Sei sulla pagina 1di 3

CAPRIOLO NEL GIARDINO DI UN MONASTERO

TITOLO: Capriolo nel giardino di un monastero.


AUTORE: Franz Marc (1880-1916).
DATAZIONE: 1912.
COLLOCAZIONE: Stadtische Galerie im Lenbachhaus, Monaco.
FORMATO: 75,7 x 101 cm.
TECNICA: Olio su tela.
ICONOGRAFIA: Vi è un capriolo al centro della tela compreso fra due
elementi compositivi verticali principali, dai quali partono delle linee
oblique che convergono su di lui. I colori sono antinaturalistici.
ICONOLOGIA: Per Marc astrattismo significa superamento della forma
superficiale a favore si una ricerca per quanto riguarda l’intima essenza del
soggetto. Egli infatti ritiene di avere il dono della “seconda vista”, ovvero
di riuscire ad andare oltre all’apparenza e ad indagare sull’interiorità delle
cose.
Egli dipinge dunque il paesaggio secondo la prospettiva dell’animale,
cercando di abbandonare l’immagine del capriolo che appare nella nostra
retina o nel nostro intelletto (ad esempio come fa il cubismo).
Come egli afferma tra il 1911 e il 1912, il capriolo non sente il mondo
come noi, lo sente come “capriolo”, quindi il paesaggio deve essere
“capriolo”.
Il colore antinaturalistico così travolgente risente della lezione di Van
Gogh e delle ricerche coloristiche dei Fauves. Come questi autori infatti,
Marc vuole esprimere tramite il colore la propria interiorità ed espressione.
Il soggetto animale non è esclusivo di questa tela ma è una costante nei
quadri di Marc (“i cavalli azzurri”, “gli uccelli”, “fregio di scimmie”,
“volpe”, “mucca gialla, rosso, verde”…).
Secondo Marc gli animali sono il soggetto che meglio si presta a “far
diventare immagine il ritmo organico di tutte le cose”, portando l’artista a
guardare il mondo dalla prospettiva dell’animale.
Il mondo animale senza la presenta umana ci appare come sconosciuto,
quasi primordiale.
ACQUERELLO DEL 1910

TITOLO: senza titolo, identificato universalmente come “acquerello del


1910”, nonché prima opera astratta.
AUTORE: Vasilij Kandinskij (1866-1944).
DATAZIONE: 1910.
COLLOCAZIONE: Parigi, museo nazionale di arte moderna.
FORMATO: 49,6 x 64,8 cm
TECNICA: Acquerello e inchiostro di china su carta.
ICONOGRAFIA: Si presentano sulla carta delle chiazze colorate e dei
segni a matita e a penna.
ICONOLOGIA: Questo acquerello è il frutto degli studi e delle riflessioni
di Kandinskij riguardo gli obbiettivi dell’arte. Come egli sostiene ne “lo
spirituale nell’arte”(1909), nell’arte dei suoi tempi vi è una tendenza
all’interiorità, all’astrazione. Questa tendenza è meglio rappresentata dalla
musica, che non si limita a descrivere fenomeni naturali ma esprime
l’interiorità e la psiche del compositore.
L’obbiettivo di questo acquerello è quello di avvicinarsi quanto possibile a
questi principi, allontanandosi quindi dalle forme e dagli oggetti fisici, che
ci portano a ricollegarci alla realtà conosciuta e tangibile, allontanandoci
dunque dalla sfera spirituale.
L’elemento che unifica il quadro è il vuoto, che traccia il confine delle
forme colorate. Importante è la dimensione musicale del quadro, che
ambisce tramite i colori, corrispettivo dei suoni, a descrivere un “tema
musicale”, che viene poi variato con il mutare delle gradazioni di colore.
La bellezza viene raggiunta col solo uso dei colori e della forma colorata,
senza presentare oggetti esistenti o imitare la natura. Il colore e la sua
disposizione vogliono esprimere la dimensione interiore e spirituale
dell’artista.
Questo acquerello non è solo il primo frutto degli studi riguardo
l’astrattismo di Kandinskij, ma è l’inizio di una ricerca artistica che
coinvolgerà tutto il XX secolo, arrivando fino all’arte Informale.
RAGAZZO IN COSTUME

TITOLO: ragazzo in costume.


AUTORE: Paul Klee (1879-1940).
DATAZIONE: 1931.
COLLOCAZIONE: The Metropolitan Museum of Art
FORMATO: 59,7 x 45,1 cm
TECNICA: Tempera e acquerello su carta vergata montata su cartoncino.
ICONOGRAFIA: La tavola porta come soggetto un ragazzo di fronte a un
tavolo. La tecnica pare una commistione tra quella divisionista e un
mosaico, il colore è infatti dato da rettangoli che riconducono alle tessere
musive.
ICONOLOGIA: Quest’opera porta con se le memorie di un viaggio in
Italia compiuto nel 1926, durante il quale Klee ha avuto la possibilità di
ammirare i mosaici ravennati che lo hanno chiaramente ispirato per la
realizzazione di questa tavola.
Klee affronta qui il tema del gioco e del disegno infantile, dando grande
valore all’espressività dei bambini, che con la loro purezza incorrotta
possono insegnare molto più di “tutte le pinacoteche del mondo”.
Klee concepisce l’opera d’arte come natura percepita e filtrata dalle
emozioni dell’artista, così come un albero (artista) assorbe dalle radici la
linfa (natura/ realtà conosciuta) e produce le foglie (opera d’arte).
Astrattismo viene dunque concepito con questa accezione, e Klee ci regala
la visione del ragazzo in costume filtrata dalla sua interiorità e dalla sua
psiche.
La figura e il disegno sono rigorosi ed essenziali, e manifestano la capacità
di Klee di ridurre il tutto in pochi tratti.