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ACQUE DI

APPROVVIGIONAMENTO

DISINFEZIONE DELLE ACQUE DI


APPROVVIGGIONAMENTO

Ing. Michele Torregrossa


Perché disinfettare l’acqua ?

Processo di fondamentale importanza nel trattamento di potabilizzazione


con il quale si distruggono i microrganismi patogeni in modo da garantire la
salute pubblica.

Le malattie trasmesse per via idrica, come il tifo, il colera, la dissenteria


etc. sono state, fino alla fine del secolo scorso ed oltre, responsabili di
gravi epidemie che hanno devastato intere regioni.

Il problema, come è noto, è purtroppo ancora attuale in quei Paesi in cui le


condizioni igienico-sanitarie sono arretrate.

Il concetto di disinfezione suggerisce subito l'idea dell'impiego di un


disinfettante: in realtà per l'acqua si tratta di un processo che richiede
varie fasi.
Infatti, la disinfezione o la filtrazione da sole non sono in grado di
garantire l'efficacia del trattamento, è necessaria una azione combinata
delle due tecniche.
Perché disinfettare l’acqua ?

Il concetto di intervento multistadio è più volte richiamato dall'OMS:

"The multiple-barrier concept of water treatment requires that removal


of pathogens and of pollutants and biodegradable compounds should be as
nearly complete as possible before terminal disinfection"

(Guidelines 1993).
MALATTIE A TRASMISSIONE IDRICA
Il problema delle malattie infettive trasmesse dall'acqua costituisce
ancora il rischio più grave per la popolazione che la utilizza, anche se lo si
relaziona con quello connesso con la formazione di sottoprodotti di
disinfezione pericolosi per la salute, anzi è possibile che il tentativo di
minimizzare quest'ultimo rischio abbia indebolito la disinfezione.

L'OMS in Guidelines 1993 dice: ”


It should be noted that the use of chemical disinfectants in water
treatment usually results in the formation of chemical by-products,
some of which are potentially hazardous. However, the risks to health
from these bv-products are extremely small in comparasion with the
risks associated with inadequate disifection, and it is important that
disinfection should not be compromised in attempting to control such by-
product. "

E ancora:
" Where local circustances require that a choice must be made between
meeting either microbiological guidelines or guidelines for disinfectants
or disinfectant by-products, the microbiological quality must always take
precedence, and where necessary, a chemical guideline value can be
adopted corresponding to higher level of risk.
Efficient disinfection must never be compromised."
MALATTIE A TRASMISSIONE IDRICA

Si pensi che la problematica dei sottoprodotti della clorazione data alla prima
metà degli anni '70: si noti il forte incremento di fatti epidemici successivi a
tale data.
Numero di epidemie per malattie trasmesse dall'acqua

250

225

200

175

150

125

100

75

50

25

0
1920-25 1926-30 1931-35 1936-40 1941-45 1946-50 1951-55 1956-60 1961-65 1966-70 1971-75 1976-80 1981-85
MALATTIE A TRASMISSIONE IDRICA

Si ricordi pure che, malgrado le moderne terapie, la mortalità per malattie


causate da enterobatteri e enterovirus sono elevate.

I dati sotto riportati evidenziano una maggiore incidenza a carico dei virus
enterici, considerando che i dati per Polio, Coxsackie ed Echo rappresentano
probabilmente solo i casi di ricovero in ospedale

Tasso di Mortalità da Enterobatteri e Enterovirus


Organismo TM (%) Organismo TM (%)
Salmonella 0.20 Shigella 0.13
Coxsackie A 2 0.50 Echo 6 0.29
Coxsackie A d 0.50 Fcho 9 0.27
Coxsackie A 9 0.26 Polio 0.90
Coxsackie A 16 0.12 Ilepotiti.s A 0.60
Coxsackie B 0,59-0.54
MALATTIE A TRASMISSIONE IDRICA
FATTORI CHE DETERMINANO LA PATOGENICITA’

- CONCENTRAZIONE (numero di microrganismi/litro)

- TEMPO DI SOPRAVVIVENZA, Ts

- TEMPO DI LATENZA

- DOSE MINIMA INFETTANTE, D

- LIVELLO DI SENSIBILITA’ DELL’INDIVIDUO ESPOSTO

Ts D
VIRUS Basso Bassissima
BATTERI Medio Elevata
PROTOZOI Alto Bassa
ELMINTI Basso Bassissima
MALATTIE A TRASMISSIONE IDRICA

MICROORGANISMI PATOGENI

- VIRUS (<<µ
µm)

- BATTERI (0,5÷20 µm)

- PROTOZOI (30÷500 µm) (cisti)

- ELMINTI (animali vermiformi → uova)

Le differenze di resistenza sono legate alle diverse citostrutture.


MALATTIE A TRASMISSIONE IDRICA
Persistence Relative Important
in water Resistence
Health infective animal
Pathogen supplies to
Significance dose reservoire
chlorine

Bacteria

Campylonbacter High Moderate Low Moderate Yes

jejuni, C. coli

Pathogenic

E. Coli High Moderate Low High Yes

Salmonella typhi High Moderate Low High No

other
High Long Low High Yes
salmonellac

Shigella spp. High Short Low Moderate No

Vibrio cholerae High Short Low High No

Yersinia
High Long Low High (?) Yes
enteroc.

Pseudomonas Moderate May multiple Moderate High (?) No

aemginosa

Aeromonas spp Moderate May multiple Low High (?) No


MALATTIE A TRASMISSIONE IDRICA

Persistence Relative Important


in water Resistence
Health infective animal
Pathogen supplies to
Significance dose reservoire
chlorine

Viruses

Adenovirus High Moderate Low No

Enterovirus High Long Moderate Low No

Hepatitis A High Long Moderate Low No


Enterically
trasmitted non-A
High ? ? Low No
Non-B, hepatitis
Viruses hepatitis E
Norwalk virus High ? ? Low No

Rotavirus High ? ? Moderate No (?)

Small round viruses Moderate ? ? Low (?) No


MALATTIE A TRASMISSIONE IDRICA

Persistence Relative Important


in water Resistence
Health infective animal
Pathogen supplies to
Significance dose reservoire
chlorine

Protozoa
Entamoeba
High Moderate High Low No
Histolyca

Giardia intestinalis High Moderate High Low. Yes

Criptosporidiurn
High Long High Low Yes
parvum

Helmints

Dracunculus
High Moderate Moderate Low Yes
medinensis
CONTROLLO MICROBIOLOGICO DELLE ACQUE

L'esame microbiologico ha per fine di assicurare che, al momento del


consumo, l'acqua non contenga microrganismi patogeni.

È indispensabile essere sempre più vigilanti nel valutare la qualità specifica


dell'acqua destinata al consumo umano:

• da una parte perché il miglioramento delle condizioni igieniche porta a


un diminuito potere immunologico dell'individuo

• dall'altra perché esistono nel mondo numerosi focolai di infezione e la


rapidità dei trasporti può facilmente esportare l'agente eziologico
responsabile della malattia

• infine perché il raggruppamento delle persone in grandi centri urbani


rischierebbe di provocare, in caso di epidemia, un elevato numero di
vittime
CONTROLLO MICROBIOLOGICO DELLE ACQUE

I microrganismi patogeni sono spesso presenti in piccola quantità ed a volte


sono anche poco resistenti nell'ambiente naturale.

Per questa ragione il loro numero diminuisce rapidamente ed è facile che


sfuggano al controllo.

L'esame microbiologico è pertanto volto a rilevare la presenza di germi di


habitat fecale: questi, derivanti dall'intestino dell'uomo e degli animali, sono
presenti nell'acqua inquinata, eventualmente insieme ai patogeni, ma in
numero più elevato e inoltre sono più facili da evidenziare.

MICROORGANISMI INDICATORI
MICROORGANISMI PATOGENI
VIRUS

Tra i più importanti virus trasmessi attraverso le acque vi sono gli Enterovirus
(Poliovirus, Coxsackie virus e Echovirus), i Rotavirus, HEV, gli Astrovirus e i
Calicivirus.

I virus enterici, data l’estrema resistenza alle condizioni sfavorevoli, possono


persistere per lungo tempo nell’ambiente.

La maggior parte dei virus idrodiffusi è resistente ai trattamenti di disinfezione con


cloro e non sempre viene abbattuta dai trattamenti fisici. Sembra addirittura che il
trattamento determini una pressione selettiva sui patogeni che sviluppano un’ampia
gamma di strategie di sopravvivenza.
MICROORGANISMI PATOGENI
BATTERI

Fonte: E. CARRARO, S. BONETTA, F. PALUMBO et al.


Rischio microbiologico associato al consumo di acqua potabile nei paesi industrializzati.
Ann. Ist. Super. Sanità 2004; 40(1):117-140
MICROORGANISMI PATOGENI
BATTERI

Legionella

batterio gram-negativo aerobio di cui sono state identificate più di 40 specie.

Il nome deriva dalla epidemia acuta che nel 1976 colpì un gruppo di veterani della
American Legion riuniti in un albergo di Filadelfia, causando 34 morti su 221
contagiati.

Le condizioni più favorevoli alla proliferazione sono:


• vive con una temperatura dell'acqua compresa tra i 5,7 e i 63 °C;
• si sviluppa con una temperatura dell’acqua compresa tra i 25 e i 42 °C;
• sopravvivenza in ambienti acidi e alcalini, sopportando valori di pH tra 5,5 e 8,1.
•condizioni di stagnazione;
•presenza di incrostazioni e sedimenti;
•biofilm;
•presenza di amebe.
MICROORGANISMI PATOGENI
BATTERI
Fonte: Istituto Superiore di Sanità,
Legionellosi Fonte: Istituto Superiore di Sanità,
La Legionellosi in Italia nel
La Legionellosi in Italia nel
quinquennio 2003-2007
quinquennio 2003-2007
MICROORGANISMI PATOGENI
PROTOZOI

Fonte: E. CARRARO, S. BONETTA, F. PALUMBO et al.


Rischio microbiologico associato al consumo di acqua potabile nei paesi industrializzati.
Ann. Ist. Super. Sanità 2004; 40(1):117-140

Protozoi “emergenti”
MICROORGANISMI PATOGENI
PROTOZOI

Cryptosporidium spp.

L’epidemia idrodiffusa più estesa causata da


Cryptosporidium si è verificata nel 1993 a
Milwaukee, Wisconsin, USA; sono state coinvolte
403.000 persone e si sono verificati 100 decessi
tra soggetti immunocompromessi, principalmente
malati di AIDS.

In Italia è stata segnalata un’unica epidemia


significativa verificatasi in Emilia Romagna in una
comunità per il recupero di tossicodipendenti nel
mese di gennaio del 1995.

Un’altra epidemia di criptosporidiosi idrodiffusa si


è verificata in Francia a settembre del 2001.
Questo episodio causò criptosporidiosi
sintomatica in 563 persone con un tasso
d’attacco del 50,8%.
MICROORGANISMI PATOGENI
PROTOZOI

Giardia Lamblia.

La giardiasi (o lambliasi) è una parassitosi, che si


manifesta come diarrea acuta o cronica
debilitante e/o sindrome da malassorbimento.

Il contagio avviene mediante ingestione di


alimenti e bevande contaminate da cisti.
Si può diagnosticare mediante l'identificazione
del parassita o delle sue cisti nelle feci.

Negli Stati Uniti Giardia è il più comune agente


eziologico di patologie idrodiffuse.

Inoltre, è stato calcolato che il 60% di tutti i casi di Protozoicome


Protozoi comeCryptosporidium
Cryptosporidiumee
giardiasi in USA si sono verificati per ingestione di produconoforme
Giardiaproducono
Giardia formedi
di
acqua contaminata. resistenzaambientali
resistenza ambientali(oocisti
(oocistiee
cisti)insensibili
cisti) insensibiliai
aitrattamenti
trattamenticonconi i
piùcomuni
più comunidisinfettanti
disinfettantichimici
chimici
(cloro,ipoclorito
(cloro, ipocloritodidisodio)
sodio)
NECESSITA’ DEL CONTROLLO
MICROBIOLOGICO DELLE ACQUE

L'esame microbiologico ha per fine di assicurare che, al momento del


consumo, l'acqua non contenga microrganismi patogeni.

È indispensabile essere sempre più vigilanti nel valutare la qualità


specifica dell'acqua destinata al consumo umano:

• da una parte perché il miglioramento delle condizioni igieniche


porta a un diminuito potere immunologico dell'individuo

• dall'altra perché esistono nel mondo numerosi focolai di infezione


e la rapidità dei trasporti può facilmente esportare l'agente
eziologico responsabile della malattia

• infine perché il raggruppamento delle persone in grandi centri


urbani rischierebbe di provocare, in caso di epidemia, un elevato
numero di vittime
NECESSITA’ DEL CONTROLLO
MICROBIOLOGICO DELLE ACQUE

L'insorgenza di epidemie dimostra che i processi di disinfezione, i


trattamenti e la conservazione successiva della qualità nella distribuzione
fino all'utenza possono subire cadute di efficienza anche nei Paesi più
avanzati: a volte neppure i controlli stabiliti per legge sono sufficienti ad
evitare ciò perché rappresentativi soltanto di pochi istanti.

La regolarità di un trattamento ben articolato e multiplo, la buona


progettazione e la presenza di sistemi di rilevazione in continuo di dati
tecnici, la frequenza elevata di controlli sempre indicanti qualità ineccepibile
sono l'unica seria garanzia contro la possibilità di insorgenza di malattie a
trasmissione idrica.
CONTROLLO MICROBIOLOGICO DELLE ACQUE
I germi cosiddetti indicatori devono rispondere a otto condizioni, in
particolare l'indicatore deve:

1. trovarsi quando il patogeno è presente

2. non proliferare in ambiente acquatico

3. ritrovarsi in numero molto superiore rispetto all'agente patogeno

4. essere più resistente nell'ambiente e ai disinfettanti dello agente patogeno

5. essere identificabile senza ambiguità e rapidamente

6. essere ben distribuito nel campione

7. non essere inibito nella crescita da altri organismi

8. non essere patogeno per l'uomo


CONTROLLO MICROBIOLOGICO DELLE ACQUE

In pratica si utilizzano:

- gli organismi detti Coliformi che indicano la possibilità di inquinamento fecale

- il colibacillo fecale Escherichia coli che è un contaminante fecale indiscutibile

- Streptococchi fecali che confermano la contaminazione fecale, dando


indicazioni sull'origine dell'inquinamento

- Clostridi solfito-riduttori che, oltre a confermare la contaminazione fecale,


ne permettono anche una valutazione temporale

Quest'ultimo organismo, in quanto sporigeno, presenta però una resistenza


maggiore ad un eventuale trattamento di disinfezione dell'acqua rispetto a
molti patogeni: si ritiene quindi particolarmente importante questo
indicatore.
CONTROLLO MICROBIOLOGICO DELLE ACQUE

Non esistono correlazioni assolute fra il numero di Coli fecali rilevati ed


eventuali patogeni, si può comunque stimare che valga quanto sotto
riportato:

Possibilità di presenza delle salmonelle N° E. coli


(%) in 100 mL di acqua

10-30 1.000
70-90 2.000
Decreto Legislativo 2 febbraio 2001, n. 31
"Attuazione della direttiva 98/83/CE relativa alla qualità delle
acque destinate al consumo umano"
Art. 4.
(Obblighi generali)
1. Le acque destinate al consumo umano devono essere salubri e pulite.
2. Al fine di cui al comma 1, le acque destinate al consumo umano:
a) non devono contenere microrganismi e parassiti, ne' altre sostanze, in
quantità o concentrazioni tali da rappresentare un potenziale pericolo
per la salute umana;
b) fatto salvo quanto previsto dagli articoli 13 e 16, devono soddisfare i
requisiti minimi di cui alle parti A e B dell'allegato I;
c) devono essere conformi a quanto previsto nei provvedimenti adottati
ai sensi dell'articolo 14, comma 1.
3. L'applicazione delle disposizioni del presente decreto non puo' avere
l'effetto di consentire un deterioramento del livello esistente della
qualita' delle acque destinate al consumo umano tale da avere
ripercussioni sulla tutela della salute umana, ne' l'aumento
dell'inquinamento delle acque destinate alla produzione di acqua
potabile.
Decreto Legislativo 2 febbraio 2001, n. 31
"Attuazione della direttiva 98/83/CE relativa alla qualità delle
acque destinate al consumo umano"

ALLEGATO III
SPECIFICHE PER L'ANALISI DEI PARAMETRI
1. PARAMETRI PER I QUALI SONO SPECIFICATI METODI DI ANALISI
I seguenti metodi di analisi relativi ai parametri biologici sono forniti per riferimento, ogni
qualvolta è disponibile un metodo CEN/ISO, o per orientamento, in attesa dell'eventuale futura
adozione, conformemente alla procedura di cui all'articolo 12 della direttiva 98/83/CE, di
ulteriori definizioni internazionali CEN/ISO dei metodi per tali parametri.
Batteri coliformi ed Escherichia coli ( E. coli) (ISO 930-1)
Enterococchi (ISO 7899-2)
Pseudomonas aeruginosa (prEN ISO 12780)
Enumerazione dei microrganismi coltivabili - conteggio delle colonie a 22°C (prEN ISO 6222)
Enumerazione dei microrganismi coltivabili - conteggio delle colonie a 37°C (prEN ISO 6222)
Clostridium perfrigens (spore comprese)
Filtrazione su membrana seguita da incubazione della membrana su agar m-CP (Nota 1) a 44 ±
1 o C per 21 ± 3 ore in condizioni anaerobiche. Conteggio delle colonie gialle opache che
diventano rosa o rosse dopo un esposizione di 20 - 30 secondi a vapori di idrossido di
ammonio.
Decreto Legislativo 2 febbraio 2001, n. 31
"Attuazione della direttiva 98/83/CE relativa alla qualità delle
acque destinate al consumo umano"

ALLEGATO I
PARAMETRI E VALORI DI PARAMETRO*
PARTE A
Parametri microbiologici
=================================================
Parametro Valore di parametro
(numero/100 ml)
-------------------------------------------------
Escherichia coli (E. coli) 0
-------------------------------------------------
Enterococchi 0
-------------------------------------------------
=================================================
Decreto Legislativo 2 febbraio 2001, n. 31
"Attuazione della direttiva 98/83/CE relativa alla qualità delle
acque destinate al consumo umano"

ALLEGATO I
PARAMETRI E VALORI DI PARAMETRO*
PARTE A
Per le acque messe in vendita in bottiglie o contenitori sono applicati i seguenti valori:
=================================================
Parametro Valore di parametro
=================================================
Escherichia coli (E.coli) 0/250ml
-------------------------------------------------
Enterococchi 0/250 ml
-------------------------------------------------
Pseudomonas aeruginosa 0/250ml
-------------------------------------------------
Conteggio delle colonie a 22°C 100/ml
-------------------------------------------------
Conteggio delle colonie a 37°C 20/ml
-------------------------------------------------
=================================================
Decreto Legislativo 2 febbraio 2001, n. 31
"Attuazione della direttiva 98/83/CE relativa alla qualità delle
acque destinate al consumo umano"

ALLEGATO I
PARAMETRI E VALORI DI PARAMETRO*
PARTE A
(AVVERTENZA)
Fermo restando quanto disposto dall'articolo 8, comma 3, a giudizio dell'autorità sanitaria
competente, potrà essere effettuata la ricerca concernente i seguenti parametri accessori:
1) alghe;
2) batteriofagi anti E.coli;
3) elminti;
4) enterobatteri patogeni;
5) enterovirus;
6) funghi;
7) protozoi;
8) Pseudomonas aeruginosa;
9) Stafilococchi patogeni.
Tali parametri vanno ricercati con le metodiche di cui all'articolo 8, comma 3. Devono
comunque essere costantemente assenti nelle acque destinate al consumo umano gli
enterovirus, i batteriofagi anti E.coli, gli enterobatteri patogeni e gli stafilococchi patogeni.
CONTROLLO MICROBIOLOGICO DELLE ACQUE

PRINCIPIO GENERALE

L'esecuzione combinata di più parametri semplici a maggior frequenza


fornisce una garanzia di controllo sanitario superiore rispetto a
quella di pochi parametri complessi a necessaria bassa frequenza,
costosi e difficili come quello virologico.
CONTROLLO MICROBIOLOGICO DELLE ACQUE

U.S.A.: Attualmente particolare attenzione viene riservata alle cisti


di protozoi quali Giardia lamblia e Cryptosporidium sia per la loro
pericolosità come patogeni, sia per la particolare resistenza agli
agenti disinfettanti.

Attenzione particolare deve essere prestata anche alla presenza di


alghe per le problematiche indotte sia per la loro rimozione che per la
produzione di tossine.
CONTROLLO MICROBIOLOGICO DELLE ACQUE
Frequenza statistica delle cause dell'insorgenza di epidemie
per malattie a trasmissione idrica

Contaminazione di acqua di falda non


trattata

6,30% 6,30% Trattamento non adeguato o


interrotto
36,30%
20,90%
Problemi di rete

Contaminazione di acqua superficiale


non trattata
27,20%

Varie
CONTROLLO MICROBIOLOGICO DELLE ACQUE

Le misure dei parametri microbiologici sono lunghe rispetto al tempo di


produzione e distribuzione dell'acqua.

Moderne tecniche, ancora poco diffuse, tendono a venire incontro all'esigenza


di avere dei valori in tempo reale con sistemi di vario genere, tuttavia l'unica
sicurezza reale del trattamento deriva dalle buone norme di progettazione,
gestione, controllo di impianto unite alla conoscenza continua dei parametri del
sistema.
OBIETTIVO DELLA DISINFEZIONE

L'obiettivo primario della disinfezione è l'inattivazione di microrganismi


patogeni di ogni tipo.

Quello secondario è di mantenere la qualità microbiologica dell'acqua nella


rete fino all'utenza.
METODI DI DISINFEZIONE

IL DISINFETTANTE IDEALE ???

AZIONE BATTERICIDA AD AMPIO SPETTRO

PERSISTENZA ELEVATA IN GRADO DI GARANTIRE UNA


DISINFEZIONE DI COPERTURA NELLA RETE DI DISTRIBUZIONE

ASSENZA DI TOSSICITÀ

NESSUNA ALTERAZIONE DELLE CARATTERISTICHE


ORGANOLETTICHE

NESSUNA FORMAZIONE DI SOTTOPODOTTI INDESIDERATI


by-products
FINO AD ORA NON E' STATO SCOPERTO !!!
METODI DI DISINFEZIONE

I metodi disponibili per lo scopo sono numerosi.

Generalmente si possono dividere in due gruppi:


1. Agenti chimici: i principali in uso per acqua potabile sono: cloro,
ipocloriti, biossido di cloro, ozono e altri.
2. Agenti non chimici: i principali in uso per acqua potabile sono la
radiazione UV e la filtrazione su membrana.

Altri metodi o sono solo teorici o relativi a situazioni specifiche.


METODI DI DISINFEZIONE

REAGENTI E METODI UTILIZZATI NELLA DISINFEZIONE


DELLE ACQUE POTABILI IN ITALIA

Permanganato
Cloro gas 1%
Ozono 2% U.V.
3% 3%

Biossido di cloro
33% Ipocloriti
58%
AGENTI CHIMICI

RICHIESTA DI DISINFETTANTE
Il disinfettante è aggiunto all'acqua in modo da avere un residuo dello stesso
dopo un tempo stabilito.

Il disinfettante è in vario modo "consumato" dall'acqua o meglio dalla matrice


inorganica e organica presente.

La quantità di disinfettante necessaria per avere un determinato residuo dopo


un tempo stabilito, generalmente mezz'ora (a volte 1-2 ore) è chiamata
"richiesta di ossidante" è costituisce ovviamente un parametro di fondamentale
importanza.

L'azione di scomparsa del disinfettante è legata a meccanismi chimici vari


(ossidoriduzione, addizione, sostituzione, complessazione).

Il trasferimento sull'impianto di questo dato ottenuto in laboratorio su acqua


reale ma in condizioni controllate deve tenere conto delle reali condizioni
operative: per esempio, si possono avere delle perdite di disinfettante per
evaporazione o per effetto della radiazione luminosa di prodotti sottoposti ad
autodemolizione quando il trattamento avviene in bacini aperti.
AGENTI CHIMICI

MECCANISMI DI DISINFEZIONE

I meccanismi di disinfezione si identificano con tre diversi modi di azione dei


disinfettanti sulle cellule:
1. Distruzione o danneggiamento dell'organizzazione della struttura cellulare

2. Interferenza con il meccanismo di produzione dell'energia.

3. Interferenza con la biosintesi e la crescita.


AGENTI CHIMICI

MECCANISMI DI DISINFEZIONE
1. Distruzione o danneggiamento dell'organizzazione della struttura cellulare

Azione che compromette l’integrità strutturale della cellula agendo sui


principali costituenti.

L’agente chimico distrugge la parete cellulare, danneggiando così le funzioni


della membrana semipermeabile

oppure

Si combina con gli acidi nucleici dentro il nucleo o il citoplasma


AGENTI CHIMICI

MECCANISMI DI DISINFEZIONE
2. Interferenza con il meccanismo di produzione dell'energia.

Si può determinare una alterazione del metabolismo inattivando enzimi o


ostacolando la fosforilazione ossidativa
AGENTI CHIMICI

MECCANISMI DI DISINFEZIONE

3. Interferenza con la biosintesi e la crescita.

L’agente chimico interferisce con la biosintesi o la crescita cellulare


impedendo la sintesi di proteine normali, di acidi nucleici, di coenzimi o della
parete cellulare.
AGENTI CHIMICI

FATTORI CHE GOVERNANO L'EFFICIENZA DELLA DISINFEZIONE

L'efficienza della disinfezione è una funzione complessa di molte variabili di


cui le principali sono:

- tipo e concentrazione del disinfettante;

- tipo e quantità dei microrganismi;

- tempo di contatto;

- caratteristiche di qualità fisiche e chimiche dell'acqua.


AGENTI CHIMICI

CARATTERISTICHE DEL DISINFETTANTE

Tra le principali caratteristiche richieste ad un disinfettante vi è sicuramente


la capacità ossidativa:
ossidativa se il potere disinfettante fosse solo relativo à quello di
ossidazione, la scala di efficienza sarebbe facile perché correlata ai
potenziali di ossido-riduzione.
Potenziali redox di alcuni disinfettanti
Formula Volt
Cl 2 l.36
Br 2 l.07
12 0.54
O3 2.07
Cl0 2 0.95
°
OH 2.80
H 2 O2 1.76
MnO4 - l.68
HClO l.49
HBrO l.33
HIO 0.99
02 0.40
AGENTI CHIMICI

CARATTERISTICHE DEL DISINFETTANTE

In realtà, per le proprietà germicidi sono essenziali anche altri fattori:


- la capacità di permeare la parete della cellula;
- la diffusione al suo interno;
- il peso molecolare;
- la carica della specie chimica.

Se si considera allora per esempio la capacità di diffusione la scala dell'efficienza,


per gli alogeni, è inversa a quella del potenziale redox.

E quindi difficile costruire una scala assoluta dei disinfettanti in base al loro
potere germicida a priori.

La scelta del prodotto da usare è quindi fatta sulla base di esperienze pratiche
(p.e. prove su impianto pilota), in relazione al tempo di contatto, alla qualità
dell'acqua da trattare e alle problematiche dei sottoprodotti che possono derivare
dall'impiego del disinfettante nelle condizioni di esercizio.
AGENTI CHIMICI

CARATTERISTICHE DEI MICRORGANISMI

Classi di microrganismi in ordine di resistenza:

- Spore batteriche
- Cisti di protozoi
- Virus
- Batteri allo stato vegetativo
AGENTI CHIMICI

TEMPO DI CONTATTO

E’ uno dei fattori principali della parte progettuale.

Il rapporto tra questo, la concentrazione applicata del disinfettante e


l'efficienza della disinfezione è stato affrontato con numerosi modelli.

E’ evidente che sia la concentrazione che il tempo di contatto del


disinfettante hanno influenza anche sulla formazione dei sottoprodotti.
AGENTI CHIMICI

QUALITÀ DELL'ACQUA

Principalmente importanti come indici di qualità dal punto di vista della


disinfezione, oltre evidentemente alle caratteristiche microbiologiche,
sono i seguenti parametri:

- torbidità;

- sostanze organiche;

- temperatura.

La torbidità costituisce un serio ostacolo alla disinfezione:

I microrganismi possono infatti essere protetti dall'azione del


disinfettante all'interno di particelle in sospensione.

Le sostanze organiche consumano disinfettante e quindi possono ridurne


la concentrazione diminuendo così la quantità disponibile per l'azione sui
microrganismi.
AGENTI CHIMICI

QUALITÀ DELL'ACQUA

Il pH può influenzare in maniera determinante equilibri chimici e quindi


le specie chimiche con cui il disinfettante agisce modificandone
l'efficienza (eclatante il caso del cloro tra pH 7 e 8).

La temperatura interviene nella velocità di reazione di certi stadi del


processo di disinfezione (a T°C maggiori → velocità di distruzione
maggiori).

In più vi è anche il problema che i disinfettanti chimici di più largo


impiego o sono gas (come l'ozono e il biossido di cloro) o sono in
equilibrio con gas (come il cloro: [Cl2 - HClO - ClO-] è funzione del pH) e
quindi la loro solubilità è legata alla temperatura oltre evidentemente ad
altri parametri.

Oltre al loro significato per l'efficienza della disinfezione, i parametri


citati hanno un effetto anche sulla formazione di sottoprodotti.
Per questa può rivestire notevolissima importanza anche la presenza di
particolari ioni quali ad es. i bromuri.
AGENTI CHIMICI

ALTRE CONSIDERAZIONI

La scelta di un disinfettante è legata poi a molti altri fattori.


Importanti sono: il costo dell'investimento e dell'esercizio, la facilità di
impiego, la complessità tecnologico-organizzativa.

Vanno poi considerate altre funzioni positive oppure il manifestarsi di


fenomeni negativi quali per esempio rispettivamente il controllo di odori
molesti o, al contrario, la loro insorgenza; la capacità di rimozione di
sostanze indesiderate (p.e. manganese: precipitazione per ossidazione);
la destabilizzazione di colloidi prima della flocculazione; il miglioramento
della eliminabilità di organismi sospesi (alghe) o, al contrario, la
formazione di prodotti indesiderati o l’aumento del COD.

Come di vede la scelta non è per niente semplice e immediata ! ! !


AGENTI CHIMICI

CINETICHE DI DISINFEZIONE

Dall’osservazione che per una data concentrazione di disinfettante, più


lungo è il temo di contatto e maggiore è l'eliminazione dei
microrganismi, nel 1908 fu enunciata da Chick la relazione più
importante dal punto di vista della cinetica di disinfezione.

Chick considerò l'inattivazione batterica da parte del disinfettante


come molto simile a una reazione chimica, rappresentabile con una
cinetica, per cui la variazione (diminuzione) del numero di microrganismi
nello stesso volume (chimicamente parleremmo di differenza di
concentrazione) in funzione del tempo, risulta proporzionale alla
concentrazione:
(N 0 − N)
= −KN
t
con ovvia simbologia, si noti che K è espresso in t-1.
AGENTI CHIMICI

CINETICHE DI DISINFEZIONE

In forma differenziale diviene:

dN
= −KN
dt

per cui separando le variabili e integrando si ha:

ln N = -K t + K0

per t = t0= 0 → ln N0= K0

da cui → ln N/N0 = -K t
AGENTI CHIMICI

CINETICHE DI DISINFEZIONE
In teoria allora, diagrammando lnN/N0 a vari tempi di contatto avremmo
una retta passante per l'origine.

1 2 3 4 5 6
0 Tempo [ore]

-1 Presenza di “Shoulders”

-2
Log (N/N0)
-3 Legge di Chick

-4

-5

Presenza di “Tailing off”

Nella pratica gli scostamenti da questa rappresentazione di cinetica del


primo ordine sono comunissimi e possono essere attribuiti a varie cause.
AGENTI CHIMICI

CINETICHE DI DISINFEZIONE
CAUSE DEGLI SCOSTAMENTI

• i microrganismi sono assai più complessi che non una specie chimica e per
l'inattivazione di questi in genere saranno in gioco più reazioni chimiche.

• la necessità del disinfettante di diffondere nel microrganismo per


esplicare una reale azione sui meccanismi vitali.

• i microrganismi sono individui assai più differenti tra loro, sia


chimicamente che fisicamente, che non le molecole o ioni di una
determinata specie chimica.

• la possibilità di aggregazione fra individui e l'associazione con materiali


estranei presenti, può far variare di molto la velocità di inattivazione se
non compromettere del tutto il processo.

• le stesse condizioni sperimentali non sono facili da rendere omogenee


essendo molte le variabili, ad esempio: consumo del disinfettante da
parte di altre specie chimiche presenti nell'acqua, ordine di aggiunta dei
reattivi, perdita di disinfettante per evaporazione, agitazione applicata
al sistema, variazioni di temperatura etc.
AGENTI CHIMICI

CINETICHE DI DISINFEZIONE

1 2 3 4 5 6
0 Tempo [ore]

-1 Presenza di “Shoulders”

-2
Log (N/N0)
-3 Concave Upward Kinetics

-4

-5

Curve di questo tipo sono tipiche per microrganismi più resistenti o


disinfettanti più deboli, il comportamento è forse attribuibile a difficoltà di
diffusione per il raggiungimento dei siti su cui agire.
AGENTI CHIMICI

CINETICHE DI DISINFEZIONE

1 2 3 4 5 6
0 Tempo [ore]

-1

-2
Log (N/N0)
-3 Concave Downward Kinetics

-4

-5

Curve di questo tipo indicano un iniziale rapido decadimento seguita da un


andamento esponenziale più lento. Spesso ciò è dovuto a una non corretta
agitazione o a una particolare sensibilità da parte dei microrganismi a quel
disinfettante.
AGENTI CHIMICI

CINETICHE DI DISINFEZIONE

1 2 3 4 5 6
0 Tempo [ore]

-1

-2
Log (N/N0)
-3 Concave Downward Kinetics

-4

-5

Curve di questo tipo possono essere spiegate con il fatto che una parte della
popolazione è più resistente oppure con un abbassamento di rendimento del
disinfettante.
AGENTI CHIMICI
CINETICHE DI DISINFEZIONE
Generalmente la legge di Chick raramente risulta valida nello studio di questi
processi e quindi gli "scostamenti" sono più una regola che un'eccezione (Fair
et al. 1948).

Una variazione della legge di Chick consiste nell'esprimere


ln N/N0 = -Ktn
Questa relazione può essere riportata a retta utilizzando la forma
Log (-ln N/N0) = Log K + n Log t

Sono stati proposti altri modelli derivati dalla legge di Chick per spiegare gli
scostamenti dalla cinetica del primo ordine (Gard 1957, Hom 1972, Sellek et
al 1978). Tuttavia nel 1984 Haas e Karra da una completa disamina su tutti i
modelli proposti concludono che non si aggiunge nulla al vecchio modello di
Chick e alla modificazione proposta da Watson nello stesso anno (1908).
Quest'ultimo dalla relazione che lega la K della Chick alla concentrazione del
disinfettante K = K' Cn, propone

ln N/N0 = -K'Cnt
AGENTI CHIMICI
CINETICHE DI DISINFEZIONE

Anche se gli scostamenti dalla legge di Chick-Watson sono normali, tuttavia,


fissata una percentuale di riduzione di microrganismi (che concettualmente si
può assimilare a ln N/N0) si ha una relazione che, a parità di altre condizioni,
risulta applicabile in diversi casi,

In pratica, fissato il valore di ln(N/N0), e dividendo per K’ si ottiene il valore


di una nuova costante K.
Cn·t = K Legge di Allen

La costante K è funzione del tipo di microrganismo, del pH, della temperatura,


del tipo di disinfettante, della percentuale di inattivazione prefissata.

In molti casi 'n', detto coefficiente di diluizione, è vicino ad 1: ne consegue


che
C·t = K

“C·t” è un concetto di uso corrente e di derivazione empirica con cui si


definisce l'efficienza del disinfettante in relazione ad un determinato
microrganismo fissate le condizioni di cui sopra.
AGENTI CHIMICI

CINETICHE DI DISINFEZIONE

Dalla più generale Cn·t = K

con
C = Concentrazione del disinfettante
n = costante detta coefficiente di diluizione
t = tempo di contatto richiesto per il raggiungimento di una data
percentuale di inattivazione.
K = costante per un microrganismo sottoposto a specifiche condizioni

n e K sono ricavabili sperimentalmente riportando la curva su carta bilogaritmica.


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CINETICHE DI DISINFEZIONE

Effetto del valore di “n” sul prodotto C·t a differenti concentrazioni di


disinfettante
AGENTI CHIMICI

CINETICHE DI DISINFEZIONE

Se n = 1, "C·t" rimane costante indipendentemente dalla concentrazione del


disinfettante e l'importanza dei due parametri risulta uguale.

Per contro se n > 1, la concentrazione del disinfettante è il fattore


dominante, in caso opposto n < 1 dominante diviene il tempo di contatto.

Dal momento che anche dati recenti dimostrano notevole incertezza nei
valori di n come scostamento dal valore 1 per un data coppia microrganismo-
disinfettante, appare evidente che l'estrapolazione da un determinato C·t
sperimentale a altri C·t relativi alla stessa coppia costituisca operazione
discutibile perché riposerebbe sull'assunzione n = 1.
AGENTI CHIMICI

CINETICHE DI DISINFEZIONE

La variazione della temperatura influisce sulla cinetica di disinfezione:

ad un aumento di questa corrisponde un innalzamento della velocità di


inattivazione.

I1 coefficiente di incremento per ogni 10°C di temperatura è detto Q10.

Il valore può variare entro ampi limiti (tra 1 e 5, più spesso tra 2 e 3).

Tuttavia non è neppure detto che si abbia lo stesso coefficente di incremento (ad
es. tra 5 - 15 e 15 - 25 °C) a parità delle altre condizioni.

Pur con tutte queste limitazioni il parametro C·t è l'unico strumento utilizzabile in
pratica per ottenere indicazioni operative, sia pure di larga massima.
AGENTI CHIMICI

CINETICHE DI DISINFEZIONE

Un altro modo di riportare l’efficienza di disinfezione del prodotto "C·t" rispetto


a microrganismi dati è quello grafico con scala bilogaritmica: concentrazione
disinfettante contro tempo di applicazione per inattivare il 99% dei microrganismi
considerati.
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CINETICHE DI DISINFEZIONE

TEMPO DI PERMANENZA IDRAULICO


T = V / Q = tempo di contatto reale solo quando il reattore e ideale,
tipo a Plug-flow o con sistemi batch reactor

Nella pratica i reattori non si comportano in modo ideale:

ne consegue che è necessario tenerne conto, moltiplicando il prodotto C·t per un


fattore correttivo “a” che rappresenta il discostarsi del tempo di contatto reale
da quello di permanenza idraulico.

I valori di “a” variano da 0 a 1.


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DISINFEZIONE CON CLORO E IPOCLORITI

CLORO

Il cloro, in condizioni normali, è un gas giallo-verdastro, 2,5 volte più denso


dell’aria, dotato di elevata reattività con un gran numero di sostanze.

In acqua reagisce come segue:

Cl2 + H2O HCl + HClO

Il cloro è disponibile in bombole o bomboloni allo stato liquefatto.


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DISINFEZIONE CON CLORO GAS


AGENTI CHIMICI

DISINFEZIONE CON CLORO E IPOCLORITI

IPOCLORITO DI SODIO
L’ipoclorito di sodio è commercializzato in soluzione acquosa al 12÷16% di cloro
disponibile.
Le soluzioni di ipoclorito di sodio, sono soluzioni limpide, di colore variabile dal
giallo chiaro al giallo verdastro a seconda della concentrazione.

In acqua reagisce come segue:

NaClO + H2O HClO + Na+ + OH-

HClO H+ + ClO-
AGENTI CHIMICI

DISINFEZIONE CON CLORO E IPOCLORITI


AGENTI CHIMICI

STOCCAGGIO IPOCLORITO DI SODIO


AGENTI CHIMICI

STOCCAGGIO IPOCLORITO DI SODIO


AGENTI CHIMICI

STOCCAGGIO IPOCLORITO DI SODIO


AGENTI CHIMICI

STOCCAGGIO IPOCLORITO DI SODIO


AGENTI CHIMICI

DISINFEZIONE CON CLORO E IPOCLORITI

IPOCLORITO DI CALCE Ca(OCl)2

L’ipoclorito di calce è una sostanza di colore bianco, disponibile in polvere,


granulato o a tavolette; contiene d al 65 al 75% di cloro disponibile.
AGENTI CHIMICI

DISINFEZIONE CON CLORO E IPOCLORITI

AZIONE DISINFETTANTE DEL CLORO


Il cloro gas e gli ipocloriti reagiscono con l’acqua formando acido ipocloroso
(HClO) che è caratterizzato da proprietà disinfettanti molto più forti rispetto
allo ione ipoclorito (Cl-).

Per tale motivo, la disinfezione con


cloro o ipocloriti risulta fortemente
condizionata dal pH.

A pH maggiori di 8 la capacità
disinfettante del cloro e decisamente
ridotta.
AGENTI CHIMICI

DISINFEZIONE CON CLORO E IPOCLORITI

EFFICIENZA DEL CLORO NELLA DISINFEZIONE

Dipende da:
- concentrazione di cloro attivo;
- pH;
- tempo di contatto;
- grado di miscelazione acqua/disinfettante.
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DISINFEZIONE CON CLORO E IPOCLORITI

FORMAZIONE DI SOTTOPRODOTTI INDESIDERABILI


A SEGUITO DELLA CLORAZIONE

Sottoprodotti organici:

la presenza di cloroformio e degli altri trialometani (bromodiclorometano,


clorodibromometano e bromoformio) è stata segnalata nell’acqua alla fine degli
anni ‘60 e definitivamente confermata nel 1974.
Gli studi confermarono inoltre che la presenza di queste sostanze è una costante
di tutte le acque sottoposte a trattamenti con cloro o suoi composti.

Successivamente è stato anche accertato che i THM sono solo alcune delle
sostanze organiche alogenate che si spossono formare a seguito della reazione del
cloro con le sostanze organiche naturali (NOM):

Cl2 + NOM THMs


Acidi aloacetici
Cl2 + Br + NOM Aloacetonitrili
Diversi (idrato di cloralio, Cloruro di cianogeno, Cloropicrina, MX)
AGENTI CHIMICI

DISINFEZIONE CON CLORO E IPOCLORITI

USO DEL CLORO NELLA DISINFEZIONE

Norme WHO 1993:

- valore guida di concentrazione di cloro attivo da non superare: 5 mg/l

- cloro residuo libero, dopo disinfezione: ≤ 0,2 mg/l (Norme Italiane)


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DISINFEZIONE CON CLORO E IPOCLORITI

USO DEL CLORO NELLA DISINFEZIONE - CURVA DEL BREAK POINT


AGENTI CHIMICI
DISINFEZIONE CON CLORO E IPOCLORITI

T=20-30’
VASCHE DI CONTATTO “PLUG FLOW”

w
L
Miscelazione
Rapida
T= 2÷10 s
G = 500 ÷ 1000 s-1

L=18·w
AGENTI CHIMICI

DISINFEZIONE CON CLORO E IPOCLORITI

VASCHE DI CONTATTO
AGENTI CHIMICI

DISINFEZIONE CON CLORO E IPOCLORITI

VASCHE DI CONTATTO
AGENTI CHIMICI

DISINFEZIONE CON BIOSSIDO DI CLORO

BIOSSIDO DI CLORO ClO2

E’ diffuso soprattutto nell’Europa occidentale soprattutto nella protezione


dell’acqua immessa in rete.

Allo stato normale è un gas:


- colore: giallo
- odore: caratteristico
- densità (aria=1): 2,4
- solubilità (25°C - 34 mmHg): 3 g/l

Allo stato puro è esplosivo, per cui la preparazione avviene in soluzione acquosa a
concentrazione opportuna ed è realizzata in loco.
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DISINFEZIONE CON BIOSSIDO DI CLORO

BIOSSIDO DI CLORO ClO2

In acqua reagisce, se l’ambiente è a pH neutro:


2ClO2 + 2 H2O = HClO2 + HClO3
La costante dissociazione molto piccola:

[HClO2][HClO3]/[ClO2]2 = 1,2 x 10-7 a 20°C Quindi il biossido rimane in


soluzione come gas disciolto

ClO2 + 2 H2O + 5e- = Cl- + 4OH-

ClO2 + e- = ClO2- --------------------- ClO2- + H+ ------------ HClO2

Il biossido di cloro reagisce con la matrice organica (Fe2+, Mn2+, NO2-, etc)
AGENTI CHIMICI

DISINFEZIONE CON BIOSSIDO DI CLORO

BIOSSIDO DI CLORO ClO2

E’ fondamentalmente un ottimo ossidante per cui la formazione di prodotti


di reazione con sostanze organiche è diversa come qualità rispetto al
comportamento del cloro.

A differenza del cloro non reagisce con gli amminoacidi, con ammine
primarie e secondarie, né da clorammina con lo ione ammonio.

Ha azione molto spiccata con i fenoli e molecole similari.

Il biossido di cloro non trasforma i bromuri in HBrO se l’azione avviene al


buio: al contrario in presenza di luce si ha trasformazione in HBrO e
quindi, se presenti, precursori, si ha formazione di THM.
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DISINFEZIONE CON BIOSSIDO DI CLORO

BIOSSIDO DI CLORO ClO2

Dosaggi:

-pre-ossidazione: 0,5 – 2 mg/l

- post-ossidazione (di copertura): 0,2- 0,4 mg/l

Tempi di contatto: 15 – 30 minuti


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PRODUZIONE DEL BIOSSIDO DI CLORO ClO2:
Si ottiene per reazione tra l’acido cloridrico e il
clorito sodico in ambiente controllato.

Necessità di massima
sicurezza impiantistica.
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STOCCAGGIO REAGENTI: Potabilizzatore “Gabriele”


Fine