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Il bambino ecologico, esperienze e proposte di educazione naturale nei nidi della Banca d’Italia, a

cura di L. Marchetti e C. Papa, editore Andrea Pacilli, pp. 183, ill. a colori - € 15,00

“Il bambino ecologico”: un titolo molto particolare che sembra inserirsi nella scia della moda di
questi tempi in cui l’uomo, dopo aver fatto del suo meglio per distruggere la natura, anzi la Natura,
si agita e si dispera proponendo piani tardivi (e quasi irrealizzabili per l’astensione di alcune
superpotenze) per il recupero di ciò che ormai è difficilmente recuperabile. Un’esigenza reale ma
che si è trasformata in una sorta di moda che imperversa da alcuni anni e che viene reclamizzata
attraverso tutti i possibili metodi di informazione e di sollecitazione, non ultimo le “marce del
venerdì”, ormai divenute un rituale, a cui partecipano in prima linea quegli adolescenti che hanno la
sola colpa di essere nati adesso ma che a loro volta contribuiscono al disastro ecologico con
cellulari e i-pod i cui materiali costruttivi, batterie in primis, sono tra le cause dell’inquinamento
globale, come le batterie delle vantate fonti di energia alternativa (dalle auto ibride ed elettriche alle
pale eoliche) o i vetri dei pannelli solari, anch’essi di difficilissimo riciclo.
Questo libro invece racconta come fin dalla fine dell’800 già una persona, Maria Montessori, avesse
compreso tra le altre sue intuizioni come il rapporto tra il bambino e la Natura che lo circonda fosse
l’elemento essenziale dello sviluppo del piccolo adulto (il bambino non è un’altra entità rispetto
all’uomo, è già un adulto, così come una piantina di noce è già un noce maestoso), perché la
formazione educativa, non dimentichiamolo, inizia fin dai primi anni di vita, e un adolescente è
ormai in un’età in cui può essere troppo tardi cercare di correggerne gli indirizzi e lo stile di vita, in
un mondo quale quello attuale sovraccarico di stimoli di ogni genere.

1
Le autrici di questo libro sono le Educatrici montessoriane dei nidi di una piccola e fortunata
enclave all’interno della sede romana della Banca d’Italia, le quali con semplicità ma in modo molto
chiaro presentano la loro pluridecennale esperienza di come il bambino fin dalla primissima
infanzia (i “frequentatori” di questi nidi partono dai tre mesi di età) possano, anzi debbano essere
messi in contatto diretto con il mondo naturale, e con “diretto” intendiamo proprio dire
materialmente, come si vede nell’esperienza del “tappeto sensoriale”, in cui il piccolo a piedi nudi
cammina su scatole contenenti materiali diversi per conoscere in modo tattile la diversa consistenza
delle foglie secche, dei ciottoli (rotondi e senza spigoli, ovviamente), della sabbia e alla fine
dell’acqua, o nella coltivazione dell’orto, fatta dai piccoli con le loro mani, per far loro sperimentare
in modo diretto il miracolo del ciclo naturale.
Il testo dimostra il modo in cui questa “educazione alla Natura” si possa realizzare concretamente,
ed il suo significato viene spiegato dalla prof.ssa Laura Marchetti dell’Università di Foggia nella
sua introduzione: “Fondamentale per l’integrità psichica e per il pieno sviluppo del potenziale
cognitivo (del bambino è) che il contatto con la Natura segua e accompagni tutto il suo percorso
evolutivo. Si ripristina l’antica idea che il mondo sia un complexus, ovvero, nello specifico del
termine latino, ‘ciò che viene tessuto insieme e il tessuto deriva da fili differenti e diventa uno’
(sulla base di) un rapporto empatico tra microcosmo e macrocosmo”. Rapporto che, come scrive la
prof.ssa Antonacci1, dalla dottrina talmudica2 viene considerato come presente già nell’embrione
sotto la forma della conoscenza della Torah, conoscenza che gli viene cancellata al momento della
nascita da un angelo per volontà divina, per cui il periodo successivo altro non è che una riscoperta
di ciò che nell’utero materno era stato già appreso.
Il rapporto bambino-natura è basato su di una “educazione al realismo” squisitamente
montessoriana, in cui “oltre alla concretezza dell’osservazione e al realismo della percezione ci
vuole l’immaginazione. Lo dice un grande scienziato come Leonardo, convinto che nella natura
non potessero esserci solo volumi e quantità, ma anche qualità e un ‘invisibile’ che può essere
colto solo con gli occhi dell’immaginazione e della magia (magia naturalis la chiamava)”. E
questa magia naturalis si realizza nel modo più evidente nel momento del gioco, in cui “il bambino
ha maggiormente il senso del sacro… il gioco in quanto attività primaria e spontanea del bambino
è visto come il momento in cui nel bambino si sperimenta il concetto di unità cosmica” (neretto nel
testo).

1
F. ANTONACCI, La conoscenza embrionale, il bambino, la luce, il mistero, in “Religione e religioni – L’Essenza e il
mistero, atti del Convegno Simmetria 14 Aprile 2018”, Simmetria, Roma 2018.
2
Talmud babilonese, trattato Niddah, foglio 30 b.
2
Un concetto che compiutamente è stato espresso da Claudio Lanzi 3 nel suo studio sul significato
dell’attività ludica infantile, e che nell’espressione tipica con cui il bambino inizia il suo gioco di
realtà immaginaria ed immaginativa, “Facciamo che io ero”, trova la sua espressione più concreta
nell’abbattimento del muro divisorio fra tempo presente e tempo passato, con la proiezione del
soggetto e di coloro che gli sono intorno nel mondo di un magico reale più-che-reale che è in un
tempo che non è quello dell’orologio che artificialmente crea una successione lineare di secondi,
minuti ed ore ma un tempo-senza-tempo.

“Il bambino ecologico” consente di conoscere come nasce e si sviluppa lo spontaneo “pensiero
magico” proprio dell’età infantile attraverso l’esposizione della sperimentazione quotidiana
realizzata dalle Educatrici montessoriane, ma anche dal personale non insegnante che le affianca,
dimostrando con la descrizione delle particolari attività svolte nei nidi e con l’ausilio di un ricco
repertorio fotografico il modo in cui la mente infantile può (e deve) essere compiutamente
sviluppata e indirizzata verso un rapporto più profondo con la Natura.

Paolo Galiano

3
C. LANZI, Iniziazione e magia nei giochi dell’infanzia, Simmetria, II ediz., Roma 2018.
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