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Estratto

da: “Gli Otto Pezzi di Broccato.


Esercizi per il Benessere dalla Medicina
Cinese”, Laura Vanni, 2017 (pp.58-64)

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2.8 Metti le mani al suolo e afferra le punte

2.8.1 Esecuzione ed aspetti meccanici dell’esercizio


La posizione di partenza di questo esercizio è con i piedi in terza linea (posti tra loro
ad una distanza pari alla larghezza delle spalle), con la schiena eretta (fig.23).
Fig. 23
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Da questa posizione, sollevare le braccia frontalmente verso l’alto fin sopra la testa
(fig.24), poi lasciarle scendere lateralmente portando infine i palmi sulla zona
lombare (fig.25).

Fig. 24

Fig.25

Da qui, premere con i palmi mentre si inarca la schiena assumendo una posizione
ad arco (fig.26).

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Fig.26

Tornare, quindi, lentamente in posizione eretta, sollevare le braccia lateralmente fin


sopra la testa e poi flettere in avanti il busto fino ad arrivare a toccare la punta dei
piedi o, se si arriva a terra, ad afferrare la punta dei piedi (fig.27).

Fig.27

Nella posizione in fig.27 lo sguardo va mantenuto tra le gambe, come per guardare
dietro, consentendo in tal modo l’allungamento delle vertebre cervicali.
Dopo aver ben disteso la schiena e le gambe (mantenendo le ginocchia distese ma
non rigide e bloccate), tornare in posizione eretta “srotolando” lentamente la
schiena.
Le braccia restano morbidamente distese e si sollevano davanti al corpo quando si
raggiunge la posizione eretta.
Da questa posizione, continuano poi a salire verso l’alto fin sopra la testa e
scendono poi lateralmente al corpo, portando di nuovo le mani sulla zona lombare
ripetendo l’esercizio.

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Attenzione:
• nell’inarcamento non eccedere nella posizione ma fermarsi quando si arriva
a percepire una tensione-distensione attiva nella zona lombare
• nella flessione del busto in avanti non è importante arrivare a toccare la punta
dei piedi con le mani ma è importante percepire una tensione-distensione
attiva alle gambe e alla schiena
• attenzione a non gravare sulla colonna vertebrale quando si sale tornando in
posizione eretta: è importante “srotolare” la schiena vertebra per vertebra. La
testa è l’ultima cosa che torna in posizione eretta, anche in questo caso
“srotolando” le vertebre cervicali
• in caso di problemi di ipo-ipertensione evitare di abbassare eccessivamente
la testa e risalire molto lentamente

Dal punto di vista meccanico questo esercizio:


• scarica le tensioni dell’intera colonna vertebrale
• distende la muscolatura posteriore delle gambe
• rinforza la zona lombare
• rinforza e rilassa i muscoli della schiena e delle spalle
• giova agli organi nella zona lombare (Rene)
• giova alla postura

2.8.2 Azione energetica


L’azione energetica di quest’ultimo esercizio è particolarmente articolata e profonda.
In primo luogo, stimola intensamente l’energia del Rene grazie ai movimenti ripetuti
di inarcamento e distensione della zona lombare. L’esecuzione assidua di questo
esercizio rinforza la zona lombare la quale, secondo la medicina cinese, è la dimora
del Rene.
Stimola, nel contempo, l’energia della vescica urinaria, viscere, energeticamente
associato al Rene. Il Meridiano di vescica urinaria nasce, infatti, all’angolo interno
dell’occhio (BL1 Jingming) e – dopo aver attraversato la testa – percorre tutta la
schiena (lateralmente alla colonna, lungo due rami) e le gambe, posteriormente, per
terminare all’angolo ungueale del quinto dito del piede (BL67 Zhiyin).
Il movimento di distensione della schiena e delle gambe nell’atto di piegarsi in avanti
verso i piedi garantisce un benefico stretching a livello di questo Meridiano
stimolandolo, con indubbio giovamento su tutto l’aspetto posturale.
Questo esercizio ha, infine, azione di allungamento e stimolazione anche del
Meridiano straordinario Du Mai (Vaso Governatore) il quale è localizzato proprio a
livello della colonna e la percorre in tutta la sua lunghezza.
Possiamo individuare due posizioni di massima energia in questo esercizio:
1. nel momento in cui si afferrano le punte (quando, quindi, il punto PC8
Laogong raggiunge e si sovrappone al punto KI1 Yongquan)
2. quando il palmo si appoggia sulla zona lombare, premendo ed inarcando la
schiena (quando, quindi, il punto PC8 Laogong di entrambe le mani
raggiunge e si sovrappone ai Reni).

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a) Azione sul Rene
L’azione sul Rene è sicuramente l’aspetto che rende più prezioso questo esercizio.
Il Rene è, del resto, un organo di prioritaria importanza in medicina cinese, in grado
di determinare la costituzione di base, la forza e la vitalità dell’individuo e, infine, in
grado di determinare la velocità di invecchiamento ed eventuale degenerazione
della nostra energia.
Il Rene è la base della vita sessuale: è il fondamento materiale per la produzione di
sperma nell’uomo e di ovuli e Sangue mestruale nella donna. E’ definito la “Radice
del Cielo Anteriore”1 poiché detiene l'“Essenza congenita” (Jing2 del cielo anteriore),
fonte della vita, nella quale si radicano lo Yin e lo Yang di tutti gli organi.
Agendo sul Rene e sulla sua energia, questo esercizio agisce in modo benefico su
tutte queste sue funzioni.

b) Aspetti psichici
Dal punto di vista psichico, questo esercizio agisce sulla forza di volontà (Zhi), la
quale, secondo la medicina cinese, è associata all’organo Rene (“I Reni alloggiano
la Volontà”).
Zhi rappresenta la forza del carattere, la determinazione, la volontà di portare a
compimento i progetti, tendere verso un fine. Lo Zhi designa anche il desiderio di
affermarsi come individuo, di realizzarsi, di avere riconoscimenti. Impegno e
responsabilità, quindi, ma sempre coerentemente con le proprie possibilità, così
come solo lo spirito saggio del Rene può aiutarci a fare.

c) Ottavo pezzo di broccato e Bioenergetica
Un’esecuzione molto simile a questo esercizio venne proposta da Alexander Lowen
ed è tuttora in uso nell’ambito della Bioenergetica3.
Si tratta di una combinazione di due esercizi fondamentali: l’esercizio di grounding
e l’esercizio dell’arco. Il primo consiste in una flessione del busto in avanti fino a
toccare terra mentre il secondo consiste in una flessione all’indietro.
I due movimenti di flessione in avanti fino a terra e di inarcamento sono sempre
alternati tra loro (“Tutti gli esercizi in cui ci si marca all'indietro (...) sono
regolarmente seguiti da un esercizio in cui ci si flette in avanti”; Espansione e
integrazione del corpo in bioenergetica, p.29).
Lowen non conosceva il Qi gong e si rese conto di questa corrispondenza tra
l’esercizio cinese e quello da lui ideato solo dopo molti anni di pratica nella
Bioenergetica (“utilizzavamo l’arco da ormai più di diciotto anni. Immaginate la mia


1
Ricordiamo che la Radice del Cielo Posteriore è invece attribuita al sistema stomaco-Milza, vedi
par.3.3.
2
Il Jing è la sostanza costituente di base dell'organismo umano, la base materiale della crescita e di
tutti processi vitali.
3
Lowen – psicoterapeuta allievo di Reich - ideò un metodo di psicoterapia che combina il lavoro
verbale ed il lavoro corporeo. Questo metodo è denominato “Bioenergetica” e parte dall’assunto –
comune anche alla cultura cinese - che mente e corpo formano un'unità.

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sorpresa quando un paziente mi mostrò una foto AP che riprendeva dei cinesi
nell’atto di eseguire esattamente lo stesso esercizio”; Bioenergetica, pag. 60).
Egli stesso ad un certo punto scrive che “un esercizio simile è eseguito da chi pratica
il Tai Chi” (Espansione e integrazione del corpo in bioenergetica, p.29) ed è
probabilmente a questo ottavo esercizio che si riferisce, anche se lo riferisce ad una
pratica di Tai Chi piuttosto che Qi gong4.

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Per approfondire il rapporto tra Qi gong e Bioenergetica leggi il mio articolo


“Bioenergetica, Qi Gong e Tuina: la Mente del Corpo” pubblicato su “La
Mandorla” Anno XX – Numero 78 – Settembre 2016 pp.11-18

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(www.lauravannimedicinacinese.it)

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4
Questa confusione tra le due discipline (Qi gong e Tai Chi) è del resto frequente in Lowen e
testimonia il fatto che effettivamente egli non aveva avuto contatti diretti. Gli esercizi di bioenergetica
quindi, per quanto a volte molto simili alle pratiche cinesi, sono nati autonomamente da questi sulla
base delle osservazioni di Lowen.