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D.I.V.A.

Didattica Immersiva Virtuale Aumentata


Polo Innovazione Digitale Varese

di David Del Carlo

I visori VR
A differenza dei contenuti in realtà aumentata, che possono essere visionati tramite device mobili
e “semplicemente” si sovrappongono a ciò che ci circonda, tutto quello che creiamo con la realtà
virtuale presuppone un’immersione a 360 gradi in un ambiente che non è reale, ma creato ex
novo (è il caso dei mondi virtuali) o ricostruito partendo da ambienti reali (per esempio, nei tour
virtuali di Google Tour Creator).
Per ottenere tale immersione è necessario utilizzare appositi visori per la realtà virtuale, che
sfruttano l’head tracking, vale a dire il monitoraggio dei movimenti della testa, per creare l’illusione
dell’esplorazione di uno spazio 3D.
I visori VR si distinguono in due grandi categorie: con smartphone e stand-alone.

Visori con smartphone


Per funzionare utilizzano uno smartphone, che viene collocato al loro interno: di fatto, altro non
sono che contenitori che, grazie a lenti particolari (ed eventualmente a cuffie), riescono a creare
l’effetto immersivo sfruttando le immagini statiche o i video a 360° che compaiono, sdoppiati, sullo
schermo. Da ricordare, al momento della scelta, che la dimensione dei device, che dovranno
essere inseriti nel visore privi di cover, non può superare i 6-7 pollici. Inoltre, prima di utilizzare lo
smartphone nel visore bisogna assicurarsi che la funzione di risparmio energetico e il blocco della
rotazione siano deselezionati.
I più economici in assoluto sono i cardboard, visori in cartoncino facilmente reperibili (come gli
altri) online: per fruire dei contenuti audio, gli utenti devono utilizzare i propri auricolari.

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Ci sono poi visori in plastica di varie fasce di prezzo: la differenza, in questo caso, la fanno la
presenza di cuffie integrate e il comfort delle finiture, dettaglio non trascurabile, se pensiamo che
l’intero apparato poggia sul setto nasale e sugli zigomi, per cui è necessario che le parti a contatto
siano in materiale morbido - in genere gomma.

Particolari sono i Merge Goggles che, dovendo inquadrare il Merge Cube, presentano una
finestrella in corrispondenza dell’occhio destro, in modo da non coprire l’obiettivo dello
smartphone.

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Visori stand-alone

Si collegano a Internet direttamente o, a seconda dei modelli, tramite computer. I prezzi variano
notevolmente: il più economico (intorno ai 200 euro) è attualmente l’Oculus Go, sviluppato da
Facebook, che ha lanciato sul mercato anche i modelli di fascia media Oculus Rift e Oculus
Quest, a cui appartengono anche i modelli Windows Mixed Reality sviluppati da ASUS, Lenovo,
Acer e altre aziende, a un prezzo variabile fra i 350 e i 700 euro.

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Fra i modelli di fascia alta (da 1500 euro in su) merita una menzione l’HTC Vive Pro, nelle
sue diverse versioni.

L’esperienza di visione, in tutti i casi, è comunque nettamente migliore rispetto ai visori con
smartphone: tra l’altro, gli stand-alone sono dotati di controller (uno o due) che permettono di
interagire con lo spazio in cui si è immersi; nei modelli più avanzati, sono previsti sensori da
collocare nella stanza che monitorano il movimento dell’utente, riproducendolo prontamente
nell’ambiente virtuale e offrendo in tal modo una perfetta esperienza immersiva.

Tutte le immagini prese da Amazon

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