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CONGO PUBBLICATO RAPPORTO ONU SU

MASSACRI CIVILI, 'E' STATO GENOCIDIO'


 

(ASCA-AFP) - Ginevra, 1 ott - E' stato pubblicato il


rapporto dell'Alto Commissariato per
i Diritti Umani delle Nazioni Unite sui massacri
compiuti in Congo dalle truppe straniere e dai gruppi
ribelli tra il 1993 e il 2003.

''La relazione, basata su 617 episodi di violenza,


rivela nella maggior parte dei casi la violazione
dei diritti umani e della legge umanitaria
internazionale. Sono stati perpetrati crimini di guerra
e contro l'umanita', spesso entrambe
contemporaneamente'', ha dichiarato Navi Pillay,
l'Alto Commissario per i Diritti Umani dell'Onu. ''Si
puo' parlare di genocidio'', ha sottolineato. Il governo
congolese ha chiesto giustizia per le vittime dei
massacri perpetrati nel Paese, dicendosi ''sconvolto''
degli atti di violenza emersi dal rapporto.red/uda/rob
1 ott 2010 18:19 | Mondo / Cronaca
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GINEVRA/BUJUMBURA - «Gli attacchi apparentemente sistematici e
generalizzati» contro il gruppo etnico Hutu nella Repubblica democratica del
Congo (RdC) «potrebbero essere considerati crimini di genocidio» se provati
davanti a un tribunale competente.

Ad affermarlo il rapporto pubblicato dall'Onu sulle violazioni dei diritti umani


commessi nella Repubblica democratica del Congo (Rdc) tra il 1993 e il
2003, reso noto oggi a Ginevra. Il documento di oltre 500 pagine descrive
oltre 617 gravi violazioni dei diritti umani e del diritto umanitario internazionale
avvenute nel corso di 10 anni durante i quali decine di migliaia di persone
sono state uccise e molte altre violentate, mutilate o sono state vittime di
gravi soprusi.

Il Ruanda ha respinto le accuse contenute nel rapporto dell'Onu poche ore


prima della sua pubblicazione. Burundi, Uganda e Angola hanno respinto le
accuse nel pomeriggio. Secondo il Burundi, «il rapporto è destinato a
destabilizzare l'intera regione e l'inchiesta non è stata fatta in modo
obiettivo». Per l'Uganda il rapporto è «un insieme di illazioni sbagliate nella
metodologia e nelle fonti». Infine l'Angola definisce le accuse dell'Onu,
Congo: L’Onu tira le somme. E il Rwanda non ci sta
venerdì 01 ottobre 2010

Sarà pubblicato a breve dall’Onu il resoconto shock riguardo le violazioni dei diritti umani
perpetrati nella Repubblica Democratica del Congo. Lo scottante e attesissimo documento affronta
nel dettaglio dieci anni di crimini di guerra (1993-2003) come mai era stato fatto in precedenza,
puntando il dito contro Rwanda e Uganda, accusate di aver perpetrato il genocidio contro l’etnia
Hutus.

Una versione, quella finale, un po’ smorzata nei toni, viste le reazioni violente scatenate da quella
preliminare, in risposta alla quale i governi di entrambe i paesi finiti nel mirino delle Nazioni Unite
avevano minacciano di ritirare le truppe di pace dalla missione congiunta di peacekeeping Onu-
Unione Africana nel Darfur.

L’Onu si è tuttavia mostrato irremovibile su un punto: le accuse mosse ai due paesi ritenuti


responsabili dello scempio non verranno per nessun motivo eliminate dal resoconto. Il presidente
del Rwanda Kagame si è convinto solo dopo una visita del Segretario Generale delle Nazioni Unite
Ban-Ki-Moon, e a patto di poter inserire dei commenti nel report.

Ma i cambiamenti apportati non accontentano i governi dei due paesi tanto che il ministro degli
affari esteri del Rwanda, Louise Mushikiwabo ha definito il documento “profondamente
scorretto” dall’inizio alla fine e “un insulto alla storia”.

Il metodo utilizzato per raccogliere prove non va giù a Mushikiwabo e vale l’accusa all’Onu di
voler “manipolare la storia”. Per questo, secondo l’ambasciatore delle Nazioni Unite Ruhakana
Rugunda, il documento non dovrebbe essere pubblicato perché “non oggettivo”.

Tuttavia, assicura l’ambasciatore, “non verrà meno il nostro impegno in Africa perché ha a che fare
con l’obbligo di schierarsi dalla parte dei nostri fratelli e sorelle africane”.«diffamatorie, ingiuriose
e provocatorie» dato che - aggiunge - noi «abbiamo fatto il possibile per porre fine alle violenze
contro i civili del Congo» e i rifugiati di altri Paesi in Congo.

Red.Online/ats-an