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SOCIOLOGIA DELLA QUOTIDIANITA’

Esistenza e quotidiano

La vita da un punto di vista sociologico è l’esistenza che si manifesta nel rapporto attivo che
l’individuo ha nei confronti del mondo. L’esistenza non è solo un dato biologico, ma un modo di
rapportarsi al mondo. Poiché si vive grazie al corpo, questo permette di fare fronte alle più
svariate situazioni sociali (insieme di momento e contesto in cui si svolge un’azione). Il corpo si
esprime attraverso una gestualità che è socialmente costruita. Gli atteggiamenti e le tecniche
di espressività si apprendono in gruppo; quando queste si modificano cambiano anche le
oggettivazioni situazionali (la risposta dell’altro).

Tutte le società promuovono modelli psico-pratici che variano a seconda delle fasce di età. Il
termine corso di vita sottolinea come a seconda dell’età mutino le aspetttive sociali. Oggi si
distinguono quattro fasce di età: prima, seconda, terza e quarta età.

Vi sono due tipi di cultura:

- La cultura che è l’insieme di regole, credenze, atteggiamenti ecc. di una data società

- La cultura di senso comune, è l’insieme delle abilità e delle competenze di base che
entrano in gioco nel relazionarci agli altri. Funziona per schemi di tipizzazione ed
idealizzazioni ed è efficace perché ci permette di capire come comportarsi e cosa
aspettarsi dagli altri.

La prima natura umana è bio-istintuale, mentre la seconda natura è quella sociale. La


personalità è l’insieme delle credenze, dei valori e degli atteggiamenti di un individuo. Alla
nascita ogni individuo ha una personalità potenziale, ma il suo sviluppo è dovuto soprattutto alla
socializzazione, ovvero dall’insieme di processi che le agenzie di socializzazione (famiglia,
scuola ecc.) utilizzando per fare interiorizzare all’individuo il patrimonio culturale della sua
società. Questi processi influiscono sia sulla componente cognitiva che su quella emotiva.

Quando ci relazioniamo ad altre persone abbiamo delle aspettative sulle loro risposte, queste
sono dovute a modelli attesi di comportamento appresi ed interiorizzati in base all’esperienza
passata. 

La maggior parte di questi atteggiamenti sono attuati automaticamente senza rendersene conto
(coscienza pratica) mentre altri sono attuati consapevolmente e con la capacità di motivarli e
giustificarli (coscienza discorsiva).

La quantità di abilità e competenze che soggettivamente ciascun individuo possiede è


assimilabile ad un suo personale capitale culturale. Molti aspetti di esso sono acquisiti tramite
il linguaggio. 

Il linguaggio è un mediatore, un elemento di trasposizione materiale della realtà che utilizza
segni convenzionali, come la sintassi e la semantica per rappresentare la realtà. Le regole della
sintassi della semantica fanno sì che il linguaggio si ad un tempo uno strumento personale è un
mezzo in comune con gli altri. La lingua è un codice che la coscienza interpreta, traducendo
soggettivamente i significati. Ogni individuo possiede un personale abito semantico dato dagli
stili espressivi e dei giochi linguistici con cui si esprime. Lo Stato per numerose necessità ha
dovuto imporre una comune base linguistica, questa ha l'effetto di essere anche un strumento di
controllo sugli stessi principi di legittimazione della realtà. Le trasformazioni linguistiche non
dipendono solo dall'evoluzione tecnica della lingua, ma anche e soprattutto dai mutamenti nei
contenuti delle pratiche di reciprocità.

Nella cultura di senso comune, il termine "vita quotidiana" viene usato in numerose accezioni. Il
quotidiano è ritenuto luogo di gesti ed obblighi che si ripetono giorno dopo giorno, mentre non
quotidiano è invece il tipo di situazioni uniche e imprevedibili. Tuttavia, anche se le esperienze
quotidiane sono simili e ripetute, non vi è mai una replica identica giorno dopo giorno. Anche
quando si agisce nei termini degli automatismi pratico-cognitivi della cultura di senso comune si
hanno sempre situazioni uniche.

Il termine interazione si riferisce all'espressione momentanea della reciprocità dentro una


situazione, mentre la relazione nomina gli effettivi legami interpersonali. Le interazioni possono
essere classificate lungo la scala di prossimità che va da un massimo di compresenza fisica a un
massimo di assenza.

In generale, le modalità attraverso cui si manifesta la quotidianità di ciascun individuo stanno


dentro quelle di una più ampia quotidianità collettiva: mentre alla quotidianità individuale
equivale di stili di vita soggettivi, la quotidianità collettiva rimanda alle più ampie opportunità
da cui discendono anche quelli individuali.

Per ogni individuo, le chance di vita si riferiscono alle risorse economiche, i titoli di studio, ai
segni di identificazione indotti dalla propria posizione sociale, tutti aspetti che concorrono a
definire le opportunità personali. Le chance di vita sono legate alla collocazione nella scala di
stratificazione, ovvero alle posizioni occupate all'interno della vita collettiva.

Le strutture sono modelli ricorrenti di interazione stabiliti. Esse presentano una graduazione
lungo una scala che va da un massimo (istituzioni giuridico-formali) in quanto vincolate
normativamente, a un minimo (istituzioni informali) dove le pratiche di reciprocità si
organizzano in modo flessibile e senza vincoli giuridici. Proprio perché vi è una graduazione nei
vincoli collettivi, l'ambiente va visto nei termini di una realtà articolata in una molteplicità di
livelli: il micro incarna la più semplice dimensione dei rapporti soggettivi, mentre il macro
rappresenta società quali entità organizzate istituzioni. I vincoli specializzati sono strutture che
prendono forme che cambiano nel corso di scambi comunicativi che sono improntati a specifiche
idealizzazioni.

In sostanza, i termini dell'esistenza umana che concorrono a formare il tessuto pratico-simbolico


della vita collettiva sono:

- corpo ! fare-azione

- età !corso di vita

- cultura ! cultura-cultura di senso comune

- tempo ! tempi sociali

- spazio ! spazi sociali

- linguaggio !semantica-sintassi

Il quotidiano quale spazio sociale

Ora approfondiamo una riflessione su alcune dinamiche Intersoggettive che fanno della
quotidianità lo spazio del vissuto individuale e collettivo.

La quotidianità è l'effetto che emerge dall'attività svolta dai singoli nei loro cicli quotidiani. Il
ciclo quotidiano è quindi il complesso delle attività che si susseguono nel corso di una giornata.

La giornata è scomponibile in almeno cinque sequenze tipiche:

- La mattina, in cui ci si sveglia

- il momento in cui si va a lavorare o a scuola

- il ritorno a casa
- l'attività serale e la prima parte della notte

- la notte in cui si riposa.

Se la notte è il tempo del sonno e di incoscienza che permette un allentamento


dell'autocontrollo su se stessi, il diurno è il momento in cui l’intenzionalità del corpo si esplica
attraverso attività improntate a una costante vigile attenzione alla realtà. La condizione di
veglia è lo stato che permette di ridefinire aspettative e piani di azione.

Fra le principali attività svolte in condizioni di veglia vi è quella lavorativa, che consiste nella
capacità dell'uomo di trasformare beni ed elementi più o meno naturali in altri beni (valori
d'uso). Il valore d'uso è la funzionalità strumentale con la quale un bene una determinata
attività soddisfatta particolari esigenze. 

Il lavoro vivo umano è l'insieme delle attitudini fisiche e intellettuali che esistono nella
corporeità dell'individuo e a cui si attinge per produrre valori d'uso di un qualsiasi genere. Il
lavoro è un'attività finalizzata alla produzione di valori d'uso tramite l'oggettivazione del lavoro
vivo, ma è anche un'attività giornaliera che condiziona gli stili di vita degli individui.

Il lavoro può essere distinto in due tipi:

- lavoro professionale, consistente in un'attività volta l'ottenimento di un reddito di un


guadagno monetario, che permette di appagare bisogni in modo indiretto

- lavoro semplice, consistente attività che produce valori d'uso in modo diretto (es. lavoro
domestico).

Oggi nessuno è più in grado di produrre da sé i beni di cui ha necessità, il lavoro professionale è
il modo per ottenere un reddito grazie a cui accedere ai più disparati valori d'uso. Nelle
economie occidentali, il valore d'uso del bene è ora incorporato nel valore di scambio del bene,
inteso come la sua quantificazione monetaria.

Nonostante nel corso di una giornata ci trovi a svolgere le più svariate attività, esse risultano fra
loro pienamente coordinate. Una spiegazione è dovuta all'efficacia con cui gli schemi di
tipizzazione riescono ad integrare le tre dimensioni del tempo naturale: passato, presente e
futuro. Il passato è ciò che è accaduto, il presente è ciò che sta accadendo ora, il futuro è
l'ipotetico essere in azione del soggetto quale sua capacità di auto progettarsi.

Per poter agire è necessario che si sappia gestire consapevolmente il modo in cui è organizzato il
tempo sociale. Le società moderne hanno identificato il tempo con una tecnica di
razionalizzazione meccanico-quantitativa, centrato su minuti e ore, che ha permesso una
convenzionale riorganizzazione della stessa giornata in un più definito arco temporale. Questo
permette la pianificazione delle singole attività nel medio e nel lungo periodo. La
sincronizzazione tra passato, presente futuro in sequenze stabili ha razionalizzato la giornata
sotto un duplice profilo: sia dei tempi delle attività che si svolgono, sia dell'unicità delle singole
giornate.

Si può quindi dire che le attività quotidiane si svolgono nel quadro di possibilità temporali
segnate dalle scansioni in termini di tempi istituzionali (vita collettiva), privati (sfera privata) e
personali (cura di sé).

I tempi istituzionali sono diversamente organizzati se l'istituzione che li controlla è di tipo


totalizzante (es. monasteri) o parziale (es. scuola).

Lo spazio naturale è da sempre oggetto di appropriazione e trasformazione. Ogni spazio è


organizzato lungo possibilità e interdizioni. Possiamo cogliere le culture individuali e collettive
di una data società proprio nel modo in cui organizzato lo spazio. L'uso appropriato delle
pratiche spazio-temporali dipende dall'assimilazione degli schemi di tipizzazione: in quanto
modelli di azione anche spazio-temporali, questi schemi trasformano dei luoghi fisici anonimi in
ambienti di espressività pratica-simbolica. La gestione soggettiva dello spazio richiede tuttavia
una maggior consapevolezza rispetto a quanto non accade a proposito del tempo.

La nostra reazione dello spazio è determinata da:

- campo visivo

- corpo

- casa

- invisibile.

Ogni soggetto tendete a trasformare i luoghi anonimi in territori personali, tramite una presenza
specializzata che si esprime in almeno tre diversi territori personali:

- permanenti, gli spazi soggettivamente inalienabili che possono essere situati (casa) o
trasportabili (macchina);

- temporanei, che si occupano per tempi limitati (sala d'attesa);

- formali, spazi adibiti ad attività stabili come il lavoro, che possono essere di proprietà
(studio) o non di proprietà (ufficio della ditta).

Ogni giorno, ogni individuo si sposta tra numerosi territori che richiedono una presenza
specializzata. L'identità adulta è caratterizzata dalla capacità di gestire questo continuo
passaggio tra uno spazio e l'altro. L'identità è data da un continuo assemblaggio tra quanto
l'individuo mette in scena e il modo in cui tali rappresentazioni vengono percepite dagli altri.

I segni di legame sono atteggiamenti nei quali si manifesta il grado di attenzione verso l'altro.
Essi hanno un valore simbolico di canalizzare l'emozione di controllare comportamenti in modo
da scongiurare che questi possono portare a degli esiti negativi. Possiamo distinguere tre tipi di
segni di legame:

- riti di accesso, gesti rituali che attivano o riattivano una relazione

- riti di conferma, che confermano che ci si è riconosciuti e che non si confonde le altrui
identità

- riti di chiusura, con cui si mostra l’intenzione di porre fine alla relazione.

Questo vale sia per le interazioni focalizzate (programmate e con scopi precisi) sia per quelle
non focalizzate (casuali).

Il rapporto soggettivo con la realtà è legato alla dinamica fiducia-ansia del soggetto. Se la
persona sa muoversi nei contesti temporali e spaziali correttamente e sa prevedere come si
svolgerà un evento, questo aumenterà la sua fiducia nelle proprie capacità, altrimenti questo
potrà generare ansia. La fiducia è un meccanismo psicologico che permette di limitare le
incertezze, basandosi sulle esperienze passate. L'ansia è un meccanismo di disagio psicologico
che si manifesta quando si perde il controllo sulla realtà. Davanti agli imprevisti può prevalere
l'ansia, creando situazioni critiche e al limite mettendo a repentaglio la tenuta degli stessi
parametri di sicurezza ontologica, oppure la fiducia, sotto forma di speranza e di saggezza.

L'esperienza è un processo di valutazione riflessivo della realtà che può avere due diverse
implicazioni nel caso che gli eventi siano eventi indiretti (non controllabili dall'individuo) o
eventi diretti. 

Siamo in grado di fare esperienza degli altri perché gli ambiti di espressività nei quali si
interagisce risultano mediati socialmente sia sotto il profilo delle loro coordinate spazio-
temporali, sia dal punto di vista culturale. I campi semantico-relazionali sono un macro ambito
di relazioni contrassegnato sia da un proprio schema di tipizzazione sia da un proprio apparato
semantico. Ciascun campo possiede una propria struttura psico-pratica che permette
all'individuo di utilizzare pratiche di espressività specializzata a seconda del contesto. Gli
automatismi associati ai vari habitus vengono interiorizzati e permettono di classificare
implicitamente i singoli rapporti all'interno delle varie classi di legami, agevolando l'adozione
degli appropriati atteggiamenti. Le modalità di interazione previste per ciascun campo
semantico-relazionale si presentano in una dimensione oggettiva e in una soggettiva. Il passaggio
da una dimensione all'altra avviene attraverso la dinamica della tipizzazione personalizzata.
L'esperienza trasforma tanto l'unicità del singolo legame quanto l'atipicità del relativo campo.

Ermeneutica della quotidianità

In questo capitolo ci si concentra sulle caratteristiche dei rapporti interpersonali.

Tra le dimensioni dell’identità adulta, il profilo del Sé legato al lavoro professionale è tra i più
significativi, sia per la quantità di tempo giornaliero dedicata sia perché da esso dipendono le
chances di vita. 

I fattori che spiegano l’odierna centralità del lavoro sono:

- il fatto che nelle moderne società le posizioni sociali coincidano con le posizioni
occupazionali

- il fatto che la nascita non decida più di diritto lo status sociale.

Il sistema educativo ha acquisito un ruolo fondamentale come struttura professionalizzante, in


quanto molti lavori sono accessibili solo con un’adeguata credenziale universitaria. Esso da un
lato garantisce un minimo di professionalità, ma dall’altro è un implicito espediente politico
tramite cui i gruppi occupazionali controllano l’accesso alle varie posizioni lavorative e status.

Le specificità delle singole professioni si definiscono all'interno dei relativi blocchi socio-
tecnologici, che sono l’insieme delle procedure tecniche organizzative che caratterizzano un
settore produttivo. Ogni professione rappresenta un insieme di esperienze pratico-scientifiche
che ne fanno un preciso costrutto tecnico culturale, le cui proprietà si qualificano in relazione
alla divisione del lavoro prevista dal relativo blocco socio- tecnologico. I cambiamenti degli
habitus in una professione dipendono dall'evoluzione dell'intero settore produttivo, ma anche
dall'esperienza soggettiva che si fa delle singole mansioni.

Di fronte alle stesse mansioni si hanno più identità lavorative, in quanto le stesse professioni
tendono essere interpretate in modo differente dalle singole persone. Un primo modo consiste
nella privatizzazione fisica del posto di lavoro, un altro è la reinterpretazione delle attività
previste per ciascuna mansione.

Il se lavorativo, ovvero l'identità legata alla professione, si può dividere in un se professionale,


che equivale al ruolo occupazionale, e un se produttivo, che corrisponde alla interpretazione
del proprio ruolo lavorativo. Il se professionale contribuisce alla percezione del sé pubblico.

I legami professionali sono generalmente impersonali, perché il senso di tali vincoli e ruoli si
definisce nel quadro di una struttura interprofessionale oggettiva. I legami di intimità invece
presuppongono un forte coinvolgimento emotivo, sono legami sia personali sia individualizzati
perché rivolti alla soggettività in sé e dell'altro. I fondamentali legami di intimità sono: amicizia,
coppia e parentela.

I legami di amicizia e coppia presuppongono lo scambio della fiducia intima, ovvero la


disponibilità a far partecipare l'altra persona agli aspetti più riservati della propria personalità. I
legami di questo tipo sono intenzionali e simmetrici. Nell'amicizia la fiducia prenderà forma
dell'affetto, mentre per la coppia si parla di amore. I rapporti sono rinforzati dalla qualità nei
segni di legame, al quale si presta sempre particolare attenzione ed alla circolarità della
dinamica identificazione-riconoscimento. Gli intoppi nella circolarità possono portare l'insorgere
di situazioni critiche. Il periodo critico è destinato a concludersi con la ricomposizione della
relazione su nuove basi o portare all’ uscita dal legame stesso.

La coppia è una realtà intersoggettiva, in cui viene dato vita a un Noi collettivo. La quotidianità
amorosa rinegozia le attività giornaliere dei due partner. La relazione è caratterizzata dalla
gratificazione emotiva. La vita di una coppia è segnata da quattro scansioni:

- il periodo dei primi incontri

- La prima familiarità domestica

- il momento degli agi casalinghi

- il ritorno al personalismo.

I legami di parentela occupano un posto se, in quanto innanzitutto sono ascritti in forza della
consanguineità e non sono revocabili. Sono scomponibili in due sottoclassi: i legami con i parenti
primari e quelli con i parenti secondari.

Anche legami di tipo civile sono complessi ed articolati. Questi legami si formano all'interno di
gruppi civili come le associazioni di volontariato, i circoli culturali, l'associazione politica ecc.

Tutti questi gruppi sono accomunati dall'intenzionalità della scelta che può essere per l'adesione
agli ideali del gruppo o per opportunità pratiche. La decisione di parteciparee la permanenza
sono perlopiù intenzionali. La partecipazione dipende dalla gratificazione emotiva e
dall’immedesimazione che porta ad un senso di solidarietà interno al gruppo. Questo viene a
qualificarsi come un Sé sociale. I membri creano dei veri legami informali che alla lunga possono
portare alla formazione di una rete di sostegno formale all'origine di un potenziale capitale
sociale di solidarietà. La prima forma di solidarietà coincide con l'affidabilità politica, la seconda
forma è una solidarietà intima, la terza è una solidarietà civile.

Nel insieme i rapporti interpersonali possono essere riuniti in due prevalenti insieme:

- Le relazioni intersoggettive primarie (amicizia, famiglia, coppia...)

- Le relazioni intersoggettive secondarie (rapporti di semplice conoscenza).

Le relazioni primarie sono quelle che maggiormente condizionano l'identità e gli eventi che
accadono tra i componenti di questi legami sono quelli che pesano di più sulle vicende
biografiche.

I rapporti sociali sono mediati anche dall'utilizzo di oggetti materiali presenti nell'ambiente. A
seconda che si posseggano e si usino in un determinato modo questi oggetti si avranno diverse
situazioni e diverse logiche pratico-simboliche. La tecnologia ha portato a un radicale
cambiamento del sistema degli oggetti di uso corrente, ma anche a una profonda trasformazione
psicologica che obbliga ciascun individuo a incorporare strumenti tecnologici nel proprio
personale capitale culturale. L'arredamento domestico ha un linguaggio che indica il generale
stile di vita. Gli oggetti si inscrivono in un ordine simbolico che crea infinite differenze tra
individui e gruppi sociali, rafforzando o indebolendo tanto le certezze con le quali ci si rapporta
al proprio mondo naturale quanto la fiducia nel saper utilizzare i significati.

La quotidianità, cambiamenti sociali e tradizione sociologica

In questo capitolo si intende esaminare il tema della quotidianità alla luce di alcune fra le
principali novità storico culturali che hanno segnato l'avvento della moderna società occidentali.
La continua applicazione delle conoscenze scientifiche alle più ordinarie situazioni della vita
quotidiana sta radicalmente cambiando il rapporto con il mondo fisico naturale ed il modo di
costruire le relazioni interpersonali.

Nelle nuove condizioni della società moderna, Simmel rileva come si tenda a far fronte alle più
varie situazioni affidandosi più alle valutazioni del cervello che non a quelle del cuore. La psiche
è l'auto-riflessione sull'ambiente circostante. Essa comporta una così tanto cresciuta lucidità nei
rapporti interpersonali, per cui questi vengono gestiti nel segno del predominio dell'intelligenza.

Ciò è confermato dalla continua ascesa del denaro come strumento generalizzato di mediazione
dei rapporti sociali. Questo è dovuto al fatto che il denaro non possiede una propria intrinseca
sostanza materiale e di conseguenza esso assume un valore astratto comparabile con qualsiasi
altra cosa.

Per Simmel, il passaggio al predominio dell'intelligenza ha come conseguenza una trasformazione


per cui i rapporti sociali si sottraggono all'immediatezza dell'istinto per riqualificarsi tramite una
interpretazione intellettualistica.

Per Weber, il predominio dell'intelligenza corrisponde ad una razionalizzazione intellettualistica


che rafforza il processo di dis-incantamento dal mondo. Esso è un processo per cui non occorre
più ricorrere alla magia per dominare o ingraziarsi gli spiriti, ma si utilizza la ragione e i mezzi
tecnici per raggiungere i propri scopi. Questo però non serve necessariamente a migliorare la
conoscenza generale della vita, quanto piuttosto a un cambiamento di atteggiamento psico-
pratico per cui si è ora in grado di fornire spiegazioni razionali per qualsiasi evento. Come
conseguenza si ha un ritorno al politeismo dei valori ed un'assunzione di responsabilità rispetto
al senso della propria esistenza. Questo era stato nelle epoche storiche precedenti detronizzato
dalle religioni monoteiste.

Sia il predominio dell'intelligenza che il dis-incantamento dal mondo sono due processi che
rafforzano la tendenza all'intellettualizzazione della vita, ovvero il fatto che il significato dei
rapporti sociali dell'esistenza passano attraverso la mediazione di un soggetto altamente
riflessivo. Questo perché si amplia l'autocontrollo razionale che ciascuno tende a esercitare sui
propri comportamenti e perché tale intellettualizzazione si traduce nell'idea sia dell'unicità dei
singoli sia nella personalizzazione delle credenze.

Il processo di intellettualizzazione della vita sfocia anche nella revisione di due tra i più radicati
dualismi presenti nella storia della cultura occidentale: l'antinomia mente-corpo e l'opposizione
tra vita quotidiana e vita non quotidiana.

La laicizzazione del pensiero sociale, nel 17º secolo, pose come problema centrale quello del
fondamento dell'ordine nella società. Nel caso della vita individuale, vi è una trasformazione nel
senso di un'etica laica della responsabilità soggettiva, che in un primo tempo prende la forma
del dovere personale assoluto. Nella società capitalistica, la laicità si traduce nel dovere
professionale ovvero in un'obbligazione morale che il singolo deve sentire di fronte all'oggetto
della sua attività professionale.

Per Durkenhiem, la morale è l'insieme dei vincoli che ci legano tra di noi e alla società, che
fanno della massa di individui aggregati una parte coerente. Essa comprende tutto ciò che è
fonte di solidarietà, che costringe l'uomo a tener conto degli altri ed a regolare sui movimenti su
qualcosa di diverso dagli impulsi del suo egoismo.

La secolarizzazione pratica indotta dal ciclo capitalistico produzione-consumo ha portato la


progressiva rinegoziazione della stessa qualità della vita. I conflitti sociali che segnano la storia
del sociale moderna sono centrati sul tema della cittadinanza politica sociale:

- sull'idea dell'uguaglianza formale dei cittadini

- sull'idea dei diritti universali


- sull'idea che le caratteristiche della realtà sociale non sono in se oggettive quanto
socialmente costruite.

Nel quadro di questi tre principi prendono corpo i sistemi odierni del welfare, che hanno
comportato una più equa distribuzione dei beni e delle risorse. Questo ha avviato una serie di
cambiamenti nelle naturalità dei diversi vissuti giornalieri, di cui tre aspetti principali sono:

- gli stili di vita a tendenziale post-sopravvivenza

- lo sviluppo di società a tendenziale post-scarsità

- l’indiretta modificazione del rapporto simbolico con gli oggetti materiali, secondo cui gli
individui-consumatori si rapportano agli oggetti ed ai servizi ricercandole anche impliciti
messaggi di status, con il conseguente passaggio a un'economia di massa del simbolico.

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