Sei sulla pagina 1di 10

IL POPOLO VENETO

Fondato nel 1921 n.04/2011


n.04/2011 www.ilpopoloveneto.it Direttore Emanuele Bellato

ED ORA SCIOPERO GENERALE!


Lo sciopero generale dei metalmeccanici di venerdì 28 gennaio, indetto dalla Fiom, è stato
un successo. Nei cortei non solo operai, ma anche studenti, precari, i comitati per l’acqua
pubblica e contro il nucleare. Nel vuoto di una politica assente la Fiom si è fatta interprete
del desiderio di cambiamento. Piazze, web, sindacato e società civile si sono uniti in una
inedita alleanza per testimoniare solidarietà con le tute blu di Mirafiori e Pomigliano d’Arco;
per difendere i diritti; per bloccare l’offensiva padronale del modello Marchionne e per
mandare finalmente a casa un governo nemico dei lavoratori. Adesso però bisogna dare
continuità alle lotte, per questo è necessario che la Cgil chiami alla mobilitazione generale
tutte le categorie del mondo del lavoro. Il Segretario Generale della Fiom Maurizio Landini
nel suo intervento, dal palco di Milano, ha invitato la Cgil a porsi alla testa del movimento:
“abbiamo bisogno di unificare le lotte, di mettere in campo lo sciopero generale di tutti i
lavoratori. E solo la Fiom e la Cgil lo possono fare. Sappiamo perfettamente che non è
facile da costruire, che non è sufficiente, ma lo dobbiamo fare. I lavoratori sono pronti a
battersi. Va bene partecipare, ma ci sono momenti in cui bisogna avere il coraggio di
osare, di agire, perché se non lo fai, di sicuro hai già perso. E noi, questa battaglia la
vogliamo e la possiamo vincere”. Grazie alla Fiom i lavoratori non cammineranno mai soli.
SPECIALE COMICITA’ IL POPOLO VENETO n.4/2011 Pag.2

“Radicci è la sintesi allegra di tutti i sentimenti di quel


popolo italiano migrante, che ha lavorato, ha sofferto, si
è integrato, ed oggi trasmette ai più giovani il suo
patrimonio di lingua, cultura e tradizioni… ma
raccontato sempre con grande ironia. Il fumettista italo-
brasiliano Carlos Iotti riesce a comunicare questo e
molto altro ancora. E lo fa nell’antico “Talian”, un mix di
lingua veneta, italiana e portoghese. Il libro si può
ordinare nelle migliori librerie. Ed. Team Progetti. 16 €
IL POPOLO VENETO n.4/2011 Pag.3

> Politica Nazionale


Da piazze e web “Berlusconi dimettiti”
Adesso è necessario mobilitarsi per informare, resistere e vincere
di Ivano Maddalena

Basta. Non se consapevole che occorre programma


ne può più. La serio e concreto.
misura è Ad oggi, il Pdl e Berlusconi, non hanno
colma. Il vaso ancora deciso se il 13 febbraio 2011
è pieno e scenderanno in piazza a Milano. Si
trabocca. vocifera che Berlusconi abbia paura della
Della serie la piazza vuota. Sarebbe un durissimo
pazienza ha colpo.
raggiunto la Berlusconi non si dimetterà, eppure ormai
soglia critica, glielo chiedono tutti, tranne i suoi fidi
oltre la quale il rischio è quello di far leccapiedi. Per ora Berlusconi si limita,
esplodere la piazza come accaduto e neanche tanto, a telefonare alle varie
accade in questi giorni in Tunisia, Algeria, trasmissioni, che logicamente non fanno
Egitto… Ci stanno mostrando come si altro che parlare del Rubygate, insultando
cacciano i dittatori. Purtroppo però scorre e straparlando. Mi chiedo come si faccia
pure il sangue. ancora a dare retta a un simile uomo.
Si scenda in piazza, non solo per le Basta Silvio, vai a casa. Dimissioni.
questioni giudiziarie ma per il clima che Dimissioni.
ormai è insopportabile, per dire che tali Tra i richiedenti mi hanno colpito le
personaggi non rappresentano l’Italia e gli migliaia di donne che nelle piazze italiane
italiani, non sono in grado di governarla. hanno manifestato e si mobiliteranno
Al voto, si rimetta al popolo la decisione. ancora al grido comune: Basta! Questa è
Non serve né il moralismo, né tantomeno la strada per cambiare le cose: mobilitarsi
il libertarismo… occorre però indignarsi. e non lasciare più la piazza a pochi
Io m’indigno. momenti eccezionali. Mobilitarsi e
E allora si scenda in piazza, ma sempre informare per resistere e vincere.
nel rispetto e nella non violenza. Tutti gli In molti paesi del mondo un politico si
italiani, che non si riconoscono in chi ci sarebbe già dimesso se fosse sottoposto
governa, che si vergognano di chi ci a un procedimento di tale portata da parte
governa, o meglio non governa in quanto dei giudici. Berlusconi pare voglia andare
più interessato agli affari personali del davanti al tribunali dei ministri, che
premier, scendano in piazza. In tanti guarda caso, per procedere ha bisogno
andranno ad apporre la propria firma ai dell’autorizzazione da parte del
gazebo del Pd, ne son certo. Molti si sono Parlamento. Comunque dalla Bocassini,
resi conto che così non si può andare caro Silvio, ci devi andare. Altrettanto
avanti. Un po’ rattrista che un 40% di certo è che, se la legge è uguale per tutti i
italiani siano indecisi da che parte cittadini, e lo è, e nessuno può essere al
schierarsi. Ma indecisi che dubbio avete? di fuori della legge, il sig. imputato
Una certezza: Berlusconi a casa. Una Berlusconi Silvio non può scegliersi lui il
speranza: un’opposizione unita e giudice davanti al quale presentarsi.
IL POPOLO VENETO n.4/2011 Pag.4

Se conflitto di competenza si è creato ad


hoc da parte degli avvocati difensori di L’ITALIA AFFONDA SOTTO GLI
Berlusconi e lo stesso, a decidere dove SCANDALI DI BERLUSCONI
sarà giudicato, se al Tribunale di Milano o ……………………………………………….
il Tribunale dei ministri, dovranno essere
gli organi preposti e le sedi appropriate I nuovi atti inviati dalla Procura di Milano
ad acclararlo. Vedremo. alla Giunta per le autorizzazioni della
La Procura della Repubblica presso il Camera, relativi all’indagine per
Tribunale di Milano sta comunque concussione e prostituzione minorile a
procedendo nei confronti di Berlusconi carico del Presidente del Consiglio Silvio
per due reati: Berlusconi, complicano ulteriormente la
posizione del premier. Nelle 227 pagine
a) Concussione aggravata, perché, emergono nuovi particolari sui festini di
abusando della sua qualità, faceva Arcore, le presunte orge, i pagamenti del
effettuare ed effettuava anche “benefattore”, il ritrovamento di droga in
personalmente nella notte tra il 27 e il 28 un box del residence di Milano 2, dove
maggio 2010 più telefonate alla Questura alloggiavano le sue giovani amiche, e
di Milano per indurre i funzionari a cosa ancor più grave spunta fuori il
consegnare la minore Ruby, fermata con nome di un’altra minorenne ospite delle
l’accusa di furto, anziché ad una serate hard, oltre alla già nota Ruby. Con
comunità protetta, a persona di sua il suo deprecabile stile di vita, Berlusconi
fiducia, il tutto per occultare i rapporti sta danneggiando seriamente l’immagine
sessuali intrattenuti con la stessa (reato del nostro Paese all’estero.
previsto dagli articoli 317-61 n° 2 del Basti pensare che l’ultimo a scendere in
codice penale). campo per una improbabile e grottesca
difesa del premier è l’attore porno Rocco
b) Prostituzione minorile, perché, da Siffedri con una intervista rilasciata al
febbraio a maggio 2010 compiva atti periodico britannico “The Observer” sul
sessuali con persona minore di età, in caso Ruby. L’assenza di valori etici si
cambio di denaro (reato previsto dagli completa con il dispregio per le
articoli 81-600 bis del codice penale). istituzioni. In una intercettazione
telefonica dell’otto gennaio l’ex igienista
Vi pare poco? Dovrebbe dimettersi. dentale, attualmente consigliere
Durante il programma “In Onda”, su La7, i regionale Pdl della Lombardia Nicole
conduttori Costamagna e Telese, hanno Minetti si sfoga con Barbara Faggioli: «A
presentato il telefono rosso invitando il lui fa comodo mettere te e me in
Premier ad intervenire se lo avesse Parlamento perché dice “bene me le
voluto. sono levate dai coglioni... e lo stipendio
Come sarebbe auspicabile una tal lo paga lo Stato”». E io pago… direbbe
telefonata: “Buonasera, sono Silvio Totò. Questo teatrino della politica sta
Berlusconi, mi dimetto per il bene diventando troppo costoso per gli italiani.
dell’Italia. Nel 150° della sua unità faccio E’ ora di calare il sipario sul regime tragi-
un regalo: me ne vado”. Utopia! Basta! comico del “bunga bunga”.
Basta, a casa. ……………………………………………….
Ivano Maddalena
IL POPOLO VENETO n.4/2011 Pag.5

> RubyGate
Imbarazzi e silenzi sul “Caso Ruby”
La politica si interessa solo dei problemi di Silvio Berlusconi
di Ivano Maddalena

Quando il silenzio è rotto e l’eco di ciò produrre altro che miseria, disperazione,
che accade nel segreto di una villa trova vittime civili e militari e non la tanto
una via per venire a galla, ciò che proclamata pace. Tornare a casa non
emerge, se è riprovevole come può sarebbe una sconfitta, ma una presa
essere quanto accaduto - si parla di reati d’atto che andarsene dall’Afghanistan,
- dovrebbe ingenerare vergogna o sarebbe abbandonare il campo di una
perlomeno imbarazzo e decisioni sagge guerra illegittima e ormai
in chi vi è implicato. Invece assistiamo a irrimediabilmente persa. Se persino
strenue difese e ad arrampicate sugli Berlusconi lo ha capito che bisogna
specchi come quella di Emilio Fede nel rientrare dall’Afghanistan e lo dice quasi
programma di Lucia Annunziata. Oppure in silenzio e non senza imbarazzo vuol
assistiamo a un inspiegabile silenzio o a dire che tornare a casa è prioritario.
una impensabile negazione. Tutto L’America di Obama in politica estera
inventato, tutto macchinato per infangare. resta legata mani e piedi ai tempi del
Tutto colpa dei giornali di sinistra. criminale Bush.
Uno si riempie la casa di prostitute, tra cui La seconda. Che Berlusconi si dimetta e
una minorenne, e non è successo nulla. vada davanti ai giudici, si faccia
Uno è indagato per concussione e viene interrogare e poi vada a casa a divertirsi,
fatto passare per benefattore. Qualcosa prima che anche per lui si aprano altre
non và. porte.
Infatti non se ne può più di assistere a Perfino l’alleato più affidabile medita di
una politica e a un governo che pensa abbandonarlo. Il card. Bertone, il
solo ai problemi del Premier. E’tempo di Segretario di stato vaticano, ha dovuto
gridare ancora più forte, senza se e dissociarsi senza mai fare il nome di
senza ma, che i problemi dei cittadini Berlusconi.
stanno diventando macigni e occorre Con evidente imbarazzo il Vaticano, che
porvi rimedio attraverso parole sagge e ha sempre protetto, giustificato e
azioni concrete. benedetto Berlusconi e il suo governo,
Ci son due cose che sarebbe bello si ora davanti all’evidenza ha dovuto
verificassero a breve. prendere un po' di distanza. Per anni
La prima. Si ponga fine all’inutile strage di hanno coperto tutto per avere privilegi.
soldati italiani. La morte dell’alpino Luca Era puro opportunismo. Tornaconto. Ora
Sanna non ha certo avuto tanto spazio Berlusconi rischia di essere
come quella di Matteo Miotti, perché la controproducente e non serve più e allora
gente era tutta catapultata a seguire la lo si può “scaricare”.
telenovela di Arcore. Solo “una politica Non lo si dice apertamente. Sembra
degli imbecilli e degli arroganti” (E. Mieux) quasi che Silvio Berlusconi debba essere
permette di proseguire una guerra tenuto ancora “in pectore”.
illegittima ed invincibile.
La stoltezza della politica alleata sembra
IL POPOLO VENETO n.4/2011 Pag.6

I vescovi girano alla larga, accennano ai se proprio non vuole presentarsi al


politici, fanno discorsi sulla moralità, ma il Regina Coeli, almeno vada dai magistrati
nome e cognome di Silvio Berlusconi per il processo come ricordato sopra
rimane impronunciabile. Nell’attesa, purtroppo la presidente di
Vedrete che qualcuno tenterà ancora un Confindustria Marcegaglia ci dice che
timido salvataggio. La chiamano la l’industria in Italia è ferma. Non si cresce,
prudenza dei vescovi, la diplomazia del non si investe, non si pensa al lavoro e ai
Vaticano: forse si potrebbe lavoratori e di conseguenza alla famiglia.
semplicemente dire che si tratta di calcoli Occorre fare di più, da sei mesi a questa
e di ipocrisie. parte l’azione del governo non è
Nel frattempo a finire in carcere dopo la sufficiente forse perché impegnato a far
sentenza attesa in preghiera è Totò quadrato attorno ai problemi del Premier.
Cuffaro. L’Italia ha ben altro a cui pensare tra
Non è cosa da poco: Totò Cuffaro è in disoccupazione e precariato. Nei cantieri
prigione. Un pezzo da novanta entra in e nei luoghi di lavoro continuano a morire
carcere in questa Italia di “delinquenti di i lavoratori e le lavoratrici, la sanità fa
classe” impuniti e di poveretti puniti, acqua da tutte le parti e la ricerca è
imprigionati e qualche volte lasciati o fatti ferma. La scuola annaspa.
morire in carcere. Quando si tornerà mettere al centro i
Ci toccherà subito venire a conoscenza di problemi seri dell’Italia e del mondo?
un improvviso malore per cui Cuffaro
otterrà gli arresti domiciliari? Vedremo. Ivano Maddalena
Berlusconi dovrebbe capire la lezione e,

IL “CASO BATTISTI” VISTO DAL VIGNETTISTA C.H. IOTTI


IL POPOLO VENETO n.4/2011 Pag.7

In Veneto ritorna l’indice dei libri proibiti


Lettera Aperta di SEL ai Rettori delle Università del Veneto, ai
responsabili delle istituzioni culturali e ai cittadini amanti della libertà
di Dino Facchini

La cosa è tanto più grave perché per una


ritorsione politica si mette in discussione
l’autonomia delle nostre istituzioni
culturali e, soprattutto, della scuola. Fa
parte della responsabilità dei docenti
guidare e indirizzare i giovani alla lettura,
sviluppare amore per il “libro” in libertà e
senso critico. Certo si possono
considerare questi avvenimenti come
dettati dalla voglia di pubblicità, tentativo
di richiamare l’attenzione dei media, una
meschina, ma pericolosa, trovata. Anche
se così fosse non pare possibile restare
indifferenti. Non si può “voltare la faccia
per non vedere”. Atteggiamenti di
Egregi Signori, indifferenza sono stati e possono ancora
ci chiediamo: quando vedremo tanti Guy essere portatori di grandi tragedie.
Montag, protagonista del romanzo Per fortuna molte reazioni negative si
Fahrenheit 451 in giro nel nostro civile sono manifestate contro questa indebita
Veneto alla ricerca di “libri proibiti” da ingerenza e pericolosa deriva culturale e
bruciare? È questa l’immagine che a noi civile. Sono stati soprattutto i presidi e i
è venuta in mente nel leggere le professori a reagire. Questo fa sperare
dichiarazioni di due assessori, uno bene per il nostro futuro, ma non basta.
provinciale e uno regionale, che Crediamo che una reazione più sostenuta
consigliavano (ordinavano?) di togliere i e attiva deve esprimersi da parte di tutte
libri di alcuni autori dalle biblioteche le istituzioni culturali e prima tra tutte da
scolastiche e pubbliche. Non è possibile, parte delle Università venete, dense di
neanche, essere interessati alle storia, di cultura e di impegno civile.
motivazioni che stanno alla base di Per quanto ci riguarda noi faremo la
questa proposta, da parte di due persone nostra parte, ma vorremmo chiarire che
di “governo”, che dovrebbero essere non si tratta di un contenzioso tra partiti,
edotti dal contenuto della nostra ma di una questione politica nel
Costituzione. Tali motivazioni non hanno significato alto del termine, di una
nessun valore, è rilevante che è stato questione, cioè, di civiltà della polis. Ci
messo in discussione la libertà della auguriamo che, in forma autonoma,
cultura, e anche del lettore, e possa essere forte, ampia e articolata, la
l’espressione del proprio pensiero. Forse i reazione delle istituzioni culturali, degli
due, sebbene cattolici dichiarati, non uomini di cultura e dei cittadini amanti
sanno che anche la Chiesa ha abolito, nel della libertà
1966, l’Indice dei libri proibiti.
IL POPOLO VENETO n.4/2011 Pag.8

> Politica Veneto


Il PD in piazza contro i tagli di bassa lega
Sabato 5 febbraio a Padova in piazzetta Pedrocchi alle 14.30
pesantissimi tagli imposti dal bilancio
regionale non sono provocati solo dalla
manovra del governo e da un patto di
stabilità iniquo che penalizza le
amministrazioni locali più virtuose”. “Ci
sono infatti gravi responsabilità della
classe dirigente regionale: basti guardare
al deficit che la metà delle società
partecipate ha accumulato in questi anni,
come ha dichiarato la Corte dei conti”.
“Quella del 5 - ha aggiunto Piero
Padova - “In piazza contro i tagli di bassa Ruzzante - è e deve essere considerata
lega. Perché mentre la politica sembra una piazza aperta. Sarà la prima
ridotta tutta a una questione di tette e culi, manifestazione di questa portata in
governo e regione decidono con scelte Veneto da quando è nato il PD.
sbagliate il presente e il futuro dei cittadini Rivolgiamo il nostro appello alle forze
e del territorio”. Lo ha dichiarato sociali, alle categorie economiche e al
Rosanna Filippin, segretario regionale mondo del volontariato che abbiamo
del Pd, alla conferenza stampa svoltasi ascoltato in queste settimane di audizioni
venerdì a Padova per illustrare i contenuti sul bilancio regionale. Quella del 5
della manifestazione promossa per il febbraio deve diventare una piazza
prossimo 5 febbraio a Padova (in aperta a chi vuole un bilancio diverso.
piazzetta Pedrocchi alle 14.30). “Il Solo unendo le forze possiamo cambiare
governo di Bossi e Berlusconi - spiega la rotta a questa manovra che scarica ogni
Filippin - ha tolto 358 milioni di euro al peso sulle fasce sociali più deboli e sugli
Veneto. E Zaia scarica questi tagli sui enti locali”.
Comuni. Altro che federalismo, il Veneto “Siamo di fronte - spiega il consigliere
paga due volte. Il 5 febbraio inizia un Claudio Sinigaglia - al rovesciamento di
percorso. Che proseguirà per tutto il quanto promesso da Zaia: altro che viva il
mese di febbraio, unitamente alla raccolta Veneto, siamo di fronte al Veneto tradito,
di firme per chiedere le dimissioni di grazie ad una Finanziaria con effetti
Berlusconi. È nell’interesse del paese che devastanti sul sociale e non solo, anche
il Cavaliere si dedichi del tutto alla sua sul turismo. Questa giunta è riuscita a
vita privata”. “Mentre Berlusconi chiamerà dipingere una ricchezza del Veneto come
a raccolta le sue truppe, il 13 febbraio, noi è l’associazionismo come uno spreco”.
- ha aggiunto Laura Puppato - vogliamo “Se non vengono approvati gli
informare i veneti su quello che sta emendamenti del Pd - ha aggiunto il
succedendo al futuro dei loro diritti e dei Senatore Marco Stradiotto - anziché dire
servizi essenziali. Vogliamo denunciare il “padroni a casa nostra” si potrà dire
modo in cui Zaia ha subito in silenzio i “commissariati a casa nostra”. (c.s.)
tagli del Governo nazionale. I
IL POPOLO VENETO n.4/2011 Pag.9

> Osservatorio Sicurezza Lavoro


Rapporto: Un anno di “morti bianche”
Sono 526 le vittime nei luoghi di lavoro nel 2010. Nel Veneto 55

oltre dieci alla settimana. E l’epigrafe del


2010 arriva così a contare 526 vittime del
lavoro da Nord a Sud del Paese. A
rivelarlo è l’ultima indagine condotta dagli
esperti dell’Osservatorio Sicurezza sul
Lavoro di Vega Engineering. La società
mestrina, da oltre un decennio in prima
linea sul fronte della formazione dei
lavoratori, chiude così il tragico bilancio
annuale.
La Lombardia continua a mantenere il
triste primato (74 decessi), seguita dal
Veneto (55) e dalla Campania (44).
Altrettanto vicine ai primi posti si trovano
Un dramma da nord a sud del paese. anche: Puglia (43), Lazio (38) e Sicilia
Sono ben 526 le vittime nei luoghi di (35). Ma se in termini assoluti il record
lavoro nel 2010 (escluse quelle in itinere spetta alla Lombardia, quando gli esperti
e quelle dovute alla circolazione di Vega Engineering rapportano le morti
stradale). Il maggior numero di decessi in bianche alla popolazione lavorativa, allora
Lombardia, Veneto e Campania. Bolzano è il Trentino Alto Adige a ‘vincere’ con un
e Roma spartiscono la maglia nera a indice di incidenza pari a 62,2 contro una
livello provinciale. Vibo Valentia, invece, media nazionale di 27,1. Ed è seguito
guida la classifica provinciale per dall’Abruzzo (38,4) e dalla Calabria
incidenza di decessi sulla popolazione (37,5). In Piemonte il risultato
lavorativa e il Trentino Alto Adige quella maggiormente virtuoso dove si arriva a
regionale. Il Venerdì il giorno più nefasto 16,1.
per i lavoratori. Luglio e ottobre i mesi in La provincia più colpita continua ad
cui sono state registrate più vittime. essere Bolzano con 20 decessi. Ma
L’agricoltura e l’edilizia nuovamente in questa volta, proprio nel bilancio di fine
primo piano quando si parla di lavoro anno, spartisce la maglia nera con la
killer. Maggio il mese peggiore per il capitale. Roma infatti piange altrettante
lavoro nei campi e ottobre per i cantieri. vittime del lavoro. Al secondo posto c’è
Gli stranieri sono l’11,3 per cento delle Brescia (17 morti), al terzo Napoli (16), al
vittime. A morire è chi ha più esperienza. quarto Milano (15), al quinto Foggia (14).
17 le donne decedute sul lavoro in un Non troppo distanti alla rosa nera delle
anno (tre nel mese di dicembre). morti bianche si trovano: Vicenza (12
vittime), Padova e Bari (11), Chieti e
Inarrestabile il bollettino delle morti Treviso (10).
bianche anche nel mese di dicembre.
Nonostante le festività natalizie infatti la
media dei decessi è sempre la stessa: (continua>)
IL POPOLO VENETO n.4/2011 Pag.10

Tornando alle delle attività artigianali insieme a


incidenze produzione, distribuzione e manutenzione
rispetto alla energia elettrica, acqua e gas (5,3 per
popolazione cento). La caduta dall’alto - picco più
lavorativa è, elevato di vittime ad ottobre 20 persone
invece, ancora decedute - e il ribaltamento di un veicolo
Vibo Valentia a o di un mezzo in movimento - apice in
condurre le fila maggio con 15 vittime - sono invece le
con un indice pari a cause principali di morte (rispettivamente
84,5; mentre ben ancorato al podio nel 27,8 per cento e nel 18,8 per cento
rimane il Nordest con Bolzano (84,3) e dei casi). Altrettanto drammatica la
Belluno (78,9). Quarta è Benevento percentuale di coloro che muoiono
(78,7) e quinta Matera (76,7). Indicatori schiacciati per la caduta di oggetti pesanti
decisamente più virtuosi in tal senso (11,2 per cento). Si continua a morire
vengono rilevati nelle grandi province: inoltre per: investimento di un mezzo (8
Roma (11,8), Napoli (20), Milano (8,5), per cento dei casi), contatto con organi
Palermo (25,2), Genova (16,5), Firenze lavoratori in movimento (5,5 per cento),
(11,6), Venezia (11,3); a Torino, intanto, contatto con oggetti/mezzi in movimento
si rileva addirittura un indice di incidenza (4,2 per cento) e contatto elettrico diretto
pari a 3,2. Per macroaree geografiche, (4 per cento). La fascia d’età
poi, è il Sud a ‘trionfare’ rapportando le maggiormente coinvolta nel dramma è
morti bianche alla popolazione lavorativa quella compresa tra i 40 e i 59 anni, in cui
con un indice pari a 31,2 contro il 30,1 del si concentra quasi la metà di tutte le morti
Nordest, il 25,8 delle Isole, il 19,7 del bianche del Paese: il 45,4 per cento per
Centro. Il miglior risultato giunge dal la precisione. Anche quella degli
Nordovest del Paese (17,6). Osservando ultrasessantenni, comunque, arriva ad
l’andamento degli incidenti nel corso della una media di tre vittime su dieci.
settimana, spicca il venerdì come giorno Gli stranieri rappresentano l’11, 3 per
più nero per i lavoratori. Si contano infatti cento dei decessi (59). Le vittime rumene
100 vittime. Seguono: mercoledì (93) e (40,4 per cento) e quelle albanesi (25,5
martedì (90). Sul fronte dei settori, per cento) sono le più numerose tra
invece, l’agricoltura, sebbene abbia fatto quelle che non hanno nazionalità italiana.
rilevare una piccola contrazione nel mese Mentre le donne che nel nostro Paese
di dicembre sul fronte delle morti bianche hanno perso la vita al lavoro sono 17 (tre
rispetto all’edilizia, continua a detenere il croci rosa sul lavoro nel solo mese di
primato dei decessi con il 34,6 per cento dicembre).
delle vittime. Ed è maggio il mese in cui è
stato registrato il maggior numero di morti
bianche (28). Mentre nel settore delle IL POPOLO VENETO
Fondato nel 1921 Anno 90 n. 04 / 2011
costruzioni che supera il 28 per cento dei
www.ilpopoloveneto.blogspot.com
decessi è il mese di ottobre quello più e-mail: ilpopoloveneto@gmail.com
nefasto (20 morti). A distanza, nella Direttore Responsabile: Emanuele Bellato
classifica delle morti bianche per settore, Reg. Tribunale di Rovigo Numero 16/04 R.A.A.
si trovano i valori di trasporti, Cron.2287/04 del 21/10/2004. Reg. stampa N.
magazzinaggi e comunicazioni (7 per 11/04. Stampa in proprio (30/01/2011)
cento), così come quelli del commercio e