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I LIBRI DEL BENESSERE

Il colon è considerato la parte


CURARE
IL COLON
più “bassa” e “oscura” del corpo,
ma è un organo fondamentale
che ci nutre e ci protegge:
qui entrano in azione gli anticorpi

CURARE IL COLON
che ci difendono da virus e batteri.

L’intestino ha un suo proprio cervello


È il custode della tua salute
che percepisce i nostri stati d’animo
e li manifesta attraverso i propri malesseri.
Molti disturbi intestinali sono il segnale
di emozioni e istinti repressi.

Nel libro tanti consigli pratici ed efficaci


per mantenere sempre in salute il colon I cibi giusti e i menu
correggendo pensieri e atteggiamenti sbagliati, per disinfiammare subito
scegliendo i cibi che aiutano l’intestino la mucosa intestinale.
e usando le cure “verdi” che non intossicano.
Come prevenire e curare
tutti i disturbi intestinali
con i rimedi naturali.

La colite, la stipsi e il colon


irritabile: quando dipendono
RIZA
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dalle emozioni trattenute.

RIZA
Edizioni Riza - Via Luigi Anelli, 1 - 20122 Milano - www.riza.it
CURARE
IL COLON
È il custode della tua salute

RIZA
Curare il colon
Testi a cura dell’Istituto Riza
Editing: Giuseppe Maffeis
Progetto grafico e copertina: Roberta Marcante
Immagini: Fotolia, 123rf

© 2013 Edizioni Riza S.p.A.


via Luigi Anelli, 1 - 20122 Milano - www.riza.it

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sono a scopo informativo e divulgativo: pertanto non intendono
sostituire, in alcun caso, il consiglio del medico di fiducia.
Sommario L’importanza del colon

7 L’IMPORTANZA DEL COLON


11 un organo con funzioni vitali
12 La fisiologia
20 La visione psicosomatica
36 L’alimentazione
40 I rimedi naturali

47 I DISTURBI PIù FREQUENTI


51 quando il colon È irritabile
52 La fisiologia
56 La visione psicosomatica
68 L’alimentazione
70 I rimedi naturali

79 quando si infiamma: la colite


80 La fisiologia
86 La visione psicosomatica
98 L’alimentazione
102 I rimedi naturali

111 quando è pigro: la stipsi


112 La fisiologia
118 La visione psicosomatica
130 L’alimentazione
134 I rimedi naturali

143 quando fa gonfiare l’addome


144 La fisiologia
146 La visione psicosomatica
152 L’alimentazione
154 I rimedi naturali
L’importanza
dEL colon

7
Difende il benessere
fisico e psichico
I l colon costituisce la parte terminale dell’intestino,
quella che precede il retto. Viene generalmente con-
siderato un organo “minore”, quello incaricato delle
funzioni più “basse” del nostro organismo; si pensa che
abbia solo il compito di provvedere all’evacuazione degli
scarti della nostra digestione. Il ruolo del colon, invece, è
molto più rilevante, dal momento che costituisce tra l’al-
tro una vera e propria “barriera” a protezione della nostra
salute dall’attacco di batteri, virus e infezioni di vario ge-
nere. Sulle sue pareti agiscono miliardi di microrganismi
che fanno parte integrante del nostro sistema immunita-
rio e stimolano la produzione di anticorpi.
Dal corretto funzionamento del colon dipende il nostro
benessere non solo fisico ma anche psichico.
L’intestino infatti ospita un vero e proprio sistema ner-
voso autonomo, un “secondo cervello”, che coglie e in-
terpreta le nostre sensazioni, gli stati d’animo e tutti i
fattori, non legati all’alimentazione, che possono pertur-
bare il corpo o la mente.
L’eco delle nostre paure e delle nostre emozioni infatti si
ripercuote nella “pancia”, che già gli antichi considera-
vano la sede dei sentimenti e degli istinti più profondi.
Il nostro apparato intestinale manifesta attraverso dolori
e disturbi ciò che non funziona nei rapporti con la re-
altà esterna o con noi stessi. Il colon è particolarmente
sensibile agli aspetti emotivi della nostra vita; oggi uno
dei disturbi più diffusi è la sindrome del colon irritabile,

8
L’importanza del colon

che è collegata ad ansia, stress psicologico e difficoltà nel


gestire le proprie pulsioni ed emozioni.
Perciò il colon è uno degli organi più vulnerabili, perché
può essere disturbato sia dagli agenti fisici che arrivano
dall’esterno (come il cibo o i batteri) sia da fattori psi-
chici e mentali che arrivano dall’interno (paure, ansie...).
Le sue condizioni risentono facilmente anche delle cat-
tive abitudini nello stile di vita e nell’alimentazione, così
come dei cambiamenti nei ritmi quotidiani (come acca-
de spesso in caso di dissenteria e stipsi).
In questo libro parleremo del colon e dei disturbi che
lo possono colpire, dando spazio particolare all’aspetto
psicosomatico, molto importante e spesso trascurato.
I capitoli sono strutturati nello stesso modo: in primo
luogo un cenno alla fisiologia per vedere come funziona
questo organo e quali aspetti della sua attività sono alte-
rati nel caso che sia colpito da qualche disturbo.
Segue poi un’interpretazione psicosomatica, per capire
come nella “pancia” si ripercuotano pensieri e atteggia-
menti negativi; spesso i disturbi al colon sono i “messag-
gi” attraverso i quali l’intestino dà voce alle paure nasco-
ste e agli istinti repressi. L’interpretazione psicosomatica
ci aiuta dunque a fornire consigli sugli atteggiamenti
adatti per sfogare queste pulsioni in modo “sano”, per
evitare che ne risenta la nostra salute.
È fondamentale poi per il nostro benessere anche seguire
una corretta alimentazione, che faciliti l’attività dell’in-
testino ed eviti di “intossicarlo”; daremo quindi delle in-
dicazioni sui cibi che fanno bene al colon.
Infine sono molto efficaci i rimedi che la natura ci mette
a disposizione per riequilibrare l’intestino, senza correre
il rischio di danneggiarlo con la chimica.

9
Un organo con funzioni vitali

10
L’importanza del colon

L’importanza deL coLon

un organo con
funzioni vitaLi

12 La fisiologia
svolge attività fondamentali

20 La visione psicosomatica
elabora istinti ed emozioni

36 L’alimentazione
i cibi giusti sono i primi alleati

40 i rimedi naturali
gli aiuti “verdi” più efficaci

44 dubbi e interrogativi
Le domande più comuni
La fisiologia

Svolge attività
fondamentali

L’ intestino da un punto di vista anatomico è la conti-


nuazione dello stomaco ed è suddiviso in due tratti,
il piccolo intestino (chiamato anche “intestino tenue”) e
il grande intestino (“intestino crasso”).
Il colon fa parte dell’intestino crasso, ed è esattamente
quel tratto che circonda l’intestino tenue formando una
sorta di quadrato. Mentre l’intestino tenue è coinvolto
soprattutto nei processi digestivi e nell’assorbimento
delle sostanze nutritive, il colon è la parte dell’apparato
digerente che assorbe invece soprattutto i liquidi e i mi-
nerali e che è incaricato di provvedere alla eliminazione
delle scorie rimaste al termine processo digestivo, inca-
nalandole verso l’orifizio anale per l’espulsione.
Ma il colon non si limita a questo perché, in collabora-
zione con la microflora batterica, produce anticorpi che
svolgono un’azione protettiva dal punto di vista immu-
nitario su tutta la mucosa dell’intestino.
In questo modo aiuta a combattere il rischio che que-
sta barriera difensiva possa essere attraversata da virus e
batteri, che in tal modo potrebbero raggiungere il resto
dell’organismo attraverso la circolazione sanguigna.
Un altro ruolo importante del colon, poi, è costituito
dalla sintesi delle vitamine da parte dei batteri che esso
ospita. In particolare la produzione di vitamine K e B è

12
L’importanza del colon

importantissima, perché la loro carenza potrebbe portare


a gravi malattie deficitarie.
Il colon provvede infine anche a secernere muco, che ha
funzione lubrificante e aiuta a far procedere i resti degli
alimenti nel canale intestinale.

Com’è fatto
Il colon è lungo complessivamente circa un metro e mez-
zo (sul totale di nove metri dell’intestino) ed è composto
da varie parti: cieco, colon ascendente, colon trasverso,
colon discendente, sigma, retto.
Queste varie parti del colon disegnano una forma ca-
ratteristica ad “M”; le sue pareti, a causa della sua mu-
scolatura costituita da fasci longitudinali e da fasci “ad
anello”, esternamente sembrano divise in tante piccole

Le parti dell’intestino

Colon

Intestino tenue

Retto

13
Un organo con funzioni vitali

sacche. Il diametro del colon varia molto secondo i tratti


ed è mediamente di circa 7 cm, molto più grande rispet-
to all’intestino tenue. Nel colon arriva il chimo, ossia il
cibo digerito dallo stomaco e sottoposto alle rielabora-
zioni avvenute nell’intestino tenue.
Mentre avviene l’assimilazione dell’acqua e dei minerali,
il colon fa avanzare il chimo verso il retto, usando due
tipi di contrazioni, uno provocato da muscoli “ad anello”
e l’altro da muscoli longitudinali che scorrono lungo tut-
to il colon nel senso della lunghezza. L’insieme di questi
movimenti muscolari rende possibile la peristalsi, cioè la
motilità necessaria ad espellere le feci.

I processi biochimici affidati al colon


Questo segmento dell’apparato digerente governa una
serie di fondamentali processi biochimici dai quali di-
pendono il nutrimento, la disintossicazione e la capacità
di difesa dell’intero organismo. Vediamoli nel dettaglio.
• Nel colon si rielabora ciò che resta del cibo assimilato
poco prima dell’evacuazione. Superato il colon, non
c’è più possibilità di metabolizzazione e i residui ali-
mentari si trasformano in materiale di scarto, non più
sfruttabile dall’organismo.
• La parete del colon è a diretto contatto con i prodotti
tossici esito della digestione: se queste scorie irritanti
non vengono espulse, infiammano l’intestino, propa-
gandosi poi rapidamente a tutti i tessuti; la produzione
di immunoglobuline serve a proteggere la mucosa e a
impedire l’assorbimento di residui tossici.
• Nel colon vi è una ricchissima presenza di batteri
“buoni”: da questa microflora dipende l’efficienza della
nostra risposta immunitaria contro gli “aggressori”.

14
L’importanza del colon

Qui il cibo diventa


energia per il corpo
I l colon è l’ultimo tratto dell’intestino, ed è quindi il
luogo in cui avviene l’ultima parte della digestione. Il
compito principale dell’intestino è quello di terminare il
processo digestivo degli alimenti iniziato nello stomaco,
assorbendo le ultime sostanze nutritive e trasmettendole
al sangue, affinché vengano trasportate in tutto il cor-
po. La maggior parte di questo processo di assorbimento
avviene nella prima porzione dell’intestino tenue, dove
la digestione e l’assorbimento dei nutrienti avvengono
grazie alla presenza di numerose estroflessioni delle pa-
reti intestinali, chiamate “villi”. La particolare confor-
mazione dei villi intestinali ha lo scopo di aumentare la
superficie di contatto tra i cibi e le pareti, per favorire il
più possibile l’assorbimento dei nutrienti.
Da parte sua l’intestino crasso, e in particolare il colon,
ha invece il compito di assorbire e trasmettere all’intero
organismo l’acqua contenuta nei cibi.
La funzione di riassorbimento dell’acqua e dei sali mi-
nerali, è assicurata dalle cellule “epiteliali” della mucosa
del colon. In questa stessa mucosa sono presenti anche
cellule in grado di riconoscere le sostanze nocive presenti
nel chimo e quindi di impedire il loro assorbimento.
L’acqua e i sali minerali assimilati dalle cellule epiteliali
vengono poi riversati nel sangue e nella linfa che scorre
sotto la mucosa, la “sottomucosa”, dove sono presenti
anche i vasi arteriosi, venosi e le fibre nervose del sistema
nervoso enterico, cioè quello intestinale.

15
Un organo con funzioni vitali

Crea una barriera


di difese immunitarie
L’ intestino, come abbiamo visto, non ha solamente a
che fare con la digestione, ma svolge anche un ruolo
fondamentale nel sistema immunitario.
La microflora presente sulle pareti intestinali infatti ci
protegge dalle aggressioni batteriche e funge da “barrie-
ra” durante l’assorbimento dei nutrienti contenuti nei
cibi, per impedire l’ingresso di sostanze dannose.
L’intestino contiene circa l’80% delle cellule immuni-
tarie dell’organismo. Questo semplice dato ci fa capire
immediatamente come mai quando si verificano delle
disfunzioni intestinali automaticamente si abbassano le
nostre difese immunitarie e restiamo esposti a un mag-
giore rischio di malattie. Quando la flora batterica è in
uno stato di disbiosi (cioè di squilibrio fra batteri “buo-
ni” e “cattivi”), infatti, risulta compromessa la risposta
immunitaria generale di tutto l´organismo. Le cellule
immunitarie presenti nella flora intestinale producono
anticorpi in grado di disattivare e rimuovere i micror-
ganismi patogeni. In un intestino sano la mucosa do-
vrebbe rinnovarsi ogni quattro giorni, ma uno stile di
vita sbagliato, un eventuale abuso di medicinali, insie-
me all’inquinamento ambientale e allo stress, possono
determinare un’alterazione delle pareti intestinali e un
rallentamento nel ricambio della flora batterica.
Nello specifico può avvenire che diminuisca la quantità
dei batteri “buoni” come i lattobacilli, e aumentino in-
vece quelli dannosi o patogeni. Questo sbilanciamento

16
L’importanza del colon

della microflora rende impossibile la completa elabora-


zione delle scorie, che si accumulano nel colon generan-
do fermentazioni e putrefazioni che intossicano l’intero
organismo e abbattono le nostre difese.

La flora batterica:
un esercito che ci protegge

L a flora batterica intestinale è un complesso


ecosistema costituito da più di 400 specie
di batteri che popolano l’intestino. Si
tratta sia di batteri anaerobici (bifidobatteri),
localizzati principalmente nel colon, che di batteri
aerobici (lattobacilli), concentrati maggiormente
nell’intestino tenue. Questi organismi traggono
il loro sostentamento dall’intestino, ma allo
stesso tempo apportano numerosi benefici. La
flora batterica aiuta ad assorbire le sostanze
nutritive dagli alimenti e aumenta la nostra
capacità di resistenza alle malattie. Infatti la
flora microbica intestinale toglie cibo ai batteri
nocivi, impedendone così la proliferazione. I
batteri “buoni”, inoltre, aumentano l’attività di
alcune cellule deputate alla difesa dell’organismo,
chiamate macrofagi, stimolando il nostro sistema
immunitario. Quando la flora intestinale è in buona
salute si parla di eubiosi, al contrario, quando la
funzionalità della flora batterica è alterata si
parla di disbiosi intestinale.

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Un organo con funzioni vitali

Intestino e cervello:
strettamente uniti
L’ intestino ha diverse funzioni di base deputate all’as-
similazione dei nutrienti e alle difese del nostro or-
ganismo, ma svolge anche dei compiti “avanzati” che lo
mettono sullo stesso piano del cervello.
È un concetto ormai assodato, infatti, che già di per sé
l’apparato digestivo costituisca un vero e proprio “cer-
vello enterico” che funziona anche in maniera autonoma
rispetto a quello “superiore”. Il sistema nervoso enterico
(SNE) dell’intestino è infatti un tessuto nervoso semi-
autonomo, che ha la funzione di regolare la contrazione
dei vasi sanguigni della sottomucosa, di inviare gli sti-
moli per la dilatazione del colon e per la sua motilità,
in modo indipendente dal controllo del sistema nervoso
centrale. Il cervello addominale ha anche il compito di
produrre neurotrasmettitori che contribuiscono al buon
funzionamento del sistema nervoso centrale (SNC).
Si calcola, per esempio, che il 95% della serotonina sia
prodotta proprio a livello intestinale, soprattutto durante
la digestione: quando il cibo semidigerito passa nel tubo
digerente ed entra in contatto con la mucosa intestinale,
i neuroni stimolano cellule che liberano la serotonina.
A sua volta la serotonina agisce su altri neuroni che sono
situati sotto la mucosa stessa, i quali stimolano la mu-
scolatura ad effettuare i movimenti peristaltici necessari
a far transitare i cibi, in un perfetto “circolo virtuoso” in
cui la serotonina stimola la digestione e al tempo stesso
è prodotta da essa.

18
L’importanza del colon

Il colon funziona
se i ritmi sono giusti
L a capacità assorbente del colon è fondamentale per-
ché permette di assimilare l’acqua e gli elettroliti (i
sali) che sono necessari a tutto l’organismo. Tanto più i
prodotti digestivi rimangono nel colon e tanto maggiore
sarà il riassorbimento di liquidi e di sali minerali.
Grazie a questo processo, il contenuto semiliquido tipi-
co del chimo (che viene mandato nell’intestino crasso
ancora molto ricco di acqua) viene via via impoverito
d’acqua fino ad assumere una consistenza solida, tipica
delle feci. È una questione di ritmi, di velocità e di tempi
giusti, altrimenti l’assimilazione dei liquidi e dei minera-
li non avviene correttamente.
Questo si nota ad esempio con gli attacchi di dissenteria,
quando il transito intestinale è troppo rapido e provoca
una notevole perdita di acqua attraverso le feci.
Questo accade perché l’intestino velocizza i processi di
espulsione, per cause che possono essere diverse: un’in-
tossicazione, un’infezione, altri disturbi fisici (oppure
anche un’intensa emozione o paura). Così non è possibi-
le la corretta assimilazione e vengono espulsi rapidamen-
te anche acqua e minerali che servono al corpo.
Al contrario invece, in caso di stitichezza, la permanenza è
troppo lunga, la maggior parte dell’acqua viene assorbita
e l’espulsione diventa difficile anche a causa della secchez-
za. Questa permanenza prolungata delle feci nell’intestino
espone inoltre al rischio che vengano assorbite dalla mu-
cosa intestinale anche sostanze tossiche.

19
La visione psicosomatica

Elabora istinti
ed emozioni
L’ intestino “sente” più di qualsiasi organo: sente le
emozioni e percepisce gli squilibri dell’intero orga-
nismo. È un vero e proprio centro sensoriale che, oltre
ad assorbire i nutrienti fondamentali, “assimila” anche
gli stati emotivi. Ecco perché quando si ammala significa
che c’è qualcosa di “viscerale” che ha perso il suo centro.
Un banale mal di pancia, una stipsi ostinata o una fasti-
diosa diarrea, sono portatori di un messaggio importan-
te. L’intestino infatti è veramente un secondo cervello,
che elabora la realtà a un livello più concreto ma non
per questo meno profondo. Anzi… imparare a leggere il
suo linguaggio è essenziale per capire come stare meglio.

Le vere origini dei problemi intestinali


Ognuno ha il suo organo bersaglio: chi lo stomaco, chi la
testa, chi la pelle… Per molti l’organo debole è proprio
l’intestino, che balza in primo piano con la sindrome del
colon irritabile, una di quelle patologie che la medicina
non sa bene come inquadrare. Infatti in questa malattia
il colon non presenta alterazioni strutturali, eppure qual-
cosa gli impedisce di funzionare come dovrebbe, com-
promettendo la sua regolarità.
È solo colpa dello stress e di un’alimentazione sbagliata?
E perché proprio l’intestino diventa irritabile? Non è un

20
L’importanza del colon

caso: accade perché è l’organo che, per la sua funzione


e il suo significato simbolico, meglio si presta a mani-
festare un disagio che non riguarda solo ciò che man-
giamo. Se la nostra pancia è in fermento, è segno che la
nostra dimensione viscerale, la più spontanea e istintiva,
si sta ribellando o sta preparando un cambiamento. Un
disturbo come la colite ci riporta a terra, sposta l’atten-
zione sulle nostre funzioni meno nobili: volenti o nolen-
ti, la nostra libertà di movimento, le nostre abitudini, i
nostri desideri, spesso finiscono col ruotare attorno a un
temuto, incontenibile, attacco di diarrea. Ecco che que-
sto attacco ci rimette allora a contatto con una volontà
oscura, capricciosa, incontrollabile dentro di noi. Se il
nostro corpo fosse un edificio ci riporterebbe in cantina
o nei sotterranei. Lì sta accadendo qualcosa che ci ri-
guarda nella nostra interezza: corpo e mente. Nel mondo
buio e contorto dei visceri l’energia si ribella alla norma.
E non è un caso che il “guasto” si verifichi proprio lì: è
una questione “di pancia” e di emozioni, di buio e di
mistero. Così l’intelligenza del corpo ha eletto l’intestino
a farci da guida verso un’altra sensibilità, un altro modo
di “ragionare”, un nuovo modo di percepire il mondo.

I “movimenti” emotivi
Ciò che in alto, nella mente, sono pensieri, elucubrazio-
ni mentali, proiezioni, nel secondo cervello contenuto
nei visceri si traduce nella forma di peristalsi intestinale.
Il colon pensa e parla muovendosi, la sua motilità può
essere rallentata (stipsi) o accelerata (diarrea) da un neu-
rotrasmettitore cerebrale, la serotonina, presente sia nel
cervello che nell’intestino.
La stipsi traduce, su un piano somatico un’attività men-

21
Un organo con funzioni vitali

tale ruminante, la tendenza a trattenere iniziative, de-


sideri, la paralisi degli istinti. La diarrea invece è l’altra
faccia di un inarrestabile flusso di pensieri da cui non
riusciamo ad assorbire alcun principio nutritivo, esat-
tamente come da un cibo cattivo. Una pancia in sub-
buglio, quindi, è spesso sintomo di un assetto mentale
scorretto. Dunque proprio grazie a questi disturbi siamo
costretti a prendere atto che qualcosa non va.

La “pancia” risente
delle paure e dello stress

C ome mai quando siamo sottoposti a una


forte emozione, e in particolare a una forte
paura, ne risente subito la “pancia” e sentiamo
lo stimolo ad andare in bagno? Perché in tali
situazioni l’organismo attiva la reazione di
stress, producendo ormoni che vanno anche
a stimolare la mucosa intestinale. Tra le varie
reazioni fisiologiche collegate allo stress c’è
anche l’interruzione dei processi digestivi e la
velocizzazione dei processi intestinali, perché in
una situazione di allarme generale, per il timore di
un pericolo, l’organismo si deve concentrare nelle
attività difensive. Così provvede rapidamente anche
alla eliminazione delle scorie, che può avvenire con
meno controllo del previsto. Questa è un’ulteriore
conferma dello stretto legame che c’è tra l’emisfero
emozionale e l’intestino.

22
L’importanza del colon

Il colon elimina anche


i rifiuti della mente
O sservando intestino e cervello si rimane colpiti da
una straordinaria somiglianza strutturale: le circon-
voluzioni cerebrali infatti richiamano immediatamente
le tortuosità delle pareti intestinali.
Non solo: questi due organi sono accomunati anche da
funzioni simili. Sia il colon che il cervello assimilano
“materia” dal mondo esterno e poi la rielaborano trasfor-
mandola in energia da una parte e in pensieri dall’altra.
Spesso i pensieri, quando sono ossessivi e ripetitivi, pos-
sono essere considerati dei “prodotti” da espellere, come
gli scarti del cibo; in ogni caso sono materia, seppur sot-
tile, da portare alla luce.
Questo significa che gli stessi meccanismi operanti nelle
parti più basse e primitive del nostro corpo agiscono an-
che a livelli più alti ed evoluti. L’intestino digerisce i cibi,
li assimila ed elimina le sostanze di rifiuto. Non si trat-
ta però solo di scarti metabolici: a non essere assimilati
spesso sono anche pensieri e impulsi che potremmo de-
finire “gli scarti della mente”. L’intestino in quest’ottica
compie un rituale di purificazione, eliminando sia rifiuti
organici che contenuti psichici “indigeribili”.
In molti riti religiosi i sacerdoti, prima di avvicinarsi al
sacro, usano purgarsi e digiunare per arrivare a purificare
anche la mente, così anche la persona comune sembra
farsi sacerdote di se stesso “ripulendo” il corpo con l’e-
spulsione degli scarti, per purificare anche la mente da
ciò che è per lui inaccettabile.

23
Un organo con funzioni vitali

Simbolicamente è
un labirinto oscuro
L a forma dell’intestino aggrovigliata e contorta ricor-
da quella di un labirinto. La sua collocazione lo pone
in basso, del resto anche la sua funzione è piuttosto “bas-
sa” e volgare, legata allo sporco e all’aspetto meno nobile
della materia. Luogo oscuro, dove è facile perdersi, il la-
birinto è l’archetipo del caos e dell’oscurità, del mistero
e dell’impossibilità di orientarsi, se non illuminati dalla
luce diurna della coscienza. Come nelle tenebre sono gli
istinti più turpi e vergognosi ad avere il sopravvento, così
nell’intestino hanno sede le pulsioni più basse e bestiali,
legate al peccato e alla trasgressione. Il labirinto più anti-
co era costituito da un’unica via che si intrica, si avvolge
e va verso un centro, una via lunga e faticosa ma che non
ammette che una sola scelta. Il percorso che compie il
cibo nell’intestino ricorda il viaggio iniziatico dell’eroe
che spesso doveva recarsi nelle viscere della Terra o es-
sere divorato dalla pancia del mostro prima di rivedere
la luce, rinato a nuova vita. L’eroe che esce dagli inferi,
infatti, non è più un uomo ma una creatura semidivina.
Allo stesso modo, il cibo attraverso le tappe di trasfor-
mazione nell’intestino da materia grezza diviene energia,
pura luce, coscienza, destinata ad alimentare il nostro
centro: il sé. Ma il colon è anche il luogo dove si depo-
sita lo sporco, l’aspetto meno nobile della materia. Da
un punto di vista simbolico sporche sono soprattutto le
nostre pulsioni più basse e bestiali, gli istinti primordiali,
legati al peccato e alla trasgressione.

24
L’importanza del colon

Ecco chi ha facilmente


problemi al colon
L a prima cosa da fare per rigenerare il nostro intestino
e il colon? Ripulire la mente dai pensieri inutili.
Dobbiamo alleggerire la testa attraverso una buona dose
di creatività “semplice” e immediata.
Infatti l’intestino, che è l’organo principe dell’assimila-
zione, per poter stare bene ha bisogno di spontaneità e di
limitare le ramificazioni eccessive dei pensieri, che bloc-
cano le emozioni istintive.
Vediamo dunque quali sono le caratteristiche psicologi-
che tipiche delle persone che soffrono spesso di problemi
intestinali (tra cui colon irritabile, colite e stipsi).
Attraverso l’analisi dei simboli legati al mondo intestina-
le, si può far emergere una serie di caratteristiche parti-
colari che sono riscontrabili in chi soffre di tali malesseri,
in cui spesso l’intestino c’entra poco perché il vero prota-
gonista è in realtà il cervello.
Passeremo in rassegna gli atteggiamenti e i pensieri che
favoriscono tali disturbi e consiglieremo cosa bisogna
fare invece per proteggere il colon e difenderlo dai ma-
lesseri. Tutto comincia dalla nostra quotidianità, dai
comportamenti di ogni giorno.

Personalità complessa e introversa


Crampi dolorosi, ventre gonfio, attacchi di diarrea o co-
stipazione ostinata. È questo il linguaggio attraverso cui
l’intestino racconta il proprio malessere e il disagio di
chi soffre di colite, un disturbo che tipicamente esprime

25
Un organo con funzioni vitali

un tormento interiore. Conflitti aperti ma negati e una


personalità complessa e tendente all’introversione sono
tratti tipici della persona che soffre facilmente di colite
e che manifesta la propria difficoltà ad interagire con il
mondo esterno in modo fiducioso e sereno.

Avarizia o prodigalità
Chi soffre di disturbi intestinali difficilmente si con-
cede ad acquisti spensierati, o doni consistenti, tranne
in qualche raro caso, per pentirsene subito dopo. Il suo
spiccato senso del possesso lo porta a trattenere avida-
mente e in ogni fase della vita tutto ciò che è suo. Tipica
di questo carattere è la tendenza a collezionare ogni cosa
e a non buttare via nulla, neppure cose vecchie o inutili.

Attaccamento al passato
Relazioni finite, amicizie concluse, ricordi, abitudini
ormai inadeguate: tutto va tenuto e conservato. Chi ha
problemi intestinali sviluppa un vero e proprio attacca-
mento verso “il vecchio”, da cui non riesce a separarsi.
I ricordi e i cimeli del passato ingombrano la sua vita
come scorie tossiche. E gli impediscono di fare spazio al
nuovo, di evolvere e cambiare con il tempo.

Atteggiamento impostato
Risultare “a modo”, “per bene”, è molto importante per
la persona che soffre di disturbi intestinali, che ci tiene
a dare un’immagine di sé “pulita” e sempre impeccabile.
Movenze e gesti sono studiati e trattenuti, fino a risultare
talvolta artefatti e innaturali. La spontaneità è scambiata
spesso, a torto, per volgarità e mancanza di raffinatezza e
viene poco apprezzata anche negli altri.

26
L’importanza del colon

Idealismo e moralità
Chi soffre di disturbi intestinali ha un atteggiamento
moralista che gli fa assumere posizioni inflessibili verso
errori e debolezze proprie e altrui.
Ci tiene molto alla buona educazione e a risultare cor-
retto e onesto. Spesso il suo idealismo sconfina in un
atteggiamento quasi mistico.
Il suo immaginario però al contrario coltiva spesso fanta-
sie “terra terra”… I sensi di colpa prosperano. Il conflitto
tra le due anime si esprime sotto forma di dolorosi cram-
pi e si allenta dopo una violenta scarica diarroica.

Eccessiva pulizia
C’è una vera repulsione nei confronti dello sporco. Per-
sino gli odori del corpo vengono considerati disdicevoli
e vergognosi. Ecco perché spesso chi soffre d’intestino
fa un eccessivo uso di profumi, deodoranti, detergenti:
quasi a coprire quanto di “animale” c’è in lui.
Anche il rapporto con la fisicità e la sessualità spesso è
difficoltoso e inibito, perché si tratta di dimensioni rite-
nute pericolose e “difficili”.

Diffidenza verso il nuovo e il diverso


L’atteggiamento controllato e difensivo verso il nuovo si
percepisce anche nei rapporti con gli altri.
Chi ha problemi d’intestino ama confrontarsi con perso-
ne che percepisce simili a lui, quindi difficilmente si lascia
attrarre da persone diverse, per quanto in fondo si senta
incuriosito da esse. Preferisce infatti muoversi su un ter-
reno ben conosciuto e rifiuta tutte quelle situazioni che
potenzialmente potrebbero esporlo al nuovo e provocare
in lui un cambiamento.

27
Un organo con funzioni vitali

Cosa fare: i gesti che


aiutano l’intestino
F are pace con l’intestino, intervenendo sul rapporto
con noi stessi? Se riusciamo a comporre i dissidi inte-
riori e a lasciar fluire le emozioni che ci si aggrovigliano
nella pancia, tensione, dolore e gonfiore non avranno
poi più ragion d’essere.
Dobbiamo diventare più “morbidi”, e anche il colon po-
trà finalmente rilassarsi. Teniamo sempre presente che
cervello sgombro e intestino sano vanno di pari passo,
per cui se la pancia borbotta, non basta fare dieta, urge
fare pulizia mentale!

Usa la “corsia preferenziale”


Nessuno è solo buono, neanche tu e non è certo un li-
mite superabile ma una legge di natura. Tienilo presente
tutte le volte che ti metti sotto processo o ti cospargi
il capo di cenere per un gesto egoista che ti è venuto
spontaneo, un pensiero meschino o vigliacco, un moto
aggressivo. Neanche i grandi saggi o i santi ne erano im-
muni, ciò che li rende speciali è la loro capacità di rico-
noscerli e di ammetterli con umiltà.
Non vergognartene e non cercare di nasconderli, né di
giustificarli o di punirti: bene e male sono inscindibili.
Immagina che ogni tuo difetto sia un punto vulnerabile
che va protetto.
Comincia in pratica coll’abolire il giudizio morale: ti
scopri invidioso? Hai fatto finta di non vedere una per-
sona in difficoltà? Non fare nulla per rimediare a tutti i

28
L’importanza del colon

costi, o alleggerirti la coscienza, è molto più terapeutico


imparare ad ascoltare il disagio che avverti.
Se ti aiuta immagina la tua “macchia” come un punto
nero che, pian piano, si schiarisce sempre di più fino a
diventare una luce bianca.

Lasciati coinvolgere
Quante volte ti capita di astenerti da qualcosa per ti-
more di sbagliare, di non riuscire, di farti coinvolgere?
Chi soffre di colite evita spesso di lasciarsi contaminare
dalle emozioni, vuole mantenersi tranquillo, non vuole
grane, pensieri, responsabilità oltre a quelli di cui per
forza deve farsi carico. Eppure hai bisogno di sporcarti le
mani, di metterti in gioco, anche se la sola idea ti agita.
Per te meglio l’ansia del provare a fare che il sollievo,
del tutto illusorio, del fuggire o rinunciare. Come devi
fare in pratica? Fai un passo avanti tutte le volte che hai
la tentazione di fare un passo indietro, prendi qualche
iniziativa con gli amici o al lavoro, del tipo “ci penso io a
organizzare il weekend…”, “che ne direste di procedere
in questo modo…”.
E in ultimo scegli un hobby manuale da praticare in
casa: bricolage, pasticceria, pittura, decoupage, trucco,
cucito, ricamo e comincia a esercitarti per il puro gusto
di divertirti.

Alleggerisciti dei pesi


I sensi di colpa sono un peso di cui, non di rado, si fa
carico l’intestino; se abbiamo un rimorso, un ricordo che
ci opprime e di cui non riusciamo più a sostenere l’an-
goscia, il modo migliore per toglierselo dalla mente è
provare a confessarlo.

29
Un organo con funzioni vitali

A chi? Chi si sente a disagio difficilmente ha voglia di


mettersi alla berlina, l’ideale sarebbe una persona da cui
non ci sentiremo giudicati, ad esempio un amico più
trasgressivo o libertino di noi.
Se ci risulta difficile proviamo a farlo in forma anonima
scrivendo via mail a una rivista di cui ci fidiamo, oppure
se il peso ci complica la vita, a rivolgerci a uno psico-
terapeuta, a un sacerdote. La confessione ha un valore
catartico: ci aiuta a chiudere una questione aperta, a per-
donarci, rimargina le ferite. Meno cose siamo costretti
a tenerci dentro e meno saremo esposti agli attacchi di
colite, perché la nostra “pancia” sarà libera.

Fai “pulizia” nella mente


Se ci abituiamo a tenere il cervello pulito, di riflesso l’in-
testino si manterrà altrettanto libero.
Ma quali sono i contenuti mentali da liquidare o scarica-
re tutti i giorni? Quelli che non lasciano traccia, se non
una scia di torpore e la sensazione di non avere vie di
uscita, di essere impantanati.
Ogni sera, prima di andare a dormire ritagliati qualche
minuto da solo, chiudi gli occhi e prova a rievocare tutti
i pensieri che nel corso della giornata ti hanno fatto sen-
tire impotente e angosciato, i tarli ossessivi che non por-
tano da nessuna parte, quelli che si rincorrono identici
ogni giorno, impermeabili a tutto…
Visualizza l’immagine di un cestino come quello che
compare sullo schermo del computer, immagina di im-
pugnare un mouse, e di poter trascinare il brutto pensie-
ro dentro quel cestino…
Ripeti la stessa operazione con tutti i pensieri “spazzatu-
ra” che si presentano e poi clic, vuota il cestino.

30
L’importanza del colon

Mangia solo se sei rilassato


Così come il nostro intestino è sensibilissimo agli sbalzi
termici, ad alcune spezie o alimenti che non tollera, allo
stesso modo reagisce ad atmosfere altrettanto fredde, cal-
de, piccanti.
Mangia sempre in un contesto privo di stimoli troppo
forti: suoni, odori, rumori, luci troppo intense. Man-
giare in assoluto relax evita che l’intestino si irriti. E se
sei in fase acuta, non curare solo l’alimentazione, tieni
presente che ritmi lenti e commensali con cui non c’è
tensione, contano quanto ciò che mangi.

Risveglia il tuo istinto sopito


C’è un animale che ti incuriosisce o ti attrae più di un
altro? In cui ti piacerebbe trasformarti o a cui ti senti si-
mile? Una volta scelto, procurati del materiale da leggere
sulle sue abitudini, le capacità, il valore simbolico. Cerca
un ciondolo, un portachiavi, un piccolo oggetto da tene-
re sempre con te che lo raffiguri. Servirà a ricordarti che
dentro di te c’è la stessa forza animale, benefica.

Abbandonati e lasciati andare


Immagina il tuo opposto, ossia un uomo o una don-
na con gusti, passioni, carattere, aspetto completamente
opposti al tuo modo di essere. Se esistesse, come si vesti-
rebbe? Che lavoro farebbe?
Prova a dargli un nome, una casa, degli interessi, potreb-
be essere anche il personaggio di un film o di un roman-
zo che ti ha colpito per la sua diversità.
Quando l’avrai ben visualizzato, chiedigli consiglio o
prova a metterti nei suoi panni, soprattutto quando non
riesci a lasciarti andare.

31
Un organo con funzioni vitali

Cose da evitare per


difendere la “pancia”
G iocare in difesa è tipico di chi soffre di intestino e
in particolare di colite: al riparo dalle tensioni, dalle
tentazioni, dalla possibilità di sbagliare…
Eppure è proprio questo assetto a renderci rigidi e quin-
di fragili: ci spezziamo ma non ci pieghiamo.
L’intestino invece ha bisogno di morbidezza e calore.
Deve essere nutrito di emozioni e di scambi. Prova a
evitare questi atteggiamenti che rafforzano una tensione
interiore che logora e che è all’origine del problema.

Negarti il “buono” della vita


Nella vita di chi soffre di disturbi intestinali la rinuncia
è pane quotidiano: si vive al minimo delle proprie possi-
bilità, concedendosi giusto il necessario.
Lavoro e famiglia sono in cima alle priorità, il resto è un
lusso o un premio che non ci si può permettere e che,
in definitiva, non ci spetta. Uno stile di vita così rigido e
votato al sacrificio non fa altro che rafforzare due aspetti
che, di fatto, alimentano la colite: la frustrazione e il de-
siderio di trasgressione.
Questi stati d’animo attirano a loro volta un circolo vi-
zioso: mi sacrifico, voglio scappare, mi sento in colpa, mi
punisco non concedendomi nulla, mi sento in credito...
Un piccolo esercizio per uscire dal tunnel della frustra-
zione colpevole: devi dire a te stesso almeno un sì al gior-
no; regalati qualcosa che sia solo un piacere, che fa bene
solo a te, una piccola concessione innocente. Non hai

32
L’importanza del colon

voglia di passare l’aspirapolvere o di cucinare? Non farlo.


Entri in edicola per il solito quotidiano ma ti attraggono
i fumetti? Comprali. È tardi ma non hai sonno? Rimani
alzato. Vuoi mangiare un bignè al cioccolato e sei a dieta?
Sarà uno strappo salutare...

Cedere all’immobilismo mentale


Ogni cambiamento è un piccolo trauma per chi ha pro-
blemi all’intestino, che lo eccita tanto quanto lo spa-
venta. Paradossalmente è la possibilità che gli accadano
cose belle, emotivamente coinvolgenti, a turbare il suo
equilibrio. Ma rifiutare qualsiasi potenziale novità fa il
gioco della colite, la rafforza: l’intestino reagirà violente-
mente tutte le volte che qualcosa accade senza chiederci
il permesso. Alleniamolo con un piccolo cambiamento
al giorno: ad esempio esci sempre acqua e sapone? Sta-
volta invece truccati un po’. Telefoni tutti i giorni a tua
madre? Stasera chiama un’amica o cambia orario. Bevi
il latte tutte le mattine? Prova a mangiare un panino. Al
resto pensaci tu, la prescrizione è semplice: sperimentare
una piccola novità!

Nascondere la testa sotto la sabbia


Tutti i brutti pensieri che cerchiamo di rimuovere non
spariscono, semplicemente si spostano di livello, la pra-
tica, si potrebbe dire, passa al piano inferiore: toccherà
all’intestino scaricare la tensione con un attacco di dis-
senteria. Se vuoi stare meglio con la pancia devi fare in
modo di riuscire ad affrontare i pensieri molesti senza
doverli somatizzare. Parti da una regola: è lecito pensa-
re tutto, non devi porti nessun tipo di censura, un po’
come fai la notte quando sogni.

33
Un organo con funzioni vitali

Quando arrivano, anziché irrigidirti, cercare di distrarti,


agire, fermati, chiudi gli occhi e lascia che l’angoscia si
allarghi, nel petto, nella pancia… Immagina quel brutto
pensiero come una nuvola scura di passaggio, e prova
a cambiargli forma e colore fino a che non diventa più
rassicurante.

L’ossessione del pulito e dell’ordine


È molto frequente in chi soffre di problemi intestina-
li un’igiene esasperata: una briciola per terra, le gocce
dell’acqua sullo specchio del bagno, una macchia su un
vestito, un’impronta su un vetro, ci suscitano un disagio
che dobbiamo subito cancellare. Se accade vuol dire che
stiamo caricando lo sporco di significati simbolici nega-
tivi, con cui però ci serve riprendere contatto: il rischio
è di trattenere tutto lo sporco che abbiamo dentro, e di
soffrire di stipsi. Come si fa? Il modo più semplice è farlo
attraverso un hobby: i colori a dita, la creta, o anche della
semplice plastilina, la terra, la sabbia, la farina sono tut-
ti materiali perfetti per creare sporcando. Utilizziamoli
e aumentiamo pian piano il tempo in cui riusciamo a
resistere all’impulso di lavarci o sciacquarci immedia-
tamente. Non correre a farti la doccia appena odori di
sudore, o subito dopo l’amore. Prendi confidenza con il
tuo odore personale.

Trattenere i buoni istinti


Ti verrebbe da dare una mano alla vecchietta che fa fati-
ca a portare i sacchetti della spesa ma chissà se si offen-
de o si fida… Sei tentato di consolare il collega che ha
appena ricevuto una lavata di capo ma non vuoi essere
invadente… Quante volte ti tocca frenare anche i buoni

34
L’importanza del colon

impulsi che ti vengono spontanei? Altre volte invece ti


trattieni per quieto vivere, ingoiando il botta e risposta
a una provocazione, frenando il desiderio di mandare a
quel paese chi ti tratta male. Ma che fine fanno tutti
questi impulsi frenati? Vanno ad ingrossare il fiume in
piena di energia trattenuta che avverti con inquietudine
dentro di te, sotto forma di ansia o di mal di pancia. Poi-
ché reprimerti è ormai automatico, quando sei tentato
da qualcosa lasciati andare: “lo faccio, punto e basta”.
Fallo perché fa bene a te, il vero obiettivo è dare sfogo
all’istinto e renderti conto che, al di là del risultato, agire
“di pancia” ti fa sentire meglio.

Conservare anche il superfluo


Quante paia di scarpe hai in casa dello stesso modello?
Non riesci a liberarti neppure di un coltello che non ta-
glia più? Hai bisogno di sgombrare la tua casa dall’inuti-
le, di svecchiare l’armadio, di portare nuova linfa ai tuoi
interessi. Proponiti quando acquisti qualcosa di nuovo
di cambiare genere e di buttare ciò che non serve più: se
non ci riesci fallo fare a qualcun altro. Tieni nella borsa
solo lo stretto indispensabile. E sporadicamente conce-
diti una super pulizia di casa: vedrai, anche la tua pancia
si sentirà più libera.

Censurare le fantasie
Lascia andare liberamente anche le fantasie più “estre-
me” perché non sono prova di perversione né di im-
moralità, ma curiosità del tutto naturali, assolutamente
innocue ed estremamente diffuse. Anzi, le fantasie che
fanno male sono proprio quelle che reprimiamo: lasciati
andare, ti sentirai meglio.

35
L’alimentazione

I cibi giusti sono


i primi alleati
O gni organo reagisce in un modo tutto suo all’im-
patto con il cibo: l’intestino è una delle dimensio-
ni più sensibili e immediatamente reattive rispetto alle
sostanze alimentari che assumiamo. La dieta ha così un
ruolo fondamentale quando parliamo di disturbi inte-
stinali come la colite o il colon irritabile. Il 45% delle
patologie intestinali è da attribuire al nostro modo di
mangiare: gonfiori, crampi, irritazioni e stitichezza rap-
presentano gli effetti di intolleranze ma anche di sempli-
ci reazioni alle sostanze che mangiamo.

Come normalizzare la peristalsi


Scegliere gli alimenti più adatti è il primo passo da segui-
re per ritrovare la regolarità necessaria, che ci consente,
oltre che di avere un intestino sano, anche di restare in
forma grazie all’alleggerimento dalle tossine. Noi che ap-
parteniamo all’area mediterranea e consumiamo abitual-
mente la pasta, dobbiamo imparare a scegliere quella più
adeguata per il tipo di problema che ci si presenta. Ad
esempio, chi soffre di stitichezza dovrebbe utilizzare in
prevalenza la pasta integrale, mentre chi è più soggetto
alla diarrea è bene che prediliga la pasta bianca, povera di
fibre perché fatta con farine raffinate. C’è poi chi è afflit-
to da colite, che può trovare benefici grazie alla pasta di

36
L’importanza del colon

farro e kamut; e se il disturbo è associato all’intolleranza


al grano, va ancor meglio quella di mais, riso o grano sa-
raceno. Anche per quanto riguarda i sughi bisogna porre
attenzione: il classico sugo di pomodoro va bene un po’
per tutti, a patto che non si soffra di gastrite, mentre il
pesto è utile per eliminare i batteri intestinali.

Per riequilibrare la microflora


Abbiamo visto quanto il buon funzionamento della flora
batterica contribuisca a mantenere in salute l’intestino e
di conseguenza l’intero organismo. Infatti, quando uno
o più fattori alterano la composizione della flora batte-
rica, nascono problemi per il regolare svolgimento delle
funzioni dell’intestino.
Si viene così a creare una situazione di squilibrio, chia-
mata disbiosi, in cui diminuisce il numero di batteri
“buoni” e vantaggiosi per l’uomo e si moltiplicano quel-
li “cattivi” e dannosi. Le cause di una possibile disbiosi
sono diverse: un’alimentazione scorretta, lo stress, l’as-
sunzione di alcuni medicinali. Per far fronte a questo
rischio e ripristinare l’equilibrio intestinale è necessario
assumere probiotici, cioè microrganismi vitali che vanno
ad arricchire e integrare la flora batterica. Due alimenti
ricchi di probiotici utili all’intestino sono il latte fermen-
tato e lo yogurt arricchito.
Latte fermentato con probiotici, fibre e vitamine - È
una bevanda probiotica perché contiene fermenti attivi e
può inoltre essere arricchita con altre sostanze benefiche
naturali, come gli Omega 3, la vitamina E, l’inulina o gli
steroli vegetali. In commercio puoi trovare diversi latti
fermentati, scegli quello più adatto alle tue esigenze e
consumalo con regolarità.

37
Un organo con funzioni vitali

Yogurt arricchito con batteri vivi e attivi - Lo yogurt


arricchito si differenzia dagli yogurt tradizionali per la
presenza di batteri particolari, vivi e attivi, che riescono a
superare la barriera degli acidi gastrici dello stomaco, ar-
rivando fino all’intestino e arricchendo la flora batterica.
Lo yogurt arricchito lo trovi nei supermercati; assumine
uno o due al giorno per contrastare il rischio di disbiosi.

La dieta quotidiana
per la salute intestinale

Colazione - Una tazza di latte di riso con caffè,


3 fette biscottate integrali con 3 cucchiaini di
marmellata senza zucchero aggiunto, un frutto.
Oppure una tazza di tè verde, 50 g di pane integrale,
3 cucchiaini di confettura senza zucchero aggiunto e
una spremuta d’arancia.
Spuntino - Una mela e 3 mandorle oppure uno
yogurt magro al naturale.
Pranzo - 80 g di riso integrale lessato e saltato in
padella con un filo d’olio; un mix di verdure; 200 g
di trota al forno (in alternativa alla trota, 150 g di
ricotta magra).
Merenda - Una mela e 3 mandorle oppure uno
yogurt magro al naturale.
Cena - 60 g di pasta integrale al pomodoro; petto
di pollo a fette impanato e passato al forno; verdure
cotte. Oppure 30 g di pane di kamut; 200 g di tacchino
al cartoccio condito con un filo d’olio; verdure cotte.

38
L’importanza del colon

Regole pro-intestino
da rispettare a tavola
• Evitare pasti abbondanti. Suddividerli (e mai saltarli) in
5-7 momenti nell’arco della giornata: in questo modo,
l’intestino riceve uno stimolo regolare e continuativo.
• Bere abbondantemente: bisognerebbe arrivare ad al-
meno 1,5-2 litri di acqua minerale naturale al giorno.
• Benvenuto yogurt: contribuisce a conservare sana la
flora batterica intestinale ed evita le fermentazioni.
• A volontà frutta e verdura: meglio se cruda. Sono indi-
cate le insalate miste con carote, cetrioli e pomodori; le
verdure cotte (spinaci, zucchine, carciofi). Non troppi
legumi (piselli, fagioli, ceci, lenticchie), perché creano
meteorismo. La frutta (di stagione) da preferire: pru-
gne, susine, kiwi, mele, pere, albicocche, fichi.
• Sì a pane, pasta, riso e crackers integrali (no a quelli
“raffinati”): aumentano la massa fecale e migliorano la
peristalsi.
• Eliminare vino, alcolici e cioccolato: oltre ad infiam-
mare l’intestino, favoriscono le emorroidi.
• Consumare olio extravergine d’oliva e di girasole: i più
adatti a lubrificare la mucosa intestinale e a favorire
l’espulsione delle feci.
• Carne con moderazione: meglio di vitello, di manzo
e di pesce, alla griglia o ai ferri (non più di 2 volte la
settimana) e senza esagerare coi tempi di cottura.
• No a fritti, salumi, pepe, spezie: provocano irritazione
e l’insorgere dei diverticoli (piccoli “sacchetti” sulle pa-
reti del colon) che causano dolore.

39
i rimedi naturali

Gli aiuti “verdi”


più efficaci
I disturbi dell’intestino e del colon sono tra i più diffusi
in tutta la popolazione. È naturale quindi che per la
loro cura siano stati prodotti e messi in vendita centinaia
di farmaci. Non bisogna abusarne, ma ricorrere ad essi
solo dietro indicazione del medico, perché i composti di
sintesi chimica presenti nei medicinali possono alterare
i delicati equilibri della flora batterica e delle funzioni
intestinali. Meglio fare ricorso, se i farmaci non sono in-
dispensabili e prescritti dal medico, a rimedi naturali che
stimolano le reazioni del corpo, alleviando il disturbo
senza interferire con i processi fisiologici.
In questo capitolo presenteremo alcuni rimedi fitotera-
pici utili in generale per il benessere e per la depurazione
di intestino e colon.

L’infuso caldo che “rilassa” l’intestino


Calmante, ansiolitica, spasmolitica e carminativa, la me-
lissa è conosciuta come “il valium vegetale” per le sue
proprietà calmanti in generale.
Questa pianta ha anche la capacità di rilassare la musco-
latura liscia intestinale, il che la rende particolarmente
indicata per ristabilire il normale ritmo della peristalsi,
eliminare il meteorismo e calmare gli spasmi addomi-
nali. L’effetto rilassante che esercita sul sistema nervoso

40
L’importanza del colon

autonomo la rende indicata anche per contrastare i pro-


blemi intestinali tipici delle donne durante la sindrome
premestruale. È possibile usufruire delle proprietà della
melissa a favore dell’intestino sotto forma di infuso.
• Come fare: versa un cucchiaio di preparato secco di
melissa in una tazza abbondante di acqua portata in pre-
cedenza a bollore. Lascia riposare per circa 5-10 minuti,
quindi filtra bene e bevi senza dolcificare, una volta al
giorno, lontano dai pasti.
Questo caldo infuso, se consumato con regolarità, è in
grado di regolarizzare la peristalsi intestinale.

Le due alleate utili per depurare


La bardana e la liquirizia sono due erbe che possiedono
proprietà importanti per la salute dell’intestino. In par-
ticolare, queste due alleate “verdi”, se abbinate insieme,
sono efficaci per favorire il drenaggio della bile e per de-
purare il colon, normalizzando così l’attività dell’intesti-
no e la peristalsi.
• Come fare: versa un cucchiaio di radici di liquirizia e
un cucchiaio di radici di bardana in un pentolino con il
fondo spesso, riempito con 500 ml di acqua. Metti sul
fuoco, porta a bollore e, mantenendo bassa la fiamma,
lascia bollire per altri 10 minuti.
Quindi filtra bene e bevi, senza dolcificare, una tazza al
mattino a digiuno e una nel pomeriggio, sempre a digiu-
no, per una settimana.

L’integratore per proteggere le mucose


L’agar-agar è un prodotto naturale che deriva dalle alghe
e il suo contenuto è ricco di mucillagini e di carragenina.
Si presenta come una fibra e la sua utilità specifica è do-

41
Un organo con funzioni vitali

vuta al fatto che una volta ingerito è in grado di formare


un gel omogeneo, attuando un effetto protettivo sulla
mucosa gastrica e intestinale.
Per questo motivo si consiglia di utilizzare l’agar-agar in
caso di problemi intestinali, per riequilibrare la peristalsi
e favorire il transito delle feci. L’agar-agar è un rimedio
molto efficace anche in caso di stipsi perché, grazie alla
capacità di assorbire l’acqua, aumenta la massa fecale e ci
comporta da lassativo naturale.
• Come fare: ti consigliamo di acquistare l’agar-agar
sotto forma di capsule di estratto in polvere microniz-
zata, che sono facilmente reperibili in erboristeria o far-
macia, e di assumerne da 2 a 4 al giorno, prima dei pasti
principali, insieme a un abbondante bicchiere d’acqua
minerale naturale.

Macerato glicerico di noce


contro i “disordini”

Il macerato glicerico ricavato dalle gemme di noce,


Junglas regia, rappresenta un valido trattamento
per prevenire gli squilibri intestinali e la
sindrome del colon irritabile.
La cura può essere iniziata in qualunque momento
e l’assunzione va ripetuta 2-3 volte l’anno per cicli
della durata di 1-2 mesi.
La posologia consigliata è di 30 gocce diluite in
mezzo bicchiere d’acqua minerale naturale, 3 volte
al giorno, 15 minuti prima o 15 minuti dopo i tre
pasti principali.

42
L’importanza del colon

Un esercizio yoga
per trovare equilibrio
N ella tradizione orientale la pancia rappresenta il centro
del corpo, il nucleo energetico che come un sole illu-
mina e scalda l’organismo-universo. Curare l’intestino vuol
dire restituire armonia e salute a tutto il corpo. Secondo
la tradizione indiana, dietro l’ombelico si trova il “chakra”
dell’intestino, sede energetica del fuoco fondamentale.
Quando questa parte vitale del corpo è sofferente vengo-
no coinvolti anche gli organi interni dell’addome.
Per combattere i disturbi intestinali in generale, e in par-
ticolare contro i gonfiori addominali e la stipsi, è utile l’e-
sercizio yoga che qui di seguito proponiamo.

Un dolce “massaggio” all’intestino


L’esercizio è molto semplice, va eseguito con dolcezza.
Sdraiati supino, con la schiena a terra, allinea bene il
corpo lungo la spina dorsale, rilassati. Piega la gamba
destra, portando il ginocchio al petto; stringi il ginoc-
chio con le braccia, senza tirare la gamba con forza, ma
lascia che mantenga questa posizione, che “massaggia”
l’intestino. Tieni la gamba piegata in questa posizione
anche fino a tre minuti. Ripeti lo stesso esercizio con la
gamba sinistra e poi con entrambe, sempre mantenendo
la posizione senza forzare. La leggera pressione serve a
riattivare l’intestino e la peristalsi, riducendo i gonfiori.
L’esercizio si può praticare ogni giorno; meglio se al ri-
sveglio. Questa posizione yoga aiuta anche contro i di-
sturbi alla schiena e le sciatalgie.

43
Dubbi e interrogativi

Le domande
più comuni
I disturbi intestinali influiscono anche sull’umore?
Fino a poco tempo fa sapevamo che i diversi stati emotivi
possono influire sulle funzioni intestinali.
Oggi abbiamo capito che ciò vale anche nella direzione op-
posta, e che le funzioni intestinali possono incidere su quelle
emotive. Di solito i disturbi intestinali provocano forme di
irritabilità o di maggiore sensibilità allo stress, tuttavia in
alcuni pazienti tali disturbi possono evolvere in veri e pro-
pri quadri ansiosi o depressivi.

Come prevenire i malesseri con lo stile di vita?


È fondamentale seguire una dieta bilanciata e ricca di fi-
bre, per regolarizzare il transito ed evitare che le scorie si
accumulino nell’intestino. Occorre limitare l’assunzione di
grassi, zuccheri, carni rosse e farine raffinate, che provocano
fermentazione e alterano la funzionalità della flora batteri-
ca. Un aiuto arriva anche dal riposo e dal tenere lontano lo
stress, vero e proprio nemico del nostro intestino.

Quali sono le caratteristiche psicologiche di coloro


che più facilmente soffrono di intestino?
Chi è colpito da disturbi intestinali di solito è piuttosto abi-
tudinario e ha una gamma di alimenti che rifiuta o mal

44
L’importanza del colon

tollera. Tiene in ogni momento della vita le redini tirate,


concentrandosi su una forte abitudinarietà che lo conforta.
Difficilmente si lascia andare e quando lo fa vive con ver-
gogna e turbamento ciò che prova, imputando a condizioni
straordinarie la sua “botta di vita”.
Eppure la trasgressione alle regole nel suo caso può essere uti-
le perché rompe la griglia di condizionamenti e timori che
lo imprigionano. Rimescolare emozioni e istinti lasciandoli
andare significa impedire che si fermino nelle nostri parti
basse, facendole dolere e ammalare.

Ci sono situazioni a rischio che possono disturbare


il colon e che sarebbe meglio evitare?
Esami, colloqui o incontri importanti, discussioni, viaggi,
eventi inattesi anche piacevoli, spesso scatenano la colite op-
pure possono acuire il disturbo. In realtà però a scatenare
il malessere è l’atteggiamento ansioso e diffidente con cui
vengono vissuti. L’esposizione graduale ma costante a queste
situazioni non va evitata, anzi può essere utile per acquisire
maggiore elasticità e abituarsi al cambiamento.

Qual è l’atteggiamento da adottare per non far


cronicizzare i disturbi intestinali?
Spesso chi soffre di problemi all’intestino si “affeziona” al
proprio disturbo e lo usa come un alibi per non affronta-
re apertamente le problematiche aperte che sono in effetti
all’origine del suo malessere. Per guarire occorre essere di-
sponibili a cambiare il modo di vedere le cose e il proprio
stile di vita. Convivere per sempre con il problema è spesso
considerata la scelta più comoda. Ma cambiare può essere
utile alla propria vita e non solo all’intestino.

45
i disturbi
più frequenti
Se il colon
non sta bene
E sistono molti fattori che possono alterare la motilità
intestinale e l’equilibrio della flora batterica, provo-
cando una serie di disturbi del colon, quelli che vanno
sotto il termine di “disturbi funzionali”.
Stress, alimentazione scorretta, abuso di medicinali: sono
tutte condizioni che possono provocare una contrazione
eccessiva o insufficiente delle pareti intestinali, causando
colite, stipsi, gonfiori...
Questi disturbi hanno anche l’effetto di rallentare il ri-
cambio della flora batterica e delle cellule della mucosa
intestinale. Se tale ricambio non avviene nei tempi giusti,
le scorie tossiche presenti nel cibo rischiano di incrostarsi
sulle pareti intestinali e rendono ancora più difficile il
naturale movimento ondulatorio dell’organo, che do-
vrebbe favorire il transito dei prodotti fecali verso l’ester-
no, creando un circolo vizioso difficile da interrompere.
Il risultato è progressivo: le scorie dei cibi semidigeriti
rimangono all’interno dell’intestino e saranno soggette a
fermentazioni che rischiano di intossicare l’organismo e
che riducono notevolmente le difese immunitarie.
Quali sono i principali disturbi a cui può andare incon-
tro il nostro intestino? La “sindrome del colon irritabile”
è oggi molto diffusa: rappresenta un’affezione che molto
spesso viene confusa o sottovalutata ed è caratterizzata
da una attività disordinata della muscolatura intestinale.
Se questa si contrae troppo compare diarrea, se si contrae
poco compare stitichezza; se la muscolatura va incontro

48
I disturbi più frequenti

a contrazioni prolungate (spasmi) si manifesta anche do-


lore. Un gran numero di persone soffre poi in particolare
di colite, infiammazione del colon spesso caratterizzata
dalla dissenteria, che può essere legata a cause organi-
che ma spesso è anche il riflesso di condizioni emotive.
Lo stesso si può dire anche della stipsi, che si manifesta
in diverse forme, cronica, passeggera, “da viaggio”, ed è
spesso legata anch’essa a “tensioni” emotive e atteggia-
menti psicologici particolari.
I gonfiori addominali in molti casi accompagnano alcuni
dei disturbi funzionali a cui abbiamo accennato e sono
essi stessi indice di un malfunzionamento dell’intestino.
Questi malesseri si possono affrontare con un’interpre-
tazione psicosomatica e si possono trattare con i rimedi
verdi e un’alimentazione adeguata.
Gli effetti collaterali - Quando l’intestino è affaticato
o infiammato l’assorbimento delle sostanze nutritive di-
venta difficoltoso e spesso non avviene completamente.
Di conseguenza ci si può sentire più stanchi e avvertire
più appetito. Inoltre l’organismo cercherà di sopperire
alle carenze nutritive “risparmiando le energie”, cioè ab-
bassando il dispendio calorico. Questa situazione porta
ad un lieve ma costante aumento di peso, che non può
essere contrastato con la dieta, ma con una “riorganizza-
zione” delle funzioni intestinali.
Sbalzi d’umore - È dimostrato che la flora batterica è in
grado di influenzare il cervello, intervenendo sulle sue
reazioni chimiche e di conseguenza su stati d’animo e
comportamenti. Sia la sindrome del colon irritabile che
altri problemi intestinali possono riflettersi sul nostro
umore, causando ansia, irritabilità, depressione, oltre a
calo di concentrazione e stanchezza fisica e mentale.

49
Quando il colon è irritabile

50
i disturbi più frequenti

i disturbi più frequenti

quAndO iL COLOn
È irritAbiLe

52 La fisiologia
un disturbo contraddittorio

56 La visione psicosomatica
il segno di una lotta interiore

68 L’alimentazione
i cibi utili per stare meglio

70 i rimedi naturali
placa i sintomi con cure “dolci”

76 dubbi e interrogativi
Le domande più comuni

51
La fisiologia

Un disturbo
contraddittorio

L a sindrome del colon irritabile (chiamata IBS dall’in-


glese Irritable Bowel Syndrome) è un disturbo che
colpisce circa il 15% della popolazione adulta (le donne
in misura doppia rispetto agli uomini). Non è, in sé, una
patologia grave, ma può compromettere pesantemente
la qualità della vita di coloro che ne soffrono. Viene an-
che denominata colite spastica o colopatia funzionale.
Le cause non sono ancora del tutto note. Tra esse vi può
essere un regime alimentare scorretto, le alterazioni della
flora batterica, le infestazioni da parassiti, intolleranze
alimentari e spesso anche stress psichici ed emotivi.
I sintomi più frequenti sono rappresentati da dolori ad-
dominali e dall’alternarsi di stipsi o diarrea; altri sintomi
sono alitosi, nausea, sazietà precoce, borborigmi...
Non è sempre facile riuscire a diagnosticare con sicu-
rezza questo disturbo intestinale perché i sintomi sono
contraddittori fra loro e comuni anche ad altre malat-
tie (come ad esempio l’intolleranza al lattosio, l’ulcera
gastrica, oppure la calcolosi biliare); la diagnosi certa si
avrà quindi con l’esclusione della presenza di altre ma-
lattie. Data la frequente correlazione tra stress psichici
e sindrome del colon irritabile, bisogna verificare anche
se il paziente sta vivendo una particolare situazione di
stress, ansia, nervosismo...

52
I disturbi più frequenti

Le contrazioni
diventano irregolari
L a sindrome del colon irritabile viene definita anche
con il nome di “colite spastica” perché è collegata agli
spasmi del colon, ovvero alle sue contrazioni. In situazio-
ne di normale funzionamento, i muscoli che avvolgono
l’intestino si contraggono e si distendono con regolarità
per far avanzare il cibo digerito all’interno del tubo inte-
stinale verso il retto. Questo ritmo di contrazioni è parti-
colarmente importante per l’ultimo tratto dell’intestino,
il colon, perché è qui che avviene la fase finale della dige-
stione, cioè l’assorbimento dell’acqua prima dell’elimi-
nazione delle feci. Quando si soffre di colite spastica, o
sindrome del colon irritabile, le contrazioni intestinali
avvengono in maniera irregolare, troppo rapidamente o
al contrario troppo lentamente, spesso alternandosi tra
loro. Nel caso in cui le contrazioni si verifichino troppo
velocemente si manifesta la diarrea, quando avvengono
troppo lentamente la stitichezza, giustificando così la va-
rietà e l’alternanza dei sintomi che caratterizzano questo
disturbo intestinale.

Spesso accompagnata da fitte e stanchezza


Di solito i dolori provocati dalla colite spastica interes-
sano la parte inferiore destra dell’addome e, in genere,
si attenuano dopo la defecazione o l’espulsione di gas
intestinale. In altri casi il dolore è provocato dal senso di
tensione causato dal gonfiore addominale. In generale,
tuttavia, questo sintomo ha un carattere soggettivo e può

53
Quando il colon è irritabile

variare sensibilmente da persona a persona, soprattutto


in merito alla sua localizzazione.
Spesso la colite spastica si manifesta con sintomi non
immediatamente riconducibili a disturbi di natura inte-
stinale, come l’emicrania, l’alitosi, la difficoltà a degluti-
re, la nausea, l’urgenza di urinare (soprattutto notturna),
l’inappetenza o il senso di sazietà precoce.
Ma un sintomo che sembra apparire con una certa co-
stanza è rappresentato da un generale senso di stanchezza
e di spossatezza, spesso associato a una persistente son-
nolenza e a problemi di peso.

Il morbo di Crohn
danneggia l’intestino

S e il colon irritabile è un disturbo che non procura


lesioni all’organo, vi sono però altre patologie
infiammatorie croniche che, invece, danneggiano
l’intestino. Una di queste è il morbo di Crohn,
una malattia infiammatoria cronica che può
colpire vari tratti del tubo digerente e provoca
lesioni profonde nelle pareti dell’organo. I
sintomi principali sono diarrea cronica intermittente
e dolori addominali, ma alcune volte possono
manifestarsi anche disturbi extraintestinali. L’ipotesi
più accreditata è che all’origine della patologia ci
sia un’alterazione nel funzionamento del sistema
immunitario, che non riconosce l’intestino come
proprio e lo attacca come fosse un corpo estraneo.

54
I disturbi più frequenti

Situazioni “a rischio”
nella vita quotidiana
È risaputo che i disturbi a livello intestinale possono
causare pesanti limitazioni alla vita sociale e lavora-
tiva. Diversi studi hanno cercato di quantificare in ma-
niera più precisa queste limitazioni. È emerso che il 58%
dei pazienti affetti da tali disturbi ha dovuto rinunciare
a viaggiare almeno una volta nell’ultimo anno di malat-
tia. Addirittura il 61% ha dovuto limitare gli impegni
sociali, come le cene fuori o gli incontri con amici. Ogni
soggetto, inoltre, ha dovuto mettere in atto alcune stra-
tegie, come prediligere i viaggi in auto (che permettono
le soste) o scegliere i posti vicini alla toilette al cinema o
a teatro. Tuttavia solo il 34% dei pazienti si reca dal me-
dico al primo apparire dei sintomi e oltre il 50% aspetta
più di un anno prima di rivolgersi allo specialista.

Chi lavora in ufficio ne soffre di più


Chi lavora in ufficio dovrebbe preoccuparsi del benes-
sere del proprio intestino più di altre categorie profes-
sionali. Alcuni studi, infatti, hanno evidenziato come lo
svolgere lavori d’ufficio per molti anni predisponga allo
sviluppo di disturbi intestinali. La causa potrebbe essere
ricercata nella sedentarietà del lavoro da scrivania. L’al-
tro grande fattore che incide sul benessere intestinale è
l’orario di lavoro: una ricerca statunitense ha dimostra-
to che lavorare nella fascia pomeridiana-serale influisce
sull’orologio biologico intestinale, favorendo l’insorgere
di crampi, stipsi e diarrea.

55
La visione psicosomatica

Il segno di una
lotta interiore

I medici lo definiscono “alvo alterno”: quando nella


stessa persona sono presenti sia forme di stipsi sia fat-
tori colitici; non è un caso, infatti, che questi due di-
sturbi di fatto possano convivere nel medesimo soggetto,
proprio perché facce della stessa medaglia. In entrambi
i casi abbiamo a che fare con un disturbo che colpisce
l’eliminazione dello scarto, frutto della digestione ormai
avvenuta. Chiunque sia alle prese con una colite spastica
sa bene quanto l’intestino sappia tenerci in ostaggio: ci
tocca stare attenti a ciò che mangiamo, non muoverci da
casa o evitare i luoghi aperti dove trovare un bagno può
essere difficoltoso… Per non parlare del senso di males-
sere generale che rende fiacchi, incapaci di concentrarsi.
Se questo disturbo ci affligge è la pancia a tenere la scena,
essa diventa il direttore d’orchestra che dà il via a tutti gli
altri organi. Impossibile distrarsi: il disturbo ci riporta
verso una dimensione al tempo stesso concreta ed emo-
tiva. I sintomi stessi innescano reazioni di insofferenza,
ma anche di fragilità: ci dicono che dentro di noi c’è al-
tro e che dobbiamo guardarlo. È una lotta tra il lasciarsi
andare (il desiderio di assecondare spinte istintive che
portano verso il cambiamento) e il mantenimento di un
ordine fondato soprattutto sull’autocontrollo e sul sacri-
ficio di sé, da rispettare sempre e comunque.

56
I disturbi più frequenti

Ci sentiamo insicuri
e l’intestino lo sa
L’ alternanza tra stipsi e diarrea coincide completa-
mente dal punto di vista psicologico con l’alternan-
za nella percezione di se stessi.
Buono o cattivo, generoso o avido, coraggioso o pauro-
so, estroverso o introverso: chi soffre della sindrome del
colon irritabile si muove facilmente tra questi estremi
opposti nel definire se stesso.
In alcuni periodi prevale la visione positiva, e la persona
mostra, anche vantandosene, i propri aspetti più creativi
e ottimistici, mentre in altri periodi, al contrario, la stes-
sa persona sembra non avere più autostima, si abbatte e
lascia emergere solo il suo lato negativo.
Questo salire e scendere continuo svela il problema cen-
trale che colpisce coloro che soffrono di colon irritabile,
ovvero sottolinea l’incapacità di considerarsi come un
insieme di parti buone e altre cattive, di parti valide e
altre meno valide.
Questi individui hanno ancora bisogno di un’idea asso-
luta di se stessi e, possibilmente, tutta positiva.
Come avviene durante il periodo adolescenziale, le per-
sone adulte che hanno problemi di colon irritabile sono
molto influenzabili dai giudizi esterni, che possono ad-
dirittura scatenare in loro una crisi colitica, tanto vengo-
no sentiti come destrutturanti per la propria fragile iden-
tità. È esattamente per questo motivo che il loro colon è
irritabile, poiché è sensibilissimo a qualsiasi evento che
alteri l’equilibrio psicofisico.

57
Quando il colon è irritabile

Le caratteristiche
di chi ne soffre
C hi soffre di pancia è al centro di un forte conflitto,
spinto da due forze eguali e contrarie: una natura
espansiva, sanguigna, fortemente emotiva, che contra-
sta con la paura che questo mondo magmatico e oscuro
prenda il sopravvento e lo trascini nel caos. La sindrome
del colon irritabile è spesso spia di un’ansia contenuta
razionalmente e di un autocontrollo di facciata, special-
mente se il sintomo predominante è la colite. Ecco chi è
la vittima designata di un intestino bizzoso.

Dietro una finta calma c’è il tormento


Sorridente, sornione, saggio, ma dentro roso da mille
dubbi, da un sordo malessere che spesso non osa confes-
sare neppure a se stesso. In silenzio rumina i suoi pensie-
ri, perché a raccontarli a voce alta gli sembrerebbe di dar
loro consistenza e corpo.
La rimozione, però, funziona a metà: la tensione inte-
riore va scaricata, ecco allora spasmi e diarrea a fare da
valvola di sfogo. Non a caso, infatti, dopo l’attacco si
avverte una piacevole sensazione di sollievo.

Si agita per ogni cosa


Ogni volta che deve fare qualcosa o partire, mille ansie
lo assillano: vorrebbe controllare tutto, prevedere ogni
cosa, arrivare preparato; è tanta e tale l’agitazione che
spesso pur di non sperimentarla rinuncia, si tira indie-
tro, accampando come scusa la stanchezza, il bisogno di

58
I disturbi più frequenti

riposo e di tranquillità. Gli imprevisti lo terrorizzano, in


fondo, come tutti gli ansiosi, è sempre pronto a fronteg-
giare minacce inesistenti. Così si corazza mettendosi ad-
dosso un’armatura finta che non prevede “fuori percorsi”
che potrebbero arricchirci ogni giorno.

Sopporta ma poi sbotta


L’alternarsi di pazienza, comprensione e abnegazione
con atteggiamenti intolleranti e inaspettate esplosioni è
tipica di chi soffre di colite, le reazioni a caldo sono rare
ma solo perché trattenute e diventano oggetto di rumi-
nazione e di rancore smaltito in silenzio. Se fosse meno
contenuto, avrebbe reazioni molto forti.

Vive il cambiamento come una perdita


Chi soffre di colite è molto legato alle sicurezze e ai suoi
punti di riferimento, alla casa, alla famiglia, al lavoro, è
tendenzialmente abitudinario e metodico, la routine lo
rassicura anche se lo annoia, qualsiasi novità lo eccita ma
lo preoccupa e non di rado smuove l’intestino insieme
all’assetto emotivo. Il timore è quello di ritrovarsi sguar-
nito, in balia di un se stesso su cui non può contare.

È facile preda dei sensi di colpa


Si sente responsabile di tutto, spesso anche di ciò che
non dipende dalla sua volontà.
Tende a percepire gli errori come colpe o prove della sua
inadeguatezza, debolezza, incompetenza. Ha su se stesso
delle aspettative molto alte e pretende sempre una per-
fezione impeccabile. Per questo è sempre il primo a cri-
ticarsi e ad aspettarsi giudizi poco lusinghieri, che, però,
lo feriscono profondamente.

59
Quando il colon è irritabile

Nelle relazioni è possessivo e dipendente


I legami personali della persona che soffre di sindrome
del colon irritabile sono viscerali e molto forti; li coltiva
senza lesinare il proprio sacrificio, concepito come una
quasi inevitabile prova di fedeltà verso le persone care.
Spesso lotta con il fantasma inconfessabile dell’abban-
dono, timore che può trarre fondamento da un attacca-
mento insicuro e ambivalente vissuto in famiglia.

Un disturbo più diffuso


fra le donne

L a sindrome da intestino irritabile colpisce


soprattutto le donne: nel nostro Paese 7
casi su 10 riguardano proprio la popolazione
femminile, con una prevalenza per la fascia d’età
compresa tra i 30 e i 50 anni. Le differenze tra i
sessi riguardano anche la sintomatologia di questo
disturbo, che negli uomini si manifesta soprattutto
con la dissenteria, mentre nelle donne il sintomo
principale è la stipsi. Le donne per contrastare i
disturbi intestinali usano soprattutto medicinali
contro il gonfiore, senza pensare ai fattori
quotidiani o allo stile di vita che potrebbero essere
all’origine dell’affezione. Il pensiero di qualcosa
che non va nel proprio atteggiamento è difficile
da sostenere per un soggetto che ambisce alla
perfezione, che nega qualsiasi conflitto interiore in
nome di un’immagine pura di sé.

60
I disturbi più frequenti

Cosa bisogna fare


per placare il colon
D ifficile convivere con la stipsi e la colite che si alter-
nano in coloro che soffrono di sindrome del colon
irritabile. Così, poco a poco, queste due patologie inizia-
no a dettar legge e a imporre tutta una serie di limitazioni
che influenzano il nostro stile di vita in senso restrittivo.
Modificare i nostri atteggiamenti quotidiani può diven-
tare una vera e propria fonte di guarigione, soprattutto
se si assumono comportamenti “al contrario”… più tra-
sgressione e meno regole servono per rimettersi in con-
tatto con la funzione trasformativa dell’intestino e con il
mondo delle emozioni “viscerali”.

Prendi confidenza con tutte le tue parti


Ordinato, ligio, salutista, sembrerebbe superfluo dare
consigli a chi è già così attento a mantenere uno stile di
vita a tutti gli effetti “pulito”.
Eppure tanto desiderio di candore sacrifica il mondo
della visceralità, confinato a torto nel regno del peccato
e della trasgressione inaccettabile. Chi soffre di colon ir-
ritabile, invece, deve prendere confidenza con quell’uni-
verso “basso” e materiale che tende a negare e a confinare
nell’inconscio.

Usa un linguaggio più sciolto


Spesso una semplice conversazione può risultare una fa-
tica: senza accorgersene controlla ogni termine per evita-
re di apparire sboccato o volgare.

61
Quando il colon è irritabile

Il risultato è un eloquio artefatto e asettico, che lascia


trasparire ben poco di sé e attiva nell’interlocutore chiu-
sura e diffidenza.
Parla senza pensare: ogni tanto sospendi la censura e la-
sciati andare. Ad esempio, prova a raccontare una bar-
zelletta un po’ spinta che ti diverte senza epurarla dai
termini sporchi. Sii più morbido anche con le parolacce
o con le imprecazioni, se ti arrivano alla punta della lin-
gua non reprimerle.
Anche nei momenti di intimità, mentre fai l’amore, pro-
nuncia parole tenere oppure anche forti, se ti eccitano.
Se non controlli in modo esasperato il linguaggio, vedrai
affiorare termini che non ti sono abituali, in più, vantag-
gio non secondario, risulterai più simpatico e genuino.

Sii più lineare


Se nell’intestino stipsi e colite si alternano e allo stesso
modo la testa è intasata da pensieri aggrovigliati, con-
torti e opposti, prova a sbrogliare la “matassa” con un
semplice esercizio simbolico.
Ritagliati un momento di tranquillità, chiudi gli occhi
e... lisciati i capelli, a lungo e lentamente, meglio se con
una spazzola, in un senso e nell’altro, come facevano le
nostre nonne prima di andare a dormire.
Accarezza dolcemente la capigliatura, finché il gesto di-
venta fluido e automatico: vedrai che, mentre i nodi si
sciolgono e la chioma diventa più liscia, anche il grovi-
glio dei pensieri si allenterà lasciandoti rilassato.

Coltiva un hobby pratico e manuale


Difficilmente chi non si accetta completamente come
chi soffre di colon irritabile tende a mettere “le mani in

62
I disturbi più frequenti

pasta” dedicandosi a hobby pratici e manuali il cui esito


è un prodotto concreto.
In genere privilegia interessi più “alti” e nobili, ossia più
cerebrali e lontani dalla materia, sublimando attraverso
di essi interessi “meno nobili”.
Per chi ha questi disturbi intestinali la possibilità di pro-
durre qualcosa di proprio, in modo creativo e fluido,
equivale a una vera e propria medicina. Ecco perché è
terapeutico dedicarsi ad attività ludiche o divertenti pur-
ché siano manuali. Particolarmente utile si rivela mo-
dellare la creta; indipendentemente dal risultato ciò che
importa è imparare a creare un prodotto “tuo” a partire
da una materia informe.

Al lavoro “fai squadra”


Chi soffre di una forma di sindrome del colon irritabile
che si manifesta prevalentemente con la colite, solita-
mente è ritroso e individualista; difficilmente ama lavo-
rare in gruppo, preferisce seguire i suoi metodi, prender-
si il suo tempo ma soprattutto ha difficoltà a sottoporsi a
quel continuo confronto che il lavoro di gruppo richie-
de. Ecco perché di solito riveste ruoli che non richiedo-
no collaborazione e scambio con gli altri.
Mettiti in gioco: gradualmente, scegliendo i colleghi di
cui più ti fidi, inizia a condividere un piccolo impegno o
una responsabilità.
Per esempio, se ti capita di vedere un collega in difficoltà
intervieni a dargli una mano.
Se ti vengono richiesti esplicitamente un parere o un fa-
vore non tirarti indietro: renditi disponibile senza fare
calcoli. Si attiverà un circolo virtuoso che ti aiuterà a
rompere il ghiaccio.

63
Quando il colon è irritabile

I comportamenti
da evitare
Q uando si soffre di colon irritabile in genere si tende
ad attribuire la responsabilità a fattori esterni, pri-
mo fra tutti l’alimentazione, mentre si esclude la possibi-
lità che alla radice di questo fastidioso malessere ci siano
atteggiamenti che anziché sradicarlo contribuiscono a
mantenerlo vivo. Spesso sono proprio i comportamenti
apparentemente più salutari ad alimentare colite e stipsi.
È importante essere consapevoli del fatto che per poter
guarire occorre avere un atteggiamento attivo, essendo
disponibili a mettersi in discussione e a riconoscere le
proprie fragilità. Ecco i passi falsi che favoriscono la cro-
nicizzazione dei disturbi al colon e rendono l’attività in-
testinale una vera e propria “altalena”.

Avere paura di star male


Chi soffre cronicamente di colon irritabile finisce col
farsi condizionare pesantemente da questo disturbo. In
particolare, se la patologia si manifesta con la colite, nel
tentativo di prevenire le crisi imprevedibili, finisce col
costruirsi uno stile di vita quasi fobico che evita accura-
tamente situazioni definite a rischio: niente cibi incon-
sueti, vietato dormire fuori o stare in un luogo dove non
si ha a disposizione un bagno agibile, ansia fortissima
tutte le volte che si deve affrontare una situazione che
costringe ad uscire dal binario rassicurante delle abitudi-
ni. Così facendo, però, si limitano ancor più le occasioni
in cui ci si può sperimentare.

64
I disturbi più frequenti

Scacciare i cattivi pensieri


Paure, dubbi, impulsi inaccettabili, affollano la mente di
chi soffre di colon irritabile.
Spesso scatenano un’angoscia che si avverte come una
morsa allo stomaco. La tentazione immediata è quella
di scacciarli, ma è difficile tenerli lontani, anzi più li si
contrasta e più attecchiscono.
Lasciali venire: quando un brutto pensiero si affaccia alla
mente non cacciarlo via, gradualmente allenati a lasciar-
lo venire, accoglilo dandogli spazio, cercando di tollerare
l’ansia e l’angoscia di cui è portatore.
Ricorda che la maggior parte dei cattivi pensieri altro
non è che l’espressione di desideri e bisogni legittimi ina-
scoltati. Se non li temi e non li respingi il loro messaggio
profondo si paleserà.

Essere “troppo” autosufficiente


L’autonomia, si sa, è una dote essenziale soprattutto
nel mondo degli adulti, un’abilità che si acquisisce pian
piano mettendosi alla prova. Ma bisogna ricordare che
non bisogna rinunciare, quando occorre, a farsi dare una
mano da chi ci può aiutare.
Chi soffre di colon irritabile con prevalenza di stipsi ha
un vero e proprio rifiuto verso qualunque forma di di-
pendenza e di scambio; tende quindi a non chiedere nul-
la agli altri. Ecco perché, pur di non sentirsi in debito,
svolge da solo tutti i compiti di cui si fa carico, spesso
però a prezzo di grandi sacrifici.
Il rischio, oltre allo sperpero di energie e alla solitudine,
è quello di coltivare sentimenti di rancore e di abbando-
no nei confronti degli altri che rinforzano, in un circolo
vizioso, la tua chiusura di base.

65
Quando il colon è irritabile

Filtrare tutto con la morale


Giusto-sbagliato, bello-brutto, corretto-disonesto sono
le categorie con cui chi soffre di sindrome del colon ir-
ritabile tende a filtrare la realtà. I diktat della morale de-
cretano come comportarsi e sanciscono norme piuttosto
rigide. Uscire da questi principi comporta l’emergere di
un forte senso di colpa e di ansia. E non sono solo gesti
concreti e comportamenti messi in atto a essere censurati
dal pensiero morale: anche i desideri, o i pensieri più
innocenti sono soggetti allo stesso severo giudizio che li
rende sempre meno spontanei. Non sorprende poi che
l’intestino, l’organo deputato a fare pulizia, si incarichi
di riportare ordine e purezza laddove si annida “il male”.
Il consiglio è di sospendere i giudizi, sia su te stesso che
sugli altri; tutte le volte che un giudizio morale si affaccia
alla mente, fermati e non fare alcuna valutazione. Con-
cediti del tempo e la possibilità di vedere le cose da un
altro punto di vista. Scoprirai che in molti casi, siamo
noi a “sporcare” le cose con i nostri giudizi.

Esagerare con la fantasia


Un amico non chiama da tempo, e subito si affacciano
alla mente tante domande: cosa gli avremo fatto di male?
Perché non ha più voglia di vederci? Dubbi e timori di-
ventano un vero e proprio tormento, ma anziché alzare
il telefono e chiamarlo, chi ha problemi intestinali con-
tinua a rimuginare, a fare ipotesi, fino a sviluppare nei
confronti dell’amico avversione e rancore. Tutto avviene
nella sua testa ma difficilmente si confronta con la realtà
per dissipare dubbi e impressioni. Prova a non imma-
ginare, ma osserva razionalmente la situazione. Tutte le
volte che una sensazione ti angoscia o ti crea disagio, non

66
I disturbi più frequenti

mettere in moto la fantasia, confrontati con la realtà: an-


ziché interrogarti tra te e te, fai una domanda diretta
all’interessato, osserva la realtà con occhio neutro e non
come chi cerca indizi per confermare le sue tesi.

Essere schiavi di schemi


Per chi soffre di disturbi intestinali e alterna periodi di
colite a periodi di stipsi, il rito dell’evacuazione può rap-
presentare un problema. In bagno alla stessa ora, man-
giare tutti i giorni un certo alimento, svegliarsi presto,
sono infatti piccoli rituali che usa chi è affetto da colon
irritabile per tenere a bada un intestino “capriccioso”.
Niente di male ad aiutarsi con piccoli accorgimenti, at-
tenti però a non farli diventare la condizione irrinuncia-
bile per poter star bene. Ciò che funziona è la calma e la
sicurezza che regalano, non il gesto in sé!

Mostrarsi poco generosi


La difficoltà a dare è una caratteristica costante, soprat-
tutto in chi soffre di colon irritabile con sintomo preva-
lente la stipsi. Introverso e diffidente, si concede poco
agli altri. Se sei avaro di attenzioni, di disponibilità, di
interesse genuino per il prossimo puoi allenarti a “esse-
re generoso”. Ogni giorno dai una prova di altruismo:
cedi il posto in tram a qualcuno che ne ha bisogno, fai
l’elemosina, raccogli abiti e oggetti che non ti servono
più e offrili ad associazioni benefiche o a chi ha bisogno.
L’obiettivo non è diventare più buoni, ma imparare a ad
avere scambi con il mondo esterno, rompendo la ten-
denza a rimanere chiuso nel proprio guscio. Lasciar an-
dare ciò che non serve più, così come dare il meglio di sé
attraverso un dono, servirà a sbloccare l’intestino pigro.

67
L’alimentazione

I cibi utili
per stare meglio
T ra gli accorgimenti più utili per prevenire e guari-
re i disturbi legati alla sindrome del colon irritabile
è importante non fare pasti troppo abbondanti, distri-
buendoli nell’arco della giornata.
È inoltre fondamentale variare la dieta, così da non alte-
rare la flora batterica.

Cosa mangiare per stare bene


Grano saraceno, riso, orzo e miglio sono i cereali che
meglio prevengono i sintomi tipici del colon irritabile,
come i gonfiori addominali, le coliche dolorose e l’alter-
narsi di stipsi e diarrea.
Come questi cereali, anche il pesce, con i suoi benefici
Omega 3, fa molto bene al colon, soprattutto se accom-
pagnato da verdure cotte e riso integrale (oppure orzo o
miglio) e consumato 4 volte alla settimana.
Tra i pesci migliori ci sono le sardine, le alici, gli sgombri
e il salmone cucinati al forno oppure con cotture brevi
in padella. Tutto questo “mangiare sano” non implica
però, come spesso si pensa, rinunciare costantemente ai
piatti golosi: vanno bene, ad esempio, anche le torte sa-
late, a patto che siano preparate in casa con ingredienti
sani. La soddisfazione del palato è infatti importante per
chi soffre di colon irritabile: un piatto gustoso è mol-

68
I disturbi più frequenti

to importante per aiutare “l’emotività” della pancia e la


preparazione mentale al buon “movimento” intestinale.

Le 4 regole vincenti
• Tra le spezie scegli lo zenzero, la curcuma e la can-
nella, evitando peperoncino, pepe e noce moscata che
impediscono il riequilibrio delle mucose intestinali.
• Evita i latticini. L’unico consentito è lo yogurt a cui
possiamo aggiungere del cocco grattugiato e della ste-
via per creare un ottimo frullato.
• Bevi almeno un litro e mezzo di acqua al giorno,
lontano dai pasti, evitando invece gli alcolici.
• Mangia adagio, masticando bene ogni boccone e non
saltare mai i pasti (meglio farne di più con minori
quantità). Inoltre, il cibo va assunto a intervalli regola-
ri (3 pasti e 2 spuntini).

Il piatto unico che aiuta l’intestino


Ecco un piatto che non sovraccarica l’intestino e com-
batte l’irritazione del colon.
Occorrono: 140 g di riso semintegrale; 150 g di pet-
to di tacchino; una zucchina; una carota; uno scalogno;
un cucchiaio di olio extravergine di oliva; sale marino
integrale e coriandolo q.b. Lessa il riso e scolalo al den-
te. Intanto fai appassire lo scalogno tagliato finemente
nell’olio con la carota tritata e la zucchina a rondelle.
Unisci il tacchino a tocchetti, rosolalo e fai sfumare con
poca acqua di cottura del riso. Cuoci per 5-6 minuti.
Unisci alla carne il riso lessato, spolverizza con coriando-
lo, regola di sale e lascia insaporire per 3 minuti. Questo
piatto evita le fermentazioni e fornisce la quantità giusta
di macronutrienti e vitamine.

69
i rimedi naturali

Placa i sintomi
con cure ”dolci”

L a sindrome del colon irritabile è un disturbo “co-


mune” che ogni giorno colpisce milioni di persone.
Come abbiamo visto, è impossibile imputare la sua com-
parsa a singoli fattori, poiché questa patologia si “nutre”
dell’unione di più cause scatenanti: cattive abitudini di
vita, una difficoltà a conoscere se stessi, disagi psicolo-
gici non affrontati sono solo alcune delle componenti
responsabili dell’affezione.
In tutto questo, però, è possibile individuare come inter-
venire per lenire efficacemente i maggiori disturbi dovuti
alla sindrome del colon irritabile utilizzando un alleato
fedele ed efficace: la natura.
La dimensione “verde” potrà andare, infatti, a colmare
ed equilibrare le carenze che sono alla base di questo
problema intestinale. I rimedi naturali sono particolar-
mente utili perché sono efficaci nello stimolare le reazio-
ni fisiche e psichiche individuali e a riportare equilibrio
nell’attività dei vari organi; questo è molto importante
perché in caso di sindrome del colon irritabile quello
che serve è ripristinare un’armonia generale di mente e
corpo. Omeopatia, fitoterapia e gli altri rimedi “verdi”
servono dunque per riportare equilibrio là dove questo è
andato perduto per cause fisiche o psicologiche, interve-
nendo direttamente sui sintomi.

70
I disturbi più frequenti

L’aiuto benefico dei vegetali


Gli estratti curativi dalle erbe e delle piante hanno degli
effetti salutari molto efficaci sull’intestino, perché aiuta-
no a “placare” il colon e a regolarizzare le sue funzioni,
divenute squilibrate a causa della colite spastica.

Usa il macerato glicerico di fico


Il rimedio naturale più indicato ed efficace per alleviare i
sintomi della sindrome del colon irritabile è il macerato
glicerico Ficus carica, estratto delle gemme del fico selva-
tico, che agisce direttamente sul principale sintomo del
disturbo, ovvero l’alternanza tra colite e stipsi, causato
prevalentemente da stress e ansia.
• Come fare: ti suggeriamo di assumere questo rimedio
durante la fase acuta del disturbo e in particolare se la
sindrome del colon irritabile si manifesta con la colite,
nella dose di 30 gocce di macerato glicerico, da diluire in
mezzo bicchiere d’acqua minerale naturale, in una sola
volta, ai primi sintomi. Quindi procedi con la stessa dose
una volta al giorno per un mese.

Pau d’arco per regolarizzare l’intestino


Prima compare la diarrea, poi lunghi periodi di stitichez-
za, con dolori costanti. Pau d’arco avrà effetti benefici su
un intestino che non riesce a trovare equilibrio. L’altro
grande sintomo è un forte gonfiore; la pancia non dà tre-
gua, con crisi diarroiche soprattutto al risveglio. Bevande
fredde o troppo calde “infiammano” e creano spasmi.
• Come fare: prepara un decotto di pau d’arco, metten-
do a bollire per circa 8-10 minuti 2 cucchiaini di cortec-
cia oppure legno della pianta in due tazze abbondanti

71
Quando il colon è irritabile

d’acqua. Trascorso il tempo necessario, filtra bene, lascia


intiepidire e bevi, se possibile senza dolcificare, 2-3 volte
al giorno, per due mesi.

L’uncaria per il morbo di Crohn


L’uncaria è una liana amazzonica dotata di straordinarie
qualità immunomodulanti: potenzia l’attività dei nostri
anticorpi che attaccano batteri e virus. Inoltre contiene
sostanze antinfiammatorie utili in tutti i casi di patologie
croniche, autoimmuni e degenerative, caratteristiche che
ne fanno il rimedio d’elezione contro il morbo di Crohn.
• Come fare: acquista l’uncaria in farmacia o in erbori-
steria sotto forma di capsule da 2 mg di estratto secco ti-
tolato in alcaloidi pentaciclici, e assumine una, 1-2 volte
al giorno, con un abbondante bicchiere d’acqua minera-
le naturale, lontano dai pasti.

I minerali per
riequilibrare le funzioni

U n corretto equilibrio di minerali all’interno


dell’organismo è indispensabile per
combattere la disfunzione delle attività
intestinali, segnale tipico della sindrome del
colon irritabile. Il trattamento oligoterapico per
alleviare i sintomi della colite spastica prevede una
fiala di Manganese-Cobalto da assumere a giorni
alterni, eventualmente da associare all’assunzione
di Magnesio, una dose alla settimana, nel caso si
presentino forti dolori intestinali.

72
I disturbi più frequenti

L’omeopatia: la cura su misura


I granuli omeopatici si prestano come rimedio spe-
cifico per le varie situazioni particolari che possono
essere all’origine della sindrome del colon irritabile.
Dal momento che si tratta di un disturbo dalle molte-
plici cause, sia fisiche che psichiche, occorre prima della
terapia un’analisi approfondita delle caratteristiche del
paziente e del suo disturbo, che può avere manifestazioni
molto diverse da un caso all’altro. Solo dopo questa ana-
lisi si potrà scegliere il rimedio più adatto, che può essere
tra quelli che indichiamo qui di seguito.

Nux vomica contro “l’irritabilità”


Particolarmente utile dopo un periodo in cui la sindro-
me del colon irritabile ha generato stipsi e quindi si è
abusato di lassativi o quando vi è alternanza di stitichez-
za e di diarrea, oppure se la stipsi è accompagnata dal
bisogno di andare di corpo (bisogno che rimane senza
esito, ma che provoca intensi dolori addominali).
Il soggetto definito “Nux vomica” è il classico “stressa-
to”: fa poco movimento fisico, è spesso teso e nervoso,
suscettibile e irritabile.
Trova un po’ di sollievo da questa sua tensione solo dopo
una sfuriata in piena regola che gli stravolge il suo ordine
mentale sempre ferreo e rigido.
• Come fare: ti consigliamo di assumere il rimedio ome-
opatico Nux vomica sotto forma di gocce in diluizione
alla 5 CH, 15 gocce da sciogliere in poca acqua minerale
naturale e poi da far girare in bocca per 15-20 secondi
prima di inghiottire normalmente, due volte al giorno,
per la durata di un mese.

73
Quando il colon è irritabile

Colocyntis: per ridurre i crampi


Una mano che strizza l’intestino, enormi massi che com-
primono l’addome: sono queste le sensazioni dolorose
che più facilmente trovano sollievo grazie a questo rime-
dio omeopatico. In questo caso la sindrome del colon
irritabile si esprime prevalentemente attraverso spasmi
intestinali. Il soggetto non sopporta che si tocchi o si
massaggi la pancia quando avverte questi dolori.
Curiosamente, invece, sente che il disturbo migliora pre-
mendo forte sulla zona dolente oppure flettendo il busto
in avanti. I dolori si affievoliscono quando la persona
riesce ad andare di corpo.
• Come fare: assumi il rimedio omeopatico Colocyntis
sotto forma di granuli in diluizione alla 7 CH, nella po-
sologia di 2-3 granuli da sciogliere sotto la lingua, 3-5
volte al giorno a seconda dell’intensità del dolore, per la
durata di un mese.

Pulsatilla per chi ha paura dei giudizi altrui


Tratto tipologico dei soggetti Pulsatilla è la tendenza ad
avere una percezione instabile di sé, che oscilla dal sen-
tirsi una persona creativa, capace e ottimista, al precipi-
tare verso il basso dell’autostima in relazione ai giudizi
altrui. La mancata visione unitaria di sé, unita al bisogno
di considerazione, genera ansia e rende la persona emo-
tivamente vulnerabile, soggetta a momenti depressivi a
cui reagisce aumentando l’autocontrollo. Caratteristiche
che si ritrovano puntualmente in chi è affetto da sindro-
me del colon irritabile.
• Come fare: prendi il rimedio Pulsatilla in diluizione
alla 30 CH, nella dose di 3 granuli da sciogliere sotto la
lingua, 3 volte al giorno, per un mese.

74
I disturbi più frequenti

Le altre terapie “verdi”


Anche l’aromaterapia e la floriterapia ci offrono dei ri-
medi efficaci per la sindrome del colon irritabile.

L’olio essenziale di carvi per calmare il colon


Un eccellente rimedio per gli attacchi dolorosi causati
dalle infiammazioni a carico del colon o dalle alterazioni
della peristalsi intestinale è costituito dagli oli essenziali,
da tenere a portata di mano per risolvere rapidamente gli
“attacchi improvvisi”. Contro la sindrome del colon irri-
tabile si usa l’olio estratto dai semi del carvi, che unisce
alle proprietà carminative un potente effetto sedativo sui
centri nervosi e un’azione miorilassante.
• Come fare: diluisci 2 gocce di olio essenziale di carvi
in un cucchiaino di olio vegetale, meglio di mandorle
dolci, e massaggia delicatamente l’addome, praticando
leggeri movimenti circolari, due volte al giorno.

Tre fiori di Bach per stare subito meglio


Ottimo rimedio per i disturbi addominali sono le es-
senze floreali. L’alternanza di sintomi opposti e con-
traddittori tipici delle coliti spastiche si combatte con
Scleranthus, fiore che oscilla tra stati d’animo opposti
per la difficoltà ad integrare ragione ed emozione. Rock
Water corrisponde alla fase espulsiva del disturbo, per
l’intransigenza con cui le parti “sporche” vengono scari-
cate, mentre Cherry Plum si rivolge alla fase stipsi, per il
rigido autocontrollo che blocca la peristalsi.
• Come fare: fatti preparare un mix di questi tre fiori di
Bach dall’erborista e assumi il rimedio ottenuto 4 volte
al giorno, nella dose di 4 gocce da porre sotto la lingua.

75
Dubbi e interrogativi

Le domande
più comuni
“Sindrome del colon irritabile”, di che si tratta?
Con la definizione di “sindrome del colon irritabile” si
indicano tutte le patologie che affliggono l’intestino e che
non sono immediatamente riconducibili a cause organiche
specifiche. Rientrano in questa definizione, ad esempio, la
colite o la stipsi che non sono causate da infezioni batteriche
e neppure sono la conseguenza di altre malattie.

Quali sono le cause di questo disturbo?


Le cause finora individuate sono riconducibili principalmen-
te allo stress e alle tensioni emotive.
Ma anche alcune cattive abitudini alimentari possono costi-
tuire una causa scatenante. La fretta nel mangiare, la ma-
sticazione poco accurata, una dieta povera di fibre: ognuno
di questi fattori può causare problemi intestinali nel lungo
periodo. Altre cause possono essere l’intolleranza ad alcuni
alimenti o la sedentarietà.

Cos’è la colite spastica?


La colite spastica è il termine con cui talvolta viene de-
finita la sindrome del colon irritabile; in particolare però
per colite spastica si intende un disturbo caratterizzato da
una combinazione di sintomi gastrointestinali cronici o ri-

76
I disturbi più frequenti

correnti che non hanno origine da alterazioni organiche o


biochimiche dell’intestino. Per questo motivo la colite spa-
stica, più che una patologia, è considerata un “disordine
funzionale”. Si manifesta con dolori addominali associati
a disturbi della defecazione (stipsi o diarrea) o a sintomi
come il gonfiore o la distensione addominale. Si tratta di
una delle patologie più frequenti del tubo gastroenterico.
Per diagnosticare la colite spastica occorre escludere la pre-
senza di cause organiche.

Quanto è importante la dieta?


Una corretta alimentazione rappresenta un punto fonda-
mentale nella prevenzione e nella cura della colite spastica.
La dieta deve essere varia ed equilibrata, e soprattutto deve
prevedere un adeguato apporto di fibre. Le fibre, infatti, sono
in grado di aumentare la consistenza delle feci e contribuisco-
no alle regolarizzazione della flora intestinale.
Dovrebbero essere evitati gli alimenti che hanno un’azione
stimolante sulla motilità intestinale, come ad esempio la caf-
feina. Tuttavia in generale i cibi capaci di scatenare i sintomi
possono variare da soggetto a soggetto e quindi devono essere
individuati e limitati in base all’esperienza personale.

Che ruolo hanno le intolleranze alimentari?


Gli alimenti mal tollerati, di sicuro, aggravano lo stato in-
fiammatorio intestinale, bisogna comunque considerare che
le intolleranze fanno parte dello stesso quadro, ossia sono
espressione psicosomatica di una sensibilità che il colitico
tende a schiacciare.
Per questo il rifiuto di un alimento va sempre assecondato,
così come l’istinto che ci aiuta a scegliere a tavola e non solo,
cosa portare dentro di noi.

77
I disturbi più frequenti

I DISTURBI PIÙ FREQUENTI

QUANDO
SI INFIAMMA:
LA COLITE
80 La fisiologia
Uno dei malesseri più diffusi

86 La visione psicosomatica
Spia di emozioni non ascoltate

98 L’alimentazione
Evita i cibi “irritanti”

102 I rimedi naturali


Armi “verdi” contro il disturbo

108 Dubbi e interrogativi


Le domande più comuni

79
La fisiologia

Uno dei malesseri


più diffusi

L a colite è uno dei disturbi più frequenti nei Paesi oc-


cidentali. Sotto il termine di colite vengono classifi-
cate diverse patologie, che si possono dividere sostanzial-
mente in due categorie: quelle di origine infiammatoria
e quelle di origine autoimmune (cioè dovute a una scor-
retta reazione del sistema immunitario contro l’intestino
stesso). La diffusione della colite è aumentata vertigino-
samente negli ultimi decenni. La medicina ufficiale ha
messo a punto moltissimi farmaci e terapie contro la co-
lite, spesso inefficaci. In molti casi, quando la causa non
è organica, si rivela utile intervenire sul piano delle emo-
zioni e dei pensieri, per sbloccare quelle pulsioni represse
che trovano sfogo attraverso la colite. Sono utili anche i
rimedi naturali che intervengono sul colon senza dan-
neggiarlo; infatti l’intestino è un organo “intelligente” e,
quando viene stimolato nel modo giusto, è in grado di
guarire da solo.

Manifestazione tipica? La dissenteria


Nel linguaggio comune si parla di “colite” quando i di-
sturbi intestinali si manifestano soprattutto attraverso la
dissenteria, un disturbo “imbarazzante”, che può inci-
dere anche sulle attività quotidiane. Gli attacchi di dis-
senteria hanno un’insorgenza solitamente improvvisa e

80
I disturbi più frequenti

si verificano maggiormente al mattino e dopo i pasti, ma


non durante il sonno. Alla diarrea si accompagna il do-
lore addominale, che può comparire sotto diverse forme:
può presentarsi come un bruciore o come un senso di
oppressione, ma può essere anche di tipo crampiforme.
Oltre al dolore si possono avvertire borborigmi, gonfiori
addominali, disturbi anche allo stomaco, con reflusso ga-
stroesofageo. Per questo con la colite si può manifestare
anche una sensazione di sazietà precoce, con conseguen-
te perdita di peso. Inoltre quest’affezione può provocare
anche disturbi nella salute generale, come cefalea, dolori
muscolari, stanchezza cronica e sonnolenza, dermatiti.
Il legame con il mondo psicologico ed emotivo è dimo-
strato anche dal fatto che la colite è spesso accompagnata
da ansia, stati depressivi e ipocondria.

Cosa avviene nel corpo


La presenza di tutti questi sintomi fisici e psicologici
legati alla colite è dovuta al fatto che l’infiammazione
altera il corretto funzionamento del colon.
Quando questa parte dell’organismo non riesce ad adem-
piere completamente ai suoi compiti, il malfunzionamen-
to si manifesta attraverso un ridotto assorbimento di ac-
qua oppure, al contrario, un’eccessiva secrezione di fluidi.
In entrambi i casi, il risultato è che le feci contengono
una quantità elevata di liquido, che l’organismo non è in
grado di trattenere ed espelle in maniera quasi incontrol-
labile. Questo velocizza il transito dei cibi nell’intestino
e impedisce l’assorbimento adeguato di acqua, minerali
e vitamine utili al corpo, altera inoltre l’equilibrio della
microflora, aumentando il rischio dell’assorbimento di
tossine attraverso la mucosa.

81
Quando si infiamma: la colite

Le diverse tipologie
e cause del disturbo
L e possibili cause della colite sono molto numerose;
oltre all’alimentazione, lo stress è uno dei principali
imputati. L’infiammazione al colon può essere provocata
da forme di “intolleranza” alimentare o da un’infezione
da microrganismi patogeni. In questo caso si tratta di
una forma di colite dal decorso molto veloce: insorge
violentemente, manifestandosi con diarrea e dolore ad-
dominale. Se l’infezione si cronicizza o non viene cu-
rata adeguatamente allora anche la colite ne risente ed
evolve in colite cronica. Bisogna precisare che spesso è
chiamata colite quello che in realtà è un semplice attacco
di dissenteria causato da un’indigestione. In altri casi il
disturbo è provocato da patologie infiammatorie, come
la colite ulcerosa: le diagnosi sono specifiche e vanno ap-
profondite quando i sintomi durano per periodi lunghi
(oltre le tre settimane).

Occhio alle allergie


Spesso la colite è causata da una semplice intolleranza
al lattosio: gli enzimi intestinali non sono in grado di
scindere completamente questo alimento, che giunge al
colon senza essere ancora stato digerito.
Qui il latte è fermentato dalla flora batterica e ciò pro-
voca gonfiore e dissenteria. Altri individui invece ne sof-
frono a causa di una vera e propria allergia alle proteine
del lattosio o perché affetti da celiachia, disturbo dovuto
a intolleranza al glutine.

82
I disturbi più frequenti

Se dipende dal ciclo


Nelle donne la colite è spesso legata alla comparsa del
ciclo mestruale. L’intestino, infatti, è molto sensibile ai
cambiamenti ormonali dell’organismo, per questo le
mestruazioni hanno come effetto quello di peggiorare i
sintomi della colite.

Causata da farmaci
È una infiammazione del colon provocata da una pro-
lungata assunzione di antibiotici, che modificano la flo-
ra intestinale e favoriscono il riprodursi del “clostridium
difficile”, un batterio che danneggia la mucosa del colon.
Questa colite viene chiamata anche pseudo membranosa
e si manifesta con febbre, dolori addominali e dissente-
ria, con presenza di muco nelle feci.

Colite ulcerosa
La colite ulcerosa è una malattia infiammatoria croni-
ca che può colpire l’intestino in ogni sua parte, anche
se ha una localizzazione preferenziale nell’ultimo tratto
dell’organo, nell’intestino tenue e nel colon. Il sintomo
principale con cui si manifesta è costituito dall’emissio-
ne di sangue rosso vivo, da solo o prima della normale
evacuazione. A ciò si accompagna un senso di malesse-
re generale con febbre e inappetenza. Questo disturbo è
caratterizzato da uno stato infiammatorio a carico della
mucosa del grosso intestino, con arrossamento, fragilità
e vere e proprie ulcerazioni.

Da infezione batterica
Questo tipo di colite è provocato da un agente batterico
esterno: tifo, paratifo, tubercolosi addominale.

83
Quando si infiamma: la colite

Viene diagnosticata attraverso colture fecali in grado di


isolare e riconoscere il batterio responsabile.
I sintomi possono variare a seconda del tipo di batterio,
ma dissenteria e febbre sono quasi sempre presenti. Viene
curata con medicinali.

La colite da “viaggio”,
imprevista e fastidiosa

L a colite da viaggio interessa il 30% dei


viaggiatori, soprattutto tra chi visita i Paesi
caldi, e si manifesta in tempi brevi (meno di 48-72
ore). Gli attacchi di dissenteria sono improvvisi e
di solito incontrollabili; la causa scatenante è la
stessa: l’adattamento a una nuova realtà. Sono più
suscettibili a questo disturbo le persone provenienti
da Paesi industrializzati. Tra i fattori che lo
causano vi sono: la suscettibilità individuale,
l’esposizione ad alimenti o acqua contaminati,
batteri, virus, parassiti; ma talora anche lo
stress del viaggio, il cambio di alimentazione,
il clima o l’altitudine possono scatenare una
diarrea. La colite da viaggio è caratterizzata da
dissenteria, che può essere associata a dolori
addominali, nausea, meteorismo, malessere
generale e talora febbre. I sintomi si manifestano
in genere nei primi giorni dall’arrivo nell’area a
rischio. Il disturbo si risolve di solito in 1-5 giorni,
ma talvolta si prolunga fino a 10.

84
I disturbi più frequenti

I momenti in cui
si fa sentire di più
L e manifestazioni più fastidiose della colite si verifi-
cano di solito in alcune occasioni tipiche e in certi
momenti della giornata. Vediamo quali sono.

Dopo aver mangiato


Gli attacchi che seguono i pasti sono un appuntamento
quasi puntuale. Il motivo? Il cibo ingerito diventa sim-
bolo di emozioni e pensieri “impuri” che vivono in noi
da tempo e che non vediamo l’ora di espellere. Così, in
piena digestione, ecco che il nostro intestino si fa carico
dell’evacuazione, complice un’insistente diarrea.

Al mattino
Se il risveglio è doloroso e urgente, allora sono le respon-
sabilità che dovremo affrontare a darci il “buongiorno”.
Il pensiero molesto di cui ci liberiamo violentemente al
bagno è quello di non farcela, di fallire e di mostrare le
nostre debolezze. Un senso di inadeguatezza e disistima
ci fa desiderare di non confrontarci con il mondo ester-
no, pronto a giudicare e a condannare. Di fronte a que-
sta minaccia “ce la facciamo sotto”.

Prima degli eventi


Spesso conta il fatto che sta per accadere: esami, incon-
tri di lavoro o sentimentali, un viaggio o una situazione
insolita in cui mettersi in gioco. Ogni evento può essere
motivo di protesta per una pancia sensibile al nuovo.

85
La visione psicosomatica

Spia di emozioni
non ascoltate

L a colite è certamente tra le patologie maggiormente


rivelatrici dei nostri disagi anche psicologici.
Disturbo psicosomatico per eccellenza, questa affezione
è una vera e propria spia di personalità e modi d’essere
non ascoltati che si riversano su una parte centrale del
nostro organismo: la pancia.
È qui, infatti, che vengono “pensate” le emozioni visce-
rali, è qui che noi stessi decidiamo se accettarle o no, se
viverle oppure no.

Si espelle ciò che non si digerisce


Come accade quando un cibo guasto viene eliminato ra-
pidamente per evitare che intossichi il corpo, allo stesso
modo ci sono pensieri, impulsi, ricordi che devono esse-
re eliminati per evitare di avvelenare la mente.
Con la diarrea le feci vengono espulse prima ancora di
essere formate. Il corpo dunque ha fretta di liberarsi di
un cibo-pensiero che di fatto non ritiene possa essere di-
gerito, e diventare sangue e coscienza.
Attraverso le scariche fulminee e incontenibili, la vio-
lenta espulsione delle feci esprime un rifiuto massiccio
di quelle parti che non possono essere fatte proprie, che
sono giudicate inaccettabili, difficili e pericolose da assi-
milare. È un vero rituale di purificazione, un modo per

86
I disturbi più frequenti

fare piazza pulita di tutto ciò che compromette il rigore:


spesso è anche l’unica via per arrestare un flusso di pen-
sieri angosciante. Di solito, infatti, la scarica diarroica
determina poi successivamente un allentamento della
tensione fisica e psichica.
Inoltre, per chi soffre di colite con scariche improvvise
di diarrea, l’imprevedibilità del disturbo, o meglio la sua
maggiore incidenza nelle occasioni importanti e ansioge-
ne, genera un vero e proprio condizionamento che sfocia
in condotte fobiche di evitamento: niente viaggi, cinema
e luoghi chiusi o sconosciuti dai quali non si può “scap-
pare” quando si ha bisogno di farlo.
Dietro questa fobia, però, spesso si nasconde una intensa
ansia sociale e una grande difficoltà ad affrontare tutte
le situazioni nelle quali ci si sente sotto osservazione o
in trappola. Questa forma di colite finisce inoltre con il
condizionare pesantemente anche la qualità di vita.
Chi ne soffre, infatti, è soprattutto intimorito dai cam-
biamenti che possono privarlo dei suoi punti di riferi-
mento e delle sue sicurezze.

Durante il sonno si attenua


Una delle caratteristiche della colite, che la distingue
dalle altre patologie croniche intestinali, è il fatto che i
sintomi si attenuano durante il sonno.
I colitici durante la notte trovano una tregua dal mal di
pancia e dalle corse in bagno. La produzione di pensieri
ansiogeni si arresta nel momento in cui dormiamo, allo
stesso modo anche il “cervello addominale”, cioè il si-
stema nervoso enterico, può finalmente permettersi di
funzionare regolarmente, senza essere disturbato da con-
tinue interferenze emotive.

87
Quando si infiamma: la colite

Cosa significa la colite ulcerosa


Anche la colite ulcerosa racchiude un significato psico-
somatico profondo, simile a quello della colite, ma più
forte. Nel caso della colite ulcerosa, infatti, il corpo stes-
so si accanisce contro l’intestino. La colite ulcerosa nasce
spesso dall’essere cresciuti in un ambiente in cui vigeva il
concetto di pulizia morale portato all’estremo. Chi fin da
piccolo ha respirato un’atmosfera di questo tipo si trova da
adulto con dentro di sé regole imprescindibili, un senso
di colpa e una tensione molto forti e radicati, difficili da
combattere e anche solo da smussare. In questa gabbia fat-
ta di regole ferree, una quantità enorme di energia vitale
e aggressiva rimane inespressa. Questa energia finisce per
convogliarsi contro l’intestino, la zona del corpo più im-
presentabile e in contrasto con la pulizia interiore assoluta.

Un rito molto antico

I n passato svuotare l’intestino significava purificare


l’anima. Infatti, prima di avvicinarsi ai riti religiosi
i sacerdoti erano soliti digiunare e purgarsi per
purificarsi. Per la logica dell’equivalenza simbolica,
liberare il corpo vuol dire allo stesso tempo liberare
la mente dallo sporco, dai suoi rifiuti, ossia da
tutto ciò che la rende impura, come cattivi pensieri
e sensi di colpa. La diarrea dovuta alla colite,
da un punto di vista simbolico è un rituale di
purificazione: libera la mente da ciò che la
appesantisce e la avvelena.

88
I disturbi più frequenti

L’identikit di chi
è a rischio colite
E siste una personalità che ci predispone a soffrire di
colite? Indubbiamente sì: l’intestino si ammala per-
ché visceralità e istinti trattenuti da una spiccata razio-
nalità cominciano a “protestare”. Esaminando i tratti di
chi costringe la pancia a richiamarlo alla sua vera natura,
ci accorgeremo che si tratta di persone che si conoscono
poco e che danno poco spazio a ciò che sentono.

Un buon istinto poco ascoltato


Chi soffre di colite è una persona viscerale, ossia istintiva
ed emotiva. Questi aspetti che potrebbero essere punti di
forza si trasformano spesso nel suo tallone d’Achille, l’in-
sicurezza e la paura di farsi trascinare fanno sì che questi
soggetti mettano in secondo piano ciò che sentono, rite-
nendo molto più affidabile ciò che pensano.
È questo meccanismo, la tendenza a nascondere i propri
modi d’essere autentici, il vero responsabile di errori e
dolorosi disturbi, che riportano l’attenzione proprio sul-
la grande ignorata: la pancia.

Impulsi trattenuti
Avendo una tempra tendenzialmente focosa e irruenta, il
colitico tenderebbe ad agire o meglio a reagire in tempi
molto brevi, anche per sollevarsi dall’ansia. Questo però
scatena la paura delle conseguenze e di perdere anche il
minimo controllo degli eventi. Ecco allora che l’impulsi-
vità viene frenata, innescando spesso dolorosi attacchi di

89
Quando si infiamma: la colite

diarrea con crampi: una carica trattenuta che “esplode”


in un attimo, sconvolgendo l’intero organismo.

Corretti e moralisti
La pulizia e l’integrità morale sono per i colitici un valore
inviolabile: la loro coscienza deve essere sempre limpida e
senza macchie, i sentimenti devono essere chiari e onesti.
Ma non sempre è possibile: ecco allora che qualunque
ambivalenza o desiderio di trasgressione viene respinto
nell’angolo più buio della coscienza o meglio liquidato
nel più breve tempo possibile. E chi se non l’intestino
potrà farsi carico di questa “pulizia” impellente?

I primi della classe


La sindrome del primo della classe colpisce molti colitici
e li costringe a essere sempre impeccabili, a distinguersi
per serietà e rigore. A scuola come sul lavoro devono ec-
cellere. In ballo non c’è tanto una conferma narcisistica
quanto un forte desiderio di ammirazione e di rispetto
da parte degli altri, visti come giudici inappellabili. Pur
di risultare gradevoli, talvolta i colitici mutilano parti di
sé spontanee e calde, che li renderebbero unici e speciali.

Orgogliosi e riservati
Sbagli, debolezze, brutte figure. Chi di noi ne è immu-
ne? Se però capitano a chi soffre di colite accendono una
feroce autocritica e una vergogna viva, facendoli senti-
re meschini e umiliati. Ciò spesso li porta a ritirarsi da
qualunque forma di competizione e dal confronto. Ma
anche a evitare tutte le situazioni in cui l’emotività è in
primo piano e si sentono nudi: il risultato? Una vita a
metà, fatta di limiti e di autoimposizioni continue.

90
I disturbi più frequenti

I comportamenti utili
per calmare la colite
S offrire di colite non significa solo accusare dolori,
gonfiori e una diarrea che ci ricorda le proteste di
una pancia in subbuglio. Soffrirne significa che i nostri
modi di vivere non ci rispecchiano a pieno: tratteniamo
emozioni, fantasie, desideri e neghiamo a noi stessi una
naturale dimensione espressiva che va a riversarsi sulla
realtà più viscerale del nostro corpo, la pancia.
Ecco che allora entrare in contatto con la parte più “mi-
steriosa” diventa importante per capire come questo
disturbo abbia le sue radici nelle parole non dette, nei
comportamenti mascherati, nelle tensioni taciute.
Imparare a decifrare i comportamenti sbagliati trasfor-
mandoli in quelli giusti diventa così fondamentale per
proteggere il nostro intestino a 360 gradi.
Di seguito presentiamo una guida con alcuni suggeri-
menti da seguire attentamente e molti altri consigli pra-
tici da provare per stare subito meglio.

Sciogli dalle catene i tuoi istinti


Chi soffre di colite fa già troppi sacrifici e rinunce, per
lui è più utile invece liberarsi dalle catene che bloccano
qualsiasi moto istintivo, ridare alla visceralità l’impor-
tanza che merita. Cerchiamo di rompere le righe, pro-
viamo a buttarci senza pensare e calcolare ogni cosa: una
mente libera e naturale aiuta l’intestino a fare il suo do-
vere senza costringerlo a ricorrere alla maniere forti o a
“scioperare” per farsi sentire.

91
Quando si infiamma: la colite

Più relax in ogni cosa che fai


Fare bene le cose, impegnarsi: è un imperativo categorico
del colitico, che agisce sempre come se avesse un picco-
lo giudice sulla spalla che controlla ogni cosa e approva
o… più di frequente disapprova. Il perfezionismo è una
piaga che genera ansia e un continuo stato di tensione e
di giudizio che tiene sulla corda e costringe a strafare, a
stare sempre molto attenti a non sbagliare, a cercare di
dare il massimo, sottoponendosi all’ansia di prestazione.
E la pancia è la prima a risentirne: chi soffre di disturbi
all’intestino dovrebbe invece sperimentare quanto più
efficienti si riesce a essere se non si è sotto pressione.
Cambia modo di fare le cose: non puntare al risultato
ma al piacere. Piuttosto che fare del tuo meglio, cerca di
affrontare qualsiasi cosa in maniera più rilassata e piace-
vole, prendendoti il tempo che ci vuole e cercando anche
di divertirti, di unire l’utile al dilettevole. E quando ti
tocca fare qualcosa che proprio non ti va, lasciati aiutare,
delega, senza sensi di colpa.

Vivi di pancia
Un temperamento focoso e passionale, raffreddato dalla
logica e dai giudizi morali: è questa la contraddizione
che caratterizza chi soffre di colite. La sensibilità e la ten-
denza innata a seguire l’intuito potrebbero guidarlo ver-
so le scelte giuste e gli consentirebbero di vivere in modo
più intenso con qualche brivido di più e molte paure di
meno, ma… Il colitico si fida poco di se stesso, della sua
visceralità, la considera a torto una dimensione fallace,
grezza, primitiva. Peccato, invece, perché è proprio nella
pancia la sua saggezza. Impara ad ascoltare i moti più
viscerali: rinuncia alle spiegazioni e segui il tuo intuito,

92
I disturbi più frequenti

asseconda i desideri e i ritmi del corpo, ma anche le sim-


patie e le antipatie immotivate. Fa’ lo stesso per l’attra-
zione e le avversioni nei confronti di luoghi, situazioni e
attività. Non reprimere reazioni istintive come la rabbia
o la tenerezza.

Diventa più tollerante


La severità nei confronti dei propri difetti è un classico
in chi soffre di colite, che tende a crocifiggersi per il mi-
nimo errore e non si perdona una brutta figura. Di solito
le debolezze degli altri a cui siamo più intolleranti sono
quelle nelle quali pur senza ammetterlo ci rispecchiamo.
Critiche e giudizi facili rendono il colitico un giudice
impietoso ed esasperano il desiderio irrealistico di perfe-
zionismo. Diventare più tollerante è un passo essenziale
per guarire dalla colite ma anche per conoscersi e ac-
cettarsi integralmente. Hai commesso un errore? Frena i
rimproveri e l’autolesionismo e taci. A mente fredda esa-
mina le ragioni che ti hanno fatto sbagliare senza emet-
tere alcun giudizio. E quando gli altri ti coinvolgono in
prima persona sposta l’attenzione sull’effetto che hanno
su di te piuttosto che sul loro valore assoluto.

Lasciati affascinare dal mistero


Tutto ciò che è buio e tenebroso attrae e spaventa allo
stesso modo chi soffre di colite. La reazione prevalente
è però senz’altro il rifiuto. Le novità vengono viste con
diffidenza e sospetto, meglio le cose senza sorprese. Ma
questo timore dell’ignoto spesso porta a evitare molte
situazioni ed esperienze che potrebbero essere invece un
vero e proprio nutrimento per l’anima. Solo accettan-
do di penetrare nel mistero si riesce a confrontarsi con

93
Quando si infiamma: la colite

tutto ciò che di noi non conosciamo, aprendo le porte


all’intuizione e alla novità, una vera e propria cura per
la colite. Non tirarti indietro: sei tentato di avvicinare
una persona che non conosci e che ti attrae? In vacanza,
anziché i monumenti vuoi vedere altri aspetti della città
che visiti? Asseconda la tua curiosità e fidati dell’intuito.

Libera la tua sessualità


Una sessualità gravata da sensi di colpa e tabù, dalla con-
vinzione che fare l’amore possa essere nobile solo all’in-
terno di una relazione stabile, quando si è innamorati o
si incontra la persona giusta… Questo è un elemento
che ricorre di frequente tra le persone che soffrono di
colite, che distinguono tra ciò che è pulito e ciò che è
sporco e si vergognano o preoccupano di essere a volte
assaliti da fantasie sconvenienti o morbose. Fai un patto
con te stesso: fa bene qualsiasi gesto che non danneggi te
e il partner e viene da entrambi accettato.

Dimentica il rigore autolesionista


Chi è stato educato in modo molto severo assorbe una
idea così rigida della disciplina e dell’autocontrollo che
gli si ritorce contro. Così si impara a rinunciare al pia-
cere, a non dare ascolto alle insofferenze, ai segnali del
corpo, ai bisogni più semplici e istintivi. Ed è proprio la
pancia a ribellarsi in questi casi. Comincia allora ad al-
lentare questo cerchio che diventa una prigione, infran-
gendo le regole che non hai mai messo in discussione,
provando a disobbedire a quello che consideri sacro, per
esempio che si finisce sempre quello che si ha nel piatto,
che non ci si prende un giorno di ferie senza motivo, che
non si può andare a letto lasciando i piatti sporchi...

94
I disturbi più frequenti

Gli atteggiamenti che


favoriscono la colite
P oter migliorare la colite semplicemente cambiando
alcuni atteggiamenti può sembrare molto difficile,
ma non è affatto così. A farci male sono spesso le priva-
zioni, uno stile di vita troppo spartano, all’insegna della
rinuncia e dell’autocontrollo o che alterna momenti di
grande austerità con altri di altrettanta indulgenza.
Allo stesso modo, a favorire i dolorosi movimenti inte-
stinali sono proprio le condotte ritenute “perfette”. Alla
base di questi atteggiamenti c’è il desiderio di tenere lon-
tane da sé le emozioni che vengono giudicate più sovver-
sive, che sembrerebbero sconvolgere le regole accettate e
seguite fino ad oggi. Se si vuole guarire dalla colite occor-
re invece “sporcarsi le mani” e lasciarsi contaminare pro-
prio da quella dimensione “calda” che tanto ci spaventa.
Solo imparando ad accettare la nostra passionalità riusci-
remo a liberarci dal “mal di pancia”.
Ecco quindi i comportamenti che alimentano la colite e
rendono la vita un percorso a ostacoli. Impariamo a ri-
conoscerli per poterli evitare e vivere una vita più piena,
alleviando nello stesso tempo i disturbi al colon.

Rincorrere il buonismo
Essere sempre chiari, corretti, scandalizzarsi per i com-
portamenti immorali e tutto ciò che non è approvato
dalla logica e dal senso comune... Che c’è di male, si
potrebbe dire? Niente, se vivessimo in un mondo ideale
dove il male e gli impulsi non esistono. Questo modo di

95
Quando si infiamma: la colite

pensare, che cerca di epurare tutte le brutture della vita


negandole è staccato dalla realtà e rischia di farci prende-
re molti abbagli.
Per chi soffre di colite poi il rischio è quello di rinforzare
una immagine di sé idealizzata che tenderà a respingere
nell’inconscio tutto ciò che non collima con l’ideale di
candore e perfezione. A questo punto toccherà all’inte-
stino far pulizia di tutto ciò che non possiamo né pensa-
re né accettare. Il male fa parte di noi: soltanto se accet-
tiamo che il male è parte della natura umana, potremo
contrastarlo. Accetta dunque i sentimenti meno nobili
come l’invidia, l’odio, la voracità. Soltanto se li riconosci
potrai contenerli!

Mostrarsi freddi e distaccati


Spesso tenere a bada le emozioni è come cercare di ad-
domesticare una brutta bestia: operazione che richiede
le maniere forti. Lo sa bene il colitico che spesso deve
ingaggiare una dura lotta con se stesso per evitare che
la commozione o la tristezza affiorino. Tanto autocon-
trollo però è una forzatura dolorosa che ha i suoi costi.
Le emozioni, come ad esempio il pianto ricacciato dagli
occhi, si esprimono nell’intestino. Alcuni dolorosi attac-
chi di diarrea altro non sono che una violenta “scarica”
emotiva. Vivi le tue reazioni in tempo reale: non repri-
mere ciò che senti. Ti renderai conto che anziché appari-
re ridicolo, risulterai più umano.

Seguire il gregge
Chi soffre di colite ha un fortissimo bisogno di essere
approvato e stimato. Spesso si genera una fame di appro-
vazione che rende estremamente sensibili alle critiche e

96
I disturbi più frequenti

al consenso. E quale modo migliore per essere approvati


se non quello di allinearsi al senso comune? Ecco perché
molti colitici immolano sull’altare della rispettabilità le
spinte più sanguigne.
Questa rinuncia però isterilisce la vena vitale e costringe
l’intestino a dolorose proteste.
Prima del buonsenso ascolta la pancia. Sai sempre cosa
fare in ogni occasione; ma la pancia è d’accordo? Se fer-
menta o si fa sentire forse protesta. Chiediti con sincerità
che cosa hai davvero desiderio di fare.

Le abitudini che incatenano


Sono comode, ci fanno risparmiare tempo e fatica ma
alla lunga anche le abitudini più funzionali impigrisco-
no il cervello, lo ottundono e di riflesso irrigidiscono o
rallentano anche l’intestino. Liberarsene non è facile ma
è possibile, basta un minimo sforzo di consapevolezza e
il desiderio di far spazio al nuovo.
Comincia con il fare mente locale: ci sono attività che fai
alla stessa ora, sempre nello stesso modo e che ti annoia-
no o ti pesano?
Per esempio: hai un menu fisso a rotazione, vai a fare la
spesa sempre lo stesso giorno, ti tocca fare tutte le sere
una telefonata ai tuoi, inviti gli stessi amici per feste e
ricorrenze.
Oppure non riesci a cambiare pettinatura anche se non
ti piace più, passi sempre la pausa pranzo con i colleghi
che parlano sempre delle stesse cose, affitti tutti gli anni
la stessa casa al mare.
Prova a cambiare, a fare saltare qualcuna di queste abi-
tudini, quella che più ti pesa, pensando a un’alternativa,
poi a un’altra diversa, a un’altra ancora…

97
L’alimentazione

Evita i cibi
“irritanti”

L’ intestino ha un equilibrio delicato, che facilmente


viene alterato non solo dalle cattive abitudini di vita,
ma anche e soprattutto da un’alimentazione scorretta.
La colite è la spia rivelatrice di uno stile alimentare che
ha provocato un accumulo di tossine, con la conseguen-
te infiammazione. Se le cause del disturbo non vengono
rimosse, alle forme acute di colite fanno seguito quelle
croniche, che a lungo andare possono diventare rischiose
e danneggiare l’intestino, provocando anche serie conse-
guenze sulla nostra salute generale.
Per questo è fondamentale seguire un’alimentazione che
sia orientata soprattutto al rispetto del “microcosmo”
intestinale La dieta per contrastare la colite deve basar-
si su alimenti leggeri, che siano privi di ingredienti che
abbiano un effetto irritante sulla mucosa (come alcolici,
bevande gassate, dolcificanti, grassi saturi...).
Occorre anche seguire alcuni accorgimenti nella scelta
della composizione dei pasti. Una dieta eccessivamente
ricca di carboidrati, ad esempio, può squilibrare la flora
intestinale a favore dei microrganismi nocivi.
Attenzione non solo ai cibi, ma anche a quegli aspetti
secondari dell’alimentazione che a volte diamo per scon-
tati: la temperatura di ciò che beviamo e mangiamo, la
velocità dei pasti, gli orari.

98
I disturbi più frequenti

Gli accorgimenti
anticolite a tavola
P er mantenere in salute l’intestino non è sufficiente
scegliere i cibi giusti, ma bisogna anche cuocerli nel
modo adatto. Per quanto riguarda la carne magra e quel-
la di pollo, la cottura più salutare in caso di disturbi inte-
stinali, è quella al vapore, evitando invece di abbrustolire
troppo la carne sulla griglia o al forno.
Bisogna limitare anche i brasati e gli umidi, soprattutto
se hanno sughi ricchi e molto saporiti e piccanti. I pesci
a carne bianca, adatti in caso di colite, non vanno fritti
né conditi con salse irritanti; sono invece benefici se cotti
al vapore o in padella con poco olio.
Per i primi piatti è bene condire pasta e riso con sughi
semplici e leggeri, limitando invece le zuppe di verdure
o i minestroni che contengono legumi. Sono più adatti
i passati e le zuppe farinose a base di patata. Per quanto
riguarda gli ortaggi, vanno valutati caso per caso, ma in
generale è meglio non consumarli crudi, ma cuocerli al
vapore, in padella o al forno.

Cosa mangiare e cosa evitare


Quando siamo soggetti ad attacchi di diarrea è impor-
tante variare immediatamente la nostra alimentazione.
Tra i cibi che è meglio evitare ci sono i formaggi sta-
gionati, i salumi, le spezie e le salse piccanti, le uova, i
condimenti grassi e i fritti, i legumi, i dolciumi e tutta la
frutta e la verdura con effetto lassativo.
È possibile invece consumare pasta e riso, pane bianco

99
Quando si infiamma: la colite

senza mollica, carni magre, pesce lesso, carote, patate,


mele, banane e agrumi. E per condire poco olio extra-
vergine di oliva. Per quanto riguarda le bevande, stop a
quelle fredde e gassate, sì a tè verde e tisane.

Gli alimenti da consumare spesso


• Patate. Sono un ottimo sostituto del pane e hanno un
apporto calorico contenuto (80 kilocalorie per 100 g
di patate contro le 245 del pane). L’ideale è consumar-
le lesse o cotte al vapore.
• Riso. Ben digeribile e di facile preparazione, il riso bian-
co è utile nel combattere la diarrea, soprattutto quando
la colite è in fase acuta. I prodotti raffinati come riso
bianco e pasta bianca risolvono l’attacco colitico.
• Olio di lino. Ricco di Omega 3, agisce sul sistema
nervoso calmando l’ansia che spesso è alla base del-
la colite. L’olio di semi di lino, meglio se spremuto a
freddo, va conservato in bottiglie di vetro scuro e in
luogo fresco e, una volta aperto, va consumato entro
otto settimane. Usiamone due cucchiaini per condire
l’insalata o le verdure lesse.
• Tacchino. Tra le carni, quella di tacchino è la più ricca
di triptofano, un aminoacido coinvolto nella produ-
zione di serotonina, l’ormone del buonumore. È utile
per contrastare lo stress e l’ansia che spesso sono all’o-
rigine del colon irritabile. È meglio scegliere la carne di
tacchino biologica.
• Pesce. Merluzzo e nasello sono i migliori per contra-
stare i disturbi intestinali, poiché contengono i grassi
Omega 3, che disinfiammano e rigenerano le mucose
dell’intestino e nutrono il sistema nervoso, coinvolto
nell’insorgere dei sintomi della colite.

100
I disturbi più frequenti

Via libera a centrifugati e bevande naturali


Per impedire alla colite di alterare l’equilibrio non solo
dell’intestino ma dell’intero organismo, integriamo la
dieta con succhi centrifugati di carote, spinaci, mele, li-
moni e mirtilli: disinfettano e riforniscono di tutte quel-
le sostanze vitali perse a causa della diarrea.
Utile per regolarizzare l’intestino e combattere la diarrea
è una bevanda a base di mirtilli, succo di pompelmo e
latte di riso. Prepara il latte di riso facendo lentamen-
te bollire 100 grammi di riso in un litro d’acqua per 2
ore. Trascorso il tempo necessario, filtra con un colino o
una tela bianca. Poi metti in un bicchiere 3 cucchiai di
succo puro di mirtilli, aggiungi il succo fresco di mez-
zo pompelmo e mezzo bicchiere del latte di riso prima
preparato. Mescola bene e bevi subito dopo un attacco
di diarrea oppure come spuntino durante la fase acuta.
Efficace anche per prevenire le scariche diarroiche.

Per ridurre il rischio di colite da viaggio


Almeno un terzo dei viaggiatori che si recano in Paesi
che non siano il Nord Europa, gli USA o il Giappone, è
affetto da diarrea durante il viaggio. Ciò può dipendere
da diversi fattori, tra i quali il principale è la qualità degli
alimenti e delle bevande. Per prima cosa bisogna sempre
ricordarsi di lavare molto bene le mani. Evitare inoltre
di mangiare cibo “occasionale”, acquistato da vendito-
ri ambulanti. È bene consumare bevande in bottiglia o
lattina che generalmente sono sicure, evitando di bere
acqua proveniente da fontane e rubinetti e di aggiunge-
re ghiaccio (fatto con acqua che può contenere batteri).
Infine non assumere gelati, creme e maionese: possono
contenere sostanze che con il calore si deteriorano.

101
I rimedi naturali

Armi “verdi”
contro il disturbo

L a colite è un disturbo che non conosce età, stagioni,


momenti e che colpisce improvvisamente e senza un
apparente criterio. In questa sua “assenza di regole”, la
natura può aiutare il percorso della guarigione da questa
affezione intervenendo su un organo delicatissimo quale
l’intestino. Come? Proteggendolo preventivamente, in-
nanzitutto. Fitoterapia, fiori di Bach, omeopatia sono
dunque alleati preziosi per riequilibrare la nostra emoti-
vità scacciando la patologia psicosomatica per eccellenza.

L’omeopatia scudo per l’intestino


Alcuni rimedi omeopatici sono particolarmente indica-
ti per prevenire e per curare l’infiammazione del colon.
Ecco alcuni esempi.

Magnesia phosphorica contro i crampi


Questo rimedio è molto utile qualora si presentino do-
lori colici crampiformi, che vanno e vengono con una
certa regolarità e producono un’emissione di feci acquo-
se e una spiccata flatulenza. L’addome è gonfio d’aria e
“risuona”, se percosso, come un tamburo: la fuoriuscita
dell’aria provoca una diminuzione del dolore, tanto che
il soggetto continua a camminare perché il movimento

102
I disturbi più frequenti

facilita il passaggio dell’aria. Un particolare importante


da notare è che spesso la lingua di chi manifesta il distur-
bo con queste caratteristiche, è normale, ovvero rosea e
umida, anche durante i dolori più violenti.
• Come fare: ti consigliamo di assumere il rimedio ome-
opatico Magnesia phosphorica in diluizione alla 5 CH,
sotto forma di granuli, nella posologia di 3 granuli da
sciogliere sotto la lingua, 3 volte al giorno, fino a miglio-
ramento della sintomatologia.

Mercurius corrosivus se il dolore non finisce


Questo rimedio omeopatico è da utilizzare nel caso di
una situazione acuta caratterizzata da dolore sempre più
intenso, diarrea acquosa con presenza di muco e talora
sangue, costante bisogno di defecare e sensazione di non
essere riuscito a evacuare tutto quello che si doveva. Gli
attacchi di diarrea compaiono soprattutto ai pasti e nei
momenti immediatamente successivi.
• Come fare: ti suggeriamo di prendere il rimedio in
diluizione alla 5 CH, sotto forma di gocce omeopatiche,
e di assumerne 5 da sciogliere in poca acqua minerale
naturale e poi da far girare in bocca per 15-20 secon-
di prima di inghiottire normalmente, 4 volte al giorno,
fino al miglioramento.

Colchicum in caso di nausea


Se il disturbo della colite si manifesta in associazione alla
sensazione di nausea e dolori lancinanti, questo è il ri-
medio giusto. L’uso di Colchicum è indicato anche se
la persona affetta dal disturbo avverte spesso il bisogno
di defecare all’improvviso, molte volte la causa è soltan-
to il gonfiore, altre una diarrea persistente e nelle feci è

103
Quando si infiamma: la colite

presente del muco. I dolori si concentrano soprattutto


durante la mattinata.
• Come fare: per usufruire delle proprietà di questo ri-
medio assumilo nella diluizione alla 5 CH, sotto forma
di granuli, nella dose di 3 granuli da sciogliere sotto la
lingua, 3 volte al giorno, per 10-14 giorni, in base all’in-
tensità dei sintomi.

Con la fitoterapia riduci il disturbo


Molte erbe e piante possono essere utili per contenere la
dissenteria e lenire le infiammazioni al colon. I rimedi
fitoterapici si possono assumere sotto forma di macerato
glicerico, di tintura madre o di infuso.

Mirtillo rosso se la diarrea non si attenua


Spesso il sintomo principale della colite è la dissenteria,
improvvisa e incontenibile. Il mirtillo rosso, date le sue
naturali proprietà, è il rimedio più indicato.
Il mirtillo rosso è, infatti, utile contro gli attacchi di co-
lite con diarrea insistente perché è in grado di regolariz-
zare il transito intestinale.
• Come fare: ti consigliamo di assumere il rimedio sotto
forma di macerato glicerico, nella posologia di 50 goc-
ce diluite in mezzo bicchiere d’acqua minerale naturale,
due volte al giorno, per un mese.

Potentilla per la colite da cambiamento


Una delle piante più utili nei casi in cui la persona soma-
tizza nell’intestino la propria difficoltà ad adattarsi è la
potentilla. Il soggetto colpito da colite spesso è talmente
sensibile a qualsiasi mutamento emotivo, sociale, fisico

104
I disturbi più frequenti

che la diarrea diventa quasi la risposta automatica a que-


sti imprevisti. Una diarrea molto intensa, caratterizzata
da coliche improvvise alternate a dolori leggeri ma co-
stanti: gli attacchi si scatenano con i cambi di tempera-
tura e soprattutto nelle stagioni calde.
È indicato prevalentemente in soggetti che ambiscono
a un modello di sé e del mondo esterno moralmente o
idealisticamente tanto elevato da non essere realizzabile,
causando una continua frustrazione.
Questo rimedio è utile anche per le donne che soffrono
spesso di problemi mestruali.
• Come fare: assumi la potentilla sotto forma di tintura
madre, nella posologia di 20 gocce diluite in mezzo bic-
chiere d’acqua minerale naturale, 2 volte al giorno, fino
a miglioramento dei sintomi.

Infuso di agrimonia e menta piperita


Se la diarrea si presenta in modo costante e insistente e
difficilmente si attenua, puoi usufruire dell’agrimonia,
che svolge proprietà astringenti sull’intestino.
• Come fare: versa un cucchiaio di foglie essiccate di
agrimonia in una tazza abbondante di acqua bollente,
lascia in infusione per circa 10 minuti, poi filtra bene e
bevi, preferibilmente senza dolcificare, 3 volte al giorno.
In alternativa, per un’azione più forte e in caso di attac-
chi acuti, usa la tintura madre di agrimonia diluendone
25 gocce in mezzo bicchiere d’acqua minerale naturale e
bevendo il preparato 2 volte al giorno.
Quando invece la dissenteria si manifesta insieme ai
crampi, è consigliabile assumere un infuso di menta pi-
perita, un’erba dotata di proprietà antispasmodiche, che
aiutano a lenire i dolori.

105
Quando si infiamma: la colite

• Come fare: metti due cucchiai di foglie essiccate di


menta piperita in infusione in una tazza abbondante di
acqua bollente per circa 10 minuti. Poi, trascorso il tem-
po necessario, filtra bene e bevi 3 tazze al giorno.

La floriterapia: cura su misura


L’aiuto che ci arriva dai fiori di Bach è il più adatto per
curare il problema a partire dalla sua radice più intima e
profonda, ovvero dalla psiche.
• Come fare: individua il fiore di Bach più adatto a te e
inizia il trattamento.
Fatti preparare il rimedio floriterapico dal tuo erborista e
assumine 4 gocce da sciogliere sotto la lingua, 4 volte al
giorno, per un mese.

I fiori di Bach più indicati


• Beech: si tratta di persone che hanno la capacità di
vedere cosa non va nell’aspetto o nel comportamento
altrui: questo atteggiamento ipercritico le irrita conti-
nuamente e alla lunga isola il soggetto Beech induren-
dolo nei rapporti con gli altri. Tutto questo si scarica
su un intestino “umorale”: a una colite caratterizzata
da diarrea si alternano momenti di stipsi.
• Walnut: la particolare sensibilità e ricettività di que-
sti soggetti li rende estremamente vulnerabili nei con-
fronti dei cambiamenti, sia fisici che psichici.
Spesso c’è una difficoltà ad accettare ed elaborare i mu-
tamenti fondamentali, a staccarsi da vecchie situazioni
per lasciar spazio al nuovo, per via delle difficoltà a
sottrarsi alle influenze esterne.

106
I disturbi più frequenti

Questi soggetti, oltre che soffrire di colite, possono con


una certa facilità andare incontro a disturbi della sfera
digestiva durante spostamenti, viaggi, cambiamenti in
generale nelle proprie abitudini.
• Larch: è il rimedio più indicato per i casi in cui il distur-
bo compare o si accentua in occasione di esami o prove
importanti. I soggetti Larch sono infatti caratterizzati
dal timore di fallire in qualunque cosa intraprendano,
ragion per cui spesso non la iniziano neppure.
• Impatiens: i soggetti Impatiens sono poco tolleranti, so-
prattutto riguardo ai tempi d’azione e di pensiero altrui
che loro giudicano troppo “lenti”. La reazione? Nervosi-
smo e irritabilità, subito scaricate a livello intestinale.

Oli essenziali anti-coliche


Un delicato automassaggio all’addome può aiutare spes-
so a sciogliere le tensioni e le paure inconsapevolmente
trattenute e ripristina in modo naturale le normali fun-
zioni intestinali. Ma non solo: il massaggio può inoltre
attenuare o anche risolvere i disturbi funzionali quali, in
particolare, la colite.
Inoltre, per ampliare l’azione benefica dell’automassag-
gio, è possibile sfruttare le proprietà degli oli essenziali,
che agiscono anche sugli organi interni; in particolare
sono utili gli effetti rilassanti e antispasmodici dell’olio
essenziale di lavanda.
• Come fare: diluisci 1 o 2 gocce di olio essenziale di
lavanda in un cucchiaino di olio vegetale, meglio se di
mandorle dolci o jojoba, e usa l’unguento ottenuto per
massaggiare delicatamente tutto l’addome.

107
Dubbi e interrogativi

Le domande
più comuni
Cos’è esattamente la colite?
La colite è un’infiammazione della mucosa del colon, che
può essere dovuta a numerose cause. Spesso però si usa il ter-
mine “colite” anche per semplici episodi di dissenteria, che
guariscono spontaneamente e che possono essere causati non
da una vera e propria infiammazione ma dall’ingestione di
alimenti guasti o da un sovraccarico di tensioni emotive.

Perché la colite si manifesta in più membri di una


stessa famiglia? C’è una predisposizione genetica?
Sono molte le forme di contagio che si verificano tra i mem-
bri di un gruppo familiare. Prima fra tutte quella emotiva:
le risposte emozionali, infatti, vengono subito apprese. Ecco
perché se ad esempio il papà somatizza con il mal di pan-
cia tensioni di coppia, può succedere che anche un figlio
finisca con l’adottare la stessa risposta a un clima percepito
come “malsano” e carico di scorie da eliminare. Oltretutto
il disturbo fisico ha l’effetto di far calare la tensione e di
convogliare le attenzioni verso chi sta male.

Il mal di pancia che spesso lamentano i bambini ha


lo stesso significato della colite nell’adulto?
In entrambi i casi la dimensione d’organo è la pancia. Nei

108
I disturbi più frequenti

bambini la componente emotiva istintiva è decisamente


prevaricante, a fronte di un apparato cognitivo ancora fra-
gile. Ecco perché qualunque angoscia o disagio spesso viene
espresso e percepito in modo viscerale.

Che dieta va seguita in caso di colite?


Occorre innanzitutto evitare i grassi eccessivi, i fritti, i cibi
troppo conditi, i dolci e le verdure crude. Questi alimenti
infatti hanno un alto potere irritante sulle pareti intestina-
li, oppure aumentano la motilità di quest’organo, peggio-
rando i sintomi della colite. Andrebbero privilegiate le carni
bianche, le verdure cotte e i formaggi non fermentati.

Nelle fasi acute della colite si tende a mangiare in


bianco. Il regime purificatore aiuta anche la mente?
Da un punto di vista simbolico la scelta di una alimenta-
zione leggera ha un significato profondo e, in quanto tale,
non è casuale. Bianco è il colore della purezza, del candore,
non solo un regime dietetico molto rigoroso. Di solito ha
anche una valenza “punitiva”, privandoci di alcuni piaceri
del palato. Chi tende a curarsi alimentandosi solo a riso o
eliminando tutti i cibi ritenuti “peccaminosi”, in realtà, sta
espiando le sue colpe.

Quali sono i primi sintomi di una colite da farmaco?


L’assunzione prolungata di farmaci come antidepressivi o
antibiotici può portare a colite: il primo sintomo è un do-
lore acuto nel basso ventre che aumenta se ci muoviamo
troppo. La diarrea non è una conseguenza immediata ma
dopo qualche giorno risulta la “spia” di un sovraffaticamen-
to intestinale. Successivamente i sintomi possibili sono inve-
ce quelli da stipsi.

109
I disturbi intestinali più frequenti

I DISTURBI PIÙ FREQUENTI

QUANDO È PIGRO:
LA STIPSI

112 La fisiologia
Se il colon non “lavora” bene

118 La visione psicosomatica


Una protesta dell’intestino

130 L’alimentazione
I cibi che attivano la peristalsi

134 I rimedi naturali


Stimoli dolci per “liberarsi”

140 Dubbi e interrogativi


Le domande più comuni

111
La fisiologia

Se il colon
non “lavora” bene

S i definisce “stipsi” la difficoltà a evacuare oppure una


defecazione irregolare e troppo infrequente.
Ma a questo riguardo, occorre chiarire il seguente equi-
voco: non andare di corpo per un paio di giorni non
equivale a essere stitici e ad avere un problema.
La frequenza dell’evacuazione, infatti, si differenzia da
individuo a individuo; si parla di stipsi quando per un
periodo significativo si hanno meno di due-tre evacua-
zioni alla settimana.
I sintomi della stipsi, inoltre, non sono legati unicamen-
te alla frequenza delle evacuazioni, ma anche alla “quali-
tà” delle stesse, che possono richiedere notevoli sforzi e
avvenire in modo incompleto.

Le forme della stipsi


Dunque la stitichezza (stipsi) è un disturbo che consiste
nell’incapacità completa o parziale di svuotare l’intesti-
no espellendo le feci. Poiché in condizioni normali si
dovrebbe andare di corpo con una frequenza di alme-
no due-tre volte a settimana, si considera stitico chi non
raggiunge questa media. Esistono anche altri sintomi
che possono caratterizzare questa patologia: mal di testa,
inappetenza, alitosi, dolore addominale, malessere e dif-

112
I disturbi più frequenti

ficoltà di respiro. Sono frequenti anche le dermatosi (or-


ticaria, acne) causate probabilmente dall’intossicazione
da sostanze che dovrebbero essere eliminate e che invece
permangono troppo a lungo nell’intestino.
La stipsi si distingue in primitiva e secondaria. Quella
primitiva (detta anche idiopatica), la più diffusa, è una
forma di stitichezza che, non essendo causata da nessuna
patologia organica, si può ricondurre solamente a uno
stile di vita sbagliato, oppure a una dieta inappropriata o
a un generale malfunzionamento intestinale.
La stipsi secondaria, invece, è la diretta conseguenza di
affezioni di vario tipo, a carico sia dell’intestino che di
altri organi. In questa tipologia rientrano anche i casi
provocati da interventi chirurgici o da abuso di alcuni
farmaci (soprattutto analgesici e sedativi). Tuttavia la
classificazione più frequente è quella che distingue tra
stipsi acuta e stipsi cronica: vediamo su cosa è basata.

Per transito rallentato


In questo tipo di stitichezza l’imputato è l’intestino: il
transito degli alimenti non è abbastanza veloce, e quin-
di l’intestino assorbe troppa acqua dal materiale fecale,
che quindi diventa piccolo, duro e difficile da espellere.
Le ridotte dimensioni delle feci, inoltre, non provocano
una adeguata distensione dei muscoli del retto, che di
conseguenza non inviano al cervello gli impulsi dello sti-
molo alla defecazione.

Per ostruzione
In questo caso il problema risiede nell’ultimo tratto
dell’intestino, e cioè nella regione retto-anale. In parole
povere, le masse di scarto hanno un transito regolare, ma

113
Quando è pigro: la stipsi

una volta giunte nel retto si fatica a espellerle, a causa di


problemi di natura “meccanica” che ostruiscono il pas-
saggio verso l’esterno e non permettono una normale e
completa espulsione.

Per farmaci
Esistono molti farmaci la cui assunzione può determi-
nare stitichezza. In particolare tra essi ci sono gli anti-
depressivi, gli anticolinergici (servono a controllare le
contrazioni muscolari), alcuni antiacidi, certi analgesici,
i betabloccanti (usati per la regolazione del battito car-
diaco) e quasi tutti i tipi di ansiolitici.

Legata alla gravidanza


La stitichezza riguarda il 50% delle donne in stato in-
teressante. Il principale responsabile di questa forma è
il progesterone, un ormone che ha la funzione di evi-
tare inopportune contrazioni dell’utero durante i primi
7-8 mesi della gravidanza. Il progesterone svolge questo
compito grazie al suo effetto miorilassante sui musco-
li genitali. L’effetto miorilassante però si estende anche
all’intestino, limitandone i movimenti peristaltici, e ren-
dendolo quindi più “pigro”. Ciò provoca la tipica stiti-
chezza della gravidanza.

Quando nasce da un altro problema


In alcuni casi la stitichezza è il sintomo di una patologia,
che può anche non riguardare l’intestino ma altri organi.
Tra le diverse malattie che possono provocarla vi sono
il diabete, l’ipotiroidismo, eventuali problemi a livello
neurologico (sclerosi multipla, morbo di Parkinson, ic-
tus) o endocrino, tumori.

114
I disturbi più frequenti

La stipsi acuta che si risolve in fretta


Questa forma di stitichezza può insorgere dopo un in-
tervento chirurgico, l’assunzione di determinati farmaci
o una malattia acuta. La stipsi acuta guarisce nel giro
di poche settimane. È inclusa in questa classificazione
anche la “stipsi del viaggiatore”, una forma di disagio
molto comune in chi affronta un viaggio, dovuta ai cam-
biamenti di alimentazione e allo stravolgimento dei nor-
mali ritmi. Di solito la stitichezza acuta non necessita di
terapie specifiche, perché guarisce spontaneamente.

La stipsi cronica che dura mesi


Il problema della stipsi cronica è molto diffuso, e secon-
do gli esperti questo fenomeno è strettamente connesso
con lo stile di vita moderno.

Il ruolo fondamentale dell’alimentazione


Una delle cause fondamentali della forma cronica è la
dieta. Il modo in cui ci alimentiamo è cambiato pro-
fondamente in pochi decenni: rispetto a quarant’anni fa
assumiamo una quantità di proteine 8 volte maggiore
e una quantità di fibre 5 volte minore. Questo ultimo
dato sull’assunzione di fibre è molto importante: ne as-
sumiamo troppo poche e, secondo il mondo scientifico,
questo è il principale motivo per cui la stitichezza è un
fenomeno così diffuso e persistente. Oltre a ciò bisogna
considerare che l’utilizzo di cibi troppo raffinati (come lo
zucchero) a lungo termine può influire sulla salute della
flora batterica, creando le condizioni per lo sviluppo di
una stitichezza ostinata e durevole. Anche la sedentarietà
provoca stipsi: se i muscoli addominali non sono tonici
non riescono a favorire i movimenti intestinali.

115
Quando è pigro: la stipsi

Le conseguenze
sull’organismo
G li effetti della stitichezza sulla salute dell’organi-
smo non sono da sottovalutare. Infatti, se le feci
rimangono troppo a lungo nell’intestino, i capillari e il
sistema linfatico devono assorbire una quantità maggio-
re di sostanze di rifiuto. Di conseguenza, il fegato e i
linfonodi devono affrontare un surplus di lavoro, in una
condizione chiamata “tossiemia intestinale”. Le tossine
assorbite si propagano nell’organismo creando sintomi
come alitosi, cefalea, sonnolenza, dispepsia, irrequietez-
za e sbalzi d’umore. Si tratta di una condizione partico-
larmente rischiosa, poiché provoca un’irritazione cronica
del colon, che favorisce lo sviluppo di autoanticorpi e
quindi di patologie autoimmuni. Vediamo quindi quali
altri disturbi sono collegati alla stipsi.

Dolore addominale cronico


Il dolore provocato dalla stitichezza è di tipo crampifor-
me (simile a quello provocato dalla sindrome dell’inte-
stino irritabile). In alcune situazioni questo dolore può
accompagnarsi anche a una sensazione di malessere ge-
nerale, pesantezza e pressione addominale.

Calo delle difese immunitarie


Poiché una buona parte del sistema immunitario risie-
de nell’intestino, un malfunzionamento di quest’organo
può causare un notevole abbassamento delle difese. Una
scarsa igiene intestinale, infatti, favorisce il proliferare di

116
I disturbi più frequenti

germi patogeni nocivi, in quanto capaci di colonizzare


altre aree corporee e provocare, per esempio, infezioni
vaginali o malattie respiratorie.

Le emorroidi: una spinta eccessiva


In caso di stitichezza non bisogna sforzare eccessivamen-
te la muscolatura dell’ano. Una spinta eccessiva durante
la defecazione, infatti, oltre a ostacolare l’evacuazione
stessa, favorisce la comparsa di altri problemi, come le
emorroidi. Per evitarne lo sviluppo e quindi favorire l’e-
vacuazione è possibile assumere alcune posizioni, come
l’uso del bagno alla turca. La defecazione può essere inol-
tre facilitata anche da un rialzo sotto i piedi, dall’utilizzo
di un wc più basso o dal mantenimento di una posizione
del busto inclinata in avanti.

Le statistiche sul disturbo


La stipsi può essere a buon diritto inclusa tra le cosid-
dette malattie del mondo industrializzato, in quanto è
ormai accertata una chiara correlazione fra le abitudini
di vita occidentali e l’aumentata incidenza di questo di-
sturbo, verificatasi negli ultimi cinquant’anni.
In Italia le persone afflitte da stipsi sono più di 4 milioni
con una prevalenza media dell’8%, nettamente superio-
re nelle donne (l’11% contro il 5% della popolazione
maschile) e negli anziani (11%). Fra le varie forme di
stitichezza si distinguono in particolare una stipsi det-
ta “funzionale” (ovvero causata da una carenza di fibre
all’interno della propria dieta o pigrizia intestinale o da
una combinazione delle due situazioni), che corrisponde
a circa il 30% dei casi, e una stipsi provocata dalla sin-
drome del colon irritabile, pari a circa il 20%.

117
La visione psicosomatica

Una protesta
dell’intestino

L a stipsi è uno dei disturbi psicosomatici più emblema-


tici del nostro organismo. È un vero e proprio atto di
protesta del nostro secondo cervello, l’intestino, che mette
in luce la tendenza a conservare quelle parti “vecchie” di
noi da cui fatichiamo a staccarci: un passato difficile, un
ricordo traumatico, un presente in cui non riusciamo a
vivere a pieno, possono essere solo alcune tra le origini del
nostro disturbo. In queste pagine capiremo fino in fondo
perché nasce questa affezione.

Lettura e simboli del disturbo


Che si tratti di un fenomeno occasionale o di un distur-
bo cronico la stipsi è spia di un atteggiamento conflit-
tuale nei confronti del mondo e di noi stessi; manifesta
la tendenza a trattenere le cose e una scarsa capacità di
generosità, intesa come darsi alle altre persone che ci cir-
condano e come lasciarsi andare.
La funzione dell’intestino ruota attorno a due temi op-
posti: trattenere e lasciar andare, assorbire ed elimina-
re, prendere e lasciare; nella stipsi prevale la prima di-
mensione a scapito della seconda. Il rallentamento della
funzione intestinale esprime una spinta conservativa che
prevale su quella innovativa, l’isolamento vince sullo

118
I disturbi più frequenti

scambio. Queste spinte, che frenano e rallentano l’in-


testino, connotano una dimensione mentale del tutto
simile: il cervello tende a elaborare e successivamente a
“fissarsi” su alcuni processi, razionalizzando le emozioni
più libere e bloccando il flusso energetico. Così si deter-
mina un blocco dell’efficienza mentale, espresso simboli-
camente dal trattenimento delle feci, ovvero dello scarto
della materia nutritiva.

Peggiora nei cambiamenti e nelle perdite


La stipsi può acuirsi quando siamo alle prese con espe-
rienze che mutano il nostro assetto di vita, costringen-
doci a rinunciare ad abitudini e certezze acquisite da
tempo, per esempio l’assunzione di una nuova mansione
lavorativa, la maternità, l’allontanamento da casa o dal
proprio paese di origine, il pensionamento, una malat-
tia, una crisi finanziaria, una dieta dimagrante. Il cam-
biamento attiva lo spettro della perdita di tutto ciò in cui
ci identifichiamo, ecco allora che il corpo trattiene le feci
evitando di separarsi da ciò che è morto.

La stipsi “da partner nuovo”


Siamo innamorati di una persona da poco, ma basta tra-
scorrere insieme qualche giorno perché il nostro intesti-
no si impigrisca, anche se di solito è regolare. Condivide-
re il bagno con il proprio partner spesso è infatti motivo
di imbarazzo, vuol dire entrare in intimità con l’altro,
accettarne i limiti e gli aspetti più concreti.
Se abbiamo tendenza a idealizzare il rapporto di coppia
e difficoltà a mostrare gli aspetti più materiali e privati,
tenderemo a tenere per noi ciò che “inquina” l’immagine
eterea che vorremmo dare di noi.

119
Quando è pigro: la stipsi

Per le situazioni difficili nel lavoro e in famiglia


Attraverso il controllo della muscolatura dell’intestino
rivolta all’espulsione delle feci (gli sfinteri) impariamo a
esercitare un controllo più profondo che va ben al di là
del contenuto del nostro intestino.
La partita che “si gioca” riguarda il conflitto tra il tratte-
nersi e il lasciarsi andare, in altri termini rimanda all’in-
decisione tra il possesso e la donazione di qualcosa che ci
appartiene: ecco perché spesso la stipsi nasce in risposta
a situazioni nelle quali ci sentiamo minacciati dall’am-
biente, deprivati o invasi. In questo caso, l’intestino si fa
carico di tenere per noi quel poco che ci rimane.
Fattori scatenanti possono essere ambienti di lavoro o fa-
miliari altamente competitivi, o la deprivazione nel caso
di regimi dietetici piuttosto rigidi così come di eventi
che rischiano di privarci di ciò a cui teniamo di più: tra-
dimenti, cambiamenti traumatici… In situazioni come
queste, il nostro intestino, si sente inconsciamente in do-
vere di trattenere quello che ci appartiene, come se fosse
destinato a proteggerci da ciò che ci circonda.

La stipsi che nasce dalla paura di crescere


Assimilare è uno dei compiti dell’intestino e il risultato
ultimo dell’assimilazione intestinale sono proprio le feci.
Da un punto di vista simbolico molte forme di stipsi
nascono proprio da questa attività, ovvero dalla paura
di assimilare le esperienze, lasciandosene trasformare ed
eliminando tutto ciò che ormai non serve più.
In questo caso la stipsi si accentuerà soprattutto nelle
fasi di passaggio, come il periodo dell’adolescenza, e nei
momenti di crescita, sia fisica che mentale, che segnano
e modificano la nostra vita.

120
I disturbi più frequenti

Chi è più predisposto


e per quali motivi
A varo, ossessivo, onesto, meticoloso, puntuale, fissa-
to con la pulizia e l’ordine: è questo il ritratto del
soggetto affetto da stipsi cronica. Chi è afflitto da questo
disturbo trae piacere dal trattenere e ha difficoltà a con-
frontarsi con la sporcizia e gli istinti.
In effetti, chi soffre di stipsi manifesta tratti del caratte-
re particolari, riconducibili a una dinamica di base: un
atteggiamento fondamentalmente egocentrico che cerca
di trattenere in sé tutto ciò che non può essere scambiato
con il mondo esterno. Esaminiamo dunque il modo di
porsi dello stitico in relazione con se stesso e con gli altri.

Riflette finché non è più tempo di agire


Ragionare a freddo, cautamente, è un modo per mette-
re “la museruola” agli impulsi considerati, dagli stitici,
cattivi consiglieri. Anche quando è tentato di dare una
risposta immediata o di agire tempestivamente chi soffre
di stipsi si impone il tempo per soppesare, un tempo che
può essere talmente lungo che quando si sente pronto è
passato il momento, l’occasione è sfumata.

Cerca di anticipare i problemi e così facendo li crea


Se le cose filano lisce ben venga, ma se dovessero insorge-
re dei problemi meglio trovarsi preparati ad affrontarli,
per questo qualunque cosa faccia, lo stitico cerca di pre-
venire tutte le difficoltà, si informa, immagina scenari
poco rassicuranti e soluzioni possibili.

121
Quando è pigro: la stipsi

Ma nella maggior parte dei casi le sue sono proiezioni


inutili perché astratte, ovvero un investimento di energie
di fronte a situazioni difficili che non si verificano.

È di sani principi e di facili sacrifici


I suoi principi fungono da coordinate per orientarsi, so-
prattutto quando si sente smarrito. Non mette in dubbio
i suoi valori, anche quando la realtà sembra contraddirli,
piuttosto è pronto a sacrificare i suoi desideri pur di non
tradire ciò che non si deve mettere in discussione.

Rimanda e nasconde tutto ciò che lo angoscia


Non pensare, rimandare tutto ciò che genera ansia, è que-
sta la strategia adottata di solito da chi soffre di stipsi per
tenere lontane le preoccupazioni; ma è un metodo molto
dispendioso: per il cervello evitare di pensare qualcosa
vuol dire costruire una sorta di cordone di protezione
attorno al contenuto che non deve creare turbamento.
Per evitare di pensarci deve quindi stare sempre attento
a non attivare catene associative che lo porterebbero alla
fonte dell’ansia; deve, insomma, paradossalmente rima-
nere concentrato su ciò che vuole a tutti i costi ignorare.

Spesso si piange addosso


Di fronte a un ostacolo, a un problema anche banale,
attiva una reazione depressiva vittimistica, si lamenta di
essere bersaglio della cattiva sorte, rievoca altre situazioni
sfortunate, per confermare a se stesso che nulla può an-
dar bene. Tende a fare la vittima e a ribadire un destino
che non gli dà scampo. Drammatizzare però ha l’effetto
di amplificare il senso di impotenza e di difficoltà, atti-
vando un livello di ansia sproporzionato e paralizzante.

122
I disturbi più frequenti

Gli atteggiamenti per


sbloccare la stipsi
U n intestino pigro può essere legato a un cervello che
ha perso la propria efficienza mentale. Spesso non
ce ne accorgiamo, ma la stipsi trova, infatti, una forte
corrispondenza in una mancanza di lucidità quotidiana
e in un progressivo “blocco” emotivo del pensiero: come
se venisse a mancare la forza vitale, come se la nostra
energia primordiale fosse chiusa in un ingorgo.
La soluzione? Liberarsi dei pensieri sporchi, fare “par-
lare” il corpo, mettersi più in gioco e lasciare da parte
le regole ferree e apparentemente inviolabili. Per avere
un intestino regolare, infatti, occorre avere una mente
sgombra, pronta e agile. Per fare pulizia in basso occorre
farla anche in alto, se il nostro modo di ragionare pro-
cede più fluido e leggero, anche l’intestino si alleggerirà.
L’istinto prima di tutto: è questo il primo suggerimento
da adottare; e poi fidarci un po’ di più della vita e degli
altri in modo da poter abbandonare quel senso di “perfe-
zione” che non ci lascia mai.

Non pensare, agisci!


Non puoi fare a meno di pensare e ripensare prima di
fare qualsiasi cosa, anche la più banale? Vuol dire che
ti arrovelli senza alcuno scopo, generando un ingorgo
mentale che si riflette tale e quale nell’intestino. L’azione
ha sul cervello un effetto propulsivo: un cervello impe-
gnato a fare interagisce con la realtà in modo costruttivo
apprendendo, selezionando, focalizzando concentrazio-

123
Quando è pigro: la stipsi

ne e attenzione. Agire ha sul cervello lo stesso effetto


che hanno le fibre sull’intestino: lo induce a muoversi, a
lavorare di più in maniera proficua. Per questa ragione
quando avverti la testa farsi pesante, imponi uno stop ai
pensieri che girano su se stessi, impegnandoti in qualco-
sa di pratico e concreto. Non è importante cosa decidi
di fare, l’essenziale è che sia un piacevole esercizio, uno
stacco per riprendere fiato.

Rivela i brutti pensieri


Paure irrazionali, tentazioni di cui ci si vergogna, sen-
timenti poco nobili ma anche fantasie scomode come
quelle aggressive o erotiche: sono il fardello ben nascosto
che si porta appresso chi soffre di stipsi e di cui non fa
parola; il timore è quello di ingigantirli o di farli diventa-
re reali parlandone. Invece non è affatto così, anzi è vero
il contrario. Parlare di ciò che ci opprime con una perso-
na che può darci un ascolto senza giudizio né pregiudi-
zio aiuta a ridimensionare i fantasmi, allenta l’angoscia e
ci fa rendere conto che anche gli altri pensano o sentono
le stesse cose. Confessando i brutti pensieri ripuliamo il
cervello e aiutiamo l’intestino a fare altrettanto, elimi-
nando “il suo sporco”.

Fai “comandare” il corpo


Una delle cause che generano la stipsi (soprattutto nei
più piccoli) è la tendenza a non assecondare lo stimolo
dell’evacuazione ma a rimandarlo per non interrompere
ciò che si sta facendo. L’intestino, come del resto tutto il
corpo, tende alla regolarità e a funzionare secondo ritmi
precisi, per questo occorre assecondare sempre lo stimolo
quando si presenta. Fai lo stesso per tutti gli altri bisogni

124
I disturbi più frequenti

che il corpo ti comunica: bevi quando hai sete, mangia


quando hai fame e riposa quando ti senti stanco. Può
sembrare un suggerimento banale, eppure basta fermarsi
a pensare quanto poco lo facciamo per renderci conto di
come siamo distanti dal corpo e di quanto tendiamo a
controllarlo e a comandarlo.

Scegli di fidarti
La paura di tutto ciò che è estraneo è tipica di chi soffre
di stipsi. La diffidenza è un atteggiamento onnipresente:
la paura del nuovo e del diverso si esprime attraverso
pregiudizi e svalutazioni che forniscono la giustificazio-
ne a una difficoltà che non si vuole ammettere.
La diffidenza nei confronti del mondo però genera chiu-
sura, ritrosia a rivelare anche gli aspetti migliori di sé.
Nonostante la fiducia sia sempre una scommessa, la so-
luzione è proprio quella di provare a fidarsi dell’istinto e
di tentare di concedere un pizzico di credibilità a part-
ner, figli, colleghi, delegando, rinunciando a controlla-
re ma anche concedendo un po’ di confidenza in più o
chiedendo aiuto. In questo modo si allenta la tensione
verso il mondo esterno e l’intestino non sarà più costret-
to a “negare” il suo contenuto a un mondo ostile.

Mettiti in gioco
Controllare da lontano, fare da supervisore o maestro:
ecco i ruoli che più si riscontrano in chi soffre di stipsi.
Ruoli in cui si è protagonisti ma defilati, in cui si man-
dando avanti gli altri a esporsi all’errore e ai rischi. In
fondo, lo stitico si comporta in questo modo perché ha
paura, e la paura è proprio quella di mettersi in gioco,
di doversi trovare a fronteggiare l’imprevisto o relazioni

125
Quando è pigro: la stipsi

non facili. Questa modalità di partecipare (o meglio non


partecipare) alle cose però porta pochi benefici perché gli
scudi protettivi servono solo in situazioni pericolose, in
tutte le altre attutiscono la sensibilità, ci appesantiscono
e ci impediscono di crescere.
Mettersi in gioco in prima persona, prendere di petto
le situazioni o semplicemente non tirarsi indietro sono
invece comportamenti che ci immettono nel flusso della
vita facendoci interagire in modo attivo.
Il coinvolgimento attiva le emozioni e sollecita scambio
e cambiamento. Ed è proprio da qui che si combatte il
problema della stipsi, è il partecipare alle situazioni che
mette in moto l’intestino bloccato.

Non essere schiavo dell’agenda


Chi soffre di stipsi pensa al futuro e cerca di costruire
qualcosa che duri nel tempo. Ma se questa tendenza alla
progettualità diventa una programmazione rigida, gene-
ra il problema perché innesca ansia, limita la spontaneità
e il fluire delle cose. Per questo motivo è importante im-
parare a vivere attimo per attimo, procedendo a piccoli
passi, nella considerazione che non è tanto la meta quel-
lo che conta ma il viaggio che si compie per raggiunger-
la, che è sempre un percorso di crescita.
Se hai quindi l’abitudine di programmare le giornate al
millesimo, fai in modo di lasciare nell’agenda almeno
“un’ora buca” per l’improvvisazione, ritagliati del tempo
privo di impegni. Attenzione a non sfruttarlo per por-
tarti avanti o per recuperare qualcosa di arretrato, ma
usalo per oziare, per rilassarti, regalati un massaggio, due
chiacchiere con un amico. E se ti senti in colpa, pensa
che a prescrivertelo è il tuo medico di fiducia.

126
I disturbi più frequenti

Elimina i blocchi che


nascono dalla mente
A ffrontare la stipsi con le maniere forti è contropro-
ducente: se l’intestino è lento e fa fatica non serve
incalzarlo, ma bisogna creargli quelle condizioni che lo
aiutano a riprendere la sua fisiologica efficienza. Ci sono
atteggiamenti che senza volerlo danno all’intestino l’in-
put di rallentare, riconoscerli è essenziale.
Mettiamoci di impegno per individuarli ed eliminarli,
otterremo un altro vantaggio tutt’altro che secondario:
una mente più agile e lucida.

Fare braccio di ferro con la pancia


Siamo abituati a trattare il nostro corpo come un fedele
servitore da cui ci aspettiamo obbedienza e quando in-
sorge qualche defaillance ci indispettiamo e siamo subito
pronti ad adottare le maniere forti. Invece di stizzirci e di
ricorrere ad atteggiamenti come quello di insistere (spesso
anche in modo piuttosto brusco e aggressivo) ignorando
il problema o di perseverare in errori e stravizi, consideria-
mo che ognuno di questi atteggiamenti crea un disagio al
nostro intestino e che quindi il sintomo che si manifesta è
un campanello di allarme.
Se compare la stipsi, quindi, evitiamo di trascurare il pro-
blema lasciando che si cronicizzi o di aggravarlo con abi-
tudini alimentari sbagliate. Un intestino che rallenta è in
difficoltà ed è necessario dargli ascolto e non pensare che
tocca a lui adattarsi o abituarsi a noi. Quindi non sovrac-
carichiamolo, consumiamo pasti leggeri e più digeribili.

127
Quando è pigro: la stipsi

Trattenere lo stimolo
Molti di coloro che soffrono di stipsi hanno la cattiva
abitudine di non assecondare lo stimolo all’evacuazio-
ne appena si presenta, spesso perché hanno difficoltà a
lasciarsi andare in un bagno che non è il loro, e prefe-
riscono quindi attendere che si crei una condizione più
idonea. È invece importante, se si soffre di stitichezza,
assecondare lo stimolo appena esso si presenta anche se
siamo al lavoro, al ristorante, fuori casa, abituandosi così
a obbedire alla pancia e ai suoi tempi.
Lo stesso vale per gli altri impulsi; se sei abituato a trat-
tenere ogni bisogno o moto spontaneo e ad aspettare che
ci siano le condizioni adatte per lasciarti andare, non
aspettare: il momento giusto è quando ne hai voglia.

Farsi schiacciare dal senso di colpa


Chi non conosce il senso di colpa? Sentirsi sporchi, in-
degni, è il movente di molte umiliazioni che hanno lo
scopo di pareggiare i conti con la nostra coscienza e di
riabilitare la nostra immagine. Chi è soggetto alla stiti-
chezza, conosce bene i morsi del senso di colpa e spesso
pur di liberarsene tiene a bada le tentazioni o si priva del
piacere. In questo modo però, adottando questo atteg-
giamento, ci impediamo di entrare a contatto con le par-
ti di noi che stanno nell’ombra e che sono, senza che ce
ne rendiamo conto, una fonte di nutrimento psicofisico.
Il consiglio è che, quando commetti qualcosa di cui ti
vergogni, tu non ti sottoponga a nessun processo; se
puoi riparare fallo subito, in modo semplice e diretto,
magari chiedendo scusa. Fai attenzione però che nessu-
na riparazione può e deve durare tutta la vita perché in
questo modo ti esponi alle patologie intestinali.

128
I disturbi più frequenti

Volersi migliorare
Chi soffre di stipsi è piuttosto avaro di riconoscimenti
con se stesso. Dietro questa aspettativa si nasconde la
spinta verso la perfezione che, come ben sappiamo, è
irrealizzabile. L’idea che bisogna sempre migliorarsi pre-
suppone che non valiamo abbastanza e porta a svalutarci
costantemente. Non solo, il desiderio di essere migliori
spesso parte da una sensazione di indegnità che, come
una colpa originaria, non può cancellarsi e deriva dal fat-
to di essere umani, e in quanto tali limitati.
Accetta l’imperfezione come segno di unicità: migliora-
re, infatti, vuol dire assomigliare sempre più a te stesso e
riuscire a sentirti bene nei tuoi panni. Più ti avvicinerai
a ciò che sei e più il corpo tenderà a funzionare secondo
natura, intestino compreso.

Insistere con farmaci e lassativi


Le “armi chimiche” sembrano l’unica soluzione quando
la stipsi non risponde ad altri rimedi eppure i lassativi e
le purghe non fanno altro che peggiorare il problema,
consolidandone la durata nel tempo.
Gli stessi medici, infatti, sono i primi a consigliare caute-
la nell’assunzione di questi rimedi di sintesi.
Se poi questi medicinali funzionano e se scopriamo che
è sufficiente una supposta o qualche goccina a risolvere
il problema, rischiamo di cadere in una vera e propria
assuefazione chimica seriamente dannosa.
Tutto ciò che altera la motilità intestinale va a interferire
con un delicato equilibrio che non ha a che fare solo con
i visceri. Se è proprio necessario assumili sotto prescri-
zione medica, dando preferenza allo stesso tempo agli
alimenti che facilitano il transito intestinale.

129
L’alimentazione

I cibi che attivano


la peristalsi

A tavola, attraverso la nostra alimentazione, possiamo


prevenire e combattere la stitichezza. I comporta-
menti alimentari sono tra le cause di questo fastidioso
disturbo, che può essere contrastato usufruendo delle
proprietà salutari di alcuni cibi e rispettando poche ma
importantissime regole dietetiche.
Il ruolo dell’alimentazione nelle patologie a carico dell’ap-
parato digerente è, infatti, essenziale e primario, soprat-
tutto quando si parla di un’affezione come la stipsi: un
consiglio sempre valido è quello di bere molto, sia per
riempire bene tutto il colon, sia per rendere l’intestino
molto umido. Inoltre si consiglia di scegliere un’acqua
minerale naturale e non addizionata di anidride carbonica
e di preferire cibi che nell’intestino trattengano i liquidi
come i cereali integrali. È poi fondamentale arricchire la
dieta con fibre derivate da frutta, verdura cruda, legumi e
prodotti integrali (è il sistema più naturale per aumentare
il volume delle feci e stimolare i movimenti intestinali).

La verdura è insostituibile
Per la salute dell’intestino è fondamentale introdurre nel-
la propria dieta minestroni e passati di verdure in quan-
tità, ortaggi di stagione cotti e crudi, suddivisi nei due
pasti principali, pranzo e cena, in modo da consumarne

130
I disturbi più frequenti

una quantità sufficiente perché sono ricchi di sostanze


preziose tra cui i sali minerali come bromo, potassio,
magnesio, che facilitano il transito intestinale.

Il caffelatte è consentito
Il caffelatte va bene, salvo per chi ha problemi di intol-
leranza al latte o di mal di stomaco. Il latte offre calcio
prezioso e la caffeina è importantissima per la peristalsi
intestinale. Se c’è intolleranza al caffè, si può prendere
un surrogato a base di orzo; si può anche riempire la
caffettiera a metà con orzo e caffè.

Al mattino composte di frutta


Fanno molto bene le composte di frutta cotta, le prugne
cotte, i fichi seccati al forno e la frutta disidratata in ge-
nere, ma facendo attenzione che non sia addizionata di
anidride solforosa.

Ridurre salumi e crostacei


I principali cibi da ridurre in caso di stitichezza con feci
molto dure, sono i salumi, la cacciagione, il fegato, i
molluschi e i crostacei, i formaggi elaborati. Non ulti-
mi il cioccolato e le sostanze come tè e karkadè, perché
astringenti. A questi vanno preferiti caffè e guaranà.

Niente diete restrittive


Quando non riusciamo a evacuare a sufficienza, ci sen-
tiamo gonfi e abbiamo la tendenza a mangiare di meno.
Sbagliato: è infatti importante introdurre giornalmente
una quantità adeguata di cibo, ovviamente senza mai
esagerare, perché questo possa opportunamente stimo-
lare la muscolatura intestinale.

131
Quando è pigro: la stipsi

Nei piatti mettiamo


ingredienti naturali
T utti conosciamo le proprietà lassative di alcuni ali-
menti e in particolare delle prugne. Di queste ulti-
me però molti non sanno che il loro effetto migliore si
ha non consumandole come frutto intero e fresco, ma
bevendo mezz’ora prima dei pasti mezzo bicchiere del
loro succo diluito con altrettanta acqua minerale natura-
le. Questa pratica semplice e anche gustosa assicura la re-
golarità intestinale. Ma ci sono anche tanti altri prodotti
della natura in grado di aiutarci nella nostra battaglia
contro la stipsi: i fichi, che sono ricchi di fibre (mangiati
a digiuno tutti i giorni vincono la stitichezza occasio-
nale); il grano saraceno, che facilita l’eliminazione delle
tossine riattivando la flora intestinale (la farina di grano
saraceno ha un ottimo effetto antigonfiore); la zucca, che
stimola la peristalsi; le spezie contenute nel curry, che
eliminano il gas e favoriscono la digestione. Un intestino
pulito e libero dalle scorie e dalle tossine nocive permette
a tutto l’organismo di funzionare meglio.

Il piatto unico che riattiva la flora


Olio extravergine d’oliva, noci e spinaci sono gli ingre-
dienti di un piatto unico che fornisce le sostanze neces-
sarie per nutrire i batteri buoni dell’intestino. In parti-
colare, l’olio e le noci contengono grassi monoinsaturi
che stimolano la peristalsi e disinfiammano le mucose,
mentre gli spinaci, ricchi di fibre, disintossicano e rige-
nerano la microflora intestinale.

132
I disturbi più frequenti

Per il piatto occorrono: 250 g di spinaci, 4 noci, 4 fun-


ghi champignon, poco formaggio grana, un cucchiaio di
olio extravergine di oliva, del succo di limone fresco, sale
e pepe. Procedi poi con la preparazione: elimina le parti
rovinate degli spinaci, lavali in acqua, asciugali e versali
in un’insalatiera. Poi pulisci i funghi con uno straccet-
to inumidito, quindi affettali e mettili in una terrina.
Spruzzali con succo di limone e unisci agli spinaci.
Condisci con l’olio extravergine d’oliva, il grana, i gheri-
gli di noce spezzettati, sale e pepe.

Gli apporti di fibre


utili per il colon

P er favorire il transito intestinale occorre


consumare circa 30 grammi di fibre al
giorno. Ecco un elenco di alimenti che apportano
circa 10 grammi di fibra, in modo da poterli
combinare tra loro e ottenere la giusta quantità
quotidiana di fibre utili per stimolare la peristalsi.
• 250 g di verdura cotta mista.
• 200 g di insalata mista: lattuga, radicchio, carota
a piacere, mezzo finocchio.
• 100 g di legumi bolliti.
• 200 g di frutta: generalmente un frutto medio
oppure 3-4 frutti piccoli.
• 200 g di verdura cruda: un pomodoro maturo,
o un cetriolo, un finocchio o una carota tutti di
dimensioni grandi oppure due più piccoli.

133
I rimedi naturali

Stimoli dolci
per “liberarsi”

C i sono modi diversi per affrontare un disturbo “ri-


corrente” e costante come può essere la stipsi (in
particolare se si tratta di stipsi cronica) e quello più effi-
cace è dare all’organismo un sostegno quotidiano e sem-
pre attivo. I rimedi naturali, come l’omeopatia, la fitote-
rapia, i fiori di Bach e gli oli essenziali, sono molto utili
perché agiscono proprio in questo senso, intervenendo
parallelamente sulla dimensione psichica, dove general-
mente si origina il problema e quindi “a monte”, e su
quella organica, direttamente sulla sintomatologia fisica.
Vediamo ora nel dettaglio quali sono gli alleati “verdi”
più indicati per ogni diversa sfumatura del disturbo.

L’omeopatia per trattare la stipsi


Ecco una serie di rimedi omeopatici che servono per ovvia-
re alla stitichezza. Ognuno di questi rimedi è in particolare
indicato per una particolare tipologia di persona o per le
caratteristiche specifiche del suo disturbo intestinale.

Silicea o Alumina in base ai sintomi


- Silicea è il rimedio omeopatico consigliato se la stipsi
è provocata da una costrizione anale che rende difficile
l’evacuazione e si accompagna a una sensazione di stan-

134
I disturbi più frequenti

chezza generale. L’incertezza e la difficoltà a evacuare


è spesso lo specchio di una sfiducia verso se stessi che
coglie il soggetto davanti a qualsiasi prova: la persona
inoltre sente costantemente la mancanza di forza vitale.
• Come fare: ti suggeriamo di assumere Silicea in dilui-
zione alla 7 CH, nella posologia di 3 granuli da sciogliere
sotto la lingua, tre volte al giorno, fino a miglioramento
della sintomatologia.
- Alumina è il trattamento omeopatico più indicato
in caso di stitichezza che si accompagna a emorroidi e
mucose secche e screpolate, spesso infiammate. Le feci
sono spesso dure e il soggetto fatica a evacuare, tanto da
arrivare a sforzi eccessivi che peggiorano il problema e
generano altri disturbi (le emorroidi).
• Come fare: ti consigliamo di prendere Alumina in di-
luizione alla 5 CH, nella posologia di 3 granuli da scio-
gliere sotto la lingua, 3 volte al giorno, fino a migliora-
mento della sintomatologia.

Platina per la stitichezza da “viaggiatore”


Platina è il rimedio occasionale indicato per la “stipsi del
viaggiatore”, quando il cambio di alimentazione e am-
biente impone all’organismo un periodo fisiologico di
riassestamento. In questo caso il disturbo si presenta in
modo improvviso, trasformando un semplice viaggio in
una dimensione rischiosa per la regolarità intestinale.
• Come fare: è utile assumere Platina in diluizione alla
7 CH già due giorni prima di partire nella posologia di 3
granuli quattro volte al giorno per 48 ore. Successivamen-
te è bene continuare la cura diradando le dosi: 3 granuli
per tre volte al giorno, il secondo, il terzo e il quarto gior-
no; infine 3 granuli due volte al giorno, per altri tre giorni.

135
Quando è pigro: la stipsi

Colinsonia quando sono presenti le emorroidi


In tutti i casi in cui la stipsi è accompagnata da dolori
ed emorroidi, Colinsonia canadensis è la soluzione più
indicata fra i rimedi omeopatici.
Il momento più difficile per chi ne soffre è alla fine della
giornata, quando i dolori sono intensi.
• Come fare: prendi il rimedio in diluizione alla 7 CH,
5 granuli al dì, fino a miglioramento. Colinsonia è utile
anche in caso di stipsi provocata dalla gravidanza avanza-
ta. In questo caso il rimedio va assunto in diluizione alla
3 CH, nella dose di 5 granuli due volte al giorno.

Le erbe, rimedi che non disturbano


I rimedi fitoterapici possono agire su vari livelli allo sco-
po di facilitare la peristalsi. I meccanismi della loro azio-
ne si differenziano l’uno dall’altro. Occorre individuare
le caratteristiche del rimedio specifico che ci serve.

L’infuso di malva “ammorbidisce” le durezze


La malva è un’erba da sempre utilizzata per il suo gran-
de valore terapeutico, ovvero la sua capacità di lenire e
disinfiammare tutte le mucose dell’organismo. L’intera
pianta, fiori e foglie, è infatti ricchissima di mucillagini
dalle proprietà emollienti che rivestono le mucose inte-
stinali di un film viscoso disinfiammante.
Oltre a proteggere le mucose dagli agenti irritanti, il film
funziona come un efficace lubrificante naturale, pro-
muovendo lo scivolamento della massa fecale con una
delicata e blanda azione lassativa che rende la malva il
rimedio ideale anche per l’intestino dei bambini e di chi
soffre di stipsi infiammatorie.

136
I disturbi più frequenti

• Come fare: versa in una tazza d’acqua bollente un cuc-


chiaio da tavola di fiori e foglie di malva. Lascia in infu-
sione per 5-10 minuti, quindi filtra bene e bevi due volte
al giorno, alla mattina e alla sera, prima di coricarti.

Altea contro i forti dolori


Le mucillagini contenute nella pianta fanno dell’altea un
efficace emolliente e un potente antinfiammatorio per le
mucose. Da utilizzare quando la stitichezza è seguita da
emorroidi e crampi che si acuiscono con il movimento
fisico e specialmente a fine giornata.
• Come fare: prepara un decotto versando un cucchiaio
di radice sminuzzata di altea in una tazza abbondante
d’acqua fredda e porta il tutto a ebollizione. Quindi fai
bollire per alcuni minuti, poi spegni il fuoco, copri e
lascia riposare per 10 minuti.
Infine filtra bene e bevi due volte al giorno dopo man-
giato, fino a miglioramento.

Tarassaco per il blocco occasionale


Blandamente lassativo, il tarassaco è il rimedio fitotera-
pico utile nelle stipsi occasionali per “risvegliare” l’in-
testino quando il suo rallentamento è causato da una
tendenza alla fermentazione, specialmente dopo un pe-
riodo di disordini e squilibri alimentari. Oltre a stimo-
lare l’evacuazione quotidiana, il tarassaco promuove la
depurazione del fegato e l’espulsione delle tossine per via
urinaria. Ricco di minerali e vitamine (A, B, C) contra-
sta la perdita di sali ed elementi nutrizionali.
• Come fare: assumilo sotto forma di macerato glicerico
nella dose di 50 gocce da diluire in mezzo bicchiere d’ac-
qua minerale naturale, da bere la mattina a digiuno.

137
Quando è pigro: la stipsi

Semi di lino: i lassativi naturali


I semi di lino sono un’ottima risposta naturale per quegli
intestini infiammati che hanno in una stipsi saltuaria il
loro disturbo principale.
Essi, infatti, sono in grado di regolarizzare la peristal-
si intestinale oltre che esercitare una blanda ma efficace
azione lassativa.
• Come fare: metti in infusione in un bicchiere d’acqua
minerale naturale un cucchiaio di semi di lino, copri con
un piattino e lascia riposare tutta la notte. La mattina
seguente bevi solo il liquido a digiuno.

L’aiuto delle altre terapie naturali


Difficoltà a staccarsi dal passato, tranquillità eccessiva,
paura di perdere gli affetti che ci circondano... Queste
e altre origini psichiche della stitichezza, occasionale o
cronica, sono efficacemente affrontate dalla floriterapia.
Scegli il fiore più adatto a te, ai tuoi bisogni, fatti prepa-
rare il rimedio floriterapico dal tuo erborista e assumilo
nella dose di 4 gocce da sciogliere sotto la lingua, 4 volte
al giorno, per un mese intero.

• Chicory: il timore di perdere i propri beni e gli affetti


possono rendere questa persona intransigente o farle
assumere l’atteggiamento della “vittima”. Il soggetto
sta ben attento a tenere stretto ciò che possiede, anche
nel caso si tratti di persone, col rischio però di venire
considerato opprimente.
• Honeysuckle: la stessa difficoltà che la persona trova
nello staccarsi dal passato, dai ricordi mitizzati e dalla
nostalgia verso cose ormai finite e spente, si riscontra

138
I disturbi più frequenti

anche a livello intestinale. Il soggetto, infatti, è esposto


a tutti i disturbi determinati dalla difficoltà di liberarsi
dalle scorie, da ciò che non serve più e che appesantisce
e grava sull’organismo: questo spiega la tendenza alla
stipsi e alla ritenzione dei liquidi.
• Vine: per la persona che non perde mai la calma, an-
che nelle situazioni più critiche e disperate. Peccato però
che questo soggetto, ben conscio delle proprie qualità
e capacità, tenda a prevaricare sugli altri assumendo e
mantenendo il ruolo del leader che non ammette diver-
genze di opinioni né possibilità di discussione. Quando
la smania di controllare sfugge compare la stipsi.
• Elm: il problema principale di questo soggetto è l’ac-
cumulo di incarichi e di impegni difficili da smaltire:
si sente sovraccaricato, pur riuscendo comunque a non
soccombere. In questi momenti di stress compare la
stipsi, come equivalente somatico del “tener duro, non
mollare” che la persona mette in atto.

Il massaggio con l’olio essenziale


Quando senti la pancia contratta e la stipsi è particolar-
mente ostinata, mettiti in una posizione comoda e mas-
saggia dolcemente la pancia con movimenti delicati e
cercando di portare i visceri verso l’ombelico. Aiutati poi
con le proprietà naturali dell’olio essenziale di finocchio,
antispasmodico e lassativo.
• Come fare: diluisci 1-2 gocce di olio essenziale di fi-
nocchio in un cucchiaio di olio vegetale, preferibilmente
quello di mandorle dolci, e massaggia delicatamente la
parte. Non forzare troppo il movimento, non devi spin-
gere, né provare dolore ma solo un piacevole calore.

139
Dubbi e interrogativi

Le domande
più comuni
Cos’è la stipsi?
La stipsi (detta anche stitichezza o costipazione) è un di-
sturbo caratterizzato da un ritardo o un’insufficienza nell’e-
vacuazione delle feci. La stipsi non è una vera e propria
malattia in sé, ma un sintomo che può insorgere a causa
di svariate alterazioni organiche o funzionali dell’intesti-
no. Può colpire indifferentemente sia soggetti maschili che
femminili, e può insorgere a qualunque età. Molte persone
ritengono la stipsi una condizione “costituzionale” con la
quale bisogna convivere, in realtà si tratta di una condizio-
ne da affrontare con decisione.

Quando si può diagnosticare la stipsi?


In medicina si può parlare di stipsi quando sono presenti
due o più dei seguenti sintomi: presenza di feci piccole e
dure in almeno un quarto delle defecazioni, sensazione di
incompleta evacuazione in almeno un quarto delle defeca-
zioni, sensazione di ostruzione rettale in almeno un quarto
delle defecazioni e scarse evacuazioni settimanali.

Quali sono le cause della stitichezza?


La stitichezza insorge quando l’intestino diventa “pigro” e
non si muove in modo efficace come prima. Ciò può ca-

140
I disturbi più frequenti

pitare perché il corpo non ha abbastanza acqua o fibre e


introduce viceversa troppi grassi e zuccheri lavorati. Altri
elementi che possono causare la stitichezza sono lo stress, l’a-
buso di farmaci o il rinvio dell’evacuazione quando se ne
avverte lo stimolo.
Trattenendo i movimenti intestinali, infatti, si provoca l’ac-
cumulo e l’indurimento delle feci all’interno del corpo, ren-
dendo successivamente più difficile l’espulsione.

Chi è colpito da stipsi difficilmente guarisce?


La stipsi è un’affezione che, se dura nel tempo, difficilmente
viene eliminata nella sua totalità. Per questo è importante
fare attenzione ai sintomi e ai segnali che accompagnano il
disturbo: teniamo ben “monitorati” dunque i continui mal
di testa, gonfiori e dolori all’addome, i ritmi del processo di
evacuazione...

La stipsi è una reazione allo stress?


Ci sono soggetti che somatizzano un eccesso di richieste am-
bientali o di stimoli ansiogeni proprio attraverso la stipsi. Il
rallentamento della peristalsi esprime un blocco psicologico
di fronte a una situazione che ci paralizza e ci fa sentire
disarmati e attaccati.

Che fare se ci colpisce fin da piccoli?


Quando la stipsi ci accompagna fin da piccoli vuol dire che
è cresciuta con noi e che si è innestata su un tratto del carat-
tere che connota la nostra personalità.
In questi casi è molto utile un intervento trasformativo
piuttosto lento, ma altrettanto efficace e significativo, che
intervenga sulla struttura psichica agendo, delicatamente,
sulla dinamica psicosomatica.

141
Quando fa gonfiare l’addome

142
I disturbi più frequenti

I DISTURBI PIÙ FREQUENTI

QUANDO
FA GONFIARE
L’ADDOME

144 La fisiologia
Un ingorgo d’aria nella pancia

146 La visione psicosomatica


Rimugini troppo sui pensieri

152 L’alimentazione
Cura a tavola il meteorismo

154 I rimedi naturali


Alleati verdi che “sgonfiano”

143
La fisiologia

Un ingorgo d’aria
nella pancia

S vegliarsi al mattino con il ventre piatto e vederlo lie-


vitare durante il giorno è segnale di uno dei disturbi
intestinali più fastidiosi, e spesso anche dolorosi, il mete-
orismo. Il meteorismo, ovvero i gonfiori addominali, di-
pende da un’eccessiva produzione di gas intestinali che,
non riuscendo a fuoriuscire, provocano dolori e tensioni
addominali che spesso si accompagnano a una sensazio-
ne di malessere generale e flatulenza. La presenza di gas
nell’intestino è del tutto normale perché essi si svilup-
pano a causa di alcuni processi utili a metabolizzare il
cibo e a causa delle fermentazioni provocate dalla flora
batterica. Quando, però, sopraggiungono degli squilibri
intestinali, la quantità d’aria cresce eccessivamente, dan-
do così origine al meteorismo.
Il disturbo è causato da una serie di fattori, quali l’alte-
razione della flora intestinale, i ritmi irregolari dell’eva-
cuazione, problemi digestivi e fermentazioni intestinali,
oppure può essere originato da stress, ansia e particolari
situazioni ormonali (sindrome premestruale). È però im-
portante prestare attenzione anche ai disordini alimen-
tari. Spesso, infatti, le persone affette da lievi disordini
dell’alimentazione (abitudini sbagliate come mangiare
continuamente e fuori pasto) vivono situazioni di stress
che possono sfociare in gonfiore addominale.

144
I disturbi più frequenti

Se il gonfiore è spia di un’intolleranza alimentare


Per contrastare i gonfiori addominali è utile riuscire a in-
dividuare quali sono i cibi che provocano la formazione
di gas intestinali. Le reazioni agli alimenti sono molto
individuali e variano da persona a persona. Il più delle
volte dipendono da un insieme di fattori, come lo stile di
vita che l’individuo svolge, la predisposizione familiare
e, ovviamente, eventuali intolleranze. Per capire quin-
di quali cibi possono provocare il disturbo, controlla le
reazioni del tuo corpo e gli eventuali gonfiori dopo aver
consumato determinati alimenti, facendo attenzione ai
cibi che maggiormente generano fermentazioni intesti-
nali, come il latte, i legumi e alcuni tipi di verdure ricchi
di fibre vegetali.

Attenzione a non
“masticare” aria

U n modo efficace per ridurre i sintomi del


meteorismo è combattere l’eccessiva ingestione
di aria, in particolare durante i pasti. È importante
mangiare con calma, seduti, comodi e masticando
lentamente. Bisogna prestare attenzione a
non eccedere con le deglutizioni “vuote” che
comportano un’ingestione di aria. Quest’ultima
situazione si verifica spesso quando si masticano a
lungo chewing gum oppure quando si sorseggiano
bibite con la cannuccia. Per limitare le deglutizioni
d’aria, sono da abolire, o quanto meno limitare, le
bevande addizionate con anidride carbonica.

145
La visione psicosomatica

Rimugini troppo
sui pensieri

C ome per la maggior parte dei disturbi intestinali, an-


che il meteorismo può essere soggetto a un’interpre-
tazione psicosomatica, che si rivela in grado di svelare i
meccanismi alla base del vero e proprio disturbo fisico.
È, infatti, possibile associare a una eccessiva fermentazio-
ne intestinale quell’atteggiamento mentale che ci porta a
rimuginare continuamente su determinati pensieri, che
non riusciamo ad allontanare dalla mente.
Questa tendenza ad analizzare di continuo, in modo os-
sessivo, riflessioni personali ed episodi del passato, non
trova poi quasi mai un vero riscontro nell’azione pratica e
concreta, ma resta come sospesa nell’aria.
C’è quindi un eccesso di attività mentale, che non ha
sfogo in gesti e comportamenti reali. Connessa a questo
atteggiamento mentale si sviluppa poi la propensione ad
attribuire eccessiva importanza a singoli aspetti della pro-
pria vita che in realtà hanno scarsa o nulla rilevanza.
Il meteorismo spesso cela un problema di autostima: chi
soffre di questo disturbo intestinale tende a sottovalutarsi,
a non considerarsi mai all’altezza della situazione, a smi-
nuire il proprio valore, arrivando così a coltivare aspetti
marginali e a perseguire obiettivi che poco o nulla hanno a
che fare con la sua vera natura, e che dunque non portano
a una vera realizzazione di sé.

146
I disturbi più frequenti

E se la pancia borbotta?
Da un punto di vista simbolico, se la pancia “brontola”
siamo di fronte a una pancia “in fermento”, a una di-
mensione istintiva e viscerale che è in forte agitazione.
L’aria che preme e gonfia la zona dell’addome e dell’in-
testino, esprime uno stato di tensione interna, un’ansia
che spesso non trapela in alcun modo dall’esterno. Può
manifestarsi in ambienti che si percepiscono come ostili,
nei quali non ci si sente liberi di esprimersi.
Spesso si associa a una vera e propria ansia sociale per-
ché la persona che ne soffre evita accuratamente certe
situazioni per il timore di sentirsi in imbarazzo a causa
dell’incontenibilità dei suoi disturbi.

L’identikit
di chi è a rischio

D ati i segnali fisici e psichici di chi soffre di


gonfiori addominali e meteorismo, è possibile
disegnare un preciso identikit delle persone a
rischio e degli individui che, col passare del tempo,
potrebbero sviluppare il disturbo. In particolare
è più soggetto ai gonfiori addominali chi
già soffre di altri problemi intestinali, come
la colite nervosa e la sindrome del colon
irritabile. Questo avviene perché, il più delle volte,
i gonfiori addominali e il meteorismo sono sintomi
di tali disturbi. Quindi intervenendo su di esse si
riducono anche gonfiori e meteorismo.

147
Quando fa gonfiare l’addome

I suggerimenti
per liberarsi dall’aria
U n intestino pieno d’aria è l’altra faccia di un cervello
fin troppo attivo e in movimento. Come avviene nella
mente, infatti, l’intestino spesso tende a trattenere dentro
di sé l’inutile, allontanando ciò che è realmente importante.
Per ridurre quindi i sintomi tipici del gonfiore addominale
e liberare la pancia dall’eccessiva quantità d’aria devi, in pri-
mis, liberare la mente dai continui pensieri.

Dedicati ad attività manuali


Quando sei in tensione, la pancia diventa subito tesa e
dolente, e tu ti agiti inconcludente, incalzato dall’ansia.
Per allentare questo nervosismo psicofisico che spesso è
all’origine del disturbo, dedica del tempo libero ad at-
tività manuali; prova ad esempio a fare il pane in casa.
Procurati quindi della buona farina biologica, prepara
l’impasto e lavoralo a lungo, dapprima energicamente
con i pugni, col palmo della mano, poi più dolcemente.
Ponilo a lievitare; poi dagli forma e infornalo… Impa-
stare aiuta anche a distendere la pancia.

Decidi di getto o meglio d’istinto


Ore e ore di rovelli, rimuginazioni e calcoli: è questo il
travaglio che precede il parto di una decisione di chi sof-
fre di meteorismo, che si tratti di una scelta banale come
di una questione rilevante. Scegliere è una cosa seria che
va fatta tenendo conto dei pro e dei contro, senza sba-
gliare perché non si torna indietro.

148
I disturbi più frequenti

Partendo da queste basi, però, anche la decisione più in-


significante diventa impossibile. Pensa a tutte le decisio-
ni che il nostro intestino deve continuamente prendere
e al modo istantaneo in cui questo accade: di getto o
meglio d’istinto, senza caricare di estrema importanza
ogni minima situazione. Iniziamo dalle piccole cose: se
ti fanno una proposta per il sabato sera, rispondi senza
perdere tempo e accetta di affrontare le novità.
In questo modo, se ti alleni a seguire l’istinto nelle pic-
cole cose, anche le scelte più importanti diventeranno
meno “dolorose”.

Svuota la mente con il movimento


Muoversi fa sicuramente bene, ma qual è la ginnastica
migliore per un intestino pieno d’aria? Fare del moto
solo perché ce lo ha ordinato il medico non è sufficiente;
anche macinare km su un tapis roulant se continuiamo
a rimuginare sempre gli stessi pensieri, dà scarsi risultati.
Se dobbiamo “sgonfiare” l’intestino e favorirne la natu-
rale attività, dobbiamo muoverci in maniera piacevole,
spontanea e soprattutto a mente vuota.
L’esercizio fisico, per quanto impegnativo, deve infatti
aiutarci a sgombrare la mente, e non deve diventare l’en-
nesimo dovere. Per questa ragione, qualunque sia la for-
ma di movimento che preferisci e pratichi, adotta come
criterio il divertimento, la piacevolezza: no alla palestra
se ti annoia, sì alle passeggiate in campagna, al mare o
nei boschi, ma anche alla danza in qualsiasi forma, alle
arti marziali, a un hobby o a uno sport, praticati con
regolarità, che ti obblighino a muoverti. E mentre fai
ginnastica, non approfittarne per riflettere, rimuginare o
pensare, altrimenti vanifichi l’effetto benefico.

149
Quando fa gonfiare l’addome

Lo stile di vita
che gonfia la pancia
S e è vero che i gonfiori addominali nascono dal con-
tinuo pensare e rimuginare sugli stessi pensieri che,
automaticamente, condizionano la nostra vita, per sta-
re bene, proviamo ad alleggerirci dalla cappa di queste
pressioni che ci fanno sentire sempre sotto esame.
Ritrovare la nostra spontaneità e provare a cacciare l’i-
nutile e a calarci nella realtà concreta, aiuteranno infatti
l’intestino a svolgere le sue funzioni senza interferenze,
riducendo il rischio di fermentazioni e produzioni di
gas. No dunque a tutti i comportamenti che ci bloccano
e ci allontanano dalla realtà.

Darsi sempre i voti


Come sono andato? Sono stato bravo? Sono domande
che fanno sorridere, eppure, spesso, ce lo chiediamo
qualsiasi cosa facciamo, mettendoci sotto esame per
tutto: quando succede, però, è come se vivessimo su un
immaginario palcoscenico, esposti al giudizio di un pub-
blico molto esigente, noi stessi. Ci vuol poco a capire
quanta tensione possa generare una simile condizione se
si mantiene costantemente, ma soprattutto è importante
capire come la paura di deludere cresca silenziosamente.
Neppure l’artista più consumato riuscirebbe a reggere
tanta tensione. Per evitare che quest’ansia si trasformi in
un accumulo d’aria nell’intestino, smetti quindi di darti
i voti per qualsiasi cosa e comincia a fare le cose solo pen-
sando a ciò che stai facendo, senza nessuna aspettativa.

150
I disturbi più frequenti

Drammatizzare sempre
Come reagisci ai piccoli inevitabili contrattempi di ogni
giorno? Per quanto tempo continui, ostinato, a rimugi-
nare su qualcosa che è andato storto, o semplicemen-
te non nel modo in cui ti eri prefissato? Se hai spesso
l’abitudine di drammatizzare, di vedere delle cose solo
l’aspetto negativo e sfavorevole, considera che in que-
sto modo ti costringi a vivere perennemente sulla cor-
da, accumulando una tensione e una frustrazione che
da qualche parte devono pur trovare una via di sfogo:
l’intestino. Le tue lamentele i tuoi brontolii si manife-
stano anche attraverso una pancia in subbuglio, piena
d’aria. Il continuo drammatizzare ogni situazione, il più
delle volte in modo ossessivo, infatti, genera una vera e
propria fermentazione mentale, che arriva a coinvolgere
anche l’intestino, dando origine ai gonfiori addominali.
In questo caso, le continue riflessioni fermentano nella
testa come i cibi nell’intestino.

Circondarsi di caos e confusione


Il cervello (come l’intestino) soffre il bombardamento
di stimoli che lo portano a stare sempre in movimen-
to rischiando così di cadere in continue rimuginazioni.
Ecco perché ogni tanto sia il cervello che l’intestino han-
no bisogno di una vera e propria “disintossicazione”.
Soprattutto se trascorri tutto il giorno in un ambiente
sovraffollato e rumoroso, devi concederti dei momenti
in cui stare da solo e in silenzio.
Durante la pausa pranzo, approfittane per allontanarti
dal caos e cercare un po’ di pace. E se proprio devi divi-
dere il tuo tempo con qualcuno, scegli una persona che
non ti sommerga di chiacchiere.

151
L’alimentazione

Cura a tavola
il meteorismo

E vitare legumi e cibi grassi e incrementare il consumo


di finocchi, mirtilli e mele. Sono questi i capisaldi del-
la dieta antigonfiore. Ma le regole per curare le fermen-
tazioni intestinali non riguardano solo i cibi da evitare e
quelli da consumare. Si tratta anche di piccoli accorgi-
menti alimentari da adottare quotidianamente: per esem-
pio, è bene imparare a togliere la mollica dal pane prima
di mangiarlo, diminuire il consumo di cibi troppo caldi o
troppo freddi e diradare i minestroni e i passati di verdura.
Non stiamo parlando di grandi rinunce, ma solo di cam-
biare alcune abitudini e, se anche queste modifiche all’ini-
zio possono richiedere fatica, quando poi ci si rende conto
di non avere più l’addome gonfio e dolorante, allora verrà
spontaneo metterle in pratica.

Le spezie: le tue prime alleate


Le spezie, in particolare zenzero, peperoncino e pepe bian-
co, sono le principali alleate contro il gonfiore addomina-
le. Lo zenzero, inoltre, dato che favorisce la formazione
della flora batterica benefica inibendo i batteri nocivi, è
indicato, oltre che per ridurre i sintomi del meteorismo,
anche per contrastare altri disturbi intestinali, come la
stipsi e la diarrea. Per usufruire delle sue qualità antigon-
fiore, è sufficiente assumere un piccolo pezzo di radice

152
I disturbi più frequenti

fresca al giorno. Acquista la radice al supermercato o dal


fruttivendolo e usala grattugiata sui piatti prima di servirli
in tavola, per aromatizzarli e renderli ancora più gradevoli.
In alternativa puoi usare la radice per preparare un ottimo
decotto, facendola bollire per 10 minuti.

Il superfrullato contro i gas intestinali


Elimina i gas intestinali con questo frullato antigonfio-
re. Procurati 100 g di mirtilli freschi, un ciuffo di menta,
un bicchiere di latte di riso o, in alternativa, di soia o di
mandorle. Metti quindi tutti gli ingredienti nel frullatore
e azionalo per circa 30 secondi. Poi spegni e bevi subito
il preparato. I mirtilli, oltre che per prevenire le fermen-
tazioni e favorire l’eliminazione dei gas già presenti, sono
indicati in caso di disturbi intestinali, spesso alla base dei
gonfiori addominali. Il latte di riso, a differenza del latte
vaccino, sgonfia l’addome e rigenera la microflora. Infine,
la menta aiuta la digestione.

Una ricetta contro i gonfiori


Ecco un primo piatto che, grazie all’avocado, regolarizza
l’intestino e riduce i gas addominali. L’avocado e la can-
nella contrastano infatti i batteri nemici della microflora
intestinale. Preparalo così: elimina la buccia esterna e il
nocciolo di un avocado e frulla la polpa con il succo di
mezza arancia e una presa di sale. Poi taglia due zucchine
a tocchetti e falle rosolare in una padella antiaderente con
poco olio extravergine d’oliva e una piccola cipolla affet-
tata finemente. Scola la pasta e versala nel tegame con le
zucchine. Fai saltare per due minuti, quindi metti in una
terrina. Versa poi la crema di avocado sulla pasta e spolve-
rizza con cannella, pepe e filetti di buccia d’arancia.

153
I rimedi naturali

Alleati verdi
che “sgonfiano”

I gonfiori addominali sono un disturbo che influenza


profondamente la nostra quotidianità. Sono innume-
revoli i motivi di questa sua diffusione e trasversalità,
uno dei principali è sicuramente quello che l’intestino
rappresenta una delle dimensioni organiche più ricettive
rispetto a ciò che viviamo ogni giorno. Pensieri, emo-
zioni, modi d’essere sbagliati minano la nostra “pancia”
e la predispongono a un eccessivo accumulo di tensioni
emotive che sfocia nel meteorismo. Per curarla, allora,
è necessario tenere sempre presente l’aspetto psichico e
quello pratico, più materiale. Omeopatia, fitoterapia e
fiori di Bach interverranno proprio su questo binario,
risolvendo efficacemente il male all’origine.

Vinci il disturbo con l’omeopatia


Anche in caso di meteorismo, l’omeopatia è in grado di
intervenire in modo mirato ed efficace in base al tipo di
gonfiore o malessere che si decide di trattare.

Lycopodium con il meteorismo


In caso di disordini intestinali che si caratterizzano per
la presenza di forte meteorismo e flatulenza, a volte ac-
compagnati anche da un’alternanza tra stipsi e diarrea,

154
I disturbi più frequenti

Lycopodium è il rimedio omeopatico più indicato da


utilizzare per sgonfiare l’intestino, eliminare l’aria e rie-
quilibrare la naturale e quotidiana peristalsi.
Spesso sono le donne a essere maggiormente colpite da
questo disturbo che emerge a fine giornata e di prima
mattina, spesso con dolori improvvisi e gonfiore esteso a
tutto l’addome.
• Come fare: t i consigliamo di assumere il rimedio
Lycopodium in diluizione alla 15 CH, nella posologia di
5 granuli alla mattina e 5 alla sera, da sciogliere sotto la
lingua fino a miglioramento della sintomatologia.

Carbo vegetabilis per liberare dall’aria


Carbo vegetabilis è il rimedio da assumere quando ci si
sente spesso gonfi, soprattutto nella parte superiore della
pancia, tanto che i dolori, il più delle volte crampiformi,
si irradiano in alto, verso il torace (talora vi può essere
anche un forte senso di oppressione respiratoria per l’in-
nalzamento del diaframma).
Il momento peggiore è quello successivo al pasto serale.
I sintomi migliorano con il passaggio dell’aria, che soli-
tamente è più accentuato di notte, e quando compaiono
le eruttazioni. Il dolore, invece, si aggrava se ci si sdraia
in generale e in particolare sul fianco.
• Come fare: per ridurre la sintomatologia tipica del
meteorismo e liberare l’addome dall’eccessiva quantità
d’aria, è utile assumere il rimedio Carbo vegetabilis sot-
to forma di gocce omeopatiche in diluizione alla 7 CH,
nella posologia di 10 gocce da sciogliere in poca acqua
minerale naturale e poi da far girare in bocca per 15-
20 secondi prima di deglutire normalmente, tre volte al
giorno, fino a miglioramento.

155
Quando fa gonfiare l’addome

Le erbe per combattere i sintomi


Per contrastare il meteorismo risulta molto valido l’u-
tilizzo di tutte quelle erbe che grazie alle loro proprie-
tà antifermentative sono in grado di ridurre l’eccessiva
produzione di gas intestinali. La più nota tra queste è
senz’altro il finocchio.

Finocchio quando la pancia scoppia


Perfetto in tutti i casi in cui l’aria diventa la vera prota-
gonista dei disturbi intestinali, il finocchio è il rimedio
ideale per sgonfiare una pancia stressata da fitte e spa-
smi. La persona affetta da meteorismo soffre di flatulen-
ze e sente spesso il desiderio di eruttare: sfoga in questo
modo un’ansia che la inquina quotidianamente.
Quest’erba svolge un’azione carminativa (anti-meteori-
smo): i suoi semi ricchi di oli essenziali permettono di
rilassare un intestino costantemente irritato che “racco-
glie” ogni giorno ansia, stress e altri disagi psichici di un
carattere tendenzialmente pessimista.
• Come fare: ti suggeriamo di assumere il finocchio sot-
to forma di infuso. Versa in una tazza abbondante di
acqua bollente un cucchiaino di semi di finocchio. La-
scia riposare per circa 5 minuti, poi filtra bene e bevi,
possibilmente senza dolcificare, dopo cena. Prosegui l’as-
sunzione per due mesi.
Per un’azione ancora più efficace, antigonfiore e disin-
tossicante, puoi abbinare ai semi di finocchio anche i
semi di anice. Metti in infusione, sempre in una tazza
d’acqua bollente, un cucchiaino di semi di finocchio e
uno di semi di anice. Lascia riposare 10 minuti, filtra
bene e bevi poco dopo cena.

156
I disturbi più frequenti

La camomilla appiattisce e rilassa l’addome


La camomilla è utile per contrastare i sintomi tipici di
meteorismo perché, se consumata con regolarità, con-
tribuisce a eliminare l’aria dallo stomaco e dall’intestino,
riducendo così i dolori e i crampi addominali. Questa
erba possiede inoltre naturali proprietà antispasmodiche
che alleviano i disturbi provocati dal meteorismo.
• Come fare: prepara un infuso di camomilla, versan-
do in una tazza d’acqua prima portata a bollore un cuc-
chiaino di erba di camomilla sciolta (o se preferisci, per
maggiore comodità puoi utilizzare le bustine già pronte).
Lascia quindi in infusione per circa 5-7 minuti, filtra
bene, se usi le foglie sciolte, e bevi, senza dolcificare, due
volte al giorno, dopo il pranzo e la cena.
In alternativa, per un’azione più “strong” usufruisci del-
la tintura madre di camomilla: 30 gocce da diluire in
mezzo bicchiere d’acqua minerale naturale una volta al
giorno, fino al miglioramento della sintomatologia.

Il fiore di Bach
che spegne i borbottii

L a floriterapia cura il disturbo partendo dalla base


psichica, dimensione in cui si radica l’affezione.
Pine è il fiore di Bach adatto a chi tende a
stare sempre sulla difensiva e a scusarsi di
ogni minima mancanza anche se non ha colpa.
Questa continua tensione con se stessi porta a
soffrire di meteorismo. Il rimedio si assume nella
dose di 4 gocce sotto la lingua, 4 volte al dì.

157
Curare il colon
Finito di stampare nel mese di dicembre 2013
per conto delle Edizioni Riza S.p.A.
da Rotolito Lombarda S.p.A.
20063 Cernusco sul Naviglio (MI)