione della carriera del vincitore – sono i mezzi che Barrueco ha adottato per
realizzare il suo "sogno di creare un concorso che potrebbe incoraggiare esecuzioni di altissimo livello e garantire promozione e sostegno per eccezionali giovani
chitarristi". Le intenzioni sono buone, speriamo lo sia anche il risultato. Vi terremo informati.