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Di Riccardo Capacchione

Com'è delizioso guidar... sotto la poggia

Nelle prossime righe vi daremo delle dritte per preparare la vostra moto e in
particolare il vostro scooter ad affrontare la stagione autunnale. Non vorremmo che
l'analisi strettamente tecnica operata nelle scorse puntate ci abbia trasformato in anti-
scooter agli occhi dei nostri attenti lettori. Non è così. Però alcuni limiti ci sono, e
nell'insieme non favoriscono certo la guida aggressiva. Vero è che "nati non furono
per correr come lupi", parafrasando, senza alcuna pietà, il sommo Poeta. Qui daremo
alcune indicazioni già ampiamente illustrate nelle puntate precedenti e che riguardano
la guida. Vi daremo indicazioni non sulla scelta del modello di gomma da prediligere,
ma su quali siano i parametri e le caratteristiche importanti che questo tipo di gomme
devono possedere.

Conosci quel che guidi


Nel corso delle puntate qui pubblicate abbiamo scoperto le più recondite scelte
tecniche di moto e scooter, siamo diventati più consapevoli delle caratteristiche delle
varie moto o scooter e possiamo sfruttare al meglio quelli che guidiamo, coadiuvati
dagli specifici riflessi e dai piccoli accorgimenti da noi suggeriti che qui
riassumiamo: lo sguardo sempre rivolto ad almeno 100-200 metri in avanti che
"scorre" sulla strada (più equilibrio psicofisico, maggior prevedibilità degli imprevisti
come buche e auto a dir poco irrispettose), e la maggior "attenzione diffusa", tipica
dei motociclisti. Osservare il conducente del SUV 6.000 Triturbo che vi precede e
che, senza utilizzare le sue frecce a comando mentale, vi svolta in faccia, fa parte
dell'attenzione diffusa propria di noi motociclisti: analisi dell'ambiente soprattutto
urbano in cui si circola, l'occhiata alla signorina così carina da non aver bisogno di
quel ritocco al rossetto in una rotonda a sette immissioni, un occhio in avanti e uno
sugli specchietti, fanno dei motociclisti le superdonne e superuomini che realmente
siamo. E non stiamo scherzando.

Guidando sotto la pioggia


La situazione meteorologica che più mette in crisi uno scooter e una moto (ma in
minor misura per tutto quanto detto sinora: potete rileggere le precedenti puntate
cercando per parole chiave) è sicuramente la pioggia: in città l'asfalto è
generalmente molto vecchio, le pietre che compongono l'impasto con il bitume sono
state levigate e lo strato superficiale non drena per niente anche solo qualche mm di
pioggia, facendo sì che si formi uno strato di acqua pericoloso.
Primo comandamento: montare sempre pneumatici nuovi e di ottima marca. Costano
di più ma offrono prestazioni superiori rispetto a quelli che costano la metà (banale,
vero?) ma se siete di quelli che badano solo al soldo (senza considerare i danni fisici)
pensate a quanto vi costerebbe una scivolata innocua: più o meno l'equivalente di tre
treni di gomme buone.
Anche le gomme "buone" comunque vanno cambiate quando appare il segnale di
usura presente negli incavi del battistrada: quando arrivano a filo della gomma a
contatto col suolo, subito dal gommista!
Riceviamo domande a volte assurde "ma se giro sul cerchione il pneumatico"?
Risposta, ti sdrai ancora prima perché le gomme da moto hanno sempre un verso di
rotolamento e vanno montate seguendolo. Controllate che il gommista abbia fatto un
buon lavoro al ritiro della moto: pazienza se si offende, quelli bravi apprezzano chi
apprezza il loro lavoro.
La pressione di esercizio indicata dal Costruttore delle gomme ha una sua ragion
d'essere: ad esempio normalmente le coperture posteriori racing commerciali si
portano a 1,8-1,9 bar a freddo se non avete termocoperte. Una Marca prevede invece
una pressione di gonfiaggio a freddo di 1,4 bar: non stiamo a spiegare il perché ma vi
assicuriamo che c'è un validissimo motivo e così va fatto. Esiste una piccola
tolleranza: se per il vostro scooter è indicato 2,5 bar al posteriore ma avete in
previsione un lungo tratto in autostrada potete salire di circa 0,2 bar soprattutto se a
pieno carico, ma chiedete sempre l gommista di fiducia o al servizio clienti del
costruttore. Vi spiegheremo il perché nelle prossime puntate sui pneumatici. Non vi
inventate soluzioni fantasiose e non discostatevi mai di valori indicati: potete giocare
con 0,2 bar in più o meno, a gomma fredda, sopratutto a seconda del carico+.

Perché le gomme nuove, sempre?


Vi siete mai chiesti perché i pneumatici sono neri? Chi ha risposto "perché son meno
sporchevoli" venga alla lavagna e scriva cento volte "Non prenderò più in gio
Kapakkio"... Scusate, i pezzi di tecnica se non si sdrammatizza un po', sono di un
pesante...
La risposta corretta è: nella miscela contenente gomma naturale e diversi additivi
(che riducono l'usura, non permettono che la mescola si sfaldi, tagli, ecc) è presente
anche il nerofumo (per capirci, la fuliggine) e la silice. Per darvi un'idea: mescola
100% nerofumo, tutto grip meccanico su asciutto: mescola 100% silice, tutto grip
chimico su bagnato. Variando le percentuali di questi principali componenti, si
ottengono pneumatici adatti alle più svariate condizioni (sempre con percentuali
molto minori degli altri additivi).
Le mescole da scooter privilegiano naturalmente composizioni con molta silice, che
assicura anche percorrenza chilometrica. In più un pneumatico "tutto grip" su quegli
asfalti dalla superficie totalmente liscia dei centri città, non avrebbero gran efficacia
dato che contano sul grip meccanico cioè le micro valli e creste della superficie del
battistrada che come tra ruote dentate si "ingranano" tra loro, compenetrandosi grazie
alla mescola morbida che "entra nelle valli dell'asfalto: ma se di valli non se ne
trovano...meglio affidarsi al grip creato dalla Silice (Si, il simbolo e sì quella che si
attacca alle parti nobili quando vi alzate da seduti in spiaggia... Che strano l'Universo,
vero? Marquez derapa grazie alla fuliggine, Valentino Rossi e il grande Giancarlo
Falappa (pilota Bimota e Ducati SBK che con la pioggia rifilava non meno di due tre
MINUTI al secondo al traguardo) danno paga sul bagnato grazie alle oro gomme
fatte... di sabbia. Crediamo sia piuttosto chiaro che stiamo parlando per iperboli, anzi,
diremmo con l'esagerazione di un adynaton.

Davanti asciuga, dietro "aggrappa"


Le gomme in generale, su fondo bagnato, e in particolare quelle invernali o progettate
per l'uso con piogge frequenti funzionano in coppi: per questo è sconsigliato dai
Costruttori utilizzare pneumatici differenti per l'anteriore e posteriore. Noi teniamo
alla vostra sicurezza e vi diciamo che è una grandissima scemenza utilizzare non solo
Marche ma modelli differenti per avantreno e retrotreno, sia per la moto sia pr lo
scooter.
Ecco perché: la gomma anteriore ha gli intagli del battistrada orientati diversamente
dalla posteriore (controllate), il suo compito con la pioggia è di "aprire" il velo
d'acqua sull'asfalto in modo da poter "raggiungere" quest'ultimo con il battistrada. La
mescola genera grip chimico (mille sono le soluzioni pr ottenere la miglior aderenza)
con l'asfalto, permettendo agli intagli del battistrada di centrifugare dal centro
gomma, dove sono meno profondi, al bordo gomma la maggior quantità di acqua
possibile. In questo modo oltre a garantire l'importante aderenza dell'anteriore, la
gomma "asciuga" l'asfalto per preparare i fondo alla gomma posteriore che supporta
il peso della moto, dei bagagli, e anche la coppia motrice e le forze laterali in curva
che "spingono" verso l'esterno il pneumatico. Insomma, un treno di pneumatici è
studiato e sviluppato in coppia e non solo per la guida sul bagnato, ma manche per
rendere omogenea la discesa in piega sull'asciutto, e garantire la miglior frenata e
stabilità. Mischiare le carte montando due gomme differenti porta a risultati... non
prevedibili.
In questo periodo molti pensano al cambio gomme,soprattutto chi utilizza la moto
anche d'inverno ma chi dalla sella non scende mai neppure nella brutta stagione, son
gli scooteristi. Nelle prossime puntate affronteremo i preparativi per l'inverno: sia per
il letargo di chi metterà a dormire la moto, sia per chi si prepara ad affrontare il
gravoso utilizzo della stagione che se affrontata in sella, al massimo potrà essere
fredda ma non certo brutta!
Un lampeggio!