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Set Domande

TOPOGRAFIA
INGEGNERIA CIVILE E AMBIENTALE (D.M. 270/04)
Docente: Borghi Alessandra
Set Domande: TOPOGRAFIA
INGEGNERIA CIVILE E AMBIENTALE (D.M. 270/04)
Docente: Borghi Alessandra

Indice
Indice Lezioni .......................................................................................................................... p. 2
Lezione 001 ............................................................................................................................. p. 3
Lezione 002 ............................................................................................................................. p. 4
Lezione 004 ............................................................................................................................. p. 6
Lezione 005 ............................................................................................................................. p. 7
Lezione 006 ............................................................................................................................. p. 8
Lezione 007 ............................................................................................................................. p. 9
Lezione 008 ............................................................................................................................. p. 10
Lezione 010 ............................................................................................................................. p. 11
Lezione 011 ............................................................................................................................. p. 12
Lezione 012 ............................................................................................................................. p. 15
Lezione 013 ............................................................................................................................. p. 16
Lezione 014 ............................................................................................................................. p. 17
Lezione 015 ............................................................................................................................. p. 18
Lezione 016 ............................................................................................................................. p. 19
Lezione 017 ............................................................................................................................. p. 20
Lezione 018 ............................................................................................................................. p. 21
Lezione 019 ............................................................................................................................. p. 23
Lezione 020 ............................................................................................................................. p. 24
Lezione 021 ............................................................................................................................. p. 26
Lezione 022 ............................................................................................................................. p. 27
Lezione 023 ............................................................................................................................. p. 28
Lezione 024 ............................................................................................................................. p. 29
Lezione 025 ............................................................................................................................. p. 30
Lezione 027 ............................................................................................................................. p. 31
Lezione 028 ............................................................................................................................. p. 33
Lezione 029 ............................................................................................................................. p. 34
Lezione 030 ............................................................................................................................. p. 36
Lezione 031 ............................................................................................................................. p. 37
Lezione 034 ............................................................................................................................. p. 38
Lezione 035 ............................................................................................................................. p. 39
Lezione 036 ............................................................................................................................. p. 40
Lezione 038 ............................................................................................................................. p. 41
Lezione 039 ............................................................................................................................. p. 42
Lezione 042 ............................................................................................................................. p. 44

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Lezione 001
01.    Che cosa è il geoide?

 Un ellissoide.

 La quota misurata da un mareografo.

 La superficie dei mari a meno di correnti, moto ondoso e che si prolunga sulle terre emerse

 La superficie equipotenziale del campo della gravità che meglio approssima la superficie media dei mari a meno di correnti, moto ondoso e che si prolunga sulle terre
emerse.

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Lezione 002
01.   Le sezioni normali principali sono 

 sono superfici

 le sezioni normali che hanno il minimo ed il massimo raggio di curvatura

 sono i raggi di curvatura

 le sezioni normali parallele fra di loro

02.   La forza della gravità terrestre è

 equivalente alla forza gravitazionale

 è 9.8 m·s-2

 è la somma della forza gravitazionale e della forza centrifuga

 è la somma della forza gravitazionale e della forza centripeta

03.   Il teorema di Clairaut afferma che le geodetiche su una superficie di rotazione sono caratterizzate da una equazione che stabilisce che per ogni punto della
geodetica di azimut α

 r(φ)sinα = cost

 r(φ)sinα = 1

 r(α)sinφ= cost

 ⋅r(φ)=radq(R·ρ) (radq=radice quadrata)

04.   Presi due punti non troppo distanti sulla superficie di un ellissoide, la geodetica che li congiunge 

 è unica 

 è una di quelle con lunghezza minima tra i due punti

 è una del fascio di geodetiche passanti per i due punti

 è contenuta in un piano

05.   Se si effettua una trasformazione di sistema di riferimento 

 non è necessario effettuare una trasformazione di sistema di coordinate

 bisogna ripetere le misure

 è sufficiente effettuare una trasformazione di sistema di coordinate 

 necessariamente si effettua una trasformazione di sistema di coordinate 

06.   Per passare da un sistema di riferimento S1 ad uno S2

 è necessario far coincidere le origini dei due sistemi di riferimento

 è necessario cambiare il sistema di coordinate

 è necessaria effettuare una rototraslazione nello spazio con fattore di scala

 è necessaria effettuare una rototraslazione nello spazio

07.   Dato un punto sulla superficie terrestre, in prima approssimazione qual è la relazione fra la quota ortometrica, la quota ellissoidica e l’ondulazione del geoide?

 h = H - N

 N = H - h

 h = H + N

 non esiste

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08.   La geodetica di una superficie è la linea sulla superficie che, in ogni suo punto, 

 ha la normale coincidente con la normale al geoide.

 ha la normale più corta.

 ha la normale coincidente con la normale alla superficie stessa.

 punta verso il Nord geografico

09.   Il campo di gravità terrestre è

 un potenziale

 il campo descritto dalla legge di gravitazione universale di Newton

 una accelerazione

 la somma del campo gravitazionale e del campo della forza centrifuga

10.   Sapendo che la quota ellissoidica di un punto sulla superficie terrestre è 395.34 m e che la quota ortometrica è pari a 349.73 m, l’ondulazione del geoide è:

 745.07 m

 non si può determinare

 45.61 m

 -745.07 m

11.   Come è definita la quota ortometrica?

12.   Che cosa è il geoide?

13.   Quali sono le proprietà di un sistema di riferimento?

14.   Quali sono le proprietà di una superficie di riferimento?

15.   Che relazione intercorre fra la quota ellissoidica, quella ortometrica e l’ondulazione del geoide?

16.   Come è definito l’ellissoide di rotazione?

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Lezione 004
01.   Si può parlare di campo topografico se l'area in cui viene effettuato il rilievo è

 compresa in una zona di 10 km di raggio

 compresa in una zona di 100 km di raggio

 ampia

 compresa in una zona di 30 km di raggio

02.   Si può parlare di campo geodetico se l'area in cui viene effettuato il rilievo è

 poco ampia

 compresa in una zona di 100 km di raggio

 compresa in una zona di 10 km di raggio

 compresa in una zona di 30 km di raggio

03.   Che cosa è il campo geodetico?

04.   Che cosa è il campo topografico?

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Lezione 005
01.   Le quote fornite dalla rete geodetica nazionale 

 sono altezze ortometriche

 sono altezze ellissoidiche

 sono riferite a Roma40

 sono note a meno dell'ondulazione del geoide

02.   Come è materializzato il datum altimetrico italiano?

 Da stadie

 Da contrassegni verticali e orizzontali

 Dalla punta dei campanili dei comuni italiani

 Da chiodi topografici

03.   Come è definito il datum altimetrico italiano?

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Lezione 006
01.   Quale delle seguenti relazioni è corretta?

 ΔHAB=ΔHBA 

 ΔHAB≠-ΔHBA 

 HAB=HBA 

 ΔHAB=-ΔHBA 

02.   I teoremi della Geodesia operativa affermano che

 qualunque misura di azimut, angolo o distanza, eseguita con i mezzi a disposizione dei topografi, può ritenersi eseguita con riferimento ad archi di geodetiche sulla
superficie di riferimento

 nessuna delle altre risposte

 qualunque misura di azimut, angolo o distanza, eseguita con i mezzi a disposizione dei topografi, può ritenersi eseguita con riferimento ad alla superficie della sfera che
approssima l'ellissoide

 qualunque misura di azimut, angolo o distanza, eseguita con i mezzi a disposizione dei topografi, può ritenersi eseguita con riferimento ad alla superficie del geoide

03.   Considerati due punti A e B sulla superficie fisica della terra, si definisce distanza fra A e B 

 la misura effettuata con un distanziometro

 la lunghezza dell'arco di geodetica che congiunge le proiezioni dei due punti A0 e B0 sull'ellissoide di riferimento. 

 la lunghezza della distanza inclinata fra i punti A e B

 la misura effettuata con un distanziometro e corretta per la rifrazione atmosferica

04.   Cosa è un grado sessadecimale?

05.   Come si leggono i cerchi di un teodolite con un microscopio a scala?

06.   Come si leggono i cerchi di un teodolite con un microscopio a stima?

07.   Cosa vuol dire collimare un oggetto?

08.   Come si leggono i cerchi di un teodolite con un microscopio a coincidenza?

09.   Cosa è un grado centesimale?

10.   Quando una livella torica è in “bolla”?

11.   Qual è la condizione di rettifica di un teodolite?

12.   Scrivere la definizione di dislivello.

13.   Scrivere la definizione di angolo azimutale.

14.   Scrivere al definizione di distanza geodetica fra due punti.

15.   Qual è lo schema del rilievo tradizionale 3D?

16.   Cosa è un grado sessagesimale?

17.   Scrivere la definizione di angolo zenitale.

18.   Scrivere la formulazione del teorema della geodesia operativa.

19.    Come si può schematizzare un teodolite?

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Lezione 007
01.   L'errore sistematico dovuto agli effetti degli errori residui di rettifica, si dividono in  

 errore di centramente c e errore di verticalità υ

 errore di lettura l e di centramento c

 errore verticalità υ e errore di lettura l

 errore di verticalità υ, di inclinazione i e di collimazione c.

02.   Nella lettura del cerchio orizzontale del teodolite, la regola di Bessel serve a 

 a correggere l’errore di verticalità

 a correggere movimenti accidentali del treppiede

 correggere le letture per gli errori di inclinazione, collimazione ed eccentricità del cerchio

 a correggere le letture per gli effetti di rifrazione atmosferica

03.   Nella misura con il teodolite l'errore di verticalità introduce errori più grandi nella stima degli angoli se

 lavoro con un cannocchiale poco inclinato

 lavoro con un cannocchiale molto inclinato

 lavoro con cannocchiali di alta qualità

 lavoro con cannocchiali di bassa qualità

04.   In un teodolite la lettura per la determinazione dell'angolo azimutale viene effettuata

 sul cerchio orizzontale

 su entrambi i cerchi

 approssimativamente

 sul cerchio verticale

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Lezione 008
01.   La determinazione degli angoli zenitali con un teodolite è

 risente della rifrazione atmosferica

 precisa come quella dell'angolo azimutale

 contemporanea alla determinazione dell'angolo azimutale

 è affetta da un errore sistematico dovuto all'atmosfera

02.   Nella misura degli angoli zenitali, l'errore residuo di verticalità υ provoca 

 una lettura completamente errata

 un errore dell'ordine di grandezza di υ al quadrato

 un errore dello stesso ordine di grandezza di υ 

 un errore trascurabile

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Lezione 010
01.   Data la distanza inclinata di fra il punto B e il prisma C e l'angolo zenitale Z, in approssimazione topografica la distanza geodetica d0 è

 d0=di⋅cosZ

 d0=R⋅δ

 d0=di⋅sinZ

 d0=di

02.   L'errore nella misura della distanza fra due punti con un EDM a fase è dato da 

 da errori che dipendono dalla distanza e da errori che non dipendono dalla distanza

 soli errori che dipendono dalla distanza

 dall'errore residuo di verticalità

 soli errori che non dipendono dalla distanza

03.   In un EDM a fase la misura della distanza viene effettuata

 in maniera analoga ad un EDM a impulsi ma utilizzando prismi retroriflettenti

 misurando il tempo di volo della radiazione emessa 

 utilizzando come campione di misura la lunghezza d'onda della radiazione emessa 

 utilizzando come campione di misura la velocità di propagazione della radiazione emessa

04.   La misura della distanza effettuta con un EDM è

 una misura altamente imprecisa

 una misura diretta

 una misura sull'ellissoide

 una misura indiretta

05.   Come si misura la distanza con un EDM a misura dii fase?

06.   Come si riduce la distanza inclinata misurata sulla superficie di riferimento?

07.   Qual è l’errore nella misura di distanza?

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Lezione 011
01.   Se il dislivello fra due punti è ottenuto con n battute di livellazione di ugual precisione, e ritenendo la precisione σL di ogni lettura pressoché costante, la
precisione del dislivello è

02.   L'errore di lettura di una stadia con un livello

 è costante 

 è linearmente proporzionale alla distanza del livello dalla stadia

 è inversamente proporzionale alle distanza del livello dalla stadia

 si annulla quando effettuo una battuta di livellazione dal mezzo

03.   Data una battuta di livellazione fra il caposaldo A e il caposaldo B, quale delle seguenti relazioni è vera? 

 HB + HA = lB + lA

 HB - HA = lA - lB

 HB - HA = lB - lA

 HB + HA = lB + lA

04.   Se σL è la precisione nella lettura con il livello, la precisione della battuta di livellazione per determinare il dislivello Δ è:

 σΔ=σL2

 σΔ=σL

 σΔ=2σL

05.   La livellazione trigonometrica è 

 un metodo per determinare il dislivello fra due punti attraverso il livello

 un metodo per determinare la differenza di quota fra i punti A e B attraverso l'uso di un livello e un distanziometro

 un metodo per determinare senza utilizzare un livello la differenza di quota fra due punti A e B

 un tipo di livellazione usato per applicazioni di precisioni    

06.   Una battuta di livellazione geometrica dal mezzo permette 

 di vedere le stadie

 di eliminare l’eventuale errore residuo di rettifica

 di fare letture simili sulle stadie

 di eliminare l’errore dovuto alle variazioni termiche sul livello e sulle stadie

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07.   Una battuta di livellazione geometrica dal mezzo permette di

 di vedere meglio le stadi.

 nessuna delle altre risposte.

 di eliminare l'errore di graduazione della stadia.

 eliminare in gran parte il piccolo effetto della rifrazione atmosferica.

08.   Nella livellazione reciproca

 si elimina l'errore di graduazione della stadia

 si elimina l'errore dovuto alla rifrazione atmosferica

 si elimina l’influenza ε dell’errore di rettifica.

 si elimina l'errore di verticalità della stadia

09.   Con la livellazione trigonometrica, la precisione nella misura di un dislivello (σΔ) fra punti che distano più di 10 km è

 è circa uguale alla distanza  (σΔ in cm e d in km)

 è indipendente dalla distanza

 è circa uguale alla distanza al quadrato (σΔ in cm e d in km)

 proporzionale alla distanza (σΔ in cm e d in km)

10.   Con la livellazione trigonometrica, la precisione σΔ nella misura del dislivello fra due caposaldi che distano (d) al più 10 km è

 è indipendente dalla distanza

 è di circa 10-20 cm

 è inversamente proporzionale alla distanza (σΔ in cm e d in km)

 è proporzionale alla distanza al quadrato (σΔ in cm e d in km)

11.   Una livellazione trigonometrica con misura delle distanze zenitali reciproche e simultanee permette di 

 eliminare l'errore di rettifica    

 di eliminare ogni errore di verticalità

 eliminare l'errore di rifrazione atmosferica

 eliminare l'errore di graduazione della stadia

12.   Nelle battute di livellazione, l'errore di verticalità della stadia è

 eliminabile con una battuta di livellazione dal mezzo    

 rilevante

 trascurabile

 eliminabile con la sola livellazione reciproca

13.   Qual è la precisione di una battuta di livellazione?

14.   Che cosa è una livellazione geometrica?

15.   Descrivere la livellazione reciproca.

16.   Descrivere la livellazione dal mezzo.

17.   Descrivere gli errori in una battuta di livellazione.

18.   Che cosa è una livellazione idrostatica?

19.   Che cosa è una livellazione trigonometrica?

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20.   Come si determina un dislivello da una livellazione trigonometrica con due misure di angoli zenitali?

21.   Come si determina un dislivello da una livellazione trigonometrica con una misura di angolo zenitale?

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Lezione 012
01.   Nelle misure con un teodolite la correzione di orientamento è

 è un parametro da determinare

 è una costante

 è trascurabile 

 una costante fornita dalla casa costruttrice dello strumento

02.   Data una rete di vertici topografici, rilevati con un teodolite e un distanziometro, per calcolare le coordinate planimetriche dei vertici occorre inquadrare il
rilievo in un sistema di riferimento 

 fissando le coordinate di un punto noto e una direzione

 tridimensionale 

 fissando l’angolo di direzione di un lato

 fissando le coordinate di un punto

03.   Data una rete di n vertici di cui si vogliono determinare le coordinate (x,y per ciascun punto) e si vuole inquadrare la rete in un determinato sistema di
riferimento, le incognite sono

 2n-3

 2(n-1)

 2n

04.   Data una rete di vertici topografici, rilevati con un teodolite e un distanziometro, per calcolare le coordinate planimetriche dei vertici occorre inquadrare il
rilievo in un sistema di riferimento 

 fissando le coordinate di un punto e fissando l’angolo di direzione di un lato

 fissando le coordinate di un punto

 tridimensionale

 fissando l’angolo di direzione di un lato

05.    Quali sono le equazioni di vincolo di una poligonale chiusa su sé stessa?

06.   Quali sono le equazioni di vincolo di una poligonale chiusa su punti noti?

07.   Come si determinano le coordinate nel piano con una poligonale aperta?

08.   Che cosa è una triangolazione?

09.   Cosa è una compensazione empirica?

10.   Descrivere una poligonale topografica.

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Lezione 013
01.   In una poligonale chiusa formata da n vertici si deve verificare

 che la somma degli angoli azimutali sia sempre uguale a 200 gon

 di tornare sempre su un punto di coordinate note

 che gli angoli azimutali soddisfino la seguente relazione

 che la somma degli angoli azimutali sia sempre uguale a 180°

02.   Nello schema della triangolazione si misurano

 tutti gli angoli interni dei triangoli che collegano ogni vertice della rete

 tutte le basi

 alcuni angoli interni dei triangoli che collegano ogni vertice della rete e una distanza

 tutti gli angoli interni dei triangoli che collegano ogni vertice della rete e una distanza

03.   In una poligonale aperta per misurare tutti i vertici della rete

 si parte da un punto di coordinate note

 si chiude su un punto noto

 si parte da una coppia di punti di coordinate note

 si ritorna sul punto di partenza

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Lezione 014
01.   Dati due punti di coordinate note, nell'intersezione in avanti quale delle seguenti configurazioni non è permessa?

 Misura dei due angoli centrati nei vertici di coordinate note.

 Misura delle due distanze fra i punti di coordinate note e il punto incognito.

 Misura dell'angolo azimutale stazionando sul di punto di coordinate incognite al collimando i due punti di coordinate note.

 Misura di un angolo centrato in un vertice di coordinate note e misura della distanza fra questo e il punto incognito.

02.   Nell'intersezione inversa o all'indietro occorre 

 stazionarsi con il teodolite sul punto P di coordinate incognite e collimare almeno 1 punto di coordinate note

 stazionarsi con il teodolite sul punto P di coordinate incognite, collimare almeno 1 punto di coordinate note e misurare la distanza da quel punto

 stazionarsi con il teodolite sul punto P di coordinate incognite e collimare almeno 3 punti di coordinate note

 stazionarsi con il teodolite sul punto P di coordinate incognite e collimare almeno 2 punti di coordinate note

03.   Che cosa è una intersezione inversa?

04.   Che cosa è una intersezione diretta?

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Lezione 015
01.   Per poter inquadrare una rete di livellazione nel datum altimetrico nazionale occorre

 conoscere la quota di almeno un punto della rete in quel datum geodetico nazionale

 conoscere la quota di almeno tre punti della rete in quel datum geodetico nazionale

 conoscere il geoide dei punti della rete

 misurare il livello medio del mare con il mareografo di Genova

02.   Qual è la precisione nella misura di un dislivello ottenuto con n battute di livellazione geometrica.

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Lezione 016
01.   Come è definito il sistema di riferimento delle misure GPS?

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Lezione 017
01.   Nel codice D GPS sono contenute tutte le informazioni su 

 sulla posizione del ricevitore

 sul tempo del ricevitore 

 sulla ionosfera 

 la posizione dei satelliti

02.   I satelliti GPS

 ricevono solo i codici

 inviano solo le portanti L1 e L2

 inviano le portanti L1 e L2 modulate dai codici

 inviano e ricevono le portanti L1 e L2 modulate dai codici

03.   Nel posizionamento GPS in tempo reale 

 non conosciamo le orbite dei satelliti 

 dobbiamo stimare la posizione dei satelliti

 possiamo utilizzare le orbite trasmesse con il messaggio D

 possiamo utilizzare le effemeridi precise fornite dall'IGS

04.   La lunghezza d'onda delle due portanti L1 e L2 del segnale GPS

 varia nel tempo

 è circa 20 mm

 è circa 20 m

 è circa 20 cm

05.   La portante L1 del segnale GPS è 

 non è modulata

 modulata dai codici pseudo casuali P e C/A

 è modulata da codici casuali

 modulata solo dal codice D

06.   Cosa è una misura di codice o pseudo-range?

07.   Un ricevitore GPS può inviare informazioni ai satelliti?

08.   Che frequenze sono utilizzate dal GPS?

09.   Che quota si può ottenere dalle misure GPS?

10.   Come sono modulate le portanti GPS? 

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Set Domande: TOPOGRAFIA
INGEGNERIA CIVILE E AMBIENTALE (D.M. 270/04)
Docente: Borghi Alessandra

Lezione 018
01.   Il disturbo troposferico può essere ridotto

 solo se si conoscono le caratteristiche fisiche dell'atmosfera

 se la baseline fra due ricevitori è inferiore a 30 km circa

 se la baseline fra due ricevitori è inferiore a 100 km

 se si utilizzano ricevitori a doppia frequenza

02.   Nell'osservazione GPS il disturbo ionosferico può essere eliminato

 solo nelle misure di fase

 sempre

 calcolando la combinazione lineare iono-free con le osservazioni L1 e L2 

 confrontando le osservazioni L1 e L2

03.   Dato un ricevitore GPS che riceve il segnale proveniente da un satellite, come può essere risolto il problema dell'ambiguità iniziale delle misure di fase?

 non si risolve

 osservando almeno 5 satelliti simultaneamente

 utilizzando più osservazioni provenienti dallo stesso satellite a epoche diverse

 osservando almeno 4 satelliti simultaneamente

04.   Un ricevitore GPS osserva contemporaneamente 4 satelliti, con quale tipo di osservazione si può determinare la sua posizione in tempo reale?

 entrambe le osservazioni

 osservazioni di fase

 osservazioni di codice

 osservazioni di differenza singola fra ricevitori

05.   Le ambiguità di fase nelle misure GPS

 sono valori incogniti che dipendono dal satellite tracciato dal ricevitore

 cambiano epoca per epoca

 sono contenute nelle effemeridi precise IGS

 sono trasmesse attraverso il messaggio D

06.   Qual è l'equazione dell'osservabile GPS iono-free L3

 L3=n1L1 + n2L2

 L3=L1 + L2

 L3=L1-L2

 L3=L1L2

07.   Alle frequenze del segnale GPS (onde radio in banda L), la ionosfera è un mezzo dispersivo, per cui 

 le onde elettromagnetiche del segnale GPS che si propagano in essa hanno velocità che dipende dalla loro frequenza

 le onde elettromagnetiche del segnale GPS che si propagano in essa hanno velocità uguale a quella della luce nel vuoto

 le onde elettromagnetiche del segnale GPS che si propagano in essa hanno velocità che si disperdono

 le onde elettromagnetiche del segnale GPS che si propagano in essa hanno velocità costante

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Set Domande: TOPOGRAFIA
INGEGNERIA CIVILE E AMBIENTALE (D.M. 270/04)
Docente: Borghi Alessandra

08.   Il disturbo troposferico nelle misure GPS è dovuto principalmente

 agli ioni liberi nell'aria

 alle molecole in equilibrio idrostatico

 alla componente secca dell'atmosfera

 alla componente umida dell'atmosfera

09.   Come viene rimosso il disturbo ionosferico se si utilizza in un ricevitore GPS a doppia frequenza

10.   Come viene ridotto il disturbo ionosferico se si utilizza in un ricevitore GPS a singola frequenza

11.   Che cosa sono i cycle-slips nelle misure GPS di fase 

12.   Che cosa è l'ambiguità iniziale di fase nelle misure GPS

13.   Descrivere che cosa è il disturbo ionosferico nelle misure GPS 

14.   Cosa è una misura di fase?

15.   Come si riduce l’errore ionosferico?

16.   Come di può ridurre l’errore troposferico?

17.   Che cosa è il centro di fase di una antenna GPS?

18.   Descrivere gli errori di osservazione nel GPS.

19.   Descrivere gli errori di modello nel GPS.

20.   Che cosa è una ambiguità di fase?

21.   Descrivere gli errori strumentali nel GPS.

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Set Domande: TOPOGRAFIA
INGEGNERIA CIVILE E AMBIENTALE (D.M. 270/04)
Docente: Borghi Alessandra

Lezione 019
01.   La differenza singola fra satelliti ci permette di eliminare

 l'errore degli orologi dei satelliti e del ricevitore

 l'errore troposferico

 l'ambiguità iniziale

 l'errore dell'orologio del ricevitore

02.   L'osservabile GPS di differenza tripla viene utilizzato

 per stimare le ambiguità iniziali di fase

 per stimare i parametri geometrici

 per correggere i cycle-slps

 per stimare le coordinate dei punti

03.   L'osservabile di differenza singola fra ricevitori GPS permette di 

 eliminare gli errori di orologio del satellite

 eliminare gli errori di orologio dei ricevitori

 eliminare sempre l'errore troposferico

 eliminare sempre l'errore ionosferico

04.   L'osservazione GPS ricavata dalle differenze doppie

 non può essere utilizzato per stimare i parametri geometrici incogniti

 è esente da rumore

 è solo teorica

 è l'osservabile più utilizzato per la stima dei parametri incogniti

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Set Domande: TOPOGRAFIA
INGEGNERIA CIVILE E AMBIENTALE (D.M. 270/04)
Docente: Borghi Alessandra

Lezione 020
01.   Il posizionamento GPS relativo viene effettuato

 per determinare la posizione del rover rispetto al ricevitore master

 per velocizzare il rilievo

 per migliorare la precisione del posizionamento    

 per conoscere le coordinate dei punti in tempo reale

02.   Nel caso in cui si debbano rilevare le coordinate di M vertici di una rete GPS, il numero massimo di basi linearmente indipendenti è

 M(M-1)/2

 M-1

 0

 M

03.   Nel caso in cui si debbano rilevare le coordinate di M vertici di una rete GPS, il numero massimo di basi che si possono costruire è

 M-1

 M

 M(M-1)/2

 0

04.   Dovendo rilevare 8 vertici di una rete a quadrilateri trilaterati che distano in media 18 km e avendo a disposizione 4 GPS, il tempo medio previsto per il
rilievo, sapendo che per ogni spostamento occorrono 45 minuti, è:

 4 ore e 45 minuti       

 4 ore    

 2 ore

 2 ore e 45 minuti

05.   Nel caso in cui si debbano rilevare le coordinate di 4 vertici di un quadrilatero trilaterato avendo a disposizione 4 ricevitori GPS, il rilievo può essere effettuato
in 

 in tre sessioni di misura

 2 sessioni di misura indipendenti

 4 sessioni di misura indipendenti

 in unica sessione di misura

06.   Un rilievo GPS può essere compensato

 in modalità sincrona

 in modalità single-base

 single-base o multi-base

 in modalità multi-base

07.   Per ottenere misure ridondanti con la tecnica GPS 

 si devono utilizzare 2 ricevitori    

 si devono utilizzare 2 antenne

 si devono osservare 4 satelliti contemporaneamente 

 si possono utilizzare schemi a rete

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Set Domande: TOPOGRAFIA
INGEGNERIA CIVILE E AMBIENTALE (D.M. 270/04)
Docente: Borghi Alessandra

08.   Data una rete GPS la compensazione multi-base è

 rigorosa

 approssimata 

 non necessaria

 implementata in tutti i programmi di elaborazione dati GPS

09.   Data una rete di 8 vertici e 4 ricevitori GPS, quante sessioni occorrono per rilevare la rete usando lo schema a quadrilateri trilaterati?

 2

 4

 8

 3

10.   Dovendo rilevare 8 vertici di una rete a quadrilateri trilaterati che distano in media 3 km e avendo a disposizione 4 GPS, il tempo medio previsto per il rilievo,
sapendo che per ogni spostamento occorrono 15 minuti, è:

 2 ore e 15 minuti    

 1 ora e 45 minuti

 15 minuti

 2 ore 

11.   Per ottenere misure ridondanti con la tecnica GPS 

 si devono utilizzare 4 satelliti contemporaneamente

 si possono utilizzare sessioni lunghe di osservazione

 bisogna muovere il ricevitore

 si devono utilizzare 2 ricevitori in tempi diversi

12.   Dovendo rilevare 8 vertici di una rete a quadrilateri trilaterati che distano in media 8 km e avendo a disposizione 4 GPS, il tempo medio previsto per il rilievo,
sapendo che per ogni spostamento occorrono 30 minuti, è:

 2 ore e 15 minuti

 3 ore

 3 ore e 30 minuti

 1 ora e 15 minuti

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Set Domande: TOPOGRAFIA
INGEGNERIA CIVILE E AMBIENTALE (D.M. 270/04)
Docente: Borghi Alessandra

Lezione 021
01.   Le stazioni GPS permanenti sono

 accese e spente ogni giorno a mezzanotte

 solo quelle dell'ITRF

 composte da un ricevitore e da una antenna che osservano in continuo

 solo quelle del segmento di controllo del sistema

02.   Nella compensazione di una rete GPS la deficienza di rango è rimossa

 fissando le coordinate di almeno 1 vertice

 fissando le coordinate di almeno 3 vertici

 dal ricevitore

 fissando la quota di almeno 1 punto

03.   Un rilievo GPS nel quale si misurano diversi vertici in modalità relativa può

 essere compensato in modalità single e/o multi base

 essere compensato solo in modalità multibase

 non deve essere compensato perchè otteniamo le coordinate in tempo reale

 non necessitare di compensazione

04.   In una rete GPS elaborata utilizzando le differenze doppie si compensano 

 le componenti delle baseline

 le coordinate dei punti

 la lunghezza della baseline

 le differenze singole fra satelliti

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Set Domande: TOPOGRAFIA
INGEGNERIA CIVILE E AMBIENTALE (D.M. 270/04)
Docente: Borghi Alessandra

Lezione 022
01.   Il rilievo in modalità DGPS si basa sull'ipotesi che 

 gli errori orbitali, atmosferici e di orologio dei satelliti siano accidentali

 gli errori orbitali, atmosferici e di orologio dei satelliti siano diversi fra la stazione master e rover

 gli errori orbitali, atmosferici e di orologio dei satelliti siano comuni fra la stazione master e rover

 gli errori orbitali, atmosferici e di orologio dei satelliti siano costanti nel tempo

02.   Le tecniche NTRK permettono di modellizzare in maniera più precisa

 gli errori accidentali

 gli errori che dipendono dalla distanza master-rover

 i soli errori orbitali

 i soli errori atmosferici

03.   Un rilievo DGPS può essere utilizzato se il ricevitore master e rover distano circa

 meno di 10 km

 al più 100 km 

 meno di 30 km

 meno di 100 km

04.   La precisione di un rilievo DGPS 

 dipende principalmente dalla distanza fra la stazione master e rover

 è puramente casuale

 dipende solo dalla bontà del collegamento radio/modem fra la stazione master e la stazione rover

 dipende solo dalla velocità di spostamento del ricevitore rover

05.   In teoria un rilievo DGPS di fase è più preciso di un rilievo NRTK di fase con VRS (Virtual Reference Station)

 non sono paragonabili

 sempre

 mai

 se la VRS è lontana

06.   Per rilievo DGPS si intende

 un rilievo relativo in cui si applicano le differenze doppie

 un qualsiasi rilievo relativo

 un rilievo relativo in cui una stazione master invia le correzioni differenziali ad un ricevitore rover

 un rilievo assoluto

07.   Quanto devono distare al massimo i ricevitori/antenne master e rover in un rilievo DGPS? Giustificare la risposta.

08.   Che cosa è il protocollo RTCM?

09.   Che cosa è la tecnica DGPS?

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Set Domande: TOPOGRAFIA
INGEGNERIA CIVILE E AMBIENTALE (D.M. 270/04)
Docente: Borghi Alessandra

Lezione 023
01.   Un sistema NRTK è in generale formato da 

 dalla rete di stazioni permanenti e dagli utenti

 una rete di stazioni master e una stazione rover

 dalla rete di stazioni permanenti, dal centro di calcolo e dagli utenti

 una stazione master e una rover

02.   Descrivere brevemente i vantaggi e gli svantaggi della tecnica NRTK rispetto alla tecnica RTK.

03.   Che cosa è un rilievo NTRK?

04.   Che cosa è una VRS (Virtual Reference Station)?

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Set Domande: TOPOGRAFIA
INGEGNERIA CIVILE E AMBIENTALE (D.M. 270/04)
Docente: Borghi Alessandra

Lezione 024
01.   Il sistema geodetico nazionale è definito

 da Roma Monte Mario

 dalla realizzazione ETRF2000, all’epoca 2008.0, del sistema di riferimento europeo ETRS89

 dal sistema WGS84

 dal datum Roma40

02.   La Rete Dinamica Nazionale è composta da

 99 stazioni GPS permanenti della rete mondiale IGS

 99 stazioni GPS permanenti della rete EUREF

 99 stazioni GPS permanenti distribuite sul territorio nazionale

 99 stazioni GPS permanenti distribuite in Europa

03.   �La Rete Dinamica Nazionale (RDN) ha sostituito

 �la rete di vertici IGM95 per la definizione del datum nazionale

 �la rete Gauss-Boaga per la definizione del datum nazionale

 �la rete di vertici Roma40 per la definizione del datum nazionale

 �la rete EUREF

04.   La Rete Dinamica Nazionale (RDN) ha sostituito

 la rete EUREF

 la rete di vertici IGM95 per la definizione del datum nazionale

 la rete di vertici Roma40 per la definizione del datum nazionale

 la rete Gauss-Boaga per la definizione del datum nazionale

05.   Che cosa è la Rete Dinamica Nazionale (RDN)?

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Set Domande: TOPOGRAFIA
INGEGNERIA CIVILE E AMBIENTALE (D.M. 270/04)
Docente: Borghi Alessandra

Lezione 025
01.   Le monografie IGM95 compilate prima dell'introduzione della Rete Dinamica Nazionale

 non hanno più senso di esistere

 possono essere trasformate nel sistema RDN

 si usano solo per rilievi effettuati prima dell'introduzione del nuovo datum nazionale

 devono essere cestinate

02.   La rete IGM95 

 è il Datum geodetico nazionale per i rilievi GPS

 permetteva di inquadrare una rilievo GPS nel datum Roma40

 è il Datum geodetico nazionale

 era il Datum geodetico nazionale per i rilievi GPS 

03.   Le monografie IGM95 forniscono:

 le coordinate cartesiane geocentriche ITRF2008, le coordinate cartografiche UTM e i parametri di trasformazione per passare da coordinate cartesiane a coordinate
cartesiane

 le coordinate cartesiane geocentriche ITRF2008, le coordinate cartografiche UTM e i parametri di trasformazione per cambiare sistema di riferimento

 le coordinate cartesiane geocentriche ETRF89 , le coordinate cartografiche piane Gauss-Boaga e i parametri di trasformazione per passare da coordinate geocentriche a
coordinate cartesiane

 le coordinate cartesiane geocentriche ETRF89 , le coordinate cartografiche piane Gauss-Boaga e i parametri di trasformazione per passare dal sistema ETRF89 al sistema
nazionale.

04.   Il programma Verto dell'IGM

 è stato ideato per calcolare le proiezioni cartografiche

 permette di trasformare le coordinate di un vertice nei datum Roma40, IGM95 e RDN

 dato un punto rilevato con il GPS fornisce solo la sua quota ortometrica

 fornisce la posizione di un vertice

05.   I parametri di trasformazione associati ad ogni vertice IGM95

 hanno un raggio di validità regionale

 sono validi per tutta Italia

 hanno un raggio di validità di 10-15 km

 sono uguali per tutti i vertici

06.   Descrivere la rete IGM95.

07.   Descrivere le informazioni contenute in una monografia IGM95.

08.   Come si può trasformare un set di coordinate IGM95 nel datum Roma40? 

09.   Il software Verto dell’IGM cosa permette di calcolare? 

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Set Domande: TOPOGRAFIA
INGEGNERIA CIVILE E AMBIENTALE (D.M. 270/04)
Docente: Borghi Alessandra

Lezione 027
01.   La proiezione di conica di Lambert

 è afilattica 

 è perfetta

 è equivalente 

 è conforme

02.   La rappresentazione di Cassini-Soldmner

 è perfetta

 è conforme

 è afilattica

 è equivalente

03.   Nelle carte conformi il modulo di deformazione lineare 

 è indipendente dall’azimut α

 è costante

 è dipendente dall’azimut α

 è uguale a zero

04.   Le rappresentazioni dell’ellissoide sul piano sono equivalenti

 se si conservano i rapporti fra aree infinitesime

 nessuna risposta è vera

 se il modulo di deformazione lineare m, pur variando da punto a punto, è indipendente dall’azimut

 se sono presenti tutti i tipi di deformazione

05.   Le rappresentazioni dell'ellissoide sul piano sono afilattiche

 �se si conservano i rapporti fra aree infinitesime

 �se il modulo di deformazione lineare m, pur variando da punto a punto, è indipendente dall'azimut

 �se sono presenti tutti i tipi di deformazione, ognuno dei quali è però mantenuto nei limiti più ristretti possibili

 �nessuna altra risposta è vera

06.   Le rappresentazioni dell'ellissoide sul piano sono conformi o isogene

 �se si conservano i rapporti fra aree infinitesime

 �se sono presenti tutti i tipi di deformazione

 �se il modulo di deformazione lineare m, pur variando da punto a punto, è indipendente dall'azimut

 �nessuna risposta è vera

07.   L'errore di graficismo di una carta è

 �1 mm

 �0.2 mm

 �2 mm

 2 cm

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Set Domande: TOPOGRAFIA
INGEGNERIA CIVILE E AMBIENTALE (D.M. 270/04)
Docente: Borghi Alessandra

08.   Data una carta in scala 1:2000, qual è la deformazione massima possibile?

 0.2 mm

 4 m

 40 mm

 40 cm

09.   La rappresentazione cilindrica di Lambert

 è equivalente

 è afilattica

 è perfetta

 è conforme 

10.   Che cosa è l’errore di graficismo?  

11.   Descrivere le carte in base al loro modulo di deformazione

12.   Che cosa è necessario per fare cartografia?

13.   Che cosa è il fattore di scala?

14.   Definire i moduli di deformazione.

15.   Definire le proiezioni in base al punto di proiezione.

16.   Come è definita una rappresentazione analitica.

17.   Che cosa è una rappresentazione per proiezione prospettica?

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Set Domande: TOPOGRAFIA
INGEGNERIA CIVILE E AMBIENTALE (D.M. 270/04)
Docente: Borghi Alessandra

Lezione 028
01.   La rappresentazione stereografica polare

 è esatta

 è conforme

 è afilattica

 è equivalente

02.   La proiezione cilindrica di Mercatore è una rappresentazione

 conforme

 equivalente

 afilattica

 senza deformazioni

03.   Come si possono rappresentare in cartografia l’Antartide o l’Artico?

04.   Descrivere la rappresentazione di Gauss.

05.   Descrivere la rappresentazione di Lambert.

06.   Perchè è importante la rappresentazione di Mercatore?

07.   Definire le rappresentazioni in funzione del modulo di deformazione.

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Set Domande: TOPOGRAFIA
INGEGNERIA CIVILE E AMBIENTALE (D.M. 270/04)
Docente: Borghi Alessandra

Lezione 029
01.   Nella rappresentazione UTM la falsa origine delle coordinate Nord (N)

 è 500 km per l'emisfero nord e 100000 per l'emisfero sud

 è 100000 km solo per l'emisfero sud

 non è applicata

 è 500 km per entrambi gli emisferi

02.   Nella rappresentazione di Gauss il modulo di deformazione lineare

 �cresce al crescere della longitudine rispetto al meridiano centrale

 �è costante, ma diverso da zero

 �è nullo

 �diminuisce al crescere della longitudine rispetto al meridiano centrale

03.   Nella carta di Gauss

 il meridiano centrale ha modulo di deformazione che cresce con la latitudine

 il meridiano centrale ha modulo di deformazione costante

 il meridiano centrale ha modulo di deformazione che decresce con la latitudine

 i meridiani e i paralleli si intersecano con angoli inferiori a 90°

04.   Nella rappresentazione di Gauss, date le coordinate  (φ,λ) sull'ellissoide, per ottenere le coordinate (N,E) cartografiche occorre

 risolvere le equazioni di Gauss e applicare le false origini

 applicare il fattore di contrazione alle coordinate geografiche (φ, λ)

 applicare il fattore di contrazione alle coordinate cartesiane (x,y) ottenute risolvendo le equazioni di Gauss

 applicare le false origini alle coordinate (φ,λ)

05.   Nella rappresentazione UTM la falsa origine della coordinata Est (E) 

 è 100000 km per il solo emisfero nord

 è 100000 km per il solo emisfero sud

 è 500 km per il solo emisfero sud

 è 500 km per entrambi gli emisferi

06.   La rappresentazione di Gauss è una rappresentazione

 perfetta

 afilattica

 conforme

 equivalente

07.   Una carta UTM è una rappresentazione realizzata per

 per fusi di ampiezza 6°

 per quadrati

 per rettangoli

 per fusi di ampiezza 3°

08.   Che cosa è la riduzione alle corde in cartografia?

09.   Come si calcola l’azimut di una geodetica sul piano cartografico?

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Set Domande: TOPOGRAFIA
INGEGNERIA CIVILE E AMBIENTALE (D.M. 270/04)
Docente: Borghi Alessandra

10.   Che cosa è la convergenza del meridiano?

11.   Descrivere la rappresentazione cartografia Cassini-Soldner.

12.   Descrivere la rappresentazione cartografica UTM.

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Set Domande: TOPOGRAFIA
INGEGNERIA CIVILE E AMBIENTALE (D.M. 270/04)
Docente: Borghi Alessandra

Lezione 030
01.   La falsa origine della coordinate Est (E) nella rappresentazione Gauss-Boaga della carta a 1:25000

 è 1500 km per entrambi i fusi

 è 1500 km per il fuso ovest e 2520 km per il fuso est

 è 2520 km per entrambi i fusi

 non è applicata

02.   In ogni tavoletta a 1:25000 della cartografia italiana sono definiti due sistemi di rappresentazione:

 la rappresentazione Gauss-Boaga e la rappresentazione WGS84

 Roma40 e ED50

 Roma40 e WGS84

 la rappresentazione Gauss-Boaga e la rappresentazione UTM

03.   Alla scala 1:25000 qual è la rappresentazione cartografica ufficialmente scelta per l'Italia?

 una rappresentazione equivalente di Gauss per fusi di ampiezza 6° 

 una rappresentazione conforme di Mercatore per fusi di ampiezza 6° 

 una rappresentazione conforme di Gauss per fusi di ampiezza 6° 

 una rappresentazione conforme di Gauss per fusi di ampiezza 3° 

04.   Nella cartografia ufficiale italiana di Gauss-Boaga, perchè si usa un fattore di contrazione pari a 0.9996?

 Per limitare le deformazioni areali all'interno dei fusi.

 Per non commettere un errore superiore all'errore di graficismo.

 Per comodità nei calcoli.

 Per limitare le deformazioni all’interno dei fusi.

05.   Il reticolato chilometrico nelle tavolette a 1:25000 si riferisce 

 alla rappresentazione conforme di Gauss

 alla rappresentazione di Cassini

 alla rappresentazione UTM 

 alla rappresentazione Gauss-Boaga 

06.   Che cosa è il fuso ovest e il fuso est nella cartografia ufficiale italiana?

07.   Che cosa è il fattore di contrazione in cartografia?

08.   Perchè si utilizzano le false origini in cartografia?

09.   Qual è la proiezione usata per la cartografia ufficiale italiana?

10.   Che rappresentazione viene usata per la cartografia catastale italiana?

11.   Che cosa è una tavoletta nella cartografia ufficiale italiana?

12.   Come sono rappresentate le coordinate ED50 sul piano cartografico?

13.   Che cosa è un foglio nella cartografia ufficiale italiana?

14.   Qual è il datum delle coordinate della cartografia ufficiale italiana?

15.   Che cosa è il datum ED50?

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Set Domande: TOPOGRAFIA
INGEGNERIA CIVILE E AMBIENTALE (D.M. 270/04)
Docente: Borghi Alessandra

Lezione 031
01.   I dati nella cartografia numerica sono

 sono attributi

 solo georeferenziati 

 solo geospaziali 

 georeferenziati e geospaziali

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Set Domande: TOPOGRAFIA
INGEGNERIA CIVILE E AMBIENTALE (D.M. 270/04)
Docente: Borghi Alessandra

Lezione 034
01.   La legge di propagazione della varianza nel caso n-dimensionale quando il legame funzionale fra la v.c. X e la v.c. Y è del tipo Y=AX b è data dalla seguente
relazione

 CYY=ACXX b

 CYY=ACXXAT

 CYY=I

 CYY=CXX

02.   L'evento A è stocasticamente indipendente dall'evento B se

 P(A|B)=P(A) P(B)

 P(A|B)=P(A)

 P(A)=P(B)

 P(A|B)=P(A)P(B)

03.   Condizione necessaria e sufficiente affinché due eventi A e B siano stocasticamente indipendenti è:

 P(A∩B)=P(A)

 P(A∩B)=P(A)+P(B)

 P(A∩B)=P(A)P(B)

 P(A∩B)=P(A)-P(B)

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Set Domande: TOPOGRAFIA
INGEGNERIA CIVILE E AMBIENTALE (D.M. 270/04)
Docente: Borghi Alessandra

Lezione 035
01.   L'operazione di media è

 una operazione non lineare

 una funzione continua

 una operazione differenziale

 una operazione lineare

02.   Si individui il valore corretto della varianza della v.c. Y per X=45° sapendo che Y=sinX e la varianza di X è 2 radianti

 1

 2

 -2

 4

03.   Si individui il valore corretto della varianza della v.c. Y per X=2 sapendo che Y=-X2-1 e la varianza di X è 0.5

 -1.6

 0.5

 16

 0.8

04.   Si individui il valore corretto della varianza della v.c. Y per X=2 sapendo che Y=-3X 1 e la varianza di X è 0.5

 1

 -1

 2.5

 4.5

05.   La varianza è:

 è un indice che misura il grado di concentrazione di una v.c. X attorno alla sua media

 la media degli scarti rispetto alla media

 la radice quadrata scarto quadratico medio

 lo scarto quadratico medio

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Set Domande: TOPOGRAFIA
INGEGNERIA CIVILE E AMBIENTALE (D.M. 270/04)
Docente: Borghi Alessandra

Lezione 036
01.   La mediana è

 è un indice di posizione ed è definito come il valore c in cui f(x) raggiunge il suo valore massimo (assoluto).

 è la media ponderata

 è la media

 un indice di posizione ed è definito come quel valore c per cui P(X ≤ c) = P(X ≥ c) = 0.5

02.   

 la moda è 0.45

 la moda è 3

 la moda è 0.10

 la moda è 0.35

03.   La moda è

 è un indice di posizione ed è definito come quel valore c per cui  

P(X ≤ c) = P(X ≥ c) = 0.5

 non è un parametro statistico

 la media ponderata

 un indice di posizione che rappresenta il punto c0 in cui la distribuzione di probabilità f(X) raggiunge il suo valore massimo in assoluto

04.   Quale fra le seguenti matrici potrebbe essere una matrice di covarianza?

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INGEGNERIA CIVILE E AMBIENTALE (D.M. 270/04)
Docente: Borghi Alessandra

Lezione 038
01.   Se la v.c Y è linearmente dipendente da X

 l'indice di correlazione lineare è uguale a ±1

 l'indice di correlazione lineare è uguale a < -1

 l'indice di correlazione lineare è uguale a 0

 l'indice di correlazione lineare è uguale a > 1

02.   Gli elementi lungo la diagonale della matrice di covarianza della v.c. X  a n dimensioni sono

 le varianze dell'i-esima componente della v.c. X

 gli s.q.m. dell'i-esima componente della v.c. X

 le covarianze della v.c. X

 un qualsiasi valore reale

03.   La matrice di covarianza di osservazioni indipendenti

 solo in questo caso è invertibile

 è una matrice diagonale

 una matrice a banda

 solo in questo caso è simmetrica

04.   Data una v.c. X a n dimensioni, come è definita la varianza della i-esima componente di X?

 σ2i = E{(Xi)2 - μXi)}

 σ2i = E{(Xi - μXi)2}

 σ2i = E{(Xi - μXi)}

 σ2i = E{(Xi)2 - (μXi)2}

05.   Una matrice di covarianza

 è antisimmetrica

 è rettangolare

 è necessariamente simmetrica

 potrebbe essere simmetrica

06.   La matrice di covarianza di una v.c. X è

 una qualsiasi matrice quadrata

 una matrice rettangolare

 il momento del secondo ordine espresso in forma matriciale

 il momento del quarto ordine

07.   Sapendo che il legame funzionale fra la v.c Y e la v.c X è: 

Y=X2+X+5

Calcolare il valore di Y per X=2 e la sua varianza sapendo che la varianza di x è 4∗10-4m2

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INGEGNERIA CIVILE E AMBIENTALE (D.M. 270/04)
Docente: Borghi Alessandra

Lezione 039
01.   Dato un fenomeno fisico descritto dalla relazione 

y=a⋅cos(ωt) + b⋅sin(ωt)

Si vogliono determinare i parametri a e b con il metodo dei minimi quadrati. Sapendo che ω=1, e che le misure di y sono state effettuate ai tempi 2001, 2002, 2003,
2004, qual è la matrice disegno A corretta?

 Nessuna delle altre risposte

02.   Se la matrice di covarianza di un insieme di osservazioni è nota a meno di un fattore di proporzionalità

 non è possibile effettuare la stima ai minimi quadrati

 la soluzione ai minimi quadrati è corretta

 la soluzione ai minimi quadrati è nota a meno del fattore di proporzionalità

 la soluzione ai minimi quadrati è errata

03.   Dato un insieme di misure della grandezza fisica y in funzione del tempo t (y=a⋅e-bt), nel caso in cui si volessero determinare i coefficienti a e b con il metodo
di stima dei minimi quadrati bisognerebbe

 utilizzare il modello con pure equazioni di condizione

 calcolare l'errore

 ricavare prima il parametro a e poi il parametri b

 linearizzare la funzione rispetto ai parametri incogniti

04.   I minimi quadrati con pure equazioni di condizione

 non hanno soluzione univoca

 sono utilizzati per compensare ad esempio i dislivelli di una rete di livellazione

 servono per determinare i parametri incogniti

 non sono lineari

05.   Dato un insieme di misure della grandezza y in funzione del tempo t (y=a e-bt), nel caso in cui si volessero determinare i coefficienti a e b con il metodo dei
minimi quadrati bisognerebbe

 cambiare modello funzionale

 calcolare l’errore di chiusura delle misure

 utilizzare i minimi quadrati con pure equazioni di condizione

 utilizzare i minimi quadrati con parametri aggiuntivi

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Set Domande: TOPOGRAFIA
INGEGNERIA CIVILE E AMBIENTALE (D.M. 270/04)
Docente: Borghi Alessandra

06.   Indicare la matrice di covarianza corretta del vettore delle osservazioni delle distanze misurate Y=(d1,d2)=(100,150)km, sapendo che σd=10[mm] +
2[mm]⋅d[km]

07.   Se il legame funzionale fra una grandezza fisica misurata e i parametri incogniti non è lineare:

 non si può applicare il metodo di stima dei minimi quadrati

 si può applicare il metodo di stima dei minimi quadrati dopo aver linearizzato le equazioni di osservazione

 la soluzione ottenuta con il metodo di stima dei minimi quadrati è unica

 la soluzione ottenuta con il metodo di stima dei minimi quadrati è univocamente determinata

08.   Che cosa è la matrice dei cofattori nella soluzione del problema dei minimi quadrati?

09.   Come si imposta un problema ai minimi quadrati con pure equazioni di condizione?

10.   Che cosa è la matrice normale nella soluzione del problema dei minimi quadrati?

11.   Che cosa è un modello stocastico?

12.   Che cosa è un modello deterministico?

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INGEGNERIA CIVILE E AMBIENTALE (D.M. 270/04)
Docente: Borghi Alessandra

Lezione 042
01.   Se la relazione funzionale fra osservazioni e parametri da stimare è non lineare

 la soluzione ai minimi quadrati è unica

 la soluzione ai minimi quadrati è non lineare

 la soluzione ai minimi quadrati dipende dai parametri approssimati

 non si può applicare il metodo dei minimi quadrati

02.   Quando si arresta la procedura iterativa nel problema ai minimi quadrati non lineari?

03.   Come si risolve un problema ai minimi quadrati non lineari?

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