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Scritto 1 del 2010

1. Discutere
 il sistema reale
 hx + y + hz = h
2x + (1 − h) z = 3h .

2hx + y + hz = h − h2

2. Risolvere l’equazione
¡ √ ¢complessa £ ¡ √ ¢ ¤
exp2 (z) + −1 + i 3 exp(z) + |z| exp2 (z) + −1 + i 3 exp(z) = 0.

3. Determinare l’equazione delle eventuali sfere tangenti al piano π : x+y+z = 0


nell’origine
√ e intersecanti il piano α : x − y + z + 1 = 0 in una circonferenza di
raggio 3.

4. Data  la matrice 
h h−2 0
A =  1 h − 2 1 ,
0 0 h
si studi, al variare di h in R
a) la triangolabilità di A;
b) la diagonalizzabilità di A;
c) la dimensione di Im(A).

5. Determinare l’espressione del fascio di coniche tangenti alla retta x − 2y = 1


in (1, 0) e passanti per (3, 0) e (1, 4). Si dica se esistono parabole nel fascio.

6. In P2 (R) sono assegnate le rette r1 : x = 0, r2 : y = 0, r3 : t = 0, e il punto


P = (1, 5, 2). Determinare la proiettività ϕ tale che ϕ(r1 ) = r2 , ϕ(r2 ) = r3 ,
ϕ(r3 ) = r1 , ϕ(P ) = (−2, 1, 40). Si determinino i punti fissi di ϕ.

1
Esempio di svolgimento.

1. Discutere
 il sistema reale
 hx + y + hz = h
2x + (1 − h) z = 3h .

2hx + y + hz = h − h2

La
 matrice dei coefficienti
 è
h 1 h
 2 0 1 − h ,
2h 1 h
e il suo determinante vale h − h2 . Dunque il sistema ammette, per la regola di
Cramer, una, ed una sola, soluzione per h 6= 0, 1.
Per
 h = 0 la  matrice
 dei coefficienti
 e la matrice completa sono
0 1 0 0 1 0 0
 2 0 1  ,  2 0 1 0 ,
0 1 0 0 1 0 0
e le loro caratteristiche sono entrambe 2. Dunque il sistema ammette, per h = 0,
∞1 soluzioni.
Per h = 1 la 
 matrice
 dei coefficienti
 e la matrice completa sono
1 1 1 1 1 1 1
 2 0 0 , 2 0 0 3 
2 1 1 2 1 1 0
e le loro caratteristiche sono rispettivamente 2 e 3. Dunque il sistema non
ammette, per h = 1, alcuna soluzione.

2. Risolvere l’equazione
¡ √ ¢complessa £ ¡ √ ¢ ¤
exp2 (z) + −1 + i 3 exp(z) + |z| exp2 (z) + −1 + i 3 exp(z) = 0.

L’equazione si può
£ riscrivere
¡ nella√forma
¢¤
(1 + |z|) exp(z) exp(z) + −1 + i 3 = 0,
e, poiché 1+|z| e exp(z)
√ sono sempre differenti da 0, essa è equivalente all’equazione
exp(z) = 1 − i 3,
da cui si ricava
¡√ ¢
z = lg 2 + i (23π + 2kπ) (k ∈ Z).

3. Determinare l’equazione delle eventuali sfere tangenti al piano π : x+y+z = 0


nell’origine
√ e intersecanti il piano α : x − y + z + 1 = 0 in una circonferenza di
raggio 3.

Il fascio delle sfere tangenti al piano π nell’origine si può scrivere nella forma
x2 + y 2 + z 2 + 2λ (x + y + z) = 0,
ovvero
2 2 2
(x + λ) + (y + λ) + (z + λ) = 3λ2 : √
si tratta di sfere di centro (−λ, −λ, −λ) e raggio 3 |λ|.

2
√ Affinché una di tali sfere intersechi il piano α in una circonferenza di raggio
3 occorre, per
√ il teorema di Pitagora, che la distanza dell’origine dal piano α
sia uguale 2
√ √ 3λ − 3, ovvero
a
2
1 3 = 3λ − 3, √
λ2 − 1 = 13, λ = ±2 3.
Sostituendo tali valori di λ nell’espressione del fascio si ottiene quanto cer-
cato.

4. Data  la matrice 
h h−2 0
A =  1 h − 2 1 ,
0 0 h
si studi, al variare di h in R
a) la triangolabilità di A;
b) la diagonalizzabilità di A;
c) la dimensione di Im(A).

Il
¯ polinomio caratteristico di¯ A è
¯ h−λ h−2 0 ¯¯ h i
¯
¯ 1 h − 2 − λ 1 ¯ = (h − λ) (h − λ)2 − 2 (h − λ) − h + 2 ,
¯ ¯
¯ 0 0 h−λ ¯
e quindi una radice caratteristica è λ1 = h, e le altre si ottengono risolvendo
2
(h − λ) − 2 √ (h − λ) − h + 2 = 0, da cui √
h − λ = 1 ± 1 + h − 2, λ2,3 = h − 1 ± h − 1.
a) e b). La matrice è dunque triangolabile per √ h ≥ 1, ed è certamente
diagonalizzabile per h > 1, purché sia h 6= h − 1 ± h2 + h − 1, ovvero h 6= 2.
Si osservi che tale valore rientra nell’intervallo precedente.
Per h = 1 la radice caratteristica con molteplicità doppia è 0, e la matrice
A −0 · I è 
1 −1 0
 1 −1 1 ,
0 0 1
la cui caratteristica è 2, e la dimensione dell’autospazio corrispondente è 1, e la
matrice non è dunque diagonalizzabile per h = 1.
Per h = 2 la radice caratteristica con molteplicità doppia è 2, e la matrice
A −2 · I è 
0 0 0
 1 −2 1 ,
0 0 0
la cui caratteristica è 1, e la dimensione dell’autospazio corrispondente è 1, e la
matrice è dunque diagonalizzabile per h = 1.
In definitiva, la matrice è diagonalizzabile per h > 1.

c). Per quanto visto, l il determinante della matrice si annulla per h = 0,


per h = 1 e per h = 2. Dunque per h 6= 0, 1, 2 la dimensione dell’immagine è 3.
Per h = 0 la matrice diviene

3
 
0 −2 0
 1 −2 1 ,
0 0 0
la sua caratteristica è 2 e la dimensione dell’immagine è 2.
Per h = 1 la matrice
  diviene
1 −1 0
 1 −1 1 ,
0 0 1
la sua caratteristica è 2 e la dimensione dell’immagine è 2.
Per h = 2 la 
 matrice diviene
2 0 0
 1 0 1 ,
0 0 2
la sua caratteristica è 2 e la dimensione dell’immagine è 2.

5. Determinare l’espressione del fascio di coniche tangenti alla retta x − 2y = 1


in (1, 0) e passanti per (3, 0) e (1, 4). Si dica se esistono parabole nel fascio.

Una conica degenere che soddisfa le condizioni del fascio è quella che ha per
componenti le rette x − 2y = 1 e y = 6 − 2x:
(x − 2y − 1) (2x + y − 6) = 0.
Un’altra è data da quella avente per componenti le rette per i due punti e il
punto di tangenza:
y (x − 1) = 0.
L’equazione del fascio è
2 (x − 2y − 1) (2x + y − 6) + 2λy (x − 1) = 0,
e lamatrice associata è 
4 −3 + λ −8
 −3 + λ −4 11 − λ ,
−8 11 − λ 12
ed il determinante della matrice ridotta vale −16 − (−3 + λ), e non si annulla
per nessun valore di λ. Dunque non esistono parabole nel fascio.

6. In P2 (R) sono assegnate le rette r1 : x = 0, r2 : y = 0, r3 : t = 0, e il punto


P = (1, 5, 2). Determinare la proiettività ϕ tale che ϕ(r1 ) = r2 , ϕ(r2 ) = r3 ,
ϕ(r3 ) = r1 , ϕ(P ) = (−2, 1, 40). Si determinino i punti fissi di ϕ.

Da quanto detto risulta che il punto (1, 0, 0) (intersezione tra r2 e r3 ) deve


avere per immagine il punto (0, 1, 0) (intersezione tra r3 e r1 ), e, analogamente,
i punti (0, 1, 0) e (0, 0, 1) hanno per immagine i punti (0, 0, 1) e (1, 0, 0) .
Le
 matrici che  rappresentano ϕ hanno dunque forma
0 0 l
 h 0 0 ,
0 k 0
e la condizione successiva ci dice che possiamo scrivere la matrice nella
forma

4
 
0 0 −1
 1 0 0 ,
0 8 0
I punti fissi di ϕ non sono altro che gli autovettori della matrice, il cui
polinomio caratteristico è λ3 + 8, che ha l’unica radice reale −2, con relativo
autovettore
 
2
 −1 .
4

5
Scritto 2 del 2010

1. Studiare, al variare del parametro reale h, la mutua posizione dei tre piani
di equazione
π1 : −hx − 2y + (2 + h) z = 2;
π2 : (−h − 2) y + (2 + h) z = 2;
π1 : x + (1 + h) y − z = −1.

2. a) Risolvere l’equazione complessa


exp(z) exp2 (4z) + 2i exp(z) exp(4z) − exp(z) = 0.
b) Tra le soluzioni z trovate determinare quelle per cui 0 ≤ |z − 38πi| < 2π.

3. a) Si scrivano le equazioni dei piani contenenti la retta


r : 3x − y − z + 2 = y + z + 1 = 0
e tangenti la sfera di equazione
x2 + y 2 + z 2 + 2x − 4y + 2 = 2
b) Si determini il luogo dei centri delle sfere tangenti entrambi i piani indi-
viduati, dandone le equazioni.

4. Si consideri
 la matrice 
4 + 2h 1 −h
A =  −1 2+h 1 .
−h 1 4 + 2h
a) Studiare diagonalizzabilità e triangolabilità di A.
b) Per h = −2 determinare una base di autovettori.
c) Determinare gli eventuali valori di h per cui esistono matrici B non nulle
tali che AB = 0.

5. a) Si scrivano le equazioni dell’ellisse γ1 e dell’iperbole γ2 aventi centro in


(−3, −3), assi paralleli agli assi coordinati e semidiametri di lunghezza a = 1 e
b = 2. (per l’iperbole, si prenda per diametro reale la retta parallela all’asse x).
b) Si scriva l’equazione del fascio generato dalle coniche γ1 e γ2 individuan-
done le coniche degeneri.
c) Determinare gli eventuali elementi di simmetria comuni a tutte le coniche
del fascio.
d) Dato il punto Q = (α, β) si diano per esso le limitazioni affinché la conica
del fascio passante per Q siano delle iperboli.

6. Si
 considerino leproiettività
 rappresentate
 dalle matrici
3 1 −1 −3 −8 6
 −1 1 1 ,  0 1 0 .
1 1 1 −4 −8 7
Determinare i punti fissi comuni alle due proiettività.

1
Esempio di svolgimento.

1. Studiare, al variare del parametro reale h, la mutua posizione dei tre piani
di equazione
π1 : −hx − 2y + (2 + h) z = 2;
π2 : (−h − 2) y + (2 + h) z = 2;
π1 : x + (1 + h) y − z = −1.

Consideriamo la matricedei coefficienti:



−h −2 2+h
 0 −h − 2 2 + h ,
1 1+h −1
il cui determinante vale h3 + 3h2 + 2h, e si annulla pertanto per h = 0, −1, −2.
Ne segue che per h 6= 0, −1, −2 i tre piani sono incidenti in un punti (e quindi
due a due incidenti in una retta).
Per h = 0 la matrice
  dei coefficienti e lamatrice completa sono
0 −2 2 0 −2 2 2
 0 −2 2 ,  0 −2 2 2 
1 1 −1 1 1 −1 1
e dunque i primi due piani sono coincidenti e il terzo è incidente ad essi.
Per
 h = −1 la matrice
  dei coefficienti ela matrice completa sono
1 −2 1 1 −2 1 2
 0 −1 1 ,  0 −1 1 2 
1 0 −1 1 0 −1 1
le cui caratteristiche sono 2 e 3. Di conseguenza i tre piani non si intersecano, e
sono tre piani non paralleli che a due a due si intersecano in tre rette parallele.
Per
 h = −2 la matrice
  dei coefficienti ela matrice completa sono
2 −2 0 2 −2 0 2
 0 0 0 ,  0 0 0 2 
1 −1 −1 1 −1 −1 1
ed in realtà la seconda equazione non rappresenta un piano. Gli altri due piani
sono incidenti.

2. a) Risolvere l’equazione complessa


exp(z) exp2 (4z) + 2i exp(z) exp(4z) − exp(z) = 0.
b) Tra le soluzioni z trovate determinare quelle per cui 0 ≤ |z − 38πi| < 2π.

Poiché exp(z) è sempre differente da 0, l’equazione è equivalente a


exp2 (4z) + 2i exp(4z) − 1 = 0,
da cui si ricava
exp(4z) = −i,
4z = (π + 2kπ) i (k ∈ Z),
z = (14 + 12k) πi (k ∈ Z).
Affinché risulti |z − 38πi| < 2π deve essere
|(14 + 12k) πi − 38πi| = |48k − 18| π < 2π,
|4k − 1| < 16,

2
−16 < 4k − 1 < 16,
−15 < 4k < 17,
−3 ≤ k ≤ 4 (k ∈ Z).

3. a) Si scrivano le equazioni dei piani contenenti la retta


r : 3x − y − z + 2 = y + z + 1 = 0
e tangenti la sfera di equazione
x2 + y 2 + z 2 + 2x − 4y + 2 = 2
b) Si determini il luogo dei centri delle sfere tangenti entrambi i piani indi-
viduati, dandone le equazioni.

L’equazione della sfera può essere cosı̀ riscritta:


2 2
(x + 1) + (y − 2) + z 2 = 3, √
e dunque la sfera ha centro (−1, 2, 0) e raggio 3.
L’equazione del fascio di piani passante per la retta è
3x − y − z + 2 + λ (y + z + 1) = 0,
3x + (λ − 1) y + (λ − 1) z + 2 + λ = 0.
Affinché un tale piano sia tangente alla sfera occorre che la distanza dal
centro della sfera sia ugualeq al raggio:
2 √
|−3 + 2λ − 2 + 2 + λ| 9 + 2 (λ − 1) = 3,
¡ 2 ¢ ¡ ¢
3 λ − 2λ + 1 = 11 − 4λ + 2λ2 ,
λ2 − 2λ − 8 = 0,
da cui λ = −2 oppure λ = 4.
I piani cercati hanno dunque equazione
x − y − z = 0,
x + y + z + 2 = 0.
I centri (x, y) delle sfere tangenti ad entrambi tali piani devono avere uguale
distanza da essi,
√ e quindi devon verificare

|x − y − z| 3 = |x + y + z + 2| 3,
da cui si ottengono le equazioni di due piani:
y + z + 1 = 0,
x + 1 = 0, che non sono altro che i piani bisettori.

4. Si consideri
 la matrice 
4 + 2h 1 −h
A =  −1 2+h 1 .
−h 1 4 + 2h
a) Studiare diagonalizzabilità e triangolabilità di A.
b) Per h = −2 determinare una base di autovettori.
c) Determinare gli eventuali valori di h per cui esistono matrici B non nulle
tali che AB = 0.

Il
¯ polinomio caratteristico è ¯
¯ 4 + 2h − λ 1 −h ¯
¯ ¯
¯ −1 2 + h − λ 1 ¯ = (4 + 2h − λ)2 (2 + h − λ) − h+
¯ ¯
¯ −h 1 4 + 2h − λ ¯

3
+h − h2 (2 + hh − λ) + (4 + 2h − λ) i − (2 + h − λ) =
2 2
= (2 + h − λ) (4 + 2h − λ) − h ,
e le radici caratteristiche sono quindi
λ1 = h + 2,
λ2 = 3h + 4,
λ2 = h + 4.
La matrice è dunque triangolabile per ogni valore di h.
Due degli autovalori suddetti coincidono per h = −1, h = 0.
Per h = −1 l’autovalore con molteplicità algebrica doppia è 1, e la matrice
A −1 · I è 
1 1 1
 −1 0 1 ,
1 1 1
la cui caratteristica è 2 (e quindi la dimensione dell’autospazio è 1).
Per h = 0 l’autovalore con molteplicità algebrica doppia è 4, e la matrice
A −4 · I è 
0 1 0
 −1 −2 1 ,
0 1 0
la cui caratteristica è 2 (e quindi la dimensione dell’autospazio è 1).
In definitiva la matrice è diagonalizzabile per h 6= −1, 0.
Per h = −2 gli autovalori di A sono 0, −2, 2.
Le matrici A, 
 A+2 · I, A + 2 · I sono
 rispettivamente 
0 1 2 2 1 2 −2 1 2
 −1 0 1 ,  −1 2 1 ,  −1 −2 1 .
2 1 0 2 1 2 2 1 −2
Si ha dunque
     
1 3 1
E(0) =  −2 , E(−2) =  4 , E(2) =  0 .
1 −5 1
I tre vettori suddetti formano una base di autovettori.
Condizione necessaria e sufficiente affinché sia AB = 0 è che l’immagine di
B sia contenuta nel nucleo di A, e quindi occorre che il nucleo di A non sia
nullo. Questo significa che il determinante di A deve essere nullo, e cioè che
almeno una radice caratteristica di A deve essere nulla. Ciò accade per h = −2,
h = −4, h = −43.

5. a) Si scrivano le equazioni dell’ellisse γ1 e dell’iperbole γ2 aventi centro in


(−3, −3), assi paralleli agli assi coordinati e semidiametri di lunghezza a = 1 e
b = 2. (per l’iperbole, si prenda per diametro reale la retta parallela all’asse x).
b) Si scriva l’equazione del fascio generato dalle coniche γ1 e γ2 individuan-
done le coniche degeneri.
c) Determinare gli eventuali elementi di simmetria comuni a tutte le coniche
del fascio.
d) Dato il punto Q = (α, β) si diano per esso le limitazioni affinché la conica
del fascio passante per Q siano delle iperboli.

4
Per prima cosa, le equazioni di γ1 e γ2 sono rispettivamente
2 2 2 2
4 (x + 3) + (y + 3) = 4, 4 (x + 3) − (y + 3) = 4.
L’equazione del fascio è h i
2 2 2 2
4 (x + 3) + (y + 3) − 4 + λ 4 (x + 3) − (y + 3) − 4 = 0,
la cui
 matrice associata è 
4 + 4λ 0 12 + 12λ
 0 1−λ 3 − 3λ ,
12 + 12λ 3 − 3λ 41 + 23λ
il cui determinante si annulla per λ = 1 e per λ = −1.
Le coniche degeneri del fascio sono pertanto quella di equazione
2
(x + 3) = 1
(che si spezza in due rette parallele all’asse y) e quella di equazione
2
(y + 3) = 0
(che si spezza in due rette coincidenti parallele all’asse x).
Le due coniche che generano il fascio (nonché le coniche degeneri trovate)
hanno in comune il centro di simmetria (−3, −3) e gli assi di simmetria x = −3,
y = −3. Questi elementi di simmetria sono comuni a tutte le coniche del fascio.
I punti cercati sono determinati appartengono alla conica del fascio per cui
2 2 2 2
λ = −4 (α + 3) + (β + 3) − 44 (α + 3) − (β + 3) − 4,
e, poiché per avere un’iperbole deve essere 1 − λ2 < 0, si deve avere
³ ´2
2 2 2 2
4 (α + 3) + (β + 3) − 44 (α + 3) − (β + 3) − 4 > 1,
³ ´2 ³ ´2
2 2 2 2
4 (α + 3) + (β + 3) − 4 > 4 (α + 3) − (β + 3) − 4 ,
³ ´
2 2
(α + 3) − 4 (β + 3) > 0,
ovvero
½
β 6= −3
.
|α + 3| > 2, cioèα > −1oppureα < −5

6. Si
 considerino leproiettività
 rappresentate
 dalle matrici
3 1 −1 −3 −8 6
 −1 1 1 ,  0 1 0 .
1 1 1 −4 −8 7
Determinare i punti fissi comuni alle due proiettività.

I punti fissi comuni alle due proiettività non sono altro che gli autovettori
(non nulli) comuni alle due metrici
¯Calcoliamo il polinomio caratteristico
¯ della seconda matrice:
¯ −3 − λ −8 6 ¯¯ ¯ ¯
¯ ¯ −3 − λ 6 ¯¯
¯ 0 1 − λ 0 ¯ = (1 − λ) ¯ =
¯ ¯ ¯ −4 7−λ ¯
¯ −4 −8 7−λ ¯
¡ ¢ 2
= (1 − λ) λ2 − 4λ + 3 = (1 − λ) (3 − λ).
L’autospazio
 relativo
 all’autovalore 3 è dato dal nucleo della matrice
−6 −8 6
 0 −2 0  :
−4 −8 4

5
 
1
E(3) =  0 .
1
Controlliamo pertanto se tale vettore è anche autovettore della prima ma-
trice:
      
3 1 −1 1 2 1
 −1 1 1   0  =  0  = 2  0 ,
1 1 1 1 2 1
e dunque (1, 0, 1) è effettivamente un punto fisso comune.
L’autospazio relativo all’autovalore 1 della seconda matrice è dato dal nucleo
della
matrice 
−4 −8 6
 0 0 0 :
−4 −8  6   
2 0
E(3) =  −1  ,  3 .
0 4
Vediamo se esistono elementi di questo spazio che sono anche autovettori
della
prima matrice,ovvero
 se esistono
 a,b, λ per cui
3 1 −1 2a 2a
 −1 1 1   −a + 3b  = λ  −a + 3b ,
1 1 1 4b 4b
ovvero

 5a − b = 2λa
7b − 3a = −λa + 3λb ,

 a + 7b = 4λb
 (5 − 2λ) a = b
(−3 + λ) a = (−7 + 3λ) b .

a = (−7 + 4λ) b
Tenendo presente che a = b = 0 e λ = 0 non sono accettabili, si ricava dalla
prima e dalla terza equazione
(5 − 2λ) (−7 + 4λ) = 1,
8λ2 − 34λ + 36 = 0,
da cui λ = 2 o λ = 94 . Solo per λ = 2 si ha una soluzione non nulla in a, b : a = b.
Ne segue che anche (1, −1, 2) è un punto fisso di entrambe le proiettività.

6
Scritto 3 del 2010

1. Discutere,
 al variare dei parametri, il seguente sistema lineare.
 x + (1 − k) y = k + 2h + 1
kx − ky = 1 − h .

x + (1 − k)y = k + 1

2. Determinare
½ le soluzioni del seguente sistema complesso:
exp(z) · exp(w) = −1 + i
.
exp(z) + exp(w) = −1 − 2i

3. Scrivere l’espressione cartesiana della circonferenza γ passante per (1, 0, 0),


(0, 1, 0), (0, 0, 1), determinandone centro e raggio. Determinare poi l’equazione
del cono che proietta la circonferenza γ dall’origine.

4. Si consideri
 la matrice reale 
2k + 2 k −k
A= 0 2 + 3k −k .
0 −2 − k 3k + 4
a) Studiarne diagonalizzabilità e triangolabilità.
b) Determinare gli eventuali valori di k per cui è nilpotente.

5. Si consideri il fascio generato dalle coniche di equazioni


2x2 + y 2 − x − 6y + 2 = 0,
x2 − y = 0.
a) Determinare le eventuali circonferenze del fascio.
b) Determinare le eventuali parabole del fascio.
c) Per le eventuali parabole trovate calcolare la direzione dei loro assi di
simmetria e calcolare le coordinate del vertice.

6. Si considerino le due coniche di equazioni


3x2 + 3y 2 + (k − 3) xy + (−3k − 9) x + (−3k − 9) y + 9k + 11 = 0,
x2 + 4y 2 − 2 (2k + 1) x − 24ky + 44k − 4 = 0.
Determinare eventuali valori di k per cui le due coniche hanno lo stesso
centro.

1
Esempio di svolgimento.

1. Discutere,
 al variare dei parametri, il seguente sistema lineare.
 x + (1 − k) y = k + 2h + 1
kx − ky = 1 − h .

x + (1 − k)y = k + 1

La
 matrice completa del sistema
 è
1 1 − k k + 2h + 1
 k k 1−h ,
1 1−k k+1
e il suo determinante vale
k 2 + k + 1 − h − k + hk + k 2 + 2hk + k − k 3 − 2hk 2 − k 2 − k 2 − 2hk − k+
−1 + k + h − hk − k 2 − k + k 3 + k 2 = −2hk 2 .
Se h e k sono entrambi diversi da 0, la caratteristica della matrice completa
è 3 ed è certamente differente da quella della matrice dei coefficienti.
Per h = 0 la matrice
  dei coefficienti 
e quella completa diventano
1 1−k 1 1−k k+1
 k k  k k 1 .
1 1−k 1 1−k k+1
La caratteristica della prima matrice è 2 tranne che per k = 0, ed allora vale
1. La caratteristica della seconda è invece sempre uguale a 2
Per
 k = 0lamatrice dei coefficienti
 e quella completa diventano
1 1 1 1 2h + 1
 0 0   0 0 1 − h .
1 1 1 1 1
La caratteristica della prima matrice è 1, quella della seconda è sempre 2.
In conclusione:
Per h, k 6= 0 il sistema non ammette alcuna soluzione.
Per k 6= 0, h = 0 il sistema ammette una, e una sola, soluzione.
Per k = 0, h 6= 0 il sistema non ammette alcuna soluzione.

2. Determinare
½ le soluzioni del seguente sistema complesso:
exp(z) · exp(w) = −1 + i
.
exp(z) + exp(w) = −1 − 2i
Risolvendo
t2 − (−1 − 2i) t − 1 + i = 0
si ottiene ¿
√ −i
t = −1 − 2i ± 1 − 4 + 4i + 4 − 4i2 = −1 − 2i ± 12 = ,
−1 − i
da cui
½
exp(z) = −i
exp(w) = −1 − i
oppure
½
exp(z) = −1 − i
.
exp(w) = −i
Ne segue

2
½
z = i (−π2
¡√ ¢+ 2kπ) (k ∈ Z)
w = lg 2 + i (−π4 + 2kπ) (k ∈ Z)
oppure
½ ¡√ ¢
z = lg 2 + i (−π4 + 2kπ) (k ∈ Z)
.
w = i (−π2 + 2kπ) (k ∈ Z)

3. Scrivere l’espressione cartesiana della circonferenza γ passante per (1, 0, 0),


(0, 1, 0), (0, 0, 1), determinandone centro e raggio. Determinare poi l’equazione
del cono che proietta la circonferenza γ dall’origine.

Sia ax+by+cz = d l’equazione del generico piano. La condizione di passaggio


per i tre punti dà a = b = c = a, e quindi l’equazione del piano passante per i
tre punti è
x + y + z = 1.
La retta dei punti equidistanti dai tre punti assegnati è data da
2 2 2
(x − 1) + y 2 + z 2 = x2 + (y − 1) + z 2 = x2 + y 2 + (z − 1) ,
ovvero
x = y = z.
Uno
½ 2dei suoi punti è dunque l’origine, e quindi l’espressione di γ è
x + y2 + z2 = 1
.
x+y+z =1 ¡ ¢
Il suo centro è l’intersezione del piano con la retta trovata: 13 , 31 , 13 , ed il
raggio
q¡ è evidentemente
¢2 ¡ ¢2 ¡ ¢2 √ √
1 − 13 + 13 + 13 = 63 = 23.

Un punto (x, y, z) appartiene al cono cercato se, e solo se, la retta passante
per l’origine e per esso interseca la circonferenza in un punto (a, b, c), ovvero se
esiste
 t tale che

 a = tx


 b = ty
c = tz .

 2 2 2

 a + b + c = 1

a+b+c=1
Eliminando i parametri si ottiene
1 = a + b + c = t (x + y + z),
e quindi ¡ ¢ 2
1 = a2 + b2 + c2 = t2 x2 + y 2 + z 2 = x2 + y 2 + z 2 (x + y + z) ,
da cui
xy + yz + zx = 0.

4. Si consideri
 la matrice reale 
2k + 2 k −k
A= 0 2 + 3k −k .
0 −2 − k 3k + 4
a) Studiarne diagonalizzabilità e triangolabilità.
b) Determinare gli eventuali valori di k per cui è nilpotente.

3
Il
¯ polinomio caratteristico è ¯
¯ 2k + 2 − λ k −k ¯
¯ ¯
¯ 0 2 + 3k − λ −k ¯=
¯ ¯
¯ 0 −2 − k 3k + 4 − λ ¯
= (2k + 2 − λ) [(2
£ + 3k − λ) (3k + 4 − λ) − k (2 ¤+ k)] =
= (2k + 2 − λ) λ2 − (6k + 6) λ + 8k 2 + 16k + 8 ,
e le radici caratteristiche sono
λ1 = 2k + 2, q ¿
2 2 2k + 2
λ2,3 = 3k + 3 ± 9 (k + 1) − 8 (k + 1) = .
4k + 4
La matrice è dunque sempre triangolabile, ed ha sempre l’autovalore doppio
2k + 2.
La
 matrice A − (2k +  2) I è
0 k −k
 0 k −k 
0 −2 − k k + 2
ed ha caratteristica 2, tranne che per k = −2. Per tale valore l’altra radice
caratteristica è differente. Dunque la dimensione dell’autospazio corrispondente
è 1 per k 6= 2, e la matrice non è diagonalizzabile, ed è 2 per k = 2, e la matrice
è diagonalizzabile.
La matrice è poi nilpotente per k = −1, poiché i suoi autovalori sono tutti
nulli.

5. Si consideri il fascio generato dalle coniche di equazioni


2x2 + y 2 − x − 6y + 2 = 0,
x2 − y = 0.
a) Determinare le eventuali circonferenze del fascio.
b) Determinare le eventuali parabole del fascio.
c) Per le eventuali parabole trovate calcolare la direzione dei loro assi di
simmetria e calcolare le coordinate del vertice.

Rappresentiamo il fascio nella


¡ forma
¢
2x2 + y 2 − x − 6y + 2 + λ x2 − y = 0.
a) Per avere una circonferenza occorre che i coefficienti di x2 e y 2 devono
essere uguali, e quindi occorre porre λ = −1. L’equazione diviene
x2 + y 2 − x − 5y + 2 = 0,
¡ ¢2 ¡ ¢2
x − 12 + y − 52 − 26 26
4 + 2 = 4 − 20,
e quindi si tratta effettivamente di una circonferenza reale.
La matrice associata al fascio è

2+λ 0 − 12
 0 1 −3 − 12 λ .
1 1
−2 −3 − 2 λ 2
Per avere una parabola occorre che il determinante della matrice ridotta sia
nullo, ovvero λ = −2.
La matrice completa è allora

4
 
0 0 − 12
 0 1 −2 
1
− 2 −2 2
ed il suo determinante è non nullo: si tratta effettivamente di una parabola.
La sua equazione è
y 2 − x − 4y + 2 = 0,
e dunque la direzione del suo asse di simmetria è quella dell’asse delle x. Per
determinanrne il vertice vediamo per quale valore di a la retta di equazione
x = a è tangente alla parabola. Intersecando la parabola con la retta si ottiene
l’equazione
y 2 − 4y + 2 − a = 0,
che ha due soluzioni coincidenti quando il suo discriminante è nullo: 4−2+a = 0,
a = −2, ed il vertice ha coordinate (−2, 2).
Naturalmente è una parabola anche la conica che non compare nell’espressione
in λ, che è la classica parabola y = x, il cui asse di simmetria è proprio l’asse
delle y ed il vertice è l’origine.

6. Si considerino le due coniche di equazioni


3x2 + 3y 2 + (k − 3) xy + (−3k − 9) x + (−3k − 9) y + 9k + 11 = 0,
x2 + 4y 2 − 2 (2k + 1) x − 24ky + 44k − 4 = 0.
Determinare eventuali valori di k per cui le due coniche hanno lo stesso
centro.

Le
 matrici associate alle due coniche  sono 
6 k−3 −3k − 9 1 0 −2k − 1
 (k − 3) 6 −3k − 9 ,  0 4 −12 .
−3k − 9 −3k − 9 18k + 22 −2k − 1 −12 44k − 4
Poiché il centro delle coniche è il punto d’incontro di due diametri, il centro
della
½ seconda conica si ottiene risolvendo
x − (2k + 1) = 0
,
4y − 12 = 0
da cui si ottiene
x = 2k + 1, y = 3.
Affinché
½ tale punto sia il centro anche dell’altra conica, deve essere
6 (2k + 1) + (k − 3) · 3 − 3k − 9 = 0
,
(k − 3) (2k + 1) + 18 − 3k − 9 = 0
e questo avviene per k = 1.
,

5
Scritto 4 del 2010.

1. Studiare
8 al variare del parametro il sistema reale
< x + y + az = a + 4
x + ay + z = a + 1 .
:
2x + y + (a 1) z = 1 a

2. Determinare le soluzioni del’equazione complessa


exp(z) 1
exp(z) i = .
1 exp(z) i 1 exp(z)

3. Determinare l’equazione del cono circolare retto C tangente entrambe le sfere


2 2
S1 : x2 + (y 2) + z 2 4 = 0 e S2 : x2 + (y + 4) + z 2 16 = 0.
Determinare poi l’equazione di un piano che intersechi C in una parabola.

4. È data0 la matrice reale 1


0 1 1
A = @ k k 1 1 A.
0 0 k
Studiarne la diagonalizzabilità e la triangolabilità al variare di k.
Posto poi k = 2 determinare l’autospazio relativo all’autovalore tale che
j j=
6 1.

5. Sono assegnati i punti A (1; 0), B (0; 1), P ( 4; 5).


a). Determinare l’ equazione della conica passante per A, B, P e tangente
nell’origine alla conica di equazione 4x2 + y 2 + 2xy + x y = 0.
b). Veri…care che tale conica è un’iperbole e determinarne il centro e gli asintoti.

1
Esempio di svolgimento.

1. Studiare
8 al variare del parametro il sistema reale
< x + y + az = a + 4
x + ay + z = a + 1 .
:
2x + y + (a 1) z = 1 a

La matrice dei coe¢


0 1 cienti è
1 1 a
@ 1 a 1 A,
2 1 a 1
il cui determinante è a2 a + 2, che si annulla dunque per a = 1 e per a = 2.
Per a 6= 1; 2 il sistema ammette quindi una, e una sola, soluzione.

Per a = 1 la matrice dei coe¢ cienti e la matrice completa del sistema diven-
tano0 10 1
1 1 1 1 1 1 5
@ 1 1 1 A,@ 1 1 1 2 A,
2 1 0 2 1 0 0
le cui caratteristiche sono 2 e 3. Dunque per a = 1 il sistema non ammette
soluzioni.

Per a = 2 la matrice dei coe¢ cienti e la matrice completa del sistema


diventano
0 10 1
1 1 2 1 1 2 2
@ 1 2 1 A,@ 1 2 1 1 A,
2 1 3 2 1 3 3
le cui caratteristiche sono entrambe 2. Dunque per a = 2 il sistema ammette
11 soluzioni.

2. Determinare le soluzioni del’equazione complessa


exp(z) 1
exp(z) i = .
1 exp(z) i 1 exp(z)

Scritta l’equazione nella forma


exp(z) 1
exp(z) i +i = 0,
1 exp(z) 1 exp(z)
ovvero
1 exp(z)
exp(z) + i = 0,
1 exp(z)
essa è equivalente a
exp(z) + i = 0,
poiché in tal caso è certamente 1 exp(z) 6= 0.
Le soluzioni di
exp(z) = i
sono

2
z= + 2k i (k 2 Z).
2
3. Determinare l’equazione del cono circolare retto C tangente entrambe le sfere
2 2
S1 : x2 + (y 2) + z 2 4 = 0 e S2 : x2 + (y + 4) + z 2 16 = 0.
Determinare poi l’equazione di un piano che intersechi C in una parabola.

I centri delle due sfere sono (0; 2; 0) e (0; 4; 0), ed i relativi raggi sono 2 e
4.
Da un semplice disegno in sezione nel piano x = 0 si vede che le sfere sono
tangenti nell’origine, e con semplici osservazioni di similitudine si evince che il
vertice del cono è (0; 8; 0). Sempre nello stesso piano, la retta z = m (y 8) è
tangente alla circonferenza sezione di S1 quando la distanza della retta da (2; 0)
è uguale a 2. p
Un valore di m per cui questo avviene è 2 2. Si osservi che la retta
x = 0p p
z 2 2y + 16 2 = 0
è allora tangente ad entrambe le sfere e passa per il vertice, e di conseguenza il
cono cercato si ottiene ruotando la retta stessa attorno all’asse y, che è ovvia-
mente l’asse del cono.
La
8 sua equazione è ottenuta da
> a = 0p
>
< p
c 2 2b 16 2 = 0
>
> y=b
: 2
x + y 2 + z 2 = a2 + b2 + c2
eliminando i parametri.
p Si ottiene così
2
x2 + z 2 = 2 2 (y 8) .
Un piano qualsiasi che intersechi il cono in una parabola è un piano parallelo
ad un piano tangente al cono, p ma non passante per il vertice. Tale è ad esempio
il piano di equazione z 2 2y.

4. È data0 la matrice reale 1


0 1 1
A = @ k k 1 1 A.
0 0 k
Studiarne la diagonalizzabilità e la triangolabilità al variare di k.
Posto poi k = 2 determinare l’autospazio relativo all’autovalore tale che
j j=
6 1.

Dal calcolo del polinomio caratteristico si vede che le radici caratteristiche


di A sono k, k, 1. La matrice è dunque triangolabile per ogni valore di k.

Consideriamo la1matrice A
0 kI. Essa è
k 1 1
@ k 1 1 A,
0 0 0

3
la sua caratteristica è 1, e dunque la dimensione dell’autospazio relativo a k è
2. La matrice è dunque diagonalizzabile per ogni valore di k, tranne che per
k = 1. In tal caso, infatti, la molteplicità algebrica di 1 è 3.
Posto poi k = 2 l’autovalore di¤erente in modulo da 1 è proprio 2, la matrice
A 02I è la matrice1
2 1 1
@ 2 1 1 A,
0 0 0
il cui
0 nucleo
1 è0l’autospazio
1 cercato, ed è generato dai vettori
1 1
@ 2 A,@ 0 A.
0 2

5. Sono assegnati i punti A (1; 0), B (0; 1), P ( 4; 5).


a). Determinare l’ equazione della conica passante per A, B, P e tangente
nell’origine alla conica di equazione 4x2 + y 2 + 2xy + x y = 0.
b). Veri…care che tale conica è un’iperbole e determinarne il centro e gli asintoti.

La retta tangente nell’origine alla conica del testo è la retta di equazione


x y = 0.

Consideriamo il fascio costituito dalle coniche passanti per A, B e tangenti


alla retta x y = 0 nell’origine. Due coniche degeneri che veri…cano tali con-
dizioni sono
(x y) (x y 1),
xy = 0.
Il fascio può allora essere scritto nella forma
(x y) (x y 1) + xy = 0.
9
La conica è la conica del fascio passante per P , che si ottiene per = .
2
La sua equazione si scrive allora
2x2 + 5xy + 2y 2 2x + 2y = 0.

La matrice associata
0 1 alla conica è
4 5 2
@ 5 4 2 A,
2 2 0
il cui determinante è non nullo. Il determinante della ridotta è negativo, e
dunque la conica è un’iperbole. Il suo centro può essere visto come intersezione
di due diametri:
4x + 5y 2 = 0
.
5x + 4y + 2 = 0
Il centro è dunque ( 2; 2).
I punti impropri dell’iperbole si ottengono uguagliando a 0 la parte di sec-
ondo grado dell’equazione:
2x2 + 5xy + 2y 2 = 0,
e sono i punti del piano proiettivo (1; 2; 0), (2; 1; 0) :

4
Gli asintoti dell’iperbole sono le rette passanti per il centro con direzione
(1; 2), (2; 1) rispettivamente. Sono dunque le rette di equazioni
2 (x + 2) + (y 2) = 0,
(x + 2) + 2 (y 2) = 0.

5
Scritto 5 del 2010.

1. Studiare
8 al variare dei parametri il sistema reale
< x y+z =0
3x 3y = 1 + 2k .
:
(k + 1) x (h + 1) y + (k + 1) z = 1 h

2. Determinare le soluzioni del sistema complesso


2
(exp(z)) 2w exp(z) + w2 1 = 0
.
exp(z) + w = i

2 2 2
3. Si consideri la super…cie S: 4 (x y + 1) + (y z 1) 4 (y 2) = 0 e
2 2
4x2 + z 2 = 4 4 (x + 1) + (z + 1) = 16
le due curve 1 : e 2: .
y=1 y =80
< x=1 t
a) Determinare i valori di a per cui la retta r: y = 2 t è contenuta in S.
:
z =a+t
b). Veri…care che S è un cono che proietta 1 in 2 , e se ne determini il vertice.
c). Determinare un’espressione cartesiana di una retta r0 , distinta da r, con-
tenuta in S.

4. Data 0la matrice reale 1


0 h2 + h h + 1
A=@ 0 h 0 A,
1 0 h
studiarne la diagonalizzabilità e la triangolabilità al variare di h.
Posto poi h = 0 si determini una base ortonormale di autovettori di A.

5. Sono assegnati i punti A (0; 1), B (1; 2), C (1; 2), D (0; 1).
a). Scrivere un’espressione del fascio delle coniche passanti per i quattro punti.
b). Determinare le equazioni delle coniche degeneri del fascio.
c). Dire se il fascio può essere scritto come combinazione lineare di due parabole.
d). Scrivere l’equazione della conica del fascio passante per (1=2; 0) e classi-
…carla.
e). Scrivere l’espressione della proiettività ' del piano proiettivo che …ssa punto
per punto la retta x = 0 e scambia tra loro (1; 2; 1) e (1; 2; 1).
f ). Scrivere l’equazione di in coordinate omogenee e determinare l’equazione
della conica 0 immagine di mediante '. Classi…care la conica 0 , trovandone
i punti all’in…nito.

1
Esempio di svolgimento.

1. Studiare
8 al variare dei parametri il sistema reale
< x y+z =0
3x 3y = 1 + 2k .
:
(k + 1) x (h + 1) y + (k + 1) z = 1 h

La matrice dei coe¢ cienti è 1


0
1 1 1
@ 3 3 0 A,
k+1 (h + 1) k + 1
il cui determinante è 3 (k h). Dunque per k 6= h il sistema ammette una, e
una sola, soluzione.

Per
0 k = h la matrice dei coe¢1cienti
0 e la matrice completa diventano1
1 1 1 1 1 1 0
@ 3 3 0 A,@ 3 3 0 1 + 2h A,
h+1 (h + 1) h + 1 h+1 (h + 1) h + 1 1 h
la cui caratteristica è rispettivamente 2 e 3 o 2, a seconda che sia h 6= 1 o h = 1.
Dunque per k = h 6= 1 il sistema non ammette soluzione, mentre per k =
h = 1 il sistema ammette 11 soluzioni.

2. Determinare le soluzioni del sistema complesso


2
(exp(z)) 2w exp(z) + w2 1 = 0
.
exp(z) + w = i

Poiché exp(z) = i w, sostituendo nella prima equazione si ottiene


1 2iw + w2 2iw + 2w2 + w2 1 = 0,
2w2 2iw 1 = 0,
da cui si ricava
p
i 1+2 1
w= = (i 1).
2 2
Si tratta
8 dunque di risolvere
< w = 1 (1 + i)
>
2
> 1
: exp(z) = ( 1 + i)
2
e exp(z)
8 =i w
< w = 1 ( 1 + i)
>
2 .
> 1
: exp(z) = (1 + i)
2

Si
8 ottengono in…ne le soluzioni
< z = lg p1 + 34 + 2k i
2
(k 2 Z),
: w = 1 (1 + i)
2

2
8
< z = lg p1 + 1
4 + 2k i
2
(k 2 Z).
: w = 1 ( 1 + i)
2
2 2 2
3. Si consideri la super…cie S: 4 (x y + 1) + (y z 1) 4 (y 2) = 0 e
2 2
4x2 + z 2 = 4 4 (x + 1) + (z + 1) = 16
le due curve 1 : e 2: .
y=1 y =80
< x=1 t
a) Determinare i valori di a per cui la retta r: y = 2 t è contenuta in S.
:
z =a+t
b). Veri…care che S è un cono che proietta 1 in 2 , e se ne determini il vertice.
c). Determinare un’espressione cartesiana di una retta r0 , distinta da r, con-
tenuta in S.

a). Deve risultare


2 2 2
4 (1 t 2 + t + 1) + (2 t a t 1) 4 (2 t 2) = 0 8t,
ovvero
2
2 (1 a) t + (1 a) = 0 8t,
da cui si ricava a = 1.

b). Poiché 1 e 2 sono due ellissi tra loro simili, il vertice dell’eventuale cono
si deve trovare sull’intersezione della retta che unisce i due centri delle ellissi (che
sono8(0; 1; 0) e ( 1; 0; 1)) con la retta precedente, per cui deve essere
< s=1 t
1 s=2 t
:
s=1+t
ed il vertice deve essere (1; 2; 1).
Determiniamo ora l’equazione del cono con il vertice nel punto trovato, di
generatrice 1 . Esso è costituito dai punti (x; y; z) tali che la retta per essi e
per 8il vertice interseca 1 in un punto (a; b; c). Deve quindi essere
>
> a = 1 + t (x 1)
>
>
< b = 2 + t (y 2)
c = 1 + t (z 1) ,
>
>
> 4a2 + c2 = 4
>
:
b=1
da cui si ricava
2 2 2
4 (x y + 1) + (y z 1) = 4 (y 2) ,
che è proprio l’equazione assegnata.
Inoltre, mettendo a sistema tale equazione con quella del piano y = 0 si
ottiene
y=0
2 2 ,
4 (x + 1) + ( z 1) = 16
che è proprio l’espressione di 2 .

c). Il punto di r del piano y = 1 è il punto (0; 1; 2). Un altro punto, dello
stesso piano, di 1 è il punto (0; 1; 2), simmetrico al precedente rispetto al
centro.

3
È
8 ora su¢ ciente costruire la retta per tale punto e per il vertice del cono:
< x=t
y =1+t ,
:
z = 2 + 3t
una cui espressione cartesiana è
y =1+x
.
z = 2 + 3x

4. Data 0la matrice reale 1


0 h2 + h h + 1
A=@ 0 h 0 A,
1 0 h
studiarne la diagonalizzabilità e la triangolabilità al variare di h.
Posto poi h = 0 si determini una base ortonormale di autovettori di A.

Dal calcolo del polinomio caratteristico si ottiene che le radici caratteristiche


di A sono 1, h, h+1. Di conseguenza, la matrice è triangolabile per ogni valore
di h ed è certamente diagonalizzabile per h 6= 1, 2.

Per
0 h = 1 si 1 ha l’autovalore doppio 1; la matrice A ( 1) I è
1 0 0
@ 0 0 0 A,
1 0 0
la cui caratteristica è 1. La dimensione dell’autospazio relativo a 1 è dunque
2 e la matrice è diagonalizzabile.

Per
0 h = 2 si ha1ancora l’autovalore doppio 1; la matrice A ( 1) I è
1 2 1
@ 0 1 0 A,
1 0 1
la cui caratteristica è 2. La dimensione dell’autospazio relativo a 1 è dunque
1 e la matrice non è diagonalizzabile.

Per
0 h = 0 la 1 matrice diventa
0 0 1
@ 0 0 0 A,
1 0 0
i cui autovalori sono 1, 0, 1.
Autovettori
0 1 0 relativi 1 0 sono 1
1 0 1
@ 0 A, @ 1 A, @ 0 A.
1 0 1
Poiché la matrice è simmetrica, tali vettori sono già tra loro ortogonali. Per
ottenere0una 1base0 ortonormale
1 0 basta1normalizzarli:
1 0 1
1 @ A @ A 1 @
p 0 , 1 , p 0 A.
2 1 0 2 1

4
5. Sono assegnati i punti A (0; 1), B (1; 2), C (1; 2), D (0; 1).
a). Scrivere un’espressione del fascio delle coniche passanti per i quattro punti.
b). Determinare le equazioni delle coniche degeneri del fascio.
c). Dire se il fascio può essere scritto come combinazione lineare di due parabole.
d). Scrivere l’equazione della conica del fascio passante per (1=2; 0) e classi-
…carla.
e). Scrivere l’espressione della proiettività ' del piano proiettivo che …ssa punto
per punto la retta x = 0 e scambia tra loro (1; 2; 1) e (1; 2; 1).
f ). Scrivere l’equazione di in coordinate omogenee e determinare l’equazione
della conica 0 immagine di mediante '. Classi…care la conica 0 , trovandone
i punti all’in…nito.

a) Due coniche degeneri passanti per i quattro punti si ottengono con-


siderando quelle aventi per componenti le rette AB e CD e, rispettivamente,
AD e BC. Esse hanno equazione
2
(x + 1) y 2 = 0,
x (x 1) = 0.
Un’espressione del fascio è dunque
2
(x + 1) y 2 + 2 x2 x = 0.

b) Due coniche degeneri del fascio sono le precedenti. La matrice associata


alle0coniche del fascio è 1
1+2 0 1
@ 0 1 0 A,
1 0 1
il cui determinante si annulla per = 0 (una delle coniche viste) e per = 4,
per cui si ottiene l’equazione
2
(x + 1) y 2 + 8 x2 x = 0,
ovvero
(3x 1 + y) (3x 1 y) = 0,
che rappresenta la conica degenere che ha per componenti le rette AC e BD.

c) Il fascio contiene un’unica parabola (per = 1=2) e dunque la risposta


è negativa.

d) La conica del fascio passante per (1=2; 0) si ottiene per = 9=2, ha


equazione
10x2 y 2 7x 1
0 + 1 = 0, la matrice associata è
10 0
@ 0 1 A

ed è dunque un’iperbole.

e) Una generica proiettività del piano proiettivo è rappresentata da una


matrice

5
0 1
a b c
@ d e f A.
g h i
Sappiamo che essa tiene …ssi i punti di una retta se ne tiene …ssi tre punti
distinti.
Dunque per tenere …ssa la retta x = 0 occorre e basta che tenga …ssi i punti
(0; 1; 0), (0; 0; 1), (0; 1; 1). Ne segue b = 0, h = 0, c = 0, f = 0, e = i. Poiché
poi la matrice è determinata a meno di un fattore moltiplicativo, ed e e i non
possono
0 essere nulli, 1 possiamo porre e = i = 1, e la matrice assume la forma
a 0 0
@ d 1 0 A.
g 0 1
Deve0 poi risultare
10 1 0 1
a 0 0 1 1
@ d 1 0 A @ 2 A = p @ 2 A,
0 g 0 1 10 1 1 01 1
a 0 0 1 1
@ d 1 0 A@ 2 A = q@ 2 A;
g 0 1 1 1
ovvero
8
>
> a=p
>
>
>
> d + 2 = 2p
<
g+1=p
,
>
> a=q
>
>
>
> d 2 = 2q
:
g+1=q
da cui si ricava a = 1, d = 0, g = 2.
La matrice è dunque
0 1
1 0 0
@ 0 1 0 A.
2 0 1

f). Osservato che la proiettività lascia complessivamente invariati i punti


base del fascio, e trasforma il punto (1=2; 0; 1) nel punto improprio (1; 0; 0), la
conica cercata è la conica del fascio passante per il punto improprio suddetto, e
2
che è la conica degenere (x + 1) y 2 = 0.

6
Scritto 6 del 2010.

1. Studiare,
8 al variare del parametro, il sistema reale
>
> x y kz = 1
<
kx + y z = 1
.
>
> 2x (k + 1) y (k + 1) z = 0
:
x + y (k + 2) z = (k + 2)

2. a). Veri…care che


p !11 p
1 3 1 3
+ i = i.
2 2 2 2
b). 8Risolvere il seguente sistema complesso
p !11
>
< 1 3
exp(z)exp(z) + i exp(z) = + i .
> 2 2
:
jexp(z)j = 1

3. a). Determinare l’equazione cartesiana del piano passante per A (1; 2; 1),
y 3z = 0
perpendicolare al piano x y + 1 = 0 e parallelo alla retta r .
x=1
b). Determinare le eventuali sfere tangenti in A ad e tangenti ulteriormente
al piano 3x + y + z + 4 = 0.

4. Data 0la matrice reale 1


3 0 0
A = @ 1 k k + 1 A,
2 0 k
studiarne la diagonalizzabilità e la triangolabilità.
Determinare
0 successivamente
1 i valori di k e h per cui A e
1 1 h
B=@ 0 3 0 A
0 1 1
sono simili.
In…ne si determini per h = 0 una base di autovettori per B.

5. a). Determinare una espressione del fascio di coniche avente x + y = 0


per asse, V (1; 1) per vertice, e passanti per P (3; 0).
b). Determinare la conica del fascio passante per Q ( 3; 0).
c). Veri…care che è un’iperbole, determinandone il centro e l’altro vertice.
d). Determinare il polo della retta 3x + 2y 3 = 0 rispetto a .

1
Esempio di svolgimento.

1. Studiare,
8 al variare del parametro, il sistema reale
>
> x y kz = 1
<
kx + y z = 1
.
>
> 2x (k + 1) y (k + 1) z = 0
:
x + y (k + 2) z = (k + 2)

Il
0 determinante della matrice completa del1sistema
1 1 k 1
B k 1 1 1 C
B C,
@ 2 (k + 1) (k + 1) 0 A
1 1 (k + 2) (k + 2)
3
è k (k + 1) . Dunque per k 6= 0, 1 il sistema non ammette alcuna soluzione,
essendo la caratteristica della matrice completa 4, e non potendo la caratteristica
della matrice dei coe¢ cienti essere superiore a 3.

Per k = 0 la matrice
0 1 0dei coe¢ cienti e la 1
matrice completa sono
1 1 0 1 1 0 1
B 0 1 1 C B 1 C
B C, B 0 1 1 C,
@ 2 1 1 A @ 2 1 1 0 A
1 1 2 1 1 2 2
le cui caratteristiche sono 2 e 3. Dunque per k = 0 il sistema non ammette
soluzione.

Per k = 1 la matrice
0 1 0 dei coe¢ cienti e la
1matrice completa sono
1 1 1 1 1 1 1
B 1 1 1 C B 1 C
B C, B 1 1 1 C,
@ 2 0 0 A @ 2 0 0 0 A
1 1 1 1 1 1 1
entrambe di caratteristica 2. Dunque per k = 1 il sistema ammette 11
soluzioni.

2. a). Veri…care che


p !11 p
1 3 1 3
+ i = i.
2 2 2 2
b). 8Risolvere il seguente sistema complesso
p !11
>
< 1 3
exp(z)exp(z) + i exp(z) = + i .
> 2 2
:
jexp(z)j = 1
p !
1 3 1
Il numero + i ha modulo 1 e argomento . La sua undicesima
2 2 3
11
potenza ha pertanto ancora modulo 1 e argomento :
3

2
p !11 p
1 3 11 11 1 3
+ i = cos + i sin = i.
2 2 3 3 2 2

2
Poiché exp(z)exp(z)p= jexp(z)j = 1, dalla seconda equazione si ricava
1 3
1 + i exp(z) = i,
2 2
da cui p
3 1
exp(z) = i,
2 2
che concorda con jexp(z)j = 1, e da cui si ricava
1
z=i + 2k (k 2 Z).
6

3. a). Determinare l’equazione cartesiana del piano passante per A (1; 2; 1),
y 3z = 0
perpendicolare al piano x y + 1 = 0 e parallelo alla retta r .
x=1
b). Determinare le eventuali sfere tangenti in A ad e tangenti ulteriormente
al piano 3x + y + z + 4 = 0.

La giacitura (a; b; c) del piano cercato deve essere perpendicolare alla giaci-
tura (1; 1; 0) del piano assegnato e alla direzione (0; 3; 1) della retta assegnata.
Deve dunque essere
a b=0
,
3b + c = 0
ed un valore di a, b, c può essere 1, 1, 3.
Poichè esso deve poi passare per A, l’equazione del piano cercato è
x + y 3z = 2.

Il fascio costituito dalle sfere tangenti in A al piano trovato ha espressione


2 2 2
(x 1) + (y + 2) + (z + 1) + 2 (x + y 3z 2) = 0.
Le sfere del fascio hanno centro in (1 ; 2 ; 1 + 3 ). Quelle tra esse
tangenti al piano 3x + y + z + 4 = 0 devono essere tali che la distanza tra il loro
centro e il punto A deve essere ugule alla distanza del centro stesso dall’altro
piano.
Deve dunque essere
2
2 (3 3 2 2 1 + 3 + 4)
+ 2+9 2 = ;
11
da cui
2
121 2 = (4 2 )
11 = (4 2 ),
4 4
= oppure = .
13 9
Sostituendo i valori trovati nell’equazione del fascio si ottengono le equazioni
delle sfere cercate.

4. Data la matrice reale

3
0 1
3 0 0
A = @ 1 k k + 1 A,
2 0 k
studiarne la diagonalizzabilità e la triangolabilità.
Determinare
0 successivamente
1 i valori di k e h per cui A e
1 1 h
B=@ 0 3 0 A
0 1 1
sono simili.
In…ne si determini per h = 0 una base di autovettori per B.
2
Il polinomio caratteristico di A è (k ) (3 ), e dunque le radici carat-
teristiche sono 3, k, k.
La matrice è dunque sempre triangolabile.
La matrice A kI è1
0
3 k 0 0
@ 1 0 k + 1 A.
2 0 0
A¢ nché la matrice A sia diagonalizzabile occorre che la dimensione dell’autospazio
relativo a k sia 2 (addirittura 3 per k = 3), ovvero che la caratteristica di A kI
sia 1 (0 per k = 3), il che accade solo per k = 1. La matrice è dunque
diagonalizzabile solo per k = 1.

Le radici caratteristiche di B sono 3, 1, 1 e pertanto condizione necessaria


a¢ nché A e B siano simili è che sia k = 1. D’altra parte per tale valore, come
abbiamo visto, la matrice A è diagonalizzabile, e tale dovrà essere B. Ciò accade
per h = 0.
In de…nitiva, le matrici sono simili per k = 1 e h = 0, poiché per tali valori
le due matrici sono simili ad una medesima matrice diagonale.

5. a). Determinare una espressione del fascio di coniche avente x + y = 0


per asse, V (1; 1) per vertice, e passanti per P (3; 0).
b). Determinare la conica del fascio passante per Q ( 3; 0).
c). Veri…care che è un’iperbole, determinandone il centro e l’altro vertice.
d). Determinare il polo della retta 3x + 2y 3 = 0 rispetto a .
Poiché x + y = 0 è un asse di simmetria, le coniche del fascio devono passare
anche per (0; 3) e la tangente nel vertice deve essere perpendicolare all’asse,
ed ha dunque equazione x y = 2. Il fascio può pertanto essere rappresentato
nella forma
(x 2y 3) (2x y 3) + (x y 3) (x y 2) = 0:

3
La conica del fascio passante per ( 3; 0) corrisponde a = e quindi
5
l’equazione della conica cercata è
x2 7xy + y 2 9.

La matrice associata alla conica è pertanto

4
0 7
1
1 2 0
@ 7 1 0 A;
2
0 0 9
il suo determinante è non nullo, il determinante della ridotta è negativo e dunque
si tratta di un’iperbole.
Il centro è evidentemente l’origine poichè i termini di primo grado sono nulli
(ma si può ottenere anche come intersezione dei diametri). L’altro vertice è il
punto ( 1; 1), opposto a (1; 1) rispetto all’origine.

Si tratta ora di risolvere


0 10 1 0 1
2 7 0 a 3
@ 7 2 0 A@ b A = @ 2 A:
0 0 18 c 3
Posto = 6 si ottiene c = 1: Occorre ora risolvere
2a 7b = 18
,
7a + 2b = 12
da cui si ottiene a = 38 , b = 10 3 , che sono le coordinate cartesiane del punto
cercato.