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Fascicolo Tecnico

Isola di Tornitura G200


Rev.0 26.06.2020

FASCICOLO TECNICO
Isola di Tornitura G200
in accordo alla DIRETTIVA MACCHINE 2006/42/CE

Milano 26.06.2020

Firma del Fabbricante


Gianluigi Sanclemente

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INDICE

1. REVISIONI................................................................................................................................................... 3
2. LEGGI E NORME DI RIFERIMENTO........................................................................................................... 4
3. MARCATURA CE......................................................................................................................................... 6
4. CARATTERISTICHE INSIEME.................................................................................................................... 7
5. DESCRIZIONE SCHEMATICA DELL’INSIEME.......................................................................................... 8
6. COMANDO E CONTROLLO DELL’INSIEME............................................................................................ 13
7. VALUTAZIONE DEI RISCHI DELL’INSIEME............................................................................................ 16
8. REQUISITI ESSENZIALI DI SICUREZZA................................................................................................. 21
9. LIMITI DELL’INSIEME............................................................................................................................... 24
10.RISULTATI DELLA VALUTAZIONE DELL’INSIEME................................................................................25
11.LAY-OUT ANTINFORTUNISTICO............................................................................................................. 44
12.PROVE ESEGUITE SULL’INSIEME.......................................................................................................... 44
13.ISTRUZIONI DELL’INSIEME..................................................................................................................... 44
14. DICHIARAZIONI DI CONFORMITA’......................................................................................................... 45

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1. REVISIONI

Numero revisione Motivo Data

0 Prima emissione 26.06.2020

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2. LEGGI E NORME DI RIFERIMENTO


 D.Lgs. 27.01.2010 n. 17 Attuazione della direttiva 2006/42/CE, relativa alle macchine e che modifica la
direttiva 95/16/CE relativa agli ascensori.
 D.Lgs. 19.05.2016 n. 86 Attuazione della direttiva 2014/35/UE concernente l’armonizzazione delle
legislazioni degli Stati membri relative alla messa a disposizione sul mercato del materiale elettrico destinato al
essere adoperato entro taluni limiti di tensione.
 D.Lgs. 6 novembre 2007, n. 194 Attuazione della direttiva 2004/108/CE concernente il riavvicinamento delle
legislazioni degli Stati membri relative alla compatibilità elettromagnetica e che abroga la direttiva 89/336/CE
 D.Lgs. 18.05.2016 n. 80 Modifiche al decreto legislativo 6 novembre 2007, n. 194, di attuazione della direttiva
2013/30/UE del Parlamento europeo del Consiglio, del 26 febbraio 2014, concernente l’armonizzazione delle
legislazioni degli Stati membri relative alla compatibilità elettromagnetica (rifusione)
 Direttiva 2006/42/CE relativa alle macchine che modifica la direttiva 95/16/CE relativa agli ascensori
 Direttiva Bassa Tensione 2014/35/UE
 Direttiva Compatibilità Elettromagnetica 2013/30/UE
 UNI EN ISO 12100:2010 Sicurezza del macchinario - Principi generali di progettazione - Valutazione del
rischio e riduzione del rischio
 UNI ISO/TR 14121-2:2013 Sicurezza del macchinario - Valutazione del rischio - Parte 2: Guida pratica ed
esempi di metodi
 UNI EN ISO 13854:2020  Sicurezza del macchinario - Spazi minimi per evitare lo schiacciamento di parti del
corpo
 UNI EN 547-1:2009  Sicurezza del macchinario - Misure del corpo umano - Principi per la determinazione
delle dimensioni richieste per le aperture per l'accesso di tutto il corpo nel macchinario  
 UNI EN 547-2:2009  Sicurezza del macchinario - Misure del corpo umano - Principi per la determinazione
delle dimensioni richieste per le aperture di accesso  
 UNI EN 547-3:2009  Sicurezza del macchinario - Misure del corpo umano - Dati antropometrici
 UNI EN ISO 14120:2015  Sicurezza del macchinario - Ripari - Requisiti generali per la progettazione e la
costruzione di ripari fissi e mobili
 UNI EN ISO 14118:2018 Sicurezza del macchinario - Prevenzione dell'avviamento inatteso
 UNI EN 14119:2013  Sicurezza del macchinario - Dispositivi di interblocco associati ai ripari - Principi di
progettazione e di scelta
 UNI EN 1837:2009 Sicurezza del macchinario - Illuminazione integrata alle macchine

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 UNI EN ISO 13849-1:2016  Sicurezza del macchinario - Parti dei sistemi di comando legate alla sicurezza -
Parte 1: Principi generali per la progettazione
 UNI EN ISO 13849-2:2013  Sicurezza del macchinario - Parti dei sistemi di comando legate alla sicurezza -
Parte 2: Validazione
 UNI EN ISO 13850:2015  Sicurezza del macchinario - Arresto di emergenza - Principi di progettazione
 UNI EN ISO 13855:2010 Sicurezza del macchinario - Posizionamento dei mezzi di protezione in funzione
delle velocità di avvicinamento di parti del corpo umano
 UNI EN ISO 13857:2020  Sicurezza del macchinario - Distanze di sicurezza per impedire il raggiungimento
di zone pericolose con gli arti superiori e inferiori
 UNI EN ISO 23125:2015 Macchine utensili – Sicurezza - Torni
 CEI 110- 26: 1997 Guida alle norme generiche EMC
 IEC 60204:Sicurezza del macchinario – Equipaggiamento elettrico delle macchine

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3. MARCATURA CE
L’insieme reca in modo leggibile e indelebile le seguenti indicazioni:
 Nome del fabbricante (realizzatore dell’insieme) e suo indirizzo
 Marcatura CE
 Designazione della serie o del tipo
 Anno di realizzazione

FABBRICANTE INSIEME:
SYNERGON SPA
Via A. MAFFI 19 20162 MILANO
CF/P.IVA 06058490159

SERIE/TIPO INSIEME:
ISOLA DI TORNITURA G200

ANNO DI REALIZZAZIONE:
2020

SYNERGON SPA
Via A. MAFFI 19
20162 MILANO
CF/P.IVA 06058490159

ISOLA DI TORNITURA

G200
2020

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4. CARATTERISTICHE INSIEME

L’insieme denominato “Isola di Tornitura G200” ha la funzione di lavorare meccanicamente barre introdotte nell’area
di lavoro del tornio tramite apposito caricatore ad esso interconnesso.
L’insieme è costituito dai seguenti componenti:
 Tornio INDEX TRAUB Serie G200 Numero macchina 10810153 integrato da Frigo HYDAC RFCS G5
trasportatore di trucioli KNOLL 480 S-1 Numero di serie 1450097 2020
 Caricatore di barre LNS SPRINT S3 BARFEEDER Numero di serie 17917 /2019

Vista dell’INSIEME “ISOLA di TORNITURA G200” (Tornio e Caricatore barre)

Nota
Gli accessori non indicati NON sono in nessun modo integrati nell’impianto (assenza di connessioni
elettriche – elettroniche – di logica – meccaniche) e pertanto non ne fanno parte.

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5. DESCRIZIONE SCHEMATICA DELL’INSIEME

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TORNIO INDEX

CARICATORE LNS

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SCHEMATIZZAZIONE INSIEME

TORNIO

CARICATORE

INTERCONNESSIONE

NOTA
L’interconnessione consiste in un collegamento di tipo elettrico predisposto in origine dai Fabbricanti dei
componenti Tornio e Caricatore.
I componenti Tornio e Caricatore NON sono strutturalmente interconnessi.

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ZONA DI INTERAZIONE TRA I COMPONENTI DELL’INSIEME

Tornio
Caricatore ZONA DI INTERAZIONE

SCHEMA DI INTERFACCIA
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6. COMANDO E CONTROLLO DELL’INSIEME

L’insieme costituito da tornio e caricatore di barre è comandato da consolle indipendenti.


Il quadro generale del tornio alimenta il tornio e il caricatore, quest’ultimo infatti è dotato di semplice sezionatore.
Il PLC del Tornio dialoga con il PLC del Caricatore per lo svolgimento del “ciclo”, apertura cancelli, emergenze.
Le suddette connessioni e interfacce sono predisposte all’origine dei fabbricanti dei componenti.
Per il funzionamento dell’insieme non è stato pertanto necessario aggiungere e/o modificare i comandi forniti
all’origine e le rispettive logiche di funzionamento.
Per maggiori dettagli si fa riferimento alla documentazione fornita dal fabbricante del tornio INDEX e dal fabbricante del
caricatore di barre LNS.
I comandi di emergenza del tornio e del caricatore di barre sono presenti sulle rispettive consolle di controllo. E’ inoltre
presente un comando di emergenza sull’impianto di refrigerazione (parte integrante della fornitura del tornio). Il PLC del
tornio e il PLC del caricatore di barre dialogano tra loro in modo tale che il funzionamento di entrambe le unità sia da
considerarsi “funzionamento solidale”. L’arresto di emergenza del tornio viene ottenuto dalla elaborazione del comando
di arresto in emergenza del caricatore di barre e viceversa. In questo caso un guasto od un malfunzionamento dell’apparato
di controllo del caricatore o del tornio impedisce l’intervento di una delle due unità.
Il funzionamento solidale garantisce le seguenti funzioni di sicurezza comuni per l’insieme:
- Arresto del tornio e relativo impianto di refrigerazione tramite attivazione arresto di emergenza del caricatore di barre
- Arresto del caricatore di barre tramite attivazione dell’arresto di emergenza del tornio.
L’attivazione di un qualunque arresto di emergenza genera un allarme sul tornio e nessuna operazione può essere eseguita
sia sul tornio sia sul caricatore di barre.
Il pulsante di emergenza premuto deve essere riarmato ed è necessario resettare il tornio.
Per maggiori dettagli si fa riferimento alla documentazione fornita dal fabbricante del tornio INDEX e dal fabbricante del
caricatore di barre LNS.

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CONSOLLE DI CONTROLLO TORNIO INDEX

Consolle
controllo Tornio

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CONSOLLE DI CONTROLLO CARICATORE LNS

Consolle controllo
Caricatore

NOTA: l’INSIEME non è dotato di comandi specifici in quanto i comandi dei componenti TORNIO e CARICATORE
sono predisposti all’origine dai rispettivi Fabbricanti per essere integrati / interfacciati.

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7. VALUTAZIONE DEI RISCHI DELL’INSIEME


La valutazione dei rischi dell’insieme comporta i seguenti passi:
a) acquisizione delle dichiarazioni di conformità / incorporazione e delle istruzioni d’uso/assemblaggio dei
componenti e verifica dei requisiti di sicurezza dichiarati applicabili e rispettati
b) definizione dei limiti dell’insieme
c) analisi delle situazioni pericolose generate dalla connessione dei componenti e valutazione dei rischi di interfaccia

derivanti dall’accoppiamento. L’analisi è condotta utilizzando, per quanto possibile e pertinente, le norme tecniche

armonizzate, le condizioni di utilizzo, la configurazione finale dell’insieme, le possibili interferenze spaziali,

geometriche ed elettriche, il coordinamento delle emergenze, le zone da proteggere, gli elementi di collegamento

ecc.

La valutazione dei rischi dell’insieme, ha per oggetto l’analisi di tutte le situazioni, ritenute pericolose, derivanti da:

 accoppiamento delle singole quasi –macchine costituenti l’insieme

 funzionamento dell’insieme

 logiche di sicurezza applicate all’insieme (coordinamento delle emergenze, ripristini dopo interruzione di corrente,

scarico energie immagazzinate, arresto per azionamento ripari interbloccati ecc.)

 attività svolte sulla macchina (attrezzaggio, esercizio, manutenzione)

I parametri utilizzati per la valutazione dei rischi sono:


 Se = Severità (gravità)
 Fr = Frequenza
 Pr = Probablità
 Av = Evitabilità

La tabella 1 definisce i valori da attribuire ai parametri utilizzati per la valutazione dei rischi.

Fr, Pr e Av sono i fattori che costituiscono la probabilità che si verifichi un danno come descritto nella EN ISO 12100. Fr,
Pr e Av sono riuniti in Cl (Classe di probabilità)
Cl è la somma di Fr, Pr e Av, cioè:

Cl = Fr + Pr + Av

Tramite la matrice di rischio Severità Se/Classe di probabilità CI, si esegue la ponderazione del rischio (Tabella 2)

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Fattore Simbolo Significato Valori Parametri di attribuzione


numerici
1 Danno reversibile con intervento di primo soccorso

2 Danno reversibile con intervento di pronto soccorso


Severità/Gravità Se Entità del danno prodotto dal manifestarsi del pericolo
3 Danno irreversibile con invalidità' lieve

4 Danno irreversibile con invalidità grave

2 Intervallo tra le esposizioni maggiore di un anno;

Intervallo tra le esposizioni maggiore di due settimane ma minore o


3
uguale a un anno

Frequenza Fr Intervallo medio tra frequenza di esposizione e la sua durata Intervallo tra le esposizioni maggiore di un giorno ma minore o
4
uguale a due settimane
Intervallo tra le esposizioni maggiore di un'ora ma minore o uguale
5 a un giorno. Quando la durata è minore di 10 min, i valori suddetti
possono essere ridotti al livello successivo
Intervallo minore o uguale a un'ora. Questo valore non deve mai
6
essere ridotto
Trascurabile: quel tipo di componente non è mai soggetto a un
1 guasto tale da generare un evento pericoloso. Nessuna possibilità di
errore umano
Rara: improbabile che quel tipo di componente sia soggetto a un
2 guasto tale da generare un evento pericoloso. L'errore umano è
Probabilità che si verifichi un evento pericoloso. improbabile
Possibile: quel tipo di componente può essere soggetto a un guasto
(comportamento umano, affidabilità dei componenti, casistica infortuni,natura 3
Probabilità Pr tale da generare un evento pericoloso. L'errore umano è possibile.
del componente o del sistema) Probabile: è probabile che quel tipo di componente sia soggetto a un
4 guasto tale da generare un evento pericoloso. L'errore umano è
probabile
Molto alta: quel tipo di componente non è costruito per
quell'applicazione. Esso è così soggetto a un guasto tale da generare
5
un evento pericoloso. Il comportamento umano è tale da rendere
molto alta la probabilità di errore
Probabile: è probabile che il contatto con parti in movimento dietro
Possibilità di evitare o di limitare il danno. 1 un riparo interbloccato sia evitato nella maggior parte dei casi se si
verifica un guasto dell'interblocco e il movimento prosegue
(la macchina è utilizzata da personale competente o non
Possibile: è possibile evitare il pericolo di intrappolamento quando
Evitabilità Av Competente, quanto rapidamente una situazione pericolosa genera un danno, 3
la velocità è bassa
conoscenza del rischio attraverso l'informazione generale, osservazione diretta
Impossibile: è impossibile evitare l’improvvisa comparsa di un
o tramite segnali di avvertimento) 5 raggio laser potente o una parte della macchina che diviene
conduttiva a causa di un guasto dell'isolamento elettrico.
Tabella 1 - Stima dei parametri di ponderazione del rischio

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Severità Classe (CI)


(Gravità)
Se
3-4 5-7 8-10 11-13 14-15
4
3
2
1
Tabella 2 - Matrice Severità (Gravità) Se/Classe del rischio (CI)

Lo stato di rischio è evidenziato anche con un codice colore secondo la tabella seguente:

STATO DI RISCHIO CODICE COLORE

Quando la gravità, Se, incrocia la classe, CI, nell'area


rossa, devono essere attuate misure per ridurre il Rosso
rischio.
Quando la gravità, Se, incrocia la classe, CI, nell'area
gialla, è raccomandata l'attuazione di misure per Giallo
ridurre ulteriormente il rischio.
Quando la gravità, Se, incrocia la classe, CI, nell'area
Verde
verde, il rischio è già adeguatamente ridotto.

Le misure di riduzione dei rischi vengono pianificate ed intraprese seguendo il seguente schema di priorità:
 Eliminazione del rischio
Oppure se non possibile

 Riduzione del rischio tramite sostituzione di ciò che è pericoloso con ciò che lo è meno
Oppure se non possibile

 Interventi tecnico-infrastrutturali
Oppure se non possibile

 Interventi gestionali / organizzativi (info-formazione, disposizioni, istruzioni operative, controlli operativi, ecc.)
Oppure se non possibile

 Dispositivi di protezione collettiva


Oppure se non possibile

 Dispositivi di protezione individuale

Nel caso in cui si è ad una soglia di attenzione non ci si obbligata a prendere provvedimenti valutando tuttavia la possibilità,
anche attraverso il progresso tecnologico, di una sua riduzione consci del fatto che giovi a tutti coloro che in qualche modo
“ruotano” intorno alla macchina.
Il processo di riduzione del rischio può essere concluso al raggiungimento delle seguenti condizioni :
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 Il pericolo è stato eliminato o il rischio ridotto usando protezioni o materiali o sostanze meno pericolosi
 La protezione scelta fornisce una situazione sicura per l’uso a cui è destinata
 La protezione scelta è adeguata all’applicazione, in termini di possibilità di neutralizzazione o elusione, gravità del
danno, ostacolo al compito da svolgere
 Le informazioni relative all’uso inteso della macchina sono sufficientemente chiare
 Le procedure operative per l’uso della macchina sono coerenti con la capacità degli operatori o di altre persone
eventualmente esposte
 I metodi di lavoro sicuro per l’uso della macchina e le relative esigenze di addestramento sono stati adeguatamente
descritti
 L’utilizzatore è sufficientemente informato sui rischi residui nelle varie fasi della vita della macchina

 Se sono raccomandati DPI la necessità di tali dispositivi e le relative esigenze di addestramento sono state
adeguatamente descritte
 Le precauzioni supplementari sono sufficienti

I risultati della valutazione sono presentati in forma di tabella così strutturato:


1° Colonna Numero progressivo

2° Colonna Pericolo applicabile la cui origine è identificata tramite le seguenti sigle:

Me = Meccanico

E= Elettrico/elettronico

SC = Sistema di comando

Ri = Riparo

DP = Dispositivo di protezione

Te = Termico

Ru = Rumore

Vi = Vibrazione

Ra = Radiazioni

MS = Materiali e Sostanze

Er = Ergonomia

ZA = Zone e mezzi di Accesso

Co = Combinazioni di pericoli

AI = Ambiente di installazione

3° Colonna Riferimento Normativo

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4° Colonna Requisito di sicurezza da soddisfare

5° Colonna Modalità di utilizzo della macchina identificata tramite le seguenti sigle:

A = Attrezzaggio/avviamento E = Esercizio M = Manutenzione

6°- Colonna Stima e valutazione del rischio

7° Colonna Presenza rischi residui

8° Colonna Misure di sicurezza

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8. REQUISITI ESSENZIALI DI SICUREZZA


L’art. 5 della Direttiva Macchine pone a capo del Fabbricante l’obbligo, prima di immettere sul mercato o mettere in
servizio la macchina, di accertarsi che soddisfi i pertinenti requisiti essenziali di sicurezza e di tutela della salute indicati
dall'allegato I della citata Direttiva.

Nella individuazione dei requisiti pertinenti possono verificarsi le seguenti situazioni:


 Il RES è una “definizione”
 Il RES non è pertinente
 Il RES è reso esplicito in termini progettuali in un altro RES
 Il RES è totalmente soddisfatto dal fabbricante della quasi macchina incorporata nell’insieme
 Il RES è soddisfatto da un intervento redazionale

Nell’ambito della valutazione dei rischi alcuni RES, proprio per questi motivi, non sono citati esplicitamente.

Di seguito si riporta una tabella nella quale sono indicati i RES pertinenti (sigla P), i RES non citati esplicitamente in
quanto definizioni (sigla D), non pertinenti (sigla NP), resi espliciti in altri RES, in tal caso si adotta la sigla RP ed in
parentesi il requisito a cui si deve fare riferimento, i RES totalmente soddisfatti dai fabbricanti delle quasi
macchine/macchine incorporate nell’insieme per i quali a fianco della sigla P si adotta la sigla SF (soddisfatto dal
Fabbricante), i RES per i quali la valutazione dei rischi dell’insieme ha evidenziato una parziale soddisfazione identificati
con la sigla P e a fianco la sigla PS (parzialmente soddisfatti) e i RES soddisfatti da interventi redazionali per i quali a
fianco della sigla P si adotta la sigla RR

Requisito essenziale di sicurezza e di tutela della salute Riferimento PERTINENZA SODDISFACIMENTO RES

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Soddisfatto dal Soddisfatto all’origine


Allegato I fabbricante dal fabbricante del
dell’INSIEME COMPONENTE
Definizioni 1.1.1 D ---- -----
Principi di integrazione della sicurezza 1.1.2 P (SF) ---- X
Materiali e prodotti 1.1.3 P (SF) ---- X
Illuminazione 1.1.4 P (SF) ---- X
Progettazione della macchina ai fini della movimentazione 1.1.5 P (SF) ---- X
Ergonomia 1.1.6 P (SF) ---- X
Posti di lavoro 1.1.7 NP ---- -----
Sedili 1.1.8 NP ---- -----
Sicurezza ed affidabilità dei sistemi di comando 1.2.1 P (SF) ---- X
Dispositivi di comando 1.2.2 P (SF) ---- X
Avviamento 1.2.3 P (SF) ---- X
Arresto normale 1.2.4.1
Arresto operativo 1.2.4.2 P (SF) ---- X
Arresto di emergenza 1.2.4.3
Assemblaggi di macchine 1.2.4.4 P (SF) ---- X
Selezione del modo di comando o di funzionamento 1.2.5 P (SF) ---- X
Guasto del circuito di alimentazione di energia 1.2.6 P (SF) ---- X
Rischio di perdita di stabilità 1.3.1 P (SF) ---- X
Rischio di rottura durante il funzionamento 1.3.2 P (SF) ---- X
Rischi dovuti alla caduta o alla proiezione di oggetti 1.3.3 P (SF) ---- X
Rischi dovuti a superfici, spigoli od angoli 1.3.4 P (SF) ---- X
Rischi dovuti alle macchine combinate 1.3.5 NP ---- -----
Rischi connessi alle variazioni delle condizioni di
1.3.6 P (SF) ---- X
funzionamento
Rischi dovuti agli elementi mobili 1.3.7 P (SF) ---- X
Scelta di una protezione contro i rischi dovuti agli elementi
1.3.8 P (SF) ---- X
mobili
Elementi mobili di trasmissione 1.3.9 P (SF) ---- X
Requisiti generali per i ripari e i dispositivi di protezione 1.4.1 P (SF) ---- X
Ripari fissi 1.4.2.1 P (SF) ---- X
Ripari mobili interbloccati 1.4.2.2 P (SF) ---- X
Ripari regolabili che limitano l’accesso 1.4.2.3 NP ---- -----
Requisiti particolari per i dispositivi di protezione 1.4.3 P (SF) ---- X
Energia elettrica 1.5.1 P (SF) ---- X
Elettricità statica 1.5.2 P (SF) ---- X
Energie diverse dall’energia elettrica 1.5.3 P (SF) ---- X
Errori di montagio 1.5.4 P (SF) ---- X
Temperature estreme 1.5.5 P (SF) ---- X
Incendio 1.5.6 P (SF) ---- X
Esplosione 1.5.7 P (SF) ---- X
SODDISFACIMENTO RES
Riferimento
Requisito essenziale di sicurezza e di tutela della salute PERTINENZA Soddisfatto dal Soddisfatto all’origine
Allegato I fabbricante dal fabbricante del
dell’INSIEME COMPONENTE
Rumore 1.5.8 P (SF) X X
Vibrazioni 1.5.9 P (SF) X X
Radiazioni 1.5.10 P (SF) X X
Radiazioni esterne 1.5.11 P (SF) X X
Radiazioni laser 1.5.12 NP ---- -----
Emissioni di materie e sostanze pericolose 1.5.13 P (PS) Istruzioni fornite dal fabbricante attuazione a cura
dell’utilizzatore
Rischio di restare imprigionati in una macchina 1.5.14 NP ---- ----
Rischio di scivolamento, inciampo o caduta 1.5.15 NP ---- ----
Fulmine 1.5.16 NP ---- ----
Manutenzione della macchina 1.6.1 P (PS) Istruzioni fornite dal fabbricante attuazione a cura
dell’utilizzatore
Accesso ai posti di lavoro e ai punti di intervento utilizzati 1.6.2 P (PS) Istruzioni fornite dal fabbricante attuazione a cura
per la manutenzione dell’utilizzatore

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Isolamento dalle fonti di alimentazione di energia 1.6.3 P (PS) Istruzioni fornite dal fabbricante attuazione a cura
dell’utilizzatore
Intervento dell’operatore 1.6.4 P (PS) Istruzioni fornite dal fabbricante attuazione a cura
dell’utilizzatore
Pulitura delle parti interne 1.6.5 P (SF) ---- X
Informazione avvertenze sulla macchina 1.7.1 P (RR) (SF) X X
Avvertenze in merito ai rischi residui 1.7.2 P (RR) (SF) X X
Marcatura delle macchine 1.7.3 P (RR) (SF) X X
Istruzioni 1.7.4 P (RR) (SF) X X

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9. LIMITI DELL’INSIEME
I limiti dell’insieme sono strettamente collegati ai limiti previsti dai fabbricanti per il tornio e per il caricatore di barre e
non possono eccedere tali indicazioni.
L’insieme pertanto presenta i limiti derivanti dalla sovrapposizione dei limiti dei componenti e assume i limiti più restrittivi
posseduti dai singoli componenti:
 le fasi della vita della macchina
 l’uso corretto ed il prevedibile uso scorretto
 utilizzatori

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10.RISULTATI DELLA VALUTAZIONE DELL’INSIEME


ANALISI E VALUTAZIONE DEI RISCHI DELL’INSIEME
1° 2° 3° 4° 5° 6° 7° 8°
Dir. 2006/42/CE legislativo/normativoRiferimento

Stima e valutazione del rischio


Pericolo Applicabile

(Fr + Pr + Av)Classe CI

Misure di sicurezza
Severità Se (Gravità)

Rischi Residui
REQUISITO

Applicabilità

Stato del rischio


Probabilità Pr
Frequenza Fr

Evitabilità Av

Codice colore
N.

L’insieme deve essere


atto a funzionare, essere A 2 2 2 3 7 ADEGUATO no
azionato, regolato e
manutenuto senza che
tali operazioni E 1 6 1 1 8 ADEGUATO no
espongano a rischi le
persone nelle condizioni
previste tenendo anche
conto dell'uso scorretto
Allegato I 1.1.2

1 Co
ragionevolmente _
prevedibile.

M 2 1 2 3 6 ADEGUATO no
Dir. 2006/42/CE EN 12100

I materiali utilizzati per


la realizzazione della A 2 2 2 3 7 ADEGUATO no
macchina o i prodotti
utilizzati od originati
durante la sua
E 1 6 1 1 8 ADEGUATO no
utilizzazione non
devono presentare rischi
per la sicurezza e la
Allegato I 1.1.3

2 Co salute delle persone. _

M 2 1 2 3 6 ADEGUATO no
EN 12100
Dir.

3 Co A 2 2 2 3 7 ADEGUATO no _

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2006/42/CE

I’insieme deve essere


adeguatamente E 1 6 1 1 8 ADEGUATO no
illuminato
Allegato I 1.1.4

M 2 1 2 3 6 ADEGUATO no
EN 1837EN 12100

ANALISI E VALUTAZIONE DEI RISCHI DELL’INSIEME


1° 2° 3° 4° 5° 6° 7° 8°
Dir. 2006/42/CE legislativo/normativoRiferimento

Stima e valutazione del rischio


Pericolo Applicabile

(Fr + Pr + Av)Classe CI

Misure di sicurezza
(Gravità)Severità Se

Rischi Residui
REQUISITO

Applicabilità

Stato del rischio


Probabilità Pr
Frequenza Fr

Evitabilità Av

Codice colore
N.

L’insiem o ciascuno dei


suoi diversi elementi, A 2 2 2 3 7 ADEGUATO no
deve:
— poter essere
movimentata e E 1 6 1 1 8 ADEGUATO no
trasportata in modo
sicuro,
— essere imballata o
progettata per essere
Allegato I 1.1.5

1 Co
immagazzinata in modo _
sicuro e senza
deterioramenti.
M 2 1 2 3 6 ADEGUATO no
EN 12100
Dir.

2 Co A 2 2 2 3 7 ADEGUATO no _

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2006/42/CE

Nelle condizioni d'uso


previste devono essere E 1 6 1 1 8 ADEGUATO no
ridotti al minimo
possibile il disagio, la
fatica e le tensioni
psichiche e fisiche
Allegato I 1.1.6

(stress) dell'operatore,
tenuto conto dei
principi dell'ergonomia
dell'operatore.
M 2 1 2 3 6 ADEGUATO no
Dir. 2006/42/CE EN 12100

I sistemi di comando
devono essere progettati A 2 2 2 3 7 ADEGUATO no
e costruiti in modo da
evitare l'insorgere di E 1 6 1 1 8 ADEGUATO no
situazioni pericolose.
Allegato I 1.2.1

3 Co _

M 2 1 2 3 6 ADEGUATO no
EN 12100
Dir. 2006/42/CE

Requisiti dei dispositivi


di comando A 2 2 2 3 7 ADEGUATO no

E 1 6 1 1 8 ADEGUATO no
Allegato I 1.2.2

4 Co _

M 2 1 2 3 6 ADEGUATO no
EN 12100

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ANALISI E VALUTAZIONE DEI RISCHI DELL’INSIEME


1° 2° 3° 4° 5° 6° 7° 8°

Stima e valutazione del rischio


legislativo/normativoRiferimento
Pericolo Applicabile

Misure di sicurezza
(Fr + Pr + Av)Classe CI
Severità Se (Gravità)

Rischi Residui
REQUISITO

Applicabilità

Stato del rischio


Probabilità Pr
Frequenza Fr

Evitabilità Av

Codice colore
N.

Dir. 2006/42/CE

L'avviamento e la
rimessa in marcia dopo A 2 2 2 3 7 ADEGUATO no
un arresto devono
essere possibili soltanto
tramite un'azione E 1 6 1 1 8 ADEGUATO no
volontaria su un
dispositivo di comando
previsto a tal fine
Allegato I 1.2.3

5 SC _

M 2 1 2 3 6 ADEGUATO no
EN 12100
Dir. 2006/42/CE EN 60204

6 SC I dispositivi di arresto _
normale devono essere A 2 2 2 3 7 ADEGUATO no
presenti in ogni posto di
lavoro e prioritari rispetto
ai comandi di avviamento
E 1 6 1 1 8 ADEGUATO no

M 2 1 2 3 6 ADEGUATO
Allegato I 1.2.4.1

no
EN 12100

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60204
EN
Dir. 2006/42/CE

La condizione di arresto
che non interrompe A 2 2 2 3 7 ADEGUATO no
l'alimentazione degli
azionatori, deve essere
monitorata e mantenuta.
E 1 6 1 1 8 ADEGUATO no
Allegato I 1.2.4.2

7 SC _

M 2 1 2 3 6 ADEGUATO no
EN 13894EN 12100

ANALISI E VALUTAZIONE DEI RISCHI DELL’INSIEME


1° 2° 3° 4° 5° 6° 7° 8°

Stima e valutazione del rischio


legislativo/normativoRiferimento
Pericolo Applicabile

Misure di sicurezza
(Fr + Pr + Av)Classe CI
Severità Se (Gravità)

Rischi Residui
REQUISITO

Applicabilità

Stato del rischio


Probabilità Pr
Frequenza Fr

Evitabilità Av

Codice colore
N.

Dir. 2006/42/CE

L’insieme deve essere


munito di uno o più A 2 2 2 3 7 ADEGUATO no
dispositivi di arresto di
emergenza, che
mantengano con un E 1 6 1 1 8 ADEGUATO no
8 SC blocco l’ordine di _
arresto .
Allegato I 1.2.4.3

M 2 1 2 3 6 ADEGUATO no

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EN ISO
EN ISO 13850EN 60204EN 12100 Allegato I 1.2.4.4Dir. 2006/42/CE 12100
EN13850

I comandi di arresto,
compresi i dispositivi A 2 2 2 3 7 ADEGUATO no
di arresto di
emergenza,
dovrebbero bloccare
E 1 6 1 1 8 ADEGUATO no
tutte le macchine
dell’insieme qualora il
loro mantenimento in
funzione possa
costituire un pericolo.
9 SC _

M 2 1 2 3 6 ADEGUATO no
Dir. 2006/42/CE

Il modo di comando o
di funzionamento A 2 2 2 3 7 ADEGUATO no
selezionato deve avere
la priorità su tutti gli
altri modi di comando o
di funzionamento, E 1 6 1 1 8 ADEGUATO no
salvo l'arresto di
emergenza.
Allegato I 1.2.5

10 SC _

M 2 1 2 3 6 ADEGUATO no
EN 60204EN 12100

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ANALISI E VALUTAZIONE DEI RISCHI DELL’INSIEME


1° 2° 3° 4° 5° 6° 7° 8°
EN ISO 13850EN 60204EN 12100 Allegato I 1.3.1Dir. 2006/42/CE EN 1037EN 12100 Allegato I 1.2.6Dir. 2006/42/CE legislativo/normativoRiferimento

Stima e valutazione del rischio


Pericolo Applicabile

(Fr + Pr + Av)Classe CI

Misure di sicurezza
Severità Se (Gravità)

Rischi Residui
REQUISITO

Applicabilità

Stato del rischio


Probabilità Pr
Frequenza Fr

Evitabilità Av

Codice colore
N.

L'interruzione, il
ripristino dopo A 2 2 2 3 7 ADEGUATO no
un'interruzione o la
variazione, E 1 6 1 1 8 ADEGUATO no
indipendentemente dal
senso,
dell'alimentazione di
energia dell’insieme
non deve creare
11 Co situazioni pericolose. _

M 2 1 2 3 6 ADEGUATO no

Tutti gli elementi ed


attrezzature devono A 2 2 2 3 7 ADEGUATO no
avere una stabilità tale
da evitare il E 1 6 1 1 8 ADEGUATO no
rovesciamento, la
caduta o gli
spostamenti non
comandati durante il
trasporto, il
montaggio, lo
smontaggio e tutte le
12 M altre azioni che _
interessano l’insieme

M 2 1 2 3 6 ADEGUATO no

Gli organi di
2006/42/CE

collegamento, devono A 2 2 2 3 7 ADEGUATO no


Dir.

13 M resistere agli sforzi cui _


devono essere E 1 6 1 1 8 ADEGUATO no
sottoposti durante

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l'utilizzazione. Nel caso


di rischi di
disintegrazione o di
rottura, gli elementi in
questione devono
essere montati, disposti
e/o protetti in modo che
i loro eventuali
frammenti vengano
trattenuti evitando M 2 1 2 3 6 ADEGUATO no
EN 12100 Allegato I 1.3.2

situazioni pericolose.

ANALISI E VALUTAZIONE DEI RISCHI DELL’INSIEME


1° 2° 3° 4° 5° 6° 7° 8°
EN 12100 Allegato I 1.3.3Dir. 2006/42/CE normativo legislativo/Riferimento

Stima e valutazione del rischio


(Fr + Pr + Av)Classe CI
Pericolo Applicabile

Misure di sicurezza
Severità Se (Gravità)

Rischi Residui
Stato del rischio
REQUISITO

Applicabilità

Probabilità Pr
Frequenza Fr

Evitabilità Av

Codice colore
N.

Devono essere prese


precauzioni per A 2 2 2 3 7 ADEGUATO no
evitare i rischi
derivanti dalla caduta
o dalla proiezione di
oggetti. E 1 6 1 1 8 ADEGUATO no

14 M _

M 2 1 2 3 6 ADEGUATO no

Gli elementi
accessibili
Dir.

15 M A 2 2 2 3 7 ADEGUATO no _
dell’insieme devono

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EN 12100 Allegato I 1.3.42006/42/CE

essere privi, entro i


limiti consentiti dalle
loro funzioni, di E 1 6 1 1 8 ADEGUATO no
angoli acuti e di
spigoli vivi, nonché di
superfici rugose che
possono causare
lesioni.
M 2 1 2 3 6 ADEGUATO no
EN 12100 Allegato I 1.3.6Dir. 2006/42/CE

Quando l’insieme è
progettata per A 2 2 2 3 7 ADEGUATO no
effettuare operazioni
in condizioni di
impiego diverse, deve
essere E 1 6 1 1 8 ADEGUATO no
progettato e costruito
16 Co _
in modo che la scelta
e la regolazione di tali
condizioni possano
essere effettuate in
M 2 1 2 3 6 ADEGUATO no
modo sicuro e
affidabile.

ANALISI E VALUTAZIONE DEI RISCHI DELL’INSIEME


1° 2° 3° 4° 5° 6° 7° 8°
legislativo/normativoRiferimento

Stima e valutazione del rischio


Pericolo Applicabile

(Fr + Pr + Av)Classe CI

Misure di sicurezza
Severità Se (Gravità)

Rischi Residui
REQUISITO

Applicabilità

Stato del rischio


Probabilità Pr
Frequenza Fr

Evitabilità Av

Codice colore
N.

Gli elementi mobili


A 2 2 2 3 7 ADEGUATO no
EN 349EN 12100 Allegato I 1.3.7Dir. 2006/42/CE

dell’insieme devono
essere progettati e
costruiti per evitare i E 1 6 1 1 8 ADEGUATO no
rischi di contatto che
possono provocare
infortuni oppure, se i
rischi persistono, essere
muniti di ripari o
17 M dispositivi di _
protezione.
M 2 1 2 3 6 ADEGUATO no

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EN 349EN 12100 Allegato I 1.3.9Dir. 2006/42/CE EN 349EN 12100 Allegato I 1.3.7Dir. 2006/42/CE

I ripari o i dispositivi di
protezione progettati A 2 2 2 3 7 ADEGUATO no
contro i rischi dovuti
agli elementi mobili
devono essere scelti E 1 6 1 1 8 ADEGUATO no
in funzione del tipo di
rischio. Per la scelta si
deve ricorrere alle
18 M indicazioni seguenti. _

M 2 1 2 3 6 ADEGUATO no

Quando un elemento
dell’insieme è stato A 2 2 2 3 7 ADEGUATO no
arrestato, la sua deriva
dalla posizione di arresto, E 1 6 1 1 8 ADEGUATO no
per qualsiasi causa che
non sia l'azionamento di
dispositivi di comando,
deve essere impedita o
essere tale da non
19 M _
costituire un pericolo.

M 2 1 2 3 6 ADEGUATO no

ANALISI E VALUTAZIONE DEI RISCHI DELL’INSIEME


1° 2° 3° 4° 5° 6° 7° 8°
N.

Stima e valutazione del rischio

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legislativo/normativoRiferimento

(Fr + Pr + Av)Classe CI
Severità Se (Gravità)
Pericolo Applicabile

Misure di sicurezza
Stato del rischio
Probabilità Pr

Rischi Residui
Frequenza Fr

Evitabilità Av

Codice colore
REQUISITO

Applicabilità

Ripari e dispositivi di
protezione: A 2 2 2 3 7 ADEGUATO no
— robusti,
— fissati solidamente,
Dir. 2006/42/CE

E 1 6 1 1 8 ADEGUATO no
— no pericoli
supplementari,
— no facilmente elusi o
resi inefficaci,
Allegato I 1.4.1

—situati ad una
distanza sufficiente
dalla zona pericolosa,
EN 349 EN 953 EN 1088 EN 13857EN 12100

— no limitare
l'osservazione del ciclo
di lavoro
—permettere interventi
20 Ri _
per l'installazione e/o
sostituzione degli
utensili e per M 2 1 2 3 6 ADEGUATO no
manutenzione,
se possibile, senza
smontare il riparo o
senza disattivare il
dispositivo di
protezione.
Inoltre, se possibile, i
ripari devono
proteggere dalla caduta
e dalla proiezione di
materiali od oggetti e
dalle emissioni

ANALISI E VALUTAZIONE DEI RISCHI DELL’INSIEME


1° 2° 3° 4° 5° 6° 7° 8°

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legislativo/normativoRiferimento

Stima e valutazione del rischio


Pericolo Applicabile

(Fr + Pr + Av)Classe CI

Misure di sicurezza
Severità Se (Gravità)

Rischi Residui
REQUISITO

Applicabilità

Stato del rischio


Probabilità Pr
Frequenza Fr

Evitabilità Av

Codice colore
N.

Ripari fissi.
EN 953EN 12100 Allegato I 1.4.2.1Dir. 2006/42/CE

Il fissaggio dei ripari A 2 2 2 3 7 ADEGUATO no


deve essere ottenuto con
sistemi che richiedono E 1 6 1 1 8 ADEGUATO no
l'uso di utensili per la
loro apertura o
smontaggio.
I sistemi di fissaggio
devono rimanere attaccati
ai ripari o alla macchina
21 Ri _
quando i ripari sono
rimossi.
Se possibile, i ripari non M 2 1 2 3 6 ADEGUATO no
devono poter rimanere al
loro posto in mancanza
dei loro mezzi di
fissaggio.

ANALISI E VALUTAZIONE DEI RISCHI DELL’INSIEME


1° 2° 3° 4° 5° 6° 7° 8°
Stima e valutazione del rischio
N.

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EN 953 EN 1088 EN 13849 EN ISO 13855EN 12100 Allegato I 1.4.2.2Dir. 2006/42/CE legislativo/normativoRiferimento

(Fr + Pr + Av)Classe CI
Severità Se (Gravità)
Pericolo Applicabile

Misure di sicurezza
Stato del rischio
Probabilità Pr

Rischi Residui
Frequenza Fr

Evitabilità Av

Codice colore
REQUISITO

Applicabilità

Ripari mobili
interbloccati A 2 2 2 3 7 ADEGUATO no
I ripari mobili interbloccati
devono:
— per quanto possibile
restare uniti alla macchina
quando siano aperti, E 1 6 1 1 8 ADEGUATO no
— essere progettati e
costruiti in modo che la loro
regolazione richieda un
intervento volontario.
I ripari mobili interbloccati
devono essere associati ad
un dispositivo di
interblocco che:
— impedisca l'avviamento
22 Ri _
di funzioni pericolose della
macchina fin quando i
ripari sono chiusi, e
— dia un comando di
arresto non appena essi non M 2 1 2 3 6 ADEGUATO no
sono più chiusi.
I ripari mobili interbloccati
devono essere progettati in
modo che la mancanza o il
guasto di uno dei loro
elementi impedisca
l'avviamento o provochi
l'arresto delle funzioni
pericolose della macchina.

ANALISI E VALUTAZIONE DEI RISCHI DELL’INSIEME


1° 2° 3° 4° 5° 6° 7° 8°

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EN 60204EN 12100 Allegato I 1.5.1Dir. 2006/42/CE EN 60204EN 1088 EN 13849 EN ISO 13855EN 12100 Allegato I 1.4.3Dir. 2006/42/CE legislativo/normativoRiferimento

Stima e valutazione del rischio


Pericolo Applicabile

(Fr + Pr + Av)Classe CI

Misure di sicurezza
Severità Se (Gravità)

Rischi Residui
REQUISITO

Applicabilità

Stato del rischio


Probabilità Pr
Frequenza Fr

Evitabilità Av

Codice colore
N.

I dispositivi di protezione
devono essere progettati e A 2 2 2 3 7 ADEGUATO no
incorporati nel sistema di
comando in modo tale
che:
— la messa in moto degli
elementi mobili non sia
possibile fintantoché E 1 6 1 1 8 ADEGUATO no
l'operatore può
raggiungerli,
— le persone non
possano accedere agli
elementi mobili in
movimento,
— la mancanza o il
23 DP guasto di uno dei loro _
elementi impedisca
l'avviamento o provochi
l'arresto degli elementi
mobili.
La loro regolazione deve
richiedere un intervento M 2 1 2 3 6 ADEGUATO no
volontario.

Poiché l’insieme è
alimentato con energia A 2 2 2 3 7 ADEGUATO no
elettrica, esso deve essere
progettato, costruito ed
equipaggiato in modo da
prevenire o da consentire E 1 6 1 1 8 ADEGUATO no
di prevenire tutti i rischi
dovuti all’energia
elettrica
24 E _

M 2 1 2 3 6 ADEGUATO no

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ANALISI E VALUTAZIONE DEI RISCHI DELL’INSIEME


1° 2° 3° 4° 5° 6° 7° 8°
EN 60204EN 12100 Allegato I 1.5.2Dir. 2006/42/CE legislativo/normativoRiferimento

Stima e valutazione del rischio


Pericolo Applicabile

(Fr + Pr + Av)Classe CI

Misure di sicurezza
Severità Se (Gravità)

Rischi Residui
REQUISITO

Applicabilità

Stato del rischio


Probabilità Pr
Frequenza Fr

Evitabilità Av

Codice colore
N.

L’insieme deve essere


progettato e costruito in A 2 2 2 3 7 ADEGUATO no
modo da evitare o da
ridurre la formazione di
cariche elettrostatiche E 1 6 1 1 8 ADEGUATO no
potenzialmente
pericolose e/o deve
essere munita di mezzi
25 E che consentano di _
scaricarle.

M 2 1 2 3 6 ADEGUATO no

L’insieme deve essere


progettato, costruito A 2 2 2 3 7 ADEGUATO no
ed equipaggiato in modo
da prevenire tutti i rischi
EN 12100 Allegato I 1.5.3Dir. 2006/42/CE

che possono derivare da


tutte le fonti di energia
che lo alimentano
E 1 6 1 1 8 ADEGUATO no

26 Co _

M 2 1 2 3 6 ADEGUATO no

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ANALISI E VALUTAZIONE DEI RISCHI DELL’INSIEME


1° 2° 3° 4° 5° 6° 7° 8°
legislativo/normativoRiferimento

Stima e valutazione del rischio


Pericolo Applicabile

(Fr + Pr + Av)Classe CI

Misure di sicurezza
Severità Se (Gravità)

Rischi Residui
REQUISITO

Applicabilità

Stato del rischio


Probabilità Pr
Frequenza Fr

Evitabilità Av

Codice colore
N.

Gli errori commessi al


montaggio o al A 2 2 2 3 7 ADEGUATO no
EN 12100 Allegato I 1.5.4Dir. 2006/42/CE

rimontaggio di taluni
pezzi, che potrebbero
essere all'origine di
rischi, devono essere E 1 6 1 1 8 ADEGUATO no
resi impossibili dalla
progettazione e dalla
costruzione degli stessi
27 Co _
oppure mediante
indicazioni figuranti sui
pezzi e/o sui loro carter.
Le stesse indicazioni M 2 1 2 3 6 ADEGUATO no
devono figurare sui
pezzi mobili e/o sui loro
carter, qualora occorra
conoscere il senso del
moto per evitare rischi.
EN 12100 Allegato I 1.5.5Dir. 2006/42/CE

Devono essere prese


A 2 2 2 3 7 ADEGUATO no
opportune disposizioni
per evitare qualsiasi
rischio di lesioni E 1 6 1 1 8 ADEGUATO no
causate dal contatto o
dalla
vicinanza con parti
dell’insieme o materiali _
28 Te
a temperatura elevata o
molto bassa. M 2 1 2 3 6 ADEGUATO no

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ANALISI E VALUTAZIONE DEI RISCHI DELL’INSIEME


1° 2° 3° 4° 5° 6° 7° 8°
EN 12100 Allegato I 1.5.6Dir. 2006/42/CE legislativo/normativoRiferimento

Stima e valutazione del rischio


Pericolo Applicabile

(Fr + Pr + Av)Classe CI

Misure di sicurezza
Severità Se (Gravità)

Rischi Residui
REQUISITO

Applicabilità

Stato del rischio


Probabilità Pr
Frequenza Fr

Evitabilità Av

Codice colore
N.

L’insieme deve essere


progettato e costruito in A 2 2 2 3 7 ADEGUATO no
modo da evitare qualsiasi
rischio d'incendio o di
surriscaldamento
provocato dai E 1 6 1 1 8 ADEGUATO no
componenti o da gas,
liquidi, polveri, vapori od
29 Co altre sostanze, prodotti o _
utilizzati

M 2 1 2 3 6 ADEGUATO no
EN 12100 Allegato I 1.5.7Dir. 2006/42/CE

L’insieme deve essere


progettato e costruito in A 2 2 2 3 7 ADEGUATO no
modo da evitare
qualsiasi rischio di
esplosione provocato E 1 6 1 1 8 ADEGUATO no
dallo stesso o da gas,
liquidi, polveri, vapori
30 Co od altre sostanze _
prodotti o utilizzati

M 2 1 2 3 6 ADEGUATO no
EN 12100 Allegato I 1.5.8Dir. 2006/42/CE

31 Ru L’insieme deve essere _


progettato e costruito in A 2 2 2 3 7 ADEGUATO no
modo tale che i rischi
dovuti all'emissione di
rumore aereo siano ridotti
al livello minimo, tenuto E 1 6 1 1 8 ADEGUATO no
conto del progresso
tecnico e della possibilità
di disporre di mezzi atti a M 2 1 2 3 6 ADEGUATO
limitare il rumore, in no
particolare alla fonte.

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EN ISO 11200

ANALISI E VALUTAZIONE DEI RISCHI DELL’INSIEME


1° 2° 3° 4° 5° 6° 7° 8°
legislativo/normativoRiferimento

Stima e valutazione del rischio


Pericolo Applicabile

(Fr + Pr + Av)Classe CI

Misure di sicurezza
Severità Se (Gravità)

Rischi Residui
REQUISITO

Applicabilità

Stato del rischio


Probabilità Pr
Frequenza Fr

Evitabilità Av

Codice colore
N.

L’insieme deve essere A 2 2 2 3 7 no


progettato e costruito in
EN 1299EN 12100 Allegato I 1.5.9Dir. 2006/42/CE

ADEGUATO
modo tale che i rischi
dovuti alle vibrazioni
trasmesse dalla
macchina siano ridotti
al livello minimo,
E 1 6 1 1 8 ADEGUATO no
tenuto conto del
progresso tecnico e
32 Vi della disponibilità di _
mezzi atti a ridurre le
vibrazioni, in
particolare alla fonte.

M 2 1 2 3 6 ADEGUATO no

Le emissioni
Dir. 2006/42/CE

indesiderabili di A 2 2 2 3 7 ADEGUATO no
radiazioni da parte
33 Ra dell’insieme devono _
essere eliminate o essere
E 1 6 1 1 8 ADEGUATO no
ridotte a livelli che non
producono effetti negativi

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M 2 1 2 3 6 ADEGUATO no
EN 55011 EN 55014 EN 55022 EN 61000-3-2EN 12100 Allegato I 1.5.10

sulle persone.

ANALISI E VALUTAZIONE DEI RISCHI DELL’INSIEME


1° 2° 3° 4° 5° 6° 7° 8°
EN 12100 Allegato I 1.5.11Dir. 2006/42/CE legislativo/normativoRiferimento

Stima e valutazione del rischio


Pericolo Applicabile

(Fr + Pr + Av)Classe CI

Misure di sicurezza
Severità Se (Gravità)

Rischi Residui
REQUISITO

Applicabilità

Stato del rischio


Probabilità Pr
Frequenza Fr

Evitabilità Av

Codice colore
N.

34 Ra L’insieme deve essere A 2 2 2 3 7 no _


progettato e costruito in ADEGUATO
modo tale che il suo
funzionamento non sia
perturbato dalle
radiazioni esterne. E 1 6 1 1 8 ADEGUATO no

M 2 1 2 3 6 ADEGUATO
no

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EN 12100 Allegato I 1.5.13Dir. 2006/42/CE EN 61000-4-3

La macchina deve
essere progettata e
costruita in modo tale A 2 2 2 3 7 ADEGUATO no
da evitare i rischi di
inalazione, ingestione,
contatto con la pelle, gli
occhi e le mucose e di
35 MS penetrazione attraverso E 1 6 1 1 8 ADEGUATO no _
la pelle delle materie e
sostanze pericolose
prodotte.

M 2 1 2 3 6 ADEGUATO no

ANALISI E VALUTAZIONE DEI RISCHI DELL’INSIEME


1° 2° 3° 4° 5° 6° 7° 8°
legislativo/normativoRiferimento

Stima e valutazione del rischio


Pericolo Applicabile

(Fr + Pr + Av)Classe CI

Misure di sicurezza
(Gravità)Severità Se

Rischi Residui
REQUISITO

Applicabilità

Stato del rischio


Probabilità Pr
Frequenza Fr

Evitabilità Av

Codice colore
N.

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A 2 2 2 3 7 ADEGUATO no
I punti di regolazione e
di manutenzione
devono essere situati
fuori dalle zone
EN 12100 Allegato I 1.6.1Dir. 2006/42/CE

E 1 6 1 1 8 ADEGUATO no
pericolose. Gli
interventi di
regolazione, di
manutenzione, di
riparazione e di pulitura
della macchina devono
poter essere eseguiti
36 _
sulla macchina ferma.
Se per motivi tecnici
non è possibile
soddisfare una delle M 2 1 2 3 6 ADEGUATO no
precedenti condizioni,
devono essere prese
disposizioni per
garantire che dette
operazioni possano
essere eseguite in
condizioni di sicurezza.

ANALISI E VALUTAZIONE DEI RISCHI DELL’INSIEME

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1° 2° 3° 4° 5° 6° 7° 8°
EN 12100 Allegato I 1.6.2Dir. 2006/42/CE legislativo/normativoRiferimento

Stima e valutazione del rischio


Pericolo Applicabile

(Fr + Pr + Av)Classe CI

Misure di sicurezza
(Gravità)Severità Se

Rischi Residui
REQUISITO

Applicabilità

Stato del rischio


Probabilità Pr
Frequenza Fr

Evitabilità Av

Codice colore
N.

L’insieme deve essere


progettato e costruito in A 2 2 2 3 7 ADEGUATO no
modo da permettere
l'accesso in condizioni
di sicurezza a tutte le
zone in cui è necessario E 1 6 1 1 8 ADEGUATO no
intervenire durante il
37 Co funzionamento, la _
regolazione e la
manutenzione della
macchina.
M 2 1 2 3 6 ADEGUATO no

L’insieme deve essere


munito di dispositivi
che consentono di A 2 2 2 3 7 ADEGUATO no
isolarlo da ciascuna
delle sue fonti di
alimentazione
EN 60204EN 12100 Allegato I 1.6.3Dir. 2006/42/CE

di energia. Tali
dispositivi devono
essere identificati
chiaramente. Devono
poter essere bloccati, E 1 6 1 1 8 ADEGUATO no
qualora la riconnessione
rischi di presentare un
pericolo per le persone.
38 Co I dispositivi devono _
inoltre poter
essere bloccati nel caso
in cui l'operatore non
possa verificare
l'effettivo costante
isolamento da tutte le
posizioni cui ha M 2 1 2 3 6 ADEGUATO no
accesso.
L'eventuale energia
residua o immagazzinata
dopo l'isolamento deve
poter essere dissipata
senza rischio per le
persone.

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ANALISI E VALUTAZIONE DEI RISCHI DELL’INSIEME


La macchina deve
essere progettata e A 2 2 2 3 7 ADEGUATO no
costruita in modo che la
EN 12100 Allegato I 1.6.5Dir. 2006/42/CE

pulitura delle parti


interne della macchina E 1 6 1 1 8 ADEGUATO no
che ha contenuto
sostanze o preparazioni
pericolose sia possibile
senza penetrare in tali
parti interne; lo stesso
40 Co dicasi per l'eventuale _
svuotamento completo,
che deve poter essere
fatto dall'esterno. Se è M 2 1 2 3 6 ADEGUATO no
impossibile evitare
di penetrarvi, la
macchina deve essere
progettata e costruita in
modo da consentire di
effettuare la pulitura in
condizioni di sicurezza.

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Segnali di pericolo.

I componenti sono dotati all’origine dai rispettivi fabbricanti di apposita segnaletica di pericolo.

Segnali di divieto

I componenti sono dotati all’origine dai rispettivi fabbricanti di apposita segnaletica divieto.

NOTA
La costituzione dell’insieme non ha richiesto l’adozione di ulteriore segnaletica.

12.PROVE ESEGUITE SULL’INSIEME


Per quanto attiene le verifiche e misurazioni circa le emissioni di rumore, vibrazioni, immunità alle radiazioni (radiate e
condotte) è stato “assunta” l’adeguatezza partendo dal presupposto che i Fabbricanti dei componenti (Tornio e
Caricatore) ne hanno previsto fin dall’origine l’integrazione e il funzionamento relativo funzionamento integrato.

13.ISTRUZIONI DELL’INSIEME
Le istruzioni dell’insieme sono allegate al presente documento e ne fanno parte integrante.

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14.DICHIARAZIONI DI CONFORMITA’

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DICHIARAZIONE DI CONFORMITA’ CE
DIRETTIVA 2006/42/CE

Il fabbricante

SYNERGON SPA
Via A. MAFFI 19 - 20162 MILANO
CF/P.IVA 06058490159

In riferimento all’insieme

ISOLA DI TORNITURA G141


Costituito da:

 Tornio INDEX TRAUB Serie G200 Numero macchina 10810141 integrato da gruppo di raffreddamento Numero di
serie 2300022059, impianto di pulizia refrigerante Numero di serie 1425775, nastro trasportatore Numero di serie
2365945, convogliatore di trucioli Numero di serie 1424713
 Caricatore di barre LNS SPRINT S3 BARFEEDER Numero di serie 17917 /2019

DICHIARA:

che l’insieme è conforme alle seguenti Direttive:


Direttiva Macchine 2006/42/CE
Direttiva EMC 2013/30/UE

La persona autorizzata a costituire il Fascicolo Tecnico è Sanclemente Gianluigi


domiciliata presso SYNERGON SPA Via A. MAFFI 19 20162 MILANO

Milano 31.10.2019
Firma del Fabbricante
Gianluigi Sanclemente

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