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SPECIALE

Rete Natura 2000

È il cammino che fa la strada


RETE NATURA 2000
questa sconosciuta

1992 nasce Rete Natura 2000

Numero Paesi europei coinvolti oggi 28

In Piemonte
Siti di Importanza Comunitaria 123 SIC
ZPS Zone di Protezione Speciale 51
Gli habitat 56

I gruppi di invertebrati 33

I pesci 13

Gli anfibi 12

I rettili 9

I mammiferi 12

I gruppi di piante 18

per approfondire: www.regione.piemonte.it/parchi/cms/rete-natura-2000


C
Un impegno comune tra
tutela e sostenibilità
Conservazione della natura e sostenibilità sociale ed economica. È dalla composizione
di questo equilibrio che dipende, in buona parte, il futuro del nostro ecosistema. In
Piemonte, in Italia, in Europa: ovunque la sfida che mobilita la nostra creatività per
la salvaguardia dell’ambiente è quella di trovare la possibilità di far coesistere tale
salvaguardia con l’efficienza economica e l’equità sociale. L’obiettivo, come ebbe a
dichiarare la Commissione Brundtland voluta dall’Onu nel 1987, è quello di raggiungere
“uno sviluppo che risponda alle esigenze del presente senza compromettere la
capacità delle generazioni future di soddisfare le proprie”.
E la tutela dell’ambiente, va da sé, non può prescindere oggi dalla difesa della
biodiversità, la varietà delle forme in cui la vita si esprime. Una pluralità di sfumature
genetiche, biologiche, paesaggistiche: la biodiversità, con le sue inesorabili implicazioni
culturali ed economiche, è dunque una ricchezza per tutti. Difenderla significa
ottenere benefici comuni.
Sono questi alcuni dei principi alla base di Rete Natura 2000, il sistema ecologico
diffuso su tutto il territorio dell’Unione Europea, istituito proprio per garantire
il mantenimento degli habitat naturali e delle specie di flora e fauna minacciati o
rari. Il numero speciale della rivista Piemonte Parchi, in modo divulgativo ma senza
rinunciare all’accuratezza scientifica che da trent’anni la caratterizza, racconta proprio
questo “strumento” della politica europea: i successi, i limiti, gli esempi, i ruoli delle
regioni e delle aree naturali protette.
Sì, perché un conto è stilare l’elenco delle specie e degli habitat da proteggere, un altro
è creare sul territorio le condizioni affinché questa operazione abbia un’applicazione
concreta. Da questo punto di vista la presenza delle aree naturali protette è decisiva:
esse rappresentano l’avanguardia per contrastare in maniera efficace la perdita di
biodiversità e per impostare su questi temi il necessario dialogo con il territorio. Non
solo attraverso la protezione ma anche grazie all’attuazione, per esempio, di progetti
di recupero di habitat naturali o mediante attività di comunicazione.
Certo, oggi esiste un problema di mancanza di risorse ma la questione si gioca in
primis sul terreno culturale. Rete Natura 2000 ha consentito di alzare il livello di
attenzione sull’importanza della biodiversità rispetto ai diversi attori attivi sul territorio,
ma occorre proseguire attraverso azioni che incrementino la consapevolezza di tutti
su temi così essenziali anche per l’Europa. Perché, come scriveva nel 1890 il geografo
francese Jacques Élisée Reclus, “L’uomo è la natura che prende coscienza di sé”.

ALBERTO VALMAGGIA
Assessore all’Ambiente e ai Parchi
Regione Piemonte

1
Rete Natura 2000 in Piemonte Sommario

Un impegno comune tra tutela


e sostenibilità
di Alberto Valmaggia 1
Sup. Rete
% Superficie
Provincia Natura
provinciale Rete Natura 2000 in Piemonte 2
2000 (ha)
ALESSANDRIA 36.020,96 10,11 La passione e l’impegno di pochi
ASTI 3.719,72 2,46 per il bene di tutti
di Vincenzo Maria Molinari 4
BIELLA 15074,316 16,51
CUNEO 106830,791 15,49 Rete Natura 2000, come ti conservo la
NOVARA 11.758,20 8,77 biodiversità
di Mauro Pianta 6
TORINO 104450,571 15,30
VERBANIA 87.255,11 38,57 Rete Natura 2000 in Europa 8
RETE NATURA 2000
VERCELLI 31986,589 15,37 Europa, un continente pieno di vita!
ZPS (Zone di Protezione Speciale)
SIC (Siti di Interesse Comunitario) di Enrico Massone 10
TOTALE 397096,26 15,64 Aree naturali protette
Fonte Dati: Regione Piemonte - Direzione Ambiente - Settore Aree naturali protette Rete Natura 2000 in Italia 14
Ma quale ostacolo,
questa rete è una grande opportunità
di Mauro Pianta 16
Come nascono i siti della
Rete Natura 2000?
di Roberto Sindaco 20
Le misure di conservazione
di Chiara Spadetti 24
La valutazione d’incidenza
di Massimiliano Ferrarato, Elisa Malenotti 28
5 miliardi di uccelli in viaggio
fra Africa ed Europa
di Luca Giraudo 32
Libellule in Piemonte: un caso di studio
di Elisa Riservato 36
Una banca per il germoplasma
di Valentina Carasso 40
Biodiversità e comunità locali
di Andrea De Giovanni, Gabriele Panizza 44
Alevé, il gran bosco di pino cembro
di Toni Farina 48
Un bosco sorvegliato speciale
di Marco Rastelli 52
Sordone su un masso persone impegnate ad adottare le
(foto E. Buioni) cosiddette “buone pratiche”, termine
derivante dall’espressione “best practises”
che significa “migliori pratiche”: infatti già
ordinariamente si dovrebbe operare
bene, ma sussistono sempre margini di
miglioramento.
Chi ha il compito di organizzare e gestire
la tutela in campo ambientale è quindi
cosciente che la strada da percorrere è
ancora lunga e tutta in salita.

La passione e l’impegno di Il pensiero e il ringraziamento vanno


a coloro che in ambito lavorativo e
in tante altre situazioni, anche con

L
pochi per il bene di tutti attività di volontariato, operano con
entusiasmo e buon senso, con l’impegno
e l’esempio quotidiano, per tutelare le
molteplici forme di vita e i loro habitat,
Vincenzo Maria Molinari
affermando principi sociali e ambientali
Responsabile del Settore Aree naturali protette della Regione Piemonte
imprescindibili.
Queste persone sono profondamente
consapevoli che una foresta, un animale
selvatico o un fiore rappresentano un
valore fondamentale da cui dipendono la
L’uomo è il solo essere vivente che, realizzare un’opera pubblica o privata, qualità e la sopravvivenza della vita e che
pur dotato di un intelletto “superiore” occorra, quanto meno, “compensare” il l’unico progresso auspicabile è quello
e non solo di “istinti”, distrugge il danno e le alterazioni che si cagionano che ha come presupposto ogni sforzo
proprio e l’altrui “habitat” con assoluta inevitabilmente all’ambiente, oppure che Pini cembri
per la conservazione della biodiversità, al (foto E. Buioni)
consapevolezza e disinvoltura. occorra agire in una logica mitigativa con fine di contrastare l’attuale declino del
Ancora oggi alcuni si divertono a interventi e atteggiamenti che riducano pianeta.
scorrazzare in motocicletta a 2500 metri l’incidenza ecologica di determinate
di quota “tagliando” e distruggendo attività e infrastrutture.
sentieri che per millenni hanno Perciò è importante riaffermare e
consentito il transito delle “genti” sulle ricordare che tutelare e conservare
nostre montagne. Altri danneggiano l’ambiente naturale e l’assetto del
un fungo velenoso o calpestano una territorio è un dovere per tutti, che
salamandra, perché quel colore o dovrebbe trasformarsi in un abito
quella forma non piacciono. Qualcuno mentale condiviso, in un comune stile
abbandona i rifiuti lungo i sentieri o di vita, e non rappresentare solo la
li nasconde in un anfratto sotto una necessità di adempiere e rispettare
roccia, rendendone così difficile anche il l’ordinamento giuridico dell’Unione
recupero. Questi e altri comportamenti Europea, dello Stato e della Regione,
simili risultano ancora ampiamente costituito da un articolato e complesso
diffusi. sistema normativo di azioni virtuose,
Allo stesso tempo rimane complesso obblighi e divieti. Stambecco in controluce
far comprendere che, nell’individuare e Sono inoltre ancora troppo poche le (foto E. Buioni)

4 5
Una cavalletta sul corpo fruttifero di un papavero animali e vegetali tutelate dalla Direttive
(foto G. Gertosio/CeDrap) comunitarie e distruggere tane e nidi
(ma la caccia è consentita).
Grande importanza ha la conservazione
degli elementi dell’agricoltura tradizionale
come i filari e i muretti a secco.
La regolamentazione è legata alla
peculiarità del sito da proteggere: il
taglio del bosco è considerato anche in
relazione alla conservazione delle specie

Rete Natura 2000, come animali che in esso trovano rifugio e


sostentamento.

U
E’ compito delle Regioni e dei soggetti

ti conservo la biodiversità delegati alla gestione dei siti della Rete


Natura 2000 adottare le “misure di
conservazione”, ossia i divieti, gli obblighi
e le buone pratiche necessarie per la
Mauro Pianta tutela. Tra gli strumenti di gestione più
utilizzati vi sono anche le “valutazioni di
incidenza”.
Si tratta di procedimenti amministrativi
ai quali è necessario sottoporre, prima
della loro realizzazione, quei progetti che
Una rete. Un sistema. Un insieme di aree Italia i SIC, le ZPS e le ZSC, coprono possono incidere significativamente sugli

Foto TipsImages
che l’Europa considera fondamentale complessivamente circa il 21 per habitat e sulle specie presenti in un sito
per l’ambiente. È questa Rete Natura cento del territorio. della Rete.
2000, la rete ecologica diffusa su tutto Le aree che compongono Natura 2000
il territorio dell’Unione Europea e non sono “santuari” intangibili dove le
istituita per garantire il mantenimento attività umane sono escluse. La Direttiva
degli habitat naturali e delle specie di Habitat intende infatti garantire la
flora e fauna minacciati o rari. Sì, perché protezione della natura tenendo anche
la biodiversità è una ricchezza per tutti conto delle “esigenze economiche, sociali
e Natura 2000 è proprio il principale e culturali, nonché delle particolarità
strumento della politica europea per regionali e locali”: occorre quindi
conservare la biodiversità. assicurare una gestione sostenibile sia dal
La direttiva europea del 1992 (Habitat) punto di vista ecologico che economico.
all’origine di questo strumento Per fortuna circa il 50% dei siti Rete
prevede che la rete sia costituita da Natura 2000 in Piemonte si sovrappone
Siti di Interesse Comunitario (i SIC alle aree protette, la cui mission ne
identificati dai singoli stati membri assicura una corretta gestione.
e successivamente designati quali Insomma, la normativa riconosce la
Zone Speciali di Conservazione) e funzione positiva svolta dalla eventuale
dalle Zone di Protezione Speciale presenza umana ma rifugge una visione
(ZPS) già concepite con la direttiva antropocentrica. Va da sé che in Natura
del 1979 (Uccelli) finalizzata alla 2000 vi sono una serie di macro divieti Adulto di astore al nido, intento a imbeccare uno dei suoi tre pulli
salvaguardia degli uccelli selvatici. In come uccidere o danneggiare le specie (foto M. Campora/CeDrap)

6 7
Regioni biogeografiche

Rete Natura 2000 in Europa


europee

Alpina
Anatolica
Artica
Atlantica
Mar Nero
Boreale
Continentale
Macaronesica
Mediterranea
Pannoniana
Steppa

% superficie % superficie
terrestre marina
Austria 14,96% 0%
Belgio 12,75% 25%
Bulgaria 34,34% 3%
Cipro 28,37% 8%
Croazia N.P. N.P.
Repubblica Ceca 14,04% 0%
Germania 15,47% 32%
Danimarca 8,43% 83%
Estonia 17,82% 45%
Spagna 27,27% 7%
Finlandia 14,42% 12%
Francia 12,56% 38%
Grecia 27,29% 17%
Ungheria 21,44% 0%
Irlanda 13,17% 43%
Italia 19,03% 8%
Lituania 12,07% 8%
Lussemburgo 18,08% 0%
Lettonia 11,52% 7%
Malta 13,35% 19%
Paesi Bassi 13,82% 67%
Polonia 19,58% 11%
Portogallo 20,89% 8%
Romania 22,63% 4%
Svezia 13,86% 12%
Slovenia 35,52% 0%
Slovacchia 29,58% 0%
Regno Unito 8,55% 68%

*http://ec.europa.eu/environment/nature/info/pubs/docs/nat2000newsl/nat34_it.pdf
**http://ec.europa.eu/environment/nature/natura2000/db_gis/pdf/area_calc.pdf

8 9
Europa, un continente
pieno di vita!
La tutela della biodiversità nell’Unione Europea ha radici
profonde. Un itinerario virtuale per scoprire l’ampia offerta
informativa disponibile in Internet

L
Enrico Massone

La biodiversità è un bene naturale di dimensioni globali. Il nuovo approccio


grande valore. Oggi ne siamo tutti riconosce alla popolazione umana la
convinti, ma la consapevolezza di quanto possibilità di influenzare le sorti del
sia importante tutelarla, è frutto di un pianeta, ma richiama la responsabilità
processo culturale maturato lentamente dell’uomo di oggi nel mantenere le risorse
nella seconda metà del Novecento. Fino naturali e l’equilibrio ambientale per le
ad allora, l’uomo credeva nella capacità nuove generazioni. Se la coesistenza di
illimitata della natura di autogenerarsi, di tutte le forme di vita è considerata un
riprodurre le sue risorse all’infinito. Di patrimonio comune da non disperdere,
qui l’uso scriteriato di materie preziose la salvaguardia della biodiversità
come il suolo o l’acqua, che portava a s’impone come impegno irrinunciabile.
irreversibili trasformazioni territoriali, La risposta dell’Unione Europea è
al degrado e spesso alla distruzione immediata. Attraverso la Direttiva Habitat
di interi ecosistemi, con gravi danni a (1992) realizza un sistema coerente

Foto TipsImages
specie animali e vegetali. Una strada per la conservazione della biodiversità,
senza sbocco, diffusa in tutto il mondo un mosaico di aree individuate per
industrializzato, che ora si tenta di “mantenere o ripristinare uno stato di
riparare orientando i trend economici conservazione soddisfacente dei tipi di
verso modelli gestiti e controllati. La habitat naturali e delle specie a rischio
Convenzione sulla Diversità Biologica di (rare, minacciate o vulnerabili), nella (ZPS) per garantire la conservazione protette, università, centri di ricerca e
Rio de Janeiro (1992), segna una tappa loro area di ripartizione naturale”: è la delle popolazioni di uccelli stanziali associazioni). Il piano d’azione originario
fondamentale nel percorso sullo sviluppo cosidetta Rete Natura 2000. In ciascuna e migratori. Rete Natura 2000 è un interessa il 18% del territorio dell’Unione
sostenibile e riflette quel cambiamento regione biogeografica del continente programma ambizioso e complesso, Europea ed è stato recentemente
di mentalità che considera l’uomo non s’individuano i Siti di Importanza un progetto in progress che coinvolge aggiornato con l’obiettivo di arrestare
più come padrone assoluto, ma come Comunitaria (SIC) a tutela di specie e numerosi enti e istituzioni (Stati, Regioni, il deterioramento degli ecosistemi e la
parte integrante di un ecosistema di habitat e le Zone di Protezione Speciale Province, Enti di gestione delle Aree perdita della biodiversità, accrescendo

10 11
Siti Internet di riferimento
1
http://ec.europa.eu/environment/
nature/natura2000/sites_hab/
biogeog_regions/index_
en.htm#atlantic
2
ftp://ftp.dpn.minambiente.
it/Natura2000/
TrasmissioneCE_2013/schede_
mappe/
3
http://ec.europa.eu/environment/
Particolare di due ricci di castagno nature/natura2000/access_data/
(foto T. Farina/CeDrap) index_en.htm
4
http://www.lifelince.org/pagina.
così il contributo dei 28 Stati dell’Unione conservazione e uso sostenibile della aspx?id=100
alle iniziative di carattere mondiale. biodiversità è la Strategia nazionale per 5
http://www.parchialpicozie.it/
Le decisioni politico-amministrative e la biodiversità. page/displayItem/107
le operazioni tecnico-scientifiche, sono In Internet si trova un’imponente
accompagnate da un’intensa attenzione cartografia tematica che permette di
6
http://www.pcn.minambiente.it/
alla comunicazione, con produzione localizzare gli ambiti territoriali1 dei GN/index.php?lan=it%20
di una vasta documentazione curata singoli luoghi tutelati e di affinarne la 7
http://www.pcn.minambiente.it/
da molteplici soggetti e pubblicata conoscenza in sequenze sempre più GN/index.php?lan=it%20
gratuitamente sui siti Internet. Nel corso dettagliate2 sia a livello geografico3,
degli anni l’Unione Europea sviluppa sia per singole specie protette: altre
8
http://gis.csi.it/parchi/sic.htm
una serie di norme ambientali rigorose, informazioni sono reperibili nell’ambito 9
http://www.regione.piemonte.
raccolte nella Sintesi della legislazione e di particolari progetti di conservazione, it/parchi/cms/rete-natura-2000/
Vegetazione su detrito
ordinate per argomenti: gestione delle come ad esempio per la lince4 o gestione-rete-natura-2000.html (foto C. Spadetti)
risorse naturali, fauna, flora, foreste. il gipeto5. Per approfondimenti di
Nel rispetto del Messaggio di Malahide carattere ambientale e territoriale è utile
10
http://www.regione.piemonte.it/
(2004), che richiama i portatori consultare il geoportale nazionale6 del bdnol/RicercaAction.do
Saxifraga valdensis
d’interesse dei diversi settori produttivi Ministero dell’Ambiente e della Tutela 11
http://www.regione.piemonte.it/ (foto D. Rosselli)
ad intensificare con azioni concrete lo del Territorio e del Mare. La Regione ambiente/tutela_amb/zu.htm
sforzo per “sostenere la vita, sostenere Piemonte7, oltre alla cartografia di SIC e
le economie”, l’Unione Europea elabora ZPS8, presenta una ricca documentazione
12
http://www.parcocrea.it/db-
il Piano di azione a favore della biodiversità, di tipo amministrativo e normativo biomonf/
evidenziando le misure già adottate (Misure di conservazione, Valutazione 13
http://www.regione.piemonte.it/
per arginare la perdita di biodiversità d’incidenza9, ecc.),  tecnico-scientifico
aves/index.php
e successivamente la Strategia sulla (Banche dati naturalistiche10, Zone
biodiversità fino al 2020 per rendere umide11, Colline del Basso Monferrato12, 14
http://www.
note le iniziative di miglioramento Archivio vertebrati subalpino13, Centro centroregionalechirotteri.org/
programmate nel prossimo futuro. regionale chirotteri14) e divulgativo 15
http://gis.csi.it/parchi/recensioni.
In Italia, lo strumento specifico che (recensioni di pubblicazioni tematiche15
html#habitatEU
permette di raggiungere l’obiettivo di riferite al territorio piemontese).

12 13
Rete Natura 2000 in Italia NUMERO DEI SITI PER OGNI REGIONE

**Abruzzo 58
Veneto 130
Calabria 185
*Valle d'Aosta 30 Basilicata 58
Umbria102

Campania 124
Toscana150

Emilia Romagna 158

Sicilia 238
Friuli Ven. Giulia 63

Regioni biogeografiche

Sardegna 124
**Lazio 200

Puglia 84

Liguria 133
PA Trento 142

PA Bolzano 40
Lombardia 242
*Piemonte 141 **Molise 88 **Marche 95

% superficie % superficie
terrestre marina
**Abruzzo 35,74% 1,36%
Basilicata 16,99% 1,00%
Calabria 20,07% 1,32%
Campania 27,29% 3,05% * Poiché il sito IT1201000 cade in parte
in Piemonte ed in parte in Valle d’Aosta,
Emilia Romagna 11,86% 1,64% il calcolo delle superfici è stato effettuato
Friuli Ven. Giulia 18,66% 6,01% attribuendo a ciascuna Regione la parte
**Lazio 23,10% 3,86% di sito effettivamente ricadente nel
proprio territorio.
Liguria 25,84% 1,67%
Lombardia 15,60% / ** Poiché il sito IT7110128 cade in Abruzzo,
Lazio e Marche e il sito IT7120132 cade
**Marche 14,98% 0,28% in Abruzzo, Lazio e Molise, il calcolo delle
**Molise 26,62% 0% superfici è stato effettuato attribuendo
*Piemonte 15,63% / a ciascuna Regione la parte di sito
effettivamente ricadente nel proprio
PA Bolzano 20,27% / territorio.
PA Trento 28,38% /
*** Numero ed estensione dei siti Natura
Puglia 20,59% 4,88% 2000 per Regione è stato calcolato
Sardegna 18,77% 5,46% escludendo le sovrapposizioni fra i
Sicilia 18,26% 4,48% SIC(ZSC) e le ZPS.
Toscana 14,13% 4,04% DATO AGGIORNATO LUGLIO 2014
Umbria 15,37% /
*Valle d’Aosta 30,35% /
Veneto 22,50% 1,10%

14 15
«Ma quale ostacolo,
questa rete è una grande
opportunità»
Intervista con Giuseppe Bogliani uno dei massimi
esperti italiani in materia di biodiversità
Mauro Pianta

Cavaliere d’Italia alla ricerca di cibo


(foto C. Spadetti)

Qual è la sua impressione sullo “stato Il maggior pregio, diciamo così, di


dell’arte” di RN 2000 in Italia? questo strumento?
«È stata un’iniziativa importantissima, «Mi è sempre piaciuto un certo
in qualche modo rivoluzionaria, ma approccio innovativo che individuerei
sarebbe impossibile replicarla oggi. E’ nella capacità che ha avuto RN2000

È
Foto TipsImages

nata nel 1992 con la Direttiva Habitat di “raccogliere” dati scientifici rispetto
92/43, nello stesso anno in cui a Rio alla rarità e alla vulnerabilità di specie
si tenne una conferenza mondiale sui e di habitat. Per la prima volta, poi,
cambiamenti climatici organizzata da venne introdotta una certa idea di
Al Gore (che poi vinse il Nobel per “responsabilità”. Le specie e gli habitat
la pace) e alla quale parteciparono contrassegnati dall’asterisco negli allegati
quasi tutte le nazioni del pianeta. Oggi della Direttiva, per esempio, facevano
«È necessario soprattutto un cambio perché è così importante difenderla? non credo che i governi riuscirebbero riferimento a specie e habitat “prioritari”,
di passo sul terreno della mentalità. «È importante perché noi abbiamo a raggiungere un medesimo accordo considerati cioè particolarmente degni
Occorre smettere di considerare Rete bisogno di preservare la varietà in termini di condivisione di idee e di di tutela, in quanto le popolazioni
Natura 2000 un ostacolo, ma guardarla delle forme in cui la vita si esprime. volontà di applicarle. L’Italia, all’epoca, europee erano quelle più importanti e
per ciò che realmente è: un’opportunità». Una biodiversità ricca offre maggiori si comportò in modo tutto sommato
Per Giuseppe Bogliani, professore opportunità di sviluppo agli uomini di corretto. Negli anni Novanta il Ministero
Salamandra di Lanza
associato di zoologia all’università di Pavia, oggi e alle generazioni future. Penso, dell’Ambiente prese la cosa piuttosto (foto R. Ribetto)
uno dei massimi esperti italiani in materia per esempio, alla diversità genetica e sul serio, le Regioni vennero finanziate.
di biodiversità, il nodo da sciogliere alla possibilità che venga esplorata dalla Oggi invece, non è solo un problema
della Rete Natura 2000 prima ancora ricerca a scopi terapeutici. E poi c’è la di soldi che mancano: mi pare che
che economico (la mancanza di risorse dimensione etica: la biodiversità è un dato sia decisamente mutato l’approccio
economiche, che pure incide) è culturale. dell’esistente e l’uomo non ha il diritto culturale al problema. Il mondo politico
Allora, Professore, facciamo un passo di distruggerla. Detto in termini religiosi, guarda con una certo fastidio, per
indietro. RN2000 è uno strumento anche se io sono un non credente, è un esempio, tutta la problematica legata alle
nato per tutelare la biodiversità. Ma espressione del creato». valutazioni d’incidenza».

16 17
Esemplare di lupo in area faunistica “Uomini e Lupi” di Entracque
(foto M. Giordano)

proprio per questo l’Europa se ne deve paese con queste caratteristiche non C’è poi la nota dolente dei piani di l’agricoltura), decisamente consistenti e
far carico: mi riferisco alla foca monaca o è riuscito a indurre la Commissione gestione… che in molti casi potrebbero risultare
ai boschi di ontano». ad inserire negli allegati 1 e 2 elementi «Ecco, appunto. In effetti a parte i decisivi per fare ripartire l’economia di
Il maggior difetto, invece? particolarmente significativi in Italia. Il limiti generali, c’è da considerare il alcune aree…».
«Possiamo parlare di una sorta di Belpaese, viceversa, ha accettato senza limite peculiare italiano riguardo a Quali sono, dunque, le urgenze per non
“vizio d’origine”. Quando si trattò di battere ciglio proposte provenienti RN 2000, ovvero il fortissimo ritardo mancare l’appuntamento con il futuro?
contrattare a Bruxelles i contenuti da altri paesi. La Germania è riuscita nell’approvazione dei piani di gestione «Approvare i piani di gestione,
degli allegati per le istituzioni dei Sic, gli a far rientrare nelle specie rare la che rappresentano lo strumento monitorarne l’applicazione, cambiare
italiani non furono abbastanza presenti. lucertola muraiola che da noi è il concreto attraverso il quale si può quello che l’esperienza mostra come
Assurdo se pensiamo che parliamo del rettile assolutamente più comune. In attuare RN 2000. Tra l’altro senza non adeguato. Soprattutto va cambiata
Paese europeo con il maggior grado di compenso siamo riusciti a non includere, l’approvazione di questi piani, molti attori la mentalità: occorre smettere di
biodiversità vegetale (siamo al secondo fra quelli prioritari, specie uniche quali la (in primis le azienda agricole locali) non considerare RN2000 un ostacolo, ma
posto, dietro la Francia, per quanto Salamandra di Lanza, presente solo in possono accedere ai fondi PAC (Politica guardarla per ciò che realmente è:
riguarda quella animale). Bene, un Piemonte intorno al Monviso». Agricola Comunitaria, i fondi europei per un’opportunità».

18 19
Un esemplare di Maculinea teleius
(foto F. Barbero/CeDrap)

Come nascono i siti della

L
Rete Natura 2000?
Una complessa procedura per individuare habitat e specie Ruscello in bosco di latifoglie
miste, prato con anemoni fioriti
(foto T Farina/CeDrap)
Roberto Sindaco

molti decenni una ricchissima fauna siti ai sensi della Direttiva “Uccelli” (Zone
La storia dell’ecologia, la salvaguardia degli di invertebrati e i loro predatori. In di Protezione Speciale – ZPS), molti dei
Come è avvenuta la scelta dei siti ambienti naturali in uno stato di altri casi si sono scelte le cosiddette quali coincidono (o quasi) con Aree
della Rete Natura 2000 in Italia? In conservazione favorevole garantisce “specie ombrello” che necessitano di Protette regionali, interessando una
ottemperanza alle direttive “Habitat” da sé che la maggior parte delle specie habitat particolari, tutelando i quali si superficie prossima al 16 % del territorio
e “Uccelli”gli Stati europei, e a cascata animali che necessitano di questi proteggono decine o centinaia di altre regionale. Dal Terzo rapporto nazionale
le Regioni e le Province Autonome, ambienti per vivere continueranno a specie, magari meno vistose o attraenti. su Natura 2000 in Italia, emerge però
avevano il compito di individuare aree perpetuarsi. E’ il caso del Cerambice della quercia, uno stato di conservazione generale
in cui fossero presenti habitat e specie Qualche esempio? Il mantenimento di che si tutela conservando le grandi
di interesse comunitario. Non era un’estensione idonea di prati da sfalcio querce, che a loro volta costituiscono
sufficiente indicare un sito per ogni in coltura tradizionale permetterà la Ramarro su albero
l’habitat di moltissimi altri insetti, uccelli
(foto C. Spadetti)
specie o habitat, ma un numero e una sopravvivenza di decine di specie di e mammiferi, ma anche funghi, muschi e
superficie atte a garantirne per un tempo farfalle per un tempo indefinito, così licheni. Esistono poi situazioni particolari,
indefinito, la conservazione sull’intero come un bosco maturo ospiterà per come i pipistrelli coloniali, la cui
territorio europeo. popolazione si concentra in pochissimi
Quanti sono gli habitat e le specie luoghi con caratteristiche molto
Un pino cembro con fiori femminili
importanti per la conservazione della (foto T Farina/CeDrap) peculiari; in questo caso la tutela della
biodiversità in Europa? Solo in Piemonte grotta o dell’edificio storico che ospita
sono presenti oltre 50 habitat, 14 piante una colonia riproduttiva o svernante è
e 51 animali (22 invertebrati, 13 pesci, 5 fondamentale per evitare l’estinzione
anfibi, 1 rettile, 10 mammiferi). Di questi delle specie nel raggio di molti chilometri.
solo una piccola parte sono specie Risultati attuali
protette a livello regionale o nazionale La necessità di tutelare questa varietà
e non tutte quelle definite d’interesse di habitat e di specie, ha portato il
comunitario dalla Commissione Europea Piemonte a individuare 123 siti ai
sono così rare nella nostra regione. sensi della Direttiva “Habitat” (Siti
Infatti, applicando i principi base d’Importanza Comunitaria – SIC) e 51

20 21
Particolare di corteccia di Castagno con alcuni licheni
(foto T. Farina/CeDrap)

rendicontare i risultati ottenuti in termini Ministero dell’Ambiente e all’Unione


Esemplare di tartaruga palustre
di conservazione della biodiversità al Europea in termini di conservazione
(foto C. Spadetti)
Ministero dell’Ambiente e all’Unione della biodiversità.n questo momento
Europea. Per concretizzare le azioni storico in cui è necessario combattere
sfavorevole, inadeguato o cattivo, per pressione antropica sul territorio, previste occorrono risorse economiche la disoccupazione, la corretta gestione
metà delle schede relative alle specie di soprattutto in pianura, continua a e competenze specifiche: i sempre più della Rete Natura 2000 rappresenta
interesse comunitario e per ben oltre la minacciare i residui habitat naturali, sostenibile, zoologi, botanici, forestali, anche un’opportunità di lavoro per
metà di quelle relative agli habitat (67%). mentre in collina e montagna molti tecnici degli assessorati, guardaparco, professionalità diverse come zoologi,
Alcuni esempi: l’unica popolazione habitat aperti di interesse comunitario agricoltori, operai forestali, etc…poichè botanici, forestali, guardaparco, agricoltori,
italiana della farfalla Euphydryas maturna sono invasi dai boschi in espansione. I sono lei stesse ad avere il compito dial operai forestali, etc.
è presente in Piemonte ma è minacciata boschi, che apparentemente godono di
di estinzione dal collezionismo; buona salute, sono nella maggior parte
l’ittiofauna è minacciata dell’alterazione dei casi troppo giovani, troppo sfruttati o
dei fiumi e dalla diffusione di pesci troppo degradati (es. invasione di alberi
esotici; sono a rischio di conservazione esotici) per svolgere al meglio il loro
la maggior parte degli anfibi, molti rettili ruolo ecologico.
e i chirotteri. Nei territori modificati dall’uomo per
Prospettive future millenni, la conservazione della natura
Nonostante siano passati 17 anni dal richiede un’attenta pianificazione del
recepimento della Direttiva “Habitat” territorio, che può essere svolta solo
in Italia, ancora molto resta da fare. da gruppi di lavoro multidisciplinari,,
L’individuazione dei Siti Natura 2000 in primis dei siti della Rete Natura
non è sufficiente a tutelare gli habitat e 2000 capaci di considerare tutte le
le specie per i quali sono stati individuati, principali componenti dell’ecosistema
inoltre la consapevolezza sull’importanza e di operare scelte sulle priorità. In
della conservazione della biodiversità questo contesto, l’attenta responsabilità Primo piano di Raganella
è ancora sostanzialmente scarsa. La delle Regioni è indirizzare, coordinare e (foto M Campora/R. Cottalasso/CeDrap)

22 23
Le misure di
conservazione
Le tappe dell’articolato percorso legislativo che disegna
la tutela della biodiversità in Italia e in Piemonte
Chiara Spadetti

T
Primo piano di un branco di Scardole
(foto M. Campora-A.Calegari/CeDrap)

Tutte le decisioni prese in ambito mantenimento o il ripristino, in uno stato membri, non vengono fornite indicazioni amministratori sono chiamati a redigere
comunitario sono condivise dagli di conservazione soddisfacente, degli di dettaglio vincolanti rispetto alla ed adottare le misure di conservazione
Stati membri, che ne sono quindi gli habitat naturali e delle specie di fauna e natura ed al contenuto specifico dei (o all’occorrenza i piani di gestione
artefici: l’Unione Europea, attraverso flora selvatiche di interesse comunitario”. provvedimenti che gli amministratori sito specifici, già richiamati nell’ articolo
la Direttiva “Habitat” pone l’accento Tale assunto rappresenta di fatto lo sono chiamati ad emanare in attuazione 6 della Direttiva Habitat) per le aree
sulla responsabilità di ciascun Stato standard minimo di gestione dei singoli ai disposti della Direttiva Habitat, costituenti la Rete Natura 2000.
rispetto alla conservazione della siti (e, di conseguenza, della Rete nel suo recepita in Italia nel 19971.
biodiversità, e fin dalle sue premesse, complesso) che gli amministratori sono Un’impostazione analoga si riscontra
evidenzia la necessità di realizzare una tenuti a garantire. Tuttavia, in un’ottica esaminando il testo normativo2, con il
rete ecologica europea coerente ed di salvaguardia delle specificità locali, quale il Ministero dell’Ambiente e della
integrata. A tale scopo, parallelamente intese come differenze ambientali ed Tutela del Territorio e del Mare nel
all’individuazione delle aree di interesse ecologiche - ma anche economiche, 2002, ha emanato le “Linee guida per
naturalistico presenti nei diversi Stati sociali e culturali - tra i diversi Stati la gestione dei siti Natura 2000”, che
membri, il legislatore indica nell’adozione lasciano di fatto ampia discrezionalità alle
di specifiche misure di conservazione Amministrazioni provinciali e regionali
lo strumento per completare sul piano responsabili dell’attuazione delle misure
legale, amministrativo e gestionale il specifiche concernenti i siti della Rete
sistema di tutela impostato quasi 20 anni Natura 2000, a condizione che esse
prima dalla Direttiva Uccelli. rispettino le finalità generali della
In particolare, le misure che gli Stati Direttiva Habitat e gli indirizzi formulati
membri sono tenuti ad adottare nel dal decreto stesso. Un successivo
corso dell’iter istitutivo della Rete Natura atto normativo3, definisce i criteri Cucciolo di lince
Farfalla podalirio, parente del più comune macaone
(foto M. Campora-A.Calegari/CeDrap)
2000 nazionale devono “assicurare il (foto arc. Provincia di Torino) minimi uniformi sulla base dei quali gli

24 25
Primo piano di un orecchione in volo
(foto M. Campora – C.Galasso/CeDrap)

Riferimenti normativi
Nella redazione dei criteri minimi addetti ai lavori, ma di un testo che 1
Decreto del Presidente della Repubblica n. 357/1997
uniformi, ancora una volta la finalità è consente di semplificare i rapporti dei
quella di garantire la coerenza ecologica gestori dei siti della Rete Natura 2000 2
Decreto Ministeriale del 3 settembre 2002
della Rete Natura 2000 sul territorio con i tanti “attori” (amministrazioni 3
Decreto Ministeriale del 17 ottobre 2007
nazionale e l’adeguatezza della sua comunali, mondo imprenditoriale, 4
Legge della Regione Piemonte n. 19/2009
gestione, attraverso la salvaguardia semplici cittadini, etc.) che sul territorio 5
Deliberazione della Giunta Regionale n. 54-7409 del 7 aprile 2014, modificato dalla D.G.R. n.
dell’efficienza e della funzionalità interagiscono, a diverso livello, con
22-368 del 29 settembre 2014
ecologica dei singoli siti e la tutela delle questa realtà. Nella maggior parte dei
specie che li caratterizzano. casi, tale interazione si concretizza in
Un ulteriore passo avanti nell’attuazione aspetti procedurali, quali l’iter della
della Rete Natura 2000, è compiuto dalla Valutazione d’Incidenza necessaria per
Regione Piemonte con l’emanazione nel interventi, attività, piani e progetti che
2009 del “Testo unico sulla tutela delle possono interferire con le componenti
aree naturali e delle biodiversità”4. naturali che hanno determinato la
Il passo successivo, nel complesso del designazione del sito: un esempio
contesto normativo fin qui delineato, è ricorrente è riferito ad una certa
stato la recente redazione delle “Misure progettazione edilizia, rispetto alla quale
di conservazione per la tutela dei siti della le Misure di conservazione introducono
Rete Natura 2000 del Piemonte”5 che casi di esplicita esclusione, snellendo
costituiscono una serie di disposizioni, l’iter autorizzativo che il proponente si
articolate in buone pratiche, obblighi trovava ad affrontare prima.
e divieti di carattere generale, efficaci Le Misure di conservazione forniscono In senso orario: primo piano di martin
per tutti i siti della Rete Natura 2000 inoltre indirizzi per la futura redazione pescatore (foto R. Gertosio), rospo
smeraldino (foto C. Spadetti), cavalletta
piemontese, unitamente a disposizioni di delle misure sito-specifiche e dei piani
mimetizzata sulle rocce (A. Falco/
dettaglio relative a tipologie ambientali di gestione, strumenti che consentiranno CeDrap), moscardino aggrappato a un
specifiche caratterizzanti il sito. un ulteriore passo avanti nella tutela rametto di fusaggine (foto M. Campora/R.
Non si tratta semplicemente di uno della biodiversità custodita nei siti della Cottalasso). Tutte le immagini sono
strumento gestionale riservato agli Rete Natura 2000 piemontese. archivio CeDrap.

26 27
Panorama nell’alta Valle di Bellino
(foto E. Buioni)

N
La valutazione d’incidenza
Biodiversità e la gestione del territorio
Massimiliano Ferrarato, Elisa Malenotti

Non aree protette in senso stretto - Ma come si concretizzano gli obiettivi


anche se talvolta coincidono con parchi di conservazione dei SIC e ZPS? La
e riserve naturali - ma spazi aperti la cui gestione dei siti che costituiscono la
biodiversità, ovvero la varietà di specie e Rete Natura 2000 è di competenza della
habitat, deve essere preservata. Questa Regione, che può delegarla ad altri enti
è la Rete Natura 2000 del Piemonte (soprattutto gestori di Aree protette),
(costituita da SIC, future ZSC e ZPS) ed avviene attraverso apposite misure di
che si presenta come un insieme di aree conservazione, valide per tutta la Rete
di varie dimensioni che comprendono o sito-specifiche, e Piani di gestione,
buona parte delle zone di maggior pregio redatti per i singoli siti, che stabiliscono
naturalistico della regione. Ogni sito è gli obiettivi per il mantenimento delle
identificato da un codice e da un nome, specie e degli habitat per i quali i siti
e per ognuno sono state individuate le sono stati individuati. Inoltre, l’art. 6 della
specie e gli ambienti meritevoli di un Direttiva Habitat prevede la Valutazione
certo grado di tutela. d’Incidenza (VI): un procedimento
Pennacchi di Erioforo in torbiera
(foto C. Spadetti)

Primo piano di due esemplari di ghiro tecnico-amministrativo attraverso il è stata recepita dall’art. 5 del D.P.R.
(foto M. Campora/CeDrap) quale viene valutata la compatibilità 357/1997 e in Piemonte è disciplinata
di un’opera, un’attività, un progetto dall’art. 43 della L.r. 19/2009.
o un piano, che si intende realizzare L’oggetto della valutazione è il possibile
all’interno o in prossimità di un sito degrado che un’attività antropica può
Natura 2000. E’ una sorta di mediazione, arrecare alle specie e agli habitat di un
di carattere preventivo, tra gli obiettivi di SIC/ZPS o alla funzionalità ecologica
sviluppo economico-sociale e quelli di dell’intera Rete. Nel corso del
conservazione della biodiversità. A livello procedimento, la potenziale incidenza
nazionale la Valutazione d’Incidenza viene “misurata” in termini di distruzione/

28 29
Scoiattolo rosso posato su un ramo
(foto L. Ghiraldi/CeDrap) Intervento di ingegneria naturalistica
(foto Archivio Regione Piemonte)

sottrazione di habitat, di impatto diretto sensibili, il possibile insediamento di aria, paesaggio, ecc.), l’ambito di
sulle popolazioni animali e vegetali specie alloctone nelle aree disturbate e applicazione della VI (contestuale alla
(decremento numerico e spostamento) l’interferenza dalle opere provvisionali VIA per i progetti ad essa sottoposti che
e, talora, di frammentazione ecologica. (piste di cantiere, aree di deponia, ecc.) interessano siti della Rete Natura 2000),
Per esempio, nel caso di un impianto con habitat tutelati. riguarda esclusivamente i potenziali
idroelettrico che interferisce con specie L’iter si conclude con un giudizio positivo effetti sulle specie e gli ambienti presenti
o ambienti tutelati dalle Direttive o negativo, eventualmente accompagnato in un determinato sito. Per questo sono
“Habitat” ed “Uccelli” occorre valutare i da prescrizioni progettuali, misure di assoggettati a VI anche molte tipologie
possibili effetti dell’opera sulla comunità mitigazione e interventi di compensazione di intervento “minori” non oggetto
ittica e sulla vegetazione ripariale presenti finalizzati a salvaguardare l’integrità del di VIA, quali, ad esempio, interventi
nel tratto sotteso l’opera. Oppure per la SIC/ZPS. Si può pertanto affermare, selvicolturali, difese spondali o attività
realizzazione di una nuova infrastruttura come riportato sul sito del ministero turistico-sportive come l’eliski e le gare
lineare si analizza la possibile incidenza dell’Ambiente, che “la valutazione di motonautiche. Anche gli strumenti di
sugli ambienti attraversati dal tracciato, incidenza, se correttamente realizzata pianificazione sono assoggettati a VI se
su eventuali stazioni di specie floristiche e interpretata, costituisce lo strumento interessano solo parzialmente la Rete
di pregio e su aree importanti per il ciclo per garantire, il raggiungimento di un Natura 2000. Alcuni esempi sono i Piani
biologico di specie faunistiche. Un altro rapporto equilibrato tra la conservazione Regolatori e i Piani Esecutivi Comunali, i
aspetto importante che viene sempre soddisfacente degli habitat e delle specie Piani di Assestamento Forestale, i Piani
valutato riguarda la fase di cantiere e l’uso sostenibile del territorio da parte Faunistico-Venatori e i Piani di governo
necessaria per la realizzazione degli dell’uomo”. del territorio (Piano Paesaggistico e
interventi proposti, che, talora, è quella Mentre la Valutazione d’Impatto Piano Territoriale). La VI degli strumenti
che porta le maggiori minacce per la Ambientale (VIA) riguarda tutte le di pianificazione viene condotta
Sempervivum sp. conservazione di specie ed habitat, ad componenti potenzialmente interessate all’interno del più ampio procedimento
(foto C. Spadetti) esempio per il disturbo arrecato alla da un progetto (uomo, fauna, flora, di Valutazione Ambientale Strategica
fauna in periodi dell’anno biologicamente suolo, acque superficiali e sotterranee, (VAS).

30 31
5 miliardi di uccelli viene considerata bene indisponibile
dello Stato (articolo 1, legge 968/1997)
e vengono particolarmente protette
protezione degli uccelli è un problema
ambientale tipicamente transnazionale,
che implica responsabilità comuni”.

in viaggio fra Africa


“aquile, vulturidi, gufi reali, cicogne, gru, Concetti “rivoluzionari” che l’Italia farà
fenicotteri” che fino al giorno prima propri prima con l’emanazione della
erano abbattuti legalmente. La loro legge 157/1992 sulla fauna selvatica e

ed Europa
tutela viene promossa “nell’interesse poi con il D.P.R. 357 del 1997 che però
della comunità nazionale”. Nel 1979 la attuerà nei punti fondamentali - come
Comunità Economica Europea emana la pianificazione del territorio - solo in
la Direttiva 79/409/CEE, o direttiva questi ultimi anni, sotto la minaccia di
Solo la protezione dell’ambiente naturale garantisce la “Uccelli” in cui si afferma per la prima sanzioni economiche pesanti.
conservazione dell’avifauna volta che la conservazione degli uccelli è Oggi abbiamo la Rete Natura 2000 e
legata alla “conservazione dell’ambiente il Piemonte ha emanato le Misure di
Luca Giraudo naturale, poiché la loro diminuzione Conservazione, ma molto resta ancora
minaccia gli equilibri biologici”. La da fare. Se è stato difficile regolamentare

È
Direttiva considera che “gran parte delle il prelievo diretto delle varie specie, lo
specie di uccelli viventi naturalmente allo è ancora di più organizzare il territorio
stato selvatico nel territorio europeo per ottemperare ai principi della
Un biancone in volo sulle montagne sopra Aisone in Valle Stura degli Stati membri appartengono alle Direttiva Uccelli, ovvero considerare
(foto M. Giordano) specie migratrici” e che “costituiscono i risvolti sull’entità della popolazione
un patrimonio comune e che l’efficace aviaria che possono avere “attività

È l’imbrunire, uno stormo di uccelli sta si stanno dirigendo verso i quartieri


volando sopra la valle e si dirige alto verso invernali, in Francia e Spagna, dove
le montagne, in direzione Ovest.Vocianti, vivranno i mesi più freddi. Lì, al mattino
in volo battuto, disposte in formazione a e alla sera, il loro vociare collettivo
“V”: sono gru che stanno sorvolando la produce uno dei suoni che resta uno dei
barriera alpina. Il loro viaggio è qualcosa più emozionanti della natura.
che ci affascina da sempre, che non In molte regioni del mondo la migrazione
comprendiamo fino in fondo, ma che è anche un momento di abbondanza
sappiamo avviene in periodi ben precisi per la nostra specie, perché il passaggio
dell’anno, la primavera e l’autunno. Da di migliaia, milioni di uccelli (si stimano
strumento per interpretare il futuro, in circa 5 miliardi volano dall’Europa
negli ultimi tre secoli la migrazione all’Africa) è - per le popolazioni che
degli uccelli è diventata un fenomeno vivono di sussistenza - una risorsa di
indagato nei più piccoli dettagli. Prima cibo ma anche un’opportunità per
con uno spago colorato, poi con anelli guadagnare denaro. Nondimeno la
metallici apposti alle zampe, oggi con la persecuzione dei migratori è ancora in
telemetria satellitare, il fenomeno della alcune culture un retaggio del passato,
migrazione ci è sempre più chiaro ma dei secoli in cui la fauna migratoria era alla
non ancora svelato del tutto. mercé di chiunque. Da questo retaggio
Le gru sono passate, l’osservazione la nostra “civile” Europa non si è ancora
è durata alcuni minuti ed è stata emancipata del tutto, anche se sono stati
Falco lodolaio, fiume Stura di Demonte
emozionante. Spostandosi dalle aree fatti importanti
(foto F. Panuello)passi avanti. Nel 1977 in Grifoni in estivazione, Alpi Marittime
riproduttive della immensa Russia, Italia, per la prima volta, la fauna selvatica (foto F. Panuello)

32 33
Un grifone in volo
(foto M. Giordano)

umane, in particolare la distruzione e Già 35 anni fa era chiaro che la sono in grado di adattarsi (o meno) ai ottobre, periodo di migrazione. Prima di
l’inquinamento degli habitat, la cattura conservazione degli uccelli era legata cambiamenti locali e di seguire il variare questa data ogni anno migliaia di uccelli,
e l’uccisione da parte dell’uomo, il al benessere delle comunità umane: delle stagioni e del clima: sovente, soprattutto rapaci, cicogne, ardeidi,
commercio che ne consegue…”. Non hanno infatti un ruolo fondamentale nel l’impatto negativo che subiscono certe venivano massacrati a fucilate sui cieli
solo, quindi, prelievo venatorio, ma controllo delle specie invasive (insetti popolazioni di uccelli è un segnale dell’isola. Ciò significa che la Direttiva
conservazione degli habitat anche per o roditori, ad esempio), in attività importante, indice di disequilibri ecologici Uccelli sta portando frutto anche nei
le specie migratrici che possono trovarsi economiche agricole o di allevamento, provocati dalle nostre attività produttive nuovi Paesi aderenti. E ci stimola a
senza risorse proprio durante il loro nel mantenimento di certe forme di e dalla gestione selvaggia del territorio. proseguire su questa strada perché un
difficile viaggio. Se non sopravvivranno, vegetazione. Gli uccelli sono anche Nel 2014 il governo di Malta, oggi Stato territorio che accoglie molte specie di
non potranno tornare a nidificare nelle indicatori ambientali perché accumulano membro della Comunità Europea, ha uccelli lungo tutto il corso dell’anno è un
aree estive. inquinanti, vivono in habitat complessi, chiuso la caccia dal 20 settembre al 10 territorio più sano anche per noi.

34 35
Libellule in Piemonte: un regione per la quale è stato pubblicato
un atlante regionale e uno provinciale.
La nostra regione è anche così tanto

caso di studio
varia che è un piacere studiarne le
forme animali e vegetali; per le libellule
passiamo dalle specie prettamente
alpine, come Aeshna juncea e Leucorrhinia
Indagini mirate alla ricerca della consistenza numerica, dubia, a quelle più mediterranee come
dei siti di riproduzione e delle preferenze ambientali di Selysiothemis nigra, Coenagrion scitulum e
C. coerulescens, recentemente giunte in
larve ed adulti Piemonte. Tra le nove specie di libellule
inserite negli Allegati II e IV della
Elisa Riservato Direttiva Habitat (che designa le specie
da proteggere a livello europeo), cinque
sono presenti sul nostro territorio, e
sono Coenagrion mercuriale, Oxygastra
curtisii, Gomphus flavipes, Ophiogomphus
cecilia e Sympecma paedisca. Proprio
quest’ultima specie si adatta ad essere
un caso di studio nazionale.
Sympetrum posato su uno stelo,
maschio (foto G. Gertosio/CeDrap).
Sympecma paedisca è presente in
Sulla pagina a fianco, dall’alto: libellule modo molto frammentato in tutta
su steli e foglie (foto M. Carrara/R. Europa, le popolazioni italiane, che

L
Garda/M.Campora-A. Calegari), un sono le uniche del sud Europa, sono
esemplare di Anax imperator che localizzate solo ed esclusivamente
depone le uova sotto la superficie
nelle baragge piemontesi, in provincia
dell’acqua foto M.Campora-A.
Calegari), primo piano di Crocothemis di Novara, Biella e Vercelli. Questa
erythraea su stelo di tifa (foto R. specie è stata recentemente inserita
Cottalasso). Tutte le foto sono nella categoria “In Pericolo Critico” di
dell’archivio CeDrap. estinzione (CR) nella Lista Rossa delle
libellule italiane ed è presente nelle
zone protette della Riserva Naturale
orientata delle Baragge, del Parco delle
Le libellule sono note come insetti conosceva poco di questi insetti, ma Lame del Sesia e in zone limitrofe.
belli ed utili, e sono ormai poche, per adesso, grazie al lavoro appassionato Anche se negli anni sono stati effettuati
fortuna, le persone che ancora credono di esperti odonatologi, professionisti e studi e censimenti all’interno dei Piani
che mordano o pungano. Sono anche non che fanno capo alla Società Italiana di gestione dei SIC, poco o nulla si
molto colorate ed è ormai abbastanza per lo Studio e la Conservazione delle conosce delle popolazioni che vivono
semplice, grazie alla pubblicazione di Libellule con sede presso il Museo in queste aree protette, dove sono
guide al riconoscimento, determinare le Civico di Storia Naturale di Carmagnola assolutamente necessari studi mirati alla
specie, a volte anche solo utilizzando un (TO), si è arrivati ad una conoscenza ricerca della consistenza numerica, dei
binocolo. La nostra Regione condivide quasi capillare della presenza delle siti di riproduzione e delle preferenze
con la Lombardia il primato a livello varie specie sul nostro territorio. In ambientali di larve ed adulti. La perdita
italiano del numero di specie ospitate: questo senso, il Piemonte è un esempio di queste popolazioni significherebbe
sono infatti ben 68 le specie di libellule nell’ambito del panorama nazionale, l’estinzione della specie per l’ Italia e il
presenti in Piemonte. In passato si testimoniato dal fatto che è l’unica Sud Europa.

36 37
Per saperne di più:

 Associazione Italiana per lo Studio e la Conservazione


delle Libellule: www.odonata.it

Qui e nella foto a fianco: Sympecma  Boano G., Sindaco R., Riservato E., Fasano S. & Barbero
paedisca che si scalda in una brughiera R., 2007. Atlante degli Odonati del Piemonte e della
durante una tiepida giornata invernale.
Valle d’Aosta. Mem. Ass. naturalistica piemontese,Vol.
(foto A. Battisti)
VI:160 pp.

 Riservato E., 2009. Atlante delle libellule della


Provincia di Novara. Provincia di Novara, Novara:
180 pp.

 Riservato E., Fabbri R., Festi A., Grieco C., Hardersen


H., Landi F., Utzeri C., Rondinini C., Battistoni A.,
Teofili C. (compilatori). 2014. Lista Rossa IUCN delle
libellule italiane. Comitato italiano IUCN e Ministero
per la Tutela dell’Ambiente del Territorio e del Mare,
Roma.

Oltre alle baragge, una parte del Piemonte Il Piemonte è quindi d’eccellenza per
Primo piano sul capo di una
è anche caratterizzata dalla presenza la partecipazione di appassionati, e le
sympecma paedisca. Durante
di zone umide artificiali temporanee conoscenze sulla distribuzione delle la stagione riproduttiva i
di enormi dimensioni: le risaie. In questi specie sono molto buone, ma molto maschi di queste libellule
ambienti la presenza massiccia di libellule bisogna ancora fare per studiare e mostrano un caratteristico
e di altri organismi a vita anfibia è ancora conservare questi meravigliosi insetti. colore blu metallizzato sulla
viva nei ricordi di molte persone. La sommità degli occhi.
(foto A. Battisti)
meccanizzazione agricola ha portato
purtroppo a trasformare ciò che una
volta era la perfetta riproduzione di
una zona umida in quello che ora è
conosciuto come “deserto agricolo”. La
drastica diminuzione di rane, farfalle e
libellule è purtroppo sotto gli occhi di
tutti ed, in particolare, molti ricordano
una specie in particolare, una libellula
rossa, Sympetrum depressiusculum, che era
presente in sciami e che “bastava alzare
un dito perché vi si posasse” Questa
specie è proprio la rappresentazione di
come i cambiamenti imposti dall’uomo
influiscano sulla natura, estremamente
Sympecma paedisca,
comune fino a qualche decennio fa è una libellula in grado di
ora una delle specie più rare da trovare sopravvivere ai rigori
nel nostro territorio, tanto che è stata dell’inverno. Nella foto
valutata come “In Pericolo di estinzione” si apprezzano molto
(EN) nella Lista Rossa delle libellule bene le ornamentazioni
del torace, carattere
italiane.
diagnostico per
l’identificazione corretta
38 di questa rara specie. 39
(foto A. Battisti)
Una banca per il
germoplasma
Il ruolo di Rete Natura 2000 nella conservazione della
flora piemontese
Valentina Carasso

L
Test di germinazione di Allium
narcissiflorum Vill. Giovani piante di Phyteuma cordatum Balb.
(foto:V. Carasso). (foto:V. Carasso)

La Banca del germoplasma vegetale del e raccoglie, in laboratorio, quante più Habitat costituiscono comunque la base
Piemonte, situata presso la sede del informazioni possibili circa le esigenze di normativa di riferimento per l’avvio di Lotti 2013 pronti per la conservazione
Parco naturale del Marguareis (Chiusa carattere ecologico e biologico dei semi molte delle nostre attività di ricerca. In nel congelatore della Banca
(foto: M. Adamo).
di Pesio, Cuneo), è una struttura che e delle altre unità di dispersione. particolare, la Rete Natura 2000, istituita
opera per la conservazione della flora La grande ricchezza in biodiversità dalla Direttiva Habitat, costituisce un
spontanea delle Alpi sud occidentali vegetale della nostra regione e, ulteriore strumento di lavoro strategico
e del Piemonte in genere. Essa è stata soprattutto, del comprensorio delle Alpi per guidare la Banca del germoplasma
istituita nel 2003 e da allora ha raccolto sud occidentali, ha comportato, da parte vegetale nella scelta delle specie da
e custodisce nelle sue collezioni più del Centro Biodiversità Vegetale (di cui campionare sul territorio, nelle decisioni
di 1400 lotti di semi, bulbilli e spore la Banca è parte) la stesura di liste di relative alle stazioni di raccolta da
(germoplasma) di circa 500 diverse specie, selezionando quelle di primaria privilegiare e nella pianificazione delle
entità botaniche di pregio della flora importanza tra le numerose presenti. La successive attività di rigenerazione in
piemontese. La sua attività prevalente scelta delle entità target è stata possibile laboratorio e vivaio.
consiste nello studiare le modalità di grazie a fondamentali strumenti di lavoro La Rete Natura 2000 indirizza, inoltre,
conservazione del germoplasma alle come la lista delle specie a protezione le decisioni della Banca in diversi ambiti.
basse temperature, ovvero delle cellule assoluta della Regione Piemonte (l.r. La semplice raccolta del germoplasma di
germinali che attraverso i meccanismi 32/1982), le Liste Rosse nazionali e una determinata entità non è sufficiente
dell’ereditarietà genetica preservano regionali dell’Unione Internazionale per se, di questa, non viene considerato
la biodiversità a livello genetico e della la Conservazione della Natura e gli anche il suo corteggio floristico e
specie. Consente inoltre di individuare i allegati II, IV e V della Direttiva Habitat. l’habitat in cui essa si sviluppa. In questo
protocolli di rigenerazione delle specie Nonostante le entità botaniche rare e senso la Banca opera anche per la
considerate prioritarie per la flora minacciate del nostro territorio siano conservazione e lo studio di specie più
piemontese. Essa ricerca le ragioni della molte di più rispetto a quelle indicate negli comuni ma fedeli compagne di quella
loro regressione nell’ambiente naturale elenchi sopracitati, le Liste della Direttiva rara o minacciata, soprattutto per quanto

40 41
Giovani sporofiti di Osmunda regalis L.
(foto:V. Carasso)
Acheni e capolini di Eryngium spinalba Vill. durante la pulizia del lotto (foto:V. Carasso)

riguarda alcune aree SIC della Rete molto diversi. Per esempio, grazie ad
Natura 2000 presenti nella Provincia di un Progetto attualmente in corso di
Cuneo. La conoscenza delle esigenze realizzazione, finanziato al Parco dal
ambientali e della biologia delle entità Marguareis e al suo Centro Biodiversità
associate si rivela di primaria importanza Vegetale dal Piano di Sviluppo Rurale
per la conservazione della specie target. 2007-2013 (Fondi Strutturali Europei)
La posa in campo di strumentazione numerose realtà della Rete Ecologica
tecnica come i data loggers (rilevatori Piemontese, ora collaborano nella
di condizioni ambientali), così come raccolta del germoplasma per la
l’utilizzo di substrati di germinazione conservazione delle loro specie rare e
naturali, consentono, infatti, di simulare minacciate presso la Banca. Una novità
in laboratorio ciò che accade in natura, che aiuta ad estendere le competenze
individuando le condizioni di pH, luce, di questa struttura verso entità che
temperatura e umidità ottimali alle occupano ambienti naturali diversi da
quali sottoporre i semi durante i test quelli alpini, introducendo così nuove
di germinazione. In questo modo la interessanti variabili di studio nelle prove
Banca sviluppa, una lettura più accurata di laboratorio. Le esperienze e le nuove
e monitorata di quanto osservato sul competenze acquisite nei nostri laboratori
terreno (in situ) e definisce, anno dopo in undici anni di lavoro, contribuiscono a
anno, protocolli di conservazione e di migliorare la conservazione della flora
rigenerazione sempre più efficaci. autoctona piemontese e a ribadire il
Infine in tal modo, ha l’opportunità di ruolo determinante e l’importanza delle
esplorare ambienti e ambiti territoriali Banca del germoplasma. Piccola collezione di semi di entità alpine diverse
(foto:V. Carasso)

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Un pastore accompagnato dal cane
riconduce il suo piccolo gregge allo stallo
(foto G. Gertosio/CeDrap)

Biodiversità
e comunità locali Veduta delle campagne in località Capannette o Capanne Superiori di Marcarolo
(foto T. Farina/CeDrap)

A
L’esempio di un approccio decisionale partecipato minimizzare contrapposizioni e conflitti: un iter dal basso verso l’alto (bottom-
nel SIC/ZPS “Capanne di Marcarolo” per ottenere questo risultato è up) in modo da evitare imposizioni che
necessario seguire procedure di dialogo non consentono la condivisione e non
Andrea De Giovanni, Gabriele Panizza e partecipazione con le comunità locali tengono conto delle preziose esperienze
che coinvolgano le persone nei processi di coloro che nei siti Natura 2000
decisionali. vivono o svolgono attività lavorative.
Per questo motivo l’Ente Parco ha Questo approccio si traduce nella messa
presentato, nell’ambito della Misura 3.2.3. in pratica di tavoli che vedono anche il
del Piano di Sviluppo Rurale 2007-2013, coinvolgimento di quanti, sul territorio,
un progetto articolato che prevede, si sentono coinvolti dai temi trattati. Nel
A partire dal 2000 il Parco Naturale IT1180026 “Capanne di Marcarolo”, oltre a interventi pratici di ripristino caso della procedura EASW (European
delle Capanne di Marcarolo ha avviato che comprende 3 Piani di Azione, i ambientale, l’attuazione di Procedure Awareness Scenario Workshop) attivata
un programma a lungo termine primi redatti e approvati in Piemonte, decisionali partecipate secondo i modelli dal Parco Capanne di Marcarolo per
denominato “Progetto di studio e riguardanti avifauna, chirotteri e predisposti dall’Unione Europea (GOPP, la redazione di un Piano d’Azione per
gestione della biodiversità in ambiente lepidotteri. Nel frattempo l’Ente Parco EASW) con i portatori di interesse la conservazione delle praterie e prati
appenninico”, che ha consentito nel è stato delegato formalmente dalla locali, in particolare per la gestione della pascolo, i temi centrali di discussione
tempo di ottenere dati fondamentali sulle Regione Piemonte a gestire il SIC/ZPS fauna e degli habitat acquatici (Misure di riguardano la gestione degli ambienti
specie e gli habitat dell’Area protetta. In “Capanne di Marcarolo”. conservazione sito specifiche) e delle aperti per la tutela della biodiversità e la
particolare la presenza/assenza di specie In linea con l’approccio europeo, la praterie e prato pascoli (Piano d’Azione valorizzazione e recupero delle pratiche
protette, lo stato di conservazione e la gestione concreta della biodiversità e Piano agronomico) per il Sito Natura agropastorali tradizionali.
vocazionalità ambientale. Questa mole richiede decisioni e successive azioni 2000. Nei ‘tavoli’ vengono affrontati i problemi
di dati ha portato nel dicembre 2009 da attuare sul territorio che siano La motivazione di fondo che supporta più stringenti dai diversi punti di vista
alla redazione del Piano di gestione caratterizzate da una compenetrazione queste procedure, prevede che le (operatori economici, ambientalisti,
del Sito di importanza comunitaria di interessi e che consentano di decisioni, per risultare efficaci, seguano tecnici ed esper ti) e proposti possibili

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Tra due filari di una vigna: agricoltori intenti a lavorare sulle viti, all’inizio della primavera
(foto R. Borra/CeDrap)

scenari futuri, in qualità di obiettivi da viene prodotto un documento di dei tecnici e dei funzionari degli Enti incentivi l’agricoltura e l’allevamento
raggiungere. La base di discussione è “raccomandazioni”, linee tecnico locali competenti per territorio, utili attraverso la semplificazione delle
costituita da gruppi tematici, i quali decisionali che l’Ente Parco dovrà nel confronto con le popolazioni nel pratiche di ottenimento dei terreni,
propongono via via i problemi e le considerare nella pianificazione. contestualizzare le proposte rispetto prevedendo la possibilità di recupero
possibili soluzioni, la cui trasposizione L’aspetto più importante di questa alle normative vigenti e alle possibilità dei pascoli tradizionali con interventi
in un documento guida è supportata procedura consiste nell’approccio di ottenere finanziamenti nelle materie funzionali alla conservazione delle
da “facilitatori”, in questo caso pratico e nel risultato, ovvero la oggetto di dibattito. specie e degli habitat, rappresenta
personale esper to dell’Università del costruzione di un assetto gestionale La biodiversità dell’Area protetta una via veramente efficace per la
Piemonte Orientale. concreto del territorio condiviso con è strettamente legata alle tutela dell’ambiente montano e
Par ticolare attenzione è posta ai i portatori di interesse. lavorazioni agropastorali tradizionali. dell’economia in aree “marginali”, a
temi sviluppati dai residenti e dagli Non va dimenticato, vista l’importanza L’approvazione di uno strumento garanzia della sostenibilità, del turismo
operatori economici dell’Area riscontrata nello svolgersi della normativo condiviso (Piano d’Azione responsabile e del presidio del
protetta. Alla conclusione dei lavori, procedura, il coinvolgimento nei lavori e Piano agronomico), che faciliti e territorio.

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Aghi di pino cembro “oltraggi” al regno minerale, come gli uno dei boschi più belli d’Italia. Per
(foto E. Buioni) esemplari segnalati sulla parete nord preservarne il valore paesaggistico e
di Cima delle Lobbie a 2950 metri di naturalistico, e incrementarne il grado
altezza. Da Guinness insomma. Record di biodiversità, sarebbe tuttavia tempo
a parte, nel cuore delle Alpi occitane il di intervenire guidandone in parte
cirmolo ha riconquistato a spese di altre l’evoluzione, anche mediante l’estensione
specie, come il larice, gli spazi del tempo controllata del pascolo. Ormai da tempo
di Roma imperiale, quando estesi boschi il bosco non è soggetto a interventi

Alevé, il gran bosco di puri ricoprivano le valli ai piedi del Viso.


Atti finalizzati alla tutela si ritrovano già
nel lontano 1387, quando il Comune di
selvicolturali significativi, mirati ad
esempio a evitare la scomparsa delle
radure, come quella pregevole di Pian

pino cembro

O
Casteldelfino proibiva nei propri Statuti del Chiot, sopra il Lago Secco. In ogni
di “coupper, extraire, arracher ou romper” caso, nessun progetto di sfruttamento: la
il legname dell’Alevé. Grazie anche funzione naturalistica del bosco è fuori
all’assenza di attività antropica il bosco discussione. Come tutti i boschi secolari,
Toni Farina presenta oggi notevoli condizioni di l’Alevè non si “limita” alla funzione
naturalità. Oltre a essere un SIC ed una paesaggistica e ambientale, ma estende
ZPS, l’Alevé è iscritto nel Libro nazionale la sua influenza all’umana immaginazione.
dei Boschi da Seme. Il Gran Bosco protegge. Ma è, a sua volta,
Ufficialità a parte, l’Alevé è senza dubbio protetto come si deve?

Ogni stagione è buona per andare in cavallo dell’era terziaria e quaternaria,


Alevé: i pini cembri non cambiano mai con l’arretramento dei ghiacci il pino
colore. Ogni stagione è buona, ma per cembro (o cirmolo; Pinus cembra L.) si
svelarne il mistero l’ideale è andarci ritirò sulle zone più elevate e interne
d’inverno, sotto una nevicata leggera, della catena alpina, caratterizzate da
senza vento, soltanto una lieve brezza, clima continentale. La maggior presenza
che a tratti ruba un po’ di neve agli aghi si riscontra oggi nelle Alpi Orientali, nel
di cembro per lasciarla subito al suolo. Trentino Alto Adige in particolare. Il
Alevé: la più estesa foresta di pino Piemonte ospita oltre l’otto per cento
cembro della cerchia alpina. Se ne della copertura totale, in gran parte
possono cogliere le dimensioni dal Colle concentrata proprio nella media Val
della Bicocca, a cavallo fra le valli Maira Varaita, dove il microclima secco e
e Varaita nelle Alpi cuneesi: 900 ettari di le caratteristiche del terreno hanno
cembreta quasi pura stesi sul versante operato col tempo un’impietosa
a solatio della Valle Varaita, dalle pendici selezione delle specie arboree,
di Croce Campagna e Pian del Serre consentendo la vita a quelle più adatte
fino oltre il Vallone delle Forciolline, sul e resistenti.
versante sinistro orografico del Vallone Come il cembro, appunto, al quale
di Vallanta. spiccate attitudini pioniere permettono
Un mistero che in realtà trova di insediarsi su suoli difficili, anche a
spiegazione in molteplici fattori, dalle quote rilevanti. Nell’Alevè si osservano
caratteristiche della specie alla sua esemplari isolati fino oltre 2800 metri Il Bosco dell’Alevè
evoluzione. Giunto sulle Alpi dall’Asia a di quota: veri miracoli di adattamento, (foto T. Farina/CeDrap)

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Cartello con scritta in occitano
(foto T. Farina/CeDrap)

Camminata nel Bosco dell’Alevè


(foto T. Farina/CeDrap)

“C’era una volta un cacciatore il quale era era quel camoscio straordinario al quale
venuto a conoscenza dell’esistenza di un era cresciuto un piccolo “elvo” tra le
camoscio favoloso che viveva nell’Alevé. Un corna…” Visitare l’Alevé
giorno decise di recarsi nel bosco alla ricerca Della storia circolano in Valle Varaita
dell’animale. Si inoltrò fra i cembri e a un anche altre versioni, ma la morale Il Centro visita
certo punto gli parve di vedere qualcosa non cambia: l’Alevé è vivo e tale deve A Casteldelfino, in Valle Varaita. Realizzato su iniziativa del Parco del Po
che si muoveva verso di lui. Guardò bene rimanere. cuneese in collaborazione con il Comune di Casteldelfino, è attrezzato con
e scorse un camoscio gigantesco, che Miglior garanzia per il suo futuro è il
invece di fuggire si avvicinava minaccioso. un grande diorama in scala naturale del bosco.
rispetto da parte dei giovani ed è questa
Il cacciatore terrorizzato tentò di sparare, Info: Parco del Po cuneese, tel. 0175 46505; e-mail: didattica@parcodelpocn.it
la ragione per cui la storiella è raccontata
ma il suo fucile era scarico! Allora raccolse
dagli accompagnatori naturalistici alle La camminata
una pigna, inserì i pinoli nella canna
e premette il grilletto. Seguirono un scolaresche. Due anelli con partenza dalla Borgata Castello di Pontechianale, o dalla
gran botto e una grande confusione, il Il rispetto però presuppone affetto
Borgata Villaretto di Casteldefino. Nel cuore del bosco, fra tronchi, fronde,
camoscio si dileguò senza lasciare traccia e conoscenza, e per conoscere e
apprezzare l’Alevè, per svelarne il radure e voli di nocciolaie: l’ideale per un primo approccio al bosco.
e il cacciatore rimase tramortito. L’anno
successivo il cacciatore ritornò nel bosco mistero… andarci d’inverno, sotto una Descrizione e mappa: www.regione.piemonte.it/parchi/cms/itinerari.html
e intravide tra i pini una sagoma familiare: nevicata leggera…

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Veduta sul Bosco dell’Alevè
(foto T. Farina/CeDrap)

Un bosco sorvegliato

I
speciale
Marco Rastelli

Il Bosco dell’Alevè é compreso nel SIC/ZPS “Gruppo del Monviso - Bosco dell’Alevè”,
che integra le misure di conservazione valide per tutti i siti della rete Natura 2000 con
altre disposizioni specifiche. Ecco alcune indicazioni previste per questo sito:

- Captazioni idriche regolamentate


L’alterazione del regime idrico dei corsi d’acqua minori può causare l’estinzione
locale di alcune specie. Le derivazioni idriche esistenti nel bosco devono essere
valutate con attenzione e, in generale, non possono essere implementate. È
inoltre, vietato prosciugare le pozze dove vive il Branchipus blanchardi, un raro
crostaceo endemico delle Alpi occidentali.

- Nuove regole per i tagli forestali


L’ambiente forestale più prezioso del sito è il bosco di pino cembro, uno dei
più estesi delle Alpi: tagliare si può ma rispettando i limiti che ne consentano la
conservazione, per esempio con tagli a scelta colturali per gruppi non superiori a
1000 m2. Come in tutti i SIC, devono essere rilasciati anche i grandi alberi morti
che ospitano numerose specie animali.

- Limitazioni per gli elicotteri


Il rumore degli elicotteri è una fonte di disturbo importante per molte specie
animali e, nel caso degli uccelli, può determinare l’abbandono del sito di
nidificazione: per questo il sorvolo per fini turistici è vietato ed è limitato alle
necessità di soccorso e di approvvigionamento dei rifugi.

- Regolamentazione dell’attività venatoria


Il prelievo di specie quali lepre variabile e pernice bianca è subordinato alla verifica
dello stato favorevole di conservazione delle popolazioni e all’espletamento della
procedura di valutazione d’incidenza.

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SPECIALE
dicembre 2014

DIRETTORE RESPONSABILE
Luciano Conterno
Vicedirettore
Aldo Molino
Caporedattore
Emanuela Celona
Redazione
Toni Farina
Enrico Massone
Loredana Matonti
Mauro Pianta
Segreteria di redazione
Gigliola Di Tonno
Promozione e iniziative speciali
Simonetta Avigdor

Hanno collaborato a questo speciale


C. Bonacito, V. Carasso,
A. De Giovanni, M. Ferrorato,
F. Giachino, L. Giraudo, E. Malenotti,
V.M. Molinari, R. Sindaco,
C. Spadetti, G. Panizza, M. Rastelli,
E. Riservato

Coordinamento editoriale
E. Massone, M. Pianta

Coordinamento tecnico-scientifico
M. Cerra, S. Pia

Elaborazione Cartografica
Enrica Ros

Grafica Maria Silicato


Stampa

Biblioteca Aree Protette


Mauro Beltramone, Paola Sartori
http://www.regione.piemonte.it/
parchi/cms/biblioteca.html

La foto in copertina è una pernice


bianca in inverno (Realy Easy Star)
Le immagini di questa pagina:
Regina delle Alpi o Calcatreppola
alpina (foto L. Pellegrino) e garzetta
in contro luce (foto L Ghiraldi/
CeDrap)

Riproduzione anche parziale di


testi, immagini e disegni è vietata
salvo autorizzazione dell’editore.

Registrazione tribunale di Torino n.


3624 del 10.2.1986
ISSN 1124-044x
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