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RIASSUNTO DI STORIA

Nei secoli IX e X vi furono delle nuove invasioni in Europa, da parte di tre popoli: normanni, ungari e saraceni. Gli
ungari si stabilirono nei territori dell’odierna Ungheria e da lì fecero scorrerie in tutta Europa, finché, nel 1000, si
convertirono al cristianesimo e si integrarono. I normanni (o vichinghi), grandi navigatori provenienti dalla
Scandinavia che giunsero sul continente americano cinque secoli prima di Cristoforo Colombo, conquistarono
territori anche in Europa: i normanni svedesi, chiamati vareghi o rus, conquistarono territori, appunto, nell’odierna
Russia; i normanni danesi e norvegesi si spinsero nel nord della Francia, dove il loro capo Rollone divenne duca di un
territorio che ancora oggi si chiama appunto Normandia, e più tardi, con la battaglia di Hastings (1066), il duca
normanno Guglielmo il Conquistatore conquistò l’Inghilterra e ne divenne re; infine, i saraceni (arabi) conquistarono
la Sicilia e fecero scorrerie in tutto il Mediterraneo.
Nel 962, con l’incoronazione del re di Germania Ottone I a imperatore, rinasce il Sacro romano impero. In questo
periodo l’impero cercava di affermare il suo potere universale, perciò si scontrò con l’altra grande istituzione
dell’epoca, che considerava anch’essa il suo potere universale: la Chiesa. Ottone cercò di controllare e sottomettere
la Chiesa: l’imperatore non solo nominava i vescovi-conti, ma sceglieva anche il papa (Privilegium Othonis). La Chiesa
si ribellò, ovviamente, a questa situazione: papa Gregorio VII, con il Dictatus Papae, affermò che l’imperatore non
poteva nominare i vescovi-conti né scegliere il papa, e che il papa era superiore a lui. L’imperatore Enrico IV, che
continuava a nominare i vescovi-conti, fu scomunicato da Gregorio e dovette poi umiliarsi e chiedere scusa. La lotta
(chiamata dagli storici “lotta per le investiture”) si concluse nel 1122 con il Concordato di Worms, in cui si stabilì che
il papa dava la carica di vescovo e l’imperatore quella di conte.
Intorno all’anno 1000 si assiste ad una ripresa, una vera e propria rinascita dell’Europa. Tutto parte da un
miglioramento delle tecniche agricole: in particolare, un nuovo tipo di giogo per i buoi, che poggiava sulle spalle e
quindi non strozzava gli animali; un nuovo tipo di aratro, con le ruote, una lama metallica e il versoio che rivoltava le
zolle; la rotazione triennale delle colture, che evitava di lasciare ogni anno la metà dei terreni incolta. Grazie a queste
nuove tecniche ci fu un aumento della produzione agricola, quindi un eccesso di beni alimentari che potevano essere
venduti: perciò rinacquero i commerci e la moneta, le città si ripopolarono e nacquero anche servizi legati al
commercio come le banche e le assicurazioni.
In questo periodo, essendo più forte e ricca, l’Europa iniziò a espandere i suoi confini. A Ovest, i regni cristiani del
nord della penisola iberica iniziarono la Reconquista, cioè la riconquista dei territori della penisola che erano da
secoli in mano agli arabi. All’inizio del XIII secolo l’opera poteva dirsi conclusa (restava solo il piccolo Sultanato di
Granada, che resistette fino al 1492). Nel sud Italia, i normanni cacciarono gli arabi dalla Sicilia e costituirono un
regno che comprendeva anche la Calabria e la Puglia. I tedeschi, infine, colonizzarono l’Europa nordorientale, anche
per mezzo di un ordine monastico-militare, i Cavalieri teutonici.
Nel quadro dell’espansione dell’Europa si inserisce anche il fenomeno delle Crociate, le spedizioni militari
organizzate da re e nobili europei per “liberare” la Terra santa dagli “infedeli”. Tutto inizia nel 1095, quando il papa
Urbano II fece un appello ai re europei e ai loro vassalli affinché riconquistassero la Terra santa. In realtà, la Palestina
era in mano agli arabi da secoli, ma di recente un nuovo popolo, i turchi, stava prendendo il posto degli arabi. I turchi
erano molto meno tolleranti degli arabi, e ostacolavano i pellegrinaggi in Terra santa. Oltre alla cosiddetta “Crociata
dei pezzenti”, una spedizione improvvisata di fanatici che si diedero ai furti, ai saccheggi e ai massacri di ebrei prima
di finire massacrati essi stessi, vi furono otto Crociate. La prima, organizzata da diversi nobili tra cui Goffredo di
Buglione, ebbe successo e portò alla creazione di diversi Stati cristiani in Medioriente, tra cui il Regno di
Gerusalemme. La terza fu detta “la Crociata dei re”, perché vi parteciparono il re di Francia e il re d’Inghilterra, oltre
all’imperatore Federico Barbarossa. Ebbe qualche successo, ma non riuscì a riconquistare Gerusalemme. La quarta
crociata fu una spedizione “commerciale”: fu finanziata dalla Repubblica di Venezia ed ebbe come destinazione,
invece della Terra santa, Costantinopoli, che fu conquistata per interessi puramente commerciali. La sesta va
ricordata perché fu fatta senza combattere: fu condotta, infatti, dall’imperatore Federico II, il quale, conoscendo la
lingua e la cultura arabe, usò le “armi” della diplomazia e ottenne che i cristiani potessero governare Gerusalemme
per un certo numero di anni. Alle Crociate parteciparono anche dei nuovi ordini monastico-militari: oltre ai già citati
Cavalieri teutonici, c’erano anche i Templari e gli Ospitalieri (chiamati poi Cavalieri di Malta).
All’inizio del XIII secolo si affermò in Asia un nuovo impero: l’impero dei Mongoli. Vivevano a nord dell’impero
cinese, nella zona dell’attuale Mongolia, e grazie al loro capo Gengis Khan (e ai suoi successori, tra cui il nipote
Kubilai Khan) conquistarono un impero enorme, che giunse sino alle porte dell’Europa. Fu in questo periodo, mentre
regnava Kubilai Khan, che il mercante veneziano Marco Polo fece il suo viaggio in Cina, raccontandolo poi nel famoso
libro Il Milione.