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IL PASSIVO DEL BILANCIO DEL COMUNE DI MILANO (DEBITO E DERIVATI)

Quadro generale ed evoluzione recente

Il bilancio del Comune di Milano nel corso degli ultimi anni ha sostanzialmente avuto un
andamento molto lineare. Fatto salvo il 2005, che ha visto un surplus di bilancio di 32
milioni, probabilmente grazie alla emissione obbligazionaria e all’”effetto derivati” e a
maggiori entrate tributarie, negli altri anni i risultato sono stati peggiorativi solo nel
2009 a causa della diminuzione dell entrate (ICI) solo in parte compensate dai
trasferimenti da Stato, regione e altri enti pubblici e dalla discesa dei tassi.

Nel periodo 2006- 2009 le entrate tributarie sono diminuite di 482 milioni mentre i
trasferimenti sono aumentati nello stesso periodo di 448 milioni (saldo -34 milioni), le
spese ordinarie sono aumentate di 126 milioni, generando un peggioramento dei risultati
di bilancio pari solo a 60 milioni (da -74 a -134 mln).

Ciò é stato possibile grazie ad un aumento delle entrate extratributarie di 100 milioni
dal 2006 al 2009 (ecopass, multe etc). Il deficit corrente medio da finanziarie per il
periodo è statodi 93 milioni all’anno.

Ecco qui una scheda sintetica delle macro voci di bilancio e della loro evoluzione dal
2004 :

Comune di M ilano 2004 2005 2006 2007 2008 2009


TOTALE titolo 1 - Entrate Tributarie 1.065,53 1.180,98 1.084,00 725,26 597,22 602,77
TOTALE titolo 2 - Entrate da contributi e trasferim enti correnti dello stato, della
regione e di altri enti pubblici 162,60 158,52 118,65 472,28 616,55 566,21
TOTALE titolo 3 - Entrate Extratributarie 562,35 522,79 548,80 572,57 617,87 648,37

TOTALE ENTRATE CORRENTI 1.790,48 1.862,29 1.751,45 1.770,11 1.831,64 1.817,35

TOTALE titolo 1 - Spese Correnti 1.695,96 1.751,97 1.704,48 1.788,61 1.831,93 1.850,88
TOTALE titolo 3 - Spese per rim borso prestiti (quota ordinaria) 201,36 78,01 121,41 124,27 131,99 100,82

TOTALE SPESE ORDINARIE 1.897,32 1.829,98 1.825,89 1.912,88 1.963,92 1.951,70

? ENTRATE CORRENTI -SPESE ORDINARIE -106,84 32,31 -74,44 -142,77 -132,28 -134,35
Impatto del costo di servizio del debito negli anni.

L’evoluzione delle spese correnti, più in dettaglio, si è evoluto nella seguente maniera:
2004 2005 2006 2007 2008 2009
Personale 595,13 598,40 602,12 615,94 624,44 631,13
Acquisto di materie prime e/o beni di consumo 15,03 11,90 9,33 9,08 7,96 7,83
Prestazioni di servizi 708,29 739,98 667,43 689,00 824,72 875,84
Utilizzo di beni di terzi 19,04 20,36 21,38 19,68 18,72 15,98
Trasferimenti 188,91 208,82 205,65 238,20 138,90 134,47
Interessi e oneri passivi 109,37 91,72 136,36 156,83 159,35 127,94
Imposte e tasse 38,33 36,56 38,73 39,42 38,54 39,22
Oneri straordinari 21,86 44,23 23,48 20,46 19,30 18,47
Ammortamenti 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00
Fondo svalutazione crediti 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00
Fondo di riserva 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00
TOTALE titolo 1 - Spese Correnti 1.695,96 1.751,97 1.704,48 1.788,61 1.831,93 1.850,88
Spese per rimborso quota capitale mutui 197,92 74,57 88,01 90,36 96,79 64,27
Spese per rimborso quota capitale prestiti obbligazionari 3,44 3,44 33,4 33,91 35,2 36,55
TOTALE titolo 3 - Spese per rimborso prestiti (quota ordinaria) 201,36 78,01 121,41 124,27 131,99 100,82

TOTALE SPESE ORDINARIE 1.897,32 1.829,98 1.825,89 1.912,88 1.963,92 1.951,70


Interessi e Oneri passivi+am m. Deb./Totale Spese 16,38% 9,27% 14,12% 14,70% 14,83% 11,72%

Appare qui evidente come la voce interessi passivi + quote ammortamento e rimborso
capitale sia una di quelle più rilevanti tra le spese correnti, anche se è diminuita in
maniera maggiore delle spese correnti stesse, passando da 16.4% a 11.7%, sia pur in uno
contesto di tassi in forte discesa. (il tasso ufficiale di sconto dell ECB è passato da 3.25%
nel 2008 a 1% dal 13 maggio 2009 e ad oggi è ancora tale).

Un’ efficiente gestione del passivo di bilancio ha dunque una forte valenza nella
economia globale del Comune.

A tal proposito si deve ricordare il limite imposto dalla legge di stabilità per il 2011 che
abbassa dal 15% all’8% il peso degli interessi passivi in rapporto alle entrate correnti .
Il passivo del bilancio

Se si analizza lo stato patrimoniale del comune il passivo è così strutturato:


2006 2007 2008 2009
Debiti di f inanziamento 3.627 3.745 3.845 3.931
Debiti di f unzionamento 1.096 1.102 964 949
Debiti per IVA 7 14 0 0
Debiti per somme anticipate da terzi 47 176 159 151
Debiti verso altri 0 0 0 0
Altri debiti 163 158 230 136
Totale debiti 4.940 5.195 5.198 5.167
Ratei e risconti 1 0 1 0
Conferimenti 1.434 1.555 1.696 1.759
Patrimonio Netto 5.777 5.779 6.037 6.019
Totale passivo 12.152 12.529 12.932 12.945

A questo punto ,con i dati a nostra disposizione, si può vedere come essi mostrino una
sostanziale stabilità dei debiti negli anni in rapporto al patrimonio netto del Comune.

Se infine si analizza in maggior dettaglio la posizione debitoria del Comune appare il


seguente contesto:
Focus Debiti di Finanziamento 2007 2008 2009
Mutui a tasso fisso 341 314 433
Mutui a tasso variabile 1.397 1.528 1.783
BOC 17 14 10
Bond 1.625 1.593 1.560
POC A2A 334 334 0
FRISL 9 8 7
Totale 3.723 3.791 3.793

Il PocA2a è stato rimborsato per cassa (sopravveninenza attive esercizio antecedente) a


dicembre 2009.

Il FRISL è un finanziamento della Regione Lombardia.

Nuovi debiti sono stati contratti per 437 mln di euro a fornte di 435 in scadenza
(posizione debitoria netta invariata, cfr legge di stabilità).

143 mln (M5) sono stati finanziati a tasso fisso con CDDPP 4.265%.

194 mln (opere varie ) e 100 mln (83+17 per M5) sono stati finanziati tramite prestito
flessibile di scopo con CDDPP, strumento che permette al Comune di utilizzare il credito
secondo necessità (per es. avanzamento lavori) evitando erogazioni ( e costi connessi)
all’acensione del prestito.

La cassa (media annua 452 mln) ha generato 12.08 mln di interessi attivi 0.68 p/t, 7.07
liquidità, 4.33 c/c tesoreria.

Le sopravveninenze correnti (altri 500 mln circa) sono accentrati nella tesoreria unica
centralizzata (infruttifera) per la parte di sopravvenienze derivanti da trasferimento
dello Stato.
La discesa dei tassi ha permesso un risparmio nel 2009 (rispetto alla previsione) di 31.5
mln di euro e il prestito prestito flessibile di scopo con CDDPP un risparmio di 25 mln.

Appare però importante metter subito in vedenza come il 1.8 miliardi di Euro (2009) di
mutui sia a sia a tasso variabile su un totale di 2.216 miliardi. In media la percentuale di
tasso variabile sul totale è di 80%.

Derivati

Il bond 4.019% 2005-2035 e i derivati connessi.

Le obbligazioni emesse sono circa 1.6 miliardi di euro bullet 2005-2035 bullet 4.019%.

A fronte di queste obbligazioni sono stati messi in piedi degli interest rate swaps per i
quali Il Comune riceve il fisso (4.019%) e paga un variabile Euribor 12 mesi in arrears
(quello cioè rilevato alla fine del periodo di 12 mesi) +0.22%:

Con Jpmorgan e Depfa è stato negoziato un cap 7.05% e floor 4% , con Ubs cap 6.41%
floor 3.7%. La struttura di questo derivato prevede l’ammortamento del capitale. Le
somme accantonate sono infruttifere, ma su di esse non si pagano interessi passivi
(sinking fund).

Per le somme da versare nel fondo ammortamento è stato acceso un CDS (credit
deafault swap) su Repubblica Italiana. (che ad oggi genera una forte minus potenziale a
causa del deterioramento del credito sovrano Italiano).

Con Deutsche Bank lo swap prevede un tasso fisso 3.165% fino al 29/6/2007 poi euribor
12 mesi con cap a 3.90%, il tasso è discreto ma non è previsto il sinking fund rendendolo
dunque oneroso per il Comune( il tasso è per tutto il periodo su tutto l’ammontare del
debito outstanding, per la parte sottostante al derivato con Deustche).

I tassi euribor 12 mesi si sono stati:

tasso euribor 12 mesi


2007 2008 2009 2010 2011
4,03 4,733 3,025 1,251 1,504

Alla fine del 2009 l’effetto dei derivati ha generato una perdita di 11.1 milioni solo sui
contratti Depfa e JPM (il floor è più alto del tasso rilevato).

Il problema dei derivati dunque sarebbe facilemente risolvibile se si potesse estinguere


con Depfa JPM e UBS e DB il contratto di swap, tenersi il tasso fisso del bond City of
Milan 4.019% (ad oggi il BTP 30 anni rende 5.47%) dunque un tasso favorevole, e
procedere alla creazione di un sinking fund su tutta l’emissione al fine di ridurre
progressivamente il carico degli interessi.
Ad oggi sono in corso dei procedimenti contro le banche con le quali si sono contratti i
derivati e queste cause di fatto impediscono al rinegoziazione dei derivati, bisogna
attendere dunque la fine del processo.

Si deve infine notare che una normativa nazionale impedisce la rinegoziazione dei
derivati con istituti diversi da quelli con i quali si sono eventualmente accesi e permette
solo la chiusura dei derivati stessi. Dunque il Comune deve attendere la conclusione
delle cause in essere al fine di poter efficacemente intervenire sulla posizione derivati.

Unicredit mutuo tasso fisso + swap+collar

La situazione del derivato Unicredito è meno chiara.

Nel 2002 era stato acceso uno swap con Unicredit Fisso/variabile con cap e floor su 739
mln di mutui a tasso fisso, nel 2005 quasi tutta la posizione debitoria è stata concentrata
nell’obbligazione 2005-2035.

Il derivato sottostante ha avuto una gestione diversa, esso infatti ha generato alla sua
chiusura, avvenuta non contestualmente alla estinzione di mutui a tasso fisso
sottostanti, il mark to market era di 96 mln di perdita: 20 pagati per cassa, 48 assorbiti
nel nuovo bond+swap e 28 trasferiti in un nuovo swap con Unicredit con cap più alto
(pare 100 mln circa).
Proposte operative

Due sono gli aspetti su cui si potrebbe intervenire:

1. la struttura del debito

2. la gestione dei derivati

1.Il quadro macroeconomico presenta una situazione di tassi nell’area Euro fermi su
livelli di 1% ( i tassi ufficiali) dal maggio 2009. Le aspettative del mercato sono per un
graduale aumento dei saggi ufficiali dovuto alla ripresa economica e all’inflazione.

Il debito del comune, per la componente mutui, è prevalentemente a tasso variabile, e


questo ha portato benefici grazie alla discesa dei tassi negli ultimi anni.

Allo stato attuale parrebbe opportuno convertire in tasso fisso la componente ad oggi a
tasso variabile, al fine di stabilizzare il costo del debito alla luce di un possibile rialzo
dei tassi.

2. E’ necessario che il comune si doti della capacità di valutare internamente il Mark to


Market dei derivati (Debito+collar+sinking fund+cds).

I derivati attualmente generano un costo per il comune poiché i tassi sono più bassi
rispetto a quelli negoziati nel contratto di .swap.

L’obiettivo primario dovrebbe essere, dal punto di vista finanziario, la negoziazione per
la chiusura dell swap con JpMorgan, Depfa e UBS e Deutsche Bank.

Il risultato sarebbe quello di avere un tasso debitorio fisso dell’obbligazione 2005-2035.


Sarebbe a questo punto necessario procedere allo swap della obbligazione da bullet a
sinking fund in modo da ridurre progressivamente il carico degli iinteressi passivi del
comune al progredire del rimborso del debito (ammortamento).

In tal modo il comune si troverebbe con al posizione debitoria a tasso fisso derivante
dall’emissione obligazionaria (4.019%) con struttura di sinking fund.

Questa operazione permetterebbe la protezione da rialzi dei tassi (che i derivati sopra
citati non forniscono (se non fino a livelli, 7.05% e 6.41%, ben più alti), e libererebbe
risorse.