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Sommario

pag.
4 .... Cosa fa l’anestesista

4 .... Perché devo essere visitato dall’anestesista


prima dell’intervento chirurgico

6 .... Perché non posso mangiare prima dell’anestesia

8 .... A quale anestesia sarò sottoposto


Anestesia generale
Anestesia regionale

10 .... In che cosa consiste la mia anestesia

12 .... Dopo l’intervento

13 .... Come mi sentirò dopo l’anestesia

14 .... Quali sono i rischi dell’anestesia

18 .... Avrò bisogno di trasfusione di sangue

19 .... Com’e possibile combattere il dolore


post-operatorio

21 .... Perché devo firmare il consenso informato

21 .... Chi si occuperà di me in sala operatoria e réveil

23 .... Informazioni utili


Gentile Paziente,

presto lei verrà nel nostro ospedale per sottoporsi a un


intervento chirurgico...

E’ comprensibile che ciò le


crei un po’ d’ansia: l’am-
biente è sconosciuto, lei
non immagina chi incontre-
rà e cosa succederà il gior-
no dell’intervento, forse si
sta chiedendo se dopo l’in-
tervento sentirà dolore.

Noi anestesisti, che in quei


giorni saremo con lei, ab-
biamo scritto questo opu-
scolo per rispondere, in
parte, alle sue domande.

Speriamo con questo di ri-


solvere quei dubbi che pos-
sono crearle inutili preoccupazioni e di informarla ade-
guatamente affinché lei possa collaborare con noi per
affrontare al meglio la sua anestesia ed il suo intervento.

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Cosa fa
l’anestesista
L’anestesista è un medico
con una competenza spe-
cifica in anestesia ottenuta
attraverso uno studio spe-
cializzato e un tirocinio di
diversi anni. E’ responsabile
della sua assistenza medica
durante l’intervento chirur-
gico. L’anestesista la farà
addormentare o farà co-
munque in modo che lei non senta dolore durante l’inter-
vento e osserverà attentamente i suoi segni vitali come la
pressione arteriosa, il battito cardiaco e il respiro duran-
te tutto il tempo dell’operazione, intervenendo in modo
opportuno in caso di necessità. Utilizza per questo degli
strumenti sofisticati. Un infermiere specializzato aiuterà
l’anestesista durante la sua anestesia.

Perché devo essere visitato dall’anestesista


prima dell’intervento chirurgico?

Normalmente i pazienti che dovranno fare un intervento


chirurgico programmato eseguono la visita anestesio-
logica presso l’ambulatorio, previo appuntamento,
qualche giorno prima del ricovero.

Alla visita preoperatoria, il paziente deve arrivare dopo


avere eseguito un piccolo numero di esami del san-
gue e strumentali, che servono all’anestesista per cono-
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scere più a fondo
il suo stato di sa-
lute.
Durante la visi-
ta preoperatoria
l’anestesista cer-
cherà di conoscere
alcuni aspetti del
suo stato di salute
passato e di quello
attuale.

Anzitutto è impor-
tante sapere se
tra i parenti di primo grado (madre, padre, zii), si è mai
verificato qualche caso di complicanze intraoperatorie
gravi o ci sono malattie ereditarie della coagulazione
del sangue (che fanno sanguinare troppo in occasioni di
traumi lievi o che fanno coagulare troppo il sangue). Inol-
tre è molto importante conoscere il nome e la dose dei
farmaci che lei assume e se ha avuto problemi con
precedenti anestesie. E’ anche importante sapere se in
occasione dell’assunzione di farmaci ha mai avuto reazio-
ni allergiche.

Altre domande a cui dovrà rispondere riguardano la sua


abitudine al fumo e al consumo di alcoolici, se soffre di
malattie come il diabete, l’ipertensione arteriosa o di
problemi cardiaci o polmonari. L’esame clinico e la ve-
rifica dei risultati degli esami del sangue e, se necessario,
della radiografia del torace e dell’elettrocardiogramma,
serviranno all’anestesista per completare la valutazione
preoperatoria.

In alcuni casi l’anestesista potrà richiedere ulteriori


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approfondimenti su stato di salute a specialisti par-
ticolari (cardiologo, diabetologo etc.). Al termine della
visita preoperatoria, in base alle sue condizioni cliniche,
le verrà specificato il rischio in cui potrebbe incor-
rere nel corso dell’intervento chirurgico program-
mato. Il rischio viene classificato in 4 classi (rischio 1 =
rischio minimo; rischio 4 = rischio massimo). La visita
pre-operatoria è anche la migliore occasione per il pa-
ziente per porre tutte le domande che riguardano la sua
anestesia. L’anestesista le spiegherà tutti i problemi che
possono preoccuparla in merito alle tecniche di anestesia
che potrebbero venire utilizzate nel suo caso. L’aneste-
sista che la visiterà, informerà poi l’anestesista che la se-
guirà durante l’intervento delle sue condizioni di salute.
Per quanto riguarda la decisione finale sul tipo di aneste-
sia da realizzare, responsabile della decisione finale
sul tipo di anestesia è l’anestesista che l’assisterà il
giorno dell’intervento.

Perché non
posso mangiare
prima
dell’anestesia?

In condizioni normali l’or-


ganismo possiede un mec-
canismo di difesa che, in
caso di vomito, impedisce
automaticamente al mate-
riale vomitato di passare nei
polmoni.

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Durante l’anestesia, quando si è addormentati, questo
meccanismo di difesa non funziona. Quindi, per evitare
danni gravi alla respirazione per il passaggio nei polmoni
di materiale contenuto nello stomaco, lei dovrà avere lo
stomaco vuoto da alcune ore prima di ricevere qual-
siasi anestesia.

Riceverà istruzioni precise su quando potrà mangiare e


bere prima e dopo l’intervento; è molto importante che
capisca bene e segua scrupolosamente queste istru-
zioni. Inoltre, prima dell’anestesia, le verranno sommini-
strati farmaci che ridurranno la secrezione di succo gastri-
co.

ATTENZIONE!

Il digiuno non riguarda i farmaci


che lei assume regolarmente (per la
pressione, il cuore, l’asma, la tiroide
od altri disturbi); questi ultimi
andranno assunti regolarmente,
anche la mattina dell’intervento,
con poca acqua, a meno che
l’anestesista durante la visita non
indichi esplicitamente il contrario.

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A quale anestesia
sarò sottoposto?
La scelta dell’anestesia dipende dal tipo d’intervento, dal
suo stato di salute e dalle attrezzature di cui l’ospe-
dale dispone.

Anestesia generale

Fa perdere la coscienza (ossia “addormenta”) e di solito


è realizzata iniettando i farmaci necessari attraverso un
tubicino di plastica inserito in una vena della mano o del
braccio.

Spesso, durante l’intervento, per aiutarla a respirare tra-


mite una macchina (respiratore artificiale) viene inserito
un tubo di materiale plastico in gola. Tale tipo di aneste-
sia viene generalmente utilizzata per tutti gli interventi
in cui la sola anestesia locale non consenta un sufficiente
comfort del paziente.

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Anestesia regionale

Significa che una parte del corpo viene resa insensibile


attraverso un’iniezione nella schiena che blocca le fibre
nervose che conducono gli stimoli da quella zona. Durante
l’intervento si può rimanere svegli ma la parte interessata
all’intervento viene coperta e non si vede nulla. Se neces-
sario, l’anestesista, sempre presente durante l’intervento,
somministra farmaci sedativi. I tipi più comuni di aneste-
sia regionale sono la spinale e la peridurale.
Durante la realizzazione dell’anestesia, l’anestesista vi
chiederà di mantenere una posizione particolare (schiena
inarcata, spalle rilasciate) in modo da riuscire più facil-
mente a identificare la sede corretta di posizionamento
dell’ago. Per alcuni tipi di intervento (soprattutto ortope-
dici), esiste anche la possibilità di bloccare i singoli nervi
(blocco nervoso periferico): in questo caso, per iden-
tificare i nervi da bloccare, viene utilizzato un dispositivo
che fa contrarre i muscoli interessati senza che il paziente
ne sia cosciente. Si tratta di una sensazione insolita, in
genere non dolorosa che, al massimo, può provocare un
leggero fastidio.
Talvolta, soprattutto per i grossi
interventi di chirurgia addominale,
toracica e vascolare,
le anestesie generali
e regionali
vengono associate
(anestesia blended):
in tal caso, dopo aver
posizionato nella schiena
(da sveglio) un
cateterino
peridurale
per il controllo del dolore postoperatorio, lei verrà addor-
mentato.
Qualche volta, per imprevisti tecnici, l’anestesia rea-
lizzata potrà non essere quella inizialmente preven-
tivata: ciò potrà accadere sia prima dell’inizio dell’inter-
vento chirurgico, sia durante l’intervento stesso.

In che cosa consiste


la mia anestesia?

Prima dell’intervento

Già dalla sera


prima dell’in-
tervento le ver-
ranno sommi-
nistrati farmaci
che le consenti-
ranno di sedare
l’ansia preopera-
toria e la faranno
riposare sereno.

La mattina
dell’interven-
to, prima di an-
dare in sala operatoria, le verranno somministrati farmaci
sedativi, che le consentiranno di arrivare in sala operato-
ria rilassato.

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Immediatamente
prima dell’inter-
vento, verrà intro-
dotto un tubicino di
plastica in una vena
e inizierà il controllo
delle funzioni vitali
come la pressione
del sangue, il battito
cardiaco e l’ossige-
nazione del sangue
(attraverso una piccola pinza con una luce rossa che le
verrà applicata sul dito).

Prima di venire addormentato, riceverà ossigeno che


dovrà respirare attraverso una ma-
schera. Questa manovra serve ad
aumentare la sua sicurezza nel
momento in cui inizia l’anestesia e
sarà l’ultima cosa che lei ricorderà
prima del risveglio.

Durante l’intervento

Il Suo anestesista sarà presente in tutti i


momenti per controllarla. L’anestesista e
la nurse sono perfettamente in grado di
affrontare le modificazioni delle sue fun-
zioni vitali in corso di intervento chirurgi-
co con farmaci e strumenti sempre a di-
sposizione.

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Dopo l’intervento

Alla fine dell’intervento l’anestesista eli-


minerà l’effetto dell’anestesia e la ac-
compagnerà dalla sala operatoria in
sala risveglio (Réveil). Questa è attrez-
zata per l’assistenza durante il risveglio
dall’anestesia ed è sorvegliata dall’ane-
stesista e dall’infermiere d’anestesia. Lo
scopo della permanenza (più o meno
lunga) in tale sala è il recupero pieno
dello stato di coscienza (se ha ricevuto
un’anestesia generale), o la ripresa della
motilità e della sensibilità degli arti (se ha ricevuto
un’anestesia regionale o periferica).

In questo periodo verranno regolarmente controllati il


respiro, la pressione del sangue, il battito cardiaco
e la temperatura. Riceverà ossigeno da respirare e le
verrà chiesto di fare respiri profondi e
di tossire se necessario, in modo
da ossigenare bene il sangue.

Quando sarà completamente


sveglio e le sue funzioni saran-
no stabili, farà ritorno nella sua
stanza. Per interventi maggio-
ri o per pazienti in condizioni
particolarmente gravi
sarà invece necessario
continuare l’osserva-
zione postoperatoria
in Terapia Intensiva.

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Come mi sentirò dopo l’anestesia?

Si può avere la sensazione di bocca asciutta e sentir-


si i muscoli un po’ rigidi. Nonostante le misure attuate
dall’anestesista durante l’intervento chirurgico per riscal-
dare il paziente, talvolta nel postoperatorio il paziente può
manifestare brivido (per la perdita di calore che si verifica
in sala operatoria).
L’anestesia generale può non fare ricordare ciò che è suc-
cesso da poco e condurre a uno stato di sonnolenza per
cui le si chiederà di non usare la macchina o strumenti
pericolosi e di farsi accompagnare a casa se viene di-
messo nello stesso giorno.
Dopo l’intervento può comparire nausea che, raramen-
te, può essere molto intensa: esistono comunque farma-
ci con cui è possibile trattare prontamente tale disturbo.

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Quali sono i rischi dell’anestesia?

Oggi le anestesie - sia generali che regionali o pe-


riferiche - sono tecniche sicure e sperimentate, in
grado di garantire ottime condizioni intraoperatorie e un
rapido recupero postoperatorio del paziente. I farmaci a
disposizione sono efficaci e sicuri, danno poche reazioni
allergiche e sono in grado di garantire un buon controllo
del dolore postoperatorio. I chirurghi e l’anestesista pren-
deranno tutte le precauzioni per assicurare lo svolgimento
del suo intervento nelle condizioni migliori. Si tratta, co-
munque, di manovre “invasive” e, anche se effetti collate-
rali e complicanze gravi sono oggi rari, ogni intervento
o anestesia, seppur attuati con perizia, diligenza e
prudenza, possono talora accompagnarsi a rischi le-
gati in maniera diversa anche alle sue condizioni di
salute e alla “gravità” dell’intervento chirurgico.

Tra gli effetti avversi che possono manifestarsi in se-


guito ad anestesia, è importante distinguere gli effetti
collaterali (manifestazioni spiacevoli, di scarso rilievo
clinico, inevitabilmente legate alla tecnica) dalle compli-
canze (manifestazioni imprevedibili). In base alla frequen-
za queste ultime possono essere ulteriormente suddivise
in complicanze rare e in complicanze possibili, ma così
rare da rendere difficile la valutazione reale della
frequenza. Inoltre è importante distinguere le compli-
canze generiche (che possono colpire tutti i pazienti) e
le complicanze aggiuntive specifiche (legate a parti-
colari fattori di rischio, presenti nel singolo paziente, valu-
tati tramite vista preoperatoria, nonché esami del sangue
e strumentali). Poiché i rischi specifici sono diversi per
ciascun paziente, lei dovrà chiedere all’anestesista quali
rischi presenta il suo intervento.

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Anestesia generale

Gli effetti collaterali più frequenti sono: nausea o vomito


(10%); mal di gola (10%); difficoltà di ossigenazione per
cui è necessario assistere la respirazione (7%); cambia-
menti del ritmo del cuore (1%); confusione e disorienta-
mento (0,5%).
Tra le complicanze rare, ma verificatesi anche nel nostro
ospedale, ci sono: dislocazione di denti (in genere si tratta
di denti già in precedenza mobili: è opportuno, per motivi
di sicurezza, risolvere prima dell’intervento eventuali pro-
blemi dentali); difficoltà di ventilazione e intubazione del-
la trachea; risalita di contenuto gastrico nelle vie aeree;
reazioni allergiche a farmaci dell’anestesia. La morte per
l’anestesia ge-
nerale è molto
rara.

Oggi si ritiene
che tale even-
to si verifichi
in un caso
ogni 250.000
anestesie, in
genere per
difficoltà lega-
te alla gestio-
ne delle vie
aeree o per
imprevedibili
reazioni a far-
maci dell’ane-
stesia.
Anestesia regionale

Tra gli effetti collaterali ci sono: nausea e/o prurito; dif-


ficoltà momentanea ad urinare spontaneamente, che può
richiedere l’uso di un catetere vescicale (se non già previ-
sto per l’intervento); dolore alla schiena, che, nel posto-
peratorio, può comparire nella sede della puntura lombare
(1%) e scompare senza terapia.
Non è stato invece dimostrato che la puntura lombare au-
menti il rischio di lombalgia cronica.

Tra le complicanze rare, ma talvolta verificatesi an-


che nella nostra équipe anestesiologica, ci sono:
• puntura accidentale della dura madre (0,2-1%), con
possibile comparsa di cefalea dovuta a fuoriuscita di
liquor dal foro praticato;
• eccessiva risalita dell’anestetico locale usato, che si
manifesta con formicolio agli arti superiori e, talora,
difficoltà del respiro e del circolo, che possono richie-
dere manovre di sostegno alle funzioni vitali e sono
completamente reversibili, se correttamente trattate;
• fastidiosa dolenzia ai polpacci e ai glutei (irritazione
radicolare transitoria), benigna e completamente re-
versibile in 48-72 ore, senza terapia;
• reazione allergica ai farmaci (molto rara con gli aneste-
tici locali oggi impiegati).

Tra le complicanze possibili, ma così rare che è dif-


ficile stimarne la frequenza, ci sono:
• le lesioni nervose (per contatto dell’ago, in genere, con
singole radici nervose);
• la compressione a carico del midollo spinale (con pos-
sibile paraplegia - ossia paralisi degli arti inferiori - ret-
to e vescicoplegia - ossia perdita di urine e feci) che
può essere provocata da ematoma (frequenza stimata:
- 16 -
1:200.000, in genere associato a turbe della coagula-
zione - spontanee e non riconosciute o provocate da
somministrazione di farmaci - trattabile con decom-
pressione chirurgica), o da ascesso (frequenza stima-
ta: 1:500.000);
• ematoma endocranico subdurale, in caso di cefalea da
deliquorazione non trattata adeguatamente; reazio-
ne infiammatoria delle meningi (aracnoidite adesiva),
oggi rarissima.

Blocchi nervosi
periferici

Ci possono essere:
• lesioni nervose (che si ma-
nifestano con diminuzione di
forza o presenza di formicolii
nella zona interessata);
• puntura involontaria di strut-
ture vicine ai nervi interes-
sati (grossi vasi sanguigni,
con formazione di raccolte di sangue; polmone ecc.).

- 17 -
Avrò bisogno di una
trasfusione di sangue?

La necessità di eseguire una trasfusione dipende da mol-


ti fattori: il più importante è il tipo di chirurgia a cui si è
sottoposti. Per ridurre i rischi legati alla trasfusione di san-
gue, oggi vengono attuate varie misure quali:
• prelievo di sangue dal paziente stesso in epoca prece-
dente all’intervento (predeposito)
• recupero intraoperatorio del sangue perso dal paziente
e trasfusione dello stesso dopo adeguato trattamento
• riduzione al minimo della trasfusione di sangue non
del paziente
• somministrazione di farmaci appositi capaci di ridurre il
sanguinamento intraoperatorio.
Dovrà discutere tutti i problemi che riguardano l’eventuale
trasfusione con il chirurgo e l’anestesista. In particolare è
importante che lei ci segnali, al momento della visita, se
ha già subito trasfusioni di sangue e, in caso affermativo,
se ha avuto reazioni trasfusionali e di che tipo.

- 18 -
Com’è possibile combattere
il dolore post-operatorio?

Durante l’intervento chirurgico il dolore viene controlla-


to dall’anestesia. al risveglio dall’anestesia, il dolore più
o meno forte dovuto all’intervento chirurgico è chiamato
dolore postoperatorio e può durate qualche giorno.

I progressi della terapia del dolore permettono di


ridurlo al minimo e questo è importante perché non
sentire male aiuta anche a riprendersi più rapida-
mente.

ATTENZIONE!

Si ricordi che lei può non


avere dolore dopo un inter-
vento chirurgico.
Dica all’infermiere se ha
dolore e dica quanto dolore
avverte.
L’infermiere le somministre-
rà i farmaci più idonei al suo
caso che l’anestesista ha pre-
scritto.

Esistono diversi modi per combattere il dolore dopo l’inter-


vento. Ci sono vari farmaci e vari modi per somministrarli.

- 19 -
I farmaci usati si possono somministrare attraverso una
vena, per via peridurale, con una puntura intramuscolare,
con una supposta, con una compressa. Per ciascun pa-
ziente e per ciascun intervento verrà individuato il modo
di somministrazione dell’analgesia più adatto alle sue con-
dizioni.

Per descrivere in modo adeguato il grado di dolore che


lei prova, le verrà chiesto di definire il suo dolore con una
scala verbale:

0 = NESSUN DOLORE
1 = DOLORE BASSO
2 = DOLORE MEDIO
3 = DOLORE FORTE

Il dolore è considerato sotto


controllo quando è UGUALE o
INFERIORE a 1, mentre l’ane-
stesista interviene con far-
maci appropriati quando il do-
lore è UGUALE o SUPERIORE
a 2.

Per controllare il dolore, potreb-


be venirle richesto di collaborare
direttamente ad autosommini-
strarsi l’analgesia: in tal caso
le verrà dato un pulsante che
consentirà, in caso di ricompar-
sa del dolore, di somministrarsi
direttamente il farmaco analge-
sico, in modo sicuro, senza dover
attendere l’infermiera.
- 20 -
Perché devo firmare un consenso
informato per l’anestesia

E’ prevista da parte sua


la firma di un consenso
specifico per l’aneste-
sia, in quanto una volta
informato/a di tutte le
problematiche relative
all’anestesia, lei dovrà
autorizzarci a realizzare
l’anestesia concordata.

Chi si occuperà di me
in sala operatoria e réveil?
Il personale di ser-
vizio l’accompa-
gnerà fino alla sala
operatoria con la
sua cartella.

L’infermiere di
anestesia (nurse)
sarà ad accoglierla
con gli in­fermieri di
sala operatoria ve-
stiti di arancione,
con un cappellino
e una maschera.
Nurse ed anestesista la prepareranno sul tavolo operato-
rio con gli strumenti di controllo per il cuore, la pressione
e la respirazione.

L’infermiere provvederà a posizionare un ago in una vena


attraverso la quale l’anestesista le somministrerà i far­maci
necessari all’anestesia.

Grazie per l’attenzione!


Siamo convinti che la lettura di questo opuscolo miglio-
rerà il suo confort e la sua collaborazione con l’équipe di
Anestesia e Terapia Intensiva Perioperatoria.

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Informazioni utili
Il servizio, diretto dal Dott. Alessandro Albani, svolge
attività di anestesia e di terapia intensiva peri-ope-
ratoria, oltre che di analgesia nel parto.
Numeri telefonici:
Réveil v.le Ginevra : 0165-543277/543943
Réveil Beauregard : 0165-545510

Ospedale V.le Ginevra - Ambulatorio


è aperto tutti i giorni dalle ore 8,00 alle 14,00 previa
prenotazione telefonica al CUP al n. 848809090

Ospedale Beauregard
Ambulatorio Anestesia Chirugica
è aperto il martedì, il mercoledì e il giovedì dalle ore
14,00 alle ore 16,30 previa prenotazione telefonica al
CUP al n. 848809090

Ospedale Beauregard
Ambulatorio Anestesia PreParto
è aperto tutti i giorni dalle ore 17,00 alle ore 20,00
previa prenotazione telefonica al n. 0165/543943

Ospedale Beauregard
Ambulatorio Anestesia IVG
è aperto il venerdì dalle ore 9,00 alle ore 11,00 pre-
via prenotazione telefonica al CUP al n. 848809090 o
al n. 0165/543943

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Pubblicazione realizzata da

Azienda USL Valle d’Aosta


S.C. Anestesia e Terapia Intensiva Perioperatoria
Direttore dott. Alessandro Albani

Progetto grafico e impaginazione


Paola Bocco S.C. Comunicazione - Azienda USL