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PROVE ESEGUIBILI IN FORI DI SONDAGGIO

Correzione per efficienza e profondità di prova:

N60 = numero di colpi per 300mm di infissione, associabile ad un
N60 numero di colpi per 300mm di infissione associabile ad un’energia
energia trasferita 
trasferita
alle aste pari al 60% di quella teorica

Se si ipotizza un
Se si ipotizza un’efficienza
efficienza del 60% allora:
del 60% allora:
N60 = Nspt (eventualmente Nspt _corretto)

Nel Caso si definisca un altro valore di efficienza:
Nel Caso si definisca un altro valore di efficienza:
N60 = Nspt * (% Efficienza/60) dove (% Efficienza/60) è detto rendimento
normalizzato

N’60 , valore normalizzato in funzione della pressione litostatica :


N’60 = Cn * N60

Dove (Skempton 1986) Analoga (x sabbie fini)


Liao e Whitman 1986
Correlazioni con altre prove penetrometriche dinamiche
Terreni sabbiosi: Densità relativa.

La densità relativa viene valutata attraverso correlazioni applicabili
solo nel caso di terreni prevalentemente sabbiosi .
In presenza di depositi ghiaiosi si ottengono valori eccessivamente
elevati e quindi a sfavore della sicurezza: in questo caso si
consiglia di adottare il valore più basso fra quelli calcolati con metodi
consiglia di adottare il valore più basso fra quelli calcolati con metodi
differenti.

a) Gibbs & Holtz
Il metodo di Gibbs & Holtz (1957) è valido per le sabbie da fini a
grossolane pulite, per qualunque valore di pressione efficace, in
depositi normalmente consolidati. Nel caso di depositi ghiaiosi il
valore di Dr(%) viene sovrastimato nel caso di depositi limosi viene
valore di Dr(%) viene sovrastimato, nel caso di depositi limosi viene
sottostimato.

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D EN SITÀ R ELA TIVA
N SPT T e rz a g h i-P e c k G ib b -H o ltz
(1 9 4 8 ) (1 9 5 7 )
0 -4
4 m o lto s c io lta 0 -1
15%
4 -1 0 s c io lta 1 5 -3 5 %
1 0 -3 0 m e d ia 3 5 -6 5 %
3 0 -5 0 densa 6 5 -8 5 %
> 50 m o lto d e n s a 8 5 -1 0 0 %

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Terreni sabbiosi: Angolo attrito al taglio
Modulo di Young (E)
g( )

D’Apollonia tende a sovrastimare…..Quindi in alternativa:
Velocità Onde di taglio (Vs)

Modulo di Taglio (Go)
Applicazioni in zone sismiche
Applicazioni ii
Applicazioni
n zone sismiche
Applicazioni in zone sismiche
Applicazioni in zone sismiche
SCISSOMETRO (VANE TEST)

-L’apparecchio si utilizza al fondo di un foro di sondaggio oppure con lo


scissometro autoperforante .

-Si ritiene che l’infissione (al di sotto del fondo foro) non disturbi
significativamente il terreno in quanto la sezione dell’attrezzo è molto piccola.

- Si applica una coppia torcente , applicando alle palette una velocità di


rotazione di circa un decimo di grado al secondo.

-Registrando la massima coppia torcente si risale al valore della coesione non


drenata cu massima (nell’ipotesi di terreno isotropo).

- Si passa poi alla determinazione della coesione dopo rimaneggiamento (si fa


ruotare per 10 giri completi le palette e poi si fa di nuovo la misura).
SCISSOMETRO (VANE TEST)

Si ipotizza
cu,v=cu,h
SCISSOMETRO (VANE TEST)
SCISSOMETRO (VANE TEST)

Il valore della coesione non


drenata è marcatamente
influenzato dal tipo di prova
con cui viene determinato.

Bjerrum (1973) suggerì di


moltiplicare i valori dedotti
dalla prova scissometrica per
un coefficiente empirico λ.

λ dipende da Ip e ingloba
l’influenza dell’anisotropia
iniziale e della velocità di
deformazione. Ip=wL-wP
MISURA DELLA PERMEABILITA’

Legge di d’Arcy (1856)


V = k⋅grad(-h)

K = f (granulometria,
porosità e struttura
del terreno)
Kh # Kv (anisotropo)

PROVE IN FORO DI SONDAGGIO (k>10-6m/s)


Si predispone nella parte terminale del foro di una
opportuna sezione filtrante e si instaura un
dislivello piezometrico (h).
F60/F10<2
4D15<F15<4D85

-Prove a carico costante (si misura la Q necessaria a


mantenere il dislivello imposto) – regime laminare

Prove a carico variabile (misurando la velocità di


variazione del dislivello imposto) – regime laminare
MISURA DELLA PERMEABILITA’-PROVE IN FORO DI SONDAGGIO
F dipende da forma e dimensione della sezione filtrante del
foro (ha le dimensioni di una lunghezza)
Prove a carico costante Schemi per i quali è noto F (Hvorslev, 1951)

Q = F⋅k⋅h

F( coefficiente di ingresso)

Prove a carico variabile


A h
k= ln( 1 )
F (t1 − t 2 ) h2
A (sezione del foro)
F( coefficiente di ingresso)

Le prove in foro possono essere


riguardate come prove puntiformi
(le formule sono ricavate per mezzo
omogeneo)
MISURA DELLA PERMEABILITA’-PROVE IN FORO DI SONDAGGIO
F dipende da forma e dimensione della sezione filtrante del
foro (ha le dimensioni di una lunghezza)
Schemi per i quali è noto F (Hvorslev, 1951)
MISURA DELLA PERMEABILITA’-PROVE DI POMPAGGIO CON PIEZOMETRI

Quando la valutazione della permeabilità risulta


fondamentale in un progetto, sono da preferire le
prove di pompaggio da pozzo con piezometri di
controllo

-l’esecuzione di un foro di grande diametro;


-la messa in opera di un certo numero di
piezometri;
-l’installazione del gruppo pompe e sistemi di
misura.

H
Hs
acquifero Y Ho Hw

Base
impermeabile r
x
MISURA DELLA PERMEABILITA’-PROVE DI POMPAGGIO CON PIEZOMETRI

Nel corso della fase di pompaggio (24-36 ore) va rilevato in corrispondenza


del pozzo e dei piezometri, l’abbassamento della superficie piezometrica
h(r).

hi

ri
Prova in regime stazionario Prova in regime stazionario
Falda confinata (Thiem. 1906) Falda freatica (Dupuit, 1863)

h2 − h1 kh =
Q r2
Q = 2π ⋅ k h b
ln
r2 2
(
π h2 − h12
ln
)
r1
r1
STATO TENSIONALE INIZIALE

Lo stato tensionale iniziale è individuato dalle tensioni efficaci verticali (σ’v) ed


orizzontali (σ’o=k0⋅σ’v).

LA DETERMINAZIONE DEL CORFFICIENTE K0 E’ MOLTO COMPLESSA.

Relazioni empiriche Prove in sito

K0(NC) ≅ 1-senϕ’ DILATOMETRO PIATTO


K0(OC) ≅ K0(NC) ⋅ OCRα PRESSIOMETRO
DILATOMETRO PIATTO

Il dilatometro piatto
(Marchetti) è costituito
da una piastra metallica
con un bordo affilato
fissata all’estremità di
una colonna di aste.

Su una faccia vi è una


membrana metallica a
tergo della quale si può
applicare una pressione
nota.
DILATOMETRO PIATTO

Raggiunta la profondità prefissata, si ricava:


- p1= pressione corrispondente all’inizio del movimento della membrana
(segnalato da una interruzione di un contatto elettrico);
- p2= pressione necessaria a fare avanzare la membrana di 1.1 mm;
- p3= si riduce la pressione fino al valore che riporta la membrana nella posizione
iniziale.

L’attrezzo viene riposizionato poi per una nuova prova a profondità maggiore
(>di almeno 20cm).

MODULO DILATOMETRICO ED=34.7(p2-p1)

INDICE DI SFORZO LATERALE KD=(p1-u)/σv0’

INDICE DEL MATERIALE ID=(p2-p1)/(p2-u)


DILATOMETRO PIATTO

L’indice KD è correlato al
coefficiente di spinta a riposo k0.

I valori combinati di ID e ED
consentono di ricavare
informazioni sulla consistenza o
l’addensamento
PRESSIOMETRO

La prova consiste nel misurare le deformazioni radiali provocate nel terreno


dall’espansione di una sonda cilindrica dilatabile.

Fornisce informazioni sullo stato tensionale in sito, sulla relazione tensione-


deformazione e la resistenza a rottura in direzione orizzontale.

Esistono diversi tipi di strumenti, principalmente:

-MENARD (MPM), si installa in un foro trivellato a rotazione di


diametro d=60mm.

-AUTOPERFORANTE (SBP)
PRESSIOMETRO

Schema di pressiometro (Menard)

La cella centrale espandibile


contiene acqua collegata mediante
un tubo ad un serbatoio tarato posto
al piano campagna.

Aumentando la pressione dell’acqua


si provoca la dilatazione della cella,
la cui variazione di volume viene
determinata dalle variazione del
livello nel serbatoio. H=35 cm

Si misura:

-la pressione radiale;


-la variazione di volume ΔV
della cella. D=5.8 cm
PRESSIOMETRO
L’interpretazione della prova si basa sulla teoria dell’espansione di una cavità cilindrica
nelle seguenti ipotesi:

- Terreno omogeneo e saturo


- Condizioni di deformazione piana
- Indipendenza dalla velocità di deformazione

Nella fase 1 si interpretano i risultati 1 2


nell’ipotesi di deformazione
elastica lineare e isotropa.

Nella fase 2 si assume un

espansione indefinita
comportamento perfettamente
plastico del terreno.

Punto in cui si ritorna allo


stato tensionale
preesistente (da cui si
ricava k0)
PRESSIOMETRO

L’interpretazione della prova in


termini di proprietà del terreno
può essere condotta su base
teorica, ma presenta notevoli
incertezze soprattutto a causa
dell’effetto della perforazione.

I pressiometri autoperforanti
sono più attendibili.
PRESSIOMETRO
E’ possibile stimare il coefficiente di spinta a riposo a condizione di conoscere
la pressione neutra nell’intorno del pressiometro.
Per effetto del disturbo, in pratica ciò è possibile solo se si usa un pressiometro
auto-perforante (non c’è il punto di flesso iniziale).

Anche con il pressiometro autoperforante è indispensabile che tra la fine delle


operazioni di scavo e l’inizio della prova ci sia un adeguato tempo di
rilassamento (tempo che dipende dal tipo di terreno e dallo strumento).
PRESSIOMETRO
PRESSIOMETRO

⎛ ΔV ⎞
P = PL + cu ln⎜⎜ ⎟⎟
⎝ Vo + ΔV ⎠

Si può ricavare cu dalla pendenza


della curva pressiometrica in un
piano semi-logaritmico.

Il valore è sistematicamente
maggiore di quello TX

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