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RIMOZIONE DEL FOSFORO

DALLE ACQUE REFLUE

Ing. Michele Torregrossa


Limiti di emissioni
Limiti sulle acque reflue depurate (Tab.1 All.5 p. 3a D.lgs. 152/06)
Potenzialità impianto in A.E. 2.000 – 10.000 >10.000
Parametri (media giornaliera) Concentrazione % di Concentrazione % di riduzione
riduzione
BOD5 (mg/l) ≤25 70-90 ≤25 80
COD (mg/l) ≤125 75 ≤125 75
Solidi Sospesi (mg/l) ≤35 90 ≤35 90

Limiti per lo scarico in “aree sensibili” (Tab.2 All.5 p. 3a D.lgs. 152/06)

Parametri Potenzialità impianto in AE


(conc. media annua) da 10.000 a 100.000 > 100.000
concentrazione % di riduzione concentrazione % di riduzione
Fosforo totale (mgP/l) <= 2 80 <= 1 80
Azoto totale (mgN/l) <= 15 70 - 80 <= 10 70 - 80

Limiti per lo scarico in laghi e serbatoi (Tab. 6 L.R. 27/86):


Azoto totale 5 mg/l - Fosforo totale 0,2 mg/l 2
RIMOZIONE CHIMICA DEL FOSFORO
FOSFORO NEI LIQUAMI
Forme del fosforo presenti nei liquami grezzi:
Fosforo organico: 10% del Ptot

Ortofosfato solubile: 50% del Pinorganico


Fosforo inorganico:
Polifosfati solubile: 25÷85% del Ptot

Forme del fosforo presenti nei liquami dopo trattamento


biologico:
Fosforo organico: 5 ÷ 10% del Ptot

Fosforo inorganico: Ortofosfato solubile: 90÷95%del Ptot


RIMOZIONE CHIMICA DEL FOSFORO
La rimozione del fosforo dalle acque reflue implica il suo
incorporamento all’interno dei SST e la successiva rimozione
dei solidi.
Tale processo prende il nome di “precipitazione dei fosfati”.

La precipitazione chimica del fosforo può essere ottenuta


mediante l’aggiunta di sali di cationi polivalenti in grado di
formare fosfati poco solubili, quali i sali di calcio [Ca2+],
alluminio [Al3+] e ferro [Fe3+].

Oltre a questi sali, possono essere utilizzati come coadiuvanti


anche alcuni polimeri.
Precipitazione dei fosfati con calce
Il calcio viene utilizzato generalmente nella forma di calce idrata
Ca(OH)2.

Dosata in acqua, la calce reagisce con l’alcalinità dei bicarbonati


dell’acqua stessa dando luogo alla precipitazione di CaCO3.
Quando il pH del refluo il pH supera il valore di 10, gli ioni-calcio in
eccesso reagiscono con i fosfati causando la precipitazione
dell’idrossiapatite:

10Ca2+ + 6PO43-+ 2OH- ←→ Ca10(PO4)6(OH)2

A causa della reazione tra la calce e l’alcalinità del refluo, in genere la


quantità di calce richiesta per il trattamento di precipitazione risulta
pressocché indipendente dalla quantità di fosfati presenti, mentre
dipende essenzialmente dal valore dell’alcalinità.
Precipitazione dei fosfati con calce

I dosaggi di calce richiesti per un trattamento di precipitazione del


fosforo dalle acque reflue sono dell’ordine di 1,4÷1,5 volte l’alcalinità
totale espressa come CaCO3.

Inoltre, poiché per la precipitazione dei fosfati sono richiesti elevati


valori di pH, in genere non è possibile realizzare una co-precipitazione.

Nel caso in cui il trattamento di rimozione del fosforo venga


effettuato su refluo grezzo ovvero sull’effluente di un trattamento
secondario, generalmente è richiesta un’operazione di correzione del
pH rispettivamente prima dei trattamenti successivi o prima dello
scarico.

La correzione del pH viene effettuata di regola mediante


RICARBONATAZIONE con biossido di carbonio (CO2).
Precipitazione dei fosfati
con alluminio e ferro
Le reazioni fondamentali nei trattamenti di precipitazione dei fosfati
con sali di alluminio e ferro sono le seguenti:

Al3+ + HnPO43-n ←→ AlPO4 + nH+


Fe3+ + HnPO43-n ←→ FePO4 + nH+

In queste relazioni si può osservare come 1 mole di alluminio o di ferro


dia luogo alla precipitazione di 1 mole di fosfati.
Tuttavia le due reazioni sono notevolmente semplificate perché
dovrebbero essere tenute in conto delle numerose reazioni chimiche
competitive nei loro confronti e delle relative costanti di equilibrio,
degli effetti dell’alcalinità, del pH, degli elementi in traccia, ecc.

A causa di tali fattori le reazioni sopra riportate non possono essere


direttamente applicate per la stima dei dosaggi di reagenti, i quali
devono essere valutati sulla base di specifiche prove di laboratorio.
Precipitazione dei fosfati
con alluminio

Reazione di precipitazione dell’alluminio con il fosfato:

Al2(SO)3 + 14H2O + 2PO43- → 2AlPO4 + 3SO42- + 14H2O


Solfato di alluminio Fosfato di alluminio

Reazione concomitante:

Al2(SO)3 + 14H2O + 6HCO3- → 2Al(OH)3 + 6CO2 + 3SO42- + 14H2O


Solfato di alluminio Idrossido di alluminio
Precipitazione dei fosfati
con ferro

Reazione di precipitazione dell’alluminio con il fosfato:

FeCl3 + PO43- → FePO4 + 3Cl2-


Cloruro ferrico Fosfato ferrico

Reazione concomitante:

FeCl3 + 3HCO3- → Fe(OH)3 + 3CO2 + 3Cl-


Cloruro ferrico Idrossido di ferro
Strategie per la precipitazione dei fosfati
I trattamenti di rimozione del fosforo dalle acque possono essere
inseriti in punti diversi dello schema di processo.

a) a monte della sedimentazione primaria:

PRE-PRECIPITAZIONE
reagente
reagente
sedimentatore primario

influente sedimentatore finale effluente

mixing reattore
aerobico

fango di supero

ricircolo fanghi

fosforo
fosforoinsolubile
insolubile

I fosfati vengono rimossi insieme ai fanghi primari.


Strategie per la precipitazione dei fosfati

b) a monte e/o all’interno e/o a valle del reattore biologico:

CO-PRECIPITAZIONE
reagente
reagente reagente
reagente reagente
reagente
sedimentatore primario e/o e/o
sedimentatore finale

reattore
aerobico

influente
fango di supero

ricircolo fanghi fosforo


fosforoinsolubile
insolubile

I fosfati vengono rimossi con i fanghi biologici di supero.


Strategie per la precipitazione dei fosfati

c.1) a valle del sedimentatore secondario:

POST-PRECIPITAZIONE

reagente
reagente
influente sedimentatore finale
sedimentatore terziario

reattore
aerobico
mixing
effluente
fango di supero

ricircolo fanghi

fosforo
fosforoinsolubile
insolubile

I fosfati vengono rimossi con i fanghi del sedimentatore terziario.


Strategie per la precipitazione dei fosfati

c.2) a valle del sedimentatore secondario:

POST-PRECIPITAZIONE

reagente
reagente
influente sedimentatore finale
filtro

reattore
aerobico effluente

mixing
fango di supero

ricircolo fanghi
fosforo insolubile
fosforo insolubile

I fosfati vengono rimossi con le acque di rigetto del filtro.


Efficienza degli schemi proposti

Con il trattamento biologico, i polifosfati e ed il fosforo organico


presenti nei reflui grezzi, vengono convertiti in ortofosfato che
risulta essere l’unica forma di fosforo rilevabile nell’effluente.

Poiché i sali metallici e i polimeri agiscono meglio proprio sugli


ortofosfati, risultano più efficienti gli schemi che prevedono il
dosaggio dei reagenti a valle del trattamento biologico.

Inoltre questa strategia di rimozione del fosforo può


contemporaneamente produrre anche un incremento di rendimento di
rimozione dell’azoto a causa della migliore efficienza di
sedimentazione, ma non è in grado di rimuovere l’azoto organico.
Se si volesse ottenere anche quest’obiettivo, si dovrebbe invece
adottare lo schema di pre-precipitazione.
Efficienza degli schemi proposti

PRE-PRECIPITAZIONE:
Vantaggi

Buona la flocculazione nel sedimentatore primario.

Contemporanea maggiore rimozione del carico organico (ηBOD≈50÷60%).

Rendimenti medi di rimozione del fosforo: 70÷85%

Svantaggi

Non completa rimozione del fosforo perché ivi non presente in forma di
ortofosfato.

Consumo maggiore di reagenti a causa delle reazioni competitive.

Se viene usata la calce, ad alto dosaggio (pH>9,5÷10) è necessaria la


“ricarbonatazione” prima del trattamento biologico.

Peggiori caratteristiche di disidratabilità dei fanghi primari.


Efficienza degli schemi proposti

CO-PRECIPITAZIONE:

Vantaggi

Costi inferiori di trattamento.

Dosaggi inferiori rispetto alla pre-precipitazione.

Miglioramento della stabilità e sedimentabilità dei fanghi attivi.

Rendimenti medi di rimozione del fosforo: 80÷95%

Svantaggi

Possibile effetto di tossicità nel caso di sovra-dosaggio di sali metallici.

Nel caso di reflui a ridotta alcalinità è necessario regolare il pH.

Riduzione della percentuale di solidi volatili nei fanghi a causa della


presenza di inerti.
Efficienza degli schemi proposti

POST-PRECIPITAZIONE:

Vantaggi

Si ottengono i più alti rendimenti di rimozione del fosforo.

Utilizzo più efficiente della capacità di trattamento dei sali metallici


impiegati.

Recuperabilità della calce.

Svantaggi

Costi di investimento di gran lunga maggiori rispetto agli altri schemi.


Dosaggi
PRE-PRECIPITAZIONE:

Sali metallici

Sali di alluminio: Rapporti molari


Abbattimento
Intervallo Valore tipico
fosforo [%]
75 1,25:1 ÷ 1, 5:1 1,4:1
85 1,6:1 ÷ 1,9:1 1,7:1
95 2,1:1 ÷ 2,6:1 2,3:1

Sali di ferro: Rapporti molari


Abbattimento
Intervallo Valore tipico
fosforo [%]
90 2:1 ÷ 2,5:1 2,3:1
95 3:1 ÷ 4:1 3,5:1

Calce: Sistemi a basso dosaggio: 75 ÷250 mg/l


Dosaggi
CO-PRECIPITAZIONE:

Sali metallici

Rapporti molari: 1:1 ÷ 3:1

POST-PRECIPITAZIONE:

Sali metallici

Rapporti molari: 1:1 ÷ 3:1

Valori maggiori devono essere adottati per concentrazione di fosforo


totale nell’effluente inferiori a 0,5 mg/l
La produzione di fango

L’uso di agenti chimici che fanno precipitare il fosforo provoca


l’aumento della produzione di fango.

Ne consegue che, sebbene la scelta di tale tipo di processo possa non


sconvolgere la configurazione della linea liquami di un impianto ( si
pensi alla scelta del processo di co-precipitazione), certamente
risulterà sovraccaricata la linea fanghi.

Ciò comporta la necessità di un’attenta verifica delle unità di


trattamento che la costituiscono: ispessimento, stabilizzazione e
disidratazione.

Utilizzando sali di ferro e alluminio si può arrivare ad aumenti nella


produzione di fanghi dell’ordine del 50% in volume e del 42% in peso,
mentre con l’uso di calce si può arrivare anche ad incrementi del
200÷300% in peso.
La produzione di fango
Kg fango/m3 influente

Produzione di fango nei processi


per la rimozione chimico-fisica del fosforo.
Valutazione della produzione di fango
Dati di progetto:
- fosforo da rimuovere: 6 mg/l
- dosaggio di alluminio: rapporto molare Al/P 2:1
- concentrazione di SST allo scarico: 200 mg/l
- portata da trattare: 35.000 m3/giorno

A) Fanghi provenienti da precipitazioni di composti chimici:


Noti i pesi atomici di Al (27), P (31) e O (16) e nota la reazione di precipitazione,
è possibile affermare che 27 g di Al precipitano 31 g di P e 122 di AlPO4
(27+31+(4x16)).
Pertanto:
- dosaggio di alluminio: 6 · 2 · (27/31) = 10,4 mg/l
- produzione di fosfato di alluminio: 6 · ( 122/31) = 23,6 mg/l
- produzione di idrossido di alluminio, Al(OH)3: (10,4/2) · (78/27) = 14,5 mg/l
Il quantitativo di fango chimico prodotto è pertanto:
23,6 + 14,5 = 38,1 mg/l di liquame trattato
Tale quantità deve cautelativamente essere incrementata del 35% (U.S. EPA):
38,1 x 1,35 = 51,43 mg/l di liquame trattato
Ne consegue: 51,43 mg/l x 10-3 x 35.000 m3/giorno = 1.800 kg/giorno
Valutazione della produzione di fango

B) Fanghi provenienti da precipitazioni di solidi sospesi in eccesso


rispetto al processo senza aggiunta di reagenti chimici:

Pre-precipitazione:

Si fa l’ipotesi che l’abbattimento aggiuntivo dei SST per effetto della


maggiore efficienza di sedimentazione dovuta all’aggiunta del reagente
sia del 25%.

Ne consegue che i fanghi così prodotti sono dati da:

200 x 0,25 = 50 mg/l = 50 x 10-3 kg/m3

ossia

50 x 10-3 kg/m3 x 35.000 = 1.750 kg/giorno


Valutazione della produzione di fango

B) Fanghi provenienti da precipitazioni di solidi sospesi in eccesso


rispetto al processo senza aggiunta di reagenti chimici:

Co-precipitazione:

Si fa l’ipotesi che si abbia un incremento di efficienza di rimozione di


SST nel sedimentatore finale tale che la concentrazione di SST
nell’effluente passi da 20 a 10 mg/l.

Ne consegue che i fanghi così prodotti sono dati da:

20 - 10 = 10 mg/l = 10 x 10-3 kg/m3

ossia

10 x 10-3 kg/m3 x 35.000 = 350 kg/giorno


Valutazione della produzione di fango

B) Fanghi provenienti da precipitazioni di solidi sospesi in eccesso


rispetto al processo senza aggiunta di reagenti chimici:

Post-precipitazione:

Si fa l’ipotesi che non si abbia nessun incremento di produzione di


fanghi.
Valutazione della produzione di fango

B) Fanghi provenienti da precipitazioni di solidi sospesi in eccesso


rispetto al processo senza aggiunta di reagenti chimici:

RIEPILOGO:

Fanghi totali in eccesso da pre-precipitazione: 1.800+1.750 = 3.550 kg/giorno

Fanghi totali in eccesso da co-precipitazione: 1.800+350 = 2.150 kg/giorno

Fanghi totali in eccesso da post-precipitazione: 1.800 kg/giorno


RIMOZIONE BIOLOGICA DEL FOSFORO
RIMOZIONE BIOLOGICA DEL FOSFORO
Viene detta rimozione Biologica del Fosforo la rimozione di
questo elemento per mezzo di un processo biologico.

La tecnologia adottata più comunemente per rimuovere il


fosforo dalle acque è rappresentata dalla precipitazione
chimica, che ricorre all’impiego di reagenti, quali i sali di ferro
e di alluminio.

Tuttavia, gli elevati valori di efficienza conseguiti dagli impianti


di rimozione biologica del fosforo, a partire dai primi anni
ottanta, hanno sollecitato l’impiego di tale tecnologia come
valida alternativa al processo chimico.

Il vantaggio principale del processo biologica è dovuto dai costi


più contenuti e dalla minore produzione di fango.
RIMOZIONE BIOLOGICA DEL FOSFORO
Gli impianti di depurazione biologica di tipo convenzionale (per
la sola rimozione del carbonio) o per la rimozione
contemporanea di carbonio e azoto, consentono una riduzione
della concentrazione di fosforo non superiore al 20%.
Tenuto conto che le concentrazioni medie di fosforo nei liquami
influenti sono dell’ordine di 10÷13 mg/l, la concentrazione
attesa nell’effluente di tali impianti non scende al disotto di 8
÷10 mg/l.
Nel caso di impianti ricadenti in aree sensibili sono richieste le
seguenti concentrazioni allo scarico:
Parametri Potenzialità impianto in AE
(conc. media annua) da 10.000 a 100.000 > 100.000
concentrazione % di riduzione concentrazione % di riduzione
Fosforo totale (mgP/l) <= 2 80 <= 1 80
Azoto totale (mgN/l) <= 15 70 - 80 <= 10 70 - 80

Ne consegue che, per il fosforo totale sono richiesti


rendimenti medi pari dell’ordine dell’85 ÷92%
Descrizione del processo
Nel processo di rimozione biologica, il fosforo contenuto nel
liquame influente viene inglobato all’interno delle cellule
batteriche e viene quindi allontanato dal sistema a mezzo dello
spurgo del fango di supero.

In particolare, viene favorita la crescita e lo sviluppo di un


particolare tipo di batteri, detti fosforo-accumulanti (PAO =
Phosphorus Accumulating Organisms), all’interno di un
particolare reattore.

Il vantaggio principale del processo biologica è dovuto dai costi


più contenuti e dalla minore produzione di fango.
Descrizione del processo
La configurazione dell’impianto per la rimozione biologica del
fosforo è caratterizzata dalla combinazione di una vasca
anaerobica, con un tempo di residenza idraulica (TDI) pari a
0,50-1,0 ore, seguita da una vasca a fanghi attivi aerobica.

Il contenuto della vasca anaerobica viene sottoposto a


miscelazione, per essere mantenuto in intimo contatto con la
miscela liquida della corrente di ricircolo e con l'influente.

Le vasche anaerobiche sono state inserite a monte di molte


tipologie di processi a biomassa sospesa, con valori dell'età del
fango variabili fra 2 e 40 giorni.
Descrizione del processo

influente

effluente
Anaerobico Aerobico

ricircolo fanghi fango di supero


Descrizione del processo
La rimozione del fosforo in sistemi di tipo biologico si basa sulle
seguenti osservazioni sperimentali:

1. esistono numerosi batteri in grado di accumulare all'interno


delle loro cellule, in forma di polifosfati, quantità di fosforo
in eccesso rispetto alle loro esigenze metaboliche;

2. in condizioni anaerobiche, i batteri PAO assimilano i prodotti


della fermentazione (ad esempio gli acidi grassi volatili)
all'interno di prodotti di stoccaggio intracellulari, e al
contempo rilasciano il fosforo precedentemente accumulato
sotto forma di polifosfati (Poly-P);

3. in condizioni aerobiche, i batteri PAO ricavano l'energia


attraverso l'ossidazione dei prodotti di stoccaggio
intracellulari, e con tale energia ricostituiscono le catene di
polifosfati all'interno delle cellule stesse.
Microbiologia del processo
Il fosforo riveste un ruolo molto importante nei meccanismi di
trasferimento dell'energia che hanno luogo nella cellula attraverso
l’adenosina trifosfato (ATP) ed i polifosfati.
A seguito della produzione di energia nelle reazioni di ossido-
riduzione, si ha la conversione dell'adenosina difosfato (ADP) in
ATP, con l'immagazzinamento di 7,4 kcal/mol di energia nei legami
fra i gruppi fosfati di questa molecola.
Al contrario, quando la cellula utilizza l'energia, si ha la conversione
dell'ATP in ADP, e il rilascio di fosforo.
La percentuale di fosforo presente nei batteri eterotrofi più
comuni negli impianti a fanghi attivi risulta variabile fra l'1,5 e il
2%. Tuttavia, molti batteri hanno la capacità di immagazzinare al
loro interno nella forma di polifosfati, i cui legami sono ricchi di
energia, una quantità di fosforo che può arrivare fino anche al 20-
30% su peso secco.
I polifosfati sono contenuti in granuli di volutina posti all'interno
della cellula, insieme ai cationi Mg--, Ca++ e K-.
Microbiologia del processo
Nella zona anaerobica, la concentrazione di ortofosfato può
raggiungere anche i 40 mg/l, ovvero notevolmente superiore ai
valori tipici nell’influente dove risulta generalmente pari a circa 5-8
mg/l. Valori elevati di concentrazione degli ortofosfati nella zona
anaerobica possono essere considerati indicativi dell'avvenuto
rilascio del fosforo da parte dei batteri PAO nella medesima zona.

Sempre nella zona anaerobica, i batteri contengono al loro interno


elevate concentrazioni di PHB, che viene poi ossidato nella
successiva fase anossica e/o aerobica.

Perché ciò avvenga, è indispensabile che sia disponibile acetato


perché si formi PHB in condizioni anaerobiche. Poiché tale sostanza
è facilmente utilizzabile dai batteri PAO, ciò costituisce un
vantaggio competitivo rispetto agli altri batteri presenti.
Microbiologia del processo

Gli ortofosfati sono rimossi dalla soluzione nelle successive zone


anossica (se presente) e aerobica, e la concentrazione residua di
questi nella soluzione risulta generalmente molto modesta, mentre i
fanghi, invece, si arricchiscono di fosfati fino al 5÷6% su base
secca.

LUXURY UPTAKE !!!

Nei reattori a valle di quello anaerobico, il fosforo viene


riassimilato all’interno delle cellule di fango attivo in quantità
maggiore di quanto ne fosse stato rilasciato precedentemente
(nel reattore anaerobico).

Il
Ilfosforo
fosforoviene
vieneeliminato
eliminatodal
dalsistema
sistemacon
conililfango
fangodi
disupero.
supero.
Descrizione del processo

ANAEROBIOSI AEROBIOSI
ANAEROBIOSI AEROBIOSI

O2

C org. PHB
CO2+H2O PHB

o-PO4 POLY P o-PO4 POLY P

Rilascio ed assunzione del fosforo da parte dei batteri PAO


Descrizione del processo
inclusioni di PHB

granuli di polifosfato

anaerobiosi

aerobiosi
Descrizione del processo

ANAEROBICO AEROBICO

BOD5 (mg·L-1)

PO4 (mg·L-1)
O2

C org. PHB
PHB
CO2+H2O
o-PO4 POLY P
o-PO4 POLY P
Microbiologia del processo
La zona anaerobica inserita in un processo combinato
anaerobico/aerobico viene definita "selettore", dal momento che
realizza quelle condizioni che favoriscono la selezione dei batteri
PAO rispetto agli altri batteri eterotrofi, facendo in modo che una
porzione di bCOD (COD biodegradabile) contenuta nell'influente
venga consumata dai batteri PAO piuttosto che dagli altri.

Infatti, i batteri PAO preferiscono utilizzare come substrato le


sostanze a basso peso molecolare, come l'acetato; queste vengono
prodotte dalla fermentazione del substrato influente, processo che
ha luogo proprio in condizioni anaerobiche.

Pertanto, in assenza della zona anaerobica, non si renderebbe


disponibile la fonte di nutrimento per i batteri PAO. Questi, poi,
presentano un vantaggio competitivo rispetto agli altri batteri
eterotrofi dal momento che possiedono l'energia necessaria per la
rimozione dell'acetato, nella forma delle catene di polifosfati
immagazzinate all'interno delle loro cellule.
Microbiologia del processo
Al contrario, gli altri batteri, non possedendo tali riserve
energetiche, non sono in grado di rimuovere l'acetato; essi, quindi,
permangono nella zona anaerobica in una condizione di sofferenza
per carenza di substrato, mentre i batteri PAO assimilano
l'acetato.

Un ulteriore vantaggio è rappresentato dal fatto che i batteri PAO


formano fiocchi molto densi con buone caratteristiche di
sedimentabilità.
Osservazioni
La presenza di nitrati nel reattore anaerobico ostacola la fase di
assimilazione del substrato da parte dei batteri PAO, a causa dei
fenomeni di competizione tra PAO e batteri denitrificanti, che
causano la riduzione del rapporto BOD/P e, quindi, la disponibilità
di substrato per i batteri PAO.
Una frazione dei batteri PAO si comporta come denitrificante in
presenza di nitrati, venendo meno quindi al rilascio di fosforo
necessario per la successiva ri-assimilazione.

Attenzione alla gestione del processo:


a) se il fango di spurgo dovesse essere mantenuto in condizioni
anaerobiche si può avere il rilascio del fosforo
precedentemente accumulato (es. lunghi TDI in sedimentazione
finale;
b) nel caso si adottino trattamenti anaerobici di digestione dei
fanghi, i surnatanti ricircolati possono mettere in circolo gli
eventuali fosfati rilasciati.
Schemi d’impianto per la
rimozione biologica del fosforo
a) Processi in linea (full stream):
processo Phoredox o A/O (Anaerobic/Oxic): brevetto
americano, costituito da un reattore anaerobico seguito da uno
aerobico funzionante ad alto carico, al fine di evitare fenomeni
di nitrificazione e quindi pericoli di ricircolo dei nitrati.

Fase Fase
anaerobica aerobica

influente

effluente

TDI=1÷
TDI=1÷÷22hh
TDI=1÷
ricircolo fanghi

fango di supero
Schemi d’impianto per la
rimozione biologica del fosforo
b) Processi in parallelo (side stream): PHOSTRIP

- brevetto U.S.A.;
- rimozione del fosforo eseguita sulla linea dei fanghi di ricircolo
mentre la linea acque è uguale a quella di un comune impianto per la
rimozione del carbonio;
- il fango di ricircolo viene avviato, in parte, direttamente in testa alla
vasca di aerazione e, per la rimanente parte, ad un ispessitore (detto
stripper) nel quale si instaurano le condizioni anaerobiche con rilascio
di fosforo;
- il fango ispessito, povero di fosfati, ritorna in testa all’aerazione,
mentre il surnatante, ricco di fosfati, viene sottoposti ad un
trattamento di precipitazione chimica con calce.
Schemi d’impianto per la
rimozione biologica del fosforo
b) Processi in parallelo (side stream): PHOSTRIP
Drnevich R.F. (1979)

TDI=1÷
TDI=1÷÷22hh
TDI=1÷
influente sedimentatore finale

reattore effluente
aerobico

ricircolo fanghi fango di supero


60÷
60÷80% Qr
calce
chiarificatore 20÷
20÷40% Qr

PROCESSO
miscelatore BIOLOGICO - CHIMICO
surnatante-
surnatante-calce stripper

fango di supero
fanghi chimici

acque di eluizione
(allontana il fosforo rilasciato)
Schemi d’impianto per la
rimozione biologica del fosforo
b) Processi in parallelo (side stream): PHOSTRIP

TDI=1÷
TDI=1÷÷22hh
TDI=1÷
influente sedimentatore finale

reattore effluente
aerobico

ricircolo fanghi fango di supero


60÷
60÷80% Qr
calce 20÷
20÷40% Qr
chiarificatore
da adottare nel caso di
elevata concentrazione
di nitrati nei fanghi
(azione di denitrificazione)
miscelatore pre-
pre-stripper N-NO3 ≤ 1÷2 mg/l
surnatante-
surnatante-calce stripper
fango di supero
fanghi chimici

acque di eluizione
(allontana il fosforo rilasciato)
Schemi d’impianto per la
rimozione biologica del fosforo
b) Processi in parallelo (side stream): PHOSTRIP

Pre-stripper e stripper
Schemi d’impianto per la
rimozione biologica del fosforo
b) Processi in parallelo (side stream): PHOSTRIP

Criteri di dimensionamento:
1) Reattore anaerobico di stripping:
- portata della corrente di fanghi che alimenta lo stripper: 10÷30% della portata
influente;
- tempo di permanenza dei fanghi nello stripper: 5 ÷20 h;
- portata dell’acqua di eluizione: 50÷75% della portata della corrente di fanghi
che alimenta lo stripper;
- altezza del reattore: 5÷6 m;
- grado di ispessimento conseguibile: 30÷50%.
2) Trattamento surnatante stripper:
- dosaggio calce: 100÷300 mg/l con riferimento alla portata di
surnatante;
- carico idraulico nella vasca di chiarificazione (precipitazione chimica):
50 m3/m2 x giorno.
Schemi d’impianto per la
rimozione biologica del fosforo
b) Processi in parallelo (side stream): PHOSTRIP II
sedimentatore primario versione migliorata
del Phostrip
chiarificato sedimentatore finale effluente

reattore
influente aerobico

ricircolo fanghi fango di supero


VANTAGGI
VANTAGGI 60÷
60÷80% Qr
chiarificatore calce
chiarificato

•• pipiù
ù rapido
rapido 20÷
20÷40% Qr
rilascio
rilasciodel
del
fosforo
fosforonello
nello miscelatore
stripper
stripper;;
surnatante- stripper
surnatante-calce

•• dimensioni
dimensionidello
dello
stripper
stripperpipiù
ù fanghi chimici
ridotte.
ridotte. acque di eluizione
Schemi d’impianto per la
rimozione biologica del fosforo
c) Processi ad alimentazione discontinua
Reattori SBR (Sequencing Batch Reactor)
Fine