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Relazione di “Se questo è un uomo”

Se questo è un uomo è un'opera memorialistica di Primo Levi scritta tra il dicembre 1945 ed il
gennaio 1947. Rappresenta la coinvolgente ma meditata testimonianza di quanto vissuto
dall'autore nel campo di concentramento di Auschwitz.
Titolo dell’opera: Se questo è un uomo
Autore: Primo Levi
Genere: Autobiografico
Tema trattato: si tratta della testimonianza di Primo Levi riguardo alla terribile esperienza vissuta
nei campi di concentramento
Trama
il libro ha inizio con la cattura di Primo Levi da parte della Milizia, il 13 dicembre 1944. Viene in
seguito rinchiuso in un campo di concentramento italiano, da dove parte poi con un treno, dove
insieme ad altre persone viaggiavano in condizioni pessime, per il campo di concentramento Buna,
che esiste da un anno e mezzo. L’unico modo per sopravvivere alle SS, alla fame, alla vita nel lager
consisteva nel farsi furbi. Primo lì conosce molte persone, alcune delle quali lo aiutano a
sopravvivere. Ha passato momenti in Ka-Be (l’ospedale del campo) dove ha approfittato per un
momento di riposo. Nel 1944 cominciarono i bombardamenti russi sul campo, i nazisti dovettero
fuggire insieme ai deportati in grado di camminare e sani. Primo, che allora era ricoverato, fa tutto
per salvare sé stesso e i compagni, essendo stato lasciato al campo con l’aiuto di due deportati
francesi riesce a combattere il freddo e le malattie contagiose. I tedeschi perderanno così la
guerra.
Ambientazione: Le vicende sono ambientate a Monowitz, vicino ad Auschwitz
Analisi dei personaggi
Primo Levi: autore e narratore, è il protagonista del libro. È un uomo colto, con un amore
sconfinato per la propria patria, l’Italia.
Alberto: il migliore amico di Primo, un giovane venticinquenne italiano, intelligente e istintivo che,
appena entrato nel lager, ha dimostrato una grande capacità di adattamento e di gestione dei
rapporti con tutti.
Charles: è un insegnante di trentadue anni di nazionalità francese. E’ un uomo forte sia dal punto
di vista fisico, sia dal punto di vista morale, è comprensivo, deciso nelle sue azioni ed è coraggioso.
Arthur: è un piccolo e magro contadino francese che, alla fine del romanzo, fra la fuga dei tedeschi
e l’arrivo dei russi, aiuterà con il connazionale Charles, Primo a sfamare le molte persone malate
rimaste come loro nel campo. È una persona molto coraggiosa, attenta e sicura di sé.
Stile del narratore: il narratore è Primo Levi ed è interno all’opera, nonché il protagonista. Il
linguaggio è semplice, comprensibile e chiaro.
Interpretazione
L’intento di Levi che lo spinse a scrivere il libro fu la descrizione del comportamento dell’animo
umano in una situazione di estrema umiliazione e decadenza; Primo Levi descrive la realtà dei
campi di concentramento per fornire appunto un’ aspetto terribile dell’animo umano in quella
particolare tragedia.
Commento
Penso che questo libro si tratti di un testo fondamentale per riflettere sull’assurdità dell’animo
umano e su come avvolte gli istinti più terribili prevalgono sulla ragione. Questo libro è l’esempio
di fino a dove la cattiveria umana può spingersi e il lavoro di Primo Levi serve, come quello di tanti
altri testimoni, a mantenere vivo il ricordo della sofferenza di queste persone per fare in modo che
una cosa del genere non accada più.

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