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Congo, violenze sessuali e magia nera su

bambine e persino neonati


Rapire, violentare e profanare il sangue delle vergini congolesi è una macabra consuetudine che,
negli ultimi mesi, si consuma impunemente in molte zone della Repubblica Democratica del Congo.
La censura e il disinteresse dei mezzi di comunicazione acuiscono la disperazione delle madri:
"Vogliamo urlare perché tutti sappiano delle atrocità che stanno facendo alle nostre figlie". La Ong
Coopera lancia un appello: "La cosa più urgente in questo momento è la campagna che stiamo
portando avanti per aiutare le bambine violate a causa delle credenze magiche".

di MARIA CRISTINA FRADDOSIO


20 febbraio 2015

ROMA - Uomini di cui restano ignote le identità fanno razzia di bambine durante la notte.
Attendono il buio per entrare nelle loro stanze, rapirle dai loro letti e portarle lontano da casa per
violarle. A tragedia compiuta, dei fantasmi non vi è traccia. Abbandonate nei pressi delle abitazioni,
fanno ritorno le - non più vergini - congolesi. "Se non fai il bravo, chiamo l'uomo nero" è stato il
motto con cui molte madri hanno diseducato i propri figli, tormentandone i sogni. Ma di
quell'inquietante personaggio dei racconti popolari qui non vi è traccia. Quella del grande paese
africano è la cruda realtà, dove da alcuni mesi sono in forte aumento i riti di magia nera. L'uso del
sangue delle illibate è considerato fonte di ricchezza, gloria e potere.

Dal tramondo all'alba. Kavumu, Katana e Kabare - nella regione orientale del Nord Kivu - sono le
zone più colpite del paese. Si tratta di comunità di circa 200.000 abitanti, in cui l'integrità fisica e la
dignità umana sono inesistenti. Il presidente dell'organizzazione locale UERPV (Intervento per
l'Unione e il Recupero di Persone Vulnerabili), Zahimire Rugambwa, ha dichiarato che a partire dal
calare del sole il pericolo è in agguato: "Gli stupratori cercano le case più povere, fanno un foro
nelle pareti di fango o approfittano dell'assenza di madri sole, che lavorano di notte, per entrare e
rapire le bambine". Alcuni testimoni sostengono che le addormentino e ipnotizzino i familiari. Le
restituiscono all'alba con gravi e dolorose ferite.

Vittime: a partire dai 4 mesi di vita. Le violenze sessuali e la magia nera in Congo non sono una
novità. Ma, negli ultimi mesi, l'età delle vittime si è abbassata considerevolmente. Nell'ospedale di
Kavamu, dall'inizio dell'anno, si sono già registrati 25 casi di aggressioni sessuali. Si tenga conto
del fatto che i costi, le distanze e la paura di essere emarginati, molto spesso, impediscono ai
familiari di rivolgersi a strutture sanitarie adeguate per la cura delle loro bambine.
"Disgraziatamente le aggressioni sessuali in Congo sono sempre esistite, però ciò che preoccupa
davvero ora è l'età minima delle vittime. Abbiamo un caso di una neonata di quattro mesi", ha
spiegato a El Pais il dottor Mugisho Kavul.

Lacerazioni profonde e traumi psicologici. "Le vittime hanno serie conseguenze di salute, tanto
fisica come mentale. Nei casi più estremi in cui sono state penetrate da diversi oggetti o violate più
volte da molti uomini sono lacerate nei diversi orifizi e sono soggette a incontinenza, sanguinamenti
cronici ed anche fistole retto-vaginali", denuncia l'Ong Coopera. Intensi dolori, emorragie,
perforazioni, sterilità sono fra le conseguenze più diffuse. In un contesto già di per sé provato da
anni di guerra e di povertà, le violenze sessuali sulle minori rappresentano un'ulteriore atrocità ai
danni dei più deboli. Madri disperate, in preda ai sensi di colpa. Bambine indifese. Autorità
omertose, impotenti e assenti. Ai danni fisici si sommano quelli psicologici: colpevolezza,
vulnerabilità, vergogna, assenza di autostima sono i più comuni.

Quei riti millenari che sopravvivono. Le pratiche di magia nera, su cui si fondano le religioni
tradizionali africane, persistono ancora soprattutto in alcune tribù. Quasi sempre vengono utilizzate
per curare le malattie. "C'era un uomo nel villaggio che non poteva avere figli. Si recò dallo
stregone, il dottore della comunità, e gli fu detto che per curare il suo male doveva violentare una
bambina con meno di sei anni. L'uomo ne cercò una di quattro e la stuprò". Con questo aneddoto, il
presidente dalla UERPV spiega il potere che ancora detengono gli stregoni in Africa. Il sangue delle
vergini è considerato uno strumento per ottenere soldi e salute e una medicina per curare l'AIDS e la
sterilità. Anche i militari ne fanno uso. Lo conservano in tempi di guerra e si cospargono il corpo
nella speranza che i proiettili non li uccidano.

Pratiche solidali nella tribù. Una delle tribù congolesi maggiormente colpita da questo fenomeno
è quella dei Bashi. Paura, indignazione, rabbia e dolore non hanno impedito alla collettività di
sviluppare pratiche di buon vicinato. Piccole organizzazioni locali, nonostante la scarsità di risorse
economiche, si sono coalizzate allo scopo di aiutare le vittime. Le donne si sostengono
vicendevolmente, accompagnano le vicine in ospedale, si cimentano in attività ludiche al fine di
contribuire al recupero da parte delle minori della fiducia, dell'autostima e della socievolezza. Come
testimonia una volontaria: "Attraverso l'ozio e le attività artistiche proviamo a farle ridere e a
comunicargli che appartengono ad un gruppo che le ama e le accetta. Parliamo anche con i familiari
per evitare la stigmatizzazione".

Ong locali si appellano al mondo. Le piccole organizzazioni non governative che operano in
Congo sono unanimi nella richiesta di aiuto da parte della comunità internazionale. La Fundi Action
ha elaborato tre possibili soluzioni: l'insediamento di una corte popolare che giudichi gli aggressori,
il sostegno da parte di professionisti per le vittime e le famiglie e la creazione di campagne di
sensibilizzazione ed informazione pubblica. Nel frattempo, l'ospedale di Kavumu richiede pannelli
solari per sopperire alla mancanza di elettricità, di modo da accogliere giorno e notte le minori
violate. La speranza di mettere fine a queste atrocità
rimane viva, affinché  -  per usare le parole della giornalista attivista congolese, Caddy Adzuba  -  le
minori non siano più "denudate di tutto l'onore dal momento che i loro corpi sono stati trasformati
in campi di battaglia".