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Scienze della Comunicazione .

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Sei favorevole
all'istituzione
Metropolis di un Ordine
Professionale per
New media di David Cicchitti i Comunicatori?
ANNO: 1926
Televisione
REGIA: Fritz Lang s
Radio ATTORI: Alfred Abel, Gustav Frohlich, Brigette Helm no
Cinema SCENEGGIATURA: Thea von Harbou non so
FOTOGRAFIA: Karl Freund
Giornalismo
EFFETTI SPECIALI: Ernest Kunstmann, Eugen
Musica Schufftan
C. d'impresa
DURATA: da 1h e 20' a 3h e 20' (a seconda della
versione)
Libri

Editoriali e Quando Fritz Lang nel 1926 creò Metropolis, sicuramente si rese
interventi subito conto che aveva dato vita ad un capolavoro, ma probabilmente
non si immaginava che il suo film sarebbe divenuto con il passare
degli anni una pietra miliare del cinema. Non credeva che il suo
kolossal, girato in più di un anno e mezzo, con oltre trentasei mila
comparse e costato una cifra tale da provocare la bancarotta della
casa produttrice, sarebbe stato il padre di tutta la futura
cinematografia di fantascienza, dal quale presero spunto molti grandi
Eventi
registi. E forse non pensava tutto ciò, perché proprio nel film si
Facoltà denotano i suoi sentimenti pessimistici verso il futuro, verso la
Culture società disumanizzata dal dominio della macchina sull'uomo,
verso le megalopoli che danno forma a disuguaglianze e
distruggono la solidarietà e la socializzazione. O ancora peggio
Lang auspicava con terrore a tutto questo, ma sperava di prevenire la
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sua visione apocalittica mettendoci in guardia con geniali intuizioni che tesine,
fanno di Metropolis un film modernissimo e per molti aspetti sintesi e
realistico. domande
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Certo, non siamo ancora arrivati dall'essere


E-mail:
influenzati e guidati da un robot come avviene
nella pellicola, anche se le nostre vite sono
sempre più legate alla tecnologia che
condiziona spesso la nostra esistenza. E di
questo che il regista ha paura, ed esprime tutti
i suoi timori nelle scenografie maestose e
totalizzanti, dove la città sembra dominare l'uomo dall'alto dei suoi
grattacieli.

http://www.scienzedellacomunicazione.com/cin_articolo_metropolis_b.asp 12/01/2003
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Anche la figura di Rotwang è da interpretarsi come una metafora


del potere della scienza che non sempre opera nel giusto e in
termini etici, dibattito che particolarmente in questi anni di clonazioni
e figli in provetta è di grande attualità.

Lang sembra aver visto tutto questo e lo esprime


ossessivamente nel suo film anche grazie ai superlativi effetti
speciali e alle rivoluzionarie tecniche di ripresa che quasi ipnotizzano
lo spettatore, al quale vengono alternate le cupe atmosfere della città
sotterranea alle luminose scene della vita mondana dei potenti. Con
questo dualismo fra chiaro-scuro e fra alto-basso il regista infatti non
tralascia il problema sociale dei lavoratori (la sceneggiatura fu scritta
dalla nazionalsocialista Thea von Harbou), e con la frase Il cuore
deve mediare tra il cervello e le mani, intende affermare come il
sentimento sia l'unico tramite fra i capitalisti e gli operai.

Metropolis ha sicuramente condizionato molto la storia del


cinema svelando come quasi un secolo fa, già si aveva timore
del progresso e delle conseguenze che porterebbe l’uso
sconsiderato della scienza.

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