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Citta’ Piccola

Nazionalità: La Marca
Allineamento: LN
Governante: Credenzio Siniscalchi
(Borgomastro)
Governo: Valvassore di Città Grande
Dimensioni: Città
Popolazione: 5000 circa
Linguaggi parlati: Comune, Hobbit, Elfico,
Goblin, Nanico, Orchesco,
Gnomesco
Demografia: 30% Hobbit, 45% Umani,
10% Nani, 10% Gnomi, 2% Elfi, 3%
Altro
Religioni Praticate: Buon Viandante,
Grande Spirito, Oracolo, Sannai,
Santa Berenice
Storia: Città Piccola è, insieme a Città Grande, la città più antica della Marca, fondata intorno al 350
U.C.. E’ proprio grazie agli sforzi congiunti della cittadinanza delle due città che quella che sarebbe
diventata La Marca è riuscita a respingere l’invasione dei Goblin ai tempi della caduta del Regno di Romolo,
intorno al 500 U.C. L’Ordine dello Scudo nasce allora, ad imperitura difesa della nazione. Da allora l’Ordine
si è prodigato di difendere la città dai continui assalti dei piccoli pelleverde, respinti ma non sconfitti decine
di volte. Tra l’anno 1000 ed il 1400, la città ha affrontato la più grande invasione di non morti che mai si sia
vista. Mentre i Paladini di Santa Berenice difendevano la capitale, a Città Piccola rimasero solo i Cavalieri
dello Scudo a difendere le mura. I Goblin, temporaneamente unificati sotto Gricio Fiammastorta, salvarono
la giornata, unendosi ai Cavalieri contro la minaccia comune. Ne nacque una traballante alleanza, che
continua ancor oggi, seppure tra alti e bassi. Un certo numero di villaggi e tribù, arroccate nelle grotte delle
colline a sud, vive infatti ancora nella zona, mentre le armate Goblin pian piano tornavano ad Est. Questo,
fino alla fine del secolo scorso, quando il lavoro di evangelizzazione dei druidi del Grande Spirito, iniziato
oltre un secolo prima con un certo spargimento di sangue da parte del culto, ha cominciato a dare i suoi
frutti. I Goblin si sono, in buona parte, convertiti e pacificati, trovando altri modi per vivere che non fossero
la razzia e l’omicidio indiscriminato (e immotivato, ad occhi non devoti a Vermilinguo). Oggi i Goblin
commerciano con Città Piccola, soprattutto in cacciagione e prodotti agricoli particolari (spezie, erbe
aromatiche e droghe, queste non ufficialmente). La storia recente vede un aumento della
meccanicizzazione della città, e della sua laboriosità e crescita culturale, grazie allo zelo ed alla dedizione
del suo attuale Borgomastro.

Geografia: Città Piccola sorge in un’ampia vallata tra le colline ai sul lato orientale dei monti
Pennini. A Nord ed a Sud scorrono due fiumi, il Rivo delle Foglie ed il Metallauro, rispettivamente. Mentre il
Metallauro sfiora la città grazie ad una enorme ansa, il Rivo delle Foglie rimane comunque lontano e non è
utilizzato direttamente dai cittadini della città.

Abitanti: Nonostante le dimensioni ridotte, la cittadina è molto attiva culturalmente,


religiosamente e militarmente. Molti abitanti sono contadini (la valle in cui sorge la città è quasi per intero
utilizzata per l’agricoltura e l’allevamento) e commercianti, ma vi è un’alta concentrazione di clero
dell’Oracolo, superiore alla media della Marca, e composta in buona parte anche da giovani studiosi ed
apprendisti del Grande Artefice. Paladini, Druidi, Samari e Santi (soprattutto nei sobborghi più poveri)
completano la fetta religiosa della popolazione. Comune è anche la vista dei Cavalieri dello Scudo e dei
Cavalieri della Luce Offuscata, due Ordini cavallereschi locali.

Commercio: Il commercio è piuttosto attivo, anche se limitato quasi esclusivamente ai prodotti


agricoli della valle. Molto fitto lo scambio commerciale con Città Grande e Ancora, che riforniscono il borgo
di prodotti ittici. Fitto inoltre il commercio con i paesi delle miniere (Mercatano e Rifugio Mulinaro), che
forniscono minerali e metalli preziosi per i (relativamente) pochi artigiani. Sussiste inoltre un commercio
(tollerato, anche se non molto ben visto) di reliquie religiose legate soprattutto all’Oracolo ed alla Santa.
Alloggiare in città è possibile in uno dei 5 ostelli gestiti dal clero dell’Oracolo, in cui l’assunzione di alcoolici
è regolata e controllata.
Governo: Credenzio Siniscalchi è l’attuale Borgomastro della città. Nonostante in teoria il
Borgomastro venga scelto dal Re, in realtà la famiglia Siniscalchi detiene il titolo da molte generazioni,
passandosi la reggenza di padre in figlio (primogenito, maschio o femmina). Credenzio è un Chierico
dell’Oracolo ed in quanto tale tiene molto all’organizzazione della città. Tutto è regolato a dovere, dagli
orari del mercato agli orari in cui è possibile comprare e consumare bevande alcooliche. In questo è
coadiuvato dagli altri sacerdoti dell’Oracolo della città, ognuno dei quali si occupa di un aspetto specifico,
anche se l’ultima parola è sempre quella del Borgomastro. I 5 Mastri Artefici si occupano rispettivamente di
commercio, produzione (essenzialmente agricoltura), difesa, legislazione e potere esecutivo, costruzione e
manutenzione, e tutti lo fanno con lo zelo che ci si aspetta da un fervente devoto dell’Oracolo. Il borgo
appare effettivamente come un grande formicaio, in cui ognuno sa qual è il suo posto e tende a rispettarlo.

Economia: I prodotti agricoli della valle di Città Piccola vengono inviati sia ad Est che ad Ovest in
direzione delle città costiere e dei paesi pedemontani, in cambio di prodotti ittici e minerari. E’ presente
inoltre un buon provento derivante da studenti e pellegrini che vengono a visitare i templi, le biblioteche ed
ad ammirare e comprare le sacre reliquie vendute nei pressi. Allevamento e cacciagione sopravvivono per
la mera sussistenza, anche se ogni tanto una mandria viene comprata o venduta, mantenendo però una
sorta di status quo, per cui non sussiste un vero e proprio commercio legato all’allevamento.

Uno degli accessi secondari alla città, controllato da un Golem dell’Oracolo


Personalita’ di Spicco: Credenzio (Umano Chierico 9° (Oracolo) LN) è la più alta
carica della città. Personalità grigia e dedita al lavoro, probabilmente ultimo della casata (visto che il prelato
dell’Oracolo non può sposarsi). Sempre pronto ad ascoltare i problemi di tutti, a patto di rispettare fila di
supplicanti. Seguono poi i Mastri Artefici, Gronia Spergiuro (Gnoma Chierico 7° (Oracolo) LN) si occupa del
commercio e dell’economia; Antare Fruimento (Hobbit Chierico 6° (Oracolo) LN) si occupa dell’agricoltura;
Fresio Rossoduro (Umano Chierico 7° (Oracolo) LN) si occupa della difesa della città e degli aspetti militari,
compreso l’addestramento delle reclute; Rante de’ Bordone (Umano Chierico 7° (Oracolo) LN) si occupa del
corpo di guardia e della gestione di processi e detenuti; infine Petra d’Adamante (Nana Chierico 6°
(Oracolo) LN) cura la manutenzione e la costruzione di infrastrutture cittadine). Al di fuori del clero
dell’Oracolo vale sicuramente la pena menzionare il capo dell’Ordine dello Scudo, il prode Tostino Pie’
Pesante (Hobbit Cavaliere 8° (Ordine dello Scudo) NB), devoto al Buon Viandante, sempre di ronda con i
suoi cavalieri fuori dalle mura della città (soprattutto perché non ne sopporta le regole rigide che vigono
all’interno). Vi è poi Solerio Vaniconi (Umano Paladino 6° (S.Berenice) LB), ex ex-paladino, che, ritrovata la
giusta via dopo averla smarrita, è diventato un ancor più fervente devoto della Santa, fino a divenire capo
dell’Ordine qui a Città Piccola. I suoi lo chiamano Luce Offuscata, cosa che lui permette, per ricordargli, e
ricordare a tutti, i suoi errori, e che da questi si può, e si deve, imparare. Anche Sannai ha i suoi
rappresentanti di spicco, nei volti di Chiara e Fresca Dolciacque (Hobbit Chieriche 6° (Sannai) NB) dedite ad
aiutare i poveri, instancabili anche, alla bisogna, nello smascherare i mercanti di false reliquie (tollerate da
Gronia che le ritiene inoffensive). Infine vi è il rappresentante del Grande Spirito che, seppure non risiede
ufficialmente in città, vi è presente molto spesso proprio per rappresentarvi la sua divinità, e la sua stirpe. Si
tratta di Edero Lignedrache (Goblin Druido 7° (Grande Spirito) NN), schivo, guardingo e altezzoso, preda di
senso di inferiorità, ma non malvagio né egoista: è solo consapevole di essere parte minoritaria sia per
nascita che per credo religioso, e ciò è causa della sua spocchia.
Per sopravvivere a tutto questo “ordine”, la minoranza elfica si è autorganizzata in un quartiere (o ghetto),
in cui la legalità è più elastica (entro certi limiti ben delineati dal Borgomastro). Il rappresentante della
minoranza, e segretamente capo della piccola gilda dei ladri presente in città (più una famiglia allargata, in
realtà) è Gemma Pristine (Elfa Ladra 8° CB) maggiore di tre sorelle, Corolla e Antèra Pristine (Elfe Ladre 6°
CB). Almeno una delle 3 è sempre in fila con i supplicanti a chiedere udienza, ed almeno una delle 3 è
quotidianamente alla ricerca di oggetti da sgraffignare e da donare agli abitanti del ghetto. Rante è alla
continua ricerca di un motivo per arrestarle, ma finora non ne ha trovate le prove.
Luoghi di Spicco:
1) Tempio Principale dell’Oracolo ( “La Legge che Spacca il Cielo”)
La sua struttura spoglia è ravvivata da una gigantesca cupola in cristallo trasparente e dalla enorme
torre da cui prende il nome il tempio, alta ben 99 m.
Anche l’ingresso è enorme; il portone viene spalancato all’alba e richiuso al tramonto da un
macchinario azionato dagli immancabili Golem.
Credenzio Siniscalchi, Borgomastro e Alto Artefice di Città Piccola, divide il suo tempo tra il
governare la città a Palazzo e l’officiare i riti qui al tempio tutti i giorni allo zenit.
L’enorme campana in cima alla torre è anch’essa suonata da Golem, ed altri Golem si occupano
della sicurezza, all’interno ed all’esterno del Tempio.
I sermoni dell’Alto Artefice vedono sempre il Tempio pieno fino a scoppiare, mentre i Golem si
occupano degli eventuali contestatori contrari al “nuovo ordine”.

Vista, parziale e non in scala, de La Legge che Spacca il Cielo


2) Tempio dell’Oracolo ( “Il Deposito”)
Il Tempio di Gronia è dedicato alla gestione, ed alla celebrazione, dell’economia e del commercio
sotto l’egida dell’Oracolo.
L’ingresso stesso al Tempio è a pagamento (1 MA): in questo modo Gronia intende regolarizzare le
offerte ed allo stesso tempo ricordare ai fedeli l’importanza di far girare (ordinatamente)
l’economia; “il denaro è il lubrificante della macchina della società” è sia un suo motto, che il titolo
di un suo libro sull’argomento.
Questo continuo fluire di denaro ha come conseguenza il fatto che, pur nella sua austerità, questo
sia il più sfarzoso tra i Templi dell’Oracolo in città.
Basti pensare al grande simbolo dell’Oracolo in oro massiccio che vi si trova all’interno.
Il Tempio ha la forma di una piramide a base ottagonale alla quale sia stata asportata la parte
superiore.
Gronia vi passa tutto il suo tempo, tranne quando è convocata da Credenzio, ed officia i riti
quotidiani alle ore 9:00 e gestisce l’economia ed il commercio della città da qui.
Il Tempio è fornito infatti anche di uffici, oltre che degli appartamenti che ospitano Gronia ed il
resto del clero, il quale si occupa anche della gestione dei 5 ostelli che ospitano i forestieri, modo in
cui l’Ordine è sempre informati su chi entra in città.
La riscossione delle tasse viene effettuata da Golem specificatamente programmati come esattori,
che sversano il denaro del deposito (da cui il nomignolo del Tempio) che si trova nel sottosuolo.

Il “Deposito”
3) Tempio dell’Oracolo ( “Il Granaio”)
Il Tempio gestito da Antare Fruimento, giustamente conosciuto il “granaio”, è dedicato alla
produzione e, specificatamente, all’agricoltura.
Seppure di dimensioni modeste rispetto agli altri Templi dell’Oracolo, svolge un ruolo
fondamentale nella gestione della città: Antare infatti, oltre ad officiare i riti quotidiani alle 6:00,
gestisce personalmente i Mulini, posti in un’area presso il Tempio.
Questi sono meccanizzati ed azionati da Golem che, con la loro impressionante produttività, non
solo sfamano l’intera cittadina, ma trasportano grano, farina e tutti i prodotti di Città Piccola, da e
verso campi, forni e punti di smercio.
Il Tempio stesso ha la forma di un mulino a vento, funzionante: durante i riti Antare macina
simbolicamente del grano trasformandolo in farina come simbolo del cammino del fato e della sua
ineluttabilità e “giustezza”, a ricordo che è giusto, appunto, seguire il corso che il fato ha preparato
per tutti.

Il “Granaio”
4) Tempio dell’Oracolo ( “La Caserma”)
Fresio Rossoduro è alla guida del più austero tra i templi dell’Oracolo di Città Piccola.
All’apparenza è solo un blocco di pietra, e la sostanza è di poco diversa. Fresio può essere trovato
qui o negli adiacenti campi di addestramento, a supervisionare il lavoro di Crasto Scalfigemma
(Nano Guerriero 7° LN), suo fidato braccio destro, che si occupa direttamente delle reclute.
Crasto si occupa direttamente solo dell’addestramento di base e del funzionamento e
manutenzione delle macchine da guerra: per gli aspetti tattici e strategici, segue alla lettera le
direttive dell’amico e superiore. Fresio ha difatti il titolo di Artefice di Guerra, equivalente a capo
delle armate, mentre Crasto è solo capitano.
Fresio collabora inoltre in maniera molto stretta con Rante de’Bordone, fornendo truppe e
scambiando informazioni con l’apparato che si occupa dell’aspetto esecutivo e giuridico della città.
Il numero di Golem da combattimento e di macchine da guerra è, come facilmente presumibile,
piuttosto elevato.
I riti quotidiani vengono officiati alle ore 21:00.

5) Tempio dell’Oracolo ( “Il Tribunale”)


Il Tempio dedicato all’esercizio del potere giuridico ed esecutivo, gestito da Rante de’Bordone, è un
edificio che incute timore.
E’ un cubo enorme di granito, e comprende al suo interno il Tempio vero e proprio, gli uffici
amministrativi, il tribunale (da cui il nome), il quartier generale del corpo di guardia, e le carceri (nel
sottosuolo).
Queste ultime in realtà sono spesso quasi vuote, un po’ perché la mentalità dei cittadini è piuttosto
ligia alle regole ed al dovere, ed un po’ perché il sistema di leggi prevede (quasi sempre) di poter
“pagare” gli errori in modi diversi dall’imprigionamento (periodi di lavoro gratuito, servizi,
donazioni e, in ultimo, pagamenti di multe).
L’edificio è un dedalo inestricabile, anche se Rante ed i suoi sottoposti conoscono a menadito ogni
corridoio ed ogni stanza del Tempio.
Tra tutti i Templi dell’Oracolo della città, è quello in cui sono meno numerosi i Golem:
l’amministrazione della giustizia e la scelta della sentenza non sono lavori che possa svolgere una
creatura priva di mente.
In compenso è quello il cui personale (appartenente o meno al clero) è più numeroso; mentre i
processi più importanti vengono presenziati da Rante, una manciata di altri Artefici dell’Ordine lo
aiuta nel gestire quelli secondari e ad appianare le diatribe di natura civile (spesso rimbalzate qui
dopo esser passate per il giudizio del Borgomastro); inoltre guardie, esperti di legge, consiglieri vari
completano i quasi 50 impiegati del Tempio. Tra tutti val la pena nominare il capo delle guardie,
Silfio Infiorata (Elfo Ladro 8° NN), raro esempio di Elfo che ha trovato realmente un suo posto in
città (come doppiogiochista, visto che più di una volta ha aiutato Gemma Pristine e le sue sorelle a
farla franca).
Gode della completa fiducia dell’amministrazione, ed è di fatto al di sopra di ogni sospetto.
6) Tempio dell’Oracolo ( “La Forgia”)
Tempio dell’Oracolo per eccellenza sin dal nome, la Forgia è una mostruosità in continuo
movimento, meccanico. Qui Petra d’Adamante crea quelli che considera i suoi figli, i Golem che
scorrazzano per tutta la città svolgendo miriadi di mansioni.
Petra è sempre alla ricerca di nuovi compiti da far svolgere ai suoi automi, con una fissazione forse
un po’ eccessiva.
Raramente officia i riti, lasciando questa attività ai suoi secondi, ritenendola, se non futile,
secondaria rispetto alla sua “giusta” vocazione.
Petra ha progettato e forgiato personalmente Golem demolitori, costruttori, portatori, esattori,
guardiani e chi più ne ha più ne metta.
Il modo migliore per attirare la sua attenzione è chiederle se possa progettare un Golem per
svolgere un compito o risolvere un problema.
Il Tempio in sé è davvero una forgia, posta nel mezzo dell’unica sala ove si officiano anche i riti; non
è raro difatti partecipare ad un rito mentre Petra corre a destra e a manca armata di utensili o tomi
magici, tutta presa dall’ennesima creazione.

7) I Mulini
Quest’area, completamente automatizzata, è occupata da numerosi mulini a vento.
In realtà sono azionati anche da Golem, in modo da assicurare una produttività di 24 ore su 24, se
necessario.
Sono stati costruiti su di un terrapieno alto 10 m, in modo che siano sopraelevati rispetto a quasi
tutto il resto della città, tanto che sono la prima costruzione visibile, a parte la Legge che Spacca il
Cielo, avvicinandosi a Città Piccola.
Scavato sotto uno dei mulini, vi è uno dei nascondigli della locale “gilda dei ladri”, usato per
nascondervi la refurtiva e, alla bisogna, in grado di ospitare una persona di taglia media.
I ladri lo utilizzano in quanto gli altamente specializzati Golem ignorano totalmente chiunque a
meno di essere disturbati nel lavoro.

8) La Rocca dell’Ordine dello Scudo


A differenza del resto della cittadina, che vive un periodo di rapida crescita, la grande rocca che
ospita i Cavalieri dell’Ordine dello Scudo ha visto tempi migliori.
Tostino è un prode, ed ha combattuto numerose battaglie, ma mal sopporta il “nuovo ordine”
voluto e portato avanti dal Borgomastro.
Di conseguenza lui e l’oramai sparuto gruppo (sono circa una ventina) di cavalieri che lo segue sono
molto spesso fuori città, in “missione”; a perlustrare i dintorni o a tenere d’occhio i Goblin, quasi
sperando in un loro bellicoso ritorno di fiamma.
La rocca è quindi in uno stato di semiabbandono; neanche i Golem si occupano della sua
manutenzione, “per rispettare l’indipendenza voluta da Tostino”, parole del Borgomastro.
All’interno della rocca vi è anche un piccolo tempietto dedicato al Buon Viandante, cui Tostino è
devoto, e delle ampie stalle, unica parte del palazzo di cui ancora i cavalieri si occupano
regolarmente, in segno di rispetto per le loro cavalcature.
9) Tempio di Santa Berenice
Solerio Vaniconi, capo dell’Ordine di Santa Berenice di Città Piccola, non è un Chierico.
Ciò, anche se non infrange alcun regolamento scritto, è di certo un’anomalia, e Solerio ne è non
solo ben consapevole, ma anche orgoglioso.
Lacrime e sangue, letteralmente, gli è costato ricostruirsi una reputazione, fino ad assumere questo
ruolo prestigioso.
Lui considera sè stesso un’anomalia, uno che, toccato dalle tenebre, ha saputo tergere il lordume e
risalire, ed ergersi, lì dove tutti falliscono.
Solerio è stato investito come Paladino per 2 volte: piuttosto che, “semplicemente”, espiare le sue
colpe, ha voluto e preteso di sottostare appieno al rituale di nuovo, per essere sicuro di essere
ancora degno di indossare i paramenti della Santa.
Solerio, sarà ormai ben chiaro, è un fanatico; un fanatico che lotta per il bene e per l’ordine ma pur
sempre un fanatico.
Ciò gli permette di andare estremamente d’accordo con Credenzio Siniscalchi, ed ha fatto sì, con
segreto e sottile piacere di entrambi, che l’Ordine dello Scudo venisse messo ancor più in ombra,
tanto più che ha personalmente fondato un suo personale ordine cavalleresco, l’Ordine della Luce
Offuscata, che si occupa di mantenere l’ordine nelle strade della città.
Solerio e i suoi Paladini, e i suoi Cavalieri, collaborano strettamente anche con Rante nella gestione
dell’ordine pubblico, e guardie e Paladini lavorano spesso in coppia, quando non sono, addirittura,
accompagnati anche da un Golem.
A differenza di Credenzio, però, lo zelo di Solerio rasenta la psicosi: non sopporta il disordine in ogni
sua forma, di conseguenza esce di rado dal tempio, ed ancor meno dalla città, e solo se non è
proprio possibile evitarlo.
Il Tempio ospita una trentina di Paladini oltre a lui, e 5 Chierici che officiano i riti a turno.
Al Tempio sono annesse delle ampie stalle, di cui si occupa un Golem, l’unico attivo nell’edificio,
donato all’ordine dal Borgomastro.

Simbolo di Santa Berenice Simbolo dell’Oracolo


10) L’Alveare
Quest’ampia zona, compresa tra i Mulini e la Forgia, ospita coloro che “debbono essere ancora
integrati nel prodigioso meccanismo ad orologeria che questa città sta diventando!”, secondo le
parole del Borgomastro.
In pratica, tutte le “vittime” della meccanicizzazione (portantini, servitori, ma anche artigiani e
soldati non all’altezza), che non hanno più un lavoro né introito alcuno, vivono qui.
Ad alleviare le loro sofferenze e ad allietare i loro spiriti, pensano Chiara e Fresca Dolciacque, che
girano per il quartiere offrendo il loro aiuto, giocando con i bambini, e professando, sottovoce, non
si sa mai di questi tempi, il dogma di Sannai: c’è abbastanza Amore, nel mondo, per tutti: quel che
serve è imparare a saperlo vedere.
Il loro obiettivo è duplice: oltre a professare, come detto, l’Amore, cercano di tenere lontani i
poveracci dell’Alveare dalla tentazione di infrangere la legge e cercare una facile rivalsa nei
confronti della società che li ha traditi.
Chiara e Fresca sanno infatti che è qui che molte “reliquie” vengono create, anche se non sanno
ancora da chi e dove esattamente.
Quel che sperano, oltre a indagare con discrezione, è che il loro “verbo” si diffonda abbastanza da
convincere i falsari che quel che fanno è sbagliato, quale che sia il torto da loro subito.
Rante de’Bordone e le guardie chiudono un occhio sulle loro indagini non regolarizzate, pur di non
mettere piede nell’Alveare, che suscita, in tutti i più fortunati che non vi abitano, un certo
malessere misto a senso di colpa.
L’Alveare è un ammasso caotico (ebbene sì) di capanne e catapecchie ammassate le une sulle altre
(in attesa ovviamente di regolarizzazione) in cui vige il baratto ed il libero scambio di merci e servizi
soprattutto per il mero sostentamento.

Scorcio del Ghetto


11) Il Ghetto
“Non tutti colo che abitano nel ghetto sono Elfi, ma tutti gli Elfi abitano nel ghetto”. Anche se
questa affermazione non è vera al 100%, rende chiaramente l’idea.
Un altro pregiudizio affligge il quartiere: “se è stato commesso un reato, cerca il colpevole nel
ghetto”, ed anche questo, seppur non completamente veritiero, spesso risulta corretto alla prova
dei fatti.
Nel ghetto abitano tutti coloro che mal si accordano al nuovo ordine di Città Piccola.
Se nell’Alveare finiscono coloro la cui attività non è o non è più richiesta, o adeguata (e vi si
rassegnano o attendono), nel ghetto finiscono coloro di cui è la mentalità a non essere richiesta o
adeguata.
Gli Elfi ne sono la maggioranza, ma tutti coloro di mentalità, o allineamento, troppo libertario,
vivono nel ghetto.
Questo comprende, ovviamente, i criminali.
Gemma Pristine è il perfetto rappresentante di entrambe le categorie: portavoce ufficiale (e
regolarizzata!) del ghetto in città, è allo stesso tempo il capo dell’ufficiosa gilda dei ladri di Città
Piccola.
Gemme crede sinceramente che le regole della città siano diventate troppo rigide e stringenti, e
non tiene nascosto il proprio pensiero, e questo l’ha portata a fondare la gilda.
Composta da Gemma, le due sue sorelle, ed una manciata di altri eversivi (quasi tutti Elfi), le attività
della gilda non sono votate all’arricchimento, quanto all’infastidire o, al massimo, a mostrare
quanto siano limitative le nuove regole.
I membri della gilda compiono “regolarmente” piccoli furti, casuali, dopodiché regalano la refurtiva
a chiunque vada loro a genio qui al ghetto.
Solo raramente Gemma organizza qualche colpo “importante”, solitamente dal valore politico o
sociale, come rubare la farina prodotta in eccesso da mandare per regolamento al macero, e
regalarla invece a chiunque ne avesse bisogno.
Il ghetto, visivamente, somiglia ad un piccolo villaggio elfico entro le mura. Non vi sono case ma
tende, ed i residenti a volte cambiano abitazione per il semplice gusto di farlo, o per infastidire “il
sistema” che vorrebbe regolarizzare e strutturare tutto.
Venditori ambulanti, bardi, ricettatori, fanatici di Oyovoloi, mendicanti, ma anche banditi,
spacciatori e propinatori di false reliquie, e coloro che han perso tutto ma che, a differenza degli
abitanti dell’Alveare, non hanno fede nel fatto che il Borgomastro troverà presto una sistemazione
per tutti.

12) Palazzo del Borgomastro


Questo è il posto in cui il “nuovo ordine” si sta concretizzando.
E’ qui che Credenzio Siniscalchi, con la collaborazione degli altri Chierici, progetta e mette in atto
leggi, costruzioni e migliorie per “rendere solido il verbo dell’Oracolo”.
Il Palazzo, molto grande e dall’architettura complessa, comprende, oltre alla grande sala delle
udienze ove il Borgomastro ascolta le richieste e le proposte dei supplicanti, molte sale del
consiglio, in cui avvengono le riunioni con i consiglieri e con gli altri “partecipanti al potere”
(Solerio, Edero e Tostino, soprattutto); gli appartamenti del Borgomastro, ampi e spaziosi nonché
austeri e spartani; lo studio, comprensivo di piccolo altare all’Oracolo, ove Credenzio medita su
tutte le innovazioni da apportare, oltre che pregare; cucine; stalle; una fornita biblioteca.
13) Tempio del Grande Spirito
Edero, amministratore del culto del Grande Spirito, è ben consapevole di essere un fastidio.
Come gestore del Tempio, sa bene che il suo è l’unico culto ufficiale della città che non rappresenti
l’Ordine, e che ogni giorno dovrà scontrarsi con una città intera che lo vede come un ostacolo.
Non come un nemico, sia chiaro, avendo dimostrato più e più volte di essere fedele alla cittadina,
ma sicuramente le sue idee sono spesso “contro”.
Credenzio ha più volte difeso il suo ruolo: “la natura”, ricorda, “ha un posto ben preciso, e
importante, ed è più che giusto, e legittimo, che anche nella nostra città essa sia rappresentata”.
Queste affermazioni, se da una parte servono a non mettere mai in dubbio la legittimità della
rappresentanza di Edero (in modo da avere sempre un canale diplomatico aperto con i Goblin a
Sud), dall’altra, fra le righe, declassano il ruolo del Druido davanti ai cittadini a ruolo, appunto, di
mero rappresentante (cosa di cui Edero è consapevole) di qualcosa che in realtà, non “appartiene”
alla città.
A Edero ciò non importa, sa che il suo è un ruolo delicato e non vuole perderlo: sarà il tempo ad
insegnare a tutti la reale importanza della natura nella vita di ognuno.
Il piccolo Tempio è curato, in assenza del Goblin, che risiede ufficialmente fuori città, da due Elfi,
Fiore Cinebro e Petàlia Rosacanina, perché, seppure l’offerta è stata fatta, Edero preferisce che non
siano dei non-vivi (Golem) curare un Tempio della Vita.
I due Elfi sono entrambi devoti al Grande Spirito, ma Fiore appartiene anche alla gilda dei Ladri e, su
ordine di Gemma Pristine, sta, gradualmente e discretamente, cercando di reclutare il Druido per
portarlo dalla loro parte “contro il sistema”.
Al momento, Edero non sembra interessato agli ammiccamenti dell’Elfo.

14) Il Giardino del Titano


In questa piccola piazza, circondata da costruzioni abitative e chiamata appunto Giardino del Titano
c’è una enorme statua vagamente antropomorfa, e quando si dice enorme non è affatto
un’esagerazione.
Alta più di 20 m, di metallo compatto, è la meraviglia della cittadina, in quanto non è in realtà una
semplice statua, ma il deterrente definitivo fortemente voluto da Credenzio: un vero e funzionante
Golem da Battaglia.
Capolavoro di Petra, non è mai stato utilizzato, ma la sua semplice esistenza incute timore a
chiunque possa anche solo pensare di attaccare la cittadina.
La “statua” giace in mezzo ad un’aiuola sempre curatissima dai Golem Giardinieri dedicati alla sua
manutenzione: non lasciano mai la piazza e servono ovviamente anche da sorveglianti affinché
nessuno si avvicini al Titano mentre è dormiente.
Solo Credenzio, e Petra, naturalmente, ne conoscono la parola di attivazione, che Gemma Pristine
cerca di scoprire senza sosta.
15) Librotecarum
Questa piccola torre adibita a biblioteca è gestita da Erebo Stroieinie (Gnomo Esperto 10° LN). Per
quanto relativamente piccola è molto ben fornita, e ciò che non è possibile trovarvi probabilmente
Erebo sa indirizzare il cliente su dove cercare.
Erebo in realtà si limita a leggere tutto il tempo di apertura della biblioteca, e a dare indicazioni a
tre Golem (uno per piano) che effettuano tutto il lavoro di movimentazione dei tomi e di
manutenzione.
Il piano terra della torre è dedicato alla geografia ed alla “cultura geografica” (antropologia, in altri
termini e contesti); il primo piano è dedicato alla storia (soprattutto della Marca e di Ausonia); ed il
terzo piano alle conoscenze arcane e religiose.
Erebo ha chiamato i tre settori, rispettivamente, “Tesuav”, “Historicum” ed “Essoterium”.
I nomi in linguaggio Comune Arcaico mostrano il suo amore per le conoscenze perdute, e difatti
Erebo fa segretamente parte della setta dell’Armonia Elementale (un’organizzazione eretica) di cui,
nel piano segreto sotterraneo, chiamato “Esoterium”, nasconde vari tomi.
Queste conoscenze gli hanno permesso, tra l’altro, di scoprire come disattivare i Golem, in modo da
potersi dedicare alle sue attività segrete senza timore di essere spiato.

16) [ a,b,c,d,E] Gli Ostelli


Gli ostelli, sotto la giurisdizione del “Deposito” di Gronia, fungono da taverna, locanda e, non
secondariamente, da luogo di controllo di avventurieri e forestieri, portatori di disordine per
antonomasia, vuoi per ignoranza delle regole, vuoi per indole.
Sono gestiti direttamente dal clero dell’Oracolo ed hanno, di conseguenza, regole piuttosto
restrittive sul consumo di alcolici e sui rumori molesti.
Sono tutti pressoché identici, piuttosto spartani (proprio come ci si aspetterebbe), ma in compenso
sono puliti ed ordinati (proprio come ci si aspetterebbe).
I prezzi sono leggermente (25%) più alti della media.

17) e 18) Viale dei Mercanti e Viale degli Artigiani


Le due vie principali della città, il corso da Nord a Sud e quello da Est ad Ovest, che tagliano la città
a metà longitudinalmente e latitudinalmente, sono dedicati il primo al commercio di beni ed il
secondo alla produzione dei suddetti prodotti.
Questa distinzione serve a Gronia, che si occupa dell’economia della città, a tenere sotto controllo
produzione ed introiti, in modo da poter regolarizzare il tutto.
I prezzi (25% più alti del normale) sono obbligati per legge e tutti uguali, per cui la concorrenza è
basata sulla reale qualità dei prodotti, quando non sul carisma del mercante.
Chi abbia bisogno di un prodotto su misura, o particolare, o per qualsivoglia ragione non presente
nei negozi, può ordinarlo in una delle tante botteghe del viale degli artigiani.
Una volta pronto, il bottegaio denuncerà il prodotto e si occuperà di farlo pervenire al giusto
mercante, come d’accordo con l’acquirente.
Il mercante stesso registrerà incasso ed acquirente fornendo il dovuto al Golem addetto alla
riscossione, con annesse le dovute informazioni.
Terminata la riscossione, il Golem riporta gli introiti al “Deposito”, e le informazioni al “Tribunale”.
19) Sede dell’Ordine della Luce Offuscata
Oltre ad essere capo dell’Ordine di Santa Berenice, Solerio Vaniconi ha personalmente fondato
un’Ordine Cavalleresco che si occupi di quello che secondo lui è un problema di fondamentale importanza,
e cioè il disordine derivante dai traffici di merci e gli spostamenti, soprattutto di avventurieri e forestieri.
Seppur questa percezione dipende molto dallo stato mentale di Solerio, gli è stato accordato il permesso di
fondare e gestire personalmente l’ordine cavalleresco, che risiede in questa piccola villa fortificata, con
ampie stalle annesse, ovviamente, per i cavalli dei membri.
I cavalieri sono circa 20, tutti molto giovani, ma motivati fino al fanatismo, cosa che fa sì che venerino
Solerio quasi come un dio, eseguendo i loro compiti meticolosamente.

’ Stendardo dell’Ordine dello


Scudo