Sei sulla pagina 1di 6

1

LA DIDATTICA LABORATORIALE

La didattica laboratoriale affonda le sue radici nell’attivismo pedagogico di Dewey 1: la sua pedagogia è centrata sul
principio pedagogico fondamentale che si apprende facendo: learning by doing. Secondo la concezione pragmatistica
della conoscenza, apprendere non significa ricevere passivamente delle nozioni, ma elaborare attivamente delle idee.
La scuola tradizionale è accusata da Dewey di trasformare gli alunni in uditori passivi.

La didattica laboratoriale è dunque una metodologia di insegnamento- apprendimento innovativa e contemporanea,


con una sua base pedagogica, attraverso cui ogni studente si appropria del sapere, superando la tradizionale
prospettiva dell’apprendimento passivo: siamo dunque nell’ottica contemporanea dell’apprendimento significativo,
dando spazio, attraverso il fare, alla costruzione del proprio sapere (e non riproduzione di esso).

Rispetto a tale metodologia, va innanzitutto evidenziato che il <laboratorio> non è semplicemente uno spazio fisico
attrezzato (in cui gli studenti mettono in pratica quanto appreso teoricamente), ma è una forma mentis, uno spazio
mentale che valorizza la centralità dell’apprendimento, in quanto consente a ogni studente di acquisire il sapere
attraverso il fare, nell’ottica del “learning by doing” 2. Inoltre, essa coinvolge attivamente ogni studente, si delinea uno
scambio intersoggettivo tra studenti e tra studenti e docente, basato sulle emozioni e cooperazione. 3

Rispetto agli STUDENTI, l’esperienza laboratoriale infatti ha come obiettivo anche lo sviluppo di abilità sociali,
attraverso il lavoro di gruppo: ognuno ha il suo ruolo nel gruppo e al contempo gli apprendimenti di ognuno si
confrontano, condividono e interagiscono. In questo contesto, basandosi anche sulle indicazioni nazionali, sono
centrali anche la socializzazione, la relazione, la risoluzione dei problemi, la creatività.

Rispetto al GRUPPO4, come metodologia, inoltre si basa sull’interazione tra pari.

Rispetto al DOCENTE, non è più il tradizionale “trasmettitore di conoscenze” ma è una sorta di “ricercatore che
progetta un percorso”. Il suo ruolo si articola nelle funzioni di: -tutorato e consulenza- progettazione e organizzazione
- facilitazione dell’interazione fra diversi soggetti – negoziazione.

La didattica laboratoriale è inclusiva: è una metodologia "coinvolgente” dove ogni soggetto agisce ed è attivo e si
incoraggia, nel gruppo, l'apprendimento cooperativo e anche il peer tutoring. In essa, si mette in evidenza l’importanza
della socializzazione e il docente non deve solo essere esperto conoscitore dell’epistemologia della disciplina ma deve
anche riconoscere le caratteristiche intellettive di tutti e ognuno, sia in termini di interazione sia per offrire a ciascuno
l’ opportunità di apprendimento in base alle proprie peculiarità. 5

Rispetto alla Verifica e Valutazione è compito del docente stabilire criteri e prove di valutazione. Ricordiamo che
si deve valutare un “lavoro autentico” 6 e dunque non abbiamo soltanto le prove tradizionali come metro di giudizio:
bisogna considerare un tipo di valutazione che consideri sia il percorso finale sia il processo che ha portato a esso, sia
come gruppo sia come singoli.

COME SI FA LA DIDATTICA LABORATORIALE?

Prima di essere “ambiente”, il laboratorio è uno “spazio mentale attrezzato”, una forma mentis, un modo di
interagire con la realtà per comprenderla e/o per cambiarla. Il termine laboratorio va inteso in senso estensivo,
come qualsiasi spazio, fisico, operativo e concettuale, opportunamente adattato ed equipaggiato per lo svolgimento
di una specifica attività formativa .

1
Corrente che parte dalla concezione del discente come soggetto attivo e protagonista nei processi di apprendimento
2
<Si impara facendo> (Dewey). Esplicita il fatto che l’essere padroni di una certa competenza è l’esito di un percorso e non il
presupposto.
3
CONCORSO A CATTEDRA 2019, 24 CFU, EDISES , p. 661
4
Si opera in piccoli gruppi, in cui ciascuno ha un suo ruolo e tra i vari componenti deve esserci condivisione e interattività,
nonché tra studenti e docente (perché l’apprendimento deve essere costruito ma anche cooperativo)
5
CONCORSO SCUOLA 2019, AVVERTENZE GENERALI PER TUTTE LE CLASSI DI CONCORSO, MAGGIOLI EDITORE
6
Il compito autentico è un “problema complesso e aperto, posto agli studenti per dimostrare la loro padronanza di qualcosa”
(Glatthorn, 1999).
1

La didattica laboratoriale riconsidera i tempi e i modi dell’apprendimento, perché si passa da un modello di scuola
basato su apprendimenti formali a uno basato su compiti e progetti da realizzare, in cui tutti e ognuno risulta essere
protagonista. Inoltre, essa ha un vantaggio, perché può essere inserita in tutti gli ambiti disciplinari.

Si lavora per piccoli gruppi, interagendo tra i singoli componenti e con il docente. In realtà, è bene ricordare anche che
l’attività laboratoriale può essere svolta anche in plenaria e in tale contesto il docente si pone come regista del
processo di insegnamento-apprendimento.

Nella scuola dell’infanzia e primaria, essendo le scuole del fare per eccellenza, si basano su di una didattica
laboratoriale in senso lato, che prevede sempre il ricorso ad attività costruttive e concrete: il laboratorio è la
simulazione mentale e materiale di un certo fenomeno studiato. Es.: esperimento con pianta di legumi. In realtà,
anche nelle scuole secondarie si parla di laboratorio, e non solo negli istituiti tecnici: attraverso tale metodologia
innovativa, sempre più utilizzata, gli alunni comprendono, e dunque sanno, dominare il senso del loro apprendimento
(perché nel fare comprendono quanto appreso)

Cambiano, anche i tempi e i luoghi della didattica: l’organizzazione della didattica in unità di una o due ore non è
funzionale all’operatività laboratoriale, perché si necessita di tempi distesi, anche di 4 o più ore. Inoltre le “risorse”
per l’apprendimento non si possono trovare sempre e tutte nell’aula o all’interno della scuola e potrebbe essere
necessario uscire dalla scuola e utilizzare la realtà come “libro di testo”.

Il cambiamento più importante, e non semplice, è quello che riguarda i presupposti concettuali della didattica: al
docente è richiesto un limitato impegno nella presentazione dei contenuti (l’attività didattica che più lo impegna
abitualmente) e si dovrà dedicare all’identificazione delle opportunità per lo studente di «fare esperienza di
apprendimento», cioè a ideare, progettare e implementare le attività di apprendimento, alla ricerca e alla messa a
disposizione delle risorse necessarie e a fornire il supporto agli studenti mentre lavorano e apprendono. L’attenzione
del docente sarà posta a:

 Sollecitare un ruolo attivo degli allievi che non solo devono fare ciò che dice l'insegnante ma anche scegliere e
decidere tra più opzioni;
 Mettere, con opportuna gradualità, la responsabilità del risultato nelle loro mani affidando loro
l'organizzazione e il monitoraggio delle attività;
 Sollecitare una continua riflessione su ciò che si sta facendo e si è fatto;
 Far lavorare gli allievi come "gruppo al lavoro" (discutere, valutare opzioni, assumersi responsabilità,
decidere, gestire conflitti…);
 Ancorare le attività di apprendimento (macro o micro) all’esperienza corrente degli allievi (partire dalla realtà
e non dalle discipline).

Anche lo studente dovrà cambiare il suo modo di “studiare”: non gli sarà richiesto di “stare attento” o di “seguire” la
lezione dell’insegnante ma dovrà avere un ruolo attivo sia cognitivamente sia operativamente. In questo modo, lo
studente, non solo apprenderà i “contenuti” disciplinari in modo significativo ma allenerà il proprio pensiero e
svilupperà abilità e competenze. Dal punto di vista dello studente, questa didattica favorisce l’attivazione degli stili di
apprendimento preferiti, consente di utilizzare e valorizzare al meglio le sue risorse e i suoi interessi, favorisce la
consapevolezza di ciò che si è imparato e potenzia i processi cognitivi e metacognitivi.

CON LA DIDATTICA LABORATORIALE SI RAGGIUNGONO VARI OBIETTIVI:

- un apprendimento situato e fondato sulla costruzione della conoscenza; - un apprendimento imperniato su compiti
autentici e collegati a contesti di senso; - un apprendimento che consenta rappresentazioni multiple della realtà e
aderenti alla complessità della medesima; - un apprendimento che favorisca la riflessione, il ragionamento e la
consapevolezza; - un apprendimento che promuova una costruzione cooperativa e condivisa di ciò che viene appreso;
- un apprendimento in cui l’alunno operi da protagonista in contesti con forti caratteri operativi e comunicativo -
relazionali in una dimensione concreta, significativa e costruttiva.

Così come suggeriscono INDICAZIONI NAZIONALI per il Curricolo del Primo Ciclo di Istruzione, (ed. 2012), la
didattica laboratoriale può costituire la risposta efficace per sollecitare e risvegliare la motivazione, per indurre a
trasformare conoscenze e abilità in competenze spendibili autonomamente nel tempo e in contesti differenti, offrendo
strumenti e strategie utili per abbandonare la logica della mera trasmissione del sapere attraverso la lezione frontale, in
1

vista di una costruzione/ri-costruzione e scoperta/ri-scoperta delle conoscenze filtrate attraverso apprendimenti


dichiarativi e processuali al tempo stesso.

Inoltre, nell’OTTICA EUROPEA:

CARATTERISTICHE DIDATTICHE DEL LABORATORIO8

• Ambiente in cui si realizza un rovesciamento della prospettiva didattica: l’obiettivo non è quanto deve conoscere il
docente in ordine alle discipline teoriche, ma in che modo le discipline possono costruire la
competenza nell’allievo, in che modo esse possono cercare di riempire lo spazio tra il mondo dei problemi vissuti e
quello della riflessione.

• Soprattutto luogo di costruzione della conoscenza. Affinché i contenuti e le procedure proposti non si


sovrappongono semplicemente alle conoscenze già possedute, ma interagiscono con queste permettendo una loro
ristrutturazione attraverso nuovi e più ricchi modi di connessione ed organizzazione, è necessario trovare efficaci
collegamenti tra contenuti dell’insegnamento e le esperienze diversificate dei corsisti.

• Avventura conoscitiva: nell’insegnamento-apprendimento l’insegnante e l’allievo si costituiscono entrambi come


quel viaggiatore, il cui viaggio e la cui scommessa è il percorso formativo (metafora dell’esplorazione di Bateson). Il
laboratorio didattico è il luogo più indicato per intraprendere un’avventura conoscitiva.

• Luogo dove si realizza la metacognizione: perché il laboratorio didattico mira ad un processo di apprendimento che
non incida solamente sulle abilità di base o acquisite, ma anche sulle modalità della loro comprensione ed
utilizzazione. Infatti, l’approccio metacognitivo è una modalità di intervento polivalente e trasversale all’interno del
processo di apprendimento.

• Luogo di approccio cooperativo: il laboratorio è l’ambiente in cui si concretizza un nuovo modello di


insegnamento/apprendimento fondato sulle interazioni fra gli attori del processo didattico.

LE FASI DELLA DIDATTICA LABORATORIALE E UN ESEMPIO DI DIDATTICA LABORATORIALE:

La didattica laboratoriale è strutturata nelle seguenti fasi operative 9:

1- FASE DELLA PROGETTAZIONE: l’insegnante esplicita le competenze da raggiungere. Fissa obiettivi,


tempi, modalità di lavoro, tecnologie informatiche da usare.
Individuare un nucleo centrale del sapere e definire il compito; definisce un compito il più vicino possibile
alla realtà
7
Google immagini, la didattica laboratoriale
8
http://www.funzioniobiettivo.it/glossadid/didattica_laboratoriale.htm
9
http://icsimaxis-villaurbana.gov.it/attachments/article/755/allegato%207%20didattica%20laboratorialeOK.pdf
1

2- FASE DELL’ESPLORAZIONE: per suscitare attenzione e motivazione, l’insegnante enuncia il tema-


problema e gli studenti vengono coinvolti in una prima esplorazione; organizza dei gruppi di lavoro e
definizione aree di responsabilità; individua degli ambiti operativi e selezione dei compiti di ciascuna area di
responsabilità

3- FASE DELLA LEZIONE FRONTALE: l’insegnante indica i “prodotti” da realizzare, le modalità di lavoro,
i materiali e le tecnologie da utilizzare come pure i criteri della valutazione; definire la sequenza di fasi di
lavoro prevedendo un’alternanza tra lavoro di gruppo e lavoro individuale, oltre ad esperienze o apporti
esterni, se significativi; indica poi i criteri di valutazione. Questa fase deve essere breve.

4- FASE DELL’ESECUZIONE: gli studenti svolgono ricerca al fine di realizzare un “prodotto”. Si lavora in
piccoli gruppi.

5- FASE DELLA METACOGNIZIONE: gli studenti confrontano risultati e procedure utilizzate.

6- FASE DELLA VALUTAZIONE: l’insegnante valuta i risultati (valutazione formativa)


1

ESEMPIO10

Il laboratorio <TURISMO IN CITTÀ? alternativo e responsabile!!!>11 è stato realizzato in una scuola secondaria di
secondo grado a indirizzo turistico e ha portato alla realizzazione di offerte turistiche alternative ed etico-responsabili
e alla relativa documentazione cartacea e digitale. Le materie coinvolte sono state italiano, informatica, storia
dell’arte, lingue straniere, discipline turistiche, per 26 ore di lezione. 12

Titolo: Turismo in città? alternativo e responsabile!!!

Contesto: Scuola secondaria secondo grado a indirizzo turistico

Prodotti: Produzione di offerte turistiche alternative ed etico-responsabili e relativa documentazione cartacea e digitale

Materie coinvolte: Italiano, informatica, storia dell’arte, lingue straniere, discipline turistiche.

Competenze di riferimento Padroneggiare una lingua straniera per scopi comunicativi, utilizzando anche i linguaggi
settoriali previsti dai percorsi di studio per interagire in diversi ambiti e contesti di studio e di lavoro ; Comprendere i
concetti fondamentali di testi complessi su argomenti sia concreti sia astratti, comprese le discussioni tecniche nei
propri settori di specializzazione; Interagire con un parlante nativo con relativa scioltezza e spontaneità su un’ampia
gamma di argomenti; Esporre opinioni e i pro e i contro delle varie opzioni; Utilizzare il patrimonio lessicale ed
espressivo della lingua straniera secondo le esigenze comunicative nei vari contesti: sociali, culturali, scientifici,
economici, tecnologici; Leggere l’immagine del territorio riconoscendone gli aspetti relativi alla specificità del
patrimonio culturale individuando strategie per lo sviluppo di un turismo integrato e sostenibile; Leggere, riconoscere
e interpretare le tendenze dei mercati locali, nazionali, globali cogliendone le ripercussioni nel contesto turistico, i
macro fenomeni socio-economici globali in termini generali e specifici dell’impresa turistica, i cambiamenti dei
sistemi economici nella dimensione diacronica attraverso il confronto tra epoche e nella dimensione sincronica
attraverso il confronto tra le aree geografiche, leggere l’immagine del territorio riconoscendone gli aspetti relativi alla
specificità del patrimonio culturale individuando strategie per lo sviluppo di un turismo integrato e sostenibile ;
Imparare a imparare, competenze sociali e civiche, competenze digitali

Durata: 26 ore

Esperienze di apprendimento: Esplorazione del territorio con attività ludiche e di simulazione, raccolta informazioni
sul patrimonio storico-culturale e ambientale, “caccia al monumento”

Metodi didattici: Lezioni frontali, analisi documentale, esplorazione web, lavoro di gruppo

10
https://it.pearson.com/aree-disciplinari/italiano/didattica-inclusiva/didattica-laboratoriale-esempi-modelli.html
11
Il COMPITO AUTENTICO è una normale attività della vita reale in cui si utilizzano tutte le capacità acquisite e la creatività
per risolvere un problema vero. Gli alunni lavorano in gruppo, ricercano informazioni, le analizzano, le studiano, le valutano,
risolvono problemi, utilizzano le conoscenze che possiedono e ne sviluppano di nuove e necessarie per svolgere il compito.
12
Nell’ uda presentata, bisogna considerare sia gli obiettivi formativi sia specifici di apprendimento
1

BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA:

CONCORSO A CATTEDRA 2019, 24 CFU, EDISES, p. 661

CONCORSO SCUOLA 2019, AVVERTENZE GENERALI PER TUTTE LE CLASSI DI CONCORSO, MAGGIOLI
EDITORE

http://icsimaxis-villaurbana.gov.it/attachments/article/755/allegato%207%20didattica%20laboratorialeOK.pdf

http://www.funzioniobiettivo.it/glossadid/didattica_laboratoriale.htm

https://it.pearson.com/aree-disciplinari/italiano/didattica-inclusiva/didattica-laboratoriale-esempi-modelli.html

LA DIDATTICA LABORATORIALE, GRUPPO 4, SANGIULIANO


MARIA RAFFAELLA