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Corso di Laurea Triennale in

Ingegneria per l'Ambiente, le


Risorse ed il Territorio

Corso: ‘Tecnologie di Risanamento Ambientale’


L’aerazione negli impianti di trattamento
delle acque reflue

Docente: Ing. Riccardo Gori


Corso: ‘Tecnologie di Risanamento Ambientale’

Negli impianti di trattamento delle acque reflue che sfruttano processi biologici aerobici,
l'aerazione è finalizzata principalmente alla solubilizzazione di ossigeno nei reattori
biologici.
Al tempo stesso l’aerazione viene sfruttata anche per il mantenimento di adeguati livelli di
turbolenza finalizzato al mantenimento in sospensione dei solidi sospesi presenti in acqua.
L’arerazione può essere anche utilizzata in:
- pre-aerazione: nelle fasi iniziali del trattamento, per contrastare fenomeni di
setticizzazione degli scarichi con la conseguente generazione di cattivi odori connessi ai
cataboliti delle reazioni biologiche anaerobiche. Interventi di questa tipo sono raramente
previsti su impianti di depurazione civile, quando si ritenga opportuno evitare
l'alimentazione dei sedimentatori primari con liquami con bassa concentrazione di
ossigeno, soprattutto quando nei sedimentatori primari sono previsti lunghi tempi di
permanenza. Tali situazioni possono verificarsi per esempio nel caso di reti fognanti di
grande estensione e mal aerate o su impianti con forti variazioni stagionali di portata,
articolati senza sufficiente flessibilità. Più frequentemente tale esigenza si pone in presenza
di vasche di accumulo finalizzate all'omogeneizzazione qualitativa o all'equipartizione delle
portate, spesso previste nei cicli di trattamento di reflui industriali. L'aerazione può
svolgere allora anche la funzione di assicurare
livelli di turbolenza necessari per la miscelazione delle acque e per impedire fenomeni di
decantazione dei solidi sedimentabili;
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- post-aerazione: per innalzare le concentrazioni di ossigeno disciolto in uscita dai cicli di


trattamento (spesso molto prossime a zero) portandole su livelli meglio compatibili con gli
obiettivi di qualita richiesti nei ricettori.

Molto più diffuso è il ricorso all'aerazione nell'ambito di trattamenti di maggiore


articolazione. Come già visto, nella dissabbiatura l'insufflazione d'aria ha soprattutto lo
scopo di consentire livelli di turbolenza adeguati a consentire una sedimentazione selettiva,
con separazione dei solidi di maggiore densità (sabbia) e mantenimento in sospensione di
quelli pili leggeri (materiale organico). In alcuni trattamenti di natura chimico-fisica,
l'aerazione fornisce l'ossidante chimico per esempio per trasformare il ferro ferroso in
ferro ferrico, di migliori prestazioni come flocculante.
L'applicazione più importante dell'aerazione è comunque connessa alla fornitura
dell'ossigeno in forma disciolta per assicurare le condizioni aerobiche nelle vasche
di processo biologiche che la richiedono, compensando i consumi di ossigeno connessi
alle trasformazioni metaboliche. Sono al riguardo interessati tutti i processi aerobici a
biomassa sospesa (fanghi attivi, lagunaggi aerati, stabilizzazione dei fanghi) e anche molti
processi a biomassa adesa.
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Stabilizzazione
aerobica dei
aerazione
fanghi di supero
Trattamento
biologico in
condizioni aerobiche

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II trasferimento per diffusione molecolare di un gas in un liquido può essere


interpretato in base alla teoria del doppio film, assumendo che all'interfaccia tra le fasi
si mantengano due film sottili, uno costituito dal gas e l' altro dal liquido, entrambi
regime laminare anche quando il sistema nel suo complesso operi in regime
turbolento. Perche il gas possa solubilizzarsi nel liquido, esso deve attraversare
entrambi i film per diffusione molecolare. Le resistenze diffusive del gas e del liquido
possono essere considerate in serie e il processo diffusivo risulta limitato dal film
presenta maggiore resistenza alla diffusione. II fattore limitante è rappresentato
dal film liquido nel caso di gas poco solubili, quali l'ossigeno, e dal film gassoso nel
caso di gas molto solubili. La concentrazione di ossigeno all'interfaccia tra i film è in
equilibrio e corrisponde alla saturazione definita in base alla legge di Henry.
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Il trasferimento avviene quindi per diffusione molecolare attraverso il liquido e, in


condizioni stazionarie, può essere così espresso:
dm (c  c )
 DL  A  s
dt L
dm/dt = massa di gas trasferita nell’unità di tempo;
DL =coefficiente di diffusione molecolare [L2 T-1];
cs = concentrazione a saturazione del gas nel liquido;
c = concentrazione del gas nel liquido al tempo t;
L = spessore del film;
A = area di interfaccia.

Dividendo per il volume del liquido aerato in entrambi i membri si ha:

1 dm dc (c  c )
  DL  A  s
V dt dt V L

Possiamo definire il coefficiente globale di trasferimento KL a:


DL  A
KL  a   1/T 
V L
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Si definisce capacità di ossigenazione (OC) di un sistema di aerazione, la massa di


ossigeno che questo è in grado di trasferire in fase liquida nell’unità di tempo.
dc
OC   V  K L  a  (c s  c )  V
dt
OC si esprime, quindi, in Kg O2/h o equivalenti.

E’ evidente com OC dipenda dalle caratteristiche del sistema di aerazione, per mezzo
del coefficiente di trasferimento globale che caratterizza quel sistema, e dalle
condizioni operative per mezzo del deficit di ossigeno mantenuto nel mezzo liquido.
Il trasferimento di ossigeno è quindi massimo in prossimità di una concentrazione
nulla di ossigeno disciolto e tende ad annullarsi in prossimità delle condizioni di
saturazione.
A parità di KL a, la capacità di ossigenazione è influenzata dalle condizioni operative:
- La concentrazione a saturazione cs è funzione della pressione barometrica,
dell’umidità relativa, della temperatura e della salinità del liquido;
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- La concentrazione c viene stabilita in rapporto alle esigenze del processo. Nel caso di
trattamenti biologici aerobici c deriva dalla ricerca di un compromesso tra la
convenienza di mantenere alti deficit di ossigeno per favorire il trasferimento, e
sufficienti livelli di ossigeno per non ridurre eccessivamente le cinetiche biologiche. I
livelli ottimali variano, quindi, in funzione della tipologia delle reazioni biologiche
(rimozione del solo BOD, nitrificazione ecc.) e delle modalità di aggregazione dei
batteri (cellule isolate, fiocchi, pellicole) per le conseguenti diverse modalità di
diffusione lasse e di disponibilità di ossigeno al loro interno;

- il coefficiente KL a, a parità delle altre condizioni, risente delle caratteristiche del


liquido (soprattutto presenza di solidi e di tensioattivi).
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Al fine di avere confronti omogenei della OC, è necessario che la capacità di


ossigenazione sia riferita a specifiche condizioni operative (condizioni standard) alle quali
devono essere riferite le prestazioni indicate dai fornitori delle apparecchiature.

Nella realtà i sistemi di aerazione opereranno in condizioni diverse da quelle standard


e di conseguenza anche la capacità di ossigenazione sarà diversa rispetto a quella che si
ha in condizioni standard.

E’ quindi necessario poter mettere in relazione la OC in condizioni standarda e quella


in condizioni reali.

Le condizioni standard sono definite come segue:


- acqua pulita;
- T dell'acqua pari a 20°C;
- Concentrazione nulla di ossigeno disciolto;
- Pressione barometrica pari ad 1 atm;
- Umidità relativa dell'aria pari al 100%.
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La OC in condizioni standard sarà data da:

(OC )st  (KL  a)st  cs* V


dove:
- (KL a)st = coefficiente globale di scambio in condizioni standard;
- cs* = concentrazione a saturazione in condizioni standard (9,2 mg/l).

La OC in condizioni di processo sarà data da:

(OC )w  (KL  a)w ,T  (csw  cw ) V

dove w si riferisce al liquido (acqua o miscela aerata).

Quindi:
- cw = concentrazione nel liquido reale in condizioni di esercizio;
- csw = concentrazione a saturazione nel liquido reale;
- cs = concentrazione a saturazione in acqua pulita in condizioni di esercizio.
- cs* = concentrazione a saturazione in acqua pulita condizioni standard (9,07 mg/l).
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Influenza della temperatura


La temperatura influenza il trasferimento dell’ossigeno
attraverso due meccanismi che tuttavia vanno in senso
opposto:
1. Modifica della concentrazione a saturazione (all’aumentare
della temperatura si riduce la concentrazione a saturazione
O2 [mg/l] T [C]
14,1 0
12,8 5
11,3 10
10,2 15
9,2 20

2. KLaT = KLa20°C (T-20) = KLa20°C (1.024)(T-20)


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CSw nella miscela aerata

Non trattandosi di acqua pulita ma di una “miscela” aerata


la concentrazione dell’ossigeno a saturazione non è
esattamente pari a quello calcolato in condizioni standard:

Csw =  CS

Il valore di  è spesso prossimo ad 1 (0.95 valore tipico),


diminuisce all’aumentare del contenuto di solidi sospesi.
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KLaT nella miscela aerata

Anche il fattore di trasferimento dell’ossigeno deve essere corretto


rispetto alle condizioni di “acqua pulita”.
Solitamente si utilizza il coefficiente  per tenere conto delle diverse
condizioni operative:

K’LaT =  KLaT

Il valore  è difficilmente quantificabile a priori. Solitamente, a livello


di progetto, si utilizzano valori compresi fra 0.7-0.8.
E’ particolarmente influenzato dalla presenza di olii, grassi e
tensioattivi ovvero da quelle sostanze in grado di interessare la
superficie di contatto tra la fase liquida e quella solida e di
conseguenza di limitare lo scambio di ossigeno attraverso questa
superficie.
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KLaT nella miscela aerata


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Influenza della concentrazione di O2 nella miscela aerata

All’aumentare di C la “forza motrice” di trasferimento


dell’ossigeno (Cs-C) diminuisce. Confrontando la
capacità di ossigenazione a diverse concentrazione di
O2 (C) disciolto, con quella a 20°C e C=0, scende al
77% con C=2 mg/l ed al 66% con C=3 mg/l.
E’ quindi evidente che è meglio lavorare con valori bassi
di ossigeno disciolto compatibilmente con le esigenze
del processo depurativo, in particolare la nitrificazione.
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Riprendiamo la relazione della OC in condizioni di esercizio:


(OC )w  (KL  a)w ,T  (csw  cw ) V
e sostituiamo i vari termini di correzione tra le condizioni standard e quelle di
esercizio:
(OC )w  (KL  a)w,T  (csw  cw ) V  (KL  a)st     (T 20)  (   cs  cw ) V
Ricordiamo che:
(OC )st  (KL  a)st  cs* V

Per cui possiamo scrivere:

   cs  cw 
OCw
*
 OCst   *
1.024T 20
 c s 

La relazione esprime la variazione (solitamente diminuzione) della capacità di


ossigenazione passando dalle condizioni standard a quelle di processo.
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Andamento del fattore K

Andamento rendimento ossigenazione


1,2

0,8
0 mg/l
1 mg/l
K

0,6
2 mg/l
3 mg/l
0,4

0,2

0
0 5 10 15 20 25 30 35 40
temperatura °C
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Sistemi di aerazione
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SISTEMI DI AERAZIONE

SUPERFICIALI DI FONDO O SOMMERSI

Turbine superficiali
Rotospazzole MECCANICI A DIFFUSIONE

Diffusori a candela
Diffusori a disco
Pompe-eiettori A Flusso radiale
Diffusori tubolari
(bolle fini e grosse)
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Turbine superficiali

Il trasferimento dell’ossigeno avviene


principalmente sulla superficie della massa liquida
per effetto del sommovimento e della turbolenza
indotta dall’agitatore meccanico, che pone in
contatto con l’atmosfera ampie superfici liquide.
Sono suddivisi in sistemi a bassa ed alta velocità
(prevalentemente il primo tipo).
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Turbine superficiali

La ditta Costruttrice deve fornire grafici e tabelle che precisino:


-Potenza assorbita dalla macchina nelle condizioni di esercizio
(misurata ai morsetti);
-Potenza installata della macchina;
-Capacità di ossigenazione nominale della macchina (OC*);
-Capacità specifica di ossigenazione in relazione ai consumi di energia;
-Andamento delle grandezze al variare delle condizioni di
funzionamento.
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AERATORE SUPERFICIALE AD ASSE VERTICALE


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AERATORE SUPERFICIALE CON SISTEMA DI GALLEGGIAMENTO


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Rotospazzole
Il trasferimento dell’ossigeno avviene principalmente sulla superficie della
massa liquida per effetto del movimento e della turbolenza indotta
dall’agitatore meccanico, che pone in contatto con l’atmosfera ampie
superfici liquide. Sono utilizzati prevalentemente in vasche di ossidazione di
tipo “carousel”.
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Rotospazzole
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Rotospazzole
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AREATORE SUPERFICIALE
ASSE ORIZZONTALE
“A SPAZZOLA”
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Diffusori a disco

L’aria immessa dai compressori è dispersa da opportuni diffusori nella


massa liquida sotto forma di minute bollicine d’aria attraverso le
quali avviene il passaggio dell’ossigeno. I massimi rendimenti sono
realizzabili con i sistemi a “bolle fini”, più adatti a grandi impianti
per via della manutenzione connessa al loro possibile intasamento.
La suddivisione tradizionale in funzione del diametro prevede:
Bolle fini  medio < 3 mm
Bolle medie  medio > 3 mm < 6 mm
Bolle grosse  medio > 6 mm
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Diffusori a disco

I diffusori fanno parte di un


sistema composto da una o
più reti di distribuzione
dell’aria fissate sul fondo
della vasca mediante
ancoraggi in acciaio
inossidabile
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Diffusori a disco
I diffusori a disco sono
disponibili in due versioni: a
membrana (gomma sintetica) e
ceramici (allumina sinterizzata).
I secondi sono particolarmente
soggetti ad intasamento e
richiedono periodiche pulizie
realizzabili introducendo nel
condotto un detergente come il
gas anidro HCl senza dover
svuotare la vasca.
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Diffusori a disco

La ditta Costruttrice deve fornire grafici e tabelle che precisino:


- Capacità di aerazione del diffusore (m3 di aria / ora)
- Capacità specifica di ossigenazione in relazione ai consumi di aria (in
gr di O2 disciolto/ m3 di aria insufflata)
-Andamento delle grandezze al variare delle condizioni di
funzionamento, in particolare al variare della profondità di immersione
-Andamento delle perdite di carico del flusso d’aria compressa, per le
resistenze localizzate indotte dal diffusore, al variare della portata d’aria
che lo attraversa.
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Diffusori a disco

Si noti come il
rendimento di
ossigenazione
aumenta
all’aumentare del
battente idrico.
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Diffusori a candela
Anche in questo caso l’aria immessa dai compressori è dispersa da
opportuni diffusori nella massa liquida sotto forma di bollicine d’aria
attraverso le quali avviene il passaggio dell’ossigeno. La dimensione
delle bolle d’aria prodotte rientra nella fascia intermedia (bolle
medie).
Il blocco di ossigenazione è costituito da due segmenti di poliuretano
espanso ad alta densità, ognuno dei quali è munito di un’anima in
nylon rinforzata con fibra di vetro. Dopo il passaggio dal blocco di
poliuretano l’aria in pressione viene suddivisa in piccole bolle di
diametro compreso fra 2 e 6 mm.
Non è adatta a sistemi con funzionamento a cicli per il possibile
ingresso di materiale colloidale all’interno del materiale espanso.
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A seconda della disposizione


adottata esistono distanze massime
indicate dal produttore fra gli
aeratori e fra file di aeratori, in
modo da ottenere rese ottimali di
trasferimento di ossigeno ed evitare
fenomeni di sedimentazione nella
vasca.
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Diffusori tubolari a membrana


Sono costituiti da un’anima tubolare in PVC forata per il passaggio
dell’aria, da una membrana in gomma sintetica fissata da fascette
stringitubo e da un attacco filettato in acciaio inox. La produzione
è di bolle fini. Il rendimento di ossigenazione aumenta con la
profondità e per particolari disposizioni in vasca dei diffusori.
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Diffusori tubolari in acciaio inox


Sono costituiti da un corpo in acciaio inossidabile, sulla cui parete
laterale sono disposti su due livelli i fori attraverso i quali
fuoriesce l’aria. Le bolle prodotte sono del tipo grosso. La resa di
trasferimento varia con la profondità ed il tipo di disposizione in
vasca.
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Pompe-eiettori (jet)
Il liquido aspirato da un’elettropompa sommergibile attraversa un
ugello tarato aumentando notevolmente la sua velocità, creando
nella zona di aspirazione attraverso un tubo comunicante con
l’atmosfera o con un flusso in pressione. Il flusso viene poi
reimmesso in vasca.
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Aeratori sommersi autoaspiranti


Il sistema è costituito da un motore elettrico sommergibile direttamente
collegato ad una sezione idraulica con girante radiale a geometria
stellare e diffusore periferico provvisto di condotto di aspirazione e
canali radiali di espulsione. L’aria aspirata attraverso un apposito
condotto comunicante con l’atmosfera si miscela quindi con il
liquido pompato e viene espulsa nella vasca attraverso i canali radiali.

Si producono bolle fini.


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Aeratori sommersi autoaspiranti


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Aeratori sommersi autoaspiranti con reimmissione attraverso
canali radiali
Sono previste tre possibilità di installazione:
- Trasportabile (appoggiato sul fondo vasca); Base del condotto di aspirazione
- Fissa; aria collegato con tubazione
- Galleggiante (versione mobile va e vieni) all’atmosfera

Canali radiali di
espulsione miscela
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Aeratori sommersi ad aria pressurizzata
Il sistema funziona completamente immerso nel liquido e direttamente
appoggiato sul fondo delle vasca. E’ costituito da un motoriduttore
sommergibile supportato da un diffusore-basamento dotato di piedi per
l’appoggio sul fondo. All’albero lento del motoriduttore è direttamente
collegata una girante a geometria stellare. La rotazione della girante
all’interno del diffusore determina l’aspirazione dell’acqua dalla parte
superiore ed una caduta di pressione nella parte inferiore collegata al
condotto di aspirazione.
L’effetto autospirante è di
entità tale da richiedere
l’immissione di aria pressurizzata.
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Alcune definizioni.
Oxygen transfer rate: OTR (kgO2 / h)

Rappresenta la quantità di ossigeno che viene trasferita nell’unità di tempo. E’


quella che in precedenza abbiamo indicato con oxygenation capacity (OC).

Se riferita a condizioni standard si ha lo standard OTR (SOTR)

Aeration efficiency: AE (kgO2 / kWh)


Rappresenta la quantità di ossigeno che viene trasferita per unità di energia
nell’unità di tempo.
(A.E.)
Se riferita a condizioni standard si parla di Standard aeration efficiency S.A.E

I kWh sono quelli assorbiti ai morsetti dal sistema di aerazione. I kWh


consumati, dipendono dalla quantità di aria e dalla pressione necessaria +
dall’efficienza delle soffianti.
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Alcune definizioni.
Oxygen transfer efficiency : OTE (%)
Rappresenta la frazione di ossigeno (espressa in %) che viene trasferita al liquido,
rispetto a quella che viene immessa nel liquido per mezzo dell’insufflazione di
aria.
 O2,in  O2,out 
OTE   

 O2,in 
dove O2,in e O2,out rappresentano il flusso di massa di ossigeno in ingresso ed
uscita dalla vasca rispettivamente.
Se riferita a condizioni standard si ha lo Standard Oxygen transfer efficiency
(SOTE)

In alcuni casi si parla anche di SOTE ad indicare l’efficienza di


trasferimento dell’ossigeno in condizioni standard ma in acqua di
processo (quindi le condizioni standard sono tutte rispettate eccetto
quella del mezzo liquido che non è acqua pulita ma di processo).
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Diversi fattori concorrono al risultato di ottenere e di mantenere un


elevato S.A.E.:

•S.O.T.E. % (legame tra Q aria e S.O.R.)


• D.W.P. (Dynamic Wet Pressure e rappresenta la perdita di carico
attraverso il diffusore).
• Altre perdite di carico nel sistema (tubazioni, valvole).
• Mantenimento nel tempo delle caratteristiche elastiche delle
membrane (della D.W.P. e del S.O.T.E. %).
• Tipo di soffianti e loro efficienza nel campo di impiego.

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Efficienza di diversi sistemi di aerazione in kgO2/kWh riferita sia a condizioni


Standard che Reali
Diffusori a disco / piastra bolle fini

Diffusori tubolari
h
Aeratori meccanici

3.4 ÷ 5 kgO2/kWh (S.A.E.)


1.5÷2.8 kgO2/kWh (A.E.)
2.3÷3.6 kgO2/kWh (S.A.E.)
0.8÷2.2 kgO2/kWh (S.A.E.) 1.2÷1.9 kgO2/kWh (A.E.)

0.6÷1.5 kgO2/kWh (A.E.)


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Diffusori ad aria insufflata

Tipo di Caratteristiche Applicazione Vantaggi Svantaggi


aeratore

Diffusore Bolle fini-medie Fanghi attivi Buona miscelazione Elevato costo di


poroso Costruito con cupole, Mantiene la impianto
piastre, tubi ceramici temperatura Elevata
o tubi con guaina in Portata d’aria manutenzione
tessuto plastico variabile che Adeguata filtrazione
garantisce buona aria
elasticità

Diffusore Fatto con ugelli, Fanghi attivi Poco intasabile Elevato costo inziale
non valvole, orifizi… che Mantiene la Bassi rendimenti
poroso producono bolle temperatura Non del tutto esente
grosse Basso costo di da intasamenti
manutenzione
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Diffusori ad aria insufflata

Tipo di Caratteristiche Applicazione Vantaggi Svantaggi


aeratore

Tubolare Una miscela aria- Stagni aerati Basso costo di Scarso


acqua è forzata impianto miscelamento del
attraverso un cilindro Limitata reattore
veriticale contenente manutenzione Non applicabile su
elementi per la Elevati rendimenti sistemi ad alto
miscelazione statica carico

A getto Aria compressa e Fanghi attivi Costo limitato Condizionato dalla


liquido pompato Adatto per vasche forma delle vasche
violentemente profonde Possibilità
miscelati in un ugello intasamento ugello
e quindi immessi
nella vasca di
aerazione
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Aerazione superficiale

Tipo di Caratteristiche Applicazione Vantaggi Svantaggi


aeratore

Asse Turbina a bassa Fanghi attivi Flessibilità nella Problemi dovuti al


verticale velocità di grande progettazione della gelo
(turbina diametro, vasca Il riduttore di giri può
tipo lento) galleggiante o Elevata capacità di avere problemi di
montata su ponte o “pompaggio” manutenzione
piattaforma fissa. Costo abbastanza Rumorosità
Dotata di riduttore contenuto Aerosol
Scarsa Non adatte vasche
manutenzione profonde
Asse Sistema con Fanghi attivi Costo contenuto Condizionato forma
orizzontal spazzole rotanti su Oxydation Accessibilità delle vasche
e asse orizzontale ditch manutenzioni Rumorosità
(rotospazz Macchina a bassa Aerosol
ole) velocità, dotata di Non adatte vasche
riduttore profonde
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Definizione: Standard Oxygen Transfer Efficiency

Contenuto di ossigeno trasferito


S.O.T.E. % =

Contenuto di ossigeno in aria

S.O.R. x 100
S.O.R. in kg/h S.O.T.E. % =
Nm3/h x 0.299
Nm3/h @ 0 °C
Sm3/h @ 20 °C S.O.R. x 100
S.O.T.E. % =
Sm3/h x 0.278
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Regolazione capacità di ossigenazione


aerazione superficiale
La regolazione della capacità di ossigenazione può essere conseguita:
- Con temporizzatori, facendo variare la durata di funzionamento delle
turbine;
- Giocando sul numero di turbine in funzione;
- Variando il numero di giri del motore di azionamento;
- Variando il verso di rotazione della turbina;
- Variando il livello liquido della vasca;
- Variando la quota di immersione della turbina.
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Regolazione capacità di ossigenazione


aerazione ad aria insufflata

La regolazione della capacità di ossigenazione può essere conseguita:


- Con temporizzatori facendo variare la durata di funzionamento dei
compressori;
- Giocando sul numero di compressori posti contemporaneamente in
funzione in parallelo;
- Con valvola di regolazione della portata d’aria sulla condotta di mandata
(per sole soffianti centrifughe e ventilatori);
- Con orientamento variabile delle pale dei diffusori delle soffianti
centrifughe;
- Con by-pass a monte dei compressori di una parte di aria insufflata (nei
compressori volumetrici);
- Variando il numero di giri dei motori di azionamento.
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Le soffianti
In tutti i sistemi ad aria diffusa in cui ho necessità di un flusso d’aria in
pressione per alimentare il sistema di aerazione, devo fare ricorso ad una
soffiante.
La soffiante è in sostanza un compressore che opera a bassi valori di
pressione (solitamente al di sotto dei 2 bar).
Le tipologie più utilizzate nel campo degli impianti di trattamento delle acque
sono quelle a lobi rotanti e quelle centrifughe.
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Le soffianti

Le soffianti centrifughe sono sempre utilizzate per portate d’aria


elevate. Già per valori di portata superiori a 1000 Nm3/h si ricorre
solitamente a soffianti centrifughe. Le relative pressioni di scarico
arrivano normalmente fino ai 100 kN/m2.
Le soffianti centrifughe sono caratterizzate da un funzionamento simile
a quello delle pompe centrifughe a basso numero di giri specifico.
Il punto di funzionamento di una soffiante viene determinato in modo
del tutto simile a quello utilizzato per le pompe centrifughe, cioè in
corrispondenza del punto di intersezione delle curve caratteristiche
della soffiante e dell'impianto.
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Le soffianti

Per valori più elevati di pressione alla mandata (>55 kN/m2) e per
potenzialità di portata inferiori a 1000 m3/h, vengono in genere
utilizzate soffianti volumetriche a lobi rotanti. Le soffianti di tipo
volumetrico sono apparecchiature che lavorano a portata costante e a
pressione variabile. Per la regolazione di tali soffianti non epossibile
utilizzare dispositivi di strozzatura, ma può essere ottenuta mediante
l'utilizzo di più unità o mediante regolazione del numero di giri. Risulta
essenziale prevedere dispositivi di protezione nonché sistemi per il
controllo dei rumori.
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Le soffianti

A vite Centrifughe
senza olio A lobi
rotanti
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Le soffianti
Negli impianti di trattamento delle acque reflue le soffianti devono
garantire un ampio intervallo di portate di aria entro un modesto
intervallo di pressione per diverse condizioni ambientali.
Una soffiante può generalmente lavorare in modo efficiente entro un
limitato intervallo di condizioni operative.
La necessaria variazione delle portate di aria e della relativa prevalenza,
in fase di progettazione devono essere previsti sistemi per la regolazione
delle soffianti. I sistemi che possono essere impiegati per la regolazione
delle soffianti risultano i seguenti:
(1) diminuzione della pressione o introduzione di un bypass valle-
monte;
(2) inserimento di una strozzatura;
(3) impiego di un diffusore regolabile;
(4) regolazione del numero di giri;
(5) adozione di più unita in parallelo.
Corso: ‘Tecnologie di Risanamento Ambientale’
Le soffianti

L'inserimento di una strozzatura e l'impiego di diffusori regolabili


possono essere realizzati soltanto nelle soffianti centrifughe, mentre nel
caso di soffianti volumetriche si usa più comunemente la regolazione
del numero di giri. La diminuzione della pressione e l'inserimento di un
bypass rappresentano anche un metodo efficace per il controllo dei
fenomeni di instabilità nelle soffianti centrifughe, i quali hanno luogo
quando la soffiante si trova a operare alternativamente da portata nulla a
pieno regime, producendo vibrazioni e fenomeni di surriscaldamento.
Corso: ‘Tecnologie di Risanamento Ambientale’
La potenza della soffiante
La potenza della soffiante può essere calcolata con la seguente
espressione:


w  R  T  p2 
0,283

Psoffiante     1
28,97  n  e  p1  

P = potenza della soffiante (kW)


R = costante universale dei gas (8,314 kJ/kmol K)
w = flusso d’aria in massa (kg/s)
T = temperatura assoluta in ingresso (°K)
p1 = pressione assoluta in ingresso
p2 = pressione assoluta in uscita
n = 0,283 per l’aria
e = efficienza globale (0,7 – 0,9)
Corso: ‘Tecnologie di Risanamento Ambientale’
Esercizio sull’aerazione
Determinare la OC in condizioni standard di un sistema di aerazione da impiegare per la
post-aerazione di un effluente prima della sua reimmissione in un corpo idrico recettore.
Dati.
Estate Inverno
Richiesta O2 in condizioni operative (kg/h) 110 90
DO richiesta allo scarico (g/m3) 6 5
Csat in condizioni operative (g/m3) 9,1 11,3
Temperatura (°C) 20 10
 0,9 0,92
 0,99
 1,024

Possiamo applicare la relazione sotto nelle due condizioni ricordando che cs rappresenta
la concentrazione a saturazione in acqua pulita nelle condizioni di esercizio (per cui
sarà diversa nelle due situazioni) mentre cs* rappresenta la concentrazione a
saturazione in acqua pulita in condizioni standard (1 atm e 20 °C) per cui sarà la
stessa nelle due condizioni.
   cs  cw 
OCw  OCst   *
1.024T 20
 c s 
Corso: ‘Tecnologie di Risanamento Ambientale’
Esercizio sull’aerazione
Applicando la relazione precedente per ricavare Ocst si ottiene:

OCst in estate: 369,6 kg/h

OCst in inverno: 182,4 kg/h

Con una OCst richiesta in estate molto maggiore di quella richiesta in inverno.
Corso: ‘Tecnologie di Risanamento Ambientale’
Esercizio sull’aerazione
In una vasca di aerazione vanno trasferiti, in condizioni operative di punta, 200 kg O2/h.
L'aria viene fornita mediante un sistema di diffusori, installati a 4,5 m di profondità che
erogano una portata unitaria (q*) di 4,00 Sm3 /h.
Il costruttore ha reso disponibili le seguenti curve. Per le condizioni previste assumiamo
un rendimento h0= 0,27.
Corso: ‘Tecnologie di Risanamento Ambientale’
Esercizio sull’aerazione
Nella vasca, che opera a livella del mare con pressione atmosferica di 1.013 mbar, va
mantenuta una concentrazione di ossigeno disciolto Cw di 2,00 mg/L. Si richiede il
calcolo del numero di diffusori necessaria.

Sono noti:  = 0,85;  = 1,00; T = 15°C.

Svolgimento.
La concentrazione a saturazione dell'ossigeno alla pressione di 1.013 mbar è pari a 10,07
mg/l, valore che viene prudenzialmente mantenuto nei calcoli, non tenendo
canto dell'aumento di pressione idrostatica al crescere dell'affondamento.

La capacita di ossigenazione standard unitaria, riferita ad un singolo diffusore, vale:

(O.C.)st* = h0  0,28 . q* = 0,27  0,28 ·4,00 = 0,302 kg O2/h

La capacita di ossigenazione unitaria, in condizioni operative, vale:

(O.C.)w* = (O.C.)st*    (T-20)  (  cs - cw) / cs* =

= 0,302  0,85· 1,024(15-20)  (1,00  10,07 - 2,00) / 9,07 = 0,203 kg O2/h


Corso: ‘Tecnologie
Esercizio di Risanamento Ambientale’
sull’aerazione
Per il trasferimento dell’ossigeno sono quindi necessari:

N = 200 kg O2/h / 0,203 kg O2/h = 985 diffusori.

La portata d’aria complessivamente erogata sarà pari a:

Q aria = 985  4 = 3.940 Sm3/h.

Se avessi tenuto in considerazione l’immersione degli aeratori avrei calcolato la cs a metà


della profondità (2,25 m sotto il pelo libero) dove la pressione sarà:

Pmezza profondità = 1013 + (1000  9,81  2,25)/100 = 1220 mbar

Per la legge di Henry la Cs a 1220 mbar è:

cs’ = cs  (1220/1013) = 12,13 mg/l


Avremmo avuto:
((O.C.)w*)’ = (O.C.)st*    (T-20)  (  cs’ - cw) / cs* =

= 0,302  0,85· 1,024(15-20)  (1,00  12,13 - 2,00) / 9,07 = 0,255 kg O2/h


Corso: ‘Tecnologie di Risanamento Ambientale’
Esercizio sull’aerazione
Per il trasferimento dell’ossigeno sarebbero quindi necessari:

N = 200 kg O2/h / 0,255 kg O2/h = 784 diffusori.

La portata d’aria complessivamente erogata sarà pari a:

Q aria = 784  4 = 3.137 Sm3/h.

Questo vale a diffusore nuovo. Volendo considerare un fattore di sicurezza legato


all’invecchiamento e sporcamento del diffusore, dovremmo ridurre di una certa quantità
la capacità di ossigenazione.
Ad esempio considerando il 20% si ha:

((O.C.)w*)’corretta = (1 – 0,2)  0,255 = 0,204 kg O2/h