Sei sulla pagina 1di 157

Copyright 2020 di Fitness Academy, tutti i diritti riservati.

L’uso di questo documento è soggetto ai seguenti termini e condizioni:


l’acquisto e l’utilizzo del documento comporta l’accettazione di tutti i
termini, condizioni e avvertenze, senza eccezione.
Non è consentito modificare, riutilizzare, copiare, distribuire, trasmettere,
pubblicare, concedere in licenza, creare opere derivate, cedere o vendere o
comunque utilizzare per qualsiasi fine commerciale le informazioni contenute
in questo libro, fatto salvo quanto previsto dalle presenti Condizioni Generali
o dalle leggi vigenti in materia.
La presente limitazione comporta, fra l’altro, il divieto di duplicare sul
proprio sito web le pagine di questo documento o comunque di creare delle
pagine che possano indurre in inganno l’utente.
Questo libro è orientato a fornire informazioni che l’autore ritiene accurate
sull’argomento trattato, ma è commercializzato con la consapevolezza che
l’autore non è un medico e che gli esercizi e le metodologie utilizzate
all’interno del libro non vanno a sostituire nessun tipo di terapia o a curare
disturbi.

Disclaimer
L’autore declina ogni responsabilità in caso di danno di qualsiasi natura o uso
scorretto di questo libro.
Tutti i marchi e i marchi all'interno di questo libro sono solo a scopo di
chiarimento e sono di proprietà dei proprietari stessi, non affiliati al presente
documento.
YOGA TERAPEUTICO
Le migliori Tecniche Mediche per Ridurre lo Stress,
Aumentare la Flessibilità e Ritrovare la Pace Interiore

BY FITNESS ACADEMY
Fitness Academy propone il Manuale Scientifico dello Yoga Terapeutico:
oltre 70 Posizioni Yoga e le migliori Tecniche Mediche per Ridurre lo Stress,
Migliorare il Sonno, Aumentare la Flessibilità e Ritrovare la Pace Interiore.

Fitness Academy descrive la scienza che c'è dietro la pratica dello Yoga
attraverso le illustrazioni a colori e combina la sua conoscenza medica
dell'anatomia con la comprensione dello Yoga, così da mostrare le strutture
anatomiche che sono le chiavi per la vostra pratica. Il libro riunisce arte,
scienza e spiritualità mentre espone le forze al lavoro attraverso il vostro
sistema muscolo-scheletrico durante la pratica Yoga. Le illustrazioni rivelano
il ruolo che gioca ogni vostro muscolo e organo interno nella pratica dello
Yoga. Con la comprensione di queste strutture potete imparare a superare i
blocchi, ottimizzare la vostra esperienza e prevenire infortuni, ridurre o
eliminare lo stress e ritrovare la calma e la pace interiore. questo libro è una
guida per chiunque desideri integrare completamente il corpo e la mente
durante la pratica dello Yoga."

COSA TROVERAI IN YOGA TERAPEUTICO

Yoga Terapeutico descrive sia le asana più conosciute che quelle più
specifiche, per fornire una comprensione approfondita delle strutture del
corpo e dei principi alla base del movimento umano. Il lettore viene messo
nella condizione di osservare attentamente come vengono usati i singoli
muscoli, gli organi richiamati in quella determinata posizione e come agire in
base alla specifica problematica fisica o blocco mentale.

Un capitolo dedicato alle varie attività, dalla respirazione alla posizioni


dei piedi, come piccole modifiche di una posizione possano aumentarne o
ridurne l'efficacia. Più che focalizzarsi su un determinato stile di yoga, gli
autori cercano di offrire un'ampia descrizione dei principi che sono alla base
di tutti i tipi di yoga. Sia che siate all'inizio del vostro percorso o che
pratichiate yoga ormai da anni.

Le 70 migliori posizioni yoga di tutti i tempi, con istruzioni chiare e


dettagliate.

Le 70 migliori posizioni associate ad ogni patologia, affezione, disturbo


fisico e/o causato da stress.

Yoga Nidra& Yoga Facciale: Le tecniche del rilassamento profondo per


chiarire l'inconscio, risvegliare la creatività e il potere del subconscio.

Chiunque può praticare yoga, non è mai tardi per cominciare un’attività
sana e benefica. Una routine yoga può far emergere tutta la meravigliosa
energia di guarigione che hai dentro di te. Lo yoga contrasta l’osteoporosi,
stimola una crescita muscolare, mantiene articolazioni e legamenti forti e
durevoli.

REALI BENEFICI

protegge il tuo cuore


rafforza la postura (Yoga per Principianti)
perdere peso (Yoga per Dimagrire)
aiuta la circolazione e allevia il dolore cronico
rafforza il sistema immunitario e ritarda i segni dell'invecchiamento
(Yoga Antiaging)
migliora la coordinazione e l'equilibrio
aumenta la tua energia….e molto altro!

Lo yoga può persino migliorare la tua vita sessuale! Vuoi migliorare il


tuo umore, sconfiggere la depressione, alleviare l'ansia, migliorare la
concentrazione, affinare la tua memoria o aumentare la tua autostima? In
questa guida c'è una posa yoga per ognuna di queste! Un infortunio ti
impedisce di svolgere determinate attività? Nessun problema. Con lo yoga, la
maggior parte di queste pose sono facilmente modificabili per adattarsi alle
limitazioni fisiche.

Imparerai anche come progettare la tua Routine Yoga personale in base


alle tue esigenze e al tuo stile di vita.

Scatena il potere rigenerante dello yoga nella tua vita.


Fai un respiro profondo… e si comincia.
Sommario
INTRODUZIONE
YOGA - COS'È?
Cosa si intende per yoga?
A cosa serve?
GLI OTTO PASSI DELLO YOGA
LE TIPOLOGIE CLASSICHE DI YOGA
Kharma: yoga dell'atto e dell'azione disinteressati
Hatha: yoga moderno
A COSA PRESTARE ATTENZIONE? Alimentazione
Abbigliamento
Effetti
I FONDAMENTI DELLA TUA PRATICA DELLO YOGA
Come Rendere lo Yoga un’Abitudine
Che cosa sono le Abitudini?
Trasformare lo Yoga in un’abitudine
LA RESPIRAZIONE ORIENTALE
UNIRE L’INTENZIONE AL RESPIRO
Benefici generali della respirazione yoga
Guida il respiro con le mani
Dirigere il respiro
SI COMINCIA!
COSA SUCCEDE AL TUO CORPO?
ELENCO SINTOMATOLOGIE
ELENCO PRINCIPALI POSIZIONI
DESCRIZIONE POSIZIONI
IL DRENAGGIO CON I GEMMODERIVATI PER DEPURARE L’
ORGANISMO
Affezioni generali
Affezioni specifiche
FACE YOGA
BIBLIOGRAFIA
INTRODUZIONE

La parola Yoga deriva dal sanscrito “yug” che significa ‘unire’, legare.
Questo vuole comunicare la congiunzione di tutte le dimensioni dell’essere
umano (la mente, il corpo, la coscienza profonda) in un'unica dimensione che
le trascenda. Yoga è anche disciplina. Indirizzare consapevolmente il corpo,
la mente, le emozioni, la volontà, ed indirizzare questi strumenti verso un
unico fine. Il fine è la scoperta di una dimensione universale della coscienza
che va oltre ed è più profonda della sola identificazione dell’ego-persona.
Questa dimensione viene chiamata Kaivalya, Moksha o liberazione.

Lo Yoga rappresenta la rinascita ad una maggiore consapevolezza; da una


vita routinaria, automatica, che si affida agli schemi mentali utilizzati per
tradurre il mondo, verso una coscienza più profonda ed una esistenza piena e
divina. Lo Yoga è una modalità ingiuntiva, ovvero conduce attraverso
specifici esercizi fisici, psichici e coscienziali sulla via della piena
identificazione del Sé. E’ una disciplina millenaria, che interagisce con i
diversi piani dell’essere umano: fisico, psichico, energetico e coscienziale. Lo
Yoga è una pratica pretenziosa, che vuole conquistare una maggiore agilità
corporea (livello fisico), riportare prima di tutto il controllo della mente sul
corpo per poi costruire consapevolmente una unità di ordine superiore che
trascende sia la mente che il corpo.

L’essere umano può essere paragonato ad uno strumento musicale, che


deve essere accordato per produrre melodie. Gli esercizi Yoga accordano il
corpo, la mente e l’anima e ne fanno un tutt’uno armonico, “eufonico”. Oggi,
più che in ogni altra epoca della storia dell’umanità, gli occidentali sono
sottoposti a stress e tensioni che non sono preparati per affrontare. Troppe
persone fanno uso di tranquillanti, di sonniferi e di altre sostanze nel vano
tentativo di “eliminare” l’ansia attraverso rimedi esterni. A qualsiasi età, in
ogni paese del mondo. Lo Yoga insegna come affrontare lo stress non solo a
livello fisico, ma anche mentale e spirituale: scioglie le tensioni e le rigidità
muscolari, ma permette di individuare e sciogliere i blocchi interiori che
spesso sono alla base di tale rigidità.

Yoga Terapeutico ti darà dei rimedi interni, il rimedio proviene dal nostro
corpo e dalla forza del legame che riusciamo a costruire con la nostra mente.
Troverai la posizione (corpo) più adatta ad ogni disturbo, dolore,
preoccupazione a livello muscolare, mentale o di organi interni. E troverai
sollievo da te stesso.
YOGA - COS'È?
Cosa si intende per yoga?
L’insegnamento tradizionale dello yoga proviene originariamente
dall’India e si traduce con unità ed armonia. Le testimonianze più antiche si
trovano – proprio come nell’Ayurveda – nelle Upanishad. Ciò non sorprende
di certo: lo yoga è stato concepito come componente dell’ayurveda per
sostenere gli accorgimenti terapeutici dei medici ayurvedici, come sostegno e
prevenzione contro l’insorgere di malattie.

Intorno al 1500 a.C. in India le principali pratiche spirituali consistevano


nell’attuazione di riti magici sacrificali e di tecniche estatiche. A partire
dall’800 a.C. circa, la via dello yoga era utile per un percorso di auto-
conoscenza e meditazione. Il principale obiettivo era quello di rafforzare il
corpo perché si potesse rimanere il più a lungo possibile senza disturbi
durante la seduta di meditazione. Con il tempo si compresero anche gli effetti
positivi degli esercizi fisici sul benessere generale dell’essere umano. Di
conseguenza, le asana sono in evoluzione costante e l’attività fisica nello
yoga ha assunto un aspetto sempre più importante.

Lo yoga è una delle cosiddette sei scuole classiche (Dashana) della


filosofia indiana. Vi sono molte differenti forme di yoga che spesso hanno
interiorizzato una propria filosofia e pratica. Alcune di esse si concentrano
maggiormente sull’esercizio fisico (Asana) e sulle posizioni così come sulla
respirazione, altre sulla concentrazione mentale o sull’ascetismo.

A cosa serve?
Energia positiva ed armonia nella vita

Gli esercizi aiutano a realizzare esperienze ed effetti: rilassamento totale


ed allegria, maggiore energia, chiarezza e riduzione del dolore e sollievo da
emicrania, mal di schiena e tensioni.

La scoperta di talenti ed abilità nascosti


Alcuni esercizi favoriscono creatività e capacità artistiche o sono in grado
di rafforzare il carisma positivo. L’interiorizzazione dello yoga produce
apertura di altri livelli di coscienza.

Il vero sé ed il cosmo

Nello yoga l’ambizione del ricongiungimento con se stessi, l’attuazione e


l’unione col divino possono essere raggiunti attraverso un esercizio
disciplinato e paziente.
GLI OTTO PASSI DELLO YOGA

Mentre lo Yoga moderno spesso tratta solo delle Asana, nello Yoga della
tradizione, quello storico scritto e pavimentato dai grandi mistici, si
identificano 8 passi da seguire per il praticante per raggiungere
l’illuminazione.

Il saggio Patanjalinei suoi Yoga sutra identifica 8 passi da seguire, o più


precisamente accende la luce che accompagna il praticante nel cammino
sconosciuto dello Yoga, la sadhana (pratica) personale. Patanjali indica
quello che è il sistema dell’Ashtanga Yoga: dove “Ashta” significa otto
e “Anga” significa passi. Per capire il cammino bisogna capire i passi da
seguire, ed ecco che questa pratica inizia con un lavoro esterno, per poi
passare alla relazione con se stessi, per poi arrivare al corpo attraverso il
movimento e raffinare la tecnica sempre più attraverso la respirazione,
l’astensione dagli stimoli esterne, la concentrazione, la meditazione per poi
raggiungere l’illuminazione.

Gli otto passi dello Yoga sono linee guida per una vita vissuta con proposito
e dedizione. Patanjali ha creato il modello da seguire. Sono la struttura
portante della pratica di Yoga, un cammino dove ogni elemento è importante
per arrivare alla connessione con se stessi ed il divino.

Nel cammino dello yoga classico Hatha Yoga, lo yoga dalle otto membra
compreso nello Yoga Ratna, si trovano otto tappe evolutive, come una scala
con otto gradini, con indicazioni ben precise per portare l'uomo dagli stadi
più grossolani agli stadi più "sottili", fino al raggiungimento della
comprensione universale.

1. Yama Principi morali, precetti universali e morali. Il percorso comincia


con la propria relazione personale con gli altri, il modo in cui ci
relazioniamo ad altri essere umani. Che senso ha sviluppare il corpo e
calmare la mente se poi siamo stressati e non sappiamo stare con altre
persone?

I 5 Yama sono le astensioni, che indicano una condotta morale soprattutto,


nei confronti degli altri:
- Non essere violenti (Ahimsa)
- Non essere falsi (Satya), cioè amare la verità.
- Non appropriarsi dei beni altrui (Asteya), che significa accontentarsi di
ciò che si ha.
- Non accumulare (Aparigraha), saper donare, condividere con gli altri i
nostri beni.

- Brahmacharya: Contenersi

1. Niyama Principi e osservanze personali. Il secondo passo è un cammino


interno, attraverso la nostra relazione con noi stessi. Gli Yama sono i
precetti secondo i quali vivere, di disciplina e pratica spirituale. È un
cammino attraverso gli aspetti più grossolani per arrivare alla nostra più
profonda verità.

I 5 Niyama sono le osservanze, che indicano praticamente una condotta


morale nei confronti di se stessi:
- Essere puri (Sauca), nel corpo e nella mente con azioni e pensieri. Nelle
azioni di PUREZZA viene contemplata anche l'alimentazione e una
particolare colare attenzione all'igiene personale.
- Accontentarsi (Samtosa), cioè sentirsi appagati da ciò che si ha e anche
avere la capacità di mantenere un atteggiamento di tranquilla serenità ed
equilibrio.
- Seguire una regola morale (Tapas), cioè essere austeri con se stessi,
raggiungere giungere le capacità di liberarsi di ogni bisogno materiale,
Tapas è praticamente camente l'espansione della forza che gli yoghin e le
yoghini traggono da loro stessi.
- Studiare (Svadhyaya), inteso come studio di sé, autoanalisi, ma anche
come studio di testi che favoriscano e sviluppino questa ricerca. Studio e
recita dei Mantra, le sacre formule. Ascolto con umiltà e desiderio di
apprendere.
- Crearsi un modello divino interiore a cui ispirarsi (Isvara Pranidhana),
prefiggersi un fine da raggiungere e seguirlo. Questi due stadi iniziali
sono troppo spesso trascurati o, nella migliore delle ipotesi, dati per
scontati, dai moderni praticanti dello yoga; è invece fondamentale tale
seguire con coscienza anche queste regole, perché sono la base di tutta la
millenaria disciplina yoga.

1. ASANA

Le posizioni. Una volta compresi questi precetti “esterni” ed “interni” si


passa al movimento, alla pulizia del corpo attraverso la pratica che tanto noi
yogi conosciamo, le asana. Le posizioni di yoga che hanno come scopo
quello di pulire le nadi (canali energetici) del corpo per fare in modo che
l’energia fluisca in modo generoso in modo da innalzare la vibrazione
energetica del corpo. Il maestro Iyengar sempre diceva: “Il corpo è il mio
tempio, le asana sono le mie preghiere”.

1. PRANAYAMA

Le tecniche di respirazione. Il seguente passo tratta ancora di prana, la forza


vitale che ci mantiene in vita. Il Pranayama sono le tecniche di respirazione,
che hanno come obiettivo quello di confluire le energie che innalzano il
livello di energia di prana del corpo. Il Pranayama indica la “liberazione del
prana” ed è il passo esattamente consecutivo alle asana in quanto amplifica il
lavoro finora effettuato. Scopri tutto su pranayama.
1. PRATYHARA

Il ritiro dei sensi. Questo quinto passo tratta il ritiro dei sensi. Il ritiro dei
sensi è quello stadio in cui si comincia a distaccare dagli input interni o
esterni che arrivano alla mente. I pensieri ci sono, così come i rumori, i colori
e via dicendo e non si possono né annullare, né spegnere. Riportando però
l’attenzione all’interno possiamo essere osservatori dei nostri sensi e in che
modo interferiscono nella nostra vita.

1. DHARANA

La concentrazione. Il prathyara apre il passo al Dharana: la concentrazione.


Senza distrazioni esterne ci possiamo ora concentrare su quelle interne
rallentandone il flusso. In questo stadio la concentrazione su un oggetto o
domanda o un yantra (immagine) o la ripetizione di un mantra aiutano a
sviluppare la concentrazione per una mente quieta e più distesa.

1. DHYANA

La meditazione. Questo è il passo della meditazione, il flusso ininterrotto di


concentrazione porta ad un livello superiore dove la concentrazione su di un
punto diventa uno stato naturale, un punto di attenzione e presenza senza
sforzo e senza concentrazione.

1. SAMADHI
L’illuminazione, essere tutt’uno con il divino. Descritto come la fase
dell’estasi e dell’illuminazione, il Samadhi è la connessione con il divino ed
ogni cosa manifesta ed immani festa. È la connessione al Tutto, sentirsi uno
con l’universo. Il meditatore trascende se stesso e diventa la goccia del mare
che non è separata dal resto, ma è un tutt’uno in continuo fluire. Il Samadhi è
il momento trascendentale di pura presenza, senza concentrazione, senza
sforzo, lo stato naturale dell’essere.

Cosa è lo Yoga se non l’unione? È l’unione di corpo, mente e spirito, il


supporto del praticante per ritrovare la connessione con l’universo. E
Patanjali ha identificato il perfetto percorso da seguire

Lo yoga insegna che per giungere alla totale comprensione è necessario


percorrere rere tutte le otto tappe evolutive e consequenziali. Non è possibile
saltare alcun gradino, né iniziare a praticare la meditazione prima di aver
completamente assimilato e trasceso i sei stadi precedenti. A volte non è
sufficiente una sola vita per realizzare la vera conoscenza! Soprattutto chi
vuole arrivare in fretta alla meta, a un certo punto si ritrova costretto stretto a
retrocedere, a ripercorrere più lentamente e con maggior coscienza il
cammino. Tutto ciò che viene evitato, che si lascia indietro, bisogna per forza
riprenderlo: è inevitabile scegliendo la via dello yoga. Questo è lo yoga,
questa è LA VIA, certamente non l'unica.

I saggi ci insegnano che "la verità è una ma i sentieri sono tanti",


l'importante è, in tutte le cose, una volta intrapreso un cammino, percorrerlo
con determinazione zione fino in fondo. "Qualunque sia il lavoro che state
facendo non pensate ad altro, eseguitelo come offrireste un culto, il più alto
dei culti e consacrate a esso la vita. Almeno per il momento." [Vivekananda]
LE TIPOLOGIE CLASSICHE DI YOGA
Raja: yoga delle capacità mentali

Raja significa Re o sovrano. In questa forma di yoga si controllano i


sensi, i movimenti della mente e le onde del pensiero. Il Raja yoga è
una disciplina psichica che si esercita attraverso il training mentale e la
meditazione. Attraverso una concentrazione intensa, il controllo completo
della mente e la meditazione profonda, è possibile riuscire a padroneggiare
completamente i sensi. L’obiettivo degli esercizi è il controllo della mente e il
rafforzamento della comprensione, tradizionalmente equiparato all’apertura
del “terzo occhio” (Ajna Chakra).

Jnana: yoga della ricerca della conoscenza

Altresì conosciuto come “via della conoscenza”, descrive la ricerca della


conoscenza della verità ultima per ottenere la salvezza dal ciclo delle
rinascite. Secondo le credenze indù, infatti, la causa del continuo rinascere è
proprio l’Avidya, la “non conoscenza”, l’ignoranza. Idealmente la pratica
dello yoga è divisa in tre fasi alternate: Shravana, l'ascolto, ove il guru
condivide la propria conoscenza con lo studente; Manana, la riflessione
e l’interiorizzazione della conoscenza acquisita ed infine, Nididhyasana,
la meditazione profonda e persistente.

Bhakti: yoga dell’amore e della devozione al divino

Bhakti è il termine utilizzato nello yoga per l’amore e descrive la via


verso il divino. È principalmente una forma spirituale di yoga ed è più
influenzato, rispetto alle altre forme, dall’induismo e dal buddismo. È
dedicato a Dio ed alla sua realizzazione interiore.

Kharma: yoga dell'atto e dell'azione disinteressati


Il Kharma yoga può essere molto ben praticato sin dall’inizio e può
essere applicato durante tutta la giornata ed a tutte le attività umane. Esso
presuppone che l’essere umano, in ogni momento della propria vita, abbia la
piena responsabilità delle sue azioni e la totale libertà di scelta.

Hatha: yoga moderno


Le moderne pratiche di yoga basate sul corpo sono riunite sotto il temine
generico Hatha Yoga. Esso è principalmente finalizzato alla stabilità fisica e
psichica. Una direzione dell’Hatha Yoga in Europa e nel Nord America è lo
Iyengar Yoga, certamente una disciplina più fisica che, ove necessario,
prevede anche l’uso di strumenti semplici. Ciò costituisce un vantaggio
soprattutto per i principianti poiché li aiuta ad eseguire gli esercizi e ne
migliora la precisione.

Hata Yoga, si fonda sulla pratica delle asana (posture del corpo) e degli
esercizi di pranayama (armonizzazione dell’energie vitale attraverso il
respiro). Hata significa “forza”, ma esprime anche la polarità dell’essere
umano: ha significa infatti “sole”, “calore” o “terra”, mentre tha significa
“luna”, ”freddo” o “cielo”. Il senso degli esercizi di Hatha Yoga è quindi
quello di armonizzare le forze opposte dentro di noi. Lo Hatha Yoga si
inserisce tuttavia nel più spirituale Raja Yoga (yoga reale), che ha come
principali oggetti la coscienza e la mente. Il Raja Yoga ha come massimo
riferimento gli Yoga Sutra di Patanjali, una collezione di 300 aforismi divisi
in 4 libri, composti nel IV secolo a.C, in cui sono descritti i diversi ostacoli
alla realizzazione ed il modo di affrontarli (e superarli). Negli Yoga Sutra
viene data la via delle otto braccia (anga): Yama, Niyama, Asana,
Pranayama, Pratyahara, Dharana, Dhyana, Samadhi. Le fasi di Asana e
Pranayama costituiscono l’Hata Yoga.
A COSA PRESTARE ATTENZIONE?
Alimentazione
Nello yoga un’alimentazione sana significa rafforzare non solo il corpo
ma anche lo spirito. Importante è bere molto, fino a 3 litri al giorno,
preferibilmente acqua e tisane alle erbe. Cosa, come e quando mangiare, può
avere una grande influenza sullo stato di mente e corpo. Per questo motivo è
consigliato mangiare rilassati e più lentamente possibile e che gli alimenti da
assumere siano freschi e naturali. La regola generale prevede che la metà
dello stomaco sia riempita di cibo, un quarto d’acqua e lo spazio restante
lasciato vuoto. Questo contrasta l’inerzia e la pesantezza. Il motto per uno
stile di vita sana recita “mangia per vivere, non vivere per mangiare”.
Lo stile di vita vegetariano nello yoga trae origine dall’idea di vivere
in armonia con la natura. A tale atteggiamento nei confronti della vita
appartiene anche il principio di non infliggere violenze inutili ad altri esseri
viventi, dunque di non torturare o uccidere alcun animale per nutrirsene.
Nell’insegnamento dello yoga, l’alimentazione è generalmente suddivisa
in tre differenti modalità: Tamas (indolenza), Rajas (irrequietezza) e Sattva
(leggerezza), che rappresentano le tre qualità spirituali presenti nell’uomo e
nell’universo intero.

1. TAMAS: Assumere ciò che è “tamasigo” significa nutrirsi di qualcosa


che non ha vitalità, dunque malsano. Il corpo è privato di forze ed
energie. Piatti pronti, alcol, tabacco, droghe, carne e pesce appartengono
a questa categoria.
2. RAJAS: Assumere ciò che è “rajasigo” significa nutrirsi di quanto
crea disagio. Ad essa appartengono sostanze come il caffè, il cibo troppo
piccante, lo zucchero e la farina bianca. Ed ancora, mangiare troppo in
fretta e la scarsa masticazione.
3. SATTVA: l’alimentazione “sattvica” è quella ideale. A questo tipo di
alimentazione appartengono prodotti come verdure, insalate, frutta, i
vari tipi di noci, i prodotti integrali ed anche i latticini.

Abbigliamento
Nello yoga è possibile indossare ciò che si trova comodo e che rende a
proprio agio. L’abbigliamento deve essere traspirante ed arioso. Pantaloni
larghi e t-shirt sono sufficienti. Chi desidera vivere secondo la filosofia dello
yoga dovrebbe essere consapevole di se stesso e dell’ambiente. Acquistate
tessuti in cotone organico e fibre naturali traspiranti, poiché lo yoga pone
grande enfasi sulla conservazione delle risorse naturali.

Effetti
Favorite la vostra salute con lo yoga e immergetevi in un mondo
di equilibrio mentale e fisico. Molti degli esercizi sono, soprattutto all'inizio,
una sfida (fisica) ma sono rilassanti ed armonici. Gli esercizi si concentrano
su diverse aree del corpo e attivano regioni fisiche molto specifiche. A tal
proposito, il flusso sanguigno dovrebbe essere stimolato per aumentarne i
benefici. In sintesi lo yoga produce, ove praticato correttamente, molteplici
effetti positivi sul corpo e sulla mente. Questa pratica agisce positivamente
sul rafforzamento di tutta la muscolatura corporea e, in determinate
circostanze, può determinare effetti benefici su alcune patologie, quali i
disturbi di tipo circolatorio, cefalea e mal di schiena cronici.

Lo yoga favorisce l'equilibrio interiore e la stabilità mentale e produce,


dunque, un effetto di riduzione dello stress per molti individui. Tuttavia,
l’aumento lento e graduale degli esercizi è alla base del conseguimento degli
obiettivi da raggiungere. La flessibilità corporea migliora gradualmente
passo dopo passo. Ascoltate il vostro corpo e fate attenzione ai suoi segnali
per non affaticarvi troppo.
I FONDAMENTI DELLA TUA PRATICA DELLO
YOGA
“Tutte le difficoltà dell’uomo sono causate dalla sua incapacità di
sedersi in silenzio in una stanza da solo.” Blaise Pascal esprime così il suo
Insegnamento Chiave: Il primo passaggio per approfondire la tua pratica
dello yoga è iniziare ogni pratica con la Consapevolezza del Respiro e
terminarla nella Posizione del Cadavere (Shavasana).

Ora conosci i fondamenti dello yoga e incontrerai diverse posizioni da


esaminare. Quando cominci a praticare lo yoga e ne sperimenti
personalmente i benefici, vorrai probabilmente approfondire la tua pratica. Il
primo passaggio è assicurarti di avere una transizione delicata nel cominciare
e terminare ogni pratica. La parte fondamentale nella pratica dello yoga è una
sequenza di posizioni yoga.

Tuttavia, a prescindere dalle posizioni che esegui, ogni pratica dello yoga
dovrebbe iniziare nello stesso modo:

● (START) Consapevolezza del Respiro*: ogni lezione di yoga


dovrebbe iniziare con il diventare consapevoli di come si respira. Respirare
profondamente è il segreto del rilassamento del corpo e calma la mente. Una
posizione yoga può essere eseguita correttamente solo se la respirazione è
rilassata. Mantieni questa Consapevolezza del Respiro attraverso tutta la
pratica dello yoga.

● (END) Posizione del Cadavere (Shavasana)**: ogni lezione di yoga


dovrebbe terminare con la Posizione del Cadavere. In questa posizione, ti
distendi con la schiena sul materassino da yoga e rilassi consapevolmente
tutto il tuo corpo.. Diamo un’occhiata a come fare entrambe queste cose bene,
in modo che tu possa apprendere i fondamenti della tua pratica dello yoga.

* Consapevolezza del Respiro Respirare profondamente è il segreto per


rilassare il corpo e calmare la mente. Una persona sotto stress tende a fare
respiri più superficiali di una persona rilassata. Di conseguenza, sii sempre
consapevole di come respiri durante la tua pratica dello yoga. Ad esempio,
quando esegui una posizione difficile potresti ritrovarti ad essere teso.
Quando te ne rendi conto, rilassa consapevolmente le parti tese del tuo corpo
e respira profondamente nella zona addominale. Questo ti renderà più
semplice l’approfondimento della posizione. Inizia sedendoti comodo. Puoi
sederti su un cuscino sul materassino da yoga o su una sedia, vanno entrambi
perfettamente bene. Raddrizza la schiena e chiudi gli occhi. Ora metti la
mano sinistra sul cuore e la mano destra sulla pancia. Respira in maniera
naturale. Diventa consapevole di com’è la tua respirazione. Dove senti il tuo
respiro? Senti la tua pancia che si muove quando inspiri o senti che si
espande di più l’area del petto? Il respiro è rapido o lento? Qualunque cosa
noti, cerca di non giudicarla o modificarla. Accetta il fatto che questa è la tua
respirazione in questo momento. Ora porta la tua consapevolezza sulla tua
pancia e respira profondamente con essa. Senti come la pancia si espande
mentre espiri e muovila indietro mentre inspiri. Rendi le tue espirazioni più
lunghe rispetto alle inspirazioni, in quanto questo rilassa il tuo corpo. Una
respirazione appropriata è importante in ogni posizione yoga. Ad esempio,
quando passi alle posizioni da esperto, i muscoli potrebbero entrare in
tensione. Quando ne diventi consapevole, respira profondamente e rilassa
consapevolmente le parti tese del tuo corpo. Questo faciliterà
l’approfondimento della posizione e la potrai mantenere più a lungo.

** Posizione del Cadavere – Shavasana La Posizione del Cadavere


sembra una posizione facile da eseguire. Ti stendi semplicemente sulla
schiena, giusto? È proprio all’origine del suo nome! Tuttavia, è considerata la
più difficile posizione yoga da eseguire correttamente. Ma perché? La
differenza tra la Posizione del Cadavere e il giacere sul divano consiste in
quello che fai con la mente. La Posizione del Cadavere è un rilassamento
cosciente in cui usi la mente per sentire e rilassare il corpo. Lo scopo della
Posizione del Cadavere è rilassare consapevolmente il corpo senza
addormentarsi, lasciandolo andare completamente. Molte persone non sono
in grado di farlo. E quando, alla fine, ci riescono, tendono a perdere coscienza
e addormentarsi. Persino il Mahatma Gandhi, il leader del movimento
indipendentista indiano nell’India sotto il dominio britannico e anche devoto
praticante yoga, aveva difficoltà con la Posizione del Cadavere. Disse al suo
insegnante che quella posizione per lui non funzionava. Tuttavia, ammise di
farla per soli due minuti alla volta. Il suo insegnante gli disse: “Shavasana
dovrebbe avere un effetto lenitivo sui nervi. Dovresti uscirne come dal sonno,
piuttosto ristorato.” Consigliò quindi a Gandhi di dedicare quindici minuti
alla Posizione del Cadavere, in quanto due minuti erano troppo pochi. Per
eseguire bene la Posizione del Cadavere, devi farla lentamente. Consiglio di
distendersi per almeno dieci minuti. Ne vale la pena.

La Posizione del Cadavere è associata ai seguenti benefici per la salute:

● rilassa corpo e mente e ristabilisce la connessione tra loro

● aiuta a ridurre la pressione alta

● dà sollievo ad ansia e depressione

● riduce l’affaticamento cronico

● allevia i disordini del sonno E non ci sono controindicazioni.

Tutti la possono eseguire! Quindi come puoi eseguire la Posizione del


Cadavere? Inizia distendendoti sulla schiena. Se ti fa stare più comodo, puoi
mettere un cuscino sotto la testa e coprire il corpo con una coperta. Stendi le
gambe, che sono leggermente divaricate. Metti le braccia vicine al corpo e
appoggia le mani sul pavimento. Più che in qualunque altra posizione, qui è
importante chiudere gli occhi. Senti il tuo corpo che diventa più pesante.
Respira profondamente. Quando sei pronto, comincia a scannerizzare tutto il
tuo corpo. Inizia con la gamba sinistra, comincia con le dita dei piedi e
termina col capo. Senti la tua gamba sinistra che si rilassa, mentre la gamba
destra non è ancora rilassata. Adesso rilassa la gamba destra. Fai la stessa
cosa con il braccio sinistro e con quello destro. Poi senti come si rilassano le
tue membra. Continua rilassando i muscoli delle natiche e del pavimento
pelvico. Rilassa i muscoli addominali. Continua quindi con i muscoli del
petto. Rilassa la zona lombare, proseguendo lentamente verso l’alto. Adesso
rilassa le spalle. Rilassa la gola e il collo. Rilassa tutti i muscoli del viso.
Adesso rilassa i muscoli specifici del viso. Rilassa la mandibola e le guance.
Rilassa la lingua. Rilassa il naso e le orecchie. Rilassa le orbite e le
sopracciglia. Rilassa la fronte, le tempie. Rilassa i muscoli in cima alla testa.
Adesso senti come tutto il tuo corpo è rilassato. Non terminare ancora la
Posizione del Cadavere. Rimani con la sensazione di relax, con una piena
consapevolezza. Cerca di trovare lo stato in cui sei rilassato al massimo ma
non sei addormentato. Pratica per almeno dieci minuti. Consiglio 1: Prima di
iniziare con la Posizione del Cadavere, solleva braccia e gambe. Contrai tutti
i muscoli per cinque o dieci secondi. Poi lascia andare. In questo modo sei in
grado di rilassarti ancora più a fondo. Consiglio 2: Fai una registrazione
audio della tua voce che dà le istruzioni al corpo. In questo modo, puoi
seguire le tue stesse istruzioni durante la Posizione del Cadavere e rilassarti
più profondamente. Puoi usare lo script incluso come BONUS gratuito alla
fine di questo libro!

Adesso conosci i fondamenti della pratica dello yoga. A prescindere


dalle posizioni che esegui, assicurati sempre di iniziare la tua pratica con la
Consapevolezza del Respiro e terminarla con la Posizione del Cadavere. I
veri benefici dello yoga arrivano solo se vai regolarmente sul materassino.
Ma come puoi creare una routine di yoga e renderla un’abitudine? È ciò di
cui parleremo nel prossimo capitolo.
Come Rendere lo Yoga un’Abitudine
“L’abitudine è qualcosa che fai senza pensare, che è il motivo per cui la
maggior parte di noi ne ha così tante.” Frank A. Clark esprime così il suo
Insegnamento Chiave: Comincerai a sperimentare davvero i benefici dello
yoga sulla salute quando avrai un ritmo di pratica regolare.

Tuttavia, come per ogni cambiamento nello stile di vita, ci potrebbero


essere degli ostacoli nel provare ad incorporare la pratica dello yoga nella tua
normale routine giornaliera. Hai maggiori possibilità di successo se riesci a
trasformare lo yoga in un’abitudine. Studi scientifici hanno mostrato che la
forza di volontà è una risorsa limitata che può essere esaurita. Anche se la
forza di volontà può essere usata per resistere a tentazioni a breve termine,
dovrai sviluppare una nuova abitudine se vorrai resistere alle tentazioni a
lungo termine. Se vuoi trasformare il tuo corpo e sviluppare muscoli più forti,
hai bisogno di sollevare pesi in palestra. Tuttavia, le tue braccia non
cresceranno da un giorno all’altro: ci vuole una pratica costante. Con lo yoga
è lo stesso. Otterrai i suoi benefici a lungo termine e che ti cambieranno la
vita solo se la pratica dello yoga diventerà parte della tua routine. Praticare
yoga deve diventare un’abitudine. Per capire come funziona tutto questo,
diamo un’occhiata a che cosa sono le abitudini.

Che cosa sono le Abitudini?


Nonostante il cervello rappresenti solo il 2-3 % circa del peso corporeo di
un adulto, esso consuma circa il 20% dell’energia prodotta dal corpo. Per
usare l’energia del corpo in maniera più efficace, il nostro cervello cerca
continuamente nuovi modi di ridurre la quantità di energia che consuma.
Sviluppare abitudini. Un’abitudine è una scelta che facciamo deliberatamente
in un certo momento e poi smettiamo di pensarci, ma continuiamo a fare.
Ogni giorno. Un pilota automatico. Prendiamo ad esempio il fatto di guidare
un’automobile. Non devi sapere come si guida una macchina quando nasci.
Perciò alla tua prima lezione di guida, tutti i tuoi sensi sono all’erta.
Hai entrambe le mani sul volante e sei concentrato sulla strada. Tutte le
tue energie sono dirette alla guida dell’automobile! Adesso saltiamo qualche
anno. Stai andando al lavoro e stai guidando la tua automobile senza sforzo.
Ci sono i Coldplay per radio. I tuoi pensieri vagano sulla presentazione che
dovrai fare più tardi al lavoro. E, aspetta un attimo, non dimenticarti di
comprare un pacco di caffè quando torni a casa! Quando finalmente arrivi in
ufficio, potresti addirittura chiederti: come sono arrivato qui, ho preso la
strada A o la strada B questa volta? La ragione per cui sei arrivato in
sicurezza al lavoro è che la guida è diventata un’abitudine. Imparare a
guidare richiede la tua più completa attenzione. Però, una volta capito come
fare, potresti farlo quasi con il pilota automatico, e il tuo cervello ha a
disposizione delle risorse di energia per altre cose che ha bisogno di
processare. Gli studi mostrano che il 40-45% di tutto ciò che facciamo ogni
giorno è un’abitudine. Succede automaticamente. Nel suo libro ‘Il Potere
dell’Abitudine’, che è stato nella lista dei Best Sellers del New York Times
per due anni, Charles Duhigg spiega che ogni abitudine è un circolo formato
da 3 semplici ingredienti: Segnale Routine Premio Il segnale è ciò che
scatena un comportamento automatico.

La routine è il comportamento stesso. Il premio è quello che ottieni con


quel comportamento. Se vuoi cambiare una cattiva abitudine, ad esempio
mangiare ciambelle ogni mattina, devi capire che cosa scatena questo
comportamento. Una volta capito qual è il segnale che scatena il
comportamento (la routine) e qual è il premio che ottieni, puoi iniziare a
lavorare sul cambiamento del comportamento. Ecco come funzionano le
abitudini. Che cosa puoi usare per costruire l’abitudine alla pratica regolare
dello yoga?

Trasformare lo Yoga in un’abitudine


Per assicurarti che gli effetti a lungo termine dello yoga trasformino
davvero la vita attorno a te, dovresti raggiungere un punto in cui non hai più
bisogno di spingere te stesso ad iniziare la pratica dello yoga. Stendere il
materassino sarà automatico come spazzolarti i denti prima di andare a letto.
Una volta sul materassino, la consapevolezza di ciò che succede in quel
momento è molto importante. Non pensare alle verdure da comprare, quando
pratichi la Posizione del Piegamento in Avanti da Seduti, solo perché
eseguire quella posizione è diventata un’abitudine.

Quella che stai cercando di raggiungere è una situazione in cui non


dipendi più dalla tua forza di volontà di andare verso il materassino. Recenti
ricerche scientifiche suggeriscono che ci vogliono circa 66 giorni per
sviluppare una nuova abitudine, o per cambiarne una esistente. Ecco qui
alcuni consigli per rimanere motivato durante questo periodo, in quanto stai
lavorando sulla trasformazione delle tua pratica dello yoga in un’abitudine.

● Chiediti PERCHÉ: Per quale ragione vuoi praticare lo yoga? Forse


vuoi ridurre lo stress e provare più fermezza. Oppure vuoi perdere peso?
Qualunque cosa sia, scrivila su un pezzo di carta. Quando le cose si fanno
dure, dai un’occhiata a quello che hai scritto per ricordare a te stesso perché
stai facendo yoga.

● Imposta un Obiettivo Chiaro: Alla fine, lo yoga non consiste nel


raggiungere un obiettivo specifico. Non è una gara. Tuttavia, impostare un
obiettivo può aiutare moltissimo nel processo di costruzione dell’abitudine
alla pratica regolare dello yoga. Dopo aver capito perché vuoi fare yoga,
scrivi un altro obiettivo che desideri raggiungere nei prossimi due mesi. Forse
si tratta di eseguire la Verticale per dieci secondi. Forse vuoi perdere qualche
chilo. Oppure, semplicemente, vuoi fare yoga tre volte alla settimana per due
mesi. Scrivilo e tieni traccia dei tuoi progressi.

● Comincia in modo Semplice: Roma non fu fatta in un giorno. È


probabile finire per essere demotivati se si parte in fretta. Fallire nel tentare la
Posizione della Gru (Corvo) ancora e ancora non fa sentire bene. Quindi non
iniziare con quella posizione. Invece, inizia con le Posizioni yoga per
principianti e costruisci forza e flessibilità da lì. Sapevi che il cervello non
riesce a notare la differenza tra grandi e piccole vittorie? Il cervello rilascia
ormoni del ‘benessere’ e dopamine a prescindere dal fatto che tu ti sia
sforzato di tenere una posizione qualche secondo più a lungo del giorno
prima o dieci minuti più a lungo. Quindi inizia con semplicità, concentrati
sull’ottenere piccole vittorie e sarai felice ogni volta che lo farai!
● Pratica Yoga nello Stesso Orario, ogni Volta: Se ricordi,
un’abitudine è una scelta che fai deliberatamente in un certo momento e poi
smetti di pensarci ma continui a farla. Per rendere più facile per il tuo
cervello iniziare a vedere la pratica dello yoga come un’abitudine, praticalo
sempre attorno alla stessa ora.

● Identifica un Segnale: Un segnale è ciò che scatena un certo


comportamento. Questo trasforma il comportamento in un’abitudine.
Scegliere una certa ora per la pratica dello yoga può essere un segnale
potente. Può anche essere il tuo salutare frullato vegetale, che bevi per
colazione ogni due giorni. Di qualunque cosa si tratti, puoi trovare o creare
un segnale a cui far seguire sempre la pratica dello yoga, sarà facile
trasformare la tua pratica dello yoga in un’abitudine.

● Partecipa a Lezioni di Yoga: Partecipare ad una lezione di yoga può


essere molto motivante nella costruzione della pratica dello yoga come
abitudine. Come beneficio aggiunto, una volta a lezione puoi semplicemente
seguire le istruzioni dell’insegnante, che può aiutarti a perfezionare le
posizioni praticate a lezione.

● Usa la Tecnica Seinfeld: Quando a Jerry Seinfeld è stato chiesto che


cosa occorresse per diventare un buon comico, egli rispose che un buon
comico scrive barzellette ogni giorno. Il suo modo di impegnarsi in questo
era appendendo un grande calendario sul muro e scrivere una grande X rossa
nelle giornate in cui scriveva una barzelletta. Da quel momento in poi è stato
molto semplice: “Non interrompere la catena.” Puoi fare lo stesso. Se
pianifichi di fare pratica di yoga per 3 volte alla settimana per 2 mesi, prendi
un pezzo di carta e disegna una tabella con delle caselle per ogni giorno di
pratica. Alla fine di ciascuna pratica, metti una grossa X nella casella
corrispondente e poi fai lo stesso alla pratica seguente. Non rompere la
catena!

● Renditi Responsabile: Trova un compagno di responsabilità che ti


aiuti a rimanere sul binario giusto. Sapere semplicemente di avere il sostegno
di qualcun altro e non volerlo deludere può aiutarti a superare i momenti
difficili.
● Premiati: Siamo programmati per cercare il piacere ed evitare il
dolore. Una delle ragioni per cui alcuni giochi danno molta assuefazione è
che hanno dei premi che vanno al di là del gioco, come ad esempio sbloccare
un nuovo personaggio o potere. Questo concetto è conosciuto come
gamification. Come conseguenza, vengono rilasciati ormoni del ‘benessere’
nel cervello, ed essi ci danno piacere. E ne vogliamo di più... Puoi usare
questo a tuo vantaggio! Premiati per aver raggiunto un obiettivo. E se imposti
un obiettivo a lungo termine, includi anche dei piccoli premi per aver
raggiunto dei punti importanti lungo la strada. Questo invierà dei messaggi al
tuo cervello, dicendogli: “Evvai, sono fantastico, ho raggiunto qualcosa
oggi!” Il tuo cervello ti crederà e rilascerà quegli ormoni del benessere.
Inoltre, sarà più semplice rimanere motivati e andare verso il materassino la
prossima volta, perché il tuo cervello anticipa il prossimo premio.

Si tratta esclusivamente di costanza: per approfondire la tua pratica dello


yoga, hai bisogno di praticare yoga regolarmente. E il modo per farlo è
rendere la tua pratica dello yoga un’abitudine. Con questi consigli e trucchi
dovresti ora essere sicuro di poter incorporare lo yoga nella tua vita e di
essere in grado di sviluppare una tua routine di yoga. Dopo che lo yoga sarà
diventato un’abitudine, non vorrai più tornare indietro. Ci sono così tante
possibilità di approfondire la pratica, con così tanti livelli, che qui io posso
solo grattare la superficie. Inizierai a renderti conto, dopo un po’ di pratica,
che lo yoga non riguarda solo il corpo fisico. Lo yoga unisce corpo e mente.
Aggiungendo questo livello alla tua pratica, la bellezza dello yoga inizierà e
dispiegarsi nella tua vita. Alla fine, lo yoga è la pratica di una vita buona e
piena. Le linee guida per una vita del genere sono gli otto passi dello yoga,
individuate dall’autore Patanjali.
LA RESPIRAZIONE ORIENTALE
UNIRE L’INTENZIONE AL RESPIRO
Gli orientali hanno sempre accentuato il valore delle respirazioni
profonde non solo come un grande aiuto spirituale nella cultura di sé, ma
anche quale valido coadiuvante per la salute e la longevità . Esiste
sicuramente una relazione tra arti marziali e respiro e tra respiro ed energia, il
“ki”. Saper respirare significa controllare le proprie emozioni e paure,
mantenendo una mente lucida e pronta; ecco perché oggi molte discipline
dedicano attenzione alla respirazione e la utilizzano per trovare una migliore
sintonia con il proprio corpo.

Il concetto di respirazione ha un significato molto più esteso in Oriente


che non in Occidente, dal momento che comprende non soltanto il processo
di riempimento dei polmoni d’aria e l’espulsione di anidride carbonica e di
altri residui, bensì anche la trasmissione dell’ossigeno e delle sue proprietà a
tutti i tessuti del corpo attraverso il sangue. La parola “ki” che può essere
tradotta in “fiato”, include così anche il concetto di energia vitale, di vitalità e
di spirito.

Una corretta respirazione deve essere effettuata con tutto il


polmone. Molto spesso invece al giorno d'oggi si utilizza solo una parte dei
polmoni, quella alta. Lasciando inutilizzata la parte più bassa si riduce la
ventilazione e gli effetti benefici della respirazione che sono, come
universalmente risaputo, l'ossigenazione del sangue e quindi di tutto il corpo.
Purtroppo la frenetica vita quotidiana e lo stress inducono ad una respirazione
scorretta, appunto quella che utilizza prevalentemente la parte alta dei
polmoni. La respirazione più naturale è quella che prevede l'utilizzo di tutto il
polmone. Per accorgersi della differenza basta osservare i bambini più
piccoli: loro non sono ancora diventate vittime dello stress e la loro
respirazione è quella che gli adulti hanno perduto e devono, quindi, imparare
di nuovo!

Regolare il respiro significa giungere a una respirazione priva di un


controllo consapevole ; nelle arti orientali sono diversi i tipi di respirazione,
ma principalmente se ne possono descrivere tre: la respirazione con le
narici , la respirazione con la bocca e le narici e la respirazione addominale.

- Nella respirazione con le narici la bocca è chiusa e sia l’inspirazione


che l’espirazione avvengono attraverso il naso. Si ricorre in genere a
questa tecnica quando si ha l’obiettivo di calmare la mente. È una
respirazione docile e lenta.
- Nella respirazione con le narici e la bocca , la bocca rimane chiusa
durante l’inspirazione e l’aria entra attraverso il naso, mentre
nell’espirazione esce dalla bocca. Si ricorre a questo metodo durante il
rafforzamento del tan-t’ien, punto situato nel ventre, due o tre centimetri
sotto l'ombelico, che corrisponde al baricentro del corpo umano.
- La respirazione addominale è quella più profonda e l’intero tronco del
corpo ne è coinvolto. Essa richiede un’intensa attività del diaframma. Gli
organi interni devono, inoltre, essere sufficientemente flessibili per non
ostacolare il diaframma quando esercita una forte pressione per spingere
l’aria nell’addome. Questa forma di respirazione dovrebbe essere naturale
e non richiedere sforzo. Nelle fasi iniziali, il praticante può focalizzare il
movimento del respiro, a volte contando le inspirazioni e le espirazioni,
altre volte concentrandosi semplicemente su di esse.

L’aspetto essenziale di una corretta tecnica di respirazione, che deve


essere assolutamente compreso da ogni principiante, è che l’aria inalata va
spinta non soltanto fino ai polmoni, bensì giù nell’addome. Tutti i più
avanzati metodi per far circolare il “ki” e immagazzinare l’energia purificata
richiedono l’abilità di concentrare il respiro nella regione addominale bassa,
abilità che può essere sviluppata con specifici esercizi e con la meditazione.
Gli occidentali provano difficoltà a guidare il respiro fino al ventre; ciò è
dovuto all’abitudine ad inalare profondamente allargando il torace: questo fa
sì che l’aria si fermi all’altezza dei polmoni. Per aiutare a superare questo
problema ci sono diversi modi atti a promuovere la respirazione profonda e a
indirizzare l’aria inspirata dal torace all’addome.

Benefici generali della respirazione yoga


La respirazione Pranayama dello yoga è di grande beneficio generale. Il
sangue viene reso più ricco di ossigeno, non tanto nel momento preciso
dell’applicazione della tecnica, quanto durante tutta la giornata, poiché la
respirazione normale viene stimolata e resa più proficua per un periodo di
circa 24 ore. Il sangue risulta migliorato in qualità e quantità, nutre più
adeguatamente l’intero organismo, specialmente il cervello, la spina dorsale,
nervi relativi e quelli spinali, con notevole vantaggio di tutto il corpo che
viene mantenuto sano, forte e giovane. L’eccezionale influenza della
respirazione yoga sul sistema nervoso ed endocrino – le respirazioni lente e
profonde è noto hanno un effetto sedativo – creano l’armonia necessaria alla
salute. È stato osservato che più le respirazioni controllate sono lente e più
facilitano l’acume, la visione e la creazione della mente ed eliminano con la
pratica la tendenza all’agitazione psichica.

Guida il respiro con le mani


Una pratica utilizza i palmi delle mani per guidare il respiro. Innanzitutto
si pongono i palmi all’altezza dell’addome sopra l’ombelico, a mo’ di
coperchio. Mentre si espira dalla bocca, premere con le mani per aiutare
l’addome a contrarsi e ad espellere l’aria. Inspirando per il naso, invece,
cedere la pressione gradualmente e costantemente. Ripetere per alcune volte,
abbassare la posizione delle mani fino al momento in cui si collocheranno
direttamente sopra al “mare del respiro”, l’addome. Con la pratica il respiro
verrà indirizzato automaticamente, anche se il successo di questo metodo
dipende in buona parte dalla condizione e dall’atteggiamento del corpo:
occorrerà essere sereni nello spirito e con i muscoli rilassati. Allo scopo è
bene indossare abiti larghi, slacciare la cintura in modo da lasciar libera la
circolazione sanguigna nell’addome e sdraiarsi a faccia in su, mantenendo il
corpo, il collo e la spina dorsale allineati e dritti. Sia l’inalazione che
l’esalazione vanno compiute lentamente, gradualmente e costantemente,
senza produrre suoni nel naso o nella gola. All’inizio è consigliabile praticare
questa forma di respirazione al mattino presto appena svegliati o la sera prima
di coricarsi. Con la pratica si potrà eseguire questo esercizio anche seduti o in
piedi fino alla facile esecuzione dovunque e in qualsiasi forma. Dopo un certo
periodo di addestramento regolare, verrà raggiunto uno stadio più avanzato,
nel quale l’addome proverà una sensazione di calore come risultato della
potente energia che vi si accumula. A questo punto, mediante una corretta
disciplina, sarà possibile immagazzinare questa energia vitale e sospingerla in
ogni parte del corpo, dalla mente alla punta delle dita o al centro delle piante
dei piedi (conosciute ai taoisti come le “cavità della sorgente rigogliosa”) e di
nuovo indietro sino al “mare del respiro”.

Il ciclo ricorrente di questo flusso di energia vitale attraverso il corpo è di


enorme valore per il conseguimento degli obiettivi di salute e longevità.

Dirigere il respiro
Il flusso del respiro viene guidato nel corpo, iniziando con una
respirazione lenta o veloce, e concentrandosi poi sul processo di inspirazione
e di espirazione. Il controllo non è mai forzato: è l’intenzione che avvia il
movimento e la respirazione si fa naturale. Il metodo iniziale consiste nel
divenire consapevoli della respirazione contando il numero di inspirazioni e
di espirazioni mentre il processo è in atto. In genere si ricorre a questa tecnica
per arrestare il flusso selvaggio dei pensieri o per allontanare la mente dagli
avvenimenti dalla realtà esterna.

La forma più perfezionata di controllo del respiro è lasciare che


l’intenzione guidi la respirazione, metodo conosciuto come tao-yin
(letteralmente guidare e dirigere). Quando la mente è svuotata dai pensieri, la
vera intenzione emerge. Una volta che l’intenzione si è raggiunta, il controllo
cosciente scompare e il movimento della respirazione segue i canali aperti del
sistema circolatorio e scorre naturalmente nel corpo.
SI COMINCIA!
Surya Namaskara, ovvero il saluto al sole, è una serie di āsana di Hatha
Yoga. Deriva dal sanscrito "surya" che significa "sole", e "namaskara" che
significa "saluto".

La serie di āsana viene eseguita dai praticanti yoga al mattino, al


momento del sorgere del sole, per poter meglio sfruttare l'energia solare
presente in quel momento.

La sequenza viene realizzata in modo completo insieme all'ausilio


di prāṇāyāma (esercizi respiratori), mantra (suoni vocali), mudrā (gestualità
simbolica) e con particolare attenzione ai chakra (centri energetici del corpo
umano).

Saluto al Sole semplice A e B.


COSA SUCCEDE AL TUO CORPO?
Quello che accade durante le posizione con surya e le asanas, descritto in
breve di seguito.

Apparato digerente: gli organi addominali e lo stomaco vengono


alternativamente allungati e compressi. Questa sincronia massaggia gli organi
interni e assicura che funzionino correttamente. Molte malattie dell'apparato
digerente possono essere prevenute e rimosse o almeno migliorate dalla
pratica regolare.

Sistema di eliminazione: abbiamo una rapida eliminazione dei materiali


di scarto che spesso non sono adeguatamente digeriti e rimangono
nell'intestino causando costipazione e rallentano la peristalsi, che può portare
a diversi altri disturbi.
Una nota sulla peristalsi, se avete un giusto rapporto di magnesio-potassio la
peristalsi si attiva naturalmente. Un ottimo rimedio per riequilibrare
l'intestino in tutte le sue parti è il succo di carote fresco.

Anche i reni sono importanti organi di eliminazione, infatti la posizione


del cane a faccia in sù agisce in maniera favorevole sull'espulsione di urina.
Per ottenere i migliori risultati si dovrebbe integrare la pratica quotidiana
bevendo molta acqua fresca e pulita. Dopo la nostra pratica sarebbe ottimale
fare un bagno e attendere mezz'ora prima di mangiare.

Sistema circolatorio: il nostro allenamento aumenta il battito cardiaco e


il funzionamento di tutto il sistema circolatorio (venoso ed arterioso),
aiutando ad eliminare i materiali di scarto dal corpo. Tutte le cellule vengono
irrorate e nutrite con una notevole percentuale di ossigeno consentendo loro
di funzionare in maniera corretta, donando salute e maggior vitalità fisica e
mentale.

Il sistema linfatico è accelerato. Questo sistema è fondamentale per


proteggerci dalle infezioni. È un sistema di auto-difesa del corpo
fondamentale che spesso viene rallentato anche a causa di medicinali.
Sistema respiratorio: la maggior parte delle persone tendono a respirare
superficialmente con inspirazioni ed espirazioni davvero brevi e poco
profonde; ciò riduce notevolmente il nostro ossigeno e accumula in eccesso
l'anidride carbonica. Tale sottoutilizzazione della nostra capacità polmonare
consente un accumulo di germi che possono portare a varie malattie.

Nelle sequenze dinamiche abbiamo un migliore ricambio d'aria da e verso


i polmoni, infatti gli alveoli si espandono bene e migliora sia il tessuto
polmonare sia l'attività relativa ai muscoli della regione toracica circostante. I
polmoni vengono svuotati dalle impurità e dall'aria viziata perciò corpo e
cervello vengono rivitalizzati dalla maggiore % di ossigeno che stanno
ricevendo. Si può quasi avvertire questo incremento di energia.

Sistema endocrino: questo sistema svolge un ruolo importante nel


determinare il nostro benessere e l'atteggiamento nei confronti della vita. È
costituito da un numero considerevole di ormoni che interagiscono tra loro.
Tuttavia il minimo squilibrio può causare ripercussioni negative, un esempio
ben noto è il diabete ma anche uno squilibrio ormonale che pusò sfalsare il
ciclo mestruale. I nostri ormoni sono come gli ufficiali di un esercito, il
cervello rappresenta il comandante ‘supremo’ e le parti del corpo
rappresentano i soldati. Gli ormoni mobilitano e coordinano le diverse
funzioni organiche, basti pensare all'ormone della crescita, alle funzioni
sessuali, all'estrema eccitabilità, alla depressione e via dicendo.

La nostra pratica armonizza questo sistema e aiuta a rimuovere eventuali


irregolarità massaggiando direttamente le ghiandole pertinenti e migliorando
il loro flusso sanguigno.

Ultimamente gli studi di endocrinologia hanno riscontrato che gli


squilibri del sistema ormonale sono spesso causati dalla tensione mentale o
da traumi psicologici. La pratica yoga può aiutare a eliminare o ridurre questa
causa più profonda di malfunzionamento ormonale magari attraverso la
pratica costante di alcune asanas.

Sistema nervoso: le numerosissime connessioni nervose vengono


leggermente allungate, eccitate e stimolate. Le terminazioni nervose sono i
nostri intermediari. La sedentarietà rallenta le trasmissioni nervose e i centri
cerebrali ad esse associati.

Muscoli e scheletro: attraverso i nostri esercizi yoga alleniamo le catene


cinetiche e le articolazioni del corpo. I muscoli vengono contratti ed estesi e
ciò facilita la circolazione del sangue che arriva ai polmoni e da questi
reindirizzato al sistema renale ed epiteliale.

Perché è bene inserire diverse sequenze del saluto al sole in una lezione?

Un singolo ciclo di surya namaskar brucia fino a 13.90 calorie per


una persona di peso medio.

Svolgendolo in maniera molto dinamica (10-15 cicli) alternando le


posizioni con sequenze di yuko yoga, abbiamo un consumo calorico di 417
calorie in 30 minuti di allenamento.

Se paragoniamo il consumo medio di altre attività praticate in mezz'ora


come di seguito riportate, capirete quanta energia state consumando:

-sollevamento pesi = 199 calorie

-tennis = 232 calorie

-basket = 265 calorie

-beach volley = 265 calorie

-calcio = 298 calorie

-bicicletta (14-15,9 mph) = 331 calorie

-arrampicata = 364 calorie in esecuzione (7,5 mph) = 414 calorie

-surya namaskar = 417 calorie


Per tale ragione è davvero importante che vi alimentiate in maniera
corretta, privilegiando il consumo di frutta e verdura e cercando di non bere
bibite gasate, perchè innalzano inutilmente il tasso insulinico e non idratano
in maniera adeguata il nostro organismo. L'acqua naturale è la migliore in
assoluto, se al mattino bevete mezz'ora prima di fare colazione un bicchiere
d'acqua tiepido con mezzo succo di limone aiuterete il vostro corpo ad
eliminare tossine e a migliorare l'evacuazione. Il limone, sebbene alimento
acido, diventa alcalino nello stomaco.
ELENCO SINTOMATOLOGIE
(le posizioni elencate sono le più efficaci e vanno mantenute minimo 7
respirazioni lente, l’deale sarebbe mantenerle 10-15 respirazioni dopo aver
praticato surya namaskar almeno 32 cicli (ottimale sarebbe una sequenza di
49 cicli).

Aerofagia – flatulenza
Vedi gonfiore addominale

Artrite articolazioni spalle


Posizioni indicate

- Adho mukha svanasana


- Ardha chandrasana
- Bharadvajasana
- Maricyasana
- Parsvottanasana
- Salamba sarvangasana
- Sirsasana
- Urdhva dhanurasana
- Urdhva mukha svanasana
- Ustrasana
- Utthita parsvakonasana
- Utthita trikonasana
- Virabhadrasana i
- Virabhadrasana ii
- Virabhadrasana iii

Artrosi cervicale

Posizioni indicate

- Gomukhasana
- Sukhasana
- Tadasana
- Virasana
- Vrksasana

Artrosi lombare

Posizioni indicate

- Bhujangasana
- Dhanurasana
- Salabhasana
- Urdhva mukha svanasana

Cefalea (mal di testa di origine vasomotoria o da contrazione muscolare)

Posizioni indicate

- Halasana
- Janu sirsasana
- Shavasana

Cellulite

Posizioni indicate

- Adho mukha svanasana


- Baddha konasana
- Dhanurasana
- Maricyasana
- Paripurna navasana
- Salabhasana
- Setu bandha sarvangasana
- Upavista konasana
- Urdhva mukha svanasana
- Uttanasana
- Utthita parsvakonasana
- Virasana
- Vrksasana

Cifosi

Posizioni indicate

- Dandasana
- Gomukhasana
- Tadasana
- Utthita trikonasana
- Vrksasana

Colite

Posizioni indicate

- Adho mukha svanasana


- Dhanurasana
- Janu sirsasana
- Jathara parivartasana
- Maricyasana
- Nadi sodhana pranayama
- Paripurna navasana
- Paschimottanasana
- Salabhasana
- Salamba sarvangasana
- Sirsasana
- Suptavirasana i
- Ujjayi pranayama
- Uttanasana
- Virasana

Colpo di frusta
Posizioni indicate

- Adho mukha svanasana


- Adho mukha vrksasana
- Ardha chandrasana
- Ardha matsyendrasana
- Bharadvajasana
- Maricyasana

Crampi muscolari

Posizioni indicate

- Gomukhasana
- Virasana
- Shavasana
-

Depressione

Posizioni indicate

- Adho mukha vrksasana


- Kurmasana
- Maricyasana
- Nadi sodhana pranayama
- Pinca mayurasana
- Salamba sarvangasana
- Shavasana
- Sirsasana
- Urdhva dhanurasana
- Urdhva mukha svanasana
- Uttanasana
- Utthita trikonasana
- Vrksasana

Diabete

Posizioni indicate

- Ardha matsyendrasana
- Bhastrika pranayama
- Bhramari pranayama
- Bhujangasana
- Gomukhasana
- Halasana
- Matsyasana
- Nadi sodhana pranayama
- Paschimottanasana
- Salamba sarvangasana
- Shavasana
- Suptavirasana
- Tadasana

Disturbi dell'udito

Posizioni indicate

- Bhramari pranayama
- Halasana
- Prasarita padottanasana
- Salamba sarvangasana

Dolore gonfiore nervosismo alle gambe

Posizioni indicate

- Adho mukha svanasana


- Baddha konasana
- Halasana
- Padmasana
- Salamba sarvangasana
- Sirsasana
- Supta virasana ii
- Viparita karni
- Virasana

Dolori mestruali

Posizioni indicate

- Adho mukha svanasana


- Ashwini mudra
- Baddha konasana
- Maricyasana i
- Mula bandha
- Paripurna navasana
- Setu bandha sarvangasana
- Upavista konasana
- Urdhva mukha svanasana
- Uttanasana
- Utthita parsvakonasana
- Viparita karni
Dorsalgie funzionali

Posizioni indicate

- Adho mukha svanasana


- Maricyasana
- Paschimottanasana
- Supta virasana
- Urdhva mukha svanasana
- Ustrasana

Emorroidi

Posizioni indicate

- Adho mukha svanasana


- Maricyasana
- Paschimottanasana
- Supta virasana
- Urdhva mukha svanasana
- Ustrasana

Ernia del disco

Posizioni indicate

- Supta padangustasana
- Tadasana

Ernia iatale
Posizioni indicate

- Bharadvajasana i
- Matsyasana
- Supta virasana ii
- Ustrasana
- Virasana

Ernia inguinale

Posizioni indicate

- Adho mukha svanasana


- Baddha konasana
- Kurmasana
- Padangusthasana
- Paripurna navasana
- Paschimottanasana
- Salamba sarvangasana
- Sirsasana
- Uddiyana bandha
- Upavista konasana
- Urdhva dhanurasana
- Urdhva mukha paschimottanasana

Ernia ombelicale

Posizioni indicate

- Halasana
- Paripurna navasana
- Salamba sarvangasana
- Sirsasana
- Supta konasana
- Viparita karni
- Virasana

Ginocchia, problematiche varie e testa femorale

Posizioni indicate

- Ardha baddha paschimottanasana


- Baddha konasana
- Bharadvajasana i
- Janu sirsasana
- Krounchasana
- Kurmasana
- Maricyasana iii
- Padmasana
- Shavasana variante 2
- Tadasana
- Triang mukhaikapada paschimottan.
- Virasana

Ginocchio probl. Alla cartilagine

Posizioni indicate

- Baddha konasana
- Halasana
- Paschimottanasana
- Salamba sarvangasana
- Sirsasana
- Tadasana
- Virasana
Gonfiore addominale

Posizioni indicate

- Bhastrika pranayama
- Dandasana
- Halasana
- Kapalabatii pranayama
- Matsyasana
- Paripurna navasana
- Salabhasana
- Suptavirasana i
- Uddiyana bandha
- Ustrasana
- Virasana

Gravidanza

Posizioni indicate

- Baddha konasana
- Halasana
- Janu sirsasana
- Shavasana
- Suptavirasana
- Ujjayi pranayama
- Upavista konasana
- Viparita karni
- Virasana

Impotenza

Posizioni indicate

- Ardha matsyendrasana
- Ashwini mudra
- Baddha konasana
- Hanumanasana
- Nadi sodhana pranayama
- Paschimottanasana
- Salamba sarvangasana
- Sirsasana
- Uddiyana bandha
- Urdhva dhanurasana
- Uttanasana
- Vajroli mudra

Indigestione vedi anche problemi allo stomaco

Posizioni indicate

- Matsyasana
- Supta konasana
- Supta virasana

Insonnia

Posizioni indicate

- Adho mukha svanasana


- Bhastrika pranayama
- Halasana
- Kurmasana
- Nadi sodhana pranayama
- Paschimottanasana
- Salamba sarvangasana
- Shavasana
- Ujjayi pranayama
- Uttanasana
- Virasana
Ipertensione arteriosa

Posizioni indicate

- Ardha baddha paschimottanasana


- Bhramari pranayama
- Halasana
- Janu sirsasana
- Nadi sodhana pranayama
- Paschimottanasana
- Shavasana
- Sitali pranayama
- Sukhasana
- Ujjayi pranayama
- Virasana

Ipotensione arteriosa

Posizioni indicate

- Bhastrika pranayama
- Jalandhara bandha
- Kapalabatii pranayama
- Mula bandha
- Tadasana
- Uddiyana bandha
Litiasi biliare

Posizioni indicate

- Baddha konasana
- Bhastrika pranayama
- Gomukhasana
- Jathara parivartasana
- Kapalabatii pranayama
- Uttanasana
- Utthita trikonasana

Litiasi renale

Posizioni indicate

- Baddha konasana
- Gomukhasana
- Paripurna navasana
- Supta padangustasana
- Urdhva mukha svanasana
- Uttanasana

Lordosi

Posizioni indicate

- Adho mukha vrksasana


- Gomukhasana
- Janu sirsasana
- Jathara parivartasana
- Kurmasana
- Paschimottanasana
- Upavista konasana
Mal di schiena generalizzato

Posizioni indicate

- Halasana
- Jathara parivartasana
- Maricyasana in piedi
- Supta padangustasana
- Utthita hasta padangusthasana
- Utthita trikonasana
- Viparita karni

Mancanza di concentrazione

Posizioni indicate

- Adho mukha svanasana


- Adho mukha vrksasana
- Halasana
- Salamba sarvangasana
- Shavasana
- Sirsasana
- Urdhva dhanurasana
- Urdhva mukha svanasana

Obesità

Posizioni indicate

- Adho mukha svanasana


- Bhujangasana
- Dhanurasana
- Halasana
- Jathara parivartasana
- Maricyasana
- Salabhasana
- Salamba sarvangasana
- Sirsasana
- Uttanasana
- Utthita trikonasana
- Vasisthasana

Ovaie regolarizzazione sia nel periodo fertile che in menopausa

Posizioni indicate:

- Adho mukha svanasana


- Ardha matsyendrasana
- Baddha konasana
- Kurmasana
- Maricyasana
- Matsyasana
- Nadi sodhana pranayama
- Paschimottanasana
- Salamba sarvangasana
- Shavasana
- Sirsasana
- Suptavirasana
- Uddiyana bandha
- Upavista konasana
- Urdhva dhanurasana
- Urdhva mukha pascimottanasana
- Uttanasana
- Virasana
Potenziamento della vista*

Posizioni indicate

- Bhujangasana
- Dhanurasana
- Halasana

*Trataka concentrazione visiva

Etimologia : trataka significa guardare o fissare.

Note tecniche: E' una delle tecniche yoga di pulizia e purificazione del
corpo (kriya).

Questa potente tecnica fissa lo sguardo in un determinato punto. Se


praticata regolarmente sviluppa il potere di concentrazione.

Tecnica:Seduti comodamente con le gambe incrociate in una stanza


buia.Porre una candela accesa all' altezza degli occhi e ad una distanza di
circa 70 cm. Dal viso.Colonna vertebrale eretta, rilassare e chiudere gli
occhi.Corpo immobile.Aprire gli occhi e fissare intensamente il punto
luminoso della fiamma, proprio sopra la cima dello stoppino.Non muovere le
pupille o sbattere le palpebre ma continuare a fissare la fiamma in totale
concentrazione.Quando gli occhi sono stanchi o se cominciano a lacrimare,
chiudeteli e rilassateli.Mantenere la consapevolezza sull' immagine della
fiamma di fronte ai vostri occhi chiusi (e' l'impronta della fiamma impressa
sulla retina).Praticare trataka su questa immagine, mantenendola direttamente
di fronte o leggermente piu' in alto del centro fra le sopracciglia.Quando l'
immagine svanisce, aprire gli occhi e concentrate di nuovo sulla fiamma della
candela.

Durata: in generale 15 20 minuti.- per chi soffre d' insonnia e


nervosismo, ogni sera 15 minuti prima di dormire.

Benefici : aiuta a correggere la miopia - aumenta la stabilita' nervosa -


rimuove l' insonnia- aumenta il potere di concentrazione (ottimo per chi
studia).

Controindicazioni : non usare lenti a contatto o occhiali da vista durante


la pratica.

Disturbi : potenziamento della vista - insonnia

Problemi allo stomaco

Posizioni indicate

- Ardha matsyendrasana
- Halasana
- Matsyasana
- Suptavirasana
- Uddiyana bandha
- Ustrasana
- Utthita trikonasana

Prostata

Posizioni indicate

- Adho mukha svanasana


- Ardha matsyendrasana
- Baddha konasana
- Dhanurasana
- Hanumanasana
- Janu sirsasana
- Jathara parivartasana
- Kurmasana
- Nadi sodhana pranayama
- Paripurna navasana
- Salabhasana
- Salamba sarvangasana
- Shavasana
- Sirsasana
- Suptavirasana
- Uddiyana bandha
- Ujjayi pranayama
- Urdhva dhanurasana
- Uttanasana

Raffreddore

Posizioni indicate:

1. Jala neti (pulizia del naso con acqua)

- Kurmasana
- Paschimottanasana
- Ujjayi pranayama
- Uttanasana

1. Jala neti (pulizia del naso con acqua)

Jala neti e' una delle tecniche yoga di pulizia e purificazione del corpo
(kriya). Questa pratica rimuove lo sporco ed il muco dal passaggio nasalie.

Attrezzatura: Si usa uno speciale recipiente chiamato neti lota. Se non e'
disponibile usate una teiera.

Riempire il contenitore con acqua tiepida. Aggiungere 1 cucchiaino di


sale per mezzo litro di acqua e scioglierlo completamente.
Tecnica: Inserire delicatamente il beccuccio in una narice. Inclinare la
testa mentre alzate il contenitore in modo che l'aria scorra dentro la narice. L'
acqua dovrebbe scorrere attraverso una narice e scorrere fuori dalla narice
opposta. Lasciare fluire l' acqua liberamente attraverso le narici per 20 sec.
Pulite il naso e ripetere la stessa procedura versando l' acqua nella narice
opposta.

Ripetere 2 volte per narice.

Drenaggio del naso: Porsi in posizione di uttanasana per circa 30 sec. La


testa sottosopra permettera' all' acqua rimasta di scorrere fuori dal naso.
Mentre siete in questa posizione soffiate il naso 5 volte. Ritornare in
posizione eretta. Chiudere una delle narici con una leggera pressione delle
dita sul fianco della narice, respirate vigorosamente 3o volte velocemente con
enfasi sull' espirazione, in modo da togliere al massimo l'umidità.

Ripetere con l' altra narice. Ripetere infine con entrambe le narice aperte.

Dopo questa procedura tutta il naso dovrebbe essere completamente


asciutto.

NB: si può avvertire un leggero bruciore quando l' acqua inizia a scorrere
nelle narici, perchè le mucose non sono abituate al contatto con l' acqua.
Tutto ciò passerà dopo aver praticato alcune volta jala neti.

Anche gli occhi potrebbero leggermente arrossarsi durante i primi


tentativi, anche questo scomparirà ben presto.

Benefici: rimuove lo sporco dal naso e le mucose cariche di batteri. Aiuta


a risolvere i raffreddori e la sinusite, libera le orecchie, gli occhi e la gola. Ha
un effetto calmante induce una sensazione di leggerezza e di freschezza nella
testa

Controindicazioni: persone con epistassi croniche


Reni attivazione e mantenimento della loro efficienza

Posizioni indicate

- Ardha matsyendrasana
- Gomukhasana
- Halasana
- Kurmasana
- Nadi sodhana pranayama
- Paschimottanasana
- Uddiyana bandha
- Ustrasana

Reumatismi articolari

Posizioni indicate

- Tadasana
- Anantasana
- Kurmasana
- Posizioni indicate
- Ardha matsyendrasana

Sciatica

Posizioni indicate

- Baddha konasana
- Halasana
- Sirsasana
- Supta konasana
- Supta padangustasana
- Supta padangustasana
- Tadasana
- Uttanasana
- Utthita hasta padangusthasana
- Utthita parsvakonasana
- Virasana

Scoliosi

Posizioni indicate

- Adho mukha svanasana


- Halasana
- Janu sirsasana
- Salamba sarvangasana
- Sirsasana
- Tadasana
- Virasana

Spondiloartrite anchilosante

Posizioni indicate

- Bhujangasana
- Dhanurasana
- Salabhasana
- Tadasana
- Vrksasana

Stitichezza
Posizioni indicate:

- Maricyasana tutte le varianti


- Salamba sarvangasana
- Sirsasana
- Utthita parsvakonasana
- Utthita trikonasana
- Virabhadrasana i
- Virabhadrasana ii
Stress
Posizioni indicate:

- Adho mukha svanasana


- Halasana
- Janu sirsasana
- Paschimottanasana
- Salamba sarvangasana
- Viparita karni

Tiroide attivazione
Posizioni indicate

- Adho mukha svanasana


- Halasana
- Janu sirsasana
- Paschimottanasana
- Salamba sarvangasana
- Surya bhedana pranayama
- Viparita karni

Vene varicose

Posizioni indicate

- Janu sirsasana
- Krounchasana
- Maricyasana i
- Salamba sarvangasana
- Sirsasana
- Suptavirasana i
- Triang mukhaikapada paschimottan.
- Virasana
Vertigini

Posizioni indicate

- Jalandhara bandha
- Vrksasana
ELENCO PRINCIPALI POSIZIONI

ADHO MUKHA SVANASANA

ADHO MUKHA VRKSASANA

ANANTASANA

ARDHA BADDHA PADMOTTANASANA

ARDHA BADDHA PASCHIMOTTANASANA

ARDHA CHANDRASANA

ARDHA MATSYENDRASANA

ASHWINI MUDRA

ASTAVAKRASANA

BADDHA KONASANA

BAKASANA

BHARADVAJASANA

BHASTRIKA PRANAYAMA

BHRAMARI PRANAYAMA

BHUJANGASANA

BHUJAPIDASANA

CHATURANGA DANDASANA
DANDASANA

DHANURASANA

EKA PADA RAJAKAPOTASANA

EKA PADA SARVANGASANA

EKA PADA SETU BANDHA SARVANGAS.

GARUDASANA

GOMUKHASANA

HALASANA

HANUMANASANA

JALANDHARA BANDHA

JANU SIRSASANA

JATHARA PARIVARTASANA

JNANA MUDRA

KAKI MUDRA

KAPALABATII PRANAYAMA

KARNAPIDASANA

KHECHARI MUDRA

KROUNCHASANA

KURMASANA
MARICYASANA NELLE DIVERSE VERSIONI

MATSYASANA

MULA BANDHA

NADI SODHANA PRANAYAMA

PADANGUSTHASANA

PADMASANA

PARIGHASANA

PARIPURNA NAVASANA

PARIVRTTA PARSVAKONASANA

PARSVA BAKASANA

PARSVA UPAVISTA KONASANA

PARSVOTTANASANA

PASCHIMOTTANASANA

PINCA MAYURASANA

PRASARITA PADOTTANASANA

RESPIRAZIONE COMPLETA

SALABHASANA

SALAMBA SARVANGASANA

SETU BANDHA SARVANGASANA

SHAVASANA
SIMHASANA

SIRSASANA

SITALI PRANAYAMA

SUKHASANA

SUPTA KONASANA

SUPTA PADANGUSTASANA

SUPTA VIRASANA

SURYA BHEDANA PRANAYAMA

TADAGI MUDRA

TADASANA

TRIANG MUKHAIKAPADA PASCHIMOTTAN.

UBHAYA PADANGUSTHASANA

UDDIYANA BANDHA

UJJAYI PRANAYAMA

UPAVISTA KONASANA

URDHVA DHANURASANA

URDHVA HASTASANA

URDHVA MUKHA PASCIMOTTANASANA

URDHVA MUKHA SVANASANA


URDHVA PRASARITA PADASANA

USTRASANA

UTKATASANA

UTTANA PADASANA

UTTANASANA

UTTHITA HASTA PADANGUSTHASANA

UTTHITA PARSVAKONASANA

UTTHITA TRIKONASANA

VAJROLI MUDRA

VASISTHASANA

VATAYANASANA

VIPARITA KARNI

VIRABHADRASANA I

VIRABHADRASANA II

VIRABHADRASANA III

VIRASANA

VRKSASANA
DESCRIZIONE POSIZIONI
Di seguito troverai la descrizione dettagliata, con immagine di
riferimento, delle posizioni più importanti o posizioni base.

Adho mukha svanasana

Etimologia : adho significa giu' - mukha, viso - svana, cane.

Benefici : rinforza i muscoli della schiena e previene le sue deformazioni.


- azione sedativa sul sistema nervoso. Stimola favorevolmente gli organi
genitali interni sia maschile che femminile - stimola le funzioni dei reni e
fegato

Controindicazioni : nessuna in particolare

Disturbi : colpo di frusta - stress - obesita' - dorsalgie funzionali - artrite


articolazioni spalle - cellulite - colite - dolori mestruali - ernia ombelicale -
ovaie - prostata - mancanza di concentrazione - insonnia - dolore gonfiore
nervosismo alle gambe - scoliosi -

Adho mukha vrksasana ( posizione dell'albero girato )


Categoria posizione : rovesciate -

Etimologia : adho mukha significa, viso rivolto in giu' - viksa, albero.

Benefici : rinforza le spalle, le braccia, i polsi- dilata completamente il


torace.

Controindicazioni : ipertensione - insufficienza cardiaca - soggetti che


perdono facilmente il sangue dal naso (epistassi)

Disturbi : colpo di frusta - depressione - mancanza di concentrazione -


sviluppo del seno - lordosi -

Anantasana
( posizione di ananta )

Categoria posizione : prone e supine -

Etimologia : ananta e' uno dei nomi di visnu.

Benefici : tonifica la regione pelvica, previene l' ernia

Ardha baddha padmottanasana

( posizione del mezzo loto in piedi )

Categoria posizione : equilibrio -

Etimologia : ardha significa meta' - baddha, legato - padma, loto - uttana,


intenso

Benefici : toglie rigidita' alle ginocchia, e delle spalle - sviluppa il torace


il respiro diviene libero e profondo. Tonifica gli organi addominali.

Controindicazioni : lesioni al menisco

Ardha baddha paschimottanasana


( posizione del mezzo loto )

Categoria posizione : sedute -

Etimologia : ardha significa meta', baddha trattenuto, padma loto. L'asana


che tende tutta la parte posteriore del corpo.

Benefici : le ginocchia diventano flessibili- tonifica gli organi addominali


, il sangue fluisce piu' intensamente intorno all' ombelico. E' consigliato alle
persone che hanno spalle rotonde

Controindicazioni : fragilita' dei menischi

Disturbi : ginocchia - ipertensione arteriosa –

Ardha chandrasana
( posizione della mezza luna )

Categoria posizione : in piedi -

Etimologia : ardha significa meta' - chandra luna.

Benefici : tonifica la parte inferiore della colonna vertebrale e le


terminazioni nervose collegate ai muscoli delle gambe, rafforza le ginocchia.
Come tutte le posizioni in piedi questa posizione aiuta a risolvere i disturbi
dello stomaco.

Controindicazioni : difetti spinali nell' area sacro-lombare

Disturbi : colpo di frusta - artrite articolazioni spalle -

Ardha matsyendrasana
( posizione di mezza torsione )

Categoria posizione : torsioni -

Etimologia : ardha significa meta' - matsyendra il dio dei pesci.

Benefici : tonifica gli organi addominali sia della parte superiore che
inferiore. Con la pratica assidua evita l' ingrossamento della prostata e della
vescica.

Controindicazioni : ernia inguinale

Disturbi : colpo di frusta - diabete - impotenza - ovaie - prostata - reni -


problemi allo stomaco

Astavakrasana
( posizione del grande saggio )

Categoria posizione : equilibrio -

Etimologia : astavakra era un grande saggio dell' antica india nato con il
corpo curvato in otto parti.

Benefici : sviluppa il controllo nervoso del corpo e della mente. - rinforza


i polsi, le braccia - tonifica i muscoli dell' addome.-

Baddha konasana

( posizione legata )

Categoria posizione : sedute -

Etimologia : baddha significa tenuto, kona angolo -

Disturbi : gravidanza - cellulite - dolori mestruali - ernia ombelicale -


ginocchia - impotenza - ovaie - prostata - sterilita' e spermatorrea - dolore
gonfiore nervosismo alle gambe - incontinenza urinaria femminile - litiasi
renale -ginocchio probl.alla cartilagine - sciatica - litiasi biliare -
Bakasana

( posizione della gru )

Categoria posizione : equilibrio -

Etimologia : baka significa la gru.

Benefici : rinforza i muscoli delle braccia e dell' addome. Accresce l'


equilibrio

Bharadvajasana i

( posizione del guerriero )


Categoria posizione : torsioni -

Benefici : rende flessibile la colonna soprattutto la zona lombare e


dorsale- scioglie le spalle, rinforza i muscoli del collo. Aiuta a risolvere i
dolori di chi soffre di artrite.

Controindicazioni : nessuna

Disturbi : colpo di frusta - ernia iatale - artrite articolazioni spalle -


ginocchia

Bhastrika pranayama

Categoria posizione : pranayama -

Etimologia : bhastrika significa soffietto da fuoco

Note tecniche :

Seduti in virasana, sukhasana o padmasana. Dorso ben eretto con la


colonna cervicale molto tirata.

Tecnica 1 : fare un' inspirazione energica e rapida. Subito dopo procedete


con un ' espirazione altrettanto energica e rapida. La durata di questo ciclo
respiratorio sara' accompagnata da un sibilo analogo a quello di un soffietto.
Ripetere 10 cicli .terminato inspirare lentamente e profondamente. Trattenere
il respiro per 3 sec. (antara kumbakha). Espirare lentamente e
frofondamente.alternare i cicli di bastrika e le inspirazioni ed espirazioni
profonde , senza mai arrivare a provare disagio o fatica.

Tecnica 2: inspirare ed espirare soltanto attraverso la narice sx per tutto il


ciclo di bastrika e poi soltanto con quella di destra per il ciclo seguente.
Attenzione: sospendere bastrikha se il " sibilo del soffietto" subisce una netta
diminuzione esso e' considerato un campanello d' allarme. Continuare,
nonostante questi disturbi, potrebbe persino causare la perdita di conoscenza.
Alla fine dei cicli, si consiglia di rilassarsi a lungo in shavasana.-

Benefici : tonifica i muscoli addominali - migliora le funzioni epatiche,


pancreatiche e quelle dell' evacuazione biliare -decongestiona gli occhi e i
seni frontali e paranasali - tonifica il sistema nervoso.

Controindicazioni : vertigini e ronzii delle orecchie

Disturbi : diabete - ipotensione arteriosa - gonfiore addominale - litiasi


biliare -tiroide - insonnia -

Bhujangasana

( posizione del cobra )

Categoria posizione : prone e supine -

Etimologia : bhujanga significa serpente.

Benefici : e' considerata la panacea del rachide. La pratica costante di


quest' asana riporta i dischi intervertebrali nella loro posizione originale -
stimola la tioride e le surrenali - incrementa la circolazione e stimola gli
organi sessuali.

Controindicazioni : spondilolistesi -
Bhujapidasana

( posizione della spalla )

Categoria posizione : equilibrio -

Etimologia : bhuja significa spalla - pida, pressione

Benefici : rinforza polsi e mani, muscoli delle braccia, delle spalle e


addominali.

Chaturanga dandasana

( posizione del bastone a terra )


Categoria posizione : prone e supine -

Etimologia : chatur significa quattro - anga arto - danda bastone.

Benefici : rinforza le braccia e i polsi. Tonifica gli organi addominali.

Dandasana

( posizione del bastone )

Categoria posizione : sedute -

Etimologia : danda significa bastone.

Disturbi : cifosi - gonfiore addominale –

Benefici : tonifica i reni - per coloro che avvertono senso di gonfiore all'
addome per la presenza di gas. Riduce il grasso attorno alla vita.

Dhanurasana
( posizione dell' arco )

Categoria posizione : prone e supine -


Etimologia : dhanu significa arco.

Benefici : rende la colonna vertebrale elastica, rinforza i dischi


intervertebrali prevenendo il loro slittamento - combatte le cifosi - molto
efficace a rinforzare le gonadi, che governano la sessualita' - stimola la
tiroide.

Controindicazioni : spondiliti - ernia inguinale.


Disturbi : obesita' - cellulite - colite - potenziamento della vista - prostata -
artrosi lombare - spondiloartrite anchilosante

Eka pada rajakapotasana

( posizione del piccione reale )


Categoria posizione : pieg.indietro -

Etimologia : eka significa uno - pada, piede - raja, reale - kapota,


piccione.
benefici : si eliminano i disturbi del sistema urinario. Stimola i muscoli della
spalla e del collo. - aumenta la vitalita' perche' viene incrementata la
circolazione del sangue nella tiroide, nelle surrenali e nelle gonadi -
Eka pada sarvangasana

( posizione della candela ii )

Categoria posizione : rovesciate -

Etimologia : eka signisica uno - pada, piede.

Benefici : tonifica i reni ed i muscoli delle gambe.

Controindicazioni : artrosi cervicale

eka pada setu bandha sarvangasana.

( posizione del ponte con un piede )


Categoria posizione : rovesciate -

Etimologia : eka significa uno - pada, piede.

benefici : rende la spina dorsale elastica e sana.tonifica i muscoli delle


cosce.

Garudasana

( posizione dell' aquila )

Categoria posizione : in piedi -

Etimologia : garuda significa aquila -

Benefici : sviluppa i muscoli delle caviglie e dei piedi - e' indicata a chi
soffre di crampi ai polpacci - toglie rigidita' alle spalle.
Gomukhasana

( posizione della testa di vacca )

Categoria posizione : sedute -

Etimologia : go significa mucca. Mukha muso.

Benefici : l' articolazione delle spalle si sciolglie, la schiena si raddrizza.


Sviluppa il torace. Cura i crampi alle gambe- rende elastici i muscoli delle
gambe.

Controindicazioni : nessuna

Disturbi : artrosi cervicale - cifosi - diabete - reni - sviluppo del seno -


litiasi renale - crampi muscolari - litiasi biliare - lordosi -

Halasana

( posizione dell'aratro )

Categoria posizione : rovesciate -

Etimologia : hala significa aratro.

Benefici : decongestiona la gola e stimola la tiroide - ringiovanisce gli


organi addominali in particolare stomaco e reni.- allevia il mal di schiena - (le
mani e le gambe allungate in direzione opposta tendono completamente la
spina dorsale).

Controindicazioni : insufficienza cardiaca, ipertensione.

Disturbi : cefalea (mal di testa) - gravidanza - stress - ernia inguinale -


obesita' -diabete - potenziamento della vista - reni - ipertensione arteriosa -
problemi allo stomaco - mancanza di concentrazione - insonnia - dolore
gonfiore nervosismo alle gambe - mal di schiena - scoliosi - ginocchio
probl.alla cartilagine -gonfiore addominale - sciatica - tiroide - disturbi dell'
udito -

Hanumanasana

( posizione della scimmia )

Categoria posizione : equilibrio -

Etimologia : hanuman era un potente capo tribù di scimmie.

benefici : rimuove i disturbi sessuali - stimola gli organi e i muscoli dell'


addome - migliora la circolazione delle gambe - cura la sciatica - rinforza gli
abduttori delle cosce. - e' consigliata ai corridori -

Jalandhara bandha

Categoria posizione : mudra e bandha -


Etimologia : jala significa rete - bandha, legame

Note tecniche :

I tre bandha principali, indispensabili per il prnyama sono: jalandhara ( il


rpimo bandha da imparare) uddiyana bandha e mula bandha. Jalandara
bandha chiude l' esofago e comprime vari organi compresi i seni recettori
localizzati nella regione della gola. Questi recettori sono sensibili alla
pressione del sangue nelle vene giugulari che forniscono sangue al cervello.
(se la pressione e ' alta i ricettori mandano messaggi al cervello ed al cuore
che viene rallentato, se la pressione e' bassa i ricettori mandano messaggi al
cervello ed al cuore che viene accelerato). I recettori sono sensibili alla
pressione e cosi' la compressione che ricevono durante jandhara bandha
rallenta il cuore e tranquillizza la mente.

Lo scopo di questo bandha e' quello di attivare l' energia del corpo
impedendo che vada dispersa. Evita anche, che quest' energia venga male
impiegata. Il jalandhara bandha gioca un ruolo di ammortizzatore o di
isolante, nei confronti di manifestazioni energetiche "anarchiche" che
potrebbero causare turbe somatiche . Un paragone: la corrente elettrica e' un'
energia molto utile ma puo' causare danni seri se non venisse ben incanalata
ed isolata.

Tecnica. Seduti a terra, gambe incrociate mantenere la schiena eretta


tendere le braccia ed appoggiare le mani sopra le ginocchia inghiottire la
saliva. Inspirare profondamente e ritenere il respiro

Abbassare lentamente il collo e la testa contro il torace, portandoli avanti


e verso il basso ( il mento viene inserito sulla fossetta clavicolare - piccola
cavita' che sapara le espremita' interne delle clavicole). Raddrizzare le braccia
e bloccare la posizione rimanere in posizione sino a quando siete
comodamente in grado di trattenere il respiro. Rilassare le spalle, piegare le
braccia, lentamente rilasciare la chiusura, sollevare la testa ed espirate
ripetere quando la respirazione diventa normale

Meglio se praticato con pranayama e mudra. Precauzioni: non inspirare


ne' espirare mai fino a quando non si sia rilassata la chiusura del mento e la
testa non sia diritta.

benefici : crea equilibrio al sistema nervoso - commbatte stress e ansia - il


mal di testa da congestione e ronzii alle orecchie- migliora la funzione
dellatiroide e paratiroidi .

Controindicazioni : ipertensione, cardiopatie.

Janu sirsasana

( posizione della testa verso il ginocchio )

Categoria posizione : sedute -

Etimologia : janu significa ginocchio, sirsa testa. La posizione della testa


verso il ginocchio.

benefici : facilita la digestione, tonifica e rende attivi fegato, reni e organi


del basso ventre. La prostata- corregge le scoliosi.

Controindicazioni : nessuna

Disturbi : vene varicose - cefalea (mal di testa) - gravidanza - colite -


ginocchia -prostata - ipertensione arteriosa - stress - scoliosi - lordosi
Jathara parivartasana

( posizione di torsione attorno allo stomaco )

Categoria posizione : prone e supine -

Etimologia : jathara significa stomaco- parivartana torsione attorno

Benefici : previene de deformazioni della colonna ( cifosi-lordosi e


soprattutto scoliosi) - stimola la digestione- riduce il grasso eccessivo.

Controindicazioni : dislocazione dei dischi

Disturbi : obesita' - colite - prostata - mal di schiena - litiasi biliare -


lordosi –

Jnana mudra

Categoria posizione : mudra e bandha -

Etimologia : jnana significa conoscenza - mudra, chiusura

benefici : influisce favorevolmente sull' inspirazione grazie all' appoggio


del dorso delle mani sulle ginocchia che fanno ruotare indietro le spalle,
aprendo maggiormente il torace.
Krounchasana

( posizione dell'airone )

Categoria posizione : sedute -

Etimologia : krouncha significa airone la posizione con la gamba alzata


che simula il collo e la testa di un airone.

Benefici : gli organi addominali vengono rinvigoriti e i muscoli posteriori


delle gambe completamente estesi ottimo esercizio sui muscoli delle gambe.
Controindicazioni : nessuna
Disturbi : vene varicose - ginocchia

kurmasana

( posizione della tartaruga )

Categoria posizione : sedute -


Etimologia : kurma significa tartaruga. La figura della tartaruga con la
testa e gli arti ritirati sotto il guscio.
benefici : azione sedativa a livello psichico - tonifica la colnna vertebrale -
tonifica fegato, stomaco, intestino
Controindicazioni : lesione al menisco.
Disturbi : depressione - ernia ombelicale - ginocchia - ovaie - prostata -
raffreddore - reni - lordosi - insonnia -

Maricyasana i e maricyasana ii

( posizione di marici i )

Categoria posizione : torsioni -

Etimologia : marici era un saggio. Asana a lui dedicata, famosa per i suoi
effetti calmanti.

benefici : fa fronte agli stati depressivi -rende elastica la colonna in


particolare dorso e bacino. Stimola le funzioni del fegato, intestino e reni,
ovaie, prostata
Disturbi : vene varicose - stitichezza - obesita' - depressione - dorsalgie
funzionali - artrite articolazioni spalle - cellulite - dolori mestruali -

Maricyasana iii
( posizione di maricy iii )

Categoria posizione : torsioni -

Etimologia : marici era un saggio - asana seduta con torsione laterale.

benefici : con la pratica assidua di questo asana si otterranno benefici al


mal di schiena- tonifica fegato, milza. - i muscoli del collo -scioglie le spalle -
riduce il grasso dell' addome

Controindicazioni : ernia inguinale-. Dislocazione dei dischi vert.

Matsyasana

( posizione del pesce )

Categoria posizione : prone e supine -

Etimologia : matsya significa pesce.

benefici : la regione dorsale viene completamente estesa. Il torace ben


dilatato facilita il respiro - le giunture pelviche diventano piu' elastiche.

Controindicazioni : lesione dei menischi


Mula bandha

Categoria posizione : mudra e bandha -

Etimologia : mula significa radice - bandha, afferrare.

Note tecniche :

I tre bandha principali, indispensabili per il prnyama sono: jalandhara ( il


rpimo bandha da imparare) uddiyana bandha e mula bandha.

Con questo bandha la zona fra gli organi urinari ed escretori viene
contratta e tirata in alto. Questo genera vitalita' agli organi e risveglia l'
energia sessuale.

Tecnica:

Seduti a terra con le ginocchia incrociate - schiena eretta.

Mettere i palmi delle mani sulle ginocchia.

Chiudere gli occhi e rilassare.

Espirare profondamente svuotando i polmoni il piu' possibile.

Simulare una inspirazione senza lasciar passare il minimo d'aria (questa


falsa inspirazione provochera' una notevole ritrazione addominale - la
contrazione interessa la parte anatomica compresa tra l' ano e il basso ventre
sino a una linea orizzontale che passa per l ' ombelico).

Mantenere la ritenzione del respiro 6 sec. Ed eseguire jalandhara bandha.

Lasciate la contrazione del perineo, alzare lentamente la testa - espirate


lentamente.

Ripetere fino a 10 volte.-

Benefici : i nervi pelvici vengono stimolati e tonificati gli organi sessuali


ed escretori - i muscoli dello sfintere anale vengono rinforzati - auementa la
peristalsi intestinale cosi' da rimuovere efficacemente emorroi

Padangusthasana

( posizione mani - piedi )

Categoria posizione : in piedi -

Etimologia : pada significa piede- angustha alluce la posizione si esegue


in piedi afferrando gli alluci.

benefici : vengono tonificati gli organi dell' addome ed aumentano i


succhi gastrici, fegato e milza vengono beneficiati. Indicata per le persone
che avvertono gonfiore all' addome e disturbi gastrici.
Padmasana

( posizione del loto )

Categoria posizione : sedute -

Etimologia : padma significa loto . E' l' asana della meditazione.

benefici : la regione lobare e addominale vengono tonificate da un


maggior apporto di sangue. Cura la rigidita' delle ginocchia e delle caviglie.

Controindicazioni : artrosi alle ginocchia - lesione deil menisco

Disturbi : ginocchia - dolore gonfiore nervosismo alle gambe -


incontinenza urinaria femminile -
Parighasana

( posizione del cancello )

Categoria posizione : in piedi -

Etimologia : parigha significa sbarra per chiudere un cancello

benefici : la posizione tende e rilascia i i muscoli della zona pelvica ( un


lato dell' addome e' teso e l' altro e' piegato lateralmente ) cio' mantiene sani
gli organi addominali e il derma addominale

Paripurna navasana

( posizione della barca )


Categoria posizione : sedute -

Etimologia : paripurna significa completo. L' asana della la barca a remi.

benefici : utile per il gonfiore dell'addome ( il beneficio dell' esercizio si


avverte dopo 20 sec.- libera i gas) - tonifica i reni - elimina il grasso attorno
alla vita

Controindicazioni :

Disturbi : ernia inguinale - cellulite - colite - dolori mestruali - ernia


ombelicale - prostata - gonfiore addominale - litiasi renale -

Parivrtta parsvakonasana

( posizione laterale rivoltata ad angolo )

Categoria posizione : in piedi -

Etimologia : parivrtta significa girato, parsva fianco, kon angolo.

benefici : gli organi addominali vengono contratti favorendo la


digestione. La circolazione del sangue viene aumentata attorno alla colonna
vertebrale e gli organi addominali che vengono cosii' ringiovaniti.

Controindicazioni : dislocazioni di vertebre - ernia inguinale


Parsva bakasana

( posizione laterale dlla gru )

Categoria posizione : equilibrio -

Etimologia : parsva significa fianco - baka, la gru.

benefici : rinforza le braccia , tonifica gli organi addominali e i muscoli


obliqui.

Parsva upavista konasana

( posizione laterale seduta ad angolo )

Categoria posizione : sedute -

Etimologia : parsva significa lato, upavista seduto, kona angolo

controposizione :
Benefici : facilita la circolazione del sangue nella regione pelvica.

parsvottanasana

( posizione di estensione sul fianco. )


Categoria posizione : in piedi -
Etimologia : parsva significa fianco, ut intenso tan estendere.

controposizione : adho mukha svanasana -

Benefici : corregge le spalle rotonde e cascanti.-toglie rigita' ai muscoli


delle gambe e delle anche , rende elastiche le articolazioni dei fianchi e la
colonna vertebrale. Gli organi addominali vengono contratti e tonificati.

Paschimottanasana

( posizione rivolta ad occidente )

Categoria posizione : sedute -


Etimologia : paschima significa occidente . L' asana agisce sulla parte
posteriore del corpo dalla testa ai talloni .

benefici : straordinario progressivo aumento dell' elasticita' del rachide e


rinforza la muscolatura paravertebrale. Regolarizza le funzioni genitali
specialmente nell' uomo e dona un controllo cosciente sulle funzioni sessuali.

Controindicazioni : ernia del disco

Disturbi : dorsalgie funzionali - colite - diabete - emorroidi - ernia


ombelicale -impotenza - ovaie - raffreddore - reni - ipertensione arteriosa -
sterilita' e spermatorrea - stress - insonnia - ginocchio probl.alla cartilagine -
lordosi -

Pinca mayurasana

Versione semplificata e versione integrale


( posizione del pavone )

Categoria posizione : rovesciate -

Etimologia : pincha significa, piuma - mayura, pavone.

benefici : sviluppa i muscoli delle spalle e della schiena- tende i muscoli


dell' addome tonificando gli organi interni.-

Controindicazioni : artrosi cervicale - ipertensione - insufficienza cardiaca


- epistassi frequenti (perdita di sangue dal naso).

Disturbi : depressione -

Prasarita padottanasana

Categoria posizione : in piedi -

Etimologia : prasarita significa allungato, pada piede.

benefici : i muscoli abduttori, i tendini vengono completamente tonificati


ed il sangue viene spinto al busto ed alla testa. Facilita la digestione.
Respirazione completa

Categoria posizione : pranayama -

In stazione seduta:

Sdraiarsi a terra in posizione di savasana con gli occhi chiusi.

Inspirare lentamente dal naso gonfiando il ventre, poi il torace ed infine la


zona superiore del torace sino alle clavicole.

Trattenere il respiro 3 sec.

Espirare lentamente dal naso abbassando lateralmente il torace e facendo


rientrare il ventre, alla fine dell' espirazione contraete l' addome per far uscire
il residuo d' aria.

Proseguire per una decina di respirazioni complete.-

Controposizione : shavasana -

Benefici : sviluppa il torace e migliora la capacita' respiratoria - libera


dall' ansia - smaltisce grasso e cellulite dell' addome, stomaco e la parte
superiore delle cosce- rinforza i muscoli dell' addome che hanno tendenza al
rilascio e a alle ernie da sforzo

Salabhasana
( posizione della cavalletta )

Categoria posizione : prone e supine -

Etimologia : salabha significa cavalletta.

benefici : rende elastica la zona lombare - decongestiona la vescica e gli


organi del basso ventre: prostata, utero e organi annessi - stimola fortemente
la circolazione del sangue - svolge un' azione calmante

Controindicazioni : gravidanza avanzata - in caso di spondilolistesi - neli


stati acuti di artrite, artrosi vertebrale.

Disturbi : obesita' - cellulite - colite - prostata - artrosi lombare - gonfiore


addominale - spondiloartrite anchilosante -

Salamba sarvangasana

( posizione della candela )

Categoria posizione : rovesciate -

Etimologia : salamba significa sostenuto- sarva tutto - anga corpo. Da


questo asana trae giovamento tutto il corpo.

benefici : calma i nervi - insonnia - mal di testa - palpitazioni.- bronchite -


asma - mal di gola - stimola la tiroide -disturbi urinari - emorroidi - colite. -
rinforza tutto il corpo e soprattutto migliora lo stato di salute e la bellezza.

Controindicazioni : artrosi cervicale - insifficienza cardiaca - ipertensione


( a meno di eseguire prima di sarvangasana halasana per almeno 5 minuti).

Disturbi : vene varicose - depressione - stress - ernia inguinale -


stitichezza -obesita' - artrite articolazioni spalle - colite - diabete - emorroidi -
ernia ombelicale - impotenza - ovaie - prostata - sterilita' e spermatorrea -
mancanza di concentrazione - dolore gonfiore nervosismo alle gambe -
scoliosi - ginocchio probl.alla cartilagine - incontinenza urinaria femminile -
tiroide - disturbi dell' udito - insonnia -

Setu bandha sarvangasana

( posizione del ponte )

Categoria posizione : rovesciate -

Etimologia : setu significa ponte - setu bandha, costruzione di un ponte.

benefici : calma i nervi - rende la spina dorsale sana e flessibile.

Controindicazioni : nessuna

Disturbi : cellulite - dolori mestruali -

Shavasana
( posizione del cadavere )

Categoria posizione : rilassamento -

Etimologia : shava significa cadavere

benefici : e' importante praticare questo asana alla fine di ogni seduta
yoga. Ideale se praticato prima di dormire porta rilassamento a tutto il sistema
psico-fisiologico

Controindicazioni : nessuna

Disturbi : diabete - emorroidi - ovaie - prostata - ipertensione arteriosa -


sterilita' e spermatorrea - insonnia -
Simhasana

( posizione del leone )

Categoria posizione : sedute -

Etimologia : simha significa leone

benefici : rimuove i disturbi della gola, del naso, delle orecchie e della
bocca - e' utile per i balbuzienti - cura l'alito cattivo e pulisce la lingua.

Sirsasana

( posizione capovolta )

Categoria posizione : rovesciate -

Etimologia : sirsa, testa.

Benefici : e' considerto il re di tutti gli asana. La pratica regolare migliora


le funzioni cerebrali. - allontana rafreddori, tosse, tonsilliti, asma.- per la
stitichezza - per l' insonnia - decongestiona gli organi addominali - per i
gonfiori e varici delle gambe
Controindicazioni : problemi cardiovascolari, glaucoma, e retinopatie,
ipertensione, disturbi dell' udito. Nella donna mestruatata ( se mantenuta a
lungo).

Disturbi : vene varicose - depressione - ernia inguinale - stitichezza -


obesita' -artrite articolazioni spalle - colite - ernia ombelicale - impotenza -
ovaie -prostata - sterilita' e spermatorrea - mancanza di concentrazione -
dolore gonfiore nervosismo alle gambe - scoliosi - ginocchio probl.alla
cartilagine -incontinenza urinaria femminile - sciatica -

Sitali pranayama

Categoria posizione : pranayama -

Etimologia : shita significa freddo.

Note tecniche :

L' inspirazione avviene con la lingua arrotolota a forma di tubo che


fuoriesce leggermente dalla bocca.- la forma a tubo della lingua raffredda l'
aria mentre viene inspirata nei polmoni, raffreddando cosi' tutto il corpo.

L' inspirazione e' accomapgnata dall' emissione di un rumore regolare.

L' espirazione si realizza rientrando l lingua e con la bocca chiusa.

L' espirazione e' accompagnata dall' emissione di un rumore come quello


della tecnica ujjayi.

Tecnica:

Seduti in virasana, sukhasana o padmasana. Palmi delle mani sulle


ginocchia.

Stendere la lingua e piegare i lati formando un tubo stretto.


Inspirare lentamente e profondamente attraverso la lingua piegata,
emettendo un suono

benefici : induce rilasamento muscolare e tranquillita' mentale - elimina la


sete e purifica il sangue.- migliora la vista e le funzioni dell' apparato
digerente - decongestiona la testa e la pelle (anche in caso di leggero eritema
solare) - mal di testa.-

Controindicazioni : faringite - raucedine, laringite, tracheite -


insuff.cardiaca - in caso di ipertensione puo' essere praticato ma senza
ritenzione di respiro

Disturbi : ipertensione arteriosa -

Sukhasana

( posizione facile )

Categoria posizione : sedute -

Benefici : e' una posizione rilassante usata per il pranayama e la


meditazione.- mantiene sana la regionepelvica ed e' indicata a chi soffre di
rigidita' alle ginochia e le caviglie.-

Controindicazioni :

Disturbi : artrosi cervicale - ipertensione arteriosa - incontinenza urinaria


femminile -

Supta konasana
( posizione dell'angolo rovesciato )

Categoria posizione : rovesciate -

Etimologia : supta significa giacere - kona, angolo.

benefici : contrae gli organi addominali e tonifica i muscoli delle gambe.

Controindicazioni :

Disturbi : indigestione vedi problemi allo stomaco - ernia inguinale -


sciatica -

Supta padangustasana

( posizione distesa - mano-piede )

Categoria posizione : prone e supine -

Etimologia : supta significa disteso, pada piede, angusta alluce.

benefici : benefici per la sciatica, aumenta la circolazione del sangue nelle


gambe - previene l' ernia - toglie rigidita' all' articolazione delle anche.

Disturbi : ernia del disco - mal di schiena - litiasi renale - sciatica -


sciatica -

Upavistha konasana
( posizione seduta ad angolo )

Categoria posizione : sedute -

Etimologia : upavistha significa seduto - kona angolo.

benefici : rende elastici i tenditi delle gambe- tonifica la regione pelvica-


toglie di dolori del nervo sciatico. Regola il flusso mestruale e stimola le
ovaie - prostata - asana sedativa calmante dell' ansia.

Controindicazioni :

Disturbi : gravidanza - cellulite - dolori mestruali - ernia ombelicale -


ovaie -lordosi -

Urdhva dhanurasana

( posizione dell'arco )

Categoria posizione : pieg.indietro -

Etimologia : urdhva significa in su - dhanu, arco.


benefici : la schiena si rinforza e rende il corpo agile e longilineo, rinforza
le braccia e i polsi - esercita un effetto calmate - per il sistema nervoso ed
endocrino (influenza tutte le secrezioni ormonali). Comprime e massaggia gli
organi addominali.

Controindicazioni : cardiopatie - ipertensione - ulcera gastrica - disturbi


dell' udito - glaucoma e retinopatie.

Disturbi : depressione - artrite articolazioni spalle - ernia ombelicale -


impotenza - ovaie - prostata - mancanza di concentrazione -

Urdhva hastasana

( posizione eretta con mani in alto )


Categoria posizione : in piedi -

Benefici : calma - sviluppa il torace - rende consapevoli della corretta


postura in piedi - alunga la colonna - accresce il senso di equilibrio

Controindicazioni :

Urdhva mukha pascimottanasana 1

( posizione con il viso in su. )


Categoria posizione : sedute -

Etimologia : urdhva significa in su - mukha, viso, bocca.

benefici : modella le cosce - toglie i dolori della schiena- dona equilibrio


e stabilita' come ubhaya padangusthasana i ma piu' intensamente.

Controindicazioni :

Disturbi : ovaie -

Urdhva mukha svanasana

( posizione del cane a testa in su )


Categoria posizione : prone e supine -

Etimologia : urdhva significa su - mukha, viso - shana, cane.

benefici : rilassa il dorso e combatte i dolori provocati da posizioni


sbagliate mantenute a lungo. Beneficio per ovaie e utero, nell' uomo la
prostata

Controindicazioni : stati febbrili -

Disturbi : depressione - dorsalgie funzionali - artrite articolazioni spalle -


cellulite - dolori mestruali - mancanza di concentrazione - artrosi lombare -
litiasi renale -

Urdhva mukha paschimottanasana ii

( posizione dei piedi legati oltre la testa )


Categoria posizione : prone e supine -

Etimologia : urdhva significa su , mukha viso.

benefici : modella le cosce ed i polpacci, evita l' ernia e toglie i dolori


anche forti alla schiena

Controindicazioni : sciatica

Disturbi : ernia ombelicale -

Urdhva prasarita padasana

( posizione sdraiata a gambe tese )

Categoria posizione : prone e supine -

Etimologia : urdhva significa sopra - prasarita allungato, pada piede.

benefici : e' utilissima per ridurre il tessuto adiposo attorno all' addome.
Rinforza la regione lombare, tonifica gli organi addominali allevia i dolori
della flatulenza.

Ustrasana
( posizione del cammello )

Categoria posizione : pieg.indietro -

Etimologia : ustra significa cammello.

benefici : fa molto bene alla schiena allevia i dolori della lombaglia e


attenua dorsalgie. Posizione indicata anche per le persone anziane o con
lesioni vertebrali.- stimola il sistema ghiandolare e aiuta ad ottenere il
controllo sull' energia sessuale.

Controindicazioni : stato acuto sciatalgia

Disturbi : ernia iatale - dorsalgie funzionali - artrite articolazioni spalle -


emorroidi - reni - problemi allo stomaco - sviluppo del seno - gonfiore
addominale - tiroide -

Utkatasana
( posizione potente )

Categoria posizione : in piedi -

Etimologia : utkata significa potente. -

Benefici : espande il torace e mantiene la parte alta della schiena


flessibile. - tonifica il collo e la schiena - regola l' attivita' della tiroide.
Rinforza i muscoli addominali.

Uttanasana

( posizione di colonna intensamente allungata )

Categoria posizione : in piedi -

Etimologia : ut significa intensita'. Tan allungare. Questo asana tende la


colonna vertebrale intensamente.

Benefici : tonifica il fegato, milza e reni e allevia i dolori di stomaco


durante la mestruazione.- vengono ringiovaniti e nervi della colonna v.- la
depressione m entale trae giovamento, poiche' calma le cellule cerebrali.-

Controindicazioni : pressione alta-dislocazioni spinali a livello sacro-


lombare
Disturbi : obesita' - depressione - cellulite - colite - dolori mestruali -
impotenza - ovaie - prostata - raffreddore - litiasi renale - sciatica - litiasi
biliare -

Utthita hasta padangusthasana. I e ii

( posizione in piedi mano-piede )

Categoria posizione : equilibrio -

Etimologia : utthita significa esteso - hasta, mano - padangustha, alluce.

benefici : rende potenti i muscoli delle gambe e crea stabilita' ed


equilibrio.

Disturbi : mal di schiena - sciatica -

Utthita parsvakonasana

( posizione laterale ad angolo )


Categoria posizione : in piedi -

Etimologia : parsva significa fianco kona angolo.

benefici : benefici:aiuta la digestione e l' attivita' peristaltica - riduce il


grasso attorno ai fianchi e alla vita - sviluppa il torace - tonifica le cosce, le
caviglie e le ginocchia.

Controindicazioni : ernia inguinale.

Disturbi : stitichezza - artrite articolazioni spalle - cellulite - dolori


mestruali - sciatica -

Utthita trikonasana

( posizione del triangolo )

Categoria posizione : in piedi -

Etimologia : utthita significa allungato , trikota tre angoli. Qeusta asana e'
la posizione del triangolo. In piedi disturbi : stitichezza - obesita' -
depressione - artrite articolazioni spalle -cifosi - emorroidi - problemi allo
stomaco - mal di schiena - litiasi biliare

Vasisthasana i e ii
( posizione di vasista )

Categoria posizione : equilibrio -

Etimologia : vasistha era un famoso saggio

benefici : rinforza i polsi, tonifica la colonna a livello lombare e coccigea.


Accresce il senso di equilibrio

Controindicazioni : malattie a carico del polso


Disturbi : obesita' -

Vatayanasana
( posizione del cavallo )

Categoria posizione : equilibrio -

Etimologia : vatayana significa cavallo.

benefici : corregge i difetti dei fianchi e delle cosce, riduce la rigidita'


della regione iliaca - rende elastiche le ginocchia.

Controindicazioni : lesione del menisco.

Viparita karni
( posizione del corpo mezzo capovolto )

Categoria posizione : rovesciate -

Etimologia : atteggiamento capovolto.

benefici : rilassa e aiuta a purificare il corpo sottile che a sua volta aiuta a
prevenire malattie sul corpo fisico. Questa pratica e' importante per
trasportare l' energia sessuale ( kundalini ) dai centri piu' bassi ai centri piu'
alti (vedi yoga tantra)

Controindicazioni :

Disturbi : gravidanza - ernia inguinale - emorroidi - stress - dolore


gonfiore nervosismo alle gambe - mal di schiena - dolori mestruali - tiroide -

Virabhadrasana i
( posizione di virabhadra )

Categoria posizione : in piedi -

Etimologia : virabhadra e' un potente eroe creato da shiva - dalla leggenda


di " la nascita del dio della guerra".

benefici : toglie la rigidita' delle spalle e della schiena, rinforza le


ginicchia e le caviglie - cura la rigidita' del collo - riduce l' adipe dei fianchi-
facilita la respirazione perche' in questa posizione il torace si dilata.

Controindicazioni :

Disturbi : stitichezza - artrite articolazioni spalle -

Virabhadrasana ii
( posizione di virabhadra )

Categoria posizione : in piedi -

Etimologia : virabhadra e' un potente eroe creato da shiva - dalla leggenda


di " la nascita del dio della guerra".

benefici : dona elasticita' alla schiena e ai muscoli delle gambe - tonifica


gli organi addominali - allevia i crampi al polpaccio e alla coscia.

Controindicazioni :

Disturbi : stitichezza - artrite articolazioni spalle -


Virabhadrasana iii

( posizione di virabhadra )

Categoria posizione : in piedi -

Etimologia : virabhadra e' un potente eroe creato da shiva- dalla leggenda


di " la nascita del dio della guerra".

benefici : dona equilibrio, potenza e stabilita'. Rende tonici i i muscoli


delle gambe, e' raccomandato ai corridori' - migliora l' andatura ed il
portamento - tonifica i muscoli dello stomaco

Controindicazioni :

Disturbi : artrite articolazioni spalle -

Virasana

( posizione dell' eroe )

Categoria posizione : sedute -

Etimologia : vira significa eroe. Qeusta posizione e' ottima per sia per il
pranayama che la meditazione
benefici : seguita dopo i pasti, toglie la pesantezza allo stomaco - utile ai
piedi piatti, (con lo stiramento delle caviglie e dei piedi si formeranno gli
archi plantari giusti).- indicata anche per la gotta e i dolori reumatici delle
ginocchia.

Controindicazioni : artrosi alle ginocchia e alle anche

Disturbi : vene varicose - gravidanza - ernia iatale - ernia inguinale -


artrosi cervicale - cellulite - colite - ginocchia - ovaie - ipertensione arteriosa
-insonnia - dolore gonfiore nervosismo alle gambe - scoliosi - ginocchio
probl.alla cartilagine - gonfiore addominale - sciatica - crampi muscolari -
Vrksasana

( posizione dell'albero )

Categoria posizione : equilibrio -

Benefici : sviluppa l' equilibrio e il portamento - stimola tutti gli organi


interni, irrobustisce le gambe ed i fianchi.. Aumenta la lucidita' e la stabilita'
cerebrale.

Controindicazioni :

Disturbi : vertigini - depressione - artrosi cervicale - cellulite - cifosi -


spondiloartrite anchilosante.
IL DRENAGGIO CON I GEMMODERIVATI PER
DEPURARE L’ ORGANISMO
I gemmoderivati (mg) sono prodotti ottenuti in modo simile alle tinture
madri (tm ) ma utilizzando come solvente estrattore glicerina alcol e acqua.
La materia prima di partenza è costituita dalle gemme delle piante, germogli,
semi, amenti, talvolta dalle radichette, o dalla linfa delle stesse comunque
quasi sempre da tessuti meristematici. La loro azione è profonda
prevalentemente a livello del sistema reticoloendoteliale. Il fondatore della
gemmoterapia è p. Henry ( 1918-1988 ) medico e omeopata nato a
Bruxelles.

Di seguito le associazioni migliori di gemmoderivati alla diluizione 1 dh


da utilizzare per il drenaggio dei principali organi emuntori, 50 gocce alla
mattina 15 minuti prima di colazione e alla sera prima di coricarsi diluite in
poca acqua e trattenute in bocca per circa un minuto. Durata 3 settimane o più
a seconda dei casi.

Affezioni generali
Betula pubescens gemme (betulla): la gemma di betulla agisce come
drenante generale stimolando il sistema reticolo endoteliale (sre). Ha
proprietà toniche generali e aumenta le difese dell'organismo. Utile per
l'astenia fisica e psichica.

Quercus peduncolata gemme, radici secondarie o ghiande (quercia):


l'azione di questo gemmoderivato è simile e complementare a quella di betula
pubescens. È indicato come antiastenico e rivitalizzante per la sua azione
stimolante a livello surrenalico.

Affezioni specifiche
Affezioni polmonari

Carpinus betulus gemme (carpino): l'organospecificità della gemma del


carpino è elettivamente diretta al rino-faringe, alla trachea e alle mucose
respiratorie. Ha un'azione antinfiammatoria, anticatarrale, sedativa della tosse
e cicatrizzante delle mucose affette da processi flogistici e riduce gli spasmi
delle prime vie respiratorie. Trova indicazione nelle rino-faringiti croniche e
spasmodiche, nelle tracheiti e nelle tracheobronchiti.

Corylus avellana gemme (nocciolo): la gemma di nocciolo è utilizzata per


la sua proprietà antisclerosante capace di restaurare l'elasticità del tessuto
polmonare. L'indicazione principale è rivolta alla cura dell'enfisema e della
sclerosi polmonare. Trova anche indicazione in alcuni casi di insufficienza
della cellula epatica e di compromissione sclerofibrotica del fegato, inibendo
i processi di sclerosi.

Viburnum lantana gemme (viburno): esercita un'azione specifica di


modulazione e regolazione neurovegetativa polmonare. È indicato per sedare
il tono bronchiale e inibire lo spasmo bronchiale. Pertanto questo
gemmoterapico aiuta a ristabilire la funzionalità respiratoria e trova
indicazione nelle forme asmatiche ad eziologia diversa, nelle bronchiti
asmatiche e in tutte le sindromi dispnoiche-asmatiformi. Affezioni
dell'apparatio cardiovascolare e sanguigno

Turbe cardiache

Crataegus oxyacantha gemme (biancospino): rallenta e regolarizza il


ritmo cardiaco. Tonifica il miocardio, più particolarmente il cuore sinistro.
Esercita un'azione sedativa nelle algie precordiali e trova indicazioni
nell'insufficienza cardiaca e nei sintomi associati, negli spasmi coronarici,
nell'angina pectoris, nella tachicardia, nell'extrasistolia e nelle aritmie minori.

Syringa vulgaris gemme (lilla): dilatatore delle arterie coronariche da


prescrivere nell'angina pectoris, nell'insufficienza coronarica e nei casi di
miocardio-angiosclerosi.
Zea mais radici secondarie (granoturco): favorisce la cicatrizzazione post-
infartuale del tessuto cardiaco e riduce il tasso delle transaminasi. È indicato
nella fase di recupero e negli esiti d'infarto del miocardio.

Turbe della circolazione arteriosa

Cercis syliquastrum gemme (albero di giuda): rimedio con proprietà


antitrombofiliche è il gemmoterapico di elezione nelle arteriopatie periferiche
a tendenza trombotica, nell'arterite giovanile o morbo di buerger, nelle
vasculiti, nella trombosi retinica e in casi di aterosclerosi a tendenza
trombotica.

Ginkgo biloba giovani getti (ginkgo, salisburia) indicato nelle malattie


vascolari con lesioni degenerative e alterazioni endoteliali, negli attacchi
ischemici transitori, nelle turbe vascolari periferiche con alterazioni
endoteliali, nell'arteriopatia diabetica, insufficienza arteriosa e venosa
periferica.

Olea europaea gemme (olivo): le gemme di olivo hanno proprietà


ipotensive, ipocolesterolemizzante e anti-ateriosclerotica. Le principali
indicazioni per l'apparato vascolare sono l'arteriosclerosi e l'ipertensione
arteriosa.
Populus nigra gemme (pioppo): ha proprietà antitrombofilica e
antispasmodica; agisce sul sistema arterioso degli arti inferiori e ne abolisce
lo spasmo. Favorisce lo stabilirsi di una circolazione collaterale e combatte i
disturbi trofici associati. Indicato nella claudicatio intermittens.
Prunus amygalus gemme (mandorlo): è un complementare di olea di cui
accentua l'azione ipotensiva ed antisclerosante. Presenta le stesse proprietà
ipocolesterolemizzanti e antiipertensive ma possiede anche un'attività
antitrombofilica.
Viscum album giovani getti (vischio): per le sue proprietà ipotensive,
simpaticolitiche, parasimpaticomimetiche, sedative e antispasmodiche, il
vischio è indicato nell'ipertensione arteriosa, nelle vasculopatie cerebrali da
sclerosi cerebrale e nella sindrome delle gambe senza riposo ("restless legs
disease").

Turbe della circolazione venosa

Aesculus hippocastanum gemme (ippocastano): rimedio flebotonico che


manifesta uno spiccato tropismo per i vasi venosi ed in particolare per il
plesso venoso emorroidario. È indicato in caso di crisi emorroidaria, nella
stasi da insufficienza venosa in genere, nelle flebopatie, nell'edema venoso,
tromboflebite, ulcera varicosa e fragilità capillare.

Castanea vesca gemme (castagno): drenante elettivo per i vasi linfatici, la


gemma di castagno è indicata negli edemi e nella stasi di origine linfatica,
negli edemi da insufficienza venosa degli arti inferiori e nella cellulite.
L'associazione con sorbus domestica permette un sinergismo ottimale nel
trattamento delle manifestazioni da insufficienza venoso-linfatica degli arti
inferiori.

Sorbus domestica gemme (sorbo): grande regolatore della circolazione


del sistema venoso di cui riduce i fenomeni congestizi. Tonifica le pareti
venose in caso di insufficienza venosa e linfatica degli arti inferiori. È
indicato nei disturbi circolatori della menopausa (vampate di calore, cefalea,
parestesia, acufeni), edemi degli arti inferiori, nelle sequele delle flebiti nei
casi di varici e di "terreno" varicoso o di gambe pesanti.

Turbe della coagulazione

Quattro gemmoterapici agiscono per diminuire la coagulazione del


sangue, e possono essere prescritti in funzione di alcuni parametri di
laboratorio.
Citrus limonum scorza interna di giovane ramo (limone): possiede attività
anticoagulante quando c'è un aumento del tasso di fibrinogeno sanguineo
(iperfibrinogenemia). Può pertanto essere prescritto in casi di tendenza alla
trombosi, nelle tromboflebiti, negli attacchi ischemici transitori (t.i.a.) E
nell'uso della pillola anticoncezionale. L'associazione con cornus sanguinea e
prunus amygdalus riduce il rischio di trombosi grazie alla normalizzazione di
alcuni fattori della coagulazione e del sinergismo d'azione.

Cornus sanguinea gemme (sanguinello): è un anticoagulante e


antitrombotico da prescrivere soprattutto quando il test di resistenza
all'eparina è aumentato. È indicato negli stati trombotici acuti, nella
prevenzione dell'infarto miocardico perché previene la formazione di
microtrombi.

Ginkgo biloba gemme: il gemmoderivato di quest'albero preistorico è


particolarmente attivo nelle turbe della aggregazione piastrinica a tendenza
trombotica, nelle malattie vascolari con lesioni degenerative endoteliali. Da
prescrivere negli attacchi ischemici cerebrali e nelle turbe vascolari
periferiche.

Prunus amygdalus scorza di radice (mandorlo): gemmoterapico ad attività


antitrombofilica è maggiormente indicato quando c'è un aumento del tasso di
protrombina con rischio di trombosi.

Turbe della formula ematica

Carpinus betulus gemme (carpine): p. Henry considera questo


gemmoderivato uno stimolatore della produzione di piastrine. È il rimedio
delle trombocitopenie acquisite o secondarie in virtù della sua capacità di
stimolare la linea megacariocitaria provocando un aumento quantitativo delle
piastrine. La sua prescrizione riesce ad accorciare i tempi di sanguinamento.
Con cornus sanguinea può essere impiegato nelle emorragie da
anticoagulanti.

Tamarix gallica gemme (tamerice): agisce sulla linea rossa stimolando


probabilmente nel midollo osseo e nella milza la formazione di emazie e
piastrine. Rimedio appropriato nelle anemie ipocromiche e nelle
piastrinopenie. Indicato nell'anemia e piastrinopenia di origine virale (epatite,
parotite, mononucleosi infettiva, rosolia).

Vitis vinifera gemme (vite): regolarizza la linea cellulare bianca e deve


essere prescritto quando vi è leucocitosi o più particolarmente in caso di
linfocitosi.
Affezioni dell'apparato digestivo

Turbe epatiche e biliari

Acer campestre gemme (acero campestre): le gemme di acero sono


indicate nella discinesia delle vie biliari con tendenza alla formazione di
sabbia e microcalcoli biliari.

Corylus avellana gemme (nocciolo): è indicato nei casi di insufficienza


epatica conclamata ad andamento sclerosante come nei casi di cirrosi ed
epatopatie con sclerosi del parenchima epatico. Può essere prescritto nella
cirrosi alcolica non ascitica e nei postumi di epatite a carattere non
aggressivo.

Fraxinus excelsior gemme (frassino): rimedio metabolico, antiuricemico,


contrasta le turbe del catabolismo delle nucleoproteine. Possiede attività
diuretica, uricosurica e antiflogistica a livello della parete della colecisti. È
indicato come drenante biliare e renale nella gotta, nella colelitiasi e nella
discinesia biliare. È utilizzato nella cura del fango biliare e della colelitiasi in
associazione ad

Acer campestris (acero) e opuntia ficus indica (fico d'india).

Juniperus communis giovani germogli (ginepro): i giovani getti del


ginepro costituiscono un buon drenaggio epatorenale ma agiscono anche
nell'insufficienza epatica grave con test di laboratorio molto alterati.
Juniperus è il medicamento del fegato in stato di scompenso: insufficienza
epatica conclamata, itteri, epatopatie croniche, epatopatie da farmaci, cirrosi,
autointossicazione cronica, ecc. Il gemmoterapico è inoltre indicato
nell'aerofagia, nel meteorismo e sembra esercitare un'azione regolatrice sul
sistema neurovegetativo digestivo.

Opuntia ficus indica linfa di pala (fico d'india) la linfa ottenuta da


spremitura delle foglie carnose del fico d'india è un buon drenante biliare e
renale. Trova indicazione nei casi di fango biliare e di infiammazione della
parete della colecisti. La sua azione in questo caso è potenziata da acer
campestre (acero) e fraxinus excelsior (frassino).

Rosmarinus officinalis giovani getti (rosmarino): rimedio della piccola


insufficienza epatica, possiede azione epatotropa, eucinetica e antispasmodica
sulla colecisti e sulle vie biliari. La sua azione è potenziata da acer campestre
(acero) e fraxinus excelsior (frassino). È un eccellente colagogo e coleretico
che regolarizza la motilità della colecisti e possiede azione epatotropa.
Indicato nella leggera insufficienza epatica, nelle discinesie delle vie biliari
da iper o ipotonia, nella litiasi biliare, nelle coliche epatiche, nelle colecistiti
croniche e nella piccola insufficienza epatica.

Secale cereale giovani radici (segala): gemmoterapico utilizzato per le


proprietà di protezione e rigenerazione della cellula epatica: permette di
ridurre i valori elevati delle transaminasi epatiche in casi di epatite acuta e
subacuta favorendo la "restitutio ad integrum" del parenchima epatico. Può
essere prescritto anche nell'epatite cronica persistente con persistente
aumento dei valori delle transaminasi e nel morbo di gilbert
(iperbilirubinemia familiare).

Turbe gastroduodenali

Ficus carica gemme (fico): ha un tropismo elettivo per stomaco e


duodeno. Normalizza la secrezione del succo gastrico ed esercita un'azione
cicatrizzante sulle mucose. Agisce sulle distonie neurovegetative
regolarizzando motilità e secrezione gastroduodenale. Indicato nella disfagia
esofagea, nelle gastroduodeniti e ulcere gastroduodenali, nelle turbe
dispeptiche funzionali gastro-duodeno-coliche, nel meteorismo, aerofagia e
nel colon irritabile.

Turbe intestinali

Ficus carica giovani radici (fico): le radichette di fico, pur avendo un


tropismo simile a quello delle gemme sono più indicate per ristabilire una
fisiologica peristalsi intestinale. Agiscono sull'interfaccia epiteliale
dell'intestino regolarizzando il rapporto che si instaura tra la flora batterica
intestinale e le pareti intestinali. Sono indicate nella costipazione da inerzia
intestinale con tendenza a formare fecalomi e nella stitichezza ostinata da
turbe neurovegetative. Favoriscono il ristabilirsi di un equilibrato rapporto tra
funzioni percettive e di funzionalità motoria viscerale. Negli stati distonici
del colon è utile l'associazione con vaccinium vitis idaea.

Vaccinum vitis idaea gemme (mirtillo rosso): ottimo regolarizzante della


funzionalità intestinale deve essere prescritto ogni volta che il transito
intestinale è perturbato in senso "iper" (per le sindromi diarroiche) e in senso
"ipo" (nella costipazione), dopo aver escluso un'eventuale eziologia organica
di questi disturbi. Rimedio del colon irritabile, del meteorismo e delle
alterazioni dell'alvo.

Turbe pancreatiche

Juglans regia gemme (noce): le gemme del noce sono indicate nelle
pancreatopa-tie croniche, nei postumi di pancreatiti e nell'insufficienza
pancreatica funzionale. Da prescrivere quando i valori delle amilasi
pancreatiche sono elevate in assenza di sintomatologia o dati strumentali
negativi (ecografia negativa per lesioni pancreatiche). È inoltre un
medicamento indicato nelle sindromi da malassorbimento causato da
insufficienza pancreatica funzionale (flatulenza, meteorismo postprandiale,
etc.), nei disturbi della glicoregolazione con iperglicemia.

Morus nigra gemme (gelso nero): ha un particolare organotropismo per il


pancreas ed è indicato nelle turbe del metabolismo glucidico in quanto
possiede azione blanda azione ipoglicemizzante.

Poterium ancistroides giovani getti: le parti aeree di questa pianta sono da


lungo tempo utilizzate in spagna (alicante) come cura popolare del diabete
mellito florido. La moderna ricerca ha permesso di isolare dalle parti aeree di
questa pianta il triterpene acido tormentico che ha dimostrato di possedere
attività ipoglicemizzante in esperimenti su animali anche a confronto con
glibenclamide (effetti del tutto simili). Il potere ipoglicemizzante di poterium
ancistroides è del tutto simile a quello già noto di poterium spinosum di cui
invece si usa la radice principale che contiene lo stesso principio attivo.

Affezioni osteoarticolari

Decalcificazione

Abies pectinata gemme (abete): eccellente rimineralizzante, il


gemmoderivato favorisce la fissazione di calcio nelle ossa, stimola
l'accrescimento staturo-ponderale e la produzione di globuli rossi. È indicato
soprattutto nei bambini, nelle decalcificazioni ossee, nel rachitismo, nelle
carie dentarie, nelle ipertrofie dei gangli linfatici. Produce anche risultati
interessanti nella piorrea alveolo-dentale, nell'osteoporosi e nella
consolidazione delle fratture ossee.

Gotta

Fraxinus excelsior gemme (frassino): rimedio metabolico, possiede


attività diuretica, uricosurica, ipocolesterolemizzante e regolarizzante
l'iperuricemia. Indicato nella diatesi gottosa con manifestazioni acute e nella
gotta cronica.

Betula pubescens giovani radici (betulla pelosa): le giovani radici di


betulla favoriscono, mediante l'aumento della diuresi, la diminuzione dei
valori di cloruri, urea, acido urico, creatinina e albumina. Sono pertanto da
considerare un diuretico azoturico, uricosurico e declorurante.

Betula verrucosa linfa (betulla bianca): la linfa di betulla, ricca di


betulina, è dotata di proprietà diuretiche e depurative, atte ad eliminare acidi
urici e urea. Può pertanto prevenire e correggere gli stati iniziali di
iperuricemia e ridurre la sintomatologia in casi di attacchi acuti di gotta.
Artrite

Actinidia chinensis gemme (kiwi): le gemme di kiwi si sono dimostrate


un ottimo rimedio nelle artralgie e nelle flogosi articolari con presenza di
turbe immunologiche ed anticorpali come nell'artrite reumatoide e nelle
connettiviti autoimmuni. La sua azione è potenziata dal ribes nigrum (ribes
nero) e da ampelopsis veitchii (vite canadese).

Ampelopsis veitchii giovani getti (vite giapponese): ha proprietà


antiflogistiche per le articolazioni e il tessuto periarticolare. Trova
indicazione in casi di artrite reumatoide, artrosi degenerativa, sindromi
infiammatorie a localizzazione articolare e periarticolare molto dolorose e
rapidamente evolutive e deformanti.

Ribes nigrum gemme (ribes nero): antinfiammatorio per eccellenza è


indicato in tutte le manifestazioni flogistiche, specialmente con valori elevati
della velocità di sedimentazione (ves).

Vitis vinifera gemme (vite): in gemmoterapia la vite è utilizzata nei


processi flogistici recidivanti a livello articolare, soprattutto delle piccole
articolazioni e nell'artrite deformante.

Artrosi

Ampelopsis veitchii giovani getti (vite giapponese): ha proprietà


antiflogistiche per le articolazioni e il tessuto periarticolare. È indicata in casi
di artrite reumatoide, artrosi degenerativa, spondilite anchilosante, periartrite
scapolo omerale, morbo di dupuytren e aderenze post-infiammatorie.

Betula verrucosa linfa (betulla bianca): la linfa di betulla ha proprietà


drenanti e antiartrosiche. Trova indicazione nelle forme degenerative
dell'apparato osteoarticolare e nell'iperuricemia.

Pinus montana gemme (pino): le gemme di pino rallentano la


degenerazione cartilaginea, riducono il dolore artrosico e stimolano i processi
riparativi osteoarticolari. Sono indicate nelle artralgie e varie forme e
localizzazioni artrosiche, nell'artrosi della colonna vertebrale, nella coxoatrosi
e nell'artrosi del ginocchio. Sono inoltre utili nell'osteoporosi post-menopausa
e senile, nella

Prevenzione o cura delle fratture ossee.

Ribes nigrum gemme (ribes nero): utilizzato in reumatologia e nelle


forme atrosiche per il suo alto potere antinfiammatorio in associazione ad
altri gemmoterapici.

Rubus fructicosus giovani getti (rovo): in gemmoterapia i giovani


germogli di rovo, per la loro azione osteoblastica e antisclerosante, sono
utilizzati per l'apparato locomotore in casi di artrosi e osteoporosi.

Salix alba scorza di giovane ramo (salice): gemmoterapico più indicato


nelle forme reumatiche e muscolari. Nelle manifestazioni artrosiche è utile
l'associazione con pinus e ampelopsis.

Vitis vinifera gemme (vite): in gemmoterapia la vite è utilizzata nei


processi flogistici recidivanti a livello articolare, nell'artrosi è in grado di
opporsi alla formazione di osteofiti rallentandone il processo di produzione.
Una classica triade associativa antiartrosica è costituita da pinus montana +
ribes nigrum + vitis vinifera.

Reumatismo

Il reumatismo necessita la somministrazione di tre gemme specifiche, da


prescrivere per ordine di gravità crescente.

Ampelopsis veitchii gemme (vite giapponese): si prescrive nel


reumatismo iperalgico flogosato, rapidamente evolutivo ed altamente
deformante, così come nella p.c.e. E nella periartrite scapolo-omerale.

Pinus montana gemme (pino): indicato nei reumatismi cronici non


infiammatori, qualunque ne sia la localizzazione: artrosi vertebrale,
gonartrosi, coxartrosi, ecc. È utile associarlo con linfa di Betulla 1 dh da
prescrivere la mattina a digiuno in un gran bicchiere d'acqua.

Vitis vinifera gemme (vite): trova le sue indicazioni nelle sequele del
reumatismo articolare acuto con alti valori della ves e titolo antistreptolisinico
elevato (tasl). Da utilizzare nel reumatismo deformante molto doloroso.

Affezioni genitali

Alnus incana gemme (ontano bianco): indicato nella mastopatia


fibrocistica e nel fibroma uterino per il suo spiccato organotropismo nei
confronti dell'apparato genitale femminile dove domina i processi di sclerosi
d'organo.

Ilex aquifolium giovani getti (agrifoglio): trova indicazione nella


fibroadenosi mammaria o mastopatia fibrocistica: complementare e sinergico
di alnus incana.

Rubus idaeus giovani getti (lampone): indicato nelle turbe premestruali


(tensione mammaria, irritabilità, ecc.), dismenorrea, iperfollicolinismo e
ovaio micropolicistico. Esercita un'azione inibitrice sul lobo anteriore
dell'ipofisi, regolarizza la secrezione ovarica e possiede azione
antispasmodica a livello dell'utero. È indicato nelle disendocrinie della
pubertà e della menopausa, sindromi iperfollicoliniche, dismenorree, nel
fibroma uterino e nella mastopatia fibrocistica in alternanza o in associazione
ad alnus incana e ilex aquifolium.

Rubus fructicosus giovani getti (rovo): indicato nel fibroma uterino per la
sua azione antisclerosante. Sensibilizza l'utero all'azione di gemmoterapici c
sinergici in questo tipo di azione quali alnus incana e vaccinium vitis idaea.

Salix alba amenti (salice): gli amenti del salice bianco sono indicati
nell'amenorrea, nelle sindromi dismenorroiche, nell'ipoestrogenia,
nell'eretismo sessuale, nell'isteria e nella ninfomania.

Sequoia gigantea giovani getti (sequoia): i germogli di sequoia sono degli


eccellenti antisenescenti e rivitalizzanti, particolarmente utili nell'andropausa
e sindromi da senescenza maschile con un particolare tropismo per la
prostata. La loro azione è particolarmente accentuata a livello della prostata;
sono infatti indicati nell'ipertrofia e nell'adenoma prostatico in fase iniziale,
nei disturbi trofici e psichici della senescenza. Sequoia agisce
meravigliosamente in campo geriatrico provocando nell'anziano una
sensazione di euforia e un recupero di forze, sia sul piano fisico che mentale.

Vaccinum vitis idaea giovani getti (mirtillo rosso): rimedio della


menopausa, agisce attenuando i sintomi della lialinosi ovarica che insorgono
nel periodo climaterico femminile o quando vi sia stato un abuso di terapie
ormonali di sintesi. L'azione del mirtillo rosso si oppone alla sclerosi
epiteliale e mesenchimale frenando i processi di ialinizzazione. Sinergizza e
potenzia l'azione di altri gemmoterapici con attività antiialinosica. Indicato
pertanto anche nel fibromioma uterino, nelle prostatiti e nell'adenoma della
prostata.

Affezioni cutanee
Cedrus libani gemme (cedro del libano): indicato nell'invecchiamento
cutaneo, nel trattamento degli eczemi secchi, psoriasi, delle dermatosi secche,
lichenificate, pruriginose e nell'ittiosi.

Juglans regia gemme (noce): per le sue proprietà antiinfettive, depurative


ed eudermiche, le gemme del noce sono indicate nelle dermatiti infette, nelle
dermopatie pustolose, nelle micosi, nell'acne pustolosa, impetigo e
nell'iperidrosi.

Platanus orientalis gemme: affezioni dermatologiche e flogosi che si


ripetono in maniera esasperante, acne giovanile ribelle, acne recidivante,
calazio, blefarite, vitiligine.

Ulmus campestris gemme (olmo): ottimo drenante cutaneo e regolatore


della secrezione delle

Ghiandole sebacee. Le gemme di olmo sono indicate per normalizzare


l'attività delle ghiandole sudoripare, nell'eczema umido, in tutte le forme di
dermatosi trasudanti, dermopatie "umide", eczemi vescicolosi e acne
giovanile.

Affezioni allergiche

Alnus glutinosa gemme (ontano nero): orticaria di natura allergica da


alimenti, da farmaci, da punture di insetto; oppure di natura idiopatica che
evolvono cronicamente e nell'asma allergico intrinseco. Sinergismo d'azione
con ribes nigrum.

Fagus sylvatica gemme (faggio): gemmoterapico ad attività antistaminica


in grado di frenare la degranulazione istiocitaria e quindi la liberazione di
istamina. Con ribes nigrum entra a far parte degli schemi terapeutici delle
allergie.

Magnolia officinalis boccioli (magnolia): i boccioli di alcune varietà di


magnolia (m. Denudata, m. Officinalis, m. Biondii) si sono dimostrate
particolarmente attive come antiallergici e antinfiammatori. La magnolia
denudata è particolarmente indicata nelle affezioni allergiche e infiammatorie
delle prime vie respiratorie, nelle riniti acute e croniche, nelle rinorree, nella
rinite ipertrofica con o senza ipertrofia dei turbinati. È anche attiva nelle
sinusiti subacute e croniche. La magnolia officinalis, pur avendo analoghe
proprietà, ha un maggior organotropismo per l'intestino tenue e crasso. È
attiva nelle turbe funzionali gastroenteriche anche da cause allergiche o da
intolleranze alimentari.

Ribes nigrum gemme (ribes nero): la gemma del ribes nero è un


medicamento molto importante. La sua azione si esercita a livello del cortico-
surrene stimolando la secrezione di ormoni antinfiammatori. Ha una netta
azione antiallergica. È indicato in tutti gli stati infiammatori dove la velocità
di sedimentazione è molto accelerata, e nei casi allergici quale che sia il loro
aspetto clinico: riniti, bronchiti, asme, gastriti, emicranie, orticarie, edema di
quincke, reumatismo allergico e allergia solare.

Rosa canina gemme (rosa di macchia): è un prezioso rimedio nel


trattamento delle emicranie e cefalee resistenti alla maggior parte delle
terapeutiche classiche ed in quelle in cui interviene una componente allergica.
È interessante associarlo, in questo caso, a ribes nigrum gemme di cui
completa la stimolazione cortico-surrenale, ed alla tilia tomentosa che
interviene come tranquillante vegetale.

Affezioni urinarie

Betula verrucosa linfa (betulla bianca): la linfa di betulla è dotata di


proprietà diuretiche, antiuricemiche e anticalcolotiche che favoriscono inoltre
l'eliminazione di cataboliti, di urea ed acido urico.
Calluna vulgaris giovani getti (brugo, erica): possiede azione
antinfiammatoria e disinfettante del tratto urogenitale. Si utilizza nei processi
degenerativi e infiammatori cronici soprattutto delle vie urinarie per le sue
proprietà antisettiche urinarie. Utile nelle complicazioni cistitiche dei soggetti
prostatici. Indicata negli stati infiammatori e infettivi delle vie urinarie:
colibacillosi, cistiti recidivanti, uretriti. Rimedio della ialinosi e della
scleroamilosi, agisce bene nei processi infiammatori cronici.

Fagus sylvatica gemme (faggio): importante rimedio renale utile per la


sua azione diuretica nella calcolosi renale; è anche indicato nell'insufficienza
renale iniziale da nefroangiosclerosi, nella ritenzione idrica, nell'obesità e
nell'ipercolesterolemia.

Ilex aquifolium giovani getti (agrifoglio): stimola la corteccia surrenalica


e migliora la funzionalità renale. Indicato nell'insufficienza renale da
nefroangiosclerosi.

Opuntia ficus indica linfa di pala (fico d'india) la linfa ottenuta da


spremitura delle foglie carnose del fico d'india è un buon drenante biliare e
renale. Trova indicazione nei casi di sabbia renale (renella) di cui facilita
l'espulsione e in casi di "placche renali di randall" visibili all'ecotomografia
renale. La sua azione blandamente antispasmodica sull'uretere favorisce
l'eliminazione meno dolorosa della renella. In questi casi la sua azione è
potenziata da linfa di betulla e gemme di fagus sylvatica (faggio).

Affezioni ormonali

Betula pubescens amenti (betulla bianca): gli amenti di betulla


possiedono attività stimolante endocrina e sono indicati nelle disendocrinie.
Agiscono nei disturbi della sfera sessuale maschile e femminile come gli
ipogonadismi della pubertà femminile e maschile, nell'ipotiroidismo lieve,
nella diminuzione della libido, frigidità e nell'astenia sessuale.

Ribes nigrum gemme (ribes nero): stimola la corteccia surrenale e ha


un'azione cortison-like; la sua somministrazione aumenta la concentrazione
di cortisolo ematico.

Quercus peduncolata amenti - gemme (quercia): possiede azione di


stimolazione sulle gonadi maschili e sulla corteccia surrenale.
Gemmoterapico tonico e stimolante generale, aumenta la secrezione dei 17
chetosteroidi e viene utilizzato nell'astenia sessuale e da surmenage.
Nell'astenia sessuale maschile, l'associazione con sequoia gigantea consente
un'azione eutrofica e rivitalizzante sulla sfera sessuale, testimoniata tra l'altro
da un aumento dei 17 chetosteroidi urinari e dalla stimolazione della
secrezione di testosterone.

Salix alba amenti (salice bianco): azione estrogenizzante.

Sequoia gigantea giovani getti (sequoia): antisenescente maschile,


stimolante generale, mentale e sessuale, induce l'aumento dei 17-
chetosteroidi e la secrezione di testosterone. Indicato nei casi di ridotta
vitalità generale e sessuale con affaticamento e depressione reattiva. Molto
vantaggioso il sinergismo d'azione con quercus peduncolata.

Affezioni cerebro-vascolari

Alnus glutinosa gemme (ontano nero): indicato nelle turbe vascolari dei
tronchi sovraortici a destinazione encefalica, dove migliora la circolazione
cerebrale. Gemmoterapico indicato nella sclerosi cerebrale, nelle turbe
circolatorie cerebrali e della memoria, negli esiti di patologie
cerebrovascolari (ictus, emorragie cerebrali, rammollimento cerebrale), nei
deficit cerebrali dell'anziano, nelle cefalee vasomotorie.

Olea europaea giovani getti (olivo): rimedio anti-aterosclerotico.Ginkgo


biloba gemme: nel deterioramento organico del cervello, da malattie vascolari
con lesioni degenerative ed alterazioni endoteliali. Indicato negli attacchi
ischemici transitori (t.i.a.), negli esiti di ictus cerebri, nella demenza senile,
nell'ipossia e nell'ischemia cerebrale. Utile il sinergismo d'azione con alnus
glutinosa.
Affezioni del colon

Vaccinum myrtillus giovani getti (mirtillo nero): utile nei casi di


colibacillosi intestinale e vescicale, nell'enterite e nella disbiosi intestinale.

Vaccinum vitis idaea giovani getti (mirtillo rosso): indicato nei disturbi
intestinali, sia in senso "iper" (diarrea) sia in senso "ipo" (stipsi), nel colon
irritabile e colibacillosi.

Affezioni metaboliche

Acer campestre gemme (acero campestre): riduce il colesterolo totale e


possiede lieve azione ipoglicemizzante.

Betula verrucosa linfa (betulla bianca): è attiva in quanto favorisce


l'eliminazione di acidi urici, urea e cloruri.

Fraxinus excelsior gemme (frassino): il suo organotropismo è rivolto al


metabolismo purinico ed è infatti indicato nell'iperuricemia e nelle turbe del
catabolismo delle nucleo proteine.

Juniperus communis giovani getti (ginepro): riduce l'ipercolesterolemia e


normalizza l'iperbeta-lipoproteinemia: riduce l'iperglicemia e l'iperuricemia.
Agisce influenzando tutte le funzioni metaboliche del fegato: protidiche,
glucidiche e lipidiche.

Morus nigra gemme (gelso nero): indicato nel diabete florido.

Prunus spinosa gemme (prugnolo): riattiva il ricambio regolando le


disarmonie ormonali in fase di crescita; permette uno sviluppo auxiometrico
fisiologico.

Rosmarinus officinalis giovani getti (rosmarino); ottimo attivatore


metabolico, estende la sua azione a quasi tutte le più importanti vie
metaboliche, eccetto quella glucidica.
Viscum album giovani getti (vischio): il suo raggio di azione terapeutica
si estende alle più importanti tappe metaboliche essendo un riattivatore
polimetabolico.

Affezioni oculari

Cercis syliquastrum gemme (albero di giuda): rimedio antitrombofilico,


possiede una specifica azione nei confronti delle arteriopatie obliteranti.
Indicato anche nella trombosi retinica. Se la trombosi è recente associare
cornus sanguinea.

Ilex aquifolium giovani getti (agrifoglio): indicato nel reumatismo oculare


e nelle affezioni oculari in corso di patologia reumatica.

Prunus spinosa gemme (prugnolo) è utile nell'herpes zoster oftalmico


(con acer campestre), nella nevralgia ciliare e oculare, negli spasmi dolorosi
dell'apparato oculare e come coadiuvante al trattamento classico delle forme
di ipertensione oculare. La sua azione è sovrana nel trattamento delle
affezioni reumatiche degli occhi.

Salix alba linfa (salice bianco): trova applicazione come rivitalizzante del
visus senile e nelle forme di intorbidamento del cristallino e del corpo vitreo.
Nella cataratta senile può essere vantaggiosamente associato con juglans
regia gemme.

Vaccinum myrtillus giovani getti (mirtillo nero): riduce la fragilità


vascolare diminuendo la permeabilità dei capillari. Trova indicazione nella
retinopatia diabetica. Nella retinopatia ipertensiva. Negli esiti di distacco
retinico parcellare, nella diminuita capacità visiva nelle ore notturne,
favorendo la rigenerazione della rodopsina.

Affezioni del sistema nervoso centrale

Betula verrucosa semi (betulla bianca): stimola il sistema nervoso


centrale: indicata nelle turbe della memoria con difficoltà di concentrazione,
nell'astenia mentale dell'anziano e del giovane, particolarmente idonea agli
studenti in periodo di pre-esame.

Ficus carica gemme (fico): rimedio delle neurodistonie, regolarizza l'asse


cortico-ipotalamico correggendo le turbe neurovegetative e psicosomatiche di
origine funzionale con somatizzazione a livello gastro-duodeno-colico

Prunus spinosa gemme (prugnolo): tonico e stimolatore dell'organismo


debilitato da malattie o da situazioni logoranti e stressanti. Riattiva l'asse
ipotalamo-ipofiso-surrenalico.

Sequoia gigantea giovani getti (sequoia): tonico nervino e stimolatore


endocrino, il gemmoterapico di sequoia possiede un'azione rivolta al sistema
nervoso centrale; è inoltre un eccellente rimedio antisenescenza, energetico e
tonico.

Ginkgo biloba gemme: migliora la circolazione arteriosa del distretto


cerebrale: possiede azione antiossidante e anti-radicali-liberi. Utile nel
deterioramento cerebrale senile e nel morbo di alzheimer.

Prodotti omeopatici di depurazione e per attivare il metabolismo basale.


Diverse persone mi hanno chiesto dei prodotti naturali per combattere la
ritenzione e dare il via al metabolismo, al fine di attivare anche un processo
di dimagrimento.la prima cosa da attuare è un buon drenaggio, perché se
accumulo troppo tossine ‘intaso’ linfa e circolazione e questo rallenta il
metabolismo basale, quindi questo è sicuramente il primo passo da
considerare. Due prodotti che consiglio sono lymphomyosot heel (gocce) e
galium heel (compresse o fiale). Sono davvero eccellenti sotto ogni punto di
vista, medico e omotossicologico.
Secondo la medicina omotossicologica, tutti i farmaci basano la loro
azione su tre leggi: sinergia, complementarietà, completezza di azione;
principi attivi potenzialmente non pertinenti trovano un utilizzo razionale nel
sinergismo.
i principi attivi di lmphomyosot:
myosotis arvensis: stimolo attività del linfagione(stimolo progressione linfa)
tropismo app. Respiratorio, espettorante, drenaggio attraverso i polmoni.

veronica: tropismo app. Respiratorio, linfonodimediastinici, stimola la


rinorrea sierosa per eliminare tossine.

Teucrium scorodonia: drenante app respiratorio


pinus silvestris: drenante respiratorio, e linfatico frena ipertrofia e iperplasia
linfonodi.

gentiana lutea: stimolo immunitario , drenante apparato gastrointestinale,


antipiretico.

equisetum hiemale: drenante genito urinario, drenante del connettivo.


Sarsaparilla: modula infiammazioni app. Genito urinario e drena le scorie
sullo stesso apparato.

scrophularia nodosa: antiinfiammatorio ectodermale, in particolare cute,


stimolo surrenalico.

juglans regia: tropismo linfonodi ,frena ipertrofia e iperplasia linfonodi e


li disinfiamma.

calcium phosphoricum: rimedio che frena la tendenza di alcuni soggetti,


in particolare predisposti a patologie delle alte vie respiratorie e
linfoademnomi (soggetti fosforici) per un alterato metabolismo del fosforo.

Natrium sulfuricum:agisce sulla ritenzione idrica, tropismo apparato


respiratorio , digerente e connettivo dove frena la formazione degli essudati.

Fumariaofficinalis: tropismo apparato digerente in particolare fegato


sangue e tessuti linfo epiteliali, azione anti ipertrofica.
L-thyroxyn: (levotirosina aminoacido)stimolo drenante connettivale.

aranea diadema: favorisce il riassorbimentodei liquidi extracellulari.


Geranium robertianum: contrasto lnfoadenomegalia e ipertrofia tonsillare.

nasturtium acquaticum: drenante respiratorio e dell'apparato digerente.

ferrum jodatum: tropismo tessuto linfoepiteliale modula la


linfoadenomegalia, antiinfiammatorio in particolare faringe e tonsille
palatine.

Nessuna controindicazione negli ipotiroidei. L'utilizzo del farmaco è per


patologie del sistema linfatico, iperplasia, ipertrofia, molto utile
nei linfedemi dove ha un'azione veramente importante, in gravidanza si
utilizza nelle gambe gonfie per migliorare il ritorno linfatico, nelle
mastodinie per drenare il linfatico. In medicina estetica il lymphomyosot è un
importante drenante delle fasi di infiammazione è uno stimolante
immunitario .
Bibliografia :
introduzione all'omeopatia, dujani
rimedi minerali e chimici - tomo primo,hodiamont;
Secondo prodotto da associare in gocce o in compresse sempre della
heel: galium.Il galium heel è uno dei farmaci più utilizzati per il drenaggio
omotossicologico , le sue caratteristiche peculiari lo rendono indispensabile
per promuovere una depurazione profonda della matrice promuovendo la
" centrifugazione emuntoriale", pensate ad una lavatrice che lava e porta
all'esterno la sporcizia.nel nostro connettivo esistono delle strutture ,
chiamate matrisomi, attraverso cui scorrono i "biofotoni" teoria scientifica
che spiega anche i meridiani di agopuntura, è fondamentale avere dei
matrisomi che riescano a essere pervi perché gli scambi metabolici possano
essere efficaci. Se nel connettivo esitano delle scorie o se i matrisomi sono
interrotti da esiti cicatriziali , gli scambi biofisici , biochimici e bioenergetici
sono alterati portando all'instaurarsi delle cronicizzazioni. La peculiarità di
questo farmaco lo rende necessario in tutte quelle problematiche che, nella
tavola omotossicologica, vengono definite patologie di "fase di deposito" cioè
tutte le problematiche ipertrofiche e/o iperplastiche es. Obesità,
cisti,tumefazioni,acne ecc. Da solo o più spesso in associazione ad altro
(vedi drenaggio).utile in tutte le patologie, gastroenterologia, medicina
estetica,ginecologia...Dall'analisi si evidenzia come il galium heel riesca ad
eliminarle le scorie, frenare la destrutturazione ed eliminare il tutto, attraverso
la centrifugazione delle tossine , verso l'apparato respiratorio , il sudore ed in
massima parte attraverso il rene. Per fare in modo che il farmaco funzioni al
meglio è indispensabile bere acqua. La modalità di assunzione più comoda è
sciogliere 50 gtt o 1 fiala in mezzo litro di acqua.
FACE YOGA
Tra i benefici dello yoga facciale (Yoga Facciale), la prevenzione
delle rughe e i segni dell'età e la battaglia (senza botox) alle linee date dalla
stanchezza, l’assottigliamento delle pelle e il graduale rallentamento del
rinnovo cellulare. In pratica, il face yoga aiuta a mantenere tonici i muscoli
del viso (sono 70, di piccole dimensioni e immediatamente sotto il derma) e
a scongiurare rughe e cedimenti, e proprio per questo inserirlo nella beauty
routine è garanzia di viso tonico e fresco, al pari o forse meglio
della ginnastica facciale.

Fino a poco tempo fa mancavano i riscontri scientifici sui benefici dello


yoga facciale. All'inizio dell’anno scorso, dermatologi e ricercatori della
Northwestern University e il fondatore di Happy Face Yoga Gary Sikorski,
hanno deciso quindi di studiarne gli effetti su un gruppo di donne, che alla
fine dello studio, sembravano circa tre anni più giovani dopo il trattamento.
«La faccia diventa più soda e più tonica perché gli esercizi facciali
ingrandiscono e rafforzano i muscoli», ha dichiarato il Dr. Murad Alam,
vicepresidente e professore di dermatologia presso la Scuola di Medicina
Feinberg della Northwestern University.

Ciò che ti serve sono solo le tue dita e uno specchio (e pazienza, costanza e la
consapevolezza che ogni viso è a sé e ha i propri tempi di reazione). Gli
esperti raccomandano un trattamento da dieci a quindici minuti al
giorno per almeno sei-otto settimane prima di vedere la pelle più tesa, tonica,
ossigenata, con meno rughe e i lineamenti risollevati. Ricorda, come con
qualsiasi altro programma di training, i risultati variano da persona in
persona.
Esercizi di face yoga per principianti
Wake up
Respira in modo uniforme con lunghi respiri: questo aiuterà tutto il tuo corpo,
e specialmente il tuo viso, a diventare vigile e pronto all'allenamento.
Lifting delle guance
Stringi le labbra e sorridi senza mostrare i denti, forzando i muscoli della
guancia. Metti le dita sugli angoli della bocca e falle scorrere fino in cima alle
guance. Tieni premuto per 20 secondi.
Eliminare le rughe del contorno labbra
Trattieni l'interno delle tue guance, quasi come se stessi facendo una faccia da
pesce. Tenere premuto per alcuni secondi, tenendo gli occhi ben aperti. Da
abbinare, un secondo esercizio estremamente semplice. Metti due dita sulle
labbra chiuse per evitare che l'aria fuoriesca, e poi riempi le guance. Trattieni
il respiro per alcuni secondi per poi rilasciare con una leggera espirazione.
Eliminare le rughe tra le sopracciglia
Traccia le rughe che si sono formate tra le tue sopracciglia. Usa l'indice e il
pollice per allontanare le sopracciglia l'una dall'altra, nella direzione opposta
di quando si accigliano o si socchiudono gli occhi.
Rilassa le palpebre
Le palpebre tendono ad essere più pesanti con l'età, quindi un po 'di
stretching può aiutare a mantenerle in salute. Guarda in alto e alza le
sopracciglia al cielo. Quindi chiudi dolcemente le palpebre, mentre alzi
ancora lo sguardo.

Eliminare le zampe di gallina


Ferma una grande C con il pollice e l'indice. Posiziona l'indice appena sopra
il sopracciglio e il pollice sulle guance. Inizia a tirare in su la pelle del viso
con l'indice e in giù usando il pollice. Tieni premuto per due secondi, rilassati
e poi e ripetilo di nuovo.
Face lift completo
Posiziona l'indice e il medio di ciascuna mano sotto il labbro inferiore con il
pollice sotto il mento. Poi muovi ogni mano verso l'orecchio con un
movimento deciso e poi lungo le guance. Finisci il massaggio con i pollici
che toccano quel punto dietro l'orecchio dove la mascella incontra la parte
ossuta del tuo cranio. Premi delicatamente la punta con il pollice, applicando
una pressione uniforme per circa 30 secondi. Questo movimento stimola il
punto marma attaccato ai muscoli facciali e ai nervi e aiuta a tonificare la
pelle e combattere la comparsa delle rughe. Ripeti 5-10 volte.
BIBLIOGRAFIA
Belaiche, P.: Le Drainage En Phytothérapie. Phytotherapie. 13 Marzo
1985.

Bergeret, C.: Homeophathie Et Dermatologie. Ed. Maloine, Paris 1986.

Bergeret, C., Tétau, M.: La Phytothérapie Renovée. Ed. Maloine. Paris.

Brigo, B.: Fitoterapia E Gemmoterapia Nella Pratica Clinica. La Grafica


Briantea, Como 1991.

Brigo, B.: L'uomo, La Fitoterapia, La Gemmoterapia. Ed. Tecniche


Nuove, Milano 1997.

Campanini, E.: Manuale Pratico Di Gemmoterapia. Ed. Tecniche Nuove,


Milano 1996.

Duraffourd, C., D'hervicourt, L., Lapraz, J.C.: Cahiers De Phytothérapie,


1,2,3,4, Masson, Paris 1983-1985.

Fauron, R.: Gemmothérapie Et Teintures-Mères-Thérapie Associées Dans


Le Traitement De Certaines Affections Hépatiques. Cahiers De Biothérapie,
87, Supplément, Octobre 1985.

Guillemain, J., Tétau, M.: Contribution À L'étude D'un "Tranquillisant


Végétal": Tilia Tomentosa Bourgeons. Société Mèdicale De Biothérapie,
Sommaire 68, Décembre 1980.

Henry, P.: Bases Biologiques De La Gemmothérapie, Saint-Norbert,


Tongerlo A. Belgio 1959.

Henry, P.: Conception Et Pratique De La Gemmothérapie, Bulletin


D'organothérapie Et De Gérontologie, 7.

Henry, P.: Gemmoterapia, Ricchiuto Editore, Verona 1989.


Henry, P.: Gemmothérapie Et Clinique, Cahiers De Biothérapie, 25, 3,
1966.

Henry, P.: Gemmothérapie. Thérapeutique Par Les Extraits


Embryonnaires Végétaux. B. Westerlo, Impr. Saint Norbert, 1982.

Henry, P.: , Cahiers De Biothérapie, 1,1, 1964.

Henry, P.: Notes Sur Les Connaissances Écologiques Et


Phytosociologiques En Gemmothérapie, Cahiers De Biothérapie, 8,12, 1965.

Henry, P.: Place De La Gemmothérapie Dans La Médicine Moderne,


Cahiers De Biothérapie, 12,12, 1966.

Henry, P.: La Pratique De La Gemmothérapie, Cahiers De Biothérapie.


16,1 2. 1967.

Pharmacopée Francaise, Viii Édition, Paris 1965.

Hoefler, C., Fleurentin, J. Mortier, F., Pelt, J.M. And Guillemain, J.:
Comparative Choleritic And Hepatoprotective Proprerties Of Young Sprouts
And Total Plant Extracts Of Rosmarinus Officinalis In Rats. "Journal Of
Ethnofarmacology", 19 (1987) 133-143.

Julian, O.A.: Introduction Ciinique À La Gemmothérapie. Archives


Homéopathiques De Normandie, J. Peyronnet, 21 Janvier 1961.

Julian, O.A.: Observation Clinique De Gemmothérapie. Archives


Homéopathiques De Normandie, J. Peyronnet, 21 Janvier 1961.

Lernout, H.: Homéopathie Et Biothérapie, 82 Maladies Enfiches


Cliniques. Similia, Paris, 1987.

Marotta, M., Masci, V.: Fondamenti Di Omeopatia E Cenni Di


Gemmoterapia. Fitoterapia. Orhganoterapia. Litoterapia. Laboratoires
Dolisos Italia. Pomezia Roma.
Piterà, F.: Qualità Non Comuni Di Rubus Fructicosus. "Medicina
Naturale", Tecniche Nuove, 3, Ii, Milano, Settembre 1992.

Piterà, F.: Viburnum Lantana. Farmacia Naturale, Tecniche Nuove, 6, Ii,


Milano Settembre 1992.

Piterà, F.: Compendio Di Gemmoterapia Clinica. De Ferrari. Genova


1994.

Piterà, F.: La Corretta Prescrizione In Gemmoterapia. "Erboristeria


Domani", N. 186, Pp. 54-59, Studio Edizioni, Milano, Ottobre 1995.

Piterà, F.: La Meristemoterapia Nella Pratica Clinica. In Aver Cura


Dell'uomo, A Cura Di I. Li Vigni, P.A. Rossi, S. Zuffi, Erga Edizioni,
Genova 1995.

Reymond, E.: La Gemmothérapie Dans Les Affections Du Système


Nerveux. Cahiers De Biothérapie, 34, 1972.

Robert, J.: Systéme De Défense Spécifique Et Non Spécifique En


Introduction À L'étude Gemmothérapique. Cahiers De Biothérapie, J.
Peyronnet Et Cie. 27, Septembre 1970.

Rossi, M.: Tinture Madri In Fitoterapia, Studio Edizioni, Milano 1982.

Swenson, T.: Gemmoterapia. Mediterranee, Roma 1981.

Tétau, M.: Conception De La Gemmothérapie. Archives Homéopatiques


De La Normandie, 13, 1, 1959.

Tétau, M.: Gemmoterapia. Nuovi Studi Clinici. Ipsa, Palermo 1989.

Tétau, M.: Studi Di Gemmoterapia. Empedocle, Suppl. 5-6, 1984.


Released by fagiolo
www.leggenditaly.com
edit 05-04-2020