Sei sulla pagina 1di 16

RESISTENZA PIASTRE MONTANTI

GURARDRAIL
A questo proposito verrà considerata come forza orizzontale, la resistenza a taglio e trazione di 4
piastre metalliche che fissano i montanti della barriera alla struttura. Questo ipotizzando che la forza
trasmessa da un veicolo che vada ad impattare sulla barriera in corrispondenza di un montante, si
ripartisca fino ai due montanti adiacenti con una forza pari a quella ripresa dal montante sul quale il
veicolo ha urtato. Quest’ipotesi è stata fatta a favore di sicurezza in riferimento al D.M. 4/5/90 –
3.11 che dice:
“I sicurvia e gli elementi strutturali a cui sono collegati devono essere dimensionati per una forza
orizzontale trasversale non inferiore a 4500 Kg applicata a m 0,60 dal piano viario; ai montanti
inoltre deve essere applicata simultaneamente una forza orizzontale longitudinale non inferiore a
3000 Kg che, nel caso di sicurvia continuo, potrà essere ripartita su non più di 4 montanti.”

L’unione alla base dei montanti è costituita da piastre in acciaio S275 JR di spessore 10 mm,
bullonate con 2 bulloni M20 Cl 8.8. La barriera è ancorata alla struttura con un passo di 2000 mm.
Il disegno della piastra di base viene riportato di seguito:

La resistenza a taglio e trazione dell’unione bullonata viene determinata attraverso la seguente


formula di interazione:
F V ,Ed Ft , Ed
+ ≤1
F V ,Rd 1.4∗FT , Rd
Dove:
F V , Rd è la resistenza di progetto dell’unione a taglio;
F T , Rd è la resistenza di progetto dell’unione a trazione.
Viene determinata la resistenza di progetto dell’unione a taglio riferita al singolo bullone. Questa
sarà data dal minimo tra la resistenza di progetto a rifollamento della piastra e la resistenza di
progetto a taglio del bullone. Ovvero:
F V , Rd=min ⁡( F v ,Rd ; F b , Rd )
La resistenza di progetto a taglio dei bulloni F v , Rd può essere assunta pari a:
0.6∗A res∗f tbk
F v , Rd=
γM2
Dove:
Ares =245 m m 2 è l’area resistente delle vite;
f tbk=800 N / mm2 è la resistenza a rottura del materiale del bullone;
γ M2 =1.25 è il coefficiente parziale di resistenza nei riguardi della frattura, delle sezioni tese
(indebolite dai fori).
Da cui:
0.6∗245∗800
F v , Rd= N=94.08 kN
1.25

Mentre la resistenza di progetto a rifollamento F b , Rd del piatto dell’unione, bullonata o chiodata,


può essere assunta pari a:
k∗α∗f tk∗d∗t
F b , Rd=
γM2
Dove:
d è il diametro nominale del gambo del bullone;
t è lo spessore della piastra collegata;
f tk =430 N /m m2 è la resistenza caratteristica a rottura del materiale della piastra collegata;
2.8∗e 2
k =min ( d0 )
−1.7 ; 2.5 per bulloni di bordo, in questo caso:

k =min ( 2.8∗39
20
−1.7 ; 2.5 )=min ( 3.76 ; 2.5 )=2.5

e1 f tbk
α =min ( ;
3∗d 0 f tk )
; 1 per bulloni di bordo, in questo caso;

75 800
α =min ( 3∗20 ;
430 )
; 1 =min ( 1.25; 1.86 ; 1 )=1

Da cui:
2.5∗430∗20∗10
F b , Rd= N =172 kN
1.25
Risulta quindi che la resistenza
F V , Rd=min ( F v , Rd ; F b , Rd ) =min ( 94.08 kN ; 172 kN ) =94.08 kN
La resistenza di progetto a taglio dell’unione sarà pari al doppio di F V , Rd, essendo che la piastra
presenta due bulloni.
F V , Rd ,tot =2∗F V , Rd=188.16 kN

Viene determinata la resistenza di progetto dell’unione a trazione riferita al singolo bullone. Questa
sarà data dal minimo tra la resistenza di progetto a trazione del bullone e la resistenza di progetto a
punzonamento della piastra. Ovvero:
F T , Rd=min ⁡(F t , Rd ; B p ,Rd )
La resistenza di progetto a trazione F t , Rd del singolo bullone può essere assunta pari a:
0.9∗A res∗f tbk
F t , Rd=
γM2
Per cui:
0.9∗245∗800
F t , Rd = N=141.12 kN
1.25
Mentre la resistenza di progetto a punzonamento B p , Rd della piastra collegata può essere assunta
pari a:
0.6∗π∗d m∗t∗f tk
B p , Rd=
γ M2
Dove:
d m è il minimo tra il diametro del dado e il diametro medio della testa del bullone. In questo caso:
d m =30 mm
Da cui:
0.6∗π∗30∗10∗420
B p , Rd= N =190 kN
1.25
Risulta quindi che la resistenza
F T , Rd=min ( F t ,Rd ; B p , Rd ) =min (141.12 kN ; 190 kN )=141.12 kN
La resistenza di progetto a taglio dell’unione sarà pari al doppio di F T , Rd, essendo che la piastra
presenta due bulloni.
F T , Rd ,tot =2∗F T , Rd =282.24 kN

Ai fini della determinazione della forza sollecitante di trazione sui bulloni, si considerando i
montanti della barriera come rigidi, per cui:
F v , Ed∗h
F t , Ed=
z
Dove:
z=235 mm è la distanza del centro dei bulloni dal bordo posteriore della piastra.
Si procede inserendo in Excel la formula di interazione tra taglio e trazione per individuare
attraverso il modulo “Risolutore” il valore della forza che porta a collasso l’elemento, ricordando di
quintuplicare le resistenze sopra calcolate per come è stata ipotizzata la distribuzione delle forze tra
i montanti della barriera.
Si ottiene che la forza totale che dovrebbe impattare la barriera per portarla a collasso con l’ipotesi
effettuata, risulta pari a:
F Rd =406.02 kN
Distribuita su 5 montanti.

SBALZI
Essendo che l’impalcato presenta gli sbalzi laterali, risulta necessario che il getto della soletta
avvenga in due fasi, dapprima gettando le campate (zona tra le travi del ponte) e una parte dello
sbalzo in modo da realizzare un incastro per le lastre esterne; in un secondo tempo, quando la
resistenza risulta sufficiente (almeno Rck 250 Kg/c m 2) viene gettata la restante parte dello sbalzo,
previo posizionamento della veletta laterale.

COPRIFERRO
Infatti, in riferimento alla UNI EN 1992-1-1:2004 al paragrafo 4.4.1.2, lo spessore minimo di
ricoprimento delle barre di armatura deve essere preso pari a:
c min =max { cmin ,b ; c min ,dur + Δ c dur ,γ −Δ c dur, st −Δc dur , add ; 10 mm }
Dove:
c min ,b is the minimum cover due to bond requirement, see 4.4.1.2 (3);
c min ,dur is the minimum cover due to environmental conditions, see 4.4.1.2 (5);
Δ c dur, γ is the additive safety element, see 4.4.1.2 (6);
Δ c dur, st is the reduction of minimum cover for use of stainless steel, see 4.4.1.2 (7);
Δ c dur, add is the reduction of minimum cover for use of additional protection, see 4.4.1.2 (8).
c min ,b per barre separate è pari al diametro della barra, in questo caso c min ,b =12mm.
c min ,dur viene ricavato dalla seguente tabella:

c min ,dur =55 mm per la classe di esposizione della soletta (XD3) ed una classe strutturale pari a S6,
che rappresenta le strutture con vita di riferimento pari a 100 anni.
Si è scelto di utilizzare il traliccio BAUSTRADA HD standard 12/16/10 h=20.5 cm, le cui
caratteristiche geometriche vengono riportate di seguito:

TOP L (m) Øi (mm) Øs (mm) ds ht (mm) b (mm)


(mm)
12/16/10 h=20.5 max 12 12 16 10 205 120
cm

Il numero di tralicci da utilizzare verrà calcolato in fase di verifica.


Per la parte in calcestruzzo delle lastre invece si adotterà uno spessore pari a 5 cm.
Per il dimensionamento delle lastre, sarà da prima necessario verificare la soletta in fase di getto,
con la sola resistenza data da queste ultime e successivamente verificare la soletta, considerata
come interamente reagente, in fase di esercizio.
In prima analisi la soletta viene predimensionata per avere uno spessore totale di 30 cm a fine getto.

6.1 Verifica in fase di getto


Gli schemi statici adottati per le lastre vengono rappresentati di seguito:
Lastra 1:
Lastra 2:

I carichi agenti sulla lastra in fase di getto, per una profondità pari a 1.2 m, sono:
 Il peso proprio delle lastre predalles (cls + traliccio):
kN
G 1 ,lastra =25 ∗0.05 m∗1.2m=1.5 kN /m
m3
G 1 ,traliccio =0.057 kN /m
 Il peso della soletta gettata in opera:
kN
G 2 , soletta =25 ∗( 0.3−0.05 ) m∗1.2m=7.5 kN /m
m3
 Il sovraccarico dovuto alla manodopera ed alle attrezzature necessarie alla realizzazione del
getto:
Qk 1=1.2 kN /m

 Il sovraccarico dovuto al vento, considerando un coefficiente di pressione esterna pari a


C pe=−1.4 pari a quello fornito dalla CNT DT 207 – Cap.4.5.1 sulla parete maggiormente
sollecitata di un blocco rigido investito dal vento in direzione trasversale alla parete stessa:
kN
Q k 1=0.96 ∗1.2m=1.15 kN /m
m2

 Il sovraccarico dovuto alla neve:


kN
Q k 1=1.2 2 ∗1.2 m=1.44 kN /m
m

La verifica verrà effettuata con i carichi derivanti dalla combinazione fondamentale agli SLU.
q SLU =γ G G 1 +γ G G 2+ γ Q Q k 1 +γ Q ψ 02, neve Q k 2
1 2 1 2

Nella quale i coefficienti di combinazione utilizzati sono:


ψ 0 , vento=0.8
ψ 0 ,neve =0.8
Il coefficiente di combinazione per il carico dovuto alla manodopera viene considerato unitario.
Non viene considerata la possibile compresenza di neve e manodopera in quanto tali condizioni
atmosferiche non permetterebbero di eseguire il getto della soletta.
Neve principale + vento:
kN
q SLU =1.35∗( 1.5+0.057 )+ 1.5∗[ 7.5+1.44+ 0.8∗1.15 ] =16.89 kN /m
m
Vento principale + manodopera:
kN
q SLU =1.35∗( 1.5+0.057 )+ 1.5∗[ 7.5+1.15+1∗1.20 ] =16.87 kN /m
m
Il carico di progetto verrà assunto uniformemente distribuito e pari a:
q SLU , d=16.89 kN / m

A momento positivo, la capacità di riprendere lo sforzo di trazione da parte dei correnti inferiori dei
tralicci è garantita dalla resistenza a compressione dei correnti superiori e dalla resistenza a taglio
delle staffe del traliccio, secondo questo schema:

Nel quale:
M Ed
F t , Ed =F c , Ed =
z
Con:
F t , Ed è lo sforzo di trazione nei correnti inferiori;
F c, Ed è lo sforzo di compressione nei correnti superiori;
z=19 cm è il braccio della coppia interna
La forza di compressione agente nelle staffe del traliccio viene invece calcolata come:
V Ed
N Ed=
cos β∗sin α
A momento negativo invece , la capacità di riprendere lo sforzo di trazione da parte dei correnti
superiori dei tralicci è garantita dalla resistenza a compressione dei correnti inferiori e sempre dalla
resistenza a taglio delle staffe del traliccio. In questo caso i correnti inferiori non corrono il rischio
di instabilizzarsi poiché ricoperti dal calcestruzzo.
Di seguito vengono riportate le sollecitazioni massime agenti nel traliccio nei due schemi di calcolo
determinate per semplicità di rappresentazione attraverso il software SAP2000:

Traliccio 1 - Diagramma del momento

Traliccio 1 - Diagramma del taglio

Traliccio 2 - Diagramma del momento

Traliccio 2 - Diagramma del taglio

Le sollecitazioni massime nelle due lastre risultano:



M+Ed (kNm) M-Ed (kNm) VEd (kN)
lastra
Lastra 1 16.63 -9.5 31.67
Lastra 2 12.8 -18.59 31.67

Andiamo quindi a calcolare le forze agenti sulle barre del traliccio:


n° M+ M-
z (m) α (°) β (°) VEd (kN)
lastra Ft,Ed (kN) Fc,Ed (kN) Ft,Ed (kN) Fc,Ed (kN)
Lastra 1 0.19 71 9 87.53 87.53 50.00 50.00 33.91
Lastra 2 0.19 71 9 67.37 67.37 97.84 97.84 33.91

Adiamo quindi a determinare attraverso la verifica degli elementi del traliccio, il numero di tralicci
necessari a riprendere tali sforzi.

6.1.1 Verifica dei tralicci a momento positivo


6.1.1.1 Verifica ad instabilità del corrente superiore
La verifica verrà eseguita in accordo al punto 4.2.4.1.3.4 – NTC 2018.
La verifica di stabilità di un’asta si effettua nell’ipotesi che la sezione trasversale sia uniformemente
compressa. Deve valere:
N sd
≤1
N b , Rd
Con:
χ∗A∗f yk
N b , Rd =
γM1
Dove:
1
χ= ≤ 1.0
Φ + √Φ 2 + λ́2

Φ=0.5∗( 1+α∗( λ́−0.2 ) + λ́2 )

A∗f yk
λ́=
√ N Ecr

E π 2∗E∗J
N =
cr
l 20

π∗d 4
J=
64

d=16 mm è il diametro del tondino superiore del traliccio;


γ M1 =1.15 è il coefficiente parziale di sicurezza per la resistenza delle membrature all’instabilità che
dovrebbe valere 1.05, ma lo assumiamo pari a 1.15 poiché l’acciaio B450 presenta un coefficiente
parziale di sicurezza più alto rispetto all’acciaio da carpenteria metallica;
l 0 è la lunghezza di libera inflessione della barra, assunta pari 200 mm come la distanza tra le
saldature alle staffe del traliccio;
α è il coefficiente d’imperfezione desumibile dalla tabella 4.2.VIII – NTC 2018 e vale α =0.49 per
la curva di instabilità “c” relativa alle sezioni piene, per ogni classe di acciaio.
I valori calcolati vengono riportati nella tabella seguente:
Es fyk γM1 d L0 A J NcrE λ́ α ϕ χ Nb,Rd
N/mm2 N/mm2 - mm mm mm2 mm4 kN - - - - kN
21000 450 1.15 16 200 201 321 166.7 0.74 0.49 0.90 0.5 38.04
0 7

Essendo i carichi di compressione sul corrente superiore dei due tralicci pari a:
 F c, Ed ,lastra1=87.53 kN → Consideriamo almeno 3 tralicci sulla lastra → N b , Rd=114.12kN
 F c, Ed ,lastra2 =67.37 kN → Consideriamo almeno 2 tralicci sulla lastra → N b , Rd=76.08 kN

6.1.1.2 Verifica a trazione dei correnti inferiori


La verifica verrà eseguita in accordo al punto 4.2.4.1.2.1 – NTC 2018.
L’azione assiale di progetto N Ed deve rispettare la seguente condizione:
N Ed
≤1
N t , Rd
Nella quale:
A∗f yk
N t ,Rd =N pl , Rd=
γM0
Con:
γ M0 =1.15;
A è l’area delle barre inferiori del traliccio (2Ø12).
Il calcolo viene riportato nella seguente tabella:
fyk γM0 d n°barre A Nt,Rd
N/mm2 - mm # mm2 kN
450 1.15 12 2 226 88.51

Essendo i carichi di trazione sui correnti inferiori dei due tralicci pari a:
 F t , Ed ,lastra 1=87.53 kN → Consideriamo almeno 1 traliccio sulla lastra;
 F t , Ed ,lastra 2=67.37 kN → Consideriamo almeno 1 traliccio sulla lastra.
Quindi risulta più gravosa la verifica ad instabilità del corrente superiore.

6.1.2 Verifica dei tralicci a momento negativo


6.1.2.1 Verifica ad instabilità dei correnti inferiori
Questa verifica viene omessa in quanto i correnti sono ricoperti di calcestruzzo, per cui le tensioni
di compressione vengono ripartite tra i due materiali e queste non rischiano di instabilizzare.

6.1.2.2 Verifica a trazione del corrente superiore


Analogamente a quanto fatto precedentemente, il calcolo viene riportato nella seguente tabella:
fyk γM0 d n°barre A Nt,Rd
N/mm2 - mm # mm2 kN
450 1.15 16 1 201 78.68
Essendo i carichi di trazione sui correnti superiori dei due tralicci pari a:
 F t , Ed ,lastra 1=50.00 kN → Consideriamo almeno 1 traliccio sulla lastra;
 F t , Ed ,lastra 2=97.84 kN → Consideriamo almeno 2 tralicci sulla lastra → N t , Rd=157.35 kN

6.1.3 Verifica a taglio dei tralicci


La verifica a taglio viene eseguita come una verifica ad’instabilità delle staffe del traliccio
compresse. Analogamente a quanto fatto precedentemente:
l 0 viene assunta pari 210 mm, come la distanza tra le saldature alle barre longitudinali del traliccio;
Il calcolo viene riportato nella seguente tabella:
Es fyk γM1 d n° staffe L0 A J NcrE λ α ϕ χ Nb,Rd
2 2 2 4
N/mm N/mm - mm # mm mm mm kN - - - - kN
21000 1.1 1.7 0.4 2.4
450 10 2 210 157 491 23.1 0.2 11.40
0 5 5 9 1

La soletta in c.a. inoltre, viene considerata come un elemento bidimensionale per cui, al fine di
determinare il modo in cui il carico si ripartisce direzione longitudinale, si assume un
comportamento a piastra. Si ritiene che sia possibile ripartire il carico longitudinalmente per una
larghezza
Si ipotizza quindi che il carico si distribuisca orizzontalmente con un’inclinazione pari a 45° a
partire dall’impronta di carico riferita al piano medio della soletta fino alle travi più vicine, secondo
questo schema:

Per quanto riguarda lo Schema di carico 1,verrà considerato come agente un unico asse del carico
tandem, pari a 300 kN riferito ad una profondità di 95 cm e considerato agente per una lunghezza di
95 cm, da un lato e dall’altro della corsia, in quanto i due assi non sono tanto ravvicinati da far sì
che ci sia una sovrapposizione degli effetti. Questo aspetto è stato verificato modellando la soletta
ad elementi shell, come una piastra di cls di 35 cm di spessore e caricandola col carico tandem
sopra definito.
Essendo che le corsie non possono essere posizionate esattamente tra le travi, come si può vedere
nella figura soprastante, a favore di sicurezza verrà trascurata la parte del carico dell’asse che
fornisce un valore favorevole all’azione considerata.

La sezione B non risulta verificata con questo metodo. Si decide dunque di verificarla col metodo
diretto, calcolando l’apertura delle fessure come:
w d =1,7∗ε sm∗∆ s ,m
Nella quale:
f ctm
σ s −k t (1+α e∗ρeff )
ρeff σ
ε sm= ≥ 0,6 s
Es Es
k 1∗k 2∗k 4∗∅
∆ s , m=k 3∗c +
ρeff
c è il ricoprimento dell’armatura;
k 1=0.8 per barre ad aderenza migliorata;
k 2=0.5 nel caso di flessione;
k 3=3.4 ;
k 4=0.425 ;
k t=0.4 per carichi di lunga durata;
As
ρeff = ;
b∗hc ,eff
Es
α e= =5.68;
E cm
h−x h
(
h c, eff =min ⁡ 2.5 ( h−d ) ; ; .
3 2 )
Il calcolo viene riportato nella seguente tabella:
Sezion MEd As d b x σs c hc,eff ρeff αe fctm εsm Δsm wd
e kNm mm 2
mm mm mm N/mm 2
mm mm - - N/mm 2
- mm mm
43.4 120
B 616 283 73.9 156.81 55 92.0 0.56% 5.68 3.80 4.57E-04 613.69 0.48
8 0

Si ottiene
w d =0.48 mm<w 1=0.2 mm
Per cui la sezione B non risulta verificata.
7.4.2.5 Verifica di instabilità dell’anima compressa per flessione
La verifica viene eseguita attraverso un metodo semplificato.
Si calcola la massima tensione sull’anima dovuta alla massima forza che le agisce nella piattabanda,
pari a:
F p=f yk∗bf ,s∗t f , s
Si assume a favore di sicurezza la forza generata nella piattabanda con area maggiore.
La forza verticale che comprime l’anima si ottiene moltiplicando F p per la rotazione della sezione φ
, ottenuta moltiplicando la curvatura al limite elastico per la coordinata longitudinale, parallela
all’asse della trave:
ε y 2∗f yk
φ= χ y ∗dz= =
h E∗hw
2
Per l’equilibrio vale che la tensione sull’anima è pari a:
F p∗φ 2∗f yk 2∗b f , s∗t f ,s
σ= =
dz∗t w dz∗E∗h w∗t w
Questa per dz unitario, deve risultare inferiore alla tensione critica Euleriana che instabilizza
l’anima, pari a:
2
π 2∗E t
E
σ =
cr 2
∗ w
12∗(1−ν ) hw ( )
Il calcolo viene riassunto nella seguente tabella:
fyk Es bf,i tf,i bf,i hw tw σEd σcrE σEd/σcrE
N/mm2 N/mm2 mm mm mm mm mm N/mm2 N/mm2 ≤1
420 210000 750 60 750 1250 25 2.42 75.92 0.03

La verifica risulta soddisfatta.

hw
Secondo la UNI ENV 1993-1-1:1992 al punto 5.6.1, le anime con inferiore a 69 ε per anime non
tw
irrigidite, non necessitano di essere verificate nei riguardi dell’instabilità a taglio.
hw
Si riporta di seguito il rapporto tra per la trave in esame:
tw
hw/tw ε 69*ε Verifica
Verificat
50 0.75 51.61
o

Secondo la Circolare NTC 2018, al punto C4.3.4.3.5, la sollecitazione di taglio agente lungo le
superfici critiche ( v Ed ) , viene determinato attraverso la segunete relazione:
Δ Fs
v Ed =
Δ x∗hf
Nella quale:
h f è lo spessore della piattabanda di calcestruzzo;
Δ x è la distanza tra la sezione di momento massimo (o minimo) e quella di momento nullo. Per una
trave semplicemente appoggiata, questo valore vale L/2.

L’area dell’armatura minima necessaria all’assorbimento della sollecitazione v Ed è data da:


A sf ∗f sk
≥ v Ed∗h f
γ s∗sf
Nella quale:
A sf è l’area della singola barra d’armatura disposta ad un interasse sf .
Per evitare la rottura del calcestruzzo compresso e necessario imporre che:
f ck

v Ed ≤
[
0.3∗ 1−
250 ]∗f ck

γc
Se le tensioni &Ed sono inferiori a 0,4∗f ctd , non e necessario disporre apposita armatura trasversale.
L’armatura minima disposta trasversalmente nella soletta è pari a:
 4 Ø 14 /1.2m inferiormente con interasse di 165 mm;
 ( 4 Ø 14+ 3 Ø 8 ) /1.2 m superiormente con interasse di 300 mm.
Il calcolo viene riportato nella seguente tabella: