Sei sulla pagina 1di 3

KANT 3

(vedi tabella Kant 2)

Forme pure della sensibilità = intuizioni pure = spazio e tempo


Le categorie sono 4, divise a loro volta in tre. A ogni giudizio corrisponde una categoria.
Gli schemi spazio-temporali non sono uno per categoria:
- Tutte quelle della quantità ne hanno uno: aggiungere o togliere omogenei nel
tempo;
- Tutte quelle della qualità ne hanno uno: la cosalità, cioè qui e ora (la presenza nel
tempo);
- La relazione ne ha uno per ciascuna: permanenza/non permanenza (sostanza
accidente), causa-effetto (successione irreversibile) e contemporaneità;
- La modalità ne ha uno per ciascuna: possibilità/impossibilità, esistenza/non
esistenza e necessità/contingenza.
Attraverso l’immaginazione produttiva faccio degli schemi, che sono le forme pure di
spazio e tempo (ovvero schemi spazio-temporali che derivano dai concetti puri). Le
impressioni vengono dall’esterno: il fatto che esistano, postulano l’esistenza di una cosa in
sé, il noumeno (che non è conoscibile, ma solo pensabile).
Le impressioni non sono oggetti! Non potremmo nemmeno vederli in quanto le
impressioni, senza schemi, sono cieche.
Le intuizioni sensibili, invece, sono le immagini degli oggetti, che si formano attraverso le
categorie: ritornano all’intelletto per creare concetti empirici o giudizi.

Lavoro del concetto: utilizzo di più categorie e di più schemi per fare un intero giudizio.
Infatti i giudizi, per essere formati, hanno bisogno di più categorie e non di una sola.
Quindi non c’è più l’immagine del fenomeno, ma ci sono dei giudizi strutturati di cui posso
dire vero o falso.

Le categorie possono anche diventare idee quando vanno oltre l’esperienza possibile.
Quando utilizzo il concetto di causa-effetto, invece di applicarlo a fenomeni di cui ho
impressioni, lo applico all’intero mondo e dico che la sua causa è Dio: in questo modo
vado oltre l’esperienza sensibile (perché non posso verificarlo).
Noi non abbiamo solo l’idea di Dio e di anima, ma una serie di idee: umanità, caratteristica
propria di tutti gli uomini.
Concetto di uomo ≠ idea di umanità: quest’ultima va oltre l’esperienza possibile, perché
l’umanità in sé non la potrò mai vedere né toccare, mentre un uomo sì.
Le idee hanno una funzione regolativa, perché non comprendono solo gli esistenti ma
l’orizzonte possibile di tutti.
Esempio: idea di frutta. Non comprende solo i frutti che conosco, ma anche i possibili frutti
futuri.

Per Kant tutto ciò che è dialettico non è certo, quindi non è scientifico: perciò, rispetto al
fenomeno, avrà meno certezza.
Nella dialettica lui critica tre tipi di idee, che sono il fondamento della metafisica
tradizionale:
- L’idea di io
- L’idea di Dio
- L’idea di mondo
Lui critica queste idee perché danno origine a 3 pseudoscienze: secondo Kant hanno
l’aspetto di una scienza, ma non sono vere e proprie scienze.
- Psicologia tradizionale
- Teologia tradizionale
- Cosmologia tradizionale
Queste 3 pseudoscienze non si fondano sui concetti, bensì sulle idee (le quali non hanno
valore scientifico, ma solo regolativo).
Tutte insieme sono la metafisica tradizionale. La metafisica è criticabile non perché è
carente dell’aspetto puro, ma è carente dell’aspetto empirico.

- L’idea di io
Kant prende in considerazione l’io di Cartesio, il quale diceva “penso dunque sono”.
Faceva corrispondere alla coscienza tutta la psiche: non ammetteva nulla di inconscio.
Questo io Cartesiano, che non è altro che un’anima, è frutto di un’operazione errata/di un
paralogismo-a/di un ragionamento sbagliato: ovvero il passaggio del “io penso, sono cosa
pensante” (si dà sostanzialità a qualcosa che non è sostanziale).
(Critica di Cartesio a Hobbes): Io penso, sono cosa pensante. “Cosa” non deriva
necessariamente dal pensare.
(Critica di Tommaso ad Anselmo): Se c’è un quadrato d’oro nel Partenone di Atene, allora
questo avrà 4 lati. Ma chi ci dice che esiste un quadrato d’oro?

Il piano logico e il piano della realtà sono due piani diversi. Non si può dedurre una realtà
da qualcosa di logico.
Io ho dieci talleri nel cassetto e sul libro scrivo 100 talleri. Questa operazione la posso
fare, perché aggiungo uno 0 ed è un’operazione logica. Se però vado a verificare nel
cassetto non ci sono 100 talleri, ma 10.
L’anima è un’idea, non un concetto e non è verificabile. È però possibile farlo perché ho il
concetto puro di sostanza e posso applicarlo in maniera arbitraria a qualcosa che non è
sostanziale, utilizzando l’immaginazione. Questo concetto puro di sostanza non lo riempio
di impressioni: visto che ho la forma, tendo ad andare oltre e fare concetti di cose di cui
non posso fare.

- L’idea di Dio
La stessa cosa succede con Dio. Kant criticherà le prove cartesiane dell’esistenza di Dio
che riprendono Anselmo, perché partono tutte dall’idea di perfezione. Kant pensa di non
poter dedurre dall’idea di perfezione l’esistenza di un essere perfetto. Lui accetta invece
l’empirismo che dice che le conoscenze scientifiche devono essere a posteriori e dice che
la psicologia tradizionale (che si occupa di anime e di Dio) sia una conoscenza vera
perché ha l’aspetto puro.

- L’idea di mondo (cosmo)


Io vedo e tocco le cose che esistono, però il mondo è un’idea e non un concetto perché
comprende la sua origine, quello che sarà, tutto ciò che esiste all’esterno. Una cosmologia
tradizionale è criticabile perché porta a delle antinomie: tutto è retto da causa-effetto e da
legami di fine/scopo. Nessuna delle due è certamente vera, non c’è niente che mi certifica
che sia in un modo o in un altro. È una fede: questa mi porta avanti e mi fa credere che il
mondo fatto così. Non arriva a delle certezze, ha un sapere antinomico che si contraddice
e il sapere scientifico non può essere contradditorio (per questo è una pseudoscienza).