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KANT 2

La matematica e la geometria pura sono possibili perché noi possediamo delle forme a
priori e fanno riferimento alla categoria della quantità (ovvero aggiungere e togliere
omogenei nel tempo)
Tutte queste scienze pure sono possibili perché noi nella mente/nell’intelletto abbiamo
delle forme pure che ci permettono di fare i giudizi sintetici a priori
Forme pure = concetti puri = categorie

4 categorie: qualità, quantità, relazione e modalità (ad ognuna di queste categorie


corrisponde un giudizio)
Com’è possibile la matematica pura? La matematica pura è possibile perché noi sappiamo
mettere omogenei nel tempo. Questa capacità che abbiamo deriva dai concetti puri che
abbiamo nella mente, che sono delle forme pure e non dei contenuti
SENZA ESPERIENZA!!!
La categoria che ci permette di fare una fisica pura è il concetto di causa-effetto, che si
traduce nello schema temporale della successione irreversibile

Giudizi disgiuntivi: la mela o è rossa o è verde (nello stesso tempo non può essere rossa o
verde)
La sostanza e l’accidente: questo cane è nero (la sostanza è ciò che permane, “questo
cane”, e l’accidente è ciò che cambia nel tempo, “nero”)
Possibilità/impossibilità in un tempo qualsiasi: c’era una volta (è in un tempo qualsiasi,
quindi la storia è possibile); è impossibile che io sia alta 1.80 m (sono più bassa, ma è
possibile che qualcuno sia alto 1.80): anche l’impossibile presuppone il possibile (perché
se è impossibile per me è possibile per gli altri)
Giudizi assertori: la macchina è in strada (lo dico io perché lo vedo, quindi è vero per
forza)
Giudizi apodittici: è necessario che il triangolo abbia 3 lati (è in ogni tempo e in ogni luogo)

Il centro operativo della nostra mente sono i concetti puri o categorie, che vengono
trasformati in schemi spazio-temporali per far sì che si facciano dei giudizi.
Kant, attraverso i giudizi, ha dedotto l’esistenza delle categorie (nonostante non le potesse
vedere nella mente). È partito quindi dal basso: dai giudizi è arrivato alle categorie, poi li
ha uniti nello schema spazio-temporale.
Schema spazio-temporale della successione irreversibile: se…, allora… (se piove, allora
mi bagno)
O sono castano o sono biondo; il cangatto: o è una cosa o è un’altra
Il maglione è a righe bianche e gialle; il divano-letto: parlo della sostanza in sé

Le categorie sono i concetti puri, i quali sono vuoti; mentre le impressioni da sole sono
cieche. Perché ci sia una vera e propria esperienza, che dia origine a conoscenza, ci
vogliono sia i concetti puri vuoti che le impressioni cieche. Quando riempio i concetti puri,
do origine a un fenomeno, perché la realtà diventa fenomenica: è fatta da due cose
insieme. Non è in sé, ma è per me (*): la realtà conoscibile scientificamente è una realtà
fenomenica.
Esempio: (*) le categorie sono come delle lenti azzurre. Se le indosso senza mai toglierle,
io vedrò sempre il mondo azzurro e mai di altri colori. Il fenomeno è quindi ciò che vedo
con quelle lenti e non la realtà in sé.

Filosofia del limite: Kant dice che noi possiamo conoscere scientificamente solo il
fenomeno, perché ho sia l’elemento empirico (ovvero le impressioni) sia l’elemento puro
(ovvero le forme). Ho quindi una conoscenza scientifica: scientifica perché universale e
necessaria grazie ai concetti puri, ma anche empirica grazie alle impressioni.
Fenomeno, realtà per me: è una realtà conoscibile ed è formato da forma + materia
Noumeno, realtà in sé: non possiamo dimostrare che esista, ma possiamo postularla. Se è
postulabile, significa che è solo pensabile, quindi è noumenica.

Il dualismo tra fenomeno e noumeno esiste in quanto c’è la rivoluzione copernicana:


questo perché è il soggetto che struttura l’oggetto sulla base delle sue forme a priori. Se il
soggetto non strutturasse l’oggetto, e l’oggetto fosse già fatto e finito, non ci sarebbe stata
la rivoluzione. L’oggetto è un fenomeno: lo posso conoscere solo come tale, in quanto
esiste solo per me.
Tutti abbiamo la stessa forma, ma non tutti abbiamo la stessa materia (sappiamo
fare/conoscere fenomeni e strutturare oggetti).

La fisica ha aspetto empirico e aspetto puro, con le impressioni che vengono da fuori e gli
schemi puri (che possiedo anche quando non ho impressioni). La mia mente tende ad
usare questi schemi per andare oltre la realtà.
La metafisica parte dai concetti puri, ma manca dell’aspetto empirico: per questo motivo
non è una conoscenza scientifica. Ha però un aspetto puro: il principio del “tutto ciò che
esiste ha un’origine”, principio che faccio sulla base del concetto di causa-effetto. Se il
mondo è un effetto ci deve essere una causa, la quale è Dio: però Dio non l’ho mai visto,
quindi la metafisica è una conoscenza possibile. Quando noi pensiamo al bello, a Dio e a
tutto ciò che è perfetto, riempiamo il concetto puro del “dover essere secondo ragione” che
è la perfezione.
Esempio 1: l’idea di umanità. È il dover essere secondo ragione di tutti gli uomini: tutti gli
uomini partecipano a questa umanità, però non la costituiscono.
Esempio 2: Dio è l’essere, mentre noi abbiamo l’essere.

CRP
Estetica trascendentale Sensibilità Forme pure di spazio e
tempo
Analitica trascendentale Intelletto Concetti puri o categorie
Dialettica trascendentale Ragione Idee

Lettura della tabella


Trascendentale: significa che è a priori o puro, solo quando si riferisce alle parti dell’opera
Estetica: si occupa di una facoltà che è la sensibilità e contiene le forme pure di spazio e
tempo
Analitica: si occupa dell’intelletto e ha come forme pure i concetti puri o categorie
Dialettica: si occupa della ragione e ha come forme pure le idee
L’analitica e la dialettica appartengono alla logica trascendentale
Sia le idee che lo spazio e il tempo derivano dai concetti puri. Dai concetti puri si arriva
fino allo spazio e al tempo attraverso l’immaginazione produttiva.
Immaginazione riproduttiva (chiamata anche immaginazione in generale e usata da
Aristotele): prima avevo nella memoria delle cose. Se io ho visto cavalli e ho visto uccelli, li
metto insieme e viene fuori un cavallo alato.
L’immaginazione produttiva, invece, non usa la memoria: mi permette di fare qualcosa in
modo inconscio e automatico. Quando mi approccio alla realtà, gli schemi vengono tradotti
senza che io lo sappia o me ne accorga.